Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
11 visualizzazioni41 pagine

Ferrara

Caricato da

maxavahi
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
11 visualizzazioni41 pagine

Ferrara

Caricato da

maxavahi
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

Ferrara

Ferrara (, Fràra ['fra:ra] in dialetto ferrarese) è un Ferrara


comune italiano di 129 313 abitanti,[1] capoluogo comune
dell'omonima provincia in Emilia-Romagna.

Fu capitale del Ducato di Ferrara nel periodo degli


Estensi, quando rappresentò un importante centro politico,
artistico e culturale. Lo sviluppo urbanistico avvenuto
durante il Rinascimento, l'Addizione Erculea, trasformò la
città in un modello urbano che le valse il titolo di "prima
capitale moderna d'Europa".[4] Nel 1995 ottenne (dettagli)
dall'UNESCO il riconoscimento di patrimonio
dell'umanità per il centro storico e nel 1999 ne ottenne un
secondo per il delta del Po e le sue delizie estensi.

È sede universitaria (Università degli Studi di Ferrara) e


arcivescovile (arcidiocesi di Ferrara-Comacchio).
L'economia si basa storicamente sulla produzione
agricola, ma possiede vari impianti industriali, in
particolare nel settore petrolchimico, e un polo per le
piccole e medie imprese.
Castello Estense
Localizzazione
Geografia fisica Stato Italia
Regione Emilia-Romagna

Territorio Provincia Ferrara


Secondo i dati confermati dal Consorzio di bonifica Amministrazione
pianura di Ferrara, il territorio della provincia è per il 44%
sotto il livello del mare, con depressioni che superano i - Sindaco Alan Fabbri (Lega) dall'11-
4,5 metri in un'area compresa tra il Po, il mare Adriatico, 6-2019 (2º mandato dal 9-6-

il Reno e il Panaro. L'origine alluvionale del territorio e il 2024)


fatto che per secoli fosse stato soggetto a inondazioni Territorio
ricorrenti ha indotto alle prime opere di bonifica realizzate
Coordinate 44°50′07.07″N
dagli Estensi (con Borso d'Este ed Ercole I d'Este) nelle
11°37′11.51″E
immediate vicinanze della città (a Casaglia, Diamantina e
La Sammartina) e poi all'intervento nel Polesine di Altitudine 9 m s.l.m.
Ferrara, voluta da Alfonso II d'Este nel 1580, quando la Superficie 405,16 km²
fase storica del ducato estense stava per concludersi.[5] Tra
gli architetti che contribuirono all'opera, figura Giovan Abitanti 129 313[1] (31-10-2024)
Battista Aleotti. In breve tempo, anche a causa
dell'abbassamento del suolo dovuto a fenomeni di Densità 319,17 ab./km²
subsidenza[6], si perdettero molti dei risultati positivi Frazioni vedi elenco
ottenuti inizialmente e le bonifiche furono
Comuni Argenta, Baricella (BO),
necessariamente ripetute (quando ormai Ferrara era
confinanti Bondeno, Canaro (RO),
tornata sotto dominio papale) con gli interventi voluti dai
Copparo, Ficarolo (RO),
papi Gregorio XIII, Clemente VIII, Innocenzo X e
Gaiba (RO), Masi Torello,
Benedetto XIV. Le bonifiche che ebbero un effetto più
Occhiobello (RO),
duraturo si attuarono tuttavia in seguito, nel corso del XIX
Ostellato, Poggio
secolo, grazie ai nuovi mezzi meccanici a disposizione.
Renatico, Riva del Po,
Il territorio, considerata la sua genesi e le vicende Stienta (RO), Tresignana,
storiche, è contraddistinto da numerosi canali artificiali Vigarano Mainarda,
per l'irrigazione e il drenaggio delle campagne, rese Voghiera
coltivabili e abitabili. Esso risulta totalmente pianeggiante, Altre informazioni
con un'altitudine compresa tra 2,4 e 9 m s.l.m., e una Cod.
superficie di 405,16 km², il che rende Ferrara il 44121–44124
postale
diciassettesimo comune per estensione in Italia. Confina a
nord con la regione Veneto, in particolare con la provincia Prefisso 0532
di Rovigo, e a sud con la città metropolitana di Bologna. Fuso
UTC+1
orario
Il fiume Po (che nel corso dei secoli ha più volte cambiato
il suo corso) ha influenzato la città sin dalla nascita e ne Codice
038008
ha condizionato lo sviluppo. Il territorio comunale e molta ISTAT
parte di quello provinciale costituiscono un paesaggio Cod.
modificato artificialmente, risultato dell'azione umana D548
catastale
concretizzatasi nelle grandi opere di bonifica ricordate. La
Targa FE
città si trova a un'altitudine inferiore al livello medio delle
acque del Po e il fiume deve essere per questo controllato Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)[2]
da argini imponenti. Serve un continuo lavoro delle
Cl.
pompe idrovore per non far sommergere la pianura zona E, 2 326 GG[3]
climatica
dall'acqua e permettere così che le acque derivanti dalle
precipitazioni vengano avviate verso il mare attraverso i Nome
ferraresi, estensi
numerosi canali artificiali.[7] abitanti
Patrono san Giorgio e san
Clima Maurelio (co-patrono)

La situazione climatica di Ferrara, rilevata dalla stazione Giorno


23 aprile
meteorologica di Ferrara San Luca, evidenzia una festivo
primavera naturalmente variabile nella sua prima parte, Cartografia
con colpi di coda invernali, seguita da giornate piacevoli
senza picchi nella temperatura, mentre le precipitazioni
risultano frequenti.
L'estate è calda e afosa, spesso interrotta da temporali
anche violenti, con grandinate e un temporaneo
abbassamento della temperatura. Con l'anticiclone delle
Azzorre, arrivano giornate soleggiate e calde, con Ferrara
temperature nella media del periodo. Con l'anticiclone
subtropicale africano, arrivano invece ondate di calore
intenso, con un alto tasso di umidità per diverse settimane:
nei giorni più caldi si possono superare i 40 gradi, come è
successo, per esempio, nell'agosto del 2017.

L'autunno è molto fresco, umido e piovoso. Nella sua


seconda parte inizia ad essere rigido e con caratteristiche
pressoché invernali. Solitamente arriva la nebbia nelle ore
mattutine e serali a causa della conformazione del suolo,
che porta a ristagno d'aria.

L'inverno è decisamente rigido, con piogge e nevicate di


media entità e frequente presenza di nebbia. Nel mese di
gennaio la temperatura minima si attesta su una media di
-0,9 °C e la massima di circa +4 gradi. La temperatura
media del mese di gennaio è di +1,6 °C. Con l'alta
pressione, l'inversione termica notturna può portare la
temperatura sensibilmente sotto allo zero, provocando
estese e intense gelate. Di giorno, in presenza di nebbia, la Sito istituzionale ([Link]
temperatura si mantiene prossima allo zero. Le correnti t/)
fredde orientali possono portare il burian dalle steppe
russe, che provoca intense nevicate oppure giornate Bene protetto dall'UNESCO
soleggiate, ma gelide.
Ferrara, città del Rinascimento e il
La classificazione climatica di Ferrara è: zona E (gr-g = suo Delta del Po
2326) Patrimonio dell'umanità

Mesi
FERRARA
Gen Feb Mar Apr Mag Giu L
T. max. media
4,1 7,4 12,7 17,7 22,0 26,4 2
(°C)

T. min. media
−0,9 0,8 4,7 8,5 12,8 16,5 1
(°C)

Precipitazioni
39 41 53 62 62 61
(mm)
Giorni di
6 6 8 8 9 7
pioggia Tipo Culturale
Vento Criterio (ii) (iii) (iv) (v) (vi)
W NE NE NE NE NE
(direzione-
3,4 3,5 3,5 3,6 3,5 3,4 3
m/s) Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto
Dal 2003 Ferrara aderisce alla rete Alleanza per 1995
il clima. La provincia ha programmato dal
investimenti per 15 milioni di euro per l'efficienza Scheda (EN) Ferrara, City of
energetica.[8][9][10][11] UNESCO the Renaissance, and
its Po Delta ([Link]
Sismicità [Link]/en/list/73
3)
La città in epoca storica ha avuto due eventi sismici (FR) Ferrare, ville de la
importanti e devastanti, il terremoto di Ferrara del 1570 e Renaissance, et son
il più recente terremoto dell'Emilia del 2012. Quest'ultimo delta du Pô ([Link]
ha raggiunto magnitudo massima 5.9, con epicentro nei [Link]/fr/list/73
comuni confinanti della provincia di Modena. Si sono 3)
avute poi molte scosse minori, una di magnitudo 5.1 nel
comune di Vigarano Mainarda e una di magnitudo 4.0
all'interno del territorio comunale. Numerosi edifici pubblici sono stati resi
inagibili e seri danni si sono avuti al patrimonio artistico, agli edifici
scolastici, all'università, all'ospedale e alle chiese. Molti danni hanno subito
anche migliaia di abitazioni civili, con circa 1.135 sfollati.[12][13][14]

La classificazione sismica fa rientrare il territorio di Ferrara nella zona


sismica 3 (pericolosità sismica bassa, con possibili scuotimenti
modesti).[15][16]

Origini del nome


Immagine tipica della
campagna ferrarese in
Non esistono fonti certe sull'etimologia del nome Ferrara anche se appare
un servizio fotografico di
molto probabile che non nasca in epoca romana e che quindi sia comparso Paolo Monti del 1974
successivamente, nel Medioevo. Del resto la città è nata relativamente tardi
rispetto ad altri insediamenti vicini come Ravenna, Spina e
Voghenza.[17] È senza fondamento anche la derivazione biblica;
nessun Ferrato è mai citato nel testo sacro. Mitico pure il fatto che
la città sia stata fondata da un certo Marco che qui sarebbe giunto
accompagnato, tra gli altri, da una ragazza troiana di nome
Ferrara. Si vorrebbe che l'immagine di tale fanciulla sia quella
che compare scolpita sulla porta minore della cattedrale, a destra,
e detta anticamente Madonna Frara. Si è pensato al ferro che
veniva lavorato nel territorio o che il nome sia venuto dal farro, il Bastione delle mura vicino a Porta
cereale molto usato dai romani e abbondante nel Ferrarese; Mare in un giorno di nebbia.
Farraria, cioè terra dove si coltiva il farro. Altra supposizione è
legata alle importanti fiere che si tenevano in zona due volte
l'anno. Il luogo dove queste si svolgevano veniva chiamato Feriarum area[18] (piazza delle fiere). Certo è
che la prima sede vescovile
sorta dopo il trasferimento
forzato da Voghenza veniva
chiamata Ferrariola[19][20]
(Forum Alieni) e che poco
dopo, nel VII secolo, fu
fondato il Castrum
[21]
Ferrariae, più
Edificio in via Porta San Pietro,
comunemente noto come Effetti della scossa di terremoto del
cuore dell'antico Castrum bizantino Castrum bizantino.[22] 20 maggio 2012 in piazza
di Ferrara. Savonarola.

Storia
Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Ferrara.

«Ancor oggi non è difficile, frugando in certe bottegucce di Ferrara, mettere le mani su cartoline
vecchie di almeno cinquant'anni. Sono vendute ingiallite dal tempo, macchiate di umidità. Una
di queste mostra corso Giovecca, la principale arteria cittadina, come era allora, verso la fine
del secolo scorso.»

(Giorgio Bassani, La passeggiata prima di cena)

Nascita della città (VII e VIII secolo)


La nascita della città di Ferrara si deve alle continue invasioni
barbariche che devastarono Voghenza fra il VII e l'VIII secolo
mentre papato ed esarcato continuavano a contendersi il controllo
dell'allora sede vescovile (mentre era vescovo san Maurelio,
patrono di Ferrara con san Giorgio). Maurelio, che aveva scelto la
fedeltà alla chiesa di Roma, venne ucciso e Voghenza non fu più
sede vescovile, spostata al borgo San Giorgio, (la Ferrariola),[23]
sulla riva destra del fiume Po in corrispondenza del castrum che si
trovava sulla riva opposta e questo primo insediamento
corrisponde al sito dell'antica basilica di San Giorgio fuori le Posizione dell'antica Ferrariola e
mura.[24] A metà dell'VIII secolo Ferrara, citata con questo nome della basilica di San Giorgio fuori le
da re Astolfo, uscì dalla sfera di influenza bizantina e venne mura, prima sede vescovile di
conquistata dai Longobardi.[25] Ferrara.

Età romanica (dal IX al XII secolo)


Attorno alla metà dell'VIII secolo l'intera regione, che comprendeva anche Ravenna, Bologna ed Adria,
venne donata da Pipino il Breve, re dei Franchi, a papa Stefano II. Tuttavia, l'inclusione del regno
longobardo nell'Impero carolingio rese vane le rivendicazioni pontificie. Nella seconda metà del X secolo
Ottone I di Sassonia conquistò il regno d'Italia, che venne così integrato nel Sacro Romano Impero.
Ferrara rimase tuttavia legata alla Chiesa e papa Giovanni XV, dopo la morte di Ottone e considerando
l'emergere di nuove famiglie nobili (tra le quali i Canossa), concesse la città come feudo a Tedaldo di
Canossa.[26] Il primitivo insediamento difensivo del castrum bizantino
continuò ad espandersi spostando così il centro politico e religioso dal borgo
di San Giorgio all'altra sponda del Po. In queste prime fasi la città si sviluppò
seguendo il corso del fiume, fu una città lineare,[nota 1] e solo in seguito
l'abitato iniziò ad occupare nuove aree settentrionali. Nel 1135 la sede
vescovile venne spostata nella nuova cattedrale di Ferrara, innalzata a nord
del primitivo insediamento del castrum.

L'affermarsi di distinti poteri (religioso e politico) unito alla struttura urbana


che si stava delineando concluse questa fase di città nascente. Sorse, oltre alla
Via Ripagrande, qui nuova cattedrale, il palazzo del municipio, e vennero realizzate o ampliate
all'angolo con via Del nuove strade, a partire da via Ripagrande e via Capo delle Volte, che
Turco, è una delle prime costeggiavano sin dai primi tempi la riva sinistra del Po.
vie dell'urbanizzazione
cittadina. Nel 1173 Guglielmo II Adelardi,
esponente della fazione guelfa
cittadina, partecipò con Aldruda
Frangipane, contessa di Bertinoro, alla lega per la difesa della città
di Ancona, assediata dalle forze imperiali di Cristiano di
Magonza.[28]

Presa del potere da parte degli Este Monastero di Sant'Antonio in


Polesine. Servizio fotografico di
Le famiglie di maggior rilevo a Ferrara attorno ai secoli XII e XIII Paolo Monti del 1969. (Il polesine
furono Torelli, Casotti, Aldigeri e Marchesella. Guglielmo dei nel nome del monastero è inteso
Marchesella dispose che, in caso di scomparsa senza eredi del come un terreno rialzato e
fratello, parte delle sue sostanze andassero a Guglielmo e circondato dalle acque).[27])
Linguetta, figli di una sorella. Le nozze di Azzo VI d'Este con
Marchesella Adelardi, anche se secondo alcune fonti il matrimonio
non venne mai celebrato, facilitarono l'ascesa degli Este.[29][30][31] Nel 1240 Ferrara fu assediata dai
veneziani, alleati con i mantovani. Agli inizi del XIV secolo gli Este scontrarono con Bologna, Mantova e
Verona e vennero minacciati nella stessa Ferrara. Azzo VIII d'Este chiese aiuto alla Repubblica di Venezia
ottenendo rinforzi, ma alla sua morte il trono passò al nipote Folco II d'Este e non al figlio Fresco d'Este,
che venne escluso dalla successione. Fresco, per sostenere il suo diritto e ottenere un'investitura ufficiale
come signore della città, offrì il feudo di Ferrara a papa Clemente V.

Le guerre con la Repubblica di Venezia


Il papa inizialmente sostenne il marchese Francesco ma nel 1308 iniziò una nuova guerra per il controllo
di ampi territori a nord ed a sud del Po. La Repubblica di Venezia dichiarò guerra allo Stato della Chiesa
per mantenere il possesso di Castel Tedaldo, importante roccaforte di Ferrara. Come reazione i legati
pontifici ottennero la scomunica del doge di Venezia e di tutti coloro che avessero sostenuto
l'occupazione della città. Il conflitto ebbe un esito favorevole per gli estensi ma questi dovettero attendere
il 1332 perché il potere tornasse di nuovo e stabilmente nelle loro mani.

Alla fine del XV secolo scoppiò una nuova guerra quando Girolamo Riario, nipote del papa Sisto IV e
signore di Forlì ed Imola tentò di allargare il proprio dominio stringendo un'alleanza con lo stato
pontificio e la repubblica di Venezia per impossessarsi di Ferrara. Dopo alterne vicende militari si arrivò
alla pace di Bagnolo che lasciò Ferrara alla casa estense ma
costrinse Ercole I d'Este a cedere Rovigo ed il Polesine a Venezia,
rinunciando così ai territori a nord del Po. Nel XVI secolo Ferrara
ritornò in guerra schierandosi contro la Repubblica di Venezia
nella Lega di Cambrai.

Il Concilio di Basilea,
Ferrara e Firenze
Ferrara fu sede, tra l'8
gennaio 1438 e l'inizio del
1439, di un importante
concilio ecumenico che
aveva tra le sue finalità la
ricerca di dialogo con la
Ritratto di Ercole I d'Este
Chiesa ortodossa, la lotta
Palazzo Schifanoia, salone dei
all'eresia degli Hussiti e la mesi, Borso assiste al Palio di San
riforma della Chiesa. Il Concilio si spostò a Firenze in seguito allo Giorgio e dà una moneta al buffone
scoppio di una epidemia di peste.[32] Scoccola.

La zecca di Ferrara nel XIII e nel XIV secolo


A Ferrara, quando ormai la struttura amministrativa aveva
raggiunto una sua solidità malgrado l'insicurezza politica, divenne
molto attiva una zecca che coniò varie monete. Tra queste la prima
fu il Ferrarese o Ferrarino, chiamato Denaro Ferrarese, che
aveva un valore superiore all'altra moneta coniata in quel periodo
Quattrino di Ferrara del 1381. dalla stessa zecca, il Bagattino.[33] Entrambe le monete su una
faccia riportavano il nome dell'imperatore, Fredericus, con le
lettere F.D.R.C. circondate dalla parola IMPERATOR, e sull'altra
faccia una croce circondata dal nome FERRARIA.[34]

Il secolo successivo vennero coniate diverse altre monete, tra queste il Quattrino di Ferrara, che su una
faccia riportava per la prima volta lo stemma del comune e sull'altra l'effige del vescovo di Voghenza San
Maurelio.

Gli Estensi dal XV secolo alla devoluzione


Dal loro insediamento gli Estensi governarono la città per quasi tre secoli rendendola capitale di uno stato
piccolo ma culturalmente attivissimo. Ferrara iniziò ad affermarsi nella seconda metà del XV secolo con
il marchese Leonello d'Este. L'investitura ducale di Borso d'Este nel 1471 da parte del papa fu un
riconoscimento fondamentale ed Ercole I d'Este fece raggiungere alla città il massimo splendore
realizzando, nel 1492, l'Addizione Erculea, il progetto urbanistico di Biagio Rossetti che rese Ferrara la
prima città moderna d'Europa[35] e che ampliò verso nord la superficie cittadina su uno schema razionale,
con vie larghe e rettilinee, incroci studiati anche dal punto di vista scenografico, nuove piazze e grandi
palazzi rinascimentali. Alla corte convennero alcuni tra gli artisti ed i letterati di maggior rilievo del
tempo come Piero della Francesca, Pisanello, Leon Battista Alberti, Andrea Mantegna e Rogier van der
Weyden. Nacque la scuola ferrarese in pittura, con Cosmè Tura, Ercole de' Roberti e Francesco del Cossa.
Arrivarono Dosso Dossi, Tiziano Vecellio, Giovanni Bellini, Matteo Maria Boiardo, Ludovico Ariosto e
Torquato Tasso.

Fu presente il musicista Luzzasco Luzzaschi e quando Ferrara divenne parte dello Stato della Chiesa il
suo allievo Girolamo Frescobaldi fu accolto a Roma come organista in San Pietro.

La presenza dell'università, fondata già nel XIV secolo su


autorizzazione del papa Bonifacio IX nel 1391 e su richiesta di
Alberto V d'Este, contribuì, in quei secoli, a far arrivare tra le
mura cittadine Niccolò Copernico, Giovanni Pico della Mirandola,
Paracelso e Gabriele Falloppio.

Il ducato di Ercole II d'Este, nel pieno della potenza estense,


merita attenzione per due aspetti particolari. L'amore del duca per
le artiglierie lo portò a far diventare Ferrara una potenza militare e
La colubrina detta la Regina, di
una delle capitali europee nella produzione di modernissime
Annibale Borgognoni. Copia
presente in piazza Castello, a
artiglierie. Arrivò in città il massimo esperto del tempo, Annibale
Ferrara Borgognoni, artefice, tra le altre, di una colubrina capolavoro
chiamata la Regina. L'esercito ducale quindi poteva contare su
armi all'avanguardia per i tempi.

La moglie di Ercole II poi era Renata di Francia e ciò rese di fatto la città un centro di diffusione della
riforma protestante in Italia. A Ferrara arrivò, seppure non ufficialmente, anche Giovanni Calvino, e
questo non fu certo gradito dalla Chiesa cattolica romana.

Presenza ebraica
La comunità ebraica fu determinante sin da prima della presa di potere da parte della famiglia estense e
del raggiungimento del rango ducale da parte della signoria[36] ma fu certamente col 1492 che si verificò
un mutamento qualitativo importante. Ercole I d'Este, in quell'anno, accolse gli ebrei sefarditi cacciati
dalla Spagna dai re cattolici.[nota 2] Da allora la cultura ebraica si integrò sempre di più con quella della
città sino a diventarne parte fondamentale e caratterizzante.[37][nota 3]

Anche dopo la devoluzione e la creazione del ghetto la presenza ebraica non venne meno né la
partecipazione alla vita culturale. Isacco Lampronti[38] ne fu la prova, con la sua attività nel corso del
XVIII secolo. Quasi due secoli dopo poi la vicenda di Renzo Ravenna ed i rapporti di Italo Balbo con gli
ebrei continuarono a testimoniare questo legame indissolubile, e l'opera di Giorgio Bassani ne fu
l'espressione letteraria.

La devoluzione allo Stato Pontificio e la lenta decadenza dal XVII al XVIII


secolo
Ferrara tornò sotto controllo diretto dello Stato Pontificio nel 1598 quando la mancanza di figli legittimi
del duca Alfonso II d'Este permise al papa Clemente VIII di riappropriarsi del feudo. Con la devoluzione
perse il suo status di capitale per divenire semplice città di confine e andò incontro ad un inevitabile
declino. Un primo segno del reintegrato potere pontificio fu la costruzione della fortezza. Questo avvenne
distruggendo Castel Tedaldo, la delizia di Belvedere ed interi quartieri. La fortezza sarà poi smantellata
durante la campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte del 1796,
riedificata nell'Ottocento dagli austriaci e definitivamente demolita
nel 1859, quando Ferrara divenne parte del Regno di Sardegna. Le
cronache del tempo chiarirono il vero motivo della costruzione
della cosiddetta cittadella del papa.

Attorno al 1708 l'allora


comandante della
guarnigione della
fortificazione decise
l'abbattimento del
campanile della chiesa di
San Benedetto. La
La Fortezza di Ferrara eretta nel motivazione addotta era
1608 da Papa Paolo V e distrutta che il campanile, anche se
nel 1859 lontano, permetteva con la Mura della ex Fortezza pontificia
sua altezza di vedere dentro
la piazza fortificata e
costituiva un potenziale pericolo. L'abate di San Benedetto riuscì a far rientrare la decisione convincendo
il legato pontificio, il cardinale Casoni.[nota 4] Una seconda grave conseguenza fu la creazione del ghetto
di Ferrara che colpì duramente gli ebrei ferraresi. Intanto gli Estensi trasferendosi a Modena avevano
portato con sé parte delle opere d'arte, delle artiglierie e degli archivi ducali e lo stato pontificio, subito
dopo, aveva fatto trasferire a Roma ciò che era rimasto e che si poteva spostare con maggior facilità. In
generale le condizioni economiche peggiorarono per tutta la popolazione per molti anni.

Periodo napoleonico, restaurazione e Regno d’Italia nel XIX secolo


L'entrata di Ferrara nel nuovo secolo è simboleggiata dalla sostituzione, sulla colonna in piazza Ariostea,
della statua di papa Alessandro VII con quella di Napoleone Bonaparte.

Tutto il secolo per la città fu denso di capovolgimenti e di prese di


potere successive. Vi fu l'espropriazione dei beni ecclesiastici e
vennero introdotte diverse novità a livello amministrativo, si
promise maggior giustizia e libertà ma intanto si realizzò
l'arricchimento a livello locale di alcune famiglie (i Massari ed i
Gulinelli). Nel 1809, sostenuti dagli austriaci, circa 6.000
contadini tentarono l'assalto alla città. Vi furono imprigionamenti, Ferrara. Piazza Ariostea con la sua
alcuni rivoltosi furono fucilati o ghigliottinati. Nel 1813 in Ferrara colonna in una xilografia del 1900 di
rientrarono gli austriaci, Gioacchino Murat la riprese per una sola Giuseppe Barberis
settimana, poi, nel 1815, gli austriaci rientrarono in modo più
stabile e ripristinarono, sotto il loro controllo, il potere dello Stato
Pontificio.

Una nuova ribellione a Ferrara ebbe la meglio sulle forze pontificie, attorno al 1831, ma fu domata ancora
una volta dagli austriaci. Altri moti insurrezionali di portata limitata, uniti a parziali concessioni, si ebbero
a partire dal 1846. Seguì un periodo difficile per altre cause (nove mesi di precipitazioni piovose
ininterrotte, alluvioni ed esondazioni del Po ed una epidemia di colera) ma, allo stesso tempo, con novità
positive. Venne valorizzata la vocazione agricola del territorio e, a sostegno di questa nuova economia
emergente, venne fondata, nel 1838, la Cassa di Risparmio.

Sul piano politico nel 1849 venne dichiarata la fine del controllo pontificio ma le forze austriache
controllarono ancora la situazione e procedettero con arresti e fucilazioni.[39] Un mutamento
fondamentale si registrò nel biennio compreso tra il 1859 e il 1861 che, a seguito del plebiscito delle
provincie dell'Emilia del 1860, portò all'adesione al Regno d'Italia. In quel periodo passò in città anche
Giuseppe Garibaldi, diretto in Italia centrale.[40]

Ferrara nel XX secolo


All'inizio del XX secolo pure a Ferrara si visse il clima che precedette lo
scoppio della prima guerra mondiale. L'interventismo di alcuni esponenti
della borghesia cittadina nel 1914 fece giungere in città anche Cesare
Battisti,[41] e in seguito, con lo scoppio della guerra, in diversi partirono
volontari anche se Ferrara rimase lontana dal fronte, una città di retrovia,
poco coinvolta direttamente nelle operazioni belliche.

Ad Aguscello (dove poi sarebbe sorta la Città del Ragazzo) fu operativo un


ospedale militare specializzato nel trattamento delle malattie nervose. Qui,
per un certo periodo, furono in servizio o ricoverati diversi artisti come
Giorgio de Chirico, il fratello Alberto Savinio e Carlo Carrà.[42][43][44][45] De
Epigrafe a ricordo del Chirico a Ferrara incontrò poi Filippo de Pisis ed anche una giovane ferrarese
discorso di Cesare alla quale fu molto legato e che rimase a lungo sconosciuta, Antonia
Battisti a Ferrara, nel
Bolognesi, scoperta nella sua identità solo attorno al 2014.
1914.

Con la fine della guerra vennero anni difficili e crebbero le rivendicazioni


sindacali. La grande proprietà terriera provinciale, per contenere le richieste
dei braccianti appoggiate dal socialismo, sostenne lo squadrismo del nascente fascismo e si ebbero diversi
episodi di violenza.[46] In questo clima maturò l'assassinio di Giovanni Minzoni e di questo venne
accusato come mandante Italo Balbo (senza che vi facessero seguito conseguenze penali). Il legame tra
fascismo e borghesia locale divenne forte e molti appartenenti alla comunità ebraica condivisero
inizialmente queste posizioni. Giorgio Bassani invece fu sempre critico con i concittadini per questo ed a
conferma della sua opposizione, attorno al 1941, entrò in un gruppo antifascista e venne incarcerato.[47]

Dopo la presa del potere del regime avvenne un mutamento importante. Furono abbandonati squadrismo
e violenza scoperta, non più necessari con l'opposizione ormai ridotta al silenzio, e si riscoprirono gli
aspetti culturali, utili anche a fini propagandistici. Venne valorizzato il patrimonio storico e artistico
cittadino, fu esaltata la peculiarità della Ferrara estense mentre a livello nazionale si celebrava la
grandezza di Roma imperiale. Quindi, malgrado le tragedie prodotte dal fascismo (le numerose vittime
dello squadrismo e l'annullamento del movimento operaio), per oltre un decennio Ferrara fu di nuovo al
centro dell'attenzione nazionale con grandi iniziative ed una riqualificazione urbanistica seconda solo
all'Addizione Erculea.

Ancor prima che fossero promulgate le Leggi razziali fasciste si dimise dalla sua carica il podestà Renzo
Ravenna perché ebreo e che poi prese le distanze dal regime.
Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, la morte di Italo
Balbo, la successiva caduta del fascismo e l'inizio della guerra di
liberazione vi furono attentati e rappresaglie. Il federale Igino
Ghisellini cadde in un'imboscata, ne furono accusati gli antifascisti
e undici ferraresi vennero fucilati accanto al Castello Estense il 15
novembre del 1943.

Nel 1943-44 Ferrara fu sede, nei locali del tempio israelitico di


rito italiano, di uno dei campi di concentramento della Repubblica
La casa che fu di Giorgio Bassani,
Sociale Italiana destinato a ospitare gli ebrei arrestati in città e
in via Cisterna del Follo.
provincia.[48] Gli internati furono trasferiti al campo di Fossoli in
tre riprese (12 febbraio 1944, 25 febbraio 1944 e 6 marzo 1944) e
di lì deportati ad Auschwitz.

I bombardamenti alleati portarono morte e danni ai palazzi storici, alle infrastrutture ed alle abitazioni
private. Per la città la guerra finì con l'arrivo dalle truppe inglesi il 24 aprile 1945.[49][50]

Figure emblematiche delle contraddizioni vissute dalla città tra le


due guerre furono il gerarca Italo Balbo, prima squadrista e
violento e poi grande trasvolatore, amico degli ebrei, uomo di
stato e di cultura non sempre gradito a Benito Mussolini, il
podestà fascista ed ebreo Renzo Ravenna, amico di Balbo, prima
amministratore attento della città e poi perseguitato dallo stesso
regime perché ebreo, e Giorgio Bassani, scrittore ebreo,
antifascista, in grado di indagare la natura profonda dei suoi
Il grattacielo di Ferrara come
appariva negli anni '70 dalla
concittadini e di celebrare con la sua arte la città alla quale era
periferia cittadina. legato.

La seconda metà del XX secolo iniziò con la ricostruzione e vide


un progressivo processo di inurbamento con la costruzione di nuovi quartieri di edilizia popolare ed un
lento abbandono delle campagne accelerato dalla modifica delle pratiche agricole che richiedevano minor
manodopera. Per il medesimo motivo molti braccianti agricoli emigrarono verso altri paesi. Si ebbe poi la
crisi di alcune aziende storiche come la Zenith (calzature) e la Lombardi (conserve). La speculazione
edilizia non provocò troppi danni, con l'eccezione di due casi: il grattacielo in zona stazione e l'area di
porta Paola, accesso alla città da Bologna.[51]

Alla fine del secolo (nel 1995) la città entrò nella lista del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Ferrara nel XXI secolo


Il nuovo secolo inizia con varie problematiche, fra cui il progressivo svuotamento del centro cittadino
legato ad un piano di decentramento di uffici pubblici[52], l'aumento delle difficoltà nel settore della
distribuzione (in particolare dei piccoli negozi[53]) e, sul piano finanziario, la grave crisi della Cassa di
Risparmio di Ferrara che interessa tutta la provincia.

La percezione pessimistica dei cittadini ferraresi riguardo alle condizioni generali della vita in città è un
aspetto critico che li accomuna a molti italiani che risiedono in altre realtà locali e appare più o meno
amplificata in funzione della qualità della partecipazione alla vita pubblica e delle opinioni politiche. In
questo si osservano analogie con realtà come Torino, Brescia,
Ancona, per citarne solo alcune. I temi come disoccupazione
giovanile, spaccio, sicurezza, integrazione e, in genere, fiducia
nelle istituzioni, condizionano i rapporti nella città
estense.[54][55][56][57][58][59]

Nel maggio 2012 la città è stata colpita dal terremoto dell'Emilia


che ha provocato ingenti danni ma nessuna vittima sul territorio
comunale.
Via Mazzini a Ferrara è una delle
vie più importanti per le varie attività
Simboli commerciali che vi si affacciano ed
appartiene all'antico ghetto ebraico.
Lo stemma e il gonfalone sono stati riconosciuti con decreto del
Capo del Governo del 2 giugno 1934.[60]

Lo stemma di Ferrara è costituito da uno scudo perale diviso orizzontalmente a metà, con la
parte superiore di color nero e la parte inferiore di color argento. Lo scudo è timbrato da una
corona ducale, ricordo del periodo ducale della città.[61][62]

Stemma ufficiale[63] Stemma nella Stemma come da


versione sannitica, bozzetto ufficiale[63]
non più in uso dal
comune[63]

Il drappo del gonfalone riporta colori identici, ha parti metalliche dorate e asta verticale
ricoperta di velluto con bordo d'oro avvolto a spirale. La freccia superiore richiama lo
stemma della città.[64]

Gonfalone
comunale[63]

Onorificenze
Ferrara rientra fra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, ed è stata insignita della
Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici sofferti dalla sua popolazione e per il suo ruolo nella
lotta partigiana per la liberazione dall'occupazione nazifascista durante la seconda guerra mondiale.

Medaglia d'argento al Valor Militare


«Importante nodo strategico, capoluogo di provincia, profondamente legata a solide tradizioni
di lotte operaie e popolari, ricca di fermenti democratici, subisce una feroce ed inumana
repressione fascista. Benché duramente colpita, forte della propria fede nella libertà, non cede
e, mentre i suoi figli migliori numerosissimi cadono nelle piazze e nelle strade, anche oltre i
confini della Patria, tenacemente conduce, con slancio sempre più eroico la guerra contro
l'occupante e, pur combattendo in svantaggiose condizioni ambientali, non dà tregua ai
nazifascisti e, dopo duri e sanguinosi scontri, insorge a fianco delle forze partigiane. Il 22
aprile 1945, Ferrara è libera! Ferrara, 8 settembre 1943-22 aprile 1945.»
— Ferrara

Monumenti e luoghi d'interesse


Ferrara presenta un centro storico ben conservato e ricco di monumenti. La città è uno dei quattro
capoluoghi (con Bergamo, Grosseto e Lucca) ad avere il centro storico circondato da una grande cerchia
muraria ancora in larga parte integra e quasi pressoché immutata nel corso dei secoli. Queste mura, che
hanno raggiunto in epoca rinascimentale la loro massima estensione, racchiudono un'area di dimensioni
molto maggiori rispetto a quella edificata al tempo dell'Addizione Erculea e diversa rispetto al momento
della sua fondazione, quando nacque la Ferrariola, collocata a sud dell'antico corso del Po. Lo spazio
interno in parte rimase adibito a campi e venne urbanizzato nei secoli successivi all'addizione di Ercole I
d'Este. Un momento importante fu quello dell'Addizione Novecentista e poi nuovi interventi furono
realizzati nella seconda metà del XX secolo.

L'Addizione Erculea è considerata la più importante e innovativa opera urbanistica del Rinascimento
italiano e il suo valore storico e culturale ha influito in modo determinante nell'assegnazione del titolo di
patrimonio dell'umanità alla città. L'opera urbanistica fu commissionata all'architetto di corte Biagio
Rossetti dal duca Ercole I d'Este, che voleva spazi e dimensioni degni di una capitale. Così venne
raddoppiato lo spazio racchiuso dalle mura e si superò il modello urbano romano e medievale,
caratterizzato da vie strette e sinuose spesso nate assecondando le disomogeneità del terreno. Rossetti
disegnò un nuovo assetto viario intra moenia molto rigoroso e composto da grandi arterie rettilinee che
mettevano in comunicazione i punti focali della città e che, incontrandosi, generavano incroci segnalati da
edifici monumentali.[65] Il luogo maggiormente identificativo è il Quadrivio degli Angeli, incrocio tra
l'asse nord-sud (da Porta degli Angeli al Castello Estense) e l'asse est-ovest (da Porta Mare a Porta Po), su
cui affacciano Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prosperi-Sacrati e Palazzo Turchi di Bagno.

L'Addizione Novecentista fu un intervento più frammentato, che interessò solo parte della città. Alcune
aree vennero modificate secondo il gusto architettonico del tempo noto come razionalismo italiano. Tra
gli architetti interessati vi fu Carlo Savonuzzi e le personalità maggiormemte coinvolte in quel periodo
furono Renzo Ravenna e Italo Balbo.
Oltre ai punti più visitati, Ferrara conserva spazi e punti caratteristici come Via Coperta, Vicolo dei Duelli
e Via delle Vigne.

Architetture religiose

Chiese cattoliche
Cattedrale di San Giorgio, sede dell'Arcidiocesi di
Ferrara-Comacchio e riveste importanza storica ed
artistica notevole. Venne edificata sul sito di una delle
prime linee difensive delle antiche mura medievali
attorno al XII secolo. La data di inizio lavori per la sua
erezione non è certa e un'epigrafe del 1135, sopra l'arco
del protiro, recita: anno milleno centeno ter quoque deno
/ quinque superlatis struitur domus haec pietatis. Il verbo
struitu, di difficile traduzione, è stato interpretato sia
come si costruisce, sia come si continua a costruire. Il Cattedrale di San Giorgio.
progettista che diede inizio anche alla realizzazione del
protiro è Nicholaus (già architetto della basilica di San
Zeno a Verona e della sacra di San Michele in Val di Susa), chiamato al compito con
Guglielmo degli Adelardi. La "firma" di Nicholaus è contenuta in un'iscrizione collocata sopra
la cornice della lunetta del portale maggiore. La facciata della cattedrale è romanica e
presenta logge, arcate, statue, rosoni e bassorilievi. Alcuni particolari di epoca successiva
presentano caratteristiche gotiche (il Giudizio universale posto sul protiro sorretto da due
ippogrifi o la statua della Madonna col Bambino nella loggia sopra il portale centrale). Sul
lato destro rivolto a piazza Trento e Trieste esisteva una seconda entrata denominata "porta
dei Mesi", completamente demolita durante un restauro settecentesco. Sullo stesso lato
meridionale è stata ritrovata un'iscrizione (quasi completamente situata sotto l'attuale livello
della piazza) che corre lungo tutta la fiancata, recante un decreto del Consiglio dei sapienti
del comune, del 13 maggio 1173, testimonianza delle regole e delle consuetudini locali.
Un'altra importante iscrizione si trova nella facciata, accanto alla statua di Alberto V d'Este,
e riporta la bolla pontificia di papa Bonifacio I che istituiva l'università di Ferrara, datata 4
marzo 1391. L'interno ha tre navate ed è decorato in stile barocco. Nelle cappelle laterali
sono presenti numerosi dipinti di Guercino, di Garofalo e di Francesco Francia. L'abside è
opera di Biagio Rossetti e nel catino absidale è affrescato il Giudizio Universale. Il
campanile in marmo rosa e bianco è stato attribuito a Leon Battista Alberti e nella sua forma
attuale risulta incompleto.
Basilica di San Giorgio fuori le mura, fu la prima basilica della
città, costruita sulla sponda destra del Po di Volano dove si era
creata e sviluppata la Ferrara antica. Chiamata anche
"monastero di San Giorgio degli Olivetani", la chiesa fu costruita
nell'VIII secolo e quasi completamente trascurata quando la
sede vescovile venne spostata, nel 1135, nell'attuale cattedrale.
Il campanile fu rimaneggiato da Biagio Rossetti ed oggi ospita
Cosmè Tura, ante la tomba di Cosmè Tura.
dell'organo della Cattedrale Chiesa di San Francesco, opera di Biagio Rossetti, costruita nel
di Ferrara (particolare) 1494, presenta una pianta a croce latina e una facciata
rinascimentale. L'interno, a tre navate, presenta otto cappelle
per ogni lato.
Chiesa di San Paolo, che è stata interamente ricostruita dopo il terremoto del 1570.
Fungeva da luogo di sepoltura per la nobiltà ferrarese. Vi sono conservati dipinti dello
Scarsellino e del
Bastianino. A fianco della
chiesa si conserva l'antico
convento con due chiostri.
Chiesa di Santa Maria in
Vado, che deve il suo
nome ad un guado del Po
detto il vado presente nei
Basilica di San Giorgio fuori le mura
dintorni dell'edificio.
Secondo la tradizione nella
chiesetta preesistente a
quella edificata in seguito,
vi avvenne un miracolo eucaristico nel 1171. Da un'ostia
spezzata fuoriuscì un getto di sangue che andò a colpire la
volta soprastante e il punto dove si suppone siano ancora Monastero del Corpus
presenti le macchioline di sangue può essere raggiunto Domini. Qui sono conservate
tramite una piccola scala che parte da una delle cappelle. alcune tombe degli Estensi,
Chiesa di San Cristoforo alla Certosa. È l'edificio di culto del tra questi Ercole I d'Este e
cimitero della Certosa di Ferrara, anticamente situata in una Lucrezia Borgia.
zona decentrata, come voleva la tradizione dei certosini, fu in
seguito compresa all'interno delle mura cittadine con
l'Addizione Erculea. Quando i certosini vennero espropriati della chiesa con l'arrivo
dell'esercito napolelonico l'edificio passò, nel 1813, tra le proprietà del comune di Ferrara
che riaprì la chiesa al culto e trasformo l'antico convento nel cimitero monumentale.
L'interno è costituito da un'unica navata dotata di sei cappelle il cui progetto è attribuito a
Biagio Rossetti.
Tombe degli Estensi, ospitate nel monastero del Corpus Domini, sorto tra il 1415 ed il
1431.[66]

Altri edifici religiosi cattolici


Chiesa di San Benedetto Chiesa di San Gregorio Magno
Chiesa di San Carlo Chiesa di Sant'Antonio Abate
Chiesa di San Domenico Chiesa di Santa Francesca Romana
Chiesa del Gesù Chiesa di Santa Maria Nuova
Monastero di Sant'Antonio in Polesine Chiesa di Santa Maria del Suffragio
Chiesa e monastero di Santa Teresa Chiesa di San Giovanni Battista detta
Trasverberata anche dei Cavalieri di Malta.
Oratorio dell'Annunziata Chiesa di Santa Maria della Visitazione
chiesa di San Maurelio Vescovo e detta anche della Madonnina.
Martire Chiesa di San Giuliano
Chiesa di Santa Lucia Chiesa di Santo Stefano
Chiesa di Santa Maria dei Servi Chiesa di San Girolamo
Chiesa delle Sacre Stimmate Chiesa dei Santi Giuseppe, Tecla e Rita
Chiesa di Santo Spirito Chiesa di Santa Giustina
Chiesa di Santa Maria della Chiesa di Sant'Agnese
Consolazione Chiesa e convento di Santa Monica
Chiesa di Santa Maria della Pietà dei Chiesa di San Giacomo Apostolo
Teatini Santuario del Santissimo Crocifisso di
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo detta San Luca
anche chiesa dei Mendicanti
Chiesa di Santa Chiara Vergine

Chiese non più sede di culto, ancora presenti ma sconsacrate


Cappella Revedin Chiesa di San Martino
Chiesa di Sant'Agnesina Chiesa dei Santi Simone e Giuda
Chiesa di Sant'Apollonia Chiesa di San Nicolò
Chiesa di Santa Croce dell'inquisizione o Chiesa e monastero di Santa Maria delle
Crocette di San Domenico Grazie
Chiesa di San Giacomo Ex chiesa Santa Libera
Chiesa di San Cristoforo dei Bastardini Ex chiesa di San Pietro
Chiesa di San Bartolomeo, ad Aguscello Ex chiesa di San Romano
Chiesa di Santa Caterina Martire Ex chiesa di San Matteo del Soccorso
Chiesa di San Michele Ex oratorio di San Giovanni Battista
Chiesa di Santa Margherita Oratorio di Santa Barbara
Oratorio di San Lodovico

Chiese scomparse, edifici totalmente o parzialmente demoliti


Chiesa del Buon Amore Chiesa di Santa Croce
Chiesa di Santa Maria delle Bocche Chiesa di Santa Maria degli Angeli
Chiesa di Sant'Alessio Chiesa e monastero di Sant'Andrea
Chiesa di San Salvatore Chiesa e monastero di San Guglielmo
Chiesa di Sant'Agata Chiesa e monastero di San Silvestro
Chiesa di Sant'Agostino Chiesa di San Vitale
Chiesa di San Gabriele Chiesa di Santa Maria della Rosa
Chiesa di San Giobbe Monastero di San Bernardino

Edifici religiosi di altri culti


Sinagoghe, realizzate nell'area del ghetto sono tre:
Scola tedesca, Scola Fanese, Scola italiana.
Chiesa Battista, realizzata in via Carlo Mayr agli inizi del
Novecento è composta da una sala di culto e da una
sala conferenze intitolata a Martin Luther King.
Centri di cultura islamica, tre nel comune e diversi in
provincia.[67]

Cimiteri monumentali
Cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, include
anche la chiesa di San Cristoforo alla Certosa e venne
fondato come monastero certosino nel 1452, per volere
di Borso d'Este

Ex scola spagnola in via Vittoria.


Cimitero ebraico di Ferrara-via delle Vigne, all'interno dalle antiche mura, in un'area un
tempo denominata Orto degli ebrei.

Architetture civili
Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzi di Ferrara.

Architetture medievali e rinascimentali


Castello Estense (1385). Viene considerato il monumento più rappresentativo della città. Fu
concepito come fortezza militare, costruito in mattoni, a pianta quadrata e dotato di quattro
torri difensive con altane, circondato da un fossato con acqua che lo rende uno degli ultimi
castelli europei con tale caratteristica. Già a partire dal 1476 Ercole I d'Este decise di
trasformarlo per fargli assumere la funzione di reggia signorile. La famiglia abbandonò così
la precedente residenza del Palazzo Municipale e, a cominciare dal Cinquecento, intraprese
i primi interventi di abbellimento del castello, in particolare con la sistemazione della via
Coperta, un corridoio sopraelevato che unisce il Castello Estense al Palazzo del Municipio,
all'interno della quale Alfonso I d'Este collocò i cosiddetti Camerini d'alabastro, ovvero delle
sfarzose stanze contenenti importanti opere appartenute a Dosso Dossi, Tiziano Vecellio e
Antonio Lombardo.
Palazzo Municipale. Fu la prima dimora degli Estensi e venne costruito ad iniziare dal 1245.
Assunse le dimensioni moderne attorno al 1481. Nel 1927, durante il periodo della
addizione Novecentista, la facciata rivolta verso la cattedrale venne interamente ricostruita
in stile neogotico e fu riedificata la nuova torre della Vittoria al posto di quella crollata secoli
prima. L'edificio ha una pianta rettangolare allungata con le facciate libere rivolte a piazza
della cattedrale e corso Martiri della Libertà, piazza Savonarola, piazza castello, via
Garibaldi e via Cortevecchia. L'entrata principale del palazzo (il Volto del Cavallo) è posta di
fronte al protiro del duomo, a confermare l'importanza del potere politico oltre a quello
religioso. Il cortile interno presenta altre due entrate, la Volta del Cavalletto (in via
Cortevecchia) e il Volto della Colombina, dove inizia via Garibaldi. Questo cortile un tempo
era riservato alla corte, come il giardino delle Duchesse, ed è diventato piazza del Municipio
con il monumentale scalone d'onore cinquecentesco che permette l'accesso al piano nobile
del palazzo. Altri accessi sono dalla loggia in piazza Savonarola oppure dal Castello
Estense attraverso la via Coperta.
Palazzo dei Diamanti. È uno dei palazzi cittadini di maggior rilievo, sede espositiva di
numerose mostre temporanee e sede permanente della Pinacoteca Nazionale. La
particolarità del monumento risiede negli 8.500 blocchi di marmo a forma di punta di
diamante che, oltre a dare il nome al palazzo, rendono la struttura notevolmente articolata
grazie alle diverse inclinazioni delle punte dei diamanti che riescono così a creare numerosi
effetti di luci ed ombre.
Palazzo Turchi di Bagno. Ospita il museo di paleontologia e preistoria Piero Leonardi, il
dipartimento di Risorse Naturali e Culturali della facoltà di Scienze dell'Università degli Studi
di Ferrara e, nei suoi giardini, c'è l'Orto botanico dell'Università di Ferrara.
Palazzo Prosperi-Sacrati. È il più antico palazzo dell'Addizione Erculea, famoso per il suo
imponente portale rinascimentale in tipico stile ferrarese, costituito da una piccola scalinata
e due alte colonne che sorreggono un balconcino.
Palazzo Bevilacqua Costabili. È un'importante dimora storica che ha ospitato la famiglia
Bevilacqua trasferita in città da Verona in occasione delle nozze di famiglia. La facciata è
ornata da nicchie ritraenti volti di imperatori romani e decorazioni raffiguranti trofei militari. Il
lavoro viene attribuito a Giovan Battista Aleotti che lavorò, sempre a Ferrara, anche al
palazzo Bentivoglio, caratterizzato da un simile apparato decorativo. Dopo lunghi restauri,
nel 2006, vi hanno trovato sede le aule e gli uffici della Facoltà di Economia dell'Università
degli Studi di Ferrara.
Palazzo Schifanoia. È l'unica delizia estense rimasta dentro le mura cittadine ed è sede
museale. Fu antica dimora di svago della famiglia estense ed il suo nome significa schifare
la noia. Fu costruito nel 1385 per poi essere modificato e completato nel 1493 da Biagio
Rossetti. Al piano nobile c'è il Salone dei Mesi, una delle massime espressioni di affreschi
quattrocenteschi italiani. Al salone, voluto da Borso d'Este, contribuirono alcuni dei più
importanti esponenti della scuola ferrarese: Francesco del Cossa ed Ercole de' Roberti.
Palazzo Costabili. Viene chiamato anche palazzo di Ludovico il Moro ed è sede del Museo
archeologico nazionale. Si presume che sia stato voluto dell'allora duca di Milano, Ludovico
il Moro, che decise di trasferirsi a Ferrara per sfuggire a pericoli che stava correndo in quel
periodo. Costruito tra il 1495 e il 1503, fu opera di Biagio Rossetti che rese particolare il
palazzo per il cortile d'onore interno caratterizzato da un portico con un doppio ordine di
arcate. Nel museo archeologico sono contenuti numerosi manufatti appartenuti all'antica
città etrusca di Spina. La stanza più rappresentativa e più importante è la cosiddetta Sala
del Tesoro la cui volta fu decorata con la tecnica del trompe l'oeil da Benvenuto Tisi da
Garofalo.
Palazzo Bentivoglio. Venne edificato per volontà di Borso d'Este nel 1449 e ristrutturato nel
1585 ad opera di Cornelio I Bentivoglio. L'imponente prospetto, riccamente decorato con
bassorilievi marmorei araldici, armature, frecce, lance e bandiere è attribuito ad una
collaborazione tra Pirro Ligorio e Giovan Battista Aleotti. All'interno si trovano pregevoli
soffitti dipinti nel 500 dalla bottega dei Filippi.
Palazzo Roverella. Fu edificato nel 1508 su commissione di Girolamo Magnanini,
cancelliere del Duca Alfonso I d'Este. È una delle ultime opere realizzate da Biagio Rossetti.
Ebbe numerosi passaggi di proprietà. Nel XVIII secolo i Magnanini lo vendettero ai conti
Roverella, passò poi ai conti Aventi alla fine del XIX secolo ed infine a Giuseppe Zamorani
che lo lasciò in eredità al circolo dei Negozianti, che ne è proprietario dal 1932. Palazzo
Roverella, a differenza di altri edifici rossettiani, è stato concepito per una visione frontale e
non angolare e la facciata è caratterizzata da un assoluto rigore geometrico determinato
dagli elementi architettonici e dagli ornamenti in bassorilievo, tipici del rinascimento locale.
Di particolare originalità sono le finestre addossate come bifore alle lesene che scandiscono
gli spazi verticalmente e la trifora timpanata che si apre al centro della facciata.
Palazzo Contrari. Edificato nel XIII secolo sulla via
omonima, all'angolo con via Canonica, in pieno centro
cittadino. Aveva una merlatura che crollò durante il
terremoto di Ferrara del 1570. Venne in seguito
modificato ma conserva un aspetto monumentale, anche
grazie al bel portale bugnato in marmo. Nelle ampie
stanze i soffitti sono a cassettoni rifiniti con oro e figure
di pregevole fattura. Nell'intero edificio vi sono molti fregi
risalenti al momento della sua edificazione.
Casa di Ludovico Ariosto. Costruita nel 1526 nella parte
Casa di Ludovico Ariosto, in via
nuova della città, quella dall'Addizione Erculea. Fu la
Ariosto, sede della fondazione
casa dove il poeta visse vi morì nel 1533.
Bassani.
Casa Romei, di fronte al palazzo di Renata di Francia.
Palazzina di Marfisa d'Este.
Palazzo Bonacossi.
Palazzo Massari, con vicino l'omonimo parco.
Biblioteca comunale Ariostea, nel palazzo Paradiso.
Palazzo della Ragione, non più esistente, fu abbattuto dopo un incendio avvenuto alla fine
della seconda guerra mondiale[68] Un'immagine storica così come appariva nel 1506 è
presente in una miniatura del Libro de' giustiziati in Ferrara, conservato nella Biblioteca
comunale Ariostea[69]. L'edificio recente è stato oggetto
di una ricostruzione poco rispettosa del suo aspetto
storico su progetto di Marcello Piacentini e per questo
molto criticata, anche se non da tutti gli esperti. Bruno
Zevi lo inserì nel cosiddetto stupro di Ferrara e Carlo
Bassi nello sventramento di San Romano, che portò ad
esempio all'intervento che modificò in modo pesante
parte di corso Porta Reno.

Palazzo della Ragione in una Architetture novecentesche


stampa del 1838.

A Ferrara dagli inizi del


XX secolo e fino a pochi
anni dopo la seconda
guerra mondiale vi furono
rilevanti interventi
urbanistici voluti dal
Comune sia per valorizzare
un patrimonio urbano quasi
Ex caserma del Littorio, all'angolo
Complesso di edifici progettato da
in rovina sia per la
tra via degli Spadari e via Fausto
Carlo Savonuzzi, a sx il riqualificazione dell'area Beretta, accanto al palazzo delle
Conservatorio Girolamo Frescobaldi prima occupata dalla poste.
e sullo sfondo la Scuola elementare Fortezza.
Alda Costa
Carlo Savonuzzi, in particolare, tra gli anni venti e gli anni trenta,
realizzò molte opere architettoniche in stile razionalista, per quella
che fu chiamata in seguito addizione Novecentista. Gli edifici più significativi legati a questo periodo
sono la torre della Vittoria, l'Acquedotto, la ex caserma del Littorio, il complesso Boldini, il conservatorio
Girolamo Frescobaldi, il museo di storia naturale, il palazzo dell'Aeronautica, il palazzo delle Poste e la
scuola elementare Alda Costa.

Teatri
Teatro comunale (XVIII secolo), è il teatro principale
della città. Quando se ne decise la costruzione ne
esistevano già altri in città, ma si sentì la necessità di
una struttura nuova e maggiormente rappresentativa.
Furono scelti gli architetti Antonio Foschini e Cosimo
Morelli e venne decisa anche la sede ma all'inizio
sorsero problemi sul progetto e solo dopo anni di ritardi i
lavori ripresero per essere riaffidati ancora a Foschini e
Morelli. Nel 2014 il teatro è stato dedicato alla memoria La grande sala del teatro comunale
di Claudio Abbado, che ne fu a lungo direttore artistico. di Ferrara, con la platea ed i cinque
Teatro Nuovo, è il secondo della città per importanza, ordini di palchi.
inaugurato nel 1926. Sino al 2006 la sala veniva usata
anche come cinema.
Sala Estense è all'interno del palazzo municipale. All'origine fu la chiesa della casata
estense poi, sconsacrata, venne utilizzata per altri scopi. Attorno al 1925 venne riadattata e
divenne sala cinematografica e dopo anche teatro o spazio per conferenze, concerti e
manifestazioni. Spesso ospita la compagnia teatrale dialettale Straferrara.
Teatro Verdi, è stato attivo sin quasi alla fine del XX secolo, poi venne chiuso
definitivamente.[70]

Architetture militari
Mura di Ferrara, sono costituite da una cinta fortificata che è
andata espandendosi da quando i bizantini, attorno al VI
secolo, ne costruirono il primo nucleo. In seguito assunsero
una disposizione allungata sulla riva a nord del Po unendo il
Castello dei Curtensi con Castel Tedaldo. Le varie addizioni
cittadine successive fecero assumere a queste fortificazioni
il loro aspetto definitivo, che raggiunsero con l'Addizione
Erculea, durante il governo di Ercole I d'Este.
Bastioni e porte fortificate, posizionate lungo le mura,
Le mura di Ferrara ed il sottomura meritano un'attenzione particolare per le loro caratteristiche
nella zona est, nelle vicinanze di via architettoniche o l'utilizzo che se ne è fatto nel tempo. Porta
Pomposa degli Angeli che fu a lungo impiegata come spazio
espositivo ne è un esempio, oppure il Torrione di S.
Giovanni, usato come ambiente per concerti Jazz.
Castello Estense (chiamato anche Castello di San Michele
perché la prima pietra fu posata il 29 settembre, giorno di
San Michele) venne edificato nel 1385 come fortezza
militare su progetto di Bartolino da Novara. Partendo dalla
già esistente Torre dei Leoni vennero costruite altre tre torri
ed una nuova struttura difensiva ad unirle. Nel 1476 Ercole I
d'Este iniziò a trasformare il castello in palazzo adatto alla
sua corte facendogli assumere la funzione sino ad allora
Porta Mare (detta anche porta San assolta dal Palazzo Municipale. Divenne così una reggia
Giovanni) col torrione di San rinascimentale e, di fatto, l'edificio monumentale più
Giovanni sulla cinta muraria di importante di Ferrara.
Ferrara, come appariva all'inizio del Completamente scomparsa la fortificazione di Castel
XX secolo. Tedaldo, distrutta per edificare la fortezza papale che a sua
volta è stata quasi completamente demolita.
Quartiere medievale che ospitava il Castello dei Curtensi.
Conserva ancora tracce della primitiva fortificazione nella disposizione delle vie che
sembrano seguire le antiche mura.

Siti archeologici
Non sono presenti sul territorio del comune siti archeologici, ma
ve ne sono alcuni di grande importanza nel territorio provinciale.
Il più vicino si trova a Voghenza, e si tratta della necropoli romana
con 67 tombe risalenti al periodo compreso tra il I ed il III secolo.
Molti dei reperti del sito sono esposti al Museo civico di
Portaunguenti in pasta vitrea di
Belriguardo.[71]
manifattura fenicia o rodia, 450-250
a.C. esposti nel Museo Archeologico
In Valle Pega (Comacchio) c'è la pieve paleocristiana di Santa
nazionale di Palazzo Costabili
Maria in Padovetere (VI secolo) e nel sito, nel 2015, sono stati
trovati i resti lignei di una nave di circa 15 metri e ben
conservata.[72] Il Museo archeologico nazionale di Ferrara (noto
anche come museo di Spina) raccoglie i reperti archeologici venuti
alla luce nel 1922 durante gli interventi di bonifica delle valli di
Comacchio.[73][74]

Aree naturali
Parco Massari, che prende il nome dal vicino palazzo
Massari ed è il più ampio parco dentro le mura di Antiche imbarcazioni conservate nel
Ferrara. Nel XIX secolo i conti Massari, acquisendo il
Museo Archeologico Nazionale di
palazzo, lo modificarono trasformandolo in un tipico
Palazzo Costabili
giardino all'inglese.[75]
Orto botanico dell'Università di Ferrara, di fronte al parco
Massari, risente della tradizione ottocentesca di dotare
ogni grande città universitaria di un orto botanico. L'orto
botanico è parte integrante dell'Istituto di botanica che
aveva sede nel palazzo Turchi di Bagno, e viene
utilizzato per la conservazione, la cura e la ricerca da
parte di professori e studenti delle facoltà di Scienze
dell'Università degli Studi di Ferrara, oltre ad essere
meta di visitatori e turisti.
Parco Pareschi, in Entrata principale del Parco Massari
corso della in corso Porta Mare.
Giovecca, è aperto al
pubblico dal 2002.
Parco urbano Giorgio Bassani, un tempo riserva di
caccia e svago degli Estensi e che costituiva anche
un'importante area per la difesa territoriale. Era
accessibile dal Castello Estense percorrendo corso
Ercole I d'Este ed attraversando la Porta degli Angeli,
inaugurata nel 1492 e chiusa ufficialmente nel 1598,
Parco Pareschi
quando gli Estensi trasferirono la loro corte a Modena.
La porta fu poi aperta
in modo irregolare
sino al 1700. Recentemente dalla città vi si accede con
un varco aperto nella mura, in corrispondenza dei
Rampari di Belvedere, attraverso via Azzo Novello. Si
estende a nord dalle mura cittadine e nei progetti
dovrebbe spingersi sino al Po, occupando di fatto
un'area enorme attualmente utilizzata per l'agricoltura e,
a Pontelagoscuro, occupata dai resti di uno
zuccherificio. È la più grande area verde fuori dalle mura
della città dotata di attrezzature, piste ciclabili, un Parco urbano Giorgio Bassani
laghetto ed ampie aree a prato. Ospita la manifestazione durante la manifestazione della
del Ferrara Balloons Festival e la Vulandra (Festival Vulandra.
internazionale degli Aquiloni). Rientrano nei suoi confini
il Centro Natatorio Comunale di Via Riccardo Bacchelli,
con piscina coperta e scoperta, la sede del CUS Ferrara Golf, gli impianti sportivi della
facoltà di Scienze Motorie dell'Università degli Studi di Ferrara ed il campeggio Comunale
Estense, tutti in Via Gramicia.
Il polmone verde delle mura cittadine viene utilizzato da praticanti di sport amatoriali o per
semplici passeggiate. In alcune zone si amplia notevolmente, e forma veri e propri parchi,
come succede ad esempio alla fine di via XX Settembre, in
viale Alfonso d'Este, nel cosiddetto Montagnone (che
spesso in certi periodi dell'anno ospita luna park itineranti),
oppure nella zona di viale 4 novembre, un tempo Fortezza,
antica area fortificata di cui sono rimasti due bastioni esterni
dopo la sua distruzione. A breve distanza si trova la piazza
dell'acquedotto, poi ci sono i Giardini della Stazione, i
giardini di Viale Cavour e il verde di Piazza Ariostea. A
Ferrara è ancora possibile scoprire, entro le mura cittadine,
uno scorcio incredibile di campagna, come se non si fosse
Via delle Vigne dentro la città. Partendo da piazza Ariostea e proseguendo
per via Folegno e via delle Vigne si raggiunge un incredibile
spazio aperto con campi. Tipici infine i numerosissimi
giardini privati che si trovano nascosti tra le mura degli antichi palazzi medievali e
rinascimentali.

Società

Evoluzione demografica
Abitanti censiti[76]

Dati aggiornati si trovano in Comuni d'Italia per popolazione. La tendenza sembra essere quella di una
progressiva diminuzione di residenti, anche se non costante anno dopo anno.[77]

Etnie e minoranze straniere


Secondo dati ISTAT i cittadini stranieri a Ferrara al 31º dicembre 2023 sono risultati 15.008 (11,6% tra
tutti i residenti)[78], in aumento di 825 unità rispetto all'anno precedente. Le prime dieci comunità sono
risultate quelle provenienti da:
1. Romania 2575 (17,2%)
2. Ucraina 2088 (13,9%)
3. Repubblica Moldova 1218 (8,1%)
4. Nigeria 1197 (8,0%)
5. Albania 1000 (6,7%)
6. Marocco 946 (6,3%)
7. Repubblica Popolare Cinese 856 (5,7%)
8. Pakistan 627 (4,2%)
9. Tunisia 519 (3,5%)
10. Camerun 501 (3,3%)
In particolare la comunità di origine rumena è quella che ha fatto registrare l'aumento maggiore, passando
in un anno da 2 279 a 2 575 persone.

Secondo le analisi del comune di Ferrara la comunità che ha avuto il maggior incremento a partire dal
2004 è stata quella rumena. Ucraini, moldavi e albanesi sono risultati in crescita rallentata mentre
marocchini e soprattutto nigeriani in forte aumento. Dal 1997 al 2007 la percentuale di cittadini stranieri
residenti è passata dal 0,9% al 10,3%.[79]

Questi dati percentuali (10,3%) sono leggermente più contenuti della media fatta registrare a livello
regionale (12% tra tutti i residenti)[80] ma leggermente più elevati della media nazionale (8,5% tra tutti i
residenti).[81]

Lingue e dialetti
Nella città ed in provincia, oltre all'italiano, è parlato il dialetto ferrarese (frarés), simile nella grammatica
agli altri dialetti emiliani, ma con accento ed inflessioni del tutto proprie ed influenze semantiche dal
vicino Veneto. Il ferrarese è parlato anche in alcune zone limitrofe del basso Polesine e dell'Oltrepò
Mantovano. I dialetti di Copparo, Bondeno o Argenta differiscono dal ferrarese cittadino ed al contempo
sono leggermente diversi tra loro. A Comacchio e nella zona valliva il dialetto è marcatamente diverso ed
è considerato dialetto a sé.[82]

Alcuni termini e regole grammaticali del dialetto ferrarese sono simili a quelle della lingua francese. Ad
esempio, l'uso del soggetto è sempre obbligatorio, nella forma riflessiva la particella precede il verbo e
nelle forme interrogative si applica l'inversione soggetto/verbo. Tali analogie, comuni peraltro a quasi
tutti i dialetti dell'Italia Settentrionale, vengono da molti erroneamente ricondotte alle dominazioni
straniere del passato.[83]

Religione
La maggioranza della popolazione si professa cattolica ma non ci sono dati aggiornati sulle percentuali
dei fedeli praticanti. Ferrara appartiene all'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio che comprende in totale 172
parrocchie[84]. Sono presenti cristiani ortodossi in numero consistente[85] ed evangelici riformati. Occorre
poi ricordare l'UCEBI[86], le Chiese evangeliche riformate battiste in Italia[87], le Assemblee di Dio in
Italia[88] e la Chiesa Evangelica Cinese in Italia[89].

Grande importanza ha avuto ed ha la comunità ebraica. Fino al 1859 nel centro storico esisteva il ghetto e
dai primi anni del XXI secolo ha aperto il Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah.[90].
Sono presenti i Testimoni di Geova[91] e due diverse comunità di
cattolici tradizionalisti non riconosciute dalla Chiesa cattolica
(quindi indipendenti dall'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio):[92] la
Fraternità sacerdotale San Pio X, fondata da monsignore Marcel
Lefebvre[93] e l'Istituto Mater Boni Consilii, legato alla tesi di
Cassiciacum.

Tradizioni e folclore
Palio di Ferrara, che si svolge l'ultima domenica di Sede del museo nazionale
maggio in Piazza Ariostea, è la manifestazione dell'ebraismo italiano e della Shoah.
tradizionale più antica della città. Le cronache ferraresi
riportano l'esistenza di festeggiamenti e giochi già a
partire dal 1259, quando gli Estensi vinsero una guerra contro Ezzelino III da Romano,
comandante delle truppe imperiali. Venne riproposto nel 1933, quando si tenne una
memorabile Mostra del Quattrocento ferrarese al Palazzo dei Diamanti voluta da Italo Balbo
e Renzo Ravenna e ritornò ininterrottamente dopo la seconda guerra mondiale.

Istituzioni, enti e associazioni


Ferrara ospita la sede del governo provinciale, e la sua sede è nel Castello Estense [94]
Arcispedale Sant'Anna di Ferrara, il principale ospedale provinciale e cittadino che si trova a
Cona.
Ex Sant'Anna di corso della Giovecca, diventato Casa della Salute Cittadella San Rocco,
conserva attività sanitarie specialistiche ed ambulatoriali ed è il presidio sanitario più
importante all'interno delle mura cittadine.[95]
Ospedale San Giorgio (Centro di Riabilitazione San Giorgio) è un centro di eccellenza
dell'intera regione Emilia-Romagna dove, in passato, venne seguito anche Federico
Fellini.[96][97]
Ferrariae Decus, fondata nel 1906, è attiva nella tutela del patrimonio storico e artistico della
città e della provincia. Ha reso possibili, ad esempio, restauri alla chiesa di Santa Maria in
Vado ed alla cattedrale.

Cultura
Ferrara è legata a molte personalità che, nel corso dei secoli, hanno lasciato un'eredità importante.

Di Ludovico Ariosto si può visitare la casa, in via Ariosto.[98] e il monumento funebre nella Biblioteca
comunale Ariostea. Gli venne dedicata nel 1933 una memorabile mostra per il suo quattrocentesimo[99]

Dosso Dossi[100] fu il pittore più rappresentativo (con Benvenuto Tisi da Garofalo), tra gli artisti della
corte estense nella prima metà del XVI secolo. Lavorò ad esempio ai camerini d'alabastro e purtroppo
molte sue opere vennero poi disperse con la devoluzione di Ferrara, portate in alcuni casi a Modena (poi
conservate alla Galleria Estense), a Roma o in altre città.[101]

Torquato Tasso lavorò alla corte di Alfonso II d'Este e vi trascorse anni importanti, creativi ma anche
problematici. Fuggì da Ferrara, vi tornò, venne imprigionato nel Castello Estense per sette anni in una
cella[102] (poi divenuta famosa per questa circostanza) dell'allora ospedale Sant'Anna.[103]
Giovanni Boldini fu il massimo pittore ferrarese degli ultimi
secoli. Lasciò la città natale abbastanza presto perché giudicata
poco stimolante per la sua ricerca artistica. Era sedotto dalla
bellezza femminile che poi trasferiva mirabilmente sulla tela:
"Boldini sapeva riprodurre la sensazione folgorante che le donne
sentivano di suscitare quand’erano viste nei loro momenti
migliori" disse di lui Cecil Beaton[104]. Nel 1935 venne istituito il
Museo Giovanni Boldini[105], a Ferrara, e da allora si sono
susseguite iniziative anche fuori dalla città estense[106] con mostre
ed omaggi all'illustre artista morto a Parigi ma tornato a riposare Casa di Giovanni Boldini in via
nella Certosa cittadina.[107] Savonarola, a Ferrara

Riccardo Bacchelli, autore di romanzi storici ed in particolare de Il


mulino del Po, narra non solo le vicende dei protagonisti ma anche quelle di molti personaggi di
contorno, realmente vissuti e legati alla città ed al suo territorio. Ad esempio nella prima parte del
romanzo, in Dio ti salvi, trova spazio il racconto del mago Chiozzino.[108]

Il regista dell'incomunicabilità[109] Michelangelo Antonioni nacque a Ferrara e in seguito si trasferì a


Roma[110]. Iniziò da giovanissimo ad interessarsi alla recitazione poi girò un documentario sul Po (fiume
al quale era legato) e poco a poco raggiunse fama internazionale. Il Palazzo dei Diamanti nel 2013 gli
dedicò una mostra.[111] È sepolto nel cimitero monumentale della Certosa di Ferrara.

Giorgio Bassani, nato da una famiglia ebraica di origini ferraresi, celebrò con le sue opere la gente di
Ferrara, con i suoi vizi e le sue virtù. Dal suo romanzo più famoso, Il giardino dei Finzi-Contini è stato
tratto un film girato in città da Vittorio De Sica ed i turisti cercano inutilmente il giardino di Micol.[112] A
Ferrara si può vedere, passando in via Cisterna del Follo, la sua magnolia [113], inoltre, nella città estense,
la fondazione Giorgio Bassani ha sede nella casa di Ariosto[114] (una seconda sede si trova a
Codigoro[115]) ed allo scrittore è stata intitolata una biblioteca comunale. Dal 2000 riposa nel cimitero
ebraico di via delle Vigne.

Florestano Vancini ha usato l'arte cinematografica per descrivere Ferrara, spinto dal suo amore per il
luogo natale e dall'impegno politico.[116] Suo è il film La lunga notte del '43, tratto dal racconto di
Bassani. Ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Bronte[117] ed una laurea honoris causa in filosofia
dall'Università degli Studi di Ferrara.[118] Riposa nella Certosa di Ferrara.

Vittore Veneziani fu uno dei più importanti direttori di coro italiani nel periodo a cavallo tra le due guerre,
direttore del coro della Scala di Milano fu anche apprezzato autore di musica vocale.

Adriano Franceschini, maestro di scuola elementare, ricercatore ed epigrafista, è stato la massima figura
di studioso[119] espressa dalla cultura ferrarese nel XX secolo. Come Paolo Ravenna e Luciano
Chiappini[120] ha indagato sulla storia della città a partire dal periodo medievale, ha raccolto il frutto delle
ricerche su quaderni che poi gli hanno permesso di pubblicare testi usati da esperti a livello
internazionale. Malgrado l'indole riservata ha dovuto accettare riconoscimenti prestigiosi come una laurea
honoris causa in lettere[121] dall'Università degli Studi di Ferrara ed una medaglia d'argento dalla
Presidenza della Repubblica come benemerito della cultura e dell'arte.[122]

Istruzione

Biblioteche
Biblioteca comunale Ariostea. La sede è in palazzo Paradiso, che fu costruito nel 1391
come delizia estense. È in via delle Scienze 17, all'angolo con via Giuoco del Pallone.
Conserva la tomba di Ludovico Ariosto.
Archivio storico comunale e Centro di Documentazione Storica (Centro Etnografico
Ferrarese del Comune di Ferrara). Le sedi sono nello stesso edificio in via Giuoco del
Pallone, 8.[123][124]
Biblioteca comunale Dino Tebaldi, San Giorgio. Si trova in via Ferrariola, 12, vicino alla
Basilica di San Giorgio fuori le mura.[125]
Biblioteca comunale Gianni Rodari. Si trova in viale Krasnodar, 102.[126]
Biblioteca comunale Giorgio Bassani. La sede è in via Grosoli 42, nel quartiere Barco.[127]
Biblioteca comunale Aldo Luppi. Si trova nella frazione di Porotto.
Biblioteche del Sistema Bibliotecario di Ateneo dell'Università degli Studi di Ferrara, sedi
diverse.[128]

Ricerca
Centro Inquinamento Ambienti alta Sterilità (CIAS), istituito nel 2015 presso l'Università degli
Studi di Ferrara con la partecipazione di Dipartimento di Architettura e Dipartimento di
Scienze Mediche. Si interessa di sanificazione in sicurezza di reparti ospedalieri, di
riduzione del rischio di infezioni per l'uomo (all'interno dei nosocomi) e per gli animali
nell'allevamento moderno, degli operatori negli ospedali, in particolare nelle sale operatorie,
di efficienza energetica e di procedure di sicurezza in casi particolari.[129]
Camera anecoica acustica, laboratorio di ricerca, certificazione e sperimentazione del
dipartimento di ingegneria dell'Università degli Studi inaugurata nel 2008. Si presta a
esperimenti nel campo del rumore e della potenza sonora, e viene utilizzata per
certificazioni industriali.[130]

Scuole
A Ferrara sono presenti scuole di ogni ordine e grado e vari istituti di formazione professionale. Alcune
scuole hanno particolari motivi di interesse storico ed artistico, o vi hanno studiato personalità che in
seguito hanno raggiunto notorietà o fama anche a livello internazionale. A solo titolo di esempio si
ricordano le seguenti:

Scuola elementare Alda Costa, che fu costruita negli anni trenta del Novecento
dall'ingegnere Carlo Savonuzzi. L'edificio è in cotto e caratterizzato da un'alta torre con
relativo orologio, il tutto decorato da interventi geometrici e dall'uso del cemento a vista.
Scuola elementare Poledrelli, costruita nel 1928 sempre su disegno di Carlo Savonuzzi.
Scuola elementare Ercole Mosti. La sua sede è villa Revedin, fatta erigere nel 1738 da
Francesco III d'Este. Successivamente fu acquistata dai conti Revedin ed infine comprata
dal Comune nel 1928.
Liceo Ariosto, fondato nel 1860 in via Borgo dei Leoni e
poi trasferito dal 1976 in via Arianuova. Dal 2005 il liceo
ospita nei suoi spazi aperti il laboratorio didattico di
archeologia Nereo Alfieri. Questo antico istituto ha avuto
tra i suoi studenti Giorgio Bassani, Michelangelo
Antonioni, Vittorio Sgarbi e Daria Bignardi.
Liceo scientifico Antonio Roiti, che prese il nome dal
fisico Antonio Roiti e che tra i suoi studenti ha avuto, tra
gli altri, Dario Franceschini.
Il liceo scientifico Antonio Roiti negli
anni '70
Università
L'università degli Studi di Ferrara,
che venne fondata dal marchese Alberto V d'Este nel 1391 su concessione di
papa Bonifacio IX, è una delle quattro università presenti in Emilia-
Romagna. Conta 12 dipartimenti, a cui si aggiungono la scuola di medicina e
la scuola di farmacia e prodotti della salute.

Conservatorio Girolamo Frescobaldi, fondato a Ferrara nel 1870 come


Istituto Musicale ed ospitato all'inizio in via Savonarola venne trasferito
nell'edificio eretto su progetto di Carlo Savonuzzi nel 1937, il palazzo del
Conservatorio G. Frescobaldi in via Previati.
Rettorato provvisorio
dell'università degli
Musei
Studi di Ferrara nell'ex
Museo della cattedrale. Ha sede nella convento di Santa Lucia
ex chiesa di San Romano a pochi passi in via Ariosto.
dalla Cattedrale. Vi sono esposte opere
che coprono l'arco temporale dal
Trecento all'Ottocento[131] Accanto al
museo è visitabile l'antico chiostro del
monastero di San romano che risale al
IX secolo.
Museo della cattedrale
Museo Giovanni Boldini. Si trova nel
palazzo Massari. Le sale espongono,
oltre alle opere artistiche, anche materiale appartenuto al pittore
come schizzi, bozzetti e strumenti di lavoro donati dalla moglie di
Boldini.
Sede del Museo del
Museo d'arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis (palazzo
Risorgimento e della
Massari). Espone opere del ferrarese Filippo de Pisis assieme ad
Resistenza sino al 2020.
altre di importanti esponenti dell'arte del XX secolo, sia ferraresi
sia di altre città.
Museo dell'Ottocento (palazzo Massari). Espone opere dei più rappresentativi artisti
ferraresi del XIX secolo e raccoglie oggetti di interesse religioso, letterario e storico.
Spazio Antonioni (nel giardino di palazzo Massari). Ospitato in un'antica rimessa per le
carrozze, poi sede del Padiglione d'arte contemporanea ,ospita cimeli, documenti e opere
pittoriche del cineasta ferrarese Michelangelo Antonioni.
Museo del Risorgimento e della Resistenza. Si trovava sino all'estate 2020 in corso Ercole I
d'Este, di fianco al palazzo dei Diamanti.
Museo di storia naturale. Espone reperti di zoologia, paleontologia ed etnografia.
Sinagoghe e museo ebraico di Ferrara.
Collocato nell'antico ghetto di Ferrara
contiene le tre sinagoghe e conservava
numerosi oggetti sacri e alcuni
documenti che ripercorrono la storia
della comunità ebraica ferrarese prima
che, all'inizio del XXI secolo, aprisse il
Museo nazionale dell'ebraismo italiano e Palazzo Massari, sede
Museo nazionale della Shoah e vi fossero spostate del museo Boldini, del
dell'ebraismo italiano e della temporaneamente le collezioni. museo d'arte moderna e
Shoah. Conserva materiale e documentazioni contemporanea e del
legati alla comunità ebraica nazionale. museo dell'Ottocento.
Museo di paleontologia e preistoria
Piero Leonardi (Palazzo Turchi di
Bagno). Viene gestito dall'Università
degli Studi di Ferrara ed è chiuso al
pubblico a causa degli eventi sismici di
maggio 2012. Le aree destinate alle
esposizioni sono quattro, dedicate alla
geologia, alla paleontologia dei
Sinagoghe e museo ebraico vertebrati e degli invertebrati e alla
di Ferrara. preistoria.
Centro di documentazione del mondo
agricolo ferrarese. Dedicato alla storia
della realtà agricola locale fra Ottocento
e Novecento.
Ingresso del Museo
Museo Riminaldi (Palazzo Bonacossi). Schifanoia.
Espone le collezioni raccolte dal
cardinale Giovanni Maria Riminaldi nella
seconda metà del XVIII secolo.[132]
Museo di storia Naturale. Pinacoteca nazionale
Museo lapidario
Museo Schifanoia

Media

Stampa
La Nuova Ferrara
il Resto del Carlino - Edizione di Ferrara
Quotidiani storici a Ferrara sono stati[133][134] L’Avviso Patriottico (diffuso con pochi numeri nel 1797), Il
Giornale del Basso Po (stampato solo nel 1798), Giornale Ferrarese (il primo giornale pensato con
impostazione moderna), Gazzetta Ferrarese (diffusa tra il 1848 e il 1929), La Domenica dell'Operaio (a
partire dal 1895), Corriere Padano (fondato nel 1925 da Italo Balbo e diretto a lungo da Nello Quilici.
Chiuse nel 1945 e vi scrissero, tra gli altri, Giorgio Bassani, Luigi Preti e Michelangelo Antonioni).

Radio

Radio Dolce Vita, FM e streaming con sede in città.[135][136]


Radio Sound 97.5 FM Ferrara, emittente con sede a Codigoro, ma con studi radiofonici in
città. Riporta notizie su Ferrara e sulla sua provincia ed è seguita quotidianamente da
25.000 ascoltatori.[137]

Televisione
Telestense, emittente locale principale. Dal 1976 trasmette notizie sul territorio provinciale e
regionale. Si avvale pure dei servizi nazionali di TV2000 e riporta informazioni anche della
provincia di Rovigo. Arriva anche alle province di Bologna, Ravenna, Modena, Mantova,
Verona, Padova e Venezia.
Telecentro
Telesanterno
Canale Italia

Arte
La scuola ferrarese nacque presso la corte estense durante il rinascimento ferrarese, e copre il periodo
compreso tra il XIV ed il XVII secolo. Tra i suoi esponenti più noti: Cosmè Tura, Francesco del Cossa,
Ercole de' Roberti, Dosso Dossi, Girolamo da Carpi, Benvenuto Tisi da Garofalo e Sebastiano Filippi.
Alla scuola ferrarese venne dedicata l'esposizione che nel 1933 ebbe un successo notevole per l'epoca,
con oltre settantamila visitatori (tra questi i Principi di Piemonte e Vittorio Emanuele III di
Savoia).[138][139]

Teatro
La città di Ferrara non ha un suo teatro stabile. Dal 1931 è attiva la compagnia dialettale Straferrara.[140]
Sul territorio sono presenti l'associazione culturale Ferrara Off[141] e il teatro Nucleo.[142] Dal 1998 era
stata in attività la compagnia di teatro Instabile Urga, che si è sciolta nel 2012.[143] Dal 2008 al 2011
questa compagnia aveva organizzato il Barcollanti Festival[144]

Cinema
A partire dal 1902, Ferrara è stata scelta da numerosi registi per
ambientare i propri film. Tra questi, i principali titoli sono:

Ossessione, regia di Luchino Visconti (1943)


Cronaca di un amore, regia di Michelangelo Antonioni
(1950)
La lunga notte del '43, regia di Florestano Vancini (1960)
Il giardino dei Finzi-Contini, regia di Vittorio De Sica (1971)
Giovinezza giovinezza, regia di Franco Rossi (1969)
Thomas e gli indemoniati, regia di Pupi Avati (1969)
La ragazza fuoristrada, regia di Luigi Scattini (1973)
Amore amaro regia di Florestano Vancini (1974)
La vela incantata, regia di Gianfranco Mingozzi (1983)
Michelangelo Antonioni Gli occhiali d'oro, regia di Giuliano Montaldo (1987)
Al di là delle nuvole, regia di Michelangelo Antonioni e
Wim Wenders (1995)
Il mestiere delle armi, regia di Ermanno Olmi (2001)
E ridendo l'uccise, regia di Florestano Vancini (2005)
Lei mi parla ancora, regia di Pupi Avati (2020)
Le vie di Ferrara sono state utilizzate anche per alcune serie
televisive:

Il mulino del Po, regia di Sandro Bolchi, con Raf Vallone


(1963)
Donna, regia di Gianfranco Giagni, con Ottavia Piccolo
(1996)
Amanti e segreti, regia di Gianni Lepre, con Monica Giorgio Pasotti durante le riprese
Guerritore (2004) della fiction Lea in piazza del
Nebbie e delitti, regia di Riccardo Donna, con Luca Municipio a Ferrara il 9 giugno 2021
Barbareschi (2005)
Lea, regia di Isabella Leoni e Fabrizio Costa, con Anna
Valle e Giorgio Pasotti (2022-2023).

Musica
L'orchestra a plettro Gino Neri ha una tradizione musicale che inizia nel 1898, ha ricevuto importanti
riconoscimenti ed è convenzionata con il Conservatorio Cesare Pollini di Padova.[145][146][147] La banda
filarmonica comunale Ludovico Ariosto è attiva dal 2014.[148]

Cucina
La cucina ferrarese vanta un buon numero di specialità locali che vengono da una tradizione risalente
all'epoca medioevale e dalla cultura contadina. È stata influenzata dalle province vicine, quindi ha piatti
in comune con la cucina emiliana ed anche con quella veneta.[149][150]

Dal 2015 viene organizzata Mangiafexpo, una grande festa del cibo di Ferrara.[151]

Il pane tipico è la coppia ferrarese, protetto del marchio


Indicazione geografica protetta.[152] Ferrara aderisce
all'Associazione nazionale città del pane.

Gli insaccati vengono dalla tradizione contadina, e sono il salame


all'aglio e la Zia ferrarese. I ciccioli non sono insaccati ma si
ottengono da sempre dalla lavorazione della carne di maiale e
vengono prodotti e consumati in zona. Molto diffusa era la
pancetta arrotolata, affettata come un salume. Ai salumi spesso si
Coppia ferrarese
abbinano i pinzini, non tipici e meglio conosciuti come gnocco
fritto ma molto diffusi.[153]

Tipici sono i cappellacci di zucca, simili a quelli mantovani, solitamente serviti con ragù di carne e solo
in tempi più recenti al pomodoro o al burro. Molto consumati sono i cappelletti e i passatelli in brodo.
Altri primi tradizionali sono il pasticcio di maccheroni alla ferrarese nelle versioni dolce (ricoperto di
pasta frolla) e salata (ricoperto di pasta sfoglia) e le tagliatelle, secondo la tradizione create alla corte
estense.[154][155] La salama da sugo è forse il piatto più rappresentativo della città, un salume di carni di
maiale tipico della zona, cotta e servita calda con purè di patate in inverno oppure affettata fredda
d'estate. Era apprezzata anche da chi non avrebbe dovuto mangiare carne di maiale, come il podestà ebreo
amico di Italo Balbo che, anche se una sola volta all'anno, la metteva in tavola.[156] Da ricordare anche
piatti a base di anguille, tradizione che arriva dalla zona di Comacchio.

Il pampapato[157] è il dolce più noto, consumato nel periodo natalizio, e molto diffusi sono anche la zuppa
inglese, la tenerina e la ciambella[158]. Degni di nota sono anche i tamplun, frittelle di castagne, uvetta e
pinoli e le mistocchine, frittelle di farina di castagne[159]

I vini i più noti del territorio sono quelli del bosco Eliceo, che hanno origini legate al periodo di Spina e si
sono poi ottenuti probabilmente da innesti con vitigni portati da Renata di Francia, consorte del duca
Ercole II d'Este.[160]

Altri prodotti tradizionali della provincia sono l'aglio di Voghiera e il riso di Jolanda di Savoia.[161]

Eventi
Il Teatro Comunale "Claudio Abbado" nella stagione propone danza,
concerti e prosa.[162]
Il Jazz Club Ferrara (Torrione di San Giovanni Battista) presenta
musicisti Jazz di alto livello. Vince il titolo di miglior Jazz Club Italiano
del 2010.[163]).
Ferrara Sotto le Stelle fa arrivare in piazza Castello in estate artisti
della musica italiana e internazionale.
Il Ferrara Buskers Festival, dal 1987 nell'ultima settimana di agosto, fa
Jazz Club Ferrara nel arrivare in città artisti di strada da ogni parte del mondo.[164]
torrione di San
Rock a Ferrara istituito nel 1993 e
Giovanni.
dedicato alla musica indipendente.
Nel parco urbano Giorgio Bassani
si svolgono due manifestazioni importanti. In settembre
si svolge il Ferrara Balloons Festival, un festival di
mongolfiere conosciuto in Italia e in Europa. Tra il 23
(festa patronale) e il 25 aprile (anniversario della
liberazione d'Italia) è il momento della Vulandra, un
festival degli aquiloni che attira turisti e residenti.[165]
Nel 2007 si è tenuto il primo festival di giornalismo Ferrara Balloons Festival
organizzato dalla rivista Internazionale, Internazionale a
Ferrara, che in tre giorni ha fatto arrivare oltre 17 000
persone. Rivelatosi un successo, è stato nuovamente riproposto.
Dall'ultimo decennio del XX secolo si tiene il Salone Internazionale del Restauro, dei Musei
e delle Imprese Culturali.[166]

Geografia antropica

Urbanistica
La storia di Ferrara iniziò quando la sede vescovile di Voghenza, a causa della migrazione longobarda,
venne trasferita nell'allora lingua di terra creatasi tra i due rami del fiume Po (il Po di Volano e il Po di
Primaro). Qui il borgo di San Giorgio rappresentò la prima area di urbanizzazione, la Ferrariola, e vi si
eresse la basilica di San Giorgio fuori le mura. Quella fu la genesi urbanistica di Ferrara e non la
migrazione dalla città etrusca di Spina (decaduta, sostituita da Ravenna e interrata per avanzamento della
costa). Lentamente poi parti di popolazione sempre più consistenti si spostarono sulla sponda a nord del
Po, dove si estendeva un vasto territorio sul quale sorse la città del medioevo.

L'urbanizzazione avvenne per addizioni. Partendo da due nuclei fortificati si formò una prima città lineare
che poi, con ampliamenti successivi, crebbe principalmente verso nord. I principali furono[167]:

Addizione di Nicolò II, del 1385.


Addizione di Borso d'Este, del 1451, con inclusione dell'area di Sant'Antonio in Polesine.[168]
Addizione Erculea, del 1492. Voluta dal duca Ercole I d'Este ed attuata dall'architetto Biagio
Rossetti) fu storicamente la più importante opera urbanistica che interessò Ferrara
facendola diventare la prima città moderna d'Europa. Il disegno si ispirava al modello
romano del cardo e del decumano e prevedeva un asse viario che partiva dal Castello
Estense e raggiungeva la porta degli Angeli ed un altro che collegava le due porte principali
della città, la porta a Mare e la porta a Po. L'incrocio emblema di questa addizione è il
Quadrivio degli Angeli.
Addizione Novecentista, della prima parte del XX secolo. A
partire dagli anni venti si ebbe una riqualificazione
urbanistica voluta dall'amministrazione comunale per ridare
nuova veste a varie aree della città grazie alla costruzione di
edifici seguendo lo stile razionalista. Tra i suoi artefici più
importanti vi fu l'architetto Carlo Savonuzzi. Non fu
propriamente un'addizione ma rientrò in quel periodo storico
anche l'attività edilizia portata avanti dall'Istituto Autonomo
per le Case Popolari della Provincia di Ferrara, che puntò
Corso Porta Reno presso i fornici di alla costruzione di numerosi alloggi sia in città sia nell'intera
accesso alla piazza del duomo. Ben
provincia. A Ferrara le zone maggiormente interessate
distinguibile a sinistra il lato originale
furono quelle di corso Isonzo e del quartiere Barco.[169]
medievale della via ed a destra la Importanti cambiamenti urbanistici, in particolare nel secondo
parte ricostruita con criteri moderni dopoguerra, portarono alla crescita di molti quartieri fuori dalla
nel secondo dopoguerra.
cinta muraria, alla modifica della viabilità nella zona di corso
Porta Reno, alla costruzione del grattacielo (tanto criticato da
Giorgio Bassani e, più tardi, da Vittorio Sgarbi[170])

Il tessuto urbano della città può essere suddiviso in due parti distinte attraverso il confine segnato
dall'asse viario di corso della Giovecca e viale Cavour che taglia nettamente la città. A sud vi è l'antica
zona medioevale col Castello Estense, la cattedrale e il borgo San Giorgio, fuori dalla mura. A nord vi è la
città rinascimentale, con parte degli insediamenti più recenti all'interno delle mura, in particolare nell'area
in direzione del quartiere Barco.

Il corso della Giovecca è stato per secoli un canale a nord della cinta muraria, uno spazio che distingueva
il dentro dal fuori, un ostacolo sia fisico sia psicologico. Lo sviluppo della piazza Nuova (poi piazza
Ariostea), nel progetto di Rossetti, avrebbe dovuto essere diverso, e quasi certamente il suo destino era
quello di avere attorno, su tre lati, un porticato. Avrebbe dovuto diventare un mercato, centro di traffici
urbani. Le previsioni non furono rispettate e le nuove aree comprese dall'addizione di Ercole I non furono
subito sfruttate per costruirvi abitazioni da parte della popolazione. Ne approfittarono solo le grandi
famiglie, che vi trovarono spazi economici le loro dimore ampie e con giardini, mentre gli altri ferraresi
preferirono rimanere nella parte storica della città, dove l'abitudine ed il timore del nuovo li
tratteneva.[171]

Frazioni
Aguscello, Albarea, Baura, Boara, Bova di Marrara, Casaglia,
Cassana, Chiesuol del Fosso, Cocomaro di Cona, Cocomaro di
Focomorto, Codrea, Cona, Contrapò, Corlo, Correggio, Denore,
Focomorto, Fondo Reno, Fossadalbero, Fossanova San Biagio,
Fossanova San Marco, Francolino, Gaibana, Gaibanella, Gorgo,
Malborghetto di Boara, Malborghetto di Correggio, Marrara,
Monestirolo, Montalbano, Parasacco, Pescara, Pontegradella,
Pontelagoscuro, Porotto, Porporana, Quartesana, Ravalle,
Sabbioni, San Bartolomeo in Bosco, San Martino, Sant'Egidio,
Spinazzino, Torre Fossa, Uccellino, Viconovo, Villanova.

Le circoscrizioni di Ferrara, in seguito all'entrata in vigore della


legge n. 42/2010, che soppresse le circoscrizioni nei comuni con
meno di 250 000 abitanti, non sono più presenti e al loro posto
sono venute le delegazioni che, a differenza delle circoscrizioni, La chiesa parrocchiale di Francolino
non sono composte da rappresentanti eletti.

Economia
L'economia si è sempre basata sull'agricoltura e nella prima parte
del XX secolo la grande proprietà terriera fu una forza importante
a livello locale. All'inizio del ventennio fascista sostenne lo
squadrismo per contrastare le rivendicazioni sindacali. La nascita
delle corporazioni mutò in seguito i rapporti eliminando la lotta di
classe e imponendo regole che esaltavano le competenze dei
lavoratori con manifestazioni e fiere senza concedere
riconoscimenti economici. Si puntò anche sull'industrializzazione
senza ottenere il successo sperato e intanto la crisi nel settore della
Palazzo della Camera di
canapa fece lievitare il numero dei disoccupati in agricoltura (oltre Commercio.
70.000 senza lavoro) mentre la grande depressione peggiorò la
situazione.[172] Nel secondo dopoguerra si ebbe un periodo di
espansione economica che tuttavia si esaurì e con la fine del secolo l'intero territorio provinciale entrò
nuovamente in difficoltà.

I motivi di criticità nel XXI secolo sono la vicenda Cassa di Risparmio di Ferrara, i problemi industriali,
la difficoltà crescente del piccolo commercio[173] e l'invecchiamento della popolazione.[174][175] Già in
precedenza tuttavia non erano mancate le difficoltà.
È interessante ricordare come iniziò e poi si concluse la dismissione dell'intero
settore saccarifero, con conseguenze sull'agricoltura e sull'industria, con
diminuzione delle aree dedicate alla coltivazione della barbabietola da zucchero
e la chiusura di stabilimenti storici nel comune, a Pontelagoscuro[176], e in
provincia, a Codigoro[177].

Il consorzio di bonifica pianura di Ferrara ha la sua sede in Palazzo Naselli


Crispi che si trova in via Borgoleoni e raccoglie i quattro consorzi di bonifica
ferraresi presenti,[178] (tra questi le Bonifiche Ferraresi). Un altro consorzio
Ex zuccherificio legato ad iniziative economiche è quello di Ferrara Innovazione,[179] inoltre in
Eridania a Ferrara. città ha sede l'associazione imprenditori (CNA Ferrara), in via Caldirolo.[180]

Agricoltura
Il settore agricolo interessa l'intero territorio provinciale che,
storicamente, è un'area a vocazione agricola da secoli, con parti
coltivate da molto tempo ed altre di bonifica più recente. Tra le
coltivazioni più comuni vi sono i cereali (frumento e mais), i
prodotti tipici dell'orto, i frutteti[181] e le viti, mentre un tempo
erano numerosi i campi con barbabietola da zucchero e canapa.
Per ottenere la fibra dalla canapa, poi utilizzata dall'industria
tessile, serviva macerare gli steli della pianta uniti a formare
enormi zattere in stagni artificiali, i maceri, che hanno Macerazione della canapa nel
ferrarese
caratterizzato per anni la campagna ferrarese. Dai braccianti
addetti alla coltivazione
della canapa nacquero i
primi movimenti sindacali
nel ferrarese.[182][183] Il
settore entrò in difficoltà
quando crollò il prezzo
della fibra in seguito
all'introduzione, fuori
dall'Italia, di nuove materie
Vendita di pesce appena pescato prime per la produzione di Visita alla biennale ortofrutticola
sul porto canale di Porto Garibaldi. filati per i tessuti alla fine internazionale di Ferrara (Eurofrut
degli anni venti ma la 69) che si tenne in città nel
settembre 1969.
coltivazione continuò
[172]
ancora per circa un cinquantennio.

Per diversi anni nel secondo dopoguerra a Ferrara si tennero fiere biennali ortofrutticole
internazionali[184] a riprova dell'importanza avuta dal settore per l'economia territoriale. La base
occupazionale della provincia raggiunge l'8,3% ovvero il tasso più elevato di tutto il nord-est d'Italia con
8.763 industrie attive nel settore e 180 000 ettari di superficie agraria complessiva.

Una particolare parabola ha interessato il Consorzio Agrario Provinciale, fondato nel 1929 e fallito dopo
quasi un secolo, confluito nel Consorzio dell'Emilia.[185][186]
Alle problematiche legate all'agricoltura si è dedicata a lungo la rete televisiva locale Telestense con la
trasmissione Agreste che ha concluso il suo ciclo nel 2016.[187]

Anche la pesca ha un ruolo di rilievo nell'economia locale ed il 55% dei 3.000 addetti nell'Emilia-
Romagna è nella provincia, con un totale di 1.135 imprese attive. Il pescato che si ottiene nei comuni di
Goro e Comacchio raggiunge circa i 100 000 quintali. Il 53% del totale viene venduto ai mercati
all'ingrosso della regione.

Artigianato
«Ci sono momenti nei quali l'arte raggiunge quasi la dignità del lavoro manuale»

(Oscar Wilde, Il gigante egoista e altri racconti)


[188]

La tradizione artigiana risale certamente ai secoli della fondazione della città ma è solo con la signoria
estense prima e con la legazione papale dopo che vennero formalizzate con appositi statuti le
corporazioni delle arti e mestieri. Queste associazioni avevano varie finalità, tra queste la difesa dei
mestieri come erano tramandati tradizionalmente ed una prima forma di mutuo soccorso. A Ferrara
furono numerosissime, e quelle con un maggior numero di aderenti furono: barbitonsori (barbieri),
callegari (calzolai), carradori (costruttori ed addetti alle carrozze), drappieri (produttori e commercianti
di stoffe), e poi ancora fornai, fruttaroli, casaroli, mastellari e così via. Queste corporazioni vennero in
gran parte disciolte nel periodo napoleonico. Qualche anno dopo rimanevano in città solo piccoli artigiani
indipendenti e poche attività artigianali di una certa dimensione. Queste ultime si limitavano
principalmente al mercato interno a causa, tra l'altro, del pessimo stato delle vie di comunicazione.
Attorno alla metà del XIX secolo erano presenti, con certezza, una conceria di pelli[189], qualche
pastificio, una piccola fabbrica di cappelli, un saponificio e poco altro.[190]

Durante il ventennio fascista le corporazioni rinacquero, o meglio, nacquero nuove corporazioni, in


contrapposizione al movimento sindacale, che ripresero solo in parte l'antico spirito. Nel 1926 vennero
fondati infatti il Ministero delle corporazioni e il Consiglio nazionale delle corporazioni.[172]

A Ferrara è presente l'associazione territoriale della CNA, alla quale sono associate oltre 5.000 imprese,
tra le quali molte artigiane,[191] inoltre è sede anche di Confartigianato Ferrara, al quale aderiscono circa
2.500 imprese.[192]

Il settore dell'artigianato ferrarese appare in progressiva crescita, addirittura più della media nazionale. Le
imprese artigiane ferraresi producono il 13,8% del valore provinciale rivestendo un ruolo fondamentale
nell'ambito del sistema produttivo locale caratterizzato da piccole aziende: 26.000 addetti operano nel
settore e il 35,5% degli imprenditori ferraresi è rappresentato da artigiani.

Ferrara è presente anche nella produzione artigianale artistica col settore della ceramica, della terracotta,
degli strumenti musicali, dei mobili artistici, della lavorazione del ferro battuto, del rame, del peltro e per
i laboratori di oreficeria e gioielleria.[193][194][195]

Industria
Notevole importanza ricopre l'area del Polo chimico di Ferrara, creato nel 1936 come SAIGS, divenuto
poi Montecatini, Monteshell, Montedison sino ad arrivare alla situazione del nuovo millennio con le
industrie LyondellBasell, Versalis, Syndial e Yara. Qui Giulio Natta, Premio Nobel per la chimica nel
1963, nel 1957 diede il via alla produzione del Moplen, il polipropilene da lui inventato.[196]

Ferrara è stata meta di importanti ricollocazioni di attività manifatturiere. Il 26,3% del prodotto
provinciale deriva dall'industria con un totale di 54 000 persone occupate in tale settore, delle quali
46 000 operanti nella trasformazione industriale e 8.000 nel settore edilizio-costruzioni che rappresentano
il 34,8% dell'intera occupazione provinciale. Il territorio ferrarese rimane tuttavia una delle aree meno
industrializzate dell'intera regione.[197]

Servizi

Teleriscaldamento
Parte della città utilizza una rete di teleriscaldamento alimentata da energia geotermica.

Istituti di credito e assicurativi


La Cassa di Risparmio di Ferrara (Carife), fondata nel 1838, dal
2015 è stata posta in liquidazione coatta amministrativa. Per quasi
due secoli è stata la principale banca della città e della provincia di
Ferrara. Divenuta Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara, dal 2017
è BPER Banca.

Dal 1834 è presente una sede delle Assicurazioni Generali, aperta


Ex sede Carife divenuta sede
solo tre anni dopo la fondazione della compagnia a Trieste. Dal
BPER.
1926 la sede è nel Palazzo delle Assicurazioni Generali di Ferrara

Ferrara Fiere Congressi


La Fiera di Ferrara è il principale polo fieristico cittadino e con la Fiera di Modena e quella di Bologna
forma il polo fieristico regionale. Ogni anno vengono organizzati circa 15 eventi fieristici.[198]

Turismo
Il turismo vive grazie alle offerte culturali e ambientali che città e provincia
riescono a proporre, ed alla rivalutazione del periodo estense. Il livello dei
settori museale e artistico della città hanno permesso la crescita dell'interesse da
parte di visitatori italiani e stranieri. Nella provincia è forte l'attrattiva esercitata
dai lidi di Comacchio e dal parco regionale del Delta del Po dell'Emilia-
Romagna.[199]

Cartoline per turisti,


a Ferrara
Il terziario legato al turismo tuttavia produce il 66,9% del valore provinciale contro una media nazionale
del 70,9% ed il comparto fa registrare una lieve flessione, unico capoluogo di provincia nell'intera
regione con questo risultato. Gli arrivi e le presenze sono stazionari ma calano i pernottamenti (-3,2%).
Sono positivi i dati che riguardano i turisti stranieri.[200][201]

Infrastrutture e trasporti
Trasporti e vie di comunicazione a Ferrara comprendono essenzialmente autostrada e altre arterie stradali
e ferrovie. Importanza secondaria rivestono ancora il trasporto fluviale e aeroportuale.

Strade
Ferrara è collegata alla rete autostradale italiana grazie all'autostrada A13 con due caselli autostradali che
servono la città: Ferrara Nord e Ferrara Sud. È importante il Raccordo Autostradale Ferrara-Porto
Garibaldi, che porta ai Lidi di Comacchio.

La viabilità storica di Ferrara comprende i viali che seguono


l'andamento delle mura cittadine. All'interno della cinta muraria
sono fondamentali le vie legate all'Addizione Erculea, viale
Cavour e corso della Giovecca da un lato e corso Porta Mare,
corso Biagio Rossetti e corso Porta Po dall'altro, intersecati da
corso Ercole I d'Este. Le vie extraurbane principali sono quelle di
collegamento con le altre città della regione e la riviera di
Comacchio, tra queste via Bologna, via Ravenna, via Modena, via
Padova e la già ricordata superstrada Ferrara-Mare.
Corso Ercole I d'Este.

La città è attraversata per intero dalla Strada statale 16 Adriatica


che la collega verso nord a Padova e verso sud a Ravenna, è direttamente collegata a Pistoia dalla Strada
statale 64 Porrettana e a San Benedetto Po, in provincia di Mantova, dalla Strada statale 496 Virgiliana.

Odonomastica e storia
Diverse vie cittadine ricordano nel loro nome le antiche corporazioni delle arti e mestieri: via Armari (da
corso Ercole I d'Este a viale Cavour), via Spadari (da viale Cavour a via Garibaldi), via Chiodaioli (che
arriva in via Carlo Mayr), via Cisterna del Follo (nella zona ad est della città), via Mascheraio (da via
Borgo dei Leoni a via Montebello). Altre strade, col tempo, hanno perso l'antico nome, come via degli
Orefici (ora parte di via Cortevecchia), via de' Sellai o via del Bocalaro.[190]

Piazze
Piazza Trento e Trieste è la piazza più importante della città, circondata da edifici storici
come la Cattedrale, il Palazzo di San Crispino, il teatro Nuovo e il palazzo Municipale. Il
marciapiede centrale viene chiamato listone ed ospita in parte il mercato settimanale
cittadino e numerose manifestazioni culturali, turistiche, economiche e promozionali in
diverse occasioni.
Piazza Ariostea è la piazza nuova voluta da Biagio Rossetti ed Ercole I d'Este nell'ambito
dell'Addizione Erculea. Ospita le gare del palio di Ferrara ed altre manifestazioni. Nelle
vicinanze si trovano palazzo Massari, Palazzo Rondinelli e Palazzo Strozzi-Bevilacqua.
Piazza del Municipio era un tempo il cortile interno del palazzo Municipale. È nota per lo
scalone d'onore in marmo con cupola cinquecentesca. Ha tre accessi: dalla piazza Duomo
attraverso il Volto del Cavallo (che ai suoi lati conserva le statue in bronzo di Niccolò III
d'Este e di Borso d'Este), da via Garibaldi e da via Cortevecchia, attraverso il Volto del
Cavalletto.
Corso Martiri della Libertà, che ha inizio da Piazza
Cattedrale e termina nel Largo Castello, in passato era
piazza del Commercio e vi si tenevano commerci di
derrate e animali. Sulla strada si affaccia il palazzo
Municipale, dotato nel 1503, per volontà di Ercole I
d'Este, di un loggiato con colonne di marmo, distrutto da
un incendio nel 1532. Su questa struttura, vi era una
sala in cui si svolgevano le rappresentazioni teatrali, e
dove Ludovico Ariosto faceva recitare le sue Commedie.
Nel palazzo risiedevano le principesse estensi, vi si
Piazza della Cattedrale e corso riuniva il Consiglio dei Dodici Sapienti (componenti il
Martiri della Libertà. Magistrato Ducale); viene utilizzato per gli uffici
comunali. Di fronte al municipio sorge il palazzo
arcivescovile raccordato all'antica sede vescovile
edificata già a partire dal XII secolo, della quale rimane il prospetto su via degli Adelardi. Sul
corso dominano la torre Marchesana e la torre dei Leoni del Castello Estense. Sul lato
opposto al Castello si trova il teatro Comunale, che racchiude la caratteristica rotonda
Foschini.
Piazza Savonarola si apre su corso Martiri della Libertà a fianco del
Castello Estense, è delimitata dalla Loggia dei Camerini del palazzo
Municipale e dalla via Coperta che collega il Palazzo al Castello. Al
suo centro c'è la statua di Girolamo Savonarola. Comunica con
piazza Castello tramite i fornici della via Coperta.
Piazzetta Sant'Anna è nella zona della città riqualificata negli anni
trenta dopo il trasferimento del vecchio ospedale del quale rimane
solo il portale di accesso con annesso chiostro e porticato, recuperati
dopo i lavori di restauro, e la cella del Tasso.
Piazza Cortevecchia è situata lungo l'omonima via, vicina a piazza Un punto poco
Trento e Trieste. È stata oggetto di continui cambiamenti e conosciuto della
ricollocamenti di edifici fino a perdere la sua funzione originale e città, il vicolo dei
diventare un parcheggio. A breve distanza dalla piazza, dalla vicina Duelli.
via Cortevecchia, è possibile accedere al caratteristico vicolo dei
Duelli di origini medievali.

Ferrovie
La stazione ferroviaria principale è la stazione RFI, in piazzale Stazione, 28. È servita da collegamenti
nazionali e regionali, compresa la linea ferroviaria Suzzara-Ferrara.[202][203]

La stazione di Ferrara Via Boschetto, sulla linea Ferrara-Codigoro, è gestita da Ferrovie Emilia-Romagna.

È presente la Stazione di Pontelagoscuro, presso l'omonima frazione, mentre a sette chilometri dal centro
c'è la fermata della Città del Ragazzo delle Ferrovie Emilia-Romagna, sulla linea per Codigoro.

La stazione di Ferrara Porta Reno è stata soppressa nel 2011.

Ferrara era servita da altre due linee ferroviarie di interesse regionale, la Modena-Cento-Ferrara e la
Ferrara-Copparo, gestite dalla Società Veneta e chiuse nel 1956.
Su rotaia esistevano le linee extraurbane Ferrara-Pontelagoscuro e
Ferrara-Codigoro, quest'ultima sostituita dalla ferrovia sopra
ricordata.

Porti
L'idrovia Ferrara-Ravenna adegua alle normative europee di
navigabilità il tratto del fiume Po (lungo 70 km) che collega
Ferrara con il Mare Adriatico.[204] Nel progetto la parte navigabile
La stazione RFI di Ferrara. In primo
unisce due scali principali, ancora non esistenti: la nuova conca di piano un deposito di biciclette
Pontelagoscuro e la nuova area dedicata di Porto pubbliche ad uso gratuito.
Garibaldi.[205][206]

Malgrado Ferrara con la sua provincia occupi una parte notevole


della costa adriatica regionale non possiede strutture portuali
marittime confrontabili con quelle della vicina Ravenna o della
più turistica Rimini, in Romagna. Non esiste neppure una linea
ferroviaria che unisca la rete nazionale dalla stazione di Ferrara
alla costa. Il porto canale di Porto Garibaldi[207] riveste importanza
esclusivamente per la pesca e come piccolo scalo per nautica da
diporto. Le linee turistiche che non vanno più a nord della zona
del delta del Po né si spingono oltre un certo limite dalla costa. Il Po di Volano a Ferrara

Aeroporti
L'aeroporto di Ferrara è dedicato a Michele Allasia (pilota ferrarese durante la
prima guerra mondiale) ed è il principale aeroporto civile della provincia di
Ferrara. Ospita l'aeroclub di Ferrara. Non troppo lontani ci sono la base aerea di
Poggio Renatico e l'aeroporto di Prati Vecchi d'Aguscello.

Durante la grande guerra fu un aeroscalo per dirigibili.[208] Nel primo


dopoguerra il ferrarese Italo Balbo venne nominato sottosegretario di Stato
all'aviazione e il 12 settembre 1929, a soli trentatré anni, ministro
dell'aeronautica. In quel periodo l'aeroporto di Ferrara fu al centro
dell'attenzione nazionale. Nel 1931, nel corso di una cerimonia alla presenza
dello stesso Balbo e di Vittorio Emanuele III di Savoia, le autorità passarono in
rivista i numerosi aerei schierati sulla pista e assistettero anche al decollo di
diversi velivoli.[209]
Palazzo
dell'Aeronautica in Nel 2013 si è proposto di dedicare l'aeroporto a Italo Balbo, poi questo non ha
viale Cavour a
avuto seguito.[210]
Ferrara.

Mobilità urbana
Ferrara è servita dal trasporto pubblico locale comprendente 12 linee urbane e più di 20 linee extraurbane.
I collegamenti sono garantiti su buona parte del territorio cittadino, mentre nelle frazioni vicine il servizio
è svolto dalle linee extraurbane e da linee "Taxibus" a chiamata. Il servizio è gestito da TPER.
In passato in città esisteva una rete tranviaria urbana poi sostituita
da una rete filoviaria, entrambe soppresse.

Ferrara città delle biciclette


Ferrara è la città italiana al
primo posto per l'uso della
bicicletta.[211] La bicicletta
è il mezzo di trasporto più La vecchia filovia, in servizio dal
utilizzato dai ferraresi di 1938 al 1975.
ogni età per gli spostamenti
veloci e per le attività
ricreative o sportive.[212] Risulta il mezzo migliore per muoversi
Una bicicletta a Ferrara, appoggiata nei vicoli del centro storico e nella zona pedonale, e sono presenti
ad un tipico muro in cotto ferrarese. anche servizi di noleggio per turisti.[213] Una nota dolente è il
problema quasi senza soluzione dei furti di biciclette, anche se si
cercano modi per contrastare il fenomeno, che non è certamente
recente.[214]

Impianto geotermico
La Centrale geotermica di Ferrara si trova a Casaglia, a circa 4 km dalla città ed è il principale impianto
italiano per lo sfruttamento dell'energia geotermica per il riscaldamento urbano, collegato alla rete del
teleriscaldamento che serve oltre 22.000 appartamenti. La rete ferrarese è un caso di eccellenza a livello
europeo[215], oltre ad farne l'infrastruttura per il riscaldamento urbano più ecosostenibile d'Italia.

Poiché oltre il 50% dell'energia necessaria al teleriscaldamento è prodotta da fonti rinnovabili o di


recupero e gli utenti beneficiano di uno sconto fiscale che ha consentito nel tempo un risparmio sulle
tariffe.[216].

Amministrazione
Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Ferrara.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note

1983 1999 Roberto Soffritti centro-sinistra Sindaco

1999 2004 Gaetano Sateriale centro-sinistra Sindaco


2004 2009 Gaetano Sateriale centro-sinistra Sindaco

2009 2014 Tiziano Tagliani centro-sinistra Sindaco

2014 2019 Tiziano Tagliani centro-sinistra Sindaco


2019 2024 Alan Fabbri centro-destra Sindaco

2024 in carica Alan Fabbri centro-destra Sindaco

Gemellaggi
Ferrara è gemellata con le seguenti città[217]:

Saint-Étienne, dal 1960


Capodistria, dal 1974
Swansea, dal 1978
Krasnodar, dal 1989
Highland Park, dal 1989
Kaufbeuren, dal 1991
Formia, dal 1994
Kallithea, dal 1995
Lleida, dal 1996
Szombathely, dal 1997
Gießen, dal 2002
Sarajevo, dal 1998
Praga, dal 2000
Broni, dal 2001
San Nicola Manfredi e Venticano, dal 2003
Buenos Aires, dal 2004
Toledo, dal 2021 [218]
Nel 1998 ha siglato un patto di amicizia con alcune cittadine di paesi in via d'adesione all'Unione
europea, Baranavičy, Sebastopoli, Soroca, Craiova, Bitola, Novi Sad e Scutari, e con altre città i cui stati
sono successivamente entrati nell'Unione come Fiume, Brno, Tartu, Žilina, Daugavpils, Dobrič,[219]

Nel febbraio 2004 ha siglato un patto di amicizia con la Daira di Smara, in segno di solidarietà con il
popolo Sahrawi, "volto all'incontro e allo sviluppo culturale e sociale dei due paesi".[220]

Nel maggio 2004 ha siglato un patto di amicizia con Lula.[221]

Potrebbero piacerti anche