SOCIOLOGIA
SOCIOLOGIA
La sociologia, come scienza sociale, supera i limiti formulando interrogativi sulla base di una
riflessione teorica e cercando risposte a questi interrogativi sulla base di informazioni
raccolte scientificamente
-> per studiare un gruppo di persone si prende un campione di esse e se ne
analizza il contesto in cui è calato
-> micro -> individuo analizzato (ex. neet)
-> meso -> la realtà in cui sei inserito (ex. scuola)
-> macro -> la società intera (ex. il ministero dell’istruzione)
La sociologia non può darci certezze assolute in quanto il suo scopo è analizzare la società
per trovare soluzioni ai suoi problemi
01-10
Oggetto di studio della sociologia è la società
DEFINIZIONE DI MANUALE DI SOCIETÀ -> popolazione, collettività stabilmente insediata
su un territorio delimitato, i cui rapporti sono abbastanza durevoli da consentire la
riproduzione dell’esistenza, la soddisfazione dei bisogni vitali e la sedimentazione di una
comune cultura da cui discendono le norme che regolano la vita della collettività.
Quando è nata?
La nascita della sociologia si inquadra all’interno di un processo che porterà all’avvento della
modernità e che è stato accompagnato da tre grandi “rivoluzioni”:
1. la rivoluzione scientifica
-> il dominio della ragione
A partire dal XVII secolo si assiste:
● allo sviluppo delle scienze della natura
● all’applicazione del metodo sperimentale, fondato sull'osservazione dei “fatti”
● a un insieme di scoperte, che gettano nuova luce sui “segreti” della natura
Verso la fine del XVIII secolo incomincia a diffondersi la fiducia nella possibilità di estendere
allo studio dell’uomo, della società e della cultura, gli stessi principi del metodo scientifico
che stavano dando tanti buoni risultati nello studio dei fenomeni naturali.
2. la rivoluzione industriale
-> definisce la società in quanto abbiamo un cambiamento in quanto le
persone si spostano dalla campagna alle città
In Inghilterra, verso la fine del XVIII secolo, prende avvio una trasformazione radicale dei
processi produttivi che comporta innovazioni a livello sociale, economico e tecnologico e che
ridefinisce la società.
La sociologia nasce come necessità di comprendere quelle trasformazioni, che delineano
quella che sarà la società moderna.
3. la rivoluzione francese
-> mette in discussione il potere assoluto
In Francia, verso la fine del XVIII secolo, si assiste simbolicamente alla fine di un’epoca e di
un ordinamento politico fondato sul principio dinastico e il potere assoluto. Lo scettro passa
dalle mani del re a quelle del popolo e si affermano i valori di uguaglianza e libertà.
La società emerge come oggetto di studio quando i suoi fondamenti sono messi in
discussione, quando i suoi ordinamenti non appaiono più stabili, quando i suoi assetti non
possono più essere dati per scontati.
Paradigmi scientifici: (quel momento in cui tutti gli scienziati sociali sono d’accordo)
assunti di base di natura teorica e metodologica sui quali una comunità di scienziati in un
determinato campo sviluppa un consenso storicamente accettato da tutti (o quasi) i suoi
membri.
All’interno delle scienze sociali riconosciamo quattro paradigmi che si integrano tra loro:
Paradigma dell’ordine
Cosa tiene insieme e in ordine la società?
● Secondo Thomas Hobbes, gli uomini si sottopongono all’autorità coercitiva
dello stato,riuscendo a controllare la loro natura egoistica e violenta, che
porterebbe alla disgregazione sociale.
● Secondo Adam Smith, il mercato è l’elemento connettivo che tiene insieme gli
individui e i gruppi, nel perseguimento dei loro diversi interessi egoistici
(“mano invisibile”).
● Secondo Herbert Spencer e Comte, la società è un organismo le cui parti
sono connesse tra loro da una rete di relazioni di interdipendenza. L’equilibrio
che si genera tra le parti non è mai statico, bensì dinamico, sottoposto cioè a
un continuo processo di evoluzione e di adattamento(modello organicistico di
stampo evoluzionistico). SOPRAVVIVE CHI SI ADATTA
● Secondo Georg Simmel, la differenziazione sociale che caratterizza la
modernità produce individualizzazione ed eterogeneità tra gli individui. Gli
esseri umani in virtù di questa loro diversità devono sempre più fare
affidamento sugli altri per soddisfare le proprie esigenze. In tal senso, si
estendono e approfondiscono relazioni di interdipendenza (ordine sociale non
è imposto dall’esterno;cresce, spontaneamente, dall’interno).
● Secondo Emile Durkheim, connessione tra forme di divisione del lavoro e
forme di solidarietà.
- Società pre-moderne = divisione del lavoro scarsa = solidarietà
meccanica (cooperazione, dare agli altri senza chiedere nulla in
cambio
- Società moderna = divisione del lavoro avanzata = solidarietà
organica (il modo in cui mi relaziono con gli altr ha una finalità
utilitaristica. Sto con te perchè mi serve)
● Secondo Ferdinand Tonnies, la comunità è organica fondata su rapporti di
intimità, riconoscenza, condivisione e in cui gli individui si sentono uniti gli uni
agli altri. La società è meccanica fondata sui rapporti di scambio e l'interesse
personale che mettono in relazione non gli individui nella loro totalità, ma
soltanto le loro prestazioni.
QUESTO PENSIERO È COMPLETAMENTE OPPOSTO AGLI ALTRI
Paradigma del conflitto
Porta a vedere ogni cosa con un punto di vista conflittuale.
● Secondo Marx, in ogni società i rapporti sociali fondamentali sono quelli che
si instaurano nella sfera della produzione e distribuzione dei beni e servizi
che servono alla società stessa per funzionare e riprodursi.
In ogni società esistono due fondamentali classi contrapposte, i cui rapporti
determinano la struttura di classe e sono conflittuali,in quanto presuppongono
interessi antagonistici.
Il conflitto di classe è la grande forza della storia, il motore del mutamento
sociale
FONDA LA SUA LETTURA SULLA BASE DELLA LOTTA TRA CLASSI
SOCIALI BASATO SUL POSSESSO.
● Secondo Max Weber, il conflitto non si riduce alla lotta di classe. Le classi
non sono l'unica (e neppure la prevalente) struttura, intorno alla quale si
organizzano gli interessi in conflitto.
La sfera economica non è l’unica nella quale si manifesta il conflitto. Accanto
ad essa si collocano le sfere della politica, del diritto, della religione.
Le varie sfere non sono isolate l'una dall'altra, ma reciprocamente connesse.
Il conflitto non è una condizione patologica della società, ma la sua
condizione normale che può generare sia ordine sia mutamento
classe sociale - gruppo di persone accomunate dal punto di vista economico - Marx
ceto sociale - gruppo di persone accomunate dagli stessi orientamenti culturali: teatro,
museo, libri, stadio…….- Weber
il conflitto genera ordine e mutamento
07-10
Paradigma della struttura
Concezione olistica del sociale: la società è l’unità prioritaria di analisi, gli individui sono
veicoli attraverso i quali la società si esprime.
Per spiegare i comportamenti umani, bisogna ricondurli alle coordinate sociali nelle quali si
manifestano.
MASSIMO ESPONENTE
Emile Durkheim: la società viene prima degli individui.
I fatti sociali possono essere spiegati solo da altri fatti sociali,non si può partire dal
comportamento degli individui, dalle loro motivazioni e dalla loro personalità, per arrivare alla
società.
Un classico esempio è il suicidio, non vi è comportamento considerato più individuale,
eppure in esso operano cause sociali.
Paradigma dell’azione
Individualismo metodologico: i fenomeni macroscopici devono essere ricondotti alle loro
cause microscopiche (le azioni individuali).
Per spiegare le azioni individuali è necessario tener conto dei motivi degli attori.
MASSIMO ESPONENTE
Max Weber: per spiegare i fenomeni sociali, di qualsiasi natura essi siano, è sempre
necessario ricondurli ad atteggiamenti, credenze e comportamenti individuali e di questi si
deve cogliere il significato che rivestono per l’attore.
l’uomo non è razionale ma razionalizzatore
effetto pigmalione
Simmel -> la convivenza reciproca, l’uno per l’altro, con l'altro, contro l’altro -> da qui
possiamo vedere come l’agire sociale (che Weber ci racconta essere riferito al
comportamento di altri) può essere a favore, insieme o a sfavore dell’altro
Euristici -> strumenti che consentono di comprendere meglio certe situazioni
Queste tipologie di azioni, ci forniscono uno strumento per capire le azioni sociali: il perché
di un determinato comportamento
Azione sociale -> singolo individuo
Relazione/interazione sociale -> riguardano due o più soggetti su cui ci si pone
contemporaneamente
GRUPPO SOCIALE
Abbiamo a che fare con persone che interagiscono tra loro con continuità, secondo schemi
relativamente stabili (ci si comporta sempre così) e definiti inoltre, mi riconosco e gli altri mi
riconoscono come facente parte del gruppo
-> Secondo Simmel i gruppi pari sono più a rischio. Se è composto da numeri dispari ci sono
più possibilità che il gruppo “sopravviva”
-> Per Simmel il gruppo da 5, potenzialmente è quello che sta “meglio”, dove c’è il maggior
successo e dove si ha la massima soddisfazione (3+2 = triade + diade)
IL RUOLO
Cos’è il ruolo in sociologia?
L’insieme dei comportamenti che in un gruppo tipicamente ci si aspetta da una persona, che
del gruppo fa parte.
I ruoli si distinguono in
- Specifico: riguarda un insieme di comportamenti limitati e precisi;
operaio nella catena di montaggio. ci si aspetta che faccia determinate operazioni
all'interno dell’azienda
- Diffuso: riguarda un insieme di comportamenti più ampio e meno definito
genitori -> comportamenti ampi e diffusi
Ogni individuo ha diversi ruoli. In un gruppo sociale i ruoli possono essere differenti. Ognuno
può essere amico, amante, mamma, figlia, zia -> ROLE SET
In base alla dimensione e al ruolo svolto, possiamo identificare diversi tipi di gruppi sociali:
Gruppi primari: piccole dimensioni, a ruoli diffusi, con contenuti affettivi e molto
personalizzati FAMIGLIA
Gruppi secondari: grandi dimensioni, a ruoli specifici, relazioni più fredde e
spersonalizzate LAVORO
Gruppo formale: basato su uno statuto o regolamento esplicito in vista di certi scopi,
si costituisce solitamente per il raggiungimento di un scopo. formale perché ci sono
delle regole da seguire se si vuole far parte del gruppo GRUPPI DELLA MODUGNO,
ASSOCIAZIONI
Gruppo informale: si forma in modo spontaneo, senza che siano state fissate regole
precise per il suo funzionamento AMICI, GRUPPO DI RIFERIMENTO
Gruppi totalitari: impegnano tutti i ruoli o quasi di un individuo
tutti i ruoli sono impegnati CARCERE - i carcerati assumono tutti i loro ruoli, la
persona continuerà ad essere un padre, una madre, un ladro…
CASA DI RIPOSO
Gruppi segmentali: impegnano alcuni o anche uno dei ruoli di un individuo
AULA UNIVERSITARIA - siamo un gruppo ma ognuno di noi impegna solo il ruolo
dello studente, l’amico del compagno
14.10
-> Le norme sociali sono regole di comportamento che ci si aspetta vengano seguite in
determinate situazioni. Stabiliscono come comportarti all'interno di un gruppo.
Alcune norme sono SOLO per determinate situazioni: norme deontologiche.
Istituzioni
Nelle scienze sociali per istituzioni si intendono modelli di comportamento che in una
determinata società sono dotati di cogenza normativa (scuola, gruppo dei pari (amici))
I valori, le norme che li specificano e le istituzioni come modelli normativi di comportamento
costituiscono il nucleo centrale di una cultura.
Processo di socializzazione
-> strumento attraverso il quale il patrimonio culturale della società viene appreso dagli
individui. Processo mediante il quale i nuovi diventano membri della società
Socializzazione primaria -> insieme di processi volti ad assicurare all’individuo la formazione
delle competenze sociali di base. Avviene tra 0-6 anni attraverso la famiglia.
socializzazione secondaria -> si svolge in età scolare e va avanti per tutto il rest della vita
socializzazione terziaria -> contesto organizzativo, lavorativo
Potere e conflitto
Potere: è la possibilità di trovare obbedienza a un comando che abbia un determinato
contenuto (Weber) Io esercito il mio potere dando ordini a cui l'altra persona sottoposta
Autorità: il potere legittimato. Io dico una cosa in quanto ho il diritto e l’autorità di dirlo e
l'altra persona ha il dovere di farlo (genitori che “comandano” i figli) (datore di lavoro e
lavoratore). è determinato dai diversi ruoli che si hanno nella società
Non possiamo vivere senza conflitto: azioni orientate dal proposito di affermare la propria
volontà contro la volontà e la resistenza altrui
in alcuni casi svolge alcune funzioni positive per il gruppo:
- aumenta la coesione interna -> nel bene e nel male
- stabilisce e mantiene i confini rispetto all’esterno -> come gruppo si è più coesi
- è più intenso tra i gruppi che richiedono un impegno totale della personalità, ma se questi
esplodono tendono a essere di particolare intensità e potenzialmente distruttivi delle
relazioni di gruppo FAMIGLIA
- può generare nuovi tipi di interazione fra antagonisti
Il comportamento collettivo
Comportamento collettivo: insieme di individui sottoposti a uno stesso stimolo, che
reagiscono e interagiscono fra loro in situazioni senza sicuro riferimento a ruoli definiti e
stabilizzati.
Panico: reazione collettiva spontanea, che si manifesta di fronte al rischio di subire gravi
danni da un evento in corso o annunciato come immediato. Il pericolo può essere reale,
come un incendio un naufragio, o solo immaginato.
Folla: insieme di persone riunite in un luogo, che sviluppano umori e atteggiamenti comuni,
ai quali possono seguire forme di azione collettiva.
Pubblico: insieme di persone che si confrontano con uno stesso problema, hanno opinioni
diverse su come affrontarlo e discutono fra loro a questo riguardo. I
15.10 CAPITOLO 7 - STRATIFICAZIONE, CLASSI SOCIALI E MOBILITÀ
Per parlare di disuguaglianza sociale, i sociologi parlano di stratificazione sociale
ovvero il sistema delle disuguaglianze strutturali di una società nei suoi due aspetti principali:
- distributivo: l’ammontare delle ricompense materiali (solitamente denaro) e
simboliche (status sociale) ottenute dagli individui e dai gruppi di una società
- relazionale: i rapporti di potere esistenti fra gli attori sociali.
Il sistema delle classi nelle società moderne si distingue con due schemi di classificazione:
1. Sylos Labini: basato sul tipo di reddito percepito dall’individuo
focalizza la sua classificazione attraverso il reddito.
Sostiene che ci siano tre categorie di reddito:
rendita (dei proprietari fondiari)
profitto (dei capitalisti)
salario (degli operai)
Ma anche:
i redditi misti, da lavoro e capitale: lavoratori autonomi
gli stipendi degli impiegati
i redditi di coloro con occupazioni precarie e saltuarie.
Utilizza questi criteri per arrivare ad una classificazione delle classi.
Distinguiamo cinque classi sociali:
1. Borghesia: proprietari di fondi rustici e urbani (rendite), imprenditori e alti
dirigenti (profitti e redditi misti), professionisti (redditi misti);
2. Piccola borghesia : lavoratori autonomi (redditi misti);
3. Classe media impiegatizia : impiegati pubblici e privati;
4. Classe operaia : braccianti e salariati fissi in agricoltura, operai dell’industria
e dell’edilizia e del terziario (salari); MCJOBS
5. Sottoproletariato: coloro che restano a lungo lontani dalla sfera produttiva,
disoccupati.
MOBILITÀ SOCIALE
-> Ogni passaggio di un individuo da uno strato, un ceto, una classe sociale ad un altro.
I sociologi distinguono fra mobilità:
Orizzontale -> passaggio di un individuo da una posizione sociale a un’altra
nell’ambito dello stesso livello
Verticale -> passaggio di un individuo da una posizione a un’altra
-> ascendente -> vengo da una famiglia povera e divento avvocato
-> discendente -> medico che finisce a fare il bidello
Intergenerazionale -> cambiamento di posizione socioeconomica rispetto alla
generazione precedente. INTER vado vedere il lavoro del padre
Intragenerazionale -> cambiamento di posizione socioeconomica di un singolo
individuo all’interno dell’arco di vita. INTRA guardo cosa faccio nella mia vita
Di breve raggio -> cambiamento avvenuto fra strati o classi contigue
Di lungo raggio -> cambiamento avvenuto fra strati o classi molto lontani. DA
MEDICO A BIDELLO
Assoluta -> numero complessivo di persone che si spostano da una classe all’altra.
SPOSTAMENTO DI UNA CERTA QUANTITÀ DI PERSONE DA UNA CLASSE
ALL’ALTRA
Relativa -> grado di eguaglianza delle possibilità di mobilità dei membri delle varie
classi. POSSIBILITÀ DI SPOSTARSI DA UNA CLASSE ALL’ALTRA
Individuale -> spostamenti verso l’alto o il basso di un singolo soggetto.
Di gruppo -> spostamenti verso l’alto o il basso di un intero gruppo (una classe, uno
strato, ecc.).
LA TEORIA FUNZIONALISTA
-> Secondo i funzionalisti, l’espansione dell’istruzione è una conseguenza della
differenziazione istituzionale
-> La società sia sempre più complessa; di conseguenza il livello di specializzazione
richiesto è sempre più alto e si attribuisce alle istituzioni scolastiche il compito di
fornire il più alto livello di qualificazione
-> Ne consegue che man mano che il livello di qualificazione aumenta, anche la
percentuale di popolazione che deve passare attraverso le istituzioni scolastiche
aumenta e aumenta anche la durata del periodo che essa deve trascorrere al loro
interno
LA TEORIA MARXISTA
-> Secondo questa teoria, per capire come sono nati i sistemi scolastici bisogna
guardare i rapporti di produzione e la lotta tra classi sociali. Infatti, i marxisti ritengono
che i sistemi scolastici abbiano la funzione di riprodurre le disuguaglianze esistenti
tra le classi.
-> Il filosofo francese L. Althusser sostiene che nella società capitalistica, la
riproduzione dei rapporti di produzione è assicurata dall’esercizio del potere negli
apparati di stato.
Abbiamo due diversi apparati di stato:
1. apparati repressivi:
Ne fanno parte il governo, l'esercito, i tribunali.
Appartengono alla sfera pubblica
Funzionano con la violenza
2. apparati ideologici:
Ne fanno parte la scuola, la famiglia, la chiesa, i mezzi di comunicazione di
massa
Riguardano la sfera privata
Agiscono con l’ideologia, non si usa la forza fisica ma un altro tipo di forza
Un tempo l’apparato ideologico dominante era la chiesa che svolgeva non solo
funzioni religiose ma anche educative. Oggi l’apparato più importante è la scuola.
-> Secondo la teoria marxista, la scuola ha il compito di insegnare fin da piccoli
l’ideologia adatta al ruolo che dovrà svolgere nella società.
-> Bowles e Gintis hanno sostenuto che il sistema scolastico serve a perpetuare e a
riprodurre il sistema capitalistico e lo fa in due modi:
1. Promuovendo la credenza che il successo economico dipenda
esclusivamente dal possesso di determinate capacità e competenze
-> tipica dell’ideologia meritocratica
2. Trasmettendo agli alunni non solo conoscenze ma piuttosto attributi non
cognitivi (tratti di personalità)
LA TEORIA WEBERIANA
-> Secondo Weber non è possibile analizzare i sistemi di istruzione senza tener
conto della stratificazione sociale
La sua teoria di istruzione corrisponde ad un ideale educativo.
I sistemi di istruzione vanno analizzati in base ai tipi di potere. A ogni tipo di potere
corrisponde un ideale educativo:
1. Potere carismatico: ideale dell’iniziato
accesso ad un sapere segreto tramite prove e cerimonie il carisma non può
essere insegnato, può solo essere risvegliato
-> Secondo Weber, una persona ha carisma o non ne ha. Se hai carisma, la mia
funzione di istruzione è svegliare questo tratto di te. Io fornisco a queste persone un
“potere” (fornisco informazioni che prima non aveva)
2. Potere tradizionale: ideale dell’uomo colto
il fine dell’educazione è il «raffinamento della persona» la definizione di
«uomo colto» varia a seconda dello «strato sociale dei detentori del potere»
-> L’alunno può essere educato in maniera diversa a seconda del suo stato sociale.
ex. Può essere educato in modo cavalleresco oppure ascetico, in modo letterario o
con la ginnastica e la musica
3. Potere legale-razionale: ideale dello specialista
l’istruzione ha una immediata utilità pratica. Istruzione ed esami assumono la
massima importanza (officine, uffici, laboratori scientifici, eserciti….)
-> Lo sviluppo dell’istruzione è dovuto alle azioni condotte dai ceti sociali per
mantenere e migliorare la posizione nel sistema di stratificazione. Come
conseguenza abbiamo il fenomeno del credenzialismo ovvero l'uso dei titoli di
studio come mezzi per controllare l’accesso alle posizioni lavoro.
-> Si ha una monopolizzazione delle posizioni di vantaggio economico
sociale.
-> Mano a mano che la società diventa sempre più credenzialista, gli attestati
tendono ad essere svalutati.
BISOGNA POTERSELO PERMETTERE ECONOMICAMENTE
ISTRUZIONE E MERITOCRAZIA
Per la teoria funzionalista la società occidentale è diventata sempre più meritocratica
(funzionalista). Quello che caratterizza la società è il processo di razionalizzazione, il
passaggio dal particolarismo all’universalismo. Ciò che determina la posizione sociale non è
più l’origine sociale ma le competenze acquisite.
L’idea della società meritocratica ha avuto consensi anche nel corso degli anni 70.
I risultati delle principali ricerche si sono trovati ad affermare il contrario e per farlo hanno
preso in considerazione tre variabili:
1. Origine sociale (O)
2. Titolo di studio conseguito (I)
3. Destinazione di classe (D)
-> Secondo i funzionalisti, questo rapporto è cambiato nel corso del tempo in quanto:
1. In molti paesi occidentali sono state approvate riforme con lo scopo di eguagliare il
sistema scolastico che hanno cercato di ridurre ‘influenza del titolo di studio dei
genitori dai figli
2. Vi è stata un’espansione dell’istruzione per cui O e I non siano più in relazione
perchè il tasso di iscrizione di studenti appartenenti a classi sociali basse è
aumentato rispetto a quello delle classi medio-alte
Per realizzare una maggiore uguaglianza delle opportunità, bisogna indebolire sia le
disuguaglianze di istruzione, sia l’ereditarietà sociale diretta
Livello di istruzione -> la tua istruzione dove arriva? ti sei fermato al diploma o hai
continuato?
Destinazioni lavorative -> quanto la tua origine sociale incide sul lavoro che andrai a fare?
Origini sociali -> quanta possibilità ho di diventare ”qualcuno” -> background
socio-economico-culturale della famiglia -> i tuoi genitori che lavoro fanno? quanto
guadagnano? le tue origini sociali
vedi fine pagina 12
-> Il processo di socializzazione può fallire o non essere sufficiente e entrano in azione i
processi esterni di controllo sociale: le punizioni o le ricompense.
Essi sono reazioni sociali alla violazione delle norme. Le prime sono rivolte a scoraggiare le
violazioni mentre le seconde ad incoraggiare le adesioni alle aspettative sociali
CONCETTO DI “DEVIANZA”
Che cos’è la devianza? Tutti hanno avuto a che fare con la devianza.
-> Definiamo devianza ogni atto o comportamento (anche solo verbale) che viola le norme di
una collettività e che, di conseguenza, va incontro a qualche forma di sanzione.
-> Si parla di una persona o di un gruppo che non è conforme alla società: al suo contesto,
alle norme, regole.
-> Quest’idea è stata bene espressa da Emile Durkheim “Non bisogna dire che un
atto urta la coscienza comune perché è criminale, ma che è criminale perché urta la
coscienza comune. Non lo biasimiamo, perchè è un reato, ma è un reato perché lo
biasimiamo”
-> L’atto è considerato deviante SOLO in riferimento al contesto socioculturale in cui ha
luogo.
-> Un comportamento deviante in un paese, può essere accettato o considerato positivo in
un altro
-> Notevoli sono i problemi che si incontrano nello studio dei reati. Il numero di reati ufficiali,
considerati dalla polizia e dalla magistratura, rappresenta una parte di quelli reali,
effettivamente compiuti.
-> Ve ne sono altri che, pur essendo stati commessi, fanno parte del numero oscuro dei
delitti: restano nascosti e non vengono registrati
-> Per fare in modo che un
reato entri a far parte delle
statistiche, è necessario che
qualcuno se ne accorga e lo
faccia sapere ad un organo
del sistema penale. Per i
reati senza vittima
(prostituzione, consumo di
stupefacenti, gioco
d’azzardo) e per quelli cotro
la collettività, dipende dalla
capacità della plizia di
scoprire gli eventi delittuosi e i loro autori
3. Teoria del controllo sociale - si basa su una concezione più pessimistica della natura
umana considerata moralmente debole. Essendo l’uomo più portato a violare
piuttosto che rispettare le leggi, si impongono dei controlli sociali che gli impediscano
di farlo. Questi controlli sono di vario tipo:
- esterni - forme di sorveglianza esercitate per scoraggiare comportamenti
devianti (police)
- interni diretti - sentimenti di imbarazzo, colpa e vergogna che prova chi
trasgredisce una prescrizione sociale
- interni e indiretti - attaccamento psicologico ed emotivo agli altri e il desiderio
di non perdere la loro stima
-> Una persona compie un reato quando il vincolo che lo lega alla società è molto
debole
4. Teoria della subcultura - secondo questa teoria, una persone commette un reato
perché si è formata in una subcultura criminale che ha valori e norme diversi da
quelli della società generale
-> La devianza, come la conformità, si apprende nell'ambiente in cui si vive
-> Secondo Edwin H. Sutherland -criminolgo americano- il comportamento deviante
non è né ereditario né inventato dall’attore ma appreso dalla comunicazione con le
altre persone del gruppo. Di conseguenza, ad essere deviante non è l’individuo ma il
gruppo a cui appartiene
5. Teoria dell'etichettamento - secondo questa teoria, il reato è il prodotto
dell'interazione tra chi crea e fa applicare le norme e chi le infrange.
-> Il centro dell’analisi non è nell’atto deviante in se stesso, quanto nella reazione
che l’atto deviante suscita. In altre parole, nel fatto che chi compie un atto deviante
viene stigmatizzato come tale e tutte le sue azioni, passate, presenti e future,
vengono interpretate secondo tale stigma.
-> Edwin Lemert distingue devianza primaria e secondaria:
- devianza primaria -> violazione delle norme che hanno un rilievo marginale
e che vengono dimenticate. Chi fa queste azioni non considera se stesso un
deviante e non viene considerato tale dagli altri
- devianza secondaria -> l’atto di una persona suscita una reazione di
condanna da parte degli altri, che lo considerano un deviante. In questo caso
la persona viene “etichettata” e continuerà a compiere azioni considerate
“deviate”
6. Teoria della scelta razionale - si considerano i reati come un’azione intenzionale in
quanto l’individuo è un essere razionale che agisce secondo i propri interessi
cercando il piacere e fuggendo dal dolore
-> Chi trasgredisce le leggi va in contro a tre tipi di costi:
1. Costi esterni pubblici -> sanzioni legali inflitte dallo stato che si
percuotono sulla reputazione sociale
2. Costi esterni privati -> ”costi di attaccamento” derivano da sanzioni
informali, dalle critiche e della condanna
3. Costi interni -> nascono dalla coscienza, sensi di colpa e vergogna
FORME DI CRIMINALITÀ
- Attività predatoria comune - tutti quei reati compiuti attraverso il raggiro e la violenza
- Omicidi - possono essere i tipo:
- Colposo -> a causa di negligenza, imprudenza o imperizia. Omicidio non
voluto
- Doloso -> atto compiuto con la volontà di uccidere
-> La tendenza alla diminuzione degli omicidi è quella del processo di
civilizzazione. Durante il medioevo gli uomini vivevano in uno stato di
insicurezza ma quando un potere territoriale forte si impone, si instaura il
monopolio della violenza legale da parte dello stato
- Reati dei colletti bianchi - l’inchiesta TANGENTOPOLI del 1992 porta alla luce un
sistema di corruzione del parlamento italiano .
-
-> Il termine “reati dei colletti bianchi" fa riferimento a quei reati compiuti da
persone rispettabili, di elevata condizione sociale. Per essere considerato
“reato dei colletti bianchi”, il reato deve essere svolto durante il corso
dell’attività professionale della persona.
-> Questi reati creano sfiducia e favoriscono la disorganizzazione sociale
-> Tra questi reati abbiamo:
Reati nell'occupazione -> individui che svolgono il loro lavoro per
trarne un vantaggio
Appropriazione indebita -> ci si appropria del denaro o di una
cosa altrui
Insider trading -> speculazione sui titoli di una società attuata
da chi dispone di informazioni riservate
Corruzione -> abuso di potere du un agente publico al fine di
trarne vantaggi personali
CRIMINALITÀ ORGANIZZATA
-> Insieme di imprese che forniscono beni e servizi illeciti e che si infiltrano nelle attività
economiche lecite (vendita di droga, gioco d'azzardo, prostituzione)
-> Mirano sia all'acquisizione di profitti finanziari sia al potere politico
-> Devono disporre di “forze militari”, ovvero gruppi di persone armate, capaci e disposte ad
uccidere
AUTORI DEI REATI
-> Per molto tempo, i sociologi hanno concentrato la loro attenzione sulla classe sociale di
appartenenza degli attori ma, recentemente, il loro interesse si è spostato sull’analisi dell’età
e del genere
La classe sociale - negli ultimi decenni, i sociologi hanno appurato che non c’è
correlazione tra lo stato sociale e la criminalità
Genere - il genere è una variabile importantissima per predire la criminalità e la
psicologia della devianza. In tutto il mondo, è più probabile che sia un maschio
piuttosto che una femmina a violare una norma penale
L’età - Adolphe Quetelet sviluppa una “legge di sviluppo” della “tendenza al crimine”.
A suo avviso, questa tendenza “cresce rapidamente nell’età adulta, arriva ad un
apice e, lentamente decresce fino agli ultimi anni di vita”. Secondo lui, la tendenza a
violare le norme penali, varia a seconda della fase del ciclo di vita
DEVIANZA E SANZIONI
-> In ogni società la conformità delle norme viene mantenuta attraverso minacce e sanzioni
che possono essere positive, negative, formali, informali, severe o lievi
Sanzioni formali -> stabilite da organi specializzati di assicurare il rispetto delle
norme
EX. polizia, magistratura
Sanzioni informali -> provengono da genitori, colleghi, amici….
-> La severità delle sanzioni dipende dalla gravità dell’atto commesso
-> Se una persona viola il diritto penale, si parla di commissione di un reato
-> Se una persona non rispetta le leggi, parliamo di “illecito civile o amministrativo”
-> La differenza tra queste due forme di devianza, sta nella sanzione:
- Per il reato è prevista una pena, una sanzione che può limitare la libertà personale
dell’individuo
- Per gli atti giuridici illeciti, la sanzione incide sul patrimonio dell’attore
-> In alcune comunità vigeva la “faida” ovvero la vendetta da parte della vittima, Nel diritto
romano si è seguito, per molto tempo il principio del “taglione” (occhio per occhio, dente per
dente)
TIPI DI RELIGIONE
-> Vi sono molti criteri in base a cui è possibile classificare le religioni dal punto di vista
sociologico e ci sono diversi tipi di religione
- Totemismo - studiato da Durkheim, nel quale si attribuisce l’origine di un gruppo ad
un animale, una pianta e più in generale ad un oggetto
- Animismo - si ritiene che dietro agli uomini vi siano degli spiriti che ne influenzano il
comportamento
- Monoteismo - si crede all’esistenza di una divinità
- Politeismo - si crede all’esistenza di più divinità
- Divinità di funzione - molto spesso alle singole divinità vengono attribuite attività
umane: dio della semina, del raccolto, della navigazione…
-> Nelle religioni monoteiste (cristianesimo, ebraismo…) si attribuisce a Dio il grado più
elevato descrivendolo come unico, onnipotente, creatore del cielo e della terra…
-> Queste religioni sono dette “cosmocentriche” cioè fondate sulla credenza di un'armonia
universale ultraterrena che si contrappongono alle “religioni teocentriche” fondate sulla
credenza di un aldilà dominato da una divinità
- Misticismo - ideale religioso rappresentato dal rifiuto del mondo poiché solo
staccandosi dalla corruttibilità, l’uomo può ricevere la grazia
- Ascesi - comportamento per cui l’uomo si fa strumento e non sono contenitore della
volontà divina
PROCESSO DI SECOLARIZZAZIONE
-> La secolarizzazione è il processo attraverso il quale la religione declina e perde la sua
influenza nelle diverse sfere della vita sociale.
Esempio: significato del lavoro
oggi uomini e donne lavorano per guadagnarsi da vivere o per realizzarsi, senza
nella maggior parte dei casi attribuire al loro agire nella sfera lavorativa un significato
religioso.
-> Religione e scienza si sono spesso trovate a combattere su fronti opposti; la scienza, e gli
scienziati, hanno spesso eroso credenze tradizionali che erano diventate oggetto di tutela da
parte di qualche religione e organizzazione ecclesiastica.
3. Interpretazione funzionalistica
-> La religione svolge la fondamentale funzione di integrazione sociale.
-> Durkheim -> studia che ogni atto di culto, rituale, cerimonia, diventa l'occasione
per ribadire e rafforzare l’identità collettiva e il sentimento di appartenenza. Se nelle
società moderne la religione sembra in declino, è perché altre forme hanno preso il
suo posto e svolgono la sua funzione.
-> La società va pensata come un’unità, in cui le varie parti sono tenute insieme da
una credenza comune = solidarietà meccanica
4. La religione come fattore di mutamento
-> Weber vede la religione come un fenomeno dotato di una sua autonomia specifica
-> Le idee religiose sono state storicamente delle potenze rivoluzionarie capaci di
indurre profonde trasformazioni negli assetti sociali e culturali.
-> Molti studiosi ritengono che le istituzioni religiose siano conservatrici e sostengono
lo status quo. In realtà è innegabile che la religione sia stata anche un potente fattore
di mutamento sociale, un fattore di rottura della tradizione.
5. Concezione fenomenologica della religione
-> L’elemento costitutivo e universale della religione è l'esperienza del sacro.
-> Essa pone l’accento sulla relazione tra il soggetto credente e l'oggetto di
venerazione, che si colloca su un piano trascendente rispetto alla realtà terrena.
-> Diversi sono i tratti che definiscono l’esperienza religiosa: il sentimento di essere
creatura, l’esperienza del mistero, l’aurea di mistero e di inaccessibilità del sacro.
GENERE E CULTURA
-> Il genere è una costruzione sociale: le differenze negli atteggiamenti e nei comportamenti
degli uomini e delle donne variano culturalmente.
-> La divisione sessuale del lavoro è un universale culturale, esiste in tutte le culture
-> Per spiegare questa divisione, vi sono tre Ipotesi
1. Maggiore forza fisica degli uomini
2. Compatibilità con l’allevamento dei bambini: le donne svolgono quei compiti che si
possono conciliare con l’allattamento e la cura dei figli
3. Spendibilità riproduttiva: gli uomini svolgono i compiti più pericolosi, perché ai fini
riproduttivi sono più sacrificabili delle donne.
-> Oggi sappiamo che lo status delle donne è multidimensionale ma per spiegare nel tempo
e nello spazio lo status delle donne si possono impiegare tre fattori:
1. Il sistema di parentela: l’importanza sociale delle donne è maggiore nelle società a
sistema matrilineare
2. La frequenza con cui una società è in guerra: maggiore è la frequenza, tanto più è
probabile che le relazioni fra uomini e donne siano androcentriche
3. L’entità del contributo che le donne esercitano sulla produzione e controllo delle
risorse economiche.
-> Le disuguaglianze di genere nella distribuzione del lavoro domestico si sono leggermente
ridotte. Il tempo che le donne spendono nelle attività domestiche è diminuito negli ultimi
trent’anni,quello che vi dedicano gli uomini è un po’ aumentato.
DIFFERENZA D'ETÀ
-> In ogni società vi sono vari “strati di età” cioè gruppi di individui di età simile
-> Questi stati possono essere diversi per ampiezza, composizione, status e ruoli
COORTI E GENERAZIONI
-> Una coorte è un insieme di persone che vivono uno stesso evento nello stesso momento
EX. coorte di nascita -> tutti coloro che sono nati in un determinato arco temporale
\-> Diverso è il significato di “generazione” che indica un insieme di persone che, oltre a
essere nati nello stesso arco di tempo, hanno in comune i valori, gli atteggiamenti e le
opinioni riguardanti la società e la politica
-> Perché si crei una nuova generazione, c’è bisogno di un “nesso generazionale” che si
verifica quando vi è improvvisamente una forte discontinuità storica e la trasmissione del
patrimonio culturale tradizionale dai genitori ai figli non è più possibile
LE FASI DEL CORSO DELLA VITA
-> I sociologi considerano il “corso della vita” (meglio ciclo di vita) come una costruzione
sociale
-> Si passa attraverso tre fasi di vita:
1. Separazione -> una persona abbandona la posizione e le forme di comportamento
precedenti
2. Transizione -> il soggetto non è né da una parte né dall’altra, si trova in uno spazio
intermedio fra lo stato di partenza e quello d'arrivo
3. Aggregazione -> il soggetto è in uno stato relativamente stabile e ha diritti e doveri
precisi EX. il passaggio dall'infanzia all'adolescenza e poi all'età adulta
-> Gli elementi che costituiscono un’etnia si modificano nel tempo per effetto di fattori sia
endogeni sia esogeni, che possono rafforzare e indebolire la coesione
1. Fattori endogeni riguardano la presenza/assenza di: un’élite letterata, atta alla
conservazione e trasmissione delle tradizioni; conflitti interni di natura religiosa,
politica o sociale, che minano la solidarietà
2. Fattori esogeni sono, ad esempio: il contatto con culture etniche; lo stato di guerra
con etnie vicine.
PARENTELA E DISCENDENZA
-> Gli antropologi distinguono due sistemi di discendenza:
1. Sistema cognatico - rappresenta la discendenza attraverso la linea sia maschile sia
femminile
2. Sistema unilineare - il gruppo di parentela discendono da un antenato comune
esclusivamente avverso una sola linea
a. Discendenza patri-lineare -> l’anello di congiunzione è solo il maschile, le
cosiddette relazioni agnatiche. Nella relazione parentale conta solo la linea
maschile
b. Discendenza matri-lineare -> l'anello di congiunzione è solamente femminile,
le relazioni uterine
-> Dall’appartenenza ad un gruppo di discendenza unilineare, derivano diversi diritti, doveri e
privilegi EX. il suo cognome, la sua posizione sociale, la proprietà, la possibilità di
spostarsi all’interno del gruppo, la posizione sociale
ESOGAMIA ED ENDOGAMIA
-> Un’importantissima divisione introdotta dagli antropologi è quella tra
ENDOGAMIA -> da endo -dentro- e gamos -matrimonio- si indicano le norme sociali
che prescrivono la scelta del coniuge all’interno di un gruppo
ESOGAMIA -> da ex -fuori- e gamos ci riferiamo alle norme che vietano di sposarsi
con una persona dello stesso gruppo (Tabù dell’incesto)
MONOGAMIA E POLIGAMIA
-> Oltre a chi si debba o si possa sposare, le norme sociali prescrivono anche quanti coniugi
si possono avere:
● Monogamia: non è permesso avere più di una moglie o di un marito per volta
● Poligamia: si può essere sposati nello stesso momento con due o più persone
● Poliandria: è una donna ad avere due o più mariti
● Poliginia: è un uomo ad avere due o più mogli
-> Col passare del tempo, gli studiosi cominciano ad usare la tipologia di Laslett che
classifica la famiglia in cinque tipi:
1. Nucleare: formata da una sola unità coniugale. sia completa (marito, moglie con o
senza figli) sia incompleta (madre vedova con figli), detta anche “monoparentale”
2. Senza struttura: priva di un’unità coniugale, formata cioè da persone con altri rapporti
di parentela (fratelli non sposati)
3. Del solitario: costituita da un’unica persona (con o senza servitori)
4. Estesa: costituita da una sola unità coniugale e uno o più parenti conviventi. A
seconda del rapporto di parla di estensione verticale (padre del capofamiglia) e di
estensione orizzontale (fratello)
5. Multipla: con due o più unità coniugali. A seconda del rapporto di parla di multiple
verticali (es. marito, moglie, figlio e moglie del figlio) e di multiple orizzontali (es. due
o più fratelli che vivono con le rispettive mogli ed eventualmente figli)
-> Abbiamo delle somiglianze tra le classificazioni; la famiglia instabile è nucleare, quella
ceppo è multipla verticale….
-> La tipologia di Laslett fa riferimento solo alla regola di residenza dopo le nozze
-> Oltre che per la struttura, le famiglie possono essere classificate in base ai rapporti di
autorità e di affetto tra i componenti. Sotto questo punti di vista distinguiamo la famiglia in:
- Patriarcale -> tipo di famiglia caratterizzata da una rigida separazione dei ruoli .I
genitori influiscono notevolmente sulla scelta del coniuge e dopo il matrimonio il
rapporto tra lo sposo e i genitori è molto importante
- Coniugale intima -> la struttura presenta un sistema di ruoli più flessibili. La scelta
del coniuge è libera e si da più importanza al rapporto coniugale rispetto a quello tra
lo sposo e i genitori
MOVIMENTI MIGRATORI
-> I processi migratori hanno avuto grandi conseguenze per le popolazioni dei paesi di
partenza e di quelli di arrivo
-> Ad un certo punto iniziarono le migrazioni di lunga distanza fra l’Europa e gli altri
continenti
-> Sulla base del loro status giuridico, gli immigrati possono essere distinti in:
1. Regolati -> ottengono un permesso di soggiorno in modo lecito
2. Irregolari -> pur essendo entrati regolarmente, non richiedono il permesso di
soggiorno
3. Clandestini -> entrano di nascosto, aggirando i controlli
4. Regolarizzati -> clandestini che in un secondo momento ottengono il permesso di
soggiorno
CITTÀ
-> La città è un insediamento relativamente vasto, denso e duraturo.
-> La città si distingue da un paese/villaggio per dimensione, densità e eterogeneità
GLOBALIZZAZIONE
-> Con il termine “globalizzazione” intendiamo che le relazioni sociali sono sempre più
stabilite a grande distanza e che la società è “stirata” su tutto il mondo
-> Con riferimento all’economia si individuano tre processi principali, non nuovi, ma tutti in
accelerazione negli ultimi anni:
1. L’internazionalizzazione dei mercati dei prodotti, beni e servizi
2. L’internazionalizzazione dei mercati finanziari
3. Lo sviluppo di imprese multinazionali
GLOBALIZZAZIONE/REGIONALIZZAZIONE
-> Effetti globali: conseguenze sulle persone, sui loro modi di vita e di pensare.
-> La società globalizzata è una società del rischio e dell’incertezza: radicalizzazione della
tendenza alla individualizzazione; flessibilità, capacità di assumersi rischi, autonomia
d’azione
-> Il processo di globalizzazione è accompagnato da un processo parallelo di
regionalizzazione
- persistenza di economie «vecchie»
- formazione di nuove aree economiche regionali (lo sviluppo si concentra in certe
zone piuttosto che in altre)
- maggiore autonomia dei governi regionali
- decentramento dei poteri
- ridefinizione rapporti tra stati/regioni.
DISOCCUPAZIONE
-> Con la parola disoccupazione ci riferiamo all’insieme delle persone che cercano
attivamente un'occupazione e non la trovano
-> Gli economisti distinguono tre tipo di disoccupazione
1. Disoccupazione frizionale -> dovuta al fatto che le persone cercano lavoro e
si spostano da un posto all’altro
2. Disoccupazione strutturale -> dovuta ad una cattiva corrispondenza fra
domanda e risposta
3. Disoccupazione ciclica -> domanda di lavoro bassa
-> Disoccupazione di lunga durata -> particolare fenomeno studiato dai sociologi
-> Professione: indica il tipo di attività normalmente svolta per ricavare un reddito,
indipendentemente dal fatto di essere occupati o disoccupati.
-> Professionalità: maggiore o minore contenuto di esperienza, specializzazione, capacità
necessarie per un determinato compito.
CONTRATTAZIONE COLLETTIVA
-> Relazioni industriali -> processi di contrattazione collettiva fra organizzazioni dei lavoratori
e dei datori di lavoro per stipulare accordi relativi ai salati e alle condizioni di lavoro
-> I sindacati sono associazioni di lavoratori che si uniscono per tutelare i loro diritti.
\-> Sono associazioni particolari in quanto il sindacato rappresenta gli interessi degli
iscritti ma anche quelli dei lavoratori non iscritti appartenenti ad una stessa categoria
-> Si delineano due sindacati:
1. Sindacati associativi -> iscritti e categorie ristrette
2. Sindacati di classe -> a rappresentazione estesa
-> In italia si sono diffusi dei sindacati autonomi che tutelano grandi (dipendenti delle scuole)
e piccoli (controllori di volo) gruppi di lavoratori
02.12
CAP. 14 POLITICA E AMMINISTRAZIONE
-> Con il termine "politica" ci riferiamo ai fini, agli obiettivi e alle scelte di un'organizzazione o
di un’associazione
-> In senso ristretto, parliamo di politica per intendere una sfera della società, del linguaggio
sociologico dove troviamo lo stato e la sua organizzazione, i partiti e la competizione
elettorale, i movimenti sociali e i gruppi di interesse
-> Bobbio sostiene che bisogna distinguere tre tipologie di potere ed eventualmente
individuarne uno specificamente politico. I tre tipi di potere, secondo Bobbio, sono:
1. Potere economico - chi possiede certi beni o risorse può indurre chi non li possiede
ad avere o accettare una determinata condotta
\-> denaro, cedo la mia manodopera in cambio di denaro -> globalizzazione
2. Potere ideologico - capacità di influenzare i comportamenti
\-> chiesa, occhi dei popoli, media, intellettuali
3. Potere politico - controllo degli strumenti attraverso cui si esercita la forza
\-> leggi, politici -> il controllo degli strumenti attraverso cui si esercita la forza fisica.
-> Weber, parlando di potere, afferma che lo stato ha il monopolio sull’uso legittimo della
forza ovvero che chi detiene il potere politico cera di ottenere anche il controllo della forza.
-> Weber gioca sull’aggettivo “legittima” che accompagna l’autorità, un potere riconosciuto
legittimo si trasforma in autorità
\-> Potere: capacità di ottenere il comportamento richiesto anche contro la volontà
dei soggetti (Weber )
\-> Potere legittimo: autorità (chi subisce il potere ritiene che chi lo esercita sia
legittimato a farlo)
-> Inoltre individua tre tipologie di potere legittimo PAG.15
1. Potere carismatico: ideale dell’iniziato
ccesso ad un sapere segreto tramite prove e cerimonie il carisma non può essere
insegnato, può solo essere risvegliato
-> Secondo Weber, una persona ha carisma o non ne ha. Se hai carisma, la mia
funzione di istruzione è svegliare questo tratto di te. Io fornisco a queste persone un
“potere” (fornisco informazioni che prima non aveva)
2. Potere tradizionale: ideale dell’uomo colto
il fine dell’educazione è il «raffinamento della persona» la definizione di
«uomo colto» varia a seconda dello «strato sociale dei detentori del potere»
-> L’alunno può essere educato in maniera diversa a seconda del suo stato sociale.
ex. Può essere educato in modo cavalleresco oppure ascetico, in modo letterario o
con la ginnastica e la musica
3. Potere legale-razionale: ideale dello specialista
l’istruzione ha una immediata utilità pratica. Istruzione ed esami assumono la
massima importanza (officine, uffici, laboratori scientifici, eserciti….)
-> Lo sviluppo dell’istruzione è dovuto alle azioni condotte dai ceti sociali per
mantenere e migliorare la posizione nel sistema di stratificazione. Come
conseguenza abbiamo il fenomeno del credenzialismo ovvero l'uso dei titoli di
studio come mezzi per controllare l’accesso alle posizioni lavoro.
-> Si ha una monopolizzazione delle posizioni di vantaggio economico
sociale.
-> Mano a mano che la società diventa sempre più credenzialista, gli attestati
tendono ad essere svalutati.
BISOGNA POTERSELO PERMETTERE ECONOMICAMENTE
LO STATO
-> Lo stato è un’organizzazione politica partcolarmente complessa che governa, orgaizza e
controlla ina società stabilita in un certo territorio
-> Caratteri dello stato moderno
1. Differenziazione - lo stato non è la società. L’uso della coppia cocettuale
“stato\società civile” serve a stabilire questa distinzione.
2. Sovranità - lo stato ha il controllo politico della scietà ovvero la facoltà di governarla e
organizzarla. Non possono esistere due stati sullo stesso territorio
3. Centralizzazionee - lo stato diventa un’organizzazioe unitaria con un governo
“centrale” e organismi ”periferici”
4. Nazionalità e cittadinanza - la dimensione politica rigarda il fatto chele persone sono
citadini di uno stesso stato e sono sotomessi al suo potere regolativo come titolari di
diritti e doveri.
\-> La cittadinanza è l’insieme dei diritti e doveri che definiscono la condizone di
appartenenza ad uno stato
5. Legittimazione democratica
\-> Parliamo di demorazia se le istituzioni politiche sono disposte in modo da
garantire libertà di assoiazione, di espressione, diritto di voto, elezioni libere e
corrette
ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA
-> Pubblica amministrazione = “burocrazia”: complessa organizzazione, o insieme di
organizzazioni che, attraverso attività specifiche, hanno il compito di dare esecuzione alle
decisioni politiche di governo, traducendo le regole generali in decisioni che riguardano casi
singoli
-> Nelle società complesse, altamente differenziate, la burocrazia tende a divenire un
elemento sempre più preponderante acquisendo un potere non solo relativo all’esecuzione
di decisioni, ma anche in relazione alla loro preparazione
POLITICHE PUBBLICHE
-> Le politiche pubbliche riguardano l’attività di governo della società
-> Le politiche pubbliche sono output del sistema politico, attivato e sostenuto da input che
provengono dal resto della società
-> I contenuti delle politiche pubbliche sono molteplici:
- politiche istituzionali: politica estera, politica militare, politica della giustizia
- politiche economiche: politica monetaria, fiscale, industriale
- politiche territoriali: politica urbanistica, ambientale
- politiche sociali: politica sanitaria, delle pensioni
WELFARE STATE
-> Lo stato deve assicurare standard minimi di reddito, alimentazione, salute e sicurezza
fisica, istruzione e abitazione
-> Ci sono diversi modelli di welfare:
- universalistico: nato in Danimarca come “minimo dignitoso” di condizioni di vita per
tutti i cittadini
- occupazionale: nato in Germania come assicurazione obbligatoria che garantiva
una protezione ai lavoratori In Italia nasce occupazionale, evolve in universalistico
-> Prestazioni principali -> pevidenza sociale: protezione nei confronti di vecchiaia, invalidità,
infortuni, disoccupazione, malattia.