PURGATORIO:
Il Purgatorio viene esplicitamente creato e pensato come luogo di passaggio e di
transito per le anime non condannate all’inferno, ma non ancora degne di
contemplare la meraviglia di Dio nei cieli.
È una grande isola (circondata dal mare), collocata nell’emisfero australe.
Composizione:
Dopo la spiaggia dell’Antipurgatorio, ascendiamo al monte (ripida montagna) vero e
proprio, diviso in sette cornici, tante quanti sono i peccati capitali, disposti per gravità
decrescente (dal basso verso l’alto).
In vetta, abbandonato il “dolce duca” Virgilio, Dante accede al Paradiso Terrestre, e
reincontrerà l’amata Beatrice, sua nuova guida per l’ultimo regno.
All’ingresso c’è Catone l’Uticense→ fu avversario di Cesare nella guerra civile e
morì suicida a Utica dopo la sconfitta nella battaglia di Tapso (46 a.c.)
Le 7 cornici→ perchè durante la vita, ognuno ha peccato di queste cose.
Superbia
Invidia
Iracondi
Accidiosi → non prendono una posizione
Avari e prodighi
Golosi
Lussuriosi→ preferiscono l’amore carnale rispetto a dio
Temi:
Tema dell’amicizia
Tema della solidarietà
Tema del pellegrinaggio
Tema elegia del corpo→ tutti sconvolti che dante abbia un corpo e che ce un'ombra
(era giorno ed era presente la luce, a differenza dell’inferno)
Cambiamento: (conseguenze, tanto materiali quanto simboliche):
- Il percorso di ascensione e di purificazione del personaggio principale risulterà
infatti condizionato dallo scorrere del tempo reale (prima annullato dall’eternità delle
pene infernali).
- L’ attenzione scrupolosa di Dante nel descrivere la situazione atmosferica e
cronologica di tutti gli eventi rilevanti della cantica.
CANTO I:
Dante apre il primo canto del Purgatorio con un proemio alle Muse ed in particolare
a Calliope, affinché questa lo aiuti e lo sostenga in questa impresa.
Dopo il passaggio all’inferno, il poeta può finalmente contemplare il cielo e le stelle,
tra cui vede le 4 virtù cardinali: (prudenza, giustizia, la fortezza e la temperanza)
ammirate prima solo da Adamo ed Eva.
Di seguito appare, improvvisamente, Catone, il quale li aveva scambiati per dei
dannati che avevano violato la legge divina e che erano fuggiti dall’inferno).
Così interviene Virgilio, il quale spiega brevemente a Catone la faccenda (facendogli
presente il volere divino costui deve proseguire il viaggio).
Catone dà delle indicazioni a Virgilio: devono andare sulla spiaggia più bassa
dell'isoletta e far compiere a Dante il rituale: l’abluzione (lavarsi) del volto di Dante e
il corpo recinto da un giunco prima di iniziare la salita al monte.
* Le 4 virtù cardinali non erano mai state viste nell’emisfero australe.
* Catone→ custode del purgatorio (vecchio dall’aspetto dignitoso)
* Dante→ lavato dai segni delle lacrime e dal fumo infernali; il giunco appena
strappato, come per miracolo, rinasce subito.
CANTO II
Il secondo canto del Purgatorio si apre quando Dante e Virgilio si trovano ancora
sulla spiaggia ai piedi della montagna - siamo ancora nell’Antipurgatorio - dove si era
svolto il rituale di purificazione ordinato da Catone nel canto precedente.
È giunta intanto l’alba, che il poeta descrive con una complessa immagine
astronomici, arricchiti dall’uso di metafore. Si avvicina un’imbarcazione, guidata da
un angelo luminosissimo: è l'angelo-nocchiero che su di una navicella veloce e
leggera guida le anime destinate al purgatorio, che al posto delle vele fa vento con le
sue stesse ali. È così che le anime penitenti, destinate alla salvezza, raggiungono il
luogo della loro espiazione.
Queste numerose anime sono smarrite poiché non conoscono il percorso che
devono intraprendere: si avvicinano dunque a Dante e, rendendosi conto di trovarsi
al cospetto di un uomo vivo, impallidirono.
Riconosciuto l'amico Casella, musico e cantore, Dante si intrattiene brevemente ma
affettuosamente con lui. L'amico spiega come, pur essendo morto da più di tre mesi,
sia stato solo ora raccolto alla foce del Tevere dall'angelo, per inconoscibile
decisione di quest'ultimo, che l'ha poi trasportato nel luogo dove si trova.
Il canto è però interrotto dall’arrivo di Catone, che bruscamente le indirizza verso il
loro cammino di redenzione.
Casella→ ha musicato una canzone del convivio dantesco.
? → trattato dedicato alla filosofia e indica che è una cosa passata
Canzone→ parlava della filosofia e non della purificazione
→ Concetto della coralità
1. Coro delle 100 anime→ coralità delle anime (salmo quando gli ebrei scappano
dall’Egitto).
2. canto di Casella→ singolo.
CANTO III
Il rimprovero di Catone ha provocato una fuga generale delle anime.
Dante sente il bisogno di accostarsi di più alla sua guida, nel timore di essere
abbandonato, soprattutto quando vede davanti a sé solo la sua ombra.
Dante e Virgilio continuano a salire, ma arrivano in un punto dove la strada è troppo
erta per poter proseguire.
Dopo che i due si sono avvicinati alla parete rocciosa impervia e dirupata, il poeta
latino appare perplesso sulla via da seguire.
Dante scorge una schiera di anime (sono gli scomunicati) che avanzano lentamente
e che, mansuete come pecorelle, si arrestano al richiamo di Virgilio, fornendo le
indicazioni richieste.
Una di loro invita Dante a riconoscerlo: è Manfredi II di Svevia (figlio di Federico II e
Costanza d’Altavilla), che mostra le sue ferite e racconta come, pentitosi in punto di
morte, sia stato perdonato da Dio nonostante la scomunica del papa.
Dopo la morte in battaglia, però, il vescovo di Cosenza, per ordine di papa Clemente
IV; si è accanito contro il suo cadavere, fino a farlo disseppellire e a farne spargere i
resti fuori dal territorio del regno di Napoli.
Manfredi invita poi Dante a riferire a sua figlia Costanza questi particolari, compreso
il fatto che le pene purgatoriali possono essere abbreviate tramite le preghiere dei
viventi in grazia di Dio.
* Tema del perdono
* Manfredi non può iniziare il suo percorso per le sue scomuniche (ha bisogno delle
preghiere.)
LA RIFORMA E CONTRORIFORMA
1517→ Martin Lutero affigge le sue 95 tesi sulla Cattedrale di Wittemberg.
Esigenza di cambiamento
- Il papato ha interessi politici e finanziari
- I vescovi, abati, parroci si arricchiscono
- Commercio delle indulgenze plenarie
Origine:
1514→ Alberto di Brandeburgo ha richiesto del denaro ai Fugger
- Una parte del denaro serviva per la creazione delle indulgenze.
- L’altra parte serviva per la creazione di San Pietro.
Riforma:
Evangelica→ si ispira al vangelo
Protestante→ parabola del documento
Principi:
- Salvezza di una sola fede
- Nega l'autorità della chiesa
- Libera interpretazione dei testi sacri
- 2 soli sacramenti→ battesimo ed eucaristia
- Negati il culto della madonna e dei santi
Concilio di Trento → contemporanei ai gesuiti di Ignazio Loyola (sola obbedienza al
pontefice.
Codice dei libri eretici→ Machiavelli, Boccaccio
Dopo un'analisi filologica, cambia il finale (anti-filologica)
Periodo di intolleranza religiosa:
- Molti processi e condanne per dissenso dottrinale, stregoneria
- Molti processi vengono fatti di nascosto
- Alcuni condannati (Giodano Bruno, Tommaso Moro)
- Creano dei Ghetti→ dove vivevano solo loro
Mistica della religione:
- Cattolica mistica→ ricerca di un dialogo diretto con dio
- Formano la chiesa dall'interno
- Non si devono avere servi
Es. Santa Teresa d’Avila→ fu autrice di diversi testi nei quali presenta la sua dottrina
mistico-spirituale e i fondamenti e le origini del suo ideale di riforma dell'ordine
Carmelitano.
Stato→ qualcosa di rigido
L’arte→ plasma più morbido con le sculture (rottura degli equilibri)
p. 514 I PROCESSI DEI BENANDANTI
I benandanti (buoni camminatori) professavano un culto di origine pagana, legato ai
riti della fertilità della terra.
Chi erano→ coloro che erano nati con la camicia (sacco amniotico)
Curavano le persone colpite dagli incantesimi o dal malocchio.
Dal testo:
Paulo Gasparutto ammette di aver partecipato e fatto convincere gli altri venissero
allo spettacolo.
→ Per evitare la morte, confessa di aver partecipato ad una eresia di tipo pagano.
TOMMASO CAMPANELLA
Nato a Stilo (Calabria), filosofo, storico e scienziato
Entra nell'ordine domenicano, poi processi e condanne.
Nascita repubblica teocratica (contro il governo spagnolo) → fu portato a napoli e si
finse pazzo per evitare la condanna capitale.
In carcere scrisse varie opere
p. 534 LA COMUNIONE DEI BENI (la città del sole)
L'opera è sotto forma di dialogo fra un cavaliere Ospitalario e un genovese nocchiero
di Colombo.
Dopo aver descritto le leggi e la politica, descrive le caratteristiche salienti degli
abitanti.
Società ideale del sole
→ Sotto un'unica legge regnino→ l'umanità, l’uguaglianza e la giustizia.
Il comunismo→ tutto in comune (anche le donne), garantisce l’uguaglianza dei
cittadini
Immagina una città-stato in cui coloro che hanno abbandonato il proprio paese
decidono di vivere alla filosofia.
Utopia (luogo che non esiste) → rappresenta un polemico rifiuto del presente e
una fuga dalla realtà.
Suggestione al nuovo mondo→ nocchiero di Colombo (America 1492).
GIORDANO BRUNO
Nato a Nola (Napoli); filosofo.
Arso vivo→ descrisse un universo infinito nello spazio in cui si trovano una pluralità
di mondi.
p. 538 CONTRO LE REGOLE E I PENDENTI
Violenta polemica contro la Poetica di Aristotele
→ Per lui la filosofia e la poesia non possono essere utilizzati secondo i canoni di
Aristotele (eliminano l’estro creativo).
BATTISTA GUARINI
p. 544 LA BELLA ETÀ DELL’ORO
→ Stabilire l’ordine è onore.
Esalta l’ideologia della controriforma (forme sinuose per dare risposta contraria alla
rigidità).
Età dell’oro
- Matrici della bibbia (Vangeli)
- Esiodo (Greco) XIII → “opere e io giorni”: si racconta e descrive l'età dell’oro
- Virgilio→ nel IV canto delle bucoliche
- Ovidio “metamorfosi” → cita l’età dell’oro
- Dante “canto XXVIII”: parla dell’età dell’oro.
Testo
→ Tema dell’amore coniugale (onore e onestà) → piaccia, se lice (permesso)
Non più l’amore libero, del vago
Padre Montano vuole che il figlio Silvio si sposi con Amarilli.
Amarilli ha un amore intercambiato con Mirtillo (pastore), che a sua volta è amato da
una plebea Corisca.
Ira della dea Diana
Corisca accusa di infedeltà Amarilli, così Montano si sposa con Dorinda.
TORQUATO TASSO
Nasce a Sorrento
Il padre di Bergamo→ nobile funzionario del principe di salerno
Madre→ nobildonna di pistoia
Frequenta la scuola dei gesuiti quando si trasferiscono a Napoli.
Muore la madre→ gira tutta italia
1573→ scrive l’Aminta, stipendiato dalla corte dei D’Este
Uomo folle→ durante il matrimonio (tra i D’Este) ha dato un morso ad un servo e poi
lo ha aggredito con un coltello.
Ricerca di attenzioni→ dice di essere morto alla sorella
Alfonso d’Este preoccupato, lo fa ricoverare; ma riesce a fuggire
Recluso nell’ospedale di Sant'anna:
→ Nei momenti bui scrive la gerusalemme liberata
Non voleva che venisse pubblicata, così scrive l’apologia per dire ai lettori che la sua
opera non era finita
1593→ scrive la gerusalemme conquistata
Muore nel 1595
Epistolario:
Lettere familiari (tot 1700) → filtrate da moduli letterari e retorici
Rinaldo→ scritta a 18 anni, versi poetici per 2 donne a cui era innamorato→ riprende
l’Orlando
Nella Gerusalemme→ riprende il padre Bernardo con la sua Amadigi (116 stanze)
p. 560 QUAL RUGIADA O QUAL PIANTO
1580→ liriche d’amore
Separazione della donna amata
La natura soffre/piange assieme al poeta dell’allontanamento di questa donna.
(sympatheia)
12 versi endecasillabi:
- 6 settenari
- 6 endecasillabi
MACCHIAVELLI
- Processo dialettico→ andavano in Francia, Germania e Roma e scriveva e
prendeva spunto
Prendeva i lati positivi e negativi di ogni stato, per usare a Firenze
- Usava il passato per comprendere meglio il presente
Confronto tra antico e moderno
- Osservazione della realtà→ ricerca
- Scrive in Metodo scientifico→ lo applica in politica
Guarda la teoria e poi la applica (scrive)
- Essere umano come un centauro (uomo: cavallo e chirone: Achille).
- Per Machiavelli l’uomo deve comportarsi come un animale, deve avere un
atteggiamento camaleontico.
- Devo saper organizzare al meglio il mio paese→ cambiò comportamento in base
alle esigenze
- Metodo non morale, bensì utile e non utile.
De principatibus:
Scritto nel 1513, si basa su:
> Senofonte (ciropedia)
> Seneca (de clementia)
Quest'opera rivoluzionò la concezione medievale del sovrano ideale, descritto come
virtuoso e giusto.
Rielabora ciò che apprende attraverso:
> Pensiero etico: dove separa il giusto dallo sbagliato;
> Pensiero politico: in cui sostiene che i mercenari stipendiati non possono essere
fedeli.
→ Il principe deve usare qualsiasi mezzo necessario per mantenere il potere e
garantire la stabilità dello stato, anche se ciò richiede astuzia e crudeltà.
La sua visione, basata sulla "verità effettuale della cosa", pone il principe come un
leader che comprende la natura malvagia degli uomini e si adatta per controllarla.
Il Principe è diviso in 26 capitoli, trattando temi come i vari tipi di principato, la
necessità di un esercito nazionale, e le virtù e azioni che un sovrano deve avere per
affrontare la "fortuna". Fornisce anche informazioni sull'ottica pessimistica della vita.
p. 362→ 10 dicembre 1513: Lettera a Francesco Vettori
Dopo essere stato privato dei suoi incarichi (esilio: causa congiura contro i de
medici), Machiavelli si rifugia nella sua casa in campagna: l’albergaccio
Lettera a Francesco Vettori (ambasciatore), con il quale Machiavelli ha un fitto
scambio epistolare.
Riprende la lettera precedentemente inviata (il 23 novembre)
Descrive come trascorre la propria giornata: Va a caccia
I deca di Tito Livio
3 libri (1513-1519)
I libro→ iniziative politiche interne
II libro→ iniziative politiche esterne
III libro→ iniziative politiche esterna, espansione
Non è un trattato ma delle riflessioni sui singoli temi
→ Machiavelli ha letto i primi 10 libri di Tito Livio ispirato Ad Urbe Condita.
Mentre li leggeva, in alto, prendeva degli appunti.
Metodo dantesco→ leggendo, elabora il suo pensiero.
p. 382
Inizialmente il principe voleva dedicarlo a giuliano De Medici
Dopo la sua morte, lo reindirizza a Lorenzo
→ A seconda di quello che si deve raccontare, cambia prospettiva
No linguaggio ampolloso
Tema→ rapporto con il mondo antico
p. 392
Potere ereditato→ contenuto grazie alla virtù
Borgia→ ottenuto per fortuna e non per virtù
p. 399
Il principe deve utilizzare un linguaggio semplice, non ampolloso.
Mix pensiero con la prassi
Se segui i consigli degli altri vai in rovina
→ La politica deve essere amorale
Ci sono dei casi che bisogna comportarsi male (per mantenere il potere), altri che si
usa la virtù
p. 403
Metafora per il vero principe
Centauro (metà uomo e metà cavallo)
→ Volpe e leone (astuzia e violenza)
Visione negativa della vita→ ci saranno sempre coloro che si fanno ingannare
Non devi essere gentile ma sembrarlo a seconda dell’occasione
p. 408
Similitudine tra fortuna ed un fiume in piena
Paragone tra vi4tu umana e gli argini di un fiume
Il principe deve essere duttile→ prudenza e impeto
Il Pensiero Politico di Machiavelli:
- La Fortuna e la Virtù:
Machiavelli sviluppò un pensiero politico innovativo: un leader dotato di "virtù".
- Per "virtù", egli intende la capacità di adattarsi ai cambiamenti e di fronteggiare la
"fortuna".
- Per egli, la “fortuna” rappresenta la parte imprevedibile delle vicende umane, come
eventi storici e politici fuori dal controllo dell'uomo.
→ Un leader di successo è colui che, grazie alla propria virtù, riesce a prevedere e a
prevenire gli effetti della fortuna avversa, paragonata da Machiavelli a un fiume in
piena: se non controllato, può causare disastri, ma se arginato, può essere domato.
Il principe deve essere come un centauro (metà uomo e metà animale): deve agire
come un leone (forte e deciso) e una volpe (astuto e ingannevole), adattando il
proprio comportamento alle circostanze.
Secondo Machiavelli, gli uomini sono per natura egoisti e agiscono principalmente
per il proprio interesse. Pertanto, un buon governante deve essere in grado di
controllare questa natura umana sfruttando per il bene dello stato.
- Contributo alla Scienza Politica:
Crede nella frase "Il fine giustifica i mezzi":
→ Applica un metodo scientifico all’attualità politica;
→ Utilizza i testi di autori romani come Tito Livio;
→ Situazioni comparate → il passato con il moderno;
→ Osservazione della realtà.
Un buon politico, secondo Machiavelli, deve avere la capacità di adattarsi alle
circostanze, esercitando un potere che non dipenda da virtù morali assolute ma
dall’efficacia nel garantire l’ordine e la stabilità.
→ L’uomo deve comportarsi come le bestie → assenza dell’elemento morale.
FRANCESCO GUICCIARDINI
Critica al pensiero di Machiavelli.
Alle visioni del mondo assolute, Guicciardini sostituisce un’idea della relatività della
conoscenza, che deve nascere dall’osservazione della realtà.
Viene introdotta la convinzione di una verità relativa che viene interpretata come la
possibilità di affermare principi stabili sul piano dei valori conoscitivi e morali;
- Scrive i "Ricordi": scritti intimi (materia privata) → chi viaggiava, appuntava tutto su
dei taccuini
→ Aforismi: concentrazione di motti e frasi;
- Opera spezzettata → frammentaria come il reale (contenuto nell'opera);
- Temi variegati:
→ Corruzione della chiesa;
→ Tempo;
→ Si concentra sul bene del singolo e non su quello dello stato (Epicuro).
- Stile asciutto e essenziale;
- Parola chiave→ discrezione (discernere: dal latino → separare):
Separare le cose giuste da quelle sbagliate.
- Il dubbio (Socrate→ so di non sapere→ metto in dubbio le mie conoscenze):
stimolo per portare avanti una ricerca della giustizia e della verità che saranno
sempre relative.
MACCHIAVELLI GUICCIARDINI
VIRTÙ - Per Machiavelli, la virtù - Concetto più scettico: la
è un insieme di qualità, virtù è limitata
come il coraggio, dall’imprevedibilità della
l’intelligenza e la vita.
determinazione, che - La considera utile solo
permettono di per adattarsi.
raggiungere il potere e
mantenerlo.
- È la capacità di adattarsi
ai cambiamenti.
FORTUNA - Viene vista come una - Scettico sulla possibilità
forza esterna di gestire la fortuna: crede
imprevedibile; come che il caso governi gran
eventi storici e politici che parte degli eventi umani.
sono fuori dal controllo - Più pessimistico: la
dell’uomo. prudenza è importante,
ma la fortuna spesso
prevale.
APPROCCIO - Ottimistico: l’uomo può, - Pessimistico: la vita è
attraverso la virtù, troppo incerta, e la
esercitare un certo fortuna può rendere vani i
controllo sul proprio tentativi umani.
destino.
INFLUENZA SULLA - Un leader deve avere un - La politica è soggetta
POLITICA atteggiamento virtuoso alle circostanze mutevoli
per mantenere e della fortuna.
consolidare il potere.