LEOPARDI
personaggio molto complesso, fuori dagli schemi, difficile dargli delle descrizioni, difficile da
inquadrare in un periodo storico
è nato alla fine del 700 nel 1798 e morto nel 1837 a 39 anni una vita molto intensa dal punto
di intellettuale
ha vissuto in un periodo storico caratterizzato dal passaggio di Napoleone, moti
insurrezionali del 31,Mazzini, Giovine Italia
un periodo storico che lui definiva secolo morto perché lui non si trovava in quel periodo
storico, faceva i commenti di quello che era la situazione , non condivideva niente per lui era
tutto sbagliato
sia i progressisti , sia i rivoluzionari era tutto sbagliato
viveva in un periodo dove la cultura predominante era il romanticismo e qui viene fuori il
problema
come si fa a classificare Leopardi, di solito si diceva che era romantico
eppure a lui il romanticismo stava stretto come stava stretto il secolo morto dal punto di vista
storico-politico
prende qualcosa dal romanticismo ma contesta molto
c’è anche l’illuminismo perché nel suo esordio ci sono delle espressioni dell'illuminismo
soprattutto della filosofia sensista
Leopardi è anche un filosofo non è solo un poeta, quindi prende qualcosa anche dal
sensismo
è anche il periodo del neoclassicismo quindi è amico di Pietro Giordano, che per lui è come
un papà, però lui disprezza il neoclassicismo.
a lui piacciono i classici ovvero i classici veri, non la retorica falsa del neoclassicismo
Leopardi è un genio
la sua genialità supera tutto il resto
non sopporta il secolo morto ma non sopporta neanche il suo borgo io, borgo selvaggio,
selvaggio perché è pieno di analfabeti,ignoranti
conservatori, retrogradi
è stretto anche a Recanati al mondo storico
il suo genito va verso l’infinito non è credente, non ha un mito e il suo pessimismo deriva da
questo
la sua mente vola, ne è consapevole ma non se ne vanta
VOLA DOVE ?
a 100 anni dopo, anticipa il decadentismo in molte cose,l’unico poeta che i decadenti
studiano
100 anni dopo nei decadenti troveremo le istanze leopardiane, il suo mal vivere, Leopardi è
un poeta del dolore
non è il mal vivere che c’è in Tasso,il Tasso aveva un dramma interiore, aveva una patologia
psichiatrica
Leopardi è scontento del dolore del mondo partendo dal suo dolore, il suo dolore è un dolore
di tutti, cerca un perché ,cerca delle risposte , traducendo in delle opere poetiche
in uno stile che poi sarà il decadentismo , stile facile, va a cercare tanti termini raffinati,
aulici, latini, classici lui ama il mondo classico quello che odia è il mondo moderno perché
odia il progresso , odia il progresso perché il progresso è frutto della ragione e l’uomo senza
a ragione sarebbe felice
la ragione è quella che apre il mondo all’uomo che porta al dolore
in lui c’è il male esistenziale , crise esistenziale interiore
non è un pessimista radicale , c’è la possibilità di progresso ed è la solidarietà umana contro
il nemico principale ed è la natura matrigna
3 fasi di pessimismo: storico, cosmico,eroico
la social catena che veniva espressa nella Ginestra
cosmico:Ginestra
che per far fronte attraverso
alla compassione , la giustizia
per fare fronte alla natura cattiva
anche contro tutto il male della ragione
il progresso che porta a manipolare l’uomo, manipola le coscienze non lascia libero l’uomo
grande voglia di libertà da parte dell’uomo
BIOGRAFIA
nel 1798 a Recanati nasce Leopardi, suo padre Ronaldo aveva una grande biblioteca
spendeva molti soldi a comprare i libri che leggeva, conservatore retrogrado, se ne fregava
…. era un conte e sua madre cercava di risanare le finanze del padre che comprava quadri,
libri ma le finanze erano quelle quindi la madre risparmiava su tutto
i genitori se ne fregava di leopardi
non hanno dato ai figli l’affetto
leopardi ne ha risentito molto quindi studiava tanto, ha imparato il greco,latino…., 7 anni di
studio matto e ha solo 17 anni e incominciava già a scrivere delle poesie ma si sentiva già il
borgo nativo selvaggia questa cultura retrograda arcaica del padre,gli piaceva molto Dante,
Virgilio anche alcuni scrittori romantici come Goethe, in tanto fa amicizia con Pietro
Giordano, quel padre che sostituisce il padre assente per lui è quel papà con cui confrontarsi
con cui parlare visto che il suo non lo ascoltava se ne fregava
un giorno quando aveva 21 anni cercava di scappare di casa, ma la sua famiglia lo teneva
segregado lì non lo faceva uscire di casa ,intanto incomincia ad avere male agli occhi
perchè aveva studiato troppo, sua madere non gli dava da mangiare bene perchè doveva
risparmiare, incominciava ad avere la scogliosi perchè studiava sempre su questi libri, non
poter leggere gli aveva accentuato il senso di male vivere, si vuoto inyrtiotr, che lo rende
molto moderno ,sono circondato dal nulla, la noia, la noia esistenziale , la noia che porta a
spaccare le cose, alla droga ,al suicidio la noia esistenziale che ci sarà anche nel
decadentismo
nel periodo di noia comincia a scrivere le sue poesie più belle e avrà il permesso di
andarsene da Recanati per andare dallo zio paterno a Roma, Roma ha una cultura molto
chiusa ,retrograda,e si lamenta che non si trova bene
incomincia a girare , entrerà in contatto con l’antologia di Rousse,comincerà a fare fama ,
tornerà a Recanati in una situazione dove non stava bene va a Firenze ,l’ultimo amore
disperato, si innamora di donne che a lui non aveva mai considerato , una donna sposata
che lui chiama Aspasia p.7
diventerà molto amico di Antonio Bramieri di cui si parla di eterna amicizia ma qualcuno ci
ha visto amore omosessuale, andrà a vivere con lui a Napoli dove poi muore per tubercolosi
PRESCRITTI
ci sono molte lettere ma quelle importanti sono indirizzate a Pietro Giordano che si vede
questo rapporto paterno, di una ricerca di questo papà che gli voleva bene perché suo padre
c’era ma che lui non vede
lettere al fratello e soprattutto alla sorella Paolina perché in lei vede …..che lo conforta
ha provato a scrivere anche a suo padre ma non c’era comprensione
personalità
aveva provato a scrivere dei romanzi ispirati al Verga di Goethe e …..ma non ci è riuscito
riflessione di quello che per lui è il nulla
p10 testo (sono stordito dal niente)
manca il desiderio di qualcosa, neanche della morte
la sua vita è una morte , c’è il nulla attorno a lui e quindi non c’è differenza per lui tra vita e
morte, non c’è neanche il dolore che lo consola(despressione)
la noia lo lacera , è peggio del dolore
nella sua disperazione non c’è niente
il suo pensiero p12
ZIBALDONE
mix di pensieri(ricordi, diario dell’anima dove si riflette si vede la sua angoscia interiore,dove
condivide tutte le sue scelte letterarie,filosofiche) lo fanno gli scrittori che accompagnavano
la poesia spiegando quello che scrive
anche Tasso faceva così lo faranno anche altri intellettuali come Saba
concetto di natura (fase del pessimismo storico)
Leopardi vedesse una natura matrigna, ma non è così , all’inizio partendo dal sensismo,
pensava che la felicità era un piacere materiale però aveva concepito anche che l’uomo non
desidera solo un piacere ma un piacere infinito ma siccome che il piacere infinito non si può
raggiungere allora è infelice allora c’è il senso di nulla.
la colpa di chi è ?non della natura perché è come una madre benevola, si accorge che
l’uomo è infelice e regale le illusioni
per Foscolo le illusioni sono sepoltura lacrimata,la patria,la bellezza,l’arte consentono di
vivere.
le illusioni per Leopardi nascono dall’immaginazione e sembra che possa rendere felice
l’uomo ma non è vero , c’è l'illusione ma c’è anche la realtà perché lui nella realtà era infelice
perchè nella tua fantasia ti costruisce una felicità finta ma in realtà non è felice
Foscolo ti dà la speranza di vivere ma non di vivere felice, all’inizio pensa che la natura ha
dato all’uomo le illusioni e la fantasia per consolare l’uomo che si inventa la felicità che non
ha
per Foscolo=non ci permettono di vivere
per Leopardi=le illusioni illudono
I romani e i greci essendo primitivi potevano immaginare si illudevano di essere felici, non
avevano la ragione pensavano solo alla felicità illusoria senza la realtà come i bambini
perché i bambini hanno l’immaginazione
però non è felice lo stesso ma non lo sa che è infelice perchè non c’è ancora stato
l’irrompere del vero,quando finisce la fase del bello si scatena il vero e lui fa vedere il vero
attraverso la ragione, solo il poeta può essere titano,può avere un atteggiamento titanico,
Leopardi prende in prestito questo pensiero dai romantici e quindi rendersi conto che è
infelice porta al titano l’infelicità titanismo tiriano
il poeta combatte il titano attraverso la poesia
titanismo poi ci sarà anche nel pessimismo eroico
diverso dal titano di Alfieri che per lui è quello superiore al mondo…
Prima la natura è benigna poi diventa cattiva nella seconda fase e quindi il male è opera
della natura mentre prima non era opera della natura era infelice e quindi sempre
insoddisfatto
non è colpa della natura e si vede dal fatto che gli uomini antichi non erano infelici,la natura
benigna ha permesso all’uomo di immaginare e avere illusioni e quindi l’uomo potrebbe
essere felice ma in realtà è solo un'illusione quindi l’uomo non era felice perchè c’è la
ragione che
all’inizio tiene distinti il fato dalla natura ma poi andando avanti pensa che siano la stessa
cosa e quindi la natura è maligna ma è anche indifferente, in questa concezione entra anche
la concezione del sensismo meccanicistico e materialistico
Il meccanicistico spiega la realtà e materia che è regolata dalle legge meccaniche di
conseguenza la responsabilità del male dell’uomo è della natura quindi la natura rende
infelice l’uomo perché è la natura che è nata e creata così.
quindi l’uomo non è responsabile del terremoto……. , la morte ma è la natura che ha creato
queste cose.
scatta un meccanismo facile :Tutti sono infelici anche gli animali
a cosa serve il titanismo?
serve nel pessimismo eroico nella social catena quindi bisogna rimanere staccati in modo
ironico, infatti nelle operette morali è tutto in modo sarcastico e l’atteggiamento del poeta è
staccarsi, di mettersi un po’ da una parte
nel momento in cui troverà il concetto di social catena, di solidarietà negli uomini a questo
punto tornerà al titanismo e affronterà la natura
pessimismo storico
natura madre benigna, infelicità effetto di processo storico quindi l’uomo è passato
dall’immaginazione alla ragione quindi ha trovato il vero ….. ci vuole eroismo del titano
pessimismo cosmico
la natura è maligna, è indifferente, ha creato l’uomo infelice,sia gli antichi sia i moderni sono
tutti infelici quindi il poeta riesce un po’ a staccarsi per ….
FILOSOFIA DEL VAGO E DELL’INFINITO
perché secondo lui l’uomo va alla ricerca di un piacere infinito che però non può raggiungere
e quindi si crea una realtà parallela nel senso che lui è infelice nella realtà ma
nell’immaginazione si crea una realtà parallela.
con l’immaginazione fa ascendere questo infinito lontano,vago,ignoto questa serie di termini
ha un senso, come si fa a raggiungere l’infinito? con 3 teorie: visione, suono,rimembranza
visione :entra in gioco un elemento che fa da ostacolo, può essere la siepe come nell’infinito,
la finestra nella poesia A SILVIA, perché nel momento in cui guardi quell’immagine/ostacolo
che si ha davanti lasci andare l’immaginazione oltre all’ostacolo fino a sprofondare
nell'infinito, guardi lontano così da immedesimarsi nell’infinito con l’immaginazione si riesce
a volare oltre la siepe
suono: ci sono i suoni vaghi che riportano all’infinito , basta sentire il vento tra le foglie e
l’uomo riesce a sprofondare nell'infinito, quindi sono suoni vaghi e indefiniti che portano a
trovare l’infinito
rimembranza:consiste riportare qualcosa della fanciullezza, di quando si era bambini, il
fanciullo di Leopardi non è il fanciullino di Pascoli, recupero dalla memoria di qualcosa che
appartiene alla fanciullezza quindi appartiene anche agli antichi perchè se faccio
corrispondere l’infanzia al mondo antico allora in questa prima fase posso ancora dire che gli
antichi erano felici poi vedremo che non sarà così fanciullezza=antico, moderno=adulto ma
l’adulto non è felice, poi cambierà un po’ tutto che tutti saranno felici.
come si concepisce aggancia alla poetica, come concepisce il bello poetico
citazione di leopardi p.16
se uno va a cercare le immagini indefiniti,che lui considera bellissime con l’immaginazione
vago, indefinito, lontano,ignoto,eterno,antico sono le parole del vago indefinito il bello
poetico consiste anche nell’utilizzare queste parole
vago e indefinito entrerà nei suoi versi pur sapendo che sono illusioni infatti c’è l’antitesi tra
l’illusione e l’irrompere del vero
p21 testo (il concetto di vero)
p26
Leopardi vive in un periodo in cui in Europa c’è il romanticismo e il Italia il neoclassicismo,
prende parte al dibattito tra neoclassicisti e romantici, non era estraneo al mondo,era un
intellettuale scriveva lettere ne riceveva,girava per il mondo ,è stato in contatto con varie
persone
Quando Madame de Stael pubblica (gli italiani aderirono al romanticismo) lui ha intervenuto
da un lato per i neoclassicisti e dall’altro per i romantici, lui amava i classici, i romani perchè
li pensava felici poi è passato a pensare che erano infelici.
non sopportava il neoclassicismo,nonostante fosse amico di Pietro Giordani che era un
neoclassicista, ma un neoclassicista un po’ più moderato rispetto agli altri e non sopportava
l'imitazione, si opponeva, non sopportava le regole accademiche pedanti che portavano solo
all’artificio e all’utilizzo di elemento retorici che però non era poesia quindi secondo lui
andava a soffocare la vera caratteristica del poeta, il poeta immaginario doveva avere la
fantasia se no non era un poeta,proprio questo senso di virtù dell'immaginazione Leopardi
accetta i romantici, perchè i romantici sono quelli sentimento,dell’immaginazione, della
fantasia
classicismo romantico ,un ossimoro se pensiamo
del romanticismo prende l’idea di immaginazione ma anche la voglia di infinito e
originalità,anticipa l’elegantismo che ci sarà 100 anni dopo con il decadentismo, dal
romanticismo prende anche il titanismo ma lo modifica a suo modo