Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
21 visualizzazioni3 pagine

OVIDIO

Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
21 visualizzazioni3 pagine

OVIDIO

Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd

OVIDIO

VITA
Nasce nel 43 a.C. a Suloma (Abruzzo).
Vive durante l’età augustea un periodo di pace e prosperità. Studia a Roma e si
inserisce nel circolo di Messalla Corvino, vivendo anni di svago e intrattenimento.
Viene condannato alla relegatio nell’8 d.C. a Tomi (Mar Nero) a causa della
pubblicazione del carme Ars Amatoria, in cui predicava una libera vita amorosa e alla
vicinanza con la cerchia della figlia dell’imperatore Giulia. Augusto in quegli anni
aveva emanato dei provvedimenti legislativi per regolamentare la vita matrimoniale
(testo: Lex Iulia et Papia) in cui l’adulterio era considerato un crimine e obbligava le
persone a contrarre matrimoni fecondi (questo provvedimento è stato un fallimento
legislativo per cambiamenti troppo radicali alla mentalità romana, infatti, è stato
eliminato dall’imperatore Tiberio).
Ovidio muore a Tomi tra il 17 ed il 18 d.C.

POESIA
POESIA D’AMORE
Ovidio riprende i temi dell’amore della tradizione della poesia elegiaca (militia
amoris…) ma li reinterpreta con una visione leggera ironica e disimpegnata,
adatta alla Roma della buona società. (Tabella pag 195)
➜ AMORES
raccolta di componimenti amorosi in metro elegiaco pubblicata in due edizioni: la
prima da cinque libri la seconda da tre nel 20 a.C. circa.
trama: storia d’amore fittizia della domina Corinna in cui vengono reinterpretati i
motivi tradizionali dell’elegia erotica (rifiuti, sofferenze, litigi…) con leggerezza,
negazione del sentimento ed esaltazione di un piacere momentaneo e disimpegnato.
➜ HEROIDES
21 lettere fittizie in cui le protagoniste dei miti tradizionali si rivolgono ai loro amanti
(genere letterario: epistola in versi).
Le eroine sono donne comuni con sentimenti umani.
Viene esaltata l’abilità poetica di Ovidio (genere retorico: suasoriae, discorsi fittizi fatti
per persuadere/dissuadere personaggi da scelte importanti).
➜ ARS AMATORIA
manuale teorico-pratico in tre libri sull’arte della seduzione amorosa dell’1 a.C./1
d.C.
libro I: spiega come conquistare l’amante
libro II: spiega come rendere duraturo l’amore
libro lll: consigli per le donne
POESIA CIVILE ED EPICA
Ovidio riprende elementi della tradizione romana ed elegiaca
➜ FASTI
trattato poetico sul calendario romano di carattere civile (racconta i miti
dell’antichità partendo dal calendario romano).
Unisce la tradizione elegiaca (distici elegiaci e contenuto) con la poesia didascalica
(scopo: lasciare insegnamenti).
Ripresa dell’elegia eziologica: modello principale Aitia di Callimaco
➜ METAMORFOSI
poema epico-mitologico in esametri sul tema della metamorfosi dell’8 d.C.
Vengono raccontati miti diversi partendo dal tema centrale metamorfosi: struttura a
incastro (attinge alla tradizione ellenistica ed a conoscenze personali)
caratteristiche: stile elevato e diversificato, narrazione impersonale
POESIA DELL’ESILIO
Opere scritte durante il periodo dell’esilio a Tomi, in cui è presente una forte captatio
benevolentiae per il princeps e ricche di tristezza emotiva.
➜ TRISTIA e EPISTULAE EX PONTO
componimenti in forma di lettera che raccontano della tristezza del suo esilio.
La poesia è dotta e viene ripresa l’elegia greca nell’accezione originale: poesia come
lamento funebre.
Riprende i temi delle opere passate (seduzione, linguaggio amoroso) e li adatta alla
sua condizione di esule.

LINGUA E STILE
Lo stile è elegante ed armonioso, senza arcaismi ma ricco di neologismi e figure
retoriche.

TESTI
AMORES
“Tutte le donne mi piacciono”
Ovidio passa in rassegna tutti i tipi di donne e dice che prova amore per ognuna di
esse.
Emerge una nuova visione dell’amore più divertita ed eccitata.

ARS AMATORIA
“In amore vince chi inganna”
Ovidio dice che l’amore è una condizione in cui bisogna imparare a fingere e porta
esempi mitologici a riguardo (es: Giove giurava il falso a Giunone). Continua poi
dicendo che dall’inganno iniziale potrebbe scaturire un vero amore.

HEROIDES
“Didone scrive a Enea”
Settima epistola dell’opera in cui Didone scrive disperata ad Enea di non partire. Per
farlo cerca di suscitare in lui dubbi e sensi di colpa). Gli dice che lascerà una situazione
concreta per l’incerto, che il mare è pieno di pericoli e che lei potrebbe essere incinta
di lui (fatto ripreso dall’Eneide) per poi minacciarlo di uccidersi. Conclude con
l’epigrafe che Didone avrebbe voluto far scrivere sulla sua tomba, lasciando una
parvenza di speranza al lettore.

METAMORFOSI
“Pigmalione”
Il mito riprende un misterioso mito di ierogamia (unione sacra con la divinità), in cui il
re di Cipro Pigmalione si univa con una statua di Afrodite. Questa rielaborazione
mostra Pigmalione come un artigiano che crea una statua di cui si innamora che poi
verrà trasformata in donna dalla dea Venere sotto le preghiere dell’uomo stesso.
“Cefalo e Procri”
La storia ha lo scopo di esortare a non cedere alla gelosia.
Racconta di una coppia in due atti: nel primo atto Cefalo si traveste e nasconde la sua
vera identità a sua moglie, per provarne l’infedeltà. Nel secondo atto Procri dubita
della fedeltà del marito, il quale era solito chiamare una certa Aura quando andava a
caccia. Viene uccisa dal marito durante una battuta di caccia, scambiata per una
preda.
“Narciso”
Il mito eziologico spiega la l’origine del fiore narciso.
Narciso era un bellissimo ragazzo disinteressato alle avances degli spasimanti. Un
giorno si innamora di lui la ninfa Eco che, dopo essere stata consumata dall’amore non
corrisposto, si tramutò in sola voce. Per questo motivo Narciso venne punito da
Nemesi e si innamorò del suo riflesso in uno specchio d’acqua. Volendosi unire con il
riflesso cadde nel lago e annegò. Sulle rive del lago nacquero dei fiori di Narciso.
“Apollo e Dafne”
Mito eziologico sulla pianta di alloro (tradizione greca: l’alloro era una pianta sacra ad
Apollo; tradizione romana: la pianta era posta davanti alla casa di Augusto).
Il mito racconta di quando Apollo si innamorò della ninfa Dafne dopo che Cupido aveva
scagliato contro di lui una freccia amorosa, a causa di una provocazione fatta da
Apollo. La storia segue la simbolica caccia di Narciso verso la ninfa, che lo ripudiava.
Per questo motivo implorò suo padre che per aiutarla la trasformò in una pianta di
alloro.

FASTI
“Lara, una ninfa troppo loquace”
Il 21 febbraio si celebravano i Feralia, una festa dei defunti. Tra le divinità si celebrava
Tacita, madre dei lari (divinità protettori dei crocicchi). Tacita era in origine una ninfa di
nome Lara che aveva rivelato a Giunone ed a Giuturna, la ninfa che Giove voleva
sedurre, una trappola architettata da Giove stesso. Per questo motivo Giove strappò la
lingua a Ttacita, che venne condotta negli inferi da Mercurio e violentata.
Questa storia è un esempio del valore della parola per i romani e di come le donne
dovessero fare silenzio.

TRISTIA
“La notte dell’ultimo addio”
Orazio è straziato per l’imminente partenza per Tomi e descrive la tristezza che prova
lui stesso e la moglie Fabia. Sembra paragonarsi ad Enea che parte per l’esilio,
dichiarando la propria innocenza ma arrendendosi davanti al fato. È presente una
captatio benevolenza per il princeps Augusto, che non venne ascoltata.

Potrebbero piacerti anche