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La Portassa Di Osasco N. 65 - Aprile 2024

Il giornale dei cittadini di Osasco (TO)

Caricato da

Francesco Gallo
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© All Rights Reserved
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La Portassa

di Osasco
N. 65 nuova edizione – Aprile 2024

PAG. 3
INTERVISTA ALLA GIUNTA
ANNO 2024, TEMPO DI ELEZIONI
COMUNALE DI OSASCO
Questa volta parliamo di elezioni, visto che quest’anno si svolgeranno in
PAG. 6 molti Paesi (in alcuni casi già finite quando uscirà il nostro giornale) tra cui,
INTERVISTA ALLA LISTA CIVICA
solo per citarne alcuni, Inghilterra, India, Iran, U.S.A., Russia, Messico,
“OSASCO È VIVA”
Israele, El Salvador, Taiwan e Turchia.
PAG. 10 A queste consultazioni aggiungiamo quelle che ci coinvolgono
1947: OSASCO TORNA AD direttamente: l’elezione per il rinnovo del Parlamento Europeo, della
ESSERE COMUNE Regione e del Comune.
Cercheremo di parlare di questo delicato argomento evitando, come è
PAG. 13 nostra abitudine, di schierarci a sostegno di partiti, liste o candidati.
DEMOCRAZIA E SOLIDARIETÀ: L’unico scopo del nostro intervento è quello di esprimere la nostra
SONO PASSATI BEN 150 ANNI opinione sull’utilità di partecipare al voto, sperando di riuscire magari a
PAG. 24 convincere qualcuno che, per motivi vari, sarebbe forse orientato
all’astensione.
LA SCOMPARSA DELLA
Al termine di ogni consultazione elettorale spesso cominciano a circolare
SENATRICE MIRELLA GIAI
voci di possibili “brogli” e di “astensione”, due dati … (continua a pagina 2)
La Portassa di Osasco

(continua dalla prima pagina) …


preoccupanti perché possono compromettere le Una delle motivazioni sostenute dagli amministratori
intenzioni dell’elettorato se non addirittura cambiare che si ripresentano per l’ennesima volta è quella di
l’esito della consultazione voler portare a termine impegni non ancora conclusi,
Sul primo punto va detto che è un fenomeno difficile ma ci pare una motivazione puerile perché siamo
da contrastare ed il solo sentirne parlare può creare convinti che non esista una sola persona che, giunta
sfiducia nell’elettore, anche perché nessuno può alla fine dei propri giorni di vita, possa dire di non
garantire con assoluta certezza che ciò non possa avere progetti ancora da terminare od altri da avviare.
accadere anche nei nostri paesi, nei nostri seggi Con il ricambio invece viene garantita la possibilità di
elettorali. dare spazio ad energie giovani, che molto
Riguardo invece all’ “astensione” probabilmente possono portare idee
crediamo questo sia anche dovuto al nuove.
fatto che oggi il cittadino sia poco Non vorremmo essere tacciati di
coinvolto nelle decisioni prese dai essere dei vecchi nostalgici, ma
politici. La passione per la Politica, riteniamo che la legge elettorale
che una volta veniva coltivata e elaborata dai Padri Costituenti fosse
vivacizzata attraverso dibattiti e molto più rispettosa nei confronti del
confronti promossi dai partiti, con “cittadino elettore”, al quale veniva
l’indebolirsi degli stessi è svanita; data la possibilità di scegliere tra i
oggi la politica è fatta di slogan, spesso privi di diversi candidati e non, come avviene oggi, la sola
contenuti; vince chi grida più forte, chi riesce ad facoltà di ratificare la nomina di candidati imposti non
imbonire maggiormente gli elettori, con annunci e si sa bene da chi.
promesse a cui forse non crede neanche chi le fa. Riteniamo che i piccoli comuni siano stati i più
L’astensione è purtroppo un fenomeno stabile e penalizzati dalle modifiche operate negli anni: infatti
questo è veramente desolante se si pensa alle lotte con la vecchia legge i consiglieri nel nostro comune
che sono state necessarie per ottenere un diritto erano 15 (mentre oggi sono solo 10), di cui 3 riservati
fondamentale per non essere più dei semplici alla minoranza.
“sudditi” ma per acquisire la qualifica di “cittadini”. Le liste presentate potevano contenere 12 candidati;
La consultazione elettorale invece è una delle poche in tal modo venivano garantiti i tre seggi alla
occasioni che il “cittadino” ha di scegliere i minoranza.
rappresentanti che ritiene onesti, capaci e L’elettore aveva la possibilità di scegliere 12
lungimiranti, impegnati a portare avanti istanze dei nominativi tra le diverse liste e diventavano
propri concittadini, specie quelli meno fortunati. consiglieri i candidati che personalmente avevano
Non prendere parte ad una consultazione elettorale è ricevuto più preferenze. In questo modo venivano
un’occasione persa per esprimere il proprio giudizio elette persone che godevano della fiducia della
(positivo o negativo) sull’operato di chi ha portato a popolazione.
termine il mandato, giudizio che ogni elettore può Nel corso del primo consiglio dopo la consultazione
esprimere liberamente nel segreto della cabina elettorale, i 15 consiglieri eletti provvedevano ad
elettorale. eleggere sindaco ed assessori: questo richiamava
Non possiamo esimerci dall’esprimere un giudizio sempre un buon numero di cittadini, curiosi di
negativo sulla legge introdotta recentemente che ha conoscere chi li avrebbe amministrati negli anni
tolto il limite dei mandati nei comuni con meno di successivi.
3.000 abitanti: ora quindi in questi comuni il sindaco Oggi invece il sindaco viene eletto dalla popolazione
può essere rieletto a vita e questo ci pare un grande per cui neanche nella prima seduta c’è qualche
passo all’indietro per la democrazia, un ritorno ai curiosità che attiri gli elettori.
tempi delle dinastie che, se non altro, non Il fatto poi di poter indicare una sola preferenza, ci
pretendevano di apparire democratiche. pare una grossa limitazione per verificare la
popolarità degli eletti.

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La Portassa di Osasco

INTERVISTA ALLA GIUNTA COMUNALE DI OSASCO


Tra un mese si terranno le elezioni per rinnovare il energetico, destinati a rendere l’edificio
consiglio comunale, la redazione della Portassa ha autosufficiente, con pannelli fotovoltaici sul tetto e
ritenuto utile incontrare l’attuale Giunta, per pompa di calore per il riscaldamento invernale.
informare gli osaschesi su come e quanto questa In questi ultimi anni l’amministrazione comunale ha
Amministrazione abbia realizzato il programma curato la manutenzione ordinaria della casa ex–ECA, un
elettorale sulla base del quale sono stati eletti i utilizzo futuro del piano terra (peraltro soggetto a
componenti del Consiglio Comunale. Un nostro vincoli stringenti) sarà valutato dopo il trasferimento
redattore ha incontrato ad inizio febbraio il sindaco degli ambulatori.
Adriano Miglio e l’assessore Paolo Viotti. La giunta ha tuttora intenzione di realizzare un nuovo
I punti dell’intervista ricalcano per quanto possibile le edificio più piccolo vicino alle scuole materna ed
analoghe sezioni dell’ampio programma elettorale elementare per ospitare il museo dell’Ingegno
presentato nella primavera del 2019, il quale Contadino, appena sia economicamente fattibile,
prevedeva molti impegni specifici (li troverete nelle chiaramente nel prossimo mandato del 2024 – 2029.
pagine di programma qui riprodotte)
Scuole
Quali progetti avete realizzato, cosa prevedete per Le attività di pre e post– scuola sono state sostenute
Osasco dal punto di vista urbanistico ed edilizio? regolarmente, mentre negli ultimi anni dopo il 2020
La giunta ha portato avanti il progetto per costruire un non è più stato possibile continuare l’estate ragazzi:
nuovo salone polivalente in via monsignor De Marchi, molte famiglie hanno portato i loro bambini a
di fronte al parco giochi, facendo seguito a quanto Bricherasio o San Secondo ed essendoci troppo poche
discusso nell’assemblea pubblica del 20 Luglio 2020. Il famiglie interessate a mandare i loro figli ad Osasco il
nuovo edificio, di 500 m2, è destinato ad avere al piano prezzo da praticare risulterebbe troppo alto per le
terreno (o interrato) un nuovo magazzino comunale ed famiglie.
al primo piano (in realtà sarà al livello del piano La scuola è stata dotata di luci a led e di pannelli sul
stradale) un salone polivalente con 2 locali per tetto per riscaldare l’acqua necessaria al riscaldamento
associazioni (tra cui AVIS) e potrà essere anche sede invernale.
degli ambulatori per i medici di base (attualmente in
via IV Novembre, nella casa ex–ECA). Per via dei rincari Cimitero
delle materie prime per edilizia degli ultimi anni il costo Sono già stati realizzati 56 loculi, ne è iniziata la vendita
per realizzare il nuovo edificio è di circa 1 milione 700 in Gennaio 2024, e così pure 88 cellette/ossario, aventi
mila euro, per ora il comune ha ottenuto un contributo possibilità di ospitare 2 urne con ceneri. Sono
di 762.600 euro dalla Regione Piemonte ed otterrà attualmente in definizione le aree per tombe di
opere per il valore di 100.000 euro dalla proprietà di famiglia.
Villa Ninfea. La giunta sta lavorando per ottenere il Il cimitero viene periodicamente allagato durante
resto del denaro mancante dai fondi europei FSC eventi da considerare bombe d’acqua, la giunta ritiene
(Fondi per Sviluppo e Coesione) ma qualora si che occorrerà rialzare nel 2024 i piani di calpestio.
ottenesse solo una parte del denaro necessario sarà
possibile ad inizio 2025 accendere un mutuo presso la Piste ciclabili
Cassa Depositi e Prestiti, dato che a fine 2024 termina Nel 2020 la gestione della strada ex–statale 589 dei
il pagamento del mutuo per la realizzazione della laghi di Avigliana è passata dalla Città Metropolitana
scuola materna. Il progetto esecutivo è in corso di all’ANAS ed il lavoro già avviato fino al 2020 è dovuto
redazione. ricominciare. Purtroppo ANAS, oltre a non rispondere
La nuova proprietà di Villa Ninfea, una società di alle richieste del comune, ha imposto vincoli ed
Cavour operante nel settore dell’impiantistica elettrica, obblighi quasi impossibili da rispettare, rendendo
ha quasi terminato l’iter burocratico ed a breve nel estremamente difficile far transitare una pista ciclabile
2024 inizierà la ristrutturazione di Villa Ninfea. Questa da Osasco all’area commerciale, sia lungo il muro di
società eseguirà nel nuovo edificio polivalente di via cinta del parco del castello sia sul lato opposto.
monsignor De Marchi lavori di efficientamento

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La Portassa di Osasco

Il progetto Eurovelo 8 ha Volvera come comune preferisce lasciare l’incombenza alla prossima
capofila e purtroppo il capofila è risultato poco attivo e amministrazione che subentrerà dopo le elezioni di
poco interessato ad estendere una rete di piste ciclabili Giugno 2024.
verso Osasco. La Commissione del Colore non è stata istituita,
mancando la richiesta da parte di privati di ritinteggiare
facciate che si affaccino su piazza Resistenza.
Viabilità
I due comuni di San Secondo di Pinerolo ed Osasco si Interventi su verde pubblico e rotonde ad ingresso
sono fatti promotori presso la Città Metropolitana per paese
ottenere finalmente la riasfaltatura di via San Secondo, L’ANAS ha la gestione delle due rotonde ad ingresso
eseguita nel Settembre 2023. paese (vicino al colorificio MARLL ed all’intersezione
La sistemazione di via Martiri della Libertà è alquanto tra uscita dal paese verso Cavour e circonvallazione) e
onerosa, in quanto occorre rifare le spallette del beale non ha ancora risposto alla richiesta del comune di
maestro almeno del tratto dalla chiesa parrocchiale averle in affido per la gestione del verde. Il comune ha
verso sud, dato che la la disponibilità di MARLL
corsia di marcia verso e di Frandent a prendersi
Cavour passa sopra il in carico lo sfalcio e la
beale. Il transito di veicoli cura del verde ma non
pesanti nei passati decenni può agire senza il
(ed ancora attuale, in consenso di ANAS.
misura inferiore) ha La sistemazione del parco
comportato un importante suor Caterina Merlo non
rischio di cedimenti. Per è ancora iniziata, il
realizzare l’opera il comune sta ancora
comune ha inviato un valutando con la Pro Loco
progetto definitivo all’ente come ottimizzare gli spazi
competente per ottenere in modo da rendere
un finanziamento con possibile la collocazione
PNRR per circa 700 mila del grande capannone
euro. (usato per la festa
patronale) nel parco,
Manutenzioni – quando necessario.
Illuminazione pubblica Un’area verde vicino alle
Nel 2023 è stata scuole è stata realizzata,
completata la sostituzione anche perché era
delle vecchie lampade con necessario per
luci a led per tutta compensare il verde
l’illuminazione pubblica. Il consumato con la futura
consumo di energia realizzazione del salone
elettrica si è ridotto del polivalente.
30 % circa presso le scuole
materna ed elementare e Commercio
del 50 % per l’illuminazione Al fine di promuovere i
delle strade, con notevole prodotti degli agricoltori
riduzione di spesa già visibile nel bilancio 2023. locali il comune ha aderito al Distretto del Cibo
Pinerolese ed al Distretto del cibo e della frutta di
Urbanistica Lagnasco. Lo scopo è promuovere i prodotti
L’amministrazione è ben cosciente che occorre dell’agricoltura piemontese e farne conoscere la
adeguare il piano regolatore al PAI (piano di assetto provenienza.
idrogeologico) ma occorrerà attenzione nel farlo, dato
il prevedibile impatto sull’area commerciale. La giunta

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La Portassa di Osasco

Servizi ai cittadini – Rischi idrogeologici


Il comune ha promosso un accordo tra protezione
civile di Osasco e di Pinerolo, al fine di permettere
all’unità di Osasco di utilizzare i mezzi di soccorso
disponibili presso l’unità di Pinerolo.

Raccolta rifiuti
In Ottobre 2023 è stata introdotta in Osasco una
nuova tipologia di cassonetti per la raccolta di
rifiuti umidi ed indifferenziati. Ad inizio Febbraio
2024 non ci sono ancora abbastanza dati per
quantificare il miglioramento atteso per la
percentuale RD di raccolta differenziata.

Altro
L’amministrazione comunale con fondi PNRR ha
iniziato un’attività di digitalizzazione degli uffici,
già operativa per le notifiche, e sta collaborando
alla realizzazione di un cloud delle pubbliche
amministrazioni locali. Ha poi adottato PagoPA
come piattaforma per pagamenti.
L’amministrazione ha anche aderito al patto dei
sindaci d’Europa per interventi per un’Europa più
neutrale dal punto di vista climatico ed energetico.

NOTERELLA SULLE VETRATE DELLA CHIESA


Chi entra nella nostra bella chiesa parrocchiale, non eretta la chiesa. A portare alla decisione della loro
può fare a meno di notare le due ampie vetrate che si sostituzione, fu un violentissimo colpo di vento che
trovano nella parte più alta dei due altari laterali. fece piombare a terra l’intera vetrata posta sul lato
Le due grandi finestre hanno la forma di arco e sulle destro. L’evento fortunatamente non provocò danni a
vetrate policrome sono riportate le figure di San persone perché in quel momento, non essendoci
Domenico Savio su quella di destra, mentre a sinistra funzioni religiose in corso, la chiesa era completamente
c’è quella di Papa Pio X. vuota.
In basso di ognuna è ben visibile una data: 1954, che è I due finestroni non vennero più realizzati in legno
l’anno in cui le stesse furono installate. come i precedenti bensì in ferro ed ormai da 70 anni,
Pochi ricordano ormai il motivo per cui si decise di fanno da muti assistenti alle funzioni religiose della
sostituire quelle preesistenti, risalenti quasi nostra comunità, sia liete che tristi.
sicuramente a circa 150 anni prima, quando cioè venne

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La Portassa di Osasco

INTERVISTA ALLA LISTA CIVICA “OSASCO È VIVA”


Osasco è Viva: con questo nome si presenta la nuova “Dialogo costante con la popolazione e disponibilità
lista civica che si propone di amministrare il nostro all’ascolto” è l’atteggiamento che affermate essere
Paese nei prossimi cinque anni. Fino ad oggi (metà alla base del vostro gruppo: cosa significa nella realtà,
aprile) questo gruppo ha incontrato già in sette al di là delle belle parole?
occasioni la popolazione osaschese: due volte in Uno degli aspetti principali del nostro programma è il
serate di dialogo aperte a tutti (svoltesi tra gennaio e dialogo costante con i cittadini, al fine di intercettare le
febbraio) e cinque volte in incontri per gruppi di reali necessità del Paese e di informarli sui servizi e
interesse: iniziando con le Associazioni, poi con gli sulle opportunità che il comune mette a disposizione.
Agricoltori, proseguendo con i Giovani, con le Per questo oltre alle commissioni obbligatorie previste
Famiglie e infine con le Attività commerciali e dallo statuto comunale ne creeremo una per ogni area
produttive del Paese. di interesse (ad esempio Scuola e Cultura, Sanità e
Li abbiamo intervistati per voi, ci hanno voluto politiche sociali, ecc…) in cui far entrare anche alcuni
rispondere come gruppo e non in un’intervista singola, cittadini volenterosi, di modo da rendere il più
sostenendo che «il nostro metodo di lavoro è corale: condivisa e partecipata possibile l’amministrazione
come gruppo possiamo apportare maggiori delle varie aree della vita comunale. Accanto a queste
competenze e possiamo dedicare maggiori energie di poi vorremo creare dei tavoli di lavoro permanenti che
quante ne possa dedicare un singolo uomo al permettano un dialogo costante tra amministrazione e
comando». Ecco cosa ci hanno raccontato e cosa alcuni gruppi di cittadini: ad esempio un tavolo di
propongono per Osasco. coordinamento delle associazioni del Paese; uno
dedicato agli agricoltori; uno dedicato ad attività
Cosa vi ha spinto a mettervi in gioco e a “scendere in commerciali e produttive di Osasco. Inoltre consiglieri,
campo”? assessori e sindaco metteranno a disposizione dei
Siamo partiti come un gruppo di cittadinanza attiva. ricevimenti settimanali per ascoltare la popolazione.
Abbiamo dialogato con il maggior numero di cittadini A livello di comunicazione poi renderemo il sito
possibile, sia faccia a faccia che in incontri pubblici comunale maggiormente accessibile e consultabile;
generali e per aree di interesse. La nostra idea era di creeremo delle bacheche comunali in cui inserire le
capire dai cittadini stessi se ritenessero necessario che informazioni maggiormente rilevanti riguardanti il
qualcosa cambiasse in Osasco. Abbiamo visto che molti comune; creeremo una pagina social ufficiale del
volevano qualcosa di nuovo e che si sentivano stanchi comune per condividere le notizie più importanti e gli
e delusi dall’attuale amministrazione che è stata eventi principali con la cittadinanza; cercheremo di
decisamente inconcludente rispetto alle promesse inserire un totem luminoso agli ingressi del Paese con
fatte ed alle necessità reali e concrete, sia sociali che di gli avvisi importanti e le manifestazioni principali.
infrastrutture, di questa comunità. Ci siamo quindi Inoltre creeremo un evento annuale di condivisione
decisi a dire che Osasco è Viva, non è un paese delle scelte comunali e di rendicontazione di quanto
dormitorio, non è morto dal punto di vista della svolto. Per rendere ancora più ampio e proficuo il
comunità e delle possibilità di sviluppo, ha solo bisogno dialogo faremo in modo che il bilancio sia più
di qualcuno che fornisca nuova linfa. Dopo aver visto facilmente leggibile e interpretabile dai cittadini.
che molti condividevano le nostre idee ci siamo decisi
a scendere in campo. E l’abbiamo fatto anche perché Quali sono le iniziative più importanti che vorreste
l’amministrazione attuale doveva fare poche cose realizzare?
importanti in questi 10 anni e non è riuscita a farle: un Riteniamo che siano cinque le grandi opere di cui Osa-
salone polivalente efficace, la pista ciclabile, stare in sco ha necessità e che ci proponiamo di realizzare: un
dialogo costante con i cittadini e pensare progetti che Salone polivalente; una pista ciclabile; la sistemazione
rinforzino la coesione sociale e siano di servizio ai dell’area sportiva; l’intervento sulle strutture comunali
cittadini. Noi ci impegniamo a fare queste cose fin da e cittadine per limitare gli sprechi di energia e ottenere
subito, perché Osasco non resti indietro ma al un risparmio, sia economico sia di emissioni nocive
contrario diventi un comune di avanguardia.

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La Portassa di Osasco

(quello che normalmente viene chiamato efficienta- categorie di utenti interessate e, in caso negativo, quali
mento energetico); la razionalizzazione dell’area com- margini abbiamo per apportare le correzioni
merciale. necessarie), se è capiente (cioè se gli spazi previsti sono
Per quanto riguarda la pista ciclabile ne creeremo una sufficienti) se il prezzo è congruo (cioè se il rapporto
che si armonizzi con il piano urbanistico del Paese, che costo / qualità della struttura è in linea con gli standard
si colleghi con Pinerolo e con il resto della valle, con raggiunti dai paesi vicini). Una volta conclusa questa
l’accortezza di pensare ad un accesso ciclo–pedonale al fase ci sarà un Referendum Cittadino, col quale i
Centro Commerciale. cittadini decideranno se e come andare avanti: noi ci
Valuteremo la risistemazione e l’ampliamento impegniamo a seguire le indicazioni che verranno fuori
dell’area dei campi sportivi o il ricollocamento della da questo grande esempio di partecipazione dei
stessa area in altra sede. cittadini al governo della casa Comune.
Realizzeremo con competenza e decisione un piano di Consapevoli che i tempi di realizzazione saranno
efficientamento energetico e produzione di energia necessariamente lunghi, ci impegniamo per le
pulita. Renderemo Osasco un produttore di energia suddette opere ad approvare un progetto e far partire
verde, con pannelli fotovoltaici sui tetti della maggior le prime azioni di realizzazione entro la fine del
parte degli edifici comunali e con la creazione di una mandato.
Comunità Energetica: questo comporterà risparmi eco-
nomici per tutti e Avete delle
un minor impatto proposte anche
ambientale. di urbanistica e
Per quanto ri- decoro urbano?
guarda l’area Oltre a queste
commerciale opere contiamo
pensiamo di ri- di valutare una ri-
servare uno spa- sistemazione di
zio alla vendita via Martiri della
dei prodotti locali Libertà, sia dal
con un mercato punto di vista del
settimanale, decoro urbano
creando un'area che da quello
coperta in loco e della sicurezza.
spingeremo per Su quest’ultimo
una razionalizza- punto stiamo va-
zione negli ac- lutando delle ipo-
cessi e nei par- tesi alternative ai
cheggi dell’area dossi, che risul-
commerciale. tano poco funzionali nel rallentare la velocità di marcia
Osasco ha bisogno di un Salone Polivalente, ampio e dei veicoli e che in compenso creano danni alle auto-
funzionale. Ma nulla si dei dettagli tecnici del progetto vetture. L’obiettivo di fondo sarà quello di rendere più
che vuole avviare l’amministrazione attuale in questo facile delle brevi soste agli automobilisti di passaggio,
scorcio di legislatura, con l’accensione di un mutuo di in modo che possano effettuare con sicurezza gli acqui-
ben oltre un milione di Euro, bloccando per mancanza sti negli esercizi commerciali della via, ma disincenti-
di fondi qualsiasi iniziativa di largo respiro per i vare il passaggio di chi intende solo attraversare il
prossimi dieci anni. C’è bisogno di Trasparenza e di paese, spesso a velocità eccessiva. Per quanto riguarda
Partecipazione, nostre parole d’ordine insieme a l’aspetto della via ci piacerebbe introdurre un nuovo
Cambiamento e Competenza: non appena insediati elemento di decoro urbano, che la caratterizzi e la ab-
convocheremo un’Assemblea Pubblica, chiamando a bellisca.
raccolta Cittadini e Associazioni, i nostri Medici di Tutto bello, dunque, tutto facile?
Medicina Generale e i Progettisti; tutti assieme Sappiamo che nell’attuale amministrazione ci si
cercheremo di capire se il progetto è adeguato (cioè se lamenta molto degli impedimenti della burocrazia, che
rispondente alle reali necessità dei cittadini e delle sono certamente innumerevoli e bisogna riconoscerlo.

7
La Portassa di Osasco

Però sbirciando nei comuni vicini di dimensioni simili soldi e non riuscendo a realizzare ciò per cui li avevano
alle nostre vediamo quante cose sono riusciti a ottenuti con il rischio di doverli restituire.
realizzare negli ultimi anni e siamo certi che si potrebbe
fare lo stesso anche da noi. Basti pensare a Vigone che Avete parlato anche di Coesione Sociale, di creazione
ha la Casa della Salute che viene costantemente di una comunità: cosa intendete fare nello specifico?
migliorata; a Roletto che ha realizzato la È necessario lavorare perché Osasco diventi sempre di
ristrutturazione della scuola e la costruzione del nuovo più una comunità. Questo si fa certamente con il
edificio comunale, oltre che ingrandito i campi sportivi; dialogo costante amministrazione–cittadini e con la
a Cantalupa che è riuscita a realizzare un centro creazione delle giuste infrastrutture, come già
sportivo federale consociato con il CONI. Insomma gli accennato. Ma si realizza anche attraverso tanti piccoli
esempi sono innumerevoli: basta avere la voglia, una progetti: creazione di un’estate ragazzi, allestimento di
diversificazione delle competenze tra chi collabora e un’aula studio e di un posto di ritrovo per i più giovani
soprattutto bisogna partecipare in maniera efficace ai (e non solo), attivazione di un Consiglio Comunale dei
bandi che propongono linee di finanziamento. In Ragazzi (ricordiamo che la democrazia si impara fin da
questo momento tra PNRR e PON ci sono molte piccoli), dei progetti di contrasto alla solitudine e di
possibilità in questo senso: sappiamo che l’attuale sostegno alle persone con disabilità, creazione di punti
amministrazione ha provato a partecipare ad alcuni di di accesso e di orientamento ai servizi, serate culturali,
questi bandi ma senza successo o, peggio, ottenendo i mostre e quanto la creatività dei nostri cittadini vorrà
suggerirci lungo la via.

Una nostra lettrice (che ringraziamo di cuore), ci ha fatto avere un bel racconto sulla propria
esperienza di vita nei primi anni del dopoguerra. Il racconto è veramente molto interessante, perché
dà l’idea di come fosse difficile la vita a quei tempi. Purtroppo non possiamo pubblicarlo
integralmente, come invece meriterebbe, per questioni di spazio e quindi ne riprendiamo solo alcune
parti, a cui abbiamo aggiunto alcune note redazionali.

ESPERIENZE DI VITA Una lettrice ci scrive …


“Sono nata ad Osasco il 30.4.195x, giorno della vino ed altri alberi da frutta; comprò due mucche
fiera primaverile di Pinerolo, in una famiglia di che occuparono la stalla”.
contadini poveri, penultima di cinque fratelli.
Sono nata in casa, assistita da una ostetrica che Come in passato abbiamo già ricordato su queste
mio padre era andato a prendere con un carretto colonne, quasi tutte le famiglie del nostro paese, fin
trainato da due mucche, dopo aver verso la metà del secolo scorso, tenevano qualche
accompagnato i fratellini da una zia, ai quali il mucca, da cui ricavare latte per la famiglia e, molto
giorno dopo dissero che alla fiera di Pinerolo importante, letame per l’orto, campi e prati.
avevano trovato quella nuova sorellina”. A tal proposito ci piace ricordare un proverbio che dà
Sono cresciuta in una piccola casa rurale: due l’idea dell’importanza che veniva riconosciuta al
stanze, una camera da letto ed una cucina, letame: “il contadino che vende il letame, raccoglie
adiacente ad una stalla ed un fienile. Come per la pulci”.
maggior parte delle case di campagna di quei
tempi, non c’era acqua né bagno in casa, però a “Il periodo scolastico è stato per me molto
poche decine di metri, c’era una piccola tettoia importante, anche se non sempre facile. In
con un rudimentale water. seconda elementare ho avuto un’insegnante
Quando i miei genitori si sposarono, comprarono molto nervosa; la sentivo molto distante (credo la
la piccola casa, con attorno circa un ettaro di cosa fosse reciproca) e quasi mi metteva paura.
terreno, comprendente un bosco poco distante Mi impressionavano le sue mani, con dita magre,
dal torrente Chisone. Nella casetta mio padre lunghe e con unghie dipinte di rosso.
realizzò una cucina con pavimento in piastrelle di A scuola con me c’era anche una bambina che
argilla rosse; nel campo piantò viti per prodursi il indossava un grosso e vistoso apparecchio

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La Portassa di Osasco

acustico, con un filo che collegava la chiocciola Il Collegio ospitava solo bambine, provenienti
dalle orecchie alla batteria sistemata nel taschino principalmente da Torino, figlie di immigrati del
del grembiulino nero. C’era un’altra bambina che Sud che lavoravano alla FIAT e che quindi
prendeva in giro la piccola, tirando quel filo. potevano venire a trovare le ragazzine solo alla
Un giorno, stanca di vedere tale comportamento, domenica. Alcune di loro sentivano
le presi la mano e la morsicai con tutta la mia maggiormente questa lontananza e mi dicevano:
forza. Al che la maestra preparò un foglio con su tu sei fortunata, puoi tornare tutti i giorni a casa.
scritto IO MORDO e con quel cartello appeso al Nelle ore libere dalla scuola e nei giorni di
collo, mi fece girare per tutte le altre classi. vacanza, aiutavo la famiglia in vari lavori.
Sono sempre stata convinta che le condizioni L’impegno più noioso e pericoloso per noi, era
economiche non certo rosee della mia famiglia quello di portare le 3–4 mucche, legate tra di loro,
influenzassero negativamente l’atteggiamento di al pascolo.
quell’insegnante. Lavori molto faticosi erano invece quelli
Ripetei la seconda elementare con un’altra riguardanti la fienagione, ripetuti normalmente
insegnante, ma quella bocciatura l’ho vissuta tre volte all’anno. Si facevano tutti a mano; si
come un vero fallimento”. girava con un bastone, si rastrellava e poi si
caricava: con un forcone con un lungo manico,
mio padre buttava il fieno sul carro, dove la
mamma lo sistemava, mentre uno di noi ragazzi
rastrellava il fieno non raccolto con la forca ed un
altro teneva a bada le mucche addette al traino
del carro. Quando arrivavano i tafani, dovevamo
agitare delle frasche per allontanarli ed evitare
che le mucche si imbizzarrissero.
A giugno c’erano anche le ciliegie da raccogliere,
di quattro grandi alberi. Mio padre posizionava
una lunga scala a pioli, saliva fino in punta e poi
si arrampicava sull’albero. Non aveva paura.
Riempiva velocemente le ceste, che poi calava a
terra con una lunga corda.
Bocciature e provvedimenti punitivi come quello La mattina seguente la mamma caricava le ceste
ricordato dalla nostra lettrice erano tutt’altro che rari. colme sulla bici, una per parte del manubrio ed
E forse non sempre dovuti esclusivamente a studenti una legata alla sella e le portava a vendere al
poco diligenti … mercato di Pinerolo. Portava anche me, forse per
Ricordiamo ad esempio il caso in cui negli anni avere un po’ di compagnia. Partivamo verso le
Cinquanta furono bocciati tutti i ragazzi maschi della quattro ed era tutto buio. Io trotterellavo dietro a
terza elementare (una decina), mentre tutte le lei, contenta di farle compagnia; mi sembrava di
ragazzine della stessa classe furono promosse. (A sollevarla dalla fatica che faceva a portare la bici.
qualcuno era venuto il dubbio si trattasse di una piccola Arrivate in Piazza Fontana la mamma vendeva
vendetta dell’insegnante per problemi personali con quasi subito le ciliegie ed intanto si erano fatte le
qualche giovanotto). sette e nell’aria si sentiva un profumo di pane
proveniente dalla panetteria che c’era in Piazza
“Gli ultimi tre anni delle elementari le frequentai Roma dove, molte volte, andavamo a comprare
nell’Istituto–Collegio delle Suore Salesiane che qualche pagnotta prima di andare in drog heria a
operavano ad Osasco. Qui ebbi la fortuna di fornirci di caffè, zucchero o altri prodotti per la
incontrare un ambiente sereno ed un’insegnante casa.
– Suor Nilde – che era contenta di me: mi dava dei D’estate oltre i pesanti lavori stagionali,
bei voti, diceva che facevo dei bei temi ed a volte bisognava anche pensare alle provviste di legno
mi indicava addirittura come esempio ad altre per l’inverno. A questi lavori, eseguiti tutti a mano,
bambine. provvedeva mio padre, aiutato da un fratello della
mamma

9
La Portassa di Osasco

La mia mamma cucinava bene; cibi semplici ma


molto gustosi, anche perché cotti lentamente, su
una stufa a legna che serviva anche a scaldare la
cucina. Mi sembra di sentire ancora oggi il
profumo della minestra di fagioli, del pollo e del
coniglio cotti all’umido.
D’inverno, era duro uscire dal caldo della cucina o
della stalla per andare a letto nelle stanze fredde
ed allora mia mamma riscaldava il letto con lo
scaldino di rame pieno di brace ardente, che
faceva scorrere nel letto, fin che lenzuola e
coperte diventavano un po’ calde. Finita
l’operazione, ci mettevamo in fretta sotto le
coperte per goderci quel calduccio”.
“A febbraio si ammazzava il maiale, ma io quel
Oggi spesso si sente dire che una volta faceva più
mattino partivo prima per la scuola, perché non
freddo e chi è un po’ più avanti negli anni lo può
volevo sentire le urla della povera bestia, che
senz’altro confermare. Intanto va ricordato che il
veniva sgozzata ed appesa con delle funi.
riscaldamento delle case avveniva esclusivamente con
Dopo lunghe discussioni in famiglia, mio padre
legna, non essendo ancora sfruttato gasolio né gas. In
aveva comprato una radio ed alla sera, in silenzio
campagna c’era l’alternativa della stalla, dove la sera le
assoluto, sentivamo i radio giornali. Eravamo
famiglie si radunavano per sfruttare il caldo procurato
negli anni sessanta e sentivamo parlare della
dagli animali e nel frattempo fare qualche lavoro
guerra in Vietnam, della guerra “fredda” tra le
(maglie, calze le donne; ceste, attrezzi da lavoro gli
due grandi potenze: U.S.A. ed U.R.S.S., che si
uomini), parlare, raccontare storie, vere od inventate.
trovarono ad un passo dalla guerra vera con la
Le camere da letto si scaldavano solo in caso di malattia
crisi di Cuba.
di qualche familiare e nei primi giorni di vita di qualche
Ricordo gli appelli per la pace di Papa Giovanni
neonato, ma normalmente erano fredde, per cui non
XXIII e non potrò mai dimenticare quando disse
era raro il caso in cui al mattino, era ben visibile il
alla radio: ‘Andate a casa, date un bacio ai vostri
ghiaccio che durante la notte si era formato sulla parte
bambini e ditegli che è il papa che glielo manda’”
interna dei vetri delle finestre.

1947: OSASCO TORNA AD ESSERE COMUNE


Nel 1946, terminata la seconda guerra mondiale e A queste elezioni amministrative seguì, il 2 giugno 1946,
caduto il fascismo, furono indette le prime elezioni il referendum monarchia – repubblica (il re Umberto II,
amministrative democratiche; gli elettori furono a seguito della vittoria repubblicana, partì in esilio
chiamati ad eleggere i propri amministratori in verso Cascais, in Portogallo), mentre il 18 e 19 aprile
sostituzione di quelli provvisoriamente nominati dal 1948 si svolsero anche le elezioni politiche.
C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale). Sempre in quegli anni, il 1° Gennaio 1948, entrò in
Dette elezioni si svolsero in tutta Italia, ma non nella vigore la Costituzione della Repubblica Italiana.
stessa data: infatti quell’anno ci furono ben 13 tornate Nel 1946 anche le donne poterono esercitare per la
elettorali. prima volta il diritto di votare e di essere votate
Il 17.3.1946 fu la volta del comune di San Secondo, a (Suffragio universale).
cui presero parte anche gli abitanti di Osasco. Giusto in quel contesto storico è ambientato il recente
e magistrale film di Paola Cortellesi, C’è ancora domani,
che parla di anelito alla libertà, di speranza nel futuro,
di emancipazione femminile e violenza contro le donne.

10
La Portassa di Osasco

Ma perché i residenti di Osasco dovettero votare con


San Secondo? Perché, con decreto n. 2591 del
18.10.1928 il comune di Osasco era stato aggregato a
quello di San Secondo, divenendo così frazione di quel
comune, il cui Podestà era il generale Augusto Allois.
Alla competizione furono presentate quattro liste:
Democrazia Cristiana, Partito Comunista Italiano e due
liste che, a differenza delle prime, non avevano alcun
riferimento a liste nazionali e che a giudicare dai
simboli, c’è da ritenere rappresentassero le istanze di
attività professionali operanti sul territorio pinerolese.
Le liste elettorali erano dunque formate da persone dei
due centri, e molti Osaschesi riconosceranno negli
elenchi i nomi dei loro padri, dei loro nonni e di tante
altre persone note.

a distanza di poco più di un anno da quelle prime


elezioni, Osasco già tornava ad avere la sua
indipendenza grazie al [Link]. n. 634 del 9.6.1947 che
così recitava: “Il Comune di Osasco, aggregato con
Regio Decreto n. 2591 del 18.10.1928 al Comune di San
Secondo di Pinerolo, è riconosciuto con la
circoscrizione preesistente all’entrata in vigore del
Decreto medesimo”.
Una curiosità rilevata da La Portassa: quando sul n. 42
del 2001 citammo il Regio Decreto con cui il nostro

Come prevedibile però la maggior parte dei nomi erano


di residenti di San Secondo. Solo due le donne in lista.
Il fatto di poter avere solo pochi rappresentanti, nel
comune di San Secondo, certamente non piaceva ai
cittadini osaschesi alcuni dei quali, visto che fino al
1928 il paese aveva avuto un’amministrazione
indipendente, si mossero per riottenere quanto gli era
stato tolto con un atto autoritario diciotto anni prima.
Ed il loro impegno portò presto i frutti sperati tanto che,

11
La Portassa di Osasco

comune era stato aggregato a San Secondo, due attenti


lettori del nostro giornale ci chiesero perché, pur
essendo loro nati dopo l’emissione del suddetto
Decreto (Gilli Dante e Giordana Giacomo nati
rispettivamente il 30.10.1928 ed il 4.11.1928)
risultassero ancora “nati ad Osasco”.
Dalle ricerche sempre approfondite del nostro giornale,
scoprimmo che il Decreto stabiliva che il Consiglio
Comunale e la Giunta sarebbero rimasti in carica fino al
31.12.1928.
L’ipotesi più probabile ritenemmo fosse che gli effetti
di quel Decreto decorressero pienamente solo dal
1.1.1929.
Col ritorno dell’autonomia, il Comune riprese poco alla
volta la vita interrotta bruscamente nel 1928, tornando
così ad eleggere ogni cinque anni i propri consiglieri
comunali e questi, nel corso del loro primo consiglio,
ad elegge il sindaco. Cosa che non avviene più ai nostri
giorni, in quanto il sindaco viene ora eletto
direttamente dai cittadini.
Il primo sindaco eletto nel rinato comune fu Luigi
Camusso, deceduto prematuramente il 10 febbraio 1958.
Quindi fu la volta di Giuseppe Priotti, seguito da
Domenico Picatonotto, Enrico Berardo, Angelo Ignazio
Gilli, Giovanni Vivalda, Guido Geuna, Silvano Bianco,
Giovanni Adriano Miglio attualmente in carica.

Le note di Ignazio Gilli, al tempo alunno delle scuole elementari, sul ritorno
del Comune a Osasco.

ECCO IL RICORDO DI UN TESTIMONE


Per un ventennio del secolo scorso (1928–1947), Noi alunni delle scuole, accompagnati dalle insegnanti,
Osasco non fu più comune, ma frazione di San attendemmo l’arrivo del calesse che trasportava alcuni
Secondo. In tale periodo Osasco era rappresentato a mobili d’ufficio, registri e faldoni di archivio, gli stessi
San Secondo da alcuni consiglieri comunali. che venti anni prima avevano percorso la strada
Podestà di San Secondo per alcuni anni fu il Generale inversa, diretti a San Secondo.
Augusto Allois, abitante ad Osasco nella cascina Alla guida del mezzo c’era mio padre Gilli Guido,
Simondetti. consigliere comunale e proprietario di cavallo e
Nel 1947 Osasco riuscì a riottenere l’autonomia calesse, con a fianco Luigi Camusso, pure lui consigliere
amministrativa, grazie all’interessamento di alcuni comunale e che, dopo la Liberazione, sarà il primo
consiglieri comunali ed altre personalità che avevano a sindaco di Osasco.
cuore le sorti del loro piccolo paese. L’accoglienza avvenne in un’atmosfera festosa da parte
Io ricordo il ritorno “fisico” del comune ad Osasco, cui di tutti i presenti.
parteciparono le scolaresche, le associazioni locali e Ricordo che Luigi Camusso (per tutti “Vigin”),
molta gente. pronunciò un breve discorso sul significato della
L’appuntamento era in Via San Secondo, sul piazzale manifestazione.
antistante il capannone degli autotrasporti Maffei (ex Poi tutti in corteo fino al Municipio che, come prima
fucina, zona dove ora sorge il colorificio MARLL). della soppressione, aveva sede dove oggi c’è la

12
La Portassa di Osasco

biblioteca comunale, ma con ingresso da Via Martiri Ricordo che a quel tempo le 5 classi elementari erano
anziché dalla Piazza. Lì vennero portati i documenti, gestite da tre insegnanti: la [Link] Maranetto Clorinda;
mentre noi ritornammo nelle nostre aule. la [Link] Balcet Angiolina e la [Link] Dalla Piccola.

Ignazio Gilli

DEMOCRAZIA E SOLIDARIETÀ: SONO PASSATI BEN 150 ANNI

Domenica 10 settembre e domenica 17 settembre


2023 sono state due belle giornate in cui si sono
festeggiati i 150 anni di esistenza della Società Operaia
ed Agricola di Mutuo Soccorso di Osasco, la nostra
vecchia “Sucietà…” osaschese.

Fondata nel 1873, ha cercato di far vivere agli osaschesi


(soprattutto quelli di un tempo) una vita dignitosa, disponibili dall’associazione per festeggiare in questo
specialmente nei momenti di maggior bisogno. Una modo i suoi 150 anni di fondazione.
volta non c’era assistenza mutualistica e questa/queste Fedele ai principi fondanti del Mutuo Soccorso ha
società hanno sempre cercato di sopperire a quella offerto alla cittadinanza la possibilità di una visita
carenza. oculistica gratuita.
Molto interessanti sono gli aneddoti su Osasco che si Numerose sono state le prestazioni effettuate. Grazie
possono leggere sul volumetto pubblicato nel 2003 da alla professionalità del Dott. Stefano Amasio che ha
questa associazione ed intitolato “Democrazia e offerto gratuitamente una giornata del suo tempo
solidarietà”. libero, il numero di persone che ha potuto usufruire di
Per chi può essere interessato, questo volumetto è questa possibilità è stato superiore a quello
disponibile gratuitamente. Sufficiente richiederlo a inizialmente previsto.
qualcuno dei membri della direzione dell’associazione. Ci sono stati casi in cui questa visita ha sopperito alle
Si possono conoscere molte curiosità storiche su lungaggini del sistema sanitario con il gradito riscontro
Osasco e sulla vita dei suoi cittadini. di una affettuosa e sincera riconoscenza.
Naturalmente con l’evolversi dei periodi La speranza è quella di poter ripetere tale
storici anche le esigenze e le offerte di esperienza, magari con altre prestazioni.
servizi da parte dell’associazione si sono E proprio l’offerta di questo supporto alla
evolute e modificate in base a quanto cittadinanza ha riportato l’Associazione allo
poteva venire richiesto in determinati scopo istituzionale per il quale nel 1873 era
momenti, fino ai nostri giorni. stata fondata.
L’offerta che viene oggi presentata alla
cittadinanza, passati i momenti di Sotto l’Ala Comunale anche un po' di
transizione in cui la “Sucietà” era diventata cultura: era visibile una bella mostra di
cooperativa di consumo e supporto a immagini e didascalie stampate su eleganti
momenti ludici (gioco bocce, bar per nonni e nipoti, pannelli intitolata “Modus Operandi – il mutuo
ecc..), è ridiventata un’offerta legata principalmente Soccorso dalla A alla Z”.
all’assistenza sociale e sanitaria. La Storia delle Società di Mutuo Soccorso rivisitata
Storia ed informazioni su questa Associazione sono attraverso le lettere dell’alfabeto.
state pubblicate sui n. 63 e 64 di questo periodico. Dalle 10,00 del mattino fino alle 18,00 del pomeriggio
sono stati momenti che hanno creato curiosità ed
Domenica 10 settembre, giornata in cui in paese si interesse attorno a questa vecchia istituzione
festeggiava anche la festa Patronale, ha visto la gradita osaschese che ha cercato di ravvivare e riattivare la sua
esperienza della presenza, davanti all’Ala Comunale, di presenza nel paese.
un camper medico adibito a visite oculistiche rese

13
La Portassa di Osasco

Domenica 17 settembre è stata invece la domenica in


cui istituzionalmente è stata celebrata la ricorrenza di
questo anniversario.
La giornata è iniziata con la Messa delle 10 celebrata da
don Francesco Decio. Sempre coinvolgenti le sue
parole di commemorazione di questo evento.
Alle 11 nella sala consigliare del Comune si è svolta una
partecipata conferenza su vari aspetti del Mutuo
Soccorso.
Adriano Miglio, sindaco di Osasco e Franco Picatonotto,
presidente della Società osaschese, iniziano porgendo
i saluti del paese e della Società a tutti i partecipanti.

A tutti viene donata una targa in pietra a ricordo di


questa giornata.
Alle 13,00 a coronamento dei festeggiamenti, ci si
ritrova per il pranzo nella bella sala conviviale del
Castello di Osasco, simbolo storico di questo nostro
paese.
Nutrita la presenza di tanti concittadini e
rappresentanze di diverse realtà mutualistiche dei
paesi vicini.
Alle 17,00 un gran bel concerto chiude la bella giornata.
Musiche tradizionale dei nostri luoghi e grandi successi
di musiche da film eseguite magistralmente dai maestri
Franco Picatonotto ringrazia l’ex presidente Beppe Gilli Michelangelo Pepino, Fabio Banchio e Federico Ferrato
per l’enorme lavoro svolto nei quasi 32 anni di e storicamente ben presentate da Stefano Cardetti
presidenza di questa antica istituzione, ringraziamento entusiasmano i numerosi ascoltatori con letterali
che va anche ai suoi collaboratori, in particolare ai sigg. standing ovation e pubblico in piedi ad applaudire.
Bessone Celso e Levetti Sergio.
La corrispondente dell’Eco del Chisone, [Link] Flavia
Scapicchio, moderatrice dell’incontro, da quindi la
parola a Federico Ferro, presidente onorario della
Società Mutua Pinerolese, che traccia un veloce profilo
sulla storia e sul ruolo che ha avuto la Società
Osaschese nella fondazione della nuova Mutua
Pinerolese.
Segue la narrazione da parte di Guido Geuna, ex
sindaco di Osasco, su quanto la Società abbia
partecipato alla storia dello sviluppo della vita
Osaschese durante l’evoluzione urbanistica degli anni
novanta.
Giancarlo Libert, terzo relatore e storico
dell’emigrazione, illustra fatti e avvenimenti ad Osasco
del Brasile legati alla Mutua Assistenza dell’epoca.
Per ultima Monica Canalis, consigliere regionale, ben
definisce il contributo che la donna ha portato nella Si chiudono così due intense giornate create per
storia del Mutuo Soccorso e la capacità esercitata per ricordare questa istituzione che tanto ha permeato la
creare coesione in quella comunità. vita degli osaschesi. Purtroppo, ai nostri giorni, la
necessità impellente di una tale istituzione non è più

14
La Portassa di Osasco

così tanto sentita. Le cause sono diverse e stessa del paese, e il gruppo che si è impegnato in
principalmente sono da ricercare nei diversi interessi questa impresa cercherà, in primo luogo, di non lasciar
che cambiano gli stili di vita e nel modo stesso in cui la morire il ricordo dei nostri padri, nonni e … bisnonni.
nostra vita si svolge. In secondo luogo cercherà di far conoscere quali siano
L’odierna ragione per mantenere in vita questa le offerte che il mutuo soccorso offre ai giorni nostri.
istituzione, in Osasco, sta nel voler ricordare la storia

LA CASSETTA DELLE LETTERE


C’era una volta … un contenitore generalmente Il formato del giornalino è un classico A4 (210 mm x 297
posizionato all’ingresso delle abitazioni e che serviva mm) e depositarlo nei famosi contenitori risulta troppe
per accogliere la posta che veniva inviata da enti, ditte, volte un compito piuttosto arduo.
amici vari. Si chiamava “cassetta delle lettere” e aveva Naturalmente la stragrande maggioranza delle
a disposizione una feritoia che si chiamava “buco delle cassette è regolarmente tenuta a posto e non crea
lettere”. problemi, ma le avventure che abbiamo incontrato,
combattendo con diverse situazioni, sono degne di
Gli amici ci inviavano cartoline con cari saluti da luoghi
menzione.
di villeggiatura mentre enti e ditte ci mandavano avvisi
che ritenevano potessero interessarci. Raccomandate • C’è la cassetta con la feritoia talmente piccola
non sempre gradite arrivano ancora oggi. A quei tempi che il giornale fa
non arrivavano mostruosa fatica
tonnellate di fogli ad essere im-
pubblicitari che ci messo. Conse-
invitano a spen-
guenza di questo
dere.
è il contorcimen-
Oggi non è più così to per la piega-
e il traffico si è tura del foglio in
molto ridotto. È consegna tenen-
arrivata la famosa do nello stesso
“mail”. Si rispar-
tempo in equili-
mia carta. Solo la
brio precario la
pubblicità imper-
versa ancora, an- pila di quelli che
che sul solito sup- hai sul braccio
porto cartaceo. pronti per la suc-
cessiva distribu-
In genere il po-
zione. Diventa
stino o la postina
d’obbligo fare il giocoliere per non far cadere il
portavano a destinazione “cose” di dimensioni piutto-
sto ridotte e depositavano normalmente il tutto senza tutto (naturalmente sul terreno umido, visto
eccessiva fatica. che la distribuzione avviene quasi sempre a
fine anno e con inverno imperante).
La cassetta aveva inoltre anche un significato: sei
• C’è la cassetta che tu pensavi fosse fissata al
collegato col mondo e sei nel cuore degli amici.
muro. Quando cerchi di fare la consegna ecco
Noi della “Portassa”, con l’idea di far avere il nostro che questo “essere” si piega al minimo di 30°
foglio attraverso la distribuzione manuale porta a porta, ed hai netta la sensazione … “ora cade tutto”.
ci siamo imbattuti “nel problema”. E qui vengono fuori Naturalmente sempre con la solita pila da
le nostre considerazioni.
distribuire che sta per cadere.
Abbiamo deciso di condividerle ironicamente con tutti
voi che ci leggete.

15
La Portassa di Osasco

• C’è la cassetta che ha il sottofondo pieno di nome. Informazione però completamente sconosciuta
vecchia pubblicità non ritirata e, di conse- al povero postino di turno.
guenza, il giornale in buona parte rimane Sul campanello sarebbero sufficienti anche solo due
esposto alle intemperie. Guardi bene e vedi iniziali. (Privacy…)
che non è assolutamente protetto da un Nel secolo scorso (… anni 50/60) correva per le nostre
strade la simpatica signora Carolina, osaschese d.o.c. e
minimo di visiera. Pensi: se non sarà ritirato
postina in Osasco, dall’assunzione ininterrottamente
entro breve tempo, lo si potrà usare solo per
fino alla pensione. Conosceva alla perfezione tutti gli
pulire i vetri (da una ricetta di mia mamma che abitanti. Ha fatto a piedi decine e decine di chilometri,
diceva che i giornali umidi, impregnati durante tutti i santi giorni, sempre sulle medesime strade. Era
la stampa con certi prodotti chimici, possibile non mettere i nomi sugli allora pochi
funzionavano benissimo per questa pulizia). campanelli, perché Carolina, imperterrita, sapeva
• E poi c’è quella che per trovarla devi giocare a sempre dove abitavi.
“guardia e ladri”. In più è messa su un pilastro Notare che la nostra eroina è mancata all’età di 103
a due metri dal solito cane incavolato che ti fa anni nel 2015. Dimostrazione che camminare fa bene
dire “... speriamo sia legato, altrimenti me la alla salute.
squaglio ...” (Forse il possibile ricevente non se Ai nostri giorni, dopo la privatizzata di Poste, non esiste
ne risentirebbe neanche più di tanto…) più la figura del postino stanziale.
Il cambio di persona, naturalmente per motivi di
Va beh. In fondo un po' di avventura va sempre bene. organizzazione interna, è piuttosto frequente e, di
Ultima annotazione che per la nostra distribuzione non conseguenza, si può ben immaginare l’enorme
è comunque di intralcio. Ci sono cassette difficoltà della distribuzione fatta da un lavoratore che
completamente anonime. L’appartenenza di quella periodicamente cambia pure paese.
cassetta a qualcuno è puramente immaginaria. Che dire. Speriamo che con un po' di buona volontà si
Immaginaria sì, perché, guardando sulla parvenza di riesca ad aggiustare questa carenza di attenzione verso
campanello, discretamente vicino a quell’attrezzo, noti un servizio che è direttamente a favore di colui che ne
che anche lì non c’è scritto nulla. Siamo convinti che il è il fruitore.
proprietario dell’immobile è a conoscenza del suo Sarebbe un bene per l’utente e per il personale in
servizio…

A L’È RIVAJE TËRNAVASS


“È arrivato Ternavasio”! Ricordo anche il tiro a segno che veniva sistemato
Questa è la frase fatidica che, nei miei ricordi d'infanzia, nell'angolo della piazza dove ora c'è l’entrata della
annunciava ufficialmente l'inizio della festa patronale, centralina telefonica; per alcuni anni ce ne furono
tradizionalmente costruita attorno al ballo a palchetto. addirittura due.
Normalmente il mercoledì o il giovedì che precedeva la Il primo era gestito da un fratello e una sorella, già di
seconda domenica di settembre arrivava il "leoncino" una certa età che vivevano in un carrozzone lasciato
che trasportava tutto il materiale: palchetto, alzate, stazionare in via IV novembre di fianco all’Ala. Del
telone, spessori, specchi ecc. Il tutto proveniva dal secondo ricordo il nome: "Tiro Valpellice” e il nome del
paese dove, la domenica prima, un'altra festa era stata gestore “Beppe”.
consumata. Queste persone erano “alleate” con Ternavasio e
Il materiale veniva depositato sotto l'ala tuttora tenevano d'occhio il ballo montato essendo in costante
esistente per venire poi montato il sabato con la battaglia con noi ragazzini che lo vedevamo come
presenza, non sempre molto accettata, di torme di nostro. Non potevamo digerire la limitazione di una
ragazzini. Quegli stessi che, a lavoro finito e partito cosa che sentivamo come parte integrante della festa
“Tërnavass” si impossessavano del palchetto per farlo del paese.
diventare una fantastica pista di gioco.

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La Portassa di Osasco

Il primo tiro a segno, quello più C’era anche sempre Edoardo (il
grosso, vendeva anche i petardi marito di Magna Lina} che, tra
(caramele da sciòp}; questi, ben una barzelletta e l'altra, trovava
confezionati con altri tipi modo di ridire sul sapore del vino
fischianti (fusette) fornivano un di mio padre. Non era mai buono
eccellente materiale per allietare come il suo che veniva da
le serate di ballo. Intrufolati in Cappella Merli. Pensare che io
mezzo agli spettatori i ragazzini vedevo le grandi manovre di papà
più alti e coraggiosi li facevano per servire le bottiglie più sicure,
partire dentro al ballo e davano magari provenienti dalle "rivoire"
un fragoroso aiuto alle orchestre di Bricherasio nelle vigne dei
di liscio. Queste erano guidate fratelli Solera. Quel vino
dallo stesso Ternavasio che solitamente aveva l'impronta di
suonava indifferentemente diver- trasporti furtivi nel cuore della
si strumenti; io lo ricordo però notte per evitare lo stramaledetto
specialmente con la trombetta e dazio imposto da "Paolini" (il
con la tromba a tiro. daziere).
Erano gli anni '50 e, sebbene la La domenica alle 10,30 la festa
guerra fosse finita da un po', non c'era da vivere da religiosa della Natività di Maria era celebrata anche
nababbi. In negozio in quei giorni ci si forniva di esteriormente con una processione che, dopo la S.
amaretti più grossi del normale perché nelle case si Messa, si snodava dalla chiesa alla piazza per passare
facevano le pesche ripiene (persi pien}, si vendevano di fianco al ballo (sembrava una battaglia tra diavolo e
fette di formaggio più grandi, magari qualche bottiglia acqua santa}, continuava in via IV novembre e risaliva
di marsala all'uovo o vino chinato per gli aperitivi da via al Castello per raggiungere la cappella della “Lea”
offrire ai parenti che venivano a festeggiare. dove veniva impartita la benedizione eucaristica. Il
Ricordo che alla domenica, alla corriera delle 9, ritorno in chiesa avveniva direttamente sulla strada
arrivava la suocera di Magna Maria (la mia madrina ne grande.
aveva sposato il figlio Leopoldo); veniva forse solo una
volta l'anno e bisognava aspettarla al suo arrivo e Enrico Berardo
salutarla alla sua partenza alle 16.

Nota della Redazione: questo simpatico articolo di Enrico Berardo è stato


pubblicato la prima volta all’interno del dépliant / programma della Festa
Patronale 1996. A rileggerlo tornano alla memoria altri momenti particolari
della “Festa”: il primo era l’agognato premio dei "mignin" (pacchettino di 4×3
cm circa) con dentro quattro cialdine di wafers.... che si potevano vincere al tiro
a segno.
E poi l'arrivo di una bicicletta carrozzata a carrettino/frigorifero che arrivava
dalla gelateria "La Veneta" di Pinerolo. Il carrettino ogni tanto si può vedere
ancora adesso, esposto in estate fuori della moderna attuale gelateria di
Pinerolo.
Gelato costo minimo £.10 (€ 0,005...!!!!). Max £.50 (€ 0,025 ...!!!)
Questo a fine anni '50. Altri ...nostalgici tempi...

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La Portassa di Osasco

LUGLIO 1943: INIZIA LA CADUTA DEL FASCISMO, MA LA VITA CONTINUA.


Nella notte tra il 24 ed il 25 luglio 1943, il Gran Consiglio “giambon” (prosciutto fatto in casa, che cotto in
del Fascismo, approvando una mozione presentata da mattinata, sarebbe stato il piatto forte del pranzo).
Dino Grandi, sfiduciò Mussolini, che la sera stessa del Anche i bambini erano stati coinvolti nei preparativi; a
25 luglio, venne arrestato nella residenza del re a loro era stato affidato il compito, leggero quanto
Roma: da quel momento Mussolini cominciò ad indispensabile, di “tiré j fil fèr” (recuperare i fili di ferro
assaporare (dall’interno) la vita nelle carceri che in che, raddrizzati, servivano per legare le balle di paglia).
precedenza avevano ospitato i suoi oppositori. Per eseguire tale operazione, era subito arrivato
L’importante notizia forse non colse con la stessa l’apposito cavalletto che da un lato aveva una
sorpresa tutti i cittadini e lo stupore dei primi giorni manovella che serviva ad arrotolare uno dei capi del
fece sì che l’attività della maggior parte dei lavoratori filo, mentre dall’altro lato c’era una speciale pinza che
scorresse senza subire grossi cambiamenti. I lavori nei serviva a tirare il fino e tagliarlo alla giusta lunghezza.
campi poi, seguivano il calendario stagionale com’era I giorni erano passati velocemente ed il 28 pomeriggio,
sempre avvenuto: c’era quindi chi, in quei giorni, era arrivata la lunga carovana, aperta da un grosso e
lavorava il fieno, chi accudiva il mais od altre colture rumoroso trattore a “testa calda” che trainava la
estive e chi invece, come l’azienda di cui stiamo per trebbiatrice, l’imballatrice ed ultimo, un carro per il
parlare, per il giorno 29 luglio aveva in programma di trasporto di attrezzi vari, utili per poter provvedere ad
trebbiare il proprio grano. eventuali riparazioni delle macchine, pezzi di ricambio
Che quella sarebbe stata una giornata molto impegna- nonché lubrificanti, gasolio, ecc.
tiva e faticosa, gli interessati lo sapevano da alcuni Con il lavoro di 3–4 robusti uomini che seguivano la ca-
giorni; da quando cioè si era diffusa la notizia che il ca- rovana (ambocador), la trebbiatrice era stata sistemata
pofamiglia ed il sig. a poca distanza dal “g–
Ernesto Caffaratti rbè” (deposito di co-
(proprietario della voni) e le ruote di ferro
trebbiatrice) avevano della stessa, bloccate
fissato quella data con apposite ganasce.
per procedere alla Con dei lunghi pali in
trebbiatura del grano. legno che da uno dei
La notizia aveva de- capi terminava con
stato in tutti i membri uno speciale cuneo in
della famiglia una ferro, anche l’imballa-
gioiosa agitazione, trice era stata siste-
perché si sapeva che mata ed anche le sue
quel giorno si sarebbe ruote erano state
lavorato parecchio, bloccate con altre ga-
ma si sapeva anche che sarebbe stata l’occasione per nasce.
l’incontro annuale con parenti ed amici con cui si sa- Il trattore invece era stato sistemato ad una decina di
rebbe consumato un pranzo particolarmente ghiotto, metri dalla trebbiatrice da dove, grazie ad un lungo
con specialità riservate per tale occasione. cinturone, avrebbe messo in moto sia la trebbiatrice
I preparativi per il grande evento erano subito iniziati e che l’imballatrice.
tutti si davano da fare per prepararsi a svolgere al Terminati questi indispensabili lavori di preparazione,
meglio le mansioni di propria competenza. durati un paio di ore, gli addetti se ne erano andati alle
Gli uomini avevano sgomberato la tettoia dove sarebbe proprie case per accertarsi che durante la loro assenza
stata immagazzinata la paglia e ripulito il granaio dove non fosse capitato nessun imprevisto, con l’impegno
il grano avrebbe completato l’essicazione naturale. però di tornare la sera stessa, per trovarsi già sul posto
Le donne avevano cominciato a ripulire le grosse di lavoro il mattino seguente.
pentole, tovaglie, piatti e bicchieri delle grandi Il capofamiglia invece faceva ancora un ultimo giro di
occasioni, mentre il capofamiglia (mio padre) aveva perlustrazione per accertarsi che tutto fosse pronto per
scelto il vino migliore ed estratto dallo strutto il il giorno dopo.

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La Portassa di Osasco

Finalmente il giorno tanto atteso era arrivato ed i lavori Quando il trattore riprese con i suoi pon–pon–pon, in
potevano cominciare! pochi minuti tutti i lavoranti ripresero le mansioni del
Verso le quattro (non c’era ancora l’ora legale) il sig. mattino, salvo qualche giustificata variazione o
Caffaratti cominciò ad armeggiare presso il trattore, sostituzione.
che richiedeva una complessa manovra di I lavori procedevano ormai a pieno regime quando ad
riscaldamento della camera in ghisa dove il gasolio un certo punto una donna, forse una zia, usciva dalla
compresso, scoppiando, avrebbe dato l’avvio al grosso cucina e raggiungeva frettolosamente mio papà che in
volano che, tramite un lungo cinturone, avrebbe messo pochi minuti, individuato un sostituto nella
in moto trebbiatrice ed imballatrice. preparazione e riempimento dei sacchi, seguiva la
I primi colpi emessi dal trattore (simili a spari) donna che rientrava in cucina.
servivano a svegliare chi non lo aveva ancora fatto, ma Sguardi interrogativi corsero tra i vari addetti. Sguardi
dopo 15–20 minuti di riscaldamento, i pon–pon–pon silenziosi però, perché il frastuono delle macchine non
diventavano più vigorosi e regolari. Pochi minuti, poi ai avrebbe permesso di capire alcuna parola.
colpi emessi dal trattore si aggiungeva un rumore
infernale causato da pulegge, setacci, ingranaggi di vari
tipi e dimensioni in movimento.
A quel punto tutti dovevano trovarsi al posto di lavoro
che gli era stato assegnato, altrimenti il ritardatario
sarebbe stato vivacemente rimproverato per
l’irresponsabile comportamento.
Ad un cenno del sig. Caffaratti, si dava il via ai lavori
della giornata lavorativa: due uomini dal “g–rbè”
cominciavano a buttare i covoni sul carro vicino alla
trebbiatrice e di qui, un altro uomo le buttava sul
ripiano alto della trebbia, dove si trovavano tre addetti. Poco tempo dopo una fiammante “Fiat 500 Topolino”
Di questi, due (in genere donne o ragazzi) prendevano si fermava nel bel mezzo del cortile ed un signore ben
a turno i covoni, li slegavano e, trattenendo la corda, li vestito, con una borsa nera sottobraccio, si avviava
passavano allo “ambocador” che a sua volta li infilava anche lui direttamente verso la cucina. Si trattava del
nei grossi cilindri che, girando a folli velocità, dottor Mario Alfano, un medico di Pinerolo che da
sgranavano i chicchi dalle spighe. L’abilità di questo sempre godeva della massima fiducia della nostra
addetto consisteva nell’immettere i covoni nel famiglia.
macchinario il più velocemente possibile, ma in modo Quando il dottore uscì dalla cucina seguito da mio
regolare per non bloccare la grossa macchina. padre, entrambi visibilmente sorridenti, in pochi
A questo punto i chicchi cominciavano un lungo viaggio minuti si diffuse la notizia che era nato un bambino e
tra setacci e ventole in movimenti che li separavano: che tutto era andato bene.
quelli belli e regolari da una parte per finire nel granaio, Pochi minuti di distrazione, poi il lavoro riprendeva
mentre quelli rotti o piccoli venivano destinati ad tornando presto a pieno ritmo. Solo alla sera quando i
alimentazione degli animali domestici. lavori terminarono, si diede sfogo ai commenti
La paglia passava nell’imballatrice, dove due uomini sull’avvenimento imprevisto ai più, che aveva
provvedevano: uno ad infilare, l’altro a collegare i fili di sconvolto un po’ i programmi della giornata.
ferro che servivano a legare le balle di paglia (j balòt) Da quel giorno dovettero però trascorrere ben 80 anni
mentre altri 2–3 addetti più robusti provvedevano a prima che il protagonista dell’evento conoscesse quella
sistemarle sotto la tettoia. storia, raccontatagli da un fratello che a quei tempi
Finalmente arrivò mezzogiorno e per poco più di aveva quasi dieci anni e che ancora oggi ricorda
mezz’ora il frastuono dei macchinari ed il particolare chiaramente il trambusto causato da quell’arrivo, in
fragore del trattore tacquero, mentre la ventina di una delle giornate già normalmente più movimentate
persone presenti, dopo una frettolosa rinfrescata alle dell’anno!
mani prendeva posto davanti alla lunga tavolata
imbandita.

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La Portassa di Osasco

‘L CADREGHÈ (Il costruttore di sedie)


Fino ad una cinquantina di anni fa, le case di campagna L’artigiano dapprima tagliò il legno, ricavando dei pezzi
erano visitate da venditori ambulanti che vendevano a lunghi per la parte posteriore della sedia ed altri più
domicilio diversi tipi di prodotti, stoffa, maglie e corti per la parte anteriore.
chincaglierie varie. Oltre a questi venditori, a seconda Con movimenti veloci e sicuri, dimostrando grande
delle stagioni, si presentavano anche degli artigiani per dimestichezza nel suo mestiere, l’uomo costruì i pioli di
fornire servizi quali riparazione ombrelli, pulizia camini, collegamento: una parte di essi avevano la forma
affilatura coltelli e forbici, oppure per costruire o cilindrica, altri invece avevano le estremità rotonde,
riparare attrezzi od oggetti di uso comune. mentre al centro erano piatti, perché servivano per
Tra questi ultimi ricordiamo il ospitare l’impagliatura.
riparatore di botti utilizzate Con la solita determinazione,
per contenere il vino pro- l’uomo eseguiva poi una serie
dotto nelle nostre zone. Con di fori: tondi nelle parti più
pochi attrezzi, riparavano o basse della sedia; a forma di
sostituivano doghe difettose asola quelli dello schienale,
a tini, botti e bigonce (s– destinati ad ospitare un legno
bbre) che con l’avanzare piatto e sottile.
degli anni necessitavano di Incastrati i vari componenti,
riparazioni se non addirittura la sedia veniva impagliata:
della loro sostituzione. attorcigliando alcuni capi di
Ricordo ancora la visita, “l–sca” si otteneva una specie
avvenuta verso la fine degli di corda che veniva arrotolata
anni cinquanta, di uno di sui pioli superiori, riempien-
questi artigiani ambulanti: ‘L do nel frattempo lo spazio
cadreghè, ossia il costruttore vuoto che rimaneva tra la
di sedie. parte superiore e inferiore
Arrivò a casa nostra in dell’impagliatura, con pezzi di
bicicletta, con gli attrezzi da lavoro tra cui figuravano: legno piatti intervallati con “[Link]” meno pregiata, per
una sega a mano; un “coltello a due manici”; un rendere più solido e morbido il fondo della sedia.
“virabarchin”, (trapano manuale); un mazzo di “l–sca” Non ricordo purtroppo quanto tempo impiegasse
(una speciale erba palustre) da utilizzare per quell’uomo a costruire una sedia, ma ricordo che alla
l’impagliatura delle sedie stesse. fine del lavoro, in casa erano a disposizione sei nuove
Concordato prezzo e numero di sedie da costruire, sedie, perfettamente funzionanti.
l’uomo iniziò a predisporre gli attrezzi sotto una tettoia, Sedie che forse esteticamente non erano perfette, ma
diventata per l’occasione il suo laboratorio. certamente funzionali e robuste, visto che dovevano
L’attrezzo portato dall’uomo che mi incuriosiva sopportare i maltrattamenti di noi ragazzi che ci
maggiormente, era lo strano “coltello a due manici”: divertivamo a dondolare ed a tenerci in equilibrio sulle
strano perché, a differenza di quello a lama piatta che due gambe posteriori, passatempo giustamente
avevamo in casa, quello aveva una parte di lama piatta osteggiato dai genitori, per la salute delle sedie, ma
ed un’altra curva: quest’ultima serviva per fare i pioli soprattutto per la pericolosità della manovra,
tondi di collegamento delle quattro gambe delle sedie. visto che cadendo all’indietro si potevano registrare
Mio padre intanto si era subito diretto verso il bosco di incidenti anche gravi.
nostra proprietà, tornando con alcuni grossi pali di Ora questo tipo di artigianato non esiste più ed anche
acacia. le sedie vengono prodotte “in serie”, certamente più
rifinite, ma non sempre altrettanto robuste e durature,
molte volte non riparabili.

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La Portassa di Osasco

GITA A GRAN CEROGNE Una camminata … virtuale ai tempi del Covid


Domenica 10.4.2022, non potendo fisicamente fare ripidità, il nuovo percorso sarebbe stato impraticabile
(per motivi vari…) una gita in montagna, ho pensato di per qualsiasi mezzo.
ripercorrere virtualmente una camminata “riassuntiva” Che questo percorso sia molto ripido lo si capisce
di un percorso fatto tante volte in tempi passati e di anche percorrendolo a piedi, per cui bisogna prenderlo
farne un breve resoconto. con molta calma anche perché dall’inizio alla fine del
Dico “riassuntiva” perché in questo viaggio cercherò di tratto realizzato della nuova strada, la salita è
ricordare alcuni fatti capitati in occasioni diverse in costantemente molto ripida: non un metro in piano per
questa zona. prendere fiato per cui appena
Ecco dunque come è andata posso, riprendo il vecchio
la giornata. tracciato, che serpeggia tra
Come mi capita tante volte prati scoscesi dove spuntano
quando parto per trascorrere fiori primaverili. Non molti
una giornata in montagna, per la verità, essendo il
parto da solo e senza una versante esposto a sud e
meta precisa da raggiungere quindi sempre soleggiato e di
e, mentre viaggio in auto, conseguenza abbastanza
valuto se sono più o meno in secco, tanto che si dice sia il
forma, sia fisicamente che “posto delle vipere”, anche se
moralmente, ed in base alla personalmente in questo
situazione decido di luogo non mi è mai capitato
raggiungere mete più o meno lontane ed impegnative. di incontrarne una.
Oggi mi sento abbastanza bene ed allora decido di La mia marcia prosegue nel silenzio totale; solo il
dirigermi verso Gran Cerogne. So che si tratta di un rumore del torrentello che scorre in basso sul lato
percorso non banale, ma al massimo potrò sempre sinistro da dove mi trovo, è l’unico segno della vita che
interrompere la camminata, rinunciare a raggiungere scorre.
la meta ed accontentarmi di fare una piacevole Ora mi trovo un po’ in difficoltà: non si vede più traccia
chiacchierata con qualche altro camminatore solitario. del sentiero, che si immette in un roveto di notevoli
Arrivato quindi in prossimità di Pourrieres, imbocco la dimensioni e non si vede dove possa proseguire. Dopo
strada a destra che porta a Balboutet e, percorsi una un tortuoso percorso tra i bassi cespugli di salici,
cinquantina di metri, parcheggio su uno sterrato sul ginepri ed altre essenze di basse dimensioni, ritrovo
lato sinistro che, alle otto della domenica, è ancora finalmente il sentiero, che in poco tempo mi porta sul
completamente vuoto poiché i gitanti domenicali (i pianoro da cui posso scorgere, ad una distanza di circa
“merenderos”, come li chiama un mio amico friulano) 700–800 metri, Cerogne, un piccolo agglomerato di
arrivano più tardi, comunque non prima delle 11–12. casupole di pietra e coperte di lose, quasi tutte crollate
Con calma calzo gli scarponi che da anni mi sotto il peso degli anni e della neve che qui cade
accompagnano e mi riparano i piedi da rocce e radici copiosa. Raggiunto il luogo, devo purtroppo constatare
oltre che trattenermi nei punti scoscesi; mi carico lo che il tempo continua a produrre i suoi effetti: infatti di
zaino, abbastanza pesante perché contenente costruzioni in piedi, ne è rimasta una sola “abitabile”,
materiale per diverse evenienze e, dato uno sguardo in davanti alla quale vi è una piazzetta, con al centro una
giro per assicurarmi di non aver dimenticato niente fontanella che getta imperterrita un’acqua limpida e
sulla macchina, mi avvio nel punto in cui parte il freddissima.
sentiero. Riempita la borraccia e dato uno sguardo ai numerosi
Si tratta di un sentiero che all’inizio è ben evidenziato, cumuli a cui sono ormai ridotte le vecchie abitazioni,
perché anni fa era stata progettata una strada che imbocco la strada in salita che si snoda tra giovani
avrebbe dovuto seguire il tracciato del vecchio sentiero alberelli di larici da un lato ed un piccolo ruscello sul
ma, dopo qualche centinaio di metri, i lavori erano stati lato opposto, piccolo ma molto rumoroso perché il suo
interrotti ed il progetto abbandonato perché, percorso è tortuoso e molto ripido.
giustamente, si era capito che a causa dell’eccessiva Dopo appena un quarto d’ora di fatica, all’improvviso
mi appare uno spettacolo maestoso: in fondo ad un

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La Portassa di Osasco

pianoro lungo circa un Km e largo 200–300 metri, si diverso del terreno e, guardando con maggiore
vede una cascata di notevoli dimensioni. Sul lato destro attenzione, mi pare di vedere un fungo, o meglio, un
dell’ampio pianoro, un sentiero ormai quasi invisibile “pissacàn”, cosa neanche così rara da trovare in
avanza in mezzo a rododendri e cespugli di vario montagna.
genere, mentre sul lato sinistro c’è un folto bosco di Spinto comunque dalla curiosità, col bastone che porto
betulle e salici, che sovrastano un groviglio di rovi e sempre con me in montagna, sposto l’erba che copre
rose di macchia. parzialmente il presunto
Ad un certo punto il silenzio “pissacàn” e con sorpresa ho
viene squarciato da un l’impressione che non si
rumore terribile, che fa tratti dell’oggetto ipotizzato,
tremare l’intera zona: si tratta bensì di un magnifico ed
quasi sicuramente del enorme esemplare di fungo
bramito di un cervo. Infatti porcino chiaro. Ancora un po’
non passano che pochi minuti incredulo riesco ad estrarlo
per averne conferma e integro e calcolare che
riuscire anche ad individuare il anche il suo peso non sia
punto da cui proviene. trascurabile, tanto che alla
Sentirmi a poca distanza da sera a casa, pesa ancora ben
questo magnifico ungulato, 350 grammi. Comunque per
mi dà un senso di strana il momento, per non
euforia, frammisto però ad una sensazione di paura, riprendere il viaggio con quello scomodo e fragile
tanto che do uno sguardo attorno per vedere se oggetto in mano, provo ad inserirlo nella scatola
nell’ampio spazio che mi circonda c’è qualche altro metallica del Caffè Lavazza che sempre mi accompagna
escursionista a cui rivolgermi in caso di necessità. in gita e che contiene la frutta, ma niente, il contenitore
Ad un certo punto comunque la curiosità, il piacere di risulta troppo corto ed il diametro troppo piccolo per
provare una avventura mai sperimentata, mi porta introdurvi il fungo.
quasi istintivamente ad infilarmi in una stradina che si Mi incammino dunque tutto contento, ma con una
inerpica nel folto del bosco, nella direzione da cui, a mano occupata a tenere il fungo ad una certa distanza,
tratti regolari, provengono i bramiti, che mi sembrano per evitare di rovinarlo.
sempre più vicini. Mentre procedo penso che l’animale Il bellissimo porcino, a dire il vero, mi condiziona un po’
potrebbe essere stato preso in qualche trappola ma poi, tutto il resto della giornata, non solo perché mi terrà
vista la stagione, mi ricordo che è il periodo in cui i sempre occupata una mano, ma anche perché,
maschi richiamano le femmine per gli accoppiamenti. credendo che difficilmente l’esemplare sia solo in quel
I bramiti continuano e, sentendoli sempre più forti, paradiso, a volte decido di ispezionare punti dove
credo di trovarmi ormai a poche decine di metri di potrebbero essercene altri, magari più piccoli.
distanza dal grosso animale e pur essendo convinto che Dopo circa un’oretta di salita, arrivo finalmente alla
non dovrebbe essere aggressivo né pericoloso, ad un cascata, e qui non posso che rimanere affascinato dallo
certo punto mi prende un indescrivibile senso di paura, spettacolo offerto dall’acqua che fa mille rivoli prima di
che mi fa tornare velocemente sui miei passi. precipitare sulle sottostanti rocce il cui impatto
Uscito da quel labirinto, mi volto ancora indietro per provoca un rumoroso intreccio di note che nessun
accertarmi di non essere inseguito dal quadrupede ed compositore musicale è mai riuscito a riprodurre.
emetto un profondo sospiro di sollievo. Mi godo per alcuni minuti questo fantastico spettacolo
Riprendo allora il cammino sullo sbiadito sentiero che musicale, poi mi accorgo che il tempo passa per cui
si trova sul lato opposto, godendomi la vista di un riprendo il cammino, arrivando a Gran Cerogne, la
panorama immenso e spettacolare. meta che mi ero prefisso di raggiungere.
Il sentiero in certi punti è un po’ marcato, perché La scena che si presenta è alquanto squallida, anche se
tempo fa sono passate le mandrie come si può non è nuova per me, avendo più volte raggiunto quel
chiaramente vedere dallo sterco ormai secco. luogo, soprattutto per il caratteristico percorso da
Mentre cammino in uno sterrato, largo circa 50 effettuare per raggiungerlo: della vecchia borgata è
centimetri ed altrettanto profondo, sotto una grossa rimasta in piedi una sola delle 7–8 vecchie case,
radice, mi pare di individuare un oggetto dal colore costruite chissà quanti anni fa, utilizzando solo

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La Portassa di Osasco

materiali prelevati sul posto, dalle pietre per innalzare Mentre mi sto godendo lo spettacolo col fiato sospeso,
le pareti alle “lose” per la copertura, ai larici usati per all’improvviso sento un rumore che mi fa trasalire ed in
infissi, balconi e travature. Queste ultime, pur essendo quell’attimo penso: com’è possibile, un martello
state scelte molto robuste, dopo chissà quanti anni si pneumatico in questa zona? Ma subito mi riprendo e
sono arrese al tempo ed al carico della neve, che a mi rendo conto che il rumore è provocato da un picchio,
quell’altezza a volte cade in quantità notevoli. che chissà da quanto tempo ha scoperto un albero
Come altre volte passo un po’di tempo a fantasticare malato, in cui ha già praticato alcuni grossi fori con il
su quelle povere costruzioni, sulle persone che vi sono suo speciale becco–martello.
state ospitate, sui bambini che forse hanno passato L’improvviso rumore ha spaventato anche le marmotte,
anni in questo paradiso isolato ma poi mi rendo conto che in un attimo sono sparite nelle vicine tane e visto
che sto solo sognando: molto più probabilmente quelle che tardano ad uscire, riprendo la mia marcia.
costruzioni venivano solo utilizzate d’estate, per La discesa procede spedita, perché ormai il sole sta per
ospitare pochi giorni quanti salivano per portare le precipitare dietro alla parete boscosa, ed in circa 90
mandrie al pascolo o per raccogliere un po’ di fieno minuti raggiungo il punto di partenza a Pourrieres.
nelle parti più pianeggianti della zona. All’ingresso del paese vengo avvicinato dal signor
Con molta malinconia, inizio il viaggio di ritorno, ancora Robert, un anziano conosciuto e benvoluto da tutti in
riflettendo su quelle costruzioni ormai ridotte a cumuli paese, che mi dice: e quello? Guardo nella direzione
di materiali in rovina. indicata dall’interlocutore e mi accorgo che indica il
Con il mio “porcino” in mano, scendo alcuni tornanti, ai fungo, che quasi avevo dimenticato di tenere nella
lati dei quali si trovano maestosi larici, che calcolo non mano.
siano distanti dal secolo di vita, poi all’improvviso un Al che cerco di spiegare grosso modo il punto in cui lo
acuto fischio mi fa capire di non essere distante da una avevo trovato e lui di ritorno mi dice: “sono qui, con i
marmotta. Rallento il passo e procedo con cautela, miei 84 anni e se non vi avessi visto di persona arrivare
sperando di trovarmi dalla parte giusta per non essere con quel fungo, non ci avrei creduto: avevo sempre
individuato dall’esemplare addetto alla vigilanza. sentito dire che potevano esserci dei porcini in quella
Infatti la fortuna mi è favorevole e, da un piccolo zona, ma non ci avevo mai creduto. Ed invece ora devo
terrazzo vedo un gruppetto di marmotte intente a ammettere che è proprio vero”.
pascolare: la “guardia” si trova a pochi metri dagli altri Con una testimonianza del genere, la mia gita non
esemplari e, ritta in posizione di allarme, di tanto in poteva avere una conclusione migliore.
tanto lancia il segnale ma, non avendo notato la mia Anche per questo, Gran Cerogne rimane un nome che
presenza, dopo aver dato uno sguardo attorno, ricordo con piacere, perché mi riporta ad un incontro
riprende a pascolare tranquillamente con le compagne. indimenticabile con il signor Robert, l’anziano “custode”
di Pourrieres ormai da tempo passato a miglior vita.

LA BISCIA NELLA RETE


Non ho la competenza necessaria per dimostrarlo, ma L’ultimo intervento che avvalora la mia tesi, è di pochi
da alcune esperienze personali, sono convinto che gli giorni fa, primi giorni di agosto 2023 e riguarda il
animali, quando sono malati o feriti, capiscono le salvataggio di una biscia lunga dai 100 ai 120 centimetri.
intenzioni di chi si appresta a curarli. Un intervento che forse non tutti condivideranno a
Ho avuto occasione di provarlo con un cane, poi curato causa delle informazioni che riguardano questi animali,
e guarito grazie all’intervento di un veterinario; di un che invece ritengo abbiano anche loro diritto di vivere,
pettirosso in difficoltà perché le ali erano state avvolte visto che svolgono anch’essi un servizio utile per
da un filo di nylon che gli impediva di volare; uno contenere lo sviluppo di animali ritenuti dannosi, come
sparviero che si era rotto un’ala sbattendo contro una topi, lumaconi, ecc.
rete metallica, curato e guarito in un centro La biscia in questione era incappata in una rete di
specializzato per rapaci. plastica, tesa per difendere la tenera insalata dalla
voracità dei passeri. La rete è fatta da un filo di plastica

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La Portassa di Osasco

sottile ma resistente, con le maglie a forma Pensai allora di far ricorso al vecchio “trincèt” (un
quadrangolare ed i lati di circa dieci millimetri. coltellino avente una lama molto appuntita a forma di
Ancora mi sembra impossibile che la biscia sia riuscita “esse”; un coltellino che un tempo i ragazzi portavano
ad infilarsi, per 20–30 centimetri, in un quadratino così sempre con sé e che, mentre pascolavano le mandrie,
piccolo visto che il diametro del suo corpo, in usavano per intagliare legno, bastoni, ecc.) che mi era
condizioni normali, si aggira sui due centimetri, capitato tra le mani pochi giorni prima.
sebbene sia nota la sua elasticità e capacità di dilatarsi, Con grande cautela cominciai ad infilare la punta del
come quando caccia prede di coltellino tra il filo della rete ed
grosse dimensioni. il corpo della biscia, senza
Comunque, dopo essere comunque trascurare il
penetrata per un tratto nella comportamento della bestia,
rete, non riuscendo più a pro- che inizialmente era molto
seguire né ad indietreggiare, si agitata ed aggressiva. Lavorare
era tutta attorcigliata in quella non era facile visto che la biscia
trappola mortale per cui ini- si contorceva e con scatti
zialmente non fu facile capire fulminei tentava di mordere i
chiaramente la situazione. guanti, movimento comunque
Alzata la rete, illudendomi di schermato dalla rete.
aiutarla semplicemente a tor- Nel giro di pochi minuti capii
nare in libertà, vidi che la be- che l’operazione forse poteva
stiola era saldamente bloccata avere successo; la punta del
dai fili di plastica, che rendevano inutili i suoi tentativi coltellino, senza danneggiare il corpo della malcapitata,
di liberarsi da quella brutta situazione. era riuscita a passare sotto il filo che, con un piccolo
Impaurita dalla mia presenza si dibatteva, nel limite del sforzo, riuscii a tagliare.
possibile, a causa dell’innata paura dell’uomo contro il Subito l’animale smise di dibattersi per cui con facilità
quale ha come unica difesa il morso, ora anch’esso riuscii a tagliare altri 2–3 fili che ancora le impedivano
impedito. di tornare in libertà.
Pur sapendo di trovarmi di fronte ad un esemplare non A questo punto la povera bestia, dopo pochi minuti di
velenoso ma pur sempre capace di mordere, infilai un pausa, riusciva finalmente a liberarsi dalla scomoda
paio di robusti guanti da lavoro e mi avvicinai posizione e, con un impercettibile movimento a zig zag,
ulteriormente per vedere se era possibile fare qualcosa scivolando elegantemente sull’erba, in un attimo
per liberare la povera bestia. raggiungeva un vicino, sicuro riparo.
La situazione non era per niente allegra e più Anche se probabilmente non si è allontanata dal luogo
complicata di quanto avessi pensato in un primo dell’infortunio, da quel giorno non si è più fatta vedere,
momento: la rete non aveva ceduto gran che e le anche perché quanto accadutole forse l’ha resa ancor
squame la coprivano completamente. Inutile dire che più paurosa e diffidente nei confronti dell’uomo.
la bestia si contorceva, probabilmente a causa del Che a sua volta nutre gli stessi, reciproci sentimenti, a
dolore, cercando di mordere il guanto, senza però causa anche delle informazioni non sempre corrette e
riuscirci a causa della rete che la intrappolava. veritiere nei confronti di questi animali che hanno sì un
Decisi di provare a tagliare il filo con un paio di forbici, comportamento diverso dagli altri esseri viventi, ma
senza però riuscirci essendo troppo profondamente non sempre rappresentano un vero pericolo per chi li
incarnato, impossibile quindi da raggiungere con la incontra.
punta delle forbici.

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La Portassa di Osasco

LA SCOMPARSA DELLA SENATRICE MIRELLA GIAI


Sull’Eco del Chisone del 3 maggio 2023 è apparsa la pinerolese, con lo pseudonimo di “Walter”, e
notizia della morte, a Rosario in Argentina, dell’ex successivamente ripartito per Rosario.
senatrice Mirella Giai, originaria di Pinerolo. Appena appresa la notizia della morte dell’ex senatrice
Annunciandone la morte, l’Eco ricorda che la Giai nel Giai, il senatore Pier Ferdinando Casini ha pronunciato
2006 si candidò al Senato in Sud America con la in Parlamento un sentito ricordo: “…. Gli italiani in
coalizione di centro sinistra” L’Unione”, ma venne Argentina ed il Senato della Repubblica hanno perso
battuta da Edoardo Pollastri per soli 67 voti. Aderisce una delle donne simbolo della nostra emigrazione. Ho
poi al Movimento Associativo Italiani all’Estero e due avuto il privilegio di conoscerla – ha affermato il
anni dopo, nella consultazione del 2008, verrà eletta al senatore – sono stato conquistato dal carisma, dalla
Senato Italiano, dal 2008 al 2013. serietà e dall’impegno di questa donna, che ha inteso
Mirella Giai, che ad agosto avrebbe compiuto 94 anni, la politica come servizio alla comunità nazionale. Il suo
era figlia del comandante Federico, rientrato in Italia impegno ed il suo lavoro, condotti sempre con
dall’Argentina per combattere la guerra partigiana impeccabile serietà ed intelligenza sono sempre stati
nelle brigate Garibaldi, operative proprio nel tesi a difendere i migliori valori dell’Italia”.

Sul n. 53 del nostro giornale l’amico Francesco Merlo aveva pubblicato un bel
pezzo – che qui riproduciamo integralmente – in cui riferiva di aver conosciuto
Mirella Giai “bambina di pochi anni che giocava nel cortile, con niente, sempre
sola”.
LA BAMBINA MIRELLA, ORA SENATRICE DELLA
REPUBBLICA. DA VIA SABOTINO AL SENATO
Nell’anno 1928, con la mia famiglia, mi ero trasferito per l’Ospedale, venne espropriata assieme ad una bella
nella periferia di Pinerolo, in una piccola azienda fetta di orto. La casa fu ricostruita nell’angolo tra via
agricola alla quale si accedeva da via Molini Colombini. Sabotino e via Pasubio, ove esiste tuttora. E lì, nel
I terreni che facevano corpo con la fattoria, nuovo cortiletto, la piccola Mirella, ormai già scolara
consistevano in due ettari di alteno, chiusi da un muro delle elementari, trascorreva ancora il suo tempo
che confinava con l’attuale via Sabotino, e questa era libero giocando.
anche la via che io dovevo percorrere sovente per Ho avuto modo di conoscere bene il nonno di Mirella,
raggiungere altri terreni situati più a monte. che prima dell’avvento del Fascismo era stato iscritto –
Nei primi anni trenta non esisteva ancora l’Ospedale come tanti altri lavoratori pinerolesi di allora – al
Agnelli, e via Sabotino – che per noi era ancora sempre Partito Socialista e pertanto sorvegliato dalla polizia
l’antica “Strada delle Brayde” – si snodava tortuosa fra fascista. Infatti, quando il 19 maggio del 1939 ci fu la
prati ed orti, e correva accanto all’unica casetta visita di Mussolini a Pinerolo, un po’ di giorni prima
appartenente a due non più giovani orticoltori – i tutti questi sospettati furono visitati a domicilio dai
coniugi Giai – che lavoravano tutto il giorno nel proprio Carabinieri e diffidati di uscire di casa il giorno prima ed
orto, per poi vendere il prodotto sul mercato di il giorno della venuta del Duce, pena l’arresto.
Pinerolo. Quel che colpiva la mia attenzione passando Tuttavia, il nonno di Mirella – pur lavorando sodo e pur
vicino a quella casetta, era il vedere una bambina di inviso al Regime – riusciva durante l’anno a mettere
pochi anni, col vestito visibilmente trascurato, che assieme i versi di una canzone in dialetto che poi, –
giocava lì nel cortile, con niente, e sempre sola. previa censura – cantava con altri amici sulle piazze di
Rispondeva al nome di Mirella ed era la nipote dei due Pinerolo durante le feste del carnevale,
orticoltori. accompagnandosi con una fisarmonica che lui stesso
A metà degli anni trenta ebbero inizio i lavori per la suonava, e raccogliendo fondi per la Croce Verde di
costruzione dell’Ospedale “Agnelli” e la casa dei signori Pinerolo.
Giai, dal momento che si trovava nell’area prescelta

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La Portassa di Osasco

Poi vennero gli anni tristi della guerra e, chi scrive partì Senatore che gentilmente s’impegna a consegnare di
militare il 1° aprile 1939, giusto in tempo per sorbirsi persona la missiva, in occasione di un suo prossimo
tutto il periodo bellico in giro per mezza Europa, e viaggio a Roma.
ritornare fra le mura domestiche soltanto a metà anno La sera del 25 settembre la signora Mirella Giai mi
1945. Ma nel 1945 non rividi più Mirella – che ormai chiama al telefono da Roma. Mi dice di avermi cercato
doveva già essere studentessa – e non rividi più inutilmente in giornata, che la mia lettera l’aveva
neppure i nonni. Conobbi però il padre di Mirella, che commossa fino alle lacrime, perché non avrebbe mai
durante il Fascismo aveva pagato duramente con anni pensato che ci fosse ancora qualcuno che si ricordasse
di confino e di galera, l’appartenenza e l’attivismo nel degli anni della sua infanzia e della sua famiglia. “Verrò
Partito Comunista clandestino di allora. Era un uomo sicuramente a trovarla”, mi dice.
dai lineamenti delicati e dotato di una voce veramente Il 9 dicembre mi telefona da Frossasco il professor
soave. Lo sorpresi una sera sull’imbrunire; passeggiava D’Aleo, che mi comunica di essere incaricato dalla
nella via e cantava “Campane a sera”, sicuramente Senatrice Giai di sentirmi, in vista di un prossimo
ispirandosi ai rintocchi de l”Ave Maria”, che si incontro. L’incontro con la Mirella che io avevo solo
diffondevano dal non lontano campanile della Chiesa conosciuto bambina, ma ora autorevole signora
di San Verano. Ed era veramente un piacere ascoltarlo. ottantenne, avviene il 2 gennaio 2009 a casa mia. È in
Nel 1948 io ripresi il domicilio nella casa natia di Osasco compagnia dei signori Giorgio D’Aleo e Laura
e, venni a conoscenza (in seguito), che i componenti la Bianciotto, ambedue impegnati al Museo
famiglia Giai erano emigrati in Sud America. Fin qui, i dell’Emigrazione di Frossasco. Due ore di piacevole ed
miei ricordi di allora intenso colloquio, trascorso rievocando fatti di
Mercoledì 30 aprile 2008 il settimanale “L’Eco del ottant’anni prima. Sono scaturite molte cose che la
Chisone” riporta la notizia che la signora Mirella Giai, signora Mirella non ricordava, come per esempio la
abitante a Rosario in Argentina, è stata eletta Senatrice casa antica, dove aveva vissuto gli anni della prima
al Parlamento della Repubblica Italiana nella quota infanzia. “
degli Italiani all’Estero. Lo stesso giornale ci rivela, “Probabilmente dovrò restare ancora quattro anni in
anche, che la detta signora prima di emigrare in Italia” mi dice. “Ci vedremo ancora!”.
Argentina, viveva a Pinerolo in via Sabotino n. 3. Grazie Mirella!
Decido di sentirla scrivendole una lettera, ma, non
conoscendo l’esatto recapito, mi affido ad un amico già Francesco Merlo

IL PETTIROSSO
Quella di sabato 11 febbraio 2023, pur essendo una Nonostante tale comportamento, continuai il mio
giornata molto soleggiata, è stata una giornata molto cammino ma, fatti pochi passi, tra le foglie secche
fredda a causa di un venticello gelido che ha giacenti sotto una grande quercia, mi parve di vedere
contribuito a mantenere costantemente la un batuffolo, color grigio/marrone, rotolarsi tra le
temperatura sotto lo zero. foglie causando il caratteristico rumore di foglie secche
Mentre percorrevo i soliti quattro passi pomeridiani in movimento.
nel mio piccolo frutteto dietro casa, notavo un gatto A questo movimento il gatto, con uno scatto fulmineo,
accovacciato nei pressi di un vecchio melo che, al mio si avventò verso quell’oggetto che a prima vista pareva
passaggio, si scostava di un paio di metri, dando trattarsi di una foglia spostata dal vento, ma che ora
l’impressione di essere molto scocciato della mia sembrava un animaletto: un topo campagnolo o forse
presenza, tanto che appena l’ebbi sorpassato, tornò un piccolo uccello.
subito nel punto in cui lo avevo sorpreso. L’improvviso movimento del gatto mi aveva sorpreso e
Il suo comportamento mi stupiva, perché spaventato parecchio, tanto che la mia reazione era
normalmente questi animali si comportano come stata incontrollata: un salto accompagnato da un urlo
quelli selvatici: quando gli si avvicina qualcuno – avevano a sua volta spaventato il gatto, che aveva
umano e non – quasi sempre preferiscono darsi alla fallito la presa ed ora si era allontanato di un paio di
fuga, temendo di essere attaccati. metri.

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La Portassa di Osasco

Tornata la calma, cercai di capire cosa fosse Anche il dopo intervento presentava alcune
quell’essere, che ora restava problematiche, perché
immobile tra le foglie. Con sarebbe stato troppo
grande stupore mi parve di rischioso rimetterlo in libertà,
capire si trattasse di un dopo lo stress appena vissuto,
pettirosso che, nonostante la giornata particolarmente
presentasse vistose difficoltà fredda e senza dimenticare la
ad alzarsi in volo, dopo alcuni presenza dei gatti sempre alla
tentativi andati a vuoto, ricerca di prede, particolar-
riuscì finalmente a raggiun- mente gradite se trovate in
gere un ramo a pochi metri condizioni di momentanea
di distanza e ad un’altezza di difficoltà.
appena un metro da terra. Considerando che ormai era pomeriggio inoltrato,
Dopo aver provveduto ad allontanare il gatto, con la decisi di offrirgli una notte di “convalescenza” in garage,
massima cautela cercai di avvicinarmi al malcapitato dove sono ospitate alcune piante di limone, una di
uccellino – ormai ero certo si trattasse di un pettirosso limonaria e parecchi vasi con piante di gerani.
– e con grande sorpresa riuscii a prenderlo con le mani. Questa idea mi venne ripensando al fatto che alcuni
Il fatto che un pettirosso si fosse così facilmente anni prima, nel corso di un inverno particolarmente
lasciato cacciare mi sembrava particolarmente strano, freddo, un pettirosso aveva preso l’abitudine di
ma non ci volle molto per capirne il motivo: un sottile ripararsi dal rigore delle temperature notturne
filo di nylon (quasi sicuramente uno dei fili che trascorrendo le notti nel garage: di giorno usciva
compongono le corde di nylon usate dalle imballatrici) essendo la porta sempre aperta, ma alla sera tornava
era attorcigliato attorno alle zampette, cosa che gli nel locale chiuso.
rendeva difficile il volo. Ricordo che dopo alcune settimane di tale
Tenere in mano un uccellino così simpatico ma comportamento un giorno, all’uscita dal riparo
notoriamente molto diffidente dell’uomo, mi notturno, sorpreso un suo simile davanti al garage, gli
sembrava incredibile e mi dava un senso di felicità si avventò contro e ne nacque una lotta furibonda: il
indescrivibile. Il fatto che si era lasciato catturare così malcapitato aveva avuto il coraggio di invadere un
facilmente, era comunque certamente dovuto al suo territorio ormai occupato da un benestante!
stato di salute o meglio, alle condizioni precarie in cui Il mattino dopo l’intervento di salvataggio, aprii la
si trovava. porta del garage con la quasi certezza di trovare il
Infilati gli occhiali ed armato di forbici, con grande pettirosso riverso sul pavimento ma niente, era sparito,
cautela cominciai a tagliare in più punti il filo, che anche dalla cassetta dove lo avevo riposto la sera del
fortunatamente non aveva ancora provocato lesioni ritrovamento. Dopo lunghe ed accurate ricerche, con
alla pelle, sebbene avesse già tracciato profondi solchi grande sollievo e soddisfazione ebbi la sorpresa di
sia in una zampa che in parte di un’ala, riuscendo così vederlo appollaiato sul ramo più alto del limone grande,
ad eliminare quel filo che certamente nel giro di poche più arzillo che mai. Quasi mi avesse voluto dare il
ore avrebbe causato la morte! benvenuto da lassù.
La povera bestiola nel corso dell’intervento (durato Ora, a distanza di una quindicina di giorni, il simpatico
parecchi minuti) non aveva “mosso un’ala”, quasi uccellino, continua a trascorrere le notti in garage,
avesse capito che stavo lavorando per il suo bene, per dove certamente si sente non solo al riparo dalle gelate
ridargli la possibilità di vivere e volare come aveva notturne, ma anche sicuro di non cadere vittima di
sempre fatto fin quando non si era imbattuto in quel rapaci notturni o di famelici gatti domestici.
filo apparentemente morbido che invece lo aveva
tradito.

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La Portassa
di Osasco

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