Arte 3
Arte 3
Ha vinto il Salon ufficiale del 1863, infatti venne acquistata (da Napoleone lll)
Viene rappresentata appunto Venere che sappiamo nata dalle spume del mare, infatti collocata qui sulla
superficie Marina, con capelli sciolti, e sopra di lei vediamo questi bambini angeli
Si tratta di una figura idealizzata, realizzata secondo i canoni di bellezza dell’epoca, segue le regole
accademiche. Vediamo il rosato della pelle e l’azzurrino del cielo, il chiaro scuro presente
Zola commentó l’opera (poiché critico e difensore di artisti come Manet) affermando che per lui si tratta di
“pasta di mandorle bianca e rosa”
- Ricordiamo che la Prima mostra impressionista nel 1874= si svolgerà non in un luogo adibito a mostre in
un luogo particolare ovvero lo studio di un fotografo (Nadar)= si tratta di una mostra collettiva (coinvolge
tanti artisti in questo luogo diverso), il tutto anche per sancire il legame tra pittura e fotografia, due
modalità espressive che si influenzano a vicenda.
Manet partecipa ai caffè, ha modo di partecipare nelle discussioni, ma sappiamo che più che impressionista
è uno che appoggia l’impressionismo (un sostenitore)= condivide il desiderio di superare l’idea tradizionale
che c’era della rappresentazione della realtà (voleva rinnovare la pittura).
Nel 1874 si lascia trascinare in una uscita all’aperto degli impressionisti, quindi esegue alcune opere
all’aperto, osservando dal vivo la luce dell’ambiente circostante e in questi anni la sua tavolozza si
chiarisce=colori più chiari, maggiore luminosità dell’opera. Manet forse è uno tra i primi a riflettere sul
significato del guardare, non sempre ciò che ci appare allo sguardo è quello che c’è, oppure quello che
vediamo non è mai la realtà vera (percepiamo in una certa maniera in base al nostro stato d’animo= arte è
finzione). In una delle sue opere più celebri “LA FERROVIA” (Manet) probabilmente è in arrivo una ferrovia
come ci dice il titolo e quindi la cerchiamo nell’opera= nel percorso di trovare la ferrovia troviamo degli
ostacoli in quanto incontriamo la donna che ci guarda o la bambina di spalle che copre la vista e quindi non
la riusciamo a vedere. principale protagonista qui è la donna. Molti spesso in Manet abbiamo la presenza di
queste figure femminili he ci guardano negli occhi, ci trascinano nell’opera ed esprimono un lo stato
d’animo come in quest’ora, coinvolgendoci sulla scena rappresentata. E ci invitano a riflettere su ciò che
guardiamo, quindi sul significato del dipinto (anche perché osservatore spesso è condizionato dal filtro della
propria sensibilità e personalità. In sostanza per Manet ciò che vediamo è sempre filtrato dal nostro essere.
IMPRESSIONISMO novità
Dal 1860 Gli impressionisti escono a lavorare all’aperto (grazie anche ai colori a tubetto), non usano più il
disegno preparatorio e costruzione del dipinto ma lavorano con virgole di colore puro accostato (il colore
non viene miscelato per mantenere la luminosità). Attraverso questa tecnica pittorica riescono a rendere il
senso della vibrazione e idea di impercettibile movimento. Lavorano all’aperto in quanto studiano il variare
della luce nelle diverse ore del giorno e con le varie condizioni atmosferiche. E poi anche per fermare un
attimo/ momento preciso (un istantanea). Spesso c’è l’utilizzo di un taglio fotografico, e i punti di vista sono
nuovi, inediti, diversi. Le ombre diventano colore= in questi anni vengono fatti degli studi e pubblicati, ci si
accorge che i colori delle ombre cambiano a seconda dei colori presentano che si influenzano tra loro
(ombre diventano colorate). Studiano molto anche l’acqua, maggiore oggetto di interesse degli
impressionisti (soprattutto per Manet) In modo da riuscire a rendere i vari riflessi realizzati attraverso colori
diversi, con piccole spennellate accostate tra loro.
Unico artista che manterrà il disegno sarà Nadar (gli impressionisti sono diversi da loro, l’unico che applica a
pieno la modalità della tecnica All’aperto sarà Monet)
MONET trascorre la sua infanzia in Normandia (e frequentava lo studio del pittore paesaggista Boudin)
infatti l’opera dell’alba al porto è una visione dalla sua casa
Volle lavorare all’aperto studiando il variare delle luci
Una delle prime aperte realizzate all’aperto è “Donne in giardino”= notiamo bene come l’artista osservi le
ombre nel giardino, gli alberi, vi è un gioco di luci e ombre. Vi è questa idea dell’attimo fermato, la donna
viene rappresentata in modo da dare l’idea che si sta muovendo. Realizzata velocemente sul momento
fermando l’attimo osservato. Foglie realizzate con diverse tonalità di verde suggeriscono una leggera
vibrazione. Con quest opera si presenta anche al Salon di Parigi ma venne rifiutata a causa della mancanza
di chiaroscuro e della resa della profondità quindi non rispondeva ai canoni accademici. Infatti sembra che il
quadro sia appiattito.
LA GAZZA- MONET
È rappresentato un paesaggio innevato in cui le ombre sono azzurre perché riflettono il colore del cielo.
Trasmette la sensazione della neve illuminata innevata dal sole, nonostante si tratti di un paese saggio
invernale e l’osservatore percepisce il calore della luce
DONNA CON PARASOLE E BAMBINO
Vediamo qui rappresentata una donna il cui vestito è alzato leggermente a seguito del corpo di vento ed è
raffigurato con colori ocra (giallo, azzurro, bianco caldo…), l’ombrello verde invece riflette il colore del
prato. In quest’ultimo tanti colori Notiamo l’effetto di contro luce laterali
Con il passare del tempo, a partire dagli anni 90 l’artista si concentra sulla ripresa di alcuni oggetti ma
quest’ultimo perderà la sua importanza, perché il suo interesse in realtà è realizzare l’oggetto nelle diverse
ore della giornate quindi nelle diverse colorazioni della luce.
Ad esempio decise di rappresentare la cattedrale Rouen (aveva un appartamento di fronte a questa
cattedrale) in una giornata di sole e in una nebbiosa
Mette le due tele con l’intenzione di iniziare alla loro realizzazione ma mentre inizia si accorge che in fretta
col passare del tempo cambiava la luce (il colore cambia) così decise di aggiungere delle tele e a ogni
cambiamento interrompeva l’opera per passare alla successiva. Così nasce la serie composta da 30/40 tele
che rappresentano la cattedrale di Rouen che non è interamente compresa ma viene rappresentata con un
punto di vista ravvicinato.
L’area in piena luce si sfalda (è abbagliata dalla luce), perdendo la precisione dei dettagli, ma abbiamo
comunque la suggestione e percezione della cattedrale con impressione delle decorazioni presenti.
Vi è anche utilizzo dei colori complementari (colori primari= rosso, giallo, blu con questi si creano tutte le
sfumature, bianco e nero= colori neutri; i secondari si ottengono dalla miscela di colori primari; i
complementari sono due colori che accostandoli si ottiene colore accesso, luminoso)
Ci fu uno studio anche sul fatto che ogni colore trasmette una determinata sensazione
L’artista nonostante abbia uno spazio riservato al cielo notevolmente stretto/poco, riesce a farci comunque
comprendere la situazione del clima, la giornata
-la realizzazione in serie della cattedrale di Rouen è detta seriale e ricorda alcune opere della Pop Art (nasce
nel momento del boom economico )
Esponente principale è Andy Worhol il quale realizzò la famosa opera Marilyn Monroe dove vi è una
ripetizione della produzione del suo volto (di Monroe). Tale volto è riprodotto con la tecnica di stampa
detta Serigrafia dove con un rullo si passa sopra al telaio mascherando le parti che non si vogliono
produrre, e poi ancora un'altra passata mascherando altre parti
Il volto rappresentato con colori differenti ed è equiparato al modo in cui sono esposti gli oggetti (associata
ai prodotti di consumi)
Dopo la cattedrale e la realizzazione di molte altre opere, nel 1883(intorno agli anni 90) si trasferisce a
Giverny in Normandia dove realizza nel suo giardino (lo ristruttura) uno stagno con ninfee e un ponte in
stile giapponese (questo perché l’arte g. affascinava gli artisti), il giardino diventerà il suo più grande atelier
cioè il suo studio principale. Infatti passò la propria vita a continuare a copiare il suo giardino, le ninfee e
l’acqua. Inoltre artista verrà colpito da una malattia agli occhi che lo renderà quasi cieco. Da qui le ultime
opere sono tele molto grandi dove il punto di vista è ravvicinato, diventando di fatto anche lui astratto
nonostante porti avanti comunque la sua ricerca impressionista. (Stanza ovale)
RENOIR
Renuar Si forma come decoratore di porcellana, questa sua formazione lo porterà a riuscire a
rappresentare con una particolare dolcezza e grazia le figure femminile ma in particolare i bambini. Poi
spesso sono presenti nelle sue opere i colori pastello. Nell’opera “Ombrelli” le figure non sono incorniciate,
alcune sono tagliate, prevalenza del colore blu e siamo catturati dalla figura della bambina che ci guarda
con dolcezza.
Anche lui dipinge in en plein air e preferì rappresentare le vite confusionarie, la gioventù, i locali affollati
BALLO AL MOULIN DE LA GALETTE (mulino perché era presente un vecchio mulino) ripresa instantanea
Luogo in cui si riunivano anche molti impressionisti, il locale caratterizzato da una parte operata è un altra
lasciata all’aperto (l’artista si era recato più volte qui) in cui si riunivano i giovani per ballare e divertirsi. Gli
artisti impressionisti sappiamo che tendono a rinunciare al chiaro scuro facendo uso invece della
prospettiva, infatti qui riesce a rendere la profondità attraverso alcune direttrici diagonali (con figure in
primo piano più grandi e poi man mano dietro sono più piccole). Quest’ultime sono date dallo schienale
della panchina, e poi direttorice diagonale del tavolo con vista angolare. Poi isola volutamente una coppia
in primo piano che sta ballando per dare l’idea del movimento e circolarità (andamento spirale grazie anche
ai vestiti), e la loro posizione è ripresa da una coppia arretrata, le figure che stanno ballando definiscono in
altra linea diagonale che porta il nostro sguardo verso il fondo (figure in primo piano più grandi mentre
man mano che si avvicina verso l’orizzonte persone di dimensioni più piccole). La confusione e movimento
è data dalle macchie di luce dalla pavimentazione, dalla posizione delle coppie che ballano (movimento
rotatorio), nello sfondo il movimento in lontananza è reso dalla ripetizione di elementi/rette verticali (che
sono i pali dei lampioni, tronchi degli alberi e pali di sostegno della struttura) da l’idea dell’affollamento e
detta un ritmo. Si parla di valore psicologico delle linee in quanto in generale grazie all’utilizzo delle linee
l’artista riesce a trasmettere delle sensazioni (linee orizzontali trasmettono tranquillità, linee verticali danno
l’idea di slancio verso l’alto che è più dinamico, e da anche un senso di movimento, musicalità). Qui tali
linee verticali hanno l’obiettivo di rendere il dinamismo e l’energia.
DEGAS (terzo artista impressionista)
È di origine italiana, farà numerosi viaggi qui per studiare i pittori soprattutto rinascimentali
La sua formazione sarà accademica, prendendo lezioni da artisti di arte accademica/tradizionale
Condividerà con gli altri compagni impressionisti, la scelta di muoversi in modo anti accademico (senza
chiaroscuro ecc) ma non sarà mai completamente così come gli impressionisti in quanto non dipinge en
plein air, preferendo ambienti chiusi. Lui sceglie dei tagli fotografici, con punti di vista inediti, in lui troviamo
un disegno/una costruzione del disegno.
Quando fu ospite dello zio a Firenze, realizza l’opera “LA FAMIGLIA BELLELLI”
Quindi andò a rappresentare la famiglia dello zio, Dispone le figure in modo da dirci qualcosa della
personalità di ognuna, trasmettendo il senso di distacco tra i due coniugi. La zia in piedi in posa molto
austerica, posa sicura, a sottolineare carattere rigido, chiuso, essere severo; davanti a lei la figlia maggiore
che sembra ormai inquadrata in questa educazione rigida, anche lei in piedi con posa decisa rigorosa,
braccia conserte ed è l’unica che ci guarda negli occhi. Al centro la figlia minore (principale), colta nel
momento in cui si stava stufando, in una posizione non elegante con busto ruotato, braccia sui fiacchi,
voltata, gambe sotto sedere in una sedia.
Zio in posizione dinamica in atto di alzarsi, e notiamo come probabilmente sia una persona più aperta al
contrario della donna. Nessuno dei componenti della famiglia si stanno guardando e questo fatto sottolinea
che non c’è contatto o dialogo. L’ambiente interno è quello della casa borghese, Abbiamo oggetti come gli
specchi per moltiplicare lo spazio e dare l’idea di profondità, che può portare anche a meditare (specchio
che riflette un altro specchio che simboleggia fatto che non sempre ciò che appare costituisce la verità delle
cose). È come una fotografia, come se avesse scattato un istantanea in cui vi era anche un cane che in quel
momento corse per uscire fuori, e qui notiamo solo la sua coda anteriormente.
Quest’opera sottolinea come nonostante la vicinanza, non ci sia contatto, tema della solitudine
Vi è riferimento ai grandi del passato
ASSENZIO
Rappresenta due persone, tra cui una ragazza e un uomo dell’epoca, seduti al tavolino di un locale. Il punto
di vista dell’artista corrisponde allo sguardo che potrebbe avere una potenziale persona seduta al tavolino
vicino. La ragazza ha davanti a se un bicchiere di Assenzio, che fa perdere molto velocemente la lucidità e
ed era poco costoso quindi venne poi abolito. Ha le gambe rilasciate in avanti in una posa un po’
abbandonata, con volto abbassato e sguardo perso nel vuoto. Al centro la bottiglia.
La figura femminile ha sguardo perso nel vuoto e posizione scomposta per effetto dell’alcool. Nonostante le
due figure siano poste vicine risultano isolate e sole, molto distanti fra loro perché innanzitutto non si
guardano e poi l’artista costruisce l’immagine definendo queste linee e andamento a zig zag dei tavoli. Le
figure collocate quindi in alto a destra e non nel centro dell’opera ma isolate all’angolo. Ciò mostra quanto
siano anche chiuse in se stesse e non riescano a comunicare. Questo andamento a diagonale dei tavolini
riesce a conferire un effetto di immediatezza e ad assumere un taglio quasi fotografico. Le diagonali sono
ripetute anche dai giornali posti in primo piano e anche l’artista stesso si ferma seguendo sempre una
direttrice diagonale. Sullo specchio dietro alle figure si intravedono delle finestre e delle tende con il riflesso
scuro dei due personaggi quasi come un’ombra sempre per indicare e sottolineare una connotazione
negativa. Il soggetto principale è la donna in soqquadro ma al centro compositivo troviamo la bottiglia
come elemento [Link] ricorda assonanza con la parola “assenza” infatti anche lo sguardo della
donna stessa pare perso e assente appunto. I due personaggi esprimono dell’atteggiamento e negli sguardi
una profonda solitudine accentuata dalla posizione decentrata.
Abbiamo un taglio fotografico e punto di vista decentrato come se chi guardasse fosse seduto al tavolino.
La composizione basata sul gioco delle diagonali riprende uno stile potremmo dire giapponese.
Collegamento con “I DUE SALTIMBANCHI” di Pablo Picasso del 1901: anche qui due figure vicine ma che
sono sole e isolate poiché non si guardano, ognuno vive della propria individualità. Troviamo una stesura
piatta del colore sia dello sfondo che delle figure, nonostante ci sia semplificazione con linea dei contorno
che va a legare i due personaggi essi non si guardano. Abbiamo anche una particolare attenzione verso il
movimento delle mani e la protagonista che ci guarda negli occhi. Nonostante la semplificazione pittorica
riusciamo a percepire lo stato d’animo della ragazza con sguardo fisso verso di noi ma comunque assente e
profondamente malinconico. Pennellate moto larghe anche qui ed ampie.
PUNTINISMO
Gli artisti di questo periodo scomponevano il colore sulla tela attraverso una serie di punti.
VAN GOGH e GAUGUIN compiono una ricerca sul colore, il quale esprime ora un’emozione interiore
dell’artista. Esso non è aderente alla realtà (per esempio può essere utilizzato il rosso per realizzare il prato
al posto del verde). Da tali ricerche prenderà poi vita il movimento artistico dell’ESPRESSIONISMO =
esprimere un concetto soprattutto attraverso colori molto forti e simbolici.
Nel 1839 il chimico Chervreul pubblicherà un saggio sul contrasto simultaneo dei colori dove si studiando gli
accostamenti cromatici in modo scientifico
Accostando coloro adiacenti= effetto trasparenza
Accostando coloro equivalente = contrasto cromatico (es. arancio, porpora)
Fra colori opposti (complementari)= effetto di massima luminosità alla giusta distanza
SEURAT
Realizza una serie di studi sul colore, realizzando il cosiddetto cerchio cromatico nel quale vengono
accostati i colori complementari che insieme sono particolarmente luminosi.
La tecnica di Seurat consisteva in particolare nell’ accostare piccoli punti di colore puro associati ad una
rigoda costruzione compositiva. I colori per non diventare opachi non devono subire più di tre miscelazioni.
Assieme ai testi sui colori Vengono pubblicati anche quegli sul significato delle linee= linea orizzontali
trasmette tranquillità, linee verificarli effetto più slanciato, ritmico; linee inclinate se ascendenti danno
effetto di movimento, se discendenti comunicano tristezza e inquietudine
PAUL CÉZANNE
Nasce nel paese del sud di Francia, amico di infanzia sarà Zolá. Quando decide di intraprendere la carriera
di pittore venne accolto a Parigi da zolá permettendoli di conoscere gli impressionisti.
Già nella prima opera che propone tende a definire le forme in maniera molto solida (quasi come dei solidi
geometrici), si caratterizza infatti sin dall’inizio per la stesura dei colori con pennellate molto ampie (piatta
e corposa) che va a definire la forma e l profondità spaziale.
È un artista solitario che riflette molto sulla rappresentazione, e cerca di riprodurre sulla tela una visione
mentale dell’oggetto, tende a costruire forme attraverso il colore, sostenendo che al di sotto di ogni forma
esiste uno scheletro riconducibile ai tre solidi di base (cilindro, sfera, cono in prospettiva) come se volesse
geometrizzare e semplificare le forme. Tendendo quindi a inserire nella immagine più punti di vista.
Si distacca dal modo di pittura degli impressionisti, non ama lavorare all’aperto, lui cerca di dare sempre
forma alla realtà, non è interessato né all’effetto ottico né a riprendere la realtà cosi com’è.
Invia queste prime opere al fratello Theo in Francia perché le veda sul mercato (in quanto tipo di
rappresentazione già superato). Attraverso il fratello, recandosi a Parigi a modo di conoscere gli
impressionisti, con i quali stringe anche amicizia (rimane colpito dalla luce e colori delle opere degli
impressionisti). Si trasferisce ad Arles dove affitta una casa in mezzo al verde (chiamata casa Gialla), in
quanto insofferente alla vita cittadina delle grandi metropoli come Parigi. Il suo obbiettivo era formare una
comunità di artisti, in questo periodo la sua tavolozza e colori si chiariscono. In questo primo periodo
rappresenta la sua camera da letto ad Arles (nel frattempo continua a scriversi con il fratello e a sostenersi
a vicenda). Qui è in attesa del arrivo del amico Goghen che soggiornerà con lui (soffriva di solitudine quindi
aveva bisogno di essere in compagnia, nonostante avesse un carattere difficile).
CAMERA DI VINCENT AD ARLES
La camera rappresentata non è la visione reale ma come lui la vede, vediamo la sedia come in attesa di un
arrivo, i mobili disposti a cerchi orientati verso il centro quasi a creare un nido, rendere un luogo
accogliente, dove si sente al sicuro e protetto. Anche la finestra ha le ante chiuse e non si vede aldilà come
se volesse chiudersi, proteggersi con la speranza di essere accolto e in compagnia di altri. Tutto ordinato,
c’è una stesura piatta di colori e tratti liberi, gli oggetti presentano una linea di contorno (non ci sono
invece le ombre e nemmeno chiaro scuro come nelle stampe giapponesi). Il letto molto grande cioè sovra
rispetto alla stanza, esagerata dimensione del letto. I quadri come se fossero scomposti, mossi come da una
ventata improvvisa, dimostra quanto il suo animo sia turbato. Nonostante usi colori molto forti, con
prevalenza del giallo che è colore felice, ha trovato il suo luogo, in un momento felice in cui aspetta gli altri
artisti (passava momenti sereni, e altri dove lavorava incessamente, esagerato)
Dopo due mesi Goghen se ne va via in quanto litigavano continuamente, Van Gogh nel disperato tentativo
di trattenere l’amico si taglia l’orecchio, venne così ricoverato in un ospedale psichiatrico.
NOTTE STELLATA Van gogh
Rappresenta la visione del paesino di notte, vediamo il paese un po’ immaginato (questo perché le sue
opere sono filtrate dal suo animo, non riprende in maniera precisa ma fonde insieme anche ricordi),
addormentato, tranquilla, poi presenza di un cipresso sagoma scura in primo piano. Nel cielo gli astri che si
animano, come travolti da un movimento cosmico (come se tutto paese fosse ignaro di ciò che sta
accadendo nel cielo). Utilizza pennellate molto ampie, a tratti molto evidenti, utilizzati colori puri
contrastanti (molto forti come blu, arancio, giallo che si contrastano tra loro). Nelle sue opere molto spesso
anche il fondo è sempre avvolto da queste onde e turbamento. Il suo stato psichico peggiorò e quindi dopo
un certo periodo non poté più uscire, in questo periodo realizza “LA RONDA DEI CARCERATI” 1890.
Rappresenta i carcerati che nell’ora d’aria nel cortile stanno camminando (momento in cui si sta all’aria
aperta), camminando a cerchio e la loro posizione è ripetitiva guardando per terra, quasi fosse abitudinaria,
ritmica, ogni giorno magari nella stessa ora sono così. Il tutto si svolge in un cortile stretto e chiuso da mure
alte che non permettono di vedere cielo o paesaggio, vediamo anche le ombre allungate. Unica figura,
posta centralmente, che gira volto e ci guarda negli occhi (alza lo sguardo) si ritiene che sia un autoritratto
dell’artista che allo stesso modo non potendo uscire dalla stanza fa azioni ripetitive, con sguardo come se
potesse volare via solo con immaginazione, unico che desidera così tanto la libertà (aspira a questa).
Alla fine ha trovato solo nel suicidio la possibilità di mettere fine ai propri tormenti.
PAUL GAUGUIN
Continuerà a viaggiare alla ricerca di un mondo incontaminato, che non fosse regolato da regole esterne,
tant’è che anche lui sarà solitario e tenterà il suicidio (Van gogh cerca l’affetto, Gauguin cerca invece
l’essenza della vita, si pone domande esistenziali, ma in realtà quello che cercava andava scoperto dentro
se stesso). Fin da piccolo era abituato ai viaggi, la famiglia soggiornerà a Perù e poi da ragazzo pare si sia
imbarcato e fatto un giro del mondo, che significa andare anche alla scoperta di altro. Lavora a Parigi,
ottiene un lavoro stabile come agente di cambio, era però appassionato di arte, partecipa alle mostre
impressionistiche, dipinge. Si sposa quindi ebbe una vota ordinata e poi a un certo punto perde il lavoro (fu
la spinta che lo porterò a riflettere sulla propria vita e se stesso) e viene lasciato dalla moglie decide di
dedicarsi totalmente all’arte, e decide di lasciare Parigi (troppe regole e continui impegni) spostandosi nel
nord della Bretagna a Pont-Aven col l’obbiettivo di tornare al senso della vita (non corrotto dalla società
moderna) presso delle comunità contadine che vivono in modo molto più semplice, isolate.
VISIONE DOPO IL SERMONE= rappresentano donne che all’uscita dalla chiesa dopo aver ascoltato il
sermone, e sono ancora talmente immerse in ciò che hanno ascoltato (l’hanno vissuto molto) che hanno
una visione e vedono Giacobbe (patriarca ebreo) in lotta con l’angelo. L’opera è divisa a metà e attraversata
da un tronco di un albero diagonale, la lotta avviene su un terreno di colore rosso (non realistico ma lo fa
per distinguere prima ciò che è reale da ciò che è immaginazione, donne reali e lotta immaginaria, e poi
rosso simboleggia il fervore, la passione anche come hanno vissuto le donne il fervore religioso, rosso
primo colore che il nostro occhio vede). Stesura del colore piatta, non esiste chiaro scuro, eliminata la
profondità, le figure hanno una linea di contorno, richiama quasi le decorazione delle vetrate medievali.
Influenza anche delle stampe giapponesi, per la loro capacità di usare colori forti e pochi tratti.
Nel 1888 si reca da Van-Gogh (l’aveva già conosciuto a Parigi) a Arles, l’aveva invitato pensando di formare
la comunità artistica, lascerà l’amico decide di partire per luoghi ancora più lontani e isolati, e parte per
Indonesia (per arrivarci ci volevano 2 mesi).
EDUARD MUCH
Nasce nei paesi scandinavi, ha una infanzia segnata da luti famigliari, e quindi è un artista solitario è molto
tormentato. Infatti all’età di 5anni gli muore la madre e poi la sorella che morirà a 15 anni di tubercolosi.
Questo artista si può accumulare a Friedrich per la sensazione di solitudine, la vita passata nei paesaggi
sconfinati, freddi, solitari.
LA BAMBINA MALATA
Lo stesso soggetto della rappresentazione della sorella verrà riprodotto più volte.
In quest’opera rappresenta gli ultimi ricordi della sorella prima della morte.
Bambina di profilo con volto pallido, la zia invece rappresentata a capo chino a indicare l’incapacità di poter
far qualcosa. Le due mani che si stringono sono poste nel punto centrale della composizione (se
tracciassimo gli assi). Le due figure sono gestite come quasi due strutture verticali= la figura della bambina
posta quasi in primo piano con il cuscino, e la figura della zia
L’artista usa un modo di dipingere= rimozione del materiale, raschiando e graffiando la superficie, dando un
effetto non ben definito a indicare anche la sua rabbia nel non poter intervenire. E sembra che lui sia
riuscito a catturare lo sguard,…
L’URLO
Le sue opere verrano criticate e sempre più tormentato, ritorna e lavora in solitudine
Un giorno attraversando un ponte vide un Alba boreale e sentì un urlo, un senso di angoscia che lo ha
portato a comporre quest’opera.
Ponte rappresentato molto scorciato che sembra infinito, ci sono anche persone che vanno in direzione
opposta alla figura. Sotto un mare nero mosso da onde che si disperdono anche nel cielo (ricorda quello di
Vanghogh, dinamico, vivo), quest’ultimo è come se facesse riferimento alle albe intense in questi luoghi e
reso anche qui come delle onde, delle fasce
La figura in primo piano non è né una donna ne uomo, è il dolore e l’urlo di sofferenza. Tale figura ha le
mani vicino al volto e sembra quasi un teschio. E questo dolore si divampa nello spazio circostante, tutto
coinvolto.
ESPRESSIONISMO
nel primo ventennio del 900 vi sono movimenti che contestano tutto fino a quel momento che si pensava
già accettato, rompono completamente con il passato, fanno qualcosa di nuovo e non compreso dal
pubblico= dette avanguardie storiche. Espressionismo è l’avanguardia che si sviluppa nel 1905, ci sarà
quello francese che è molto più gioioso con temi allegri come la gioia, voglia di vivere ecc, poi ci sarà quello
tedesco che sarà più sofferto e tragico, utilizzando forme molto più taglienti.
Anno successivo nel 1890 l’amico Casagemas si suicida per una delusione d’amore, Picasso rimane molto
colpito dal accaduto e inizia a dipingere opere che prediligono la tonalità blu e i soggetti rappresentati sono
generalmente lavoratori del circo, attori= Persone che dovrebbero far divertire vengono rappresentate
invece tristi. Blu riporta un po’ alla riflessione e alla tristezza. Inizia nel 1901 le opere eseguite in tal modo
con l’opera “i due saltimbanchi”
A partire dal 1905 segue il periodo rosa (conoscendo una ragazza). La tavola si schiarisce ma resta la
rappresentazione di figure tristi
Nel 1907 inizia la rivoluzione con l’opera Les demoiselles d’avignon in quanto sconvolge i parametri, e il
nudo femminile, elimina ogni forma di bellezza dal corpo femminile, rappresenta qui 5 ragazze che sarebbe
5 prostitute che si mostrano ai clienti. A sinistra una di profilo, due centrali con braccio alzato, un'altra di
schiena (di spalla) con volto ruotato, e un'altra ancora che sta aprendo una tenda che chiudeva l’ambiente.
Corpi femminili sfaccettati in figure geometriche, sagomati e divisi in superfici geometriche, fondo diventa
materia= Una serie di campiture di colore e diventa tutto materia tutto superficie. Abbiamo anche
riferimenti all’arte primitiva africana, che sarà molto ammirata sia dai cubisti sia dagli espressionisti nella
resa delle figure e tratti dei volti. L’artista interverrà infatti nel modificare il volto delle figure a destra
riferendosi a questa arte primitiva detta Arte Negra= chiamata così perché mette insieme arte polinesiana,
Oceania e africana.
Picasso frequenterà i musei proprio alla ricerca di spunti e suggestioni, ha bisogno di riferimenti e stimoli
nelle opere degli altri, recepirli e rielaborarli in chiave personale. (Occhi frontali, naso di profilo= della
ragazza centrale, la figura di profilo nella posa che ricorda i faraoni egizi= unisce insieme diverse suggestioni
della storia dell’arte). Pochi colori (ad esempio rosa azzurro…), non è poi una visione reale, e la luce serve
solo per definire quanto sono inclinati magari i piani geometrici e definire volume.
Dal 1907 inizia il primo cubismo (cubismo primitivo) e la collaborazione con Braque
Dopo di che dal 1909-1910 inizia il cubismo analitico che richiede una analisi attenta da parte del
osservatore dell’opera, ad esempio nel RITRATTO DI AMBROISE VOLLARD (un collezionista d’arte)= figura
scomposta in piccoli frammenti e poi composta con una forma a raggiera. inizialmente si è attratti dal volto
forse per il colore deciso rispetto al contesto, fronte alta, occhi chiusi/abbassati, bocca serrata, volto
concentrato continuando a guardare notiamo che sta guardando un giornale= a raggiera, quasi si trattasse
di parti che emergono di cristallo. Poi il taschino della giacca,In alto una bottiglia, in alto a destra un libro.
1912 cambia e diventa cubismo sintetico= vede sempre la frammentazione del oggetto, si inizia a utilizzare
e per la prima volta i collage o pappier colle che significa letteralmente “carta incollata” quindi si vanno a
incollare carte che possono essere diverse. I collage sono quindi una novità rispetto al precedente cubismo,
e in cui vi è l’introduzione anche di lettere e numeri nell’opera.
Un esempio è l’opera di Picasso “Natura morta con sedia impagliata” vediamo che inserisce una tela cerata
(Forma ovale in quanto forma perfetta che ricorda anche la forma di un tavolino visto dal alto) che simula la
trama di una sedia impagliata (una finzione in una finzione), e al di sopra della sedia sono posti una serie di
oggetti (bisogna andare oltre l’apparenza) dipinti= vediamo un limone, lettere (“Jou” cioè iniziali della
parola giornale francese), poi c’è un calice/bicchiere, una pipa, un coltello.
“SOGNO” immagine più surrealista (?’
RITRATTO DI MARIE- THÈRÈSE= una delle tante mogli di Picasso, vediamo inserito un occhio frontale e uno
di profilo, e un naso di profilo e una parte frontale, la bocca sembra di profilo. È come un doppio della
persona, quasi a dividere il volto in due parti a sottolineare che nella persona c’è sempre un lato oscuro che
nessuno conosce mai, zone inaccessibili e incomprensibili agli altri.
GUERNICA
Picasso viene incaricato per la realizzazione di un opera per l’esposizione universale a Parigi (commissionata
dall’ente nazionale spagnolo). Quando lo ottiene questo incarico succede un fatto cioè …siamo durante la
guerra civile spagnola (le forze nazi fasciste aiutano Fransisco Franco che diventerà dittatore spagnolo),
questo evento porterà a una strage che occuperà i giornali, quindi lui realizza l’opera a ricordare questo
fatto.
In questo periodo la sua moglie è una fotografa (Dora Maar , l’unica che entrerà nel suo studio) che
realizzerà una serie di fotografie che testimoniano il processo di realizzazione dell’opera di Picasso.
Quest’ultimo sceglierà di rappresentare alcune scene significative senza riferirsi a un singolo episodio, è una
rappresentazione del orrore della guerra in modo universale. È un opera molto grande, a sinistra è
rappresentato un toro che può essere un rimando al popolo spagnolo (indicativo della brutalità della
guerra), in alto vediamo un cavallo che sta nitrendo e quindi esprimendo tutta la sua sofferenza, poi un po’
più a destra vediamo una lunga mano che tiene una lanterna a indicare che sta mostrano la realtà quindi
l’orrore della guerra, ancora più a destra una figura con le braccia alzata che sta esprimendo il suo dolore
perché ha una casa in fiamme. Artista sappiamo che frequenta molto spesso musei e quindi lui prende
riferimenti da altri e gli rielabora in questo modo. E in tale figura che esprime tale dolore, alcuni critici ci
vedono una rimando alla Maddalena= ricorda la rappresentazione di Masaccio.
Mentre a sinistra abbiamo una madre con volto rivolto vero il cielo a urlare il suo dolore per la perdita del
bambino morto in braccio. Il bambino ha braccio rivolto verso il basso e queste due figure ricordano per le
pose la “pietà” di Michelangelo (è la madre per eccellenza, madonna per secoli rappresentata in tal modo)=
il suo riferimento per eccellenza è a indicare il dolore universale straziante di tutte le madri che vedono
perdere proprio figlio. Poi anche gli animali che soffrono, poi un soldato rappresentato per frammenti che
tiene una spada spezzata a ricordare i soldati di tutte le epoche, vicino alla mano del soldato un fiore
indicativo di speranza perché anche in tutti gli orrori c’è sempre qualcosa che rinasce. E c’è anche un
pulcino che sta cercando di dividere il contesto. I colori utilizzato sono solo bianco e nero e grigi.
Sul soffitto vi è una lampada la cui luce è stata rappresentata attraverso una serie di forme appuntite e
aguzze.
A destra sembra che si stia verificando una sorta di colpo d’aria, causato da una
esplosione\bombardamento, infatti possiamo vedere che per esempio il cavallo e le figure attorno ad esso
sono spostate verso sinistra.
FUTURISMO:
A Parigi nel 1909 viene pubblicato il manifesto del futurismo di Marinetti. Il futurismo è la prima
avanguardia italiana.
I futuristi esaltano la velocità, il progresso, dicendo che una macchina con tutte le sue caratteristiche è
migliore più bella rispetto per esempio alla Nice di Samatracia, proprio per sottolineare lo spintore della
novità e dell’eriga che contiene.
Per rendere efficace la comunicazione gli artisti futuristi utilizzano elementi caratteristici dei fumetti come
per esempio onomatopee (= scritte in grassetto che riproducano quel determinato rumore) e utilizzano
inoltre i grafeni (= linee tratteggi che servono per simulare il movimento, per esempio un sassolino che
rimbalza nell’acqua, oppure la sveglia che suona della quale si vuole sottolineare la vibrazione). In sostanza
gli artisti futuristi decidono di enfatizzare il messaggio scritto con elementi che fanno parte della
comunicazione visiva tipica dei fumetti.
GIACOMO BALLA = è uno dei più importanti esponenti del futurismo, il quale sceglie di dedicarsi alla resa
del movimento e lo fa partendo dallo studio sulla ripetizione delle sequenze fotografiche. Attraverso queste
sue ricerche riguardanti i sistemi per riuscire a rappresentare l’azione del movimento, egli realizza l’opera
intitolata DINAMISMO DEL CANE A GUINZAGLIO = in cui vi è rappresenta una signora che sta camminando
per strada con il proprio cagnolino che sta correndo.