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La trasmissione

• L'informazione è un concetto "astratto", legato alle probabilità statistiche del


messaggio. Ciò che viene trasmesso non è l'informazione, ma un segnale che in
qualche modo "trasporta" l'informazione stessa. Per esempio se il messaggio viene
comunicato a voce, il segnale che trasporta l'informazione è un segnale sonoro. Se
invece le informazioni sono state ottenute attraverso l'accesso al web, il messaggio
viene trasportato fino al nostro computer per mezzo di segnali elettrici. In altri casi
avremmo a che fare con segnali di tipo luminoso oppure con segnali radio.
• In ogni caso possiamo definire in generale come segnale la grandezza fisica che
trasporta l'informazione dalla sorgente al destinatario
• Per quanto riguarda la trasmissione, già Shannon si rese conto che è fondamentale
la distinzione fra segnali analogici (che possono assumere infiniti valori) e segnali
digitali (che invece hanno solo un numero finito di valori). Per esempio la tensione
prodotta da un microfono è un segnale analogico, mentre il segnale inviato da un
computer alla stampante è un segnale digitale

Per trasmettere una informazione tra il mittente ed il destinatario dobbiamo prepararci a


trasformare i segnali da analogici in digitale e viceversa
Grandezze analogiche
Una grandezza viene detta analogica, quando può assumere con continuità qualsiasi valore (all'interno di in un

certo intervallo) in qualsiasi istante di tempo. Per esempio la temperatura è una grandezza analogica, in

quanto qualsiasi valore di temperatura (sopra lo zero assoluto) è possibile. Esempio: dati due valori di

temperatura, comunque vicini, esiste sempre un terzo valore compreso fra i due. Per esempio fra 27 °C e 28 °C

c'è 27,5 °C; fra 27,5 °C e 27,6 °C c'è 27,55 °C e così via all'infinito. In generale una grandezza analogica può

essere suddivisa arbitrariamente quante volte si vuole. Inoltre le grandezze analogiche, come la temperatura,

variano nel tempo con continuità, nel senso che non esistono "istanti di variazione" o "di commutazione"

distinti. Detto in parole semplici, è possibile ingrandire quanto si vuole il grafico di una grandezza analogica, sia

sull'asse dei tempi sia su quello dei valori, senza mai trovare "salti" o "discontinuità".
Grandezze quantizzate e quanto
Una grandezza viene detta quantizzata quando due suoi valori consecutivi sono separati da
un intervallo che non contiene altri valori validi. Per esempio, il prezzo di una merce
espresso in euro è una grandezza digitale, in quanto i suoi valori non possono variare per
meno di un centesimo di euro. Allo stesso modo i voti scolastici (supponendo di usare la
scala da 2 a 10 e solo i voti interi e i mezzi voti) sono una grandezza digitale, poiché i valori
sono limitati a 2, 2 ½, 3, 3 ½ etc.

L'intervallo minimo fra due valori consecutivi di una grandezza digitale, viene
detto quanto. Per esempio nel caso dei prezzi in euro, il quanto è pari a un centesimo
di euro; nell'esempio dei voti scolastici, il quanto è ½. In altre parole, il quanto
rappresenta la più piccola variazione possibile della grandezza digitale (che viene
pertanto detta anche quantizzata).
Grandezze discrete

Una grandezza si dice discreta (o discretizzata) quando assume valori solo in


corrispondenza di certi istanti di tempo.

Per esempio la classifica del campionato di calcio viene aggiornata solo al termine di ogni
giornata di gioco.
Le estrazioni del lotto avvengono ogni giorno a un determinato orario.

Una grandezza discreta non ha infiniti valori in ogni istante di tempo, ma "commuta"
(cambia valore) solo in corrispondenza di certi istanti ben determinati.
Grandezze digitali
• Una grandezza digitale è una grandezza che varia solo in
corrispondenza di determinati istanti di tempo e che può assumere
solo un numero finito di valori. Per esempio il contatore del tempo
presente sul display di un orologio digitale procede "a scatti" di un
secondo (dunque è un valore discreto) e può assumere solo valori
interi (è una grandezza quantizzata).
• Una grandezza può essere quantizzata ma non discreta (per
esempio i voti scolastici, che possono cambiare in qualsiasi istante
ma assumono solo un numero finito di valori) oppure può essere
discreta ma non quantizzata (il cambio dollaro/euro viene fissato al
termine delle contrattazioni - è dunque discreto - ma può assumere
infiniti valori). Le grandezze digitali sono contemporaneamente
discrete e quantizzate, cioè discontinue sia sull'asse delle ordinate
(valori) che su quello delle ascisse (tempo).
Confronto fra grandezze analogiche e grandezze
digitali 1/2
• Se si rappresenta l'andamento
nel tempo di una grandezza
analogica, questa presenterà
un grafico continuo, così come
sarà continua la funzione
matematica che la rappresenta.

• Viceversa, una grandezza digitale (cioè


discreta e quantizzata) presenta un
andamento "a salti“- Gli istanti in cui
avviene il salto si dicono istanti di
campionamento:
Confronto fra grandezze analogiche e grandezze
digitali 2/2
• Osserviamo tuttavia che, se il valore del quanto è molto piccolo,
l'andamento di una grandezza digitale risulta praticamente
indistinguibile da quello di una grandezza analogica. In pratica una
grandezza analogica potrebbe anche essere considerata una
grandezza digitale con quanto uguale a zero.
Rappresentazione digitale di grandezze
analogiche
Vi sono molti casi in cui, per ragioni tecnologiche o pratiche, si vuole trattare
o rappresentare una grandezza analogica, come se fosse digitale. Si pensi
per esempio alla temperatura visualizzata sul display dei termometri digitali.
In questo caso la temperatura è una grandezza analogica, ma essa
viene digitalizzata (cioè trasformata in digitale) allo scopo di visualizzarla sul
display. Uno strumento di misura simile, che però non effettua
digitalizzazione della grandezza misurata, è il termometro a mercurio: in
questo caso l'altezza della colonnina di mercurio è proporzionale alla
temperatura misurata.

Un altro esempio è costituito dal tempo, esso è una


grandezza analogica, ma con opportuni passaggi viene
digitalizzato per essere visualizzato sui cronometri digitali.
Anche in questo caso, esiste uno strumento simile, il
cronometro analogico, che effettua la misura del tempo
senza digitalizzazione.
Convertitore analogico digitale (ADC) e convertitore digitale analogico (DAC)

La digitalizzazione di una grandezza analogica è indispensabile quando si vuole elaborare la grandezza


per mezzo di un calcolatore. I computer sono in grado di elaborare valori numerici, ma non grandezze
analogiche. Volendo per esempio registrare in un file i valori di temperatura misurati in un certo luogo,
sarà necessario trasformare tali valori analogici in valori numerici che il computer è in grado di trattare.
La conversione di una grandezza analogica in digitale prende il nome di conversione analogico-digitale.

Viceversa si usa una conversione digitale-analogica quando si vuole controllare con un computer
l'andamento di una grandezza analogica. Esempio: un calcolatore che regola la temperatura in un
ambiente. (sarà necessario trasformare i dati numerici del computer in valori analogici)

I simboli circuitali normalmente usati per rappresentare ADC e DAC sono mostrati in figura:

l'ingresso (IN) dell'ADC è una tensione analogica, l'uscita (OUT) è un valore binario a più bit. Nel caso
del DAC, l'ingresso è un valore numerico binario, l'uscita è una tensione analogica (o una corrente).
Vantaggi dei segnali digitali rispetto ai segnali
analogici
•I segnali digitali hanno una maggiore immunità ai disturbi rispetto ai segnali analogici.

•I segnali digitali possono essere elaborati più facilmente dei segnali analogici

•I segnali digitali possono essere registrati in maniera più fedele e stabile dei segnali
analogici

Svantaggio del digitale rispetto all'analogico  Il segnale analogico conserva


interamente l'informazione originale, mentre la digitalizzazione comporta sempre
una perdita di informazioni. Tale perdita non ha conseguenze pratiche a condizione
che si rispettino alcune condizioni di digitalizzazione.
Esempio: Compact Disc (CD)
Nella registrazione di un CD audio il suono da registrare viene convertito in una serie di
valori digitali con numeri binari (conversione analogico-digitale). Questi valori vengono
registrati sulla superficie del CD per mezzo di microscopici fori (detti bump, con
dimensioni dell'ordine di meno di un millesimo di millimetro) posti su una traccia a
spirale che si svolge dal centro verso la periferia del CD.

Il lettore CD legge i valori memorizzati nei bump incisi sul CD attraverso una luce
laser e una lente. Il raggio laser, riflettendosi sulla superficie del CD, permette di
determinare la presenza di bump e di zone piane (che riflettono la luce in modo
differente). Riconoscendo le sequenze di bump è possibile ricostruire il singolo byte
che era stato digitalizzato sul disco.

I valori binari letti vengono nuovamente convertiti in un suono che viene inviato alle
casse del proprio stereo (conversione digitale-analogica).
Conversione analogico-digitale
la conversione analogico-digitale consiste nel trasformare un segnale analogico (cioè che
varia con continuità nel tempo e può assumere infiniti valori) in una sequenza di valori
numerici.

La sequenza di valori numerici in uscita dal convertitore analogico-digitale è una sequenza di


numeri binari, utilizzabili da un elaboratore elettronico.
Campionamento, quantizzazione, codifica
Per effettuare correttamente la conversione da una grandezza analogica (es. una tensione) a un
valore numerico digitale è necessario stabilire:
• con quale frequenza (ovvero, ogni quanto tempo) si vuole registrare (campionare) il valore della
grandezza analogica (campionamento) - questa fase corrisponde alla trasformazione della grandezza
analogica in una grandezza discretizzata;
• con quale precisione, ovvero in quanti livelli diversi si vuole suddividere i valori assunti dalla
grandezza analogica (quantizzazione) - in questa fase la grandezza discretizzata viene trasformata in
una grandezza quantizzata;
• in quale modo si vuole trasformare i valori campionati e quantizzati in valori numerici (codifica).
Il convertitore analogico-digitale esegue le tre operazioni precedenti in sequenza: partendo da un
segnale analogico continuo, lo trasforma dapprima in un segnale sempre analogico ma campionato
nel tempo; il segnale campionato viene quindi suddiviso in livelli e infine i livelli di tensione vengono
convertiti in valori numerici.
Campionamento, quantizzazione, codifica
Una grandezza analogica varia con continuità sia nel tempo che nei valori assunti. Per tornare all'esempio
della temperatura, questa non solo può assumere infiniti valori, ma li può anche assumere in qualsiasi
istante di tempo. Viceversa, una grandezza digitale assume solo un insieme finito di valori e li assume
solo in corrispondenza di determinati istanti di tempo.
Il campionamento serve per discretizzare le variazioni nel tempo della grandezza analogica, cioè per
trasformarla in una grandezza che varia solo in corrispondenza di determinati istanti di tempo.
Campionare una grandezza analogica significa trasformarla in un'altra grandezza, la quale però non varia
più con continuità nel tempo, ma solo in corrispondenza di determinati istanti prefissati.
E' importante ribadire il fatto che la grandezza campionata non è ancora una grandezza digitale, in
quanto essa può ancora assumere infiniti valori. Tuttavia essa è "fotografata" solo in corrispondenza di
certi istanti di tempo, perciò assume un tipico andamento "a impulsi". La durata di tali impulsi in teoria
dovrebbe essere uguale a zero (campionamento istantaneo), ma nella pratica ovviamente ciò non accade
mai.

Periodo di campionamento (Tcamp) il tempo che passa fra l'acquisizione di un campione e l'altro. La frequenza di
campionamento è fcamp = 1/Tcamp. Più breve sarà il periodo di campionamento, più il segnale campionato
assomiglierà al segnale originale. Aumentando la frequenza di campionamento aumenta anche il numero di campioni
(sample) che bisogna acquisire e occorrerà anche utilizzare dispositivi di campionamento più veloci.
La scelta del periodo di campionamento deve essere un compromesso fra la necessità di riprodurre il più fedelmente
possibile il segnale e i problemi tecnologici derivanti dal numero eccessivo di campioni da trattare e dalla rapidità del
campionamento stesso.
Analogia con la fotografia
Parlando di campionamento, abbiamo detto che ciò equivale a "fotografare" la grandezza campionata in determinati
istanti di tempo. In effetti la situazione presenta forti analogie con il funzionamento di una macchina fotografica. Si
considerino per esempio le seguenti classiche immagini stroboscopiche ottenute con una macchina fotografica in
grado di scattare da 12 a 30 foto al secondo:

Il movimento continuo dei soggetti è


"congelato" negli istanti di tempo in cui si apre
l'otturatore della macchina fotografica. E'
evidente che, come nel campionamento, anche
in questo caso la riproduzione del movimento
sarà tanto più fedele quanto più elevata sarà la
frequenza di "scatto".
Si osservi inoltre che fra un fotogramma e
l'altro la macchina fotografica è cieca, nel senso
che non "vede" ciò che accade. In altre parole,
il movimento del soggetto fra due foto
consecutive non è esattamente noto, ma vi è
una certa incertezza, tanto più grande quanto
maggiore è il periodo di campionamento.
Campionamento ideale e segnali a banda limitata
In generale il campionamento di una grandezza analogica è ottimale se non comporta
perdita di informazioni, ovvero se è possibile ricostruire perfettamente la grandezza
analogica originaria a partire dai suoi campioni

E' possibile dimostrare che la ricostruzione perfetta (senza perdita di informazioni) di un


segnale analogico a partire dai suoi campioni è possibile solo nel caso in cui il segnale di
partenza ha una banda limitata. In altre parole, è possibile campionare e ricostruire
fedelmente a partire dai campioni, solo un segnale con un numero limitato di armoniche
che cadono entro una determinata banda di frequenze. Per fare qualche esempio
pratico: è possibile il campionamento perfetto di una sinusoide, perchè il suo spettro
contiene una sola armonica e dunque la sua banda è limitata; viceversa non è possibile il
campionamento perfetto di un'onda quadra, perchè essa ha infinte armoniche e una
banda non limitata.
Teorema del campionamento applicato a una sinusoide
Il teorema del campionamento (di Shannon) : per campionare correttamente (senza perdita di informazioni) è
sufficiente campionarlo con una frequenza di campionamento pari almeno al doppio della massima frequenza del
segnale .
Esempio: Campionare un segnale sinusoidale con f = 1 kHz e periodo T = 1/f = 1 ms. Il teorema del campionamento
afferma che per campionare correttamente tale segnale occorre usare una frequenza di campionamento almeno
doppia della frequenza di segnale 1 kHz. Dunque fcamp > 2 kHz e Tcamp < 0.5 ms. Come si può notare, questo valore
corrisponde a campionare il segnale due volte per ogni periodo, come mostrato in figura:

Il teorema di Shannon, è puramente teorico, per diversi motivi:


la condizione fcamp = 2f segnale vale solo se il segnale è a banda limitata, quindi nei segnali sinusoidali.
Per ricostruire il segnale sinusoidale a partire dai suoi (pochi) campioni, occorre avere a disposizione un filtro passa-
basso ideale, in grado di eliminare dal segnale campionato tutte le armoniche con frequenza superiore a fsegnale e a
far passare tutte le altre senza attenuazione; un filtro del genere non è realizzabile nella pratica.
Schema di un convertitore A/D
Un convertitore analogico-digitale a N bit  produce in uscita un segnale digitale
formato da 2^N terminali di uscita, come mostrato in Figura 5

Vi: segnale analogico da convertire


Vref: V di riferimento per evitare che il segnale applicato sia troppo alto
d1, …..dN: Uscite binare (MSB e LSB significano bit most significativo (bit più a sinistra)
e bit Least significativo (bit più a destra))
Sample & Hold (S&H)
Quando il convertitore è troppo lento rispetto alla variazione del segnale da convertire,
si mette davanti al convertitore un dispositivo chiamato Sample & Hold (Campiona e
mantieni): il S&H "congela" la tensione da convertire per tutta la durata del periodo di
campionamento, in modo tale che l'ADC abbia il tempo di effettuare una conversione
corretta.
Realizzazione circuitale di un S&H
Dal punto di vista logico, il S&H è realizzato mediante un interruttore elettronico comandato da
una tensione digitale di controllo:

V1 è la tensione analogica da campionare e V2 è la tensione analogica campionata; il treno di impulsi


digitali comanda la chiusura dell'interruttore a ogni periodo di campionamento: on indica la chiusura
dell'interruttore e off la sua apertura; il condensatore (detto hold capacitor) serve per mantenere
costante la tensione quando l'interruttore viene aperto;
Durante la fase di sample l'interruttore viene chiuso (on) e il condensatore si carica a un valore di
tensione uguale a V1; durante la fase di hold l'interruttore è aperto (off) e il condensatore mantiene
una tensione costante che, attraverso il secondo buffer, viene riportata sull'uscita V2.
Uso del Multiplexer in un convertitore A/D
Allo scopo di convertire più segnali analogici per mezzo di un solo convertitore ADC è
possibile usare un multiplexer analogico (AMUX) a più ingressi collegato a monte del
convertitore stesso:

La logica di controllo seleziona


ciclicamente uno degli ingressi
analogici (in figura V1, V2, V3 e V4)
connettendolo all'ingresso del S&H
e quindi all'ADC. Ovviamente il
convertitore dev'essere abbastanza
veloce da poter eseguire la
conversione di tutti i segnali in
sequenza.
Convertitore Digitale - Analogico
Il convertitore digitale-analogico (digital analog converter o DAC) è un dispositivo in grado di
convertire un valore digitale (espresso con un numero binario) in una grandezza analogica. Tale
grandezza analogica può essere, a seconda dei casi, una tensione o una corrente. Sebbene i DAC
con uscita in corrente siano più diffusi, nella trattazione seguente si farà riferimento anzitutto a un
DAC con uscita in tensione, più semplice da comprendere.
In teoria, collegando in cascata un convertitore analogico-digitale e un convertitore digitale-
analogico, la tensione prodotta in uscita dal DAC dovrebbe essere uguale alla tensione fornita in
ingresso all'ADC:

In realtà ciò non avviene, poichè il convertitore ADC introduce sempre un errore di
quantizzazione sulla tensione analogica di ingresso. Tale errore di quantizzazione (pari al
massimo a mezzo quanto) si ritrova nella tensione prodotta in uscita dal DAC, che non potrà
dunque essere in generale uguale alla tensione analogica originaria.

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