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GRECI

arte 1ª superiore

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I GRECI Alessandra Sansone

I TEMPLI

È in questo periodo che nascono le


prime costruzioni architettoniche.
Il tempio era la dimora terrena delle
divinità, insieme al Monte Olimpo.
Infatti, i Greci veneravano molte
divinità con caratteristiche fisiche e
caratteriali come gli uomini.
All'inizio avevano una forma simile a
quella della casa, con un tetto a
capanna in legno e paglia.

CARATTERISTICHE
-L'ambiente principale era la cella: NAOS, all'interno si trovava la statua
del dio a cui era dedicato il tempio e solo i sacerdoti avevano l’accesso;
-L’ARA: l'altare dove si celebravano i riti;
-quasi sempre c'era un
portico davanti alla
cella, il PRONAO;
-Si trovava un locale
simmetrico al pronao:
L’OPISTODOMO
(serviva solo a renderlo
simmetrico);
-Poi si trovavano le
COLONNE, variabili in
relazione alle
dimensioni del tempio.
TIPOLOGIE DEI TEMPLI:
Dal numero di colonne nella fascia principale, si dà il nome al tempio.
Conosciamo le varie tipologie di tempo grazie al trattato sull'arte del
costruire di Vitruvio Pollione, un architetto Romano.
Le tipologie di tempio descritte da Vitruvio sono 11:

TEMPIO IN ANTIS: ricorda molto il


megaron miceneo, comprende una cella e
un pronao con due ante e due colonne.

TEMPIO DOPPIAMENTE IN ANTIS:


presenta un secondo pronao nel retro
della cella, è chiamato generalmente
“opistodomo”.

TEMPIO PROSTILO: ha in genere


la stessa pianta di quello in antis, solo
che davanti alle ante e al naos si
trovano almeno quattro colonne.

TEMPIO ANFIPROSTILO: esso è il


raddoppiamento di quello prostilo e ha il
pronao e prostilo. In più ci sono due
colonnati, con una funzione soprattutto
estetica.
TEMPIO PERIPTERO: è circondato
da colonne lungo tutto il perimetro, il
portico continuo che si crea è chiamato
peritasi.

TEMPIO PSEUDOPERIPTERO:
è uguale al tempio periptero, però lo
spazio tra le colonne è chiuso da
una muratura, quindi diventa un
ambiente chiuso con “semicolonne”.

.
TEMPIO DIPTERO: ci sono 2 file di
colonne lungo tutto il perimetro,
ogni colonna della serie interna è
allineata alla corrispondente colonna
della serie esterna.

TEMPIO PSEUDODIPTERO: c'è


solo una fila di colonne, poste a una
distanza tale che potrebbe andarci
un'altra fila di colonne, in questo modo
potevano entrarci più persone.
TEMPIO MONOPTERO: era a base circolare e
non aveva il naos (la cella).

TEMPIO PERIPTERO CIRCOLARE/A


THOLOS: è simile al monoptero, con base circolare, il
naos aveva forma cilindrica.

TEMPIO IPETRO: è un tempio


diptero, ma con la cella a cielo aperto
e tantissime colonne colossali.

I tempi in origine erano in legno (anche le


colonne). Solo in seguito, il legno fu sostituito
dalla pietra (tranne per il tetto), per questo
motivo non ce ne sono arrivati. Il tempio
doveva essere proporzionato: tutto si faceva
ridimensionato proporzionalmente al modulo,
ovvero una grandezza base:
ad esempio la distanza tra due colonne è due
volte più grande della base (il modulo era il
diametro della base).
ORDINE DORICO
-il più antico tra gli ordini-

Il tempio dorico (come tutti) non poggia


direttamente sul terreno, ma su un crepidoma in
pietra: su un piano orizzontale, costituito da 3 o
più gradini.

La parte superiore del crepidoma


prende il nome di stilobate
(da stylos “colonna” e basis “base”).

IL FUSTO DELLA COLONNA


La colonna dorica si compone di due
elementi: uno verticale di forma
cilindrica, chiamato fusto o scapo, ed
uno di coronamento ho detto capitello.
Il fusto e il capitello sono uniti tra loro
attraverso un elemento di raccordo,
chiamato collarino.
Il fusto è realizzato in più pezzi: questi
elementi vengono chiamati rocchi:
sono blocchi sovrapposti tenuti uniti tra
loro da un perno centrale.
IL FUSTO DELLA COLONNA
Il fusto della colonna dorica è
rastremato verso l'alto, quindi il
diametro di base (imoscapo) è
maggiore rispetto a quello del
collarino (sommoscapo). Questa
rastremazione però non è uniforme
e, a circa un terzo della sua altezza,
il fusto ha un leggero rigonfiamento
detto entasi, che serviva a far
sembrare la colonna meno sottile e
più proporzionata.
Il fusto presenta delle scanalature in
tutta la sua superficie.
Queste scanalature erano tutte
uguali e accostate l'una dietro l'altra:
- Creavano questa differenza tra
ombra e luce;
- Formavano degli spigoli vivi.

Sopra il sommoscapo c'è il colonnino e sopra il capitello. Il capitello è formato da


due elementi sovrapposti, l’echino e l'abaco.
L’echino ha la forma di un anello ”schiacciato” e prende questo nome perché la
sagomatura ricorda un riccio di mare, infatti in greco significa “riccio di mare”.
L'abaco invece ha forma di un parallelepipedo “schiacciato”.
LA TRABEAZIONE
La trabeazione è l'insieme degli elementi che si poggiano sul capitello ed è formata
da 3 elementi:
- Architrave
- Fregio
- Cornice.

L’architrave è nell'architettura greca


l'elemento strutturale per eccellenza,
che sostiene l'intera trabeazione.
Sostiene il tetto e va da una colonna
all'altra.
Fra l'architrave e il fregio c'è la tenia.

Il fregio si sviluppa lungo l'intero


perimetro del tempio e quello dorico
è caratterizzato da metope e triglifi.

Le metope sono lastre di pietra che


erano presenti nei templi più antichi.
Originariamente erano lisce, però
nell'epoca classica iniziano ad essere
dipinte e decorate, anche con bassi
rilievi.

I triglifi, invece, sostituiscono le


tavolette di terracotta. Originariamente
queste tavolette proteggevano le travi
in legno, per non farle bagnare.
Sotto i triglifi, c’erano degli elementi
decorativi a forma di gocce d'acqua,
che ricordavano appunto la pioggia
che correva lungo il triglifo.

Sopra il fregio si trova la cornice, che


di solito sporge per non far bagnare il
fregio con la pioggia.

Sopra la cornice c'è il frontone


formato da timpano e gronda.
Gli effetti ottici
I templi dorici hanno sempre avuto correzioni ottiche, che li rendevano più
armoniosi. Ad esempio l’entasi: un leggero rigonfiamento che serviva a far
sembrare la colonna meno sottile.
Un altro esempio è che le colonne non erano perfettamente verticali, ma erano
leggermente inclinate verso l'interno, per non far sembrare che stiano cadendo
verso chi le guarda.

Le coperture dei templi


I tetti dei templi sono del tipo a capanna, ovvero con tegole formate da 2 elementi: i
coppi e l’elemento piano. Per far si che le falde non scivolassero li si fermano con
le antefisse, elementi in terracotta o in pietra decorati con motivi antropomorfi o
floreale.
Le due falde del tetto formano due spazi a forma di triangolo isoscele, che prendono
il nome di timpani (che corrispondono con i lati minori del tempio).
L’insieme del timpano e delle cornici che lo contornano costituisce il frontone.
Talvolta, alla sommità del frontone e ai suoi 2 vertici laterali si trovano dei bassi
piedistalli, che sorreggono alcuni elementi decorativi. Questi piedistalli e le statue
prendono il nome di acroteri.

Il colore dei templi


Originalmente, tutti gli elementi architettonici erano molto colorati, con colori molto
contrastanti tra loro, come rosso e blu.
ORDINE IONICO
-Vitruvio paragona la colonna dorica alla potenza del corpo maschile e quella ionica
alla figura femminile, più aggraziato e leggero-

Si sviluppa quasi contemporaneamente all'ordine dorico, nelle colonie fondate dai


Ioni nell'Asia Minore. Già nel VI secolo è ormai esteso anche nelle isole egee e nella
lontana Magna Grecia.

Nell'ordine ionico la colonna si compone di 3 elementi:


- La base (sotto la colonna)
- Il fusto della colonna
- Il capitello

C'erano più tipi di base (che comparve per la prima volta nell'ordine ionico).
Quella più usata era quella “Attica”, formata dell'alternanza di due tori e una
scozia:
-toro: figura convessa a profilo semicircolare, dal greco “cordone”;
-scozia: figura concava tra i 2 tori, dal greco “oscurità” (perché era in ombra).

Il fusto è legato alla base attraverso un raccordo, detto apofige, che termina con
listello chiamato cintura.
Caratteristiche:
- E’ meno rastremato di quello dorico;
- E’ scalata con gli spigoli smussati, di solito sono 24 ma i primi templi ne hanno
più di 40;
- Non ha entasi (lieve rigonfiamento nella parte centrale della colonna).
IL CAPITELLO
L'elemento caratteristico dell'ordine ionico è il capitello.
Il capitello ionico è formato da echino ed abaco, in più il capitello ionico era molto
colorato e presentava 2 facce.

L’echino è composto da 2 parti:


- Una parte liscia che gira negli angoli, le due
volute, che formano 2 “spirali”;
- Una parte decorata sotto con ovoli (mezze
uova) e dardi (frecce).

L’abaco, con dimensioni più piccole rispetto a quello dorico, ha uno spessore
molto limitato che sembra una semplice modanatura (bordo). Il profilo invece è
curvilineo e talvolta anch'esso è decorato con ovoli e dardi.
Sopra il capitello, l’architrave presenta 3 fasce, ognuna leggermente più sporgente
dell'altra.

- Il fregio, una fascia liscia continua non suddivisa da metope e triglifi, come
nell'ordine dorico. In seguito cominceranno a inserire bassirilievi continui;

- La cornice è meno sporgente;

- Dalla cornice in poi è come l’ordine dorico.


ORDINE CORINZIO
L’ordine corinzio risale a un secolo dopo gli altri 2 ordini e si sviluppa nel periodo
ellenistico (fine del classico).
La differenza tra corinzio e ionico è solo il capitello.
L’ordine corinzio è considerato nel complesso il più raffinato e snello tra gli ordini
architettonici greci. Era molto elaborato, per questo tale ordine è stato il meno usato.

Caratteristiche del capitello corinzio:


- composto da un nucleo a forma di tronco di cono, chiamato “calato”, l’echino
era decorato da 2 o 3 corone di foglie di acanto (una pianta);
- tra le foglie della 2 corona, c’erano degli steli (fusti delle piante), terminanti con
un “calice” da cui si dipartivano 8 paia di volute;
- c’erano 4 volute per ogni lato;
- tutti e 4 i lati sono uguali (nello ionico sono uguali a 2 a 2);
- l’abaco è sottile, piccolino con una forma particolare: ha una forma mistilinea
schiacciata verso il centro;
- sotto la base si trova un plinto.

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