1) La nascita del termine nichilismo dal latino Nihil “niente”, non è
facile da individuare, ma il suo sviluppo risale all 800, e assunse
differenti etimologie in base al contesto. Ad esempio nella russia
dominata da un dualismo tra ricchi feudatari sfruttatori e proletariato
miserabile, il termine nichilismo utilizzato in questo senso politico,
affermava un ideale propenso a distruggere gli assetti di potere
opprimenti, sostituendoli con primi pi di uguaglianza e libertà.
Invece in Francia e in Germania, il nichilismo viene utilizzato per
affermare la propria posizione contraria alla disumanizzazione data
dall’avvento delle macchine.
2/3) Nella formazione di Schopenhauer ebbero decisiva influenza
figure quali: Platone, Kant, è la sapienza orientale delle Upanishad e i
testi buddisti. con Platone riesce ad evadere dalle cose sensibili per
sollevarsi al mondo delle idee, Kant diventa il suo punto di
riferimento nel quale trova forti critiche il realismo e le tesi che
affermano che nell’uomo vi sia una forte aspirazione alla metafisica,
ovvero andare oltre il mondo mutevole illimitato dei fenomeni, per
raggiungere il noumeno. Con le
Upanishad e i testi buddhisti ritrova la consapevolezza del carattere
effimero dell’esistenza. E pertanto egli rimarca la sua
contrapposizione Hegel, Il quale aveva considerato estranee alla vera
filosofia tutte le esperienze culturali precedenti la riflessione dei
greci, dunque anche la sapienza orientale.
4) Schopenhauer afferma che la rappresentazione sia il mondo nel
suo essere oggetto della conoscenza da parte di un soggetto.
pertanto non è possibile sapere come le cose siano in se stesse, ma
soltanto come si presentano nella nostra esperienza. Il mondo non
esiste se non nel rapporto tra soggetto e oggetto che caratterizza la
rappresentazione. Per questo motivo sono falsi sia il materialismo,
che riduce la realtà al solo oggetto, sia l’Idealismo, che compie
l’errore opposto.
5) 6) Qual è il rapporto esistente tra fenomeno kantiano e
rappresentazione schopenhaueriana? E quale tra noumeno e volontà
● Per Kant il mondo fenomenico è l’unica conoscenza certa per
l’uomo
● Per Schopenhauer è pura apparenza, illusione, sogno. È una
dimensione illusoria e ingannevole, un’apparenza, che egli
descrive come il velo di Maya, che si interpone nella conoscenza
della vera essenza della realtà.
nel quesito se esiste un modo per cogliere l’essenza della realtà e
andando oltre il velo di Maya,
● per Kant la via risiede nel NOUMENO, la cosa in sé, la verità, che
è pensabile ma non conoscibile.
● Schopenhauer invece ritiene che se l’uomo fosse solamente
pensiero, non potrebbe mai uscire dai confini del mondo della
rappresentazione, ma in quanto anche corpo, è immerso nella
realtà e la vive. Il corpo quindi ha una duplice
valenza : ci fa essere oggetto tra gli oggetti, ma è anche
manifestazione di impulso a vivere, ad essere e agire, che viene
identificato come VOLONTÀ.
La volontà: È la sostanza intima di ogni cosa, l’essenza stessa del
mondo, un irresistibile impeto che pervade l’universo intero, che
spinge ad essere e agire. inoltre essa è inconsapevole, eterna e cieca
senza scopo o fine.
7) Qual è il dissidio che secondo Schopenhauer sorge nell’uomo dallo
scontro tra ragione e volontà?
8) la volontà è un impulso che spinge l’uomo a desiderare sempre
cose nuove, generando inevitabilmente inquietudine e dolore in
quanto genera un desiderio che non può essere appagato, poiché gli
esseri viventi sono per natura carenti e ciò non consente di
raggiungere mai la quiete dell’appagamento definitivo. L’essere
umano è destinato a una ricerca della felicità continua e insaziabile,
che è fonte di sofferenza. L’esistenza e quindi un continuo oscillare
tra desiderio e noia.
9)Da questa esistenza prevalsa dal dolore, vi è una via d’uscita
attraverso l’arte, la morale e l’ascesi, che sciolgono l’essere umano
dall’infinito bisogno e dei desideri.
● l’arte essendo disinteressata e ideale rappresenta un quietivo
dal desiderio
● la morale, attraverso l’etica e l’impegno verso il prossimo,
spegne la volontà
● l’ascesi è l’estremo atto di negazione della volontà di vivere
(noluntas). Dove l’uomo incarna uno stato di castità, umiltà,
digiuno, povertà, sacrificio e [Link] redenzione finale
è il nirvana, cioè l’esperienza del nulla, pura negazione del
mondo con tutti i suoi fenomeni.
● asceta: Chi conduce una vita eccezionalmente austera.
13) Mettere fine alla propria vita suicidandosi equivale, in un certo
senso, ad affermare in extremis la volontà di vita, piuttosto che a
negarla, estinguendola. Non ci si suicida “contro la vita” ma perché
della vita si è insoddisfatti, pertanto l’affermiamo con altri mezzi. Non
ne siamo realmente liberi e tale gesto non risolve niente.
15) Tutte le correnti filosofiche irrazionalistiche, cioè che pongono
l’origine della realtà in un principio che si trova fuori dalla ragione,
devono scontare un’aporia ovvero una contraddizione tra premesse
e conclusioni.
16) Sulla base di una comune appartenenza ad un filone di pensiero
di tipo irrazionalistico, i punti di contatto tra Freud e Schopenhauer
sono il materialismo, il ricorso a principi sotterranei e oscuri per
giustificare l’essere, il determinismo, l’idea pessimistica sulle sorti
dell’umanità di là da venire, il nichilismo, un titanismo della volontà e
un’oscura e risorgente idea di crisi.
17) Anche per Schopenhauer il motore del mondo è nascosto,
inconscio, ed è una forza a cui tutto soggiace. Egli la chiama volontà.
La volontà schopenhaueriana è il ricalco dell’inconscio freudiano: è
irrazionale, è cieco impulso, ed è impossibile sottrarsi ad essa.
18) Il principio di ragion sufficiente è ciò che consente la
comprensione del mondo dei fenomeni. Schopenhauer enuclea
quattro modi in cui si manifesta questo principio, cioè i modi in cui il
soggetto si rappresenta la realtà:
a) Principio del divenire
b) Principio del conoscere
c) Principio dell’essere
d) Principio dell’agire
19) È possibile individuare un filo che collega la visione pessimistica
di Schopenauer e quella dell’autore italiano Leopardi. Analogamente
al pensatore di Danzica, Leopardi assume una posizione fortemente
critica nei confronti dell’idealismo, la religione e l’ottimismo. Anche
egli ritiene che l’uomo sia condannato alla sofferenza, e che il
piacere e il desiderio siano negativi.