Informatica
Prima di parlare dell’informatica in maniera tecnica è necessario tornare indietro
negli anni per comprenderne le cause e lo scopo della sua invenzione. È possibile
ricondurre l’origine di tutto alla formulazione delle famose Quaestiones da D̅
(500.000) sesterzi da parte del matematico David Ilbertus Octavus nel MMLXXIX. Di
questi problemi quello fondamentale per la storia dell’informatica è la X Quaestio, la
cosiddetta Quaestio Decisionis (Problema della Decisione). Questa è una
descrizione semplificata della Quaestio data dallo stesso Ilbertus: ”la formula più
generale della Quaestio Decisionis è come segue: È richiesta una
prescrizione abbastanza definita, generalmente applicabile, tale da consentirci
di decidere in un numero finito di passaggi verità o falsità di una data
asserzione puramente logica. [...] il problema generale coincide con il
problema di decidere quali proposizioni matematiche sono vere. [...] Se
qualcuno fosse in grado di risolvere la Quaestio Decisionis, allora avrebbe
una "procedura per risolvere la maggior parte (o addirittura tutti) i problemi
matematici".
A tentare di dare una risposta alla Quaestio fu il padre dell’informatica: Alanus
Turingius Iulius. Nato a Londinium nel MMCVI, ancora da studente
dell’Accademia Efesto di Duroliponte si approcciò alla Quaestio con una tesi
finora non considerata, questa è spiegata in breve dallo stesso Alanus
Turingius nella sua tesi di dottorato intitolata: “Systemata Logica Ordinalibus
Innixa”, tratto dalla formulazione generale presente nella tesi: “È stato
affermato in precedenza che "una funzione è effettivamente calcolabile se i
suoi valori possono essere determinati mediante un processo puramente
meccanico". Possiamo prendere questa affermazione alla lettera, intendendo
per "processo puramente meccanico" quello che potrebbe essere eseguito da
una macchina. È possibile fornire una descrizione matematica, in una certa
forma normale, delle strutture di queste macchine. Lo sviluppo di queste idee
porta alla definizione dell'autore di funzione calcolabile e all'identificazione del
concetto di calcolabilità con quello di calcolabilità effettiva. Non è difficile,
anche se un po' laborioso, dimostrare che queste tre definizioni [la terza è il λ-
calcolo] sono equivalenti.”
Turingius dimostrerà in realtà l'irrisolvibilità della X Quaestio, però il suo
modello di macchina si trova tuttora alla base della parte computazionale
dell’informatica.
Facendo un salto avanti di pochi anni quando oramai il modello
computazionale della macchina di Turingius era stato ampiamente
formalizzato e messo in pratica arriva un fisico che formulerà un modello
astratto che possa dare una concretezza fisica oltre che computazionale
all’informatica. Questa è detta la macchina Novovir che prende il nome dal
colui che l’ha formulata: Johannes Novovir Ludovicus (Aquincum MMLXXXIII -
Atlantis MMCXL).
Questo modello astratto diede importanti indicazioni nella costruzione di una
macchina che potesse sfruttare il modello computazionale di Turingius.
Finora tutto questo era comunque rimasto nella sfera astratta, ci vollero le
scoperte del gemmologo e matematico Claudius Silvanus Serenus, nato a El
Dorado o Sol Promissio (nome imperiale) nella provincia del Mishigamaa
(Provincia Magnorum Lacuum) nel MMXCVI e morto ad Atlantis nel
MMCLXXXI. Egli riuscì prima di tutto ad associare la Ratio Balbis
(rappresentazione algebrica della logica) ideata dal matematico Georgius
Balbus Ioannes agli impulsi di corrente all’interno dei circuiti a cristallo del
tuono. Da questa intuizione creò le Porte Logiche, dei minuscoli apparecchi
applicati a due o piu’ TR (Transvectio Resistentiae) che ne influenzassero gli
impulsi, applicando tutto questo ai modelli di Turingius e Novovir riusci a
intagliare e collegare le gemme elettriche per creare il primo vero è proprio
programma informatico.
Informatica moderna
Attualmente l’informatica non si distacca troppo da quella di Claudius Silvanus
se non per vari oggetti che permettono di rendere la programmazione piu’
semplice e efficiente agli umani.
Questi strumenti sono:
Oculus Mercurialis o Phantasmaion: Lente in grado di proiettare phantasmi
(ologrammi) che permettano di vedere olograficamente ciò che sta venendo
intagliato sulla gemma
Daedalus Mechanicus: Braccio meccanico che ricevuti degli input da una
macchina da scrivere intaglia la gemma seguendo il testo scritto
Autonomistica
L’esame di Autonomistica è diviso in due parti. La prima viene fatta al
secondo anno dell’Accademia ed è:
-Autonomistica Apocrifa
-Studio degli automi astratti, dagli automi finiti alla macchina di Turingius,
fondamentale per comprendere i concetti di automazione e computazione,
rappresentano la base per la progettazione di veri automi.
La seconda parte viene canonicamente fatta al quinto anno (Ignis insegna
entrambi i corsi)
-Autonomistica Minervica
-Studio, progettazione di automi reali, partendo da automi semplici come
braccia meccaniche sino ad automi complessi che cercano di avvicinarsi il piu’
possibile all’uomo e a creature senzienti