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MAGNETISMO

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MAGNETISMO

Le interazioni fra cariche elettriche si descrivono in termini di campo elettrico. Se una carica
elettrica è in movimento essa genererà anche un campo magnetico. Un campo magnetico è
associato, oltre che a cariche elettriche in movimento, anche a qualsiasi materiale magnetico.
Il campo magnetico è un campo vettoriale e virgola come tale, è necessario definire il suo modulo,
la sua direzione e il suo verso.
 La direzione orientata di un campo magnetico in ogni punto è definita come la direzione e il
verso in cui punta il Polo Nord di un ago magnetico in quel punto.
 Data una sbarretta magnetica, è possibile tracciare le linee di campo magnetico servendosi di
una bussola.
 Una linea di campo è definita in maniera del tutto analoga al caso del campo elettrico. Le
linee di campo magnetico e quindi l'andamento del campo magnetico possono essere
visualizzate utilizzando della limatura di ferro.
L'esistenza di un campo magnetico in un certo punto dello spazio può essere determinata andando a
misurare la forza che si esercita su una data particella di prova posta in quel punto.
 La forza magnetica è proporzionale alla carica e al modulo della velocità della particella;
 se la particella si muove parallelamente alla direzione del campo magnetico la forza
risultante è nulla;
 se il vettore velocità forma un angolo con il campo magnetico, la forza risultante agisce in
direzione perpendicolare sia alla velocità che al campo magnetico, quindi, la forza
magnetica risultante è perpendicolare al piano che contiene la velocità e il campo
magnetico;
 la forza magnetica gente su una carica positiva ha verso opposto a quella gente su una carica
negativa che si muove nello stesso verso;
 se il vettore ha velocità forma un angolo con il campo magnetico, il modulo della forza
magnetica è proporzionale al seno dell'angolo.
F B=qv × B

F
Si definisce intensità del campo magnetico: B =
|q|vsinθ
N ×s
L'unità di misura nel sistema internazionale del campo magnetico è il Tesla: 1T = 1
C ×m

FORZA MAGNETICA
Il modulo della forza magnetica vale:
F B=|q| vB sinθ

 è nulla se la velocita e il campo magnetico sono paralleli (q=0; θ=180° )


 è massima se la velocità e il campo magnetico sono perpendicolari e vale:
F B=qvB
Ci sono delle differenze tra le forze elettriche e magnetiche che agiscono su particelle cariche:
 la forza elettrica è sempre parallela o antiparallela alla direzione del campo elettrico, mentre
la forza magnetica è perpendicolare al campo magnetico;
 la forza elettrica agisce su una particella carica indipendentemente dal fatto che essa sia in
quiete o in movimento, mentre la forza magnetica agisce su una particella carica solo se essa
è in movimento;
 la forza elettrica compie il lavoro spostando una particella carica, mentre la forza magnetica
associata a un campo magnetico uniforme non compie lavoro spostando una particella.
Infatti, la forza magnetica, essendo sempre perpendicolare alla velocità della particella, e anche
perpendicolare allo spostamento.
La forza magnetica gente su una particella carica in movimento in un campo magnetico è sempre
perpendicolare alla velocità della particella, il lavoro eseguito dalla forza magnetica sulla particella
è nullo. La particella si muoverà di moto circolare uniforme nel piano perpendicolare al campo
magnetico. Infatti, la forza magnetica è perpendicolare sia al campo magnetico che alla velocità ha
modulo costante pari a qvB.
Per il secondo principio della dinamica:
2 2
v  qvB = m v  r = mv
F B=ma=
r r qB

Il raggio della traiettoria è direttamente proporzionale la quantità di moto della particella è


inversamente proporzionale alla carica e al campo magnetico.
v qB
 La velocità angolare della particella è data da: ϖ = =
r m
2 πr 2 πr 2 πm
 Il periodo è invece dato da: T = = =
v ϖ qB
1 ϖ qB
 Mentre la frequenza è pari a: f = = =
T 2 π 2 πm
In definitiva, la velocità angolare della particella è il periodo del modo circolare non dipendono né
dalla velocità della particella né dal raggio dell'orbita descritta in un campo magnetico di forme.
Tutte le particelle aventi un medesimo rapporto carica/massa si muovono con la stessa frequenza.
Nel caso generale in cui la particella possegga anche una componente della velocità nella direzione
del campo magnetico, il suo moto risulterà dalla composizione di un moto circolare uniforme
intorno al campo magnetico e di un modo rettilineo uniforme lungo il campo magnetico. La
traiettoria risultante sarà pertanto un'elica circolare.

FORZA DI LORENTZ
Una carica che si muove con velocita in presenza sia di un campo elettrico che di un campo
magnetico risulta soggetta a tanto alla forza elettrica che la forza magnetica. La forza risultante sarà:
F = qE+qv x B

SELETTORE DI VELOCITA’
In molti esperimenti è utile ottenere i particelle cariche che si muovono tutte con la stessa velocità.
Questa selezione può essere ottenuta utilizzando particolari combinazioni di campo elettrico e
magnetico.
 Un campo elettrico uniforme diretto verticalmente verso il basso;
 un campo magnetico uniforme ortogonale al campo elettrico ed entrante nel piano della
figura.
Scegliendo i moduli dei due campi di modo che si abbia qE = qvB la particella sarà in equilibrio e si
E
muoverà quindi orizzontalmente. La velocità sarà: v = Solo le particelle che hanno questa velocita
B
proseguiranno senza essere deflesse.

SPETTRO DI MASSA
Lo spettro di massa è un dispositivo che separa gli ioni secondo il loro rapporto massa/carica. Un
fascio di ioni prima di tutto passa attraverso un selettore di velocità per poi entrare in una regione di
spazio sede solo di un campo magnetico di forme che ha la stessa direzione di quello del selettore.
Entrando nel secondo campo magnetico, gli ioni si muoveranno lungo una semicirconferenza di
raggio prima di urtare un rilevatore. Se gli ioni sono carichi positivamente, essi saranno dei deflessi
verso l'alto. Il rapporto massa/carica può essere determinato, misurando il raggio di curvatura e
l'intensità dei campi.

ONDE ELETTROMAGNETICHE
Nel caso di correnti elettriche che cambiano nel tempo si genera un campo magnetico è un campo
elettrico variabile nel tempo; Non si possono mantenere separati i fenomeni elettrici da quelli
magnetici. In generale un campo elettrico variabile, generato per esempio da una carica elettrica in
movimento, nel tempo produce un campo magnetico variabile che a sua volta induce a un campo
elettrico. Il moto di cariche elettriche determina una perturbazione nello spazio circostante che si
propaga con velocità finita. Tale perturbazione è associata al vettore intensità del campo elettrico al
vettore intensità del campo magnetico. I due vettori, campo elettrico e campo magnetico, variano di
intensità periodicamente nel tempo, mantenendosi normali fra di loro e normali alla direzione di
propagazione della perturbazione.
ν=λf
Il campo elettromagnetico che si propaga nello spazio come un'onda trasversale rappresenta l'onda
elettromagnetica. Quando le onde elettromagnetiche interagiscono con la materia si comportano
come se fossero composte di particelle: fotoni.
−34
E=hf →h=costante di Planck =6.6∗10 J∗s ENERGIA
hf
mv = QUANTITA’ DI MOTO
c

ONDE MECCANICHE
Le onde meccaniche sono onde la cui perturbazione si propaga attraverso un mezzo. Esse
richiedono:
 una sorgente di perturbazione
 un mezzo che possa essere perturbato
 la possibilità che le particelle del mezzo possano influenzarsi.
Alla propagazione della perturbazione nel mezzo non è associato uno spostamento di materia ma un
trasferimento di energia. Esistono due tipi di onde:
 Trasversali le particelle del mezzo si muovono in direzione perpendicolare alla
direzione di propagazione dell’onda.
 Longitudinali le particelle del mezzo perturbato si muovono in direzione parallela alla
direzione di propagazione dell’onda.
In generale:
γ ( χ ,t )=f ( χ ± vt )
Questa funzione è chiamata funzione d’onda e rappresenta la coordinata y di un qualsiasi punto P a
un qualunque istante t. Per t fissato, si ha una fotografia dell’onda, o semplicemente y in funzione di
x che fornisce la forma dell’onda in quell’istante.
L’ONDA SINUSOIDALE
Ogni particella della corda è un oscillatore armonico nella direzione y. In un onda si viene a
formare:
 CRESTA punto di massimo spostamento positivo della corda
 AVVALLAMENTO punto più basso della corda
 LUNGHEZZA D’ONDA distanza minima fra due creste
 PERIODO tempo minimo perché una particella del mezzo compia un’oscillazione
completa
 FREQUENZA inverso del periodo.
L’onda non interagisce con altre onde o particelle.

 t = 0 γ = Asin ( χ)
λ
 t > 0 γ = Asin (

λ )
( x−vt )

 γ = Asin ( )( x − t )  γ = Asin 2 π ( − ) tale funzione mostra che y è


λ 2π λ x t
dove: v =
T λ T λ T
periodico sia spazialmente sia temporalmente.
Cosa succede quando l’onda che si propaga trova un cambiamento nel mezzo?
L’impulso viene parzialmente riflesso e parzialmente trasmesso: l’energia passa oltre il
cambiamento del mezzo.
Consideriamo una corda attaccata da un’estremità ad un supporto, quando l’impulso raggiunge il
supporto viene riflesso, cioè, torna indietro lungo la corda (l’impulso riflesso è invertito). Questo
accade perché, quando l’impulso raggiunge l’estremità fissa della corda, essa genera una forza
verso l’alto sul supporto che, per la terza legge di Newton, deve esercitare una forza uguale e
contraria, verso il basso, sulla corda. Ci sono anche casi in cui una parte dell’energia dell’impulso
viene riflessa e una parte viene trasmessa.

ONDE ACUSTICHE
Le onde acustiche sono onde longitudinali. Se la membrana oscilla avanti e indietro con un moto
armonico, la distanza fra due rarefazioni o compressioni è proprio λ . Lo spostamento di ogni
singolo elemento dalla sua posizione di equilibrio è: s ( x , t )=smax cos ( kx−ωt ).
L'orecchio umano distingue suoni tra i 20 Hz e i 1500-20.000 Hz, le frequenze inferiori sono
percepibili con il resto del corpo e sono dette infrasuoni, mentre quelle superiori sono dette
ultrasuoni. L'apparato uditivo ci permette di isolare solo quelle parti del rumore circostante che ci
interessano.
Qualunque suono semplice, come quello di una nota, è descritto da tre caratteristiche percettive:
 intensità (volume)  ampiezza
 altezza (tono) frequenza
 timbro (qualità) spettro
Il rumore è un suono complesso, risultato della sovrapposizione casuale di frequenze differenti,
non descrivibile con quegli stessi parametri.
L'intensità del suono è legata all'ampiezza dell'onda sonora, cioè al massimo spostamento delle
molecole d'aria dalla loro posizione di equilibrio; maggiore è l'ampiezza, maggiore è l'energia
trasferita al timpano e quindi l'intensità con cui è percepito il suono. L'intensità di un'onda sonora è
definita come l'energia che viene trasmessa dall'onda nell'intensità di tempo attraverso una sezione
di area unitaria normale alla direzione di propagazione:
E P
I= =
t×A A
All'aumentare della distanza dalla sorgente le aree investite dalla potenza emesse aumentano.
L'intensità diminuisce proporzionalmente al quadrato del raggio. L'intensità si misura in decibel:
I
B=10 log .
I0

ECOGRAFIA
L'ecografia è un sistema di indagine diagnostica medica che utilizza ultrasuoni e si basa sulla
riflessione e trasmissione delle onde ultrasonore. Definito dall’impedenza acustica:
2
I ( Z −Z )
Z= p× v s  riflessa = 1 2
I totale Z1 + Z 2

L’impedenza determina come saranno gli echi dell’impulso inviato dalla sonda.

EFFETTO DOPPLER
L'effetto doppler si verifica ogni qualvolta c'è un modo relativo tra sorgente sonora e osservatore.
 L'osservatore e la sorgente si allontanano: l'osservatore sente una frequenza più bassa della
frequenza effettiva della sorgente.
 L'osservatore e la sorgente si avvicinano: l'osservatore sente una frequenza più alta della
frequenza effettiva della sorgente.
v
1 caso: Sorgente ferma, osservatore fermo  f =
λ
2 caso: sorgente ferma, osservatore in movimento con v o  velocità rispetto all’osservatore:
' ' v ' v+ v 0
v =v + v 0. Frequenza udita dall’osservatore: f = =
λ λ
=f
v +v 0
v
. ( )
La frequenza percepita dall’osservatore è quindi uguale a quella della sorgente moltiplicata per il
fattore in parentesi.
3 caso: sorgente in movimento, osservatore fermo  la lunghezza d’onda misurata dall’osservatore
è più corta di quella della sorgente. Durante ciascuna vibrazione che dura per un periodo , la
sorgente si muove di una distanza v s T =v s / f quindi la lunghezza d’onda diminuisce della stessa
quantità.

'
λ =λ−v s T  λ ' =λ−
vs
f
' v
 f = ' =f
λ
v
v−v (
s
)
4 caso: sorgente e osservatore in movimento  relazione generale: f =
'
( )
v + v0
v−v s
f.

I segni per i valori che si sostituiscono a v 0 e v s dipendono dal verso della velocità. Un valore
positivo si usa per il moto dell'osservatore o della sorgente in avvicinamento l'uno verso l'altro è un
valore negativo in un moto di allontanamento l'uno dall'altro.
EFFETTO DOPPLER IN MEDICINA
Gli ultrasuoni vengono inviati sul vaso con f s; i globuli rossi, che viaggiano a una data velocità,
riflettono un’onda a una frequenza f, che differisce da f s in base alla loro velocità v g. Dalla
differenza si ricava la velocità del sangue. La frequenza dell’ultrasuono incidente f i sui globuli rossi

(
v
)
in allontanamento è data dalla relazione f i=f s 1− g ; la frequenza sarà minore perché i globuli
v
rossi si stanno allontanando.
I globuli rossi riflettono il suono agendo da sorgente in moto di allontanamento che emette una
frequenza f r per cui la sonda rivela la frequenza dell’ultrasuono riflesso:

f r=f i
v
v+ v g (
=f s 1−
vg
v )( v +vv )=f ( v +vv−v+ v −v )=f (1− v+2 vv ) la frequenza sarà ancora
g
s
g g

g
g
s
g

diminuita rispetto a f i.
La velocità del sangue può essere ricavata dallo spostamento di frequenza:

Δ f =f s −f r=f s−f r 1−
( 2 vg
v + vg ) ( )
=f s
2 vg
v +v g

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