Introduzione
Sono sempre stata una sportiva, adoro le attività di fitness che impegnano corpo e mente. Mi sono sempre
sentita una ballerina in pectore; ho studiato un po' di danza jazz e mi piaceva moltissimo, ma non ho mai avuto
le doti fisiche e musicali per progredire in questo studio, e comunque avendo cominciato in età adulta era
impensabile arrivare a risultati accettabili.
Dopo anni di inattività fisica sentivo l'esigenza di riprendere a far muovere il mio corpo, ma al tempo stesso
impegnare anche la mente e volevo condividere tutto ciò con mio marito Angelo.
Abbiamo subito pensato al ballo di coppia, anche per avere l'occasione di socializzare e praticare al di fuori delle
ore di lezione. Abbiamo scartato il ballo liscio per la musica, che non amiamo, non sentivamo nelle nostre corde
nemmeno i caraibici, per esclusione abbiamo scelto il Tango Argentino e ce ne siamo innamorati.
La data fatidica è l'11 febbraio 2011, la nostra prima lezione di Tango Argentino.
Proseguendo nelle lezioni e nello studio mi rendevo conto che avevo bisogno di un supporto scritto e visivo che
mi aiutasse a ricordare e memorizzare gli insegnamenti dei miei maestri “Riccardo y Elena”.
Chiacchierando con i miei colleghi di corso ho appreso che questa esigenza non era solo mia e per questo
motivo ho deciso di dare vita a queste chiacchiere di tango che vogliono essere una sorta di bigino, un
vademecum per fissare i concetti principali del Tango Argentino e dissipare, per quanto possibile, i dubbi e le
incertezze comuni a molti aspiranti tangueri.
L'esposizione dei concetti è fatta in modo del tutto personale, così come altre considerazioni di carattere
emozionale, mentre le spiegazioni tecniche hanno il supporto e la supervisione dei miei maestri “Riccardo y
Elena”.
La mia visione del Tango Argentino
Del Tango Argentino vengono date numerose definizioni romantiche e suggestive, ne cito alcune:
«Il tango è un pensiero triste che si balla.»
(Enrique Santos Discépolo);
«Il tango non è maschio; è coppia: cinquanta per cento uomo e cinquanta donna, anche se il passo più
importante, l' “otto”, che è come il cuore del tango, lo fa la donna. Nessuna danza popolare raggiunge lo stesso
livello di comunicazione tra i corpi: emozione, energia, respirazione, abbraccio, palpitazione. Un circolo virtuoso
che consente poi l'improvvisazione.»
(Miguel Angel Zotto);
«Come la lucertola è il riassunto di un coccodrillo, così il tango è il riassunto di una vita.»
(Paolo Conte).
Il Tango Argentino non è un semplice ballo di coppia è danza.
Ho formulato questo pensiero alla mia prima lezione di Tango Argentino quando il mio maestro, Riccardo, mi ha
detto che nel tango non si devono ballare tutte le battute, ma si possono fare delle pause, dimezzare o
raddoppiare il tempo, l'importante è non perderlo; è stata una folgorazione e dentro di me ho pensato:
«...allora si interpreta secondo il proprio sentimento...quindi è danza!».
Da allora l'ho sempre pensato, vissuto e studiato in quest'ottica, grazie anche al metodo di insegnamento dei
miei maestri, cercando di prestare attenzione a quelli che ritengo i fondamentali del Tango Argentino:
la tecnica, se non si acquisisce una base solida tutto diventa più difficile e ad un certo punto ci si arena;
le linee che si formano con le gambe e la posizione del corpo per dare eleganza al movimento;
i pesi e l'energia, fondamentali per l'esecuzione di ogni passo;
la qualità del movimento con le pause, gli accenti da dare e la ritmica da seguire per interpretare la musica.
Così, seguendo questo pensiero ispiratore, sto costruendo il mio percorso di apprendimento.
La coppia
Per omaggiare monsieur de La Palisse ribadisco il concetto che il tango è un ballo di coppia, ma completamente
diverso da tutti gli altri.
Negli altri balli la dama e il cavaliere si muovono in sincrono seguendo il tempo, eseguono gli stessi passi e la
donna viene guidata automaticamente dalle gambe dell'uomo; nel Tango Argentino i ballerini eseguono
contemporaneamente passi diversi, pertanto la guida dell'uomo deriva dal torace e la donna deve aspettare i
comandi dell'uomo per eseguire ogni passo ed è sempre l'uomo che, seguendo la musica, detta la ritmica.
Fondamentale per riuscire a ballare il Tango Argentino è trovare un buon accordo di coppia, scoprire il giusto
abbraccio in cui dama e cavaliere si sentano a proprio agio per creare quella connessione e quel dialogo tra i
corpi indispensabili per eseguire ogni passo e figura.
L'abbraccio - El abrazo
Come diceva Carlos Gavito: «L'abbraccio implica e racchiude in sé realmente tutto il tango. Il tango è un
abbraccio, è un modo di cammiare abbracciato ad una persona, avendo cura di camminare sempre allo stesso
tempo. Potersi comprendere e conversare in questa camminata è l'intesa di due persone che si muovono
insieme.»
L'abbraccio deve formare una sorta di cerchio entro il quale i ballerini devono potersi muovere restando in
contatto, ma senza invadere l'uno lo spazio dell'altra, questo consente di restare in equilibrio, ognuno sul
proprio asse, permettendo all'uomo di guidare e alla donna di compiere i passi che l'uomo le comanda.
I ballerini sono l'uno di fronte all'altra, l'uomo cinge con il braccio destro la donna nello spazio tra il punto vita e
le scapole, non la deve chiudere verso di sé, ma lasciare un angolo di apertura di circa 20 gradi, la donna cinge
l'uomo appoggiando il braccio sinistro sul destro dell'uomo, e arrivando con la mano quasi al centro della
schiena;
l'uomo e la donna sono in contatto solo con la parte alta del busto; il lato sinistro della donna tocca il lato destro
dell'uomo;
la mano sinistra dell'uomo stringe la mano destra della donna, le rispettive braccia sono piegate e con il gomito
verso il basso, le mani, palmo contro palmo, sono più o meno all'altezza delle spalle dell'uomo.
Per impedire che i ballerini invadano l'uno lo spazio dell'altra il bicipite destro dell'uomo e il bicipite sinistro della
donna sono in tensione, in modo da esercitare una leggera forza; la parte alta del braccio dell'uomo, inoltre,
funzionerà da contenimento per non perdere la frontalità con la dama.
Sempre per poter restare ognuno nel proprio spazio il braccio sinistro dell'uomo e il braccio destro della donna
devono essere morbidi, ma non mosci, si deve sentire una leggera contrapposizione, non una spinta.
È stato appena descritto un abbraccio stretto, cerrado; i principianti potrebbero trovare più comodo avere un
abbraccio un po' più aperto, per questo motivo l'uomo non cingerà completamente il busto della donna e la
donna terrà la mano sinistra sul bicipite dell'uomo.
Un'ultima osservazione: l'abbraccio non è qualcosa di statico, ma deve essere elastico in modo tale da riuscire
ad allontanare e riavvicinare i ballerini a seconda dei passi e delle figure da eseguire, senza perdere la
connessione di coppia.
Il ruolo dell'uomo:
la guida - la marcación
Nel tango il ruolo dell'uomo è decisamente oneroso e difficile, ma è il prezzo del comando.
È l'uomo che decide i passi da eseguire e l'interpretazione della musica, ma soprattutto deve guidare la donna,
la quale, se interpreta bene il proprio ruolo, deve sempre e comunque aspettare i comandi dell'uomo per
eseguire qualsiasi passo.
L'uomo per guidare la donna deve usare una serie di segnali, marcas, che indicheranno alla donna i passi da
eseguire, dove spostare il peso e le pause.
La guida parte dal petto e consiste principalmente in rotazioni del busto effettuate sul proprio asse prestando
molta attenzione al peso sulla gamba d'appoggio e all'equilibrio per non perdere stabilità; si deve sempre
muovere prima il busto, per indicare la direzione del movimento, poi le gambe e i piedi.
I movimenti devono essere lievi, chiari e decisi.
È evidente che l'uomo mentre balla ha moltissime cose a cui pensare perciò deve prestare attenzione a non
incorrere in un errore fatale, dimenticarsi della ballerina.
Avere la consapevolezza della posizione della donna, in particolare su quale gamba ha il peso è fondamentale
per stabilire quale segnale darle e, nel caso non abbia capito, correggere l'errore.
Il ruolo della donna:
l'attenzione e l'equilibrio
Si potrebbe erroneamente pensare che, poiché nel tango è l'uomo che ha il maggior carico di lavoro il ruolo
della donna sia quasi passivo e che comunque abbia da pensare solamente a se stessa e ai passi che le
comanda l'uomo.
Non è affatto così, se per l'uomo è fondamentale saper guidare, per la donna è indispensabile saper ascoltare
attentamente per eseguire ciò che l'uomo le indica.
Prima di tutto la donna deve essere ben in equilibrio sul proprio asse, il peso è sempre su un unico piede e non
deve pesare addosso all'uomo, che deve essere libero di effettuare le rotazioni necessarie per guidarla.
Per poter capire in tempo e chiaramente i comandi dell'uomo la dama deve essere molto attenta, liberare la
mente, evitare di cercare di intuire ciò che l'uomo vuole fare, ma attendere il comando e soprattutto non
anticipare mai il movimento.
Per riassumere potremmo dire che la donna deve avere piena consapevolezza e padronanza di sé per poter
prestare tutta l'attenzione necessaria all'uomo.
Tao e Tango:
l'accordo di coppia
Il tango è passione e sentimento e questi due elementi generano spesso forti conflitti.
Quando si comincia ad imparare il tango ciascun elemento della coppia ha le sue difficoltà e viene quasi istintivo
dare la colpa al partner se non si riesce ad eseguire quello che viene insegnato.
Per evitare liti furibonde, di cui io per prima sono stata protagonista, o tensioni che alla lunga diventano
insanabili, prendo in prestito la saggezza cinese.
Il simbolo del Tao i cui elementi sono lo Yin (l'oscuro, il femmineo) e lo Yang (il chiaro, il mascolino) a mio avviso
si sposa perfettamente con il Tango Argentino.
Gli elementi hanno la stessa importanza, ma funzioni e natura diverse, sono l'uno il contrapposto dell'altro, non
il contrario e si completano a vicenda.
Quindi, quando state per sbottare, visualizzate il simbolo del Tao, pensate che senza il vostro partner non
potreste ballare, fate un respiro profondo, chiamate i vostri maestri, fatevi correggere e riprendete a ballare.
La tecnica
Per poter ballare il Tango Argentino è indispensabile apprendere la tecnica che ne sta alla base : la postura,
l'equilibrio, i pesi, le linee e l'energia.
Dopotutto il Tango è tutto qua: una camminata in cui il corpo assume una postura adatta a portare il peso prima
su una gamba e poi sull'altra senza oscillare, mantenendo l'equilibrio, formando continuamente delle linee con
l'asse che porta il peso e la gamba che si muove, dando al movimento continuità, eleganza, ritmo ed energia.
Dopo aver appreso questi elementi fondamentali, prima di cominciare a ballare o a studiare nuovi passi e figure,
verificate sempre di avere la postura corretta e l'equilibrio, controllate sempre l'asse su cui è il vostro peso e
quello del partner in modo da poter procedere, visualizzate le linee che dovete formare quando muovete le
gambe, infine cercate di sentire l'energia da dare ai movimenti e da dove deve scaturire.
Quando riuscirete a fare vostri questi elementi senza doverci pensare e sentirete che il vostro corpo assume la
posizione corretta senza sforzo allora vi sentirete più liberi e sicuri, potrete ascoltare la musica riuscendo ad
interpretarla e arrivare finalmente all'improvvisazione che è ciò che caratterizza questo ballo meraviglioso.
La postura
Molti milongueros dicono: «È meglio sacrificare il passo che la postura», io aggiungo, avendolo sperimentato
sulla mia pelle: se non si ha una buona postura diventa estremamente difficile eseguire bene qualsiasi passo».
Il corpo deve essere dritto, per formare un'unica linea, idealmente è come se un filo, che parte dal centro della
testa vi tendesse verso l'alto;
la testa è dritta, in linea con la spina dorsale;
le spalle sono rilassate e bisogna tenerle basse, si deve sentire il collo libero e non
si deve incassare la testa, protrarla in avanti o piegarla in basso per guardare i piedi;
Il busto è allungato verso l'alto e va sostenuto con una leggera contrazione degli addominali alti, la sensazione
che bisogna avere è quella di un alleggerimento del peso del corpo, il centro del peso non sarà più al punto vita
e nella fascia lombare, ma più in alto per consentire una maggior agilità e leggerezza alle gambe;
il bacino deve essere in posizione neutra, i glutei leggermente contratti per dare maggior equilibrio e stabilità al
corpo;
le gambe devono essere pronte al movimento, i quadricipiti sono leggermente contratti e le ginocchia devono
essere morbide, ma non piegate;
I piedi dell'uomo sono dritti, quelli della donna hanno i talloni uniti e le punte leggermente aperte come le
lancette dell'orologio quando indica le 10 e 10;
infine bisogna spostare il peso del corpo sugli avampiedi in modo che i talloni siano liberi dal peso, per
verificarlo si deve riuscire a sollevarli senza sforzo.
Per le donne c'è una difficoltà maggiore perché, avendo i tacchi alti il punto d'appoggio è il metatarso, per
mantenere l'equilibrio e non cadere in avanti bisogna tenere ben salda la caviglia, dosare molto bene lo
spostamento del peso in avanti e spingere solo sulla parte interna del metatarso e sull'alluce, la parte esterna
del piede sarà leggermente sollevata, i talloni saranno scarichi dal peso.
Se si prova con le scarpe basse i talloni della donna saranno comunque sollevati da terra.
La difficoltà nel mantenere la postura è che il corpo è in una posizione innaturale, un po' come nella danza,
anche se si è fermi molti muscoli stanno lavorando, bisogna riuscire a tenere il corpo in tensione, pronto al
movimento, senza rigidezza.
Un'altra cosa molto importante nella postura è la dissociazione, che permette la torsione del busto e del bacino,
in pratica pur restando sullo stesso asse verticale il busto ruota e i fianchi restano fermi o viceversa, questo
perché le gambe si muovono o perpendicolari all'asse del bacino (passi avanti e indietro) o parallele (passi
laterali). Il punto di snodo per eseguire le torsioni richieste a seconda dei passi e delle figure è la vita, la cintura.
L'equilibrio
Poiché nel tango la postura del corpo è innaturale, come nella danza, l'equilibrio del corpo è dato da due
elementi fondamentali: i muscoli, che lavorano per mantenere la posizione corretta, e l'asse su cui dobbiamo
mantenere il peso.
Il lavoro dei muscoli è stato spiegato nella postura, ora veniamo all'asse, che si può definire come una linea
retta che attraversa i punti fondamentali della gamba: testa del femore, ginocchio e caviglia; proseguendo
idealmente verso l'alto, attraverso il busto che potrà essere anche in torsione.
Quando si sposta completamente il peso su una gamba per mantenere l'equilibrio bisogna sostenere il busto, i
fianchi devono essere pari, sulla stessa linea orizzontale, si devono evitare oscillazioni del busto, sia
lateralmente che avanti o indietro; non si deve cercare l'equilibrio mettendo parte del peso sull'altra gamba, ma
facendo lavorare il busto e i muscoli della gamba che fa da sostegno.
Per migliorare l'equilibrio si può eseguire questo esercizio:
dopo aver trovato la postura corretta si sposta il peso su una gamba, la si piega e si solleva l'altra portando il
piede all'altezza del ginocchio della gamba di sostegno, la coscia forma un angolo retto con il bacino, le braccia
sono o lungo i fianchi o simulano l'abbraccio, eventualmente all'inizio può risultare più agevole tenere le braccia
aperte, naturalmente senza alzare le spalle.
Mantenere la posizione contando almeno fino a dieci e cambiare gamba.
Se la gamba di sostegno è tesa l'esercizio è più difficile, si può tenere il ginocchio morbido e la gamba
leggermente piegata.
Un altro esercizio molto utile ed esplicativo è quello proposto nel video da Maurizio Costa.
La stabilità
Dopo aver trovato l'equilibrio è indispensabile arrivare alla stabilità.
Nel tango il peso è sugli avampiedi, anzi per essere più precisi sull'avampiede perché il peso è quasi sempre su
una sola gamba.
Per gli uomini è più semplice essere stabili perché, pur avendo il peso in avanti, il tallone appoggia a terra, per
le donne che indossano i tacchi il discorso è diverso e più delicato, infatti il peso è sul metatarso e il piede è
arcuato e difficilmente si appoggiano i tacchi, o comunque, valido per entrambi, non si scarica mai il peso sui
talloni.
La conseguenza è che la stabilità la dà la caviglia, che invece per sua natura è estremamente mobile.
Per poter mantenere il corpo in asse e dare equilibrio e stabilità al corpo si deve proseguire la linea ideale verso
il basso in modo che attraversi il ginocchio, la caviglia e l'attaccatura dell'alluce, più precisamente nello spazio
tra l'alluce e il secondo dito del piede.
Non bisogna appoggiare tutte le dita a terra perché altrimenti la caviglia tende ad andare verso l'esterno
uscendo dall'asse, compromettendo sia l'equilibrio che la stabilità.
Un esercizio utile per rinforzare le caviglie e trovare la stabilità è il seguente:
assumere la postura corretta, divaricare leggermente le punte dei piedi, come le lancette dell'orologio sulle 10 e
10, e spingere bene verso il pavimento con il metatarso, sollevare i talloni tenendoli uniti e, arcuando il più
possibile i piedi (in pratica si esegue quello che nella danza si chiama relevé - rialzato), mantenere la posizione
per una ventina di secondi e scendere lentamente.
Conviene eseguire l'esercizio prima con delle scarpe basse o da ginnastica con la suola flessibile e poi con le
scarpe col tacco.
Aumentare la contrazione dei glutei darà maggiore stabilità; dopo un po' che si farà l'esercizio verrà naturale
aumentare tale contrazione.
Se si ha bisogno di rinforzare le caviglie si possono fare questi esercizi, che sono utili anche come riscaldamento
per l'esercizio precedente.
Sedersi a terra, schiena contro il muro o comunque schiena dritta, il corpo forma un angolo di 90 gradi, gambe
tese tirare alternativamente le punte dei piedi verso il basso e poi verso di sé facendo lavorare bene la caviglia
ripetere per dieci volte, poi mantenere per circa 30 secondi i piedi tirati con la punta verso il basso.
Ripetere l'esercizio per qualche minuto.
Sedersi su una sedia, dove i piedi poggiano bene a terra, schiena dritta, piedi sulle 10 e 10, spingere sul
pavimento per sollevare i talloni e, tenendoli uniti, arcuare i piedi.
È molto importante individuare il punto di spinta tra l'attaccatura dell'alluce e il secondo dito del piede e da
questo punto formare un'unica linea con la caviglia e il ginocchio.
Mantenere la posizione per circa 30 secondi. Ripetere l'esercizio per qualche minuto.
I pesi
La gestione dei pesi è molto importante nella dinamica del movimento e nell'esecuzione dei passi.
Si possono distinguere tre tipologie di trasferimento di peso:
il trasferimento riguarda contemporaneamente la coppia;
il trasferimento riguarda solo l'uomo;
il trasferimento riguarda solo la donna.
Quando il trasferimento di peso riguarda la coppia è indispensabile che l'uomo lo trasmetta alla donna.
Quando si decide di compiere un passo bisogna spostare completamente il peso sulla gamba che farà da
appoggio per liberare quella che si muoverà.
Per far sentire il cambio di peso alla donna si deve spingere sull'avampiede, protendendo il corpo verso l'alto,
senza portare l'anca in fuori mantenendo sia l'asse orizzontale del bacino che quella verticale, a questo punto
entrambi avranno una gamba libera dal peso e saranno pronti a muoversi nel momento in cui l'uomo deciderà di
compiere il passo, che sia avanti, indietro o laterale.
Un buon esercizio per testare la propria capacità di cambiare il peso trasmettendolo alla donna è il balanceo.
Quando il trasferimento di peso riguarda solo l'uomo la donna non lo deve assolutamente sentire, altrimenti
porterebbe il peso sulla gamba sbagliata.
Per fare ciò l'uomo deve mantenere il busto allungato e ben saldo, le gambe devono essere indipendenti, la
donna deve essere sostenuta verso l'alto e l'uomo trasferirà il proprio peso senza spingere sull'avampiede.
Completato il trasferimento di peso potrà procedere con il passo.
Questo tipo di trasferimento del peso è fondamentale nella salida cruzada.
Quando il trasferimento di peso riguarda solo la donna generalmente l'uomo la sta guidando per eseguire un
passo o una figura.
La donna deve stare molto attenta ad eseguire questi cambi di peso restando ben in equilibrio sul proprio asse,
senza sbilanciare l'uomo, ad esempio quando si eseguono i giri.
In alcuni casi il peso non deve essere trasferito completamente, quindi l'uomo deve fare estremamente
attenzione al punto in cui deve bloccare l'azione perché la donna deve fermarsi insieme a lui altrimenti, se
proseguisse, lo sbilancerebbe.
Un buon esempio di trasferimento di peso parziale è la cunita.
Le linee
Il tango argentino è un ballo molto elegante e questa è una delle componenti del suo fascino. Come nella danza
l'eleganza è data dalle linee.
Le linee nel tango sono date dalla posizione del corpo, delle gambe e dei piedi e dall'intesa di coppia.
Quando ci si accinge ad eseguire un passo o una figura, perché risulti elegante ed armoniosa, dopo aver portato
il peso in posizione corretta, si deve prestare attenzione alle linee che il corpo deve disegnare.
Poiché il corpo è eretto forma con la gamba d'appoggio una linea verticale, l'altra gamba quando si muove deve
sempre arrivare ad un punto di distensione in cui forma una linea obliqua che si congiunge alla linea del corpo.
I piedi, soprattutto quelli della donna, difficilmente si alzano dal pavimento e a loro volta disegnano delle linee,
basta pensare all'ocho adelante e all'ocho atràs.
I ballerini devono avere una buona intesa di coppia per avere la stessa ampiezza di movimenti e disegnare
insieme linee armoniose.
L'energia
Un'altra caratteristica fondamentale del Tango Argentino è l'energia che i ballerini sprigionano durante la danza.
I ballerini la trasmettono l'uno all'altra nell'esecuzione dei passi e chi osserva la percepisce.
Per raggiungere questo risultato è necessario capire da dove scaturisce l'energia, come imprimerla e come
dosarla.
Possiamo distinguere queste fasi nell'energia: l'impulso, il punto di arrivo e la ripresa.
L'impulso è l'inizio dell'energia, il punto di arrivo è dove bisogna avere il massimo controllo per non
oltrepassarlo, la ripresa del movimento può essere sia un richiamo dell'energia, sia un nuovo impulso.
Per riuscire ad imprimere la giusta energia e quindi anche dosarla, per non oltrepassare il punto di arrivo, è
necessario un grande controllo del corpo; per ottenere ciò bisogna sentire come se nel nostro corpo ci fossero
degli elastici interni che, quando arrivano al punto di estensione necessaria, danno un nuovo impulso per la
ripresa del movimento.
Questo modo di sentire e usare il corpo serve anche per riuscire a portare i pesi e a formare le linee nel modo
corretto.
L'uso del pavimento
Per dare un'idea di come tutti i passi e i movimenti del tango sono legati al movimento dei piedi e a come deve
essere usato il pavimento per trarre energia e dare eleganza, riporto l'inizio di un articolo di Marco Castellani
tratto dal periodico "The Tangueros Quartely Review" del 1995.
“Se nella Danza Classica la spiritualità si esprime attraverso l'elevazione, nel Tango si preferisce essere
terrestri. Il milonguero adora il suo pavimento; nel caminar, e ancor più nella maniera in cui pisa (preme,
calpesta, pigia), egli testimonia la sua fede tellurica: nel Tango-salon sono dunque i piedi ad espletare le
funzioni spirituali”.
Utilizzare nel modo corretto il pavimento permette di trarre la giusta energia per compiere passi e movimenti.
Anche quando il pavimento viene soltanto sfiorato i ballerini ne devono avere sempre e comunque la percezione
perché è da lì che scaturisce tutto.
Il pavimento deve essere usato in modo differente secondo la tipologia di ballo:
nel tango salón e nel vals il pavimento deve essere accarezzato, sfiorato, i ballerini devono dare l'impressione di
scivolare su di esso appoggiando i piedi in modo da trovare saldezza nell'appoggio e leggerezza felina
nell'andatura, non devono pesare sopra il pavimento dando l'impressione di volerci entrare o di essere ancorati
ad esso;
nella milonga invece il pavimento deve essere cercato e pigiato per distaccarsene immediatamente, creando un
effetto che sembri un rimbalzo, quasi come se il pavimento fosse elastico e premendolo restituisse energia.
Se il pavimento non viene usato nel modo corretto dall'esterno si avrà l'impressione che i ballerini siano mosci e
il ballo perderà il suo dinamismo risultando piatto e privo di energia.
Per avere una visione complessiva delle linee, dei pesi, dell'energia e dell'uso del pavimento, guardate Roxana
Suarez e Sebastian Achaval che si esibiscono in un tango, Belen Giachello e Diego “el Pajaro” Riemer che si
esibiscono in un vals e Javier Rodriguez e Andrea Missé che si esibiscono in una milonga, prestando attenzione a
tutti gli elementi sopraccitati.
Memorizzare
Uno dei maggiori problemi che si presenta nel tango è memorizzare ciò che viene insegnato.
Comincio col ripetere quella che a mio avviso è una sacrosanta verità: per ballare bisogna usare anche la testa.
La concentrazione è d'obbligo quando si balla il tango, gli elementi a cui prestare attenzione sono molti e,
specie per i neofiti, è facile perdersi.
Per questo motivo ho insistito sull'importanza della tecnica e della postura, perché, se gli elementi basilari sono
stati ben assimilati, ci sarà qualcosa di meno a cui pensare quando si dovranno memorizzare passi, sequenze e
figure.
Aver appreso in modo chiaro la postura, la dinamica dei pesi, il movimento dei piedi e delle gambe permetterà
di comprendere meglio le spiegazioni dei maestri e le loro correzioni, quindi si potrà focalizzare l'attenzione sui
nuovi elementi che via via si impareranno.
Il metodo di apprendimento
Memorizzare i passi, le sequenze e le figure nel tango non è facile, sicuramente è di aiuto avere un metodo di
apprendimento.
È utile avere uno schema mentale per ricordare le informazioni e i passaggi fondamentali di tutto ciò che viene
insegnato.
Il metodo che suggerisco è la diretta conseguenza del valido sistema di insegnamento che adottano i miei
maestri "Riccardo y Elena".
Prima di tutto i passi, sapere cosa si deve fare prima del come è basilare per fissare nella memoria l'azione da
compiere;
poi la tecnica di esecuzione dove si scinde il ruolo della donna da quello dell'uomo;
entrambi dovranno prestare estrema attenzione alle posizioni, ai pesi e alle fasi del movimento;
l'uomo in più dovrà apprendere i segnali per guidare la donna, le marcas.
Difficilmente si riuscirà a ricordare tutto e subito, il mio consiglio è di prestare grande attenzione alla tecnica:
posizione, pesi, fasi del movimento, in quanto queste nozioni si presenteranno più volte nell'esecuzione di
sequenze e figure diverse tra loro.
Assimilare e fare proprie le informazioni che sono utili per proseguire nell'apprendimento del tango permetterà
di progredire veramente nello studio e nella pratica di questo ballo meraviglioso.
La memoria di coppia
È fondamentale che ciascun elemento della coppia memorizzi i propri passi e il proprio ruolo, ma il tango si balla
in due e fondere ciò che si è appreso è si ricorda è altrettanto importante.
Quando viene spiegato un passo o una figura cercate di focalizzare l'attenzione sul fatto che dovete eseguirlo
insieme, ciò che fate influisce sui movimenti reciproci.
Ascoltate bene la spiegazione di ogni ruolo e aiutatevi a vicenda; può succedere che la donna ricordi meglio
qualcosa del ruolo dell'uomo e viceversa.
Quando vi accingete a provare ciò che è stato appena spiegato se non ricordate qualcosa cominciate a
chiederlo al partner confrontandovi con calma.
Imparare a collaborare e progredire insieme dà grande soddisfazione.