Fondo Moda
Fondo Moda
Dal risvolto di cop.: “...i monili degli anni ’40 hanno un carattere preciso,
che rappresenta nella gioielleria l’ultimo degli stili con un design immedia-
tamente riconoscibile. Vistosi e massicci, tridimensionali come sculture e
carichi d’oro, ma poveri di pietre importanti, i gioielli degli anni ’40 si di-
stinguono anche per la singolarità dei modelli allora in votga: clips a forma
di nodi e di bouquet di fiori, braccialetti a catena snodata, che ricordano i
cingolati dei carri armati, spille dai motivi a volute, a panneggi, a trucioli.”
MODA.A.120
Galleria del costume
Le collezioni: l’abito e il volto. Storia del costume dal XVIII al XX secolo
a cura di Caterina Chiarelli, Carlo Sisi, Giovanna Tennirelli
Livorno, Sillabe, 2003, 95 p.
Piccola guida catalogo della mostra tenuta alla Galleria del costume nel 2003.
Dalla prefazione: “Talvolta l’abito può sopravvivere al suo proprietario; sem-
bra farlo al fine di perpetuare il ricordo ma, anche se il personaggio è viven-
te, l’abito può rimanere come testimonianza di un momento significativo
della vita. […] L’esposizione esprime il tentativo di tracciare una storia della
moda, attraverso abiti e oggetti di grande pregio, i quali, oltre ad essere te-
stimonianza della cultura e del gusto del loro tempo, hanno acquisito una
ulteriore valenza storica in virtù della conoscenza delle loro origini. La scelta
dei capi è stata infatti dettata dalla loro originaria appartenenza a personaggi
significativi della storia, della cultura e dello spettacolo dal secolo XVIII ai
nostri giorni”.
MODA.C.2
Galleria del costume
Le collezioni: moda e stile, interpretazioni personali
nella storia dell’abbigliamento
a cura di Caterina Chiarelli, Roberta Orsi Landini
Livorno, Sillabe, 2006, 93 p.
Piccola guida catalogo della mostra tenuta alla Galleria del costume nel
2006.
Dalla quarta di cop.: La peculiarità della mostra “...sta nel creare, lungo il
percorso espositivo, dei momenti di riflessione e di approfondimento de-
dicati alla presentazione di guardaroba appartenuti a persone che hanno
accolto le tendenze della moda talvolta interpretandole con gusto perso-
nale. Per guardaroba si intende in questo caso non la molteplicità dei capi
d’abbigliamento, dalla biancheria intima al soprabito, bensì una selezione di
alcuni esemplari appartenuti ad uno stesso soggetto, che ne rappresentino
lo stile e il gusto personale”.
MODA.C.1
Galleria del costume
La Galleria del costume, 3
Firenze, Centro Di, 1988, 93 p.
Scopo del catalogo è presentare una selezione di circa cinquanta abiti che
documentano le nuove acquisizioni della Galleria. Due saggi sono dedicati
alla donazione della marchesa Carlotta Antinori mentre un terzo si occupa
dei metodi per la conservazione e esposizione degli abiti a Palazzo Pitti.
Ogni pezzo è corredato da una accurata scheda descrittiva.
Terza uscita della collana La Galleria del costume.
MODA.A.88
Galleria del costume
La Galleria del costume, 4
Firenze, Centro Di, 1990, 103 p.
In questo numero della collana, oltre settanta pezzi tra abiti e accessori
vengono presentati e accompagnati da precise schede descrittive. In parti-
colare sono documentate la seconda parte della donazione Antinori; alcuni
pezzi della donazione Tirelli presenti nella mostra del 1986-1987; gli abiti
donati dalla famiglia Albano; una serie di scarpe comprendenti alcuni esem-
plari di Ferragamo.
Due i saggi: uno sul rapporto tra tipo di stoffa e abiti femminili nei secoli
XVIII e XIX, l’altro sull’analisi e restauro di abiti modificati.
MODA.A. 89
Galleria del costume
La Galleria del costume, 5
Firenze, Centro Di, 1993, 103 p.
Quinta selezione di abiti della Galleria. Nell’introduzione la direttrice Kir-
sten Aschengreen Piacenti riassume la storia e le attività svolte nei primi
dieci anni di attività. Circa sessanta i pezzi donati presentati nel catalogo, tra
i quali una serie di gilet, come sempre corredati da schede puntuali.
Tre i saggi: il primo analizza i codici dell’abbigliamento e delle buone ma-
niere nell’ambito della civiltà borghese, il secondo il rapporto tra moda ed
emancipazione femminile tra Ottocento e Novecento, l’ultimo la composi-
zione del disegno per tessuti prima e dopo l’industrializzazione.
MODA.A.90
Fiora Gandolfi
Gonne e gonnelle
Modena, Zanfi, 1989, 143 p.
L’evoluzione della sottana racconta lo stretto legame tra ideologia e imma-
gine della donna, un percorso tra le mode e i tagli degli orli. Dapprima tuni-
che, poi a cono e a campana, alla fine del Seicento appare la gonna vera e
propria. Nel Settecento si gonfia sostenuta da una struttura di vimini; all’i-
nizio dell’Ottocento il rigonfiamento si sposta sui fianchi, per poi assumere
una forma a campana e nel 1860 la massima dimensione si ha con la forma
a mongolfiera. Cambiamento radicale nel Novecento con la nascita del tail-
leur e negli anni venti il ginocchio fa capolino. Nel 1965 si accorcia come
non mai per poi allungarsi fino a toccare terra.
MODA.A.67
Il genio antipatico: creatività e tecnologia
della moda italiana 1951-1983
a cura di Pia Soli
Milano, A. Mondadori, 1984, 407 p.
Catalogo della mostra tenuta a Roma nel 1984.
Omaggio a grandi stilisti italiani presentati in ordine di apparizione nella
“passerella” dell’alta moda. Poche parole e moltissime immagini. Ogni se-
zione è introdotta da una nota di un giornalista di moda.
MODA.A.40
Gianni Versace
a cura di Chiara Buss, Richard Martin
Milano, Leonardo arte, 1998, 213 p.
Catalogo delle mostre tenute a Villa Olmo, Como, Gianni Versace, e alla
Fondazione Antonio Ratti, Gianni Versace, la reinvenzione della materia, nel
1998.
L’edizione originale fu pubblicata dal Metropolitan Museum of Art di New
York, come catalogo della mostra ospitata dal museo fra il 1997 e il 1998.
Nell’introduzione Martin analizza la filosofia creativa dello stilista centrata
sul modello delle donne di strada: “Nessuno ha portato la prostituta nella
moda come ha fatto lui”.
Le due mostre sono complementari: gli abiti sono il soggetto della prima,
nella seconda protagonisti sono i tessuti tradizionali e i nuovi materiali: la
pelle usata come una stoffa, la gomma o la plastica vinile.
Testo anche in inglese.
MODA.A.50
Luisa Gibellini, Carmela B. Tomasi
Disegno per la moda: ideazione e progettazione
Roma, CLITT, 2002-2004, 2 v. (335 p.; 222 p.) + 2 alleg. (quaderni operativi)
Testo per gli istituti professionali che ordina e documenta il percorso di-
dattico–formativo della disciplina del disegno di moda. Il percorso è orga-
nizzato in tre sezioni: orientamento al settore tessile e abbigliamento, il
disegno e la grafica, le tipologie di abbigliamento. Ogni sezione è costituita
da una documentazione iconografica, da una parte di studio e analisi e da
una orientata agli aspetti più tecnici della didattica con modelli, tabelle e
schemi.
MODA.A.82-83
MODA.A.84-85 alleg.
Ada Gigli Marchetti
Dalla crinolina alla minigonna:
la donna, l’abito e la società dal XVIII al XX secolo
Bologna, CLUEB, 1995, 249 p.
Dalla quarta di cop.: “La moda non è solo futilità. Il modo di vestire di una
collettività infatti è sempre strettamente legato alla sua storia politica, eco-
nomica, sociale e ideologica. […] Il volume ripercorre le tappe più significa-
tive dell’evoluzione della moda delle italiane, dal Settecento ai nostri giorni,
mettendo in luce tutto il complesso intreccio dei fenomeni socio-economi-
ci, culturali e di costume che accompagnano tale processo”.
MODA.B.43
I gioielli dei Medici: dal vero e in ritratto
a cura di Maria Sframeli
Livorno, Sillabe, 2003, 231 p.
Catalogo della mostra tenuta a Palazzo Pitti fra il 2003 e il 2004.
Argomento della mostra è la gioielleria medicea fra XVI e XVIII secolo, testi-
moniata dai reperti sopravvissuti e documentata dai ritratti d’epoca.
Cinque i saggi che introducono il catalogo suddiviso per sale. Ogni opera è
descritta con minuzia e reca una bibliografia. Imponenti gli apparati docu-
mentari e bibliografici che chiudono il volume.
MODA.A.101
I gioielli d’epoca
Roma, Wefag, 1992, 93 p.
Breve storia anche iconografica dei gioielli.
MODA.B.60
I gioielli del ‘900
S.l., Fratelli Melita, 1989, 32 p., 57 c. di tav.
Breve storia anche iconografica dei gioielli del ‘900.
MODA.B.61
Bonizza Giordani Aragno
Callaghan: 1966. La nascita del prêt-à-porter italiano
Milano, Mazzotta, 1997, 293 p.
Trent’anni di moda italiana visti attraverso i rapporti tra l’industria e lo stili-
smo.
Tre le parti in cui è suddiviso il volume: la storia dell’azienda Zamasport e
del marchio Callaghan; i profili degli stilisti che si sono succeduti nel dise-
gnare le collezioni (Albini, Versace, Tarlazzi, Gigli, Crolla); una parte di im-
magini, disegni, fotografie e campagne pubblicitarie.
MODA.A.92
Bonizza Giordani Aragno
900 il secolo alla moda, 1900-2001: sorelle Fontana
Roma, Promograph Comunication, 2002, 123 p.
Storia di un atelier: biografia di una famiglia, ma anche di una azienda e una
fondazione, iniziata a Traversetolo nel 1907 e che continua a Roma in via
Sebastianello, sede della Fondazione Micol Fontana, fondata nel 1994 per
tutelare l’archivio della sartoria.
Organizzata per sezioni tematiche: album di famiglia, personaggi, cinema,
esposizioni, etc. Volume in bianco e nero, con una cronologia e una biblio-
grafia.
MODA.A.74
Cristina Giorgetti
Manuale di storia del costume e della moda
Firenze, Cantini, 1992, 478 p.
Volume didattico e di divulgazione di qualità. La trattazione comprende un
vasto campo geografico e storico abbracciando l’Europa, la Mesopotamia e
l’antico Egitto, dall’antichità agli anni ottanta. Notevole la scelta delle illu-
strazioni che accompagnano il testo, in particolare le riproduzioni di carta-
modelli mostrano gli aspetti più propriamente sartoriali. Ampia bibliografia.
MODA.A.55
Sofia Gnoli
Moda italiana 1950-1970
Roma, Società Italiana Dante Alighieri, 2000, 63 p.
Catalogo della mostra tenuta a Reggio Emilia, Galleria Parmeggiani, 10-25
novembre 2001.
La curatrice nel saggio introduttivo delinea le radici e la nascita dell’alta
moda italiana.
Dagli inizi a Roma e poi Firenze, negli anni cinquanta e sessanta, il baricen-
tro della moda italiana si sposta a Milano negli anni sessanta e settanta, con
la nascita del prêt-à-porter.
Nella seconda parte il catalogo della mostra.
MODA.A.10
Sofia Gnoli
Un secolo di moda italiana: 1900-2000
Roma, Meltemi, 2005, 282 p.
Dalla quarta di cop.: “Dall’egemonia francese dei primi del Novecento fino
al trionfo del made in Italy e all’affermazione nel mondo dei nostri stilisti,
questo volume ripercorre tutte le tappe della storia della moda italiana”.
Una corposa bibliografia completa l’opera.
MODA.C.5
Guido Gregorietti
I gioielli: storia e tecnica dagli egiziani ai contemporanei
Milano, Mondadori, 1978, 166 p.
Dal risvolto di cop.: “La narrazione che Guido Gregorietti fa della favolo-
sa storia dei gioielli non è attenta solo alle notazioni aneddotiche e alle
variazioni di tecniche, ma sottolinea la partecipazione degli artisti, che fa
della storia dell’ornamento prezioso un importante capitolo della storia del-
le arti. Ma molteplici aspetti dell’evoluzione della cultura e del costume si
intrecciano con quella dei gioielli.”
MODA.A.129
Vinciane van Grotenhuis van Onstein
Diamond divas
[Schoten], BAI, 2008, 207 p.
Pubblicato in occasione della mostra “Diamond divas”, tenuta nel Diamond
Museum della Provincia di Anversa, dall’11 aprile all’8 giugno 2008
Dal risvolto di cop.: “L’exposition relate une histoire illustre où des bijoux
exceptionnels s’avèrent indossociables de personnages exceptionnels. Ici,
pour la première fois, le public peut s’extasier devant des bijoux fabuleux
appartenant ou qui ont été portés par les riches et célèbres de ce monde,
tout en jetant un coup d’œil furtif aux vies glamoureuses que masque cette
somptueuse collection.”
MODA.A.119
Il guardaroba di una cantante: vestiti e costumi del primo Novecento
a cura di Silvio Fuso e Sandro Mescola
Venezia, Comune di Venezia, 1983, 100 p.
Catalogo della mostra tenuta a Venezia nel 1983 che presenta il guardaroba
del soprano Alice Zeppilli.
Introduce il saggio Quei ruggenti anni di primo secolo di Omar Calabrese,
biografia e foto d’epoca nella prima parte, segue il catalogo suddiviso in tre
sezioni: vestiti, costumi e accessori.
MODA.A.9
Valérie Guillaume
Courrèges
Paris, Assouline, 1998, 79 p.
Courrèges fu uno dei più importanti stilisti degli anni sessanta e settanta:
gli anni della conquista dello spazio. Ingegnere di formazione disegnò con
stile spaziale futuristico abiti fatti con materiali all’epoca innovativi e inu-
suali come il PVC e la pelle in vernice e ideò gli stivaletti con il tacco basso
noti come “go-go boots”. Nel 1965 introdusse la minigonna nell’alta moda e
lanciò le famose Lunettes Eskimo, occhiali da sole con lenti molto grandi e
una fessura sottile al centro che ricorda una palpebra socchiusa. Il suo capo
per eccellenza resta la “petite robe blanche”, ovvero il mini abito bianco che
diventò molto popolare negli anni settanta.
MODA.B.34
Traude Hansen, Wiener Werkstaette
Mode: Stoffe, Schmuck, Accessoires,
unter mitarbeit von Gino Wimmer
Wien-München, Christian Brandstätter, 1984, 207 p.
Il libro offre uno sguardo sulla scena artistica a viennese che si è cimentata
anche nella moda. Artisti come Hoffman. Moser e Klimt si sono interessati a
questo ambito con il tentativo di dare forma artistica alla riforma dell’abito
che doveva sostituite la moda troppo influenzata dalla produzione di mas-
sa. Testo in tedesco. 428 illustrazioni, di cui 164 a colori
MODA.A.113
Henny Harald Hansen
Storia del costume
Torino, Marietti, 1981, 169 p.
Dalla prefazione di Gianluigi Marianini: “ritengo subito cosa vana illustrare
un’opera a sua volta illustrativa e ancor più decantarne i molti pregi che, in
questo libro di piccola mole, facilmente consultabile, chiaro, limpido, es-
senziale, antiretorico, scattante, consono alle necessità di un rapido orien-
tamento, balzano agli occhi da sé”.
MODA.B.1
Megan Hess
Coco Chanel: un’icona di stile
Milano, Mondadori, 2016, 207 p.
Dalla quarta di cop.: “Questo libro racconta la vita, i luoghi, gli amori, le
intuizioni e i capricci di una donna che ha osato rompere gli schemi, rivolu-
zionando il guardaroba femminile. I suoi cappelli, il tailleur declinato in infi-
nite varianti, il tubino nero, pochi colori elegantemente combinati – bianco,
nero, beige, oro, rosso – e poi il profumo N°5, la bigiotteria, la borsetta
trapuntata, la classica décolletée bicolore hanno conquistato le donne di
Parigi, poi di tutto il mondo.”
MODA.B.58
Histoires du jeans de 1750 à 1994:
Musee de la mode et du costume, 25 octobre 1994-12 mars 1995
Paris, Paris-Musees, 1994, 176 p.
Catalogo della mostra. Il volume contiene saggi sull’origine e la storia del
tessuto e del colore; la nascita dei jeans moderni, inventati nel 1871, in-
dossati prima come abiti da lavoro e poi divenuti capo di moda. I jeans nel
cinema e nell’arte.
MODA.A.31
Mark Holborn
Issey Miyake
Köln, Taschen, 1995, 156 p.
Biografia artistica dello stilista giapponese, dal 1970, anno in cui fonda il
Miyake Design Studio a Tokyo. Riccamente illustrato con pubblicità, foto-
grafie di mostre e di spettacoli.
In appendice una cronologia e bibliografia.
Testo in inglese, tedesco e francese.
MODA.A.52
The Home Pattern Company 1914 fashions catalog
The Home Pattern Company, with a new introduction by Kristina Harris
New York, Dover Publications, 1995, 88 p.
Si tratta della riedizione del volume The Home Book of Fashions, Winter
1914, Volume 1, Number 2.
Le illustrazioni, a colori nell’originale, sono qui riprodotte in bianco e nero.
Catalogo delle novità della moda femminile e per bambini rivolto al pubbli-
co americano, nonché guida di arte sartoriale.
MODA.A.15
Thomas Hope
Costumes of the Greeks and Romans
New York, Dover Publications, 1962, XLVIII, 300 p.
Riedizione dell’opera pubblicata per la prima volta nel 1812, pietra miliare
della storia dell’abbigliamento greco-romano.
Contiene 300 tavole con oltre 700 disegni di costumi civili e militari, acces-
sori, gioielli, utensili e arredi, oggetti di vita quotidiana, strumenti musicali.
Indispensabile strumento per studenti e studiosi di storia dell’abbigliamen-
to, costumisti e disegnatori di moda.
MODA.B.47
Istituto statale d’arte Aldo Passoni
La collezione di abiti dell’Istituto statale d’arte Aldo Passoni di Torino
Torino, CELID, 1999, 55 p.
La raccolta di abiti e accessori dell’Istituto consta di oltre mille pezzi, frutto
di doni privati provenienti prevalentemente da famiglie torinesi. L’opuscolo
presenta una breve storia della collezione, una selezioni dei capi più signifi-
cativi delle varie sezioni, informazioni sull’archivio e la biblioteca.
MODA.B.38
Marie Andrée Jouve
Balenciaga
Firenze, Octavo, 1997, 79 p.
Balenciaga è stato il più conosciuto tra i creatori di moda spagnoli. Uomo
discreto, aveva una avversione per la pubblicità, la stampa, i fotografi e la
mondanità.
L’impronta della Spagna traspare in tutta la sua attività: il nero e il marrone
scuro, i ricami pesanti di passamanerie cariche di jais, i bianchi luminosi, i
merletti neri, la seta pesante, la svasatura a trapezio degli abiti.
Carmel Snow su “Harpers Bazaar”: “Questa semplicità di così difficile imi-
tazione ha un segreto che non è mai stato possibile copiare: la costruzione
rigorosa e l’esecuzione magistrale”.
Volume in gran parte illustrato a lutto, con un breve testo introduttivo.
MODA.B.28
Lydia Kamitsis
Madeleine Vionnet
Firenze, Octavo, 1997, 79 p.
Stilista attiva tra le due guerre, sognò l’abito con una sola cucitura e come
modello usò il peplo greco: semplice rettangolo di stoffa adattato al corpo
con fermagli sulle spalle e un cordone annodato in vita, che lei sviluppa ser-
vendosi dello sbieco, qualità del tessuto che le consente di creare abiti fluidi
e drappeggianti dalla caduta perfetta. Libertà di movimento e esaltazione
della forma del corpo sono le cifre del suo stile.
Volumetto piatto per abiti non euclidei.
MODA.B.36
Lydia Kamitsis
Paco Rabanne
Firenze, Octavo, 1998, 79 p.
Avverso all’ago e al filo, trasforma in abito ogni oggetto prefabbricato tanto
da essere definito da Chanel “il metallurgico”.
Preferisce usare materiali non pregiati come il rhodoïd (materiale plastico
rigido tagliato in moduli geometrici perforabili e tenuti insieme da anelli
metallici), palline metalliche (sottratte ai grembiuli da macellaio), il masche-
rino per diapositive, fibre ottiche, l’alluminio e la carta ignifuga.
Nel 1966 sgomentò il pubblico facendo sfilare dodici indossatrici scalze e
abbigliate con vestiti “importabili” al suono di Marteau sans maître di Bou-
lez.
Volume prevedibilmente cartaceo e quindi privo degli interstizi cari a Ra-
banne, che ne rivelerebbero la nudità.
MODA.B.31
Kimono: l’arte del bello nella cultura giapponese
a cura di Anna Jackson; con testi di Nagasaki Iwao ... [et al.]
Milano, Electa, 2016, 319 p.
Dal risvolto di cop.: “Il kimono – l’abito tradizionale della società nipponica,
codificato secondo regole antiche che determinano genere, classe e status
di chi lo indossa – si distingue per la forma essenziale a ‘T’, ricavata da ta-
gli di stoffa che scendono dritti dalla spalla. Una cucitura centrale lungo la
schiena unisce le due metà, cui vengono attaccate le maniche, e applicati
il colletto e il sopracolletto. […] Se nei secoli la forma del kimono non ha
sostanzialmente subito cambiamenti, l’assoluta varietà delle decorazioni si
è evoluta nel tempo, trasformandolo in manufatto propriamente ‘artistico’.
Sete e tessuti dai mille colori, motivi ornamentali tessuti a mano, ricami di
fattura finissima ci raccontano una cultura figurativa millenaria.”
MODA.A.112
René König
Il potere della moda
Napoli, Liguori, 1992, 223 p.
Dalla quarta di cop.: “La moda è un complesso processo di sperimentazione
sociale, di crescente attualità e di profondo impatto. […] In questo volume
König esamina il fenomeno della moda in chiave microsociologica, senza
peraltro trascurare i problemi soggettivi e quelli macrosociologici”.
MODA.B.44
Kojiro Kumagai
Fashion illustrations: ladies, men & children
Tokyo, Graphic-sha, 1984, 141 p.
Manuale di disegno anatomico umano con soggetti caucasici, capi di abbi-
gliamento, scarpe e cappelli; due sezioni trattano di acconciature e trucco.
Testo in giapponese.
MODA.A.56
Ludmila Kybalova, Olga Herbenova, Milena Lamarova
Enciclopedia illustrata della moda
Milano, La Pietra, 1969, 603 p.
La prima parte presenta, ordinato cronologicamente, un panorama dell’e-
voluzione storica dell’abbigliamento visto nel suo insieme. Nella seconda
parte si trovano invece le storie specifiche di ciascuno degli elementi che lo
compongono, dal copricapo alle calzature. Il carattere dell’opera è soprat-
tutto storico-iconografico.
Contiene un indice degli artisti e uno analitico.
MODA.B.20
Lancetti fashion ’97
Parma, STEP, 1997, 68 p.
Catalogo della mostra curata da Alberto Nodolini dedicata al “sarto pittore”
tenuta alle Terme Berzieri di Salsomaggiore nel 1997. Il volume in forma-
to tabloid mette insieme copertine, fotografie e giudizi estratti dai più im-
portanti periodici di moda che percorrono la carriera di Lancetti dal 1963,
quando incoraggiato da Palma Bucarelli fondò una propria casa di moda.
MODA.A.1
Paolo Lombardi
Maglia, maglietta, maglione
Milano, Idealibri, 1985, 104 p.
Storia sociale e tecnica della polo, dei pullover, della T-shirt: le fibre e i filati,
gli intrecci e le tecnologie della maglieria. Le vicende sociali e commerciali
di modelli ormai classici del guardaroba maschile.
La struttura della maglia, composta dagli anelli formati dall’andirivieni di un
unico lunghissimo filo, la rende duttile, confortevole, piacevole al tatto e
alla vista assicurando al contempo protezione dall’aria aperta e dispersione
del calore corporeo in eccesso.
Quando il volume venne pubblicato era troppo presto per parlare di Sergio
Marchionne che, in ognuna delle sue tre case, tiene trenta pullover tutti
uguali.
MODA.B.40
Giorgio Marangoni
Evoluzione storica e stilistica della moda
Opera, SMC, 1989-1998, 3 v.
1. Dalle antiche civiltà mediterranee al Rinascimento, 1997, 317 p., XXII c. di tav.
2. Dal secolo del barocco all’eclettismo degli stili, 1989, 317 p., XXII c. di tav.
3. Il Novecento: dal liberty alla computer art, 1998, 319 p., XXIV c. di tav.
Opera divulgativa. L’esposizione mette in evidenza il fatto che l’abbiglia-
mento, come arte decorativa, ha subito nel corso del tempo l’influenza del-
le arti maggiori: da qui l’esigenza di un parallelismo tra evoluzione stilistica
nell’arte e i mutamenti nelle forme dell’abbigliamento. Illustrata con circa
duemila disegni in bianco e nero, appositamente creati da Aldo Beltrami e
Laura Cappelletti con cura e coerenza di stile e ricavati da fonti originali, e
da un piccolo atlante storico della moda costituito da circa settanta tavole a
colori fuori testo inserite nei tre volumi.
MODA.B.12-14
Massimo Mariani
Styling & moda: progetto disegno tendenze
Corso avanzato di grafica professionale
Milano, Ikon, 1994, 158 p.
Libro didattico. Nella prima parte l’Autore delinea una storia dell’abbiglia-
mento; nella seconda si occupa del concetto di modello come prototipo e
delle sue variazioni. La teoria della rappresentazione nella moda e il dise-
gno di moda completano il volume.
MODA.A.36
Vincenza Maugeri, Angela Paffumi
Percorsi di storia della moda e del costume
Bologna, Calderini edagricole, 2001-2003
1. 2001, XI, 335 p. 2. 2001, IX, 196 p.
3. 2003, 246 p. 4. Guida per l’insegnante, 53 p.
Testo didattico. I contenuti di questo manuale, suddivisi per moduli, privile-
giano gli elementi della storia del costume e della moda che maggiormente
hanno improntato l’abbigliamento. Tra gli obiettivi che si propongono gli
autori: la comprensione degli elementi delle evoluzioni stilistiche in rappor-
to al contesto storico, artistico e sociale; l’uso della corretta terminologia
dell’abbigliamento; la capacità di interpretare le immagini e saper descrive-
re i costumi e gli accessori; infine la capacità di utilizzare le conoscenze per
ideare e progettare in campo sartoriale.
MODA.B.16-19
Claude Mazloum
Come scegliere, acquistare, indossare i gioielli e le pietre preziose
Roma, Gremese, 1990, 185 p.
Dal risvolto di cop.: “La prima parte del volume è dedicata all’analisi appro-
fondita delle quattro pietre preziose vere e proprie (diamante, smeraldo,
zaffiro e rubino) e di altre sessanta pietre dure fra le più belle e facilmente
reperibili su mercato italiano e internazionale. La seconda parte si propone
come un’utilissima guida all’acquisto e, perché no?, all’eventuale vendita di
pietre e gioielli.”
MODA.B.62
I mestieri della moda a Venezia dal XIII al XVIII secolo:
Ala napoleonica e Museo Correr, Venezia giugno-settembre 1988
S.l., s.n. 1988, 353 p.
Catalogo della mostra.
L’esposizione, curata da Doretta Davanzo Poli, riassume l’evolversi delle Arti
veneziane, dalla nascita dei loro statuti nel XIII secolo fino al loro sciogli-
mento nel 1797, che a Venezia si occupavano di “moda” e di tutte quelle
“arti minori” che produssero accessori di ogni genere. Ogni mestiere è ana-
lizzato e rappresentato in una sezione del catalogo. Oltre ad abiti e stoffe
preziose, calzature, merletti, cappelli e occhiali, nell’esposizione trovano
una collocazione anche dipinti, disegni, incisioni raffiguranti la vita artigiana
e le fasi di lavoro, utensili, macchine e ferri del mestiere, le botteghe e le
loro insegne.
Testi in italiano e inglese.
MODA.A.102
1922-1943: vent’anni di moda italiana.
Proposta per un museo della moda a Milano,
Milano, Museo Poldi Pezzoli 5 dicembre 1980 - 25 marzo 1981
a cura di Grazietta Butazzi
Firenze, Centro Di, 1980, 143 p.
Catalogo della mostra. Rassegna e analisi storica della moda nel periodo
fascista. Contiene un approfondito saggio della curatrice con bibliografia
e uno sulle uniformi civili nel Regime fascista. Il catalogo presenta abiti,
accessori e biancheria con dettagliate didascalie.
MODA.A.13
Missonologia: il mondo dei Missoni
a cura di Isa Tutino Vercelloni
Milano, Electa, 1994, 161 p.
Catalogo della mostra dedicata al lavoro dei Missoni e realizzata in occasio-
ne del premio Pitti conferito a Ottavio e Rosita Missoni per i quarant’anni
di carriera.
MODA.A.29
Moda: l’evoluzione del costume e dello stile
Milano, Gribaudo, 2016, 480 p.
Dalla quarta di cop.: “Questo volume riccamente illustrato è la guida defini-
tiva a tutto ciò che sia mai stato indossato, racconta i protagonisti, le icone
e i più famosi trend-setter e cattura i tempi in cui sono vissuti. Dalla stra-
vaganza dell’antico Egitto, attraverso leggendarie case come Chanel e Dior,
fino alle più recenti griffe d’avanguardia, da McOueen a Prada: oltre 1.500
costumi, bozzetti originali, immagini d’archivio, dipinti, stampe e splendide
fotografie a colori raccontano la moda e la sua evoluzione”.
MODA.A.117
Moda: la storia completa
a cura di Marnie Fogg
Monteveglio, Atlante, 2014, 576 p.
Dal risvolto: “Ordinato storicamente, ampiamente illustrato e coadiuvato
da una cronologia unica nel suo genere, Moda: la storia completa esamina i
capisaldi della moda di svariati paesi ed epoche storiche, offrendo un reso-
conto dettagliato della straordinaria varietà di stili, usi e trasformazioni che
hanno caratterizzato l’abbigliamento dall’antichità fino a oggi. Dalle vesti
di età greco-romana agli abiti decostruiti, dalla tessitura manuale ai mac-
chinari computerizzati, dalla sartoria su misura ai capi prêt-à-porter, ogni
aspetto della moda è scandagliato e inserito nel contesto storico e sociale
che l’ha prodotto, senza dimenticare i collegamenti con l’arte e l’architettu-
ra e il ruolo cruciale della moda nella civiltà dell’immagine.”
Prezioso l’indice analitico a conclusione del volume.
MODA.B.48
Moda: regole e rappresentazioni
Il cambiamento, il sistema, la comunicazione
a cura di Giulia Ceriani, Roberto Grandi
Milano, Franco Angeli, 1996, 319 p.
Dalla quarta di cop.: “...si parla del nesso tra la comunicazione vestimentaria
e i processi di costruzione delle identità sociali e individuali, del ritorno del
corpo, delle subculture e degli stili di strada, del total look di Coco Chanel,
delle strategie di posizionamento degli stilisti, delle immagini di “Vogue”,
delle diverse donne a cui si rivolgono le edizioni di “Marie Claire”, dei cata-
loghi di moda, del rapporto tra moda e cultura, del linguaggio dei tessuti”.
MODA.B.42
La moda come passione e come professione:
la donazione Silvana Bernasconi
a cura di Enrica Morini, Margherita Rosina
Cinisello Balsamo, Silvana, 2005, 196 p.
Catalogo della mostra tenuta a Milano nel 2005.
Bernasconi fu giornalista di moda, responsabile delle pubbliche relazioni
di aziende tessili, moglie di Giampaolo Porlenza, proprietario della seteria
Taroni di Como. Il catalogo documenta la sua collezione-guardaroba di abiti,
cappelli, scarpe, esempi di alta moda italiana e francese dagli anni cinquan-
ta ai primi anni ottanta, donata al Museo delle Arti decorative di Milano.
MODA.A.93
Moda costume e bellezza nella Roma antica
a cura di Daniela Candilio
Milano, Electa, 2004, 94 p.
Dal sito Electa: “Un ritratto vivace della società romana e del suo amore per
il lusso, considerato come un messaggio indispensabile di credibilità.
Un libro che approfondisce gli aspetti sociali e di costume dell’antica Roma
attraverso vestiti, gioielli e acconciature. Un ritratto vivace della società ro-
mana e del suo amore per il lusso, considerato come un messaggio indi-
spensabile di credibilità. Da qui i gioielli finemente lavorati, le vesti in seta
da esibire ai banchetti e in ogni altra occasione mondana. Interessanti i rife-
rimenti al collezionismo d’arte, autentica passione per Giulio Cesare, Verre
e molti altri esponenti dell’aristocrazia colta.
Non mancano un capitolo sui costumi teatrali e uno sulla produzione di
oggetti di lusso in età tardoantica.”
MODA.B.53
Moda femminile tra le due guerre
a cura di Caterina Chiarelli
Livorno, Sillabe, 2000, 119 p.
Dal testo introduttivo di Carlo Sisi: “[…], ogni volta che si intraprende l’in-
dagine su protagonisti o stagioni del costume novecentesco, l’ambito della
ricerca si arricchisce di molteplici spunti che rivelano una indiscussa cen-
tralità della moda e delle sue pertinenze sia in campo storico sia in quello
variegato ed eccentrico dell’estetica, come ben dimostrano i saggi qui rac-
colti a prefazione d’una scelta di abiti femminili prodotti fra le due guerre
in clima di autarchia e con l’idea programmatica di fornire un’immagine
semplice ed elegante della donna italiana che, immaginata soprattutto
come sposa e come madre, doveva trarre alimento da materiali e pensieri
elaborati in alveo nazionale senza cedere alle pericolose suggestioni degli
ateliers di Parigi o di New York.”
MODA.A.103
Moda Italia: creativity and technology in the italian fashion system.
Creatività, impresa, tecnologia del sistema italiano della moda
catalog editor Bonizza Giordani Aragno
Milano, Domus, 1988, 200 p.
Catalogo della mostra tenuta a New York, allestita sul molo 88 da Gaetano
Pesce.
Sezioni su stilisti, marchi, industrie tessili, accessori. Con inserti pubblicitari.
Testi in italiano e inglese.
MODA.A.28
La moda italiana
Milano, Electa, 1987, 2 v.
1. Le origini dell’alta moda e la maglieria, a cura di Gloria Bianchino, 301 p.
2. Dall’antimoda allo stilismo, a cura di Grazietta Butazzi, Alessandra Mot-
tola Molfino, 301 p.
Raccolta di saggi che vuole promuovere l’oggetto di moda a materiale stori-
co e artistico. I contributi vanno dalla storia della maglieria alla fotografia di
moda negli anni cinquanta, dai rapporti della grafica e della pubblicità con
la moda al disegno inteso come progetto.
Dalla prefazione di Gabriella Butazzi: “I due volumi dell’opera vanno intesi
come un tentativo di risposta alla complessità di problemi che il “sistema
moda” italiano ha affrontato negli ultimi decenni, quelli che hanno comun-
que permesso di poter parlare di una “moda italiana”.
MODA.A.57-58
Moda media storia: incontri di lavoro, Parma 3 - 4 novembre 1984
Parma, CSAC, 1990, 238 p.
Tema del convegno è la contrapposizione nella moda tra discorso sincro-
nico (media) e diacronico (storico). Da un lato sono analizzati gli strumen-
ti attraverso cui la moda viene presentata al pubblico e come l’immagine
della moda venga a formare un sistema di consenso di massa senza il qua-
le resterebbe ignota: ciò che per il pubblico esiste non è l’abito indossato,
oggetto concreto, quanto la sua immagine trasmessa (arte, spettacolo, TV,
grafica, parole).
Analogamente la dimensione della storia è importante per comprendere la
situazione delle epoche più recenti, per valutare l’incidenza di fatti deter-
minanti nella storia del costume, per integrare e collegare il livello alto con
quello medio e basso dell’abbigliamento.
MODA.B.10
Mode
a cura di Fulvio Paloscia e Luca Scarlini
Roma, Adn kronos libri, 1999, 175 p.
Dall’introduzione: “La contraddizione è ovunque […]. Mode è una pratica
e comoda bussola tascabile per orientarsi nel mondo delle mode. Si deve
intendere la parola con la “m” minuscola, perché in questo libro trentaquat-
tro persone raccontano una longitudine e una latitudine a testa della nostra
apparenza quotidiana”.
MODA.C.6
Luciano Morini
Moda e musica nei costumi di Sylvano Bussotti
testo di Aldo Premoli
Milano, Idealibri, 1984, 139 p.
Libro fotografico che illustra l’attività trentennale di Bussotti, compositore,
scenografo e costumista. I costumi fanno parte della collezione di Anna e
Teresa Allegri e sono suddivisi in sezioni: abiti, copricapi, scarpe, ecc.
In appendice una cronologia degli spettacoli e l’elenco delle composizioni.
MODA.A.35
Florence Müller
Art & mode
Paris, Assouline, 1999, 79 p.
Breve storia illustrata di rapporti, connessioni, collaborazioni e intrusioni
tra arte e moda nel XX secolo.
Il ghiacciolo razzo vettore, visibile alle pagine 60-61 nella fotografia di Inez
Van Lamsweerde & Vinoohd Matadin Well basically basuco is coke mixed
with kerosene (dalla serie For the Pleasure pubblicata in “The Face”, Aprile
1994), merita attenzione e cautela.
MODA.B.37
Anna Municchi
Signore in pelliccia: 1900-1940
Modena, Zanfi, 1992, 152 p.
La storia della pelliccia per signora comincia solo alla fine dell’Ottocento,
quando i primi capi vengono prodotti grazie alle nuove tecniche conciarie e
alla macchina per cucire le pelli. Il volume si snoda tra cronache mondane,
storie di stilisti, nuove tecnologie, fino alla pelliccia nel cinema degli anni
trenta; la guerra farà riscoprire il lapin, povero coniglio.
Bibliografia.
MODA.A.62
Anna Municchi
Signore in pelliccia: 1940-1990
Modena, Zanfi, 1993, 136 p.
Durante la guerra la pelliccia si indossa per riscaldare più che per eleganza;
nel dopoguerra il visone diviene simbolo di benessere e nuove tecniche
consentono di lavorare la pelliccia come fosse un tessuto. Gli anni ottanta
segnano l’ingresso di molti stilisti nel settore.
Bibliografia.
MODA.A.63
Le musée Christian Dior
Paris, L’Oeil, 1997, 34 p.
Guida al museo, inaugurato nel 1997, sito nella Villa Les Rhumbs a Granvil-
le, casa dove lo stilista passò l’infanzia. Contiene brevi scritti sulla villa e la
nascita del museo, una biografia di Dior e delle sue creazioni.
MODA.A.12
Hans Nadelhoffer
Cartier
Milano, Longanesi, 1984, 312 p.
Dal risvolto di cop.: “Per la prima volta un libro fa la storia di quella firma
leggendaria [Cartier] e la racconta servendosi di fotografie e disegni di la-
vorazione mai apparsi in precedenza. L’autore Hans Nadelhoffer, esperto di
fama internazionale, è riuscito ad accedere ai vasti archivi parigini, londine-
si e newyorkesi della Casa e a reperire lastre fotografiche dei primi anni del
’900 che riproducono ogni singola creazione in formato naturale. […] Quasi
duecento illustrazioni a colori riproducono in modo superbo le creazioni
di Cartier rivelandone la complessa bellezza: gli animali in pietra dura e gli
objets de vertu che risentono dell’influsso dei valori di Fabergé, i famosi
orologi mystérieux e le stupefacenti trousses, gli aurei yo-yo e le fibbie in
diamanti”.
MODA.A.121
Gilles Néret
Boucheron: histoire d’une dynastie de joailliers
[Paris?], Pont Royal, 1989, 222 p.
Dal risvolto di cop.: “Cette fascinante histoire, vécue par une dynastie de
joailliers passionnés, se déroule en effet des fastes de la cour de Napoléon
III, via les styles Art Nouveau et Art Déco, jusqu’aux années d’après-guerre
et aux créations contemporaines. […] Trois cents pièces sélectionnées pour
leur richesse, leur invention et leur beauté viennent ainsi témoigner, à tra-
vers les dessins et acquarelles préparatoires retrouvés dans les archives de
la célèbre maison, on sous leur forme définitive, de l’art des artistes et pra-
ticiens qui ont contribué successivement à la création de ces petits chefs-
d’œuvre comme de ces grandes merveilles de la joallerie Boucheron, de
ces trésors vivants de l’art de vivre, compléments essentiels de la beauté
féminine dont s’emparent peu à peu les musées d’aujourd’hui”.
MODA.A.123
Linda O’Keeffe
Scarpe: una celebrazione di scarpe da sera, sandali, pantofole e altro
Köln, Könemann, 1999, 507 p.
“Ci si guarda i piedi e si ammicca tra sé e sé” (Diane von Fürstenberg).
MODA.C.4
Omaggio a Enrico Coveri
a cura di Paolo Landi
Prato, Museo d’arte contemporanea Luigi Pecci, 1991, 107 p.
Catalogo della mostra tenuta a Prato nel 1991. In realtà, più che di un cata-
logo, si tratta di una raccolta di testi scritti in ricordo dello stilista o pubbli-
cati in precedenza, con una sezione dedicata a dipinti creati in suo onore.
Testi in italiano e inglese.
MODA.A.61
William Packer
I grandi disegnatori di Vogue: 1922-1982
prefazione di David Hockney
Milano, Idea libri, 1983, 240 p.
Dalla prefazione di David Hockney: “Questo è prima di tutto un libro di
disegni… meravigliosamente freschi e vivi… Gli artisti che hanno fatto que-
sti disegni negli anni Venti, Trenta, Quaranta sapevano disegnare meglio di
tanti artisti cosiddetti seri… I loro disegni erano fatti per servire; avevano
un uso; dicevano ogni sorta di cose: cose che riguardavano gli abiti, Parigi,
la moda, tutto un modo di vivere. I disegni migliori non sono mai soltanto
volti inespressivi ma hanno in sé, evidente, la personalità della figura reale,
del modello vivo e attivo...I migliori di questi artisti erano prima artisti e poi
artisti di moda.”
MODA.A.115
Pasquale De Antonis: la fotografia di moda
consulenza scientifica e testi Sofia Gnoli, Diego Mormorio
Fano, Grapho5, 2015, 127 p.
Dal testo introduttivo di Giorgio Bramante Donini: “Perché le fotografie di
De Antonis nascono dalla volontà di mettere assieme due icone che carat-
terizzano l’identità italiana: la moda e i celebri monumenti a cielo aperto
di Roma, palcoscenico indiscusso di eterna bellezza; le rovine di Roma e le
modelle in posa in dialogo espressivo di assoluta bellezza ideale. Quella bel-
lezza che troviamo nei ritratti mai banali ma anche nella scelta di sfruttare
gli studi dei grandi artisti come location per il set fotografico.”
MODA.A.106
John Peacock
Gli accessori del XX secolo
Milano, A. Mondadori, 2001, 192 p.
Scopo del volume è presentare l’evoluzione degli accessori da uomo e da
donna nel corso del Novecento. Le tavole illustrate con disegni a colori
scandiscono ogni periodo in tredici sezioni tematiche, ognuna delle quali
è completata da due tavole che collocano gli accessori coevi in un quadro
d’insieme. Per ogni sezione puntuali schede descrittive.
MODA.A.79
John Peacock
Costume 1066-1966
London, Thames and Hudson, 1986, 128 p.
Il volume presenta una documentazione dell’abbigliamento maschile e
femminile inglese.
Le tavole, disposte cronologicamente in ordine di regnante, contengono
bozzetti e una dettagliatissima nomenclatura.
Bibliografia.
MODA.A.71
John Peacock
Fashion sketchbook: 1920-1960
New York, Avon, 1977, 128 p.
Repertorio di bozzetti, in gran parte a piena pagina, suddivisi per decadi e
tipologia di abbigliamento femminile, con dettagliata nomenclatura.
Prefazione di Mary Quant.
MODA.A.73
John Peacock
Storia illustrata del costume: dall’antico Egitto ai giorni nostri
Milano, CDE, 1991, 224 p.
Quattromila anni di stili dell’abbigliamento presentati mediante oltre mille
bozzetti a colori suddivisi per secoli. Alla fine di ogni sezione di tavole si
trovano i testi con la descrizione delle immagini e la terminologia di ciascun
abito.
Un glossario illustrato e la bibliografia completano il volume.
MODA.A.75
Marie Paule Pellé
Valentino: trent’anni di magia
Milano, Leonardo, 1990, 330 p.
L’Autore registra l’attività e analizza l’estetica di abiti, oggetti e arredi di Va-
lentino; storia di un destino che si fa materia in concrezioni di tessuto.
La parte principale si snoda in diciassette tematiche che ricorrono nel corso
della carriera dello stilista. L’ultima parte è una cronologia per immagini
delle sue creazioni attraverso 250 schizzi dei modelli più significativi.
Con un saggio di Patrick Mauriès.
MODA.A.3
Mara Pellegrino, Dimma Spaggiari, Rina Spagni
Donne nella moda: protagoniste reggiane del fashion system
Reggio Emilia, Diabasis, 2002, 165 p.
Dalla quarta di cop.: “Attraverso interviste a dodici donne imprenditrici
di grande fascino viene presentato il decisivo ruolo femminile nel setto-
re dell’abbigliamento, che tanta importanza ha per l’economia dell’ultimo
cinquantennio a Reggio Emilia […] da questi racconti il mondo della moda
– sempre presentato dai mass media come il regno luccicante di grandi sti-
listi e splendide top model – emerge nella dimensione più vera di impegno
concreto e quotidiano,...”.
MODA.B.21
Gabriella Perini
Gemme, pietre dure e preziose
Milano, Mondadori, 1996, 207 p.
Dalla quarta di cop.: “Oltre 100 pietre usate in gioielleria, dalle più note
alle meno conosciute, descritte nel dettaglio: i giacimenti di provenienza, il
colore, i tagli, le proprietà che ne determinano il valore, le cure per conser-
varle integre, le imitazioni più diffuse, il significato simbolico e zodiacale”.
MODA.C.13
Sara Piccolo Paci
Parliamo di moda: manuale di storia del costume e della moda
Bologna, Cappelli, 2004, 4 v.
1. Dalla preistoria al Trecento, X, 246 p.
2. Dal Quattrocento al Settecento, XII, 250 p.
3. Ottocento, Novecento e XXI secolo, XIII, 306 p.
4. Guida per l’insegnante, 48 p.
Testo didattico. I tre volumi vogliono essere uno strumento per coloro che si
trovano ad affrontare per la prima volta lo studio della storia del costume.
Il manuale propone una analisi degli elementi più caratterizzanti di ogni
epoca, tenendo in considerazione anche aspetti come la collocazione ge-
ografica, il contesto sociale, le novità tecnologiche di ogni periodo storico.
Ampia bibliografia in ciascun volume.
MODA.A.96-99
Rosana Pistolese
La moda nella storia del costume
Bologna, Cappelli, 1981, 260, [44] p.
Costumista e disegnatrice, ebbe l’incarico dalla University of California nel
1962 di inaugurare la cattedra di Storia del costume e Disegno di moda e
di tessuti d’arte. Successivamente fondò a Roma l’Accademia di costume e
di moda. È dalla sua esperienza di docente che nasce questo volume, pub-
blicato per la prima volta nel 1964, che ha il merito di essere stato uno dei
primi sull’argomento editi in Italia.
MODA.B.7
Marie France Pochna
Dior
Firenze, Octavo, 1997, 79 p.
Le cartomanti gliel’avevano assicurato: avrebbe avuto successo con le don-
ne. Così alle donne abbigliate con gonne corte, spalle mastodontiche, suole
ortopediche e cappelli a cavolfiore propose un abito nero di lana la cui gon-
na aveva quaranta metri di giro.
Volume di immagini (che avremmo voluto essere a fisarmonica), con un
breve testo introduttivo.
MODA.B.27
Renata Pompas
Textile design: ricerca, elaborazione, progetto
Milano, Hoepli, 1994, 275 p.
Testo didattico. Il volume si propone di descrivere i diversi aspetti legati alla
professione del textile designer analizzandone le fasi e le modalità inventi-
ve, progettuali e operative. La prima parte illustra gli strumenti e i metodi
della tecnica progettuale; la parte centrale si occupa nell’ideazione e pro-
duzione di una collezione di tessuti; viene infine presentato un panorama
storico stilistico del tessile.
Completa l’opera un elenco di associazioni industriali, esposizioni, musei e
raccolte, centri di studio e una bibliografia.
MODA.A.87
Penny Proddow
Debra Healy, Tiffany & i gioiellieri americani: storia,
tradizioni e fascino dei gioielli d’America
fotografie di David Behl
Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 1987, 207 p.
Dal risvolto di cop.: “Questa pubblicazione di ampio respiro traccia, con un
testo rigoroso, e con una ricca documentazione di immagini a colori, la sto-
ria della gioielleria americana, dai suoi modesti inizi ad oggi, ponendo in
luce sia il contesto storico in cui è nata, sia la gamma degli stili, colti nelle
loro sfumature. Anche se si tratta di una storia relativamente recente, essa
è, tuttavia, splendidamente ricca, a partire dalla nascita delle prime grandi
case, quali la Shreve, Crump & Low fondata alla fine del ’700, la Black, Srarr
& Frost del 1810 e la Tiffany & Co. del 1837. Fra i molti gioiellieri affermatisi
nel corso del secolo passato, si trovano nomi come Marcus & Co., Dreicer &
Co., Spaulding & Co., a Chicago e Greenleaf & Crosby in Florida”.
MODA.A.124
Gianni Puglisi
I modi della moda
Palermo, Sellerio, 2001, 74 p.
Dal sito dell’editore: “Un pamphlet sulla storia della moda e sulle sue capa-
cità comunicative.
I modi della moda è una dissertazione sulla moda come linguaggio auto-
nomo della cultura del contemporaneo. “Parlare di moda, dunque, – scrive
l’autore – vuol dire esprimersi sulle radici dell’essere e dell’essere sociale
dell’uomo, vuol dire esprimersi sul gusto degli uomini nei loro tempi, vuol
dire sapere leggere e apprezzare attraverso l’arte figurativa e plastica, at-
traverso le immagini del teatro e del cinema, attraverso i costumi e le “di-
vise”... vuol dire saper leggere e sapersi esprimere sulle mutazioni culturali
delle generazioni e dei popoli”.
MODA.C.11
Radical fashion
edited by Claire Wilcox
London, V&A Publications, 2001, IX, 149 p.
“Radical fashion” è il nome coniato per l’esibizione tenutasi tra l’ottobre del
2001 e gennaio 2002 al Victoria & Albert Museum che ha raccolto alcuni tra
i designer più innovativi del periodo. I testi analizzano i rapporti tra moda
e arte dei creativi europei e giapponesi, le cui opere vengono presentate in
questa mostra.
MODA.A.34
Regina May: und die Mode. Zeichen der Zeit
Wiesbaden, Achim Koch, 1999, 45 p.
Opuscolo sulla disegnatrice di moda Regina May (1923-1996), che collaborò
dal dopoguerra agli anni settanta con il quotidiano tedesco “Frankfurter
Allgemeine Zeitung”. Attraverso i suoi disegni, realizzati durante le sfilate
a cui assisteva, è possibile capire le tendenze della moda di quegli anni ma
anche come siano cambiati l’immagine e il ruolo della donna nella società.
Contiene disegni originali.
MODA.A.8
René Gruau: un riminese a Parigi
a cura di Andrea Pollarini
Milano, Electa, 1993, 127 p.
Catalogo della mostra tenuta a Rimini tra il 1993 e il 1994.
Gruau, illustratore e disegnatore di moda, collaborò con le più prestigiose
case di moda parigine, tra le quali Patou, Worth, Piguet, Schiaparelli, Cristo-
bal Balenciaga e Dior; i suoi disegni furono pubblicati da riviste come “Ma-
rie Claire” e “Vogue”; nel 1960 realizzò la locandina del film La dolce vita.
La mostra ne ripercorre la carriera, dalle prime copertine per la rivista italia-
na “Lidel” ai disegni pubblicitari per Le Moulin Rouge.
Tra i contributi anche una intervista autobiografica all’artista.
MODA.B.3
Il ricamo fantasia nell’alta moda italiana:
arte e mestiere di Ersilia Savina Rodante
a cura di Anna Maria Rodante Sabatini, Paola Tedeschi Evangelisti
Perugia, Quattroemme, 2014, 575 p.
Corpo principale della monografia è l’inventario/catalogo dei 32 album con-
tenenti 485 campioni di ricami acquisiti dall’Archivio di Stato di Perugia se-
zione di Foligno, che documentano l’attività della ricamatrice romana. Dal
dopoguerra fino al 1994, anno della morte, Ersilia Savina Rodante collaborò
con importanti stilisti, atelier e sartorie teatrali. Dal 1958 lavorò inoltre per
la televisione (Canzonissima, Il Mattatore, Studio Uno).
MODA.A.26
Roberto Capucci al Teatro Farnese: in difesa della bellezza
Parma, Palazzo della Pilotta, 15 giugno-29 settembre 1996
a cura di Lucia Fornari Schianchi
Roma, Progetti Museali, 1996, 202 p.
Lo spettacolo delle creazioni di Capucci, Cancelli, Involucri, Smerli per citare
alcuni nomi che lo stilista dà ai sui vestiti, messo in scena in un teatro unico:
luogo eccentrico per uno stilista eccentrico.
Oltre al saggio della curatrice, scritti di Luisa Viola sulla storia del teatro, di
Alvar Gonzáles-Palacios sui rapporti tra arte moda e etnografia, di Anna Co-
liva su come la storia dell’arte affronta e interpreta la moda e una intervista
allo stilista.
L’appartato iconografico è costituito da fotografie che ritraggono le opere di
Capucci collocate tra le opere della Galleria Nazionale di Parma e negli spazi
del Teatro e da bellissimi bozzetti, opere d’arte in sé.
MODA.A.80v
MODA.A.122
Roberto Capucci: l’arte nella moda: volume, colore, metodo
Milano, Fabbri, 1990, 173 p.
Catalogo della mostra promossa e organizzata da Pitti Immagine a Firenze
nel 1990.
Creatore atipico, Capucci idea abiti destinati a non avere copie; i suoi abi-
ti-involucri sono opere architettoniche, strutture di stoffa abitabili da un
corpo, più facilmente immaginabili in una sala di museo che non indossati.
La mostra, non cronologica, segue motivi geometrici e ispirati alle forme
presenti in natura, che hanno influenzato la sua ricerca durante la carriera
quarantennale.
Il catalogo mostra bozzetti e fotografie a fronte.
MODA.A.51
Mariarosa Schiaffino, Irvana Malabarba
Elogio della cravatta: follie e virtù, storia e attualità, psicologia e lin-
guaggio del più inutile e piacevole accessorio dell'abbigliamento, pre-
sentato da Giovanni Nuvoletti, Milano, Idealibri, 1982, V, 95 p.
Dall’introduzione: “E allora, ancora evviva a questo cappio imbelle, effime-
ro nodo, velleitario capestro, nappa vanagloriosa, giulebbosa fibula, fem-
mineo lezio, albagioso arcifànfano, reliquia aristocratica, relitto borghese,
rottame ottocentesco, muliebre residuato di un maschio vestire. La cravatta
è morta, viva la cravatta!”
MODA.C.14
Un secolo di moda: dai merletti ai grandi stilisti
Milano, Vallardi, 2000, 168 p.
La moda del XX secolo raccontata in stile pop fumettistico e suddivisa per
ventenni.
Informazioni di tipo aneddotico con riferimenti soprattutto a personaggi del
cinema e della televisione, dell’arte, della musica rock.
MODA.A.44
Charlotte Seeling
Moda: il secolo degli stilisti, 1900-1999
Köln, Könemann, 2000, 655 p.
Esempio di coffee table book enciclopedico sulla moda del XX secolo.
Percorso cronologico: per ogni decennio una vasta introduzione che ne
mette in evidenza gli aspetti sociali, un elenco dei principali stilisti, per
ognuno dei quali viene fornito un dettagliato profilo biografico e due capi-
toli sui look e gli idoli del periodo.
L’appendice comprende un glossario e due elenchi con gli illustratori e i
fotografi di moda.
MODA.A.49
Alfonso Signorini
Chanel: una vita da favola
Milano, Mondadori, 2009, 225 p., 6 c. di tav.
“Gabrielle Chanel, per tutti Coco, nasce nel 1883 nell’ospizio dei poveri di
Saumur. Ha il mondo contro e lo affronta. Supera ogni ostacolo. Ama il lavo-
ro, ha talento, si applica alla moda, la semplifica, la reinventa. Sottolinea la
personalità della donna, ne esalta la femminilità, la vuole elegante e raffi-
nata, ma anche moderna, sobria, a suo agio. Seduttrice precoce, entra negli
altri, ne cattura le emozioni, ne prende l’anima. Insegue un sogno persona-
le, incarnando il talento e rappresentando le sue muse. Conquista il mondo
ma resta sola dentro, irraggiungibile Peter Pan” (Marco Innocenti, “Il Sole24
ore”, 18 maggio 2009).
Coco morirà sola al Ritz il 3 gennaio 1971.
MODA.B.2
Donatella Simon
Moda e sociologia
Milano, Angeli, 1990, 129 p.
Il saggio è una storia delle idee sociologiche sulla moda, un percorso tra
teorie e autori come Spencer, Simmel, Barthes e Baudrillard.
Dalla quarta di cop.: “L’obiettivo di questo libro è di ricostruire gli approcci
di un interesse sociologico, secondo le tappe che ne caratterizzano lo svi-
luppo, articolato in temi distintivi: il rapporto tra moda e costume; tra moda
e stratificazione sociale, che include il momento del passaggio dalla società
tradizionale a quella di massa e le sue conseguenze; la questione dei pro-
cessi diffusivi della moda, …”
MODA.B.24
Sociologia dei fenomeni di moda
a cura di Gerardo Ragone
Milano, F. Angeli, 1992, 342 p.
Antologia di saggi sulla moda provenienti da diverse discipline raccolti e
introdotti dal curatore.
Dalla quarta di cop.: “Che cos’è, insomma la moda? Un fenomeno di ‘super-
ficie’ oggetto tuttalpiù di pettegolezzo giornalistico-mondano o, al contrario,
un meccanismo latente di mutamento sociale attraverso cui la società speri-
menta nuovi modelli di vita e di ‘socialità’ […] è soprattutto con i più recenti
contributi di sociologia dei consumi e di semiologia che appare chiaro come
dietro un’ostentata cornice frivola i fenomeni di moda nascondano invece
complessi e spesso contraddittori processi di socializzazione e di differen-
ziazione”.
Le due maggiori interpretazioni del fenomeno sono messe a confronto
nell’antologia: meccanismo elitario nella diffusione dei consumi o demo-
cratizzazione delle mode e del gusto?
Una curiosità ortografica: il nome del semiologo R. Barthes compare nel
testo come R. Barth.
MODA.B.23
Sorelle Fontana
a cura di Gloria Bianchino
Parma, CSAC dell’Università, 1984, 218 p.
Occasione di questa storia critica dell’atelier Sorelle Fontana è l’acquisizione
dell’archivio aziendale da parte del Centro Studi e Archivio della Comunica-
zione dell’Università di Parma.
Le vicende dell’alta moda a Roma, i rapporti tra le sorelle Fontana e il mon-
do del cinema, la fotografia di moda a Roma nel dopoguerra sono alcuni
degli argomenti trattati nei saggi.
Ricco l’apparato iconografico che documenta la storia dell’azienda: gli abiti,
corredati da schede tecniche; i disegni che accompagnano il saggio di Gloria
Bianchino che ricostruisce il passaggio fra disegno, abito realizzato e illu-
strazione; le fotografie, presentate da Arturo Carlo Quintavalle.
MODA.B.11
Lars Fr. H. Svendsen
Filosofia della moda
Parma, U. Guanda, 2006, 216 p.
Dal risvolto: “E allora, come scrive Svendsen, un’analisi filosofica del signifi-
cato della moda – della sua insaziabile ricerca del “nuovo”, dei meccanismi
della sua diffusione, della sua relazione con il corpo e il linguaggio, del suo
status di merce e di arte e, non da ultimo, del suo ruolo come ideale di vita
– ci può aiutare a conoscere meglio noi stessi, le nostre radici e la società
che ci circonda”.
MODA.C.3
Rosita Tacconi, Maria Pia Rosignoli
Gioielli e pietre preziose
Milano, Mondadori, 1968, 296 p.
Dall’introduzione: “Il libro è diviso in quattro parti. Nella prima sono trattate
le singole pietre, le perle ed altri materiali usati in gioielleria. Nella seconda
si passa al gioiello, cioè alla pietra diventata ornamento; qui sono esaminati
i metalli preziosi, i diversi tipi di montatura, i criteri da seguire nella scelta,
l’utilizzazione dei gioielli antichi o semplicemente vecchi. La terza parte è
dedicata al “galateo dei gioielli”: come e quandosi portano, gli elementi che
compongono un corredo, la scelta dei regali, come si conservano i gioielli.
Infine, la quarta parte tratta degli oggetti preziosi della casa, visti anch’essi
non tanto sotto il profilo storico o artistico quanto sotto quello pratico, della
scelta e della conservazione”.
MODA.B.63
Caroline Tatham, Julian Seaman
Corso di disegno per stilisti: principi, pratica e tecniche
La guida più nuova per l’aspirante stilista di moda
Trezzano sul Naviglio, Il Castello, 2004, 144 p.
Testo introduttivo per chiunque voglia cimentarsi o semplicemente appren-
dere le linee essenziali del disegno. Vengono presi in considerazione tutti gli
aspetti dell’illustrazione di moda, dall’ideazione del modello alla tecniche
necessarie a trasferire le idee sulla pagina.
Strutturato in ventiquattro unità, ognuna delle quali contiene un progetto
da realizzare.
MODA.B.22
Elizabeth Taylor
Elizabeth Taylor: my love affair with jewelry
edited by Ruth A. Peltason; photographs by John Bigelow Taylor; design by Takaaki
Matsumoto, New York, Simon & Schuster, 2002, 239 p.
Dal risvolto di cop.: “One of her greatest passions is jewelry, and over the
years she has amassed one of the world’s foremost collections. […] In this
revealing book, Elizabeth Taylor offers a personal guided tour of her collec-
tion. She takes us into her confidence, sharing personal anecdotes, witty
asides, and intimate reminiscences about her life, her loves, and her col-
lection. Whether talking about the famous La Peregrina pearl, which was
briefly abducted by a household pet, or chatting about a childhood gift to
her mother, Elizabeth Taylor shows herself to be the most seductive of sto-
rytellers: direct, irriverent, and charming”.
MODA.A.116
Tom Tierney
British fashion designers: paper dolls
New York, Dover publications, 2000, 16 c. di tav.
Album di bambole di carta vestite dai più importanti stilisti inglesi della se-
conda metà del XX secolo.
MODA.A.24
Tom Tierney
Christian Dior fashion review: paper dolls
New York, Dover, 1995, 16 c.
Album di bambole di carta dedicato al creatore del “New Look”. I look dei
figurini si rifanno a due delle modelle favorite da Dior: Renée Breton e Lisa
Fonssagrives e sono accompagnati da dettagliate note in fondo al volume.
MODA.A.19
Tom Tierney
Fashions of the Regency period: paper dolls
New York, Dover, 1996, 16 c.
Album di bambole di carta relativo al secondo decennio dell’Ottocento,
quando era in voga lo stile Regency, ispirato all’antichità greca e romana.
MODA.A.16
Tom Tierney
Great fashion designs of the Victorian era: paper dolls in full color
New York, Dover, 1987, 15 c. di tav.
Album di bambole di carta a colori relativo al periodo vittoriano.
L’Autore prende come modelli la regina Vittoria e la principessa Eugenia,
moglie di Napoleone III. Brevi didascalie forniscono informazioni sugli abiti
e i loro creatori.
MODA.A.14
Tom Tierney
Henry VIII and his wives: paper dolls
New York, Dover publications, 1999, 16 c. di tav.
Album di bambole di carta monotematico.
MODA.A.22
Tom Tierney
Historic costume from ancient times to the Renaissance
New York, Dover, 2003, 64 p.
Repertorio illustrato con disegni in bianco e nero di abiti, cappelli, calzature
occidentali, con brevi didascalie. In fondo le note esplicative ad ogni dise-
gno.
MODA.A.7
Tom Tierney
Italian Renaissance costumes: paper dolls
New York, Dover, 1998, 8 c.
Album di bambole di carta in costumi rinascimentali italiani.
MODA.A.20
Tom Tierney
Medieval costumes: paper dolls
New York, Dover, 1996, 8 c.
Album di bambole di carta con costumi medievali a colori.
MODA.A.17
Tom Tierney
Pavlova & Nijinsky: paper dolls in full color
New York, Dover, 1981, 16 c.
Album di bambole di carta con i costumi di scena, perfettamente replicati,
di due leggendari ballerini: Anna Pavlova e Vaslav Nijinsky. Gli originali fu-
rono disegnati da Aleksandr Nikolaevič Benois, Lèon Bakst, Jeanne Paquin
e Robert Edmond Jones.
MODA.A.21
Tom Tierney
Poiret fashion design: paper dolls in full color
New York, Dover, 1985.
Album di bambole di carta vestite con gli abiti di Paul Poiret, il più importan-
te creatore di moda della Belle Époque.
MODA.A.18
Tom Tierney
Worth fashion review: paper dolls
New York, Dover, 1996, 16 c.
Album di bambole di carta con gli abiti disegnati da Charles Frederick Wor-
th, importante stilista dell’era vittoriana, stimato presso la corte di Napole-
one III. Con dettagliate note.
MODA.A.23
Marco Tosa
Vestiti da sera: 1900-1940
Modena, Zanfi, 1987, 127 p.
Volume primo della collana “Il Novecento Moda e Costume”.
L’opera, in un percorso storico sociale che dà spazio anche alla produzione
italiana di quegli anni, descrive come nascono, dove e perché si sviluppano
gli abiti da sera.
MODA.A.53
Chris Townsend
Rapture: art’s seduction by fashion since 1970
London, Thames & Hudson, 2002, 176 p.
Volume pubblicato in occasione della mostra omonima tenuta alla Barbi-
can Gallery di Londra nel 2002. Tutto comincia alla fine degli anni sessanta,
probabilmente con Warhol, quando il mondo dell’arte e quello della moda,
prima concettualmente separati, entrano in collisione; il lavoro degli artisti
e dei creatori di moda si mette in relazione, si confonde.
Il testo analizza e mostra gli effetti spettacolari di questa reciproca attrazio-
ne-corruzione con immagini insane, torbide e disturbanti.
MODA.A.100
Amanda Triossi, Daniela Mascetti
Bulgari
Milano, Electa, 2007, 319 p.
Dal risvolto di cop.: “Nel presente volume, in capitoli dettagliati, viene esa-
minato il percorso creativo che ha portato Bulgari a forgiare un nuovo stile,
libero dai tradizionali canoni dell’alta gioielleria francese e che, in poco più
di un secolo, da Roma si è diffuso in cinque continenti. […] Vengono descritti
i vari ingredienti che compongono lo stile Bulgari, quali la giustapposizione
di materiali inusuali, dalle pietre colorate semi-preziose abbinate a prezio-
sissimi diamanti, all’uso di monete antiche montate in gioielli d’oro, come
fossero gemme, fino alla nobilitazione di materiali di uso quotidiano, come
l’acciaio o la porcellana bianca, ai materiali per l’alta gioielleria”.
MODA.A.114
Simonetta Turazza
Storia della moda e del costume
Trescore Balneario, San Marco, 2000, 367 p.
Dalla presentazione: “Questo nuovo libro di testo si propone di spiegare in
modo approfondito e nello stesso tempo semplificando al massimo, l’anali-
si storica dell’abbigliamento trattando l’evoluzione del costume, dall’antica
civiltà egiziana fino alle più recenti ed attuali tendenze della moda del Due-
mila.”
MODA.A.105
Valentino trent’anni di magia
Milano, Bompiani, 1991, 2 v.