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5 - Precompressione

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Diego Dolce
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Corso di Teoria e Progetto dei Ponti

Università degli Studi di Pavia

Strutture precompresse
Anno Accademico 19/20

Ing. Matteo Moratti


PRINCIPI E STORIA
Teoria della precompressione
[Link]
Principio della pre-sollecitazione
• Indurre nell’elemento strutturale stati di predeformazione
che riducano gli effetti indesiderati delle azioni agenti
sull’elemento medesimo e/o ne incrementino le
prestazioni
• Tali effetti devono essere valutati durante tutta le fasi di
vita della struttura tenendo in considerazione
1. l’inviluppo delle azioni agenti sulla struttura
(variabilità dei carichi – linee di influenza)
2. La storia tensionale
3. La riduzioni degli effetti di pre-sollecitazione (ritiro,
viscosità, rilassamento)
4. Effetti accidentali
Teoria della precompressione

Eccentricità equivalente
Teoria della precompressione

Nocciolo d’inerzia
1. Se il carico risultante
cade al di furi del
nocciolo d’inerzia
abbiamo trazione
nella sezione
Cenni di Geometria delle Masse

(Ipotesi: sistema
Baricentro: distribuito di massa con
[m]
densità unitaria)

Momento statico (o di primo ordine): [m3]

Momento d’inerzia rispetto ad un asse (o di secondo ordine):

[m4]

Raggio giratore d’inerzia rispetto ad un asse:

( r = [m] )

Modulo di resistenza rispetto all’asse baricentrico x0:

[m3]
Cenni di Geometria delle Masse: esempio – sezione a T

Baricentro e momento statico:

Momento d’inerzia rispetto ad un asse:

A d2

Modulo di resistenza rispetto all’asse baricentrico x0:

W’ = Jxo / d W’’ = Jx0 / (H-d)

Z = min (W’ ; W’’) = W’


Teoria della precompressione
Principio della pre-sollecitazione

1. Precompressione su
struttura isostatica
→ nessun effetto
sulle reazioni
vincolari

2. Precompressione su
struttura iper-statica
→ effetti sulle
reazioni vincolari
(risoluzione
dell’iperstatica)
La precompressione è sempre un sistema auto-equilibrato,
non modifica cioè l’equilibrio globale del corpo a cui è
applicato in quanto è un sistema di forze interne nel caso
di strutture iperstatiche si determina una ridistribuzione
delle reazioni.
Origine della principio della pre-compressione
• Goering (1888) induce stati di precompressione (100 MPa)
nelle barre in zona tesa per limitare la fessurazione
• Nei primi anni del ‘900 Freyssinet brevetta una serie di
dispositivi e conduce studi tecnici e commerciali sulla
precompressione (evoluzione delle tecnologie per le
macchine da cantiere e per le prestazioni dei materiali)
• Guyon Loier e Magnel e Morsh sviluppano pregevoli studi
teorici e pratici
•Leonhardt sviluppa sistemi completi ancora oggi applicati
con l’evoluzioni dettate dai progressi della tecnologia
Il primo ponte in c.a.p. sulla Marna a Lucancy

Luce:55m, ultimato nel ‘46; formato da tre travi a cassone prefabbricate e varate con un
ingegnoso sistema di antenne e tiranti, precompresso longitudinalmente e trasversalmente con
cavi 12ø5 mm e verticalmente con fili ø5 mm
PARTE TECNOLOGICA:
COME SI COSTRUISCE UNA
STRUTTURA
PRECOMPRESSA
La precompressione: i metodi attuativi
• Pre-tensione : le armature sono messe in tensione prima del getto cls. al
quale aderiscono. Il loro tiro non è più modificabile. L’andamento delle
armature è rettilineo o al massimo, può formare una spezzata rialzata verso
le due estremità ricorrendo all’impiego di deviatori ( a perdere nel cls.).
Tutto il tiro viene applicato alla struttura all’atto del rilascio della tensione
dalle testate al cls. che è sottoposto a sollecitazioni estremamente gravose
nel momento in cui non ha ancora raggiunto la sua completa maturazione.
[Link]
id=F7358E01FBF2C0899310F7358E01FBF2C0899310&FORM=VRDGAR

• Post-tensione: le armature, sono contenute nelle guaine che le isolano dal


getto del cls.. Sono messe in tensione dopo la maturazione del cls.. I cavi
possono seguire l’andamento più opportuno per le esigenze statiche della
struttura. I cavi possono essere tesati in più fasi secondo necessità.
Richiedono l’impiego di dispositivi meccanici di estremità, gli ancoraggi,
che trattengano in modo permanente la forza di tiro applicata alle armature
e la trasmettano al cls.. Dopo il tiro i cavi sono iniettati, normalmente con
boiacca, che li protegge dalla corrosione e li rende aderenti alla struttura.
• [Link]
Tecniche di precompressione
• pre-tesatura (a barre, a cavi)
1. a cavi aderenti
2. a cavi liberi

• post-tesatura
(a barre a cavi)
1. interna
1. a cavi aderenti
2. a cavi liberi

2. esterna
Tipologie di postensione
• A cavi interni al cls.: cavi aderenti, perché iniettati e quindi solidarizzati
al cls. dalla boiacca. In caso di fessurazione della struttura le armature
sviluppano una fortissima opposizione all’allargamento della fessura
provocato da un aumento dei carichi esterni.
• A cavi interni al cls., ma non iniettati: quindi scorrevoli, non aderenti
(p.e. trefoli “unbonded” = “non aderenti”). In caso di fessurazione i cavi
scorrevoli si allungano per tutta la loro lunghezza con modestissimi
aumenti di tensione e quindi senza possibilità di esercitare un’efficace
opposizione all’allargamento della fessura provocato da un incremento
dei carichi esterni.
• A cavi esterni alla struttura, che hanno punti di contatto con la struttura
solo in corrispondenza delle testate d’ancoraggio e dei deviatori: cavi
non aderenti o scorrevoli.
• La cerchiatura dei serbatoi, a fili esterni posti in opera sotto tensione, è
una particolare applicazione di postensione a cavi esterni non aderenti.
• Gli stralli
Schema della pretensione

Il getto del cls. ovviamente avviene dopo la chiusura della


gabbia col cassero
Pre compressione – pista con banco di tesatura in
stabilimento
Pre compressione – pista con banco di tesatura in
stabilimento
Trave a V da ponte L = 36 m al sollevamento dalla pista di
prefabbricazione
La pretensione

Una testata di pretensione


Pista di pretensione

1) Un deviatore 3) Schema di inguainamento delle estremità dei trefoli


per ridurre il momento di precompressione agli appoggi
La precompressione mista

I trefoli pretesi sul fondo della trave, più un cavo di postensione


parabolico
STRUTTURE PREFABBRICATE PRECOMPRESSE
A CAVI PRE-TESI
Schema della post-tensione

I cavi sono gli elementi che permettono di applicare la


precompressione al cls. dopo la sua maturazione
SEQUENZA DI POST-TENSIONE
Mensola post-tesa gabbia armatura, guaina e cavi infilati
all’ancoraggio a tendere
Mensola post-tesa gabbia armatura, guaina e cavi infilati
all’ancoraggio fisso
Tecnologie costruttive

Alta Velocità Viadotto Modena – Travi prefabbricate precompresse


Tecnologie costruttive

Alta Velocità Viadotto Modena – Travi prefabbricate precompresse


La posa dei cavi

I tubi di sfiato delle iniezioni


Tecnologie costruttive

Viadotto sul Tagliamento – Getto in opera su cassero fisso


Tecnologie costruttive

Viadotto sul Tagliamento – Getto in opera su cassero fisso


Tecnologie costruttive

Viadotto Mortaiolo Getto in opera su cassero autovarante


Tecnologie costruttive

• Autostrada CT – SR –
Getto in opera su
cassero autovarante
Schema di composizione dei cavi esterni

Ancoraggio Ancoraggio
Iniezione (eventuale)
Guaina Trefoli

Deviatore
I cavi esterni in una trave a cassone
Tipologie di cavi esterni
Cavo sostituibile e ritesabile

Cappellotto Tubo di Pellicola anti- Trefolo Tampone Manicotto


iniezione aderente unbonded separatore in HDPE
Controtubo
Cera o grasso Iniezione di
Sfiato boiacca
Sfiato

Guainetta
in HDPE

Fascette di serraggio

Frusta di tiro Terminale Iniezione di Tubo flangiato in


Lungh. da stabilire cera o grasso HDPE
Tipologie di cavi esterni
Cavo sostituibile non ritesabile

Cappellotto Tubo di Pellicola anti-


iniezione aderente Spirale Trefolo Lesena

Cuneo

Sfiato Tubo flangiato in Manicotto


HDPE in HDPE

Controtubo Guaina
in HDPE

Testa di Terminale Iniezione di Fascette di serraggio


ancoraggio boiacca
Pompa di tiro

• E’ usata per azionare i


martinetti di tiro
• Pompa elettrica con serbatoio
da 30 a 80 l.
• Flusso d’olio 3 - 6 l/min a 650
bar
• Manometro digitale o
analogico
Pompa di iniezione

• Pompa a pistoni o coclea


• Flusso fino a 40 l/min
• Pressione di iniezione max 25
bar
• Capacità fino a 280 l
Pompa per iniezioni sotto vuoto
Tecniche - d’iniezione
Il tubo di sfiato
dell’iniezione

a) Normale b) Con la pompa del vuoto


Materiali

Calcestruzzo 1. Rapporto resistenza


duttilità
2. Ritiro
3. Viscosità
4. Modulo elastico
(influenza della
granulometria e dei
metodi di
maturazione)
5. Slump
6. Durabilità uni
11104/2004
Materiali

Calcestruzzo: Modulo elastico


Acciai da precompresso
Filo: prodotto trafilato di sezione piena che possa fornirsi in
rotoli;
Barra: prodotto laminato di sezione piena che possa fornirsi
soltanto in forma di elementi rettilinei;
Treccia. gruppi di 2 e 3 fili avvolti ad elica intorno al loro
comune asse longitudinale; passo e senso di avvolgimento
dell'elica sono eguali per tutti i fili della treccia;
Trefolo: gruppi di fili avvolti ad elica in uno o più strati intorno
ad un filo rettilineo disposto secondo l'asse longitudinale
dell'insieme e completamente ricoperto dagli strati. Il passo
ed il senso di avvolgimento dell'elica sono eguali per tutti i fili
di uno stesso strato.
Materiali

Acciaio

fy(1)
fy(0,2)

1.0
Barre, funi, trefoli

Tipi di precompressione

Barre
fy 1000 MPa
Diam 15-36 mm

Trefolo
fy 1720-1820 MPa
Diam 13-15 mm

Treccia
fy 1620-1720
Diam 5-7 mm

Multi-trefolo
Il martinetto in fase di tiro

Viadotto Mortaiolo – Aut. Livorno-Cecina Lungo 


10 km
Caratteristiche meccaniche del trefolo
Cavi

Caratteristiche di resistenza dei cavi


Accessori

Ancoraggi, Accoppiatori, Martinetti di Tiro.


Accessori
Accessori
Ancoraggi

• I componenti
principali
– Testa di ancoraggio
– cunei
– Terminale in ghisa
sferoidale
– Raccordo conico alle
guaine in HDPE
– Tubi di iniezione
Un cuneo a due settori

Sono ben visibili i denti e l’anello a molla


Ancoraggio mobile

Tendon - Fmax
4T15 893 kN
7T15 1562 kN
12T15 2678 kN
15T15 3348 kN
19T15 4241 kN
22T15 4910 kN
27T15 6026 kN
31T15 6919 kN
Ancoraggio fisso
Ancoraggi di giunzione
Trefolo
• Per le strutture post-tese si
usa quasi sempre trefolo da
15 mm di diametro (0,6”).
(Esistono in commercio
anche trefoli da 3/8”, 0,5”,
0,7”)
• Dev’essere certificato da un
laboratorio indipendente
• Le normative di riferimento
sono la prEN 10138 (Europa)
e ASTM A416-93 (extra-
Europa)
La guaina metallica

La produzione della guaina ondulata e a doppia


graffatura partendo dal lamierino
Distanza fra i cavi

La corretta distanza dei cavi secondo EC 2


Prescrizioni geometriche guaine
L’infilaggio dei cavi con la spingitrefolo
Il traino dei cavi nelle guaine posate in opera

I cavi a trefoli arrotolati e saldati in testa ad un gancio. Dopo


l’infilaggio, la saldatura con un buon tratto di cavo deve essere asportato
Spingiterefolo

• Spingitrefolo idraulica
– Velocità da 0 a 120
m/min
• Spingitrefolo elettrica
– Velocità da 0 a 500
m/min
Un martinetto di tiro Alga da 19 T 15

Martinetto brevettato, a sezione integrata. Il più piccolo esistente


Sequenza di tiro
Montaggio testa d’ancoraggìo e base di tiro

Montaggio del martinetto

Tiro (normalmente i più riprese)

Assestamento dei cunei nella testa


d’ancoraggio, incuneamento

Rilascio del tiro e recupero del martinetto

Le operazioni di aggancio e sgancio dei trefoli dai cunei di tiro


del martinetto avvengono automaticamente
Il bloccaggio dei trefoli coi cunei

Il principio di funzionamento del sistema di bloccaggio


dei trefoli con i cunei
FINE DELLA PARTE
TECNOLOGICA

INIZIO DELLA
TRATTAZIONE DI COME SI
VALUTANO GLI EFFETTI
DELLA PRECOMPRESSIONE
Principio della pre-(post)tensione
• In generale gli effetti della pre-compresione sono
conglobati nel calcolo delle sollecitazione interne degli
elementi (momenti flettenti, tagli, azione assiale) presenti
negli elementi strutturali. Con tale ipotesi il contributo delle
armature di precompressione alla resistenza della sezione
globale deve essere limitato alle resistenze che esse
forniscono in aggiunta agli sforzi di pretensione. Tale
resistenza può essere calcolata considerando che l’origine
del diagramma sforzi-deformazioni relativo alle armature di
pre-compressione venga traslato per tenere conto degli
sforzi dovuti alla tesatura. Deve essere in ogni caso
evitata la rottura fragile.
PER TENER CONTO DEGLI EFFETTI DEI CAVI DI
PRECOMPRESSIONE SI POSSONO APPLICARE I
SEGUENTI METODI:

STRUTTURE ISOSTATICHE:
- CALCOLO DIRETTO DELLE AZIONI EQUIVALENTI
- RISOLUZIONE DELLA STRUTTURA CON CARICHI
ESTERNI FITTIZZI EQUIVALENTI

STRUTTURE IPERSTATICHE:
- SOLAMENTE RISOLUZIONE DELLA STRUTTURA CON
CARICHI ESTERNI FITTIZZI EQUIVALENTI
Tracciato dei cavi di pre-(post) compressione

Metodo esatto per strutture isostatiche, metodo iterativo per


strutture iperstatiche
Tracciato dei cavi di pre-(post)tensione

Metodo esatto per strutture isostatiche, metodo iterativo per


strutture iperstatiche

Trazione nel cls in fase di


precompressione talvolta
si accetta a patto che sia
inferiore al valore limite di
trazione del cls
Tracciato dei cavi di pre-(post)tensione

Strutture pre- tese → cavi Strutture post-tese →


rettilinei inguainati cavi parabolici
Tracciato dei cavi di pre-(post)tensione

Andamento
parabolico →
esempio di calcolo
deviazione angolare
La massima forza di precompressione iniziale
• La forza di precompressione massima di una armatura non
deve superere il valore di:
P max = Ap x sp,max
In cui
Ap = area dell’armatura (attenzione ai trefoli e alle funi)
sp, max = min(0,8 fpk; 0,9 fp0,1k) [EC 2 5.4.1]

Una certa ridondanza è raccomandabile in sede di progetto


(5 – 10% per tener conto tra l’altro di possibili rotture in fase
di tesatura)
La forza di precompressione all’istante t [5.10.3 – EC2]
• La forza di precompressione massima di una armatura non
immediatamente dopo la precompressione non deve
superere il valore di:
P m,0 = Ap x sp,m,0
In cui
Ap = area dell’armatura (attenzione ai trefoli e alle funi)
spm, = min(0,75 fpk; 0,85 fp0,1k) [EC 2 5.4.3]
Pm,0 = Pmax – DPi
DPi : perdite istantanee
Pm,t (x) = Pm,0 (x) – DP(t) c+s+r(x)
D P(T) c+r+r = perdite nel tempo per viscosità, ritiro,
rilassamento
Cadute di tensione immediate nella pretensione [5.10.4
– EC2]
Le cadute di pretensione immediate sono dovute a:
Durante la tesatura
1. Rientro dei cunei di ancoraggio
2. Attrito (deviazioni angolari)
Prima del trasferimento della tensione al cls
1. Rilassamento dell’acciaio (attenzione cls con
maturazione accelerata appendice D EC2)
All’atto del trasferimento della tensione al cls
1. Deformazione elastica istantanea all’atto del rilascio
dalle testate d’ancoraggio)
Quantificazione delle cadute di tensione immediate
nella Precompressione
Le cadute di pretensione immediate sono dovute a:
1. Deformazione elastica istantanea del cls

Rientro dei cunei di ancoraggio e deformazione ancoraggio


1. Attrito (deviazioni angolari e attrito per unità
lunghezza)
Cadute di tensione immediate nella post-tensione
[5.10.5 – EC2]
Le cadute di pretensione immediate sono dovute a:
1. Deformazione elastica istantanea del cls
1. Rientro dei cunei di ancoraggio e deformazione
ancoraggio (indicato nel BTE -benestare tecnico
europeo-)
2. Attrito (deviazioni angolari e attrito per unità
lunghezza)
Deformazione elastica CLS [5.44 – EC2]
Attrito [5.10.5 – EC2]
Cadute di tensione nel tempo nella post e pre- tensione
[5.10.6 – EC2]
Le cadute di pretensione nel tempo sono dovute a:
1. Viscosità del cls per precompressione e carichi
permanenti
2. Ritiro cls (indipendente dai carichi – solo dall’umidità)
3. Rilassamento dell’acciaio
4. Effetti termici (solitamente trascurabili!)
Calcolo dell’allungamento dei cavi in fase di tensione

• La verifica dell’allungamento dei cavi è di fondamentale


importanza.
• Se l’allungamento misurato rientra in un ±5% rispetto al
teorico la tensione del cavo è OK.
• Un allungamento superiore denota in genere assestamenti o
rotture della struttura che devono essere analizzati ed
eventualmente rimossi.
• Un allungamento inferiore denota attrito eccessivo o
bloccaggio del cavo (solitamente per effetto di intrusione di
boiacca nelle guaine). Le cause vanno analizzate e rimosse
Bisogna ricordare che se applichiamo la forza al cavo correttamente
ma non otteniamo l’allungamento previsto,
NON ABBIAMO PRECOMPRESSO LA STRUTTURA
Calcolo dell’allungamento del cavo

La tensione nel cavo a distanza x dall’ancoraggio a tendere più


vicino è dato dalla formula:
−  ( + kx )
• Dove:
s x = s0
• s0= tensione all’ancoraggio
• x=distanza dall’ancoraggio
• α=angolo totale di deviazione
• k=deviazione angolare non intenzionale per unità di
linghezza
Valori raccomandati:
• Trefolo nudo: µ=0,2/rad; k=0,01 rad/m
• Trefolo unbonded: µ=0,06/rad; k=0,01 rad/m
Calcolo dell’allungamento del cavo

L’allungamento del cavo è dato dall’integrale:

sx
x
Dx =  dx
0
E

Dove per E si deve assumere il modulo elastico


apparente dei trefoli, normalmente 195 GPa
Protocollo di Tesatura

Per ricavare l’allungamento elastico


reale del cavo, è necessario
depurare l’allungamento apparente
misurato al martinetto del:
1) assestamento geometrico delle
armature del cavo
2) accorciamento elastico della
trave provocata dal tiro del cavo
3) rientro dei cunei nella testa di tiro
del martinetto (4-5mm)
4) rientro dei cunei nella testa
dell’ancoraggio opposto (5-7 mm),
o nel martinetto opposto se si tesa in
due fasi
Tensione finale nel cavo

• Al termine della tesatura il rientro dei cunei


dell’ancoraggio (5 – 7 mm) provoca una caduta di tensione
in prossimità dell’ancoraggio stesso. Questa caduta di
tensione può in genere essere compensata da un’opportuna
sovratensione temporanea
Garanzia di duttilità per l’elemento pre-compresso
• Disposizione di armatura lenta (EC 2 9.2.1 o D.M. 87)
• si adottano armature pre-tese diffuse (tipico della
prefabbricazione in stabilimento)
• Si adottano armature ispezionabili o dotate di un sistema
di monitoraggio
•Si dimostra la ridondanza delle armature (si ipotizza il
collasso di alcune di esse)
•Si verifica che l’eventuale collasso della struttura per extra
carichi o per perdita di efficacia della pre-sollecitazione
avvenga in campo duttile (fessure premonitrici)
Strutture isostatiche

Pre-compressione
in strutture
isostatiche

Sia applica il principio


dei carichi equivalenti

Gli effetti del momento di


precompressione sono pari a
alla forza di precompressione
per l’eccentricità in qualunque
sezione

Le reazioni vincolari
non sono modificate
dalle azioni di
presollecitazione
Strutture iperstatiche
Calcolo della Post-compressione nelle strutture
Iperstatiche (tracciato, perdite di carico, effetti
Iperstatici EC2 5.10.5, 5.30.7)
E’ necessario calcolare i carichi equivalenti di
precompressione e risolvere la struttura
Strutture iperstatiche
Strutture iperstatiche
Strutture iperstatiche
Strutture iperstatiche
Strutture iperstatiche
Strutture iperstatiche
Strutture iperstatiche
Strutture iperstatiche
EFFETTI LOCALI
Prova di efficienza statica dell’ancoraggio

• Durante la prova si misurano il rientro dei cunei e le tensioni nella testa di


ancoraggio
Prova di efficienza statica dell’ancoraggio

La strumentazione di una testa da 55T15


Prova di efficienza statica dell’ancoraggio

Dettaglio della testa da 55T15 strumentata


Prova di efficienza statica dell’ancoraggio

La testa da 55T15 al raggiungimento del carico di rottura dei trefoli


Prova di efficienza dinamica del blocco di ancoraggio

• Il complesso ancoraggio – blocco di calcestruzzo, completo di


tutte le armature di frettaggio previste, viene sottoposto ad
almeno 10 cicli di carico e scarico fra il 12% e l’80% del
carico di rottura teorica del cavo.
• La prova si intende superata se il quadro fessurativo si
stabilizza
Prova di efficienza dinamica del blocco di ancoraggio

Dettaglio del complesso ancoraggio – blocco di cls. - armature


Prova di efficienza dinamica del blocco di ancoraggio

Schema di esecuzione della prova


Prova di efficienza dinamica del blocco di ancoraggio
Prova di efficienza dinamica del blocco di ancoraggio

Prove di carico a rottura sul blocco di testata


Prove dinamiche a fatica sul cavo completo
• Si sottopone il cavo completo a 2 milioni di cicli di carico dinamico variabile
fra il 65% del carico di rottura teorico del cavo ed il carico precedente
diminuito del valore corrispondente ad una tensione di 80 MPa
• La prova si intende superata se al termine dei 2 milioni di ciclinon si sono rotti
più del 5% dei fili costituenti i trefoli
Prove dinamiche a fatica sul cavo completo

La strumentazione di un cavo durante la prova nei laboratori ALGA


Prove dinamiche a fatica sul cavo completo

Dettaglio degli attuatori


Tipologie dei ponti precompressi

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