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MASAYOSHI

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MASAYOSHI

di
Gregorio Frau
e
Andrea Fantini
(Episodio 1)
NERO
RUMORE DI PUGNI tirati contro un sacco.

EST. NOTTE PIAZZA


In una piazza del centro, poco affollata, tra le luci dei
lampioni, alcuni passanti camminano. FURIO(40), alto, ben
piazzato, con la barba curata e vestito in divisa, è in
piedi sulla soglia di un hotel, mentre fuma una sigaretta.
Si guarda intorno: due persone che camminano, quattro amici
seduti al bar di fronte, la piazza quasi deserta. Furio
allora si appoggia con la spalla ad una colonna e fa un
altro tiro: il fumo che esce è accompagnato da un forte
SOSPIRO. Terminato il pacchetto di sigarette fa per tornare
alla propria macchina. Entra nella vettura, ripone la
pistola sopra il cruscotto, prende una sigaretta e fa per
accendere.
Improvvisamente nota una ragazza LUCREZIA(20) che cammina
trasversalmente al vicolo. È alta, bionda e riccia, cammina
infreddolita ma sicura. Furio la osserva taciturno e
attento. La ragazza gira l’angolo. Distoglie un secondo lo
sguardo per riprendere con l’accensione della sigaretta ma
vede un UOMO MISTERIOSO(), ben piazzato, anche lui tutto
vestito di nero, che segue la ragazza. Questo si volta verso
Furio e riprende la camminata. Al posto della faccia Furio
vede una maschera demoniaca giapponese. Furio resta
interdetto. Silenzio. Furio rimane per qualche istante
ancora in tensione. Improvvisamente un URLO FEMMINILE
SQUARCIA LA QUIETE. Furio, con sguardo vitreo, recupera la
pistola, esce di macchina ed inizia a correre verso
quell’angolo.

EST. NOTTE VIA

Appena girato, nota il corpo della ragazza per terra


appoggiata al muro in ginocchia. Furio ripone l’arma e
abbassa lo sguardo sulla vittima. Il sangue continua ad
uscire. Dalla bocca di lei fa capolino un garofano.
FADE OUT

NERO
RUMORE DEI PUGNI TIRATI CONTRO UN SACCO
2.

INT. GIORNO PALESTRA


Un sacco da boxe VIENE RIEMPITO DI PUGNI. Furio, vestito da
karateka con la cintura nera, sfodera calci e pugni. E’
sudato, ANSIMA ed URLA. Dietro alcune attrezzature,
ZENO(20), giovane, biondo, di corporatura esile, vestito
anche lui con un kimono, ma con la cintura blu, fissa il
maestro e SOSPIRA.

INT. NOTTE MACCHINA

La scena viene ripresa da una telecamera di sorveglianza


nascosta in macchina. Furio è alla guida, fissa taciturno la
strada. Zeno, accanto a lui, ha lo sguardo abbassato ed ogni
tanto prova a guardare il maestro come a voler comunicare
qualcosa, ma esita. Arrivano senza parlare alla casa di
Zeno.
ZENO
Grazie per il passaggio Maestro.
Stasera sei all’hotel?

FURIO
No.
ZENO
(uscendo dalla macchina)

Ci si vede lì stasera.
Zeno ha difficoltà ad aprire il bagagliaio e Furio è molto
scocciato.
ZENO
A stasera Maestro!
FURIO
Col cazzo.

Furio riprende a guidare.

INT GIORNO UFFICIO


Si vede, all’altezza del busto, un uomo di spalle seduto a
una scrivania. Una mano agile con un grosso anello scorre
veloce su una scrivania tra mouse e scartoffie. A un certo
punto l’uomo si alza e la mano resta penzoloni lungo il
fianco dell’uomo, si allontana e si congiunge con quella
dell’ospite, una forte stretta di mano tra i due. La mano
con l’anello va cenno all’ospite di accomodarsi.
3.

EST. NOTTE HOTEL


MICOL sta lavorando al computer della reception. Il
DIRETTORE(40) dell’hotel, uomo alto ed elegante, si avvicina
sbuffando.

DIRETTORE
Dov’è il guardiano?
MICOL
Dice che sta arrivando.

DIRETTORE
Non ho certo da perdere lo
chiami...
Micol tira su la cornetta del telefono, digita il numero,
aspett ache squilli, e passa la cornetta al direttore, che
sta andando su e giù per la stanza.
DIRETTORE
No ci parli lei. Gli dica:

Micol mette il vivavoce spazientita:


Senta Furio, io mi sono stancato di
ripetere sempre le stesse
cose...e...e sono stanco di sentire
le lamentele dei clienti: "la gente
davanti fa casino" e "il guardiano
notturno puzza di vodka" e
"risponde male" e "la mattina si
sente puzzo di piscio" e "tratta
male le ragazze". Ho già abbastanza
casini da gestire, non ho tempo di
stare dietro alle cose per cui lei
è stato assunto.
FURIO
(sottovoce)Io non bevo neanche la
vodka.

DIRETTORE
Come scusi? Vuole davvero
puntualizzare il liquore che si
scola. Lei ha alitato in faccia al
console americano...si rende conto?
Neanche fosse stato Barboun sarebbe
stato minimamente tollerabile.
FURIO
Mah, veramente è lui che si è
avvicinato a me per chiedermi dove
fosse la sua amichetta...
4.

DIRETTORE
Cosa? (rispondendo all’auricolare)
Was? Was zum Teufel meinst du
damit, sie wurde vom Zoll
angehalten, weil sie keine Papiere
hat? Sie ist minderjährige,
verdammtes Arschloch! Rufe die
Botschaft an, tatsächlich nein,
rufe zuerst Herrn Fabbri an.
Versuche dieses Chaos zu lösen, ich
brauche das Mädchen morgen Abend!
Ich kann keinen weiteren Kunden
verlieren...
Il direttore si allontana e continua a parlare in tedesco
all’auricolare. Micol prende la parola al telefono

MICOL
Aspetti un attimo...
Il direttore chiude la chiamata, ed esasperato si rivolge
nuovamente a Furio.

DIRETTORE
Le vede quante stelle ci sono
all’entrata?(PAUSA) Sa contare?! Ce
ne sono 5! Vogliono dire
eccellenza, è lei non è
assolutamente all’altezza. È solo
deprimente. Faccia un’altra cazzata
e io chiamo il suo superiore che me
la toglierà dalle palle prima che
possa farsi l’ultima sigaretta.

Riceve un’altra chiamata, e rispondendo in inglese torna


lontano dalla scrivania, Micol mette giù la chamata.

EST. NOTTE PIAZZA

Zeno, arriva davanti all’hotel e non trova Furio, si guarda


attorno, tira fuori il cellulare e legge il messaggio di
Furio: "sono in bagno un attimo".

INT. NOTTE CORRIDOIO

Nel corridio dell’Hotel, pieno di quadri, Furio cammina per


andare in bagno. Il mal di testa si fa sentire sempre di più
e Furio inizia ad appoggiarsi alla parete. Una donna,
ROSANNA(60), con un vestito lungo e viola, salendo le scale,
si accosta a Furio.
5.

ROSANNA
Orchidea?
Rosanna, non ricevendo risposte dallo stordito Furio,
continua a salire le scale.

INT. NOTTE BAGNO


Furio entra velocemente in bagno, costituito solo da un wc e
un lavandino con uno specchio. Furio subito apre il
rubinetto e inizia a sciacquarsi la faccia. Dalla porta
chiusa si SENTE UNA MUSICA D’AMBIENTE. Furio continua a
sciacquarsi la faccia. Una volta finito, si alza, si guarda
allo specchio e TIRA UN LUNGO SOSPIRO DI SOLLIEVO. La musica
finisce. Lentamente si asciuga il volto con la carta ed
esce.

INT. NOTTE CORRIDOIO


Furio esce dal bagno e chiude la porta. Improvvisamente URLA
e CADE A TERRA. Davanti a lui, c’è Rosanna morta sul
pavimento. Molteplici tagli sulla gola. Gli occhi
semichiusi. La bocca sporca di sangue. In mano tiene un
fiore. Furio, terrorizzato, rimane immobile a guardare lo
scempio. Improvvisamente arriva zeno, sporco di sangue e con
i vestiti strappati.

ZENO
(ansimando) Maestro, fuori...
Zeno SUSSULTA e si blocca alla vista del cadavere. I due si
guardano in silenzio.

(Episodio 2)

INT. GIORNO OMBRE CINESI


In una stanza totalmente immersa nel buio soltanto un telo
bianco è illuminato dietro. Si vedono le ombre di una
casetta e di un bosco.
NARRATORE(V.O.)
Bambini e bambine, questa è la
storia di Cappuccetto Rosso.
Entra in scena l’ombra di Cappuccetto Rosso.
NARRATORE(V.O.)
Cappuccetto Rosso è una piccola
bambina che abita vicino al bosco.
6.

Entra in scena l’ombra della Mamma.


NARRATORE(V.O.)
Un giorno la mamma le chiede di
portare una cesta di frutta alla
nonna che vive dentro il bosco.
Appare la cesta di frutta.
NARRATORE(V.O.)
Cappuccetto Rosso quindi si
incammina verso la casa della
nonna.
Lo scenario cambia, appaiono gli alberi ed un campo di
fiori. Poi entra in scena un lupo

NARRATORE(V.O.)
Mentre cammina appare un lupo che
le indica la strada. Cappuccetto
Rosso allora gli regala un fiore
continua a camminare.

Sulla scena appare la casetta della nonna.


NARRATORE(V.O.)
Cappuccetto Rosso bussa alla porta,
ma la porta è aperta. Decide quindi
di entrare.
Nella casa appare il lupo insieme alla nonna, mentre stanno
facendo dei mazzi di fiori.
NARRATORE(V.O.)
Cappuccetto Rosso vede il lupo
insieme alla nonna, insieme stanno
faccendo molti mazzi di fiori. SI
stanno divertendo e Cappuccetto
Rosso si unisce a loro.

Entra in scena un samurai. Uccide tutti i presenti e


raccoglie i fiori.
NARRATORE(V.O.)
Improvvisamente arriva un samurai
da una terra lontana. Con la sua
katana si scaglia contro il lupo
uccidendolo. Cappuccetto Rosso e la
nonna provano a scappare urlando,
ma il Samurai taglia le loro teste.

Il samurai rimane da solo in mezzo ai fiori e decide di


suicidarsi.
7.

NARRATORE(V.O.)
Infine, una volta rimasto solo, il
samurai raccoglie i fiori e decide
di uccidersi con la sua spada. Così
vissero tutti, felici e contenti.

NERO.

INT. NOTTE CORRIDOIO

Nel corridoio pieno di quadri dell’Hotel, Furio è disteso


per terra attonito. Davanti a lui, c’è il cadavere di
Rosanna, immersa nel sangue, con un fiore sul petto. Zeno,
poco più avanti, è con la bocca aperta che fissa il corpo,
ha i vestiti strappati ed insanguinati.

ZENO
(con le mani tra i capelli) Oh,
cazzo! Merda!
FURIO
(ansimando) Porca puttana...che
cazzo è successo?
ZENO
Cazzo! Cazzo! Cazzo!
FURIO
(mentre si rialza) Ok,
calmiamoci...merda!
Zeno si china sulle ginocchia e si copre il volto. Furio gli
si avvicina e tocca il giubbotto dell’allievo.

FURIO
Ma che cazzo hai fatto?
Zeno continua a tenersi la testa tra le ginocchia. Gli
tremano le braccia.

ZENO
(sighiozzando) Ero andato a
prenderti qualcosa al pub, sono
inciampato sullo zerbino e ho
rovesciato un drink addosso ad un
coglione che voleva fare
botte...Cazzo, cazzo, cazzo.
FURIO
Ragazzo, calmati! Rimani lucido!
8.

ZENO
(urlando) C’è una cazzo di donna
sgozzata e devo rimanere calmo?
FURIO
Basta! Ascoltami e finiscila! Furio
tende la mano ed aiuta a rialzare
Zeno ancora in stato di shock. I
due si guardano attorno.
FURIO
Ma come cazzo è possibile?
ZENO
Già, cazzo...
FURIO
L’ho incontrata prima di andare in
bagno, il tempo di sciaquarsi il
viso ed eccola qui...
I due si avvicinano al cadavere.

FURIO
Qualcuno l’ha colpita numerose
volte sul collo...
ZENO
Qualcuno che sa usare un
coltello...
FURIO
(indicando le ferite) No, non è un
coltello. I tagli sono ad una
distanza troppo regolare gli uni da
gli altri. Per fare un lavoro del
genere ci vorrebbe molto più tempo
di una lavata di viso...No,
sicuramente, qualcuno ha usato
un’altra arma.

ZENO
Tipo?
FURIO
La distanza, la precisione, il
numero dei tagli...sembrerebbero
Kunai.
ZENO
Cosa?
9.

FURIO
Lo so, sembra una puttanata, ma a
prima vista ho avuto questa
impressione... Zeno si avvicina al
corpo ed indica il fiore.

ZENO
E questo che ci fa qui?
Furio, alla vista del fiore ha un sussulto.

Improvvisamente si sentono dei RUMORI DI PASSI. Furio e Zeno


si girano di scatto.
ZENO
Cazzo, arriva qualcuno!

FURIO
Via, via! C’è un’ uscita di
servizio sul retro a destra!
ZENO
Sicuro?

FURIO
Cazzo, muoviti! Furio e Zeno
corrono in fondo al corridoio ed
escono sulla destra.

URLO DEI PRESENTI CHE TROVANO IL CADAVERE.

INT. GIORNO CASA ZENO


In un salotto, con un divano, una scrivania e una libreria,
sulla parete c’è una lavagnetta con molti appunti attaccati.
Zeno, vestito casual, è seduto alla scrivania e prende in
mano alcuni appunti. Vicino a lui, Furio fissa fuori la
finestra, appoggiato al muro. Dopo averli letti, Zeno butta
gli appunti per terra.

ZENO
sospirando) Ah, non ci siamo! Furio
continua a fissare fuori la
finestra.

FURIO
Dai su, cosa sappiamo?
ZENO
Due omicidi nel giro di un mese.
Due donne di età diverse, uccise in
posti vicini. Sembra esserci un
(CONTINUA)
10.

ZENO (SEGUE)
filo che lega questi due eventi. Ma
quale?
FURIO
In entrambi i corpi, non sono state
armi da fuoco. L’assassino è abile
con l’utilizzo delle armi bianche.
ZENO
Sì, ma perché usa una katana e i
kunai?
FURIO
Bella domanda...(si mette la mani
nelle tasche dei pantaloni) Sembra
qualcuno che è fissato con il
Giappone...
Zeno si alza in piedi e si avvicina a Furio.
ZENO
Quindi stiamo cercando un pazzo
femminicida giapponese?
Furio tira fuori di tasca un taglierino lo guarda confuso.
Zeno è ora accanto a Furio il quale si scosta da lui,
spostandogli il braccio.

FURIO
Andiamo, dai. Ci sono due donne
morte...
ZENO
(sbuffando) Sembra così assurdo,
come se fosse una recita...
Furio si mette a sedere e si accarezza la fronte con la
mano.

FURIO
E se fosse così?
ZENO
Cioè?

FURIO
Se davvero qualcuno stesse facendo
tutto ciò apposta? Cioè, cos’è che
hanno in comune questi due omicidi?
Me. C’è qualcuno che sta giocando
con me, con le mie passioni, con il
mio lavoro...Ne sono convinto!
11.

ZENO
Anche ammesso che sia così perché
uno lo farebbe?
FURIO
La vera domanda è ’cosa’?
ZENO
Non capisco, Furio.
FURIO
Cosa accomuna queste due donne
uccise a me?
ZENO
Erano amiche tue?

FURIO
Smettila, idiota!
ZENO
E cosa allora?

Furio rimane in silenzio.


FURIO
I fiori...
Zeno si alza in piedi.

ZENO
C’era un fiore sul petto della
vecchia...
FURIO
E in bocca a quella ragazza. Eccolo
l’elemento!
ZENO
E ora che ne facciamo di questa
scoperta?
FURIO
Devo sentire un’amica.
ZENO
Chi?
FURIO
E’ diciamo...una fioraia. Mi aiuta
con dei fiori...
12.

ZENO
Dove ha il negozio?

FURIO
Eh, non ce l’ha, diciamo che fa da
sé...
ZENO
Cosa?

FURIO
Va beh, lascia perdere... Senti,
facciamo così: ora vado da lei e
sento cosa mi può dire su questi
fiori.

ZENO
Ma non è meglio andare domani
mattina?
FURIO
No, la mattina difficilmente c’è.
Furio si alza prende il cappotto e si dirige alla porta.
ZENO
Ma vai ora davvero?

FURIO
Sì sì, non ti preoccupare, ti
chiamo domani. Buonanotte.

ZENO
Ma...
Furio SBATTE LA PORTA ed esce.
ZENO
...Buonanotte.
Zeno rimane in silenzio a fissare per terra.

EST. NOTTE VICOLO DI SPACCIO

Un vicolo sporco e poco illuminato, non c’è un’anima a giro.


Una mano femminile, ben curata, porge un sacchetto
contenente marijuana che viene scambiato da una banconota da
20 C.
Furio è appoggiato al muro, accanto lui si trova ILARIA(27),
una donna bionda, occhi chiari, dalle sinuose forme, vestita
con un impermeabile grigio. In mano tiene una canna.
13.

ILARIA
Allora tutta questa fretta per un
ventino?
FURIO
No, in realtà mi serve altro, ma,
per la giornata che ho avuto oggi,
mi sembra il minimo...
ILARIA
(ridendo) Hai una faccia...Vuoi
parlarne?
FURIO
Ora non è il caso. Senti domani
mattina vengo a casa tua, almeno
parliamo con calma. Comunque ho
bisogno che tu riconosca dei fiori.
Ilaria fa un tiro ed ESALA
lentamente. Poi rimane in silenzio.
FURIO
Oh, allora?

ILARIA
Se sono rose, mi incazzo eh! Ilaria
si mette a RIDERE, ondeggiando su
se stessa.

FURIO
Va bene dai, ci vediamo domani.
Furio si allontana da lei.
ILARIA
(alzando la voce) Portami la
colazione, almeno. Ilaria si mette
a ridere e continua a fumare.

EST. NOTTE VICOLO STRETTO

Furio cammina lungo un vicolo sporco e poco illuminato, ha


le mani in tasca e la testa chinata in avanti. Non appena
gira l’angolo, SUSSULTA. Davanti a lui, c’è MICOL(20), mora,
con giubbotto marrone squarciato all’altezza della schiena.
Il sangue crea una pozza sotto di lei. Improvvisamente un
forte mal di testa colpisce l’uomo. Furio si appoggia al
muro, FA UNA SMORFIA DI DOLORE, e si mette la mano sulla
tempia, nell’altra tiene ancora la canna accesa. Un RUMORE
STRIDULO lo fa piegare sulle ginocchia. Non appena finito il
rumore, Furio alza gli occhi.
14.

FURIO
(ansimando) C-cosa?
Il cadavere della ragazza è sparito, non c’è neanche il
sangue. Furio si rimette in piedi e con aria incredula si
guarda intorno. Non c’è nessuna traccia di violenza.
L’effetto della cannabis inizia a comparire nel suo volto.
Dopo essersi ancora guardato intorno, improvvisamente appare
dietro di lui la stessa ragazza, che sta camminando verso di
lui ad una decina di metri. Furio spalanca la bocca e la
guarda incredulo, poi fissa per terra per ricontrollare il
cadavere, ma non la trova. RUMORE DEI PASSI DELLA RAGAZZA. I
passi di lei si fanno sempre più cupi mano a mano che si
avvicina. Lo oltrepassa ignorandolo.
La ragazza continua a camminare, con le mani in tasca e lo
sguardo altrove. IL RUMORE DEI PASSI SI FA SEMPRE PIU’
[Link] se il tempo di fosse fermata la ragazza non
avanza più.
Improvvisamente davanti a Furio appare MASAYOSHI(40), uno
spirito dalle sembianze umane tutto vestito di nero con un
cappotto scuro ed indossa una maschera di un demone
giapponese. Questa figura prende la canna di bocca a Furio,
se la mette in bocca, si volta verso la ragazza, le tocca la
spalla, lei si volta di scatto e lo spirito la lacera con un
fendente all’altezza dell’addome. La ragazza cade supina.
Dietro il fantasma Furio assiste sbigottito alla scena. Il
sangue cade lentamente dalla spada sguainata ancora a
mezz’aria. LO spirito rinfodera la spada, torna da Furio e
gli restituisce la canna. Furio chiude gli occhi aspettando
la fine dopodiché lentamente riapre gli occhi e si guarda
intorno. Non c’è nessuno, se non il cadavere della ragazza.

(Episodio 3)

INT. GIORNO CAMERA ILARIA


Ilaria si gira nelle coperte, si sveglia, guarda accanto a
lei e non vede nessuno. Prende il telefono e chiama Furio.
Nessuna risposta.

INT. GIORNO CUCINA ZENO

Zeno, in vestaglia, entra in cucina SBADIGLIANDO. In mano


tiene una tazza di caffè. Lentamente si mette a sedere, beve
un sorso ed appoggia la tazza sul tavolo. Con la mano si
stropiccia gli occhi e guarda il telefono. Non appare
nessuna notifica. Zeno SBUFFA e prende in mano il giornale.
Improvvisamente sgrana gli occhi, stupito.
15.

ZENO
Cosa?
Zeno LANCIA via il giornale e prende subito il telefono.
COMPONE IL NUMERO di Furio e RIMANE IN ATTESA. Nessuna
risposta. Zeno BATTE LA MANO SUL tavolo.

ZENO
Ma dove si è cacciato?

INT. GIORNO CAMERA FURIO


In una camera disordinata, con il letto disfatto e le
finestre chiuse, un cellulare SQUILLA sul comodino. Appare
il nome Zeno e successivamente 1 Chiamata Persa. Il
cellulare smette di squillare.

INT. NOTTE CAMERA ZENO


Zeno entra in camera sua lanciando lo zaino sul letto. Con
sé ha una ventiquattrore che GETTA SUL DIVANO. Si mette a
sedere e SOSPIRA DALLA STANCHEZZA. Poi prende in mano il
giornale della mattina e fissa ancora una pagina. Il giovane
scuote la testa e prende il cellulare per chiamare Furio.

INT. NOTTE CAMERA FURIO

Il cellulare di Furio è sempre sul comodino nella stessa


posizione. INIZIA A SQUILLARE con su scritto Zeno. Dopo
qualche istante, smette e compare la scritta 7 Chiamate
Perse. Improvvisamente una mano affera il telefono.

INT GIORNO UFFICIO


Sulla scrivania, la mano con l’anello scorre su una tastiera
scrivendo un’email molto animatamente. Si sente aprire una
porta, la mano si ferma, apre un cassetto della scrivania e
tira fuori vari passaporti ventolandoli.

INT. NOTTE STUDIO ZENO


Zeno è seduto sulla scrivania. Fa un altro tentativo con il
telefono.
ZENO
(frenetico) Pronto, Furio.
16.

FURIO(F.C.)
(con un filo di voce) Dimmi.

ZENO
E’ tutto il giorno che ti chiamo,
dove cazzo sei stato?
FURIO(F.C.)
Sì, ok. Dimmi, dai.

ZENO
Ma stai bene? Dovevi andare dalla
tua amica fioraia, ti ricordi?
FURIO(F.C)
Sì, ma poi non ho avuto tempo,
lascia perdere.
ZENO
Ma sei di fuori? Comunque l’hai
letto il giornale di oggi?

FURIO(F.C)
No.
ZENO
Hanno messo in stato di fermo un
venditore di rose che si trovava
vicino al luogo del delitto. Gli
hanno trovano vari coltelli in
tasca e stanno facendo dei test per
vedere se trovano tracce di Dna. E’
il principale indiziato.
Praticamente è finita.
FURIO(F.C)
(urlando) E te mi chiami per
queste stronzate? Davvero pensi
questo?
ZENO
Ma...calmati.
FURIO(F.C.)
No, il vero assassino è ancora
fuori e forse l’ho visto, cazzo.
ZENO
Ma che stai dicendo? Quando?

FURIO(F.C.)
E tu davvero credi che sia un
venditore di strada? Cazzo,
svegliati.
17.

ZENO
Furio...
FURIO(F.C.)
Se mi devi rompere i coglioni per
queste cose, non mi chiamare!

La chiamata si interrompe. Zeno rimane in silenzio a fissare


il cellulare. E’ sbalordito.

INT. NOTTE CAMERA FURIO


Furio è disteso sul letto con la testa dentro un cuscino.
Improvvisamente si alza ANSIMANDO ed inizia a ROVISTARE NEL
CASSETTO e trova una scatola di pillole. Senza pensarci ne
prende una manciata e le INGOIA. Un LUNGO SOSPIRO esce dalla
sua bocca. Subito si butta nel letto immobile.
Improvvisamente si alza ad occhi chiusi ed inizia a fare
mosse di karate nella stanza.

MONTAGE - VARIE

1) EST. GIORNO DAVANTI CASA FURIO- Furio tira calci e pugni


nell’ aria.
2) EST. NOTTE PONTE- Furio continua a fare evoluzioni di
karate sopra un ponte, nel mentre alcuni passanti passano,
vicino a lui.
3) EST. GIORNO VICOLO- In un vicolo deserto, Furio continua
queste movenze con acrobazie, ad emulare una danza.
4) EST NOTTE PIAZZA- In una piazza poco affolata, Furio
continua questo rituale.
5) EST. GIORNO PARCO- In un parco giochi, Furio termina la
sua danza con un pugno da karate. Si sente il RUMORE DI UN
PUGNO. Furio apre gli occhi e vede un BAMBINO (10), moro e
paffutello, per terra. Furio si sveglia dalla trance e
guarda il bambino stupito. Il padre del bambino volta Furio
tirandolo per la spalla e gli molla un cazzotto in piena
faccia.
FINE MONTAGE
18.

INT. GIORNO CAMERA DI FURIO


Furio si getta sfinito sul suo letto. La luce ormai filtra
abbondante dalla finestra. E’ palesemente stordito dai
postumi delle pillole. Improvvisamente sente qualcosa di
fastidioso dietro la schiena, goffamente si sposta e con un
braccio prende due lettere. In una si intravede Lettera di
Licenziamento e nell’altra Decreto di ammonimento della
Questura. Furio realizza un attimo quello che è scritto.
FURIO
Cazzo...
Furio sprofonda di nuovo nel cuscino.

INT. NOTTE SALA

Altezza busto, la solita mano con l’anello accompagna il


fianco di una giovane ragazza. Stringe mani a destra e
sinistra. Tira fuori dalla giacca il cellulare, compone un
numero e porta il cellulare fuori scena.

SG FABBRI(V.O.)
Procedi...
(Episodio 4)

INT SOGNO SALA D’ATTESA


Una bianca e eccessivamente illuminata sala d’attesa: FURIO
è seduto su una poltrona rettangolare rossa al centro della
stanza. Braccia conserte, fissa il vuoto. Il suo piede
destro si muove nervosamente. L’UOMO SBUFFA. Vicino a lui
c’è un raccoglitore con delle riviste patinate.
Davanti a lui vede una scrivania vuota.
Un rumore di passi si fa sempre più grande, una giovane
ragazza mora con capelli mossi, MICOL, vestita con una gonna
nera e una camicia bianca, si avvicina su alti tacchia
spillo e si siede alla scrivania. A Furio sembra di
riconoscerla. Micol sta sfogliando una rivista. Furio si
alza e si dirige da lei.

FURIO
Mi scusi, quanto ci vuole ancora?
MICOL
Le ho detto di aspettare
19.

FURIO
Sì, ma quanto devo aspettare?
Squilla il telefono.
MICOL
Aspetti un attimo.(Rispondendo alla
cornetta) Sì? No, lui è qui...Ora
glielo chiedo...(copra la cornetta)
Chiede se lo ha fermato?

FURIO
Come? Cosa?
MICOL
Lasci stare. (alla
cornetta)No...infatti.(Riattacca)

FURIO
Allora?
MICOL
Allora, si metta seduto e aspetti.

Furio torna a sedersi e si accende una sigaretta.


MICOL
Qui dentro non può fumare.

Furio si guarda attorno, non trovando alcun posacenere


prende una rivista e ci spegne dentro la sigaretta, poi
rimette la rivista a posto. Micol lo guarda con aria di
sfida, apre un cassetto tira fuori una sigaretta e inizia a
fumare. Furio resta basito (F4). Vorebbe replicare ma lo
sguardo gli cade sui suoi piedi: sta indossando dei sandali
da samurai. Inizia a girargli la testa. Una voce ovattata lo
sta chiamando.
MICOL (V.O.)
Sg. Furio?! [Link]! Adesso può
vederla.
Furio alza lo sguardo, la stanza è buia e Micol non c’è più.
Una piccola luce arriva dall’abatjour del bancone. Furio
nota del fumo uscire dalla porta accanto al bancone. Sente
del rumore di martellate uscire dalla porta. La porta si
spalanca in un attimo. Compare sfocata una figura di donna.
A tratti Furio vede avanzare la ragazza bionda (Lucrezia)
con un camice addosso e i sandali che prima indossava lui.
Lucrezia si avvicina seducente e cerca con lo sguardo
intensamente gli occhi di Furio.
20.

LUCREZIA
Buonasera, Furio. Ancora quella
sensazione? Vediamo cosa posso
fare...

Lucrezia gli monta in collo e inizia a massaggiargli la


testa.
LUCREZIA
Va meglio?

FURIO
Eccome!
LUCREZIA
Passato tutto?

FURIO
Tutto.
LUCREZIA
Ma davvero? Allora...

Furio la guarda intensamente. Lucrezia si avvicina con la


bocca. Furio chiude gli occhi. Lucrezia sussurra
all’orecchio di Furio.
LUCREZIA
Perché non l’hai fermato?

Furio riapre gli occhi sbigottito ma Lucrezia non c’è più.


Si guarda attorno ma non vede nessuno. Da dietro si avvicina
Rosanna con sguardo pallidissimo e impassibile gli tira per
i capelli la testa all’indietro.

ROSANNA
E’ colpa tua!
e con un taglierino gli taglia la gola.

INT. NOTTE CAMERA FURIO


Furio si risveglia ansimando da una una forte apnea, si alza
dal letto e si dirige verso alla finestra. Guarda fuori
pensieroso. Si mette la vestaglia e inizia a girare per la
città.
21.

MONTAGE SCENE INSONNIA


Furio si aggira assorto in vestaglia per la città. (circa 2
minuti)

EST. GIORNO CITTÀ


Zeno continua le indagini. Finisce il suo panino e tira
fuori il taccuino.

MONTAGE - INVESTIGAZIONI
1 e 2)Zeno intervista due persone.
3)Chiede a un tizio giapponese davanti al sushi, questo non
capisce e gli dà un volantino.
4 e 5) Altre due interviste.
FINE MONTAGE

INT NOTTE CASA DI FABBRI


Furio, vestito tutto di nero e con il passa montagna, sotto
stato alterato, fa mosse da ninja mentre si avvicina alla
porta di Fabbri. La moglie apre la porta e si sente l’urlo
di lei.

EST GIORNO MACCHINA ZENO


Zeno monta in macchina e sul taccuino resta "parlare con la
fioraia".

INT GIORNO CASA ILARIA


Zeno arriva al portone del condominio dove sta la fioraia e
lo trova aperto, così decide di salire direttamente al piano
della ragazza; suona il campanello e Ilaria apre la porta
pensando sia Furio. Lo fa accomodare in cucina e tra le
candele accese inizia a preparare un caffé.
ZENO
Sto cercando Furio.
ILARIA
Beh, non è qui.
22.

ZENO
E sai dov’è?
ILARIA
No, non l’ho più visto da giorni,
sono molto preoccupata in realtà.

ZENO
Anch’io. Ho paura si sia messo nei
guai.

ILARIA
Beh visto il lavoro che fa...
ZENO
Cioè?

ILARIA
Che pensi che faccia, la guardia
notturna e basta?
ZENO
No insegna anche karatè ovviamente,
è il mio maestro, lo saprò...
ILARIA
Sì...intendo, per l’agenzia non fa
solo il sorvegliante, gestisce
anche...il traffico di..

ZENO
Fa anche il vigile?
ILARIA
Ci stai zitto?

ZENO
Scusa...
ILARIA
La sua agenzia è anni che oltre a
fare vigilanza per i più importanti
hotel della città gestisce con
l’ausilio dei loro clienti,
politici e diplomatici di tutti i
paesi, un vero e proprio mercato di
prostituzione. Rapiscono ragazze
dall’estero, prendono loro il
passaporto e le ricattano finché
non diventano merce scaduta...
23.

ZENO
Furio fa davvero queste cose?
ILARIA
In un certo senso, lui è
responsabile delle "consegne", dice
alle ragazze quando arrivare dà
loro le chiavi delle suite,
eccetera.
ZENO
Quindi secondo te è stata l’agenzia
a farlo sparire?
ILARIA
Non credo. È un paio di anni in
realtà che si trova molto in
difficoltà con la nuova gestione...
ZENO
Nuova gestione?
ILARIA
Sì, il vecchio capo di Furio è
morto da poco e il figlio ventenne
ha ereditato l’agenzia, e tutto il
suo traffico, solo che...
ZENO
Che...?
ILARIA
Solo che ha iniziato a mettere sul
mercato prodotti acerbi, se capisci
cosa intendo...e a Furio questo
proprio non è piaciuto.
ZENO
E perché non se ne è andato?

ILARIA
Sì, la fai facile tu...Sa troppe
cose, per fortuna però, ha ancora
qualche amico fidato in agenzia,
gente a cui ha fatto favori, ma è
possibile che queste persone non
potevano più proteggerlo...
ZENO
Quindi Furio...
24.

ILARIA
No, non lo so ma non credo, ho una
brutta sensazione però...
Zeno nota il giornale sul tavolo, in prima pagina legge
"Quarta vittima del serial killer". I due si guardano
scoraggiati.
(Episodio 5)

EST NOTTE CITTÀ


In macchina Zeno fa il suo appostamento con un binocolo e
gli viene fame. Ritrova ai piedi del sedile il depliant del
sushi e lo chiama. Arriva il JACOPO(20), un fattorino
orientale, con la sua ordinazione.

MONTAGE - INVESTIGAZIONI 2
Zeno gira di giorno con il suo taccuino e fa appostamenti in
macchina la sera con il binocolo. Jacopo continua a
portargli il sushi.

EST NOTTE MACCHINA ZENO


Zeno è appostato in macchina davanti all’hotel, ogni tanto
guarda fuori con il suo binocolo mentre beve una bibita
gigante. A un certo punto gli scappa la pipì, esce di
macchina, va a un albero a pisciare, finisce e viene
incappucciato.

INT. SALA INTERROGATORIO


A Zeno viene tolto il cappuccio e si ritrova in una stanza
spoglia e illuminata da una lampadina a soffitto, con
davanti a sé un tavolo metallico. Accanto a lui c’è uno
SCAGNOZZO (30) alto e massiccio, con il suo cappuccio in
mano. L’UOMO, impassibile, guarda la porta chiusa della
stanza. La porta si apre di colpo e entra sinuosamente il SG
FABBRI(30), uomo di altezza e fisico normale, molto ben
vestito, capelli curati e con il vistoso anello alla mano
destra.

SG FABBRI
La sai quella del topo che,
ficcanasando in giro in cerca di
formaggio, è stato rapito dal
falco?
25.

ZENO
Cosa?
SG FABBRI
Zeno...(allo Scagnozzo) si chiama
Zeno vero? Senti Zeno...Non
prendermi per il culo. So benissimo
perché svolazzi attorno ai miei
hotel.
ZENO
Lei è il proprietario?
SG FABBRI
No, non sono il proprietario, sono
il capo di un’agenzia di
sorveglianza che, guarda caso, ha
come clienti proprio gli hotel cui
stai facendo la posta. Ora dimmi,
chi ti manda?
ZENO
Ma nessuno.

Lo scagnozzo assesta un pugno nello stomaco di Zeno, che


boccheggia per qualche secondo.
SG FABBRI
Riproviamo...Chi ti manda?

ZENO
Ma chi mi deve mandare? Nessuno.
Non mi manda nessuno. Cioè, non
faccio proprio niente.

SG FABBRI
Niente?
ZENO
Niente.

SG FABBRI
Niente è un concetto
interessante...E dimmi, tu, quando
non vuoi fare niente, giri in
macchina con un binocolo e ti
apposti davanti agli hotel?
Concetto interessante il tuo
"niente".
ZENO
Non ho altro da dire.
26.

SG FABBRI
Mi hai convinto! Facciamo così: io
tiro una moneta se esce testa ti
lascio andare, se viene croce
parliamo un altro po’, ok?

Il Sg Fabbri lancia una moneta in aria, Zeno la segue con lo


sguardo e il Sg Fabbri gli molla uno schiaffo in piena
faccia. Zeno stordito e dolorante si volge di nuovo in
avanti.

ZENO
Cos’è venuto?
Il Sg Fabbri si scaraventa su lui e lo prende per il bavero.
SG FABBRI
Ascolta imbecille, non mi piace
perdere tempo, tanto meno esser
preso per il culo...O mi dici cosa
cazzo facevi, o...
ZENO
Va bene, va bene parlo. Sto
cercando il mio maestro, Furio. E
siccome non lo trovavo da nessuna
parte, ho pensato di continuare il
caso che stava seguendo...

SG FABBRI
Ah, e per te questo è niente? (allo
scagnozzo) Capito? Lui indaga su un
giro di prostituzione da 2 milioni
al mese e...

ZENO
Cosa? Prostitute? Ma vi fate le
canne? Io e Furio eravamo sulla
pista dello "squartatore fantasma".

SG FABBRI
Stai parlando di quel maniaco
giapponese? Lo hanno già arrestato,
il caso è chiuso. "Squartatore
fantasma"? Ma che cazzo di nome è?

ZENO
Che era quella storia della
prostitute?
SG FABBRI
Ascoltami bene, testina di cazzo,
in questo mondo non c’è posto per
(CONTINUA)
27.

SG FABBRI (SEGUE)
la gente che non sa a chi è bene
non fare domande. In quanto a
Furio, essendo io il suo datore di
lavoro, mi farebbe piacere anche a
me sapere dove cazzo è finito. È
stato licenziato due settimane fa e
ancora non ha riconsegnato l’arma
di ordinanza. Furio è un bravo
agente ma è troppo inflessibile,
non capisce quando mollare, non
capisce cosa conta davvero. E
parlando di quel fissato, vedi di
trovarlo e in fretta, sennò farò in
modo di timbrare il mio pugno sulla
tua stupida faccia come se fosse
ceralacca. Ecco il mio biglietto da
visita appena lo trovi chiama. E
ora sparisci.
Il Sg Fabbri apre la porta della stanza, Zeno si alza e fa
per uscire.

ZENO
Pfff, che nome è "Sg Fabbri"?
SG FABBRI
Io ti sfondo la faccia.

ZENO
No, no, vado, vado!
Zeno si dilegua nel corridoio.

EST NOTTE CITTÀ


Zeno va subito a casa di Furio ma non lo trova.

INT GIORNO CASA ILARIA


Zeno trova la porta socchiusa, entra e trova Ilaria morta,
circondata da candele accese, Sopra di lei trova un origami
a forma di rosa, è una pergamena riportante una leggenda,
scritta in giapponese. Accanto a lei vede la pistola di
Furio, la prende ed esce di corsa.
(Episodio 6)
28.

INT. GIORNO OMBRE CINESI


NARRATORE(V.O.)
Nell’antica regione di Nara, la
pace regnava ormai da secoli. Un
piccolo villaggio, chiamato
Yozakura, era il più tranquillo e
sicuro della regione. Data la
natura ricca e unica della regione
questo villaggio era composto da
agricoltori, falegnami e contadini.
Tutti uomini semplici ma saggi.
Essi godevano, tuttavia, della
presenza e della protezione di un
grande guerriero. Egli era il più
forte e il più valoroso ronin che
si fosse mai visto. Discendente da
un’antichissima famiglia di
guerrieri e condottieri, aveva
lasciato le lontane terre imperiali
per ritirarsi sulle quiete montagne
di Nara. I giorni da samurai erano
per lui ormai un lontano ricordo,
viveva in pace con sé stesso e con
gli abitanti del villaggio, che
proteggeva con dedizione, ma da
uomo libero: cioè senza più
padroni. Aveva così riacquisito
l’onore perduto e trovato una nuova
casa. I giorni erano generosi e le
notti scorrevano limpide a
Yozakura, ma il destino degli
uomini è più imprevedibile del volo
di una mosca. Un giorno, infatti,
nel villaggio arrivò un messaggero
dell’esercito imperiale.
L’imperatore in persona esigeva i
servigi del valoroso soldato. Il
ronin declinò glaciale l’invito, al
che il messaggero sparse una voce
nel villaggio. Una minaccia si
celava dietro quella convocazione:
l’imperatore aveva ordinato ai suoi
soldati al confine di appiccare un
incendio alle foreste della regione
per ogni giorno che il samurai si
faceva attendere alla leva. Il
villaggio, con grande tumulto,
allora, avendo ben compreso il
pericolo, pregò il ronin di
andarsene, ma questi rifiutò
categoricamente. Aveva già pagato a
caro prezzo il diritto di condurre
(CONTINUA)
29.

NARRATORE(V.O.) (SEGUE)
una vita onorevole al servizio di
sé stesso e certo non era disposto
a rinnegare quei sacrifici che lo
avevano portato così lontano dalla
guerra e dalla politica. Purtroppo
per il villaggio, l’imperatore non
scherzava affatto. Per trentasette
giorni la regione fu data alle
fiamme. Il fuoco accendeva le notti
di quella tranquilla regione e
dormire divenne impossibile per
chiunque. Al termine di questa
tortura, l’imperatore, non avendo
più nulla da bruciare, demorse. Il
villaggio era tuttavia ormai
furibondo con il soldato. In quella
regione, un tempo verde e piena di
vita, vi erano ormai solo polvere e
cenere. Così, nonostante i servigi
che ancora il samurai decaduto
profondeva nel villaggio, su di lui
si abbatterono molte maledizioni e
provocazioni. Solo un artigiano non
prese mai posizione sulla vicenda.
Egli era il fabbro del villaggio.
Quest’uomo, esperto armaiolo, un
giorno fermò il soldato per strada
e lo invitò silenzioso nella sua
bottega. Era la prima volta che il
ronin entrava nella sua bottega e
mai aveva visto così tante spade in
una stanza sola, neanche nelle
armerie imperiali. Il fabbro fece
accomodare il soldato e gli spiegò
il segreto della sua arte. "Sappi,
ragazzo, - disse il fabbro - che il
segreto di una spada perfetta non
sta nella sua durezza, né nella sua
flessibilità, è nel giusto
equilibrio tra queste due cose. A
tal proposito spero tu prenda
insegnamento dal regalo che sto per
farti." Il fabbro tirò fuori da una
cassa nascosta sotto le scale la
più bella katana mai vista da
occhio umano. Essa era rossa come
le notti incendiate di quei mesi,
più rossa del sangue di cui poteva
macchiarsi, e sibilava nell’aria
come il vento che scende dalla
montagna. Il ronin esterrefatto
dalla bellezza di quell’arma e
(CONTINUA)
30.

NARRATORE(V.O.) (SEGUE)
ancora confuso dalle parole del
fabbro, se ne andò con la sua nuova
spada senza aggiungere altre
parole. Le provocazioni però
continuarono ma il guerriero non
reagiva a nessuna di esse. Non
reagì nemmeno quando i paesani
dettero fuoco a casa sua. "Così
capisci il dolore che proviamo noi"
- urlarono loro. Un ragazzo un
giorno gli chiese: "come fai a
fermar la tua mano dal cercar
vendetta?". Il ronin rispose: "mio
giovane amico, è la mente che
controlla la mano". Il ragazzo
ancora perplesso se ne tornò a
giocare. "Spesso chi si sente nel
giusto abbassa la guardia,
fiducioso della bontà negli uomini
che gli stanno attorno". Con la
primavera, tornarono i fiori sui
pochi alberi sopravvissuti e così
gli amori nei pochi cuori quieti
del villaggio. Anche il ronin fu
vittima del richiamo della bellezza
e si innamorò di una giovane
fanciulla del villaggio, che in
quella stagione fiorì di una
bellezza rara. I saggi del
villaggio, temendo che il ronin si
potesse distrarre dai suoi doveri,
misero in giro la più terribile
accusa che un guerriero possa
ricevere. Lo accusarono infatti di
aver rifiutato la convocazione
dell’imperatore per amore di quella
ragazza. Un’accusa di viltà che lo
disonorò oltre ogni pensiero. Il
guerriero si costrinse infatti
all’esilio spontaneo, aveva ormai
perso il rispetto di tutti. Così,
allontanandosi dal villaggio, fu
costretto a rifugiarsi in cima al
monte. Ma durante la notte del
37esimo giorno tornò nel villaggio.
Senza il minimo rumore, si
intrufolò nella casa di uno dei
saggi del villaggio uccidendone la
moglie. Accanto alla vittima lasciò
un fiore raro che si trova solo in
cima alla montagna. La stessa
tragedia si ripeté 37 giorni dopo
(CONTINUA)
31.

NARRATORE(V.O.) (SEGUE)
con una figlia, e un’altra volta
ancora, e un’altra volta ancora con
una madre, finché tutti i fiori
della regione finirono sotto un
tenue velo di neve. Ogni fanciulla
uccisa era bella quanto quel fiore,
strappato alla terra, che ora aveva
in mano. Quando il villaggio
realizzò che l’assassino era
proprio il samurai rinnegato, gli
dette la caccia sulla montagna.
Quella notte il ronin tornò nel
villaggio rapì la ragazza che aveva
amato e nel giardino della di lei
dimora, che tanto gli era caro per
via delle splendide rose, le tolse
la vita con la sua spada rosso
fuoco. Nell’uscire dal giardino,
incrociò il ragazzo con cui aveva
parlato mesi prima, il quale,
vedendolo pieno di sangue gli disse
scosso: "E chi controlla la mente?"
e così fuggì. Il guerriero si tolse
la vita, con la stessa spada rossa,
in quella strada candida e fredda.
Così finisce l’incubo del samurai
Masayoshi.

EST NOTTE CITTÀ


Jacopo finisce di tradurre la pergamena a Zeno il quale
capisce che è Furio l’assassino e finirà la sua opera al
giardino delle rose. Sale in macchina ma questa non si
accende. Zeno si fa accompagnare da Jacopo col suo motorino.
(Episodio 7)

EST. NOTTE GIARDINO


Zeno e Jacopo arrivano in motorino ai cancelli del giardino.
Zeno scende e il fattorino se ne va. Zeno scavalca il
cancello e si addentra nel giardino buio. Dopo poco che Zeno
si addentra tra i cespugli vede passare agitato il Sg
Fabbri, che si guarda attorno. Zeno si accuccia per evitare
di essere visto, lo segue defilato. Fabbri arriva ad una
radura e vede sua moglie imbavagliata legata ad una albero.
Fa per avvicinarsi, quando a un tratto sente la voce di
Furio da dietro l’albero.
32.

FURIO
Non così in fretta.
Un vendente di katana esce da dietro un albero, con la punta
della lama appoggiata alla gola di [Link] esce da
dietro l’albero con in mano la katana rossa e la maschera di
Masayoshi sul volto. Si avvicina minaccioso a Fabbri che
retrocede
FURIO
Butta la pistola.

Fabbri aveva già impugnato la pistola ma la butta tra i


cespugli vicini, senza farselo ripetere.
SG FABBRI
Furio, non so cosa tu abbia in
mente, ma mia moglie non c’entra
niente.
FURIO
Lo so bene, so tutto adesso.

SG FABBRI
Tutto cosa?
FURIO
So che lei non c’entra, come non
c’entravano quelle quattro donne
uccise, e tanto meno c’entrava
Ilaria. Questa è una cosa che
riguarda solo me e te.
SG FABBRI
Aspetta, io non so niente di
Ilaria.
FURIO
Mi avevi fregato Fabbri! C’ero
cascato, stavo addirittura per
togliermi la vita. Tutto sembrava
tornare, prima la leggenda nella
mia tasca, poi la katana rossa nel
bagagliaio. Uccidendo Ilaria
pensavo davvero di liberarmi da
questo demone che avevo dentro, ero
pronto anche al suicidio come fece
il samurai Masayoshi, quando mi
sono accorto di quello che avevo
fatto, quando ho finalmente
realizzato: il samurai si uccise
proprio perché si era reso conto di
non avere più onore, non più una
(CONTINUA)
33.

FURIO (SEGUE)
casa, non più amore...ma a
differenza sua io avevo ancora un
conto in sospeso con una persona. E
quindi andai a casa tua per saldare
i conti, ma tu non c’eri. Non
potevo stare nei paraggi troppo a
lungo. Ho dovuto rapire tua moglie
perché ti volevo solo. E indovina
cosa ho trovato nel cassetto della
cucina mentre ti cercavo? Questa
stupidissima maschera del cazzo.
Hai giocato coi miei sentimenti, le
mie passioni, non aspettarti altro
che vendetta. La pagherai Fabbri!

FABBRI
Sapevo che eri un grandissimo
idiota, ma mai a questi livelli.
Prima rifiuti la mia
collaborazione, quando tutti gli
altri invece erano felici dei soldi
che avremmo fatto...
FURIO
Per l’amor del cielo, Fabbri!
Prostituzione minorile! Quanto puoi
essere disumano? Tuo padre non
l’avrebbe mai accettato.
FABBRI
Lo so, per questo ha fatto il suo
tempo. L’agenzia ora è mia e faccio
il cazzo che mi pare, se non ti
piace sei fuori, così dev’essere.
FURIO
Allora perché? Perché non mi hai
ucciso?
FABBRI
Pensi che non ci abbia provato, ho
chiesto ai tuoi colleghi di farti
fuori, hanno rifiutato tutti. Hanno
talmente tanto rispetto di te che
non me l’avrebbero fatta passare
liscia neanche se ti avesse ucciso
un mercenario sconosciuto,
sarebbero ovviamente risaliti a me.
Non avevo altra scelta, capisci?
Dovevo farti perdere la testa,
l’onore, il loro rispetto, a quel
punto, da solo, saresti stato una
piccola blatta da schiacciare.
34.

FURIO
E certamente sapevo troppe cose per
licenziarmi e basta, vero?
FABBRI
Esatto...
FURIO
E hai davvero messo su questa
sceneggiata? Che figlio di puttana.
La pagherai Fabbri, la pagherai per
tutto il male che hai portato nel
mondo, non solo a me, a tutte le
ragazze che hai strappato alle loro
famiglie lontano da qui, la
pagherai per le cose vergognose che
hai fatto far loro, per i ricatti,
e soprattutto per gli omicidi che
hai commesso. E sai un’altra
cosa... ci ho ripensato, occhio per
occhio.
Furio si volta versa la moglie di Fabbri e la giustizia con
un fendente.
FABBRI
Nooooo, figlio di troia!
Fabbri Nota appoggiata al tronco vicino un katana bianca: ci
si fionda sopra e la squaina di colpo.
Zeno segue la vicenda a distanza e ancora non ha capito su
chi deve puntare la pistola.

Furio, ancora con la maschera addosso, ha la meglio su


Fabbri e lo trafigge a mezz’aria. Zeno corre verso Furio
piangendo e dicendo di non aver avuto il coraggio di premere
il grilletto. Furio lo consola freddamente, si fa restituire
la pistola. Zeno fa per tornare a casa sollevato ma si sente
nell’aria un forte sparo. Lì vicino passa un venditore di
rose che, incurante della vicenda, raccoglie rose
recendendole dai cespugli e se ne va...
FINE

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