TUCIDIDE
(21/10/24)
Per ricostruire la sua vita ci rifacciamo alle seguenti fonti:
● Opuscolo di dionigi di alicarnasso (storico e retore) = descrive sia la vita che lo stile di
Tucidide
● Ammiano Marcellino 1 sec. d.c.
● suda o suida= lessico 10 sec d.c
● Le informazioni le desumiamo anche dalla sua opera: infatti fa riferimento anche alla sua
biografia.
Suo padre era oloro = nome di origine tracia che pertanto ci dice che tucidide era legato a
questo territorio infatti qui aveva grandi possedimenti minerari
Nasce ad Atene ed è legato a delle famiglie aristocratiche ateniesi molto potenti ( filiadi e
pisistratidi). Aveva ricevuto un’educazione di altissimo livello sia da Anassagora sia dal retore
Antifonte. Sappiamo che nel 430/429 contrasse la peste alla quale sopravvisse e infatti la
descrisse con un linguaggio scientifico tale per cui sicuramente i suoi studi si erano soffermati
anche in campo medico. Poi nel 425 Brasida attacca anfipoli sorprendentemente così a
Tucidide viene affidato l’incarico di stratega a Taso ma non arriva in tempo e così Anfipoli cade
in mano a Brasida e lui non riesce a liberarla. Viene punito con l’esilio, che durerà 20 anni, ma
non è noto se scappi prima del processo per evitarselo o dopo. Le fonti riguardo al luogo dove
si trasferì non sono concorde: alcuni dicono italia altri tracia ed altri ancora in macedonia, ma
tutti concordano sul periodo.
durante questo esilio raccoglie tutto il materiale necessario per raccontare la sua storia: infatti a
causa della sua neutralità forzata ha la possibilità di interrogare ateniesi e controparte (spartani)
per realizzare la sua opera “la guerra nel peloponneso"
La morte non è del tutto certa, si sà con certezza che sia morto di morte violenta:
1. morto sulla strada per andare ad Atene
2. morto in Tracia e poi spoglie portate ad Atene
3. morto ad Atene
ciò che certo, oltre al periodo di morte, è anche il luogo dove si trovano le sue spoglie: ad Atene
accanto a quelle di Cimone.
L’OPERA -STORIE DEL PELOPONNESO
E’ divisa in 8 libri, questa suddivisione è frutto del lavoro dei filologi alessandrini e la materia è
divisa anno per anno (annalistica). Le sezioni che costituivano l’opera erano forse divise in anni
e ad ogni anno corrispondeva un papiro per un totale di 21 rotoli. Al termine di ogni fatto
annualmente accaduto e narrato sono presenti delle
sfraghides (= firma dell’autore “questo è quanto ha scritto Tucidide di atene”)
E’ vero però che non tutti gli anni hanno la firma: dal 10 al 15 ne sono privi. Tucidide avrebbe
voluto narrare tutta la guerra del Peloponneso però è possibile che come l’opera non sia stata
completata sia mancata la possibilità di rivederla e di mettere la firma.
STRUTTURA
sono 8 libri
1^ libro = proemio - presentazione del conflitto- digressione che prende il nome di
arcaleoghia (denominata così da studiosi nostri contemporanei ) - rassegna di tutti gli
insediamenti greci fino alla guerra del peloponneso - metodo storiografico - tipologie
di causa che stanno alla base dello scoppio della guerra - pentecontetia ovvero
illustrazione dei principali eventi avvenuti nel 50ennio che intercorre tra le guerre
persiane e peloponneso (nei quali Sparta aveva il controllo del peloponneso e Atene
del mar egeo) - morte di Pausania e di Temistocle
2^/5^ libri = prima fase della guerra archidamica
6^/7^ libri = spedizione in sicilia (6 storia di isola di sicilia)
8^ libro = dal 412 al 411 a.c.
Mentre alcuni pensano che la storia sia conclusa, altri pensano che la storia non sia conclusa
altri sostengono il contrario: infatti al tempo di Tucidide la guerra del Peloponneso non era
considerata un'unica guerra ma era divisa in 3 guerre:
1. guerra archidamica
2. spedizione in Sicilia
3. guerra deceleica
Però questa tesi secondo la quale non sarebbe terminata non ha senso perché lui arriva a
parlare dell’anno 411 a.c. che corrisponde alla fase iniziale della guerra deceleica che si
conclude nel 404 a.c.
QUESTIONE TUCIDIDEA
Quante sono le fasi di composizione dell’opera e il suo scopo?
1)TESI ANALITICA Questo dibattito è iniziato nel 19esimo secolo da Fritz Ullrich. Sostiene che
siccome Tucidide dice che ha iniziato a raccogliere le informazioni per l’opera sin dall’inizio dello
scoppio della guerra poichè aveva intuito che sarebbe stata una guerra più grande di tutte le
altre. Secondo molti filologi in realtà Tucidide non arrivò a capire subito la portata di tale evento
però lo comprese solo dopo un determinato momento: per alcuni dopo la guerra archidamica,
secondo altri dopo la spedizione in Sicilia.
Quindi secondo Ullrich avrebbe avrebbe organizzato i libri dall’1 al 4 dopo la fase archidamica e
dopo il 404 sarebbe ritornato su questi 4 libri che aveva scritto, li avrebbe riorganizzati e
avrebbe aggiunto i libri 5,6,7 e 8. Questa è detta teoria analitica che prevede che l’opera sia
stata realizzata in due periodi diversi. Ullrich si chiede perchè si deve pensare a due momenti
della creazione dell’opera se è lo stesso Tucidide che ci dice che ha iniziato a scrivere l’opera
appena scoppiata la guerra in più in alcune sezioni ci fa intuire che lui sa già come andrà a finire
la guerra, in altre no. Ciò implica probabilmente che alcuni fatti li ha scritti in contemporanea,
altri posteriormente.
2)TESI UNITARIA: John Filley e i suoi sostenitori dicono che è impossibile ricostruire la
modalità con la quale è stata scritta l’opera. Però c’è da riconoscere un’uniformità:
metodo storiografico
tematiche
struttura
se c’è quest’unità di fondo allora dobbiamo ammettere che lui aveva già predefinito come
avrebbe voluto scrivere l’opera
3) KARL ZIEGLER sosteneva che per poter capire quali fossero le intenzioni di Tucidide ci si
dovesse riferire al primo libro. Sostiene che all’inizio Tucidide voleva realizzare un’opera sulla
storia greca a caratteri generali ma poi ha capito l’importanza della guerra del Peloponneso e
quindi è tornato sui suoi passi e ha iniziato a scrivere l’opera su questo argomento.
LUCIANO CANFORA E L’ESILIO
Tucidide fu mandato in esilio per 20 anni quindi prima del 404 non sarebbe potuto tornare ad
Atene. Ma aristotele ci dice che Tucidide era presente al processo contro Antifonte nel 411 ad
Atene.
Luciano Canfora nel 1970 sostiene che Diogene Laerzio scrive, nella vita dei filosofi, che
Senofonte entrò in possesso delle ultime carte di Tucidide e le pubblicò lui stesso. Infatti
Senofonte inizia la sua opera con : “dopo questi fatti…” pertanto utilizza i libri di Tucidide come
premessa dei suoi. Canfora sostiene che quindi Senofonte abbia rimaneggiato lo scritto di
Tucidide inserendoci un fatto della propria vita: anche Senofonte era stato esiliato (nel mondo
antico non esisteva il copyright come la contaminatio di plauta e terenzio). Ma questa tesi ha un
punto debole: Senofonte sarebbe stato esiliato dopo Tucidide e quindi non avrebbe avuto senso
inserirlo in questo 5^ libro che parla di un determinato periodo. Per risolvere questa
contraddizione afferma che secondo lui è stata una glossa inserita da un copista.
L’INCIDENZA DELL’UTILIZZO DELLA SCRITTURA NELLE FASI E LA DESTINAZIONE
Tucidide fa un confronto con Erodoto. Infatti lui sostiene che a differenza di Erodoto lui non
hascritto un’opera per la piacevolezza del momento ma affinchè rimanga neltempo.
(“io so che la mia opera inde… l’ascolto della mia opera. io non ho scritto u’opera per la
piacevolezza del momento ma perchè rimanga nel tempo”). Scrive per far riflettere le persone
su possibili avvenimenti futuri. Quindi sembra presupporre una selezione del pubblico che deve
comprendere il lavoro e l'approfondimento, colto e in grado di cogliere tutti gli approfondimenti.
Ciò vuol dire che faceva affidamento sul supporto scrittorio e che quindi era finalizzata alla
lettura privata non pubblica.
Ritiene opportuno dire il perchè della scelta tematica.
Adotta il criterio assiologico (= assio= degno di… logos= racconto) perché lui aveva capito che
era una grandissima guerra.
dunamis = potenza politica, economica e militare
kinesis= sconvolgimento che hanno subito il mondo greco e barbaro
per dimostrare ciò utilizza l’arcalioghia dicendo che prima non ci sono stati tali potenze e motivi
da far scoppiare una guerra cosi grande e, come periodo, parte dalla guerra di troia.
poi riflette sulle 3 cause:
1. profasis aletestate (a privativo + letestate da lantano ovvero stare nascosto)= “causa
vera che non è mai stata rivelata da nessuno”. Atene aveva raggiunto tale potere da
suscitare paura in sparta e così aveva condotto Sparta a farli guerra
GGGGGGGGGGGGGGGGGGG
2. aitiai = cause dette dalle entrambi parti
3. archè = causa/ pretesto che ha dato inizio vicenda di Crocira che voleva svincolarsi da
sparta e voleva entrare nella lega delioattica
analizzando le sue storie è possibile prevedere l’animo umano non la sorte o gli dei (la storia è
fatta dagli uomini)
LE FONTI
usa dice che lo strumento dello storico è l’autopsia così sceglie la storia contemporanea perchè
ne può essere testimone e ciò che non ha visto lo prende dai testimoni chelo hanno visti.
intervista appartenenti ad entrambe le parti. però non trascrive passivamente tutto quello che gli
viene riferito, analizza le testimonianze con acrilia e poi fa una scelta scrivendo quelle più
attendibili ciò costituisce un problema perchè non si può sapere se eraeffettivamente preciso e
non ci da un quadro completo. quando non può consultare una fonte ricostruisce il fatto il più
possibile vicino alla verità
fa riferimento a queste testimonianze:
brasida sparta
alcibiade atene
ma non sono dimostrabilima
fa ricorso anche a fonti scritte : quando ci parla della piccola archeologia nel 6 libro ha attinto da
opere storiche che parlavano della sicilia ma allo stesso attinge anche da lettere, documenti o
decreti e li riporta in modo molto preciso.
inserisce i personaggi che interroga nelle storie e che si sono distinti in questa guerra:
pericle = lo stima molto ma non condivide la sua volontà di far partecipare atene alla guerra, ma
logia il suo essere un politico lungimirante e che non aprofitta mai del popolo
cleone = spregiudicato, ambizioso e impetuosa
nicia = persona pacata e improdente
brasida = ottimo generale
alcibiade = icapacità di far coincidere ll’interesse personale con quello della comunità
IL MODO DI PROCEDERE
è quello annalistico , d’inverno si sta fermi e invece in estate si combatte e dentro ogni sezione
annuale parte con la descrizione del luogo dove inizia il conflitto. la narraz non è lineaareperchè
intervengono:
1. discorsi = necessità di spiegare pk li ha inseriti ( perchè rielabora i discorsi tenendo di
conto lo stile dell’autore) ogni discorso ha il su stileche rispecchia il personaggio che lo
pronuncia. li inserisce perchè dà un’idiretta presentazione dei personaggi che li
introducono e per nascondere il suo punto di vista soggettivo
2. digressioni = sono l’arcaleoghia e la pentecotechia hanno lo scopo di giustificare quello
che scrive ma anche di contestare gli storiciprecedenti
3. narrazioni esemplari = introducono la narrazione di un fatto dove ne dà una precisa
descrizione una volta per tutte e si sofferma sui fenomeni psicologici (descrizione della
peste di atene che la rende universale generanizzandola)
STILE
lascia trasparire la sua amarezza per quanto racconta anche se utilizza un linguaggio scientifico
stile vario e imprevedibile, stile elevato nei discorsi mentre la narrazione storica è rapida e fa
utilizzo anacoluti iperbati e figure retoriche di posizione
esprimere il max con il minimo del materiale linguistico
usa arcaismi e poetismi e neologismi (1800)
predilige i concetti astratti
infiniti, participi e aggettivi sostantivati
STORIE I PROEMIO (23/10/24)
tucidide ateniese scrisse la guerra tra i peloponnesiaci e gli ateniesi, come combatterono gli uni
contro gli altri avendo cominciato subito quando iniziò e avendo previsto sia che sarebbe stata
grande sia la più degna (di memoria) di quelle che si erano verificate, deducendo dal fatto che
entrambe (sparta e atene) si accingevano ad essa (ad iniziare la guerra) trovandosi all’apice in
tutte le risorse (mentre erano al colmo di tutte le risorse) e guardando il restante mondo greco
(tutta la restante grecità) schierandosi con l’una o con l’altra, una parte subito un’altra avendone
l’intenzione (alcuni preferirono schierarsi ma rimanere a guardare).Infatti questo fu lo
sconvolgimento più grande pertanto per i greci e per una parte dei barbari e per così dire anche
per la maggior parte degli uomini. Infatti gli eventi prima di questi e quelli ancor più antichi era
impossibile per la lunghezza del tempo accertare con sicurezza, ma dagli indizi a cui capita a
me che indago il più lontano possibile di aver prestato fede ritengo che non ce ne siano stati di
grandi ( o di importanti )riguardo alle guerre o al resto.
è un esordio abbastanza tradizionale indicando il nome e ci dice che la sua opera viene messa
per iscritto e che fluirirà con un pubblico che dovrà saper leggerla.
NOTE:
0.l’etnonico (luogo da cui viene),
1. propositio temasis= presenta il tema della narrazione.
questa indagine è cominciata immediatamente all’inizio della guerra.
[Link] assoluto genitivo senza sogg
3. significato che ritroviamo nel lessico medico-scientifico utilizzato quando il medico deve fare
la prognosi (vox media) = previsione che indica che utilizzerà un approccio scientifico perchè la
sua opera mira ad essere utile nel tempo, una conoscenza per sempre cosi che i posteri
potranno prevederi gli sviluppi della cosa
4 megan = dunasis e kunesis (sono la causa dello scontro) sconvolgimento del mondo e
grandezza, gravità pertanto della portata della guerra – criterio assiologico (ciò che è degno di
esseretramandato alla memoria
5 si riferisce alle risorse militari, economiche e politiche, parla di una grandezza raggiunta su
più piani
6 termine scientifico = nel linguaggio medico significa sintomo che è ciò che il medico analizza
per arrivare alla diagnosi ovvero alla malattia e quindi alla guerra.
7 contrapposizione tra il mondo greco e parte del mondo barbaro ( che si schierarono dalla
parte di sparta i persiani) epiroti, macedoni e traci (che si schiereranno un po dalla parte di
sparta un po di atene).
8 eurein = accertamento di ciò che si è rivelato (termine medico). L’evento deve essere recente
perchè posso applicarci l’autopsia, non si può essere certi degli eventi passati.
Il primo periodo è lunghissimo ho la principale e poi subordinate implicite o esplicite. questo è
presupposto del fatto che l’opera sarebbe stata letta e non ascoltata perchè non sarebbe stato
capito, ilpubblico inoltre doveva essere colto. Molte volte lo stesso complemento viene
espresso in modi diversi, ci sono molte parole sottintese, c’è ricorso dell’articolo come pronome
con anche preposizioni, abbiam antitesi e contrapposizioni e quindi si può dire che è molto
comlesso.
30/10
EPITAFILO
discorso che sta sulla tomba per i caduti in guerra, quello di tucidide è unodei primi pervenuti.
Quindi è un testo di carattere commemorativo
epitafio= introduzione, celebrazione delle gesta compiute dalle città molto sintetica, conclusione
nella quale il capo di stato consolava i defunti
invece il discorso di pericle inizia secondo le regole però poi inizia un discorso che non ha a che
fare con l'epitaffio ma descrive la città come la scuola dell'ellado. questo discorso diventa di
celebrazione politica. Subito dopo questo discorso introduce l’argomento della peste poiché ci
vuole far vedere un’atene in difficoltà economico politico sociale e civile. La peste ha provato
fisicamente e nell'intimo la peste, molti sono stati privati della loro identità. Lui dice queste cose
perchè quella che ha celebrato pericle è l’atene ante bellica ma quella post bellica è molto più
provata
STORIE II LA PESTE AD ATENE
Anamnesi della peste di atene, vuole informare i posteri su come e perchè ci sia stata. Alcuni
studiosi pensano che in realtà non si trattasse di peste ma di ebola o febbre perchè proveniva
dall’Africa.
L’ebola compare già in tempi antichi più o meno nel ⅚ sec a.c e i sintomi sono gli stessi qui
descritti da Tucidide. prima descrive i sintomi, descrive la malattia fisica e poi mentale. ha
sconvolto tanto gli ateniesi si arriva a non rispettare più nemmeno i morti, infatti ci fu una rande
influenza dalle campagne che peggiorò la situazione dopo ciò ci fu un decadimento morale
(trattavano i corpi come qualcosa di abbondante e)
TRADUZIONE
cominciò a tormentarli ulteriormente oltre all’epidemia presente anche l’affluenza dalle campane
alle città (perché avevano le terre devastate dalla guerra archidamica) e non meno i
sopraggiunti. Infatti non essendoci case ma in baracche soffocanti per la stagione dell’anno
vivendo il contagio si diffondeva senza alcun ordine, e come cadaveri gli uni sugli altri i
moribondi (prossimi alla morte) giacevano e nelle strade si aggiravano e nei pressi di tutte
quante le sorgenti mezzi morti per il desiderio di acqua.
I santuari nei quali si erano accampati erano pieni di cadaveri che lì erano spirati (morti) infatti
diventando intollerabile la malattia gli uomini, non sapendo ciò che sarebbero diventati, si
volsero alla trascuratezza sia delle cose religiose sia delle cose pie. Ugualmente tutte le norme
furono sconvolte a cui si attenevano prima riguardo le esequie, ciascuno seppelliva come
poteva. molti si volsero anche a funerali indecorosi per la mancanza di mezzi per l’essere già
morti molti (parenti) a loro: infatti sulle pire altrui prevenendo coloro che le avevano accatastate
gli uni ponendo il proprio defunto lo bruciarono, gli altri mentre un’altro bruciava gettandovi
sopra dall’alto quello che portavano scappavano. La malattia innanzitutto guidò anche per altri
aspetti nella città per i massimi dell’illegalità. infatti facilmente uno osava le cose che prima
fingeva di non fare secondo il proprio piacere vedendo l’improvviso cambiamento sia dei
benestanti morti improvvisamente sia di coloro che precedentemente non avevano nulla poi
improvvisamente avere le loro cose (di quelli che erano morti). Sicché ritenevano degno
procurarsi i profitti veloci e per il piacere ritenendo ugualmente effimeri sia i corpi sia le
ricchezze. e nessuno era ben disposto al persistere in ciò che era sembrato bello, ritenendo
cosa incerta se sarebbe morto prima di essere giunto a ciò; ciò che era pertanto subito
piacevole e da qualunque parte provenisse vantaggioso a ciò, questo divenne sia bello sia utile.
Nessuna paura degli dei o legge degli uomini li tratteneva, da una parte ritenendo ugualmente
sia l’essere pii sia il non esserlo dato che vedevano morire tutti allo stesso modo, dall’altra
poichè nessuno si aspettava di pagare una pena dei loro misfatti, vivendo fino al processo, ma
che quella decretata molto più grande incombesse su di loro quella molto più grande già
decretata e prima che questa si abbattesse godere quel poco della vita.
04.11.2024
STORIE, V, 25-26 La pace di Nicia e il secondo proemio
ciao gine ti scrivo qui così trovi subito la roba
In questa sezione Tucidide riflette sulla ragione per cui ha voluto continuare a scrivere degli
eventi dopo la pace di Nicia, infatti sostiene che la guerra del peloponneso non si fosse
conclusa con la pace di nicia, questa in realtà fu un momento in cui sparta e atene non
realizzarono incursioni nelle terre reciproche ma fu una sorta di guerra fredda perchè
coinvolgeva gli alleati e ciò portò poi alla ripresa dei conflitti
! tra parentesi ci sono cose aggiunte per capire meglio il significato o per esplicare roba che in
traduzione letterale non si capisce !
TRADUZIONE
Dopo la pace e l’alleanza tra Spartani e Ateniesi, le quali ci furono dopo la guerra decennale,
sotto l’eforato di Plistola a Sparta, l’arcontato di Alceo ad Atene. per gli uni che avevano
accettato quelle (pace e alleanza) c’era la pace, invece i corinzi e alcune delle città del
peloponneso turbavano la situazione e subito sorse un altro dissidio degli alleati (di sparta)
contro sparta. insieme (nello stesso tempo) agli ateniesi, gli spartani nel corso del tempo
divennero sospetti poichè c'erano circostanze in cui (gli spartani) non facevano le cose che
erano state stabilite secondo i patti.
(6)e per sei anni e 10 mesi si astennero dal fare una spedizione militare contro la terra
rispettiva, ma all’esterno con una tregua non certa si danneggiavano reciprocamente
moltissimo; poi infine costretti a sciogliere la pace dopo 10 anni di nuovo vennero a un conflitto
aperto.
Ha scritto anche queste cose lo stesso tucidide ateniese di seguito come ciascuna si verificò
per estati e inverni (suddividendo la narrazione per stagione) fino a quando gli spartani e gli
alleati posero fine al dominio degli ateniesi e presero le grandi mura e il pireo.
Gli anni fino a questo momento complessivi furono per la guerra 27 (letteralmente 7 e 20). e se
uno non riterrà giusto considerare guerra l’accordo intermedio (periodo della pace di nicia)
giudicherà in maniera sbagliata (non giusta).
infatti consideri per gli eventi che sia distinta (la guerra) e troverà che non è plausibile ritenere
pace la stessa nella quale nè concessero nè ricevettero tutte le cose che avevano concordato,
apparte ciò riguardo la guerra a mantinea ed epidauro e su altro da parte di entrambi ci furono
trasgressioni e glii alleati in tracia non erano meno ostili e i beoti conducevano una tregua di 10
giorni.
cosicché con la prima guerra quella decennale e con la tregua sospetta dopo quella e con la
guerra proveniente da essa, uno troverà tanti anni calcolando secondo i tempi e non molti giorni
trascorsi e per coloro che sostennero qualcosa in base ai responsi pertanto che solo ciò è
accaduto sicuramente.
sempre infatti io ho ricordato sia l’inizio della guerra sia fino a quando terminò che veniva riferito
da molti che doveva durare 3 volte 9 anni.
vissi per tutto il tempo comprendendo sia grazie all’età sia facendo attenzione a sapere
qualcosa di preciso. e capitò a me di andare in esilio per 20 anni dopo la strategia ad anfipoli e
a me che restavo presso gli eventi di entrambe le parti e non peno presso quelli dei
peloponnesiaci a causa dell’esilio a me capitò di capire in tranquillità maggiormente qualcosa di
loro. dunque illustrerò la contesa dopo i dieci anni e la rottura della pace e gli eventi bellici
successivi come furono combattuti.
NOTE (poi ti sistemi il layout come piace a te)
● αἳ ἐγένοντο: αἳ si riferisce a σπονδὰς e ξυμμαχίαν
● gli alleati di sparta vi si ribellano perchè la pace di nicia stabilisce che atene mantenga i
territori che aveva conquistato fino ad allora, che si contendeva con corinto. i corinti
(alleati di sparta) non erano contenti quindi cercano di convincere le altre città della lega
peloponnesiaca (anche loro alleate) a ribellarsi a sparta. in questo modo sparta si trova
a dover rispondere alla scelta che ha fatto. Tucidide per questo dice che non ha senso
considerare la guerra del Peloponneso terminata con la pace di nicia perché continuano
gli scontri tra gli alleati . questi non danno origine a una nuova guerra ma semplicemente
il continuo di una già iniziata.
● ἔστιν ἐν οἷς οὐ ποιοῦντες - espressione che non può essere resa in italiano quindi ἔστιν
ἐν οἷς si sposta all’interno della frase in italiano esplicita con cui rendiamo ποιοῦντες
verbo essere seguito dal relativo espressione molto comune, va modificata la traduzione
di volta in volta in base al contesto
ποιοῦντες participio congiunto con valore causale
● la pace non può essere considerata una vera pace appunto perchè le ostilità continuano
ad esserci seppur altrove, e atene e sparta anche non riversandosi nella terra altrui l’un
l’altra continuano a scontrarsi indirettamente
● οὐκ ὀρθῶς: litote
● ὂν participio presente neutro
● ἔξω τε τούτων “apparte ciò”
● i traci pur essendo alleati di atene non erano contenti della sua presenza; i beoti pur
essendo alleati di sparta le erano ostili. ogni 10 giorni facevano una tregua, quindi non
erano davvero in una situazione di pace.
● ξυμβάν (participio predicativo aoristo terzo) è retto da εὑρήσει
● προφερόμενον è retto da μέμνημαι
● sia grazie all’età: ci dice che tucidide ha una maturità tale da poter trattare questi
argomenti
● ἧσσον comparativo di eka (avverbio)
● αἰσθέσθαι è retto da ξυνέβη
● la stategia ad anfipoli: luciano canfora: “abbiamo questo secondo proemio perchè
tucidide non sta parlando personalmente, si tratta di un'aggiunta di senofonte”. come si
spiega il riferimento all’esilio però? senofonte non aveva ottenuto nessuna strategia (di
cui si parla nel testo). canfora allora si difende dicendo che il riferimento alla strategia ad
anfipoli sia un commento marginario di un commentatore che è finita erroneamente nella
pubblicazione perchè il copista non si sarebbbe accorto che non faceva fparte del testo.
canfora fa leva su fatto che le storie di tucidide e le elleniche ci siano state tramandate
contemporaneamente. non è comunque una motivazione forte. le opere sono state
copiate insieme perchè sono l’una il continuo dell’altra