Guida Colore Roland
Guida Colore Roland
GESTIONE
DEL COLORE
La gestione del colore
nella stampa digitale di grande
formato. Teoria, profili colore,
software grafici e RIP di stampa.
2 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE
Introduzione
INDICE
La gestione del colore è l’insieme delle tecnologie e dei procedimenti utilizzati per mantenere costanti i
colori nella fase di riproduzione di un’immagine o di una grafica ed avere in stampa il risultato previsto.
Il raggiungimento di una perfetta corrispondenza tra il file originale e la riproduzione è un’attività che richiede
attenzione perché gli elementi in gioco sono molteplici. L’impostazione dei software, il monitor del computer,
lo scanner, la stampante, gli inchiostri e i materiali da stampa utilizzati sono tutti elementi chiave nel percorso
di elaborazione della grafica che tocca a noi gestire. Per fare questo, ogni periferica presenta una propria carta
d’identità, chiamata profilo colore, in modo che si possa controllare e ottimizzare la corrispondenza e l’accuratezza
dei colori durante tutto il percorso della creazione della grafica sino alla stampa.
I profili colore sono uno degli elementi fondamentali per poter mantenere costante il colore
durante il processo di creazione e di riproduzione della grafica.
Ogni periferica ne ha uno che definisce il suo spazio cromatico, i colori cioè che è in grado di
riprodurre. Ad esempio uno scanner avrà un suo spazio colore riproducibile rappresentato da un
profilo. Stessa cosa per il monitor o per una stampante. Le caratteristiche della periferica in questo
caso definiscono le informazioni contenute nel profilo colore della stessa.
Inoltre lo scopo di un profilo colore è di rappresentare lo spazio, detto appunto spazio colore,
entro il quale sono determinati i colori di un’immagine o di una grafica.
I dati contenuti nei profili sono indispensabili per effettuare le opportune conversioni dei valori RGB o
CMYK per mantenere costante il colore durante la visualizzazione a schermo o la stampa.
Vedremo infatti che mentre le visualizzazioni a video di un’immagine o la scansione avvengono utilizzando lo spazio
colore RGB (Red, Green e Blue), la stampante utilizza uno spazio CMYK (Ciano, Magenta, Giallo e Nero). Pertanto,
dovremo far si che nonostante le differenze di riproduzione del colore, il risultato finale sarà quello preventivato.
I profili colore vengono rappresentati con delle forme tridimensionali che indicano l’insieme dei colori che quel
profilo include, chiamato altresì gamut. I profili non sono altro che dei file chiamati profili ICC, dove ICC sta per
International Color Consortium©.
All’interno del profilo ICC sono presenti delle “tabelle di caratterizzazione” che scopriremo più avanti. Per il
momento sappiate solo che verranno utilizzate come riferimento durante le varie conversioni. Una specie di
“traduzione” dello spazio colore da un profilo di ingresso a un profilo di uscita per trovare quei valori corretti che
consento di preservare la giusta colorimetria (identificata da coordinate colorimetriche).
Per chiudere, sarà proprio il gamut della periferica a definire l’insieme dei colori che potranno essere riprodotti.
I colori non riproducibili saranno chiamati fuori gamut e verranno, se possibile, approssimati al più vicino tramite gli
intenti di rendering.
a i vari passaggi che avvengono durante la gestione del colore, ne esiste uno particolarmente importante chiamato
“conversione di colore”, cioè la “traduzione” degli spazi colore definiti dai profili.
La conversione di colore è quindi il momento in cui la gestione del colore deve essere fatta nella maniera corretta.
Abbiamo accennato che ogni periferica (monitor, stampante, scanner) riproduce il colore in maniera diversa a causa
delle sue caratteristiche tecniche e costruttive. Questo significa che i valori RGB o CMYK che compongono
la nostra grafica, verranno riprodotti in maniera diversa dalle periferiche, anche se della stessa marca
e modello. Per preservare il risultato cromatico su periferiche diverse, i valori di RGB o di quadricromia
CMYK devono cambiare nel modo corretto.
Questa delicata operazione è effettuata dalla gestione del colore del sistema operativo (per la visualizzazione a
monitor) o tramite il software di stampa (RIP) ed è chiamata appunto “conversione di colore”. Il modulo che
permette le conversioni è chiamato CMS (Color Management System) o motore di colore. Noi non dovremo
quindi cambiare i valori del file che prepariamo ma preoccuparci di impostare correttamente la gestione
del colore assegnando un profilo colore di riferimento (vedremo nei capitoli successivi cos’è un profilo di riferimento
e quale usare) e crearne uno per il nostro monitor e uno per la nostra stampante, tramite appositi strumenti
di calibrazione o scaricandoli dai siti dei produttori. Il software utilizzerà i profili colore, li metterà in relazione e
determinerà i corretti valori RGB o CMYK da utilizzare in visualizzazione o in stampa.
File
originale PERIFERICA
RGB o CMYK RGB o CMYK
RIPRODUZIONE
SENZA CONVERSIONE
100M 100Y 100M 100Y
I colori RGB o CMYK sono detti “device dependent”, hanno cioè un’apparenza che dipende dalla periferica che li
riproduce. A seconda delle caratteristiche e delle condizioni in cui opera un monitor piuttosto che una stampante,
essi riproducono lo stesso colore in modo diverso.
L’International Color Consurtium ha per questo motivo definito lo standard dei profili ICC che indicano, attraverso
una tabella di caratterizzazione contenuta al loro interno, l’effettivo colore riprodotto a seconda dei valori RGB
o CMYK inviati ad una periferica.
Per gestire il colore è perciò fondamentale che ogni periferica che utilizziamo abbia una profilo ICC unico e
personale che ne dichiari le caratteristiche.
Differenti periferiche hanno bisogno di differenti valori RGB o CMYK per restituire lo stesso colore.
Il cambiamento di questi valori per ottenere il medesimo risultato è chiamato appunto “conversione di colore”.
IL CORRETTO WORKFLOW
Entriamo ora nel vivo della stampa. Come abbiamo visto, un profilo colore è una speciale carta d’identità associata
a un file o a una periferica che ne definisce le caratteristiche legate al colore. Se il file grafico e le periferiche
che lo gestiscono hanno tutti un profilo assegnato che ne identifica in modo corretto le caratteristiche
cromatiche e se i programmi di gestione sono correttamente impostati, il colore si manterrà costante
dall’inizio alla fine del processo produttivo. Questo significa che, se chi realizza il file da stampare utilizza una
corretta gestione del colore ed include i profili colore, consegnando il file a uno stampatore, egli sarà in grado di
stampare il lavoro esattamente come l’ha visto e pensato il grafico che ha realizzato il lavoro! I programmi di grafica,
il sistema operativo e il RIP, infatti, mettono in relazione i profili colore effettuando le opportune conversioni di
colore che permettono di mantenere il risultato il più costante possibile.
FILE GRAFICO
File grafico con profilo di riferimento scelto all’interno del programma di impaginazione
(profilo Adobe RGB se l’immagine è RGB, profilo Coated FOGRA39 se l’immagine è CMYK)
VISUALIZZAZIONE STAMPA
Il sistema operativo fa una conversione di colore dal profilo Il RIP Roland VersaWorks fa una conversione di colore dal
della grafica a quello del monitor variando i valori RGB in profilo della grafica a quello della stampante variando i valori
modo da far visualizzare il file CMYK in modo da far stampare il file in modo corretto.
in modo corretto.
Impostazione VersaWorks
ccorre impostare VersaWorks affinché utilizzi come riferimento gli stessi profili utilizzati nella grafica (Adobe RGB e
O
Coated FOGRA39) e converta i colori sul profilo ad hoc creato per il materiale utilizzato in fase di stampa.
Grafica Visualizzazione permanente
Monitor
Profilo RGB immagini
Adobe RGB
Conversione
Profilo RGB immagini Profilo CMYK grafica
Adobe RGB Coated FOGRA39 Profilo RGB monitor
Creato ad hoc
Profilo CMYK grafica
Coated FOGRA39
Invio in stampa
Stampante
In questo schema è riassunto il procedimento che effettua la
gestione del colore per mantenere costante la riproduzione
di un’immagine. La grafica realizzata in InDesign, Illustrator o
CorelDRAW porta con sè un profilo di riferimento che possiamo
scegliere nelle impostazione del programma che utilizziamo
per elaborarla. Il sistema operativo effettua perennemente una Conversione
conversione di colore, cambiando i valori numerici di ogni pixel Profilo RGB immagini Profilo CMYK grafica Profilo CMYK materiale
Adobe RGB Coated FOGRA39
dell’immagine dal profilo dell’immagine a quello del monitor. es. Generic Vinyl 2
Inviando l’immagine in stampa viene effettuata la stessa o creato ad hoc
conversione da parte del software di stampa Roland VersaWorks.
Esso prende i valori definiti dal profilo dell’immagine e li cambia
in base a quelli del profilo della stampante.
Scelta del riferimento:
profili CMYK e RGB
14 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE
Abbiamo nominato prima gli acronimi RGB (Red Green Blue) e CMYK (Cyan, Magenta, Yellow e Black), spazi colore
che dipendono dal tipo di periferica dove stiamo riproducendo l’immagine.
Il monitor del nostro PC è un dispositivo RGB e i colori che visualizza sono realizzati da terne di numeri chiamate
coordinate RGB e visibili come un puntino luminoso sullo schermo.
Ciascun puntino luminoso (chiamato pixel dalle parole picture element) è formato da tre valori RGB, rosso, verde e
blu. Guardati a distanza, essi si comportano come un pixel unico. La riproduzione con sistema RGB è detta anche
modalità additiva perché i colori si generano aggiungendo luce colorata a luce colorata.
Altri dispositivi RGB sono gli scanner e le macchine fotografiche digitali.
Le stampanti invece generano la stampa utilizzando quattro colori base che sono il ciano, il magenta, il giallo ed il
nero. Da qui l’acronimo CMYK. Le quantità dei pigmenti dei quattro colori CMYK determinano appunto il colore da
stampare sul foglio. Più avanti approfondiremo il discorso CMYK visto che parliamo di stampa.
I colori che vediamo a monitor sono sempre più brillanti di quelli stampati e raramente questi ultimi riescono ad
esprimerne le luminosità. Gli algoritmi di conversione dei CMS e la corretta gestione del colore consentono però di
avere dei risultati qualitativamente eccellenti nonostante le differenze di base tra questi due spazi colore.
GUIDA INTRODUTTIVA 15
C M
Dalla composizione in diverse percentuali di ciano e
magenta otterremo ad esempio un viola, con ciano e giallo
avremo un verde mentre magenta e giallo restituiranno un
colore rosso.
Sommando tra loro tutti e tre i colori ciano, magenta e giallo
si ottiene un colore simile al nero, una tonalità di marrone
scuro chiamato bistro.
Y
Per avere un nero preciso senza errori di registro ed evitare
di dover sommare troppa quantità di inchiostro per
ottenere un colore scuro, viene utilizzato anche l’inchiostro
nero insieme ai tre primari.
La sigla che rappresenta l’insieme di questi quattro
inchiostri è CMYK dove:
• C sta per ciano
• M per magenta
• Y per giallo dalla parola inglese yellow
• K per nero dalla parola “Key” (le lastre in stampa offset vengono infatti allineate su quella del nero)
Provate a prendere una lente d’ingrandimento e a osservare attentamente una qualsiasi fotografia stampata ad
esempio su una rivista. Vi accorgerete che è composta da tanti piccoli pallini di quattro colori: ciano, magenta,
giallo e nero. I colori non si mescolano tra di loro ma vengono stampati come se fossero tanti piccoli punti con una
dimensione che varia a seconda dell’intensità del colore. Vedendo lo stampato senza una lente d’ingrandimento
questi punti sono invisibili all’occhio umano e l’effetto che si ottiene è la vista di tutta la gamma dei colori.
16 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE
I profili colore
della stampa offset
I profili colore che identificano la stampa offset a norma si sono susseguiti nel corso degli anni e
sono stati aggiornati man mano che le tecnologie progredivano e cambiavano gli inchiostri e i
sistemi di stampa.
Di seguito vediamo i principali e in quali anni sono stati utilizzati:
1975-1996
EuroscaleCoated
2004-2006
CoatedFOGRA27 / ISO Coated
Dal 2007
Per comodità nell’impostazione colore nei programmi Adobe, scegliamo come riferimento CMYK della
stampa offset Coated FOGRA39.
GUIDA INTRODUTTIVA 19
Esistono normative che riguardano il process control di una macchina da stampa industriale, cioè che
specificano le condizioni alle quali la macchina deve conformarsi, in altre parole, che indicano “come
una macchina deve stampare”. La normativa internazionale è stata elaborata da ISO (International
Organization for Standardization) a partire dal 1996 e regolarmente rivista. La norma è la ISO 12647 [1]
relativa alle diverse tecnologie di stampa industriale (offset a caldo, offset a freddo, tipografia, rotocalco, serigrafia,
flessografia, stampa digitale). La parte specifica per la stampa offset (a caldo, in piano e in bobina) è stata aggiornata
nel 2004. Questa norma specifica il tipo e il colore della carta, la densità degli inchiostri di stampa, l’ingrossamento
del punto di retino e altri parametri di stampa misurabili. Per quanto riguarda invece il colore e la trasparenza degli
inchiostri si fa riferimento ad un’altra norma ISO [2].
La caratterizzazione che corrisponde alle condizioni di stampa indicate dalla norma 12647-2 per carta di
tipo 2 è la Fogra 39.
Fonte: Mauro Boscarol - Atti della Prima Conferenza Nazionale del Gruppo del Colore
Cos’è Fogra
FOGRA è un istituto di ricerca tedesco per le arti grafiche. FOGRA
è molto attivo nella creazione e nel mantenimento di standard ISO
relativi alla gestione del colore e alla stampa. In base agli standard ISO
essi sviluppano anche sistemi di certificazione per fornitori di sistemi di
stampa e utilizzatori di sistemi di proofing.
Cos’è ECI
ECI (European Color Initiative, [Link] è un gruppo di esperti
che ha iniziato la propria attività nel 1996 ad Amburgo, in Germania,
che si è dato il compito di creare profili ICC “standard” per la stampa
industriale, basati sulle caratterizzazioni FOGRA. Non esiste infatti alcuna
normativa per la creazione dei profili ICC per la stampa offset.
20 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE
G B
RGB: rosso, verde e blu.
Grazie all’applicazione di un campo elettrico su ogni
subpixel i cristalli liquidi agiscono da filtro e lasciano
passare dalla fonte luminosa retrostante solo il colore
desiderato.
Componendo i colori RGB di ogni pixel con differenti
luminosità si ottengono tutti i colori dello spettro Grazie alla combinazione in diverse luminosità dei colori rosso,
cromatico. verde e blu è possibile ottenere una gamma di colori molto estesa.
GUIDA INTRODUTTIVA 21
Confronto tra Adobe RGB (in chiaro) e sRGB (a colori) Adobe RGB (in chiaro) e Coated FOGRA39 (a colori)
Impostazione dei programmi
di grafica
24 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE
I programmi di grafica:
caratteristiche e peculiarità
Adobe InDesign ©
Adobe InDesig © è il più diffuso programma di impaginazione. InDesign © è il
“collettore” dei contenuti creati solitamente con Adobe Illustrator © e Adobe
Photoshop © che si occupano, rispettivamente, della creazione di elementi vettoriali
e della gestione delle immagini. In InDesign © possiamo avere delle pagine mastro
di riferimento, gestire gli stili di carattere e di paragrafo e generare il file esecutivo
destinato alla stampa.
Adobe Illustrator ©
Adobe Illustrator © è un programma creato principalmente per la gestione di grafiche
vettoriali. Loghi e piccoli lavori di impaginazione grafica a pagina singola, possono
essere gestiti comodamente da Illustrator ©.
Adobe Photoshop ©
Adobe Photoshop © è il programma leader per la gestione delle immagini. Le sue
potenti funzioni consentono di ottimizzare le immagini ma anche di creare contenuti
creativi elaborando fotomontaggi e composizioni grafiche.
Photoshop © lavora principalmente si contenuti di tipo bitmap, immagini composte
cioè da un’insieme di pixel.
CorelDRAW ©
CorelDRAW © è un programma molto diffuso in stampa digitale per la gestione dei
elementi vettoriali e la realizzazione di semplici impaginati.
CorelDRAW © si contraddistingue per l’immediatezza nella gestione degli elementi
vettoriali che consente di ottenere i risultati desiderati in semplici passi.
I formati grafici
JPG è un formato di tipo lossy, cioè con perdita di informazione. Qualsiasi immagine salvata in questo
formato subirà un decadimento di qualità ad ogni salvataggio/apertura del file in base al livello di
compressione impostato. è valido usarlo nel momento in cui un’immagine viene scaricata da un sito
web (ad esempio una banca immagini) e utilizzata così com’è senza alcun intervento di fotoritocco. Nel
caso si intervenga su un’immagine, ad esempio con Photoshop, è poi consigliabile salvarla in formato
TIF o in formato PSD se contiene livelli.
TIF è il formato migliore per il salvataggio delle immagini bitmap. La sua elaborazione da parte dei
programmi di grafica e del RIP è molto veloce. Inoltre può includere i tracciati di scontorno e il suo
algoritmo di compressione LZW è senza perdita di informazioni.
PSD è il formato proprietario di Photoshop. Mantiene tutti i livelli di immagine, maschera e regolazione
nonché gli effetti applicati ai livelli. Utilizza una compressione interna senza perdita di informazioni.
PDF Il formato PDF è attualmente lo standard per la creazione e la distribuzione dei documenti.
All’interno di un file PDF è possibile includere immagini ed elementi vettoriali ognuno con il suo profilo
colore, sia esso RGB o CMYK.
EPS è un formato che può includere sia elementi vettoriali che immagini. Può essere utile per il salvataggio
dei lavori finali per la stampa ma non è consigliato salvare immagini raster in questo formato a causa
della sua pesantezza e di alcune problematiche legate alla gestione del colore.
PNG è un formato adatto al web e alla visualizzazione a schermo per usi dove è necessario uno scontorno
trasparente (ad esempio nelle presentazioni PowerPoint o in Flash). Non è consigliato per la stampa.
GIF Il formato GIF si basa su una tavolozza con un massimo di 256 colori. Le possibilità cromatiche offerte da
questo formato sono perciò molto limitate. è utile per immagini web in cui sia contenuta un’animazione
a fotogrammi. Non è consigliato per la stampa.
26 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE
Impostazioni programmi
Adobe
Impostazioni colore Photoshop©/InDesign©/Illustrator©
Le impostazioni colore dei programmi Adobe si trovano andando su Modifica > Impostazioni colore. Come
profilo RGB scegliamo Adobe RGB, come profilo CMYK scegliamo Coated FOGRA39.
Per mantenere uniformità cromatica è importante impostare correttamente la gestione del colore allo stesso modo
in tutti i programmi di grafica utilizzati.
GUIDA INTRODUTTIVA 27
Nel caso il file esecutivo andasse realizzato per la stampa offset (o andasse simulata questa ultima in stampa digitale),
è necessario invece convertire in destinazione (Mantieni valori numerici) in base al profilo Coated FOGRA39.
Esportazione
EPS da Illustrator©
Quando si esporta in formato EPS da Illustrator, è
opportuno configurare le opzioni di salvataggio come
mostrato nell’immagine a lato.
In particolare, nel caso in cui nel documento ci siano
trasparenze (ombre, opacità, immagini scontornate con
trasparenza e poi importate), è opportuno scegliere
“Alta risoluzione” come predefinito di conversione delle
trasparenze.
28 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE
Immagini Photoshop
In Photoshop affinché le immagini mantengano tutte le informazioni dei colori e vengano elaborate
correttamente occorre mantenerle in RGB. è sufficiente fare una prova utilizzando la funzione Togli saturazione
su un’immagine RGB e poi sulla stessa in CMYK per accorgersi della differenza di elaborazione.
è utile modificare le immagini utilizzando il profilo Adobe RGB. Per convertire il profilo di un’immagine è sufficiente
andare su Modifica > Converti in profilo e scegliere Adobe RGB.
Selettore colore
e avvertimento gamma
Lavorando in modalità RGB ci vengono mostrati molti
più colori rispetto a quelli che effettivamente verranno
stampati. Quando ci troviamo nella schermata del
Selettore colore di Photoshop possiamo visualizzare
solo i colori stampabili andando su Visualizza >
Avvertimento gamma.
Impostazioni CorelDRAW X4
o precedente
Impostazioni CorelDRAW X5
Per impostare correttamente la gestione colore di CorelDRAW X5 occorre andare su Strumenti > Gestione colore >
Impostazioni predefinite e scegliere come preimpostazione Prestampa (Europa). In questo modo CorelDRAW si
imposta già correttamente settando Adobe RGB e ISO Coated v2 come profili standard RGB e CMYK.
Queste impostazioni sono già corrette, ISO Coated v2 è un profilo corretto così come lo è Coated FOGRA39; occorre
solo avere l’accortezza di uniformare la scelta tra le impostazioni del programma di impaginazione e VersaWorks, come
vedremo successivamente.
GUIDA INTRODUTTIVA 31
EPS
Esportando il file in formato EPS occorre includere l’intestazione, vale a dire l’anteprima del file.
Esportiamo il testo come curve per non aver problemi di font mancanti e applichiamo il profilo ICC della stampante
composita; verrà utilizzato il profilo impostato nelle gestione colore di CorelDRAW.
Infine scegliamo di esportare le bitmap come NATIVO.
Nel caso il file esecutivo andasse realizzato per la stampa offset (o andasse simulata questa ultima in stampa
digitale), o nel caso in cui l’opzione “Nativo” non sia presente è necessario scegliere Output colori come CMYK.
Roland VersaWorks
34 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE
VersaWorks permette inoltre il calcolo del consumo d’inchiostro per ogni singolo file stampato in modo che si
possa determinare il costo vivo della stampa. VersaWorks calcola in anticipo il tempo di stampa di ogni file in modo
da poter meglio gestire la coda dei lavori. VersaWorks può gestire in contemporanea, dallo stesso PC, fino a quattro
periferiche Roland: stampa, stampa&taglio, taglio. Infine VersaWorks permette all’operatore di sfruttare tutto lo
spazio disponibile sul materiale ed evitare sprechi posizionando le etichette in maniera ravvicinata e permettendo
la stampa e il taglio al vivo.
GUIDA INTRODUTTIVA 35
Gestione colore
in Roland VersaWorks
Il profilo ICC
La sigla ICC sta per “International Color Consortium”. Questo ente ha creato delle regole per la gestione dei colori.
Conoscendo le specifiche di ciascuna periferica che utilizziamo (plotter e monitor in particolare) è possibile
preservare i colori dal momento della loro scelta sino alla fase di stampa.
Nel nostro caso specifico il profilo ICC di ogni singolo materiale tiene conto delle caratteristiche della nostra
stampante Roland indicando ad essa come gestire le combinazioni del colore ed in quale quantità, in modo da
sfruttare la massimo le caratteristiche della stampante sul quel dato materiale.
Materiali diversi avranno quindi profili diversi. Un conto è infatti stampare su carta, che ha la capacità di assorbire
maggiormente gli inchiostri, un altro conto è stampare su PVC adesivo ed un altro conto stampare su una superficie
più ostica, come può essere una pellicola, che tende a respingere l’inchiostro.
In questo caso, la giusta regolazione della quantità d’inchiostro eviterà allo stesso di “galleggiare” in superficie.
36 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE
Impostazioni CorelDRAW X5
Cliccando sul pulsante Proprietà, possiamo definire con maggior precisione la impostazioni che desideriamo.
Su Pre-Press Europe possiamo ad esempio cambiare il vecchio Euroscale Coated con il nuovo Coated FOGRA39.
Occorrerà prima scaricarlo dal sito Adobe ([Link]) e copiarlo nella cartella:
C:\Programmi\RolandVersaWorks\Profiles\CMYK.
Colorimetrico relativo
L’intento di rendering colorimetrico è da considerarsi l’intento di rendering standard. I colori all’interno del gamut
di destinazione rimangono invariati e riprodotti esattamente come sono nel profilo di origine mentre i colori fuori
gamut vengono portati in gamut utilizzando il colore più vicino possibile.
Colorimetrico assoluto
L’intento di rendering colorimetrico assoluto è utile per le prove colore in quanto riproduce esattamente i colori in
gamut senza variare il punto di bianco.
Percettivo
L’intento di rendering Percettivo comprime i colori nello spazio di destinazione mantenendo il rapporto visivo tra
di essi.
Utile per la riproduzione di fotografie con sfumature, come ad esempio con paesaggio con un cielo che dal blu
scuro scende verso l’azzurro.
Saturazione
L’intento di rendering Saturazione mantiene la saturazione dei colori fuori gamma a scapito di tonalità e luminosità.
è utile nella conversione di elaborati grafici con elementi molto brillanti.
Creazione dei profili colore
delle periferiche
40 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE
Profili di periferica
Senza gestione del colore, ogni periferica riproduce il colore in modo differente. Se visualizziamo la stessa
immagine su monitor differenti che non sono stati ottimizzati per gestire correttamente il colore, noteremo una
differenza di visualizzazione. Questo accade anche con monitor dello stesso tipo installati su computer identici. Allo
stesso modo stampanti diverse, con inchiostri diversi o installate in condizioni climatiche differenti, restituiscono un
diverso risultato l’una dall’altra. Possiamo quindi affermare che se un valore RGB o CMYK presente in un’immagine
(ad esempio R=255 G=155 B=36) viene riprodotto da periferiche diverse, il risultato sarà diverso.
Immagine originale
Stessi valori, risultati diversi
Affinché monitor o stampanti diverse riproducano lo stesso colore, occorre far cambiare al sistema
operativo o al software di stampa i valori RGB o CMYK che arrivano alla periferica (conversione di
colore). Sistema operativo (Windows o Mac OS X) e software di stampa calcolano correttamente i valori necessari
affinché una periferica riproduca in modo corretto un determinato colore se per ogni periferica viene creato il
suo personale profilo colore tramite degli appositi strumenti (colorimetri o spettrofotometri).
Immagine originale
Le tabelle di caratterizzazione
470
parametro ∆E. 460 380
Il diagramma di cromaticità xy
Creazione profilo
di un monitor
Creazione profilo
di un plotter
Lo stampatore digitale si trova ad affrontare problematiche e sfide sempre nuove nella sua quotidianità.
Supporti di stampa in continua evoluzione, inchiostri e stampanti con caratteristiche sempre più spinte: la
sfida arriva dall’esterno e non ci si può permettere di ignorarla.
L’ottimizzazione di questi aspetti si concentra nell’utilizzo di un RIP di stampa.
Le pagine che seguono si propongono di illustrare passo dopo passo l’utilizzo degli strumenti che abbiamo
a disposizione per la gestione della calibrazione e della profilatura dei nostri sistemi di stampa, insieme al
software RIP della stampante.
La realizzazione del profilo di un plotter è un’operazione più complessa rispetto alla realizzazione del profilo di un
monitor. Le fasi principali per arrivare alla sua realizzazione sono le seguenti:
1. Scelta di parametri di stampa
2. Determinazione dell’ink limit per ogni valore C-M-Y-K
3. Creazione delle curve di linearizzazione
4. Determinazione dell’ink limit totale
5. Stampa del target di riferimento
6. Creazione del profilo ICC tramite il software apposito.
Per prima cosa occorre scegliere i parametri di stampa ottimali che permettano una veloce asciugatura, in
particolare temperature e velocità di stampa. Se un materiale non assorbe correttamente l’inchiostro occorre:
• Alzare le temperature di stampa
• Passare da Bidirezionale a Unidirezionale
• Innalzare la qualità di stampa
• Impostare il parametro Full width S nel plotter su Full
• Diminuire la velocità della testina
GUIDA INTRODUTTIVA 47
CollegamentodelprofiloICCconilprofilodiVersaWorks
Dopo aver generato il profilo ICC in base alle esigenze di stampa, occorre collegarlo in VersaWorks nella
schermata Selezione del profilo.
Link utili
Roland Toolbar
Grazie alla Roland Toolbar, messa a disposizione per Firefox e Internet Explorer, è possibile
accedere velocemente ai contenuti e ai profili presentati nella guida. È inoltre utile per essere
costantemente aggiornati sul mondo del Artigiani Tecnologici di Roland.
Scaricabile su [Link] o [Link].
Roland Blog
Il diario online di Roland. Per condividere esperienze, riflessioni, eventi, momenti ed
applicazioni nel mondo Roland. Avvicinare opinioni differenti, per la crescita comune.
[Link].
Roland Forum
Condividere per crescere. Nato per dare voce al dialogo reciproco: il forum dell’Artigiano
Tecnologico. La creatura esclusiva di casa Roland. Lo spazio virtuale dove utilizzatori, azienda,
partner e fornitori condividono esperienze e scambiano consigli. Dove le problematiche
professionali di ognuno trovano il sostegno di tutti. Per entrare a contatto con la famiglia
Roland, un’unico indirizzo. Libero, gratuito, immediato: [Link].
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Tutorial, video e guide per approfondire tutti gli aspetti legati al lavoro di un Artigiano
Tecnologico. Stampa, incisione, gestione del colore, preparazione della grafica e tanti altri
contenuti su: [Link]
Roland su Facebook
Per chi è iscritto al famoso sito di social network, questa nuova fonte di notizie permette di
rimanere aggiornati in modo veloce sui nuovi prodotti Roland, sugli eventi attivi e di scorrere
le fotografie delle varie iniziative: [Link]/rolanddme
RINGRAZIAMENTI
Stefano Morando
Eliografia Morando
Voghera (PV)
Diego Fogliata
Fotolito I.L.B.
Brescia
Hammer
plotter con diverse caratteristiche ed adatti alle più differenti
esigenze degli operatori grafici.
Tra le stampanti troviamo la serie RS, per entrare subito nel
Periferica stampa & taglio BN-20 mondo della stampa digitale di grande formato con una
periferica dal rapporto qualità/prezzo unico nel suo genere;
la serie XJ, i plotter professionali per stampe di altissima
qualità sui vari tipi di materiali; la serie AJi, dedicata a
chi fa produzione per grafiche da esterno e la serie LEF e
LEJ con inchiostri UV. Per le periferiche da stampa&taglio
invece si può scegliere dal modello da tavolo BN-20, la serie
Plotter da stampa & taglio SP-300i/540i VersaCAMM SPi e VS oppure quelle ad inchiostri UV della
serie LEC. Maggiori informazioni sui prodotti Roland per la
stampa di grande formato su [Link]
[Link]