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BERGSON

LEZIONE 1: TEMPO E DURATA

- è uno di quelli che Husserl avrebbe definito filosofi-letterati → vince il Nobel


per la letteratura
- arriva dal mondo della matematica → tenta di CONFUTARE LA TEORIA DELLA
REALTIVITA’ DI EINSTEIN scrivendo: “Durata e Simultaneità” → Einstein pensa
che Bergson non abbia capito nulla → ma egli pone un problema importante
riguardo il problema del tempo nella filosofia della scienza
- egli inoltre scrive: “Saggio sui dati immediati della coscienza”
- per Bergson la COSCIENZA E’ UN FLUSSO TEMPORALE CHE DIVENTA DATO
IMMEDIATO DELLA COSCIENZA → un flusso costituito dI dati immediati della
coscienza: vuol dire che non c’è differenza tra percezione e elaborazione ma
il dato immediato è ciò che arriva direttamente alla coscienza, che individua,
organizza, riassume, mette in relazione
- la COSCIENZA E’ INTERMEDIA: tra apparato sensoriale-percettivo e la mente
umana → con coscienza si intende tutte le funzioni del soggetto pensante e
quindi della mente
- siamo di fronte alla esplicitazione della metafora = MENTE COME MACCHINA
DA PRESA: nella macchina da presa sul nastro si imprimono le immagini delle
cose → il nastro scorre continuamente e ci permette di scandire
temporalmente i dati che arrivano alla mente umana su cui la riflessione si
costituisce e si esercita
- la coscienza è come un flusso che CERCA DI RESTITUIRE IL PIU’ POSSIBILE
L'IMMEDIATEZZA E L’’ORIGINALITA’ DELLE COSE→ la coscienza è come uno
specchio che assorbe e riflette → ma come fa lo specchio a riflettere
l'immagine se non la ricevesse?
- vengono organizzati i dati che sono assorbiti dalla coscienza in maniera
temporale → abbiamo un FLUSSO TEMPORALE che troviamo anche in Husserl:
la coscienza scorre continuamente in divenire → Ma Husserl va alla ricerca
delle manifestazioni della coscienza Bergson invece pensa che la coscienza
serva per esprimere l’ essenza spirituale
- egli è antimaterialista e antipositivista: è critico rispetto al positivismo di
Comte che è costruito sul determinismo → per lui non si può ridurre la mente
alla percezione del cervello e non possiamo ridurre ciò che esiste a forme di
concretizzazione della materia
- l’essenza profonda delle cose è la LIBERTA’ → allora inevitabilmente questa
parola esclude il determinismo → ci possiamo solo muovere in una direzione
anti-deterministica → come facciamo a sapere che A produce direttamente B?
A non per forza determina e produce interamente B
- i pensieri sono determinati dalla struttura della nostra mente? NO, I PENSIERI
NON SONO DETERMINATI DALLA STRUTTURA DELLA NOSTRA MENTE, se così
fosse metteremmo in dubbio la creazione e la nostra libertà → nulla potrebbe
permettere la creazione di oggetti nuovi
- nel discorso di Bergson questa viene indicata come aporia e incoerenza → IL
PENSIERO ASTRATTO (la filosofia) E’ SEMPRE IN RITARDO RISPETTO ALLA
REALTA’, AL DIVENIRE DELLE COSE i
- c’è una SFASATURA TEMPORALE → è come la fotografia che non ritrae
simultaneamente quello che viene inquadrato
- c’è un altro problema che riguarda la fotografia: quello che la fotografia
propone è un immagine fissa di ciò che è mobile → tutto nella realtà è flusso,
tutto si muove; il problema è che IL FLUSSO DELLA NATURA E IL FLUSSO
DELLA COSCIENZA NON POSSONO ESSERE SIMULTANEI, non possono
avvenire contemporaneamente → questo è ciò di cui tratta in "Durata e
Simultaneità”
- infatti possono essere due eventi simultanei se avvengono nello stesso istante ma
effettivamente non è possibile calcolarlo
- frazione di secondo irriducibile che esclude la simultaneità → questa è la
critica ad Einstein

- PER EINSTEIN LA SIMULTANEITA’ A LIVELLO MATEMATICO E’ POSSIBILE → per


calcolare la simultaneità però dovremmo poter essere in grado di misurare →
ma non possiamo sincronizzare perfettamente due orologi

- per BERGSON invece non è possibile perchè dobbiamo distinguere:


1) TEMPO DELLA COSCIENZA → tempo vissuto, tempo della durata, tempo
qualitativo, organizzato in maniera non deterministica → se riprovo a fare un’
esperienza non sarà mai uguale a prima,, è sempre diverso
2) TEMPO DELLA SCIENZA → tempo spazializzato (quello delle lancette che si
muovono sull’orologio), tempo quantitativo → misurazione neutra, tempo
costituito da istanti tutti uguali: 5 minuti corrispondono a 5 minuti → è un
tempo reversibile (dal momento che è costituito da atomi uguali) e dunque
segue sempre una direzione ed è riproducibile (ex in un esperimento possono
riprodurre una determinata sequenza quante volte voglio)
- il TEMPO e la DURATA sostanzialmente quindi sono due cose differenti

- il flusso della coscienza è sempre differenziato dal flusso delle cose → c’è un
DIVARIO TRA PERCEZIONI E PENSIERI → le percezioni vengono prima portate
alla coscienza e arrivano in un ordine che ci permette di distinguere → se c’è
una durata e quindi inserisci un intervallo temporale, esso è irriducibile: si
perde la simultaneità
- tornando su Einstein → immaginiamo che avvenga un evento: sorgente
luminosa emette un raggio → la fonte luminosa batte su due specchi
equidistanti → arriva esattamente nello stesso istante: posso farlo come
calcolo ma non posso farlo sperimentalmente → c’è sempre una sfasatura
- l’indicazione di Einstein per Bergson non è corretta → si deve parlare di
durata: non c’è simultaneità
- tutto cambia → oggi è un giorno ieri è era un altro → ANCHE LA COSCIENZA
CAMBIA → ci sono cambiamenti continui che vengono registrati dalla
coscienza, flusso su cui si definiscono immagini di un qualche tipo come in
una macchina da presa
- se non distinguiamo i fotogrammi non riusciremo a visualizzare il video →
vogliamo operare con IMMAGINI DEFINITE CHE IMMAGAZZINIAMO COME
MEMORIA

- altra opera di Bergson: “Matière et Mémoire” → NOI SIAMO LA NOSTRA


MEMORIA
- per Bergson la memoria registra tutto anche se noi non ci rendiamo conto di tutto e
eliminiamo
- paradosso: LA MEMORIA SI FONDA SULL’OBLIO: se ci ricordassimo istante per
istante la nostra vita ci metteremo 19 anni per farlo, passeremmo il tempo a ricordare
senza fare altro
- è evidente che LA NOSTRA MEMORIA E’ SELETTIVA: ci ricordiamo alcune cose e ce
ne dimentichiamo altre
- E’ una facoltà potenzialmente infinita perché nella memoria si depositano tutte le cose
della coscienza
- MATERIA E MEMORIA STANNO AD INDICARE MENTE E CORPO
- la macchina da presa per produrre il film deve scegliere e organizzare le
percezioni → si tenta un racconto il più possibile neutro efficace ma sempre
un racconto che cade vittima della sfasatura temporale
- il PENSIERO E LA COSCIENZA SI RITROVANO SEPARATE DALLA VITA → non ci
può essere un rapporto diretto, immediato
- Bergson cercherà di mettere direttamente in relazione due cose ma non ci riuscirà mai
- Bergson ci sta dicendo che VITA E CULTURA/PENSIERO SONO SEPARATI
- un po’ dionisiaco → ci parla di vivere direttamente, pienamente le cose
- questa situazione viene problematizzata da Bergson: non c’è un flusso predefinito in
quella che è la coscienza ma neanche nella natura

- opera più importante: “l'Evoluzione Creatrice” → si occupa di filosofia della


biologia, dell’evoluzione
- per lui Darwin sbaglia in certi passaggi e anche Spencer (Darwinismo Sociale)
→ introducono il finalismo parlando della sopravvivenza del più adatto
- per Bergson l’EVOLUZIONE è paragonabile ai fuochi d’artificio, alcuni fuochi
arrivano più in alto e si spengono dopo rispetto ad altri, o ad una foresta,
alcuni alberi si bloccano mentre altri continuano a crescere → è un esplosione
con tante vie che gli esseri possono solcare: alcune vengono portate avanti
mentre altre si bloccano (immagine che ha della proliferazione degli esseri
viventi)
- gli esseri umani rappresentano il punto più alto di evoluzione dei vertebrati perché sono
costretti a pensare
- un quadro del genere non può essere inserito in una concettualità teorica →
LA VITA E’ SLANCIO VITALE, E’ LIBERTA’, e non può essere catturata → nè
compressa nè compresa in schemi intellettuali

LEZIONE 2: MATERIA, MOVIMENTO, INTUIZIONE

- PROBLEMA DI BERGSON: COGLIERE IL MOVIMENTO COME MOVIMENTO (in


parallelo con il discorso di nietzche)
- –.................
- in un verso: mente corpo (ome fonte delle percezioni) + altra questione: come rendere
simjltaneo o contemporaneo cio che avviene dentro e fuori dalla coscienza
- metafora della macchina da presa: cosa fa? riesce a realizzare questa
sincronia? non proprio, c’è una sfasatura → impiega una minim frazione ad
impirimersi la luce sulla pellicola
- la durata è un blocco temporale omogeneo qualitativamente (se una cosa ti piace il
tmepo vola), il tempo è lo scorrere
- come cogliere il flusso nel flusso → come si fa a cogliere una cosa mentre
avviene? non è facile
- soluzione di bergson: L’INTUIZIONE dal pov etimologico della paroal: intuire come
andare dentro
- intuizione = sonda lanciata nel cuore delle cose → ci aggancia direttamente
permettendoci di vivere i cambimaenti di quella che è la vita della cosa con
cui siamo entrati in contattiq
- questo flusso puo essere rammemorativo (letterati usano la tecnica del flusso
di coscienza come joyce) → si parla di libere associazioni che sono uqelle che
propone freud per recuperare nei suoi pazienti cio che è andato perso
- il cuore delle cose non va cercato come possesso razionale ma per rivivere in
contemporanea la vita delle cose
- la vita in presa diretta → intuizione ci deve portare a togliere il diaframma
trasparente che vi è posto tra due cose
- intuizione in quanto tale non azzera tutti gli aspetti in quanto ma supera dal pov
qualitativo la separazione
- il vero problema in termini scientifici concettuali è la questione dell’EFFETTO
CINESTETICO → sullo schermo scorrono immagini statiche che producono
l'illusione del movimento
- il pensiero è uguale → produce immagini statiche (conoscenze) che danno
l’idea del movimento → con l’intuizione si supera
- l’effetto cinestetico è difficilmente eliminabile → il discorso di bergson di
entrare in presa diretta con la vita rischia che diventi mistico
- bergson era di famiglia ebraica ma si era avvicinato al cattolicesimo
- in virtù della sua fama disse di non voler lasciare i confratelli in una
condizione drammatica → siamo nella francia di vichy → se abbandono la
famiglia ebraica la situazione non può che peggiorare (si è assunto le
responsabilità e denuncia le ingiustizie)
- bergson applica le idee e problematiche dell’effetto cinestetico alle TEORIE
ESTETICHE → c’è un saggio: LE RIRE (il riso) → cosa ci fa ridere e chi è il
personaggio indagato? Buster Keaton: comico del cinema muto → non ride
mai, non cambia mai espressione, sembra di gomma → secondo Bergson lì
c’è il segreto di ciò che ci fa ridere: L’AUTOMATISMO DELLA RIPETIZIONE
- un personaggio che è sfortunato una volta suscita pietà, se invece lo è
sempre fa ridere → sfortune ripetute
- LA RIPETIZIONE QUINDI SUSCITA IL RISO → ex il volto di Buster Keaton
sempre uguale qualunque cosa accade fa molto ridere
- anche il riso ci porta di fronte al rapporto tra PENSIERO E MOVENTE → chi si
muove e chi pensa il movimento → c’è un divario
- il pensiero che tende a staticizzare e la realtà e la coscienza che sono mobili per
costituzione rappresenta il problema della coscienza
- si interroga su: “ le due fonti della morale e della conoscenza”- → parla del
rapporto tra società aperta (morale pluralista inclusiva e laica) e quella laica
(dogmatica, dittatoriale) → bergson sperimenta quella chiuda nel periodo
delle dittature europee: rigide no cambiamenti
- le religioni dovrebbero aprire queste società e mentalità → le religioni per
natura sono inclusive, sono le religioni della fratellanza soprattutto quelle
monoteistiche
- le religioni dovrebbero superare le barriere politiche anche se questo non
avviene → spesso perché le religioni vengono politicamente strumentalizzate
→ machiavelli dice che la religione è instrumentum regni → la poetica ha una
teologia secolarizzata spogliata dagli adepti mistici
- nucleo metafisico della fraternità e dei valori morali condivisi
- quelli considerati valori in una società sono quelli che puntano a preservare la
coesione della comunità → a livello di principi, la prassi è diversa
- Bergson cerca di enucleare questo concettualità etica universale che lo fa avvicinare al
cattolicesimo
- il discorso di fondo di Bergson si lega alla questione della coscienza
- pirandello è bergsoniano → flusso di coscienza e umorismo dettato da
automatismo
- la ripetizione diventa un marchio indelebile dei personaggi umoristici
- dimensione del pensiero davanti alla realtà da leggere sia in termini di velocità sia di
complessità
- parliamo di ISTINTO → ho reagito d'istinto → se stai a pensare alle azioni non
agisci subito
- ISTINTO cos’è? lo distingue dall’intelligenza:
● intelligenza: pensiamo che sia la capacità di usare le cose del mondo per
produrne delle altre, da naturale ad artificiale
● berson non esclude che l’animale abbia la coscienza → castoro ritenuto
animale intelligente: egli produce qualcosa che noi produrremo
artificialmente → prevedono la piena per non far inondare le tane →
castorio intelligente o segue l’istinto?
● agire naturalmente vuol dire agire per istinto, intelligente chi usa oggetti naturali
in vista di una progettazione: castoro problema di confine come la questione del
pensiero e del movimento
- c’è pensiero e ciò che si muove → c’è aporia
- un conto descrivere la vita un conto viverla immergendoci nel flusso delle
cose → ma se penso di immergermi nel flusso delle cose allora sono già oltre,
ho creato differenza, mi sono già distaccato da esso
- pensiero = concettualizzazione statica → invece noi vogliamo intuizione
dinamica
- la vita si vive e la cultura è altro

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