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POSITIVISMO
Nasce nella seconda metà dell’800 in Francia. E’ una corrente filosofica e letteraria
che si basa sulle scienze positive (matematica, fisica e scienze naturali) e
sull’osservazione di fenomeni reali e verifica della teoria con la prova dei fatti.
L’intellettuale positivista ha fiducia nelle scienze e nel progresso. e c’è una fiducia
nel metodo scientifico che verrà applicato alla società e all’uomo; così nascono le
scienze sociali ovvero sociologia,psicologia e statistica.
Dopo Comte si affermarono Hippolyte Taine nel campo degli studi storici e Emile
Durkheim negli studi sociologici.
Taine: teorico del naturalismo, afferma che i comportamenti e scelte individuali sono
influenzati da 3 fattori: fattore ereditario, ambiente e momento storico.
Durkheim: studia rapporti tra individuo-società, coscienza collettiva ossia insieme
delle credenze e sentimenti comuni ai membri di una comunità; scopre che è la
coscienza collettiva a determinare i comportamenti del singolo individuo.
Darwinismo sociale: sopravvivenza del più forte estesa al campo delle relazioni
sociali. Trionfo dei più forti sui più deboli, trionfo delle aristocrazie sulle masse.
Fu origine di movimenti antidemocratici, colonialisti e razzisti.
NATURALISMO
Attenzione per la realtà sociale contemporanea. Si oppose alla borghesia
francese, accusata di escludere dalla vita politica le classi subalterne. Voleva
rivelare la vera natura umana e come essa fosse determinata da una serie di fattori
cioè l'ereditarietà, il momento storico e l’ambiente in cui un individuo cresceva.
Sviluppo industriale giudicato colpevole di squilibri sociali, sfruttamento e
povertà. Il Naturalismo voleva un miglioramento delle classi sociali subalterne e
quindi doveva rappresentare in modo fedele la realtà sociale con la tecnica
dell’impersonalità.
Emile Zola: esponente del Naturalismo, secondo lui il romanziere deve: far proprio
il metodo scientifico e le scienze naturali, osservare i comportamenti degli
individui secondo il loro contesto ambientale e ereditario, essere oggettivo e
impersonale e denunciare le ingiustizie e le sofferenze dei più deboli.
VERISMO
Nacque dal Naturalismo francese e fu attivo dal 1870 circa. Il principale centro di
diffusione fu Milano ma i maggiori esponenti furono meridionali poiché nel sud si
riscontrano di più le condizioni di arretratezza e degrado di cui i veristi narravano.
Luigi Capuana: teorico del Verismo, secondo lui lo scrittore deve: abbandonare il
romanzo storico e politico per il “romanzo dei costumi contemporane”i, ritrarre la
realtà italiana “dal vero”, seguire il canone dell’impersonalità e non trascurare
fantasia e immaginazione.
2. Vita dei campi (raccolta di novelle) vita contadina in Sicilia; “I Malavoglia” primo
romanzo del Ciclo dei vinti, famiglia siciliana di pescatori; “Il marito di Elena”
argomento sentimentale in cui racconta la vita di una donna piccolo-borghese;
“Novelle rusticane” mondo contadino e campagna siciliana; “Per le vie” raccolta
di novelle ambientate a Milano che hanno come protagonisti degli uomini affascinati
dal denaro e con una visione pessimistica della vita; “cavalleria rusticana”
adattamento teatrale di “vita dei campi”; “vagabondaggio” raccolta di novelle;
“mastro don gesualdo” secondo romanzo del ciclo dei vinti.
Ideologia di Verga:
- dal Positivismo un approccio scientifico nel descrivere la realtà
- dal materialismo individua i suoi bisogni materiali
- dal determinismo individua l’influenza del periodo storico, fattore ereditario e
momento sui suoi comportamenti
- dalle teorie di Darwin, Verga riprende il concetto di “lotta per la vita” che applica
nelle sue opere.
Il pessimismo verghiano nell’accettazione del predominio del più forte sul più
debole, accettare questa realtà immutabile alla quale nessuno può sottrarsi.
Tecniche narrative:
regressione, straniamento, discorso indiretto libero
Visione oggettiva della realtà, impersonalità, narratore anonimo interno, divario
tra la visione dell’autore e del narratore, discorso indiretto libero attraverso il quale
gli avvenimenti sono presentati dal punto di vista del personaggio; assenza di
verbi dichiarativi (come dire o pensare), assenza della congiunzione “che” per
rendere il ritmo più vivace, presenza di punti interrogativi esclamativi e di
sospensione e l’uso della terza persona per indicare chi parla o pensa.
Vita dei campi: pubblicata nel 1880 e contiene 9 novelle: Nedda, Fantasticheria; La
lupa,Jeli il pastore, Rosso malpelo,Cavalleria rusticana, L’amante di gramigna,
guerra di santi, pentolaccia. Il tema è l’impossibilità da parte dei poveri di
risollevarsi dalla loro condizione ma non manca il tema passionale. Mondo
dominato da egoismo e violenza.
La lupa: Febbraio 1880, incentrata sull’amore della Pina, soprannominata Lupa, per
il giovane Nanni. Verga comunica la forza della protagonista, donna passionale,
facendone un personaggio indimenticabile.
Trama:
Il romanzo ha come protagonisti i Toscano, soprannominati Malavoglia, una famiglia
di pescatori di Aci Trezza composta dal vecchio Padron ‘Ntoni , da suo figlio
Bastiano (detto Bastianazzo) con la moglie Maruzza (detta la Longa) e i loro cinque
figli: ‘Ntoni, Luca, Alessi, Mena e Lia. I Malavoglia vivono uniti sotto la guida del
vecchio capostipite fino a quando il giovane ‘Ntoni parte per il servizio militare,
privando la famiglia del suo contributo al lavoro comune. Per rimediare al danno
economico, Padron ‘Ntoni acquista a credito un carico di lupini [1] da vendere alla
fiera dei Morti di Riposto. Ma durante il tragitto in mare si scatena un temporale: la
barca dei Malavoglia – Provvidenza – si capovolge e Bastianazzo muore nel
naufragio. Per saldare il debito dei lupini Padron’ Ntoni deve vendere la propria casa
– la casa del nespolo – simbolo concreto dell’unità familiare. Da questo momento le
sciagure dei Malavoglia non hnno più fine e la famiglia si disgrega inesorabilmente:
Luca muore soldato nella battaglia di Lissa combattendo contro nemici (gli austriaci)
che nessuno sapeva chi fossero; il giovane ‘Ntoni, tornato dal servizio militare a
Napoli dove ha conosciuto una realtà nuova e diversa, si accorge che al paese non
si sta bene e che si potrebbe stare meglio e decide di tentare la fortuna in continente
dove, però, diventa contrabbandiere e finisce in carcere. Anche Lia si allontana dal
paese in cerca di una vita migliore ma si mette sulla cattiva strada e per il disonore
causato dal suo comportamento Mena non può sposarsi con Alfio Mosca che
avrebbe potuto dirsi un bel partito per lei; Maruzza la Longa muore di colera;
Padron’Toni finisce la sua vita da solo, in un ospedale. Solo Alessi, il più piccolo,
riesce a salvarsi dalla rovina: sposa Nunziata, una ragazza alta e sottile come un
manico di scopa, coi capelli neri, e gli occhi buoni buoni, riscatta la casa del nespolo
e accoglie il fratello ‘Ntoni quando, uscito di prigione, fa ritorno al paese. Ma ‘Ntoni
capisce che quello non è più il suo posto e se ne va colla sua sporta sotto braccio,
dopo aver ricordato i momenti sereni del passato.
SCAPIGLIATURA
DECADENTISMO
Inizio anni 60 dell’800, era una corrente i cui membri rifiutavano la società
borghese e i suoi valori. Gli artisti sentivano un disagio profondo: data la
dominazione della borghesia, per la quale il valore principale era il denaro, essi
volevano estraniarsi dalla logica del profitto borghese.
Tali tendenze erano date da motivi legati al Romanticismo:
- rifiuto delle convenzioni borghesi
- eccezionalità dell’artista, l’artista era superiore agli uomini
- ripiegamento verso la dimensione interiore che portava a malinconia e
incomprensione verso la società
Questi poeti si davano a una vita da “bohemien” ovvero una vita fatta di
vagabondaggio, sregolatezza e all’autodistruzione attraverso droghe e alcool.
Il termine decadentismo deriva dal francese "décadent" che stava a indicare una
nuova generazione di poeti che si dava al rifiuto della morale borghese e si
ponevano al di fuori della norma.
Sensibilità:
- critica del mondo borghese
- anticonformismo nelle scelte di vita
- rifiuto del positivismo
- rifiuto dell’impegno politico e sociale da parte dell’artista
- eccezionalità dell’artista, superuomo
- descrivere la realtà in modo soggettivo, attraverso l’intuizione, l’irrazionalità e la
bellezza.
Temi:
- attenzione per l’interiorità e l’animo umano
- la malattia e la morte
- il vitalismo, esaltazione della vita, spirito dionisiaco
- il sogno, evadere dalla realtà
- esotismo, attrazione per ciò che è lontano e sconosciuto
Figure:
- l’artista maledetto, che esprime l’avversione per il mondo che lo circonda
- l’esteta, artista moralmente corrotto che ama circondarsi di oggetti preziosi e cerca
solo ciò che può procurargli piacere
- il superuomo, che afferma la propria eccezionalità infrangendo le regole della
morale comune
- il malato, che rinuncia a vivere la propria vita e osserva con malinconia gli altri
- la donna ambigua e sensuale, che assume il ruolo di antagonista e nemica
Manifesti: “Le Decadent” , rivista fondata da Verlaine,troviamo al suo interno “I fiori
del male” di Baudelaire, “Arte poetica” di Verlaine, “A ritroso” di Huysmans e “Il
ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde.
Preraffaellismo
Inghilterra, insoddisfazione e disprezzo per il materialismo della società moderna
spinse alcuni artisti a creare un movimento chiamato “Confraternita preraffaellita".
Questi poeti erano favorevoli alla semplicità dei pittori italiani medievali e contro le
tendenze della pittura accademica e del culto di Raffaello. Rivendicazione della
semplicità e spontaneità artistica.
Esponente: Dante Gabriel Rossetti
Parnassianesimo
Francia, opposizione alla poesia romantica, giovani poeti cultori di una poesia
colta e raffinata. Fa riferimento al monte Parnaso, il monte sacro alle Muse,
protettrici della cultura e delle arti nella mitologia greca; volevano sottolineare il loro
recupero del classicismo e il concetto dell’arte fine a se stessa(arte per l’arte).
Esponenti: Theophile Gautier
Simbolismo e Baudelaire
Poesia svincolata dalla realtà, detta poesia pura. Precursore: Charles Baudelaire.
Suggestione musicale delle parole. Alla base della poesia di Baudelaire c’è la
poetica delle corrispondenze: la natura è un luogo del sacro e del mistero; tra i
profumi, i colori e i suoni ci sono corrispondenze che si fondono ma che non si
riescono a interpretare e sta al poeta scoprirle. La poesia deve rivelare il linguaggio
segreto dell’universo e far emergere la vita misteriosa della natura.
I poeti maledetti
Si aprono con “i fiori del male”, uso di droghe, alcool, e rifiuto della morale
borghese. Verlaine, Rimbaud e Mallarmé.
“I fiori del male” porta all’alienazione dell'individuo, che si estrania dalla società.
Eccezionalità del poeta, stile musicale.
Arthur Rimbaud (ignoto): si dedica alla poesia per pochi anni e la usa per indagare
sull’ignoto e sul fondo delle cose. Teorizzò dei suoi principi di poetica:
- indagare l'invisibile, farsi veggente
- ritrovamento di cose ignote richiede forme nuove e un linguaggio nuovo
Estetismo
Nasce in Inghilterra negli ultimi decenni dell’800 come sviluppo del Preraffaellismo.
Arte per l’arte, bellezza artistica, rifiuto del materialismo borghese e bellezza
come esperienza superiore, nuovo ruolo dell’artista che è un individuo di
eccezione.
Nasce la figura dell’esteta, colui che deve trasformare la propria vita in una forma
d’arte, una persona aristocratica che fa della sua vita un’esasperata ricerca del
bello. Ha un’attrazione per la mondanità, la vita frivola, oggetti raffinati e
preziosi.
Joris-Karl Huysmans: era stato studente naturalista alla scuola di Zola ma dopo aver
abbandonato i canoni naturalistici si avvicina all’Estetismo. Fornisce con “A ritroso”
una sintesi delle nuove tendenze:
- culto dell’arte per l’arte
- rifiuto della morale comune e disprezzo per l’età moderna
- ricerca di uno stile di vita raffinato
Ci sono inoltre nuove tecniche narrative:
- concentrare l’attenzione su un solo personaggio
- il tempo del racconto non è lineare e asseconda i pensieri del protagonista
Temi e motivi:
- ricordo dei cari defunti e assassionio del padre
- esaltazione del “nido” e della famiglia
- il motivo della siepe, che delimita le piccole proprietà rurali ed è movito di una vita
tranquilla
- la celebrazione della natura
- il mistero del cosmo
- gli elementi di paesaggio, che hanno significati misteriosi e simbolici
- la rievocazione di miti classici
Vita: Nasce nel 1863 a Pescara e dopo l’infanzia trascorsa qui compie degli studi
liceali a Prato. In seguito si trasferì a Roma dove entrò in contatto con la letteratura
e fece le prime collaborazioni con delle riviste. Conobbe l’attrice Eleonora Duse a
Napoli, con la quale visse vicino a Firenze ma poi la relazione si interruppe. Si
trasferì nel 1910 in Francia e rientrò in Italia allo scoppio della guerra dove si rese
protagonista di alcune imprese militari(la beffa di Buccari e il volo su Vienna)..
Venne emarginato da Mussolini e trascorse gli ultimi anni sul lago di Garda, nel
"Vittoriale degli italiani” dove morì nel 1938.
Opere: Coltivò generi diversi tra loro imprimendo il segno della sua personalità
eccentrica e ambiziosa. Creatività e uso elegante della parola. Le sue ispirazioni
erano molte, generi letterari diversi, da Carducci a Verga, simbolisti francesi,
estetismo e romanzieri russi come Tolstoj e Dostoevskij.
Tra le sue opere più significative troviamo il romanzo “Il piacere”, “Giovanni
Episcopo e l’innocente” e “Poema paradisiaco”.
Nella sua ultima fase scrisse “Il Notturno" in cui i toni sono più intimi, autobiografici
e lo stile è impressionistico.
Pensiero e poetica: Nella sua prima fase fu influenzato dal classicismo di Carducci
in poesia e dal verismo di Verga in prosa e teatro; spesso l’ambientazione popolare
era un pretesto per rappresentare un ambiente violento e selvaggio.
Sotto l’influenza dell’estetismo scrisse “Il piacere” da cui ne segue una ricerca del
bello come aspirazione di una vita. Successivamente, influenzato da Tolstoj e
Dostoevskij, mostrò interesse per le cose semplici e un’aspirazione alla purezza.
Dopo la lettura di Nietzsche si aprì la fase del superuomo che si intreccia con
l’influenza dei simbolisti francesi: nelle “Laudi” la parola si fa musica, soprattutto
nella celebrazione della natura che è fonte d’ispirazione per l’uomo (panismo).
L’ultima produzione, “Il notturno” si distingue poiché è caratterizzata
dall’autobiografismo.
Fu attivo dal 1903 e il 1911 e come centri principali ebbe Roma e Torino. I modelli
furono la poesia simbolista francese, la poetica del fanciullino di Pascoli e il
“Poema paradisiaco” di D’annunzio. Crisi dei valori, senso di decadenza, vuoto
interiore e solitudine, vita grigia e banale. Lessico comune, quotidiano ma spesso c’è
un uso di termini aulici e parole straniere. Toni ironici.
Esponente: Sergio Corazzini, tema principale è un’atmosfera di stanchezza e di
abbandono, senso tragico della vita dovuto alla tubercolosi.
Guido Gozzano: ironia, vede la realtà contemporanea con disprezzo e distacco. E’
solito accompagnare termini colloquiali “bassi” a parole ricercate.
Marino Moretti: visione amara della realtà dominata da un’assenza di valori. Accenti
malinconici, contenuti antiletterari, registro prosastico.
Aldo Palazzeschi: Stile molto personale, originale e bizzarro, parla della vita
quotidiana.
“La Voce”
Rivista fondata nel 1908 da Prezzolini, i “vociani” sono i poeti legati all’ambiente di
questa rivista. Negli ultimi due anni di attività avvenne il recupero dell’idea di “poesia
pura”. Produzioni per lo più autobiografiche.
Dino Campana: influenzato dagli autori francesi come Baudelaire e Rimbaud ma
anche da Carducci e D’Annunzio, la realtà appare deformata, ci sono ripetizioni di
una singola parola e lo stravolgimento della sintassi.
Camillo Sbarbaro: collaborò con l'Avanguardia e non subì l’influenza dei movimenti
“di moda”. Segue la tradizione dei poeti francesi e le sue immagini sono sempre
asciutte ed essenziali. Autoanalisi, solitudine, estraneità.
Vita: Nasce a Trieste 1861, dopo gli studi tecnico-commerciali inizia a lavorare in
banca e dopo il matrimonio con Livia Veneziani inizia a lavorare nella ditta del
suocero e diventa un imprenditore e si dedica alla sua passione per la letteratura.
I suoi primi romanzi non riscossero successo e questo lo portò a un lungo silenzio;
dopo questo silenzio si avvicinò alle teorie psicanalitiche di Freud e si avvicinò
all’indagine dell’inconscio attraverso le quali scrisse “La coscienza di Zeno”, il
romanzo che ottenne più successo. Muore nel 1928.
Opere: Nei suoi romanzi Svevo parla della mentalità e dei vizi della società
borghese. Fin dalle prime opere pose al centro delle vicende degli inetti, ovvero
delle persone infelici di sé stesse e della loro vita e si rifugiano in un mondo
dell’autoinganno. Nel romanzo “Una vita” parla di Alfonso Nitti, un intellettuale che
non riesce a inserirsi nella società e che arriva a suicidarsi, in “Senilità”, Emilio
Brentani, si rinchiude in una malinconica vecchiaia; nella “Coscienza di Zeno” il
protagonista Zeno Cosini si sottopone alla terapia psicanalitica per curare una forma
di nevrosi e trascrive le sue memorie sotto il consiglio del dottor S. Fu autore anche
di opere teatrali.
Trama Coscienza di Zeno: Il testo si compone di otto capitoli, che sarà utile
seguire per focalizzare bene la trama del romanzo. In una breve Prefazione il
dottore presenta la sua decisione di pubblicare le memorie di Svevo. Nel
successivo Preambolo la parola passa a Zeno, che ci dice di non poter recuperare
la sua infanzia, ormai troppo lontana nella memoria.
Il capitolo Il fumo è dedicato al famoso proposito dell’ultima sigaretta, che Zeno non
riesce mai a mettere in pratica, perché ogni volta che si impone di smettere di
fumare fallisce per i sotterfugi che egli stesso mette in pratica. Nel capitolo La morte
di mio padre invece Zeno torna indietro alla sua giovinezza e al difficile rapporto col
padre che, in punto di morte, gli dà uno schiaffo (che poteva anche essere una
carezza), che Zeno interpreta come ultima punizione e sberleffo del padre nei suoi
confronti. Nel capitolo La storia del mio matrimonio si parla della frequentazione
di Zeno con la famiglia Malfenti e le quattro sorelle Ada, Augusta, Alberta e Anna.
Zeno è innamorato della bellissima Ada, ma l’impossibilità di questo amore lo induce
a ripiegare verso Alberta e infine, quasi senza rendersene conto, verso la meno bella
Augusta, che però si rivela una moglie modello, dotata di quella concretezza e quella
salute di cui Zeno si sente privo. Questo tormento continuo porta Zeno, marito felice,
a instaurare un rapporto clandestino con Carla, di cui si racconta nel capitolo La
moglie e l’amante.
Nel capitolo Storia di un’associazione commerciale Zeno ci conduce all’interno
del suo mondo lavorativo e ci racconta il suo rapporto con Guido Speier, marito di
Ada, la cui abilità nel lavoro e la cui fortuna in tutte le cose della vita fanno da
contraltare ai continui fallimenti di Zeno. Tuttavia Guido si rivelerà alla fine più fragile
di quello che sembrava e le improvvise difficoltà lo porteranno al suicidio.
Nell’ultimo capitolo, Psico-analisi, la narrazione torna al presente e Zeno annuncia
la sua decisione di abbandonare la cura, criticando il metodo psicanalitico del
medico e dichiarando di essere guarito dalla sua malattia grazie a una serie di
successi commerciali favoriti dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
LUIGI PIRANDELLO
Vita: Nasce nel 1867 ad Agrigento. Studia lettere a Palermo e si laurea a Bonn. Si
sposa nel 1894 ma nel 1903 una crisi economica familiare porta la moglie ad una
crisi nervosa che sfocerà poi nella pazzia e nel ricovero in una clinica. Nel 1924 si
iscrisse al partito fascista e fondò e diresse il teatro d’arte di Roma. Nel 1934
ottenne il premio Nobel per la letteratura e morì nel 1936.
Le opere: Molti generi diversi come saggi, romanzi, novelle e opere teatrali.
Tra i saggi ricordiamo “L’umorismo” in cui Pirandello distingue l’umorismo dalla
comicità.
Le novelle furono raccolte nelle “Novelle per un anno” e si dividono in due
macrogruppi: quelle ambientate nel mondo contadino della Sicilia e quelle
incentrate su impiegati della piccola borghesia romana con vite infelici. Ci sono
anche le novelle surreali caratterizzate da un’atmosfera fiabesca.
I romanzi principali furono “Il fu Mattia Pascal” e “Uno, nessuno, centomila”. Nel
Mattia Pascal la storia è narrata da Pascal (c’è quindi una focalizzazione interna) e
viene spesso usato il monologo interiore.
Temi Mattia Pascal: tentativo di definire la propria identità e di sfuggire alle
maschere, l’umorismo e il desiderio di evadere da una vita alienante.
L’esordio teatrale avvenne con testi dialettali di ambientazione siciliana ma innova il
teatro attraverso i drammi e la tragedia personale del personaggio che vengono
descritte con umorismo e ironia. Vengono descritti il conflitto tra uomo e società, le
ipocrisie e la solitudine. La novità più importante è quella del teatro nel teatro(in
sostanza durante la recita si mette in scena un’altra recita, abolizione della barriera
tra realtà e finzione). Nell’ultima fase della produzione teatrale c’è il teatro dei miti in
cui pirandello si sposta in una dimensione utopica. Il “mito sociale”, il “mito religioso”
ed il “mito dell’arte” vengono rappresentati nella trilogia “La nuova collana”,
“Lazzaro” e “I giganti della montagna”.
Il pensiero e la poetica: la poetica di Pirandello si basa su 3 principi: il problema
dell’identità, una concezione della vita come incessante fluire (il perenne divenire
forme fisse in cui potersi riconoscere ma mai essere se stessi) e il relativismo
conoscitivo (non esiste una verità valida per tutti ma solo tante verità che sono i
punti di vista). Proprio perché ognuno ha i suoi punti di vista egli sostiene
l’inconoscibilità del reale e l’incomunicabilità. Per riuscire a sopravvivere l'uomo è
costretto a indossare delle maschere a seconda dei propri ruoli nella vita (oppure
vengono imposte dalla società con le trappole delle convenzioni sociali) e tentare di
sottrarvisi porta a una crisi d’identità e alla follia.
Poetica dell’umorismo: secondo Pirandello, l’umorismo è il “sentimento del contrario”
che svela la realtà dolorosa che si cela dietro al sorriso.
Stile: l’autore rinuncia ai mezzi retorici per poter usare uno stile ricco di dialoghi in
cui non mancano parole straniere, tecniche o dialettali.
Futurismo
Nato grazie alla pubblicazione del “Manifesto del futurismo” pubblicato da Filippo
Tommaso Marinetti, il movimento esaltava la potenza delle nuove tecnologie.
Vedevano nella macchina un nuovo ideale di bellezza. Sperimentazione di nuovi
modi di comunicazione più veloci capaci di superare i confini tradizionali.
Ideologia: rifiuto dei valori della società borghese, esaltazione della aggressività e
violenza e della guerra, celebrazione di vitalismo, culto della modernità.
Il più importante poeta futurista fu Marinetti e una sua opera importante fu “Zang
Tumb Tumb” che raccontò alcuni eventi della guerra tra Turchia e Bulgaria.
Un altro esponente fu Aldo Palazzeschi e un altro fu Corrado Govoni.
GIUSEPPE UNGARETTI
Vita: Nato nel 1888 in Egitto, va all’università a Parigi e poi si trasferisce in Italia per
arruolarsi come volontario per la 1 guerra mondiale. Dopo la guerra torna a Parigi
dove conobbe molti esponenti delle Avanguardie ma nel 1921 si trasferisce a Roma
dove vive fino al 36. Successivamente si avvicina al cattolicesimo. Nel 36 si
trasferisce in Brasile e nel periodo in cui visse qui morirono il fratello e il figlio. Nel 42
torna in italia e iniziò a insegnare all’università di Roma. Muore nel 70 a Milano.
Opere: Si divide in 3 fasi:
1. L’Allegria, raccolte “il porto sepolto”, “allegria di naufragi”. Componente
autobiografica ovvero le esperienze di un soldato durante la prima guerra mondiale e
ricordi degli anni vissuti in egitto. sperimentalismo stilistico.
2. Sentimento del tempo, crisi spirituale e riflessione sul tempo, sulla morte e sulla
dimensione religiosa
3. Il dolore, dolore per la morte del figlio e del fratello e per la seconda guerra
mondiale. Ricordiamo anche “La terra promessa” meditazione sul destino
dell’umanità, “Un grido e paesaggi” ricordi brasiliani, “Il taccuino del vecchio” morte e
senso di caducità e “Vita d’un uomo” raccolta completa di tutta la produzione di
ungaretti.
NOVECENTISMO E ANTINOVECENTISMO
Periodo compreso tra la fine della Grande guerra e i primi anni del secondo
dopoguerra, la poesia italiana mutò in maniera rilevante. Per comprendere la poesia
di questo periodo è necessario comprendere il nuovo scenario politico: sotto il
regime fascista era proibita qualsiasi forma di critica e opposizione al governo e a
questo va aggiunta la censura alla traduzione di opere straniere considerate non
conformi alla cultura fascista (questo portò ad un isolamento culturale). A causa di
ciò, la poesia assunse una dimensione intima e privata e abbandonò la riflessione
sul ruolo della letteratura nella società. Questo durò fino alla liberazione dal
nazifascismo.
2 tendenze dominanti:
- “novecentista” si rifaceva al simbolismo e ad una poesia pura, potere evocativo e
ricerca della musicalità
- “antinovecentista” sul modello della poesia semplice di Saba, ricerca della
chiarezza e parlare della realtà quotidiana
ERMETISMO
Lo stile: radici della poesia simbolista, linguaggio raffinato e oscuro con l’uso di
simboli e analogie. Guardarono anche le opere di Ungaretti, preferenza al verso
libero e una linguaggio semplice ed essenziale. Poesie lirico-musicali e un lessico
duplice: vocaboli comuni da una parte e termini astratti e ricercati dall’altra. Sintassi
frammentata e verso libero.
Alcuni esponenti: Carlo Betocchi, Alfonso Gatto, Salvatore Quasimodo
La vita: Nasce a Modica nel 1901 e nel 1919 si trasferì a Roma per frequentare il
politecnico, ma rinunciò alla laurea per problemi economici. Nel 29 fu inviato a
Firenze per lavoro e qui conobbe dei letterati intorno alla rivista “Solaria”, per la
quale pubblicò la sua prima raccolta di versi “Acque e terre”. Nel 41 venne nominato
professore di letteratura italiana e nel 42 pubblicò una raccolta “Ed è subito sera”.
Dopo la 2 guerra mondiale inizia ad allontanarsi all’Ermetismo perché era convinto
che la sua poesia dovesse coinvolgere un pubblico più ampio e affrontare
problematiche civili. Nel 59 vinse il premio nobel per la letteratura. Muore a Napoli
nel 68.
Giorno dopo giorno: Riflette la svolta della produzione del poeta che passa
dall'Ermetismo a una poesia più accessibile e meno intima. La guerra convinse il
poeta a imboccare la strada dell’impegno civile. Il verso è più disteso e lineare, la
parola ha un valore più concreto. Poesia che si ispira a problematiche storiche e
sociali del tempo.
Umberto Saba
La vita: Nasce a Trieste nel 1883 da una donna ebrea abbandonata dal marito. Nel
1905 fu riconosciuto dal padre ma nel 1910 rinunciò al cognome paterno per
chiamarsi Saba che in ebraico vuol dire pane. Tra il 1907-1908 prestò servizio
militare a Salerno e l’anno successivo sposò Carolina Wofler.
Dopo la 1 guerra mondiale si stabilì a Trieste e nel 1938 in seguito alla
promulgazione delle leggi razziali fu costretto a vivere in segreto tra Parigi, Roma e
Firenze. Tornò nel 48 a Trieste e morì nel 57.
Le opere: tutta la poetica di Saba è contenuta nella raccolta “Il canzoniere”. Scrisse
varie opere in prosa:
- “Ricordi-racconti”, raccolta del 1956 incentrati sull’ambiente ebraico triestino
- “Scorciatoie e raccontini”, 200 testi brevissimi
- “Ernesto” romanzo che rimase inconcluso e venne pubblicato postumo nel 1975,
racconta le proprie esperienze giovanili come per liberarsi di un peso. Il protagonista
Ernesto è l’alter ego dell’autore.
La vita: Nasce a Genova nel 1896. Nel 25 firmò il Manifesto degli intellettuali
antifascisti. Negli anni 30 andò a Firenze in cui diresse il Gabinetto Vieusseux fino al
38 quando lasciò l’incarico perché primo della tessera fascista. Nel dopoguerra
lavorò come critico musicale per il "Corriere della sera”. ottenne il nobel per la
letteratura nel 75 e morì a Milano nell’81.