IL CAMPO MAGNETICO
Il magnetismo è la proprietà per la quale alcuni materiali esercitano una forza a distanza su sostanze come
il ferro, attirandole. I corpi che possiedono tale proprietà sono detti magneti o calamite.
Esistono due possibilità di magnetizzazione che prendono il nome di polo nord e polo sud: Poli uguali si
respingono, mentre poli diversi si attraggono. Grazie a queste osservazioni possiamo individuare la
disposizione delle due polarità in qualunque magnete.
Possiamo dunque notare che ci sono analogie con i fenomeni elettrici. Infatti, così come si parla di carica
elettrica positiva e negativa, allo stesso modo nel magnetismo si distinguono polo nord e polo sud. Dato che
in natura le cariche positive e quelle negative esistono separatamente, possiamo provare a isolare un polo
nord da un polo sud. Se dividiamo la calamita in due parti, ci accorgiamo che le due nuove calamite
presentano entrambe ai loro estremi sia il polo nord sia il polo sud. Continuando con la suddivisione, il
risultato si ripete: si hanno sempre dei dipoli magnetici. Ne dobbiamo concludere che, non essendo
possibile creare un polo nord separato dal polo sud, il magnetismo su questo aspetto differisce
profondamente dall'elettricità.
Il campo magnetico è l’insieme dei vettori che servono per descrivere l’influenza che una calamita
(sorgente) esercita su un qualsiasi ago magnetico (esploratore) nella zona intorno a essa.
Il campo magnetico può essere visualizzato tramite la limatura di ferro, che mette in evidenza le linee di
forza, che sono linee chiuse. Per convenzione, il verso delle linee di forza è quello individuato dal polo nord
dell’ago.
La Terra si comporta al pari di un enorme magnete, come testimonia l’ago magnetico di una bussola che si
orienta verso il polo nord geografico. Dal punto di vista puramente magnetico, il polo nord geografico è in
realtà un polo sud (infatti attira il polo nord dell’ago).
LE FASCE DI VAN ALLEN
un ago magnetico lasciato libero di ruotare si orienta sempre nello stesso modo a causa della presenza del
campo magnetico terrestre. Sull'origine di tale campo per ora ci sono solo ipotesi. La più accreditata si
fonda sull'idea che esso sia generato da intense correnti elettriche che si formano nel nucleo del pianeta. Il
campo magnetico terrestre esso ha una variabilità giornaliera legata all'attività del Sole, in particolare al
vento solare, vale a dire un flusso di particelle dotate di carica che si muovono a grande velocità e che
producono, in quanto cariche elettriche in moto, un proprio campo magnetico. A loro volta, particelle quali
protoni ed elettroni provenienti dal Sole, dopo essere penetrate nel campo magnetico terrestre, si
concentrano in due zone toroidali note come fasce di van Allen.
La fascia più interna, situata a 3000 km di quota, è costituita da protoni, mentre quella più esterna, a 25000
km di quota, è costituita da elettroni. Oltre a queste due, nel 2011 è stata scoperta una terza fascia, quella
dell'antimateria, nella quale è stata riscontrata un'elevata concentrazione di antiprotoni.
Nelle fasce di van Allen, che proteggono la Terra dalle radiazioni solari e cosmiche, la concentrazione delle
particelle ionizzate è massima nelle zone equatoriali, annullandosi nelle zone polari. Quando si hanno
bruschi aumenti dell'attività solare (tempeste solari), le fasce diventano instabili. Le particelle ionizzate,
allora, precipitano nell'atmosfera in direzione dei poli della Terra dove il campo magnetico è più intenso e,
urtando contro le molecole dell'atmosfera, danno luogo a quei magnifici fenomeni di fluorescenza dei gas
ad alta quota noti come aurore polari (boreale e australe).