Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
45 visualizzazioni19 pagine

CUBASE

Caricato da

Fabio Presti
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
45 visualizzazioni19 pagine

CUBASE

Caricato da

Fabio Presti
Copyright
© All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato DOCX, PDF, TXT o leggi online su Scribd

CUBASE

Sulla pagina iniziale di progetto utilizzare “Prompt for Project Location” così da decidere di volta in
volta dove posizionare il progetto.

Nella schermata che si apre sopra c’è la tool bar.

La Status Line, l’Info Line e la Transport Bar è meglio tenerle sempre visibili.

In generale quando vediamo numeri bianchi = 1 selezione


quando vediamo numeri arancioni = più selezioni

Tasto F2  Transport Bar mobile

Con la Tab VISIBILITY si possono nascondere le tracce. Se lo si fa, sopra le tracce ci


viene detto quante tracce sono visibili sul totale delle tracce.

LA TRACCIA ANCHE SE NASCOSTA SUONA.

 SE DISABILITIAMO LA TRACCIA si
risparmiano risorse di CPU perché i plug-in vengono
cancellati. Se si nasconde o si muta invece questo
non funziona.

1
VIRTUAL INSTRUMENT
Possono essere strumenti mono timbrici o multi timbrici in base alle uscite
audio.

A destra, cliccando:
 “ + TRACK”  aggiunge traccia Instrument
 “ + RACK “  aggiunge plug-in senza
assegnazioni

L’INSTRUMENT TRACK  Traccia Audio + MIDI già assegnato

Se con RACK si crea la traccia MIDI, si creano 2 sottocartelle: 1 audio e 1 MIDI

Se voglio suonare un altro strumento con plugin-in RACK, creo una seconda traccia MIDI

Per creare uscite separate in uno strumento multitimbrico:

- Con strumenti Steinberg basta che lo strumento lo assegni ad una uscita e si crea in
automatico il canale audio
- Con strumenti non Steinberg 2 passaggi:
1. Assegnazione dello strumento all’uscita audio
desiderata
2. Attivare manualmente l’uscita audio su Cubase

Con le tracce audio e MIDI fatte con uno strumento multi timbrico a RACK è buona norma
accoppiare a traccia Audio alla traccia MIDI tirandole fuori dalle sottocartelle

Le uscite Audio di una traccia Instrument, invece, NON si possono spostare.


BATTERIA

Su GRROVE AGENT si può mandare la batteria su più uscite separate.

Su strumenti non Steinberg è più complesso mandare la batteria su uscite separate infatti bisogna
attivare le uscite dallo strumento nella sezione RACK.

2
È buona norma nascondere i fader MIDI sul mixer perché se si toccano si va a modificare anche il
volume.
Per farlo con F3 si apre il MIXER GRANDE, sulla Tool Bar c’è un pulsante dove possiamo
nascondere tutte le tracce MIDI.

Per rinominare una Part MIDI, dalla Info Line posso cambiare il nome.

CMD, INVIO sulla traccia MIDI quando cambio nome  cambia nome anche la Part

SHIFT, CANC  cancella le tracce selezionate

REGISTRAZIONE MIDI
Nelle preferenze si può selezionare il fatto che si arma la traccia selezionata in automatico.

MIDI CLICK = si può scegliere il suono del clic in base alle note midi

Tasto “C”  attiva il click

PRE-ROLL si usa quando si devono fare delle correzioni (funzionamento tipo Punch-In)

Tutto ciò che riguarda la registrazione sta in basso a sinistra.

SHIFT, *  RETROSPECTIVE RECORD = registra senza far vedere che si sta registrando, così
da non avere l’ansia da prestazione durante la
registrazione. Sull’ Inspector possiamo decidere se
vederle poi come
Cycle Part o
Linear Part.

MIDI RECORD MODES:


- NEW PARTS: sovrappone sulle
vecchie Part, le nuove Part
- MERGE: mette le nuove note
sulla stessa Part originale
- REPLACE: crea una nuova Part
eliminando quella vecchia

3
Utile la modalità STACKED perché cliccando il pulsante LANE sulla traccia ti fa vedere tutte le
part registrate

Si può fare direttamente dell’editing selezionando le parti che ci piacciono di ogni Part e possiamo
metterle in primo piano.

KEY EDITOR
Per aprirlo “doppio click” o “INVIO”

SOPRA:
 Tool bar
 Status line
 Info line

SOTTO:
 Controller Lane

SNAP  “J” tastiera (tenendo premuto CMD si bypassa lo snap)


Di solito è impostato su GRIGLIA così gli eventi si agganciano alla griglia.

IMPOSTAZIONI SNAP :
 GRIGLIA
 GRIGLIA RELATIVA (mantiene la posizione in anticipo al ritardo nell’evento se
non perfettamente in griglia)
 EVENTI (spostamenti liberi fino a che non si avvicina ad un evento. Utile con
l’audio)
 SHUFFLE (utile per invertire l’ordine delle clip)
 CURSOR (spostamento libero fino a che non si avvicina al cursore.
Selezionando la part/clip con CMD, L lo fa in automatico)

Quando si lavora in MIDI è bene che la griglia sia in BAR (“battute”) così quando ci si sposta, si
sposta di battuta in battuta.

PARTI (poco editabili) = CONTENITORE DI EVENTI

Il vero editing si fa sugli eventi.

L’audio su Cubase appare già come evento, se si divide si creano più parti con gli eventi dentro.

CMD, CLICK su nota del piano roll  selezionare più note con lo stesso PITCH

SHIFT, doppio CLICK su nota  seleziona le note con lo stesso pitch da quella selezionata in poi.
4
CMD, freccia su/ giù su nota  cambia pitch nota di semitono

SHIFT, CMD, freccia su/ giù su nota  sposta la nota di ottava

ALT, frecce dx/sx  trim su inizio nota

SHIFT, ALT, frecce dx/sx  trim su fine nota

SOPRA accanto a “Q” di QUANTIZE c’è “L” per LENGHT Dove si decide il passo di quanto si
allunga la nota trimmandola MA se lo si fa con le frecce, con ALT segue il passo di QUANTIZE,
con ALT, SHIFT segue il passo di LENGHT.

Utile sull’Infoline nel Key Editor è scegliere il Pitch e la Velocity.

Con la selezione multipla, sull’ Infoline si decidono i dati della nota più grave.
Con la multiselezione, se si cambia un parametro (es. velocity), cambia sommando lo stesso valore
su tutte le note solo se con le note selezionate non si sfori o in positivo o in negativo il valore di
127.
Con CMD invece manda la stessa velocity a tutte le note.

Su Key Editor
TOOL BAR in alto
- FRECCIA = OBJECT SELECTION
- MATITA
- FORBICI
- COLLA
- MUTE

Con OBJECT SELECTION, ALT  MATITA


Con OBJECT SELECTION, ALT su evento  FORBICI

SHIFT, M  Mute
SHIFT, U  Unmute

SHIFT, F  mettere a schermo intero tutti gli eventi presenti nel Progetto

-TRIM = taglio che non segue la griglia


Con CMD fa un taglio dritto sulla fine
ALT, TRIM  fa un taglio all’inizio
ALT, CMD, TRIM  fa un taglio all’inizio verticale

-RANGE = poi selezionare un intervallo dal piano roll e si può duplicare la parte selezionata

“SHOW PART BORDERS” fa vedere sul Key Editor I bordi della part così da non scrivere note
fuori dalla parte.

Per allungare o accorciare la parte, si può trascinare il nome della part che sta tra Piano Roll e Info
Line.

5
Nella Tool bar c’è a destra l’icona del “piano” per aprire direttamente il Vst.

Quando scrivo una nota alla Velocity la scelgo nella Tool bar nella casella NOTE VELOCITY
VALUE accanto allo SNAP.

L’ultimo dei tool è LINE/ CURVE/ PAINT


PAINT, CMD, trascinare  fa più note con lo stesso pitch con la Lenght scelta

In alto a Sx c’è il SOLO EDITOR per ascoltare in Solo solamente ciò che sta
nell’editor.

Tasto “F”  AUTO SCROLL quando è il play

Tasto “G”, ”H”  ZOOM + -

MULTISELEZIONE

Selezionando più part le posso vedere sull’editor.


Posso pure vederne selezionando in alto dx il nome della part oppure in alto a dx sulla rotellina c’è
la possibilità di vedere le part selezionate sopra il piano roll.

CONTROLLER LANE

Di default si vede la Velocity.

CMD, SHIFT su nota e trascino su/giù  cambia la velocity

Si possono usare anche i tool (es. Line)

Con la Line sulla Controller Lane utilizzando le curve, il periodo segue lo Snap.
I puntini che appaiono al centro e di lato ci permettono di modificare in automatico tutte le velocity
dell’intervallo scelto. Ciò è replicabile anche con l’audio.

Si può registrare un controllo (CC)


Si possono vedere più Controller Lane.
PITCH BEND messaggio di canale MSB e LSB (si può mettere la griglia del pitchbend in semitoni)

EDIT IN PLACE

Si può selezionarlo direttamente dalla traccia MIDI.


Visualizza l’editor sopra la traccia.

In alto:
 AUTO SELECT CONTROLLERS = fa sì che il controllo usato rimanga ancorato
alla nota in questione

6
Per copiare le automazioni si usa il tool RANGE, seleziona il range che mi serve e duplico. Ciò vale
anche su parametri diversi utilizzando copia – incolla.

DRUM EDITOR / LIST EDITOR


È una “notazione alternativa” per le parti ritmiche
È una sorta di “tablatura” per la batteria
È una caratteristica di molte drum machine; specialmente Roland (es. Roland TR-707)
Libri di testo e riviste del settore l’hanno spesso utilizzata, soprattutto in passato

Per programmarla 2 modi:


 STEP BY STEP
 Usando RECORD (con quantize)

Per aprirlo in alto Menù MIDI  OPEN DRUM EDITOR

In alto, vicino alla “casetta”, aprendo il triangolino, si può


scegliere di vedere “SHOW DRUM SOUND WITH
EVENTS” per vedere solamente tutte le note, con le diverse
altezze, utilizzate. Stessa cosa si può fare con il Key Editor.

DIFFERENZA CON KEY EDITOR

 Non c’è il Piano Roll


 Ci sono meno Tool
 C’è il “DRUM STICK” come tool per creare e cancellare note
 Sopra, la “L” non sta per “LENGHT” ma per “INSERT LEGHT” per decidere quanto deve
essere lunga la nota inserita

SHIFT, prima nota  seleziona dalla prima nota in poi con la stessa altezza. Sulla Controller Lane
si possono modificare tutte le velocity delle note

DRUM MAP

7
Per aprirla:
 Con simbolo “Rullante” sulla traccia
 Sulla tab della traccia

Di default è impostata la GM (General Midi)

Cliccando poi la part con la Drum Map attiva, si apre il Drum Editor con altri parametri (a sx c’è la
nota)

TUTTE LE MAPPATURE GM HANNO UN BANCO DI SUONI/ PERCUSSIONI SUL CANALE


10

Il GM prevede una lista di banchi standard (ogni banco ha 128 suoni).

Il problema del canale 10 per la batteria si pone quando la batteria si una con strumenti
monotimbrici.

- PITCH: n° di nota identificativo del suono (non si può cambiare)


- I-NOTE: nota Midi suonata sul controller, fa riferimento al controller (è univoca)
- O-NOTE: n° di nota dove è posizionata la nota sul Plug-in del suono (non univoca)

I-NOTE e O-NOTE servono per far comunicare i controller con i plug-in.

Cambiando O-NOTE possiamo mettere su 2 tasti del controller la stessa nota di Input.

La colonna OUTPUT è per l’uscita midi per cui si può indirizzare l’uscita sul plug-in.

Così possiamo fare una Drum Map utilizzando più plug-in ma bisogna stare attenti al canale midi.

Menù scelta canale, CMD, scelta canale  Cambia tutti i canali midi insieme.

DRUM MAP SETUP

8
Si possono fare le stesse cose che si possono fare sul Drum editor per il routing (I-NOTE, O-NOTE,
ecc.)

Possiamo fare una Drum Map Custom premendo “+” e fare EMPY MAP.
Per fare un kit proprio è meglio fare una copia della drum map prima di modificarla così da avere
sia un backup che una base già pronta.

APPLICAZIONI PRATICHE

Per fare kit misto:


 Usare Rack per utilizzare pezzi di altri strumenti
 Cambiare l’OUTPUT del pezzo
 Cambiare canale Midi

LIST EDITOR
Non c’è rappresentazione grafica di altezza e della durata ma gli eventi sono messi in lista
cronologica quindi c’è sempre la vista in ordine temporale.

TYPE = STATUS BYTE


SUB TYPE = 1° DATA BYTE
MAIN VALUE = 2° DATA BYTE

È l’editor che si usa per:


 Cancellare selettivamente determinati messaggi MIDI
 Inserire messaggi “secchi” (tipo CC) dpve non serve avere un
andamento

Per la selezione, in 2 modi:


 Tramite filtri
 Tramite “Focus”

I filtri fanno riferimento al tipo di messaggio. Stanno tra Toolbar e lista.

Il concetto dei filtri è che nascondo ciò che non voglio cancellare.

CMD, click filtro  seleziona (quindi nasconde) tutti i messaggi TRANNE il messaggio scelto

TENDINA FOCUS
Seleziono il messaggio  FOCUS TYPE+SUBTYPE pe vedere solo il messaggio preciso che
voglio vedere (es. CC 11)

Nella toolbar, accanto agli strumenti c’è “INSTER EVENT TYPE” per sceglie che tipo di
messaggio scrivere.

9
I midi file hanno l’estensione .mid o .midi

Sono di tipo:
 “0” cioè quando importati fa vedere tutte le note di tutti gli strumenti insieme.
 “1” cioè quando importati ci sono le tracce già separate

Con IMPORT  AAF e OMF si possono importare solo le clip registrate su altre Daw (no
protools)
Con IMPORT file XML si può importare un file midi da una partitura con quell’estensione
FUNZIONI DI COPIA

Esistono due tipologie di copie:


 copie REALI (Real) cioè indipendente dall’originale
 copie CONDIVISE (Shared) cioè dipendente dall’originale

Modi per copiare:

ALT, Trascinamento  Copie REALI


ALT, Trascinamento, SHIFT prima di rilasciare  Copie CONDIVISE

COPIA (TAGLIA)/ INCOLLA  Copie REALI (anche partendo da una copia condivisa)
CMD, V  Incolla nella posizione del cursore
ALT, V  Incolla sulla tracia selezionata nella posizione dell’originale, non dipendente dal cursore
(Paste at Origin = variante del CMD, V)

CMD, D  Duplica copie REALI e CONDIVISE (in base alla copia di partenza)
(entro pochi Thick duplica in griglia, altrimenti duplica esattamente a fine part)

CMD, K  Duplica copie REALI e CONDIVISE (spuntando la casella Shared Copies)


(il numero di copie si scelgono da nella finestra di dialogo)

ALT, Trascinamento sul quadratino bianco nell’angolo inferiore destro della part  Copie REALI
Per Copie CONDIVISE  Premere SHIFT mentre si trascina (o prima di rilasciare il mouse)

Trascinamento della Part dalla maniglia centrale sul bordo destro della Part  Copie REALI
Per Copie CONDIVISE  Premere SHIFT mentre si trascina (o prima di rilasciare il mouse)

FILL LOOP
 Copie REALI e CONDIVISE (in base alla copia di partenza)
Selezionare una Part da copiare, impostare un Range con i Locatori e cliccare sulla funzione Edit/
Function/ Fill Loop e le copie verranno posizionate tra i locatori.
(se il range è più grande della part da copiare, vengono ripetute fino a riempimento)

10
DUPLICARE SEZIONE CON Tool RANGE SELECTION
 Copie REALI e CONDIVISE (in base alla copia di partenza)
Selezionare un range su una o più tracce, ALT, Trascinamento

COPIARE INTERA SEZIONE


 Copie REALI e CONDIVISE (in base alla copia di partenza)
Cliccare sulla funzione Edit/ Range/ Global Copy. Vengono copiate tutte le Part (di tutte le tracce)
comprese tra i locatori.
Posizionare il cursore in un punto del progetto, CMD, V per incollare

COPIARE UNA TRACCIA INTERA


Click destro sulla Tracklist, Duplicate Tracks
La traccia viene copiata sotto l’originale e avrà il nome dell’originale più (D), es. BASS-BASS(D)
Funziona anche selezionando più tracce contemporaneamente.

La maggior parte di queste funzioni si possono applicare alle Note nel Key Editor.

La Instrument Track si può duplicare, ma bisogna tenere presente che viene aperta una nuova
istanza del VSTi assegnato alla traccia, apre quindi un altro plug-in.

Se si creano delle Part con gli eventi dentro (con il tool colla tra più eventi), si possono creare copie
condivise.

Nell’AUDIO, quando si copia non c’è la duplicazione del File e non ci possono essere copie
condivise.
Con la colla si possono mettere più eventi audio in una Part, NON è un nuovo evento come se
usassi il CONSOLIDATE.

IN MIDI  EVENTO = NOTE PART = CLIP


IN AUDIO  EVENTO = CLIP PART = CONTENITORE CON PIÙ CLIP

L’editing midi può essere:


 DISTRUTTIVO
 NON DISTRUTTIVO

Nell’editing DISTRUTTIVO tutte le modifiche di una parte sono modifiche che si vedono
graficamente. Si può tornare indietro SOLO se il progetto rimane aperto perché tutto ciò che si fa
viene salvato nella History del progetto con gli eventi da quando il progetto è aperto.

Edit, History  si può vedere tutto quello che è stato fatto. Se c’è da recuperare qualcosa fatto
precedentemente, si cerca e si seleziona l’evento, lo si copia, si torna nell’ultimo evento fatto e si
incolla.

Nell’editing NON DISTRUTTIVO (Real Time) le modifiche si ascoltano MA NON SI VEDONO e


chiudendo e riaprendo il progetto si può recuperare il file non modificato.

11
QUANTIZZAZIONE
Serve per correggere il timing di un’esecuzione non perfetta.
Allinea le note al valore più vicino della griglia.

Si prende il valore più piccolo dal punto di vista posizionale o ritmico.

Se si sbaglia il valore di QUANTIZE, lo si può riquantizzare senza Undo perché prende la


posizione originale della nota. SE PERÒ si sposta la nota a mano, riconosce una nuova posizione
originale della nota.

Tasto “Q”  QUANTIZE

La funzione di QUANTIZE si può fare anche non entrando nell’editor, infatti basta se selezionare la
parte.
Nell’editor selezionare tutto non selezionare niente è lo stesso. La selezione serve solo se voglio
quantizzare solamente un gruppo di note.

Le funzioni di QUANTIZE stanno nel menù Edit:

RESET QUANTIZE serve per annullare il QUANTIZE dopo che hai chiuso e riaperto il progetto
(senza però toccare le note)

FREEZE MIDI QUANTIZE annulla il Reset Quantize se selezionato e chiuso e riaperto il progetto

12
QUANTIZE MIDI PANEL:
Edit/ Quantize Panel oppure “e” sopra nei tool del quantize.

- SWING FACTOR se si usa nella griglia viene ritardato


leggermente la seconda nota delle
coppie di note. Se si imposta la griglia
in terzina non funziona

- CATCH RANGE quantizza le note che stanno, in


percentuale, più vicine alla griglia.
Se NON rientrano in quella
percentuale non vengono quantizzate

- SAFE RANGE si crea una zona russa e quantizza tutto ciò che sta fuori dalla zona rossa.
Serve ad umanizzare perché le note sono a tempo rimangono tali e il resto
invece si porta a tempo

- TUPLET è utilizzato per dividere la griglia con figure ritmiche diverse (es. quintine)

- ROUGH serve per quantizzare o squantizzare in maniera casuale per rendere umana la
quantizzazione. Squantizzare quando si scrive a mano in griglia e si vuole rendere
la parte più umana.
Es. 5 Thick = la nota si può spostare di 10 thick rispetto alla griglia cioè 5 in meno
o 5 in più.

- MIDI CC quantizza anche il Contro Change associato alla nota.

In alto, o nel Quantize Panel, c’è il tool SOFT QUANTIZE


che indica di quanto, in percentuale, i thick si avvicinano
alla griglia.

QUANTIZE MIDI EVENT END  porta la fine delle note in griglia

QUANTIZE MIDI LENGHT EVENT  quantizza la lunghezza delle note rendendole tutte uguali
seguendo il Lenght Quantize
13
CREATE GROOVE QUANTIZE PRESET  si può salvare una griglia personalizzata una volta
scelto lo spostamento della griglia

AQ = AutoQuantize
Sotto nella transport bar, quantizza in automatico mentre si registra e mantiene alcune funzioni del
QUANTIZE PANEL.

Le FUNZIONI EDITING MIDI DISTRUTTIVO: Menù Midi  Functions

Queste funzioni possono essere applicate alla parte:

 1° Blocco per LUNGHEZZA NOTE


 2° Blocco per VELOCITY
 3° Blocco per CANCELLAZIONE SELETTIVA DI
DETERMINATI EVENTI
 4° Blocco per VARIE ED EVENTUALI

- LEGATO (ci sono 2 preferenze da poter scegliere da EDITING MIDI)


Se non si seleziona niente o tutto è la stessa cosa.
Lega le note, l’ultima nota la lega fino alla fine della parte.
Vengono legate secondo le preferenze LEGATO OVERLAP (seleziona la quantità
di Thick in più o in meno per sovrapporre o staccare le note).
Utile per fare tipi di legato diversi su alcuni campioni di basso/ chitarra (per fare
tecnica Hammer on o Pull off). In alcuni synth la sovrapposizione della nota non
fa ripartire l’inviluppo della nota.
La funzione LEGATO MODE: BETWEEN SELECTED NOTE ONLY lega solo le
note selezionate.

- FIXED LENGHT Rende la lunghezza delle note uguali alla lunghezza della Lenght
Quantize

- DELETE OVERLAPS (MONO)


- DELETE OVERLAPS (POLY) cancella le sovrapposizioni polifoniche (quando lo
strumento è monofonico ma si hanno registrato
sovrapposizioni)

- PEDAL TO NOTE LENGHT toglie messaggio di sustain MA allunga la nota di quanto


dovrebbe durare con il pedale

FUNZIONI VELOCITY

- FIXED VELOCITY Velocity uguali a tutte le note (impostata nella toolbar)

- VELOCITY apre il menù – ADD/SUBTRACT aggiunge/sottrae fino al limite di 127 valori

- COMPRESS/ EXPAND in percentuale da 99 in giù comprime,


14
da 101 in su espande tra le velocity

- LIMIT (limiter distruttivo) con 2 soglie, le velocity sopra al


valore massimo porta al valore di soglia massimo.
(utile quando si cambiano plugin con campioni diversi
per uniformare le velociy e di conseguenza i campioni)

FUNZIONI CANCELLAZONE

- DELETE NOTES cancella le note in base a lunghezza o velocity per note fatte per sbaglio

- DELETE CONTROLLERS cancella TUTTI i Control Change

- DELETE CONTINUOS CONTROLLER cancella tutti i CC TRANNE gli On/Off

- DELETE DOUBLES cancella note doppie quando iniziano allo stesso thick

FUNZIONI VARIE ED EVENTUALI

- THIN OUT DATA leva valori di CC inutili per smussare le curve nella Control Lane

- EXTRACT MIDI AUTOMATION cancella le variazioni di controllo e le mette nella traccia


automazioni

- RESTRICT POLIPHONY aumenta il numero di voci massimo possibili di uno strumento.


Toglie la voce più grave oppure accorcia le note dove ci sono più
voci del massimo fino a che rientra nel parametro di numero di
voci

- REVERSE e MIRROR sono simili

EDITING REAL-TIME (NON DISTRUTTIVO)


Le operazioni di editing di questo tipo si fanno o dall’infoline (riguardano NOTE, TRANSPOSE in
semitoni e VELOCITY) o dall’inspector (Midi Modifiers).

Nell’Inspector con il Midi Modifiers il transpose si va a sommare alla modifica delle parti
(nell’infoline) su tutta la traccia. Farlo sull’Infoline lo fa solo sulla part.
Utile per vedere come sarebbe fare alcune modulazioni.

Nell’Inspector c’è anche VELOCITY SHIFT, VELOCITY COMP, LEGHT COMP, RANDOM (per
randomizzare certi parametri per umanizzare) e RANGE

Nel RANGE: VELOCITY LIMITER cambia il valore in tempo reale


VELOCITY FILTER filtra (elimina) la velocity sopra e sotto i limiti impostati
NOTE LIMIT ripete il range di note in maniera continua
NOTE FILTER elimina note sopra e sotto i valori impostati. Utile per rispettare il

15
range di suoni di strumenti reali tipo da Halionsonic

MENÙ MIDI  FREEZE MIDI MODIFIERS rende le modifiche Real


Time non distruttive in distruttive

Nel MIDI INSERT si può mettere il MIDI MODIFIERS

Il MIDI MODIFIERS è come se fosse un quinto MIDI INSERT

PLUG-IN MIDI

Sono plugin che modificano o aggiungono dati Midi (come controlli o


note)
Non sono come plugin audio che processano il segnale.

Si trovano nell’Inspector
Alcuni funzionano in play, altro solo successivamente alla registrazione.

MIDI SEND

È una mandata non al processore ma al VSTi quindi il segnale

L’instrument Track NON ha i Midi Send.

Si possono fare layer di suoni tramite le mandate sulla stessa traccia e


gestirli tramite Range e Velocity (con Note Filter/Vel. Filter).
Con Vel. Filter le note possono suonare solo se suonate con una certa velocity.

Il PRE/POST nel Send è relativo a PRE/POST Insert.

Per fare layer di 3 suoni su Halionsonic sulla stessa tastiera con Range per ogni strumento.

 su Midi Send mettere strumenti ch.2 e ch.3


Mettere Midi Modifiers (o su midi Insert il Modifiers) e fare un range per ch.1 con Note Filter
 Su Midi Send mettere i Midi Modifiers con Note Filter sui ch.2 e ch.3 e metterli PRE Inssert

Si può fare anche con 3 mandate per i 3 strumenti levando l’assegnazione nel Routing del ch.1 sulla
traccia così di suo non uscirebbe niente dalla traccia Midi.

16
DAW
POTENZA DI CALCOLO

 DSP BASED (Hardware dedicato) il PC ha dei DSP dedicati che si occupano della gestione
del processo audio
 NATIVE PROCESSING (Processing nativo) la potenza di calcolo è determinata dal
processore del computer (CPU)

QUANTO SPENDERE PER LA CPU

 Registrazione delle tracce ha un peso minimo sulla CPU


 Per il missaggio la potenza della CPU è fondamentale (perché determina il n° di plugin che
si possono aprire nella sessione ma anche il n° di voci di polifonia di un synth)

1994

PROTOOLS TDM (Time Division Multiplexing)

È il primo Sistema DSP BASED


Registrazione su software

1996

CUBASE VST (Virtual Studio Technology)

Prima volta che con il software si può registrare, editare, missare ed esportare in casa (con limite di
tracce)

I VSTi sono arrivati dal 2000 in poi.

PRINCIPALI DAW (SEQUENCER AUDIO/MIDI)

- CUBASE (Steinberg) (MAC e PC)


- LOGIC (Apple) (MAC)
- DIGITAL PERFORMER (Motu) (MAC, dalla vers. 8 anche per PC)
- SONAR (Cakewalk) (PC)

AVID (ex DIGIDESIGN)

- PROCESSING NATIVO
Pro Tools (MAC e PC)
(ex Pro Tools LE e Pro Tools M-Powered)

- DSP BASED

17
Pro Tools HD (MAC e PC)
(Ex Pro Tools TDM)

NUENDO (Steinberg) (MAC e PC)

Uso professionale di post-produzione audio/video


Funzioni in più per gestire alcune funzioni video

ALTRI SEQUENCER

- AUDITION (Adobe) (PC) (Ex Cool Edit Pro)


- SAMPLITUDE (Magix) (PC)
- ACID (Sony) (PC)
- RECORD (Propeller Head) (MAC e PC)
- REAPER (Cockos) (MAC e PC)

MULTITRACCIA TOP LEVEL


 AUDIO/MIDI
o SEQUOIA (Magix) (MAC e PC)

 SOLO AUDIO
o PYRAMIX (Merging Technologies) (PC Nativo e DSP based)
o SADIE (Prism Sound) (PC Nativo e DSP Based)

RAM

Non rilevante per la velocità del computer


Serve per caricare i campioni di suoni dei campioni (es. Kontakt)
Con Kontakt sono DFD (Direct From Disk) dove solo l’inizio del campione viene letto in RAM e il
resto del campione dall’Hard Disk.

QUANTE TRACCE IN REGISTRAZIONE/ RIPRODUZIONE?

DIPENDE DALL’ HARD DISK

HARD DISK
- VELOCITÀ (7200 RPM)
- INTERFACCIAMENTO

HD SSD (SALID STATE DISK)

Vantaggi dati dall’assenza di parti meccaniche in movimento


- RUMOROSITÀ ASSENTE
- MINORE POSSIBILITÀ DI ROTTURA
- TEMPI DI ACCESSO RIDOTTO (5/10 ms)
- MAGGIORE RESISTENZA AGLI URTI
18
- MINORE PRODUZIONE DI CALORE

Svantaggi
- MAGGIORE PREZZO
- MINORE DURATA DELL’ unità, A CAUSA DEL LIMITE DI RISCRITTURE DELLE
MEMORIE FLASH

OTTIMO MODO DI USARE GLI HD:

1 HD  per sistema operativo


1 HD  per registrazione audio
1 HD  per campioni DFD

SCHEDE AUDIO

La scelta si fa in base a:
- NUMERO DI IN/OUT
- TIPOLOGIA DI IN/OUT (Digitale/analogico)
- CONNESSIONE AL COMPUTER
- DRIVER AUDIO

CONNESSIONII PER SCHEDA AUDIO

- PCI (Peripheral Component Interconnect)


- PCI Express ( PCI e / PCI – E)

DRIVER PER SCHEDA AUDIO

- Asio (Audio Streaming Input Output)


- MME, WDM o DIRECTX (driver di sistema Windows)
- CORE AUDIO (Driver per sistema Mac)

19

Potrebbero piacerti anche