Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
12 visualizzazioni6 pagine

Nietzsche

Hh

Caricato da

4rfjhz62p4
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
12 visualizzazioni6 pagine

Nietzsche

Hh

Caricato da

4rfjhz62p4
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd

FRIEDRICH NIETZSCHE

Nacque a Sassonia in Germania, il padre era un pastore luterano morto quando lui
aveva solo cinque anni. Nietzsche si identificò per tutta la sua vita nella figura
paterna tanto da temere di essere colpito dallo stesso destino, le sue condizioni di
salute furono molto precarie. Si iscrisse alla facoltà di teologia dove conobbe il
filologo Ritschl, maturò convinzioni antireligiose contrapponendosi alla madre.
Questo contrasto lo spinse a trasferirsi a Lipsia dove si iscrisse alla facoltà di
filosofia. A 25 anni gli fu proposta la cattedra di filologia nonostante non fosse
laureato. In questi anni lesse “Il mondo come volontà e rappresentazione” di
Schopenhauer e fece l’incontro con Wagner, musicista romantico, con cui passò
molti fine settimana. Questi lo portarono a scrivere “La nascita della tragedia dallo
spirito della musica”. Riconosce la Grecia classica come origine della cultura
occidentale, essa non è emblema di ordine come la dipingevano nel 1700 ma è
rappresentazione di dolore e di ebbrezza ma anche di potenza creatrice. Questa sua
opera viene aspramente criticata e fu isolato. A causa della sua salute precaria
ottenne il pensionamento e cominciò a viaggiare. Inizia la sua carriera da saggista e
pubblicò le quattro “Considerazioni inattuali” e “Umano troppo umano”. È evidente
il distacco da Schopenhauer e Wagner. Scrisse “Gaia scienza” e “Così parlò
Zarathustra” con cui introdusse il concetto dell’eterno ritorno, il tempo strutturato
in modo circolare e gli eventi si ripresentano uguali a sé stessi infinite volte. Il 1882
fu un anno destabilizzante; si innamora di una donna, la quale non ricambiò mai il
suo amore ed aprì una relazione con il suo amico, la sorella di Nietzsche reagì
contrastando i sentimenti del fratello opprimendolo con la sua gelosia e
possessività. In questo anno Wagner andò in scena con il Parsifal ma Nietzsche la
considerò una resa al cristianesimo. Pubblicò “Al di là del bene e del male” e iniziò
a scrivere “la volontà di potenza” di cui lascia solo delle bozze pubblicate poi dalla
sorella, questa versione fu uno stravolgimento del pensiero nietzschiano che ispirò il
nazismo.

L’INFLUENZA DI SCHOPENHAUER SULLA FILOSOFIA NIETZSCHIANA


Durante il primo periodo della sua vita Nietzsche concorderà con Schopenhauer sul
dominio della volontà sulla realtà. Ed essendo gli eventi legati da rapporti di causa-
effetto e quindi in modo deterministico (principio della ragion sufficiente), ogni
finalismo si dissolve svelando un ripetersi continuo di un destino immutabile. Non
condivise però la terapia; se la volontà è la sostanza del mondo, la vera risposta al
suo dominio può essere solo la volontà stessa. Accettarne l’esistenza e riconoscere
l’assenza di senso.
TRE FASI DELLO SVILUPPO DELLO SPIRITO UMANO
Le sue opere possono essere divise in tre fasi:
1. La fase filologico-romantica  La nascita della tragedia e Considerazioni inattuali
stadio del cammello
2. La fase illuministico-critica  Umano troppo umano e La gaia scienza libro
stadio del leone
3. La fase dell’eterno ritorno  Così parlò Zarathustra e La volontà di potenza
stadio del fanciullo

1. STADIO DEL CAMMELLO


Come i cammelli, la personalità si fa carico della saggezza del passato ma l’uomo,
come il cammello, non si chiede di cosa si è fatto carico né si chiede il significato di
questi valori. Accettiamo gli insegnamenti del passato senza metterli in questione.
1. NASCITA DELLA TRAGEDIA DELLO SPIRITO DELLA MUSICA
L’origine della cultura occidentale risiede nella tragedia quindi nei suoi due principi
contrapposti “apollineo” e “dionisiaco”.
Quest’ultimo fa riferimento al dio pagano Dioniso, dio dell’ebrezza, il quale accetta
la natura sofferente dell’esistenza nella sua profonda vitalità ed eccesso. La
soluzione a questa sofferenza è la fusione dionisiaca con i propri desideri e bisogni.
Annullare ogni individualità dissolvendosi nella totalità. La tragedia (l’ebrezza, la
danza, il canto) è lo strumento per negare sé stessi in un’orgiastica unità col tutto, in
tal modo il dolore si trasforma in gioia e la distruzione in creazione.
L’apollineo fa riferimento al dio Apollo, dio dell’armonia, il quale crea un mondo
ideale per fuggire dalla natura sofferente dell’esistenza.
La tragedia fino a Sofocle ed Eschilo metteva in scena la tragicità della natura e
rappresenta un modo per affrontare il disordine della vita. Era la fusione tra lo
spirito apollineo, espresso dalle gesta dell’eroe e nel dialogo razionale tra i
personaggi, e dionisiaco, espresso attraverso la musica ed il coro. Riesce a fondere
l’impulso vitale di Dioniso e l’ordine di Apollo. Il caos è l’esperienza prima dell’uomo
e l’armonia rappresenta la necessità di contenerla. Al caos viene conferito un senso
ma allo stesso tempo è possibile vivere il dramma della vita fino in fondo. Possiamo
cogliere la natura umana grazie ai miti che vengono rappresentati.
Euripide eliminò l’elemento dionisiaco ed inserì la figura di Socrate (simbolo nascita
filosofia e morte dionisiaco). Subentra l’idea che tutto per essere bello debba essere
razionale, l’apparenza domina sulla verità, inizia la decadenza della società
occidentale. I protagonisti e le loro gesta predominano sul coro e sulla musica,
razionalizza i sentimenti e addolcisce gli aspetti più sconvolgenti rendendo così la
tragedia ordinaria. La razionalità prevale sulla naturalità, muore la tragedia e nasce
la filosofia. Il dramma è sostituito dal dialogo filosofico. Le passioni vengono
sottomesse alla ragione e ai suoi ideali etici. Riduce il mondo alla logica
impoverendo il mondo umano e portandolo alla decadenza perché lo ingessa.
Secondo Nietzsche solo la musica di Wagner può riportarci all’antico spirito tragico.
L’arte, più nello specifico quella Wagner, è capace di far rinascere lo spirito
dionisiaco e quindi permette di uscire dalla condizione moderna della società
occidentale.
1. CONSIDERAZIONI INATTUALI
Sono quattro saggi chiamati così per le loro tesi impopolari. Il più importante
“Sull’inutilità e il danno della storia per la vita”.
Nietzsche si pronuncia contro lo storicismo ottocentesco. Lo studio del passato
impedisce di dare valore al presente e quindi di dare nuove forme creative di vita. si
pronuncia anche contro il positivismo ottocentesco in quanto rende la scienza un
dogma come la religione, non esiste una verità universale e oggettiva ma soltanto
interpretazioni soggettive.

2. STADIO DEL LEONE


L’uomo in questa fase rivaluta i valori ed arriva all’idea che le grandi costruzioni
scientifiche e filosofiche sono uno strumento di consolazione che l’uomo si dà per
accettare l’irrazionalità dell’esistenza. L’uomo, come il leone, demolisce e distrugge
questi valori arrivando al nichilismo.
In questa fase della vita Nietzsche abbandona l’idea di tornare all’epoca tragica dei
Greci e Wagner ormai gli appare come un decadente siccome si è piegato al
cristianesimo, la sua musica dovrebbe avvicinare a Dio e non ha più la funzione di far
rinascere lo spirito dionisiaco. Nietzsche a questo punto crede sia meglio
assecondare la tendenza nichilista della cultura occidentale.
2. UMANO TROPPO UMANO 2. LA GAIA SCIENZA
La nostra più lunga e rassicurante menzogna è Dio. Esso è il prodotto della
tradizione platonica: la divisione del mondo in iperuranio e sensibile, il primo è vero
e perfetto mentre il secondo è apparenza. La religione pone il senso dell’esistenza
in una dimensione trascendentale e nega il corpo e la natura.
La ragione ha smontato criticamente il dogma religioso quindi Dio è morto e
dobbiamo fare a meno di Lui. Questa condizione spinge al nichilismo e forza ad
accettare l’abisso del vuoto e del niente. L’uomo non può vivere senza un sistema
di valori solidi e fondati. In un momento storico in cui la religione ha perso senso la
società ottocentesca positivista ha trovato nuovi idoli, nuovi dogmi, la scienza e il
progresso.
“L’universo danza sui piedi del caso”, non esiste verità oggettiva ma solo
interpretazioni soggettive, per accettare questa orribile verità abbiamo inventato
delle menzogne. Le certezze sono solo illusioni che servono a tollerare l’irrazionalità
dell’esistenza. La scienza è definita gaia, ma anche la metafisica e la religione, per il
suo carattere consolatorio; l’illusione di poter controllare la natura attraverso la
scienza serve a contenere la paura della verità. Dio è morto. La cultura occidentale
abbandona progressivamente la natura istintuale e il compito del filosofo-profeta è
annunciare questa decadenza. La filosofia del mattino smaschera le false credenze
che da Socrate dominano tutti i campi culturali.
Con la morte di Dio muore la possibilità di una verità assoluta perché non esiste più
un’entità metafisica che garantisce l’universalità e la necessità del sapere. L’uomo è
solo nel dare senso alla sua vita e deve assumersi la responsabilità della propria
esistenza. Questo significa distruggere la morale tradizionale.

Nell’antica Grecia la morale dei signori esaltava la forza, la gioia di vivere, l’amore, il
piacere, la salute. Amavano le virtù del corpo e lo valorizzavano, l’incarnazione di
questa morale erano i guerrieri (Achille), fieri, gloriosi, potenti. Ma sono stati
sostituiti dai sacerdoti i quali inneggiano all’umiltà e all’ubbidienza. Con l’avvento
del cristianesimo non sono più le gioie del corpo in primo piano bensì lo spirito e la
mortificazione della carne. È la religione degli ultimi, i quali hanno elevato la
passività e la sudditanza a valore morale al fine di ridurre tutti gli esseri umani alla
mediocrità, è la religione degli schiavi richiedono il sacrificio ed impongono doveri. I
mediocri hanno prodotto questi valori perché non hanno avuto la capacità di vivere
pienamente e spingono tutti a conformarvisi. Hanno inventato il concetto di
peccato, hanno imposto il senso di colpa, hanno trasformato i piaceri della vita in
qualcosa di cui dobbiamo vergognarci.
Nietzsche giunge alla conclusione che la morale è uno strumento di domino a cui
ricorrono i più deboli e mediocri.

3. STADIO DEL BAMBINO


La percezione del bambino è libera da ogni stereotipo. Il bambino rinasce e si crea
un nuovo sistema valoriale, allo stesso modo l’oltre uomo.
3. COSÌ PARLÒ ZARATHUSTRA
Dopo la distruzione di tutte le sovrastrutture ed il nichilismo l’uomo può
riappropriarsi della propria libertà ma questo significa anche dover fare i conti con la
solitudine davanti all’assoluta libertà. L’uomo è libero di definire il senso
dell’esistenza ma al contempo è l’unico ad esserne responsabile, non esiste più un
essere trascendente che imponga una morale e acquieti il senso di colpa.
Zarathustra annuncia l’avvento dell’oltre uomo e lo rappresenta attraverso
l’immagine di un bambino all’ora del meriggio. (bambino: innocenza, creazione di
un nuovo sistema valoriale)(meriggio: l’ora senza ombre, tutto chiaro)
L’oltre uomo è un essere libero che nonostante la morte di Dio sa vivere
pienamente dando un senso profondo a ciò che la vita gli offre. Sa godere delle gioie
della vita, ha giurato fedeltà solo alla terra (materia, natura), è andato oltre l’abisso
del nichilismo. L’oltre uomo è capace di sopportare il peso dell’eterno ritorno
dell’uguale ovvero l’idea che la storia sia come un grande circolo in cui tutti i fatti e
gli eventi sono destinati a ritornare sempre uguali. Rifiuta la visione lineare del
tempo che crede in una fine coincidente con l’apocalisse. L’oltre uomo gode
pienamente del presente e conferisce un valore profondo ad ogni istante, non
posticipa la felicità. La storia non ha una fine che superi la concretezza dell’uomo
perché il senso della storia è nell’uomo stesso.

3. VOLONTÀ DI POTENZA
L’opera è rimasta inconclusa ma gli storici della filosofia hanno ripreso gli appunti e
hanno provato a dedurre ciò che Nietzsche voleva scrivere. La volontà di potenza è
la tensione al miglioramento insita nell’uomo, ciò che ci porta oltre i nostri limiti e
non si accontenta di sopravvivere. Costituisce l’essenza della vita. Essa è la capacità
di significare il mondo, di attribuire e quindi creare un senso alle cose. La volontà di
potenza si identifica con l’arte poiché è un antidoto alla decadenza culturale, in essa
si esprime il dionisiaco.
L’oltre uomo deve prendere coscienza del passato, assumercene la responsabilità ed
andare avanti di conseguenza. Crea nuovi valori propri celebrativi della propria vita
(non sono universali in quanto frutto di un’interpretazione personale della vita).

Potrebbero piacerti anche