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ITALIANO

POSITIVISMO

Nasce nella seconda metà dell’800 in Francia. E’ una corrente filosofica e letteraria
che si basa sulle scienze positive (matematica, fisica e scienze naturali) e
sull’osservazione di fenomeni reali e verifica della teoria con la prova dei fatti.

L’intellettuale positivista ha fiducia nelle scienze e nel progresso. e c’è una fiducia
nel metodo scientifico che verrà applicato alla società e all’uomo; così nascono le
scienze sociali ovvero sociologia,psicologia e statistica.

Teorico del positivismo: Auguste Comte


Per lui l’umanità ha ormai superato lo stadio teologico e metafisico ed era arrivata
allo stadio scientifico per merito di persone come Bacone, Galilei e Cartesio.
L’uomo aveva iniziato a interrogarsi non sul perché delle cose ma sul come e inizia
a studiare i rapporti causa-effetto.

Dopo Comte si affermarono Hippolyte Taine nel campo degli studi storici e Emile
Durkheim negli studi sociologici.
Taine: teorico del naturalismo, afferma che i comportamenti e scelte individuali sono
influenzati da 3 fattori: fattore ereditario, ambiente e momento storico.
Durkheim: studia rapporti tra individuo-società, coscienza collettiva ossia insieme
delle credenze e sentimenti comuni ai membri di una comunità; scopre che è la
coscienza collettiva a determinare i comportamenti del singolo individuo.

Teoria dell’evoluzione; formulata dal biologo Charles Darwin studiando le


somiglianze e differenze in alcune specie animali e vegetali e giunse ad affermare
che le specie si modificano secondo variazioni casuali all’interno dell’organismo.
Secondo Darwin, sopravviveva la specie “più adatta”, selezione naturale.
Anche l’uomo è risultato di una variazione casuale, da un antenato comune ossia
l’attuale scimmia.

Darwinismo sociale: sopravvivenza del più forte estesa al campo delle relazioni
sociali. Trionfo dei più forti sui più deboli, trionfo delle aristocrazie sulle masse.
Fu origine di movimenti antidemocratici, colonialisti e razzisti.

DAL REALISMO AL NATURALISMO

Parallelamente al positivismo si affermarono il Naturalismo, in Francia, e il


Verismo, in Italia. Rappresentare la realtà in modo concreto e oggettivo. Le
opere del movimento sono caratterizzate da: descrizione oggettiva della nuova
società, particolare attenzione alla classe borghese e un narratore esterno che limita
i commenti e i giudizi sui personaggi.
Flaubert: precursore del Naturalismo, introdusse la focalizzazione interna e
l’impersonalità che segnarono l’abbandono del narratore onnisciente. Il
narratore non conosce i pensieri dei personaggi e non sa cosa succederà loro.

NATURALISMO
Attenzione per la realtà sociale contemporanea. Si oppose alla borghesia
francese, accusata di escludere dalla vita politica le classi subalterne. Voleva
rivelare la vera natura umana e come essa fosse determinata da una serie di fattori
cioè l'ereditarietà, il momento storico e l’ambiente in cui un individuo cresceva.
Sviluppo industriale giudicato colpevole di squilibri sociali, sfruttamento e
povertà. Il Naturalismo voleva un miglioramento delle classi sociali subalterne e
quindi doveva rappresentare in modo fedele la realtà sociale con la tecnica
dell’impersonalità.

Fratelli Goncourt: esponenti del Naturalismo, descrivono la vita quotidiana delle


classi inferiori e i suoi aspetti più degradati come il brutto, il deforme e i casi
clinici.

Emile Zola: esponente del Naturalismo, secondo lui il romanziere deve: far proprio
il metodo scientifico e le scienze naturali, osservare i comportamenti degli
individui secondo il loro contesto ambientale e ereditario, essere oggettivo e
impersonale e denunciare le ingiustizie e le sofferenze dei più deboli.

VERISMO
Nacque dal Naturalismo francese e fu attivo dal 1870 circa. Il principale centro di
diffusione fu Milano ma i maggiori esponenti furono meridionali poiché nel sud si
riscontrano di più le condizioni di arretratezza e degrado di cui i veristi narravano.

Luigi Capuana: teorico del Verismo, secondo lui lo scrittore deve: abbandonare il
romanzo storico e politico per il “romanzo dei costumi contemporane”i, ritrarre la
realtà italiana “dal vero”, seguire il canone dell’impersonalità e non trascurare
fantasia e immaginazione.

Giovanni Verga (verismo): autore più rappresentativo del Verismo.


Secondo lui gli enunciati fondamentali sono: gli avvenimenti narrati devono avere le
caratteristiche di un fatto realmente accaduto, lo scrittore deve effettuare una
ricostruzione scientifica dei processi psicologici degli individui, il carattere dei
personaggi deve emergere dai loro comportamenti e l’autore deve sparire dalla
narrazione secondo il canone dell’oggettività.
Vita: Nacque a Catania il 2 Settembre 1840 e trascorre qui la sua giovinezza;
frequenta la scuola del letterato romantico Antonino Abate e si appassiona alla
narrativa francese. Nel 1865 decide di recarsi a Firenze dove trovò un ambiente
stimolante dal punto di vista intellettuale. Conobbe Luigi Capuana col quale ebbe
stretti rapporti per tutta la vita. Nel 1869 abbandonò definitivamente la Sicilia e si
trasferì a Milano dove conobbe vari esponenti della scapigliatura milanese e lesse
molti grandi autori francesi come Balzac, Flaubert e Zola e ne fu influenzato.
Assieme a Capuana, si impegnò nella nascita del Verismo e iniziò anche la
scrittura del “Ciclo dei vinti" con il quale si proponeva di lottare per le diverse classi
sociali. Nel 1893 tornò stabilmente a Catania ma ci fu un periodo di crisi creativa
per colpa del quale non concluse la scrittura del “Ciclo dei vinti”. Morì a Catania il 27
Gennaio 1922.

La poetica di Verga si divide in 3 fasi: 1. preverista e ispirata a temi patriottici e al


Romanticismo e Scapigliatura, 2. comprende le opere maggiori, caratterizzate
dall’adesione al Verismo, 3. include alcune novelle e opere teatrali.

2. Vita dei campi (raccolta di novelle) vita contadina in Sicilia; “I Malavoglia” primo
romanzo del Ciclo dei vinti, famiglia siciliana di pescatori; “Il marito di Elena”
argomento sentimentale in cui racconta la vita di una donna piccolo-borghese;
“Novelle rusticane” mondo contadino e campagna siciliana; “Per le vie” raccolta
di novelle ambientate a Milano che hanno come protagonisti degli uomini affascinati
dal denaro e con una visione pessimistica della vita; “cavalleria rusticana”
adattamento teatrale di “vita dei campi”; “vagabondaggio” raccolta di novelle;
“mastro don gesualdo” secondo romanzo del ciclo dei vinti.

Ideologia di Verga:
- dal Positivismo un approccio scientifico nel descrivere la realtà
- dal materialismo individua i suoi bisogni materiali
- dal determinismo individua l’influenza del periodo storico, fattore ereditario e
momento sui suoi comportamenti
- dalle teorie di Darwin, Verga riprende il concetto di “lotta per la vita” che applica
nelle sue opere.

Il pessimismo verghiano nell’accettazione del predominio del più forte sul più
debole, accettare questa realtà immutabile alla quale nessuno può sottrarsi.

Tecniche narrative:
regressione, straniamento, discorso indiretto libero
Visione oggettiva della realtà, impersonalità, narratore anonimo interno, divario
tra la visione dell’autore e del narratore, discorso indiretto libero attraverso il quale
gli avvenimenti sono presentati dal punto di vista del personaggio; assenza di
verbi dichiarativi (come dire o pensare), assenza della congiunzione “che” per
rendere il ritmo più vivace, presenza di punti interrogativi esclamativi e di
sospensione e l’uso della terza persona per indicare chi parla o pensa.

Pensiero: il progresso è causa di degradazione della realtà, tutti hanno ambizioni e


se l’uomo non riesce a raggiungerle sarà un vinto, i personaggi combattono contro il
loro destino già scritto. Ideale dell’ostrica: chi tenta di abbandonare la propria
condizione di vita sarà destinato a soccombere come un’ostrica che se si stacca
dallo scoglio muore.

Vita dei campi: pubblicata nel 1880 e contiene 9 novelle: Nedda, Fantasticheria; La
lupa,Jeli il pastore, Rosso malpelo,Cavalleria rusticana, L’amante di gramigna,
guerra di santi, pentolaccia. Il tema è l’impossibilità da parte dei poveri di
risollevarsi dalla loro condizione ma non manca il tema passionale. Mondo
dominato da egoismo e violenza.

La lupa: Febbraio 1880, incentrata sull’amore della Pina, soprannominata Lupa, per
il giovane Nanni. Verga comunica la forza della protagonista, donna passionale,
facendone un personaggio indimenticabile.

I Malavoglia: È la storia di una famiglia di pescatori, ed è ambientato durante i primi


anni dell'unità d'Italia. La lingua utilizzata è popolare, con la presenza di modi di dire
e proverbi del dialetto siciliano.

Trama:
Il romanzo ha come protagonisti i Toscano, soprannominati Malavoglia, una famiglia
di pescatori di Aci Trezza composta dal vecchio Padron ‘Ntoni , da suo figlio
Bastiano (detto Bastianazzo) con la moglie Maruzza (detta la Longa) e i loro cinque
figli: ‘Ntoni, Luca, Alessi, Mena e Lia. I Malavoglia vivono uniti sotto la guida del
vecchio capostipite fino a quando il giovane ‘Ntoni parte per il servizio militare,
privando la famiglia del suo contributo al lavoro comune. Per rimediare al danno
economico, Padron ‘Ntoni acquista a credito un carico di lupini [1] da vendere alla
fiera dei Morti di Riposto. Ma durante il tragitto in mare si scatena un temporale: la
barca dei Malavoglia – Provvidenza – si capovolge e Bastianazzo muore nel
naufragio. Per saldare il debito dei lupini Padron’ Ntoni deve vendere la propria casa
– la casa del nespolo – simbolo concreto dell’unità familiare. Da questo momento le
sciagure dei Malavoglia non hnno più fine e la famiglia si disgrega inesorabilmente:
Luca muore soldato nella battaglia di Lissa combattendo contro nemici (gli austriaci)
che nessuno sapeva chi fossero; il giovane ‘Ntoni, tornato dal servizio militare a
Napoli dove ha conosciuto una realtà nuova e diversa, si accorge che al paese non
si sta bene e che si potrebbe stare meglio e decide di tentare la fortuna in continente
dove, però, diventa contrabbandiere e finisce in carcere. Anche Lia si allontana dal
paese in cerca di una vita migliore ma si mette sulla cattiva strada e per il disonore
causato dal suo comportamento Mena non può sposarsi con Alfio Mosca che
avrebbe potuto dirsi un bel partito per lei; Maruzza la Longa muore di colera;
Padron’Toni finisce la sua vita da solo, in un ospedale. Solo Alessi, il più piccolo,
riesce a salvarsi dalla rovina: sposa Nunziata, una ragazza alta e sottile come un
manico di scopa, coi capelli neri, e gli occhi buoni buoni, riscatta la casa del nespolo
e accoglie il fratello ‘Ntoni quando, uscito di prigione, fa ritorno al paese. Ma ‘Ntoni
capisce che quello non è più il suo posto e se ne va colla sua sporta sotto braccio,
dopo aver ricordato i momenti sereni del passato.

Visione pessimistica, influenzato dal determinismo naturalistico e dalle teorie di


Darwin, vede la vita come una perenne lotta per la sopravvivenza. Consapevole
rassegnazione e accettazione del proprio destino.
-Tecnica dell’impersonalità (esclusione del narratore da ogni intervento)
-Artificio della regressione(narratore popolare che si identifica come paesano
-Straniamento, il narratore fa apparire strano ciò che è normale
-Discorso diretto e indiretto libero, per rappresentare la mentalità di ogni singolo
personaggio

La roba (Novelle rusticane): protagonista è Mazzarò che con tenacia e sacrifici è


riuscito ad accumulare tanta “roba”, sacrificando ad essa tutta la vita. Da umile
bracciante è diventato proprietario di terreni e case.

La morte di Gesualdo (Mastro Don Gesualdo): Mastro don gesualdo, gravemente


malato, vive a palermo nel palazzo della figlia ma pensa di essere un intruso,
circondato non dagli affetti familiari ma ma da mobili e oggetti preziosi e una servitù
che lo tratta con disprezzo. Sempre più isolato tenta di non arrendersi alla malattia,
ma quando capisce che la morte è vicina, cerca di sistemare “la sua roba” e
riconoscere i due figli illegittimi.

SCAPIGLIATURA

Gli appartenenti al movimento della scapigliatura hanno un’unica poetica: una


poetica antiromantica. La scapigliatura è un movimento di cambiamento
verificatosi nella seconda metà dell’800. Ideali borghesi: famiglia, lavoro, patria.
Contrapposto all'ideale borghese è l'ideale bohémien: artisti con atteggiamenti
trasgressivi e provocatori.
Temi del tipo: macabro, funereo, umorismo nero, patologico, abnorme, sogno e
l’incubo.
Senso di rifiuto verso la classe dominante e un rapporto conflittuale tra
l’aspirazione a una idealità più alta e la realtà = “dualismo” e culto del vero.
Ispirazione:
- esperienze quotidiane
- anticonformismo e ribellione contro la società borghese
- predilezione per l’orrido e il macabro
- il dualismo
Elaborata ricerca di effetti musicali e linguaggio anticonvenzionale e uso del
dialetto.

Gli esponenti del movimento erano detti Scapigliati ed erano:


- Emilio Praga, pittore e poeta milanese. Morì giovane, in miseria e alcolizzato e fu
quello che più visse il concetto di “poeta maledetto”. Temi di rifiuto della tradizione e
noia.
- Iginio Ugo Tarchetti, poeta piemontese, anticonformista e solitario. temi di critica
sociale e antimilitaristi.
- Arrigo Boito: musicista, librettista e poeta veneto; umorismo macabro
- Carlo dossi: poeta e prosatore lombardo, rappresentazioni realistiche ma anche
deformazioni fantastiche e surreali.

DECADENTISMO

Inizio anni 60 dell’800, era una corrente i cui membri rifiutavano la società
borghese e i suoi valori. Gli artisti sentivano un disagio profondo: data la
dominazione della borghesia, per la quale il valore principale era il denaro, essi
volevano estraniarsi dalla logica del profitto borghese.
Tali tendenze erano date da motivi legati al Romanticismo:
- rifiuto delle convenzioni borghesi
- eccezionalità dell’artista, l’artista era superiore agli uomini
- ripiegamento verso la dimensione interiore che portava a malinconia e
incomprensione verso la società
Questi poeti si davano a una vita da “bohemien” ovvero una vita fatta di
vagabondaggio, sregolatezza e all’autodistruzione attraverso droghe e alcool.

Il termine decadentismo deriva dal francese "décadent" che stava a indicare una
nuova generazione di poeti che si dava al rifiuto della morale borghese e si
ponevano al di fuori della norma.

Il ruolo dell’intellettuale di questo periodo fu rivoluzionato completamente grazie alla


crescente alfabetizzazione e ai numerosi cambiamenti politici e sociali. Non si può
quindi dare una singola figura all’intellettuale di questa corrente poiché ciascun
individuo sceglieva la propria strada e aveva più libertà. Molti aderirono a
movimenti con proprie sedi e propri statuti mentre altri decisero di battere strade
personali.

A mettere in discussione il pensiero positivista fu l’orientamento del nichilismo di


Friedrich Nietzsche e il concetto di superuomo ovvero un uomo libero dai
condizionamenti comuni che oltrepassa i propri limiti per mostrare tutte le sue
possibilità. E’ colui che vuole realizzare sé stesso superando gli ostacoli e le
paure.
Al concetto del superuomo si lega il concetto dello spirito dionisiaco e si
contrappone il concetto di spirito apollineo. Lo spirito dionisiaco(da Dioniso, dio
greco della musica e dell’ebbrezza) incarna la parte istintuale, violenta e sfrenata
dell’uomo mentre lo spirito apollineo incarna la calma, la serenità e l’equilibrio.
Molto importanti per questo periodo sono gli studi di Sigmund Freud e la nascita
della psicanalisi. La psicanalisi è una scienza che analizza l'inconscio per trovare
delle cure ai disturbi mentali.
Freud divide la vita psichica di un individuo in 3 livelli: Es, Io, Super-Io. L’Es
corrisponde agli istinti più profondi, alle paure e ai traumi che risiedono
nell’inconscio. L’Io è la parte cosciente che mira a raggiungere un equilibrio con il
mondo che lo circonda. Il Super-Io è l’insieme delle norme morali.
Un disequilibrio tra queste 3 parti causa nevrosi e patologie psichiche.

Un’altra cosa molto importante fu l’elaborazione della teoria della relatività di


Albert Einstein, basata sull’equivalenza fra massa e energia e fra tempo e spazio.

Sensibilità:
- critica del mondo borghese
- anticonformismo nelle scelte di vita
- rifiuto del positivismo
- rifiuto dell’impegno politico e sociale da parte dell’artista
- eccezionalità dell’artista, superuomo
- descrivere la realtà in modo soggettivo, attraverso l’intuizione, l’irrazionalità e la
bellezza.

Temi:
- attenzione per l’interiorità e l’animo umano
- la malattia e la morte
- il vitalismo, esaltazione della vita, spirito dionisiaco
- il sogno, evadere dalla realtà
- esotismo, attrazione per ciò che è lontano e sconosciuto

Figure:
- l’artista maledetto, che esprime l’avversione per il mondo che lo circonda
- l’esteta, artista moralmente corrotto che ama circondarsi di oggetti preziosi e cerca
solo ciò che può procurargli piacere
- il superuomo, che afferma la propria eccezionalità infrangendo le regole della
morale comune
- il malato, che rinuncia a vivere la propria vita e osserva con malinconia gli altri
- la donna ambigua e sensuale, che assume il ruolo di antagonista e nemica
Manifesti: “Le Decadent” , rivista fondata da Verlaine,troviamo al suo interno “I fiori
del male” di Baudelaire, “Arte poetica” di Verlaine, “A ritroso” di Huysmans e “Il
ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde.

Preraffaellismo
Inghilterra, insoddisfazione e disprezzo per il materialismo della società moderna
spinse alcuni artisti a creare un movimento chiamato “Confraternita preraffaellita".
Questi poeti erano favorevoli alla semplicità dei pittori italiani medievali e contro le
tendenze della pittura accademica e del culto di Raffaello. Rivendicazione della
semplicità e spontaneità artistica.
Esponente: Dante Gabriel Rossetti

Parnassianesimo
Francia, opposizione alla poesia romantica, giovani poeti cultori di una poesia
colta e raffinata. Fa riferimento al monte Parnaso, il monte sacro alle Muse,
protettrici della cultura e delle arti nella mitologia greca; volevano sottolineare il loro
recupero del classicismo e il concetto dell’arte fine a se stessa(arte per l’arte).
Esponenti: Theophile Gautier

Simbolismo e Baudelaire
Poesia svincolata dalla realtà, detta poesia pura. Precursore: Charles Baudelaire.
Suggestione musicale delle parole. Alla base della poesia di Baudelaire c’è la
poetica delle corrispondenze: la natura è un luogo del sacro e del mistero; tra i
profumi, i colori e i suoni ci sono corrispondenze che si fondono ma che non si
riescono a interpretare e sta al poeta scoprirle. La poesia deve rivelare il linguaggio
segreto dell’universo e far emergere la vita misteriosa della natura.

I poeti maledetti
Si aprono con “i fiori del male”, uso di droghe, alcool, e rifiuto della morale
borghese. Verlaine, Rimbaud e Mallarmé.

“I fiori del male” porta all’alienazione dell'individuo, che si estrania dalla società.
Eccezionalità del poeta, stile musicale.

Paul Verlaine (inquietudine e malinconia): condivide l’inquietudine e la noia


esistenziale di Baudelaire. Gusto del vago e del malinconico, versi brevi e
linguaggio musicale. Riesce a suscitare emozioni e stati d’animo attraverso parole
evocatrici e piene di significate.

Arthur Rimbaud (ignoto): si dedica alla poesia per pochi anni e la usa per indagare
sull’ignoto e sul fondo delle cose. Teorizzò dei suoi principi di poetica:
- indagare l'invisibile, farsi veggente
- ritrovamento di cose ignote richiede forme nuove e un linguaggio nuovo

Stéphane Mallarmé: Caposcuola del movimento. Considerava Baudelaire come


maestro. Temi: elevazione e evasione dalla vita reale, senso del mistero e essenza
nascosta delle cose; ricerca la parola pura, la parola fatta da musica e magia
evocativa che fu spesso definita “oscura”.

Estetismo

Nasce in Inghilterra negli ultimi decenni dell’800 come sviluppo del Preraffaellismo.
Arte per l’arte, bellezza artistica, rifiuto del materialismo borghese e bellezza
come esperienza superiore, nuovo ruolo dell’artista che è un individuo di
eccezione.
Nasce la figura dell’esteta, colui che deve trasformare la propria vita in una forma
d’arte, una persona aristocratica che fa della sua vita un’esasperata ricerca del
bello. Ha un’attrazione per la mondanità, la vita frivola, oggetti raffinati e
preziosi.

Joris-Karl Huysmans: era stato studente naturalista alla scuola di Zola ma dopo aver
abbandonato i canoni naturalistici si avvicina all’Estetismo. Fornisce con “A ritroso”
una sintesi delle nuove tendenze:
- culto dell’arte per l’arte
- rifiuto della morale comune e disprezzo per l’età moderna
- ricerca di uno stile di vita raffinato
Ci sono inoltre nuove tecniche narrative:
- concentrare l’attenzione su un solo personaggio
- il tempo del racconto non è lineare e asseconda i pensieri del protagonista

Walter Pater: romanziere e saggista, esalta il valore della bellezza artistica


Oscar Wilde: narratore, poeta e drammaturgo. Nella sua opera più celebre “Il ritratto
di dorian gray” storia fantastica e simbolica che si conclude con la sconfitta del
narcisismo del protagonista. Dorian gray è un esteta che è alla ricerca esasperata di
un bello superiore.

In italia il maggiore esponente è Gabriele D’Annunzio.


Corrispondenze: Da questo componimento si ricava la concezione dell’autore
riguardo alla realtà e al ruolo dell’immaginazione e alla figura del poeta che è un
essere eccezionale.
GIOVANNI PASCOLI (decadentismo)

Nasce il 31 dicembre 1855 a San Mauro di Romagna. A 7 anni inizia a frequentare


il collegio dove compì studi classici. Nel 1867 fu ucciso suo padre con un colpo di
fucile e l’omicidio rimarrà impunito. Successivamente, l’anno dopo morirono la
sorella Margherita, la madre e il fratello Luigi nel 1871. Si stabilì successivamente a
Rimini e poi terminò gli studi a Firenze.
Dopo questi avvenimenti vince una borsa di studio per iscriversi all’università di
Bologna dove fu allievo di Giosuè Carducci. La borsa di studio gli fu poi tolta a
causa della partecipazione a manifestazioni studentesche che gli causarono una
condanna a 3 anni di carcere. Dopo il carcere si laurea a 27 anni e va a insegnare ai
licei di Matera e poi di Massa, dove si stabilì insieme alle 2 sorelle Ida e Maria e
ricostruisce il “nido”, il nucleo familiare. Muore a Bologna nel 1912.

Temi e motivi:
- ricordo dei cari defunti e assassionio del padre
- esaltazione del “nido” e della famiglia
- il motivo della siepe, che delimita le piccole proprietà rurali ed è movito di una vita
tranquilla
- la celebrazione della natura
- il mistero del cosmo
- gli elementi di paesaggio, che hanno significati misteriosi e simbolici
- la rievocazione di miti classici

Innovazione stilistica: linguaggio analogico che determina atmosfere suggestive,


inquietanti e misteriose. C’è un uso ricorrente della sinestesia che dona alle
parole un significato più nuovo e suggestivo. Usa versi, strofe e rime proprie della
tradizione decadentista ma li rinnova variando gli accenti ritmici. Usa molto
spesso anche l’onomatopea così da comunicare una visione della realtà più
suggestiva. Grazie ad essa e ai suoni della sua poetica riesce evocare immagini e
sensazioni e quindi ad usare il fonosimbolismo.
Plurilinguismo: accoglie termini aulici, parole tratte dal linguaggio colloquiale,
dialetto dei contadini, termini più tecnici e scientifici.
Poetica del fanciullino: Secondo il poeta, all’interno di un uomo in età adulta risiede
un “fanciullino” che vede tutto con meraviglia, come per la prima volta. Per
trascrivere queste parti usa un linguaggio infantile caratterizzato da onomatopee.

Myricae: Ha avuto 9 edizioni, 1^ 1891 di 22 componimenti e 9^ 1911 156


componenti
Temi: piccole cose di tutti i giorni, mondo della campagna, immagini dell’infanzia, “il
nido” distrutto nella sua infanzia, a volte nucleo tematico oscuro dei “cari defunti”lutti
familiari
Titolo: Myricae, tamerici ovvero piccoli arbusti comuni sulle spiagge
Stile: Continuo sperimentalismo, poesia carica di significati simbolici, aspetto fonico
con uso frequente di onomatopee, allitterazioni.

I canti di Castelvecchio: 1^ ed. aprile 1903, 2^ ed agosto dello stesso anno.


Uscirono poi altre 4 edizioni tra gli anni 1905 e 1912 che presentano raccolte
lievemente ampliate.
Temi: sono considerati il continuo di “Myricae” perché ne riprendono alcuni temi
come la natura, la vita di campagna, le cose umili e quotidiane, il mistero dell’ignoto,
il nido familiare. E’ presente anche il tema della memoria familiare, rievoca
sensazione del passato e ricordi dell’infanzia.
Ci sono anche turbamenti ossessivi e segni di un’inquietudine e senso di estraneità.
Struttura: più complessa ed elaborata.

GABRIELE D’ANNUNZIO (estetismo)

Vita: Nasce nel 1863 a Pescara e dopo l’infanzia trascorsa qui compie degli studi
liceali a Prato. In seguito si trasferì a Roma dove entrò in contatto con la letteratura
e fece le prime collaborazioni con delle riviste. Conobbe l’attrice Eleonora Duse a
Napoli, con la quale visse vicino a Firenze ma poi la relazione si interruppe. Si
trasferì nel 1910 in Francia e rientrò in Italia allo scoppio della guerra dove si rese
protagonista di alcune imprese militari(la beffa di Buccari e il volo su Vienna)..
Venne emarginato da Mussolini e trascorse gli ultimi anni sul lago di Garda, nel
"Vittoriale degli italiani” dove morì nel 1938.

Opere: Coltivò generi diversi tra loro imprimendo il segno della sua personalità
eccentrica e ambiziosa. Creatività e uso elegante della parola. Le sue ispirazioni
erano molte, generi letterari diversi, da Carducci a Verga, simbolisti francesi,
estetismo e romanzieri russi come Tolstoj e Dostoevskij.
Tra le sue opere più significative troviamo il romanzo “Il piacere”, “Giovanni
Episcopo e l’innocente” e “Poema paradisiaco”.
Nella sua ultima fase scrisse “Il Notturno" in cui i toni sono più intimi, autobiografici
e lo stile è impressionistico.

Pensiero e poetica: Nella sua prima fase fu influenzato dal classicismo di Carducci
in poesia e dal verismo di Verga in prosa e teatro; spesso l’ambientazione popolare
era un pretesto per rappresentare un ambiente violento e selvaggio.
Sotto l’influenza dell’estetismo scrisse “Il piacere” da cui ne segue una ricerca del
bello come aspirazione di una vita. Successivamente, influenzato da Tolstoj e
Dostoevskij, mostrò interesse per le cose semplici e un’aspirazione alla purezza.
Dopo la lettura di Nietzsche si aprì la fase del superuomo che si intreccia con
l’influenza dei simbolisti francesi: nelle “Laudi” la parola si fa musica, soprattutto
nella celebrazione della natura che è fonte d’ispirazione per l’uomo (panismo).
L’ultima produzione, “Il notturno” si distingue poiché è caratterizzata
dall’autobiografismo.

CREPUSCOLARISMO (tendenze minori nella lirica di primo 900)

Fu attivo dal 1903 e il 1911 e come centri principali ebbe Roma e Torino. I modelli
furono la poesia simbolista francese, la poetica del fanciullino di Pascoli e il
“Poema paradisiaco” di D’annunzio. Crisi dei valori, senso di decadenza, vuoto
interiore e solitudine, vita grigia e banale. Lessico comune, quotidiano ma spesso c’è
un uso di termini aulici e parole straniere. Toni ironici.
Esponente: Sergio Corazzini, tema principale è un’atmosfera di stanchezza e di
abbandono, senso tragico della vita dovuto alla tubercolosi.
Guido Gozzano: ironia, vede la realtà contemporanea con disprezzo e distacco. E’
solito accompagnare termini colloquiali “bassi” a parole ricercate.
Marino Moretti: visione amara della realtà dominata da un’assenza di valori. Accenti
malinconici, contenuti antiletterari, registro prosastico.
Aldo Palazzeschi: Stile molto personale, originale e bizzarro, parla della vita
quotidiana.

“La Voce”

Rivista fondata nel 1908 da Prezzolini, i “vociani” sono i poeti legati all’ambiente di
questa rivista. Negli ultimi due anni di attività avvenne il recupero dell’idea di “poesia
pura”. Produzioni per lo più autobiografiche.
Dino Campana: influenzato dagli autori francesi come Baudelaire e Rimbaud ma
anche da Carducci e D’Annunzio, la realtà appare deformata, ci sono ripetizioni di
una singola parola e lo stravolgimento della sintassi.
Camillo Sbarbaro: collaborò con l'Avanguardia e non subì l’influenza dei movimenti
“di moda”. Segue la tradizione dei poeti francesi e le sue immagini sono sempre
asciutte ed essenziali. Autoanalisi, solitudine, estraneità.

ITALO SVEVO (Ettore Schmitz)

Vita: Nasce a Trieste 1861, dopo gli studi tecnico-commerciali inizia a lavorare in
banca e dopo il matrimonio con Livia Veneziani inizia a lavorare nella ditta del
suocero e diventa un imprenditore e si dedica alla sua passione per la letteratura.
I suoi primi romanzi non riscossero successo e questo lo portò a un lungo silenzio;
dopo questo silenzio si avvicinò alle teorie psicanalitiche di Freud e si avvicinò
all’indagine dell’inconscio attraverso le quali scrisse “La coscienza di Zeno”, il
romanzo che ottenne più successo. Muore nel 1928.
Opere: Nei suoi romanzi Svevo parla della mentalità e dei vizi della società
borghese. Fin dalle prime opere pose al centro delle vicende degli inetti, ovvero
delle persone infelici di sé stesse e della loro vita e si rifugiano in un mondo
dell’autoinganno. Nel romanzo “Una vita” parla di Alfonso Nitti, un intellettuale che
non riesce a inserirsi nella società e che arriva a suicidarsi, in “Senilità”, Emilio
Brentani, si rinchiude in una malinconica vecchiaia; nella “Coscienza di Zeno” il
protagonista Zeno Cosini si sottopone alla terapia psicanalitica per curare una forma
di nevrosi e trascrive le sue memorie sotto il consiglio del dottor S. Fu autore anche
di opere teatrali.

Pensiero e poetica: i primi romanzi seguono la corrente realista e naturalista di


Balzac, Flaubert e Zola. Ambiente descritto con precisione e realismo. In “Una vita”
avvertiamo anche l’influsso delle teorie darwiniane attraverso un’indagine sociale;
in “Senilità” si concentra soprattutto sulla psiche, influenzato dalla filosofia di
Schopenhauer; in questi due romanzi sono in terza persona.
“La coscienza di Zeno”:
- è scritto in prima persona e esprime il punto di vista interno alla coscienza del
protagonista
- il narratore non è onnisciente
- l’io narrante (Zeno a 57 anni) è distinto dall’io narrato (Zeno durante la
giovinezza)
- c’è una continua mescolanza fra passato e presente e quindi non c’è un ordine
cronologico.
Svevo si esprime in una lingua non letteraria ma molto espressiva. Linguaggio
spontaneo e a volte ironico.

Trama Coscienza di Zeno: Il testo si compone di otto capitoli, che sarà utile
seguire per focalizzare bene la trama del romanzo. In una breve Prefazione il
dottore presenta la sua decisione di pubblicare le memorie di Svevo. Nel
successivo Preambolo la parola passa a Zeno, che ci dice di non poter recuperare
la sua infanzia, ormai troppo lontana nella memoria.
Il capitolo Il fumo è dedicato al famoso proposito dell’ultima sigaretta, che Zeno non
riesce mai a mettere in pratica, perché ogni volta che si impone di smettere di
fumare fallisce per i sotterfugi che egli stesso mette in pratica. Nel capitolo La morte
di mio padre invece Zeno torna indietro alla sua giovinezza e al difficile rapporto col
padre che, in punto di morte, gli dà uno schiaffo (che poteva anche essere una
carezza), che Zeno interpreta come ultima punizione e sberleffo del padre nei suoi
confronti. Nel capitolo La storia del mio matrimonio si parla della frequentazione
di Zeno con la famiglia Malfenti e le quattro sorelle Ada, Augusta, Alberta e Anna.
Zeno è innamorato della bellissima Ada, ma l’impossibilità di questo amore lo induce
a ripiegare verso Alberta e infine, quasi senza rendersene conto, verso la meno bella
Augusta, che però si rivela una moglie modello, dotata di quella concretezza e quella
salute di cui Zeno si sente privo. Questo tormento continuo porta Zeno, marito felice,
a instaurare un rapporto clandestino con Carla, di cui si racconta nel capitolo La
moglie e l’amante.
Nel capitolo Storia di un’associazione commerciale Zeno ci conduce all’interno
del suo mondo lavorativo e ci racconta il suo rapporto con Guido Speier, marito di
Ada, la cui abilità nel lavoro e la cui fortuna in tutte le cose della vita fanno da
contraltare ai continui fallimenti di Zeno. Tuttavia Guido si rivelerà alla fine più fragile
di quello che sembrava e le improvvise difficoltà lo porteranno al suicidio.
Nell’ultimo capitolo, Psico-analisi, la narrazione torna al presente e Zeno annuncia
la sua decisione di abbandonare la cura, criticando il metodo psicanalitico del
medico e dichiarando di essere guarito dalla sua malattia grazie a una serie di
successi commerciali favoriti dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

LUIGI PIRANDELLO

Vita: Nasce nel 1867 ad Agrigento. Studia lettere a Palermo e si laurea a Bonn. Si
sposa nel 1894 ma nel 1903 una crisi economica familiare porta la moglie ad una
crisi nervosa che sfocerà poi nella pazzia e nel ricovero in una clinica. Nel 1924 si
iscrisse al partito fascista e fondò e diresse il teatro d’arte di Roma. Nel 1934
ottenne il premio Nobel per la letteratura e morì nel 1936.

Le opere: Molti generi diversi come saggi, romanzi, novelle e opere teatrali.
Tra i saggi ricordiamo “L’umorismo” in cui Pirandello distingue l’umorismo dalla
comicità.
Le novelle furono raccolte nelle “Novelle per un anno” e si dividono in due
macrogruppi: quelle ambientate nel mondo contadino della Sicilia e quelle
incentrate su impiegati della piccola borghesia romana con vite infelici. Ci sono
anche le novelle surreali caratterizzate da un’atmosfera fiabesca.
I romanzi principali furono “Il fu Mattia Pascal” e “Uno, nessuno, centomila”. Nel
Mattia Pascal la storia è narrata da Pascal (c’è quindi una focalizzazione interna) e
viene spesso usato il monologo interiore.
Temi Mattia Pascal: tentativo di definire la propria identità e di sfuggire alle
maschere, l’umorismo e il desiderio di evadere da una vita alienante.
L’esordio teatrale avvenne con testi dialettali di ambientazione siciliana ma innova il
teatro attraverso i drammi e la tragedia personale del personaggio che vengono
descritte con umorismo e ironia. Vengono descritti il conflitto tra uomo e società, le
ipocrisie e la solitudine. La novità più importante è quella del teatro nel teatro(in
sostanza durante la recita si mette in scena un’altra recita, abolizione della barriera
tra realtà e finzione). Nell’ultima fase della produzione teatrale c’è il teatro dei miti in
cui pirandello si sposta in una dimensione utopica. Il “mito sociale”, il “mito religioso”
ed il “mito dell’arte” vengono rappresentati nella trilogia “La nuova collana”,
“Lazzaro” e “I giganti della montagna”.
Il pensiero e la poetica: la poetica di Pirandello si basa su 3 principi: il problema
dell’identità, una concezione della vita come incessante fluire (il perenne divenire
forme fisse in cui potersi riconoscere ma mai essere se stessi) e il relativismo
conoscitivo (non esiste una verità valida per tutti ma solo tante verità che sono i
punti di vista). Proprio perché ognuno ha i suoi punti di vista egli sostiene
l’inconoscibilità del reale e l’incomunicabilità. Per riuscire a sopravvivere l'uomo è
costretto a indossare delle maschere a seconda dei propri ruoli nella vita (oppure
vengono imposte dalla società con le trappole delle convenzioni sociali) e tentare di
sottrarvisi porta a una crisi d’identità e alla follia.
Poetica dell’umorismo: secondo Pirandello, l’umorismo è il “sentimento del contrario”
che svela la realtà dolorosa che si cela dietro al sorriso.
Stile: l’autore rinuncia ai mezzi retorici per poter usare uno stile ricco di dialoghi in
cui non mancano parole straniere, tecniche o dialettali.

AVANGUARDIE STORICHE (primo 900)

Le avanguardie storiche sono dei movimenti artistico-culturali che si affermarono in


Europa nel primo 900. Prendono dal simbolismo il rifiuto della borghesia e dei codici
artistici tradizionali.
Il compito dell’artista è quello di sconvolgere e scatenare energie per influenzare tutti
i settori dell’esistenza.
Costante ricerca di nuove forme espressive (e quindi sperimentalismo). Gli artisti
dell’Avanguardia erano divisi in gruppi ma avevano tutti dei caratteri comuni:
- critica della società borghese
- opposizione ai codici estetici tradizionali
- le dichiarazioni di poetica, pubblicizzate con manifesti

Le correnti d’Avanguardia più importanti furono: Espressionismo, Futurismo,


Dadaismo, Surrealismo, Cubismo.

Futurismo

Nato grazie alla pubblicazione del “Manifesto del futurismo” pubblicato da Filippo
Tommaso Marinetti, il movimento esaltava la potenza delle nuove tecnologie.
Vedevano nella macchina un nuovo ideale di bellezza. Sperimentazione di nuovi
modi di comunicazione più veloci capaci di superare i confini tradizionali.
Ideologia: rifiuto dei valori della società borghese, esaltazione della aggressività e
violenza e della guerra, celebrazione di vitalismo, culto della modernità.

La diffusione del movimento è avvenuta principalmente grazie alle “serate futuriste”


ossia una serie di eventi tenutisi nelle piazze e nei teatri in cui l’obiettivo era
scandalizzare il pubblico in modo che i giornali parlassero del futurismo. Molto
spesso le serate si concludevano con l’intervento della polizia ma soprattutto un
clamore mediatico che aumentava la popolarità del movimento.

Temi: lotta contro il classicismo, negazione delle forme poetiche tradizionali,


esaltazione della macchina e della velocità, culto della modernità

Principi: distruggere la sintassi(porre sostantivi a caso), usare il verbo all’infinito,


abolire l’aggettivo e l’avverbio, abolire la punteggiatura(per non avere pause e
essere più veloci), frasi slegate dal punto di vista logico, abbandono della metrica,
uso del verso libero, uso suoni onomatopeici.

Il più importante poeta futurista fu Marinetti e una sua opera importante fu “Zang
Tumb Tumb” che raccontò alcuni eventi della guerra tra Turchia e Bulgaria.
Un altro esponente fu Aldo Palazzeschi e un altro fu Corrado Govoni.

Il futurismo attribuiva molta importanza al teatro e il principale esponente teatrale fu


Marinetti che nel “Manifesto del teatro futurista sintetico” annunciò l’abolizione dei
generi teatrali. Questo teatro era rivolto a un pubblico di intellettuali e il
coinvolgimento diretto degli spettatori ispirò poi Pirandello per creare il metateatro.

GIUSEPPE UNGARETTI

Vita: Nato nel 1888 in Egitto, va all’università a Parigi e poi si trasferisce in Italia per
arruolarsi come volontario per la 1 guerra mondiale. Dopo la guerra torna a Parigi
dove conobbe molti esponenti delle Avanguardie ma nel 1921 si trasferisce a Roma
dove vive fino al 36. Successivamente si avvicina al cattolicesimo. Nel 36 si
trasferisce in Brasile e nel periodo in cui visse qui morirono il fratello e il figlio. Nel 42
torna in italia e iniziò a insegnare all’università di Roma. Muore nel 70 a Milano.
Opere: Si divide in 3 fasi:
1. L’Allegria, raccolte “il porto sepolto”, “allegria di naufragi”. Componente
autobiografica ovvero le esperienze di un soldato durante la prima guerra mondiale e
ricordi degli anni vissuti in egitto. sperimentalismo stilistico.
2. Sentimento del tempo, crisi spirituale e riflessione sul tempo, sulla morte e sulla
dimensione religiosa
3. Il dolore, dolore per la morte del figlio e del fratello e per la seconda guerra
mondiale. Ricordiamo anche “La terra promessa” meditazione sul destino
dell’umanità, “Un grido e paesaggi” ricordi brasiliani, “Il taccuino del vecchio” morte e
senso di caducità e “Vita d’un uomo” raccolta completa di tutta la produzione di
ungaretti.

Pensiero e poetica: Nella 1 fase la poesia è segnata da un forte sperimentalismo:


verso libero, la punteggiatura è sostituita da spazi bianchi, pause e silenzi, sintassi
franta.
L’Allegria tema della vita del soldato, l’infanzia trascorsa in Egitto e la natura.
Nella 2 fase la meditazione del tempo si lega alle teorie di Bergson e c’è un recupero
delle forme tradizionali: sintassi più articolata e lessico più ricercato.
Nella 3 fase c’è un distacco dalla vita e il dolore si trasforma da esperienza
individuale a esperienza collettiva (x colpa della 2 guerra mondiale). Recupero delle
forme tradizionali.

NOVECENTISMO E ANTINOVECENTISMO

Periodo compreso tra la fine della Grande guerra e i primi anni del secondo
dopoguerra, la poesia italiana mutò in maniera rilevante. Per comprendere la poesia
di questo periodo è necessario comprendere il nuovo scenario politico: sotto il
regime fascista era proibita qualsiasi forma di critica e opposizione al governo e a
questo va aggiunta la censura alla traduzione di opere straniere considerate non
conformi alla cultura fascista (questo portò ad un isolamento culturale). A causa di
ciò, la poesia assunse una dimensione intima e privata e abbandonò la riflessione
sul ruolo della letteratura nella società. Questo durò fino alla liberazione dal
nazifascismo.

2 tendenze dominanti:
- “novecentista” si rifaceva al simbolismo e ad una poesia pura, potere evocativo e
ricerca della musicalità
- “antinovecentista” sul modello della poesia semplice di Saba, ricerca della
chiarezza e parlare della realtà quotidiana

ERMETISMO

Principale corrente italiana di questo periodo (vedi novecent. e antinovecent.)


Gli ermetici volevano proporre una poesia ispirata al Simbolismo.
L’ origine del termine “ermetico” si deve a Francesco Flora che nel 36 pubblicò “La
poesia ermetica” nel quale polemizzava contro la poesia italiana dell’epoca da lui
giudicata oscura e difficile da comprendere.
Si riferisce a Ermete Trismegisto, versione greca del dio Thot che secondo il mito
aveva trascritto dei testi esoterici su delle tavole di smeraldo, accessibili solo a pochi
iniziati.
Nel 38 fu pubblicato il saggio “Letteratura come vita” di Carlo Bo e viene considerato
il manifesto dell’ermetismo. Egli considera la letteratura non come professione ma
come condizione esistenziale e deve essere elitaria, riservata ad una cerchia
ristretta. Ricerca dell’essenzialità, di un linguaggio simbolico e di forme suggestive.

Lo stile: radici della poesia simbolista, linguaggio raffinato e oscuro con l’uso di
simboli e analogie. Guardarono anche le opere di Ungaretti, preferenza al verso
libero e una linguaggio semplice ed essenziale. Poesie lirico-musicali e un lessico
duplice: vocaboli comuni da una parte e termini astratti e ricercati dall’altra. Sintassi
frammentata e verso libero.
Alcuni esponenti: Carlo Betocchi, Alfonso Gatto, Salvatore Quasimodo

Salvatore Quasimodo (ermetismo)

La vita: Nasce a Modica nel 1901 e nel 1919 si trasferì a Roma per frequentare il
politecnico, ma rinunciò alla laurea per problemi economici. Nel 29 fu inviato a
Firenze per lavoro e qui conobbe dei letterati intorno alla rivista “Solaria”, per la
quale pubblicò la sua prima raccolta di versi “Acque e terre”. Nel 41 venne nominato
professore di letteratura italiana e nel 42 pubblicò una raccolta “Ed è subito sera”.
Dopo la 2 guerra mondiale inizia ad allontanarsi all’Ermetismo perché era convinto
che la sua poesia dovesse coinvolgere un pubblico più ampio e affrontare
problematiche civili. Nel 59 vinse il premio nobel per la letteratura. Muore a Napoli
nel 68.

Giorno dopo giorno: Riflette la svolta della produzione del poeta che passa
dall'Ermetismo a una poesia più accessibile e meno intima. La guerra convinse il
poeta a imboccare la strada dell’impegno civile. Il verso è più disteso e lineare, la
parola ha un valore più concreto. Poesia che si ispira a problematiche storiche e
sociali del tempo.

Umberto Saba

La vita: Nasce a Trieste nel 1883 da una donna ebrea abbandonata dal marito. Nel
1905 fu riconosciuto dal padre ma nel 1910 rinunciò al cognome paterno per
chiamarsi Saba che in ebraico vuol dire pane. Tra il 1907-1908 prestò servizio
militare a Salerno e l’anno successivo sposò Carolina Wofler.
Dopo la 1 guerra mondiale si stabilì a Trieste e nel 1938 in seguito alla
promulgazione delle leggi razziali fu costretto a vivere in segreto tra Parigi, Roma e
Firenze. Tornò nel 48 a Trieste e morì nel 57.

Le opere: tutta la poetica di Saba è contenuta nella raccolta “Il canzoniere”. Scrisse
varie opere in prosa:
- “Ricordi-racconti”, raccolta del 1956 incentrati sull’ambiente ebraico triestino
- “Scorciatoie e raccontini”, 200 testi brevissimi
- “Ernesto” romanzo che rimase inconcluso e venne pubblicato postumo nel 1975,
racconta le proprie esperienze giovanili come per liberarsi di un peso. Il protagonista
Ernesto è l’alter ego dell’autore.

Il pensiero e la poetica: venne influenzato dalla filosofia di Nietzsche e dalla


psicanalisi di Freud. Scrive una “poesia onesta” cioè ispirata alla quotidianità, alle
cose semplici, il tutto con un linguaggio concreto e semplice.
Eugenio Montale

La vita: Nasce a Genova nel 1896. Nel 25 firmò il Manifesto degli intellettuali
antifascisti. Negli anni 30 andò a Firenze in cui diresse il Gabinetto Vieusseux fino al
38 quando lasciò l’incarico perché primo della tessera fascista. Nel dopoguerra
lavorò come critico musicale per il "Corriere della sera”. ottenne il nobel per la
letteratura nel 75 e morì a Milano nell’81.

Le opere: le principali raccolte poetiche sono:


- Ossi di seppia, il “male di vivere” e la tragicità della condizione umana
- Le occasioni, ricordo di eventi e persone della sua vita passata, trascorrere
inesorabile del tempo, Clizia è la donna angelo che guida il poeta verso la salvezza
- La bufera e altro, tragedia della seconda guerra mondiale
- Satura: il poeta ricorda la moglie scomparsa e critica la società dei consumi

In prosa scrisse brevi racconti come “Farfalla di Dinard” caratterizzati da un


umorismo verso la società moderna.

Il pensiero e la poetica: Secondo lui le parole non sono capaci di esprimere


esattamente gli stati d’animo, poetica degli oggetti attraverso il correlativo oggettivo
cioè gli oggetti evocano un certo sentimento e uno stato d’animo.
La memoria, il tempo e il ricordo sono fonte di sofferenza e portano al “male di
vivere”. Pessimismo profondo che viene da un senso di impotenza e una
consapevolezza del dolore.
La figura femminile e spesso presente come donna angelo che riesce a salvare il
poeta dalla guerra(Clizia) oppure incarnazione di sensualità (Volpe).
Lessico semplice, parole comuni e quotidiane ma spesso ci sono anche riprese della
tradizione letteraria e quindi un uso di termini ricercati. Usa prevalentemente metri
tradizionali ma che prova a rinnovare con combinazioni nuove.

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