Ferrara
Ferrara
Mesi
FERRARA
Gen Feb Mar Apr Mag Giu L
T. max. media
4,1 7,4 12,7 17,7 22,0 26,4 2
(°C)
T. min. media
−0,9 0,8 4,7 8,5 12,8 16,5 1
(°C)
Precipitazioni
39 41 53 62 62 61
(mm)
Giorni di
6 6 8 8 9 7
pioggia Tipo Culturale
Vento Criterio (ii) (iii) (iv) (v) (vi)
W NE NE NE NE NE
(direzione-
3,4 3,5 3,5 3,6 3,5 3,4 3
m/s) Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto
Dal 2003 Ferrara aderisce alla rete Alleanza per 1995
il clima. La provincia ha programmato dal
investimenti per 15 milioni di euro per l'efficienza Scheda (EN) Ferrara, City of
energetica.[8][9][10][11] UNESCO the Renaissance, and
its Po Delta ([Link]
Sismicità [Link]/en/list/73
3)
La città in epoca storica ha avuto due eventi sismici (FR) Ferrare, ville de la
importanti e devastanti, il terremoto di Ferrara del 1570 e Renaissance, et son
il più recente terremoto dell'Emilia del 2012. Quest'ultimo delta du Pô ([Link]
ha raggiunto magnitudo massima 5.9, con epicentro nei [Link]/fr/list/73
comuni confinanti della provincia di Modena. Si sono 3)
avute poi molte scosse minori, una di magnitudo 5.1 nel
comune di Vigarano Mainarda e una di magnitudo 4.0
all'interno del territorio comunale. Numerosi edifici pubblici sono stati resi
inagibili e seri danni si sono avuti al patrimonio artistico, agli edifici
scolastici, all'università, all'ospedale e alle chiese. Molti danni hanno subito
anche migliaia di abitazioni civili, con circa 1.135 sfollati.[12][13][14]
Storia
Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Ferrara.
«Ancor oggi non è difficile, frugando in certe bottegucce di Ferrara, mettere le mani su cartoline
vecchie di almeno cinquant'anni. Sono vendute ingiallite dal tempo, macchiate di umidità. Una
di queste mostra corso Giovecca, la principale arteria cittadina, come era allora, verso la fine
del secolo scorso.»
Alla fine del XV secolo scoppiò una nuova guerra quando Girolamo Riario, nipote del papa Sisto IV e
signore di Forlì ed Imola tentò di allargare il proprio dominio stringendo un'alleanza con lo stato
pontificio e la repubblica di Venezia per impossessarsi di Ferrara. Dopo alterne vicende militari si arrivò
alla pace di Bagnolo che lasciò Ferrara alla casa estense ma
costrinse Ercole I d'Este a cedere Rovigo ed il Polesine a Venezia,
rinunciando così ai territori a nord del Po. Nel XVI secolo Ferrara
ritornò in guerra schierandosi contro la Repubblica di Venezia
nella Lega di Cambrai.
Il Concilio di Basilea,
Ferrara e Firenze
Ferrara fu sede, tra l'8
gennaio 1438 e l'inizio del
1439, di un importante
concilio ecumenico che
aveva tra le sue finalità la
ricerca di dialogo con la
Ritratto di Ercole I d'Este
Chiesa ortodossa, la lotta
Palazzo Schifanoia, salone dei
all'eresia degli Hussiti e la mesi, Borso assiste al Palio di San
riforma della Chiesa. Il Concilio si spostò a Firenze in seguito allo Giorgio e dà una moneta al buffone
scoppio di una epidemia di peste.[32] Scoccola.
Il secolo successivo vennero coniate diverse altre monete, tra queste il Quattrino di Ferrara, che su una
faccia riportava per la prima volta lo stemma del comune e sull'altra l'effige del vescovo di Voghenza San
Maurelio.
Fu presente il musicista Luzzasco Luzzaschi e quando Ferrara divenne parte dello Stato della Chiesa il
suo allievo Girolamo Frescobaldi fu accolto a Roma come organista in San Pietro.
La moglie di Ercole II poi era Renata di Francia e ciò rese di fatto la città un centro di diffusione della
riforma protestante in Italia. A Ferrara arrivò, seppure non ufficialmente, anche Giovanni Calvino, e
questo non fu certo gradito dalla Chiesa cattolica romana.
Presenza ebraica
La comunità ebraica fu determinante sin da prima della presa di potere da parte della famiglia estense e
del raggiungimento del rango ducale da parte della signoria[36] ma fu certamente col 1492 che si verificò
un mutamento qualitativo importante. Ercole I d'Este, in quell'anno, accolse gli ebrei sefarditi cacciati
dalla Spagna dai re cattolici.[nota 2] Da allora la cultura ebraica si integrò sempre di più con quella della
città sino a diventarne parte fondamentale e caratterizzante.[37][nota 3]
Anche dopo la devoluzione e la creazione del ghetto la presenza ebraica non venne meno né la
partecipazione alla vita culturale. Isacco Lampronti[38] ne fu la prova, con la sua attività nel corso del
XVIII secolo. Quasi due secoli dopo poi la vicenda di Renzo Ravenna ed i rapporti di Italo Balbo con gli
ebrei continuarono a testimoniare questo legame indissolubile, e l'opera di Giorgio Bassani ne fu
l'espressione letteraria.
Una nuova ribellione a Ferrara ebbe la meglio sulle forze pontificie, attorno al 1831, ma fu domata ancora
una volta dagli austriaci. Altri moti insurrezionali di portata limitata, uniti a parziali concessioni, si ebbero
a partire dal 1846. Seguì un periodo difficile per altre cause (nove mesi di precipitazioni piovose
ininterrotte, alluvioni ed esondazioni del Po ed una epidemia di colera) ma, allo stesso tempo, con novità
positive. Venne valorizzata la vocazione agricola del territorio e, a sostegno di questa nuova economia
emergente, venne fondata, nel 1838, la Cassa di Risparmio.
Sul piano politico nel 1849 venne dichiarata la fine del controllo pontificio ma le forze austriache
controllarono ancora la situazione e procedettero con arresti e fucilazioni.[39] Un mutamento
fondamentale si registrò nel biennio compreso tra il 1859 e il 1861 che, a seguito del plebiscito delle
provincie dell'Emilia del 1860, portò all'adesione al Regno d'Italia. In quel periodo passò in città anche
Giuseppe Garibaldi, diretto in Italia centrale.[40]
Dopo la presa del potere del regime avvenne un mutamento importante. Furono abbandonati squadrismo
e violenza scoperta, non più necessari con l'opposizione ormai ridotta al silenzio, e si riscoprirono gli
aspetti culturali, utili anche a fini propagandistici. Venne valorizzato il patrimonio storico e artistico
cittadino, fu esaltata la peculiarità della Ferrara estense mentre a livello nazionale si celebrava la
grandezza di Roma imperiale. Quindi, malgrado le tragedie prodotte dal fascismo (le numerose vittime
dello squadrismo e l'annullamento del movimento operaio), per oltre un decennio Ferrara fu di nuovo al
centro dell'attenzione nazionale con grandi iniziative ed una riqualificazione urbanistica seconda solo
all'Addizione Erculea.
Ancor prima che fossero promulgate le Leggi razziali fasciste si dimise dalla sua carica il podestà Renzo
Ravenna perché ebreo e che poi prese le distanze dal regime.
Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, la morte di Italo
Balbo, la successiva caduta del fascismo e l'inizio della guerra di
liberazione vi furono attentati e rappresaglie. Il federale Igino
Ghisellini cadde in un'imboscata, ne furono accusati gli antifascisti
e undici ferraresi vennero fucilati accanto al Castello Estense il 15
novembre del 1943.
I bombardamenti alleati portarono morte e danni ai palazzi storici, alle infrastrutture ed alle abitazioni
private. Per la città la guerra finì con l'arrivo dalle truppe inglesi il 24 aprile 1945.[49][50]
Alla fine del secolo (nel 1995) la città entrò nella lista del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.
La percezione pessimistica dei cittadini ferraresi riguardo alle condizioni generali della vita in città è un
aspetto critico che li accomuna a molti italiani che risiedono in altre realtà locali e appare più o meno
amplificata in funzione della qualità della partecipazione alla vita pubblica e delle opinioni politiche. In
questo si osservano analogie con realtà come Torino, Brescia,
Ancona, per citarne solo alcune. I temi come disoccupazione
giovanile, spaccio, sicurezza, integrazione e, in genere, fiducia
nelle istituzioni, condizionano i rapporti nella città
estense.[54][55][56][57][58][59]
Lo stemma di Ferrara è costituito da uno scudo perale diviso orizzontalmente a metà, con la
parte superiore di color nero e la parte inferiore di color argento. Lo scudo è timbrato da una
corona ducale, ricordo del periodo ducale della città.[61][62]
Il drappo del gonfalone riporta colori identici, ha parti metalliche dorate e asta verticale
ricoperta di velluto con bordo d'oro avvolto a spirale. La freccia superiore richiama lo
stemma della città.[64]
Gonfalone
comunale[63]
Onorificenze
Ferrara rientra fra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, ed è stata insignita della
Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici sofferti dalla sua popolazione e per il suo ruolo nella
lotta partigiana per la liberazione dall'occupazione nazifascista durante la seconda guerra mondiale.
L'Addizione Erculea è considerata la più importante e innovativa opera urbanistica del Rinascimento
italiano e il suo valore storico e culturale ha influito in modo determinante nell'assegnazione del titolo di
patrimonio dell'umanità alla città. L'opera urbanistica fu commissionata all'architetto di corte Biagio
Rossetti dal duca Ercole I d'Este, che voleva spazi e dimensioni degni di una capitale. Così venne
raddoppiato lo spazio racchiuso dalle mura e si superò il modello urbano romano e medievale,
caratterizzato da vie strette e sinuose spesso nate assecondando le disomogeneità del terreno. Rossetti
disegnò un nuovo assetto viario intra moenia molto rigoroso e composto da grandi arterie rettilinee che
mettevano in comunicazione i punti focali della città e che, incontrandosi, generavano incroci segnalati da
edifici monumentali.[65] Il luogo maggiormente identificativo è il Quadrivio degli Angeli, incrocio tra
l'asse nord-sud (da Porta degli Angeli al Castello Estense) e l'asse est-ovest (da Porta Mare a Porta Po), su
cui affacciano Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prosperi-Sacrati e Palazzo Turchi di Bagno.
L'Addizione Novecentista fu un intervento più frammentato, che interessò solo parte della città. Alcune
aree vennero modificate secondo il gusto architettonico del tempo noto come razionalismo italiano. Tra
gli architetti interessati vi fu Carlo Savonuzzi e le personalità maggiormemte coinvolte in quel periodo
furono Renzo Ravenna e Italo Balbo.
Oltre ai punti più visitati, Ferrara conserva spazi e punti caratteristici come Via Coperta, Vicolo dei Duelli
e Via delle Vigne.
Architetture religiose
Chiese cattoliche
Cattedrale di San Giorgio, sede dell'Arcidiocesi di
Ferrara-Comacchio e riveste importanza storica ed
artistica notevole. Venne edificata sul sito di una delle
prime linee difensive delle antiche mura medievali
attorno al XII secolo. La data di inizio lavori per la sua
erezione non è certa e un'epigrafe del 1135, sopra l'arco
del protiro, recita: anno milleno centeno ter quoque deno
/ quinque superlatis struitur domus haec pietatis. Il verbo
struitu, di difficile traduzione, è stato interpretato sia
come si costruisce, sia come si continua a costruire. Il Cattedrale di San Giorgio.
progettista che diede inizio anche alla realizzazione del
protiro è Nicholaus (già architetto della basilica di San
Zeno a Verona e della sacra di San Michele in Val di Susa), chiamato al compito con
Guglielmo degli Adelardi. La "firma" di Nicholaus è contenuta in un'iscrizione collocata sopra
la cornice della lunetta del portale maggiore. La facciata della cattedrale è romanica e
presenta logge, arcate, statue, rosoni e bassorilievi. Alcuni particolari di epoca successiva
presentano caratteristiche gotiche (il Giudizio universale posto sul protiro sorretto da due
ippogrifi o la statua della Madonna col Bambino nella loggia sopra il portale centrale). Sul
lato destro rivolto a piazza Trento e Trieste esisteva una seconda entrata denominata "porta
dei Mesi", completamente demolita durante un restauro settecentesco. Sullo stesso lato
meridionale è stata ritrovata un'iscrizione (quasi completamente situata sotto l'attuale livello
della piazza) che corre lungo tutta la fiancata, recante un decreto del Consiglio dei sapienti
del comune, del 13 maggio 1173, testimonianza delle regole e delle consuetudini locali.
Un'altra importante iscrizione si trova nella facciata, accanto alla statua di Alberto V d'Este,
e riporta la bolla pontificia di papa Bonifacio I che istituiva l'università di Ferrara, datata 4
marzo 1391. L'interno ha tre navate ed è decorato in stile barocco. Nelle cappelle laterali
sono presenti numerosi dipinti di Guercino, di Garofalo e di Francesco Francia. L'abside è
opera di Biagio Rossetti e nel catino absidale è affrescato il Giudizio Universale. Il
campanile in marmo rosa e bianco è stato attribuito a Leon Battista Alberti e nella sua forma
attuale risulta incompleto.
Basilica di San Giorgio fuori le mura, fu la prima basilica della
città, costruita sulla sponda destra del Po di Volano dove si era
creata e sviluppata la Ferrara antica. Chiamata anche
"monastero di San Giorgio degli Olivetani", la chiesa fu costruita
nell'VIII secolo e quasi completamente trascurata quando la
sede vescovile venne spostata, nel 1135, nell'attuale cattedrale.
Il campanile fu rimaneggiato da Biagio Rossetti ed oggi ospita
Cosmè Tura, ante la tomba di Cosmè Tura.
dell'organo della Cattedrale Chiesa di San Francesco, opera di Biagio Rossetti, costruita nel
di Ferrara (particolare) 1494, presenta una pianta a croce latina e una facciata
rinascimentale. L'interno, a tre navate, presenta otto cappelle
per ogni lato.
Chiesa di San Paolo, che è stata interamente ricostruita dopo il terremoto del 1570.
Fungeva da luogo di sepoltura per la nobiltà ferrarese. Vi sono conservati dipinti dello
Scarsellino e del
Bastianino. A fianco della
chiesa si conserva l'antico
convento con due chiostri.
Chiesa di Santa Maria in
Vado, che deve il suo
nome ad un guado del Po
detto il vado presente nei
Basilica di San Giorgio fuori le mura
dintorni dell'edificio.
Secondo la tradizione nella
chiesetta preesistente a
quella edificata in seguito,
vi avvenne un miracolo eucaristico nel 1171. Da un'ostia
spezzata fuoriuscì un getto di sangue che andò a colpire la
volta soprastante e il punto dove si suppone siano ancora Monastero del Corpus
presenti le macchioline di sangue può essere raggiunto Domini. Qui sono conservate
tramite una piccola scala che parte da una delle cappelle. alcune tombe degli Estensi,
Chiesa di San Cristoforo alla Certosa. È l'edificio di culto del tra questi Ercole I d'Este e
cimitero della Certosa di Ferrara, anticamente situata in una Lucrezia Borgia.
zona decentrata, come voleva la tradizione dei certosini, fu in
seguito compresa all'interno delle mura cittadine con
l'Addizione Erculea. Quando i certosini vennero espropriati della chiesa con l'arrivo
dell'esercito napolelonico l'edificio passò, nel 1813, tra le proprietà del comune di Ferrara
che riaprì la chiesa al culto e trasformo l'antico convento nel cimitero monumentale.
L'interno è costituito da un'unica navata dotata di sei cappelle il cui progetto è attribuito a
Biagio Rossetti.
Tombe degli Estensi, ospitate nel monastero del Corpus Domini, sorto tra il 1415 ed il
1431.[66]
Cimiteri monumentali
Cimitero monumentale della Certosa di Ferrara, include
anche la chiesa di San Cristoforo alla Certosa e venne
fondato come monastero certosino nel 1452, per volere
di Borso d'Este
Architetture civili
Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzi di Ferrara.
Teatri
Teatro comunale (XVIII secolo), è il teatro principale
della città. Quando se ne decise la costruzione ne
esistevano già altri in città, ma si sentì la necessità di
una struttura nuova e maggiormente rappresentativa.
Furono scelti gli architetti Antonio Foschini e Cosimo
Morelli e venne decisa anche la sede ma all'inizio
sorsero problemi sul progetto e solo dopo anni di ritardi i
lavori ripresero per essere riaffidati ancora a Foschini e
Morelli. Nel 2014 il teatro è stato dedicato alla memoria La grande sala del teatro comunale
di Claudio Abbado, che ne fu a lungo direttore artistico. di Ferrara, con la platea ed i cinque
Teatro Nuovo, è il secondo della città per importanza, ordini di palchi.
inaugurato nel 1926. Sino al 2006 la sala veniva usata
anche come cinema.
Sala Estense è all'interno del palazzo municipale. All'origine fu la chiesa della casata
estense poi, sconsacrata, venne utilizzata per altri scopi. Attorno al 1925 venne riadattata e
divenne sala cinematografica e dopo anche teatro o spazio per conferenze, concerti e
manifestazioni. Spesso ospita la compagnia teatrale dialettale Straferrara.
Teatro Verdi, è stato attivo sin quasi alla fine del XX secolo, poi venne chiuso
definitivamente.[70]
Architetture militari
Mura di Ferrara, sono costituite da una cinta fortificata che è
andata espandendosi da quando i bizantini, attorno al VI
secolo, ne costruirono il primo nucleo. In seguito assunsero
una disposizione allungata sulla riva a nord del Po unendo il
Castello dei Curtensi con Castel Tedaldo. Le varie addizioni
cittadine successive fecero assumere a queste fortificazioni
il loro aspetto definitivo, che raggiunsero con l'Addizione
Erculea, durante il governo di Ercole I d'Este.
Bastioni e porte fortificate, posizionate lungo le mura,
Le mura di Ferrara ed il sottomura meritano un'attenzione particolare per le loro caratteristiche
nella zona est, nelle vicinanze di via architettoniche o l'utilizzo che se ne è fatto nel tempo. Porta
Pomposa degli Angeli che fu a lungo impiegata come spazio
espositivo ne è un esempio, oppure il Torrione di S.
Giovanni, usato come ambiente per concerti Jazz.
Castello Estense (chiamato anche Castello di San Michele
perché la prima pietra fu posata il 29 settembre, giorno di
San Michele) venne edificato nel 1385 come fortezza
militare su progetto di Bartolino da Novara. Partendo dalla
già esistente Torre dei Leoni vennero costruite altre tre torri
ed una nuova struttura difensiva ad unirle. Nel 1476 Ercole I
d'Este iniziò a trasformare il castello in palazzo adatto alla
sua corte facendogli assumere la funzione sino ad allora
Porta Mare (detta anche porta San assolta dal Palazzo Municipale. Divenne così una reggia
Giovanni) col torrione di San rinascimentale e, di fatto, l'edificio monumentale più
Giovanni sulla cinta muraria di importante di Ferrara.
Ferrara, come appariva all'inizio del Completamente scomparsa la fortificazione di Castel
XX secolo. Tedaldo, distrutta per edificare la fortezza papale che a sua
volta è stata quasi completamente demolita.
Quartiere medievale che ospitava il Castello dei Curtensi.
Conserva ancora tracce della primitiva fortificazione nella disposizione delle vie che
sembrano seguire le antiche mura.
Siti archeologici
Non sono presenti sul territorio del comune siti archeologici, ma
ve ne sono alcuni di grande importanza nel territorio provinciale.
Il più vicino si trova a Voghenza, e si tratta della necropoli romana
con 67 tombe risalenti al periodo compreso tra il I ed il III secolo.
Molti dei reperti del sito sono esposti al Museo civico di
Portaunguenti in pasta vitrea di
Belriguardo.[71]
manifattura fenicia o rodia, 450-250
a.C. esposti nel Museo Archeologico
In Valle Pega (Comacchio) c'è la pieve paleocristiana di Santa
nazionale di Palazzo Costabili
Maria in Padovetere (VI secolo) e nel sito, nel 2015, sono stati
trovati i resti lignei di una nave di circa 15 metri e ben
conservata.[72] Il Museo archeologico nazionale di Ferrara (noto
anche come museo di Spina) raccoglie i reperti archeologici venuti
alla luce nel 1922 durante gli interventi di bonifica delle valli di
Comacchio.[73][74]
Aree naturali
Parco Massari, che prende il nome dal vicino palazzo
Massari ed è il più ampio parco dentro le mura di Antiche imbarcazioni conservate nel
Ferrara. Nel XIX secolo i conti Massari, acquisendo il
Museo Archeologico Nazionale di
palazzo, lo modificarono trasformandolo in un tipico
Palazzo Costabili
giardino all'inglese.[75]
Orto botanico dell'Università di Ferrara, di fronte al parco
Massari, risente della tradizione ottocentesca di dotare
ogni grande città universitaria di un orto botanico. L'orto
botanico è parte integrante dell'Istituto di botanica che
aveva sede nel palazzo Turchi di Bagno, e viene
utilizzato per la conservazione, la cura e la ricerca da
parte di professori e studenti delle facoltà di Scienze
dell'Università degli Studi di Ferrara, oltre ad essere
meta di visitatori e turisti.
Parco Pareschi, in Entrata principale del Parco Massari
corso della in corso Porta Mare.
Giovecca, è aperto al
pubblico dal 2002.
Parco urbano Giorgio Bassani, un tempo riserva di
caccia e svago degli Estensi e che costituiva anche
un'importante area per la difesa territoriale. Era
accessibile dal Castello Estense percorrendo corso
Ercole I d'Este ed attraversando la Porta degli Angeli,
inaugurata nel 1492 e chiusa ufficialmente nel 1598,
Parco Pareschi
quando gli Estensi trasferirono la loro corte a Modena.
La porta fu poi aperta
in modo irregolare
sino al 1700. Recentemente dalla città vi si accede con
un varco aperto nella mura, in corrispondenza dei
Rampari di Belvedere, attraverso via Azzo Novello. Si
estende a nord dalle mura cittadine e nei progetti
dovrebbe spingersi sino al Po, occupando di fatto
un'area enorme attualmente utilizzata per l'agricoltura e,
a Pontelagoscuro, occupata dai resti di uno
zuccherificio. È la più grande area verde fuori dalle mura
della città dotata di attrezzature, piste ciclabili, un Parco urbano Giorgio Bassani
laghetto ed ampie aree a prato. Ospita la manifestazione durante la manifestazione della
del Ferrara Balloons Festival e la Vulandra (Festival Vulandra.
internazionale degli Aquiloni). Rientrano nei suoi confini
il Centro Natatorio Comunale di Via Riccardo Bacchelli,
con piscina coperta e scoperta, la sede del CUS Ferrara Golf, gli impianti sportivi della
facoltà di Scienze Motorie dell'Università degli Studi di Ferrara ed il campeggio Comunale
Estense, tutti in Via Gramicia.
Il polmone verde delle mura cittadine viene utilizzato da praticanti di sport amatoriali o per
semplici passeggiate. In alcune zone si amplia notevolmente, e forma veri e propri parchi,
come succede ad esempio alla fine di via XX Settembre, in
viale Alfonso d'Este, nel cosiddetto Montagnone (che
spesso in certi periodi dell'anno ospita luna park itineranti),
oppure nella zona di viale 4 novembre, un tempo Fortezza,
antica area fortificata di cui sono rimasti due bastioni esterni
dopo la sua distruzione. A breve distanza si trova la piazza
dell'acquedotto, poi ci sono i Giardini della Stazione, i
giardini di Viale Cavour e il verde di Piazza Ariostea. A
Ferrara è ancora possibile scoprire, entro le mura cittadine,
uno scorcio incredibile di campagna, come se non si fosse
Via delle Vigne dentro la città. Partendo da piazza Ariostea e proseguendo
per via Folegno e via delle Vigne si raggiunge un incredibile
spazio aperto con campi. Tipici infine i numerosissimi
giardini privati che si trovano nascosti tra le mura degli antichi palazzi medievali e
rinascimentali.
Società
Evoluzione demografica
Abitanti censiti[76]
Dati aggiornati si trovano in Comuni d'Italia per popolazione. La tendenza sembra essere quella di una
progressiva diminuzione di residenti, anche se non costante anno dopo anno.[77]
Secondo le analisi del comune di Ferrara la comunità che ha avuto il maggior incremento a partire dal
2004 è stata quella rumena. Ucraini, moldavi e albanesi sono risultati in crescita rallentata mentre
marocchini e soprattutto nigeriani in forte aumento. Dal 1997 al 2007 la percentuale di cittadini stranieri
residenti è passata dal 0,9% al 10,3%.[79]
Questi dati percentuali (10,3%) sono leggermente più contenuti della media fatta registrare a livello
regionale (12% tra tutti i residenti)[80] ma leggermente più elevati della media nazionale (8,5% tra tutti i
residenti).[81]
Lingue e dialetti
Nella città ed in provincia, oltre all'italiano, è parlato il dialetto ferrarese (frarés), simile nella grammatica
agli altri dialetti emiliani, ma con accento ed inflessioni del tutto proprie ed influenze semantiche dal
vicino Veneto. Il ferrarese è parlato anche in alcune zone limitrofe del basso Polesine e dell'Oltrepò
Mantovano. I dialetti di Copparo, Bondeno o Argenta differiscono dal ferrarese cittadino ed al contempo
sono leggermente diversi tra loro. A Comacchio e nella zona valliva il dialetto è marcatamente diverso ed
è considerato dialetto a sé.[82]
Alcuni termini e regole grammaticali del dialetto ferrarese sono simili a quelle della lingua francese. Ad
esempio, l'uso del soggetto è sempre obbligatorio, nella forma riflessiva la particella precede il verbo e
nelle forme interrogative si applica l'inversione soggetto/verbo. Tali analogie, comuni peraltro a quasi
tutti i dialetti dell'Italia Settentrionale, vengono da molti erroneamente ricondotte alle dominazioni
straniere del passato.[83]
Religione
La maggioranza della popolazione si professa cattolica ma non ci sono dati aggiornati sulle percentuali
dei fedeli praticanti. Ferrara appartiene all'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio che comprende in totale 172
parrocchie[84]. Sono presenti cristiani ortodossi in numero consistente[85] ed evangelici riformati. Occorre
poi ricordare l'UCEBI[86], le Chiese evangeliche riformate battiste in Italia[87], le Assemblee di Dio in
Italia[88] e la Chiesa Evangelica Cinese in Italia[89].
Grande importanza ha avuto ed ha la comunità ebraica. Fino al 1859 nel centro storico esisteva il ghetto e
dai primi anni del XXI secolo ha aperto il Museo nazionale dell'ebraismo italiano e della Shoah.[90].
Sono presenti i Testimoni di Geova[91] e due diverse comunità di
cattolici tradizionalisti non riconosciute dalla Chiesa cattolica
(quindi indipendenti dall'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio):[92] la
Fraternità sacerdotale San Pio X, fondata da monsignore Marcel
Lefebvre[93] e l'Istituto Mater Boni Consilii, legato alla tesi di
Cassiciacum.
Tradizioni e folclore
Palio di Ferrara, che si svolge l'ultima domenica di Sede del museo nazionale
maggio in Piazza Ariostea, è la manifestazione dell'ebraismo italiano e della Shoah.
tradizionale più antica della città. Le cronache ferraresi
riportano l'esistenza di festeggiamenti e giochi già a
partire dal 1259, quando gli Estensi vinsero una guerra contro Ezzelino III da Romano,
comandante delle truppe imperiali. Venne riproposto nel 1933, quando si tenne una
memorabile Mostra del Quattrocento ferrarese al Palazzo dei Diamanti voluta da Italo Balbo
e Renzo Ravenna e ritornò ininterrottamente dopo la seconda guerra mondiale.
Cultura
Ferrara è legata a molte personalità che, nel corso dei secoli, hanno lasciato un'eredità importante.
Di Ludovico Ariosto si può visitare la casa, in via Ariosto.[98] e il monumento funebre nella Biblioteca
comunale Ariostea. Gli venne dedicata nel 1933 una memorabile mostra per il suo quattrocentesimo[99]
Dosso Dossi[100] fu il pittore più rappresentativo (con Benvenuto Tisi da Garofalo), tra gli artisti della
corte estense nella prima metà del XVI secolo. Lavorò ad esempio ai camerini d'alabastro e purtroppo
molte sue opere vennero poi disperse con la devoluzione di Ferrara, portate in alcuni casi a Modena (poi
conservate alla Galleria Estense), a Roma o in altre città.[101]
Torquato Tasso lavorò alla corte di Alfonso II d'Este e vi trascorse anni importanti, creativi ma anche
problematici. Fuggì da Ferrara, vi tornò, venne imprigionato nel Castello Estense per sette anni in una
cella[102] (poi divenuta famosa per questa circostanza) dell'allora ospedale Sant'Anna.[103]
Giovanni Boldini fu il massimo pittore ferrarese degli ultimi
secoli. Lasciò la città natale abbastanza presto perché giudicata
poco stimolante per la sua ricerca artistica. Era sedotto dalla
bellezza femminile che poi trasferiva mirabilmente sulla tela:
"Boldini sapeva riprodurre la sensazione folgorante che le donne
sentivano di suscitare quand’erano viste nei loro momenti
migliori" disse di lui Cecil Beaton[104]. Nel 1935 venne istituito il
Museo Giovanni Boldini[105], a Ferrara, e da allora si sono
susseguite iniziative anche fuori dalla città estense[106] con mostre
ed omaggi all'illustre artista morto a Parigi ma tornato a riposare Casa di Giovanni Boldini in via
nella Certosa cittadina.[107] Savonarola, a Ferrara
Giorgio Bassani, nato da una famiglia ebraica di origini ferraresi, celebrò con le sue opere la gente di
Ferrara, con i suoi vizi e le sue virtù. Dal suo romanzo più famoso, Il giardino dei Finzi-Contini è stato
tratto un film girato in città da Vittorio De Sica ed i turisti cercano inutilmente il giardino di Micol.[112] A
Ferrara si può vedere, passando in via Cisterna del Follo, la sua magnolia [113], inoltre, nella città estense,
la fondazione Giorgio Bassani ha sede nella casa di Ariosto[114] (una seconda sede si trova a
Codigoro[115]) ed allo scrittore è stata intitolata una biblioteca comunale. Dal 2000 riposa nel cimitero
ebraico di via delle Vigne.
Florestano Vancini ha usato l'arte cinematografica per descrivere Ferrara, spinto dal suo amore per il
luogo natale e dall'impegno politico.[116] Suo è il film La lunga notte del '43, tratto dal racconto di
Bassani. Ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Bronte[117] ed una laurea honoris causa in filosofia
dall'Università degli Studi di Ferrara.[118] Riposa nella Certosa di Ferrara.
Vittore Veneziani fu uno dei più importanti direttori di coro italiani nel periodo a cavallo tra le due guerre,
direttore del coro della Scala di Milano fu anche apprezzato autore di musica vocale.
Adriano Franceschini, maestro di scuola elementare, ricercatore ed epigrafista, è stato la massima figura
di studioso[119] espressa dalla cultura ferrarese nel XX secolo. Come Paolo Ravenna e Luciano
Chiappini[120] ha indagato sulla storia della città a partire dal periodo medievale, ha raccolto il frutto delle
ricerche su quaderni che poi gli hanno permesso di pubblicare testi usati da esperti a livello
internazionale. Malgrado l'indole riservata ha dovuto accettare riconoscimenti prestigiosi come una laurea
honoris causa in lettere[121] dall'Università degli Studi di Ferrara ed una medaglia d'argento dalla
Presidenza della Repubblica come benemerito della cultura e dell'arte.[122]
Istruzione
Biblioteche
Biblioteca comunale Ariostea. La sede è in palazzo Paradiso, che fu costruito nel 1391
come delizia estense. È in via delle Scienze 17, all'angolo con via Giuoco del Pallone.
Conserva la tomba di Ludovico Ariosto.
Archivio storico comunale e Centro di Documentazione Storica (Centro Etnografico
Ferrarese del Comune di Ferrara). Le sedi sono nello stesso edificio in via Giuoco del
Pallone, 8.[123][124]
Biblioteca comunale Dino Tebaldi, San Giorgio. Si trova in via Ferrariola, 12, vicino alla
Basilica di San Giorgio fuori le mura.[125]
Biblioteca comunale Gianni Rodari. Si trova in viale Krasnodar, 102.[126]
Biblioteca comunale Giorgio Bassani. La sede è in via Grosoli 42, nel quartiere Barco.[127]
Biblioteca comunale Aldo Luppi. Si trova nella frazione di Porotto.
Biblioteche del Sistema Bibliotecario di Ateneo dell'Università degli Studi di Ferrara, sedi
diverse.[128]
Ricerca
Centro Inquinamento Ambienti alta Sterilità (CIAS), istituito nel 2015 presso l'Università degli
Studi di Ferrara con la partecipazione di Dipartimento di Architettura e Dipartimento di
Scienze Mediche. Si interessa di sanificazione in sicurezza di reparti ospedalieri, di
riduzione del rischio di infezioni per l'uomo (all'interno dei nosocomi) e per gli animali
nell'allevamento moderno, degli operatori negli ospedali, in particolare nelle sale operatorie,
di efficienza energetica e di procedure di sicurezza in casi particolari.[129]
Camera anecoica acustica, laboratorio di ricerca, certificazione e sperimentazione del
dipartimento di ingegneria dell'Università degli Studi inaugurata nel 2008. Si presta a
esperimenti nel campo del rumore e della potenza sonora, e viene utilizzata per
certificazioni industriali.[130]
Scuole
A Ferrara sono presenti scuole di ogni ordine e grado e vari istituti di formazione professionale. Alcune
scuole hanno particolari motivi di interesse storico ed artistico, o vi hanno studiato personalità che in
seguito hanno raggiunto notorietà o fama anche a livello internazionale. A solo titolo di esempio si
ricordano le seguenti:
Scuola elementare Alda Costa, che fu costruita negli anni trenta del Novecento
dall'ingegnere Carlo Savonuzzi. L'edificio è in cotto e caratterizzato da un'alta torre con
relativo orologio, il tutto decorato da interventi geometrici e dall'uso del cemento a vista.
Scuola elementare Poledrelli, costruita nel 1928 sempre su disegno di Carlo Savonuzzi.
Scuola elementare Ercole Mosti. La sua sede è villa Revedin, fatta erigere nel 1738 da
Francesco III d'Este. Successivamente fu acquistata dai conti Revedin ed infine comprata
dal Comune nel 1928.
Liceo Ariosto, fondato nel 1860 in via Borgo dei Leoni e
poi trasferito dal 1976 in via Arianuova. Dal 2005 il liceo
ospita nei suoi spazi aperti il laboratorio didattico di
archeologia Nereo Alfieri. Questo antico istituto ha avuto
tra i suoi studenti Giorgio Bassani, Michelangelo
Antonioni, Vittorio Sgarbi e Daria Bignardi.
Liceo scientifico Antonio Roiti, che prese il nome dal
fisico Antonio Roiti e che tra i suoi studenti ha avuto, tra
gli altri, Dario Franceschini.
Il liceo scientifico Antonio Roiti negli
anni '70
Università
L'università degli Studi di Ferrara,
che venne fondata dal marchese Alberto V d'Este nel 1391 su concessione di
papa Bonifacio IX, è una delle quattro università presenti in Emilia-
Romagna. Conta 12 dipartimenti, a cui si aggiungono la scuola di medicina e
la scuola di farmacia e prodotti della salute.
Media
Stampa
La Nuova Ferrara
il Resto del Carlino - Edizione di Ferrara
Quotidiani storici a Ferrara sono stati[133][134] L’Avviso Patriottico (diffuso con pochi numeri nel 1797), Il
Giornale del Basso Po (stampato solo nel 1798), Giornale Ferrarese (il primo giornale pensato con
impostazione moderna), Gazzetta Ferrarese (diffusa tra il 1848 e il 1929), La Domenica dell'Operaio (a
partire dal 1895), Corriere Padano (fondato nel 1925 da Italo Balbo e diretto a lungo da Nello Quilici.
Chiuse nel 1945 e vi scrissero, tra gli altri, Giorgio Bassani, Luigi Preti e Michelangelo Antonioni).
Radio
Televisione
Telestense, emittente locale principale. Dal 1976 trasmette notizie sul territorio provinciale e
regionale. Si avvale pure dei servizi nazionali di TV2000 e riporta informazioni anche della
provincia di Rovigo. Arriva anche alle province di Bologna, Ravenna, Modena, Mantova,
Verona, Padova e Venezia.
Telecentro
Telesanterno
Canale Italia
Arte
La scuola ferrarese nacque presso la corte estense durante il rinascimento ferrarese, e copre il periodo
compreso tra il XIV ed il XVII secolo. Tra i suoi esponenti più noti: Cosmè Tura, Francesco del Cossa,
Ercole de' Roberti, Dosso Dossi, Girolamo da Carpi, Benvenuto Tisi da Garofalo e Sebastiano Filippi.
Alla scuola ferrarese venne dedicata l'esposizione che nel 1933 ebbe un successo notevole per l'epoca,
con oltre settantamila visitatori (tra questi i Principi di Piemonte e Vittorio Emanuele III di
Savoia).[138][139]
Teatro
La città di Ferrara non ha un suo teatro stabile. Dal 1931 è attiva la compagnia dialettale Straferrara.[140]
Sul territorio sono presenti l'associazione culturale Ferrara Off[141] e il teatro Nucleo.[142] Dal 1998 era
stata in attività la compagnia di teatro Instabile Urga, che si è sciolta nel 2012.[143] Dal 2008 al 2011
questa compagnia aveva organizzato il Barcollanti Festival[144]
Cinema
A partire dal 1902, Ferrara è stata scelta da numerosi registi per
ambientare i propri film. Tra questi, i principali titoli sono:
Musica
L'orchestra a plettro Gino Neri ha una tradizione musicale che inizia nel 1898, ha ricevuto importanti
riconoscimenti ed è convenzionata con il Conservatorio Cesare Pollini di Padova.[145][146][147] La banda
filarmonica comunale Ludovico Ariosto è attiva dal 2014.[148]
Cucina
La cucina ferrarese vanta un buon numero di specialità locali che vengono da una tradizione risalente
all'epoca medioevale e dalla cultura contadina. È stata influenzata dalle province vicine, quindi ha piatti
in comune con la cucina emiliana ed anche con quella veneta.[149][150]
Dal 2015 viene organizzata Mangiafexpo, una grande festa del cibo di Ferrara.[151]
Tipici sono i cappellacci di zucca, simili a quelli mantovani, solitamente serviti con ragù di carne e solo
in tempi più recenti al pomodoro o al burro. Molto consumati sono i cappelletti e i passatelli in brodo.
Altri primi tradizionali sono il pasticcio di maccheroni alla ferrarese nelle versioni dolce (ricoperto di
pasta frolla) e salata (ricoperto di pasta sfoglia) e le tagliatelle, secondo la tradizione create alla corte
estense.[154][155] La salama da sugo è forse il piatto più rappresentativo della città, un salume di carni di
maiale tipico della zona, cotta e servita calda con purè di patate in inverno oppure affettata fredda
d'estate. Era apprezzata anche da chi non avrebbe dovuto mangiare carne di maiale, come il podestà ebreo
amico di Italo Balbo che, anche se una sola volta all'anno, la metteva in tavola.[156] Da ricordare anche
piatti a base di anguille, tradizione che arriva dalla zona di Comacchio.
Il pampapato[157] è il dolce più noto, consumato nel periodo natalizio, e molto diffusi sono anche la zuppa
inglese, la tenerina e la ciambella[158]. Degni di nota sono anche i tamplun, frittelle di castagne, uvetta e
pinoli e le mistocchine, frittelle di farina di castagne[159]
I vini i più noti del territorio sono quelli del bosco Eliceo, che hanno origini legate al periodo di Spina e si
sono poi ottenuti probabilmente da innesti con vitigni portati da Renata di Francia, consorte del duca
Ercole II d'Este.[160]
Altri prodotti tradizionali della provincia sono l'aglio di Voghiera e il riso di Jolanda di Savoia.[161]
Eventi
Il Teatro Comunale "Claudio Abbado" nella stagione propone danza,
concerti e prosa.[162]
Il Jazz Club Ferrara (Torrione di San Giovanni Battista) presenta
musicisti Jazz di alto livello. Vince il titolo di miglior Jazz Club Italiano
del 2010.[163]).
Ferrara Sotto le Stelle fa arrivare in piazza Castello in estate artisti
della musica italiana e internazionale.
Il Ferrara Buskers Festival, dal 1987 nell'ultima settimana di agosto, fa
Jazz Club Ferrara nel arrivare in città artisti di strada da ogni parte del mondo.[164]
torrione di San
Rock a Ferrara istituito nel 1993 e
Giovanni.
dedicato alla musica indipendente.
Nel parco urbano Giorgio Bassani
si svolgono due manifestazioni importanti. In settembre
si svolge il Ferrara Balloons Festival, un festival di
mongolfiere conosciuto in Italia e in Europa. Tra il 23
(festa patronale) e il 25 aprile (anniversario della
liberazione d'Italia) è il momento della Vulandra, un
festival degli aquiloni che attira turisti e residenti.[165]
Nel 2007 si è tenuto il primo festival di giornalismo Ferrara Balloons Festival
organizzato dalla rivista Internazionale, Internazionale a
Ferrara, che in tre giorni ha fatto arrivare oltre 17 000
persone. Rivelatosi un successo, è stato nuovamente riproposto.
Dall'ultimo decennio del XX secolo si tiene il Salone Internazionale del Restauro, dei Musei
e delle Imprese Culturali.[166]
Geografia antropica
Urbanistica
La storia di Ferrara iniziò quando la sede vescovile di Voghenza, a causa della migrazione longobarda,
venne trasferita nell'allora lingua di terra creatasi tra i due rami del fiume Po (il Po di Volano e il Po di
Primaro). Qui il borgo di San Giorgio rappresentò la prima area di urbanizzazione, la Ferrariola, e vi si
eresse la basilica di San Giorgio fuori le mura. Quella fu la genesi urbanistica di Ferrara e non la
migrazione dalla città etrusca di Spina (decaduta, sostituita da Ravenna e interrata per avanzamento della
costa). Lentamente poi parti di popolazione sempre più consistenti si spostarono sulla sponda a nord del
Po, dove si estendeva un vasto territorio sul quale sorse la città del medioevo.
L'urbanizzazione avvenne per addizioni. Partendo da due nuclei fortificati si formò una prima città lineare
che poi, con ampliamenti successivi, crebbe principalmente verso nord. I principali furono[167]:
Il tessuto urbano della città può essere suddiviso in due parti distinte attraverso il confine segnato
dall'asse viario di corso della Giovecca e viale Cavour che taglia nettamente la città. A sud vi è l'antica
zona medioevale col Castello Estense, la cattedrale e il borgo San Giorgio, fuori dalla mura. A nord vi è la
città rinascimentale, con parte degli insediamenti più recenti all'interno delle mura, in particolare nell'area
in direzione del quartiere Barco.
Il corso della Giovecca è stato per secoli un canale a nord della cinta muraria, uno spazio che distingueva
il dentro dal fuori, un ostacolo sia fisico sia psicologico. Lo sviluppo della piazza Nuova (poi piazza
Ariostea), nel progetto di Rossetti, avrebbe dovuto essere diverso, e quasi certamente il suo destino era
quello di avere attorno, su tre lati, un porticato. Avrebbe dovuto diventare un mercato, centro di traffici
urbani. Le previsioni non furono rispettate e le nuove aree comprese dall'addizione di Ercole I non furono
subito sfruttate per costruirvi abitazioni da parte della popolazione. Ne approfittarono solo le grandi
famiglie, che vi trovarono spazi economici le loro dimore ampie e con giardini, mentre gli altri ferraresi
preferirono rimanere nella parte storica della città, dove l'abitudine ed il timore del nuovo li
tratteneva.[171]
Frazioni
Aguscello, Albarea, Baura, Boara, Bova di Marrara, Casaglia,
Cassana, Chiesuol del Fosso, Cocomaro di Cona, Cocomaro di
Focomorto, Codrea, Cona, Contrapò, Corlo, Correggio, Denore,
Focomorto, Fondo Reno, Fossadalbero, Fossanova San Biagio,
Fossanova San Marco, Francolino, Gaibana, Gaibanella, Gorgo,
Malborghetto di Boara, Malborghetto di Correggio, Marrara,
Monestirolo, Montalbano, Parasacco, Pescara, Pontegradella,
Pontelagoscuro, Porotto, Porporana, Quartesana, Ravalle,
Sabbioni, San Bartolomeo in Bosco, San Martino, Sant'Egidio,
Spinazzino, Torre Fossa, Uccellino, Viconovo, Villanova.
Economia
L'economia si è sempre basata sull'agricoltura e nella prima parte
del XX secolo la grande proprietà terriera fu una forza importante
a livello locale. All'inizio del ventennio fascista sostenne lo
squadrismo per contrastare le rivendicazioni sindacali. La nascita
delle corporazioni mutò in seguito i rapporti eliminando la lotta di
classe e imponendo regole che esaltavano le competenze dei
lavoratori con manifestazioni e fiere senza concedere
riconoscimenti economici. Si puntò anche sull'industrializzazione
senza ottenere il successo sperato e intanto la crisi nel settore della
Palazzo della Camera di
canapa fece lievitare il numero dei disoccupati in agricoltura (oltre Commercio.
70.000 senza lavoro) mentre la grande depressione peggiorò la
situazione.[172] Nel secondo dopoguerra si ebbe un periodo di
espansione economica che tuttavia si esaurì e con la fine del secolo l'intero territorio provinciale entrò
nuovamente in difficoltà.
I motivi di criticità nel XXI secolo sono la vicenda Cassa di Risparmio di Ferrara, i problemi industriali,
la difficoltà crescente del piccolo commercio[173] e l'invecchiamento della popolazione.[174][175] Già in
precedenza tuttavia non erano mancate le difficoltà.
È interessante ricordare come iniziò e poi si concluse la dismissione dell'intero
settore saccarifero, con conseguenze sull'agricoltura e sull'industria, con
diminuzione delle aree dedicate alla coltivazione della barbabietola da zucchero
e la chiusura di stabilimenti storici nel comune, a Pontelagoscuro[176], e in
provincia, a Codigoro[177].
Agricoltura
Il settore agricolo interessa l'intero territorio provinciale che,
storicamente, è un'area a vocazione agricola da secoli, con parti
coltivate da molto tempo ed altre di bonifica più recente. Tra le
coltivazioni più comuni vi sono i cereali (frumento e mais), i
prodotti tipici dell'orto, i frutteti[181] e le viti, mentre un tempo
erano numerosi i campi con barbabietola da zucchero e canapa.
Per ottenere la fibra dalla canapa, poi utilizzata dall'industria
tessile, serviva macerare gli steli della pianta uniti a formare
enormi zattere in stagni artificiali, i maceri, che hanno Macerazione della canapa nel
ferrarese
caratterizzato per anni la campagna ferrarese. Dai braccianti
addetti alla coltivazione
della canapa nacquero i
primi movimenti sindacali
nel ferrarese.[182][183] Il
settore entrò in difficoltà
quando crollò il prezzo
della fibra in seguito
all'introduzione, fuori
dall'Italia, di nuove materie
Vendita di pesce appena pescato prime per la produzione di Visita alla biennale ortofrutticola
sul porto canale di Porto Garibaldi. filati per i tessuti alla fine internazionale di Ferrara (Eurofrut
degli anni venti ma la 69) che si tenne in città nel
settembre 1969.
coltivazione continuò
[172]
ancora per circa un cinquantennio.
Per diversi anni nel secondo dopoguerra a Ferrara si tennero fiere biennali ortofrutticole
internazionali[184] a riprova dell'importanza avuta dal settore per l'economia territoriale. La base
occupazionale della provincia raggiunge l'8,3% ovvero il tasso più elevato di tutto il nord-est d'Italia con
8.763 industrie attive nel settore e 180 000 ettari di superficie agraria complessiva.
Una particolare parabola ha interessato il Consorzio Agrario Provinciale, fondato nel 1929 e fallito dopo
quasi un secolo, confluito nel Consorzio dell'Emilia.[185][186]
Alle problematiche legate all'agricoltura si è dedicata a lungo la rete televisiva locale Telestense con la
trasmissione Agreste che ha concluso il suo ciclo nel 2016.[187]
Anche la pesca ha un ruolo di rilievo nell'economia locale ed il 55% dei 3.000 addetti nell'Emilia-
Romagna è nella provincia, con un totale di 1.135 imprese attive. Il pescato che si ottiene nei comuni di
Goro e Comacchio raggiunge circa i 100 000 quintali. Il 53% del totale viene venduto ai mercati
all'ingrosso della regione.
Artigianato
«Ci sono momenti nei quali l'arte raggiunge quasi la dignità del lavoro manuale»
La tradizione artigiana risale certamente ai secoli della fondazione della città ma è solo con la signoria
estense prima e con la legazione papale dopo che vennero formalizzate con appositi statuti le
corporazioni delle arti e mestieri. Queste associazioni avevano varie finalità, tra queste la difesa dei
mestieri come erano tramandati tradizionalmente ed una prima forma di mutuo soccorso. A Ferrara
furono numerosissime, e quelle con un maggior numero di aderenti furono: barbitonsori (barbieri),
callegari (calzolai), carradori (costruttori ed addetti alle carrozze), drappieri (produttori e commercianti
di stoffe), e poi ancora fornai, fruttaroli, casaroli, mastellari e così via. Queste corporazioni vennero in
gran parte disciolte nel periodo napoleonico. Qualche anno dopo rimanevano in città solo piccoli artigiani
indipendenti e poche attività artigianali di una certa dimensione. Queste ultime si limitavano
principalmente al mercato interno a causa, tra l'altro, del pessimo stato delle vie di comunicazione.
Attorno alla metà del XIX secolo erano presenti, con certezza, una conceria di pelli[189], qualche
pastificio, una piccola fabbrica di cappelli, un saponificio e poco altro.[190]
A Ferrara è presente l'associazione territoriale della CNA, alla quale sono associate oltre 5.000 imprese,
tra le quali molte artigiane,[191] inoltre è sede anche di Confartigianato Ferrara, al quale aderiscono circa
2.500 imprese.[192]
Il settore dell'artigianato ferrarese appare in progressiva crescita, addirittura più della media nazionale. Le
imprese artigiane ferraresi producono il 13,8% del valore provinciale rivestendo un ruolo fondamentale
nell'ambito del sistema produttivo locale caratterizzato da piccole aziende: 26.000 addetti operano nel
settore e il 35,5% degli imprenditori ferraresi è rappresentato da artigiani.
Ferrara è presente anche nella produzione artigianale artistica col settore della ceramica, della terracotta,
degli strumenti musicali, dei mobili artistici, della lavorazione del ferro battuto, del rame, del peltro e per
i laboratori di oreficeria e gioielleria.[193][194][195]
Industria
Notevole importanza ricopre l'area del Polo chimico di Ferrara, creato nel 1936 come SAIGS, divenuto
poi Montecatini, Monteshell, Montedison sino ad arrivare alla situazione del nuovo millennio con le
industrie LyondellBasell, Versalis, Syndial e Yara. Qui Giulio Natta, Premio Nobel per la chimica nel
1963, nel 1957 diede il via alla produzione del Moplen, il polipropilene da lui inventato.[196]
Ferrara è stata meta di importanti ricollocazioni di attività manifatturiere. Il 26,3% del prodotto
provinciale deriva dall'industria con un totale di 54 000 persone occupate in tale settore, delle quali
46 000 operanti nella trasformazione industriale e 8.000 nel settore edilizio-costruzioni che rappresentano
il 34,8% dell'intera occupazione provinciale. Il territorio ferrarese rimane tuttavia una delle aree meno
industrializzate dell'intera regione.[197]
Servizi
Teleriscaldamento
Parte della città utilizza una rete di teleriscaldamento alimentata da energia geotermica.
Turismo
Il turismo vive grazie alle offerte culturali e ambientali che città e provincia
riescono a proporre, ed alla rivalutazione del periodo estense. Il livello dei
settori museale e artistico della città hanno permesso la crescita dell'interesse da
parte di visitatori italiani e stranieri. Nella provincia è forte l'attrattiva esercitata
dai lidi di Comacchio e dal parco regionale del Delta del Po dell'Emilia-
Romagna.[199]
Infrastrutture e trasporti
Trasporti e vie di comunicazione a Ferrara comprendono essenzialmente autostrada e altre arterie stradali
e ferrovie. Importanza secondaria rivestono ancora il trasporto fluviale e aeroportuale.
Strade
Ferrara è collegata alla rete autostradale italiana grazie all'autostrada A13 con due caselli autostradali che
servono la città: Ferrara Nord e Ferrara Sud. È importante il Raccordo Autostradale Ferrara-Porto
Garibaldi, che porta ai Lidi di Comacchio.
Odonomastica e storia
Diverse vie cittadine ricordano nel loro nome le antiche corporazioni delle arti e mestieri: via Armari (da
corso Ercole I d'Este a viale Cavour), via Spadari (da viale Cavour a via Garibaldi), via Chiodaioli (che
arriva in via Carlo Mayr), via Cisterna del Follo (nella zona ad est della città), via Mascheraio (da via
Borgo dei Leoni a via Montebello). Altre strade, col tempo, hanno perso l'antico nome, come via degli
Orefici (ora parte di via Cortevecchia), via de' Sellai o via del Bocalaro.[190]
Piazze
Piazza Trento e Trieste è la piazza più importante della città, circondata da edifici storici
come la Cattedrale, il Palazzo di San Crispino, il teatro Nuovo e il palazzo Municipale. Il
marciapiede centrale viene chiamato listone ed ospita in parte il mercato settimanale
cittadino e numerose manifestazioni culturali, turistiche, economiche e promozionali in
diverse occasioni.
Piazza Ariostea è la piazza nuova voluta da Biagio Rossetti ed Ercole I d'Este nell'ambito
dell'Addizione Erculea. Ospita le gare del palio di Ferrara ed altre manifestazioni. Nelle
vicinanze si trovano palazzo Massari, Palazzo Rondinelli e Palazzo Strozzi-Bevilacqua.
Piazza del Municipio era un tempo il cortile interno del palazzo Municipale. È nota per lo
scalone d'onore in marmo con cupola cinquecentesca. Ha tre accessi: dalla piazza Duomo
attraverso il Volto del Cavallo (che ai suoi lati conserva le statue in bronzo di Niccolò III
d'Este e di Borso d'Este), da via Garibaldi e da via Cortevecchia, attraverso il Volto del
Cavalletto.
Corso Martiri della Libertà, che ha inizio da Piazza
Cattedrale e termina nel Largo Castello, in passato era
piazza del Commercio e vi si tenevano commerci di
derrate e animali. Sulla strada si affaccia il palazzo
Municipale, dotato nel 1503, per volontà di Ercole I
d'Este, di un loggiato con colonne di marmo, distrutto da
un incendio nel 1532. Su questa struttura, vi era una
sala in cui si svolgevano le rappresentazioni teatrali, e
dove Ludovico Ariosto faceva recitare le sue Commedie.
Nel palazzo risiedevano le principesse estensi, vi si
Piazza della Cattedrale e corso riuniva il Consiglio dei Dodici Sapienti (componenti il
Martiri della Libertà. Magistrato Ducale); viene utilizzato per gli uffici
comunali. Di fronte al municipio sorge il palazzo
arcivescovile raccordato all'antica sede vescovile
edificata già a partire dal XII secolo, della quale rimane il prospetto su via degli Adelardi. Sul
corso dominano la torre Marchesana e la torre dei Leoni del Castello Estense. Sul lato
opposto al Castello si trova il teatro Comunale, che racchiude la caratteristica rotonda
Foschini.
Piazza Savonarola si apre su corso Martiri della Libertà a fianco del
Castello Estense, è delimitata dalla Loggia dei Camerini del palazzo
Municipale e dalla via Coperta che collega il Palazzo al Castello. Al
suo centro c'è la statua di Girolamo Savonarola. Comunica con
piazza Castello tramite i fornici della via Coperta.
Piazzetta Sant'Anna è nella zona della città riqualificata negli anni
trenta dopo il trasferimento del vecchio ospedale del quale rimane
solo il portale di accesso con annesso chiostro e porticato, recuperati
dopo i lavori di restauro, e la cella del Tasso.
Piazza Cortevecchia è situata lungo l'omonima via, vicina a piazza Un punto poco
Trento e Trieste. È stata oggetto di continui cambiamenti e conosciuto della
ricollocamenti di edifici fino a perdere la sua funzione originale e città, il vicolo dei
diventare un parcheggio. A breve distanza dalla piazza, dalla vicina Duelli.
via Cortevecchia, è possibile accedere al caratteristico vicolo dei
Duelli di origini medievali.
Ferrovie
La stazione ferroviaria principale è la stazione RFI, in piazzale Stazione, 28. È servita da collegamenti
nazionali e regionali, compresa la linea ferroviaria Suzzara-Ferrara.[202][203]
La stazione di Ferrara Via Boschetto, sulla linea Ferrara-Codigoro, è gestita da Ferrovie Emilia-Romagna.
È presente la Stazione di Pontelagoscuro, presso l'omonima frazione, mentre a sette chilometri dal centro
c'è la fermata della Città del Ragazzo delle Ferrovie Emilia-Romagna, sulla linea per Codigoro.
Ferrara era servita da altre due linee ferroviarie di interesse regionale, la Modena-Cento-Ferrara e la
Ferrara-Copparo, gestite dalla Società Veneta e chiuse nel 1956.
Su rotaia esistevano le linee extraurbane Ferrara-Pontelagoscuro e
Ferrara-Codigoro, quest'ultima sostituita dalla ferrovia sopra
ricordata.
Porti
L'idrovia Ferrara-Ravenna adegua alle normative europee di
navigabilità il tratto del fiume Po (lungo 70 km) che collega
Ferrara con il Mare Adriatico.[204] Nel progetto la parte navigabile
La stazione RFI di Ferrara. In primo
unisce due scali principali, ancora non esistenti: la nuova conca di piano un deposito di biciclette
Pontelagoscuro e la nuova area dedicata di Porto pubbliche ad uso gratuito.
Garibaldi.[205][206]
Aeroporti
L'aeroporto di Ferrara è dedicato a Michele Allasia (pilota ferrarese durante la
prima guerra mondiale) ed è il principale aeroporto civile della provincia di
Ferrara. Ospita l'aeroclub di Ferrara. Non troppo lontani ci sono la base aerea di
Poggio Renatico e l'aeroporto di Prati Vecchi d'Aguscello.
Mobilità urbana
Ferrara è servita dal trasporto pubblico locale comprendente 12 linee urbane e più di 20 linee extraurbane.
I collegamenti sono garantiti su buona parte del territorio cittadino, mentre nelle frazioni vicine il servizio
è svolto dalle linee extraurbane e da linee "Taxibus" a chiamata. Il servizio è gestito da TPER.
In passato in città esisteva una rete tranviaria urbana poi sostituita
da una rete filoviaria, entrambe soppresse.
Impianto geotermico
La Centrale geotermica di Ferrara si trova a Casaglia, a circa 4 km dalla città ed è il principale impianto
italiano per lo sfruttamento dell'energia geotermica per il riscaldamento urbano, collegato alla rete del
teleriscaldamento che serve oltre 22.000 appartamenti. La rete ferrarese è un caso di eccellenza a livello
europeo[215], oltre ad farne l'infrastruttura per il riscaldamento urbano più ecosostenibile d'Italia.
Amministrazione
Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Ferrara.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
Gemellaggi
Ferrara è gemellata con le seguenti città[217]:
Nel febbraio 2004 ha siglato un patto di amicizia con la Daira di Smara, in segno di solidarietà con il
popolo Sahrawi, "volto all'incontro e allo sviluppo culturale e sociale dei due paesi".[220]