La Portassa Di Osasco N. 65 - Aprile 2024
La Portassa Di Osasco N. 65 - Aprile 2024
di Osasco
N. 65 nuova edizione – Aprile 2024
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INTERVISTA ALLA GIUNTA
ANNO 2024, TEMPO DI ELEZIONI
COMUNALE DI OSASCO
Questa volta parliamo di elezioni, visto che quest’anno si svolgeranno in
PAG. 6 molti Paesi (in alcuni casi già finite quando uscirà il nostro giornale) tra cui,
INTERVISTA ALLA LISTA CIVICA
solo per citarne alcuni, Inghilterra, India, Iran, U.S.A., Russia, Messico,
“OSASCO È VIVA”
Israele, El Salvador, Taiwan e Turchia.
PAG. 10 A queste consultazioni aggiungiamo quelle che ci coinvolgono
1947: OSASCO TORNA AD direttamente: l’elezione per il rinnovo del Parlamento Europeo, della
ESSERE COMUNE Regione e del Comune.
Cercheremo di parlare di questo delicato argomento evitando, come è
PAG. 13 nostra abitudine, di schierarci a sostegno di partiti, liste o candidati.
DEMOCRAZIA E SOLIDARIETÀ: L’unico scopo del nostro intervento è quello di esprimere la nostra
SONO PASSATI BEN 150 ANNI opinione sull’utilità di partecipare al voto, sperando di riuscire magari a
PAG. 24 convincere qualcuno che, per motivi vari, sarebbe forse orientato
all’astensione.
LA SCOMPARSA DELLA
Al termine di ogni consultazione elettorale spesso cominciano a circolare
SENATRICE MIRELLA GIAI
voci di possibili “brogli” e di “astensione”, due dati … (continua a pagina 2)
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Il progetto Eurovelo 8 ha Volvera come comune preferisce lasciare l’incombenza alla prossima
capofila e purtroppo il capofila è risultato poco attivo e amministrazione che subentrerà dopo le elezioni di
poco interessato ad estendere una rete di piste ciclabili Giugno 2024.
verso Osasco. La Commissione del Colore non è stata istituita,
mancando la richiesta da parte di privati di ritinteggiare
facciate che si affaccino su piazza Resistenza.
Viabilità
I due comuni di San Secondo di Pinerolo ed Osasco si Interventi su verde pubblico e rotonde ad ingresso
sono fatti promotori presso la Città Metropolitana per paese
ottenere finalmente la riasfaltatura di via San Secondo, L’ANAS ha la gestione delle due rotonde ad ingresso
eseguita nel Settembre 2023. paese (vicino al colorificio MARLL ed all’intersezione
La sistemazione di via Martiri della Libertà è alquanto tra uscita dal paese verso Cavour e circonvallazione) e
onerosa, in quanto occorre rifare le spallette del beale non ha ancora risposto alla richiesta del comune di
maestro almeno del tratto dalla chiesa parrocchiale averle in affido per la gestione del verde. Il comune ha
verso sud, dato che la la disponibilità di MARLL
corsia di marcia verso e di Frandent a prendersi
Cavour passa sopra il in carico lo sfalcio e la
beale. Il transito di veicoli cura del verde ma non
pesanti nei passati decenni può agire senza il
(ed ancora attuale, in consenso di ANAS.
misura inferiore) ha La sistemazione del parco
comportato un importante suor Caterina Merlo non
rischio di cedimenti. Per è ancora iniziata, il
realizzare l’opera il comune sta ancora
comune ha inviato un valutando con la Pro Loco
progetto definitivo all’ente come ottimizzare gli spazi
competente per ottenere in modo da rendere
un finanziamento con possibile la collocazione
PNRR per circa 700 mila del grande capannone
euro. (usato per la festa
patronale) nel parco,
Manutenzioni – quando necessario.
Illuminazione pubblica Un’area verde vicino alle
Nel 2023 è stata scuole è stata realizzata,
completata la sostituzione anche perché era
delle vecchie lampade con necessario per
luci a led per tutta compensare il verde
l’illuminazione pubblica. Il consumato con la futura
consumo di energia realizzazione del salone
elettrica si è ridotto del polivalente.
30 % circa presso le scuole
materna ed elementare e Commercio
del 50 % per l’illuminazione Al fine di promuovere i
delle strade, con notevole prodotti degli agricoltori
riduzione di spesa già visibile nel bilancio 2023. locali il comune ha aderito al Distretto del Cibo
Pinerolese ed al Distretto del cibo e della frutta di
Urbanistica Lagnasco. Lo scopo è promuovere i prodotti
L’amministrazione è ben cosciente che occorre dell’agricoltura piemontese e farne conoscere la
adeguare il piano regolatore al PAI (piano di assetto provenienza.
idrogeologico) ma occorrerà attenzione nel farlo, dato
il prevedibile impatto sull’area commerciale. La giunta
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Raccolta rifiuti
In Ottobre 2023 è stata introdotta in Osasco una
nuova tipologia di cassonetti per la raccolta di
rifiuti umidi ed indifferenziati. Ad inizio Febbraio
2024 non ci sono ancora abbastanza dati per
quantificare il miglioramento atteso per la
percentuale RD di raccolta differenziata.
Altro
L’amministrazione comunale con fondi PNRR ha
iniziato un’attività di digitalizzazione degli uffici,
già operativa per le notifiche, e sta collaborando
alla realizzazione di un cloud delle pubbliche
amministrazioni locali. Ha poi adottato PagoPA
come piattaforma per pagamenti.
L’amministrazione ha anche aderito al patto dei
sindaci d’Europa per interventi per un’Europa più
neutrale dal punto di vista climatico ed energetico.
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(quello che normalmente viene chiamato efficienta- categorie di utenti interessate e, in caso negativo, quali
mento energetico); la razionalizzazione dell’area com- margini abbiamo per apportare le correzioni
merciale. necessarie), se è capiente (cioè se gli spazi previsti sono
Per quanto riguarda la pista ciclabile ne creeremo una sufficienti) se il prezzo è congruo (cioè se il rapporto
che si armonizzi con il piano urbanistico del Paese, che costo / qualità della struttura è in linea con gli standard
si colleghi con Pinerolo e con il resto della valle, con raggiunti dai paesi vicini). Una volta conclusa questa
l’accortezza di pensare ad un accesso ciclo–pedonale al fase ci sarà un Referendum Cittadino, col quale i
Centro Commerciale. cittadini decideranno se e come andare avanti: noi ci
Valuteremo la risistemazione e l’ampliamento impegniamo a seguire le indicazioni che verranno fuori
dell’area dei campi sportivi o il ricollocamento della da questo grande esempio di partecipazione dei
stessa area in altra sede. cittadini al governo della casa Comune.
Realizzeremo con competenza e decisione un piano di Consapevoli che i tempi di realizzazione saranno
efficientamento energetico e produzione di energia necessariamente lunghi, ci impegniamo per le
pulita. Renderemo Osasco un produttore di energia suddette opere ad approvare un progetto e far partire
verde, con pannelli fotovoltaici sui tetti della maggior le prime azioni di realizzazione entro la fine del
parte degli edifici comunali e con la creazione di una mandato.
Comunità Energetica: questo comporterà risparmi eco-
nomici per tutti e Avete delle
un minor impatto proposte anche
ambientale. di urbanistica e
Per quanto ri- decoro urbano?
guarda l’area Oltre a queste
commerciale opere contiamo
pensiamo di ri- di valutare una ri-
servare uno spa- sistemazione di
zio alla vendita via Martiri della
dei prodotti locali Libertà, sia dal
con un mercato punto di vista del
settimanale, decoro urbano
creando un'area che da quello
coperta in loco e della sicurezza.
spingeremo per Su quest’ultimo
una razionalizza- punto stiamo va-
zione negli ac- lutando delle ipo-
cessi e nei par- tesi alternative ai
cheggi dell’area dossi, che risul-
commerciale. tano poco funzionali nel rallentare la velocità di marcia
Osasco ha bisogno di un Salone Polivalente, ampio e dei veicoli e che in compenso creano danni alle auto-
funzionale. Ma nulla si dei dettagli tecnici del progetto vetture. L’obiettivo di fondo sarà quello di rendere più
che vuole avviare l’amministrazione attuale in questo facile delle brevi soste agli automobilisti di passaggio,
scorcio di legislatura, con l’accensione di un mutuo di in modo che possano effettuare con sicurezza gli acqui-
ben oltre un milione di Euro, bloccando per mancanza sti negli esercizi commerciali della via, ma disincenti-
di fondi qualsiasi iniziativa di largo respiro per i vare il passaggio di chi intende solo attraversare il
prossimi dieci anni. C’è bisogno di Trasparenza e di paese, spesso a velocità eccessiva. Per quanto riguarda
Partecipazione, nostre parole d’ordine insieme a l’aspetto della via ci piacerebbe introdurre un nuovo
Cambiamento e Competenza: non appena insediati elemento di decoro urbano, che la caratterizzi e la ab-
convocheremo un’Assemblea Pubblica, chiamando a bellisca.
raccolta Cittadini e Associazioni, i nostri Medici di Tutto bello, dunque, tutto facile?
Medicina Generale e i Progettisti; tutti assieme Sappiamo che nell’attuale amministrazione ci si
cercheremo di capire se il progetto è adeguato (cioè se lamenta molto degli impedimenti della burocrazia, che
rispondente alle reali necessità dei cittadini e delle sono certamente innumerevoli e bisogna riconoscerlo.
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Però sbirciando nei comuni vicini di dimensioni simili soldi e non riuscendo a realizzare ciò per cui li avevano
alle nostre vediamo quante cose sono riusciti a ottenuti con il rischio di doverli restituire.
realizzare negli ultimi anni e siamo certi che si potrebbe
fare lo stesso anche da noi. Basti pensare a Vigone che Avete parlato anche di Coesione Sociale, di creazione
ha la Casa della Salute che viene costantemente di una comunità: cosa intendete fare nello specifico?
migliorata; a Roletto che ha realizzato la È necessario lavorare perché Osasco diventi sempre di
ristrutturazione della scuola e la costruzione del nuovo più una comunità. Questo si fa certamente con il
edificio comunale, oltre che ingrandito i campi sportivi; dialogo costante amministrazione–cittadini e con la
a Cantalupa che è riuscita a realizzare un centro creazione delle giuste infrastrutture, come già
sportivo federale consociato con il CONI. Insomma gli accennato. Ma si realizza anche attraverso tanti piccoli
esempi sono innumerevoli: basta avere la voglia, una progetti: creazione di un’estate ragazzi, allestimento di
diversificazione delle competenze tra chi collabora e un’aula studio e di un posto di ritrovo per i più giovani
soprattutto bisogna partecipare in maniera efficace ai (e non solo), attivazione di un Consiglio Comunale dei
bandi che propongono linee di finanziamento. In Ragazzi (ricordiamo che la democrazia si impara fin da
questo momento tra PNRR e PON ci sono molte piccoli), dei progetti di contrasto alla solitudine e di
possibilità in questo senso: sappiamo che l’attuale sostegno alle persone con disabilità, creazione di punti
amministrazione ha provato a partecipare ad alcuni di di accesso e di orientamento ai servizi, serate culturali,
questi bandi ma senza successo o, peggio, ottenendo i mostre e quanto la creatività dei nostri cittadini vorrà
suggerirci lungo la via.
Una nostra lettrice (che ringraziamo di cuore), ci ha fatto avere un bel racconto sulla propria
esperienza di vita nei primi anni del dopoguerra. Il racconto è veramente molto interessante, perché
dà l’idea di come fosse difficile la vita a quei tempi. Purtroppo non possiamo pubblicarlo
integralmente, come invece meriterebbe, per questioni di spazio e quindi ne riprendiamo solo alcune
parti, a cui abbiamo aggiunto alcune note redazionali.
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acustico, con un filo che collegava la chiocciola Il Collegio ospitava solo bambine, provenienti
dalle orecchie alla batteria sistemata nel taschino principalmente da Torino, figlie di immigrati del
del grembiulino nero. C’era un’altra bambina che Sud che lavoravano alla FIAT e che quindi
prendeva in giro la piccola, tirando quel filo. potevano venire a trovare le ragazzine solo alla
Un giorno, stanca di vedere tale comportamento, domenica. Alcune di loro sentivano
le presi la mano e la morsicai con tutta la mia maggiormente questa lontananza e mi dicevano:
forza. Al che la maestra preparò un foglio con su tu sei fortunata, puoi tornare tutti i giorni a casa.
scritto IO MORDO e con quel cartello appeso al Nelle ore libere dalla scuola e nei giorni di
collo, mi fece girare per tutte le altre classi. vacanza, aiutavo la famiglia in vari lavori.
Sono sempre stata convinta che le condizioni L’impegno più noioso e pericoloso per noi, era
economiche non certo rosee della mia famiglia quello di portare le 3–4 mucche, legate tra di loro,
influenzassero negativamente l’atteggiamento di al pascolo.
quell’insegnante. Lavori molto faticosi erano invece quelli
Ripetei la seconda elementare con un’altra riguardanti la fienagione, ripetuti normalmente
insegnante, ma quella bocciatura l’ho vissuta tre volte all’anno. Si facevano tutti a mano; si
come un vero fallimento”. girava con un bastone, si rastrellava e poi si
caricava: con un forcone con un lungo manico,
mio padre buttava il fieno sul carro, dove la
mamma lo sistemava, mentre uno di noi ragazzi
rastrellava il fieno non raccolto con la forca ed un
altro teneva a bada le mucche addette al traino
del carro. Quando arrivavano i tafani, dovevamo
agitare delle frasche per allontanarli ed evitare
che le mucche si imbizzarrissero.
A giugno c’erano anche le ciliegie da raccogliere,
di quattro grandi alberi. Mio padre posizionava
una lunga scala a pioli, saliva fino in punta e poi
si arrampicava sull’albero. Non aveva paura.
Riempiva velocemente le ceste, che poi calava a
terra con una lunga corda.
Bocciature e provvedimenti punitivi come quello La mattina seguente la mamma caricava le ceste
ricordato dalla nostra lettrice erano tutt’altro che rari. colme sulla bici, una per parte del manubrio ed
E forse non sempre dovuti esclusivamente a studenti una legata alla sella e le portava a vendere al
poco diligenti … mercato di Pinerolo. Portava anche me, forse per
Ricordiamo ad esempio il caso in cui negli anni avere un po’ di compagnia. Partivamo verso le
Cinquanta furono bocciati tutti i ragazzi maschi della quattro ed era tutto buio. Io trotterellavo dietro a
terza elementare (una decina), mentre tutte le lei, contenta di farle compagnia; mi sembrava di
ragazzine della stessa classe furono promosse. (A sollevarla dalla fatica che faceva a portare la bici.
qualcuno era venuto il dubbio si trattasse di una piccola Arrivate in Piazza Fontana la mamma vendeva
vendetta dell’insegnante per problemi personali con quasi subito le ciliegie ed intanto si erano fatte le
qualche giovanotto). sette e nell’aria si sentiva un profumo di pane
proveniente dalla panetteria che c’era in Piazza
“Gli ultimi tre anni delle elementari le frequentai Roma dove, molte volte, andavamo a comprare
nell’Istituto–Collegio delle Suore Salesiane che qualche pagnotta prima di andare in drog heria a
operavano ad Osasco. Qui ebbi la fortuna di fornirci di caffè, zucchero o altri prodotti per la
incontrare un ambiente sereno ed un’insegnante casa.
– Suor Nilde – che era contenta di me: mi dava dei D’estate oltre i pesanti lavori stagionali,
bei voti, diceva che facevo dei bei temi ed a volte bisognava anche pensare alle provviste di legno
mi indicava addirittura come esempio ad altre per l’inverno. A questi lavori, eseguiti tutti a mano,
bambine. provvedeva mio padre, aiutato da un fratello della
mamma
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Le note di Ignazio Gilli, al tempo alunno delle scuole elementari, sul ritorno
del Comune a Osasco.
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biblioteca comunale, ma con ingresso da Via Martiri Ricordo che a quel tempo le 5 classi elementari erano
anziché dalla Piazza. Lì vennero portati i documenti, gestite da tre insegnanti: la [Link] Maranetto Clorinda;
mentre noi ritornammo nelle nostre aule. la [Link] Balcet Angiolina e la [Link] Dalla Piccola.
Ignazio Gilli
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così tanto sentita. Le cause sono diverse e stessa del paese, e il gruppo che si è impegnato in
principalmente sono da ricercare nei diversi interessi questa impresa cercherà, in primo luogo, di non lasciar
che cambiano gli stili di vita e nel modo stesso in cui la morire il ricordo dei nostri padri, nonni e … bisnonni.
nostra vita si svolge. In secondo luogo cercherà di far conoscere quali siano
L’odierna ragione per mantenere in vita questa le offerte che il mutuo soccorso offre ai giorni nostri.
istituzione, in Osasco, sta nel voler ricordare la storia
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• C’è la cassetta che ha il sottofondo pieno di nome. Informazione però completamente sconosciuta
vecchia pubblicità non ritirata e, di conse- al povero postino di turno.
guenza, il giornale in buona parte rimane Sul campanello sarebbero sufficienti anche solo due
esposto alle intemperie. Guardi bene e vedi iniziali. (Privacy…)
che non è assolutamente protetto da un Nel secolo scorso (… anni 50/60) correva per le nostre
strade la simpatica signora Carolina, osaschese d.o.c. e
minimo di visiera. Pensi: se non sarà ritirato
postina in Osasco, dall’assunzione ininterrottamente
entro breve tempo, lo si potrà usare solo per
fino alla pensione. Conosceva alla perfezione tutti gli
pulire i vetri (da una ricetta di mia mamma che abitanti. Ha fatto a piedi decine e decine di chilometri,
diceva che i giornali umidi, impregnati durante tutti i santi giorni, sempre sulle medesime strade. Era
la stampa con certi prodotti chimici, possibile non mettere i nomi sugli allora pochi
funzionavano benissimo per questa pulizia). campanelli, perché Carolina, imperterrita, sapeva
• E poi c’è quella che per trovarla devi giocare a sempre dove abitavi.
“guardia e ladri”. In più è messa su un pilastro Notare che la nostra eroina è mancata all’età di 103
a due metri dal solito cane incavolato che ti fa anni nel 2015. Dimostrazione che camminare fa bene
dire “... speriamo sia legato, altrimenti me la alla salute.
squaglio ...” (Forse il possibile ricevente non se Ai nostri giorni, dopo la privatizzata di Poste, non esiste
ne risentirebbe neanche più di tanto…) più la figura del postino stanziale.
Il cambio di persona, naturalmente per motivi di
Va beh. In fondo un po' di avventura va sempre bene. organizzazione interna, è piuttosto frequente e, di
Ultima annotazione che per la nostra distribuzione non conseguenza, si può ben immaginare l’enorme
è comunque di intralcio. Ci sono cassette difficoltà della distribuzione fatta da un lavoratore che
completamente anonime. L’appartenenza di quella periodicamente cambia pure paese.
cassetta a qualcuno è puramente immaginaria. Che dire. Speriamo che con un po' di buona volontà si
Immaginaria sì, perché, guardando sulla parvenza di riesca ad aggiustare questa carenza di attenzione verso
campanello, discretamente vicino a quell’attrezzo, noti un servizio che è direttamente a favore di colui che ne
che anche lì non c’è scritto nulla. Siamo convinti che il è il fruitore.
proprietario dell’immobile è a conoscenza del suo Sarebbe un bene per l’utente e per il personale in
servizio…
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Il primo tiro a segno, quello più C’era anche sempre Edoardo (il
grosso, vendeva anche i petardi marito di Magna Lina} che, tra
(caramele da sciòp}; questi, ben una barzelletta e l'altra, trovava
confezionati con altri tipi modo di ridire sul sapore del vino
fischianti (fusette) fornivano un di mio padre. Non era mai buono
eccellente materiale per allietare come il suo che veniva da
le serate di ballo. Intrufolati in Cappella Merli. Pensare che io
mezzo agli spettatori i ragazzini vedevo le grandi manovre di papà
più alti e coraggiosi li facevano per servire le bottiglie più sicure,
partire dentro al ballo e davano magari provenienti dalle "rivoire"
un fragoroso aiuto alle orchestre di Bricherasio nelle vigne dei
di liscio. Queste erano guidate fratelli Solera. Quel vino
dallo stesso Ternavasio che solitamente aveva l'impronta di
suonava indifferentemente diver- trasporti furtivi nel cuore della
si strumenti; io lo ricordo però notte per evitare lo stramaledetto
specialmente con la trombetta e dazio imposto da "Paolini" (il
con la tromba a tiro. daziere).
Erano gli anni '50 e, sebbene la La domenica alle 10,30 la festa
guerra fosse finita da un po', non c'era da vivere da religiosa della Natività di Maria era celebrata anche
nababbi. In negozio in quei giorni ci si forniva di esteriormente con una processione che, dopo la S.
amaretti più grossi del normale perché nelle case si Messa, si snodava dalla chiesa alla piazza per passare
facevano le pesche ripiene (persi pien}, si vendevano di fianco al ballo (sembrava una battaglia tra diavolo e
fette di formaggio più grandi, magari qualche bottiglia acqua santa}, continuava in via IV novembre e risaliva
di marsala all'uovo o vino chinato per gli aperitivi da via al Castello per raggiungere la cappella della “Lea”
offrire ai parenti che venivano a festeggiare. dove veniva impartita la benedizione eucaristica. Il
Ricordo che alla domenica, alla corriera delle 9, ritorno in chiesa avveniva direttamente sulla strada
arrivava la suocera di Magna Maria (la mia madrina ne grande.
aveva sposato il figlio Leopoldo); veniva forse solo una
volta l'anno e bisognava aspettarla al suo arrivo e Enrico Berardo
salutarla alla sua partenza alle 16.
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Finalmente il giorno tanto atteso era arrivato ed i lavori Quando il trattore riprese con i suoi pon–pon–pon, in
potevano cominciare! pochi minuti tutti i lavoranti ripresero le mansioni del
Verso le quattro (non c’era ancora l’ora legale) il sig. mattino, salvo qualche giustificata variazione o
Caffaratti cominciò ad armeggiare presso il trattore, sostituzione.
che richiedeva una complessa manovra di I lavori procedevano ormai a pieno regime quando ad
riscaldamento della camera in ghisa dove il gasolio un certo punto una donna, forse una zia, usciva dalla
compresso, scoppiando, avrebbe dato l’avvio al grosso cucina e raggiungeva frettolosamente mio papà che in
volano che, tramite un lungo cinturone, avrebbe messo pochi minuti, individuato un sostituto nella
in moto trebbiatrice ed imballatrice. preparazione e riempimento dei sacchi, seguiva la
I primi colpi emessi dal trattore (simili a spari) donna che rientrava in cucina.
servivano a svegliare chi non lo aveva ancora fatto, ma Sguardi interrogativi corsero tra i vari addetti. Sguardi
dopo 15–20 minuti di riscaldamento, i pon–pon–pon silenziosi però, perché il frastuono delle macchine non
diventavano più vigorosi e regolari. Pochi minuti, poi ai avrebbe permesso di capire alcuna parola.
colpi emessi dal trattore si aggiungeva un rumore
infernale causato da pulegge, setacci, ingranaggi di vari
tipi e dimensioni in movimento.
A quel punto tutti dovevano trovarsi al posto di lavoro
che gli era stato assegnato, altrimenti il ritardatario
sarebbe stato vivacemente rimproverato per
l’irresponsabile comportamento.
Ad un cenno del sig. Caffaratti, si dava il via ai lavori
della giornata lavorativa: due uomini dal “g–rbè”
cominciavano a buttare i covoni sul carro vicino alla
trebbiatrice e di qui, un altro uomo le buttava sul
ripiano alto della trebbia, dove si trovavano tre addetti. Poco tempo dopo una fiammante “Fiat 500 Topolino”
Di questi, due (in genere donne o ragazzi) prendevano si fermava nel bel mezzo del cortile ed un signore ben
a turno i covoni, li slegavano e, trattenendo la corda, li vestito, con una borsa nera sottobraccio, si avviava
passavano allo “ambocador” che a sua volta li infilava anche lui direttamente verso la cucina. Si trattava del
nei grossi cilindri che, girando a folli velocità, dottor Mario Alfano, un medico di Pinerolo che da
sgranavano i chicchi dalle spighe. L’abilità di questo sempre godeva della massima fiducia della nostra
addetto consisteva nell’immettere i covoni nel famiglia.
macchinario il più velocemente possibile, ma in modo Quando il dottore uscì dalla cucina seguito da mio
regolare per non bloccare la grossa macchina. padre, entrambi visibilmente sorridenti, in pochi
A questo punto i chicchi cominciavano un lungo viaggio minuti si diffuse la notizia che era nato un bambino e
tra setacci e ventole in movimenti che li separavano: che tutto era andato bene.
quelli belli e regolari da una parte per finire nel granaio, Pochi minuti di distrazione, poi il lavoro riprendeva
mentre quelli rotti o piccoli venivano destinati ad tornando presto a pieno ritmo. Solo alla sera quando i
alimentazione degli animali domestici. lavori terminarono, si diede sfogo ai commenti
La paglia passava nell’imballatrice, dove due uomini sull’avvenimento imprevisto ai più, che aveva
provvedevano: uno ad infilare, l’altro a collegare i fili di sconvolto un po’ i programmi della giornata.
ferro che servivano a legare le balle di paglia (j balòt) Da quel giorno dovettero però trascorrere ben 80 anni
mentre altri 2–3 addetti più robusti provvedevano a prima che il protagonista dell’evento conoscesse quella
sistemarle sotto la tettoia. storia, raccontatagli da un fratello che a quei tempi
Finalmente arrivò mezzogiorno e per poco più di aveva quasi dieci anni e che ancora oggi ricorda
mezz’ora il frastuono dei macchinari ed il particolare chiaramente il trambusto causato da quell’arrivo, in
fragore del trattore tacquero, mentre la ventina di una delle giornate già normalmente più movimentate
persone presenti, dopo una frettolosa rinfrescata alle dell’anno!
mani prendeva posto davanti alla lunga tavolata
imbandita.
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pianoro lungo circa un Km e largo 200–300 metri, si diverso del terreno e, guardando con maggiore
vede una cascata di notevoli dimensioni. Sul lato destro attenzione, mi pare di vedere un fungo, o meglio, un
dell’ampio pianoro, un sentiero ormai quasi invisibile “pissacàn”, cosa neanche così rara da trovare in
avanza in mezzo a rododendri e cespugli di vario montagna.
genere, mentre sul lato sinistro c’è un folto bosco di Spinto comunque dalla curiosità, col bastone che porto
betulle e salici, che sovrastano un groviglio di rovi e sempre con me in montagna, sposto l’erba che copre
rose di macchia. parzialmente il presunto
Ad un certo punto il silenzio “pissacàn” e con sorpresa ho
viene squarciato da un l’impressione che non si
rumore terribile, che fa tratti dell’oggetto ipotizzato,
tremare l’intera zona: si tratta bensì di un magnifico ed
quasi sicuramente del enorme esemplare di fungo
bramito di un cervo. Infatti porcino chiaro. Ancora un po’
non passano che pochi minuti incredulo riesco ad estrarlo
per averne conferma e integro e calcolare che
riuscire anche ad individuare il anche il suo peso non sia
punto da cui proviene. trascurabile, tanto che alla
Sentirmi a poca distanza da sera a casa, pesa ancora ben
questo magnifico ungulato, 350 grammi. Comunque per
mi dà un senso di strana il momento, per non
euforia, frammisto però ad una sensazione di paura, riprendere il viaggio con quello scomodo e fragile
tanto che do uno sguardo attorno per vedere se oggetto in mano, provo ad inserirlo nella scatola
nell’ampio spazio che mi circonda c’è qualche altro metallica del Caffè Lavazza che sempre mi accompagna
escursionista a cui rivolgermi in caso di necessità. in gita e che contiene la frutta, ma niente, il contenitore
Ad un certo punto comunque la curiosità, il piacere di risulta troppo corto ed il diametro troppo piccolo per
provare una avventura mai sperimentata, mi porta introdurvi il fungo.
quasi istintivamente ad infilarmi in una stradina che si Mi incammino dunque tutto contento, ma con una
inerpica nel folto del bosco, nella direzione da cui, a mano occupata a tenere il fungo ad una certa distanza,
tratti regolari, provengono i bramiti, che mi sembrano per evitare di rovinarlo.
sempre più vicini. Mentre procedo penso che l’animale Il bellissimo porcino, a dire il vero, mi condiziona un po’
potrebbe essere stato preso in qualche trappola ma poi, tutto il resto della giornata, non solo perché mi terrà
vista la stagione, mi ricordo che è il periodo in cui i sempre occupata una mano, ma anche perché,
maschi richiamano le femmine per gli accoppiamenti. credendo che difficilmente l’esemplare sia solo in quel
I bramiti continuano e, sentendoli sempre più forti, paradiso, a volte decido di ispezionare punti dove
credo di trovarmi ormai a poche decine di metri di potrebbero essercene altri, magari più piccoli.
distanza dal grosso animale e pur essendo convinto che Dopo circa un’oretta di salita, arrivo finalmente alla
non dovrebbe essere aggressivo né pericoloso, ad un cascata, e qui non posso che rimanere affascinato dallo
certo punto mi prende un indescrivibile senso di paura, spettacolo offerto dall’acqua che fa mille rivoli prima di
che mi fa tornare velocemente sui miei passi. precipitare sulle sottostanti rocce il cui impatto
Uscito da quel labirinto, mi volto ancora indietro per provoca un rumoroso intreccio di note che nessun
accertarmi di non essere inseguito dal quadrupede ed compositore musicale è mai riuscito a riprodurre.
emetto un profondo sospiro di sollievo. Mi godo per alcuni minuti questo fantastico spettacolo
Riprendo allora il cammino sullo sbiadito sentiero che musicale, poi mi accorgo che il tempo passa per cui
si trova sul lato opposto, godendomi la vista di un riprendo il cammino, arrivando a Gran Cerogne, la
panorama immenso e spettacolare. meta che mi ero prefisso di raggiungere.
Il sentiero in certi punti è un po’ marcato, perché La scena che si presenta è alquanto squallida, anche se
tempo fa sono passate le mandrie come si può non è nuova per me, avendo più volte raggiunto quel
chiaramente vedere dallo sterco ormai secco. luogo, soprattutto per il caratteristico percorso da
Mentre cammino in uno sterrato, largo circa 50 effettuare per raggiungerlo: della vecchia borgata è
centimetri ed altrettanto profondo, sotto una grossa rimasta in piedi una sola delle 7–8 vecchie case,
radice, mi pare di individuare un oggetto dal colore costruite chissà quanti anni fa, utilizzando solo
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materiali prelevati sul posto, dalle pietre per innalzare Mentre mi sto godendo lo spettacolo col fiato sospeso,
le pareti alle “lose” per la copertura, ai larici usati per all’improvviso sento un rumore che mi fa trasalire ed in
infissi, balconi e travature. Queste ultime, pur essendo quell’attimo penso: com’è possibile, un martello
state scelte molto robuste, dopo chissà quanti anni si pneumatico in questa zona? Ma subito mi riprendo e
sono arrese al tempo ed al carico della neve, che a mi rendo conto che il rumore è provocato da un picchio,
quell’altezza a volte cade in quantità notevoli. che chissà da quanto tempo ha scoperto un albero
Come altre volte passo un po’di tempo a fantasticare malato, in cui ha già praticato alcuni grossi fori con il
su quelle povere costruzioni, sulle persone che vi sono suo speciale becco–martello.
state ospitate, sui bambini che forse hanno passato L’improvviso rumore ha spaventato anche le marmotte,
anni in questo paradiso isolato ma poi mi rendo conto che in un attimo sono sparite nelle vicine tane e visto
che sto solo sognando: molto più probabilmente quelle che tardano ad uscire, riprendo la mia marcia.
costruzioni venivano solo utilizzate d’estate, per La discesa procede spedita, perché ormai il sole sta per
ospitare pochi giorni quanti salivano per portare le precipitare dietro alla parete boscosa, ed in circa 90
mandrie al pascolo o per raccogliere un po’ di fieno minuti raggiungo il punto di partenza a Pourrieres.
nelle parti più pianeggianti della zona. All’ingresso del paese vengo avvicinato dal signor
Con molta malinconia, inizio il viaggio di ritorno, ancora Robert, un anziano conosciuto e benvoluto da tutti in
riflettendo su quelle costruzioni ormai ridotte a cumuli paese, che mi dice: e quello? Guardo nella direzione
di materiali in rovina. indicata dall’interlocutore e mi accorgo che indica il
Con il mio “porcino” in mano, scendo alcuni tornanti, ai fungo, che quasi avevo dimenticato di tenere nella
lati dei quali si trovano maestosi larici, che calcolo non mano.
siano distanti dal secolo di vita, poi all’improvviso un Al che cerco di spiegare grosso modo il punto in cui lo
acuto fischio mi fa capire di non essere distante da una avevo trovato e lui di ritorno mi dice: “sono qui, con i
marmotta. Rallento il passo e procedo con cautela, miei 84 anni e se non vi avessi visto di persona arrivare
sperando di trovarmi dalla parte giusta per non essere con quel fungo, non ci avrei creduto: avevo sempre
individuato dall’esemplare addetto alla vigilanza. sentito dire che potevano esserci dei porcini in quella
Infatti la fortuna mi è favorevole e, da un piccolo zona, ma non ci avevo mai creduto. Ed invece ora devo
terrazzo vedo un gruppetto di marmotte intente a ammettere che è proprio vero”.
pascolare: la “guardia” si trova a pochi metri dagli altri Con una testimonianza del genere, la mia gita non
esemplari e, ritta in posizione di allarme, di tanto in poteva avere una conclusione migliore.
tanto lancia il segnale ma, non avendo notato la mia Anche per questo, Gran Cerogne rimane un nome che
presenza, dopo aver dato uno sguardo attorno, ricordo con piacere, perché mi riporta ad un incontro
riprende a pascolare tranquillamente con le compagne. indimenticabile con il signor Robert, l’anziano “custode”
di Pourrieres ormai da tempo passato a miglior vita.
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La Portassa di Osasco
sottile ma resistente, con le maglie a forma Pensai allora di far ricorso al vecchio “trincèt” (un
quadrangolare ed i lati di circa dieci millimetri. coltellino avente una lama molto appuntita a forma di
Ancora mi sembra impossibile che la biscia sia riuscita “esse”; un coltellino che un tempo i ragazzi portavano
ad infilarsi, per 20–30 centimetri, in un quadratino così sempre con sé e che, mentre pascolavano le mandrie,
piccolo visto che il diametro del suo corpo, in usavano per intagliare legno, bastoni, ecc.) che mi era
condizioni normali, si aggira sui due centimetri, capitato tra le mani pochi giorni prima.
sebbene sia nota la sua elasticità e capacità di dilatarsi, Con grande cautela cominciai ad infilare la punta del
come quando caccia prede di coltellino tra il filo della rete ed
grosse dimensioni. il corpo della biscia, senza
Comunque, dopo essere comunque trascurare il
penetrata per un tratto nella comportamento della bestia,
rete, non riuscendo più a pro- che inizialmente era molto
seguire né ad indietreggiare, si agitata ed aggressiva. Lavorare
era tutta attorcigliata in quella non era facile visto che la biscia
trappola mortale per cui ini- si contorceva e con scatti
zialmente non fu facile capire fulminei tentava di mordere i
chiaramente la situazione. guanti, movimento comunque
Alzata la rete, illudendomi di schermato dalla rete.
aiutarla semplicemente a tor- Nel giro di pochi minuti capii
nare in libertà, vidi che la be- che l’operazione forse poteva
stiola era saldamente bloccata avere successo; la punta del
dai fili di plastica, che rendevano inutili i suoi tentativi coltellino, senza danneggiare il corpo della malcapitata,
di liberarsi da quella brutta situazione. era riuscita a passare sotto il filo che, con un piccolo
Impaurita dalla mia presenza si dibatteva, nel limite del sforzo, riuscii a tagliare.
possibile, a causa dell’innata paura dell’uomo contro il Subito l’animale smise di dibattersi per cui con facilità
quale ha come unica difesa il morso, ora anch’esso riuscii a tagliare altri 2–3 fili che ancora le impedivano
impedito. di tornare in libertà.
Pur sapendo di trovarmi di fronte ad un esemplare non A questo punto la povera bestia, dopo pochi minuti di
velenoso ma pur sempre capace di mordere, infilai un pausa, riusciva finalmente a liberarsi dalla scomoda
paio di robusti guanti da lavoro e mi avvicinai posizione e, con un impercettibile movimento a zig zag,
ulteriormente per vedere se era possibile fare qualcosa scivolando elegantemente sull’erba, in un attimo
per liberare la povera bestia. raggiungeva un vicino, sicuro riparo.
La situazione non era per niente allegra e più Anche se probabilmente non si è allontanata dal luogo
complicata di quanto avessi pensato in un primo dell’infortunio, da quel giorno non si è più fatta vedere,
momento: la rete non aveva ceduto gran che e le anche perché quanto accadutole forse l’ha resa ancor
squame la coprivano completamente. Inutile dire che più paurosa e diffidente nei confronti dell’uomo.
la bestia si contorceva, probabilmente a causa del Che a sua volta nutre gli stessi, reciproci sentimenti, a
dolore, cercando di mordere il guanto, senza però causa anche delle informazioni non sempre corrette e
riuscirci a causa della rete che la intrappolava. veritiere nei confronti di questi animali che hanno sì un
Decisi di provare a tagliare il filo con un paio di forbici, comportamento diverso dagli altri esseri viventi, ma
senza però riuscirci essendo troppo profondamente non sempre rappresentano un vero pericolo per chi li
incarnato, impossibile quindi da raggiungere con la incontra.
punta delle forbici.
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La Portassa di Osasco
Sul n. 53 del nostro giornale l’amico Francesco Merlo aveva pubblicato un bel
pezzo – che qui riproduciamo integralmente – in cui riferiva di aver conosciuto
Mirella Giai “bambina di pochi anni che giocava nel cortile, con niente, sempre
sola”.
LA BAMBINA MIRELLA, ORA SENATRICE DELLA
REPUBBLICA. DA VIA SABOTINO AL SENATO
Nell’anno 1928, con la mia famiglia, mi ero trasferito per l’Ospedale, venne espropriata assieme ad una bella
nella periferia di Pinerolo, in una piccola azienda fetta di orto. La casa fu ricostruita nell’angolo tra via
agricola alla quale si accedeva da via Molini Colombini. Sabotino e via Pasubio, ove esiste tuttora. E lì, nel
I terreni che facevano corpo con la fattoria, nuovo cortiletto, la piccola Mirella, ormai già scolara
consistevano in due ettari di alteno, chiusi da un muro delle elementari, trascorreva ancora il suo tempo
che confinava con l’attuale via Sabotino, e questa era libero giocando.
anche la via che io dovevo percorrere sovente per Ho avuto modo di conoscere bene il nonno di Mirella,
raggiungere altri terreni situati più a monte. che prima dell’avvento del Fascismo era stato iscritto –
Nei primi anni trenta non esisteva ancora l’Ospedale come tanti altri lavoratori pinerolesi di allora – al
Agnelli, e via Sabotino – che per noi era ancora sempre Partito Socialista e pertanto sorvegliato dalla polizia
l’antica “Strada delle Brayde” – si snodava tortuosa fra fascista. Infatti, quando il 19 maggio del 1939 ci fu la
prati ed orti, e correva accanto all’unica casetta visita di Mussolini a Pinerolo, un po’ di giorni prima
appartenente a due non più giovani orticoltori – i tutti questi sospettati furono visitati a domicilio dai
coniugi Giai – che lavoravano tutto il giorno nel proprio Carabinieri e diffidati di uscire di casa il giorno prima ed
orto, per poi vendere il prodotto sul mercato di il giorno della venuta del Duce, pena l’arresto.
Pinerolo. Quel che colpiva la mia attenzione passando Tuttavia, il nonno di Mirella – pur lavorando sodo e pur
vicino a quella casetta, era il vedere una bambina di inviso al Regime – riusciva durante l’anno a mettere
pochi anni, col vestito visibilmente trascurato, che assieme i versi di una canzone in dialetto che poi, –
giocava lì nel cortile, con niente, e sempre sola. previa censura – cantava con altri amici sulle piazze di
Rispondeva al nome di Mirella ed era la nipote dei due Pinerolo durante le feste del carnevale,
orticoltori. accompagnandosi con una fisarmonica che lui stesso
A metà degli anni trenta ebbero inizio i lavori per la suonava, e raccogliendo fondi per la Croce Verde di
costruzione dell’Ospedale “Agnelli” e la casa dei signori Pinerolo.
Giai, dal momento che si trovava nell’area prescelta
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La Portassa di Osasco
Poi vennero gli anni tristi della guerra e, chi scrive partì Senatore che gentilmente s’impegna a consegnare di
militare il 1° aprile 1939, giusto in tempo per sorbirsi persona la missiva, in occasione di un suo prossimo
tutto il periodo bellico in giro per mezza Europa, e viaggio a Roma.
ritornare fra le mura domestiche soltanto a metà anno La sera del 25 settembre la signora Mirella Giai mi
1945. Ma nel 1945 non rividi più Mirella – che ormai chiama al telefono da Roma. Mi dice di avermi cercato
doveva già essere studentessa – e non rividi più inutilmente in giornata, che la mia lettera l’aveva
neppure i nonni. Conobbi però il padre di Mirella, che commossa fino alle lacrime, perché non avrebbe mai
durante il Fascismo aveva pagato duramente con anni pensato che ci fosse ancora qualcuno che si ricordasse
di confino e di galera, l’appartenenza e l’attivismo nel degli anni della sua infanzia e della sua famiglia. “Verrò
Partito Comunista clandestino di allora. Era un uomo sicuramente a trovarla”, mi dice.
dai lineamenti delicati e dotato di una voce veramente Il 9 dicembre mi telefona da Frossasco il professor
soave. Lo sorpresi una sera sull’imbrunire; passeggiava D’Aleo, che mi comunica di essere incaricato dalla
nella via e cantava “Campane a sera”, sicuramente Senatrice Giai di sentirmi, in vista di un prossimo
ispirandosi ai rintocchi de l”Ave Maria”, che si incontro. L’incontro con la Mirella che io avevo solo
diffondevano dal non lontano campanile della Chiesa conosciuto bambina, ma ora autorevole signora
di San Verano. Ed era veramente un piacere ascoltarlo. ottantenne, avviene il 2 gennaio 2009 a casa mia. È in
Nel 1948 io ripresi il domicilio nella casa natia di Osasco compagnia dei signori Giorgio D’Aleo e Laura
e, venni a conoscenza (in seguito), che i componenti la Bianciotto, ambedue impegnati al Museo
famiglia Giai erano emigrati in Sud America. Fin qui, i dell’Emigrazione di Frossasco. Due ore di piacevole ed
miei ricordi di allora intenso colloquio, trascorso rievocando fatti di
Mercoledì 30 aprile 2008 il settimanale “L’Eco del ottant’anni prima. Sono scaturite molte cose che la
Chisone” riporta la notizia che la signora Mirella Giai, signora Mirella non ricordava, come per esempio la
abitante a Rosario in Argentina, è stata eletta Senatrice casa antica, dove aveva vissuto gli anni della prima
al Parlamento della Repubblica Italiana nella quota infanzia. “
degli Italiani all’Estero. Lo stesso giornale ci rivela, “Probabilmente dovrò restare ancora quattro anni in
anche, che la detta signora prima di emigrare in Italia” mi dice. “Ci vedremo ancora!”.
Argentina, viveva a Pinerolo in via Sabotino n. 3. Grazie Mirella!
Decido di sentirla scrivendole una lettera, ma, non
conoscendo l’esatto recapito, mi affido ad un amico già Francesco Merlo
IL PETTIROSSO
Quella di sabato 11 febbraio 2023, pur essendo una Nonostante tale comportamento, continuai il mio
giornata molto soleggiata, è stata una giornata molto cammino ma, fatti pochi passi, tra le foglie secche
fredda a causa di un venticello gelido che ha giacenti sotto una grande quercia, mi parve di vedere
contribuito a mantenere costantemente la un batuffolo, color grigio/marrone, rotolarsi tra le
temperatura sotto lo zero. foglie causando il caratteristico rumore di foglie secche
Mentre percorrevo i soliti quattro passi pomeridiani in movimento.
nel mio piccolo frutteto dietro casa, notavo un gatto A questo movimento il gatto, con uno scatto fulmineo,
accovacciato nei pressi di un vecchio melo che, al mio si avventò verso quell’oggetto che a prima vista pareva
passaggio, si scostava di un paio di metri, dando trattarsi di una foglia spostata dal vento, ma che ora
l’impressione di essere molto scocciato della mia sembrava un animaletto: un topo campagnolo o forse
presenza, tanto che appena l’ebbi sorpassato, tornò un piccolo uccello.
subito nel punto in cui lo avevo sorpreso. L’improvviso movimento del gatto mi aveva sorpreso e
Il suo comportamento mi stupiva, perché spaventato parecchio, tanto che la mia reazione era
normalmente questi animali si comportano come stata incontrollata: un salto accompagnato da un urlo
quelli selvatici: quando gli si avvicina qualcuno – avevano a sua volta spaventato il gatto, che aveva
umano e non – quasi sempre preferiscono darsi alla fallito la presa ed ora si era allontanato di un paio di
fuga, temendo di essere attaccati. metri.
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La Portassa di Osasco
Tornata la calma, cercai di capire cosa fosse Anche il dopo intervento presentava alcune
quell’essere, che ora restava problematiche, perché
immobile tra le foglie. Con sarebbe stato troppo
grande stupore mi parve di rischioso rimetterlo in libertà,
capire si trattasse di un dopo lo stress appena vissuto,
pettirosso che, nonostante la giornata particolarmente
presentasse vistose difficoltà fredda e senza dimenticare la
ad alzarsi in volo, dopo alcuni presenza dei gatti sempre alla
tentativi andati a vuoto, ricerca di prede, particolar-
riuscì finalmente a raggiun- mente gradite se trovate in
gere un ramo a pochi metri condizioni di momentanea
di distanza e ad un’altezza di difficoltà.
appena un metro da terra. Considerando che ormai era pomeriggio inoltrato,
Dopo aver provveduto ad allontanare il gatto, con la decisi di offrirgli una notte di “convalescenza” in garage,
massima cautela cercai di avvicinarmi al malcapitato dove sono ospitate alcune piante di limone, una di
uccellino – ormai ero certo si trattasse di un pettirosso limonaria e parecchi vasi con piante di gerani.
– e con grande sorpresa riuscii a prenderlo con le mani. Questa idea mi venne ripensando al fatto che alcuni
Il fatto che un pettirosso si fosse così facilmente anni prima, nel corso di un inverno particolarmente
lasciato cacciare mi sembrava particolarmente strano, freddo, un pettirosso aveva preso l’abitudine di
ma non ci volle molto per capirne il motivo: un sottile ripararsi dal rigore delle temperature notturne
filo di nylon (quasi sicuramente uno dei fili che trascorrendo le notti nel garage: di giorno usciva
compongono le corde di nylon usate dalle imballatrici) essendo la porta sempre aperta, ma alla sera tornava
era attorcigliato attorno alle zampette, cosa che gli nel locale chiuso.
rendeva difficile il volo. Ricordo che dopo alcune settimane di tale
Tenere in mano un uccellino così simpatico ma comportamento un giorno, all’uscita dal riparo
notoriamente molto diffidente dell’uomo, mi notturno, sorpreso un suo simile davanti al garage, gli
sembrava incredibile e mi dava un senso di felicità si avventò contro e ne nacque una lotta furibonda: il
indescrivibile. Il fatto che si era lasciato catturare così malcapitato aveva avuto il coraggio di invadere un
facilmente, era comunque certamente dovuto al suo territorio ormai occupato da un benestante!
stato di salute o meglio, alle condizioni precarie in cui Il mattino dopo l’intervento di salvataggio, aprii la
si trovava. porta del garage con la quasi certezza di trovare il
Infilati gli occhiali ed armato di forbici, con grande pettirosso riverso sul pavimento ma niente, era sparito,
cautela cominciai a tagliare in più punti il filo, che anche dalla cassetta dove lo avevo riposto la sera del
fortunatamente non aveva ancora provocato lesioni ritrovamento. Dopo lunghe ed accurate ricerche, con
alla pelle, sebbene avesse già tracciato profondi solchi grande sollievo e soddisfazione ebbi la sorpresa di
sia in una zampa che in parte di un’ala, riuscendo così vederlo appollaiato sul ramo più alto del limone grande,
ad eliminare quel filo che certamente nel giro di poche più arzillo che mai. Quasi mi avesse voluto dare il
ore avrebbe causato la morte! benvenuto da lassù.
La povera bestiola nel corso dell’intervento (durato Ora, a distanza di una quindicina di giorni, il simpatico
parecchi minuti) non aveva “mosso un’ala”, quasi uccellino, continua a trascorrere le notti in garage,
avesse capito che stavo lavorando per il suo bene, per dove certamente si sente non solo al riparo dalle gelate
ridargli la possibilità di vivere e volare come aveva notturne, ma anche sicuro di non cadere vittima di
sempre fatto fin quando non si era imbattuto in quel rapaci notturni o di famelici gatti domestici.
filo apparentemente morbido che invece lo aveva
tradito.
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