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Guida Colore Roland

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GUIDA ROLAND

GESTIONE
DEL COLORE
La gestione del colore
nella stampa digitale di grande
formato. Teoria, profili colore,
software grafici e RIP di stampa.
2 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Introduzione

La riproduzione del colore è un


aspetto fondamentale nel lavoro di
uno stampatore digitale.
Spesso si parte dalla scansione
di un’immagine del cliente o da
una fotografia per arrivare alla
riproduzione stampata oppure
capita che il cliente stesso chieda
una precisa riproduzione cromatica
di una propria grafica.
In entrambi i casi, la necessità dello
stampatore è quella di ottenere
in stampa il risultato voluto
e garantire l’uniformità nella
riproduzione dei colori, anche
stampando su materiali differenti o utilizzando periferiche con tecnologie di stampa diverse.
Una corretta gestione del colore mira proprio a far si che il cliente riceva tutti i suoi lavori stampati con i colori previsti
ed identici a quelli richiesti.
I plotter Roland sono delle macchine molto performanti a livello qualitativo. Configurando quindi i software
applicativi e di stampa al meglio, è possibile ottenere il risultato voluto dal cliente.
La guida si concentra proprio sui vari passaggi che partono dalla creazione dell’immagine, alla sua gestione sino alla
riproduzione dell’immagine stessa.
La guida è principalmente dedicata alla stampa digitale di grande formato ma non manca di approfondire, quando
necessario, alcuni aspetti comuni della stampa, per poter dare al lettore una visione il più possibile completa e
chiara. Questa guida ha, infatti, la particolarità ed il pregio di nascere prendendo spunto dalle esperienze e dal
confronto degli Artigiani Tecnologici sul forum di Roland e quindi da situazioni reali e concretamente sperimentate.
I contenuti della guida sono nati, rivisti e integrati grazie al contributo e alla passione di molti Artigiani Tecnologici e
alla supervisione di Daniele Cogo e Paolo Littamè.
La gestione del colore è un percorso interessante ed affascinante che, se fatto nella maniera giusta, non mancherà
di dare soddisfazione e di accrescere la competenza dello stampatore.


Buona lettura!
Vittorio Neri e Daniele Cogo
GUIDA INTRODUTTIVA 3

INDICE

Gestione del colore


Introduzione
Cos’è la gestione del colore e a cosa serve 6
Cosa sono i profili colore 7
Cos’è la conversione di colore 8
Il corretto workflow 9
Scelta del riferimento: profili CMYK e RGB
Gli spazi RGB e CMYK 14
Il metodo colore CMYK 15
Scelta del riferimento 16
Cos’è la stampa offset 17
I profili colore della stampa offset 18
Il metodo colore RGB 20
Impostazione dei programmi di grafica
I programmi di grafica: caratteristiche e peculiarità 24
I formati grafici 25
Impostazioni programmi Adobe 26
Immagini Photoshop 28
Impostazioni CorelDRAW X4 o precedente 29
Impostazioni CorelDRAW X5 30
Roland VersaWorks
Cos’è il RIP Roland VersaWorks 34
Gestione colore in Roland VersaWorks 35
Creazione dei profili colore delle periferiche
Profili di periferica 40
Le tabelle di caratterizzazione 41
Quale strumento utilizzare 42
Creazione profilo monitor 43
Creazione profilo di un plotter 44
Riferimenti stampati: Roland Color System Library
La Roland Color System Library 56
INTRODUZIONE
6 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Cos’è la gestione del colore


e a cosa serve

La gestione del colore è l’insieme delle tecnologie e dei procedimenti utilizzati per mantenere costanti i
colori nella fase di riproduzione di un’immagine o di una grafica ed avere in stampa il risultato previsto.

Il raggiungimento di una perfetta corrispondenza tra il file originale e la riproduzione è un’attività che richiede
attenzione perché gli elementi in gioco sono molteplici. L’impostazione dei software, il monitor del computer,
lo scanner, la stampante, gli inchiostri e i materiali da stampa utilizzati sono tutti elementi chiave nel percorso
di elaborazione della grafica che tocca a noi gestire. Per fare questo, ogni periferica presenta una propria carta
d’identità, chiamata profilo colore, in modo che si possa controllare e ottimizzare la corrispondenza e l’accuratezza
dei colori durante tutto il percorso della creazione della grafica sino alla stampa.

Cos’è ICC (International Color Consortium)


L’International Color Consortium (abbreviato ICC) è un’organizzazione indipendente
fondata nel 1993 allo scopo di sviluppare e mantenere uno standard aperto, a livello di
sistema operativo e multipiattaforma per la gestione digitale del colore e a questo scopo
pubblica proprie specifiche di modalità di costruzione e uso dei profili di colore. Gli otto
membri fondatori sono: Adobe, Agfa, Apple, Kodak, Taligent, Microsoft, Sun Microsystems
e Silicon Graphics. Un profilo di colore conforme a tali specifiche è chiamato profilo ICC.
GUIDA INTRODUTTIVA 7

COSA SONO I PROFILI COLORE

I profili colore sono uno degli elementi fondamentali per poter mantenere costante il colore
durante il processo di creazione e di riproduzione della grafica.
Ogni periferica ne ha uno che definisce il suo spazio cromatico, i colori cioè che è in grado di
riprodurre. Ad esempio uno scanner avrà un suo spazio colore riproducibile rappresentato da un
profilo. Stessa cosa per il monitor o per una stampante. Le caratteristiche della periferica in questo
caso definiscono le informazioni contenute nel profilo colore della stessa.
Inoltre lo scopo di un profilo colore è di rappresentare lo spazio, detto appunto spazio colore,
entro il quale sono determinati i colori di un’immagine o di una grafica.
I dati contenuti nei profili sono indispensabili per effettuare le opportune conversioni dei valori RGB o
CMYK per mantenere costante il colore durante la visualizzazione a schermo o la stampa.
Vedremo infatti che mentre le visualizzazioni a video di un’immagine o la scansione avvengono utilizzando lo spazio
colore RGB (Red, Green e Blue), la stampante utilizza uno spazio CMYK (Ciano, Magenta, Giallo e Nero). Pertanto,
dovremo far si che nonostante le differenze di riproduzione del colore, il risultato finale sarà quello preventivato.
I profili colore vengono rappresentati con delle forme tridimensionali che indicano l’insieme dei colori che quel
profilo include, chiamato altresì gamut. I profili non sono altro che dei file chiamati profili ICC, dove ICC sta per
International Color Consortium©.
All’interno del profilo ICC sono presenti delle “tabelle di caratterizzazione” che scopriremo più avanti. Per il
momento sappiate solo che verranno utilizzate come riferimento durante le varie conversioni. Una specie di
“traduzione” dello spazio colore da un profilo di ingresso a un profilo di uscita per trovare quei valori corretti che
consento di preservare la giusta colorimetria (identificata da coordinate colorimetriche).
Per chiudere, sarà proprio il gamut della periferica a definire l’insieme dei colori che potranno essere riprodotti.
I colori non riproducibili saranno chiamati fuori gamut e verranno, se possibile, approssimati al più vicino tramite gli
intenti di rendering.

Alcuni esempi di profili colore


8 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Cos’è la conversione di colore

a i vari passaggi che avvengono durante la gestione del colore, ne esiste uno particolarmente importante chiamato
“conversione di colore”, cioè la “traduzione” degli spazi colore definiti dai profili.
La conversione di colore è quindi il momento in cui la gestione del colore deve essere fatta nella maniera corretta.
Abbiamo accennato che ogni periferica (monitor, stampante, scanner) riproduce il colore in maniera diversa a causa
delle sue caratteristiche tecniche e costruttive. Questo significa che i valori RGB o CMYK che compongono
la nostra grafica, verranno riprodotti in maniera diversa dalle periferiche, anche se della stessa marca
e modello. Per preservare il risultato cromatico su periferiche diverse, i valori di RGB o di quadricromia
CMYK devono cambiare nel modo corretto.
Questa delicata operazione è effettuata dalla gestione del colore del sistema operativo (per la visualizzazione a
monitor) o tramite il software di stampa (RIP) ed è chiamata appunto “conversione di colore”. Il modulo che
permette le conversioni è chiamato CMS (Color Management System) o motore di colore. Noi non dovremo
quindi cambiare i valori del file che prepariamo ma preoccuparci di impostare correttamente la gestione
del colore assegnando un profilo colore di riferimento (vedremo nei capitoli successivi cos’è un profilo di riferimento
e quale usare) e crearne uno per il nostro monitor e uno per la nostra stampante, tramite appositi strumenti
di calibrazione o scaricandoli dai siti dei produttori. Il software utilizzerà i profili colore, li metterà in relazione e
determinerà i corretti valori RGB o CMYK da utilizzare in visualizzazione o in stampa.

File
originale PERIFERICA
RGB o CMYK RGB o CMYK

RIPRODUZIONE
SENZA CONVERSIONE
100M 100Y 100M 100Y

File di partenza Stessi valori,


risultato diverso

CONVERSIONE TRA PROFILI


(i numeri cambiano)
100M 100Y 2C 96M 85Y 4K

File di partenza con un Profilo Profilo stampante Valori diversi


profilo di riferimento Coated FOGRA39 (trovati tramite
il profilo)
risultato uguale
GUIDA INTRODUTTIVA 9

I colori RGB o CMYK sono detti “device dependent”, hanno cioè un’apparenza che dipende dalla periferica che li
riproduce. A seconda delle caratteristiche e delle condizioni in cui opera un monitor piuttosto che una stampante,
essi riproducono lo stesso colore in modo diverso.

C= M=100 Y=100 K=0

Periferica 1 Periferica 2 Periferica 3

L’International Color Consurtium ha per questo motivo definito lo standard dei profili ICC che indicano, attraverso
una tabella di caratterizzazione contenuta al loro interno, l’effettivo colore riprodotto a seconda dei valori RGB
o CMYK inviati ad una periferica.

Per gestire il colore è perciò fondamentale che ogni periferica che utilizziamo abbia una profilo ICC unico e
personale che ne dichiari le caratteristiche.

Differenti periferiche hanno bisogno di differenti valori RGB o CMYK per restituire lo stesso colore.
Il cambiamento di questi valori per ottenere il medesimo risultato è chiamato appunto “conversione di colore”.

Valori diversi, risultato uguale!

R=199 G=20 B=30 R=183 G=1 B=52


10 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

IL CORRETTO WORKFLOW

Entriamo ora nel vivo della stampa. Come abbiamo visto, un profilo colore è una speciale carta d’identità associata
a un file o a una periferica che ne definisce le caratteristiche legate al colore. Se il file grafico e le periferiche
che lo gestiscono hanno tutti un profilo assegnato che ne identifica in modo corretto le caratteristiche
cromatiche e se i programmi di gestione sono correttamente impostati, il colore si manterrà costante
dall’inizio alla fine del processo produttivo. Questo significa che, se chi realizza il file da stampare utilizza una
corretta gestione del colore ed include i profili colore, consegnando il file a uno stampatore, egli sarà in grado di
stampare il lavoro esattamente come l’ha visto e pensato il grafico che ha realizzato il lavoro! I programmi di grafica,
il sistema operativo e il RIP, infatti, mettono in relazione i profili colore effettuando le opportune conversioni di
colore che permettono di mantenere il risultato il più costante possibile.

FILE GRAFICO
File grafico con profilo di riferimento scelto all’interno del programma di impaginazione
(profilo Adobe RGB se l’immagine è RGB, profilo Coated FOGRA39 se l’immagine è CMYK)

VISUALIZZAZIONE STAMPA
Il sistema operativo fa una conversione di colore dal profilo Il RIP Roland VersaWorks fa una conversione di colore dal
della grafica a quello del monitor variando i valori RGB in profilo della grafica a quello della stampante variando i valori
modo da far visualizzare il file CMYK in modo da far stampare il file in modo corretto.
in modo corretto.

Ciò che dobbiamo fare è:


1. Impostare i profili di riferimento nei programmi di grafica.
2. Creare i profili per monitor e stampante.
3. Configurare il software di stampa.
GUIDA INTRODUTTIVA 11

Impostazioni colore nei programmi


Come impostazioni colore dei programmi è consigliato l’uso dei seguenti profili: per le immagini RGB il profilo
Adobe RGB, per gli elementi grafici CMYK il profilo standard della stampa offset su carta patinata Coated FOGRA39.

Periferiche (visualizzazione e stampa)


Il monitor che stiamo utilizzando deve essere di buona qualità e avere un suo profilo colore creato con un colorimetro
o uno spettrofotometro. Il monitor è solo un visualizzatore, non determina il risultato finale in stampa che invece
dipende dal file grafico. Anche la stampante (e in base al tipo di materiale) deve avere un suo profilo colore specifico.

Impostazione VersaWorks
 ccorre impostare VersaWorks affinché utilizzi come riferimento gli stessi profili utilizzati nella grafica (Adobe RGB e
O
Coated FOGRA39) e converta i colori sul profilo ad hoc creato per il materiale utilizzato in fase di stampa.
Grafica Visualizzazione permanente
Monitor
Profilo RGB immagini
Adobe RGB

Conversione
Profilo RGB immagini Profilo CMYK grafica
Adobe RGB Coated FOGRA39 Profilo RGB monitor
Creato ad hoc
Profilo CMYK grafica
Coated FOGRA39

Invio in stampa
Stampante
In questo schema è riassunto il procedimento che effettua la
gestione del colore per mantenere costante la riproduzione
di un’immagine. La grafica realizzata in InDesign, Illustrator o
CorelDRAW porta con sè un profilo di riferimento che possiamo
scegliere nelle impostazione del programma che utilizziamo
per elaborarla. Il sistema operativo effettua perennemente una Conversione
conversione di colore, cambiando i valori numerici di ogni pixel Profilo RGB immagini Profilo CMYK grafica Profilo CMYK materiale
Adobe RGB Coated FOGRA39
dell’immagine dal profilo dell’immagine a quello del monitor. es. Generic Vinyl 2
Inviando l’immagine in stampa viene effettuata la stessa o creato ad hoc
conversione da parte del software di stampa Roland VersaWorks.
Esso prende i valori definiti dal profilo dell’immagine e li cambia
in base a quelli del profilo della stampante.
Scelta del riferimento:
profili CMYK e RGB
14 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

GLI SPAZI RGB E CMYK

Abbiamo nominato prima gli acronimi RGB (Red Green Blue) e CMYK (Cyan, Magenta, Yellow e Black), spazi colore
che dipendono dal tipo di periferica dove stiamo riproducendo l’immagine.
Il monitor del nostro PC è un dispositivo RGB e i colori che visualizza sono realizzati da terne di numeri chiamate
coordinate RGB e visibili come un puntino luminoso sullo schermo.
Ciascun puntino luminoso (chiamato pixel dalle parole picture element) è formato da tre valori RGB, rosso, verde e
blu. Guardati a distanza, essi si comportano come un pixel unico. La riproduzione con sistema RGB è detta anche
modalità additiva perché i colori si generano aggiungendo luce colorata a luce colorata.
Altri dispositivi RGB sono gli scanner e le macchine fotografiche digitali.

Le stampanti invece generano la stampa utilizzando quattro colori base che sono il ciano, il magenta, il giallo ed il
nero. Da qui l’acronimo CMYK. Le quantità dei pigmenti dei quattro colori CMYK determinano appunto il colore da
stampare sul foglio. Più avanti approfondiremo il discorso CMYK visto che parliamo di stampa.

I colori che vediamo a monitor sono sempre più brillanti di quelli stampati e raramente questi ultimi riescono ad
esprimerne le luminosità. Gli algoritmi di conversione dei CMS e la corretta gestione del colore consentono però di
avere dei risultati qualitativamente eccellenti nonostante le differenze di base tra questi due spazi colore.
GUIDA INTRODUTTIVA 15

Il metodo colore CMYK

I colori primari di quadricromia sono ciano, magenta,


e giallo. Questi colori, composti solamente tra loro,
permettono di riprodurre tutti i colori della scala cromatica.

C M
Dalla composizione in diverse percentuali di ciano e
magenta otterremo ad esempio un viola, con ciano e giallo
avremo un verde mentre magenta e giallo restituiranno un
colore rosso.
Sommando tra loro tutti e tre i colori ciano, magenta e giallo
si ottiene un colore simile al nero, una tonalità di marrone
scuro chiamato bistro.

Y
Per avere un nero preciso senza errori di registro ed evitare
di dover sommare troppa quantità di inchiostro per
ottenere un colore scuro, viene utilizzato anche l’inchiostro
nero insieme ai tre primari.
La sigla che rappresenta l’insieme di questi quattro
inchiostri è CMYK dove:
• C sta per ciano
• M per magenta
• Y per giallo dalla parola inglese yellow
• K per nero dalla parola “Key” (le lastre in stampa offset vengono infatti allineate su quella del nero)

Provate a prendere una lente d’ingrandimento e a osservare attentamente una qualsiasi fotografia stampata ad
esempio su una rivista. Vi accorgerete che è composta da tanti piccoli pallini di quattro colori: ciano, magenta,
giallo e nero. I colori non si mescolano tra di loro ma vengono stampati come se fossero tanti piccoli punti con una
dimensione che varia a seconda dell’intensità del colore. Vedendo lo stampato senza una lente d’ingrandimento
questi punti sono invisibili all’occhio umano e l’effetto che si ottiene è la vista di tutta la gamma dei colori.
16 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

SCELTA DEL RIFERIMENTO

Ai valori CMYK o RGB


occorre associare un profilo colore
Come abbiamo visto in precedenza, i valori CMYK non sono dei riferimenti assoluti per quanto riguarda la
riproduzione del colore.
Se scegliamo un rosso M=100 e Y=100, a quale tonalità di rosso ci riferiamo?
• Quella che visualizziamo sul nostro monitor e che, se non gestito, sarà diversa su un altro monitor?
• Il colore che esce dalla stampante che abbiamo vicino a noi?
• Il colore delle tavole di quadricromia della nostra tipografia o di una mazzetta Pantone?
Ci accorgiamo che un valore di quadricromia fine a se stesso non definisce un colore preciso.
Se scegliamo ad esempio di stampare il colore magenta, esso uscirà diverso in base al tipo di tecnologia di stampa,
al tipo di inchiostro, al tipo di materiale e in base ad altri fattori tra cui quelli ambientali.

Sulla chart a sinistra possiamo


osservare la stampa dei colori base
di quadricromia con un sistema di
stampa e inchiostri offset. A destra la
stessa chart stampata con inchiostri
Roland su banner.
Come possiamo notare i colori sono
molto diversi, sia come intensità, sia
come tonalità.
Stesse percentuali di quadricromia
restituiscono infatti colori diversi
a seconda del tipo di inchiostri,
del sistema di stampa e delle
condizioni ambientali.

Stampa offset a norma Stampa su plotter Roland

La necessità di un profilo colore di riferimento


Per definire un colore in maniera chiara e univoca occorre che ogni grafica che
realizziamo abbia un profilo colore associato che definisca l’apparenza di ogni
valore RGB o CMYK presente in essa. Se a una grafica CMYK associamo ad esempio
un profilo che rappresenta la stampa offset, andiamo a definire quella tecnologia
come riferimento per la riproduzione dei colori. Se scegliamo ad esempio un valore
C=100 in base al profilo della stampa offset a norma, identifichiamo una apparenza di
colore ben precisa. Grazie a questo riferimento preciso, la gestione del colore può sapere
in modo univoco quale colore deve riprodurre.
GUIDA INTRODUTTIVA 17

Cos’è la stampa offset

La stampa offset è un tipo di stampa di tipo industriale che


permette di ottenere stampe con un prezzo molto basso
anche se l’investimento iniziale in macchinari e tecnologie
è molto elevato. Le macchine offset stampano su fogli di
formato 70x100 o 50x70.
La macchina è composta da tanti “castelletti” (altrimenti detti
gruppi di stampa), uno per ogni colore, all’interno dei quali
avviene la posa effettiva dell’inchiostro sul foglio. Sopra ogni
castelletto viene messo l’inchiostro ciano, magenta, giallo o
nero che attraverso dei calamai arriverà al sistema di stampa
sottostante.
Ogni castelletto contiene infatti tre cilindri rotanti:
• il cilindro portalastra
• il cilindro di caucciù
• il cilindro di pressione.

L’inchiostro passa attraverso il calamaio e arriva a un gruppo


di macinazione che si occupa di rendere l’inchiostro fluido
eliminando eventuali granuli.
Un rullo con una soluzione di acqua e alcool bagna la lastra
di stampa su cui è impressa la grafica. Le lastre sono dei fogli
metallici che trattengono l’acqua solamente nelle parti in
cui l’immagine non è impressa. Quando successivamente
l’inchiostro viene depositato sulla lastra rimane solo sulle parti
asciutte dell’immagine e viene invece respinto dalle parti
inumidite.
L’inchiostro viene successivamente trasferito su un rullo di
caucciù che lo trasferirà poi sul foglio di carta.

La stampa offset come riferimento


I colori che riproduce la stampa offset (tipografia) sono importanti anche nel caso della stampa digitale. I lavori di
grafica, infatti, vengono spesso creati per la stampa offset di volantini e brochure e in contemporanea vengono
preparati i file per la stampa digitale per banner, espositori, adesivi, ecc...
Ciò che dobbiamo fare in questo caso è riuscire a restituire lo stesso risultato cromatico ottenuto per la
stampa offset, su stampa digitale inkjet e su materiali differenti. Il cliente, infatti, si aspetta che il colore scelto
per il suo logo o la sua grafica, rimanga costante sia sui lavori stampati in tipografia, sia su quelli stampati in digitale.
18 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

I profili colore
della stampa offset

I profili colore che identificano la stampa offset a norma si sono susseguiti nel corso degli anni e
sono stati aggiornati man mano che le tecnologie progredivano e cambiavano gli inchiostri e i
sistemi di stampa.
Di seguito vediamo i principali e in quali anni sono stati utilizzati:

1975-1996
EuroscaleCoated

2004-2006
CoatedFOGRA27 / ISO Coated
Dal 2007

CoatedFOGRA39 / ISO Coated v2


Come possiamo osservare alcuni profili che identificano la stampa offset sono datati, come ad esempio Euroscale
Coated. Utilizziamo quindi uno dei due profili che attualmente definiscono i colori della stampa tipografica a norma:
CoatedFOGRA 39 (realizzato da Adobe) o ISO Coated v2 (realizzato da ECI).
Questi profili sono stati creati sulla base della caratterizzazione Fogra 39; usando uno o l’altro si ottengono condizioni
di stampa diverse nella parte di conversione in quadricromia (in particolare nella generazione del nero).

Per comodità nell’impostazione colore nei programmi Adobe, scegliamo come riferimento CMYK della
stampa offset Coated FOGRA39.
GUIDA INTRODUTTIVA 19

Cos’è la norma ISO 12647


A causa delle fluttuazioni riguardanti l’ambiente, le condizioni meccaniche, le impostazioni della macchina stessa,
una macchina da stampa offset, se non adeguatamente controllata, non dà risultati costanti nel tempo né nella
tiratura. Mantenere costanti tali condizioni (cioè “calibrare” la macchina da stampa) è un procedimento complesso,
al quale si dà il nome di process control.

Esistono normative che riguardano il process control di una macchina da stampa industriale, cioè che
specificano le condizioni alle quali la macchina deve conformarsi, in altre parole, che indicano “come
una macchina deve stampare”. La normativa internazionale è stata elaborata da ISO (International
Organization for Standardization) a partire dal 1996 e regolarmente rivista. La norma è la ISO 12647 [1]
relativa alle diverse tecnologie di stampa industriale (offset a caldo, offset a freddo, tipografia, rotocalco, serigrafia,
flessografia, stampa digitale). La parte specifica per la stampa offset (a caldo, in piano e in bobina) è stata aggiornata
nel 2004. Questa norma specifica il tipo e il colore della carta, la densità degli inchiostri di stampa, l’ingrossamento
del punto di retino e altri parametri di stampa misurabili. Per quanto riguarda invece il colore e la trasparenza degli
inchiostri si fa riferimento ad un’altra norma ISO [2].

La caratterizzazione che corrisponde alle condizioni di stampa indicate dalla norma 12647-2 per carta di
tipo 2 è la Fogra 39.

Fonte: Mauro Boscarol - Atti della Prima Conferenza Nazionale del Gruppo del Colore

Cos’è Fogra
FOGRA è un istituto di ricerca tedesco per le arti grafiche. FOGRA
è molto attivo nella creazione e nel mantenimento di standard ISO
relativi alla gestione del colore e alla stampa. In base agli standard ISO
essi sviluppano anche sistemi di certificazione per fornitori di sistemi di
stampa e utilizzatori di sistemi di proofing.

Cos’è ECI
ECI (European Color Initiative, [Link] è un gruppo di esperti
che ha iniziato la propria attività nel 1996 ad Amburgo, in Germania,
che si è dato il compito di creare profili ICC “standard” per la stampa
industriale, basati sulle caratterizzazioni FOGRA. Non esiste infatti alcuna
normativa per la creazione dei profili ICC per la stampa offset.
20 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

IL METODO COLORE RGB

Ogni pixel è suddiviso a sua volta in tre subpixel di colore rosso,


verde e blu. A seconda delle loro differenti illuminazioni il pixel
appare visto da lontano con un colore ben preciso.

Per visualizzare i colori tramite un monitor, viene


utilizzato un sistema differente rispetto alla
quadricromia utilizzata in stampa. I monitor utilizzano
infatti tre colori primari per la visualizzazione delle
immagini: rosso, verde e blu (RGB).
R
L’immagine sullo schermo è composta dalla vicinanza
di tanti minuscoli quadratini chiamati pixel.
A loro volta i pixel di un monitor LCD sono divisi in tre
subpixel ognuno corrispondente a un colore primario

G B
RGB: rosso, verde e blu.
Grazie all’applicazione di un campo elettrico su ogni
subpixel i cristalli liquidi agiscono da filtro e lasciano
passare dalla fonte luminosa retrostante solo il colore
desiderato.
Componendo i colori RGB di ogni pixel con differenti
luminosità si ottengono tutti i colori dello spettro Grazie alla combinazione in diverse luminosità dei colori rosso,
cromatico. verde e blu è possibile ottenere una gamma di colori molto estesa.
GUIDA INTRODUTTIVA 21

I profili RGB di riferimento


Anche nel caso di immagini RGB, i profili colore servono a dare un riferimento per la riproduzione del colore.
Esistono alcuni profili creativi a questo scopo, vediamo i due più conosciuti: sRGB ed Adobe RGB.

sRGB Adobe RGB


Lo spazio colore sRGB è stato introdotto da Microsoft È uno spazio colore progettato da Adobe nel 1998
e HP e rappresenta i colori riproducibili con le più per la visualizzazione a schermo dei colori ottenibili
comuni periferiche digitali (monitor e stampanti con i sistemi di stampa CMYK professionali. Lo spazio
consumer). Lo spazio colore sRGB include però solo il colore Adobe RGB contiene circa il 50% dei colori visibili
35% dei colori visibili dall’occhio umano e solitamente dall’occhio umano ed ha un gamut più ampio rispetto
è assegnato alle immagini realizzate con macchine allo spazio sRGB. È lo spazio di editing consigliato per
fotografiche consumer. i file RGB e viene assegnato alle immagini realizzate
A causa della sua scarsa ampiezza è sconsigliato come con macchine fotografiche professionali. Adobe RGB è
spazio colore di lavoro in base al quale effettuare le un profilo che, utilizzato nella realizzazione dei file
correzioni cromatiche. di grafica, permette di ottenere i risultati migliori
in termini di colore riproducibile.

Confronto tra Adobe RGB (in chiaro) e sRGB (a colori) Adobe RGB (in chiaro) e Coated FOGRA39 (a colori)
Impostazione dei programmi
di grafica
24 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

I programmi di grafica:
caratteristiche e peculiarità
Adobe InDesign ©
Adobe InDesig © è il più diffuso programma di impaginazione. InDesign © è il
“collettore” dei contenuti creati solitamente con Adobe Illustrator © e Adobe
Photoshop © che si occupano, rispettivamente, della creazione di elementi vettoriali
e della gestione delle immagini. In InDesign © possiamo avere delle pagine mastro
di riferimento, gestire gli stili di carattere e di paragrafo e generare il file esecutivo
destinato alla stampa.

Adobe Illustrator ©
Adobe Illustrator © è un programma creato principalmente per la gestione di grafiche
vettoriali. Loghi e piccoli lavori di impaginazione grafica a pagina singola, possono
essere gestiti comodamente da Illustrator ©.

Adobe Photoshop ©
Adobe Photoshop © è il programma leader per la gestione delle immagini. Le sue
potenti funzioni consentono di ottimizzare le immagini ma anche di creare contenuti
creativi elaborando fotomontaggi e composizioni grafiche.
Photoshop © lavora principalmente si contenuti di tipo bitmap, immagini composte
cioè da un’insieme di pixel.

CorelDRAW ©
CorelDRAW © è un programma molto diffuso in stampa digitale per la gestione dei
elementi vettoriali e la realizzazione di semplici impaginati.
CorelDRAW © si contraddistingue per l’immediatezza nella gestione degli elementi
vettoriali che consente di ottenere i risultati desiderati in semplici passi.

Scribus, Inkscape, Gimp ©


Esistono anche diversi programmi gratuiti e open source per la gestione della grafica.
Tra questi i più diffusi sono Scribus per l’impaginazione, Inkscape per la realizzazione
di elementi vettoriali e Gimp per la gestione delle immagini.
Sebbene questi programmi non siano ancora completi per l’utenza professionale, la
loro libera distribuzione li rende interessanti.
GUIDA INTRODUTTIVA 25

I formati grafici

Formati di salvataggio dei lavori grafici


Scegliere il formato corretto è fondamentale per ottenere i migliori risultati in stampa e non avere problemi.
Vediamo i principali formati grafici e il loro uso.

JPG è un formato di tipo lossy, cioè con perdita di informazione. Qualsiasi immagine salvata in questo
formato subirà un decadimento di qualità ad ogni salvataggio/apertura del file in base al livello di
compressione impostato. è valido usarlo nel momento in cui un’immagine viene scaricata da un sito
web (ad esempio una banca immagini) e utilizzata così com’è senza alcun intervento di fotoritocco. Nel
caso si intervenga su un’immagine, ad esempio con Photoshop, è poi consigliabile salvarla in formato
TIF o in formato PSD se contiene livelli.

TIF è il formato migliore per il salvataggio delle immagini bitmap. La sua elaborazione da parte dei
programmi di grafica e del RIP è molto veloce. Inoltre può includere i tracciati di scontorno e il suo
algoritmo di compressione LZW è senza perdita di informazioni.

PSD è il formato proprietario di Photoshop. Mantiene tutti i livelli di immagine, maschera e regolazione
nonché gli effetti applicati ai livelli. Utilizza una compressione interna senza perdita di informazioni.

PDF Il formato PDF è attualmente lo standard per la creazione e la distribuzione dei documenti.
All’interno di un file PDF è possibile includere immagini ed elementi vettoriali ognuno con il suo profilo
colore, sia esso RGB o CMYK.

EPS è un formato che può includere sia elementi vettoriali che immagini. Può essere utile per il salvataggio
dei lavori finali per la stampa ma non è consigliato salvare immagini raster in questo formato a causa
della sua pesantezza e di alcune problematiche legate alla gestione del colore.

PNG è un formato adatto al web e alla visualizzazione a schermo per usi dove è necessario uno scontorno
trasparente (ad esempio nelle presentazioni PowerPoint o in Flash). Non è consigliato per la stampa.

GIF Il formato GIF si basa su una tavolozza con un massimo di 256 colori. Le possibilità cromatiche offerte da
questo formato sono perciò molto limitate. è utile per immagini web in cui sia contenuta un’animazione
a fotogrammi. Non è consigliato per la stampa.
26 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Impostazioni programmi
Adobe
Impostazioni colore Photoshop©/InDesign©/Illustrator©
Le impostazioni colore dei programmi Adobe si trovano andando su Modifica > Impostazioni colore. Come
profilo RGB scegliamo Adobe RGB, come profilo CMYK scegliamo Coated FOGRA39.

Per mantenere uniformità cromatica è importante impostare correttamente la gestione del colore allo stesso modo
in tutti i programmi di grafica utilizzati.
GUIDA INTRODUTTIVA 27

Esportazione PDF da IInDesign©/Illustrator©


In fase di esportazione del PDF (File > Predefiniti Adobe PDF) occorre scegliere come compatibilità Acrobat 4
in modo che le trasparenze vengano risolte in fase di esportazione. Scegliamo inoltre di non convertire il colore in
modo da mantenere i contenuti grafici in CMYK (testi e vettoriali) e le immagini in RGB per un’ampia riproduzione
del colore.

Nel caso il file esecutivo andasse realizzato per la stampa offset (o andasse simulata questa ultima in stampa digitale),
è necessario invece convertire in destinazione (Mantieni valori numerici) in base al profilo Coated FOGRA39.

Esportazione
EPS da Illustrator©
Quando si esporta in formato EPS da Illustrator, è
opportuno configurare le opzioni di salvataggio come
mostrato nell’immagine a lato.
In particolare, nel caso in cui nel documento ci siano
trasparenze (ombre, opacità, immagini scontornate con
trasparenza e poi importate), è opportuno scegliere
“Alta risoluzione” come predefinito di conversione delle
trasparenze.
28 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Immagini Photoshop

In Photoshop affinché le immagini mantengano tutte le informazioni dei colori e vengano elaborate
correttamente occorre mantenerle in RGB. è sufficiente fare una prova utilizzando la funzione Togli saturazione
su un’immagine RGB e poi sulla stessa in CMYK per accorgersi della differenza di elaborazione.
è utile modificare le immagini utilizzando il profilo Adobe RGB. Per convertire il profilo di un’immagine è sufficiente
andare su Modifica > Converti in profilo e scegliere Adobe RGB.

RGB o CMYK? Simulazione del risultato


Avendo a disposizione il profilo colore della stampante, Photoshop ci dà la possibilità di simulare su schermo il
risultato in stampa (softproof) andando su Visualizza > Imposta prova > Personale e scegliendo il profilo di
stampa. Questa funzione è utile in particolar modo quando i colori dell’immagine sono molto accesi o quando la
periferica di stampa e il materiale hanno un gamut di colori piuttosto ristretto.

Differenti risultati del softproof


di un’immagine con profilo
Adobe RGB in base ai profilo
Coated FOGRA39, stampante
domestica con carta comune e
Japan Color 2002 Newspaper.

Selettore colore
e avvertimento gamma
Lavorando in modalità RGB ci vengono mostrati molti
più colori rispetto a quelli che effettivamente verranno
stampati. Quando ci troviamo nella schermata del
Selettore colore di Photoshop possiamo visualizzare
solo i colori stampabili andando su Visualizza >
Avvertimento gamma.

Visualizzazione dei colori stampabili con profilo Generic_


Monomerico_VP impostato nelle preferenze di gestione colore di
Photoshop.

Salvando le immagini ricordiamoci sempre di


incorporare il profilo ICC.
GUIDA INTRODUTTIVA 29

Impostazioni CorelDRAW X4
o precedente

Per impostare correttamente la gestione colore di


CorelDRAW occorre andare su Strumenti > Gestione
colore e cliccare sulle frecce arancioni indicate
nell’immagine. Come profilo stampante composita
impostiamo Coated FOGRA39 mentre come profilo del
monitor impostiamo il profilo realizzato ad hoc per il
nostro monitor con uno degli appositi strumenti. Come
profilo RGB interno scegliamo Adobe RGB. Per caricare
un profilo è sufficiente cliccare sul nome e scegliere
l’opzione Carica profilo dal disco.
I profili Adobe RGB e Coated FOGRA39 sono scaricabili
dal sito Adobe ([Link]). Cliccando sull’icona
Documenti, selezionare la voce Usa profilo ICC
incorporato scegliendo Adobe RGB come profilo
da assegnare alle immagini senza profilo. In fase di
esportazione scegliamo Incorpora sempre usando
Adobe RGB.

Si consiglia di salvare le impostazioni di gestione del colore


di CorelDRAW. Per applicarle a file creati in precedenza è
consigliabile impostare i settaggi di default, aprire il file,
caricare le nuove impostazioni colore e risalvare il file con
un altro nome.
30 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Impostazioni CorelDRAW X5

Per impostare correttamente la gestione colore di CorelDRAW X5 occorre andare su Strumenti > Gestione colore >
Impostazioni predefinite e scegliere come preimpostazione Prestampa (Europa). In questo modo CorelDRAW si
imposta già correttamente settando Adobe RGB e ISO Coated v2 come profili standard RGB e CMYK.
Queste impostazioni sono già corrette, ISO Coated v2 è un profilo corretto così come lo è Coated FOGRA39; occorre
solo avere l’accortezza di uniformare la scelta tra le impostazioni del programma di impaginazione e VersaWorks, come
vedremo successivamente.
GUIDA INTRODUTTIVA 31

Esportazione dei file da CorelDRAW


PDF
All’interno di un file PDF è possibile includere immagini ed elementi vettoriali ognuno con il suo profilo colore, sia
esso RGB o CMYK. Completata la nostra grafica andiamo perciò su File > Pubblica su PDF e clicchiamo sul pulsante
Impostazioni. Scegliamo come compatibilità PDF la versione Acrobat 4; in questo modo la conversione di eventuali
trasparenze (flattening) avverrà all’interno di CorelDRAW. Nelle opzioni avanzate scegliamo l’output degli oggetti
come NATIVO. In questo modo le immagini RGB rimarranno in modalità RGB e verranno convertite in quadricromia
successivamente dal RIP garantendo il massimo risultato. Le grafiche CMYK rimarranno tali.

EPS
Esportando il file in formato EPS occorre includere l’intestazione, vale a dire l’anteprima del file.
Esportiamo il testo come curve per non aver problemi di font mancanti e applichiamo il profilo ICC della stampante
composita; verrà utilizzato il profilo impostato nelle gestione colore di CorelDRAW.
Infine scegliamo di esportare le bitmap come NATIVO.

Nel caso il file esecutivo andasse realizzato per la stampa offset (o andasse simulata questa ultima in stampa
digitale), o nel caso in cui l’opzione “Nativo” non sia presente è necessario scegliere Output colori come CMYK.
Roland VersaWorks
34 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Cos’è il RIP Roland VersaWorks


Da sapere

Tutte le macchine da stampa Roland sono


equipaggiate con il software RIP Roland VersaWorks,
per il controllo completo della stampa e del taglio.
L’interfaccia video di VersaWorks è molto intuitiva e i
comandi principali sono tutti facilmente raggiungibili.
VersaWorks è sviluppato direttamente da Roland. In
questo modo tutte le caratteristiche della periferica
sono sfruttate ed esaltate al meglio.

VersaWorks gestisce il dato variabile che consente di


creare una serie di grafiche, ognuna personalizzata
con, ad esempio, una foto e un testo diverso, prelevabili
direttamente da un database. VersaWorks include anche la Roland Color System Library, la libreria dei colori Roland
riproducibili con le periferiche di stampa e taglio.
è sufficiente stampare la mazzetta sul materiale scelto e il cliente potrà rapidamente scegliere il colore più adatto e
vederlo riprodotto perfettamente.

VersaWorks permette inoltre il calcolo del consumo d’inchiostro per ogni singolo file stampato in modo che si
possa determinare il costo vivo della stampa. VersaWorks calcola in anticipo il tempo di stampa di ogni file in modo
da poter meglio gestire la coda dei lavori. VersaWorks può gestire in contemporanea, dallo stesso PC, fino a quattro
periferiche Roland: stampa, stampa&taglio, taglio. Infine VersaWorks permette all’operatore di sfruttare tutto lo
spazio disponibile sul materiale ed evitare sprechi posizionando le etichette in maniera ravvicinata e permettendo
la stampa e il taglio al vivo.
GUIDA INTRODUTTIVA 35

Gestione colore
in Roland VersaWorks

Le impostazioni di gestione colore in VersaWorks,


le possiamo trovare andando sul menù Modifica
> Impostazioni Coda A.
Il primo parametro da scegliere è il Tipo di
supporto. Ci viene data la possibilità di scegliere
tra una lista di profili colore relativi ai materiali:
questi profili sono utili in quanto già pronti
all’utilizzo.
Tuttavia se vogliamo ottenere il massimo a
livello di riproduzione del colore, dobbiamo
creare un profilo colore ad hoc sulla nostra
stampante e per ogni tipo di materiale utilizzato.
La procedura la vedremo più avanti nel corso
della guida.

Un profilo generico non è adatto in quanto


è realizzato su materiali diversi da quelli da
noi utilizzati, in un ambiente diverso e su una
macchina che non è la nostra. Tutte queste
variabili in gioco non permettono di avere un
risultato finale nel quale la quantità di inchiostro
e la resa del colore sono ottimizzate.

Il profilo ICC
La sigla ICC sta per “International Color Consortium”. Questo ente ha creato delle regole per la gestione dei colori.
Conoscendo le specifiche di ciascuna periferica che utilizziamo (plotter e monitor in particolare) è possibile
preservare i colori dal momento della loro scelta sino alla fase di stampa.
Nel nostro caso specifico il profilo ICC di ogni singolo materiale tiene conto delle caratteristiche della nostra
stampante Roland indicando ad essa come gestire le combinazioni del colore ed in quale quantità, in modo da
sfruttare la massimo le caratteristiche della stampante sul quel dato materiale.
Materiali diversi avranno quindi profili diversi. Un conto è infatti stampare su carta, che ha la capacità di assorbire
maggiormente gli inchiostri, un altro conto è stampare su PVC adesivo ed un altro conto stampare su una superficie
più ostica, come può essere una pellicola, che tende a respingere l’inchiostro.
In questo caso, la giusta regolazione della quantità d’inchiostro eviterà allo stesso di “galleggiare” in superficie.
36 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Impostazioni CorelDRAW X5

La seconda parte da impostare è relativa alla Gestione colore.


Abbiamo a disposizione un elenco di preimpostazioni; tra tutte ecco quelle che ci interessano:
• Pre-Press Europe: prende come riferimento per i colori la stampa offset su standard europeo. In un’ottica di
uniformità del colore anche tra sistemi di stampa diversi, è la scelta migliore.
• MAX Impact: assegna a immagini e grafica dei profili che tendono ad accendere i colori. Utile se vogliamo
una grafica bella accesa e intensa.
• Density Control Only: stampa con le esatte percentuali di colore presenti nel nostro file senza gestire il
colore se non tramite le curve di linearizzazione e gli ink limit impostati nel profilo del materiale.

Cliccando sul pulsante Proprietà, possiamo definire con maggior precisione la impostazioni che desideriamo.
Su Pre-Press Europe possiamo ad esempio cambiare il vecchio Euroscale Coated con il nuovo Coated FOGRA39.
Occorrerà prima scaricarlo dal sito Adobe ([Link]) e copiarlo nella cartella:
C:\Programmi\RolandVersaWorks\Profiles\CMYK.

Nel caso volessimo stampare gli elementi


vettoriali con colori più saturi e uniformi,
scegliamo Calibrazione e limite inchiostro alla
voce Vettoriale.
Se desideriamo stampare immagini in Scala di
grigi senza dominanti e utilizzando solamente
l’inchiostro nero, è sufficiente selezionare
Mantieni colori primari.
La voce Usa profilo ICC incorporato teniamola
sempre spuntata; servirà per avere corrispondenza
di colori durante la stampa delle immagini.
GUIDA INTRODUTTIVA 37

Gli intenti di rendering


Durante una conversione di colore la periferica di destinazione potrebbe non riuscire a rappresentare tutti i colori
presenti nel gamut dell’immagine di origine. Gli intenti di rendering definiscono come verranno riprodotti i colori
fuori gamut.

Colorimetrico relativo
L’intento di rendering colorimetrico è da considerarsi l’intento di rendering standard. I colori all’interno del gamut
di destinazione rimangono invariati e riprodotti esattamente come sono nel profilo di origine mentre i colori fuori
gamut vengono portati in gamut utilizzando il colore più vicino possibile.

Colorimetrico assoluto
L’intento di rendering colorimetrico assoluto è utile per le prove colore in quanto riproduce esattamente i colori in
gamut senza variare il punto di bianco.

Percettivo
L’intento di rendering Percettivo comprime i colori nello spazio di destinazione mantenendo il rapporto visivo tra
di essi.
Utile per la riproduzione di fotografie con sfumature, come ad esempio con paesaggio con un cielo che dal blu
scuro scende verso l’azzurro.

Saturazione
L’intento di rendering Saturazione mantiene la saturazione dei colori fuori gamma a scapito di tonalità e luminosità.
è utile nella conversione di elaborati grafici con elementi molto brillanti.
Creazione dei profili colore
delle periferiche
40 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Profili di periferica

Senza gestione del colore, ogni periferica riproduce il colore in modo differente. Se visualizziamo la stessa
immagine su monitor differenti che non sono stati ottimizzati per gestire correttamente il colore, noteremo una
differenza di visualizzazione. Questo accade anche con monitor dello stesso tipo installati su computer identici. Allo
stesso modo stampanti diverse, con inchiostri diversi o installate in condizioni climatiche differenti, restituiscono un
diverso risultato l’una dall’altra. Possiamo quindi affermare che se un valore RGB o CMYK presente in un’immagine
(ad esempio R=255 G=155 B=36) viene riprodotto da periferiche diverse, il risultato sarà diverso.

R=255 G=155 B=36 R=255 G=155 B=36 R=255 G=155 B=36

Immagine originale
Stessi valori, risultati diversi
Affinché monitor o stampanti diverse riproducano lo stesso colore, occorre far cambiare al sistema
operativo o al software di stampa i valori RGB o CMYK che arrivano alla periferica (conversione di
colore). Sistema operativo (Windows o Mac OS X) e software di stampa calcolano correttamente i valori necessari
affinché una periferica riproduca in modo corretto un determinato colore se per ogni periferica viene creato il
suo personale profilo colore tramite degli appositi strumenti (colorimetri o spettrofotometri).

Monitor [Link] Monitor [Link]

R=255 G=155 B=36 R=223 G=159 B=0 R=244 G=150 B=63

Immagine originale

Valori diversi, risultati uguali


GUIDA INTRODUTTIVA 41

Le tabelle di caratterizzazione

Spazi di colore indipendenti


Per determinare in modo univoco un colore nel
1931 l’organismo internazionale CIE ha studiato un 520

sistema che si basa su quello che l’occhio umano 540

medio percepisce, uno spazio colore indipendente 560


da qualsiasi periferica che definisce un colore tramite
le coordinate colorimetriche XYZ (dove la Y rappresenta 500
580
y
la luminanza del colore). Lo spazio xy è invece la proiezione 600
di XYZ su un piano ed è rappresentato dal Diagramma 620

di cromaticità. Nel 1976 è stato studiato lo spazio colore 490 700

LAB che, a differenza di xy è uniforme percettivamente e


consente perciò di calcolare la differenza tra i colori con il 480

470
parametro ∆E. 460 380

Il diagramma di cromaticità xy

Tabelle di caratterizzazione e conversione di colore


Ogni profilo colore include al suo interno una “tabella di caratterizzazione” che associa a ogni valore
RGB o CMYK riprodotto da una periferica quale è il colore che effettivamente viene realizzato,
indicandolo tramite le coordinate colorimetriche XYZ o Lab.
La creazione della corretta tabella di caratterizzazione per ogni periferica può essere effettuata grazie all’utilizzo di
specifici strumenti chiamati colorimetri e spettrofotometri.
Grazie alla gestione del colore possiamo mettere in relazione i profili colore ed effettuare delle conversioni di colore
tra i profili per ottenere un risultato il più possibile identico.

Esempio di conversione del colore tramite alle tabelle di caratterizzazione


Numeri immagine Colori effettivi Colori effettivi Numeri monitor
R G B X Y Z X Y Z R G B
192 51 26 33,4 18,5 1,7 30,2 18,7 1,9 208 71 17
197 56 31 35,4 19,9 2,1 35,4 19,9 2,1 228 53 25
... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...

Adobe [Link] Colori effettivi Numeri stampante


Grazie alle tabelle di caratterizzazione, contenute nei X Y Z C M Y K
profili ICC, possiamo trovare quali differenti valori RGB 30,2 18,7 1,9 13 83 100 3
o CMYK di periferiche diverse restituiscono lo stesso 35,4 19,9 2,1 0 90 98 0
risultato cromatico. ... ... ... ... ... ... ...
42 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Quale strumento utilizzare

Per realizzare i profili colore di un monitor o di


una stampante sono necessari degli appositi
strumenti: i colorimetri e gli spettrofotometri.
I colorimetri sono qualitativamente inferiori agli
spettrofotometri e consentono di realizzare profili
colore solo per i monitor.
Gli spettrofotometri, invece, consentono di realizzare
profili colore sia per il monitor che per la stampante.

Insieme allo strumento viene sempre fornito un


software che ha il compito di gestire la creazione
del profilo colore. Il software visualizza sul monitor
dei colori o stampa delle chart sulla stampante. Il
software sa esattamente quale valore RGB o quale
percentuale CMYK compongono ogni colore
riprodotto. Lo strumento legge effettivamente
quale colore viene riprodotto dal monitor o dalla
stampante e crea una tabella di caratterizzazione
che indica in base al valore RGB o CMYK quale colore
viene generato, indicandolo con il parametro XYZ.
A partire da questa base il software crea il profilo
colore specifico per quel monitor o quel materiale
stampato.

Numeri monitor Colori effettivi


R G B X Y Z
208 71 17 30,2 18,7 1,9
228 53 25 35,4 19,9 2,1
... ... ... ... ... ... Monitor EIZO [Link]
GUIDA INTRODUTTIVA 43

Creazione profilo
di un monitor

La profilazione di un monitor è il primo passag-


gio fondamentale per una corretta gestione del
colore in quanto le scelte cromatiche che andremo a
fare saranno basate su quello che vedremo sul nostro
schermo. Senza un monitor di qualità i risultati non ri-
specchieranno le attese.
Una volta realizzato il profilo del monitor esso verrà im-
postato nel sistema operativo e non dovremo più pre-
occuparcene. I programmi di grafica come Photoshop
effettueranno automaticamente una compensazione
monitor con intento di rendering colorimetrico relativo
di ciò che vedremo a monitor.
Creare il profilo di un monitor è un’operazione molto
semplice: basta collegare lo strumento, lanciare il pro-
gramma di profilazione incluso e seguire le indicazioni
che vengono fornite a schermo. In generale è sempre
consigliabile scegliere come punto di bianco quello na-
tivo; se questa opzione non è presente, scegliamo D65.
Il valore di gamma consigliato è 2.2
44 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Creazione profilo
di un plotter

Lo stampatore digitale si trova ad affrontare problematiche e sfide sempre nuove nella sua quotidianità.
Supporti di stampa in continua evoluzione, inchiostri e stampanti con caratteristiche sempre più spinte: la
sfida arriva dall’esterno e non ci si può permettere di ignorarla.
L’ottimizzazione di questi aspetti si concentra nell’utilizzo di un RIP di stampa.
Le pagine che seguono si propongono di illustrare passo dopo passo l’utilizzo degli strumenti che abbiamo
a disposizione per la gestione della calibrazione e della profilatura dei nostri sistemi di stampa, insieme al
software RIP della stampante.

La realizzazione del profilo di un plotter è un’operazione più complessa rispetto alla realizzazione del profilo di un
monitor. Le fasi principali per arrivare alla sua realizzazione sono le seguenti:
1. Scelta di parametri di stampa
2. Determinazione dell’ink limit per ogni valore C-M-Y-K
3. Creazione delle curve di linearizzazione
4. Determinazione dell’ink limit totale
5. Stampa del target di riferimento
6. Creazione del profilo ICC tramite il software apposito.

Roland SP-300V [Link]


GUIDA INTRODUTTIVA 45

Scelta dello strumento in Roland VersaWorks


La realizzazione del profilo colore parte necessariamente dalla configurazione del RIP e dei parametri di
stampa. Apriamo dunque Roland VersaWorks e andiamo su Modifica > Preferenze.
Dal pannello Strumento di misurazione scegliamo lo spettrofotometro che andremo ad utilizzare, ad
esempio GretagMacbeth EyeOne. Premiamo OK per confermare la scelta.
46 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Creazione di un nuovo profilo in VersaWorks


Lo step successivo è scegliere una nuova configurazione colore del materiale per la stampante decidendo la
risoluzione di stampa, la velocità e i passi di stampa. Andiamo su Supporti > Esplora supporti per accedere
alla schermata di elenco e modifica dei profili installati sul nostro sistema. Cliccando sul pulsante Crea nuovo
supporto, possiamo dare un nome al profilo che stiamo andando a creare.

Per prima cosa occorre scegliere i parametri di stampa ottimali che permettano una veloce asciugatura, in
particolare temperature e velocità di stampa. Se un materiale non assorbe correttamente l’inchiostro occorre:
• Alzare le temperature di stampa
• Passare da Bidirezionale a Unidirezionale
• Innalzare la qualità di stampa
• Impostare il parametro Full width S nel plotter su Full
• Diminuire la velocità della testina
GUIDA INTRODUTTIVA 47

Creazione di un nuovo profilo in VersaWorks


Scelta la modalità di stampa su cui costruire il profilo occorre cliccare sul pulsante in alto a destra
Impostazioni qualità stampa.
Si può ora procedere alla stampa del target di riferimento dello strumento digitale, mantenendo al 100% l’ink
limit di ogni colore.

Scelta e impostazione dell’ink limit per ogni canale


In questa fase occorre stabilire quale percentuale
massima assegnare per ogni colore primario C-M-Y-K.
Per fare questo occorre osservare la chart stampata e
scegliere dove il colore smette di variare la sua croma.
Facciamo attenzione inoltre a scegliere un massimale
che non sovrainchiostri il materiale.
48 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Lettura della chart per creare le curve di linearizzazione


Una volta definiti gli ink limit per ogni colore, occorre stampare nuovamente la chart e leggerla con lo
spettrofotometro. In questo modo VersaWorks genererà le curve di linearizzazione. Le curve di linearizzazione
assicurano che i valori tonali varino linearmente in tutte le percentuali di colore.

Ottimizzazione delle curve


Come possiamo osservare, dopo aver letto la chart, VersaWorks ha generato le curve per ogni colore.
Controlliamo che le curve siano omogenee; nel caso in cui un punto non segua l’andamento generale della
linea, possiamo sistemarla manualmente.
GUIDA INTRODUTTIVA 49

Determinazione dell’ink limit massimo


Passiamo ora alla definizione dell’inchiostrazione massima, detta anche TAC (Total Area Coverage).
Questo valore definisce il massimo dell’inchiostrazione che il materiale supporta sommano i vari canali di
C-M-Y-K. Per trovarlo occorre stampare l’apposita chart e osservare quando l’inchiostro inizia a non asciugare
correttamente sul materiale.
50 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Stampa e lettura chart


Terminata l’impostazione delle caratteristiche su cui costruire il profilo colore, possiamo ora utilizzare
l’apposito software per la creazione dei profili ICC fornito insieme allo spettrofotometro. Scegliamo quale
target stampare, il tipo di strumento a nostra disposizione e stampiamo la chart disattivando la gestione del
colore.
In VersaWorks scegliamo il nome del profilo che stiamo realizzando e come impostazione di gestione del
colore Density Control Only.

Leggendo con lo strumento le tacche stampate,


il sotware sa esattamente quale tipo di apparenza
di colore risulta stampato in base alle percentuali
presenti nella chart.
In questo modo può generare un profilo colore ICC
che servirà al software di stampa per creare i giusti
valori CMYK per riprodurre un determinato colore.
GUIDA INTRODUTTIVA 51

Target di riferimento (Diagrammi di prova di output)


Ogni tassello di colore presente sul diagramma che abbiamo stampato, viene misurato mediante uno
spettrofotometro.
Il software sa esattamente quale percentuale CMYK è stata utilizzata per stampare ogni singolo tassello e lo
strumento registra cosa effettivamente la stampante ha prodotto sul materiale.
Il software di gestione del colore, infatti, confronta i colori reali stampati con il valore CMYK originale di ciascuna
macchia di colore. In questo modo, il software è in grado di creare un profilo completo della stampante.
Una volta che tale profilo è stato creato, Roland VersaWorks eseguirà automaticamente le regolazioni
necessarie prima di inviare i dati in stampa. Ad esempio, se le misurazioni del grafico del test mostrano
che la maggior parte delle macchie del test sono un po’ troppo rosse, Roland VersaWorks fornisce una
compensazione riducendo la quantità di rosso presente nel file inviato in stampa.
52 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Creazione del profilo ICC


Prima di iniziare il calcolo del profilo colore ICC occorre impostare dei parametri personalizzati.
I parametri da scegliere variano in base al tipo di materiale e al risultato che vogliamo ottenere.
Separazione: UCR (undercolor removal) e CGR (gray component replacement ) determinano la generazione del
nero. Scegliendo ad esempio GCR4 avremo una maggiore presenza di nero rispetto a GCR3.
CMYK Max: Impostiamo un valore di CMYK Max generalmente tra 295/315.
NERO INIZIALE: Il nero iniziale determina invece il valore da cui parte il nero. Mettendo ad esempio 20, il nero
parte quando tutti e tre i valori di CMY sono superiori a 20.
Determinate queste impostazioni clicchiamo sul pulsante “Rendi neutro”.
GUIDA INTRODUTTIVA 53

CollegamentodelprofiloICCconilprofilodiVersaWorks
Dopo aver generato il profilo ICC in base alle esigenze di stampa, occorre collegarlo in VersaWorks nella
schermata Selezione del profilo.

Valutazione del risultato finale


Siamo pronti per valutare la bontà del profilo appena prodotto. Stampiamo un’immagine di valutazione di
cui sappiamo l’apparenza per controllare se grazie al nostro profilo e alla gestione del colore, siamo riusciti ad
ottenere il risultato desiderato.
In caso di variazione di uno degli elementi iniziali (risoluzione, velocità, passaggi di stampa), è necessario
ripetere la procedura di creazione del profilo colore.
Riferimenti stampati:
Roland Color System Library
56 GUIDA ROLAND GESTIONE DEL COLORE

Link utili

Roland Toolbar
Grazie alla Roland Toolbar, messa a disposizione per Firefox e Internet Explorer, è possibile
accedere velocemente ai contenuti e ai profili presentati nella guida. È inoltre utile per essere
costantemente aggiornati sul mondo del Artigiani Tecnologici di Roland.
Scaricabile su [Link] o [Link].

Sito ufficiale Roland DG


Tutte le ultime novità sui prodotti Roland sul sito ufficiale: [Link]

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applicazioni nel mondo Roland. Avvicinare opinioni differenti, per la crescita comune.
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Condividere per crescere. Nato per dare voce al dialogo reciproco: il forum dell’Artigiano
Tecnologico. La creatura esclusiva di casa Roland. Lo spazio virtuale dove utilizzatori, azienda,
partner e fornitori condividono esperienze e scambiano consigli. Dove le problematiche
professionali di ognuno trovano il sostegno di tutti. Per entrare a contatto con la famiglia
Roland, un’unico indirizzo. Libero, gratuito, immediato: [Link].

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Tecnologico. Stampa, incisione, gestione del colore, preparazione della grafica e tanti altri
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Roland su Facebook
Per chi è iscritto al famoso sito di social network, questa nuova fonte di notizie permette di
rimanere aggiornati in modo veloce sui nuovi prodotti Roland, sugli eventi attivi e di scorrere
le fotografie delle varie iniziative: [Link]/rolanddme

Roland DG Creative Center


Spazio alla creatività. Il cuore di Roland DG Mid Europe è il Roland Creative Center: lo
showroom frutto della passione di tutta la Community. Per toccare con mano le macchine,
insieme a sorprendenti applicazioni. Fonte d’ispirazione per nuove opportunità di business, il
Creative Center è sempre aperto e a disposizione di chi vuole trovare nuovi spunti e soluzioni
ed ampliare il proprio lavoro.
Puoi scoprire Roland DG Creative Center su [Link]/Virtual_Tour.html
GUIDA INTRODUTTIVA 57

RINGRAZIAMENTI

Hanno collaborato alla stesura a al miglioramento di questa guida:

Daniele Cogo Mauro Boscarol


Roland DG Mid Europe [Link]
[Link] [Link]/blog

Paolo Littamè Andrea Nicolini


Roland DG Mid Europe Seriglobo
[Link] Ronchi dei legionari (GO)

Vittorio Neri Roberto Domenicali


Roland DG Mid Europe Emmeci Pubblicità
[Link] Villanova di Castenaso (BO)

Giovanni Re Luca Lissandrini


Roland DG Mid Europe Plotter Express
[Link] S. Giovanni Lupatoto (VR)

Stefano Morando
Eliografia Morando
Voghera (PV)

Diego Fogliata
Fotolito I.L.B.
Brescia

I marchi citati appartengono ai rispettivi proprietari.


Per la stampa di grande formato, Roland propone modelli di

Hammer
plotter con diverse caratteristiche ed adatti alle più differenti
esigenze degli operatori grafici.
Tra le stampanti troviamo la serie RS, per entrare subito nel
Periferica stampa & taglio BN-20 mondo della stampa digitale di grande formato con una
periferica dal rapporto qualità/prezzo unico nel suo genere;
la serie XJ, i plotter professionali per stampe di altissima
qualità sui vari tipi di materiali; la serie AJi, dedicata a
chi fa produzione per grafiche da esterno e la serie LEF e
LEJ con inchiostri UV. Per le periferiche da stampa&taglio
invece si può scegliere dal modello da tavolo BN-20, la serie
Plotter da stampa & taglio SP-300i/540i VersaCAMM SPi e VS oppure quelle ad inchiostri UV della
serie LEC. Maggiori informazioni sui prodotti Roland per la
stampa di grande formato su [Link]

Plotter da stampa & taglio con inchiostri metallici

Plotter da stampa & taglio con inchiostri UV

Plotter da stampa di grande formato RS-640

Plotter da stampa di grande formato XJ-640 e XJ-740

Plotter da stampa di grande formato AJ-740 e AJ-1000

Roland DG Mid Europe S.R.L.


via L. Da Vinci, 1/b Zona Industriale
63075 Acquaviva Picena (AP) - ITALIA
DME_072011

Tel (+39) 0735 586558


Fax (+39) 0735 576176
Call center tecnico (+39) 0735 586565

[Link]

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