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2 LEZIONE 14\10

AUTARCHIA ECONOMICA E CULTURALE

La Spagna Franchista adotta sin dal principio un regime di autarchia, è un regime che rivendica a
livello economico e culturale l ‘autosufficenza della nazione ciò rappresenta un aspetto
assolutamente tipico dei totalitarismi, soprattutto di quelli di Destra: Ciò prevedeva un'esaltazione
estrema del valore della patria e di conseguenza una chiusura totale verso i paesi e le culture
esterne, per cui gli autori spagnoli si trovarono ad operare in una condizione di singolare
isolamento, tra le caratteristiche del dopoguerra l’isolamento letterario sarà uno degli aspetti che più
caratterizzeranno la narrativa spagnola, impedendo ai giovani intellettuali anche solo di conoscere
le nuove correnti letterarie e narrative europee , (ci troviamo all altezza degli anni 40 quindi
romanzo di Prust, Joyce e tutti gli scrittori europei che hanno segnato le generazioni dell’epoca, Ne
veniva impedita la lettura la traduzione, la pubblicazione e la circolazione di queste opere )
Questa autarchia era una forma di difesa e di protezione dalle ingerenze straniere.
Certamente un altro aspetto da prendere in considerazione, sempre trattandosi della dittatura, è il
regime della censura che riguardava tanto la dimensione ideologica : quindi romanzi e teatro: queste
opere dovevano passare al vaglio della censura con ‘’procede’’ o ‘’no procede’’ le ragioni del no
procede o la pubblicazione veniva censurata di alcuni passaggi o non pubblicata. E mio addirittura
avvera anche con alcuni classici del passato. La censura condizionerà fortemente la scrittura per cui
quando noi maneggiamo i romani degli anni 40\50 (successivamente le cose cambieranno)
dobbiamo sempre tenere a mente che sono romanzi scritti sotto particolari condizioni infatti si
arriva a una condizione di autocensura da parte degli scrittori stessi o in alternativa trasporranno a
livello simbolico o metaforico i contenuti di critica e denuncia in modo che possano apparire
disseminati. Quindi i romanzi di cui oggi leggiamo e decifriamo la valenza simbolica e analogica
passarono indenni le maglie della censura grazie a questo sostanziale escamotage. Quindi alla
censura risponde questa sorta di autocensura di risposta che in alcuni casi sfocia addirittura in una
sorta di ‘’silenciamento personal’’ ovvero alcuni scrittori decisero di ritirarsi come Pio Baroja che
aveva contribuito fortemente al rinnovamento del romanzo a cavallo dei secoli 19\20esimo (aurtore
del 98 che insieme a Miguel de Unamuno rappresentò il rinnovamento del romanzo, negli anni 40
non smetterà proprio di scrivere ma si ritirerà a vita privata ,operando in una sorta di autoprotezione
e quindi il suo è un palese caso di silenciamiento personal) alcuni casi di silenciamiento total lo
abbiamo visto con alcuni scrittori Catalani ( sotto il regime franchista non si permetteva parlare
oltre lingue e a maggior ragione una produzione in lingua: alcuni di questi iniziarono a scrivere in
catalano, altri decisero di smettere di scrivere come Carles Riba. Ovviamente quando si parla di
letteratura del dopoguerra dopo abbiamo fare i conti con il famoso esilio republicano.

LA LETTERATURA DELL’ESILIO

Già nel 1936 si stima che più di 400.000 spagnoli abbandonarono la Spagna (fenomeno dell’esilio
republicano) spaventati da quello che stava succedendo. Alcuni quando la guerra terminò tornarono
in patria altri continuarono il proprio esilio. Si dice che l’esilio republicano privò la Spagna di
alcuni dei sei migliori scrittori tra questi possiamo menzionare: Rafael Alberti, Machado, Salinas,
Maria Zambrano ecc..
La scrittura dell’esilio si caratterizzava per essere sostanzialmente differente: non aveva alcun
contatto con la produzione nazionale è come se a partire da una certa data la letteratura spagnola si
biforcasse creando una dimensione interna ed esterna senza alcun contatto dell’una con l’altra
perche ovviamente si proibiva la divulgazione dei testi scritti da autori in esilio che si trovarono
nella particolare condizione di scrivere senza un pubblico o un lettore ideale, ciò perche nel
migliore dei casi, quando questi scrittori riuscivano a raggiungere il Sud America e trovavano
ospitalità in paesi di lingua spagnola e quindi pur lontani dalla madre patria alcuni di loro trovarono
anche l’occasione di essere pubblicati e letti.
In altri casi gli scrittori si trovano a scrivere senza pubblico come Pedro Salinas che trascorse il suo
esilio in America. La scelta dell'esilio condizionava ovviamente sia la scrittura che l’esistenza vera
e propria. Nasce negli spagnoli in esilio un senso di perdizione e di non appartenenza al proprio
paese. A questo proposito possiamo ricordare l’opera ‘’la gallina de ciega ‘’ di Max Aub in cui
l'autore descrive il suo sentimento di tristezza per non riconoscere la sua patria.

>> Franco nel 69 promulga un amnistia (la dittatura di era affievolita ) e max aub e Sender
tentano di tornare in patria, Max Aub nella ‘’Gallina Ciega’’ racconta la sensazione di totale
smarrimento legata a un paese che non riconosce più e che a sua volta non lo riconosce e di cui
ormai si sente al di fuori (sociale e editoriale ) avremo una vera reintegrazione a livello di case
editrici e di una letteratura riscoperta e ristudiata alla morte di franco. <<

FASES DE LA NARRATIVA DE LOS ANOS 40’-60

Il periodo che andremo ad analizzare è un trentennio. A partire dalla famiglia de Pasqual Duarte
1942 per arrivare a Tiempo De Silencio pubblicata intorno agli anni 60. Nonostante ci troviamo in
una situazione ‘’problematica’’ sotto il punto di vista letterario abbiamo una produzione molto
variegata.

La produzione degli anni 40 può essere definita romanzo neo-esistenzialista(una forma di romanzo
esistenziale la troviamo già nella generazione del 98 e nel primo novecento con Unamuno in Niebla
o el Arbol de la Ciencia di Pio Baroja que riprende le teorie filosofiche di Kant e Kirkegord.
Prevede un interesse e una narrazione soggettiva infatti In questo periodo prevale una narrazione
autodiegetica ovvero un personaggio facente parte della narrazione che parla di se stesso, guardare
la realtà dalla prospettiva dell’io. ( proprio come in pascual Duarte)

- la producción de los anos 50’: narrativa neorealista(assistiamo ad un cambio radicale)

Anni 60: regime di autarchia quasi terminato, Martin Santos ama molto Joyce, lo legge infatti in
Spagna infatti già non c’era più la censura. Il suo amore verso Joyce è percepibile anche in Tiempo
de Silencio può essere considerato il Joyce spagnolo perche adotta il monologo interiore.
L’anno del 1839 è l’anno in cui termina la guerra Civile Spagnola, si considera come un punto
cruciale nella storia della letteratura del dopoguerra come la data che classifica un prima e un dopo,
si classifica quindi la letteratura come ‘’precedente’’ o ‘’posteriore’’ alla guerra civile.
La produzione letteraria tra il 1936 e il 1939 quindi durante gli anni della guerra, costituisce come
un nucleo a se stante. Da una parte ovviamente lap roduzione artistico letterari viene rallentata dalla
censura, dal silenciamento personal, dall’esilio, dall’altra sicuramente risulta marcata dalle vicende
storiche. la letteratura si fa militante.

Letteratura militante: Con il termine ‘’militante’’ si intende duna letteratura portatrice di una
visione ideologica della realtà e portatore di valori fortemente segnati dall’ideologia dello scrittore,
una letteratura quindi, dal taglio fortemente extraletterario.
Viene a costituirsi una letteratura di parte ovvero delle due parti in gioco quindi il partito
nazionalista composto dalle destre (coloro che organizzarono il colpo di stato il 17 luglio 1936,
data in cui comincia la guerra civile, data fondamentale per gli spagnoli poiché nello stesso anno
muore anche Lorca) contrapposto al governo republicano.

Ricordiamo tra gli autori della guerra Antonio Machado, egli tratta una letteratura militante carica di
valori della guerra. Machado attraverso il suo alterego poetico scriverà che in quegli anni era
importante creare una letteratura che fosse ‘’a la altura de las circumstancias’’ ovvero all’altezza
delle circostanze. Egli pensava infatti che era necessario e inevitabile scrivere delle circostanze
storiche che obbligavano Per un lato gli scrittori a prendere parte alla questione attraverso il loro
lavoro che era appunto quello della scrittura.
La letteratura bellicista: cioè sostiene in un certo senso i valor favorevoli alla guerra contro il
nemico, da entrambe le parte quindi una letteratura volta a difendere la propria parte che la aiuta a
combattere e difendere la propria ideologia. Questa letteratura bellicista viene ben sintetizzata da
uno slogan del partito fascista ‘’la falange’’ fondato da primo de rivera, lo slogan pubblicata sulla
rivista della falange ‘’ una poetica una politica, un estado’’ quindi faceva coincidere i valori e gli
obiettivi di questi 3 elementi.
Santo Sanz Villanueva in ‘’historia de la literatura española, literatura actual’’egli afferma che l’arte
arriva a convertirsi a un arma vera e propria arma da combattimento. Si scrive una letteratura
strumentale quindi con un fine diverso da quello puramente artistico. Una delle opere che esprime
meglio questo concetto che ebbe singolare fortuna è il romanzo ‘’La Fiel Enfanterìa’’ (si trattava di
una produzione di non immenso valore che si studia soltanto a partire da qualche anno fa perché per
approcciarci a questa opera di un ideologia cosi marcata c’era bisogno che la Spagna facesse pace
con suo passato) in quest’opera si racconta gli ultimi giorni della guerra civile. Ideali di
patriottismo, cameratismo ecc.
La produzione del dopoguerra in sintesi fu segnata dall’impossibilità di toccare alcuni temi, perche
la censura lavorava non soltanto a livello sociale e politico ma anche letterario. Strettamente
sottoposta al ‘’procede’’ o ‘’no procede’’. Veniva sottoposta a censura anche letteratura europea che
incarnasse valori contrari a quelli del regime veniva oscurata.
PALABRAS CLAVES:
Molti autori che rimasero in Spagna sotto il regime, si trovano a dover evitare ‘’temi caldi’’nelle
proprie opere, o a trattarli ma attraverso grandi metafore disseminate all’interno dell’opera, ai
tempi in questo modo ,riuscivano a ingannare la censura e ottenere il ‘’procede’’ oggi queste opere
vengono studiate e interpretate anche in ragione di cio. Altri scrittori che appartenevano ad altre
‘’lingue’’ dal momento che era proibito parlare un’altra lingua che non fosse il catalano, alcuni
silenziarono la loro parte materna e si adattarono altri decisero di lasciare la scrittura. Inoltre tutti gli
scrittori dell’epoca si trovarono a dover fare i conti con l’adanismo.

Adanismo\adamismo : scrivere in una condizione di Adanismo (da Adamo) indica il fatto di dover
scrivere senza modelli letterari perché nelle scuole, nelle univeristà, nelle librerie erano scomparse
tutte le opere dei generazione del 98 e del 97, tra questi machado (va in esilio nel 39) i giovani
scrittori del tempo pertanto, non avevano dei ‘’padri’’ alle [Link] de Unamuno che all inizio
si avvicno alla destra per poi cambiare idea di fronte alle assurdità della guerra ,celebre la sua frase
‘’ vencereis pero no convencereis’’ . Il regime inoltre, non solo abili tutta la letteratura ma anche
scrittori dell’800 come Galdos e Clarin quindi cancellò tutta la storia dall’imperialismo in poi come
se non fosse esistita riagganciandosi alla Spagna medievale di Carlo 5 quindi alla Spagna cristiana
dei Re Cattolici.

Autocensura\ silenciamento personal: (Autodidattismo culturale che accompagnò l’autarchia)


como en todos los totalitasrimsos las censuras no solo se ocupaba del entorno politico y social sino
se aplicaba a cualquier aspecto de la vida como en la literatura. Censura significa los escritores que
decidían squedarse en espana tenia que tener la aprobación del regimen con procede o no procede.
Ademas también la literatura estranjera que se consideraba peligrosa se prohibía ( autarquía ver el
significado) así vemos como espana se va aislando de las corrientes literarias de europa. Así que los
españoles que se habían quedado en espana tenían que evitar los temas calientes de la epoca ohablar
de guerra y de politica pero de una manera muy velada, como ‘’entre visillos ‘’. O también con los
escritores catalanes o vascos (estaba prohibido hablar otras lenguas que no eran el español
tradicional ) en las zonas bilingües los autores deciden dejar la literatura, otros empiezan a escribir
en español.

Cainismo: (forte avversione verso congiunti affini) da Caino e Abele nella Bibbia ( racconta della
prima guerra della storia dell’umanità che vede due fratelli farsi la guerra e vedere uno uccidere
l’altro. La storia di Caino e Abele viene richiamata in letteratura ogni qualvolta si parla di una
Guerra Civile, quindi uno scontro che avviene tra persone che appartengono alla stessa terra o nel
caso in cui vediamo membri della stessa famiglia contrapporsi. Noi parleremo di Cainismo nel
Pascual Duarte o Nada.. bisogna sempre ricordare che nei romanzi di quest’epoca non era concesso
alludere direttamente alla guerra pertanto spesso possiamo trovare questa scelta da parte degli
scrittori di rappresentare violentissime tensioni che si sviluppano all’interno di un nucleo familiare.
Il Cainismo sarà uno dei temi più sfruttati durante questo periodo.
Santo Sanz Villanueva fa una considerazione sul dramma che vive la letteratura ‘’ dopo aver fatto
tanti discorsi sul valore della produzione in patria e all’estero, quello che voglio fare non è tanto
contrapporre queste letterature dando valore a una più che a un’altra (nonostante dobbiamo
sottolineare l’impoverimento della letteratura in un paese in cui la cultura viene ‘’violentata’’e
privata di quegli artefici di cui oggi risultano di più spicco pero ci dobbiamo porre la questione, n
nonostante ormai nessuno puo dare più una risp pero quale sarebbe stata la produzione spagnola
se tutti quegli artisti avrebbero potuto continuare a lavorare insieme.
Apre uno spiraglio e un’amara riflessione sulle sorti che ha preso la letteratura a causa della forte
repressione del franchismo.

1939 - 1942
ANNI DI CONVALESCENZA

Jose Maria Pechero designa al 1939 al 1942 come anni di convalescenza quegli anni servirono agli
scrittori per ritrovare la voglia di scrivere e la propria energia ma soprattuto di uscire dai traumi
della guerra.
Egli segna la fine della convalescenza nel 1942, sceglie questo anno che prenderà nome dell’epoca
del resurgimiento quindi rinascita delle lettere perché l’anno 42 sarà l’anno in cui verrà pubblicata
‘’La Familia De Pascual Duarte’’innanzitutto ebbe un grande successo e si allontana da quelle
caratteristiche descritte quindi non viene rappresentata la guerra, bensì un contesto familiare seppur
con dinamiche violente e disfunzionali. Ma soprattutto con questo romanzo ha inizio un nuovo
genere letterario ovvero Il romanzo Tremendista.

CAMILO JOSE CELA

Cela nasce nel 1916 in Galicia, apparteneva quindi ad un territorio ‘’bilingue’’ nonostante ciò egli
scriverà sempre in castellano. Cela mure nel 2012. fu uno scrittore dalla grande presenza pubblica
quasi ingombrante. Cela è un artista ‘’difficile’’ da comprendere ciò si deve certamente anche
perché questa figura si sviluppa in anni difficili.
Egli ha una produzione molto abbondante, nel 39 avrà anche un nobel per la letteratura.
Egli ha sperimentato tanto e ha dato il via a nuove tendenze, sostanzialmente vedono designate due
opere Il Pascual e la Colmena (l’alveare chiamato cosi perche i descrive la vita minuta della Madrid
del dopoguerra) son due romanzi considerati molto importanti perché introducono dlle novità.
La prima opera in assoluto di cela fu una raccolta di poesie a cui egli fu molto legato (dedicato al
suo primo amore che muore durante la guerra civile a causa di un bombardamento di nazionalisti
egli dirà a proposito di questa raccolta ‘’ se trata de un libro de versos fenomenales, monstruosos,
los versos que solo uno puede escribir cuando palpa las morte en las manos’’.
Successivamente si dedicò al romanzo con la scrittura di Pascual che terminò all’età di 24 anni.
Cela fu uno scrittore molto raffinato che seppur presenta un biografia ambigua sicuramente fece da
ponte tra cultura patria e cultura dell’esilio, egli fondo anche una rivista nella quale cerca di far
pubblicare scrittori oltre oceano come Max Aub o Sender.
Fu uno scrittore molto colto che passava ore nella biblioteca materna, da giovanissimo fu colpito da
tubercolosi, malattia che gli consenti di non partecipare direttamente alla guerra, egli era
nazionalista e questa vicinanza al partito sicuramente gli facilitò la strada.

STORIA EDITORIALE E CENSURA DEL PASCUAL

Il Pascual viene terminato nel1940 e viene proposto almeno a 3 case editrici che però venne
rifiutato, finché una piccola casa editrice appena nata accoglierà quest’opera.
Quest’opera riuscuote immenso successo tanto che nel 1943, dopo un anno, esce la seconda
edizione del romanzo. Se con la prima edizione l’opera era passata abbastanza inosservata alla
censura quindi riesce ad ottenere il ‘’procede’’, nel 43 verrà considerata ‘’immorale’’.
(La censura all epoca era costituita dal tribunale censorio composto da due figure che decidevano se
l’opera rispettasse le ideologie del regime, un membro della chiesa che si accertava che opera non
offendesse ne la chiesa ne la moralità pubblica. Proprio per il ruolo fondamentale che occupava la
chiesa, la produzione letteraria del dopoguerra verrà definita ‘’puritana’’ .
Da quel momento in poi verrà proibita la lettura del Pascual . La terza edizione arriva nel 45 a
Buenos Aires, questo succederà spesso che le opere degli scrittori non graditi potevano essere
pubblicati in altri paesi ispanofoni.
Alla fine fu ripubblicata in Spagna nel 46, che fu possibile grazie a un grande critico dell’epoca che
curò l’edizione scrivendo l’introduzione parlando di Pascual paragonandolo ai grandi eroi della
tragedia greca.

CELA-CENSURA
In tempi recenti, Rodrgues Puertolas , un'importante studioso della letteratura spagnola, ha portato
alla luce una serie di documenti in cui si afferma che Cela lavorò con la censura fino al 45
(paradosso di censore\ censurato). questo rinvenimento che ha permesso di inquadrare meglio la
posizione di cela (fino al 2012 veniva letto come uno scrittore del dopoguerra dall’atteggiamento
antifranchista). Quando cela muore nel 2012, e quindi cominciano le celebrazioni, Javier Cercas
legge uno di questi articoli e rimane sbalordito perche si elogiava Cela per la sua ideologia
antifranchista e si parlava della Familia come un opera di denuncia (sempre occultata) che criticasse
la condizione di violenza e di degrado della Spagna del dopoguerra, in sostanza quindi il pascual
veniva letto come critica.
Javier cercas pertanto scrive a distanza di pochi giorni, una risposta intitolata ‘’el pasado
imposible’’ per far luce spiegando che basterebbe soffermarsi a studiare l’arco cronologico del
pascual per arrivare alla conclusione che Cela non ha voluto descrivere il mondo del dopoguerra.
Ricostruendo infatti la cronologia del romanzo, il memoriale di pasquale va dal 1882 (quando nasce
) a quando lui lo firma e quando firma questo memoriale è il 1937,egli pertanto non descrive guerra
civile o dopoguerra civile poiché il memoriale porta una firma precedente allo scoppio della guerra
(1939) in realtà Cela cio che vuole fare è descrivere la degenerazione dei costumi morali e sociali.
Dobbiamo pertanto imparare a leggere la famiglia non come un revulsivo antifranquista ma una
‘'damnatio memorie’’ della Spagna republicana.

il passato dalla dittatura fu un passaggio indolore ( semplicemente con la morte di franco) quindi
un passaggio da un regime totalitario a democratico senza nessuna brusca rottura o nessuna resa
dei conti. Quindi le vittime del regime franchista si videro trasferite ad un regime democratico
senza aver avuto giustizia. Cio fu possibile grazie al ‘’pacto del olvido’’ la società quindi decideva
di mettere a tacere tutto quello che era successo, senza che nessuno pagasse per i morti. Questo
patto della dimenticanza creo un amnesia, con cui tutti poi hanno dovuto fare i conti 21\10

Javier cercas, autore de ‘’el pasado imposible’’, el Pais, 22 Aprile 2002.

Questo articolo pubblicato successivamente la morte di Cela rianalizza la visione che era stata
offerta dalla critica letteraria riguardo la opera del Pascual:
La critica sostanzialmente affermava che l’opera del pascual Duarte era una critica verso la realtà
del dopoguerra spagnolo e una denuncia verso il regime franchista espressa attraverso le peripezie
del protagonista principale e della sua famiglia.
Cerca costata che ancora nel 2012, quando già era noto che Cela simpatizzava per il partito
nazionalista fu addirittura rivelato che lo stesso Cela lavorò come censore ovvero formò parte di
quella che era la commissione dedita a sancire la pubblicazione o meno delle opere sotto dittatura. A
questo proposito cercas si domanda come si possa continuare a dichiarare che quest’opera abbia un
intento di denuncia.
Cela inoltre si occupo anche dell’aspetto cronologico che non appare cosi immediato: il memoriale
di pascual (le confessioni) terminano nel 37, nel memoriale si raffigura un mondo violento e cruento
in cui il protagonista presenta dei tratti degenerati, psicologicamente instabile. Pascual non puo far
riferimento al dopoguerra perche il memoriale termina nel 37. Infatti è una critica verso la società
spagnola prima della guerra, si tratta di una ‘’damnatio memoriae’’ della repubblica. Si svela una
ambiguità dietro la quale Cela si era nascosto
Pacto del olvido: necessario per tornare a una ripresa della scrittura e delle lettere dopo la guerra.

LOCALIZZAZIONE PASCUAL

La familia de pascual Duarte racconta la storia di un contadino dell’Extremadura nel villaggio di


Torremejia. Extremadura era una delle regioni più povere di Spagna in assoluto, sostanzialmente a
carattere agricolo dominata dal latifondismo. Pascual ‘’el mas pobre entre los pobres’’ si macchia
durante il corso della sua vita di una serie di crimini che vengono presentati all’interno del
memoriale a climax fino a che sarà poi arrestato e condannato a morte por garrota per aver ucciso,
durante i 15 giorni di levantamiento social (ribellione ) il latifondista del posto.1 risulta particolare e
anche un po paradossale il fatto che il crimine che poi lo condannerà a morte non è presente
all’interno del memoriale infatti il lettore sa di questo omicidio non perche vene citato all’interno
del memoriale stesso bensì perche prende parte al paratesto2 esattamente nella dedica del memoriale
e nella nota del trascrittore che si trova alla fine del memoriale.
Al trascrittore si riconducono due interventi: uno all inizio e uno alla fine. Cio che risulta un po più
complesso da capire è sicuramente la relazione che c’è tra pascual e Jesus, dalla lettera si puo
dedurre un rapporto di intimità perche il signore gli sorride e lo chiama con un diminutivo

1sono stati condotti studi sulla veridicità dell’argomento ovvero se si fosse registrato in quel anno
una ribellione in Extremadura ma non si hanno tracce, l unica traccia che si ha è quella di un
soggiorno di Cela in Extremadura.
2Ellissi
narrative\ omissioni= significativo tanto come i fatti che succedono, l’omissione nel
pascual Duarte ha una valenza molto alta e ci osi capisce già dalla lettura del paratesto.
‘’pascuialito’’. La seconda referenza nella seconda nota del trascrittore ci informa che l’omicidio ha
Lugo durante i 15 giorni di ribellione e che pascual confessò.Pascual quindi ci parla dal carcere di
Badajos, Cela in questo opera ricorda vagamente Dostojieski, con delitto e castigo, in cui entrambi
i personaggi sono spinti dalla miseria a prender una strada ‘’cattiva’’ che portera ad un
comportamento dal quale pare non esserci via d’uscita, diventando quindi schiavi del proprio
istinto.
Pascual quindi ripercorre la propria vita dal carcere e scrive questo memoriale quasi per
‘’alleviare’’ la propria coscienza.

TIEMPO DE LA HISOTRIA Y TIEMPO DEL CUENTO NO COINCIDEN

Tempo della storia >storia narrata all’interno del memoriale


Tempo del racconto >
Non coincidono

La trama del racconto si presenta al lettore come un qualcosa di complesso in cui tempo della storia
e tempo del racconto non coincidono. Vediamo già dal secondo paragrafo che Pasqual racconta tutta
la sua vita, a partire dalla sua nascita. Per quanto riguarda la data di nascita di Pasqual, possiamo
trovare informazioni nella lettera che indirizza a "Il suo destinatario ideale" questa lettera è datata al
15 febbraio del 1937 con questi indizi disseminati all'interno del libro possiamo ricostruire che Il
memoriale copre un arco cronologico che va dalle 1882 al 1937(per questo non è possibile che il
libro rappresenti una denuncia alla Spagna del dopoguerra).

Altre info:

Insieme alla storia della vita di Pasqual, c'è una cornice (paratesto) che è composta da documenti
che introducono il testo stesso, e documenti finali, questi documenti pur essendo estranei al
memoriale, Non sono estranei all’opera infatti formano parte integrante di questa. Successivamente
alla morte di Pasqual, il memoriale continua perché quest'opera sarà ritrovata in un luogo curioso
ovvero una farmacia di Almendralejo da un anonimo trascrittore nel 1939.(La storia del memoriale
termina nel 1937 però la storia del manoscritto no perché appunto sarà ritrovata nel 1939 È
pubblicata nel 1942).
Questa data di pubblicazione coincide con la pubblicazione dell’opera ‘’la familia de pascual
duarte’’ infatti si potrebbe pensare che questo anonimo personaggio che trova l'opera potrebbe
essere un alter ego però ciò non si sa con certezza.
La struttura di Pasqual ricorda molto la struttura della novella picaresca in generale, più
precisamente quella Dell lazarillo de Tormes ( entrambi raccontano la vita del protagonista dalla
nascita, entrambi sono hijos del pueblo)- ad ovo-

Vedere principio narratologico


Tempo della storia
Intenzioni autore: celestina lettera: lo scrivo perche non facciate che Calisto e Melibea che muoiono
per non farvi cadere nell’ardore della passione amorosa
Intenzioni opera:

A volte sono esplicite le intenzioni dell’autore che non coincidono sempre le intenzioni dell’opera.
A volte le intenzioni dell’autore è un mettere le mani avanti (come la censura potrebbe essere)
quindi a volte conviene prendere distanza
In caso di pascual duarte?
27\10

Come detto durante la precedente lezione, una peculiarità di questo romanzo è quella di presentare
una ‘’cornice’’ ovvero quei documenti preliminari e posteriori al testo che accompagnano la
narrazione vera e propria. Oggi si preferisce utilizzare anziché il concetto di cornice che è molto
più generico, il concetto di paratesto.
I due termini non sono proprio sinonimici. A partire dal 1987 grazie all’uscita di un’opera del
famoso Gerdard Janette l’analisi del materiale paratestuale è stato oggetto di una maggiore
attenzione nell’analisi letterario-narratologica. Quindi tutto quel materiale come dediche,
introduzioni, prologhi ecc. diventano tanto più interessanti quando formano parte della finzione
letteraria. Poiché se da una parte vengono considerati una sorta di strada di accesso al testo, d’altra
parte se se ne tiene conto sono fondamentali e contribuiscono fortemente alla comprensione del
testo stesso. Ciò vale sia per i classici (Celestina, Donquijote, Lazarillo de Tormes sono i maggiori
classici in cui troviamo queste caratteristiche). In più, questi romanzi contengono in se tutte le
caratteristiche che cavalcheranno gli scrittori posteriori e che que daranno vita al romanzo del 800.

PASCUAL DUARTE ANALISIS PARATESTUAL

PRIMO ELEMENTO PARATESTUALE


NOTA DEL TRANSCRIPTOR

>transcriptor: colui che incontra il manoscritto in circostanze assolutamente fortuite e ha una


funzione limitata, infatti proprio dal principio mette in chiaro che egli rivestì il solo ruolo di
trascrittore , senza cambiare un accento . Lui è l’unico personaggio anonimo. Seppure il trascrittore
dichiara sin dal principio di non aver cambiato neanche una virgola nonna risulta essere del tutto
trasparente poiché da un giudizio affermando che il manoscritto si trovava in modo disordinato e
scompaginato e che egli l'ha riordinato inoltre parla di ‘’mala letra’’. Il lavoro di ricostruzione della
narrazione È sicuramente di rilevante importanza poiché coinvolge il significato di fabula intreccio
che quasi mai coincidono. Tutto ciò ci suggerisce che il trascrittore ha effettivamente avuto un ruolo
maggiore di cio che egli riconosce.
Inoltre possiamo notare una contraddizione poiché se il trascrittore afferma di non aver fatto alcuna
modifica, Successivamente afferma di avere privato il memoriale delle sue parti più crude che egli
definisce ripugnanti.
Molto importante inoltre è che Il trascrittore alluce al il ruolo di censore, che al giudicare alcuni
passaggi troppo crudi, decide di taglaire. possiamo vedere in questo passaggio una correlazione con
il ruolo di censore che Cela rivesti durante la sua vita.
>tiempo de la historia: anche questa prima nota ci da informazioni sul tempo della storia:
-1937, Fine del memoriale
-1939, memoriale che viene trovato

>Esteriotipos: la prima nota del trascrittore contiene in sé alcuni stereotipi come il manoscritto
trovato per casualità, il fatto che un attore si nasconde dietro un narratore anonimo che trova in
circostanze fortuite l’opera è estremamente comune (Esattamente come succede nei promessi sposi
o con il Donquijote trovato nel mercato per casualità e che viene fatto tradurre dal arabo) ciò
tendenzialmente permetteva all’autore di potersi ‘’distanziare’’ dall’opera scritta e non sentire
eccessivamente la responsabilità dei fatti raccontati. Un altro stereotipo molto utilizzato è quello di
rivolgersi ‘’al curioso lettore’’ ciò serviva per designare un destinatario ideale, e rappresenta al
tempo stesso il momento in cui si esternano le intenzioni dell’autore (in questo caso sono molto
esplicite: si afferma che l’opera contiene passaggi molto forti, nonostante sia stata’’pulita’’ degli
aspetti più ripugnanti. Quindi avverte di non prenderla come esempio (exemplum ex contrariis,
ovvero l’esempio da non seguire, con fine di ‘’avvertire’’ il lettore e fargli vedere le conseguenze
plausibili di un certo comportamento)

SECONDO ELEMENTO PARATESTUALE


CARTA ANUNCIANDO EL ENVIO DEL ORIGINAL

Il secondo elemento che prende parte al paratesto è una lettera che Pascual scrive dal carcere di
Badajoz il 15 febbraio del 1937 e che indirizza Joaquin Barrera Lopez poiché è l’unico nome
ch’egli ricorda tra gli amici di Joaquin Gonzalez De La Riva.
Il contenuto di questa lettera è essenzialmente la confessione di pascual, già a partire dal secondo
documento che prende parte al paratesto vengono annunciati molti di quelli che saranno temi chiave
dell’opera (clichè).
- Pascual già a partire dalla lettera infatti, si pone al lettore come ‘’narratore inaffidabile’’ infatti
scrive di essersi imbarcato nella scrittura di questo memoriale nonostante la memoria non sia mai
stata il suo punto forte, che non sia affidabile, arrivando ad ammettere di aver omesso, forse, alcuni
passaggi anche importanti, inoltre questa sensazione di ambiguità è incrementata da puntini di
sospensione, infatti il lettore fa continuamente conti con una narrazione che n po omette, un po
lascia intendere, un po non si ricorda..
- allo stesso tempo attraverso questo memoriale pascual esegue questa pubblica confessione (reo
confesso ) ammette che questa confessione l’aiuta a fare pace con se stesso.
-Si riconosce infatti nella scrittura un certo valore ‘’terapeutico’’ che effettivamente allevia la
coscienza dello scrittore che afferma di sentirsi meglio dopo aver ‘’confessato ‘’ i suoi peccati.
- Pascual inoltre pratica una sorta di autocensura, infatti nella lettera afferma esplicitamente di
essersi dovuto ‘’contenere’’ in alcuni passaggi.

-alla fine della lettera Pascual ammetterà di non voler neanche chiedere la grazie, perché è cosciente
che ricadrebbe sempre negli stessi errori, riconoscendosi come una persona ‘’debole’’ non in grado
di resistere all’istinto e che sostanzialmente è frutto delle esperienze vissute. In questo passaggio è
estremamente evidente il pensiero fatalista (la vita mi aveva insegnato troppe cose brutte) che non
abbandonerà mai pascual all’interno del suo memoriale.) qui con questo fatalismo spiccato traspare
il concetto di manso-cordero che sarà contrapposto alla iena.
Santiago murena dara una sua descrizione di pascual (che poi risulto molto imo) punta a
descrivere pascual come la somma di due personalità la personalità violenta che non sa resistere
agli impulsi omicidi mischiata con la personalità di pascual di tenerezza, di simpatia verso i più
deboli e sintetizzerà questa caratteristica attraverso due metafore ‘’quello che a me sembro all
inizio una iena si rivelo poi un manso cordero’’ su questapolarita è giocata la personalità di
pascual e il lettore puo aderire all uno all altro o a entrambi

-Infatti pascual rappresenta un modello contrario e in questo senso condivide la visione con il
trascittore che condivide la stessa concezione .

TERZO ELEMENTO PARATESTUALE


CLASULA TEXTAMENTARIA DE JOAQUIN BARRERA LOPEZ

Fu scritta nell’11 Maggio del 1937 da Joaquin Barrera Lopez, ovvero il destinatario della carta
scritta da Pascual (3 mesi dopo aver ricevuto la carta) .
Il contenuto di questo elemento paratestuale si sancisce il futuro di questo memoriale:
egli ordina ‘’sea dado a las llamas’’, ma se il memoriale dovesse sopravvive per 18 mesi che
venga sottratto alla distruzione sempre che il possessore sia d’accordo.
La sua opinione sul manoscritto è insindacabile: egli lo considera dannoso e contrario ai costumi,
poi c’è questa strana torsione a cui oggi ancora non si è trovato un senso.
Il richiamo all’elemento del fuoco e quindi del rogo richiama il rogo dei libri. In tutti i paratesti si fa
riferimento a censura, autocensura, e adesso al rogo del libro. (il rogo dei libri potrebbe richiamare
il rogo dei libri che ci fu in Spagna in epoca franchista, riguardo questo rogo è stato scritto
recentemente ‘’el bibliocausto = relazione con il termine haulocausto )

DEDICA
A JESUS GONZALES DE LA RIVA , CONDE DE TORREMEJIA

Dedica a Jesus Gonzales De la Riva, conde de Torremejia

‘’A la memoria del insigne patricio don Jesus Gonzales de la Riva, conde de Torremejia, quien, al
irlo a rematar el autor de este escrito, le llamo pascualillo y sonreía’’

Soltanto qui il lettore scopre che Pascual ha ucciso qualche personaggio importante, ovvero il
latifondista locale. Si comprende anche i due probabilmente erano legati da un rapporto di
vicinanza, dalla ‘’reazione’’ descritta ovvero che il conte gli sorride e lo chiama con un diminutivo.
La firma è soltanto siglata, a noi risulta chiaro sia pascual pero sicuramente la scelta della sigla non
è causale. Potrebbe essere intesa come un ambiguità relazionata con tutta l’opera.
ALLA FINE DEL MEMORIALE >
QUARTO ELEMENTO PARATESTUALE
OTRA NOTA DEL TRANSCRIPTOR

La prima parte del quarto documento riprende in filigrana il capitolo 8 del domquijote
(si racconta che il primo narratore della vita del donquijote arriva quando donquijote sfida il
biscaglino e sul più bello gli annali si interrompono, comincia la ricerca e trova nel mercato di
Toledo il seguito)
Il tono di questa parte è abbastanza scherzoso, si racconta della ricerca disperata del seguito del
memoriale (senza successo) e si passa dall’ultimo capitolo, si passa quindi dall’uccisione della
madre dai toni drastici a un tono molto più leggero quasi scherzoso . Abbiamo quindi due ipotesi
1) pascual fu subito giustiziato e non ebbe tempo di scrivere altro
2) Passarono degli anni registrati nelle memorie che pero sono andate perdute

Il senso è che c’è una parte della vita di pascual che noi non conosciamo, ovvero gli ultimi anni
della sua vita . Il narratore comunque dice che pare evidente che Pascual passo gli anni del 35-36
nel carcere di Chinchilla. Il trascrittore successivamente incita il lettore a fare le sue considerazioni.
Non forma congetture, da informazioni soltanto su cio di cui ha informazioni certe. Il trascrittore
alla fine scrive che per cecare di capire sul più possibile su Pascual, si dirige attraverso delle lettere
al secondino e al cappellano, due persone che hanno vissuto in prima persona le vicende di Pascual
e che l’hanno accompagnato negli ultimi momenti della sua vita riportando di seguito le lettere:

LETRAS
Nella lettera del cappellano c’è sicuramente una visione più tollerante mostrano anche ‘’toccato’’
nel ricordare pascual affermando che anche nella confessione pascual si mostrava diverso dalla iena
che tutti credevano che fosse, mostrandosi più manso cordero.
Per quanto riguarda il guardia civil sicuramente offre visione un po meno spirituale: si descrive il
momento in cui pascual viene giustiziato contrapponendo la frase ‘’hagase la voluntad del senor’’
pronunciata da pascual alla sua pubblica dichiarazione, pochi secondi prima della morte, di non
meritare quella pena. Inoltre possiamo dire che il secondino ci offre anche un altro punto di vista
ovvero quello di un pascual ‘’enfermo’’ infatti egli dice che la ragione di tutta quella violenza era la
sua enfermedad quindi sostanzialmente una instabilità psicologica.

Il tema della censura di cui abbiamo parlato in relazione alla dittatura, sicuramente produsse un
certo impatto anche sull’opera ci Cela infatti possiamo vedere come sia presente tra le varie voci
narranti un certo atteggiamento di censura e autocensura: molte volte pascual stesso applicherà una
sorta di autocensura ai propri pensieri, almeno a quelli più ripugnanti. D’altra parte in fatto di
sottolineare quest’aspetto del ripugnante è paradossalmente ciò che provoca interesse nel lettore.
Questo anche rappresenta un topos ( ‘’ attentum parare : ovvero la tendenza del narratore di
anticipare che ciò che racconterà è qualcosa di straordinario)
IL TREMENDISMO
Questi contenuti così forti, calati in un contesto assolutamente puritano come quello del dopoguerra,
causarono forte scandalo e come già detto, l’opera arrivò anche ad essere censurata. Nonostante cio
la critica ha definito il pascual un opera straordinaria che ha introdotto una nuova tendenza letteraria
che prese il nome di Tremendismo. Per Tremendismo facciamo riferimento alla descrizione di
determinati contesti sociali, situazioni ecc senza nessun tipo di ‘’filtro’’ quindi in tutta la loro
crudezza, senza risparmiare alcun dettaglio, arrivando quindi a rappresentare anche gli aspetti più
ripugnanti. Fu definito infatti anche come ‘iperrealismo’, questa maniera di scrivere negli anni
successivi divento quasi una tendenza letteraria. Nonostante cio Cela prese sempre le distanze da
questo genere e dalla critica che gli attribuiva la nascita appunto del tremendismo, mai riconobbe la
sua opera all interno della corrente tremendista, e tantomeno egli come promotore del movimento.

28\10

IL PARATESTO NEL PASCUAL

Il paratesto è quell'insieme di documenti che precedono e seguono, o in generale si collocano


intorno alla narrazione principale. Questi testi possono essere autografi (scritti dall'autore) o
allografi (scritti da altri).
Nel Pascual Duarte il paratesto è costituito da documenti autografi e allografi.
Nel pascual Duarte sono documenti allografi che fanno parte della finzione narrativa.
I documenti autografi invece possono essere all’interno della finzione narrativa o all’esterno della
finzione narrativa.
Il paratesto è composto da 6 testi in totale, 3 posti prima del memoriale e 3 dopo, è probabile che
Cela volesse dare una simmetria all’opera.

1) nota del transcriptor


2) carta anunciando el envio del original
3) clausula del testamento olografo otorgado por Don Joaquin Barrera Lopez

1) otra nota del transcripto


2) he aqui las cartas (composta da 2 lettere)
3) carta de Cesareo Martin

La funzione di questi testi posti prima e dopo una determinata narrazione hanno una funzione ben
precisa.
(Lo scrittore puo percorrere varie strade quando scrive un opera, nel Lazarillo de Tormes ad
esempio, parla solo Lazaro, non c‘è convivenza tra tutti questi narratori e quindi si ha una
narrazione ‘’libera’’ da tutti questi testi di accompagnamento).
Il critico letterario deve continuamente porsi domande sul perché delle cose:
Perché Cela intromette tutto questo materiale paratestuale?
Soprattutto nel pascual questi documenti sono tutti a carico di narratori diversi da pascual
(trascrittore che racconta la storia del manoscritto tanto all inizio quanto alla fine, pascual che
spiega la storia dell’envio, il destinatario che riceve l originale, il secondino e il prete che narrano la
loro opinione di pascual e gli ultimi giorni di vita) in questo caso quindi assistiamo a una
moltitudine di narratori in cui pascual occupa il ruolo principale perché è narratore e protagonista
dell’opera, in convivenza con tutta questa serie di istanze narrative la moltiplicazione delle istanze
puo essere riportata a una corrente filosofica che poi divento anche una corrente narratologica
ovvero il prospettivismo.

PROSPETTIVISMO\ PERSPECTIVISMO

Si tratta di una branca della gnoseologia ovvero come l’uomo conosce il mondo. Sostanzialmente il
Prospettivismo rappresenta una critica all’oggettivismo, infatti il prospettivismo ritiene che la
conoscenza non dipenda dall’oggetto infatti l'oggetto non è l’unico responsabile della conoscenza,
(fortemente contrario ai postulati del realismo e naturalismo ) la conoscenza dell’oggetto infatti
dipenderebbe dalla percezione soggettiva ,e l’oggetto sarà diverso a secondo dell’angolo da cui si
guarda. La conoscenza sarà sempre soggettiva. Cio vuol dire che la conoscenza della realtà dipenda
dall’angolo prospettico e per angolo prospettico possiamo intendere anche il mondo interno di chi la
guarda. Per cui la realtà ha tante interpretazioni quante sono le persone che la guardano.
Nel pascual abbiamo tanti narratori, di conseguenza la realtà è vista da parti diverse, tutti i narratori
infatti, hanno conosciuto Pascual o personalmente o attraverso il manoscritto ognuno di loro fonrirà
al lettore la sua personale opinione su Pascal che potra coincidere o divergere dalla sua. Il lettore
dunque sposerà l una o l altra posizione o tutte perche il prospettivismo ha due conseguenze

1) relativismo se la realtà dipende da chi la guarda tutto è relativo. Non esiste una realtà assoluta.

2) in Spagna grazie a Ortega y Gasset (grande pensatore) cavalco particolarmente questa teoria del
prospettivismo, concependolo pero in una maniera leggermente diversa, egli infatti riesce a unire
oggettivismo e prospettivismo elaborando una via di mezzo tra queste due tendenze apparentemente
antagoniste. ‘’Se è vero che la realtà dipende dal punto di vista di chi la guarda, la realtà si ha con
la somma di tutti i punti di vista poosibili , quindi non è solo quella del singolo bensi la somma di
tutti ‘’

Pertanto il Il prospettivismo in caso del Pascual Duarte è declinato in chiave Orteghiana (Ortega Y
Gasset, unico grande filosofo che che rappresenta la Spagna della sua modernita.)
Per Ortega y Gasset, abbiamo detto che la verità è una verità in prospettiva e complementare alle
altre prospettive. Il Prospettivismo quindi non esprime il concetto secondo cui ognuno vede la relata
a modo suo, bensì chè la realtà è composta dal’l insieme e la somma delle visioni prospettiche.
Non parliamo quindi di Relativismo.

LAZARILLO VS PASCUAL

Tutto il pascual durate è molto simile al Lazarillo:


anche il Lazarillo presenta un prologo composto da una lettera, nel prologo lui scrive a ‘’vuestra
merced’’ ( si ripete il meccanismo in cui un uomo diimili condizioni racconta retrospettivamente
una storia ad un personaggio altolocato designandolo come lettore target).
Ci sono pero anche delle differenze come nel destinatario ‘’vuestra merced’’ è u destinatario
anonimo, nel caso di pascual il destinatario è conosciuto (uno dei più cari amici dell’uomo che
pascual uccide).

Lazaro
Pascual

Unico narratore \ polifonia di voci

Tono ironico (distanziamento) \ tono tragico ( caustico)

Final abierto (visione speranzosa ) \ final cerrado tragico (morte del protagonista)

Integración social \ expulsión social (muerte)

03\11

PREGIUDIZIO LETTORE E NARRATORE

Quando il lettore si avvia alla lettura del memoriale di Pascual (e non del romanzo in toto) si
approccia alla lettura non in un modo spontaneo bensì già con una base di pregiudizio: egli già sa
che il memoriale è stato espunto e liberato di alcune parti compromettenti e scabrose per cui
parliamo di un testo che ha necessitato di una ‘’pulitura’’ e inoltre il protagonista viene introdotto
dal trascrittore come un esempio da non seguire, quindi non ci si approccia al protagonista in modo
libero e ingenuo.
Riflettendo poi sulle altre istanze narrative (fuorchè il trascrittore perche Anonimo non lo
conosciamo) abbiamo:

1) Joaquin barrera Lopez che rappresenta l’aristocrazia agraria, il ceto dominante (cerchiamo di
dare a questi narratori uno status per dargli visioni)

2) il cappellano, rappresentate ceto ecclesiastico

3) guardia civil per cui un rappresentate dell'esercito dello stato che svolge una funzione militare di
controllo.

Pertanto questi 3 narratori (ceto dominante, chiesa, esercito,) rappresentano rispetto alla realtà di
Pascual, ‘’i vincitori ‘’ la rappresentazione dei viciniori si contrappone a pascual insieme alla sua
famiglia che incarna invece il mondo dei vinti, quindi quando noi constatiamo e cerchiamo nelle
loro parole un opinione sulla storia dobbiamo sempre fare attenzione a questo aspetto. inoltre la
condanna unanime che ognuno di questi narratori fa di Pascual potrebbe essere attenuata se il
trascrittore in particolare avesse potuto conoscerlo. Il fatto che il trascrittore non abbia conosciuto
Pascual ne visto una foto (nella dichiarazione del sacerdote si dice che non puo far vedere al
trascrittore neanche una foto perche non ce l'ha) il fatto che il narratore quindi sia cosi all’esterno e
lontano dalla vita di Pascual porta ad una maggiore severità nei giudizi perché una conoscenza più
ravvicinata avrebbe permesso di trattare quel personaggio con maggiore simpatia.
Speculare a ciò è molto interessante il fatto che Cela decida per la storia di Pascual di far parlare il
personaggio in 1 persona. La forza della 1 persona risiede del fatto che riesce meglio di qualsiasi
altra voce narrante ad agganciare il lettore, creando una sorta di ‘’vicinanza e aspetto di
confidenzialità ‘’, da una parte una serie di narratori che rappresentano i vincitori che non hanno
conosciuto Pascual e dall’altra un lettore che sentendosi apostrofato (ovvero il narratore è come se
si rivolgesse direttamente al lettore, è come se confessasse e si aprisse proprio a lui confidandogli
le proprie confidenze), si sente coinvolto.
Vediamo quindi come La lettura di questo romanzo attraverso molteplici prospettive, ci offre
effettivamente una visione più completa.

STRUTTURA DEL MEMORIALE:

Il memoriale si compone di 19 capitoli in cui viene narrata la vita di pascual dal principio (1882
quindi nascita e infanzia) fino al matricidio (12 feb 1922, nel capitolo 19, quando uccide la madre
pertanto pascual ha 40 anni) quando scrive il memoriale invece 55. Succederanno quindi 15 anni in
cui saranno dettagliati soltanto gli anni nel carcere di badajos.

Pause narrative (6-13):

La narrazione si puo dividere in 3 parti cio perché all’interno del memoriale troviamo delle pause
narrative (nel cap. 6 e 13) . In questi capitoli troviamo Pascual in carcere (ritorno al presente
rispetto alla narrazione retrospettiva del passato)e in queste pause Pascual riflette sulle sue
condizioni attuali ma anche un pascual scrittore perche fa riflessioni sulla finalità della scrittura
quindi riflessioni metanarrative (quando uno scrittore scrive della scrittura stessa) e riflessive. Sono
anche pause di scrittura perche pascual nel 6 afferma di aver interrotto la narrazione per 15 giorni,
mentre nel 13 addirittura la interrompe per un mese e dice di aver scritto ininterrottamente per 4
mesi.
Pascual ci appare sin da subito come niente di più di un figlio del popolo, vediamo opero come nel
corso dell’opera diventa non solo scrittore man arriva anche ad assaporare la visione catartica di
scrivere di sé ( Utopia, pero che fa parte della Picaresca, era comune infatti nel genere provenire da
origini umili e poi affermarsi come narratori provetti.)

Parte introduttiva:

Pascual y Pascualillo: nel memoriale possiamo osservare la figura del personaggio principale
declinata in due alternative: Pascual grande già colpevole nel carcere > Pascualillo personaggio più
innocente piccolo, vittima delle circostanze. Questa visione di Pascualillo è percepibile soprattutto
all’interno del primo captiolo, vediamo un Pascual nato e cresciuto all’interno di una famiglia
violenta con un padre che picchia la madre, la madre a sua volta un essere descritta come un essere
brutale e animalesco, (quasi priva di umanità, verrà chiamata all’interno del memoriale sempre con
‘’madre’’ riducendola sempre a una correlazione puramente biologica, che terminerà nell’ultimo
capitolo con il matricidio \Paradosso biologico\ Sarà l’unico personaggio di cui non sarà mai detto
il nome, insieme al narratore).
Vediamo quindi come Pascual al principio dell’opera risulta semplicmente essere una vittima delle
circostanze e degli avvenimenti tragici che hanno costellato la sua infanzia.
In questa concezione troviamo una correlazione con la celebre citazione di Ortega y Gasset ‘’ yo soy
yo y mis circumstancias, y si no cambio a ellas no cambio yo’’

1 PARTE
Cap 1: la casa e il paese
Cap 2: I genitori di pascual: Esteban Duarte Diniz e la Madre
Cap3: la sorella Rosario
Cap 4: nascita del fratellino Mario. Morte del padre da un morso di un cane rabbioso.
Cap 5: morte di Mario (affogato in una tinozza d’olio) Pascual conosce Lola
Capitolo 6 di pausa riflessiva condizioni nel presente \ valore della scrittura

2 PARTE:
7cap: Lola è incinta. Pascual e Lola si sposano.
8 cap: Luna di miele.
9 cap: Lola cade da cavallo. Muore il primo figlio di Pascual.
10 \11\12 Cap : muore il secondo figlio per una corrente d’aria . Lutto.
Capitolo 13 di pausa

3 PARTE- EPILOGO
Cap 14: Pascual prepara la sua fuga perche si sentiva opresso dalla moglie e la mama che lo
accusavano di essere colpevole della morte di tutti i suoi figli ( Madrid, poi la Coruna). Vorrebbe
andare in America ma non gli bastano i soldi dopo due anni torna a casa.
Inizio della catastrofe:
Cap 15: Lola gli confessa che è incinta di El Estirao (il borioso, sfrutta le ragazze del posto vive
alle loro spalle anche con Rosario la sorella di Pascual ) e muore di Apoplessia (muore di paura
Lola)
Cap 16: Pascual uccide el Estirao
Cap 17: Pascual passa 3 anni nel carcere di Chincilla, liberato per buona condotta torna a casa
Cap 18: Pascal conosce Esperanza
Cap 19: dopo due mesi pascual uccide la Madre

Organizzazione del racconto:


Pascual organizza in suo racconto non solo in ordine cronologico ma anche nell’ordine crescente
dei crimini commessi (attraverso prolessi e anticipazioni). Vediamo che passa dal crimine meno
rilevante sarebbe la chispa ovvero il suo cane, poi la cavalla da cui cade Lola poi el Estirao poi la
Madre , a quello più grave cioè quello della madre. (alla fine Jesus Gonzalo de la riva ma non viene
raccontato)
L’accanimento con cui Pascual uccide i suoi antagonisti è anche un crescendo. La ferocia cresce
sempre omicidio dopo omicidio e di questi crimini abbiamo dei presagi. Da una parte avvengono
nell’irrazionalità del momento perche fondamentalmente è un essere elementare (azione a cui
corrisponde una reazione) a volte premeditata, la morte del Estirao persempio viene anticipata già
nel capitolo 5 (?) ma avviene nel capitolo 16.

Analogie strutturali tra 1 capitolo e tecnica narrativa dell’intero romanzo. E come se il primo
capitolo e l’ultimo racchiudessero e sintetizzassero l’intera opera .

PRIMO CAPITOLO
La struttura del capitolo 1 riflette esattamente la struttura dell’ultimo e a sua volta la struttura
dell’intero romanzo.
Già da questo primo capitolo si percepisce (attraverso la morte del cane) la Violenza incontrollabile
con la quale poi si chiuderà la storia.
L’incipit e l’epilogo del 1 capitolo (ovvero le prime parole e le ultime) sono molto a contrasto. Il
contrasto è un tema ricorrente nell’opere come sarà proprio lo stesso Pascual, (iena - mangio
cordero> capace di tanta tenerezza e tanta crudeltà) . Lui esordisce dicendo ‘’yo senor no soy malo’’
ma alla fine vediamo come le azioni contraddicono cio che lui afferma uccidendo il suo cane.
Il capitolo gioca su due registi, entrambi presenti sebbene uno sia un po più marcato dell’altro:
Il primo registro è quello tragico. (se vogliamo tipico della novella picaresca del 900 )l’altro tipo di
registro (‘’con perdòn ‘’) è un intercalare che un po allenta e alleggerisce un po il registro
precedente.

L’esordio del primo capitolo è tipico dei romanzi picareschi. (ci ricorda moltissimo il lazarillo de
Tormes)o l’incipit del Boscon (yo soy de ?) ovvero il narratore si apre e si racconta al lettore.
Tutto il primo capitolo funge da ‘’riflessione generale’’ sulla vita (cosa tocca agli uni cosa tocca agli
altri per poi arrivare a quelle che furono le sue sorti.
Questa riflessione sulle sorti somiglia a quella di Lazaro che dirige a vuestra merced in cui riflette
su quelle che sono le sorti di chi appartiene a una scala sociale più umile. Referencia a fatalismo e
determinismo attraverso 3 parallelismi tra ‘’quelli’’ fortunati e ‘’quelli sfortunati’’ tecnica del chiaro
scuro: più contrastiamo la spietatezza con la compassione e la tenerezza tanto più queste
componenti risaltano fino a trovare la massima espressione nella scena finale (tenera cagnolina
spietato padrone. )
Dopo il primo paragrafo che sintetizza a livello concettuale la storia, pascual procede nella
descrizione del paese e della casa attraverso quel grandangolo che parte da una presentazione più
ampia e poi focalizzarsi su piani più ravvicinati. La descrizione del luogo è molto funzionale a
rivelare la dimensione sociale dell’opera e la dimensione sociale di questo personaggio e qui per la
seconda volta compare la figura di Jesus Gonzales de la Riva, a cui pascual si rivolge con il solo
nome, cio sottolinea nuovamente il rapporto di confidenzialita. Inoltre poi confronta la casa di don
Jesus con quella di pascual (anche la casa di pascual riflette perfettamente la condizione di
precarietà ed esclusione di pascual ( vive fuori )
Alternanza lirico =descrizIone città in cui orologio fermo , fontana senza acqua ecc risalta la casa
del padrone che pascual dal suo punto di vista non è capace di apprezzare fino in fondo, siamo ad
arrivare alla descrizione della sua casa che se per un momento sembra farci cogliere un atmosfera
intimista gradevole poi è contraddetta (pochi mobili, stalla senza cavallo, fetore, sedie una diversa
dall’altra ecc.

Da locus a moenus —> (ogni volta che uno scrittore predispone il genere da locus a moenus a
locus terribilis (tecnica chiaro scuro che pervade intera opera)

A livello stilistico il linguaggio di pascual è tirato dentro attraverso simile (comparazioni).


Liscia e lunga come un giorno senza pane (parallelismo con esperienze rurali che egli conosce
molto bene vediamo quindi come continuamente si alternano due punti di vista soprattuto nelle
descrizioni : quella di Pascualillo e quella di Pascual.)

Per quanto riguarda la struttura temporale gioca un ruolo fondamentale : la narrazione è a


schidionata o a infilsamento ovvero quando un portagonista procede organizzando il tempo del
racconto in ordine cronologico, ci sono pero delle significative anticipazioni : qui nel primo capitolo
ne abbiamo una ovvero l’anticipazione dell’uccisione della chispa (è un anticipazione perche nel 10
capitolo scopriremo che è in vita. Questa alterazione dell’ordine temporale puo essere attribuita a
due motivi:
1) anticipando pascual propone delle chiavi di lettura. Alcuni critici pensano che pascual uccise la
cavalla dopo la caduta di Lola.
2) D’altra parte l’organizzazione del tempo del racconto potrebbe non dipendere da Pascual perche
il trascrittore fu colui che riordino le pagine che erano state definite spaginate. Quindi
probabilmente nel riordinare il manoscritto il trascrittore sia intervenuto involontariamente e
cambiato l ordine appunto della storia di pascual .

ULTIMO CAPITOLO
Come abbiamo detto, il pascual è interamente ordinato secondo una gradazione ascendente, un
climax. (come per la gravità degli omicidi commessi). Arriviamo dunque all’ultimo capitolo dove
viene raggiunto il culmine con l’uccisione della madre del protagonista. Questo capitolo è
incentrato sul tema della madre come nemico, Che consiste in un paradosso biologico. Vediamo
come questo tema era già stato anticipato nel capitolo cinque(Momento della morte del fratellino) in
questo capitolo, la madre, è paragonata tre volte a un nemico. Questo capitolo rovescia
completamente un tabù e distrugge un mito che a quei tempi forse era anche più in voga del solito
grazie al Franchismo (fondamentale importanza al tema della famiglia, al ruolo della madre).

L’ultimo capitolo è strutturato in 2 parti:

1) La prima parte è più descrittiva, fino a ‘’jamas muerde la consciencia’’


in questa parte prevale il Pascual riflessivo, che medita e descrive come si sia annidata in lui la
pulsione di morte. Predomina un lessico macabro che insiste sulle isotopie del sangue, della
malattia( piaga, tifo) dell’effettore( Iezzo delle carogne) della morte resa esplicitamente(tre volte)
ma anche attraverso immagini raccapriccianti e lugubri:( il corpo come carne contaminata, Scorie,
marcio, putrefatto ecc) a volte le metafore usate richiamano la tradizione poetica barocca. Ad ogni
modo su ogni concetto, anche su questo della morte aleggia il senso della fatalità:

-la muerte de mi madre era algo fatal


- era algo fatal que había que venir

in questa parte abbiamo sicuramente un lirismo delle immagini: Si riprende quella poetica delle
chiaro-oscuro: I pensieri che arrivano come la nebbia che invade le campagne, il male cresce come
gli alberi ecc.
La prima parte si chiude con un'affermazione fondamentale per capire il gesto del protagonista:" la
coscienza prim'ordine solo per le ingiustizie commesse: picchiare un bambino, uccidere una
rondine"
Probabilmente questo rappresenta un richiamo alle fratellino Mario, È al passaggio in cui Don
Rafael, amante della madre prende a calci Mario.

La parte seconda invece è decisamente centrata sull’azione, nel delitto che scaturisce dopo una lotta
corpo a corpo con la madre.
Inizia con la data dell'assassinio: 12 febbraio 1922, Pasqual ha 44 anni. In questa seconda parte
possiamo riscontrare il tema del contrasto: La giornata è bella, nella piazza giocano i bambini.
Abbiamo la descrizione di una lotta feroce, animalesca, Pasquale si descrive come un lupo.

Ovviamente quest’ultimo capitolo puo essere considerato come quello che meglio incarna e mostra
il tema del cainismo.

Matricidio: trasposizione cainismo della guerra familiare come trasposizione di vicenda storica che
vide contrapporsi in una guerra fratricida gli spagnoli con le conseguenze che ne derivarono.11\11
ANALISI CIMENATOGRAFICA
PASCUAL DUARTE

Nel momento in cui si deve realizzare un’opera cinematografica partendo da un’opera letteraria è
lecito chiedersi come si puo adattare una riscrittura cinematografica partendo dal presupposto che
un film esprime la maggior parte dei concetti attraverso le azioni più che le parole come ad esempio
dialoghi o monologhi che invece sono prediletti in un opera letteraria per far trasparire emozioni e
aspetto interiore dei personaggi.
Sicuramente quando ci troviamo di fronte all’analisi di un adattamento cinematografico rispetto a
un’opera letteraria dobbiamo tenere ben presente che ci saranno delle aggiunte e delle sottrazioni.
Nel caso del film di Pascual ad esempio:

• Sottrazioni : morte fratello di pascual\ gravidanza della madre

• Aggiunta: tema della Politica e delle elezioni molto sottolineato rispetto all’importanza che ha
nell’opera letteraria.

Inoltre cio che risulta molto importante è analizzare nell’adattamento le varie istanze narrative:gli
stessi presupposti rispetto al punto di vista trattato nella scrittura e nella trasposizione e poi gli altri
istituti letterari che vengono presi in considerazione quando facciamo un analisi narratologica.

Il film esce nel 76 e curiosamente Riccardo Franco, il regista, ha 26 anni quando gira questo film,
Cela quando scrive questo romanzo ha un eta approssimatamente similare. Il film è girato da
Riccardo Franco e costituisce la sua prima opera di rilevanza. Anche il film proprio come il
romanzo ha vissuto una ‘’nascita’’ difficile a causa della censura e si ricorda addirittura una prima
riproduzione in cui il film viene privato di una scena essenziale ovvero la condanna a morte per
garrota che viene censurata.

LA MACROSTRUTTURA:
Pensando all’opera del pascual sicuramente sono da tenere in conto tutti quel paravento chiamato
‘’Cornice’’ che anticipa e chiude il memoriale. Quando ragioniamo sul romanzo de La Familia De
Pascual Duarte non possiamo fare a meno di pensare alla molteplicità dei narratori che donano un
aspetto essenziale all’opera pur rimanendo sempre e comunque sempre una narrazione in prima
persona. Nel momento in cui un romanzo viene trasposto a opera cinematografica o teatrale anche il
regista si pone il problema di quale punto di vista adottare. Riccardo Franco fa una scelta: nel caso
del film il punto di vista spesso dipende dalla camera da presa e dal suo angolo prospettico, si
potrebbe pensare che comunque la scelta del regista a questo punto è molto vincolata.

Pascual è introdiegetico e autodiegetico : fa parte della narrazione stessa ed è oggetto della


narrazione (parla di sé )

Intradiegetici e allodiegetici: fa parte della narrazione ma non parla di se steso.

Tra il film e l’opera letteraria abbiamo varie differenze ma quella che sicuramente risulta essere la
più sostanziale che effettivamente produce una variazione macroscopica è che scompare il
‘’narratore interno’’: pascual non parla di se bensì è presente un narratore esterno, come se il
narratore coincidesse con uno spettatore. Cio ovviamente determina un cambiamento estremo. Se
nell'opera il narratore interno porta dal suo lato il lettore, creando in questo modo una certa
‘’vicinanza’’,nel film non c’è un io che parla al tu, quindi si crea una sorta di ‘’allontanamento’ ‘e si
crea una sensazione di distanza.
Questa distanza inoltre crea anche una sensazione di non partecipare attivamente all’opera e avere il
ruolo di semplice spettatore, inoltre, il fatto che sia sostanzialmente un film muto dove il silenzio e
l’aconismo del personaggio prevale sull’esplicitazione dei sentimenti (perche infondo all interno
del memoriale soprattutto nei capitoli che marcano le divisioni (6,13) abbiamo una visione
introspettiva in cui pascual ci mette al corrente del suo mondo) quindi il lettore comprende quali
sono i suoi pensieri come : determinismo, paura di ricadere negli stessi errori, concetto di reo
confesso ecc..
In questo caso ci troviamo invece al cospetto di una creatura primitiva che agisce e si sottopone al
giudizio di uno spettatore che lo giudica in base solo alle sue azioni e a non la dimensione interna.

Riguardo questo adattamento cinematografico possiamo individuare 2 livelli di interpetazione:

1 livello> è che volutamente si voglia rappresentare quell’aconismo a cui fa riferimento il


trascrittore nella sua seconda nota (pascual è più quello che dice che non dice) effettivamente anche
Cela stesso gioca un po con l‘aconismo del personaggio, non solo si possono notare molti punti di
sospensione che nella convenzione grafica indiano qualcosa che non si dice e che pero il lettore
interpreta molto ,( possiamo notare allo stesso tempo molti capitoli terminano con puntini (e questa
sicuramente non rappresenta una scelta casuale da parte dello scrittore)
Questo silenzio presente nel film vuole interpretare un tratto del carattere. Una poetica del regista
che si sovrappone a quella Celiana : dobbiamo sempre tenere a mente che anche nella storia del
cinema, come in quella della narrativa, abbiamo delle correnti : il regista nasce a cavallo degli anni
70 i registi di quest’epoca sposano un neorealismo molto integrale contrapposto al
protointegralismo di Cela (Racconto dalla prospettiva dell IO) e cio determina la realizzazione di un
film molto ‘’asciutto’ dal punto di vista della narrazione, sono più le immagini che parlano che i
personaggi stessi attraverso dialoghi o monologhi.

2 livello> Nel film viene esasperato il distaccamento tra capitoli presente nel libro e nel libro a
causa di flashback si fa fatica a comprendere cosa viene prima e cosa viene dopo

Quindi potremmo dire che Riccardo esaspera due aspetti del libro rendendole 2 chiavi di lettura.
struttura:
Un altro aspetto interessante è come apre e come chiude la storia: il romanzo prevede una struttura
a climax perche inizia e finisce con Pascual in carcere. Il film inizia con Pascual con le manette che
viene caricato sul carro dove avrà i suoi ricordi quando lo stanno conducendo alla pena quindi
vediamo come viene rappresentata una struttura circolare nel film più accentuata che nel libro.

semplificazioni\aggiunte:
La familia non viene presentata c’è una riduzione nei personaggi, Mario è un personaggio chiave
che ce lo fa apparire iena\manso cordero. Oltre a Mario vengono sottratte altre scene come il
secondo matrimonio di Pascual (semplificazione della narrazione) invece viene enormemente
amplificato il rapporto tra pascual e rosario, caricato di valenze anche erotiche (che forse nel
formano neanche sono presenti ).

Sfondo politico:
Certamente il film anche sotto l’aspetto della morale è più libero perche ovviamente la censura ai
tempi di Franco era molto più rigida, mentre il film nasce in un clima sociale molto più leggero e
moderno.
Il contesto politico presenta delle aggiunte, certo non espresso in maniera assolutamente esplicita
pero sapientemente disseminato nel corso dell’opera.
Anche il padre di pascual presenta delle aggiunte sotto questo punto di vista infatti nel film viene
rappresentato come un soggetto estremamente interessato alle dinamiche della politica che legge il
giornale anarchico leggendo di un soggetto che fu condannato a morte nel 39 dopo un lungo
processo perché considerato responsabile dei crimini che avvengono in Spagna durante la Semana
Tragica e responsabile del sollevamento popolare mentre la Spagna impegnata nella guerra del
Marocco questo soggetto avrebbe incitato il popolino chiamato a leva a ribellarsi. Questo episodio
probabilmente viene recuperato dal regista perche nel 74 (transizone democratica ) viene
condannato a morte un altro anarchico che si ricorda tra le ultime condanne a morte (chje viene
abolita nel 78)

Semana tragica: nome che fu dato una serie di sanguinose contestazioni contro l'esercito da parte
delle classi operaie di Barcellona e di altre città catalani.
Successivamente nel film possiamo vedere sulle case la presenza di slogan riforma agraria ‘’ tierra
y libertad ‘’ si colloca la storia giustamente nell’ambito della riforma agraria delle terre e che
Pascual nel film viene rappresentato alle dipendenze del latifondista del posto.
‘’oligarquia y caciquismo che rappresenta la Spagna rurale del tempo.

Tempo:
Il contesto storico è lo stesso, viene esplicitato molto di più per fare si che sia più chiaro l’aspetto
politico. Invece viene totalmente rimosso l’aspetto individuale e psicologico.
Radio che comunica avvenimenti storici ecc Quindi la storia metaforica rapportata al tema del
cainismo non è assolutamente presente nel film.

Spazio:
all’ apertura del film siamo in Extremadura, all inizio strada lunga (lunga y larga como un
condenado a muerte) lo spazio quindi è una scelta insista da parte del regista a cui resta molta
attenzione
Assistiamo a tutti gli omicidi presenti nel libro.
Guerra dentro famiglia= guerra tra fratelli, stessa nazione
Il tema del cainismo è presente all inizio del film partendo dalla Bibia: si legge il passaggio in cui
Dio chiede ad Abramo di sacrificare suo figlio Isacco, lo stesso passaggio lo troveremo alla fine, in
cui entra in una classe per parlare con il prete e c’è un bambino in piedi che sta leggendo lo stesso
passo della bibbia proprio come lui all inizio.

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