Dialogi
• 10 opere, nove delle quali in un solo libro, e il ‘De ira’ in 3
• comprese le tre consolazioni
• sono agili trattati “filosofici” destinati alla divulgazione del pensiero
stoico
COS’HANNO IN COMUNE?
la FILOSOFIA: un’arte di vivere, strumento terapeutico, pratica di vita, guida INAESTIMABILE BONUM EST SUUM FIERI
sulla via della sapientia (lui è un proficentes= persona in cammino). “il bene inestimabile è diventare mio”= devo
essere padrone di me stesso, mi devo bastare,
Tutti questi dialoghi sono l’oggettivazione del pensiero di diventare saggio e devo lavorare su me stesso. Tutte queste cose le
libero-> e fare in modo di togliere tutti quei beni che intralciano la strada x aveva apprese dalla scuola dei Sesti.
S
arrivare alla meta finale (es ricchezza, posizione sociale, invidia, rabbia).
OSTACOLI:
• sete di potere CURA:
• l’aviditá • meditare sulla condizione dell’uomo -> esse consapevoli
• paura della morte -> che porta alla scelta scelta di non vivere di essere mortali, e non possiamo conoscere il nostro
l’oggi; o viverlo ma male destino
• angoscia per il capovolgimento della sorte • cerca la realizzazione di sè nella ricerca della virtù, nella
cura di sé e della propria interiorità.
PERCHÉ USA IL DIALOGO?
1. fa si che il lettore sia partecipe a questo insegnamento interagendo (rendendo una filosofia ad personam, una più personale).
2. l’andamento si fa paratattico spostando il centro del discorso dal periodo alla singola frase-> ha un modo di scrivere che riflette il parlare
umano, niente periodi lunghi pieni di subordinate sennò ci si perde.
3. un susseguirsi di frasi rapire e pregnanti, spesso accostate per asindeto.
4. effetto staccato e ricorre a molte figure di suono x favorire il dialogo e l’ascolto (esortazioni, 2 persone, imperativi). Alla trama logica subentra
una trama fonica che lega una frase all’altra mediante l’uso di anafore, iterazioni, poliptoti,paranomasie.