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fondo moda

Abiti in festa: l’ornamento e la sartoria italiana


Galleria del costume di Palazzo Pitti, Firenze 30 marzo-31 dicembre 1996
Livorno, Sillabe, 1996, 101 p.
Catalogo della mostra. Tema della mostra è l’ornamento dell’abito nella sar-
toria e nella moda italiana. Alcuni saggi precedono il catalogo vero e pro-
prio, che occupa una ventina di pagine.
MODA.A.41
L’abito ritrovato: recupero e restauro di un abito ottocentesco
a cura di Francesca Sandrini
Parma, Fondazione Monte di Parma, 1999, 75 p.
Il Quaderno documenta la storia, le modifiche e il restauro di un abito con-
fezionato nei primi anni dell’Ottocento, probabilmente indossato da Maria
Luigia d’Austria. Appartenuto al collezionista Glauco Lombardi, oggi si trova
nel museo a lui intitolato a Parma. Da segnalare il saggio di Thessy Schoe-
nholzer Nichols, ricco di particolari tecnici illustrati da immagini dettagliate.
MODA.B.39
Agatha Ruiz de la Prada: arte e/o moda, 1981-2005
testi a cura di Fernando Aguirre Roldan, Gianluca Bauzano, Giuliana Parabiago
Milano, Skira, 2005, 96 p.
Pubblicato in occasione della mostra tenuta alla Triennale di Milano nel
2005. Retrospettiva della designer e stilista spagnola, tra i principali espo-
nenti della “movida madrilena”. Unità stilistica e democratizzazione dell’e-
stetica sono i principi che danno forma alle sue opere non solo nell’ambito
della moda: orologi, stoviglie, mobili, articoli di cartoleria, libri, frigoriferi,
l’arredo di spazi pubblici, tutti coloratissimi.
Il catalogo documenta solo le creazioni nell’ambito dell’abbigliamento.
Testi in italiano e inglese.
MODA.A.91
Alta moda: grandi abiti da sera degli anni ‘50/’60
testi di Natalia Aspesi ... [et al.]
Venezia, Arsenale cooperativa editrice, 1984, 93 p.

Dal testo introduttivo di Natalia Aspesi: “L’alta moda italiana si affermò,


in quei festosi e ancora poveri anni 50, proprio attraverso i celebri abiti di
celebri spose e le toilettes da gran sera che regalavano alle dive straniere
piombate a Roma per interpretare i kolossal storici, la massima illusione di
sfarzo e di fascino. Alle ragazze qualsiasi, tenute alla riservatezza del com-
portamento e a comprare i cartamodelli per farsi fare gonne a ruota lun-
ghe a metà polpaccio e pantaloni, (da non indossare mai né in chiesa né in
ufficio), si permetteva di sognare avvenimenti segnati da abiti da fiaba, di
sogno, più simili a costumi antichi che a modelli moderni”.
MODA.A.104
Arte e moda negli anni venti: bozzetti del teatro russo
a cura di Jelena Rakitina
Milano, Mazzotta, 1990, 119 p.
Mostra tenuta a Milano e a Rovereto nel 1990.
Oggetto della mostra sono i bozzetti di costumi di scena messi a disposizio-
ne dalla Collezione Jelena Rakitina: matite colorate, acquerelli, gouache,
collage, mostrano un quadro delle attività del teatro russo e della cultura
artistica sovietica degli anni venti. In appendice l’elenco delle opere e noti-
zie biografiche degli artisti.
MODA.B.4
Natalia Aspesi
Il lusso & l’autarchia: storia dell’eleganza italiana 1930-1944
Milano, Rizzoli, 1982, 203 p.
Dalla quarta di copertina: “Fra le tante battaglie combattute dal fascismo,
anche quella della moda ha le sue alterne vicende che il libro ricostruisce
su una vasta varietà di fonti, dai giornali femminili alle circolari ministeriali,
dalle allocuzioni pastorali alla poesia futurista, dal cinema ai periodici di
partito, dai quotidiani italiani alla stampa straniera, dai decreti legge ai ver-
bali dei convegni.”
MODA.A.128
Mariella Azzali
Dizionario della moda
Bologna, Calderini, 1990, 281 p.
Il dizionario registra i lemmi italiani e quelli stranieri in uso nella lingua
italiana che costituiscono il vocabolario tecnico dell’abbigliamento e degli
accessori europei e non. Per ogni voce è indicato l’anno o l’epoca in cui è
entrata in uso, l’etimologia, il significato.
MODA.B.46
Nathalie Bailleux, Bruno Remaury
Moda: usi e costumi del vestire
Torino, Electa, Gallimard, 1996, 168 p.
Dalla quarta di cop.: “Nato dalla necessità di coprirsi, la vocazione dell’abbi-
gliamento – spesso utilitaria – ha seguito percorsi diversi: adattamento alle
attività del quotidiano e alle convenzioni, stravaganze e reinterpretazioni,
impiego di nuovi materiali…
Dalla crinolina al jeans, dalla redingote alla T-shirt, dal grembiule ai fuseaux,
dall’armatura al chiodo... Nathalie Bailleux, storica e giornalista, e Bruno
Remaury, uno dei responsabili dell’Institut français de la mode, raccontano
corsi e ricorsi della storia del vestire, per necessità o per obbligo, per essere
o per apparire, per sedurre o per stupire, per distinguersi o per scomparire.
Vestire è comunicare”.
Volume della biblioteca tascabile illustrata Electa/Gallimard, suddiviso in
tre parti: storia sociale, testimonianze e documenti, apparati.
MODA.C.8
Élisabeth Barillé
Lanvin
Firenze, Octavo, 1998, 79 p.
Dalla quarta di cop.: “Il suo successo folgorante è nato da un atto d’amore.
Nel 1909 Jeanne Lanvin, una modista piena di talento che lavora in proprio,
si lancia nella moda, inizialmente per vestire la sua unica figlia, la futura
Marie-Blanche de Polignac. Capace di intuire meglio di chiunque altro i de-
sideri del cliente, inventa una linea sciolta e graziosa, che regala alle donne
un aspetto da ragazzina. Da qui le raffinate ricerche sulle tinte e i ricami,
specialità della Maison Lanvin.
Viaggiatrice instancabile. Esteta e mecenate, Jeanne Lanvin trova la sua ispi-
razione in giro per il mondo e nei musei, che offrono alla sua moda spunti
culturali e simbolici affascinanti, un’attitudine, questa, che preannuncia le
ispirazioni degli stilisti d’oggi”.
Storia per immagini di Lanvin con un breve testo introduttivo.
MODA.B.32
François Baudot
Alaïa
Firenze, Octavo, 1997, 79 p.
Dalla quarta di cop.: “Azzedine Alaïa possiede notevole perizia tecnica nel
taglio ed è un ricercatore di materiali innovativi, profondamente marginale,
spesso più simile a uno scultore di abiti che a uno stilista di prêt-à-porter.
Da oltre vent’anni esercita sulla moda la sua influenza discreta. Comparso
in primo piano all’inizio degli anni Ottanta, per poi conquistare il riconosci-
mento dei colleghi e di una clientela fanatica fra cui si contano diverse ce-
lebrità, questo piccolo tunisino che non vuole divebtare grande è una delle
personalità più significative del mondo dell’eleganza in questa fine secolo.”
MODA.B.59
François Baudot
Christian Lacroix
Firenze, Octavo, 1997, 79 p.
Il lessico stilistico di Lacroix fatto di nostalgia, kitsch, recupero e miscuglio
di stili, di epoche e di generi, è presentato attraverso un elenco di voci in
ordine alfabetico e immagini di abiti, accessori e bozzetti.
Fonte di ispirazione di Lacroix sono in particolare gli stili che segnarono pe-
riodi di crisi come la moda degli incroyables e delle merveilleuses succes-
siva alla rivoluzione francese o lo stile Ballets russes alla vigilia della prima
guerra mondiale. Volume in gran parte illustrato, con un testo introduttivo
di alcune pagine.
MODA.B.25
François Baudot
Elsa Schiaparelli
Paris, Assouline, 1997, 79 p.
Color rosa shocking, impiego della cerniera lampo nell’alta moda, cappelli
che ricordano la forma di cervelli umani, spille a forma di Orsa maggiore,
guanti con le unghie lunghe: ecco alcune eredità che ci ha lasciato Schia-
parelli, e che si possono apprezzare in questo piccolo volume quasi intera-
mente illustrato.
MODA.B.29
François Baudot
La moda: immagine e stile
Modena, Logos, 2000, 399 p.
Dalla quarta di cop.: “Fino alla fine del diciannovesimo secolo la storia del-
la moda è la storia del costume […] All’improvviso, nel ventesimo secolo,
tutto subisce un’accelerazione. […] Avventura folle, irreale, irragionevole
ma essenziale […]. [Il volume] racconta il perpetuo movimento di gusti e
tendenze attraverso le date importanti, i nomi celebri, le icone, i pionieri,
le correnti, le case di moda e i giovani creatori. […] Né dizionario né elenco
mondano [l’opera] ricostruisce le epoche, le mode, la morale e la passione
dalla Belle Époque all’anno 2000.”
MODA.B.45
François Baudot
Mode & Surréalisme
Paris, Assouline, 2002, 79 p.
“La moda ha spesso preso in prestito o adottato codici e stili dal mondo
dell’arte, forse fra i periodi più fervidi e più adatti a questo “scambio” c’è sen-
za dubbio il Surrealismo. Sicuramente il Surrealismo, che giocava con l’assur-
do che metteva razionalità e irrazionalità in bilico fra loro, che decontestualiz-
zava oggetti quotidiani (orologi, bombette, chiavi…,) rendendoli inconsueti,
è perfetto, più di qualunque altra corrente artistica, ad affascinare la moda,
con la sua follia e creatività. Il Surrealismo dava sfogo ai sogni e alla fanta-
sia, con ironia ma anche con profondità. Il senso del meraviglioso, d’insolito,
di sorpresa che appartengono a questo movimento sono aspetti che, allora
come adesso, rappresentano il motore della moda” (Beatrice Brandini).
Le immagini, spesso disposte in pagine a fronte, costituiscono il corpo prin-
cipale del volume e rivelano gli effetti del contagio che le opere d’arte (Dalì,
Magritte, Man Ray, Ernst) ebbero sulle creazioni di abiti o accessori che ad
esse si ispirarono (Schiaparelli, innanzitutto, ma anche Gaultier, Saint Lau-
rent, Dior).
MODA.B.35
François Baudot
Poiret
Firenze, Octavo, 1998, 79 p.
Pioniere dell’alta moda, elevò la professione del sarto a stilista e quella del
profumiere a chimico. Nel 1906 apre la sua maison e propone abiti nei quali
il busto non necessita più di corsetto, le donne si alleggerirono... ma l’idea
non piacque a tutti. All’inizio degli anni trenta, caduto in disgrazia e disoc-
cupato, pubblica 107 Recettes ou curiosités culinaires tra cui una insalata
del nuovo povero.
La vita di Poiret è raccontata nel testo mentre le creazioni sono illustrate
nelle immagini che costituiscono la più parte del volume.
MODA.B.33
Giampaolo Beltrame
La decorazione su stoffa
Firenze, Paradigma, 1989, 506 p.
Testo didattico e divulgativo sulle applicazioni e tecniche della decorazione
su stoffa.
Il libro si divide in due parti: la prima, generale, riguarda la teoria dei colo-
ri, la ricerca dei soggetti decorativi e la loro composizione in motivi orna-
mentali; la seconda descrive i campi di applicazione e le tecniche operative.
Conclude il testo una sintesi storica sulla decorazione dei tessuti.
MODA.A.95
Aldo Beltrami
Identikit del ’900 attraverso la moda
Milano, SMC, 1979, 135 p.
I disegni in bianco e nero di Beltrami delineano le trasformazioni sociali
del Novecento (fino agli anni settanta) attraverso l’abbigliamento nella sua
evoluzione.
MODA.A.27
Laurence Benaïm
Issey Miyake
Paris, Assouline, 1999, 79 p.
Volume dedicato all’inventore della piega permanente e dell’arricciatura
naturale dei tessuti ottenuta mediante cottura in forno. Abiti come origami
strapazzati, superfici piatte che una volta indossate rivelano angoli, volumi
e forme.
MODA.B.30
David Bennett, Daniela Mascetti
I gioielli: come riconoscerli e valutarli
Milano, Fabbri, 1991, 385 p.
Dal risvolto di cop.: “Questo volume si rivolge a tutti coloro che in qualche
modo si interessano ai gioielli e alla storia della moda: per alcuni esso sarà
un indispensabile e prezioso strumento per l’identificazione, la datazione,
la valutazione dei singoli pezzi, una vera e propria guida all’acquisto; altri
potranno semplicemente divertirsi sfogliandone le pagine e osservando gli
splendidi oggetti in esso rappresentati. Un’ ampia sezione iniziale è dedica-
ta all’analisi delle più importanti gemme e delle loro imitazioni, con alcuni
cenni ai metodi che consentono di testare la qualità delle pietre e di indivi-
duare gli eventuali falsi.”
MODA.A.126
Gloria Bianchino
Walter Albini
con testi di Bonizza Giordani Aragno, Francesca Zaltieri
Parma, CSAC dell’Università, Comune, 1988, 309 p.
Dal testo introduttivo di Arturo Carlo Quintavalle: “Per tutte queste ragioni
ho ritenuto opportuno bloccare la mostra al punto in cui era stata lascita,
a uno stadio davvero terminale dell’indagine, per puntare a riorganizzarla
attorno alla messe di nuovi materiali che dallo CSAC ora sono raccolti. Ecco
perché le due parti che compongono il catalogo potranno apparire in qual-
che modo non coordinate, riflettendo l’una lo stato della collezione prima
dell’arrivo di importanti materiali, l’altra lo stato successivo alle nuove ac-
quisizioni.”
MODA.B.56
Biennale di Firenze
Emilio Pucci: Biennale di Firenze
Milano, Skira, 1996, 198 p.
Catalogo della mostra tenuta alla Sala Bianca e Sale del Fiorino, Palazzo Pitti,
Firenze nel 1996 a cura di Luigi Settembrini.
Prima retrospettiva dedicata a Pucci, aristocratico fiorentino, primo gran-
de disegnatore e promotore nel mondo della moda italiana, stimatissimo
negli Stati Uniti tra gli anni cinquanta e sessanta. Nella prima parte Katell
le Bourhis analizza l’ascesa e il successo americano, mentre Stefania Ricci
delinea il percorso creativo dello stilista. Originale la cronologia in prosa
poetica di Maria Luisa Frisa. In Percorsi paralleli, Giovanna Uzzani fa una pa-
noramica della pittura italiana di quegli anni. Nella seconda parte vengono
presentate le creazioni: i tappeti, i disegni e le collezioni.
MODA.A.86
J. Anderson Black, Madge Garland
Storia della moda
a cura di Mila Contini
Novara, Istituto geografico De Agostini, 2001, 415 p.
Testo didattico per la scuola media superiore.
Un classico della storia della moda apparso per la prima volta negli anni
settanta, integrato con due nuovi capitoli: Dal 1970 agli anni Novanta, di
Carla Ruffinello, e Gli anni Novanta di Gianluca Lo Vetro.
MODA.A.39
Gisella Borioli
10 anni di moda
Milano, Edimoda, 1990, 288 p.
Numero speciale del periodico “Donna”: libro-rivista con cronache, tenden-
ze, protagonisti della moda negli anni ottanta, in forma di almanacco. Alle
testimonianze di intellettuali come Francesco Alberoni e Gillo Dorfles nelle
pagine iniziali seguono, anno per anno, gli avvenimenti, le mostre, i perso-
naggi che hanno influenzato il decennio. Stagione per stagione i temi delle
sfilate, le manie giovanili, i protagonisti raccontati attraverso interviste.
MODA.A.2
Amelia Bottero
Brunetta: l’arte nella moda
Milano, Il pungolo, 1991, 147 p.
Pubblicazione dedicata a Brunetta Mateldi, disegnatrice e giornalista di
moda, attiva a Milano per oltre cinquant’anni. La sua carriera comincia
nel 1925 con bozzetti pubblicitari e collaborazioni con giornali e periodici
di moda. Nel 1959 diventa collaboratrice di “Harper’s Bazaar”. Dal ’56 al
’76, con Camilla Cederna, cura la rubrica de “L’Espresso” Il Iato debole. Il
volume contiene notizie biografiche, testimonianze e soprattutto disegni
dell’artista.
MODA.A.76
MODA.A.77
Christopher Breward, Edwina Ehrman, Caroline Evans
The London look: fashion from street to catwalk
New Haven, Yale University Press; London, Museum of London, 2004, 174 p.
Volume pubblicato in occasione della mostra omonima nel 2005.
Duecento anni di stile londinese: uno sguardo contemporaneamente stori-
co e proiettato nel futuro. Gli autori, nei loro saggi, espongono cronologi-
camente le circostanze e le peculiarità che hanno prodotto quello che oggi
chiamiamo “London look”, mettendo in rapporto creatività, marketing e
consumo con le condizioni economiche e culturali della città.
MODA.A.60
Brooching it diplomatically: a tribute to Madeleine K. Albright
Philadelphia, Helen Drutt, 1998, 175 p.
Mostra itinerante tenuta negli Stati Uniti, Paesi Bassi, Finlandia, Estonia dal
settembre 1998 all'agosto 1999.
Helen Drutt, gallerista e collezionista di Filadelfia propone a 61 artisti di 16
paesi di creare dei gioielli ispirati alla figura e allo stile di Madeleine Albri-
ght, la prima donna a ricoprire la carica di Segretario di stato. Ampia sezione
dedicata alle biografie degli artisti coinvolti.
MODA.C.16
Bulgari: gioielli 2008/2009
[S.l.], Bulgari, 2008, 47 p.
Brochure pubblicitaria priva di testi.
MODA.A.127
Grazietta Butazzi
Moda: arte, storia, società
ricerca iconografica di Marilea Somarè
Milano, Gruppo Editoriale Fabbri, 1981, 279 p.
Dal risvolto di cop.: “Scopo di questo libro non è una storia della moda o
l’analisi di alcuni elementi della moda; bensì la ricerca di quelle strutture
economiche, storiche, politiche, culturali che fanno il ‘sistema-moda’ dall’i-
nizio dell’età moderna ai giorni nostri. All’interno dei vari capitoli quindi si
disegna una mappa degli elementi significativi per il cambiamento o per
conservazione della società che si specchia e si rappresenta nella moda: la
società dei potenti e dei ricchi, dei colti borghesi quindi, quella governata
dalla comunicazione di massa, oggi. Le costanti e le mutazioni della moda
vengono qui colte soprattutto attraverso il montaggio delle immagini, che
visualizza i momenti di sincronia espressiva in situazioni temporali anche
molto distanti, o quelli di contrapposizione in situazioni temporali molto
contigue.”
MODA.A.109
Patrizia Calefato
Mass moda: linguaggio e immaginario del corpo rivestito
Genova, Costa & Nolan, 1996, 115 p.
Dalla quarta di cop.: “In una cultura caratterizzata dalla centralità dell’im-
magine, la moda rappresenta un vero e proprio medium di massa, capace
di fare del “corpo rivestito” il luogo in cui si manifestano lo scambio fra i lin-
guaggi, la mescolanza dei codici, l’incrocio di messaggi diversi. […] In questo
libro l’autore analizza le dinamiche legate alla moda come strumento del
comunicare e come irrinunciabile espressione dell’identità postmoderna”.
MODA.C.9
Maria Teresa Cannizzaro
Bijoux americani
Milano, F. Motta, 2003, 383 p.
Dalla quarta di cop.: “...i bijoux americani rappresentano lo specchio di
un’epoca e datano meglio di una fotografia un periodo preciso della moda
e del costume. Nati per surrogare con materiali non costosi i gioielli veri,
hanno acquisito attraverso le capacità dei designer e delle maestranze una
ragione di essere autonoma, una grazia dell’effimero e del virtuale, che li
rende preziosi comunque” (Laura Biagiotti).
Repertorio cronologico dagli anni dieci agli anni settanta.
MODA.C.17
Anna Canonica-Sawina
Dizionario della moda
Carnago, Sugarco, 1994, 255 p.
Obiettivo dell’Autore è di formare un vocabolario attuale di tutte le espres-
sioni appartenenti al linguaggio della moda nell’abbigliamento. I lemmi re-
gistrati provengono dallo spoglio di una vasta tipologia di pubblicazioni, il
cui elenco è riportato in bibliografia. Uno scritto introduttivo mette in luce
gli aspetti etimologici di alcuni termini: parole o espressioni derivanti da
nomi (geografici, di persona, di piante o animali), nuovi significati per vecchi
significanti, prestiti dal francese e dall’inglese.
In appendice un divertente elenco di termini, vecchi e nuovi, per definire
i colori (come cacca delfino coniato per indicare il colore di un vestito per
Maria Antonietta, ecc.), e un dizionario dei creatori di moda.
MODA.B.5
Cenerentola: la scarpa ritrovata
a cura di Stefania Ricci
Milano, Electa; Firenze, Biennale di Firenze, 1998, 140 p.
Catalogo della mostra tenuta al Museo Salvatore Ferragamo di Firenze,
1998.
Nel 1998 esce il film Ever after. A Cinderella Story, è il centenario della nasci-
ta di Salvatore Ferragamo e del primo cortometraggio tratto dall’omonima
favola. In quell’anno la Biennale di Venezia ha come tema il rapporto tra
cinema e moda: quale migliore occasione per una mostra sulla scarpa per
antonomasia e sulla fiaba di Cenerentola nel cinema.
La mostra è un percorso dedicato al più erotico tra gli oggetti che si indos-
sano e di fatto protagonista della favola.
Tra i saggi presenti nel catalogo due si occupano dei costumi del film che
ha ispirato la mostra, due del personaggio di Cenerentola nel cinema e in
musica, infine Gillo Dorfles analizza gli aspetti antropologici.
MODA.A.81
Farid Chenoune
Jean Paul Gaultier
Firenze, Octavo F. Cantini, 1997, 79 p.
Un breve testo introduttivo precede le immagini che occupano la gran parte
del volume.
Recupero, accumulazione, combinamento: abiti indossati in maniera mal-
destra da indossatori dal sedere generoso o con le orecchie a sventola; fan-
ciulle fate dalle labbra spesse e seni conici e vellutati; brusche ragazze pa-
rigine con tailleur affusolati, strette in corsetti, lacci e retine infine lo stesso
Gaultier, capelli platino, costume a righe da marinaio e kilt.
MODA.B.26
Civiche raccolte d’arte applicata e incisioni Milano
Moda dal secolo XVIII al secolo XX
nelle Civiche raccolte d’arte applicata di Milano
a cura di Grazietta Butazzi
Milano, Cordani, 1990, 53 p., 19 c. di tav.
Piccola guida ragionata alla collezione di moda e costume delle Civiche rac-
colte d’arte applicata di Milano attraverso un percorso storico dal Settecen-
to ai nostri giorni.
MODA.B.52
Laura Cocciolo e Davide Sala
Atlante illustrato della moda: dalla pelle d’orso alla top model:
forme del fascino e dello stile
Colognola ai Colli, Demetra, 2001, 317 p.
Dalla quarta di cop.: “La moda: capriccio della nostra epoca, o fenomeno
dalle radici antichissime? Idealizzazione dell’effimero o linguaggio capace
di racchiudere i significati più profondi? Strumento del potere o strategia di
sovversione? Scavando nell’archeologia del costume, studiando l’origine e il
senso degli stili giovanili, aggirandosi fra le passerelle e gli atelier degli stili-
sti, questo Atlante illustrato della moda si interroga su quello che, nel bene
o nel male, è uno dei caratteri più emblematici della contemporaneità”
MODA.B.55
Vanni Codeluppi
Che cos’è la moda
Roma, Carocci, 2002, 110 p.
Dalla quarta di cop.: “Di solito si tende a far coincidere il termine “moda”
con la produzione di capi di abbigliamento. In realtà, la moda è un impor-
tantissimo fenomeno sociale che si è sviluppato parallelamente all’evolversi
della cultura moderna.
Per comprenderla è dunque necessario collocarla nel suo preciso contesto
sociale. È ciò che intende fare il libro di Codeluppi, in cui la moda è vista
attraverso tutte le principali forme che ha assunto nel tempo: moda aristo-
cratica, alta moda, prêt-à-porter, moda giovanile, mode della strada ecc.”.
MODA.C.7
Conseguenze impreviste: arte, moda, design
Ipotesi di nuova creatività in Italia, Prato, centro storico,
18 dicembre 1982 - 28 febbraio 1983
Comune di Prato, Assessorato alla cultura; Firenze, Electa, 1982, 3 v.
1. Arte, 100 p. 2. Moda, 83 p. 3. Design, 92 p.
Cataloghi della mostra tenuta a Prato tra il 1982 e il 1983.
Dall’introduzione: “La mostra vuole evidenziare il rapporto tra economia e
creatività, recuperando la discussione sulla definizione di prodotto artistico
e suggerendo come non esistano a priori soluzioni di continuità tra arte,
arte applicata e prodotto industriale, che isolino il concetto di creatività ar-
tistica nell’ambito di un empireo intoccabile. […] ci è sembrato interessante
cogliere (o suggerire) in talune espressioni dei tre settori individuati, le trac-
ce di un clima culturale omogeneo, un progressivo ibridarsi dei linguaggi e,
probabilmente, del substrato immaginifico.” Ogni volume presenta uno o
più saggi introduttivi e la documentazione delle opere esposte.
MODA.B.49-51
Doretta Davanzo Poli
Costumi da bagno
Modena, Zanfi, 1995, 135 p.
Dalla metà dell’Ottocento il costume da bagno si evolve nel nome, nell’uso,
nella forma e soprattutto nei tessuti e materiali. Dai primi bagni a scopo te-
rapeutico con costumi di lana, alla comparsa del bikini nel 1946 e successi-
vamente all’abbandono della parte superiore di questo; dai primi materiali
come la serge di lana e il jersey, fino al lastex, passando per la lycra. Una
storia di corpi che si svestono vestendosi.
MODA.A.54
Vittoria De Buzzaccarini
Giacche da uomo
Modena, Zanfi, 1994, 135 p.
Capo d’abbigliamento giudicato al suo apparire goffo e inelegante da auto-
revoli giornali di moda femminili, la giacca ha attraversato indenne cento-
cinquant’anni di storia maschile e non solo.
Linee, tagli, ideologie segnano la storia di questo capo, indispensabile per
tutte le occasioni sociali.
MODA.A.64
Vittoria De Buzzaccarini
Pantaloni e Co.
Modena, Zanfi, 1989, 138 p.
Studio approfondito dell’evoluzione dei pantaloni da un punto di vista tec-
nico e sartoriale, con cenni ai suoi accessori, bretelle e cinture. L’itinerario
storico si snoda attraverso piccole varianti c+he ne trasformano l’assetto,
che in ogni caso si risolve sempre in due tubi per infilarci le gambe.
MODA.A.65
Vittoria De Buzzaccarini, Doretta Davanzo Poli
L’abito da sposa
Modena, Zanfi, 1989, 143 p.
Fino alla fine del XVIII secolo non abbiamo traccia di una vera e propria
“moda nuziale”, perché gli abiti delle spose seguivano le forme e i colori
della moda corrente. All’inizio dell’Ottocento fa la sua comparsa il bianco e
da allora resta il colore privilegiato dell’abito da sposa, simbolo di vergini-
tà, purezza e candore tipici dalla nuova morale borghese. L’abito bianco è
sconsigliato alle spose oltre i 25 anni e assolutamente proibito alle vedove.
MODA.A.66
Vittoria De Buzzaccarini, Isabella Zotti Minici
Bottoni & bottoni
Modena, Zanfi, 1995, 143 p.
Monografia sulla storia materiale e sociale dei bottoni, in particolare nel
Novecento. Un itinerario tra ideatori, artigiani e stilisti, tra le tipologie e
le fasi di lavorazione, tra i materiali utilizzati come metallo, tessuto, osso,
madreperla, materiali di sintesi.
MODA.A.43
Amy De La Haye
Mode ’900: stili, società, mercato. Un panorama internazionale
Novara, De Agostini, 1990, 191 p.
Decade dopo decade scorrono nelle pagine del volume le immagini della
moda: dai sarti famosi al vestire quotidiano della gente comune. Accom-
pagnati da brevi e essenziali note, le centinaia di fotografie mostrano in se-
quenza schematica i capi firmati, la produzione in serie, i tessuti e i materiali
sintetici, gli accessori che hanno vestito le donne nel Novecento.
MODA.A.94
Lydia L. Dewiel
Les bijoux du classicisme à l’art déco
Paris, Gembloux, Duculot 1980, 160 p.
Guida per collezionisti. Contiene una sezione sui marchi e sulla terminolo-
gia.
MODA.C.15
Discipline della moda: l’etica dell’apparenza
a cura di Bernardo Valli, Benedetta Barzini, Patrizia Calefato
Napoli, Liguori, 2003, IX, 267 p.
Il volume raccoglie gli interventi presentati al convegno L’etica dell’apparen-
za, svoltosi a Urbino nel 2001.
Gli studi, che coinvolgono discipline come la sociologia, l’antropologia, la
semiotica, la psicologia, considerano il sistema moda nella sua complessità
provando a cogliere il nesso tra etica ed estetica. In esame le forme del
consumo di moda, le modalità di acquisto e le loro motivazioni, il ruolo di
internet nella diffusione delle informazioni e dei consumi.
MODA.B.6
Il disegno dell’alta moda italiana: 1940-1970
1. Progetto e stile: creatori della linea italiana
Roma, via della Stamperia 6, 10 febbraio - 31 marzo 1982
a cura di Bonizza Giordani Aragno
Roma, De Luca, 1982, 170 p.
Catalogo della mostra tenuta a Roma nel 1982.
La mostra è il frutto di un imponente lavoro di ricerca di disegni condotto
presso le più importanti case di moda, al fine di tracciare un profilo sto-
rico dell’alta moda italiana dal 1940 al 1970. I ritratti di creatori e stilisti
sono raccolti sotto due voci principali: Case d’alta moda che delinea le linee
biografiche e la storia dei creatori di moda, mentre Illustratori, figurinisti,
stilisti dà conto di queste tre figure di disegnatori.
Nella seconda parte il catalogo dei disegni seguiti dalle schede descrittive.
MODA.C.12
La donazione Emilio Pucci: colore e fantasia
Firenze, Centro Di, 1992, 39 p.
Pubblicato in occasione della mostra tenuta a Firenze fra il 1992 e il 1993
alla Galleria del costume di Palazzo Pitti per presentare la donazione del
sarto fiorentino.
Contiene una biografia di Pucci e il catalogo degli abiti e degli accessori do-
nati curato da Stefania Ricci.
MODA.A.6
La donazione Roberta di Camerino:
l’illusione del trompe-l’oeil come realtà di uno stile universale
Firenze, Centro Di, 1995, 36 p.
Volume pubblicato in occasione della mostra tenuta a Firenze fra il 1995 e il
1996 alla Galleria del costume di Palazzo Pitti per presentare la donazione e
celebrare i cinquant’anni di attività.
L’opera, arricchita da foto d’archivio, contiene alcuni brevi scritti sulla storia
della casa fondata da Giuliana Coen, nota con lo pseudonimo di Roberta di
Camerino.
MODA.A.5
Donazione Tirelli a Palazzo Pitti:
la vita nel costume, il costume nella vita
Chiostri ex convento S. Domenico…
Reggio Emilia, 19 dicembre 1987-17 gennaio 1988
[con un testo di Umberto Tirelli], S.l., s.n., 1987, 12 c.
Opuscolo pubblicato in occasione della mostra. Contiene schede descrittive
dei costumi e brevi biografie dei creatori.
MODA.A.118
Gillo Dorfles
La moda della moda
Genova, Costa & Nolan, 1989, 124 p.
Dal risvolto: “Nel regno della moda il corpo delle donne e degli uomini –
bipedi implumi – è libero ma insieme costretto ad avere senso: qui ogni
sproporzione è regolata, ogni sproposito è giudizioso”.
Piccola enciclopedia del gusto contemporaneo, questo volume raccoglie
saggi e articoli già apparsi e qui rimaneggiati e modificati. Riedito nel 2008
con nuovi capitoli.
MODA.B.41
Emanuel Ungaro
contributi di Federico Fellini ... [[Link].], grafica di Italo Lupi
Milano, Electa, 1992, 269 p.
Dal testo di Alain Weill: “Innanzi tutto abbiamo cercato di scoprire i suoni,
le immagini, gli incontri che avevano segnato la sua esistenza a tal punto da
costituire i pilastri del suo patrimonio affettivo e culturale. Il compito non è
facile, soprattutto per un uomo di gusto, sensibile sia al germanismo di un
Cranach che di un Dürer, sia ai maestri del Rinascimento italiano, a Matisse
o a Sam Szafran, suo amico di vecchia data. Un lavoro difficile e riduttivo,
a cui Emanuel Ungaro si è dedicato con naturale onestà, e senza neppure
l’ombra di una maschera. Perché i suoi ricordi avessero un senso, occorreva
inoltre trovare lo spazio adatto, affinché non finissero per essere delle ci-
tazioni isolate e perché, dal momento che il lettore è invitato a prenderne
atto, non sia frustrato dalla loro aridità. Abbiamo dunque scelto di infra-
mezzare l’opera di spazi, respiri, ciascuno destinato a uno degli argomenti
scelti.”
MODA.A.115
Anna Evangelista
Enciclopedia della moda
prefazione di Mila Contini
Padova, MEB, 1990, 289 p., 7 c. di tav.
Dalla quarta di cop.: “Di voce in voce, in ordine monografico, Anna Evan-
gelista, che è stata la deliziosa illustratrice del suo libro, fa conoscere a chi
legge il perché e il percome sia nata una moda, perché venga dimenticata
e poi ripresa, adattata alle varie epoche e poi di nuovo abbandonata, in un
alternarsi di leggiadro che ha però salde basi nella realtà. Perché la moda
è, a suo modo, storia; anzi, come disse il Re Sole, ‘la moda veste la storia’.”
MODA.B.54
Caroline Evans
Fashion at the edge: spectacle, modernity and deathliness
New Haven - London, Yale University Press, 2003, VII, 326 p.
Il volume, di taglio analitico teorico, analizza la moda e i suoi contesti negli
ultimi anni del XX secolo. L’Autore in particolare mette in evidenza gli aspet-
ti e i temi più disturbanti del lavoro degli stilisti, dei fotografi e delle sfilate,
come la morte, l’alienazione, la crudeltà.
MODA.A.59
Robert Fairer
Alexander McQueen: dietro le quinte
introduzione e note alle collezioni di Claire Wilcox
Milano, 24 Ore Cultura, 2016, 351 p.
Dalla fascetta: “Robert Fainer, eccellenza della fotografia di backstage a Vo-
gue America per oltre un decennio, apre per la prima volta il suo archivio,
svelando immagini sorprendenti, rimaste finora tra i segreti meglio custo-
diti della moda. Seguendo l’intero percorso di McQueen dagli anni Novanta
fino all’ultima collezione, ‘Plato’s Atlantis’, Alexander McQueen. Dietro le
quinte è un omaggio alla peculiare bellezza delle creazioni dello stilista e al
lavoro febbrile nel backstage dei suoi fidati collaboratori. Le intense foto-
grafie di Fairer colgono il glamour, l’energia e lo spirito che hanno trasfor-
mato le favolose sfilate di McQueen in eventi, e consentono di comprende
l’opera di uno degli stilisti più appassionanti dei nostri tempi.”
MODA.A.110
Calogera Falzone Nelli
La moda nella storia: dall’antico Egitto alla fine della guerra fredda
Roma, De Luca, 1995, 275 p.
Il volume intende analizzare il divenire della moda nelle varie epoche sto-
riche, fornendo elementi sia storici che culturali che consentono di inqua-
drare le forme che l’abbigliamento ha assunto e le ragioni che lo hanno
determinato. L’evoluzione della moda è inserita in un quadro che compren-
de l’economia e la società, i rapporti con l’architettura, l’arte figurativa, i
movimenti culturali; la moda diventa così strumento di interpretazione di
una determinata epoca.
I disegni che accompagnano il testo sono dell’Autore.
MODA.B.8
Fashion
Roma, La Repubblica, 2006, 4 vol.
1. Colin McDowell, Fashion, 281 p. 2. Colin McDowell, Fashion, P. 286-513
3. Dizionario della moda: A-K, 261 p. 4. Dizionario della moda: L-Z, P.
265-521
I primi due volumi sono la riedizione del classico dello studioso e giornalista
inglese McDowell Moda oggi edito da Phaidon: il mondo della moda dall’in-
troduzione del “New Look” di Dior nel 1947 ai primi anni del XXI secolo.
L’opera è suddivisa in tredici capitoli tematici e indipendenti, con fotografie
straordinarie. In appendice bibliografia e cronologia.
Chi apprezza la serie TV Mad men veda la fotografia di Juergen Teller per
Jigsaw Menswear 1997-1998 a pagina 230 del primo volume.
Il terzo e quarto volume sono l’edizione dell’opera Fashion book, diziona-
rio per immagini di stilisti, fotografi, modelle, illustratori, icone della moda.
Ogni voce è illustrata da una fotografia o da un disegno per cogliere l’essen-
za del personaggio; tali immagini sono corredate da brevi note esplicative
e un cenno biografico.
MODA.A.45-48
Fashion: une histoire de la mode du XVIIIe au XXe siècle
Les collections du Kyoto costume Institute
Köln, Taschen, 2002, 735 p.
Il Museo del costume di Kyoto, fondato nel 1978, ha una delle più ricche
collezioni di abiti e accessori occidentali da donna a partire dal XVIII secolo.
Il volume, quasi interamente dedicato alle fotografie degli esemplari, è an-
che una sorta di catalogo ragionato, suddiviso per secoli, di una selezione
dei pezzi più significativi dell’istituzione, i quali offrono un panorama dell’e-
voluzione del costume in Occidente.
Tra gli apparati un dizionario degli stilisti, un glossario e una bibliografia.
MODA.A.72
Fashion design: 1895-1920
Amsterdam, The Pepin press, 1999, 240 p.
Il volume illustra i cambiamenti dell’abbigliamento dagli anni dell’Art Nou-
veau, dello Jugenstil e della Belle-Époque fino alla Grande guerra attraver-
so disegni di vestiti, soprabiti, indumenti intimi, cravatte, sciarpe, cappelli,
scarpe e altro ancora. Le immagini, perlopiù in bianco e nero, selezionate
dal curatore Joost Hölscher, formano un repertorio dettagliato e un punto
di riferimento per gli studiosi di storia del costume.
Testo anche in tedesco, spagnolo, italiano e francese.
MODA.A.68
Fashion design 1800-1940
Amsterdam, The Pepin Press, 2000, 408 p.
Curato da Joost Hölscher, Dorine van den Beukel e Pepin van Roojen, il volu-
me, simile al precedente, copre un intervallo temporale più ampio e illustra
i cambiamenti della moda e dell’abbigliamento ordinario attraverso disegni
d’epoca raffiguranti ogni tipo di capo di vestiario e accessori, suddivisi in
categorie.
Testo anche in tedesco, spagnolo, italiano e francese.
MODA.A.69
Leslie Field
The Queen’s Jewels: the Personal Collection of Elizabeth II
New York, Abrams, 1997, 192 p.
Dal risvolto di cop.: “The first book prepared with the full cooperation of
Buckingham Palace, The Queen’s Jewels tis a fascinating, thoroughly re-
searched account of four hundred years of the royal family’s jewels. Or-
ganized by gemstone (amethysts, aquamarines, coral, diamonds, emer-
alds, pearls, pearls and diamonds, rubies, sapphires and turquoises – with
a chapter also on the Crown Regalia), it catalogues the jewellery that the
Queen has inherited or has received as gift from her family.”
MODA.A.125
Aurora Fiorentini Capitani
Moda italiana anni cinquanta e sessanta
Firenze, Cantini, 1991, 125 p.
I due decenni su cui si focalizza il libro furono gli anni più significativi per la
nascita e lo sviluppo della moda italiana. Il saggio, che precede l’apparato
iconografico, mette in luce non solo le iniziative che furono prese agli inizi
degli anni cinquanta, in particolare a Firenze, ma anche le trasformazioni
del gusto avvenute in quel periodo.
Il volume si basa su materiale documentario attinto soprattutto da archivi
privati, mentre la documentazione iconografica è costituita da illustrazioni
tratte da periodici dell’epoca, fotografie originali, disegni e figurini inediti.
MODA.A.78
FIT New York
Fashion Designers A-Z: the collection of the Museum at FIT
text by Valerie Steele; foreword by Suzy Menkes;
with contributions by Fred Dennis ... [et al.] and illustrations by Robert Nippoldt
Koln, Taschen, 2016, 644 p.
Dall’introduzione di Suzy Menkes: “The Fashion Institute of Technology has
edited its powerful collection just as today’s woman refines her wardrobe,
to state who she is and what she stands for. The Museum in New York City
has embraced the sculpural style of Cristόbal Balenciaga, for postwar wo-
men who still liked it haute; the sweet romance of Christian Dior’s nostalgic
vision; the famously savage beauty of Alexander McQueen; the punk politi-
cs of Vivienne Westwood; and the flat-plane Japanese clotes, breaking dra-
matically with Western style, of Rei Kawakubo or Yohij Yamamoto. […] As
well as selecting five hundred pieces out of fifty thousand in the museum’s
archives, the curators explain why these are key to the unfolding story of
changing style. The museum has thus metaphorically X-rayed its own col-
lection to get under fashion’s skin.”
MODA.A.111
Béatrice Fontanel
Busti e reggiseni: l’epopea del seno dall’antichità ai giorni nostri
Rimini, Idealibri, 1997, 159 p.
Storia sociale del seno e dei capi che lo hanno stretto e accolto fino alla sua
liberazione.
MODA.A.32
French fashion illustrations of the twenties:
634 cuts from La Vie Parisienne
edited and arranged by Carol Belanger Grafton
New York, Dover Pubblications, 1987, 89 p.
Repertorio di figurini tratti dalla rivista “La vie Parisienne” che documenta
la moda femminile parigina nel periodo 1918-1928. Suddiviso per anni e
purtroppo privo di testi.
MODA.A.11
Melissa Gabardi
Gioielli anni ‘40: i gioielli degli anni quaranta in Europa
Milano, Gruppo Giorgio Mondadori, 1982, 141 p.

Dal risvolto di cop.: “...i monili degli anni ’40 hanno un carattere preciso,
che rappresenta nella gioielleria l’ultimo degli stili con un design immedia-
tamente riconoscibile. Vistosi e massicci, tridimensionali come sculture e
carichi d’oro, ma poveri di pietre importanti, i gioielli degli anni ’40 si di-
stinguono anche per la singolarità dei modelli allora in votga: clips a forma
di nodi e di bouquet di fiori, braccialetti a catena snodata, che ricordano i
cingolati dei carri armati, spille dai motivi a volute, a panneggi, a trucioli.”
MODA.A.120
Galleria del costume
Le collezioni: l’abito e il volto. Storia del costume dal XVIII al XX secolo
a cura di Caterina Chiarelli, Carlo Sisi, Giovanna Tennirelli
Livorno, Sillabe, 2003, 95 p.
Piccola guida catalogo della mostra tenuta alla Galleria del costume nel 2003.
Dalla prefazione: “Talvolta l’abito può sopravvivere al suo proprietario; sem-
bra farlo al fine di perpetuare il ricordo ma, anche se il personaggio è viven-
te, l’abito può rimanere come testimonianza di un momento significativo
della vita. […] L’esposizione esprime il tentativo di tracciare una storia della
moda, attraverso abiti e oggetti di grande pregio, i quali, oltre ad essere te-
stimonianza della cultura e del gusto del loro tempo, hanno acquisito una
ulteriore valenza storica in virtù della conoscenza delle loro origini. La scelta
dei capi è stata infatti dettata dalla loro originaria appartenenza a personaggi
significativi della storia, della cultura e dello spettacolo dal secolo XVIII ai
nostri giorni”.
MODA.C.2
Galleria del costume
Le collezioni: moda e stile, interpretazioni personali
nella storia dell’abbigliamento
a cura di Caterina Chiarelli, Roberta Orsi Landini
Livorno, Sillabe, 2006, 93 p.
Piccola guida catalogo della mostra tenuta alla Galleria del costume nel
2006.
Dalla quarta di cop.: La peculiarità della mostra “...sta nel creare, lungo il
percorso espositivo, dei momenti di riflessione e di approfondimento de-
dicati alla presentazione di guardaroba appartenuti a persone che hanno
accolto le tendenze della moda talvolta interpretandole con gusto perso-
nale. Per guardaroba si intende in questo caso non la molteplicità dei capi
d’abbigliamento, dalla biancheria intima al soprabito, bensì una selezione di
alcuni esemplari appartenuti ad uno stesso soggetto, che ne rappresentino
lo stile e il gusto personale”.
MODA.C.1
Galleria del costume
La Galleria del costume, 3
Firenze, Centro Di, 1988, 93 p.
Scopo del catalogo è presentare una selezione di circa cinquanta abiti che
documentano le nuove acquisizioni della Galleria. Due saggi sono dedicati
alla donazione della marchesa Carlotta Antinori mentre un terzo si occupa
dei metodi per la conservazione e esposizione degli abiti a Palazzo Pitti.
Ogni pezzo è corredato da una accurata scheda descrittiva.
Terza uscita della collana La Galleria del costume.
MODA.A.88
Galleria del costume
La Galleria del costume, 4
Firenze, Centro Di, 1990, 103 p.
In questo numero della collana, oltre settanta pezzi tra abiti e accessori
vengono presentati e accompagnati da precise schede descrittive. In parti-
colare sono documentate la seconda parte della donazione Antinori; alcuni
pezzi della donazione Tirelli presenti nella mostra del 1986-1987; gli abiti
donati dalla famiglia Albano; una serie di scarpe comprendenti alcuni esem-
plari di Ferragamo.
Due i saggi: uno sul rapporto tra tipo di stoffa e abiti femminili nei secoli
XVIII e XIX, l’altro sull’analisi e restauro di abiti modificati.
MODA.A. 89
Galleria del costume
La Galleria del costume, 5
Firenze, Centro Di, 1993, 103 p.
Quinta selezione di abiti della Galleria. Nell’introduzione la direttrice Kir-
sten Aschengreen Piacenti riassume la storia e le attività svolte nei primi
dieci anni di attività. Circa sessanta i pezzi donati presentati nel catalogo, tra
i quali una serie di gilet, come sempre corredati da schede puntuali.
Tre i saggi: il primo analizza i codici dell’abbigliamento e delle buone ma-
niere nell’ambito della civiltà borghese, il secondo il rapporto tra moda ed
emancipazione femminile tra Ottocento e Novecento, l’ultimo la composi-
zione del disegno per tessuti prima e dopo l’industrializzazione.
MODA.A.90
Fiora Gandolfi
Gonne e gonnelle
Modena, Zanfi, 1989, 143 p.
L’evoluzione della sottana racconta lo stretto legame tra ideologia e imma-
gine della donna, un percorso tra le mode e i tagli degli orli. Dapprima tuni-
che, poi a cono e a campana, alla fine del Seicento appare la gonna vera e
propria. Nel Settecento si gonfia sostenuta da una struttura di vimini; all’i-
nizio dell’Ottocento il rigonfiamento si sposta sui fianchi, per poi assumere
una forma a campana e nel 1860 la massima dimensione si ha con la forma
a mongolfiera. Cambiamento radicale nel Novecento con la nascita del tail-
leur e negli anni venti il ginocchio fa capolino. Nel 1965 si accorcia come
non mai per poi allungarsi fino a toccare terra.
MODA.A.67
Il genio antipatico: creatività e tecnologia
della moda italiana 1951-1983
a cura di Pia Soli
Milano, A. Mondadori, 1984, 407 p.
Catalogo della mostra tenuta a Roma nel 1984.
Omaggio a grandi stilisti italiani presentati in ordine di apparizione nella
“passerella” dell’alta moda. Poche parole e moltissime immagini. Ogni se-
zione è introdotta da una nota di un giornalista di moda.
MODA.A.40
Gianni Versace
a cura di Chiara Buss, Richard Martin
Milano, Leonardo arte, 1998, 213 p.
Catalogo delle mostre tenute a Villa Olmo, Como, Gianni Versace, e alla
Fondazione Antonio Ratti, Gianni Versace, la reinvenzione della materia, nel
1998.
L’edizione originale fu pubblicata dal Metropolitan Museum of Art di New
York, come catalogo della mostra ospitata dal museo fra il 1997 e il 1998.
Nell’introduzione Martin analizza la filosofia creativa dello stilista centrata
sul modello delle donne di strada: “Nessuno ha portato la prostituta nella
moda come ha fatto lui”.
Le due mostre sono complementari: gli abiti sono il soggetto della prima,
nella seconda protagonisti sono i tessuti tradizionali e i nuovi materiali: la
pelle usata come una stoffa, la gomma o la plastica vinile.
Testo anche in inglese.
MODA.A.50
Luisa Gibellini, Carmela B. Tomasi
Disegno per la moda: ideazione e progettazione
Roma, CLITT, 2002-2004, 2 v. (335 p.; 222 p.) + 2 alleg. (quaderni operativi)
Testo per gli istituti professionali che ordina e documenta il percorso di-
dattico–formativo della disciplina del disegno di moda. Il percorso è orga-
nizzato in tre sezioni: orientamento al settore tessile e abbigliamento, il
disegno e la grafica, le tipologie di abbigliamento. Ogni sezione è costituita
da una documentazione iconografica, da una parte di studio e analisi e da
una orientata agli aspetti più tecnici della didattica con modelli, tabelle e
schemi.
MODA.A.82-83
MODA.A.84-85 alleg.
Ada Gigli Marchetti
Dalla crinolina alla minigonna:
la donna, l’abito e la società dal XVIII al XX secolo
Bologna, CLUEB, 1995, 249 p.
Dalla quarta di cop.: “La moda non è solo futilità. Il modo di vestire di una
collettività infatti è sempre strettamente legato alla sua storia politica, eco-
nomica, sociale e ideologica. […] Il volume ripercorre le tappe più significa-
tive dell’evoluzione della moda delle italiane, dal Settecento ai nostri giorni,
mettendo in luce tutto il complesso intreccio dei fenomeni socio-economi-
ci, culturali e di costume che accompagnano tale processo”.
MODA.B.43
I gioielli dei Medici: dal vero e in ritratto
a cura di Maria Sframeli
Livorno, Sillabe, 2003, 231 p.
Catalogo della mostra tenuta a Palazzo Pitti fra il 2003 e il 2004.
Argomento della mostra è la gioielleria medicea fra XVI e XVIII secolo, testi-
moniata dai reperti sopravvissuti e documentata dai ritratti d’epoca.
Cinque i saggi che introducono il catalogo suddiviso per sale. Ogni opera è
descritta con minuzia e reca una bibliografia. Imponenti gli apparati docu-
mentari e bibliografici che chiudono il volume.
MODA.A.101
I gioielli d’epoca
Roma, Wefag, 1992, 93 p.
Breve storia anche iconografica dei gioielli.
MODA.B.60
I gioielli del ‘900
S.l., Fratelli Melita, 1989, 32 p., 57 c. di tav.
Breve storia anche iconografica dei gioielli del ‘900.
MODA.B.61
Bonizza Giordani Aragno
Callaghan: 1966. La nascita del prêt-à-porter italiano
Milano, Mazzotta, 1997, 293 p.
Trent’anni di moda italiana visti attraverso i rapporti tra l’industria e lo stili-
smo.
Tre le parti in cui è suddiviso il volume: la storia dell’azienda Zamasport e
del marchio Callaghan; i profili degli stilisti che si sono succeduti nel dise-
gnare le collezioni (Albini, Versace, Tarlazzi, Gigli, Crolla); una parte di im-
magini, disegni, fotografie e campagne pubblicitarie.
MODA.A.92
Bonizza Giordani Aragno
900 il secolo alla moda, 1900-2001: sorelle Fontana
Roma, Promograph Comunication, 2002, 123 p.
Storia di un atelier: biografia di una famiglia, ma anche di una azienda e una
fondazione, iniziata a Traversetolo nel 1907 e che continua a Roma in via
Sebastianello, sede della Fondazione Micol Fontana, fondata nel 1994 per
tutelare l’archivio della sartoria.
Organizzata per sezioni tematiche: album di famiglia, personaggi, cinema,
esposizioni, etc. Volume in bianco e nero, con una cronologia e una biblio-
grafia.
MODA.A.74
Cristina Giorgetti
Manuale di storia del costume e della moda
Firenze, Cantini, 1992, 478 p.
Volume didattico e di divulgazione di qualità. La trattazione comprende un
vasto campo geografico e storico abbracciando l’Europa, la Mesopotamia e
l’antico Egitto, dall’antichità agli anni ottanta. Notevole la scelta delle illu-
strazioni che accompagnano il testo, in particolare le riproduzioni di carta-
modelli mostrano gli aspetti più propriamente sartoriali. Ampia bibliografia.
MODA.A.55
Sofia Gnoli
Moda italiana 1950-1970
Roma, Società Italiana Dante Alighieri, 2000, 63 p.
Catalogo della mostra tenuta a Reggio Emilia, Galleria Parmeggiani, 10-25
novembre 2001.
La curatrice nel saggio introduttivo delinea le radici e la nascita dell’alta
moda italiana.
Dagli inizi a Roma e poi Firenze, negli anni cinquanta e sessanta, il baricen-
tro della moda italiana si sposta a Milano negli anni sessanta e settanta, con
la nascita del prêt-à-porter.
Nella seconda parte il catalogo della mostra.
MODA.A.10
Sofia Gnoli
Un secolo di moda italiana: 1900-2000
Roma, Meltemi, 2005, 282 p.
Dalla quarta di cop.: “Dall’egemonia francese dei primi del Novecento fino
al trionfo del made in Italy e all’affermazione nel mondo dei nostri stilisti,
questo volume ripercorre tutte le tappe della storia della moda italiana”.
Una corposa bibliografia completa l’opera.
MODA.C.5
Guido Gregorietti
I gioielli: storia e tecnica dagli egiziani ai contemporanei
Milano, Mondadori, 1978, 166 p.
Dal risvolto di cop.: “La narrazione che Guido Gregorietti fa della favolo-
sa storia dei gioielli non è attenta solo alle notazioni aneddotiche e alle
variazioni di tecniche, ma sottolinea la partecipazione degli artisti, che fa
della storia dell’ornamento prezioso un importante capitolo della storia del-
le arti. Ma molteplici aspetti dell’evoluzione della cultura e del costume si
intrecciano con quella dei gioielli.”
MODA.A.129
Vinciane van Grotenhuis van Onstein
Diamond divas
[Schoten], BAI, 2008, 207 p.
Pubblicato in occasione della mostra “Diamond divas”, tenuta nel Diamond
Museum della Provincia di Anversa, dall’11 aprile all’8 giugno 2008
Dal risvolto di cop.: “L’exposition relate une histoire illustre où des bijoux
exceptionnels s’avèrent indossociables de personnages exceptionnels. Ici,
pour la première fois, le public peut s’extasier devant des bijoux fabuleux
appartenant ou qui ont été portés par les riches et célèbres de ce monde,
tout en jetant un coup d’œil furtif aux vies glamoureuses que masque cette
somptueuse collection.”
MODA.A.119
Il guardaroba di una cantante: vestiti e costumi del primo Novecento
a cura di Silvio Fuso e Sandro Mescola
Venezia, Comune di Venezia, 1983, 100 p.
Catalogo della mostra tenuta a Venezia nel 1983 che presenta il guardaroba
del soprano Alice Zeppilli.
Introduce il saggio Quei ruggenti anni di primo secolo di Omar Calabrese,
biografia e foto d’epoca nella prima parte, segue il catalogo suddiviso in tre
sezioni: vestiti, costumi e accessori.
MODA.A.9
Valérie Guillaume
Courrèges
Paris, Assouline, 1998, 79 p.
Courrèges fu uno dei più importanti stilisti degli anni sessanta e settanta:
gli anni della conquista dello spazio. Ingegnere di formazione disegnò con
stile spaziale futuristico abiti fatti con materiali all’epoca innovativi e inu-
suali come il PVC e la pelle in vernice e ideò gli stivaletti con il tacco basso
noti come “go-go boots”. Nel 1965 introdusse la minigonna nell’alta moda e
lanciò le famose Lunettes Eskimo, occhiali da sole con lenti molto grandi e
una fessura sottile al centro che ricorda una palpebra socchiusa. Il suo capo
per eccellenza resta la “petite robe blanche”, ovvero il mini abito bianco che
diventò molto popolare negli anni settanta.
MODA.B.34
Traude Hansen, Wiener Werkstaette
Mode: Stoffe, Schmuck, Accessoires,
unter mitarbeit von Gino Wimmer
Wien-München, Christian Brandstätter, 1984, 207 p.
Il libro offre uno sguardo sulla scena artistica a viennese che si è cimentata
anche nella moda. Artisti come Hoffman. Moser e Klimt si sono interessati a
questo ambito con il tentativo di dare forma artistica alla riforma dell’abito
che doveva sostituite la moda troppo influenzata dalla produzione di mas-
sa. Testo in tedesco. 428 illustrazioni, di cui 164 a colori
MODA.A.113
Henny Harald Hansen
Storia del costume
Torino, Marietti, 1981, 169 p.
Dalla prefazione di Gianluigi Marianini: “ritengo subito cosa vana illustrare
un’opera a sua volta illustrativa e ancor più decantarne i molti pregi che, in
questo libro di piccola mole, facilmente consultabile, chiaro, limpido, es-
senziale, antiretorico, scattante, consono alle necessità di un rapido orien-
tamento, balzano agli occhi da sé”.
MODA.B.1
Megan Hess
Coco Chanel: un’icona di stile
Milano, Mondadori, 2016, 207 p.
Dalla quarta di cop.: “Questo libro racconta la vita, i luoghi, gli amori, le
intuizioni e i capricci di una donna che ha osato rompere gli schemi, rivolu-
zionando il guardaroba femminile. I suoi cappelli, il tailleur declinato in infi-
nite varianti, il tubino nero, pochi colori elegantemente combinati – bianco,
nero, beige, oro, rosso – e poi il profumo N°5, la bigiotteria, la borsetta
trapuntata, la classica décolletée bicolore hanno conquistato le donne di
Parigi, poi di tutto il mondo.”
MODA.B.58
Histoires du jeans de 1750 à 1994:
Musee de la mode et du costume, 25 octobre 1994-12 mars 1995
Paris, Paris-Musees, 1994, 176 p.
Catalogo della mostra. Il volume contiene saggi sull’origine e la storia del
tessuto e del colore; la nascita dei jeans moderni, inventati nel 1871, in-
dossati prima come abiti da lavoro e poi divenuti capo di moda. I jeans nel
cinema e nell’arte.
MODA.A.31
Mark Holborn
Issey Miyake
Köln, Taschen, 1995, 156 p.
Biografia artistica dello stilista giapponese, dal 1970, anno in cui fonda il
Miyake Design Studio a Tokyo. Riccamente illustrato con pubblicità, foto-
grafie di mostre e di spettacoli.
In appendice una cronologia e bibliografia.
Testo in inglese, tedesco e francese.
MODA.A.52
The Home Pattern Company 1914 fashions catalog
The Home Pattern Company, with a new introduction by Kristina Harris
New York, Dover Publications, 1995, 88 p.
Si tratta della riedizione del volume The Home Book of Fashions, Winter
1914, Volume 1, Number 2.
Le illustrazioni, a colori nell’originale, sono qui riprodotte in bianco e nero.
Catalogo delle novità della moda femminile e per bambini rivolto al pubbli-
co americano, nonché guida di arte sartoriale.
MODA.A.15
Thomas Hope
Costumes of the Greeks and Romans
New York, Dover Publications, 1962, XLVIII, 300 p.
Riedizione dell’opera pubblicata per la prima volta nel 1812, pietra miliare
della storia dell’abbigliamento greco-romano.
Contiene 300 tavole con oltre 700 disegni di costumi civili e militari, acces-
sori, gioielli, utensili e arredi, oggetti di vita quotidiana, strumenti musicali.
Indispensabile strumento per studenti e studiosi di storia dell’abbigliamen-
to, costumisti e disegnatori di moda.
MODA.B.47
Istituto statale d’arte Aldo Passoni
La collezione di abiti dell’Istituto statale d’arte Aldo Passoni di Torino
Torino, CELID, 1999, 55 p.
La raccolta di abiti e accessori dell’Istituto consta di oltre mille pezzi, frutto
di doni privati provenienti prevalentemente da famiglie torinesi. L’opuscolo
presenta una breve storia della collezione, una selezioni dei capi più signifi-
cativi delle varie sezioni, informazioni sull’archivio e la biblioteca.
MODA.B.38
Marie Andrée Jouve
Balenciaga
Firenze, Octavo, 1997, 79 p.
Balenciaga è stato il più conosciuto tra i creatori di moda spagnoli. Uomo
discreto, aveva una avversione per la pubblicità, la stampa, i fotografi e la
mondanità.
L’impronta della Spagna traspare in tutta la sua attività: il nero e il marrone
scuro, i ricami pesanti di passamanerie cariche di jais, i bianchi luminosi, i
merletti neri, la seta pesante, la svasatura a trapezio degli abiti.
Carmel Snow su “Harpers Bazaar”: “Questa semplicità di così difficile imi-
tazione ha un segreto che non è mai stato possibile copiare: la costruzione
rigorosa e l’esecuzione magistrale”.
Volume in gran parte illustrato a lutto, con un breve testo introduttivo.
MODA.B.28
Lydia Kamitsis
Madeleine Vionnet
Firenze, Octavo, 1997, 79 p.
Stilista attiva tra le due guerre, sognò l’abito con una sola cucitura e come
modello usò il peplo greco: semplice rettangolo di stoffa adattato al corpo
con fermagli sulle spalle e un cordone annodato in vita, che lei sviluppa ser-
vendosi dello sbieco, qualità del tessuto che le consente di creare abiti fluidi
e drappeggianti dalla caduta perfetta. Libertà di movimento e esaltazione
della forma del corpo sono le cifre del suo stile.
Volumetto piatto per abiti non euclidei.
MODA.B.36
Lydia Kamitsis
Paco Rabanne
Firenze, Octavo, 1998, 79 p.
Avverso all’ago e al filo, trasforma in abito ogni oggetto prefabbricato tanto
da essere definito da Chanel “il metallurgico”.
Preferisce usare materiali non pregiati come il rhodoïd (materiale plastico
rigido tagliato in moduli geometrici perforabili e tenuti insieme da anelli
metallici), palline metalliche (sottratte ai grembiuli da macellaio), il masche-
rino per diapositive, fibre ottiche, l’alluminio e la carta ignifuga.
Nel 1966 sgomentò il pubblico facendo sfilare dodici indossatrici scalze e
abbigliate con vestiti “importabili” al suono di Marteau sans maître di Bou-
lez.
Volume prevedibilmente cartaceo e quindi privo degli interstizi cari a Ra-
banne, che ne rivelerebbero la nudità.
MODA.B.31
Kimono: l’arte del bello nella cultura giapponese
a cura di Anna Jackson; con testi di Nagasaki Iwao ... [et al.]
Milano, Electa, 2016, 319 p.
Dal risvolto di cop.: “Il kimono – l’abito tradizionale della società nipponica,
codificato secondo regole antiche che determinano genere, classe e status
di chi lo indossa – si distingue per la forma essenziale a ‘T’, ricavata da ta-
gli di stoffa che scendono dritti dalla spalla. Una cucitura centrale lungo la
schiena unisce le due metà, cui vengono attaccate le maniche, e applicati
il colletto e il sopracolletto. […] Se nei secoli la forma del kimono non ha
sostanzialmente subito cambiamenti, l’assoluta varietà delle decorazioni si
è evoluta nel tempo, trasformandolo in manufatto propriamente ‘artistico’.
Sete e tessuti dai mille colori, motivi ornamentali tessuti a mano, ricami di
fattura finissima ci raccontano una cultura figurativa millenaria.”
MODA.A.112
René König
Il potere della moda
Napoli, Liguori, 1992, 223 p.
Dalla quarta di cop.: “La moda è un complesso processo di sperimentazione
sociale, di crescente attualità e di profondo impatto. […] In questo volume
König esamina il fenomeno della moda in chiave microsociologica, senza
peraltro trascurare i problemi soggettivi e quelli macrosociologici”.
MODA.B.44
Kojiro Kumagai
Fashion illustrations: ladies, men & children
Tokyo, Graphic-sha, 1984, 141 p.
Manuale di disegno anatomico umano con soggetti caucasici, capi di abbi-
gliamento, scarpe e cappelli; due sezioni trattano di acconciature e trucco.
Testo in giapponese.
MODA.A.56
Ludmila Kybalova, Olga Herbenova, Milena Lamarova
Enciclopedia illustrata della moda
Milano, La Pietra, 1969, 603 p.
La prima parte presenta, ordinato cronologicamente, un panorama dell’e-
voluzione storica dell’abbigliamento visto nel suo insieme. Nella seconda
parte si trovano invece le storie specifiche di ciascuno degli elementi che lo
compongono, dal copricapo alle calzature. Il carattere dell’opera è soprat-
tutto storico-iconografico.
Contiene un indice degli artisti e uno analitico.
MODA.B.20
Lancetti fashion ’97
Parma, STEP, 1997, 68 p.
Catalogo della mostra curata da Alberto Nodolini dedicata al “sarto pittore”
tenuta alle Terme Berzieri di Salsomaggiore nel 1997. Il volume in forma-
to tabloid mette insieme copertine, fotografie e giudizi estratti dai più im-
portanti periodici di moda che percorrono la carriera di Lancetti dal 1963,
quando incoraggiato da Palma Bucarelli fondò una propria casa di moda.
MODA.A.1
Paolo Lombardi
Maglia, maglietta, maglione
Milano, Idealibri, 1985, 104 p.
Storia sociale e tecnica della polo, dei pullover, della T-shirt: le fibre e i filati,
gli intrecci e le tecnologie della maglieria. Le vicende sociali e commerciali
di modelli ormai classici del guardaroba maschile.
La struttura della maglia, composta dagli anelli formati dall’andirivieni di un
unico lunghissimo filo, la rende duttile, confortevole, piacevole al tatto e
alla vista assicurando al contempo protezione dall’aria aperta e dispersione
del calore corporeo in eccesso.
Quando il volume venne pubblicato era troppo presto per parlare di Sergio
Marchionne che, in ognuna delle sue tre case, tiene trenta pullover tutti
uguali.
MODA.B.40
Giorgio Marangoni
Evoluzione storica e stilistica della moda
Opera, SMC, 1989-1998, 3 v.
1. Dalle antiche civiltà mediterranee al Rinascimento, 1997, 317 p., XXII c. di tav.
2. Dal secolo del barocco all’eclettismo degli stili, 1989, 317 p., XXII c. di tav.
3. Il Novecento: dal liberty alla computer art, 1998, 319 p., XXIV c. di tav.
Opera divulgativa. L’esposizione mette in evidenza il fatto che l’abbiglia-
mento, come arte decorativa, ha subito nel corso del tempo l’influenza del-
le arti maggiori: da qui l’esigenza di un parallelismo tra evoluzione stilistica
nell’arte e i mutamenti nelle forme dell’abbigliamento. Illustrata con circa
duemila disegni in bianco e nero, appositamente creati da Aldo Beltrami e
Laura Cappelletti con cura e coerenza di stile e ricavati da fonti originali, e
da un piccolo atlante storico della moda costituito da circa settanta tavole a
colori fuori testo inserite nei tre volumi.
MODA.B.12-14
Massimo Mariani
Styling & moda: progetto disegno tendenze
Corso avanzato di grafica professionale
Milano, Ikon, 1994, 158 p.
Libro didattico. Nella prima parte l’Autore delinea una storia dell’abbiglia-
mento; nella seconda si occupa del concetto di modello come prototipo e
delle sue variazioni. La teoria della rappresentazione nella moda e il dise-
gno di moda completano il volume.
MODA.A.36
Vincenza Maugeri, Angela Paffumi
Percorsi di storia della moda e del costume
Bologna, Calderini edagricole, 2001-2003
1. 2001, XI, 335 p. 2. 2001, IX, 196 p.
3. 2003, 246 p. 4. Guida per l’insegnante, 53 p.
Testo didattico. I contenuti di questo manuale, suddivisi per moduli, privile-
giano gli elementi della storia del costume e della moda che maggiormente
hanno improntato l’abbigliamento. Tra gli obiettivi che si propongono gli
autori: la comprensione degli elementi delle evoluzioni stilistiche in rappor-
to al contesto storico, artistico e sociale; l’uso della corretta terminologia
dell’abbigliamento; la capacità di interpretare le immagini e saper descrive-
re i costumi e gli accessori; infine la capacità di utilizzare le conoscenze per
ideare e progettare in campo sartoriale.
MODA.B.16-19
Claude Mazloum
Come scegliere, acquistare, indossare i gioielli e le pietre preziose
Roma, Gremese, 1990, 185 p.
Dal risvolto di cop.: “La prima parte del volume è dedicata all’analisi appro-
fondita delle quattro pietre preziose vere e proprie (diamante, smeraldo,
zaffiro e rubino) e di altre sessanta pietre dure fra le più belle e facilmente
reperibili su mercato italiano e internazionale. La seconda parte si propone
come un’utilissima guida all’acquisto e, perché no?, all’eventuale vendita di
pietre e gioielli.”
MODA.B.62
I mestieri della moda a Venezia dal XIII al XVIII secolo:
Ala napoleonica e Museo Correr, Venezia giugno-settembre 1988
S.l., s.n. 1988, 353 p.
Catalogo della mostra.
L’esposizione, curata da Doretta Davanzo Poli, riassume l’evolversi delle Arti
veneziane, dalla nascita dei loro statuti nel XIII secolo fino al loro sciogli-
mento nel 1797, che a Venezia si occupavano di “moda” e di tutte quelle
“arti minori” che produssero accessori di ogni genere. Ogni mestiere è ana-
lizzato e rappresentato in una sezione del catalogo. Oltre ad abiti e stoffe
preziose, calzature, merletti, cappelli e occhiali, nell’esposizione trovano
una collocazione anche dipinti, disegni, incisioni raffiguranti la vita artigiana
e le fasi di lavoro, utensili, macchine e ferri del mestiere, le botteghe e le
loro insegne.
Testi in italiano e inglese.
MODA.A.102
1922-1943: vent’anni di moda italiana.
Proposta per un museo della moda a Milano,
Milano, Museo Poldi Pezzoli 5 dicembre 1980 - 25 marzo 1981
a cura di Grazietta Butazzi
Firenze, Centro Di, 1980, 143 p.
Catalogo della mostra. Rassegna e analisi storica della moda nel periodo
fascista. Contiene un approfondito saggio della curatrice con bibliografia
e uno sulle uniformi civili nel Regime fascista. Il catalogo presenta abiti,
accessori e biancheria con dettagliate didascalie.
MODA.A.13
Missonologia: il mondo dei Missoni
a cura di Isa Tutino Vercelloni
Milano, Electa, 1994, 161 p.
Catalogo della mostra dedicata al lavoro dei Missoni e realizzata in occasio-
ne del premio Pitti conferito a Ottavio e Rosita Missoni per i quarant’anni
di carriera.
MODA.A.29
Moda: l’evoluzione del costume e dello stile
Milano, Gribaudo, 2016, 480 p.
Dalla quarta di cop.: “Questo volume riccamente illustrato è la guida defini-
tiva a tutto ciò che sia mai stato indossato, racconta i protagonisti, le icone
e i più famosi trend-setter e cattura i tempi in cui sono vissuti. Dalla stra-
vaganza dell’antico Egitto, attraverso leggendarie case come Chanel e Dior,
fino alle più recenti griffe d’avanguardia, da McOueen a Prada: oltre 1.500
costumi, bozzetti originali, immagini d’archivio, dipinti, stampe e splendide
fotografie a colori raccontano la moda e la sua evoluzione”.
MODA.A.117
Moda: la storia completa
a cura di Marnie Fogg
Monteveglio, Atlante, 2014, 576 p.
Dal risvolto: “Ordinato storicamente, ampiamente illustrato e coadiuvato
da una cronologia unica nel suo genere, Moda: la storia completa esamina i
capisaldi della moda di svariati paesi ed epoche storiche, offrendo un reso-
conto dettagliato della straordinaria varietà di stili, usi e trasformazioni che
hanno caratterizzato l’abbigliamento dall’antichità fino a oggi. Dalle vesti
di età greco-romana agli abiti decostruiti, dalla tessitura manuale ai mac-
chinari computerizzati, dalla sartoria su misura ai capi prêt-à-porter, ogni
aspetto della moda è scandagliato e inserito nel contesto storico e sociale
che l’ha prodotto, senza dimenticare i collegamenti con l’arte e l’architettu-
ra e il ruolo cruciale della moda nella civiltà dell’immagine.”
Prezioso l’indice analitico a conclusione del volume.
MODA.B.48
Moda: regole e rappresentazioni
Il cambiamento, il sistema, la comunicazione
a cura di Giulia Ceriani, Roberto Grandi
Milano, Franco Angeli, 1996, 319 p.
Dalla quarta di cop.: “...si parla del nesso tra la comunicazione vestimentaria
e i processi di costruzione delle identità sociali e individuali, del ritorno del
corpo, delle subculture e degli stili di strada, del total look di Coco Chanel,
delle strategie di posizionamento degli stilisti, delle immagini di “Vogue”,
delle diverse donne a cui si rivolgono le edizioni di “Marie Claire”, dei cata-
loghi di moda, del rapporto tra moda e cultura, del linguaggio dei tessuti”.
MODA.B.42
La moda come passione e come professione:
la donazione Silvana Bernasconi
a cura di Enrica Morini, Margherita Rosina
Cinisello Balsamo, Silvana, 2005, 196 p.
Catalogo della mostra tenuta a Milano nel 2005.
Bernasconi fu giornalista di moda, responsabile delle pubbliche relazioni
di aziende tessili, moglie di Giampaolo Porlenza, proprietario della seteria
Taroni di Como. Il catalogo documenta la sua collezione-guardaroba di abiti,
cappelli, scarpe, esempi di alta moda italiana e francese dagli anni cinquan-
ta ai primi anni ottanta, donata al Museo delle Arti decorative di Milano.
MODA.A.93
Moda costume e bellezza nella Roma antica
a cura di Daniela Candilio
Milano, Electa, 2004, 94 p.
Dal sito Electa: “Un ritratto vivace della società romana e del suo amore per
il lusso, considerato come un messaggio indispensabile di credibilità.
Un libro che approfondisce gli aspetti sociali e di costume dell’antica Roma
attraverso vestiti, gioielli e acconciature. Un ritratto vivace della società ro-
mana e del suo amore per il lusso, considerato come un messaggio indi-
spensabile di credibilità. Da qui i gioielli finemente lavorati, le vesti in seta
da esibire ai banchetti e in ogni altra occasione mondana. Interessanti i rife-
rimenti al collezionismo d’arte, autentica passione per Giulio Cesare, Verre
e molti altri esponenti dell’aristocrazia colta.
Non mancano un capitolo sui costumi teatrali e uno sulla produzione di
oggetti di lusso in età tardoantica.”
MODA.B.53
Moda femminile tra le due guerre
a cura di Caterina Chiarelli
Livorno, Sillabe, 2000, 119 p.
Dal testo introduttivo di Carlo Sisi: “[…], ogni volta che si intraprende l’in-
dagine su protagonisti o stagioni del costume novecentesco, l’ambito della
ricerca si arricchisce di molteplici spunti che rivelano una indiscussa cen-
tralità della moda e delle sue pertinenze sia in campo storico sia in quello
variegato ed eccentrico dell’estetica, come ben dimostrano i saggi qui rac-
colti a prefazione d’una scelta di abiti femminili prodotti fra le due guerre
in clima di autarchia e con l’idea programmatica di fornire un’immagine
semplice ed elegante della donna italiana che, immaginata soprattutto
come sposa e come madre, doveva trarre alimento da materiali e pensieri
elaborati in alveo nazionale senza cedere alle pericolose suggestioni degli
ateliers di Parigi o di New York.”
MODA.A.103
Moda Italia: creativity and technology in the italian fashion system.
Creatività, impresa, tecnologia del sistema italiano della moda
catalog editor Bonizza Giordani Aragno
Milano, Domus, 1988, 200 p.
Catalogo della mostra tenuta a New York, allestita sul molo 88 da Gaetano
Pesce.
Sezioni su stilisti, marchi, industrie tessili, accessori. Con inserti pubblicitari.
Testi in italiano e inglese.
MODA.A.28
La moda italiana
Milano, Electa, 1987, 2 v.
1. Le origini dell’alta moda e la maglieria, a cura di Gloria Bianchino, 301 p.
2. Dall’antimoda allo stilismo, a cura di Grazietta Butazzi, Alessandra Mot-
tola Molfino, 301 p.
Raccolta di saggi che vuole promuovere l’oggetto di moda a materiale stori-
co e artistico. I contributi vanno dalla storia della maglieria alla fotografia di
moda negli anni cinquanta, dai rapporti della grafica e della pubblicità con
la moda al disegno inteso come progetto.
Dalla prefazione di Gabriella Butazzi: “I due volumi dell’opera vanno intesi
come un tentativo di risposta alla complessità di problemi che il “sistema
moda” italiano ha affrontato negli ultimi decenni, quelli che hanno comun-
que permesso di poter parlare di una “moda italiana”.
MODA.A.57-58
Moda media storia: incontri di lavoro, Parma 3 - 4 novembre 1984
Parma, CSAC, 1990, 238 p.
Tema del convegno è la contrapposizione nella moda tra discorso sincro-
nico (media) e diacronico (storico). Da un lato sono analizzati gli strumen-
ti attraverso cui la moda viene presentata al pubblico e come l’immagine
della moda venga a formare un sistema di consenso di massa senza il qua-
le resterebbe ignota: ciò che per il pubblico esiste non è l’abito indossato,
oggetto concreto, quanto la sua immagine trasmessa (arte, spettacolo, TV,
grafica, parole).
Analogamente la dimensione della storia è importante per comprendere la
situazione delle epoche più recenti, per valutare l’incidenza di fatti deter-
minanti nella storia del costume, per integrare e collegare il livello alto con
quello medio e basso dell’abbigliamento.
MODA.B.10
Mode
a cura di Fulvio Paloscia e Luca Scarlini
Roma, Adn kronos libri, 1999, 175 p.
Dall’introduzione: “La contraddizione è ovunque […]. Mode è una pratica
e comoda bussola tascabile per orientarsi nel mondo delle mode. Si deve
intendere la parola con la “m” minuscola, perché in questo libro trentaquat-
tro persone raccontano una longitudine e una latitudine a testa della nostra
apparenza quotidiana”.
MODA.C.6
Luciano Morini
Moda e musica nei costumi di Sylvano Bussotti
testo di Aldo Premoli
Milano, Idealibri, 1984, 139 p.
Libro fotografico che illustra l’attività trentennale di Bussotti, compositore,
scenografo e costumista. I costumi fanno parte della collezione di Anna e
Teresa Allegri e sono suddivisi in sezioni: abiti, copricapi, scarpe, ecc.
In appendice una cronologia degli spettacoli e l’elenco delle composizioni.
MODA.A.35
Florence Müller
Art & mode
Paris, Assouline, 1999, 79 p.
Breve storia illustrata di rapporti, connessioni, collaborazioni e intrusioni
tra arte e moda nel XX secolo.
Il ghiacciolo razzo vettore, visibile alle pagine 60-61 nella fotografia di Inez
Van Lamsweerde & Vinoohd Matadin Well basically basuco is coke mixed
with kerosene (dalla serie For the Pleasure pubblicata in “The Face”, Aprile
1994), merita attenzione e cautela.
MODA.B.37
Anna Municchi
Signore in pelliccia: 1900-1940
Modena, Zanfi, 1992, 152 p.
La storia della pelliccia per signora comincia solo alla fine dell’Ottocento,
quando i primi capi vengono prodotti grazie alle nuove tecniche conciarie e
alla macchina per cucire le pelli. Il volume si snoda tra cronache mondane,
storie di stilisti, nuove tecnologie, fino alla pelliccia nel cinema degli anni
trenta; la guerra farà riscoprire il lapin, povero coniglio.
Bibliografia.
MODA.A.62
Anna Municchi
Signore in pelliccia: 1940-1990
Modena, Zanfi, 1993, 136 p.
Durante la guerra la pelliccia si indossa per riscaldare più che per eleganza;
nel dopoguerra il visone diviene simbolo di benessere e nuove tecniche
consentono di lavorare la pelliccia come fosse un tessuto. Gli anni ottanta
segnano l’ingresso di molti stilisti nel settore.
Bibliografia.
MODA.A.63
Le musée Christian Dior
Paris, L’Oeil, 1997, 34 p.
Guida al museo, inaugurato nel 1997, sito nella Villa Les Rhumbs a Granvil-
le, casa dove lo stilista passò l’infanzia. Contiene brevi scritti sulla villa e la
nascita del museo, una biografia di Dior e delle sue creazioni.
MODA.A.12
Hans Nadelhoffer
Cartier
Milano, Longanesi, 1984, 312 p.
Dal risvolto di cop.: “Per la prima volta un libro fa la storia di quella firma
leggendaria [Cartier] e la racconta servendosi di fotografie e disegni di la-
vorazione mai apparsi in precedenza. L’autore Hans Nadelhoffer, esperto di
fama internazionale, è riuscito ad accedere ai vasti archivi parigini, londine-
si e newyorkesi della Casa e a reperire lastre fotografiche dei primi anni del
’900 che riproducono ogni singola creazione in formato naturale. […] Quasi
duecento illustrazioni a colori riproducono in modo superbo le creazioni
di Cartier rivelandone la complessa bellezza: gli animali in pietra dura e gli
objets de vertu che risentono dell’influsso dei valori di Fabergé, i famosi
orologi mystérieux e le stupefacenti trousses, gli aurei yo-yo e le fibbie in
diamanti”.
MODA.A.121
Gilles Néret
Boucheron: histoire d’une dynastie de joailliers
[Paris?], Pont Royal, 1989, 222 p.
Dal risvolto di cop.: “Cette fascinante histoire, vécue par une dynastie de
joailliers passionnés, se déroule en effet des fastes de la cour de Napoléon
III, via les styles Art Nouveau et Art Déco, jusqu’aux années d’après-guerre
et aux créations contemporaines. […] Trois cents pièces sélectionnées pour
leur richesse, leur invention et leur beauté viennent ainsi témoigner, à tra-
vers les dessins et acquarelles préparatoires retrouvés dans les archives de
la célèbre maison, on sous leur forme définitive, de l’art des artistes et pra-
ticiens qui ont contribué successivement à la création de ces petits chefs-
d’œuvre comme de ces grandes merveilles de la joallerie Boucheron, de
ces trésors vivants de l’art de vivre, compléments essentiels de la beauté
féminine dont s’emparent peu à peu les musées d’aujourd’hui”.
MODA.A.123
Linda O’Keeffe
Scarpe: una celebrazione di scarpe da sera, sandali, pantofole e altro
Köln, Könemann, 1999, 507 p.
“Ci si guarda i piedi e si ammicca tra sé e sé” (Diane von Fürstenberg).
MODA.C.4
Omaggio a Enrico Coveri
a cura di Paolo Landi
Prato, Museo d’arte contemporanea Luigi Pecci, 1991, 107 p.
Catalogo della mostra tenuta a Prato nel 1991. In realtà, più che di un cata-
logo, si tratta di una raccolta di testi scritti in ricordo dello stilista o pubbli-
cati in precedenza, con una sezione dedicata a dipinti creati in suo onore.
Testi in italiano e inglese.
MODA.A.61
William Packer
I grandi disegnatori di Vogue: 1922-1982
prefazione di David Hockney
Milano, Idea libri, 1983, 240 p.
Dalla prefazione di David Hockney: “Questo è prima di tutto un libro di
disegni… meravigliosamente freschi e vivi… Gli artisti che hanno fatto que-
sti disegni negli anni Venti, Trenta, Quaranta sapevano disegnare meglio di
tanti artisti cosiddetti seri… I loro disegni erano fatti per servire; avevano
un uso; dicevano ogni sorta di cose: cose che riguardavano gli abiti, Parigi,
la moda, tutto un modo di vivere. I disegni migliori non sono mai soltanto
volti inespressivi ma hanno in sé, evidente, la personalità della figura reale,
del modello vivo e attivo...I migliori di questi artisti erano prima artisti e poi
artisti di moda.”
MODA.A.115
Pasquale De Antonis: la fotografia di moda
consulenza scientifica e testi Sofia Gnoli, Diego Mormorio
Fano, Grapho5, 2015, 127 p.
Dal testo introduttivo di Giorgio Bramante Donini: “Perché le fotografie di
De Antonis nascono dalla volontà di mettere assieme due icone che carat-
terizzano l’identità italiana: la moda e i celebri monumenti a cielo aperto
di Roma, palcoscenico indiscusso di eterna bellezza; le rovine di Roma e le
modelle in posa in dialogo espressivo di assoluta bellezza ideale. Quella bel-
lezza che troviamo nei ritratti mai banali ma anche nella scelta di sfruttare
gli studi dei grandi artisti come location per il set fotografico.”
MODA.A.106
John Peacock
Gli accessori del XX secolo
Milano, A. Mondadori, 2001, 192 p.
Scopo del volume è presentare l’evoluzione degli accessori da uomo e da
donna nel corso del Novecento. Le tavole illustrate con disegni a colori
scandiscono ogni periodo in tredici sezioni tematiche, ognuna delle quali
è completata da due tavole che collocano gli accessori coevi in un quadro
d’insieme. Per ogni sezione puntuali schede descrittive.
MODA.A.79
John Peacock
Costume 1066-1966
London, Thames and Hudson, 1986, 128 p.
Il volume presenta una documentazione dell’abbigliamento maschile e
femminile inglese.
Le tavole, disposte cronologicamente in ordine di regnante, contengono
bozzetti e una dettagliatissima nomenclatura.
Bibliografia.
MODA.A.71
John Peacock
Fashion sketchbook: 1920-1960
New York, Avon, 1977, 128 p.
Repertorio di bozzetti, in gran parte a piena pagina, suddivisi per decadi e
tipologia di abbigliamento femminile, con dettagliata nomenclatura.
Prefazione di Mary Quant.
MODA.A.73
John Peacock
Storia illustrata del costume: dall’antico Egitto ai giorni nostri
Milano, CDE, 1991, 224 p.
Quattromila anni di stili dell’abbigliamento presentati mediante oltre mille
bozzetti a colori suddivisi per secoli. Alla fine di ogni sezione di tavole si
trovano i testi con la descrizione delle immagini e la terminologia di ciascun
abito.
Un glossario illustrato e la bibliografia completano il volume.
MODA.A.75
Marie Paule Pellé
Valentino: trent’anni di magia
Milano, Leonardo, 1990, 330 p.
L’Autore registra l’attività e analizza l’estetica di abiti, oggetti e arredi di Va-
lentino; storia di un destino che si fa materia in concrezioni di tessuto.
La parte principale si snoda in diciassette tematiche che ricorrono nel corso
della carriera dello stilista. L’ultima parte è una cronologia per immagini
delle sue creazioni attraverso 250 schizzi dei modelli più significativi.
Con un saggio di Patrick Mauriès.
MODA.A.3
Mara Pellegrino, Dimma Spaggiari, Rina Spagni
Donne nella moda: protagoniste reggiane del fashion system
Reggio Emilia, Diabasis, 2002, 165 p.
Dalla quarta di cop.: “Attraverso interviste a dodici donne imprenditrici
di grande fascino viene presentato il decisivo ruolo femminile nel setto-
re dell’abbigliamento, che tanta importanza ha per l’economia dell’ultimo
cinquantennio a Reggio Emilia […] da questi racconti il mondo della moda
– sempre presentato dai mass media come il regno luccicante di grandi sti-
listi e splendide top model – emerge nella dimensione più vera di impegno
concreto e quotidiano,...”.
MODA.B.21
Gabriella Perini
Gemme, pietre dure e preziose
Milano, Mondadori, 1996, 207 p.
Dalla quarta di cop.: “Oltre 100 pietre usate in gioielleria, dalle più note
alle meno conosciute, descritte nel dettaglio: i giacimenti di provenienza, il
colore, i tagli, le proprietà che ne determinano il valore, le cure per conser-
varle integre, le imitazioni più diffuse, il significato simbolico e zodiacale”.
MODA.C.13
Sara Piccolo Paci
Parliamo di moda: manuale di storia del costume e della moda
Bologna, Cappelli, 2004, 4 v.
1. Dalla preistoria al Trecento, X, 246 p.
2. Dal Quattrocento al Settecento, XII, 250 p.
3. Ottocento, Novecento e XXI secolo, XIII, 306 p.
4. Guida per l’insegnante, 48 p.
Testo didattico. I tre volumi vogliono essere uno strumento per coloro che si
trovano ad affrontare per la prima volta lo studio della storia del costume.
Il manuale propone una analisi degli elementi più caratterizzanti di ogni
epoca, tenendo in considerazione anche aspetti come la collocazione ge-
ografica, il contesto sociale, le novità tecnologiche di ogni periodo storico.
Ampia bibliografia in ciascun volume.
MODA.A.96-99
Rosana Pistolese
La moda nella storia del costume
Bologna, Cappelli, 1981, 260, [44] p.
Costumista e disegnatrice, ebbe l’incarico dalla University of California nel
1962 di inaugurare la cattedra di Storia del costume e Disegno di moda e
di tessuti d’arte. Successivamente fondò a Roma l’Accademia di costume e
di moda. È dalla sua esperienza di docente che nasce questo volume, pub-
blicato per la prima volta nel 1964, che ha il merito di essere stato uno dei
primi sull’argomento editi in Italia.
MODA.B.7
Marie France Pochna
Dior
Firenze, Octavo, 1997, 79 p.
Le cartomanti gliel’avevano assicurato: avrebbe avuto successo con le don-
ne. Così alle donne abbigliate con gonne corte, spalle mastodontiche, suole
ortopediche e cappelli a cavolfiore propose un abito nero di lana la cui gon-
na aveva quaranta metri di giro.
Volume di immagini (che avremmo voluto essere a fisarmonica), con un
breve testo introduttivo.
MODA.B.27
Renata Pompas
Textile design: ricerca, elaborazione, progetto
Milano, Hoepli, 1994, 275 p.
Testo didattico. Il volume si propone di descrivere i diversi aspetti legati alla
professione del textile designer analizzandone le fasi e le modalità inventi-
ve, progettuali e operative. La prima parte illustra gli strumenti e i metodi
della tecnica progettuale; la parte centrale si occupa nell’ideazione e pro-
duzione di una collezione di tessuti; viene infine presentato un panorama
storico stilistico del tessile.
Completa l’opera un elenco di associazioni industriali, esposizioni, musei e
raccolte, centri di studio e una bibliografia.
MODA.A.87
Penny Proddow
Debra Healy, Tiffany & i gioiellieri americani: storia,
tradizioni e fascino dei gioielli d’America
fotografie di David Behl
Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 1987, 207 p.
Dal risvolto di cop.: “Questa pubblicazione di ampio respiro traccia, con un
testo rigoroso, e con una ricca documentazione di immagini a colori, la sto-
ria della gioielleria americana, dai suoi modesti inizi ad oggi, ponendo in
luce sia il contesto storico in cui è nata, sia la gamma degli stili, colti nelle
loro sfumature. Anche se si tratta di una storia relativamente recente, essa
è, tuttavia, splendidamente ricca, a partire dalla nascita delle prime grandi
case, quali la Shreve, Crump & Low fondata alla fine del ’700, la Black, Srarr
& Frost del 1810 e la Tiffany & Co. del 1837. Fra i molti gioiellieri affermatisi
nel corso del secolo passato, si trovano nomi come Marcus & Co., Dreicer &
Co., Spaulding & Co., a Chicago e Greenleaf & Crosby in Florida”.
MODA.A.124
Gianni Puglisi
I modi della moda
Palermo, Sellerio, 2001, 74 p.
Dal sito dell’editore: “Un pamphlet sulla storia della moda e sulle sue capa-
cità comunicative.
I modi della moda è una dissertazione sulla moda come linguaggio auto-
nomo della cultura del contemporaneo. “Parlare di moda, dunque, – scrive
l’autore – vuol dire esprimersi sulle radici dell’essere e dell’essere sociale
dell’uomo, vuol dire esprimersi sul gusto degli uomini nei loro tempi, vuol
dire sapere leggere e apprezzare attraverso l’arte figurativa e plastica, at-
traverso le immagini del teatro e del cinema, attraverso i costumi e le “di-
vise”... vuol dire saper leggere e sapersi esprimere sulle mutazioni culturali
delle generazioni e dei popoli”.
MODA.C.11
Radical fashion
edited by Claire Wilcox
London, V&A Publications, 2001, IX, 149 p.
“Radical fashion” è il nome coniato per l’esibizione tenutasi tra l’ottobre del
2001 e gennaio 2002 al Victoria & Albert Museum che ha raccolto alcuni tra
i designer più innovativi del periodo. I testi analizzano i rapporti tra moda
e arte dei creativi europei e giapponesi, le cui opere vengono presentate in
questa mostra.
MODA.A.34
Regina May: und die Mode. Zeichen der Zeit
Wiesbaden, Achim Koch, 1999, 45 p.
Opuscolo sulla disegnatrice di moda Regina May (1923-1996), che collaborò
dal dopoguerra agli anni settanta con il quotidiano tedesco “Frankfurter
Allgemeine Zeitung”. Attraverso i suoi disegni, realizzati durante le sfilate
a cui assisteva, è possibile capire le tendenze della moda di quegli anni ma
anche come siano cambiati l’immagine e il ruolo della donna nella società.
Contiene disegni originali.
MODA.A.8
René Gruau: un riminese a Parigi
a cura di Andrea Pollarini
Milano, Electa, 1993, 127 p.
Catalogo della mostra tenuta a Rimini tra il 1993 e il 1994.
Gruau, illustratore e disegnatore di moda, collaborò con le più prestigiose
case di moda parigine, tra le quali Patou, Worth, Piguet, Schiaparelli, Cristo-
bal Balenciaga e Dior; i suoi disegni furono pubblicati da riviste come “Ma-
rie Claire” e “Vogue”; nel 1960 realizzò la locandina del film La dolce vita.
La mostra ne ripercorre la carriera, dalle prime copertine per la rivista italia-
na “Lidel” ai disegni pubblicitari per Le Moulin Rouge.
Tra i contributi anche una intervista autobiografica all’artista.
MODA.B.3
Il ricamo fantasia nell’alta moda italiana:
arte e mestiere di Ersilia Savina Rodante
a cura di Anna Maria Rodante Sabatini, Paola Tedeschi Evangelisti
Perugia, Quattroemme, 2014, 575 p.
Corpo principale della monografia è l’inventario/catalogo dei 32 album con-
tenenti 485 campioni di ricami acquisiti dall’Archivio di Stato di Perugia se-
zione di Foligno, che documentano l’attività della ricamatrice romana. Dal
dopoguerra fino al 1994, anno della morte, Ersilia Savina Rodante collaborò
con importanti stilisti, atelier e sartorie teatrali. Dal 1958 lavorò inoltre per
la televisione (Canzonissima, Il Mattatore, Studio Uno).
MODA.A.26
Roberto Capucci al Teatro Farnese: in difesa della bellezza
Parma, Palazzo della Pilotta, 15 giugno-29 settembre 1996
a cura di Lucia Fornari Schianchi
Roma, Progetti Museali, 1996, 202 p.
Lo spettacolo delle creazioni di Capucci, Cancelli, Involucri, Smerli per citare
alcuni nomi che lo stilista dà ai sui vestiti, messo in scena in un teatro unico:
luogo eccentrico per uno stilista eccentrico.
Oltre al saggio della curatrice, scritti di Luisa Viola sulla storia del teatro, di
Alvar Gonzáles-Palacios sui rapporti tra arte moda e etnografia, di Anna Co-
liva su come la storia dell’arte affronta e interpreta la moda e una intervista
allo stilista.
L’appartato iconografico è costituito da fotografie che ritraggono le opere di
Capucci collocate tra le opere della Galleria Nazionale di Parma e negli spazi
del Teatro e da bellissimi bozzetti, opere d’arte in sé.
MODA.A.80v
MODA.A.122
Roberto Capucci: l’arte nella moda: volume, colore, metodo
Milano, Fabbri, 1990, 173 p.
Catalogo della mostra promossa e organizzata da Pitti Immagine a Firenze
nel 1990.
Creatore atipico, Capucci idea abiti destinati a non avere copie; i suoi abi-
ti-involucri sono opere architettoniche, strutture di stoffa abitabili da un
corpo, più facilmente immaginabili in una sala di museo che non indossati.
La mostra, non cronologica, segue motivi geometrici e ispirati alle forme
presenti in natura, che hanno influenzato la sua ricerca durante la carriera
quarantennale.
Il catalogo mostra bozzetti e fotografie a fronte.
MODA.A.51
Mariarosa Schiaffino, Irvana Malabarba
Elogio della cravatta: follie e virtù, storia e attualità, psicologia e lin-
guaggio del più inutile e piacevole accessorio dell'abbigliamento, pre-
sentato da Giovanni Nuvoletti, Milano, Idealibri, 1982, V, 95 p.
Dall’introduzione: “E allora, ancora evviva a questo cappio imbelle, effime-
ro nodo, velleitario capestro, nappa vanagloriosa, giulebbosa fibula, fem-
mineo lezio, albagioso arcifànfano, reliquia aristocratica, relitto borghese,
rottame ottocentesco, muliebre residuato di un maschio vestire. La cravatta
è morta, viva la cravatta!”
MODA.C.14
Un secolo di moda: dai merletti ai grandi stilisti
Milano, Vallardi, 2000, 168 p.
La moda del XX secolo raccontata in stile pop fumettistico e suddivisa per
ventenni.
Informazioni di tipo aneddotico con riferimenti soprattutto a personaggi del
cinema e della televisione, dell’arte, della musica rock.
MODA.A.44
Charlotte Seeling
Moda: il secolo degli stilisti, 1900-1999
Köln, Könemann, 2000, 655 p.
Esempio di coffee table book enciclopedico sulla moda del XX secolo.
Percorso cronologico: per ogni decennio una vasta introduzione che ne
mette in evidenza gli aspetti sociali, un elenco dei principali stilisti, per
ognuno dei quali viene fornito un dettagliato profilo biografico e due capi-
toli sui look e gli idoli del periodo.
L’appendice comprende un glossario e due elenchi con gli illustratori e i
fotografi di moda.
MODA.A.49
Alfonso Signorini
Chanel: una vita da favola
Milano, Mondadori, 2009, 225 p., 6 c. di tav.
“Gabrielle Chanel, per tutti Coco, nasce nel 1883 nell’ospizio dei poveri di
Saumur. Ha il mondo contro e lo affronta. Supera ogni ostacolo. Ama il lavo-
ro, ha talento, si applica alla moda, la semplifica, la reinventa. Sottolinea la
personalità della donna, ne esalta la femminilità, la vuole elegante e raffi-
nata, ma anche moderna, sobria, a suo agio. Seduttrice precoce, entra negli
altri, ne cattura le emozioni, ne prende l’anima. Insegue un sogno persona-
le, incarnando il talento e rappresentando le sue muse. Conquista il mondo
ma resta sola dentro, irraggiungibile Peter Pan” (Marco Innocenti, “Il Sole24
ore”, 18 maggio 2009).
Coco morirà sola al Ritz il 3 gennaio 1971.
MODA.B.2
Donatella Simon
Moda e sociologia
Milano, Angeli, 1990, 129 p.
Il saggio è una storia delle idee sociologiche sulla moda, un percorso tra
teorie e autori come Spencer, Simmel, Barthes e Baudrillard.
Dalla quarta di cop.: “L’obiettivo di questo libro è di ricostruire gli approcci
di un interesse sociologico, secondo le tappe che ne caratterizzano lo svi-
luppo, articolato in temi distintivi: il rapporto tra moda e costume; tra moda
e stratificazione sociale, che include il momento del passaggio dalla società
tradizionale a quella di massa e le sue conseguenze; la questione dei pro-
cessi diffusivi della moda, …”
MODA.B.24
Sociologia dei fenomeni di moda
a cura di Gerardo Ragone
Milano, F. Angeli, 1992, 342 p.
Antologia di saggi sulla moda provenienti da diverse discipline raccolti e
introdotti dal curatore.
Dalla quarta di cop.: “Che cos’è, insomma la moda? Un fenomeno di ‘super-
ficie’ oggetto tuttalpiù di pettegolezzo giornalistico-mondano o, al contrario,
un meccanismo latente di mutamento sociale attraverso cui la società speri-
menta nuovi modelli di vita e di ‘socialità’ […] è soprattutto con i più recenti
contributi di sociologia dei consumi e di semiologia che appare chiaro come
dietro un’ostentata cornice frivola i fenomeni di moda nascondano invece
complessi e spesso contraddittori processi di socializzazione e di differen-
ziazione”.
Le due maggiori interpretazioni del fenomeno sono messe a confronto
nell’antologia: meccanismo elitario nella diffusione dei consumi o demo-
cratizzazione delle mode e del gusto?
Una curiosità ortografica: il nome del semiologo R. Barthes compare nel
testo come R. Barth.
MODA.B.23
Sorelle Fontana
a cura di Gloria Bianchino
Parma, CSAC dell’Università, 1984, 218 p.
Occasione di questa storia critica dell’atelier Sorelle Fontana è l’acquisizione
dell’archivio aziendale da parte del Centro Studi e Archivio della Comunica-
zione dell’Università di Parma.
Le vicende dell’alta moda a Roma, i rapporti tra le sorelle Fontana e il mon-
do del cinema, la fotografia di moda a Roma nel dopoguerra sono alcuni
degli argomenti trattati nei saggi.
Ricco l’apparato iconografico che documenta la storia dell’azienda: gli abiti,
corredati da schede tecniche; i disegni che accompagnano il saggio di Gloria
Bianchino che ricostruisce il passaggio fra disegno, abito realizzato e illu-
strazione; le fotografie, presentate da Arturo Carlo Quintavalle.
MODA.B.11
Lars Fr. H. Svendsen
Filosofia della moda
Parma, U. Guanda, 2006, 216 p.
Dal risvolto: “E allora, come scrive Svendsen, un’analisi filosofica del signifi-
cato della moda – della sua insaziabile ricerca del “nuovo”, dei meccanismi
della sua diffusione, della sua relazione con il corpo e il linguaggio, del suo
status di merce e di arte e, non da ultimo, del suo ruolo come ideale di vita
– ci può aiutare a conoscere meglio noi stessi, le nostre radici e la società
che ci circonda”.
MODA.C.3
Rosita Tacconi, Maria Pia Rosignoli
Gioielli e pietre preziose
Milano, Mondadori, 1968, 296 p.
Dall’introduzione: “Il libro è diviso in quattro parti. Nella prima sono trattate
le singole pietre, le perle ed altri materiali usati in gioielleria. Nella seconda
si passa al gioiello, cioè alla pietra diventata ornamento; qui sono esaminati
i metalli preziosi, i diversi tipi di montatura, i criteri da seguire nella scelta,
l’utilizzazione dei gioielli antichi o semplicemente vecchi. La terza parte è
dedicata al “galateo dei gioielli”: come e quandosi portano, gli elementi che
compongono un corredo, la scelta dei regali, come si conservano i gioielli.
Infine, la quarta parte tratta degli oggetti preziosi della casa, visti anch’essi
non tanto sotto il profilo storico o artistico quanto sotto quello pratico, della
scelta e della conservazione”.
MODA.B.63
Caroline Tatham, Julian Seaman
Corso di disegno per stilisti: principi, pratica e tecniche
La guida più nuova per l’aspirante stilista di moda
Trezzano sul Naviglio, Il Castello, 2004, 144 p.
Testo introduttivo per chiunque voglia cimentarsi o semplicemente appren-
dere le linee essenziali del disegno. Vengono presi in considerazione tutti gli
aspetti dell’illustrazione di moda, dall’ideazione del modello alla tecniche
necessarie a trasferire le idee sulla pagina.
Strutturato in ventiquattro unità, ognuna delle quali contiene un progetto
da realizzare.
MODA.B.22
Elizabeth Taylor
Elizabeth Taylor: my love affair with jewelry
edited by Ruth A. Peltason; photographs by John Bigelow Taylor; design by Takaaki
Matsumoto, New York, Simon & Schuster, 2002, 239 p.
Dal risvolto di cop.: “One of her greatest passions is jewelry, and over the
years she has amassed one of the world’s foremost collections. […] In this
revealing book, Elizabeth Taylor offers a personal guided tour of her collec-
tion. She takes us into her confidence, sharing personal anecdotes, witty
asides, and intimate reminiscences about her life, her loves, and her col-
lection. Whether talking about the famous La Peregrina pearl, which was
briefly abducted by a household pet, or chatting about a childhood gift to
her mother, Elizabeth Taylor shows herself to be the most seductive of sto-
rytellers: direct, irriverent, and charming”.
MODA.A.116
Tom Tierney
British fashion designers: paper dolls
New York, Dover publications, 2000, 16 c. di tav.
Album di bambole di carta vestite dai più importanti stilisti inglesi della se-
conda metà del XX secolo.
MODA.A.24
Tom Tierney
Christian Dior fashion review: paper dolls
New York, Dover, 1995, 16 c.
Album di bambole di carta dedicato al creatore del “New Look”. I look dei
figurini si rifanno a due delle modelle favorite da Dior: Renée Breton e Lisa
Fonssagrives e sono accompagnati da dettagliate note in fondo al volume.
MODA.A.19
Tom Tierney
Fashions of the Regency period: paper dolls
New York, Dover, 1996, 16 c.
Album di bambole di carta relativo al secondo decennio dell’Ottocento,
quando era in voga lo stile Regency, ispirato all’antichità greca e romana.
MODA.A.16
Tom Tierney
Great fashion designs of the Victorian era: paper dolls in full color
New York, Dover, 1987, 15 c. di tav.
Album di bambole di carta a colori relativo al periodo vittoriano.
L’Autore prende come modelli la regina Vittoria e la principessa Eugenia,
moglie di Napoleone III. Brevi didascalie forniscono informazioni sugli abiti
e i loro creatori.
MODA.A.14
Tom Tierney
Henry VIII and his wives: paper dolls
New York, Dover publications, 1999, 16 c. di tav.
Album di bambole di carta monotematico.
MODA.A.22
Tom Tierney
Historic costume from ancient times to the Renaissance
New York, Dover, 2003, 64 p.
Repertorio illustrato con disegni in bianco e nero di abiti, cappelli, calzature
occidentali, con brevi didascalie. In fondo le note esplicative ad ogni dise-
gno.
MODA.A.7
Tom Tierney
Italian Renaissance costumes: paper dolls
New York, Dover, 1998, 8 c.
Album di bambole di carta in costumi rinascimentali italiani.
MODA.A.20
Tom Tierney
Medieval costumes: paper dolls
New York, Dover, 1996, 8 c.
Album di bambole di carta con costumi medievali a colori.
MODA.A.17
Tom Tierney
Pavlova & Nijinsky: paper dolls in full color
New York, Dover, 1981, 16 c.
Album di bambole di carta con i costumi di scena, perfettamente replicati,
di due leggendari ballerini: Anna Pavlova e Vaslav Nijinsky. Gli originali fu-
rono disegnati da Aleksandr Nikolaevič Benois, Lèon Bakst, Jeanne Paquin
e Robert Edmond Jones.
MODA.A.21
Tom Tierney
Poiret fashion design: paper dolls in full color
New York, Dover, 1985.
Album di bambole di carta vestite con gli abiti di Paul Poiret, il più importan-
te creatore di moda della Belle Époque.
MODA.A.18
Tom Tierney
Worth fashion review: paper dolls
New York, Dover, 1996, 16 c.
Album di bambole di carta con gli abiti disegnati da Charles Frederick Wor-
th, importante stilista dell’era vittoriana, stimato presso la corte di Napole-
one III. Con dettagliate note.
MODA.A.23
Marco Tosa
Vestiti da sera: 1900-1940
Modena, Zanfi, 1987, 127 p.
Volume primo della collana “Il Novecento Moda e Costume”.
L’opera, in un percorso storico sociale che dà spazio anche alla produzione
italiana di quegli anni, descrive come nascono, dove e perché si sviluppano
gli abiti da sera.
MODA.A.53
Chris Townsend
Rapture: art’s seduction by fashion since 1970
London, Thames & Hudson, 2002, 176 p.
Volume pubblicato in occasione della mostra omonima tenuta alla Barbi-
can Gallery di Londra nel 2002. Tutto comincia alla fine degli anni sessanta,
probabilmente con Warhol, quando il mondo dell’arte e quello della moda,
prima concettualmente separati, entrano in collisione; il lavoro degli artisti
e dei creatori di moda si mette in relazione, si confonde.
Il testo analizza e mostra gli effetti spettacolari di questa reciproca attrazio-
ne-corruzione con immagini insane, torbide e disturbanti.
MODA.A.100
Amanda Triossi, Daniela Mascetti
Bulgari
Milano, Electa, 2007, 319 p.
Dal risvolto di cop.: “Nel presente volume, in capitoli dettagliati, viene esa-
minato il percorso creativo che ha portato Bulgari a forgiare un nuovo stile,
libero dai tradizionali canoni dell’alta gioielleria francese e che, in poco più
di un secolo, da Roma si è diffuso in cinque continenti. […] Vengono descritti
i vari ingredienti che compongono lo stile Bulgari, quali la giustapposizione
di materiali inusuali, dalle pietre colorate semi-preziose abbinate a prezio-
sissimi diamanti, all’uso di monete antiche montate in gioielli d’oro, come
fossero gemme, fino alla nobilitazione di materiali di uso quotidiano, come
l’acciaio o la porcellana bianca, ai materiali per l’alta gioielleria”.
MODA.A.114
Simonetta Turazza
Storia della moda e del costume
Trescore Balneario, San Marco, 2000, 367 p.
Dalla presentazione: “Questo nuovo libro di testo si propone di spiegare in
modo approfondito e nello stesso tempo semplificando al massimo, l’anali-
si storica dell’abbigliamento trattando l’evoluzione del costume, dall’antica
civiltà egiziana fino alle più recenti ed attuali tendenze della moda del Due-
mila.”
MODA.A.105
Valentino trent’anni di magia
Milano, Bompiani, 1991, 2 v.

1. Le opere: Accademia Valentino, Roma 8 giugno-3 novembre 1991, 239 p.


2. Le immagini: Musei Capitolini, Roma 7 giugno-28 luglio 1991, 192 p.
Catalogo della mostra. Il primo volume raccoglie in tre sezioni cronologiche
(anni sessanta, settanta, ottanta), ognuna con una introduzione di Guido
Vergani e una cronologia, le opere di Valentino presentate alla mostra. Per
ogni abito una scheda dettagliata accompagna l’immagine.
Il secondo volume è dedicato alle foto pubblicitarie e ai disegni presentati
cronologicamente e parallelamente, con un saggio di Arturo Carlo Quinta-
valle.
MODA.A.37-38
I ventagli della raccolta Sottocasa
Bergamo, Accademia Carrara, 22 settembre 2002-12 gennaio 2003
a cura di Amalia Pacia
Bergamo, Accademia Carrara, 2002, 72 p.
Catalogo della mostra.
Collezione di sessanta pezzi, perlopiù sette-ottocenteschi, appartenuti alla
contessa reggiana Gabriella Levi Sottocasa raccolti tra la fine dell’Ottocento
e gli anni venti. Il catalogo è preceduto da una biografia di Levi Sottocasa e
da uno scritto sul ventaglio nella moda e nell’arte.
Molto dettagliate le schede che accompagnano le riproduzioni dei singoli
esemplari. Bibliografia.
MODA.A.25
Guido Vergani
La Sala bianca: nascita della moda italiana
a cura di Giannino Malossi
Milano, Electa, 1992, 196 p.
Volume pubblicato in occasione della mostra tenuta a Firenze nel 1992
a quarant’anni dalle prime sfilate ideate e realizzate da Giovanni Battista
Giorgini nella Sala bianca di Palazzo Pitti. Il saggio omonimo documenta la
nascita della moda italiana a Firenze nei primi anni cinquanta.
Contiene: una cronologia fotografica del decennio 1951-1962, un saggio di
Aurora Fiorentini Capitani e Stefania Ricci, Le carte vincenti della moda ita-
liana e un saggio di Giannino Malossi, Paesaggio con rovine sull’immagine
dell’Italia descritta dai media americani.
MODA.A.30
Vivienne Westwood
a cura di Claire Wilcox
London, V&A publications, 2004, 224 p.
Oltre trenta anni di attività dal 1970 al 2003 della più famosa fra le stiliste
inglesi, una delle creatrici dello stile punk.
Le collezioni sono presentate cronologicamente con un grande apparato di
immagini di repertorio, fotografie pubblicitarie e sfilate, preceduto da un
lungo saggio biografico introduttivo. In fondo una bibliografia, una cronolo-
gia e l’elenco degli abiti posseduti dal Victoria and Albert Museum.
MODA.A.70
Vivienne Westwood
a cura di Claire Wilcox
Milano, Skira, 2007, 221 p.
Dalla quarta di cop.: “Questa monografia accompagna un evento, la prima
mostra retrospettiva di tutta la sua opera presentata nella capitale della
moda mondiale, ma è anche il primo studio completo dedicato all’intera
attività di una stilista sempre all’avanguardia.”
MODA.A.108
Flavio Vizzutti
Breve storia del costume: dalle civiltà mediterranee al XIX secolo
Belluno, Istituto bellunese di ricerche sociali e culturali, 1991, 317 p.
Testo didattico per gli allievi degli istituti professionali ad indirizzo disegna-
tore-stilista di moda. Il volume delinea la storia della moda per linee sem-
plici ed essenziali con brevi cenni storico artistici che introducono i capitoli.
Il ricorso alla nomenclatura specialistica è limitato, mentre sono indicate
le fonti storico-figurative, indispensabili per capire l’affermazione e l’evolu-
zione dell’abbigliamento. Alcuni cenni sulla storia delle acconciature e dei
cappelli, e dei tessuti decorati.
MODA.B.9
Vogue 1964-1994
Milano, Condé Nast, 1994, 1 v.
Volume celebrativo dei trent’anni di “Vogue Italia”. Sequenza di immagini,
servizi esclusivi, anche inediti, e interviste ai fotografi di moda più impor-
tanti che hanno lavorato per la rivista.
MODA.A.33
Angela Völker
Moda: Wiener Werkstätte
Firenze, Cantini, 1990, 117 p.
Storia della sezione moda della Wiener Werkstätte, laboratorio viennese
di ideazione e produzione artigianale di altissimo livello, attiva dal 1911 al
1932.
Le illustrazioni, bozzetti, figurini e fotografie, provengono dall’archivio della
ditta.
MODA.A.42
Ugo Volli
Block modes: il linguaggio del corpo e della moda
Milano, Lupetti, 1998, 191 p.
Il libro raccoglie testi di taglio semiologico provenienti da un lavoro più che
decennale sulla moda condotto nelle università, sui giornali e in ambito
aziendale.
Dalla strada, che apre il volume, è un insieme di voci per un dizionario di
oggetti di seduzione contemporanei: zainetti, diamanti, occhiali. Seguono
brevi scritti sul cinema e la moda, sullo scambio fra moda italiana e ameri-
cana, sulla semiologia della moda. Per finire un lungo saggio sul linguaggio
dei capelli.
MODA.B.15
Ugo Volli
Jeans
Milano, Lupetti & Co., 1991, 160 p.
Dal risvolto di cop.: “Perché la gente ama tanto i jeans? Qual è il segreto di
quel loro colore che stingendo diventa più bello invece che rovinarsi? Chi ha
inventato questo indumento universale? Quali sono state le tappe e le ragioni
profonde di un successo così vasto? Le risposte a queste, e a molte altre do-
mande, si trovano in questo libro di Ugo Volli: il racconto della leggenda del
jeans, a partire dal primo paio di pantaloni venduti a un cercatore d’oro a San
Francisco da un immigrato ebreo di nome Levi Strauss, fino ad oggi; ma anche
un’analisi della psicologia, dell’antropologia e dell’economia della vera divisa
del nostro tempo.”
MODA.A.107
Walter Albini: lo stile della moda
Modena, Zanfi, 1988, 143 p.
Dal testo introduttivo di Paolo Rinaldi: “Questo volume d’immagini, nato
come catalogo per una mostra itinerante, è un omaggio a Walter Albini, il
grande stilista di moda che ha segnato profondamente lo stile degli anni
Sessanta e Settanta, anticipando le tendenze e indicando, con le proprie
scelte, a operatori e industriali la via da seguire per il successo del sistema
del prêt-a-porter italiano. […] La mostra e il libro sono articolati intorno al
tema dei disegni per l’informazione giornalistica, per la promozione e per la
pubblicità: episodi ricorrenti e strettamente collegati all’attività principale
della creazione di abiti.”
MODA.B.57
Harriet Worsley
Un secolo di moda
Köln, Konemann, 2004, 779 p.
Dalla quarta di cop.: “Flappers e figli dei fiori. Il glamour degli anni trenta
e gli eccessi degli anni ottanta. Dai corsetti della Belle Époque ai caffetani
degli anni settanta, Un secolo di moda tasta il polso alla moda del ventesi-
mo secolo con centinaia di fotografie scattate sulle passerelle, sulla strada
e nei set cinematografici. Gli stilisti Coco Chanel, Mary Quant e Alexander
McQueen. Le dive Marlene Dietrich, Jackie O e Twiggy. Maxicappotti e mi-
nigonne, abiti da tango e tute da ginnastica. Un’irresistibile panoramica di
cento anni di storia della moda”.
MODA.C.10
X anni di caos!: 1983-1993
a cura di Franco Moschino e Lida Castelli
Milano, Lybra Immagine, 1993, 1 v.
Pubblicato per celebrare i dieci anni di attività della casa, poco prima della
morte di Franco Moschino avvenuta l’anno successivo.
Il volume, in perfetto stile camp, è suddiviso in cinque parti quasi totalmen-
te prive di testo: l’inventario immaginario, la ricetta, les grandes défiléés, le
“buticks”, la réclame. Ogni sezione illustra un aspetto del lavoro stravagante
ed eccessivo dello stilista attraverso i simboli, i disegni, le pubblicità, le sfi-
late, in un miscuglio di stili coesistenti.
MODA.A.4
info
Lucia Bagnoli
0522/ 456083
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