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CATULLO

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CATULLO

PAG.162: CONTESTO STORICO


Roma controlla i territori della Penisola Iberica fino all’oriente e controlla Cartagine, la
Superpotenza del mediterraneo ma ci sono grandi cambiamenti sociali che creano
instabilità politica, è il secolo delle guerre civili.
Società e cultura: questa instabilità politica si riflette nel modo di pensare e di vivere
- Entrano in crisi i valori e la religione tradizionale , perché il periodo di instabilità
dovuto a guerre in particolare guerre civili la gente vive questo momento con
grande angoscia non può cercare di trovare rifugio nella religione perché non è
in grado di fornire aiuto e rifugio. Si diffondono pratiche religiose orientali simili
alla religione cristiana, nel senso che propongono un rapporto diretto tra il
fedele e dio e promettono un premio ultraterreno e danno l’idea che se anche si
soffre su questa terra ci sarà un premio dopo la morte.
- Si diffonde la pratica della filosofia, filosofie di età ellenistica, l’epicureismo e lo
stoicismo che sono correnti filosofiche nate nel periodo dei regni ellenistici.
Rispetto ai grandi sistemi filosofici come quello di Platone e Aristotele, si
chiedono “Come arrivare alla felicità?”, quindi le sentono più vicine loro. Mentre
lo stoicismo era un sistema di pensiero subito accettato a ROMA, l’epicureismo
veniva osteggiata dalla classe romana agiata anche se era molto diffuso tra gli
intellettuali romani.
L’epicureismo: “vivi nascosto”, dice che, se vogliamo ricercare la felicità dobbiamo
allontanarci dalla vita pubblica e vivere una vita ritirata alla ricerca del piacere. Il
piacere secondo gli epicurei significa “assenza di sofferenza”. Per evitare i turbamenti
dell’animo dobbiamo allontanarci dalla vita pubblica e contenere al massimo i nostri
desideri. I romani, soprattutto la classe dirigente, non accettavano l’epicureismo
perché l’ideale del civis romano è una persona che mette al primo posto la collettività
mentre l’epicureismo insegnava l’individualismo.
Lo stoicismo: “in che cosa consiste la felicità? Nella virtù”, significa che sottolineava i
doveri che ciascuna persona ha nei confronti della società e quindi era una spinta
all’impegno. Non era in contrasto con la morale romana. Il saggio storico vive la
propria vita all’insegna del perfezionamento interiore e della virtù.
La letteratura mette al centro l’individuo ed esprime un contrasto il mos maiorum e il
civis romano.
BIOGRAFIA: Nasce a Sirmione, in Gallia cisalpina, in una famiglia aristocratica, suo
padre è amico stretto con Giulio Cesare, e come tutti i giovani di classe sociale alta
viene mandato a Roma a far carriera, poteva essere o politica o militare. Si rifiuta di
far carriera politica e militare e si associa a due poeti che vogliono vivere di amore e di
poesia e contrari al modello tradizionale, poi si innamora di una donna sposata al
tempo vedova un esponente della gens claudia, Clodia, e intraprende una scandalosa
relazione extraconiugale, nelle sue poesie la chiamerà Lesbia, omaggi a Saffo.
È ANTICONFORMISTA: Gli importa solo della poesia, i suoi amici e l’amore. Ad un antico
romano per bene non importava dell’amore e ci si sposava solo per avere figli. È una
persona fuori dal comune e fuori dagli schemi. Nel 57 a.C. compie un viaggio in Bitinia
per conto di un imperatore che si chiama Memmio, e va anche a visitare la tomba di
suo fratello, morto prematuramente e muore poi intorno al 54 a.C perché non abbiamo
notizie successive.
IL LIBER
Liber: raccolta di 116 poesie che sono suddivise in tre gruppi:
- carmi 1-60: Nugae (sciocchezze, cose di poco conto), sono componimenti brevi
- carmi 61-68: Carmina docta (poesie dotte), poesie molte più lunghe con
riferimenti mitologici
- carmi 68-116: epigrammi che usano il metro dell’epigramma, distici elegiaci
Suddivisione di carattere metrico.
Poesia di Catullo: Labor limae (lavoro di lima), cioè una poetica che predilige poesie
brevi, raffinate nelle quali l’autore elabora le figure retoriche, attraverso le scelte
lessicali, testi raffinati e aggraziati e originali. Catullo fa parte dei Poetae novi,
chiamati così da Cicerone perché disinteressati ai temi politici e civili.
AMORE DI LESBIA E CATULLLO:
Lesbia e Catullo si conoscono e Catullo diventa l’amante di lesbia e la fa la propria
ragione di vita, per lesbia non è cosi, è solo uno dei suoi amanti. Ad un certo punto si
arriva alla rottura, lei lo lascia e lui continua a tormentarsi di amore per lei. Fa di
lesbia il centro della sua vita.
LESBIA È SENZA PARAGONI (su Teams)
Troviamo tantissimi sinonimi per dire bella. C’è un paragone tra due donne Lesbia e
Quinzia che era ammirata da molti per la sua bellezza. Parole latine per dire bella:
formosa (bellezza fisica), candida (pallida), loga (alta, bel portamento recta est,
pulcerrima (bella). Venustas: significa fascino. È una componente di personalità e
carattere. Lesbia ha fascino perché oltre a essere bellissima è intelligente. I romani
cercavano solo l’attrazione fisica, mentre Catullo cercava una compagna di vita con
cui discutere. Ama Lesbia perché è libera e intelligente, per Catullo Lesbia è una
persona. Cerca in Lesbia la sua interlocutrice privilegiata. Ha una visione della vita
opposto a quello tradizionale. È un caso rarissimo, trovare anche queste donne con
personalità molto spiccata (non rappresenta un caso isolato però).
Pag.205 CARME 109
Lesbia promette a Catullo che lo amerà per sempre e saranno felici per sempre,
Catullo prega gli dèi che lei stia dicendo il vero e che accada. Negli ultimi due versi ci
dice che cos’è per lui l’amore: un patto di amicizia sacra che dura per tutta la vita,
quello che lo lega a Lesbia è un legame fortissimo fondato su impegni assunti
liberamente e che siamo tenuti a rispettare. Per Catullo l’amore è un legame che
unisce due persone che si sono scelte liberamente ma è profondo e forte quanto
quello del matrimonio, Catullo si aspetta che duri per sempre. Queste due persone si
sono scelte perché condividono i loro pensieri, il loro modo di vivere. Catullo si aspetta
fedeltà e che condivida questa scelta d’amore. C’è un problema perché ci crede solo
lui. Catullo era solo il suo amante, quindi lo tradisce.

CARME 72
Parole che ci raccontano l’amore: novi/novisse (conoscere in senso carnale)=temere;
dilito (dilexi), uror, amare, bene velle. Quando una persona scopre che l’altra persona
l’ha tradito, la ama ancora ma non le vuole più bene.
ODI ET AMO
Nei confronti della stessa persona prova amore e odio, considerati opposti
normalmente. Lui però li prova contemporaneamente. Lui non sa perché sa solo che lo
fa soffrire.

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