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PRODUZIONE

INGEGNERIA GESTIONALE IL BILANCIO

Prof. Sergio Noto La Diega - Corso di Economia ed Organizzazione Aziendale 1

INDICATORI ECONOMICI
PER LA VALUTAZIONE DELLA GESTIONE DI IMPRESA

• Produttività: consente di valutare l’efficienza e


l’efficacia di utilizzazione delle risorse per ottenere i
prodotti venduti.

PRODUZIONE

PROCESSI DI OUTPUT
INPUT TRASFORMAZIONE

PRODUTTIVITA’

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1
INDICATORI ECONOMICI
PER LA VALUTAZIONE DELLA GESTIONE DI IMPRESA

• Redditività: misura la congruità tra le risorse


finanziarie generate dalla attività di impresa e
quelle investite nella impresa

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INDICATORI ECONOMICI
PER LA VALUTAZIONE DELLA GESTIONE DI IMPRESA

• Economicità: valutazione della possibilità di


mantenimento e di sviluppo dell’impresa

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2
IL BILANCIO
• Rendiconto contabile che consente di accertare:
Produttività;
Redditività;
Economicità;
nella gestione d’impresa.
• L’accertamento della situazione patrimoniale,
reddituale e finanziaria dell’impresa non può
prescindere dalle finalità che si perseguono; pertanto,
i principi di redazione cambiano a seconda che si
tratti di:
Bilancio di esercizio;
Bilancio di cessione;
Bilancio di liquidazione.

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IL BILANCIO DI ESERCIZIO
REDAZIONE -APPROVAZIONE - DOCUMENTAZIONE

REDAZIONE APPROVAZIONE DOCUMENTAZ.

Quando: entro tre mesi Società di capitali: *Relazione di gestio-


dal termine dell'esercizio Assemblea dei soci ne amministratori;
sociale (31/12)
Atti conseguenti: *Relazione dei sindaci;
Responsabili: Distribuzione degli
amministratori (proposta) utili deliberata dalla *Verbale di assemblea
assemblea (approvazione)
Controllo:
* Sindaci (esame 30 gg Deposito: entro 30 *Relazione di certifica-
prima della assemblea); giorni nel Registro zione (ove prevista)
delle Imprese
* Società di
certificazione (ove
previsto)

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3
IL BILANCIO DI ESERCIZIO
Si compone di tre documenti:
Stato patrimoniale: rappresenta una fotografia
contabile delle risorse (attività – assets) di cui dispone
l’azienda per la continuità di funzionamento e delle
fonti (passività – liabilities) che sono state utilizzate per
acquisire dette risorse.
Conto economico: rappresenta un rendiconto degli
eventi economici accaduti nel corso dell’esercizio
indicato.
Nota integrativa: documento che fornisce informazioni
di dettaglio per una più facile interpretazione delle voci
contabili e delle variazioni intervenute nelle voci dello
stato patrimoniale in esame rispetto al precedente.

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IL BILANCIO DI ESERCIZIO
BILANCIO
DOCUMENTO CONTABILE REDATTO AL TERMINE DI OGNI
PERIODO AMMINISTRATIVO
FINALITA' DESTINATARI COMPOSIZIONE

Evidenziare: * Soci; * Stato patrimonia-


*La consistenza patri- le
moniale (struttura quali- * Terzi che hanno
tativa e quantitativa del rapporti con l'im- * Conto economico
patrimonio aziendale) presa (banche,forni- (Conto profitti e
tori, etc.) perdite)
*La gestione economica
della azienda nel periodo * Fisco * Nota integrativa
amministrativo (reddito (IV diret. CEE)
prodotto);

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4
LO STATO PATRIMONIALE
[A sezioni contrapposte: Attivo (Impieghi) - Passivo
(Fonti)]
DOCUMENTO CONTABILE CHE EVIDENZIA LA
STRUTTURA DEL PATRIMONIO AZIENDALE ALLA
DATA DI RIFERIMENTO

ATTIVO PASSIVO

* CREDITI VERSO SOCI * PATRIMONIO NETTO

* IMMOBILIZZAZIONI *FONDI PER RISCHI ED ONERI


( al netto ammortamenti)
*TRATTAMENTO DI FINE
* ATTIVO CIRCOLANTE RAPPORTO ( T.F.R.)

* RATEI E RISCONTI * DEBITI

* RATEI E RISCONTI

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I PRINCIPI CONTABILI DELLO STATO PATRIMONIALE

1. Principio della continuità di funzionamento:


Le attività (assets) sono costituite soltanto dalle
risorse di proprietà che hanno un valore
economico per l’attività futura dell’azienda;
2. Principio di omogeneità: Le attività e le passività
devono essere espresse in una unità di misura
omogenea (unità monetaria a valore nominale
costante); tutte le attività che non possono essere
espresse con un valore monetario quantificabile
non devono essere prese in considerazione;
3. Principio dell’identità giuridica: per qualunque
forma giuridica d’impresa (persone e capitale) le
voci di bilancio si riferiscono all’impresa e non alla
proprietà.
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5
I PRINCIPI CONTABILI DELLO STATO PATRIMONIALE
4. Principio del duplice aspetto:
a) Non vi è una corrispondenza biunivoca tra singole
voci dell’attivo e singole voci del passivo. Ciascuna
voce del passivo (passività o patrimonio netto) può
essere stata fonte di copertura di più voci dell’attivo. In
conseguenza interessa soltanto il bilanciamento
globale.
Totale Attivo = Totale Passivo
b) Le fonti di copertura (passivo) sono costituite da
mezzi propri (patrimonio netto) e da mezzi di terzi
(passività a breve ed a medio e lungo termine).
Mentre i terzi possono (in virtù del primo aspetto) far
valere i loro diritti sul totale dell’attivo, la proprietà ha
diritti residuali derivanti dall’equazione:
Patrimonio Netto = Totale attivo – Passività (terzi)

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I PRINCIPI CONTABILI DELLO STATO PATRIMONIALE


5. Principio del costo:
a. Quando una azienda acquisisce una attività la registra ad
un costo certo (prezzo di acquisto);
b. La vendita di una attività avviene, per contro, a valori di
mercato caratterizzati dalla variabilità nel tempo e dalla
soggettività di chi effettua la stima;
c. Il principio della continuità di funzionamento assicura che
parte delle risorse (immobilizzazioni) non saranno alienate
nel breve periodo;
d. Le considerazioni precedenti impongono il principio del
costo che impone il riferimento al costo storico delle attività
e il riferimento alla utilizzazione economica futura della
risorsa. L’attività deve quindi essere riportata nello stato
patrimoniale al valore:
Valore attività = Costo storico – Ammortamenti

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6
COMPONENTI DELL’ATTIVO
VOCI ATTIVO SPIEGAZIONE

* Nell'atto costitutivo delle società di


capitali è indicato il capitale sociale
(minimo legale 20 mil. per S.r.l. e 200 mil.
per le S.p.a.)

* Il capitale sociale serve, oltre che alla


gestione d'impresa, a garantire i creditori
che il patrimonio (complesso dei beni in
CREDITI VERSO denaro ed in natura posseduti dalla società)
vale almeno i 2/3 del capitale sociale
SOCI (valore complessivo monetario del
conferimento dei soci) ;

* Il capitale sociale indicato nell'atto


costitutivo è quello sottoscritto.
All'atto della costituzione i soci devono
versare almeno i 3/10; la rimanente parte
può essere versata successivamente.
La differenza tra capitale sottoscritto e
capitale versato costituisce la voce dello
attivo : crediti verso soci.

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COMPONENTI DELL’ATTIVO
IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI
Oneri pluriennali ammortizzabili in più
esercizi:

Brevetti, concessioni, marchi, avviamento,


ricerca, pubblicità, costi di impianto e di
ampliamento, ….

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7
COMPONENTI DELL’ATTIVO
IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI
Costi storici o rivalutati (rivalutazione
evidenziata), comprensivi dei costi di
manutenzione straordinaria, dei beni
strumentali per l'attività a lento ciclo di
utilizzo.

Terreni e fabbricati; Impianti e macchinari;


Attrezzature; Arredi; Altri beni.

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COMPONENTI DELL’ATTIVO
IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE
Crediti a lunga scadenza ed immobilizzi
finanziari per partecipazione in altre imprese:
*Diverse : mutui attivi, prestiti ad altre imprese,
depositi cauzionali, crediti finanziari verso altre
imprese ,....)
* Partecipazioni in:
- imprese controllate;
- imprese collegate;
- altre imprese
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8
ATTIVO CORRENTE
I- RIMANENZE:
* Materie prime, ausiliarie, di consumo;
* Semilavorati;
* Prodotti finiti
II- CREDITI A BREVE:
* verso clienti;
* verso altre imprese;
* verso altri
III- CREDITI DA ATTIVITA’ FINANZIARIE A BREVE
* Titoli
* Partecipazioni altre imprese
* Azioni proprie
IV- DISPONIBILITA' LIQUIDE
* Depositi bancari; * Assegni; * Cassa
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RATEI E RISCONTI ATTIVI


I- RATEI:
La parte di ricavo relativa allo esercizio in chiusura che si
concretizzerà finanziariamente nel prossimo esercizio.
Esempi: Affitti attivi ad incasso posticipato; Interessi su
obbligazioni

II- RISCONTI:
Neutralizzazione di un costo evidenziato totalmente nel conto
profitti e perdite, che si riferisce in parte all'esercizio prossimo.
La quota di costo, già liquidato, che si riferisce allo esercizio
prossimo costituisce un risconto attivo.
Esempi: Affitti passivi anticipati; Premi su polizze assicurative

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9
RATEI E RISCONTI ATTIVI

STATO PATRIMONIALE
CONTI ECONOMICI
ESERCIZIO IN CHIUSURA

ATTIVO PASSIVO ESERCIZIO IN ESERCIZIO


CHIUSURA SUCCESSIVO

RICAVI COSTI RICAVI COSTI


Rateo
Ratei
Rateo

Ratei
Risconto
Risconti
Risconto
Risconti

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COMPONENTI DEL PASSIVO


PATRIMONIO NETTO
CAPITALE SOCIALE
+
RISERVE
+
UTILI (PERDITE) ESERCIZI PRECEDENTI
+
UTILE (PERDITA) ESERCIZIO IN CHIUSURA
PATRIMONIO NETTO

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10
COMPONENTI DEL PASSIVO
VOCI PAS. SUDDIVISIONE SPIEGAZIONE

ACCANTONA- Concorrono alla formazione


F MENTI dell'utile nel conto profitti e
O perdite. Pertanto esistono
N specifiche norme fiscali per i limiti
D di deducibilità.
I Sono creati per frazionare in più
esercizi i rischi e gli oneri
R pluriennali per i quali manca
I l'esatta determinazione.
S
C
H - QUIESCENZA
I E
PREVIDENZA
E
- IMPOSTE
O
N - ALTRI Esempi:
E - rischi su crediti;
R - rischi su cambi;
I - operazioni concorsi a premi;
- manutenzioni periodiche.

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COMPONENTI DEL PASSIVO


VOCI PAS. SUDDIVISIONE SPIEGAZIONE

T Concorre alla formazione dell'utile


R ACCANTON. nel conto profitti e perdite.
A T.F.R. Pertanto esistono specifiche norme
T fiscali per i limiti di deducibilità.
T
A A norma dell'art.2120 del c.c. in
M ogni caso di cessazione del
E rapporto di lavoro subordinato
N compete un trattamento di fine
T rapporto pari alla retribuzione
O annua corrisposta al lavoratore
divisa per 13,5 e moltiplicata per
D gli anni di lavoro.
I Il fondo costituisce un costo a
"maturazione progressiva" varia-
F bile negli anni con la posizione e la
I retribuzione del lavoratore.
N L'accantonamento realizzato costi-
E tuisce una fonte di finanziamento
per l'azienda ed un risparmio
RAPPORTO obbligato per il lavoratore.

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11
COMPONENTI DEL PASSIVO

VOCI PAS. SUDDIVISIONE SPIEGAZIONE

- Prestiti obbligazionari;
DEBITI CON- - Mutui;
SOLIDATI - Debiti diversi pagabili oltre
D (a media/lunga 12 mesi;
scadenza) - Anticipazioni da soci
E
B
I - Debiti verso banche;
T DEBITI - Debiti verso fornitori;
CORRENTI - Cambiali passive;
I (a breve) - Debiti diversi

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RATEI E RISCONTI PASSIVI


I- RATEI:
Costo già maturato nello esercizio in chiusura che si
concretizza nel prossimo esercizio.
Esempio: Affitti passivi posticipati

II- RISCONTI:
Neutralizzazione di un ricavo evidenziato totalmente nel
conto profitti e perdite, in parte di competenza dello esercizio
prossimo.
Si tratta di ricavi conseguiti in via anticipata.
Esempio: anticipi su commesse in corso di produzione

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12
RATEI E RISCONTI ATTIVI

STATO PATRIMONIALE
CONTI ECONOMICI
ESERCIZIO IN CHIUSURA

ATTIVO PASSIVO ESERCIZIO IN ESERCIZIO


CHIUSURA SUCCESSIVO

RICAVI COSTI RICAVI COSTI


Rateo
Ratei
Rateo

Ratei
Risconto
Risconti
Risconto

Risconti

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LO STATO PATRIMONIALE

ATTIVO PATRIMOIO NETTO


IMMOBLIZZATO
ATTIVO DEBITI A M/L
CORRENTE
DEBITI A BREVE

ATTIVO/IMPIEGHI PASSIVO/FONTI

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13
CONTO ECONOMICO
Documento che evidenzia le variazioni intervenute nel
patrimonio netto aziendale in un dato periodo e cioè le
transazioni che determinano variazioni nelle riserve di utili
(ricavi e costi).
I ricavi sono incrementi che il capitale netto subisce a seguito
della gestione.

I costi sono decrementi che il capitale netto subisce a seguito


della gestione.

La differenza tra i ricavi ed i costi misura il reddito prodotto


dalla gestione e quindi le variazioni sul patrimonio netto che
la gestione ha determinato.

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IL CONTO ECONOMICO – Concetti di base

• Il bilancio di cassa registra le entrate e le uscite e quindi le


variazioni di cassa.
• Il bilancio di competenza registra i ricavi ed i costi di periodo.

ATTENZIONE
Per il principio di competenza il ricavo si manifesta alla data
della consegna dei prodotti al cliente, l’entrata di cassa al
momento del pagamento (non è detto che quest’ultimo
avvenga nel periodo amministrativo in esame);
L’acquisizione di una attività comporta una uscita di cassa
(spesa); il costo matura soltanto quando l’attività viene
consumata e nella misura in cui essa è consumata.

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14
I PRINCIPI CONTABILI DEL CONTO ECONOMICO

6. Principio di prudenza: registrare i ricavi (incrementi


del PN) alla data in cui essi sono certi; registrare i
costi (decrementi del PN) alla data in cui sono
ragionevolmente possibili;
7. Principio di rilevanza:: trascurare i fatti non rilevanti e
registrare tutti quelli rilevanti;
8. Principio di realizzazione dei ricavi: un ricavo si
realizza quando uno scambio con l’esterno ha
determinato una variazione misurabile delle attività
correnti;
9. Principio di competenza: un costo deve essere
attribuito al periodo in cui l’attività corrispondente si
è consumata (definizione di costo: equivalente
monetario del consumo e/o utilizzo di una risorsa)
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CONTO ECONOMICO
A - VALORE DELLA PRODUZIONE
Ricavi dalle vendite e dalle prestazioni; Altri ricavi e proventi; Variazioni del
valore delle rimanenze prodotti finiti ed in corso di lavorazione; Incremento del
valore delle immobilizzazioni con lavori in economia
B - COSTI DELLA PRODUZIONE
Materie prime, sussidiarie, di consumo; Servizi (Illuminazione, F.M., Vapore,
etc); Beni di terzi; Personale (addetti e non addetti alla produzione);
Ammortamenti; Variazione del valore delle rimanenze: materie prime, sus.,
consumo; Accantonamenti; Oneri diversi di gestione
RO = (A- B) RISULTATO OPERATIVO
C - PROVENTI ED ONERI FINANZIARI
PROVENTI : Proventi da partecipazioni in altre imprese; Proventi da crediti;
Titoli; Proventi diversi.
A SOTTRARRE
ONERI : Interessi passivi ed altri oneri finanziari.
D - RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE
RIVALUTAZIONI: Partecipazioni, Immobilizzazioni finanziarie, Titoli;
A SOTTRARRE
SVALUTAZIONI: Partecipazioni, Immobilizzazioni finanziarie, Titoli.
E - PROVENTI ED ONERI STRAORDINARI
PROVENTI: Plusvalenze; Sopravvenienze attive;
A SOTTRARRE
ONERI: Minusvalenze; Sopravvenienze Passive.
SGFS = (C+D+E)
SALDO GESTIONE FINANZIARIA E STRAORDINARIA
R = R0+SGFS
REDDITO LORDO
I IMPOSTE
V RETTIFICHE ED ACCANTONAMENTI IMPOSTI
DA NORME TRIBUTARIE
U= R-I-V
UTILE (PERDITA)
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15
CONTO ECONOMICO ED AREE GESTIONALI
+Ricavi Netti
+/- Variazioni Rimanenze Semil./ Prodotti
+Incrementi Immobilizzazioni Materiali

CARATTERISTICA
+ Contributi C/esercizio
Valore della Produzione

GESTIONE

OPERATIVA
GESTIONE
- Acquisti netti
+/- Variazione rimanenze materie prime, merci
- Costi per servizi e godimento beni di terzi
Valore Aggiunto
- Costo del lavoro
Margine Operativo Lordo (M.O.L)
- Ammortamenti Immobilizzazioni materiali
- Svalutazione del Circolante
Margine Operativo Netto
+/- Saldo Ricavi/Oneri diversi
+ Capitalizzazioni Immobilizzazioni Immateriali EXTRA
Utile Corrente Ante Gestione Finanziaria
CARAT.

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CONTO ECONOMICO ED AREE GESTIONALI


Utile Corrente Ante Gestione Finanziaria

+Proventi finanziari GESTIONE ATTIVITA’


- Perdite finanziarie FINANZIARIE
Utile Corrente Ante Oneri finanziari

- Oneri Finanziari GEST. FINANZIARIA


+/- Plus/Minusvalenze
+/- Proventi e Oneri straordinari GEST. STRAORD.
Risultato Ante Imposte

- Imposte sul reddito


- Imposte diverse GEST. TRIBUTARIA
Risultato netto rettificato
- Ammortamenti Anticipati RETTIFICHE
+/- Rettifiche per norme tributarie CONTABILI
+/- Saldo Riserve
UTILE/PERDITA DI ESERCIZIO

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16
IL CONTO ECONOMICO – gestione caratteristica
Ricavi per vendite e Materie prime, sussidiarie,
prestazioni di consumo
Servizi
Variazione
Godimento beni di terzi
rimanenze prodotti (affitti, canoni di leasing)
finiti e semilavorati Personale
Variazione lavori in Ammortamenti
corso Svalutazioni
Incremento di Variazione rimanenze
immobilizzazioni per materie prime e sussidiarie
lavori interni Accantonamenti per rischi
Altri accantonamenti
Altri ricavi e proventi
Oneri diversi di gestione
A. Valore della produz.
B. Costi della produzione
(A-B) RO Risultato Operativo
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IL VALORE AGGIUNTO

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17
RICLASSIFICAZIONE A VALORE AGGIUNTO
Materie prime, sussidiarie, di
Ricavi per vendite e consumo
prestazioni Variazione rimanenze materie
Variazione prime e sussidiarie
rimanenze prodotti Servizi
finiti e semilavorati Godimento beni di terzi (affitti,
canoni di leasing) .
Variazione lavori in VALORE AGGIUNTO
corso Personale .
Incremento di MARGINE OPER. LORDO
immobilizzazioni per Ammortamenti
Svalutazioni
lavori interni
Accantonamenti
Altri ricavi e proventi Oneri diversi di gestione
A. Valore della produz. B. Costi della produzione

(A-B) RO Risultato Operativo


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CONTO ECONOMICO

MARGINE
A RICAVI DI
CONTRIB. RISUL.
OPERAT.
R. NETTO

B A -B A-B-C A-B-C-D
COS. VAR

C COS. FIS COSTI VARIABILI DI PRODUZIONE 1


COS. VAR
COSTI VARIABILI NON DI PRODUZIONE
D Oneri finanziari e tributari

COSTI FISSI DI PRODUZIONE 2


COS. FIS
COSTI FISSI NON DI PRODUZIONE

1 2

COSTO DELLA PRODUZIONE VENDUTA


oppure
COSTO DEL VENDUTO

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18
RICLASSIFICAZIONE A COSTO DEL VENDUTO
Ricavi per vendite e
prestazioni . Costi generali di
Consumi Materie prime, amministrazione (personale,
(A +RI – RF) oneri di gestione,
ammortamenti).
Altri costi industriali
(personale tecnico,
ammortamenti tecnici, Costi generali commerciali e/o
servizi per la produzione) di vendita……………………….
Variazione rimanenze RISULTATO OPERATIVO
prodotti finiti e semilavorati
(RI –RF) :
COSTO DEL VENDUTO.

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NOTA INTEGRATIVA
NOTA INTEGRATIVA
IN ACCORDO ALLA DIRETTIVA C.E.E. GIA' RECEPITA E' UN
DOCUMENTO DEL BILANCIO
DEVE INDICARE:
* I criteri applicati nella valutazione delle voci di bilancio, nelle rettifiche
dei
valori e nella conversione di valuta;
* I movimenti delle immobilizzazioni (costo originario, rivalutazioni,
ammortamenti, svalutazioni, alienazioni);
* Analisi delle immobilizzazioni immateriali;
* Analisi delle voci: costo d’impianto, ampliamento, ricerca, sviluppo,
pubblicità;
* Elenco partecipazioni in società controllate o collegate con notizie
identificabili nello stato patrimoniale e nel risultato di gestione delle
stesse;
* L'ammontare dei crediti e dei debiti di durata ultra quinquennale;
* L'analisi dei fatti che generano ratei e risconti;
* L'analisi dettagliata dei conti d'ordine;
* Analisi di alcune voci del conto economico:(dettagli su proventi ed oneri
straordinari, ripartizione dei ricavi per aree geografiche e categorie di
attività)
* Notizie sul numero dei dipendenti;
* Ammontare dei compensi degli amministratori e dei sindaci
IN SOSTANZA DISAGGREGA LE VOCI FONDAMENTALI DEL
BILANCIO IN MODO DA RENDERE LO STESSO TRASPARENTE ED
ANALIZZABILE

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19
RELAZIONE DI GESTIONE

RELAZIONE DI GESTIONE
CONTIENE:

* Rapporti con imprese collegate, controllanti e controllate con


l'indicazione del numero e del valore delle azioni;

* Attività di ricerca e sviluppo promosse dall'impresa;

* I fatti di rilievo avvenuti e l'evoluzione prevedibile della gestione;

PER LE SOCIETA' QUOTATE IN BORSA DEVE ESSERE REDATTA


ANALOGA RELAZIONE DA INVIARE ALLA CONSOB ENTRO TRE
MESI DAL TERMINE DEL PRIMO SEMESTRE DI ESERCIZIO

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PRECISAZIONI: AMMORTAMENTI
L'ammortamento è un procedimento contabile che accantona a scadenze
periodiche delle rate in modo da costituire un fondo finanziario sufficiente a
sostituire un bene a fecondità ripetuta al termine degli n periodi della sua
vita utile.

Per determinare la rata di ammortamento occorre dare una risposta ai


seguenti quesiti:
DOMANDE:
•Quale è il valore del bene da ammortizzare (fondo finanziario da costituire) ?
•Quale procedimento contabile utilizzare ?
•Quali scadenze periodiche ?
•Quale è la vita utile del bene ?

LA RISPOSTA ALLE DOMANDE NECESSITA PRELIMINARMENTE LA


DEFINIZIONE DEGLI SCOPI CHE SI PERSEGUONO.

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20
AMMORTAMENTI DELLE IMMOBILIZZAZIONI
IMMATERIALI (BILANCIO CIVILISTICO)
IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI IN SENSO STRETTO (BENI)
(Brevetti, marchi, diritti di concessione, avviamento, etc)

Ammortamenti:
Valgono le procedure delle immobilizzazioni materiali.
Secondo i principi contabili a quote costanti entro 5 anni in relazione alla residua
possibilità di utilizzazione.

ALTRE IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALI


(Pubblicità, ricerca e sviluppo, addestramento personale, costi di impianto)

Ammortamenti:
Secondo i principi contabili a quote costanti entro 5 anni.
Fino a che tali ammortamenti non sono stati completati, possono essere
distribuiti dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire
l'ammontare ancora non ammortizzato.
Prof. Sergio Noto La Diega - Corso di Economia ed Organizzazione Aziendale 41

AMMORTAMENTI DELLE IMMOBILIZZAZIONI


MATERIALI (BILANCIO FISCALE)
IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI
* Valore da ammortizzare:
costo storico comprensivo degli oneri di installazione e collaudo e delle
manutenzioni straordinarie;
* Durata:
il fisco fissa il numero di anni minimo (coefficienti per categorie
omogenee di beni) ed il numero di anni massimo, pari al doppio del
minimo, in cui il bene deve essere ammortizzato con quote costanti.
Nel primo anno in cui i beni entrano in funzione si applica la quota di
ammortamento minima (metà dei coefficienti corrispondenti alla durata
minima).
* Procedimenti:
Ordinario: con quote di ammortamento comprese tra le minime e le
massime;
Intensivo o accelerato: con quote superiori alle massime (ben motivate con
un maggior sfruttamento dei beni);
Anticipato: per incentivare l'ammodernamento dei beni il fisco consente
nell'esercizio in cui il bene entra in funzione e nei due esercizi successivi a
titolo di ammortamento anticipato, una quota di ammortamento aggiuntiva
pari alla massima;
Decelerato: con quote inferiori alla minima (ben motivate da una minore
utilizzazione del bene )
Prof. Sergio Noto La Diega - Corso di Economia ed Organizzazione Aziendale 42

21
VALUTAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI
(IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE)

* Non riguardanti Società controllate o collegate:


Criterio del costo di acquisto;

* Società collegate (partecipazione in misura superiore al


20% ; 10% per le Società quotate in borsa):
Criterio del costo di acquisto;

* Società controllate (maggioranza nell'assemblea ordi-


naria):
Criterio del valore patrimoniale delle azioni.

Se nell'esercizio successivo emergono plusvalenze queste


vengono iscritte in una riserva non distribuibile.
Prof. Sergio Noto La Diega - Corso di Economia ed Organizzazione Aziendale 43

PRECISAZIONI: VALUTAZIONE DELLE GIACENZE


Esempio QUANTITA' COSTO COSTO
UNITARIO TOTALE
RIMANENZE 100 10 1.000
INIZIALI
ACQUISTI 100 15 1.500
PRELIEVO (120)
ACQUISTI 120 20 2.400
PRELIEVO (150)
RIMANENZE FINALI 50

METODI DI VALUTAZIONE

LIFO (Last Input First Output): Valore Rim. Fin. 500

FIFO (First Input First Output): Valore Rim. Fin. 1.000

C.P.M. (Costo Medio Ponderato): Valore Rim. Fin. 850

C.S. (Costo Specifico): Valore Rim. Fin. 500<V<1.000

LIFO A SCATTI (Metodo C.P.M. sullo strato di scorte di ogni esercizio


e metodo LIFO tra gli strati separati dei diversi esercizi )
Metodo BILANCIO CIVILE BILANCIO FISCALE
LIFO A SCATTI Consentito Consentito
FIFO Consentito Vietato con inflazione (Prezzi
crescenti)
COSTO SPECIFICO Consentito Consentito

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22
BILANCIO CONSOLIDATO (o di gruppo)

SECONDO LA DIRETTIVA C.E.E. SONO


OBBLIGATI A REDIGERE IL BILANCIO
CONSOLIDATO :

I GRUPPI ECONOMICI (IMPRESE CON DIVERSI


SOGGETTI GIURIDICI) COSTITUITE DA SOCIETA'
DI CAPITALI;

GLI ENTI PUBBLICI AVENTI COME OGGETTO UNA


ATTIVITA' COMMERCIALE, LE SOCIETA'
COOPERATIVE E LE MUTUE ASSICURATRICI.

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BILANCIO CONSOLIDATO (continua)

METODI DI CONSOLIDAMENTO

TEORIA DELLA PROPRIETA'


Il bilancio consolidato dell’holding si ottiene sostituendo le
partecipazioni con il valore di funzionamento delle società partecipate
PROCEDIMENTO ANALITICO PROCEDIMENTO
SINTETICO
Consolidamento Consolidamento proporzionale Adegua il valore delle
Globale _________________ partecipazioni a quello
________________ La voce partecipazioni viene della corrispondente quota
La voce partecipazioni viene sostituita dalle attività e di patrimonio netto delle
sostituita dai valori analitici passività dei bilanci delle società partecipate
delle singole attività e partecipate in proporzione alle ( Esempio :
passività delle società partecipazioni * quota di partecipa-
partecipate in proporzione zione 70%;
alle partecipazioni * patrimonio netto
della partecipata 500;
* valore della parteci-
pazione 350 )

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23
INDICATORI DI CONFRONTO TRA ATTIVITA' E PASSIVITA'

ATTIVO PASSIVO

LIQUIDE
DEBITI
DIFFER. A BREVE

MAGAZ.
M.T. C. C.
DEBITI
CONS.

IMMOB.
PATRIM.
NETTO

INDICATORI:

CIRCOLANTE = ATTIV. CORRENTI - PASSIV. CORRENTI

M. TESORERIA = ATTIV. (LIQ.+ DIF.)- PASSIV. CORRENTI=


= CIRCOLANTE - MAGAZZINO

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SCOMPOSIZIONE DEL CIRCOLANTE

Attività liquide
Debiti V/banche
Crediti commerciali __
Debiti V/fornitori
Magazzino .
PASSIVO CORRENTE
ATTIVO CORRENTE

CIRCOLANTE = ATTIVO CORRENTE – PASSIVO


CORRENTE =
(Crediti commerciali + Magazzino – Debiti V/fornitori) +
(Attività liquide – Debiti V/banche) =
CIRCOLANTE OPERATIVO + POSIZIONE FINANZIARIA

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24
INDICATORI DI CONFRONTO TRA ATTIVITA' E PASSIVITA'

ATTIVO PASSIVO
Margine di struttura > 0
Immobilizzazioni LIQUIDE
DEBITI
finanziate con Capitale DIFFER. A BREVE

Proprio;
MAGAZ.
DEBITI
Margine di struttura < 0 CONS.
M. S.
Immobilizzazioni
finanziate in parte con IMMOB.
PATRIM.
Capitali di Terzi NETTO

Un margine di struttura
negativo è indice di un
fabbisogno finanziario INDICATORI:
durevole M. STRUTTURA = PATR. NETTO - ATT. IMMOBILIZZATE

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INDICI DI VALUTAZIONE DELLO STATO PATRIMONIALE

Indice di solidità:
CAPITALE NETTO
ICI = ; I ≥ 1 ⇔ MS ≥ 0
ATTIVITA' IMMOBILIZZATE CI SOLIDITA' PATRIMONIALE
Ici
Indice di indebitamento:
CAPITALE NETTO ZONACRITICA
Ii = CAPITALE DI TERZI ; CALCOLARE INDICI
MENO RESTRITTIVI 1
Indice di liquidità secca:
ATTIVITA' CORRENTI − MAGAZZINO 1 1
Ils = ;
PASSIVITA' CORRENTI

Ils ≥ 1 ⇔ MT ≥ 0 e CN ≥ 0 LIQUIDITA' Ils Ii INDEBITAMENTO

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25
INDICI MENO PRUDENZIALI DELLO STATO PATRIMONIALE

Indice di solidità: SOLIDITA' PATRIMONIALE


CAPITALE NETTO + PASS .CONSOLIDATE
1
I*CI = ;
ATTIVITA' IMMOBILIZZATE
ZONA CRITICA
Indice di indebitamento: I*ci
CAPITALE NETTO + PASS .CONSOLIDATE
I* = CAPITALE DI TERZI A BREVE ;
i

1 I*liq I*i 1
Indice di liquidità o
LIQUIDITA' INDEBITAMENTO
disponibilità
ATTIVITA' CORRENTI *
I*liq = ; I ≥ 1 ⇔ CN ≥ 0
PASSIVITA' CORRENTI liq

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INDICI DERIVATI DAL CONTO ECONOMICO


INDICE INTERPRETAZIONE

* Redditività delle Misura quanto rendono in


vendite ( ROS ) = percentuale le vendite e in altre
UTILE OPERATIVO parole la capacità remunerativa
____________________
RICAVI NETTI
del flusso dei ricavi tipici
dell'azienda in esame.

* Capacità di mantenimento Misura quanto incidono il netto


Utile = dei proventi ed oneri finanziari e
UTILE NETTO patrimoniali, gli oneri straordinari
____________________
UTILE OPERATIVO
e le imposte sulla redditività netta.

* Rotazione delle scorte = Il denominatore si assume pari


alla giacenza media nello
COSTO DEL VENDUTO esercizio.
________________________
COSTO GIACENZE MAG.
Indica il numero delle volte in cui
le scorte si trasformano in volume
d’attività; velocità di rinnovo del
capitale investito in scorte.
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26
Informazioni: Stato Patrimoniale Informazioni: Conto Economico
PASSIVO
A -B
MARGINE
DEBITI A-B-C
DI
A BREVE CONTRIB. RISUL. A-B-C-D
OPERAT.
R. NETTO
T
DEBITI
CONS.

N
PATRIM.
NETTO

ROI = (R.O.): K
ROE = [(R.N.): N][(R.O):(R.O)][K:K]
ROE = [(R.O):K][(R.N.):(R.O)][K:N]
ROE = (R.N.): N

ROE = ROI x [(R.N.):(R.O)][K:N]

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LA LEVA FINANZIARIA

ROE = ROI x [(R.N.):(R.O)][K:N]

R.N = R.O. - i x T

N x ROE = K x ROI - i x T

N x ROE = (T+N) x ROI - i x T

ROE = ROI + (T:N)(ROI - i)

Se ROI > i ROE > ROI



Se ROI < i ROE < ROI

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27
INDICI DI REDDITIVITA’
INDICE INTERPRETAZIONE

* Redditività del capitale Esprime il rendimento economico


investito (ROI - Return dell'intero capitale impiegato a
On Investment ) = prescindere dalla sua provenienza
UTILE OPERATIVO
(proprio e di terzi)
_______________________
CAP. PROPRIO E TERZI

* Redditività del capitale Misura la remunerazione del


proprio (ROE - Return On capitale di rischio.
Equity) = E' usato come indicatore sintetico
UTILE NETTO
della gestione annuale.
____________________
PATRIMONIO NETTO

* Redditività del capitale di Misura la remunerazione del


terzi (ROD - Return On capitale di terzi oneroso
Debit ) = (esclusione quindi dei ratei e
ONERI FINANZIARI
_____________________
risconti passivi, fondi spese e
CAPITALE DI TERZI normalmente anche il fondo TFR).

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Indici di efficienza ciclo : liquidità - investimenti - liquidità


STATO PATRIMONIALE CONTO ECONOMICO
ATTIVO PASSIVO

Ricavi netti da vendita


LIQUIDE Rotazione del Capitale Investito =
DEBITI Capitale investito ( K )
DIFFER. A BREVE
A RICAVI
Ricavi netti da vendita
MAGAZ. Rotazione delle Attività Correnti =
Attività correnti
DEBITI
CONS. COSTI DI PRODUZIONE
B COS. VAR
Rotazione dei Crediti =Vendite a Credito
COSTI DI PRODUZIONE Crediti
IMMOB. C COS. FIS
PATRIM.
NETTO D Oneri finanziari e tributari
Acquisti a credito
Rotazione dei Debiti =
Debiti
COSTI DELLA PRODUZIONE

Costo della produzione


Rotazione delle Scorte =
Valore Magazzino

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28
Indici di efficienza ciclo : liquidità - investimenti - liquidità

* Rotazione del capitaleEsprime quante volte il capitale


investito = investito si trasforma in ricavi nel
periodo in esame.
RICAVI NETTI VENDITA
_______________________
Un indice elevato è indicativo di
CAP. PROPRIO E TERZI buon investimento (fatturato elevato
con poco immobilizzo di denaro)

* Rotazione delle attività Fornisce indicazioni della velocità di


correnti = ritorno in forma liquida del
circolante lordo
RICAVI NETTI VENDITA Al denominatore crediti verso clienti
____________________
ATTIVITA' CORRENTI
* Rotazione dei crediti =(al netto fondo svalutazione) e
cambiali attive commerciali. Indica
VENDITE NETTE A CRED. un miglioramento quando aumenta
_____________________
CREDITI
perché rappresentativo del numero
dei rinnovi dei crediti.
Al denominatore debiti verso
* Rotazione dei debiti = fornitori e cambiali passive
commerciali. Indica un
ACQUISTI A CREDITO miglioramento quando diminuisce
_____________________
DEBITI
perché rappresentativo del numero
dei rinnovi dei debiti.

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LA CATENA DEGLI INDICI


ROE = RN/N

RN/N = (RN/RO)(RO/K)(K/N)
RO/K = (RO/V)(V/K)

(RO/V) (V/K)
(RN/RO) (RO/K) (K/N)
ROS Rotazione
Capacità ROI Indice di
Redditività del Capitale
mantenimento indebitamento
delle vendite investito
dell'utile

V/K = (V/AC)(AC/K)

(V/AC) (AC/K)
Rotazione Dipende da :
delle Attività
Correnti * Rotazione delle
Scorte Cv/M;

* Rotazione dei
Crediti;

* Rotazione dei
Debiti

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29
STATISTICHE SUL ROI
(Fonte: Claran Walsh - I ratios strumenti chiave di gestione, Biblioteca Financial Times 1993)

80%
del campione
50%
del campione • Il valore medio del ROI del campione di aziende esaminato negli Stati Uniti (1990)
è pari al 15%;
• 50% del campione presenta un ROI compreso tra il 12% ed il 18%;
• 80% del campione presenta un ROI compreso tra il 9% ed il 23%;

ROI
9% 12% 15% 18% 23%
ROI medio dei Settori:
Dettaglio alimentare 16% Grandi Magazzini 15%
Produz. alimentare 15% Birra - Distillerie 11%
Chimico 13% Sanitario 27%

ROS dei Settori Rotazione del capitale


Distribuzione 7% Distribuzione 2
Telecomunicazioni 25% Telecomunicazioni 0,6
Manifatturiero 12% Manifatturiero 1,2
Chimico 11% Chimico 1,2
Sanitario 33% Sanitario 0,8
Produz. Alimentare 9% Produz. Alimentare 1,7

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STATISTICHE SUL ROE


(Fonte: Claran Walsh - I ratios strumenti chiave di gestione, Biblioteca Financial Times 1993)

80%
del campione
50%
del campione • Il valore medio del ROE del campione di aziende esaminato negli Stati Uniti
(1990) è pari al 18%;
• 50% del campione presenta un ROE compreso tra il 13% ed il 24%;
• 80% del campione presenta un ROE compreso tra il 9% ed il 38%;

ROE
9% 13% 18% 24% 38%

ROE medio dei Settori:


Dettaglio alimentare 22% Grandi Magazzini 16%
Produz. alimentare 27% Birra - Distillerie 11%
Chimico 17% Sanitario 31%

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30
ANALISI DELLO STATO AZIENDALE

ANALISI QUANTITATIVA

ANALISI ANALISI ANALISI


STRUTTURALE REDDITUALE FINANZIARIA

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ANALISI STRUTTURALE
EQUILIBRIO STRUTTURALE
Tende ad accertare la corretta IMPIEGHI FONTI
corrispondenza tra fonti ed impieghi.
ATTIVITA' PASSIVITA'
Si ha equilibrio strutturale quando il A BREVE A BREVE
margine di struttura risulta positivo e
ATTIVITA' CAPITALI
cioè i capitali permanenti finanziano IMMOBILIZ. PERMANENTI
gli investimenti durevoli (attività
IMMOBILIZZI PATRIMONIO
immobilizzate) mentre le passività a IMMATER. NETTO
breve (compreso credito ordinario)
FONDI
sono utilizzate per le attività correnti. IMMOBILIZZI
RISCHI&ONERI
MATERIALI
Tanto maggiore è il margine di
FONDO
struttura tanto più elevato è il grado IMMOBILIZZI
TFR
FINANZIARI
di patrimonializzazione dell’impresa
DEBITI
e lo sviluppo sostenibile. A MEDIO &
LUNGO TER.

EQUILIBRIO
[Link].> IMMOBILIZZI

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31
ANALISI STRUTTURALE
1) Non è sufficiente verificare l’esistenza di equilibrio strutturale, occorre
accertare come esso è ottenuto. I riflessi sulla redditività sono diversi a seconda
che l’equilibrio sia raggiunto utilizzando fondi onerosi (debiti a medio e lungo
termine) o non onerosi (accantonamenti, fondo T.F.R. e patrimonio netto);

ESEMPI:
VARIAZIONI STRATEGIA
2) Occorre ancora
Incremento immobilizzi SVILUPPO
analizzare gli
materiali * aumento di capacità
ultimi bilanci per
produttiva;
comprendere le * ampliamento della
strategie aziendali. produzione;
3) Si tratta di * diversificazione del
verificare come si ciclo di produzione
sono modificate Incremento immobilizzi DIFFERENZIAZIONE
nel tempo le varie immateriali
voci dell’attivo (brevetti, ricerca)
immobilizzato e Incremento immobilizzi INTEGRAZIONE
del capitale finanziari
permanente. (partecipazioni)

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DINAMICA DEL CAPITALE CIRCOLANTE OPERATIVO


(Aumento o riduzione crediti commerciali)
AUMENTO DEI CREDITI COMMERCIALI
CAUSE VALUTAZIONE
* AUMENTO DELLE VENDITE POSITIVA:
se esiste proporzionalità

*MAGGIORE DILAZIONE AI NEGATIVA:


CLIENTI Si è verificata una difficoltà di
collocare sul mercato la
produzione

*DIFFICOLTA’ DI RECUPERO NEGATIVA:


CREDITI Oltre al rischio di perdita di
risorse finanziarie, vi è il rischio
DIMINUZIONE DEI CREDITI COMMERCIALI di perdita di redditività (costi nel
CAUSE VALUTAZIONE conto economico)
* CONTRAZIONE VENDITE NEGATIVA:
Cercare le cause

*RIDUZIONE DILAZIONE AI POSITIVA:


CLIENTI Dimostra un aumento del potere
contrattuale

* RECUPERO CREDITI POSITIVA:


Occorre capire perché i crediti
sono rimasti immobilizzati per
evitare che si ripeta nel futuro
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32
DINAMICA DEL CAPITALE CIRCOLANTE OPERATIVO
(Aumento delle rimanenze)

AUMENTO DELLE RIMANENZE


CAUSE VALUTAZIONE
* AUMENTO DELLA POSITIVA:
PRODUZIONE se esiste anche un aumento
delle vendite;
NORMALE:
se non vi è aumento delle
vendite
Verificare la rotazione del
magazzino
*DIFFICOLTA’ DI VENDITE NEGATIVA:
Accertare le cause della
contrazione delle vendite

*PREVISIONE DI AUMENTO PRUDENZIALE:


DEI COSTI DELLE FORNITURE Se non si verifica anche un
aumento dei prezzi della
produzione la speculazione
dello imprenditore si ritorce in
danno
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DINAMICA DEL CAPITALE CIRCOLANTE OPERATIVO


(Riduzione delle rimanenze)

DIMINUZIONE DELLE RIMANENZE


CAUSE VALUTAZIONE
* RIDUZIONE PRODUZIONE NEGATIVA:
Accertare le cause

*AUMENTO DELLE VENDITE POSITIVA:


Dimostra un aumento della
quota di mercato

* AZZERAMENTO MAGAZ. PRUDENZIALE:


La vendita in “blocco”
normalmente è sottocosto

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33
DINAMICA DEL CAPITALE CIRCOLANTE OPERATIVO
(aumento debiti commerciali)

AUMENTO DEBITI COMMERCIALI


CAUSE VALUTAZIONE
* INCREMENTO DEL VOLUME PRUDENZIALE:
DELLE VENDITE E’ indicativo di crescita, ma
occorre verificare le risorse
finanziarie dell’azienda

*MAGGIORI DILAZIONI POSITIVA:


Dimostra un aumento del
potere contrattuale

*DIFFICOLTA’ PAGAMENTO NEGATIVA:


Indica mancanza di liquidità e
potrebbe dar luogo ad azioni
legali da parte dei fornitori

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DINAMICA DEL CAPITALE CIRCOLANTE OPERATIVO


(riduzione debiti commerciali)

DIMINUZIONE DEBITI COMMERCIALI


CAUSE VALUTAZIONE
*CONTRAZIONE ATTIVITA’ NEGATIVA:
Accertare le cause

*RIDUZIONE DILAZIONE FOR. NEGATIVA:


Dimostra una riduzione del
potere contrattuale

* PAGAMENTO DEBITI PRUDENZIALE:


E’ importante verificare le
fonti utilizzate

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34
LE AREE DI GESTIONE E LA REDDITIVITA’
CONTO
AREA ECONOMICO

GESTIONE OPERATIVA
RICAVI
PROD.
GESTIONE
CARATTERISTICA
COSTI
PROD.

GESTIONE Prov/Oner.
EXTRACARATTER diversi
RISULTATO
GESTIONE Prov/Oner. OPERATIVO
FINANZIARIA FINANZIARI
INDEB.
GESTIONE Prov/Oner. (Leverage)
STRAORDINARIA STRAORD.
REDDITO
IMPOSTE NETTO

UTILE
NETTO

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L’INSOSTENIBILITA’ FINANZIARIA

INSOSTENIBILITA' FINANZIARIA
ROI < i
( i = Oneri finanziari / Capitale di terzi )

I POSSIBILI RIMEDI
GESTIONE OPERATIVA GESTIONE FINANZIARIA

* Incrementare la utilizzazione * Ricapitalizzare l'azienda;


delle risorse produttive, anche * Ricorso al leasing per nuovi
riducendo la capacità produttiva; investimenti;
* Rivedere il ciclo produttivo per * Consolidare il debito a breve;
ridurre i costi di produzione; * Ricorso a forme di credito
* Rivedere le politiche di gestione agevolato;
dei materiali ( materie prime;WIP
e prodotti finiti )
* Ridurre la dilazione alla clentela;

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35
LA STRUTTURA DEL CONTO ECONOMICO DI
PREVISIONE LE FONTI DI INFORMAZIONE

Il conto economico di previsione evidenzia il flusso di reddito stimato


per la nuova iniziativa e le modalità con cui esso viene generato;
nell’ambito di un Business Plan il conto economico fornisce gli
elementi di valutazione della iniziativa in termini di redditività e di
rischio dell’investimento.
Per una nuova iniziativa può essere opportuno redigere più conti
economici di previsione, relativi a diverse proiezioni temporali, con lo
scopo di evidenziare la strategia aziendale nel periodo di
avviamento ed a regime. Nel caso di un investimento programmato
da una organizzazione già operante, è altresì opportuno evidenziare
i differenziali di flusso di reddito ponendo a confronto i conti
economici di previsione in assenza ed in presenza dell’investimento
da realizzare.

Continua….

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LA STRUTTURA DEL CONTO ECONOMICO DI


PREVISIONE LE FONTI DI INFORMAZIONE
Tab1

VOCI DEL CONTO FATTORI FONTI DI


ECONOMICO SIGNIFICATIVI INFORMAZIONE1
1) Ricavi delle vendite e delle • Volumi di attività • Analisi del mercato (BP)
prestazioni
• Prezzo di vendita • Costo del prodotto + mark up
(BP) oppure analisi del mercato
2) Altri ricavi e proventi • Dipendenti dal settore Normativa agevolazioni
1. TOTALE RICAVI

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36
LA STRUTTURA DEL CONTO ECONOMICO DI
PREVISIONE LE FONTI DI INFORMAZIONE
Tab2
• Acquisti materie prime ed • Volumi acquistati Analisi del prodotto (distinta base) e
ausiliarie rendimenti delle fasi del ciclo di
produzione (BP)
• Prezzo unitario di acquisto Mercato di fornitura
• Costo del personale diretto • N° di addetti Carico di lavoro desunto dal ciclo di
produzione (BP)
• Costo aziendale per addetto Contratto nazionale del lavoro
relativo al settore
• Costi energetici • Consumi energetici Caratteristiche tecniche delle risorse
impiegate nel ciclo di produzione
(BP)
• Prezzi unitari fonti energ. Mercato di fornitura
• Ammortamenti • Vita utile del cespite • Piani di ammortamento
• Tasso di interesse • Numeri indici dei prezzi
industriali (ISTAT o Ass.
Industriali)
Continua • Costi storici immob. • Piano degli investimenti

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LA STRUTTURA DEL CONTO ECONOMICO DI


PREVISIONE LE FONTI DI INFORMAZIONE
Tab3

VOCI DEL CONTO FATTORI FONTI DI


ECONOMICO SIGNIFICATIVI INFORMAZIONE
• Manutenzioni e riparazioni • Tipologie dei cespiti • Piano degli investimenti (BP)
• Costi vari industriali • Diversi • Processi produttivi (BP)
• Variazioni di magazzino • Costi delle giacenze iniziali e L’inaffidabilità della stima consiglia
(iniziali-finali) finali delle materie prime, di non prendere in considerazione
semilavorati e prodotti finiti tale voce di costo in un conto
economico di previsione
4 - TOTALE COSTI INDUSTRIALI
1) RISULTATO LORDO
INDUSTRIALE

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37
LA STRUTTURA DEL CONTO ECONOMICO DI
PREVISIONE LE FONTI DI INFORMAZIONE
Tab4

1) Costi generali
• Commerciali • Volumi di vendita • Analisi del mercato (BP);
• Costi unitari distribuzione • Strategie aziendali
• Strategie promozionali
• Amministrative • N° unità di personale • Personale occupato (BP)
• Volumi di attività • Analisi del mercato (BP)
• Superfici occupate • Piano degli investimenti (BP)
2) (5-6) Risultato operativo
3) Oneri finanziari • Fonti di copertura • Piano di copertura fabbisogni
finanziari (BP)
4) Oneri tributari • Reddito netto (10) • Normativa vigente
5) Reddito Netto

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IL FABBISOGNO DI CAPITALE CIRCOLANTE


Il capitale di esercizio operativo (al netto degli oneri finanziari) è il capitale
necessario per gestire l’iniziativa; esso fa riferimento alla durata del ciclo del
flusso di cassa (intervallo tra la prima uscita di cassa e la prima entrata di
cassa) nell’ambito del ciclo operativo acquisti-produzione-vendite.
Il ciclo operativo, nel sistema composto da tre reparti: magazzino materie prime,
sistema di produzione e magazzino prodotto finiti, ha una durata pari a (il
ragionamento assimila il lotto ad una entità che deve attraversare i tre reparti):

To = Tmp + T p + T pf
• Tmp il tempo di permanenza medio della materia prima a magazzino;
• T p il tempo di produzione medio del lotto;
• T pf il tempo di permanenza medio del prodotto finito a magazzino;
La durata del ciclo del flusso di cassa (intervallo tra la prima uscita di cassa e la
prima entrata di cassa) e cioè del fabbisogno di circolante, vale:
Tcircolante = To − TF + Tc
• TF la dilazione concessa dai fornitori;
• Tc la dilazione concessa alla clientela.
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38
IL FABBISOGNO DI CAPITALE CIRCOLANTE

La figura riporta la rappresentazione grafica dei concetti esposti.

Tmp Tp Tpf Tc

MAGAZZINO PRODUZIONE MAGAZZINO Vendite


Materie prime Prodotti finiti [Link]
TF Tcircolante
Acquisti Uscite Entrate

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IL FABBISOGNO DI CAPITALE CIRCOLANTE

Tcircolante = To − TF + Tc
CAPITALE
CIRCOLANTE
COSTI RILEVABILI DAL COSTI DI ACQUISTO VALORE DELLE
CONTO ECONOMICO DEL LOTTO DI VENDITE RIFERITO
E DALL'ANALISI DEL MATERIE PRIME AL PERIODO DI
COSTO PIENO DEI NECESSARIO A DILAZIONE ALLA
SINGOLI PRODOTTI GARANTIRE LA CLIENTELA
CONTINUITA'
* materie prime PRODUTTIVA
fuori ciclo;
* materie prime
in ciclo;
* prodotti finiti;

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39
IL FABBISOGNO DI CAPITALE CIRCOLANTE
VOCI PROCEDURE DI CALCOLO

1)Materie prime fuori a) Dalla distinta base dei singoli prodotti si ottiene il fabbisogno
ciclo di materie prime per unità di prodotto;
b) Dai volumi di attività produttivi dichiarati (controllati con
l’analisi del ciclo produttivo e dei fattori produttivi previsti) si
perviene al fabbisogno annuale delle singole materie prime;
c) Sulla base delle politiche di acquisto, tenendo presenti
fenomeni di stagionalità, si determina il fabbisogno di
magazzino espresso in giorni lavorativi (giacenza media);
d) Il fabbisogno finanziario si ottiene dividendo il fabbisogno
annuale per il numero di giorni lavorativi annui e moltiplicando
il risultato ottenuto per il fabbisogno di magazzino di cui al
punto c).

2)Materie ausliarie Stessa procedura delle materie prime fuori ciclo


fuori ciclo

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IL FABBISOGNO DI CAPITALE CIRCOLANTE


3) Materie prime ed
Si tratta di valutare l’immobilizzo finanziario dei semilavorati in corso
ausiliarie in ciclo di lavorazione. Il calcolo rigoroso risulta notevolmente complesso e
di scarsa utilità pratica in sede di previsione, pertanto si consiglia la
seguente procedura semplificata riferita ad ogni prodotto:

a) Stima del tempo medio di attraversamento (intervallo di tempo tra


ingresso materie prime ed uscita prodotto finito) sulla base dei tempi
tecnologici delle singole operazioni del ciclo produttivo;

b) Calcolo del tasso di produzione = Volume annuo/giorni lavorativi


annui;

c) Numero di semilavorati in corso di lavorazione = a⋅b;

d) Fabbisogno finanziario per la produzione di una unità = Costo


pieno - Quota ammortamenti - Quota spese generali commerciali;

e) Immobilizzo finanziario complessivo c⋅((d - costo m.p)/2+ costo


m.p)

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40
IL FABBISOGNO DI CAPITALE CIRCOLANTE

4) Prodotti finiti a Procedura semplificata riferita ad ogni prodotto:


magazzino a) Fabbisogno di prodotti finiti a magazzino per la
regolare attività di vendita (giacenza media di
magazzino);
b) Fabbisogno finanziario per la produzione di una unità
= Costo pieno - Quota ammortamenti - Quota spese
generali commerciali;
c) Immobilizzo finanziario complessivo a⋅b

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IL FABBISOGNO DI CAPITALE CIRCOLANTE

5) Crediti verso clienti Procedura semplificata riferita ad ogni prodotto:


a) Tasso di produzione in giorni correnti = Volume annuo/360;
b) Fabbisogno finanziario per la produzione di una unità = Costo
pieno –Quota ammortamenti
c) Dilazione alla clientela espressa in giorni correnti;
d) Immobilizzo finanziario complessivo = a⋅b⋅c

6) Dilazione fornitori Procedura semplificata riferita ad ogni prodotto:


a) Tasso di produzione in giorni correnti = Volume annuo/360;
b) Costo della materia prima per la produzione di una unità
c) Dilazione concessa dai fornitori espressa in giorni correnti;
d) Importo finanziario complessivo = a⋅b⋅c

FABBISOGNO DI CAPITALE CIRCOLANTE =


1+2+3+4+5 - 6

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PIANO DI COPERTURA DEL FABBISOGNO
FINANZIARIO
Fabbisogno Fonti di copertura
1) Immobilizzi: 1. Finanziamento agevolato:
2) agevolabili L...................; 4) Immobilizzi L...................;
3) non agevolabili L...................; • Circolante L...................;
2) Circolante: 2. Contributo in conto capitale:
5) agevolabile L...................; • Immobilizzi L...................;
6) non agevolabile L...................;
3. Disponibilità aziendali:
• Patrimonio netto L..................;
• Altro L..................;
4. Ricorso al credito ordinario:
• (K-a-b-c) L..................;
TOTALE K TOTALE K

Il piano di copertura deve evidenziare un equilibrio strutturale dell’iniziativa


nel senso che il ricorso al credito ordinario deve essere finalizzato solo alla
copertura della quota di capitale circolante che non può essere coperto da
risorse aziendali.

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RELAZIONI TRA
CONTO ECONOMICO - CIRCOLANTE - PIANO DI
COPERTURA

DATI

CO NTO C A P IT A LE
E C O N O M IC O C IR C O L A N T E

O n eri
f in a n zia r i

P IA N O
CO PERTURA

C r e d ito
o r d in a r io

Prof. Sergio Noto La Diega - Corso di Economia ed Organizzazione Aziendale 84

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TESTI CONSIGLIATI

1. A. Li Calzi, L. Abbate "Ingegneria Gestionale" - Vol. I, Edito da S.D.I -


Soluzioni d’impresa , 1994

2. R. Caramel, " Il Bilancio ", Coopers & Lybrand, Il Sole 24 ORE Libri,
1992

3. J.N. Myer, " L'analisi dei bilanci ", ETAS LIBRI management, 1977

4. V. Coda, G. Brunetti, M. Barbato Bergamin, ETAS LIBRI management,


1977

5. R.N. Anthony, [Link]ì, L.K. Pearlman – “ Il Bilancio” – Sec. Ediz.


,McGRaw-Hill, 2000

Prof. Sergio Noto La Diega - Corso di Economia ed Organizzazione Aziendale 85

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