ANDOCIDE
● Oratore
● Nasce ad Atene, intorno al 440 a.C., da una nobile famiglia filo oligarchica.
● Nel 415 a.C. viene coinvolto nel taglio delle Erme.
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Arrestato, fornisce una lista completa dei responsabili, commutando così la condanna a morte in esilio
volontario.
● Torna ad Atene nel 411 a.C., comprandosi l’amnistia con ingenti finanziamenti alla flotta della sua città, ma
viene arrestato dai Quattrocento e di nuovo esiliato.
● Nel 407 a.C. scrive l’orazione “Sul Ritorno”, per perorare la sua causa ed ottenere, senza successo, il
rientro in patria.
● L’oratore riesce a tornare ad Atene solo con la caduta del regime del Trenta tiranni 403 e la conseguente
amnistia.
● Nel 399 a.C. è processato per empietà,per aver preso parte ai misteri eleusini, quando gli era stato vietato
di assistere a qualsiasi funzione religiosa a causa della mutilazione delle Erme.
● Andocide si difende e vince con l’orazione “Sui misteri”,vince.
● Nel 392/391 a.C. fa parte di un’ambasceria inviata a Sparta per cercare accordi di pace a seguito della
guerra corinzia(Atene vs Sparta 395-387). ↓
Al rientro tutti gli ambasciatori sono accusati di corruzione.
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Andocide si difende con l’orazione, “Sulla pace con i Lacedemoni”,(nn si sa se pronuncia questa
orazione o circola attraverso dei libretti) ed ancora una volta, per evitare la morte, parte in esilio volontario
● Muore senza rientrare ad Atene.
LE OPERE
● I discorsi di dì A. Ci danno uno spaccato della vita ateniese dell’epoca,più o meno veritieri perchè
comunque si deve difendere
● Tre sono i discorsi autentici conservati,Sul ritorno, Sui misteri e Sulla pace con i Lacedemoni.
● un quarto, Contro Alcibiade, è considerato spurio
● Nella prima orazione Andocide presenta la mutilazione delle Erme come un episodio vandalico dovuto alla
sregolatezza giovanile, salvo poi dichiararsi estraneo ai fatti,perché infortunato a seguito di una caduta da
cavallo, nell’orazione Sui misteri.
● Non si sa, invece, se abbia pronunciato effettivamente la terza orazione o si tratti di un testo fatto circolare
per difendere le sue idee politiche.
● L’autore non è un retore e tale vuole apparire al pubblico, cioè un uomo comune costretto a difendersi per
necessità.
● I suoi discorsi sono semplici, accompagnati da digressioni aneddotiche, lo stile è spontaneo e la sintassi
piana.