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Espressionismo tedesco : Die Brucke

Nello stesso anno 1905 in cui comparvero i Fauves si costituì a Dresda, in Germania, un gruppo di artisti
che si diede il nome «Die Brücke» (il Ponte), un nome che indica l’esigenza di creare un legame tra
interiorità e mondo esterno, ma rinvia anche all’idea di una strada lanciata verso un futuro di speranza. I
principali protagonisti di questo gruppo furono Ernest Ludwig Kirchner e Emil Nolde. In essi sono
presenti i tratti tipici dell’espressionismo: la violenza cromatica e la deformazione caricaturale, ma in più vi
è una forte carica di drammaticità che, ad esempio, nei Fauves non era presente.

Nell’espressionismo nordico, infatti, prevalgono temi quali il disagio esistenziale, l’angoscia psicologica, la
critica ad una società borghese ipocrita. Alla definizione dell’espressionismo nordico fu infatti determinante
il contributo di Munch che aveva fatto della pittura l’ esplosione di un grido interiore, che portasse in
superficie tutti i dolori e le sofferenze umane ed intellettuali degli artisti del tempo. Il dipinto più famoso di
Munch è proprio l’Urlo (1893) espressione di una angoscia profonda, nella quale sembra essere risucchiata
la stessa natura. Nell’opera la natura infatti appare ostile caratterizzata da un cielo fiammeggiante. L’uomo
descritto con pochi tratti di colore emette un urlo che dall’ovale della bocca si propaga su tutta la natura
con andamenti ondeggianti che provocano un senso di vertigine.. Il parapetto individua una fuga
prospettica velocissima che accentua l’isolamento dell’uomo in primo piano e il suo senso di paura. Il senso
di instabilità, di perdita di equilibrio è inoltre accentuata dalla mancanza di una base d’appoggio della figura
che risulta collocata in una posizione incerta fuori dal quadro.

Tra i principali esponenti e fondatori del gruppo Die Brucke, ricordiamo Kirchner: Nei suoi quadri il
linguaggio violento e i temi trattati (locali notturni, vedute di città, ambienti urbani degradati) esprimono
una critica impietosa alla società del tempo. Come si evince dall’opera La torre rossa a Halle, intrisa di
tensione sospesa e di angoscia, le vedute di città sono caratterizzate da colori accesi e contrastanti,
espressione di un disagio esistenziale che si amplifica nel contesto urbano. Nei quadri di Kirchner i corpi
hanno aspetti sempre spigolosi e taglienti: non ispirano calore umano ma solo freddezza tagliente; l’uso
espressivo del colore violento, con tinte acide, le atmosfere cupe e le inquadrature tagliate o asimmetriche
suscitano un forte impatto emotivo.

Espressionismo austriaco: Egon Schiele e Oskar Kokoschka.

Interpreti del clima di incertezza e di decadenza culturale che vive la città di Vienna dopo lo scoppio della
prima guerra mondiale sono gli artisti Schiele e Kokoschka. Le loro opere, in cui si evidenzia la centralità
della figura umana, diventano un viaggio nell’introspezione psicologica, in cui si da massima importanza
all’esperienza interiore e alle sue manifestazioni più violente, alle pulsioni represse. Proprio come le correnti
filosofico- letterarie dell'epoca (Freud), gli artisti scavano nei propri personaggi per mettere a nudo la loro
anima sofferente, riflesso dell’anima tormentata dell’artista ma anche della società del tempo. Schiele
“tormenta” i suoi personaggi attraverso un segno incisivo e nervoso, e con una gamma di colori limitata ai
toni dell’ocra, mentre Kokoschka lo fa attraverso un segno forte, deformante, avvolgente e ricco di colori
accesi e contrastanti.

Nell’ opera La sposa del vento ( o La tempesta)


L’opera L’abbraccio (1917) di Schiele è (1914), Kokoschka rappresenta due amanti in una
espressione di uno dei temi più cari all’artista: il sorta di scomposto letto di nubi, circondati dalla
binomio eros-thanatos (amore e morte). Due tempesta di passioni, vissute con l'intensità
amanti si stringono in un abbraccio che è più devastante d'un amore totale. L’artista racconta così
disperazione che amore; la tensione dei corpi, la fine del suo travolgente e tormentato rapporto
resa da un tratto marcato e nervoso, ci dà la d'amore. I colori torbidi e impastati e lo sfondo
sensazione di una stretta dolorosa, di quelle che misterioso partecipano con evidenza al disordine
preludono ad un addio straziante. interiore e all'angoscia che dilaniano l'autore.

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