Poetica di Montale
OSSI DI SEPPIA (1925) Ambiente: natura ligure
Paesaggio della LIGURIA → aridità
→ mare (sezione dal titolo Mediterraneo)
Tema del VARCO, “anello che non tiene”
Immobilità del TEMPO (ciclicità, giri della pompa, onda che si infrange sugli scogli, tutto sempre
uguale)
DISARMONIA, frantumazione dell’anima
Impossibilità del RICORDO e della MEMORIA (che sbiadisce, che sfugge)
MALE di VIVERE → unico bene è la divina Indifferenza
Poetica degli OGGETTI = CORRELATIVO OGGETTIVO
Figure femminili: Annetta/ Arletta, Esterina, ecc. (ragazze spensierate o morte giovani)
OCCASIONI (1939) Ambiente: città (Firenze, Caffè delle Giubbe Rosse,antifascista.
Collaborazione con la rivista “Solaria”: culto umanistico contro la
barbarie della guerra imminente, tendenza all’isolamento, all’èlite)
= momenti, incontri, oggetti che acquistano una valenza allegorica che però sfugge al poeta o si palesa solo
per barlumi improvvisi. E’ un’allegoria vuota, una richiesta di senso senza esito.
Poesia più ardua, oscura ed ermetica (nel senso che non spiega)
Tema della CITTA’= disarmonica, fredda, regno di AUTOMI, di una società di massa e dei
totalitarismi, regni di BARBARIE ed IGNORANZA
Figure femminili: Liuba, Dora Markus, ecc. : donne che scompaiono, costrette ad andare via, donne
irrequiete, precarie → sono tutte donne in assenza, perdute, ebree
CLIZIA = VISITING ANGEL, donna-angelo (soprattutto nella sezione Mottetti).
- Rappresenta un’alternativa all’esistenza
- Il nome deriva dal mito della ninfa abbandonata da Apollo (=Sole) che si trasforma in
GIRASOLE (giallo)
- E’ Irma Brandeis → rappresenta la Luce, il sole, il calore (Brand, in tedesco= fiamma)
→ rappresenta anche il Nord, il freddo, il ghiaccio (Eis, in tedesco= ghiaccio)
- Divinità assente/presente, che unisce insieme freddo/caldo
- Scende dal cielo alla terra a portare i suoi valori (=poesia) con sacrificio; è un’intermediaria di
valori laici. Gli uomini possono solo intravederli, intuirli; le ombre non li vedono.
- E’ l’unico baluardo alla barbarie e all’ignoranza; incarna la CULTURA UMANISTICA, con i
suoi valori che rischiano, però, di essere travolti. Questo baluardo è rappresentato dai suoi
OCCHI D’ACCIAIO che si oppongono agli “specchi ustori” (Poesia “Nuove stanze”) → = chi
ha chiarezza intellettuale, chi si rende conto della barbarie.
-
Però nel 1939 Irma è costretta a partire perché ebrea e torna in America → tutto è messo in discussione
LA BUFERA E ALTRO (1956). Ambiente: Milano
= seconda guerra mondiale, dopoguerra, la guerra fredda
La donna-angelo è costretta a fuggire in un “oltrecielo” irraggiungibile→ la donna angelo si trasforma e si
carica di valori cristiani → perde il suo corpo, si sacrifica per risorgere, come espiazione del male e come
redenzione collettiva (Clizia =ebrea= emblema dell’umanità sofferente)
Ma il miracolo non si compie, viene meno questa fiducia e allora il poeta si rivolge a una figura che non
viene dal CIELO ma dalla TERRA→ rivalutazione della VITALITA’ ISTINTUALE, rappresentata da
animali allegorici
Donna: VOLPE= Maria Luisa Spaziani, poetessa.
E’l’anti-Beatrice, incarna l’eros
Immagine dell’ANGUILLA→ Rivalutazione di tutto ciò che è terreno, fango
= simbolo della poesia in un mondo stravolto. Unisce terra e mare perché nasce nei mari del
nord ma poi si riproduce nel fango della terraferma
Farfalla di Dinard (1956/60) Prosa, racconti
= Maria Luisa Spaziani, chiamata da Montale Mariposa (=’farfalla’ in spagnolo)
Consapevolezza che la modernità impedisce ogni tensione al simbolismo
Nel racconto che dà il titolo alla raccolta il poeta riceve ogni mattina la visita di una farfalla color zafferano
(=Spaziani? Irma?). Nel finale la cameriera nega l’esistenza di questa farfalla e il poeta resta dubbioso della
sua reale presenza.
SATURA (1971)
Raccolta nella quale confluiscono anche le poesie che vanno sotto il nome di Xenia (1966)
Pessimismo storico → la storia non è magistra vitae, non è una catena di anelli consequenziali, non
ha una logica → distacco, ironia, disincanto
Donna: la moglie (Drusilla Tanzi) cantata col nome di MOSCA ≠ Clizia
= chiaroveggenza intellettuale
= saggezza quotidiana, arte di vivere
Poesie con stile basso, ironico, espressioni dei linguaggi contemporanei, luoghi comuni straniati
La poesia, filtrata dalla prosa è svuotata della sua ricercatezza formale (“Il verso nasce dalla prosa e
tende a ritornarvi”.)
→ Quindi: da Bufera a Satura cambia la poesia di Montale e forse questo deriva da quello che si verifica nel
dopoguerra:
1) Esigenza di realismo, la smania di raccontare spinge molti poeti ad avvicinarsi alla prosa. Inoltre il
canone lirico degli anni ’30 (ermetismo, esasperazione formale, lontananza dal presente) risultava
inadeguato a dipingere la realtà
2) Consapevolezza che la modernità avanza, che le cose, private del loro valore simbolico, non sono
altro che se stesse; perdono valore quei miti salvifici che rappresentano la ricerca di un senso-altro.
→ ultima stagione poetica di Montale: poesia è svuotata della ricercatezza formale, dello stile sublime e
del lessico ricercato e si avvicina al reale, specchio del proprio tempo; per sopravvivere deve azzerarsi,
fin quasi a diventare prosa.
(“Come sono caduto/ in un mondo di prosa” Pasolini)
Il MARE in Montale
(9 poesie : Sezione Mediterraneo, in Ossi di seppia)
VASTO, DIVERSO, FISSO → il poeta vorrebbe essere come il mare, in movimento eppure
stabile
SI LIBERA DALLE LORDURE, da tutto ciò che è inutile
ha sempre PARLATO al CUORE del poeta; il piccolo fermento del suo cuore non è che un
momento del fermento del mare (Antico, sono ubriacato…)
E’ quasi un PADRE, un MAESTRO che gli ha insegnato molto
Però il poeta:
- Non ha imparato abbastanza a lasciarsi andare , avrebbe voluto essere “scabro ed essenziale”
come un sasso rivoltato dal mare → invece ha sempre cercato “il male che tarla il mondo”, ha
seguito un sentiero avendo in cuore l’opposto. Si è allontanato dalla lezione del mare (Avrei
voluto sentirmi….)
- Non ha la forza espressiva del mare, ma ha solo le “fruste parole dei dizionari”, non ha che frasi
stancate che potranno “rubargli gli studenti canaglie in versi veri” (Potessi almeno
costringere…):
Tutto questo gli fa percepire la DISARMONIA, la sua distanza dal mare
a volte la musica del mare “sconcorda” con quella del poeta
la vita, per il poeta non è acqua ma “secco pendio”, “lento franamento”, “mezzo, non fine”
eppure il suo suolo arido e riarso si spacca “e ne è nata una margherita”
però manca ancora il SILENZIO nella sua vita→ e questo gli genera una sorta di RABBIA, di
RANCORE, (“rancura”) per il fatto di non assomigliare al mare (Giunge a volte repente….):
Tuttavia:
- Quando RISENTE il rumore del mare è come uno SMEMORATO che all’improvviso
RICORDA il suo paese (mare interiorizzato) (Dissipa tu, se lo vuoi…)
- Attende di ritornare nel suo CIRCOLO, dopo il suo “sbandato passare”
- Il mare sa ancora SCIOGLIERE i nodi interiori con il suo canto
- Il poeta spera che qualcosa dell’insegnamento del mare possa rimanere nelle sue sillabe → solo
così le sue parole avranno un SAPORE di sale per un “fraterno cuore”, anche dopo la sua
MORTE, quando “smarriremo la memoria del sole, dalla mente ci cadrà il tintinnare delle rime”
(Noi non sappiamo quale sortiremo…), quando finirà questa “debole vita che si lagna” e verrà
cancellata come fa la spugna che cancella “il frego effimero di una lavagna” (Dissipa tu se lo
vuoi…).
- Il poeta sa di essere nient’altro che la “favilla di un tirso” e che l’unico significato è quello di
bruciare, di consumarsi
Rapporto MONTALE con altri poeti:
DANTE
→ plurilinguismo (tipico di una poesia attenta alle cose: poetica degli oggetti). In Montale folta presenza di
oggetti concreti, parole che hanno una loro fisicità (correlativo oggettivo) ≠ Ungaretti: termini astratti, intimi.
Analogia e unlinguismo (poetica della parola)
→ poesia metafisica: cerca di cogliere il divino, ma per Montale il mistero resta inconoscibile
→ parole dantesche: 247, oltre ad echi e richiami di immagini e versi
→ allegoria: ricerca razionale di significati ulteriori (ma per Montale non si riesce a cogliere l’assoluto)
→ molti riferimenti soprattutto all’Inferno dantesco (nella Bufera)
LEOPARDI
- La felicità sta nell’attesa e nell’infanzia (però per Montale la fine dell’infanzia è un passo
necessario ed inevitabile)
- Il muro (cocci aguzzi di bottiglia; non si oltrepassa) mentre la siepe di Leopardi ti porta oltre
- Aridità (Ginestra; aridità interiore, assenza di senso, paralisi interiore) e Indifferenza :
impassibilità di fronte alla natura ostile; il male di vivere è un male cosmico, che riguarda tutti
gli esseri (→ Natura matrigna) ma anche vita che resiste (Ginestra- Agave sullo scoglio)
- Memoria: per Leopardi è positiva, ci allontana dall’arido vero; per Montale è negativa
(impossibilità di recuperare i ricordi, perduti per sempre)
D’ANNUNZIO
a livello lessicale:
-sostantivi provenienti da verbi, con suffisso in –IO (es. sciacquìo, balenìo)
-verbi in –EGGIARE (es. meriggiare, lingueggiare)
-sostantivi in – MENTO (scintillamento, ripullulamento) in –AME (vetrame), in –URA (bassura), in
–UDINE (amaritudine)
-aggettivi composti (verdegiallo/ grigioroseo)
a livello sintattico: Stile nominale (frasi prive di verbi) oppure enumerazioni, accumuli di parole
a livello metrico: assonanze e rime imperfette (pianga/bianca; secchio/cerchio)