Storia C3 L’età medioevale 54
7. LA NASCITA DI UN NUOVO IMPERO CRISTIANO
7.1. La nascita del regno dei Franchi
La popolazione dei Franchi che aveva una origine indoeuropea, nel III
millennio a. C. si stanziò nell’Europa centrale e dopo che i Celti furono
assorbiti dai romani, iniziarono a penetrare lungo le rive del fiume
Reno.
I Franchi del nord erano chiamati Salii e furono loro a scrivere la storia
della Francia. Fu Clodione il primo re che portò le sue tribù in Gallia, a
lui succedette Meroveo che strinse un’alleanza con i romani e diede
origine alla dinastia dei merovingi. Il nipote Clodoveo, che aveva
portato il suo popolo alla conversione massiccia, unificò la Gallia e
quando morì, nel 511, il suo regno fu diviso tra i suoi quattro figli.
Battesimo di Clodoveo, Maestro Saint Gilles (1500 circa), National
Gallery di Washington
Per molti anni il potere effettivo lo ebbero i maggiordomi (che
significa “il più importante della corte”, dal latino maior domus).
Questo periodo fu chiamato dei “re fannulloni”, perché privi di potere.
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Iniziò a nascere il sistema feudale perché il sovrano per garantirsi la
fedeltà dei nobili elargiva dei benefici, cioè dei possedimenti della
corona, che in origine ebbero un carattere transitorio ed in seguito
ereditario. Il nobile acquisiva anche dei particolari privilegi per i quali
deteneva un potere, nei suoi territori, simile a quello del re.
Nasceva il feudo, cioè un possesso derivante dal beneficio concesso dal
re.
Pipino di Hèristal, nel 687, unificò finalmente il Regno di Francia e
suo nipote Carlo Martello (cioè piccolo Marte, che presso i romani era
il dio della guerra) si mise in luce per la vittoria ottenuta a Poitiers
contro gli Arabi. Fu proprio questo sovrano a formare una cavalleria
costituita da nobili a cui il sovrano aveva elargito dei benefici.
Carlo alla battaglia di Poitiers. Olio di Charles de Steuben, dipinto tra
il 1834 e il 1837.
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Pipino il Breve (vedi ritratto), figlio di
Carlo Martello, si alleò con il papa che
in quel periodo era sotto l’attacco dei
bizantini e dei longobardi. Nel 751 il
pontefice proclamò re Pipino ungendolo
con l’olio santo e attribuendo un
carattere di sacralità al potere dei
Franchi.
In cambio Pipino accettò di riconoscere
il documento relativo alla donazione di
Costantino in cui si affermava che al
papa, dall’imperatore stesso, era stata
ceduta la città di Roma in Italia e tutte le
terre dell’Occidente.
Proprio in virtù di tale riconoscimento Pipino scese in Italia e dopo aver
assediato Pavia sconfisse i Longobardi e obbligò il loro re a restituire le
terre al papa. Con lui si originò la dinastia dei Pipinidi che con Carlo
Magno fu chiamata carolingia.
7.2. Carlo Magno ed il Sacro Romano Impero
Il territorio dominato da Carlo Magno, chiamato Sacro Romano
Impero, si estendeva sulle aree che oggi corrispondono alla Francia,
alla Svizzera, all’Austria e all’Italia settentrionale.
Il carattere religioso dell’impero fu evidente fin dall’inizio della sua
costituzione dal momento che Carlo Magno cercò di convertire le
popolazioni che sottometteva, anche quando ciò comportava una ferocia
inaudita come nel caso dei Sassoni, per i quali venne prevista la pena di
morte in caso di rifiuto del battesimo.
L’imperatore era considerato il difensore della cristianità e il rapporto
tra il potere spirituale e quello temporale fu evidente nella cerimonia,
che si svolse a Roma a san Pietro nella notte di Natale dell’800.
Il papa Leone III depose sul capo di Carlo Magno una corona d’oro.
rendendo evidente una subalternità di rapporto tra i due poteri universali
quello del papato e quello dell’impero, che si sarebbe protratta nei
secoli successivi.