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letteratura

Paolo e Francesca (Inferno, canto V)


Dante Alighieri
Il Trecento

Ci troviamo nel secondo cerchio dell’Inferno, dove sono puniti i lus-


suriosi, ovvero quelle persone che in vita hanno ceduto alla passio-
ne. Secondo la legge del contrappasso, i dannati vengono sospinti
incessantemente da una bufera di vento, proprio come in vita si la-
sciarono travolgere dalla passione amorosa. Il poeta è colpito da due
spiriti che, a differenza degli altri, vagano abbracciati: sono Paolo
Malatesta e Francesca da Rimini, due giovani morti per amore. La
loro tragica storia era realmente accaduta ai tempi di Dante: Fran-
cesca, figlia di Guido da Polenta, signore di Ravenna, aveva dovuto
sposare per motivi politici Gianciotto Malatesta, signore di Rimini,
uomo brutto e deforme. In seguito Francesca si innamora del fra-
tello di lui, Paolo, uomo bello e di animo gentile, ma il marito li
sorprende insieme e li uccide entrambi.

I’ cominciai: «Poeta, volentieri


parlerei a quei due che ’nsieme vanno,
75 e paion sí al vento esser leggieri».

Ed elli a me: «Vedrai quando saranno


1. li priega: pregali. piú presso a noi; e tu allor li priega1
2. i mena: li conduce. 78 per quello amor che i mena2, ed ei verranno».

Sí tosto come il vento a noi li piega,


mossi la voce: «O anime affannate,
3. s’altri nol niega: se 81 venite a noi parlar, s’altri nol niega!3»
nessun altro lo impedisce,
cioè se Dio lo permette.
Quali colombe, dal disio chiamate,
con l’ali alzate e ferme al dolce nido
4. per l’aere: attraverso 84 vegnon per l’aere4 dal voler portate;
l’aria.
5. Dido: Didone, la mitica cotali uscir della schiera ov’è Dido5,
fondatrice di Cartagine,
che Dante colloca in
a noi venendo per l’aere maligno,
questo stesso cerchio. 87 sí forte fu l’affettuoso grido.

6. animal: essere «O animal6 grazioso e benigno


animato, uomo.
che visitando vai per l’aere perso
7. tignemmo: 90 noi che tignemmo7 il mondo di sanguigno8,
tingemmo.
8. sanguigno: sangue.
se fosse amico il re de l’universo9,
9. il re de l’universo:
Dio.
noi pregheremmo lui de la tua pace,
93 poi c’hai pietà del nostro mal perverso.
il T recento

10. Siede… seguaci Di quel che udire e che parlar vi piace,


sui: la terra dove nacqui noi udiremo e parleremo a voi,
si trova sul mare, proprio
dove il Po scende per
96 mentre che ’l vento, come fa, si tace.
riunirsi con i suoi seguaci,
cioè gli affluenti: si tratta Siede la terra dove nata fui
di Ravenna. su la marina dove ’l Po discende
11. Amor… persona:
l’amore, che veloce si
99 per aver pace co’ seguaci sui10.
trasmette a un cuore
gentile, colpì Paolo Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
(costui) con il mio prese costui della bella persona11
bell’aspetto.
12. Amor… sí forte:
102 che mi fu tolta; e’ l modo ancor m’offende.
l’amore, che a nessun
amato risparmia di amare, Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi fece innamorare così mi prese del costui piacer sí forte12,
tanto di lui.
105 che, come vedi, ancor non m’abbandona.
13. una: medesima,
simultanea.
14. Caina… spense: Amor condusse noi ad una13 morte:
la Caina è il luogo più Caina attende chi a vita ci spense14».
profondo dell’Inferno dove 108 Queste parole da lor ci fuor porte.
si trovano i traditori dei
parenti e qui verrà accolta
l’anima di Gianciotto Quand’io intesi quell’anime offense,
Malatesta, il fratello di china’ il viso e tanto il tenni basso,
Paolo, che li uccise. 111 fin che ’l poeta mi disse: «Che pense?»
letteratura

15. Oh lasso: Ahimé; è Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso15,


un’esclamazione di pietà. quanti dolci pensier, quanto disio
16. a che… disiri?:
come avvenne che 114 menò costoro al doloroso passo!»
Il Trecento

l’amore vi svelò i desideri


ancora nascosti? Dante Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
vuole sapere come Paolo e cominciai: «Francesca, i tuoi martiri
e Francesca si siano
innamorati. 117 a lagrimar mi fanno tristo e pio.
17. tuo dottore: si
riferisce a Virgilio che può Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,
capire Francesca in quanto a che e come concedette Amore
nell’Eneide egli narrò la
vicenda di Didone che, 120 che conosceste i dubbiosi disiri?16»
abbandonata da Enea, si
uccise per amore. E quella a me: «Nessun maggior dolore
18. affetto: desiderio. che ricordarsi del tempo felice
19. Lancialotto:
Lancillotto, cavaliere di re 123 ne la miseria; e ciò sa ’l tuo dottore17.
Artù, era innamorato di
Ginevra, moglie del re. Ma s’a conoscer la prima radice
20. fiate: volte. del nostro amor tu hai cotanto affetto18,
21. li occhi ci sospinse:
ci spinse a sguardi
126 dirò come colui che piange e dice.
amorosi.
22. disiato riso: bocca Noi leggiavamo un giorno per diletto
desiderata. di Lancialotto19 come amor lo strinse:
23. questi: Paolo.
24. fia: sarà.
129 soli eravamo e sanza alcun sospetto.
25. Galeotto: la parola
deriva dal personaggio (Sir Per piú fiate20 li occhi ci sospinse21
Galehaut) che favorisce quella lettura, e scolorocci il viso;
l’amore fra Lancillotto e
Ginevra e di cui si parla
132 ma solo un punto fu quel che ci vinse.
nel libro letto da Paolo e
Francesca. Il termine ha Quando leggemmo il disiato riso22
assunto il significato di esser baciato da cotanto amante,
«compromettente» e viene
qui associato al libro, che
135 questi23, che mai da me non fia24 diviso,
fu l’elemento scatenante
dell’amore tra i due la bocca mi baciò tutto tremante.
giovani. Galeotto25 fu il libro e chi lo scrisse:
26. venni men: svenni.
138 quel giorno piú non vi leggemmo avante».

Mentre che l’uno spirto questo disse,


l’altro piangea, sí che di pietade
141 io venni men26 cosí com’io morisse;

e caddi come corpo morto cade.


da Dante Alighieri, La Divina Commedia, La Nuova Italia, Firenze 1985

52
il T recento

COMPRENDERE IL TESTO

1. Tra Dante e Virgilio, chi invita le anime di Paolo e Francesca ad avvicinarsi per parlare?

2. Q
 uale dei due amanti inizia il racconto della storia? In quale terzina si capisce l’iden-
tità di chi sta parlando?

3. A
 un certo punto del racconto, Virgilio si rivolge a Dante: per quale motivo? Che cosa
aveva notato?

4. P
 erché Paolo e Francesca si innamorano? Qual è l’elemento che fa esplodere in loro
questo sentimento?

5. Q
 uale reazione ha Dante alla fine del racconto di Francesca? A tuo avviso, perché ha
questa reazione?

6. L a visione dell’amore espressa da Francesca è quella stilnovistica. Sottolinea nel testo


i versi che esprimono questa concezione.

RICONOSCERE LA FORMA E USARE LE PAROLE

7. Sottolinea le similitudini presenti nel testo e spiegane il significato.

8. Fai la parafrasi dal verso 100 al verso 108.

9. Facendo
 attenzione al contesto, secondo te, che cosa significa il termine «scolorocci» ri-
ferito al viso?

10. Nella terzina 130-132 qual è il soggetto di «sospinse»?

11. S ostituisci le seguenti parole in volgare fiorentino con dei sinonimi di uso corrente.
a. «aere»: ..........................................................................................................................................................
b. «cotanto»: ...................................................................................................................................................
c. «diletto»: ......................................................................................................................................................
d. «disiato»: .....................................................................................................................................................

RIFLETTERE, RIELABORARE, APPROFONDIRE

12. D
 ante riporta in questo canto una vicenda realmente accaduta al suo tempo nel ca-
stello di Gradara, un borgo medievale situato tra Romagna e Marche. Riscrivi la triste
storia di Paolo e Francesca aggiungendovi elementi da te inventati per rendere la lo-
ro storia d’amore ancora più indimenticabile: puoi descrivere l’aspetto fisico dei due
giovani, raccontare la prima volta in cui si sono conosciuti, oppure come il loro amore
viene scoperto.

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