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La collana Finanza sostenibile raccoglie le analisi e gli approfondimenti
effettuati nell’ambito dello Steering Committee sulla sostenibilità, istituito per
valorizzare gli interventi negli ambiti di regolazione e vigilanza attribuiti
all’Istituto, nonché favorire, anche a legislazione data, l’incontro fra domanda e
offerta di prodotti finanziari sostenibili.
Comitato editoriale
Nadia Linciano (coordinatrice)
Daniela Costa
Giovanna Di Stefano
Monica Gentile
Paola Soccorso
Segreteria di Redazione
Eugenia Della Libera, Paola Maione
Stampa e allestimento
Tipografia Eurosia s.r.l. (Roma)
[Link]
CONSOB
00198 Roma - Via G.B. Martini, 3
t +39.06.84771 centralino
f +39.06.8477612
h [Link]
e studi_analisi@[Link]
Interesse verso gli investimenti sostenibili
Un esercizio di caratterizzazione degli investitori
italiani sulla base delle indagini CONSOB
D. Costa, M. Gentile, N. Linciano*
Sintesi
Il presente lavoro analizza le caratteristiche individuali che si associano all’interesse
verso gli investimenti sostenibili così come rilevato nelle indagini 2019 e 2021
dell’Osservatorio CONSOB su ’Approccio alla finanza e agli investimenti delle famiglie italia-
ne’. In linea con le indicazioni della letteratura economica, l’interesse risulta positivamente
correlato con molteplici aspetti, tra cui: il livello di istruzione e la solidità della situazione
economico-finanziaria; le conoscenze percepite degli investimenti sostenibili, le conoscenze
finanziarie e quelle digitali; tratti individuali come le social preferences; l’attitudine al finan-
cial control; l’esperienza in materia di investimenti e il possesso di un portafoglio diversifica-
to. Viceversa, l’interesse risulta correlato negativamente con l’età, l’avversione al rischio, il
possesso di liquidità. Il lavoro offre evidenze empiriche utili ai fini della rilevazione delle
preferenze di sostenibilità degli investitori, che i recenti sviluppi regolamentari europei hanno
reso obbligatoria nell’ambito della valutazione di adeguatezza da effettuarsi in occasione
della prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti o di gestione di porta-
fogli. L’analisi infine presenta profili di interesse anche rispetto alla progettazione di iniziati-
ve di ‘eco-alfabetizzazione finanziaria’ e di educazione finanziaria, con particolare riguardo
alla segmentazione dei destinatari e alla definizione dei contenuti formativi.
(*) CONSOB, Divisione Studi. Le opinioni espresse, eventuali errori e imprecisioni sono imputabili esclusivamente agli autori. Nel
citare il presente lavoro, pertanto, non è corretto attribuire le argomentazioni ivi espresse alla Consob o ai suoi Vertici.
Interest in sustainable investments
A characterisation exercise of the Italian investors
based on CONSOB surveys
D. Costa, M. Gentile, N. Linciano*
Abstract
This paper analyses the individual characteristics that are associated with interest
in sustainable investments as reported by participants in the 2019 and 2021 waves of the
survey of the CONSOB Observatory on 'Approach to Finance and Investments of Italian
Households'. In line with the insights of the economic literature, interest is positively corre-
lated with multiple features, such as the level of education and the robustness of the eco-
nomic-financial situation, perceived knowledge of sustainable investments, financial
knowledge, and digital knowledge, individual traits like social preferences; attitude for finan-
cial control; investment experience and holding of a diversified portfolio. Conversely, interest
is found to be negatively correlated with age, risk aversion, and liquidity holding. The work
provides empirical evidence that may be useful for the elicitation of investors' sustainability
preferences, which the most recent European regulatory developments require as part of the
suitability assessment to be carried out by investment firm offering investment advice or
portfolio management services. The analysis provides insights also with respect to target
segmentation and definition of educational contents of financial education initiatives.
(*) CONSOB, Research Department. The opinions expressed, any errors and inaccuracies are solely attributable to the authors. In
citing this work, therefore, it is not correct to attribute the arguments expressed therein to CONSOB.
Indice
Indice ___________________________________________________________ 6
1 Introduzione e principali conclusioni _____________________________________ 7
1 Per evidenze in ambito internazionale si veda 2Investing Initiative (2020), Invesco (2021a) e Globescan Radar (2021).
2 Per una ricostruzione puntuale si veda Linciano et al. (2021).
3 Come verrà chiarito a breve, il presente studio non ha ad oggetto l’analisi dei questionari MiFID (e della rilevazione
delle preferenze di sostenibilità tramite di essi) ma cerca di comprendere quali caratteristiche individuali possono
associarsi all’interesse verso gli investimenti sostenibili. In particolare, il lavoro si basa sulle indagini annuali
dell’Osservatorio CONSOB sulle scelte di investimento delle famiglie italiane per gli anni 2019 e 2021. Le indagini si
svolgono sulla base di un questionario predisposto da CONSOB e somministrato a un campione rappresentativo della
popolazione dei decisori finanziari italiani. Si rammenta che nel periodo di indagine non era ancora entrato in vigore
l’obbligo di rilevazione delle preferenze di sostenibilità ai fini della valutazione di adeguatezza cui gli intermediari
sono tenuti in occasione della prestazione del servizio di consulenza in materia di investimenti e di gestione di por-
tafogli.
4 Si veda anche il Discussion paper ‘Profilazione della clientela ai fini della valutazione di adeguatezza. Follow up dello
studio del 2012 su un campione di intermediari italiani’, di Adria et altri (2022).
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2 Le preferenze di sostenibilità degli investitori retail nella
recente evoluzione normativa europea
Una delle innovazioni normative conseguenti al lancio nel 2018 del Piano di
azione della Commissione europea sulla finanza per la crescita sostenibile attiene alla
valutazione di adeguatezza nell’ambito del servizio di consulenza e gestione di porta-
fogli.
Alla disciplina dettata dalla Direttiva 2014/65/UE sui mercati degli strumenti
finanziari (cosiddetta MiFID II) e dalle Linee guida emanate dalla European Securities
Markets Regulator (ESMA)5 si è aggiunto, infatti, il Regolamento delegato (UE)
2021/12536 afferente all’integrazione dei fattori di sostenibilità, dei rischi di sosteni-
bilità e delle preferenze di sostenibilità in taluni requisiti organizzativi e condizioni di
esercizio delle attività delle imprese di investimento. Il Regolamento delegato stabili-
sce che a partire dal 2 agosto 2022, il Regolamento Delegato (UE) 2021/1253 ha
stabilito che a partire dal 2 agosto 2022 gli intermediari autorizzati alla prestazione
dei servizi di consulenza in materia di investimenti o di gestione di portafogli consi-
derino nella valutazione di adeguatezza anche le ‘possibili preferenze di sostenibilità’
dell'investitore con riguardo a definite categorie di strumenti finanziari sostenibili7.
5 ESMA, “Guidelines on certain aspects of the MiFID II suitability requirements” 28 May 2018.
[Link]
requirements. Più nel dettaglio l’ESMA ha raccomandato la raccolta delle seguenti informazioni nella valutazione
di adeguatezza:
- stato civile del cliente (in particolare la capacità giuridica del cliente di impegnare beni che possono appartengono
anche al proprio partner);
- situazione familiare (i cambiamenti nella situazione familiare di un cliente possono influire sulla sua situazione
finanziaria per esempio. un nuovo figlio o un figlio maggiorenne per iniziare l'università);
- età (che è soprattutto importante per garantire una corretta valutazione degli obiettivi di investimento, e in
particolare il livello di rischio finanziario che l'investitore è disposto ad assumersi):
- periodo/orizzonte di investimento, che indica la disponibilità a detenere un investimento per un certo periodo di
tempo);
- occupazione situazione (il grado di sicurezza del lavoro o il fatto che il cliente sia prossimo al pensionamento può
avere un impatto sulla sua situazione finanziaria obiettivi di investimento);
- necessità di liquidità in determinati investimenti rilevanti o necessità di finanziare un impegno finanziario futuro
(ad es. acquisto di proprietà, tasse scolastiche).
Inoltre, con specifico riferimento alla sostenibilità, l'ESMA, alla luce del Piano d'Azione sulla finanza sostenibile della
commissione europea del 2018 e anticipando lo spirito dei successivi interventi normativi, nell’ambito della valuta-
zione di adeguatezza, ha previsto quale good practice di considerare anche gli elementi non finanziari e di raccoglie-
re dal cliente le informazioni sulle sue preferenze con riguardo ai fattori ambientali, sociali e di governo societario e
di tenerne conto nel valutare la gamma di strumenti finanziari da raccomandare.
6 Commission Delegated Regulation (EU) 2021/1253 of 21 April 2021 amending Delegated Regulation (EU) 2017/565
as regards the integration of sustainability factors, risks and preferences into certain organizational requirements
and operating conditions for investment firms.
7 In particolare, l’art 1 del Regolamento delegato (UE) 2021/1253 precisa che la definizione di “preferenze di sostenibi-
lità” fa riferimento alla scelta, da parte di un cliente o potenziale cliente, di integrare o meno, e se sì in che misura,
nel suo investimento uno o più dei seguenti strumenti finanziari:
a) uno strumento finanziario investito in investimenti sostenibili dal punto di vista ambientale, come definiti
all'articolo 2, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio (ossia un obiettivo
ambientale specificamente affrontato dalla tassonomia europea ad esempio biodiversità, inquinamento...), in una
proporzione minima determinata dal cliente o potenziale cliente;
b) uno strumento finanziario investito in investimenti sostenibili ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 17, del Regola-
mento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio (Regolamento SFRD), ossia in attività con un obiettivo
sociale o ambientale, in una proporzione minima determinata dal cliente o potenziale cliente;
c) uno strumento finanziario che consideri i principali impatti negativi sui fattori di sostenibilità.
Se le preferenze di sostenibilità di un cliente non sono compatibili con i prodotti finanziari offerti, il nuovo regola-
mento UE prevede che le società che prestano il servizio di consulenza in materia di investimenti si astengano dal
consigliare servizi non idonei. Devono quindi spiegare ai propri clienti perché non sono in grado di offrire loro pro-
dotti finanziari in linea con le loro aspettative sulla sostenibilità e tenere traccia di questi motivi. Se il cliente decide
di adeguare le sue preferenze di sostenibilità per adattarle meglio ai prodotti finanziari offerti, la società di investi-
mento deve tenere traccia della decisione del cliente e delle relative motivazioni. In tutti i casi, la relazione fornita al
cliente a seguito della consulenza in materia di investimenti deve includere una sintesi della consulenza fornita e
una spiegazione di come la raccomandazione fornita sia adatta al cliente nella misura in cui soddisfa: i suoi obiettivi
di investimento; il suo orizzonte temporale; la sua conoscenza ed esperienza; la sua attitudine al rischio; la sua ca-
pacità di sopportare le perdite; le sue preferenze in termini di sostenibilità.
8 Disponibili al link: [Link]
suitability-requirements-0.
9 In particolare il Regolamento UE 2019/2088 (SFDR) individua tre principali tipologie di prodotti finanziari offerti: i)
prodotti finanziari non sostenibili ossia prodotti che non integrano alcun tipo di sostenibilità (art. 6): ii) prodotti fi-
nanziari sostenibili ai sensi dell’art. 8 che promuovono, tra le altre caratteristiche, caratteristiche ambientali o sociali,
o una combinazione di tali caratteristiche, a condizione che le società in cui vengono effettuati gli investimenti se-
guano buone pratiche di governance (cosiddetti light green): iii) prodotti sostenibili ai sensi dell’art. 9 che hanno un
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3 L’attitudine verso gli investimenti sostenibili: le
indicazioni della letteratura economica
Le indagini sulle attitudini degli investitori retail verso la finanza sostenibile
mostrano che le conoscenze (percepite ed effettive) in materia di sostenibilità, inve-
stimenti sostenibili e relativa terminologia risultano nel complesso contenute (AMF,
2021b; CONSOB, 2021; Gutsche et al., 2021).
Il ritardo nella cosiddetta alfabetizzazione alla finanza sostenibile (Filippini
et al., 2021) può incidere negativamente sull’interesse (IFEC, 202110), ostacolare il
diffondersi di atteggiamenti positivi nei confronti della finanza verde (Bethlendi et al.,
2022) e costituire una importante barriera di accesso al mercato finanziario (Filippini
et al.,2021; Invesco, 2021a, 2021b e Finra, 202211).
Risulta quindi di interesse verificare quali sono i fattori che possono incidere
su conoscenza e interesse negli investimenti sostenibili, a partire dalle caratteristiche
individuali.
Oltre alle evidenze sulla relazione positiva con la cultura finanziaria
(Gutsche e Zwergel, 2020; Anderson e Robinson, 2021; Gutsche, Nakai e Arimura
2021; Aristei e Gallo, 2021), numerosi contributi mostrano che conoscenza e interes-
se verso la finanza sostenibile si associano positivamente a variabili socio-
demografiche quali il genere femminile, la giovane età, il livello di istruzione (Diouf et
al., 2016; Dorfleitner e Nguyen, 2016; Rossi et al, 2019; 2Investing Initiative, 2020),
la condizione finanziaria approssimata da patrimonio e reddito (Døskeland e Peder-
sen, 2016).
Tra i profili valoriali e i tratti psicologici, giocano un ruolo positivo
l’altruismo e le cosiddette social preferences, ossia l’attitudine a battersi per una
causa riguardante la collettività senza pretendere nulla in cambio (Heinkel et al.,
2001; Gollier e Pouget, 2014; Falk et al., 2016; Riedl e Smeets, 2017 e Bassen et al.,
2019), l’importanza assegnata alle norme morali, l’attenzione ai fattori ambientali e
sociali (Gutsche, Wetzel e Ziegler, 2020; Riedl e Smeets, 2017; Bauer e al., 2021;
Wins e Zwergel, 2016; Raut, et al., 2020) nonché il coinvolgimento emotivo associato
alle tematiche ESG (Kölbel, et al., 2022). Gli individui connotati da forti preferenze
ambientali e/o sociali o che attribuiscono elevata importanza all’etica e agli aspetti
valoriali sembrano disposti a investire in prodotti finanziari sostenibili anche se ciò
dovesse comportare una rinuncia al rendimento realizzabile attraverso investimenti
tradizionali alternativi (Bollen, 2007; Renneboog et al., 2011; Hartzmark e Sussuman;
2019, 2Investing Initiative, 2020). Tratti psicologici quali la tolleranza al rischio e la
obiettivo di investimento sostenibile e che, ad esempio, hanno un indice designato come benchmark di riferimento
(cosiddetti dark green).
10 IFEC (2021) mostra che l’80% degli individui non interessati alla finanza sostenibile (47% degli intervistati) indica
come principale deterrente la mancanza di familiarità con i prodotti finanziari sostenibili (80%).
11 Nell’indagine Finra (2022), il deterrente principale al possesso di prodotti ESG è la mancanza di familiarità e
conoscenza. Inoltre, il 46% degli intervistati afferma di non aver mai pensato di scegliere investimenti sostenibili, il
31% indica di non sapere come selezionare investimenti di questo tipo, il 28% afferma di non sapere come ricono-
scere se un investimento è sostenibile mentre solo il 15% cita i minori rendimenti.
12 I risultati delle due indagini, delle interviste qualitative e il focus group condotti da 2Investing Initiative (2021) su
investitori retail suggeriscono che il greenwashing (ad esempio il timore di affermazioni fuorvianti e le dichiarazioni
non veritiere sull’impatto ambientale) rappresenta per la clientela retail uno dei maggiori ostacoli all'investimento in
prodotti sostenibili.
13 Schroders (2019) fornisce evidenza relativa a un campione di oltre 25.000 investitori selezionati su scala globale.
Secondo le risultanze della survey, il 57% degli intervistati tiene sempre conto dei fattori ESG nelle proprie scelte di
investimento. Nella scala delle priorità, tuttavia, generare un impatto positivo sul piano della sostenibilità viene dopo
gli obiettivi finanziari, quali evitare le perdite, raggiungere un rendimento prefissato, pagare commissioni ragionevo-
li.
14 Statman (2008) con riguardo a tale profilo propone una segmentazione degli investitori che vede ai due estremi,
rispettivamente, i cosiddetti utilitarian investors, che si curano solo degli aspetti finanziari dell’investimento, e i co-
siddetti expressive investors, che si curano solo degli aspetti valoriali e si aspettano di generare un impatto non fi-
nanziario con le proprie decisioni.
15 In particolare, lo studio di Cohen et al., 2011 mostra che gli investitori retail preferiscono ottenere le informazioni di
natura non finanziaria (ad esempio sulla responsabilità sociale d'impresa) da soggetti esterni e/o pubblici e non di-
rettamente dalle imprese ma utilizzano entrambe le fonti informative (soggetti esterni e/o pubblici e imprese) nel
caso di metriche e indicatori di performance dei prodotti ESG.
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Un ruolo importante nell’innalzamento di fiducia, conoscenza e interesse
sembra essere giocato dal consulente finanziario (Diouf e al. 2016; Schroders, 2019;
AMF, 2019 e 2022; Consob 2020; Nordea 2021), in particolare nei casi in cui egli sia
proattivo nel proporre prodotti di investimento sostenibili e fornisca informazioni di
facile comprensione (Heinemann, et al., 2018; AMF, 2022). L’efficacia dell’attività del
consulente può tuttavia essere indebolita dagli effetti distorsivi di convinzioni e bias
comportamentali dello stesso professionista, che suggeriscono l’opportunità di defini-
re interventi formativi ad hoc anche per questa categoria di operatori (2Investing
Initiative, 2022).
16 Le attività finanziarie prese in considerazione sono: buoni fruttiferi postali, certificati di deposito bancari, obbligazio-
ni emesse da banche italiane, obbligazioni emesse da imprese italiane, azioni di società italiane quotate in borsa,
azioni di società italiane non quotate in borsa, titoli di Stato italiani, titoli esteri, fondi comuni di investimento, piani
di accumulo del capitale (PAC), ETF, gestioni patrimoniali (gestioni patrimoniali mobiliari, gestioni patrimoniali in
fondi, polizze fondi), polizze vita finanziarie (unit linked/index linked), PIR (Piani di Investimento del Risparmio) a
sostegno delle PMI (piccole/medie imprese), fondi speculativi, fondi di private equity, fondi chiusi immobiliari, deri-
vati. Nell’indagine del 2019 gli investitori corrispondono al 32% del totale degli intervistati; il dato sale al 34% nel
2021.
17 Le indagini coinvolgono investitori retail che presentano caratteristiche eterogenee in quanto a conoscenze
finanziarie ed esperienza negli investimenti. La definizione di investimento sostenibile utilizzata nelle indagini non ha
riflesso quindi la formulazione di cui all’SFDR anche per garantire la comprensibilità delle domande e prevenire ri-
sposte distorte da difficoltà interpretative o mancanti.
18 Per maggiori dettagli si veda Tav. a.1 in Appendice 1. Le analisi riportate nel presente studio sono state ripetute
anche considerando la definizione di interesse condizionato alle performance finanziarie senza che emergessero
variazioni rilevanti nei risultati (disponibili su richiesta alle autrici).
19 L’impostazione del questionario segue Lusardi e Mitchell (2014). Nella survey 2019 sono presenti due domande che
verificano conoscenze finanziarie avanzate, relative rispettivamente a relazione tra tassi di interesse e prezzo delle
obbligazioni e lo spread dei titoli di Stato. Per rendere omogenei i confronti fra waves gli indicatori sono stati calco-
lati anche per il 2019 sulle 5 domande di base menzionate nel testo.
20 Nel dettaglio, la conoscenza percepita viene misurata come quota dei concetti di finanza di cui l’investitore sente di
avere padronanza.
21 Il peso per ciascuna domanda è l’inverso della frequenza di risposte corrette.
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ex-post, definendo un individuo overconfident (underconfident) se il numero delle
risposte valutate corrette ex-post è maggiore (minore) del numero effettivo di rispo-
ste corrette.
Le conoscenze digitali sono state rilevate rispetto a nozioni di carattere ge-
nerale relative rispettivamente ad attacchi hacker, salvataggio dei dati, uso di una
password, messaggi di posta elettronica, virus informatici, uso di Wifi, pagamento
tramite carte di credito in internet. Le competenze digitali sono state definite con
riferimento ad abitudini e prassi adottate dagli intervistati nell’uso della rete internet
(ad esempio, uso di programmi antivirus e di password, scarico file/programmi, ge-
stione dei dati personali). Analogamente agli indicatori calcolati con riferimento alle
conoscenze finanziarie, le risposte corrette alle domande tese ad accertare conoscen-
ze e competenze digitali sono state aggregate calcolandone la media semplice, la
media ponderata e la prima componente principale o indicatore fattoriale (normaliz-
zato fra zero e uno).
Con riferimento ai tratti individuali, l’avversione al rischio, l’avversione alle
perdite, l’ansia finanziaria, la self-efficacy e la fiducia negli intermediari finanziari
sono state rilevate sia nel 2019 sia nel 2021. Altre variabili, invece, quali le social
preferences, la preoccupazione per i cambiamenti climatici, l’ottimismo, la procrasti-
nazione e l’avversione alle perdite, sono state rilevate solo nel 2019. Queste ultime
informazioni sono state valorizzate nell’analisi riferita alla sola componente longitu-
dinale (composta dai soggetti intervistati sia nel 2019 sia nel 2021), ipotizzando che
esse possano considerarsi stabili nel breve periodo, ossia che non abbiano subito
variazioni di rilievo per uno stesso individuo tra il 2019 e il 2021.
Il cosiddetto financial control registra l’attitudine verso la pianificazione fi-
nanzia, il rispetto del budget familiare e il fatto di essere indebitato (con banche,
istituzioni finanziarie, amici e parenti). Esclusivamente nell’indagine 2021 sono
presenti, inoltre, le seguenti informazioni: eventuale riduzione dei risparmi nei 12
mesi precedenti (risparmi in calo); eventuale contrazione dei redditi temporanea
ovvero permanente (vulnerabilità); difficoltà a gestire le spese familiari (fragilità);
difficoltà a gestire una spesa inaspettata di 1.000 euro (esposizione a spese imprevi-
ste).
Con riguardo alle scelte di investimento, è stato rilevato il possesso delle va-
rie tipologie di strumenti finanziari e le modalità di investimento distinguendo tra
scelte autonome, scelte assististe da consulenza finanziaria professionale, delega a un
gestore professionale e decisioni fondate anche sul consiglio di amici, parenti e
colleghi (cosiddetta consulenza informale). Nel seguito sono definiti assistiti gli
investitori che si avvalgono di un consulente finanziario o delegano a un gestore.
Altre variabili riguardano il possesso di un portafoglio diversificato e il possesso di
specifici strumenti finanziari (tra cui azioni e obbligazioni). Nel 2021, infine, è indivi-
duato anche l’anno in cui gli intervistati hanno investito per la prima volta.
Da ultimo si evidenzia che molte delle informazioni rilevate dall’Osservatorio
CONSOB sono riconducibili alle principali categorie di variabili censite nei questionari
di valutazione di adeguatezza ai sensi della disciplina dettata dalla MiFID (dati ana-
Tav. 1 – Raggruppamento dei fattori potenzialmente correlati all’interesse verso la finanza sulla
base delle categorie dei questionari MiFID
categorie variabili
dati anagrafici genere, età, stato civile, area geografica di residenza, istruzione, professione
familiarità con gli investimenti sostenibili, conoscenze finanziarie di base, autovaluta-
conoscenze zione ex-ante delle proprie competenze, disallineamento tra conoscenze finanziarie
oggettive e percezione delle proprie competenze (over/underconfidence)
numero di anni nei quali si sono effettuati investimenti nei mercati finanziari,
esperienze strumenti finanziari nei quali si investe e da quanto tempo, diversificazione di
portafoglio, impiego della liquidità
reddito, patrimonio finanziario, immobili di proprietà, attitudine al risparmio e alla
situazione finanziaria
pianificazione finanziaria, indebitamento
profilo di rischio tolleranza al rischio e avversione alle perdite
Note: gli investitori ‘informati’ riferiscono di avere una conoscenza almeno di base degli IS; gli investitori ‘assistiti’
effettuano le proprie scelte di investimento avvalendosi di un consulente finanziario ovvero delegando a un gestore. Il
sottocampione di investitori che ha almeno sentito parlare degli IS e ne detiene una quota è pari al 9% sia nel 2019
sia nel 2021. Le statistiche sono state ottenute applicando i pesi campionari dell’Indagine forniti da GfK Italia.
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Tra il 2019 e il 2021 sono migliorati lievemente gli indicatori di conoscenze
finanziarie degli investitori retail, incluso l’indicatore fattoriale depurato dalle rispo-
ste potenzialmente casuali (Tav. a.2 in Appendice). È rimasta, invece, sostanzialmente
stabile la quota di investitori che possono essere definiti overconfident (31% nel
2019 a fronte del 30% nel 2021) o underconfident (rispettivamente 20% e 21%).
Le conoscenze digitali sembrano rientrare nel patrimonio informativo di po-
co più della metà degli investitori (52%), mentre le competenze digitali registrano
una diffusione più ampia (68% nel 2021).
Con riguardo ai tratti comportamentali, l’avversione al rischio degli investi-
tori è stata espressa su tre livelli (alta, intermedia e bassa), sulla base delle preferenze
dichiarate rispetto al profilo di rischio/rendimento di un ipotetico portafoglio di
attività. La percentuale di investitori che mostrano un’alta avversione al rischio è
calata di circa 5 punti percentuali nel periodo considerato (dal 26% nel 2019) a
fronte di un aumento di 8 punti percentuali della quota di rispondenti che affermano
di preferire un portafoglio in cui rischio e rendimento risultino ‘bilanciati’ (avversione
al rischio intermedia; 69% nel 2019). Il dato relativo ad ansia finanziaria e self-
efficacy è rimasto piuttosto stabile tra le due indagini. Nel triennio considerato,
infine, è cresciuta la fiducia nel consulente finanziario (dal 36% nel 2019 al 45% nel
2021; Tav. a.2).
Nell’ambito del financial control, nel periodo considerato è diventata meno
frequente la propensione a pianificare, peraltro già contenuta: nel 2021, infatti, solo
il 9% degli investitori ha dichiarato di avere un piano finanziario (-2 punti percentua-
li rispetto all’indagine 2019). Si è ridotta lievemente la quota di investitori che riesce
a rispettare costantemente il budget familiare (dal 27% al 25%), mentre è aumentata
di 5 punti percentuali la quota di individui che hanno dichiarato di essere indebitati
nei confronti sia di banche e istituzioni finanziarie (dal 35% nel 2019) sia di amici e
parenti (dal 9% nel 2019; Tav. a.2).
L’esperienza di investimento si quantifica con il numero di anni di partecipa-
zione ai mercati finanziari: nella componente longitudinale del campione, in partico-
lare, il 64% degli investitori 2021 partecipa ai mercati finanziari da almeno tre anni,
il 19% dal 2020, mentre l’11% dal 2021. Con riguardo al metodo di investimento, è
diminuita l’incidenza di coloro che scelgono in autonomia (dal 39% al 25%), mentre
è diventato più frequente il ricorso alla consulenza professionale (dal 25% al 28%),
un dato in linea con il già citato aumento della quota di intervistati che affermano di
avere fiducia nel consulente (dal 36% nel 2019 al 45% nel 2021).
Profili socio-demografici
In questo ambito, le variabili che mostrano un legame statisticamente signi-
ficativo con l’interesse verso gli IS sono l’età, la condizione professionale, il livello di
istruzione e la condizione finanziaria. In particolare, l’interesse è meno frequente tra
gli investitori più anziani (una associazione positiva sebbene debole emerge per la
fascia di età compresa tra 25 e 45 anni), tra i pensionati e tra gli investitori che non
partecipano al mercato del lavoro, mentre si associa positivamente con l’istruzione,
con talune condizioni professionali (come, ad esempio, quella dell’impiegato).
Un’associazione positiva emerge anche rispetto a reddito e ricchezza finanziaria
(Tav. 3).
22 Come già ricordato, si tratta del complemento a 1 rispetto a quanti dichiarano di non essere in nessun caso
interessati agli IS.
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Tav. 3 – Interesse verso gli investimenti sostenibili e profili socio-demografici
Note: * indica significatività al 10%, ** indica significatività al 5%, *** indica significatività all’1%, “.” indica assenza di significatività. Il t-test
consente di rilevare la significatività della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni fra
l’interesse negli IS con le variabili riportate nella Tavola sono state stimate applicando i pesi campionari forniti da GfK Italia.
Tav. 4 – Interesse verso gli investimenti sostenibili, conoscenze degli investimenti sostenibili e conoscenze finanziarie
indicatore fattoriale2 72% 53% +*** 0,24*** 66% 44% +*** 0,27***
indicatore fattoriale corretto
72% 52% +*** 0,26*** 70% 43% +*** 0,30***
per le risposte casuali
media semplice2 63% 41% +*** 0,25*** 56% 33% +*** 0,28***
media ponderata2 73% 51% +*** 0,25*** 65% 42% +*** 0,28***
conoscenze finanziarie percepite
81% 69% +*** 0,15*** 53% 39% +*** 0,19***
ex-ante > mediana campionaria3,4,
divario tra autovalutazione ex-post e conoscenze finanziarie oggettive
overconfidence
conoscenze oggettive < 36% 28% +*** . 30% 31% . .
autovalutazione ex-post
underconfidence
conoscenze oggettive > 22% 15% +*** 0,10** 25% 13% +*** 0,14***
autovalutazione ex-post
allineamento
conoscenze oggettive = 22% 17% +** 0,07* 33% 17% +*** 0,16***
autovalutazione ex-post
n. osservazioni 638 439 1.077 1.077 818 339 1.157 1.157
Note: * indica significatività al 10%, ** indica significatività al 5%, *** indica significatività all’1%, “.” indica assenza di significatività. Il t-test
consente di rilevare la significatività della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni fra
l’interesse negli IS con le variabili riportate nella Tavola sono state stimate applicando i pesi campionari dell’Indagine forniti da GfK Italia.
1Nell’applicazione sulle differenze fra le medie sono state considerate variabili dummy uguali a 1 se gli indicatori sulle conoscenze finanziarie sono
superiori alla mediana campionaria. Per la stima della correlazione, invece, sono stati presi in considerazione gli indicatori sulle conoscenze
finanziarie così come descritti in Tav. a.1 in Appendice 1. 2 Gli indicatori sulle conoscenze finanziarie sono stati calcolati con riferimento a cinque
concetti finanziari di base sia nel 2019 sia nel 2021 (si veda Tav. a.1 in Appendice 1 per maggiori dettagli).
Finanza sostenibile
N. 3 20
novembre 2022
restante parte del campione per tutti gli indicatori considerati. Il coefficiente di
correlazione oscilla, inoltre, intorno allo 0,2 e rimane significativo indipendentemente
dall’indicatore adottato. La relazione con le competenze digitali sembrerebbe essere,
invece, meno significativa (Tav. 5).
Note: * indica significatività al 10%, ** indica significatività al 5%, *** indica significatività all’1%, “.” indica assenza di significatività. Il t-test
consente di rilevare la significatività della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni fra
l’interesse negli IS con le variabili riportate nella Tavola sono state stimate applicando i pesi campionari dell’Indagine forniti da GfK Italia. 1Nel
computo delle quote percentuali sono state prese in considerazione variabili dummy uguali a 1 se gli indicatori sono superiori alla mediana
campionaria per il 2021. Le correlazioni fra possesso di IS e le variabili rappresentate in Tavola sono state stimate considerando gli indicatori
originari (si veda Tav. a.1 in Appendice 1 per maggiori dettagli).
23 Con riferimento alla variabile financial self-efficacy, l’analisi è stata replicata anche rispetto ai singoli item che
compongono l’indicatore. I risultati, disponibili su richiesta alle autrici, sono in linea con quelli illustrati nel testo.
Note: * indica significatività al 10%, ** indica significatività al 5%, *** indica significatività all’1%, “.” indica assenza di significatività. Il t-test
consente di rilevare la significatività della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni fra
l’interesse negli IS con le variabili riportate nella Tavola sono state stimate applicando i pesi campionari dell’Indagine forniti da GfK Italia. 1Nel
computo delle statistiche relative al t-test si considera una variabile dummy uguale a 1 se i corrispondenti indicatori di ansia finanziaria e di self-
efficacy sono superiori alla mediana campionaria.
2019 2021
interessati non t-test correlazioni interessati non t-test correlazioni
IS interessati IS interessati
IS IS
pianificazione finanziaria
54% 33% +*** 0,21*** 65% 43% +*** 0,12**
almeno una volta
pianificazione finanziaria
13% 7% +*** 0,08** 10% 7% +* .
negli ultimi 12 mesi
attitudine al risparmio 57% 42% +*** 0,12*** 49% 50% . .
rispetto puntuale del budget 28% 28% . . 22% 23% . .
in debito con banche e
38% 29% +*** 0,10** 40% 34% +** 0,16***
istituzioni finanziarie
in debito con amici e parenti 12% 5% +*** 0,13*** 15% 7% +*** .
n. osservazioni 638 439 1.077 1.077 818 339 1.157 1.157
Note: * indica significatività al 10%, ** indica significatività al 5%, *** indica significatività all’1%, “.” indica assenza di significatività. Il t-test
consente di rilevare la significatività della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni fra
l’interesse negli IS con le variabili riportate nella Tavola sono state stimate applicando i pesi campionari dell’Indagine forniti da GfK Italia.
Finanza sostenibile
N. 3 22
novembre 2022
Profili legati a esperienza e abitudini di investimento
L’esperienza di investimento, come già accennato, è stata definita in gene-
rale tenendo conto della tipologia di strumenti finanziari detenuti in portafoglio
(anche al fine di cogliere profili attinenti a livello di diversificazione, assunzione di
rischio e complessità dei prodotti posseduti) e modalità di investimento.
L’interesse verso la finanza sostenibile risulta correlata positivamente con il
possesso di un portafoglio diversificato e, in particolare, con il possesso di taluni
specifici strumenti, come azioni e obbligazioni emesse da società non finanziarie e da
banche; viceversa, il legame con il possesso di liquidità è negativo (Tav. 8).
Note: * indica significatività al 10%, ** indica significatività al 5%, *** indica significatività all’1%, “.” indica assenza di significatività. Il t-test
consente di rilevare la significatività della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni fra
l’interesse negli IS con le variabili riportate nella Tavola sono state stimate applicando i pesi campionari dell’Indagine forniti da GfK Italia.
Tav. 9 – Interesse verso gli investimenti sostenibili, preferenze verso i fattori ESG e priorità nelle scelte di investimento
Note: le stime sono state effettuate sulla componente longitudinale del campione costituito da investitori che hanno partecipato alle indagini
2019 e 2021; * indica significatività al 10%, ** indica significatività al 5%, *** indica significatività all’1%, “.” indica assenza di significatività. Il
t-test consente di rilevare la significatività della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni fra
l’interesse negli IS con le variabili riportate nella Tavola sono state stimate applicando i pesi campionari dell’Indagine forniti da GfK Italia.
Nel 2021, inoltre, sono state raccolte le opinioni sull’importanza relativa de-
gli aspetti finanziari rispetto ai profili di sostenibilità di un investimento, con
l’obiettivo di distinguere tra coloro che assegnano una priorità assoluta agli uni o agli
altri, coloro che perseguono obiettivi finanziari purché ciò non vada a discapito della
sostenibilità e coloro per i quali i termini della questione sono invertiti rispetto al
caso precedente. Tenuto conto della distribuzione delle risposte, che solo nel 9% dei
24 La componente longitudinale include i rispondenti intervistati sia nel 2019 sia nel 2021. La differente numerosità dei
due campioni delle waves 2019 e 2021 (rispettivamente 586 e 674) è dovuta al fatto che alcuni intervistati classifi-
cati come non investitori nel 2019, hanno dichiarato di possedere uno o più strumenti finanziari, invece, nel 2021.
Finanza sostenibile
N. 3 24
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casi indicano la sostenibilità quale priorità assoluta, non sorprende che l’interesse
negli IS sia correlato positivamente con il riconoscimento del valore della sostenibili-
tà, sia questa definita come obiettivo vincolato ai profili finanziari o come vincolo
rispetto agli obiettivi finanziari (Tav. 9).
Nel 2019 sono state rilevate anche le cosiddette social preferences (ossia
l’attitudine a battersi per una causa riguardante la collettività senza pretendere nulla
in cambio), la preoccupazione per i cambiamenti climatici, nonché alcuni tratti com-
portamentali come la tendenza alla procrastinazione e all’ottimismo. Gli investitori
interessati agli IS dichiarano di avere social preferences più di frequente degli altri,
mentre la preoccupazione per i cambiamenti climatici così come l’attitudine a procra-
stinare e all’ottimismo tendono ad essere ugualmente diffusi tra i due sotto-gruppi
(Tav. 10)25.
Note: le stime sono state effettuate sulla componente longitudinale del campione costituito da investitori che hanno partecipato alle indagini 2019
e 2021; * indica significatività al 10%, ** indica significatività al 5%, *** indica significatività all’1%, “.” indica assenza di significatività. Il t-test
consente di rilevare la significatività della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni fra
l’interesse negli IS con le variabili riportate nella Tavola sono state stimate applicando i pesi campionari dell’Indagine forniti da GfK Italia.
25 Per i tratti comportamentali ‘procrastinazione’ e ‘ottimismo’ l’analisi è stata replicata anche rispetto ai singoli item
che compongono il relativo indicatore. I risultati, disponibili su richiesta alle autrici, sono in linea con quelli illustrati
nel testo e statisticamente meno robusti.
Nota: le stime sono state effettuate sulla componente longitudinale del campione costituito da investitori che hanno partecipato alle indagini
2019 2020 e 2021. *indica significatività al 10%, ** indica significatività al 5%, *** indica significatività all’1%, “.” indica assenza di significatività.
Il t-test consente di rilevare la significatività della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni
fra l’interesse negli IS con le variabili riportate nella Tavola sono state stimate applicando i pesi campionari dell’Indagine forniti da GfK Italia.
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- segue -
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Segue Tav. a.1 – Definizioni delle variabili
- segue -
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Segue Tav. a.1 – Definizioni delle variabili
CONOSCENZE FINANZIARIE
- segue -
TRATTI COMPORTAMENTALI
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Segue Tav. a.1 – Definizioni delle variabili
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Segue Tav. a.2 – Statistiche descrittive
Note: nel calcolo delle medie sono stati applicati i pesi campionari dell’Indagine forniti da GfK Italia. NA indica non disponibilità del dato.
La presente Appendice riporta alcune analisi preliminari delle caratteristiche degli investitori che hanno dichiarato di
possedere investimenti sostenibili nell’ambito delle rilevazioni SIFI 2019 e 2021, che pur a fronte del numero esiguo di intervistati
che dichiara di possedere IS (poco meno di 70 unità), possono fornire spunti utili sul piano metodologico (Tav. a.3 - Tav. a.8).
In linea generale e come è logico attendersi, la caratterizzazione degli investitori in possesso di IS si conferma in linea
con quella degli intervistati interessati alla sostenibilità, anche se taluni aspetti risultano più frequenti. In particolare, tra coloro
che posseggono IS è più elevata la quota di individui che: dichiara di averne una conoscenza almeno di base; mostra conoscenze
finanziarie superiori alla mediana campionaria ed esibisce un allineamento fra conoscenze finanziarie oggettive e percepite (non
risultando quindi né overconfident né underconfident); ha conoscenze e competenze digitali superiori alla mediana campionaria;
ha esperienza in quanto investe da almeno tre anni; detiene meno liquidità.
Diversamente da quanto riscontrato per l’interesse, invece, il ruolo del consulente sembrerebbe più incisivo, dato che
nel 2021 la quota di intervistati in possesso di IS che ricorre alla consulenza professionale è pari al doppio di quella riferibile ai
rispondenti che non posseggono IS; inoltre, nel primo gruppo è più diffusa la fiducia negli intermediari.
Gli investitori retail che possiedono IS in genere si connotano per una posizione finanziaria migliore sia in termini di
reddito e ricchezza finanziaria sia rispetto ad altri profili rilevanti nell’ambito del financial control, come l’essere indebitato o
versare in situazioni di vulnerabilità, fragilità ed esposizione a spese impreviste. In linea con queste evidenze, i decisori finanziari
che detengono IS più spesso rivelano attitudine al risparmio e alla pianificazione finanziaria.
Infine, gli individui che possiedono IS sono meno di frequente avversi alle perdite e avversi al rischio, risultando anche
meno esposti all’ansia finanziaria. L’analisi dei tratti comportamentali per la sola componente longitudinale (ossia il sottogruppo
degli investitori intervistati in entrambe le indagini) lascia presumere che caratteristiche individuali legate alle social preferences o
alla preoccupazione per i cambiamenti climatici potranno in prospettiva risultare sempre più rilevanti nell’orientare i risparmiatori
verso la considerazione della sostenibilità nelle proprie scelte finanziarie, poiché tra il 2019 e il 2021 esse sono diventate più
frequenti tra i possessori di IS. Lo stesso dicasi rispetto ad attitudini quali l’ottimismo, la cui associazione con il possesso di IS
diventa significativo e positivo nel 2021 (Tav. a.8 in Appendice).
Poiché la validità statistica dei risultati appena presentati è indebolita dalla scarsa numerosità del sotto-campione de-
gli investitori in IS, è stata eseguita una prova di robustezza attraverso un’analisi basata su matched samples, ossia attraverso la
selezione nel sotto-campione di investitori che non posseggono IS di un gruppo di confronto di intervistati con caratteristiche
omogenee a quelle degli individui che detengono IS1. Le caratteristiche considerate sono la ricchezza e le conoscenze finanziarie.
I risultati riportati in Tav. a.9 in Appendice pongono in luce che, a parità di situazione patrimoniale e conoscenze finanziarie,
rimangono confermate le evidenze appena illustrate, salvo quelle relative al ricorso al servizio di consulenza che non presenta
differenze significative fra i due sotto-gruppi di investitori.
1 Per individuare gli investitori non in possesso di IS più prossimi in termini di ricchezza e conoscenze finanziarie agli investitori che detengono IS è
stata adottata una metrica di distanza Euclidea. Tenendo conto che la funzione di distanza Euclidea può presentare più punti di minimo, il mat-
ched sample è stato costruito in modo da evitare casi di campionamento ripetuto, ossia assicurando una sufficiente variabilità delle osservazioni
nei due gruppi.
Note: * indica significatività al 10%, ** indica significatività al 5%, *** indica significatività all’1%, “.” indica assenza di significatività. Il t-test
consente di rilevare la significatività della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni fra il
possesso di IS con le variabili riportate nella Tavola sono state stimate applicando i pesi campionari dell’Indagine forniti da GfK Italia. 1
Nell’applicazione del t-test sulle differenze fra le medie sono state considerate variabili dummies uguali a 1 se gli indicatori sulle conoscenze
finanziarie sono superiori alla mediana campionaria. Per la stima della correlazione sono stati presi in considerazione gli indicatori sulle conoscen-
ze finanziarie così come descritti in Tav. a.1 in Appendice 1. 2 Gli indicatori sulle conoscenze finanziarie sono stati calcolati per il 2019 con
riferimento ai soli 5 concetti di base per rendere il confronto omogeneo con il 2021. La modalità di rilevazione delle risposte casuali non ha
consentito, tuttavia, di applicare tale correzione anche sull’indicatore fattoriale corretto per le risposte casuali. 3 Per ex-ante si intende prima della
lettura del questionario. 4 Per ex-post si intende dopo la lettura del questionario.
Note: * indica significatività al 10%, ** indica significatività al 5%, *** indica significatività all’1%, “.” indica assenza di significatività. Il t-test
consente di rilevare la significatività della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni fra il
possesso di IS con le variabili riportate nella Tavola sono state stimate applicando i pesi campionari dell’Indagine forniti da GfK Italia. 1 Nel
computo delle statistiche relative al t-test si considerano per l’ansia finanziaria e la self-efficacy variabili dummies uguali a 1 se il corrispondente
indicatore è superiore alla mediana campionaria.
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Tav. a.5 – Possesso di investimenti sostenibili, conoscenze e competenze digitali
(dati relativi al 2021)
Note: * indica significatività al 10%, ** indica significatività al 5%, *** indica significatività all’1%, ‘.’ indica assenza di significatività. Il t-test
consente di rilevare la significatività della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni fra il
possesso di IS con le variabili riportate nella Tavola sono state stimate applicando i pesi campionari dell’Indagine forniti da GfK Italia. 1 Nel
computo delle quote percentuali (riferite al sotto-campione dei possessori di IS oppure dei non possessori di IS) sono state prese in considerazione
variabili dummy uguali a 1 se gli indicatori sono superiori alla mediana campionaria per il 2021. Le correlazioni fra possesso di IS e le variabili
rappresentate in tavola sono state stimate considerando gli indicatori originari (si veda Tav. a.1 in Appendice 1 per maggiori dettagli).
Note: * indica significatività al 10%, ** indica significatività al 5%, *** indica significatività all’1%, “.” indica assenza di significatività. Il t-test
consente di rilevare la significatività della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni, fra il
possesso di IS con le variabili riportate nella Tavola sono state stimate applicando i pesi campionari dell’Indagine forniti da GfK Italia.
Note: Le stime sono state effettuate sulla componente longitudinale costituita da investitori che hanno partecipato alle indagini 2019-2020-
2021. * indica significatività al 10%, ** indica significatività al 5%, *** indica significatività all’1%; “.” indica assenza di significatività. Il t-test
consente di rilevare la significatività della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni fra il
possesso di IS con le variabili riportate nella Tavola sono state stimate sull’intero campione di investitori applicando i pesi campionari dell’Indagine
forniti da GfK Italia.
Nota: le stime sono state effettuate sulla componente longitudinale costituita da investitori che hanno partecipato alle indagini 2019 e 2021. Il
t-test consente di rilevare la significatività della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni fra
il possesso di IS con le variabili riportate nella Tavola sono state stimate sull’intero campione di investitori applicando i pesi campionari
dell’Indagine forniti da GfK Italia. Per la modalità di costruzione delle variabili social preferences e preoccupazione per i cambiamenti climatici si
veda Tav. a.1 in Appendice 1. Con riferimento alle variabili ottimismo e procrastinazione le statistiche relative al t-test sono state ottenute
considerando variabili dummy uguali a 1 se gli indicatori sono superiori alla mediana calcolata sull’intero campione degli investitori (si veda
Tav. a.1 in Appendice 1 per maggiori dettagli sulla modalità di costruzione).
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Tav. a.9 – Principali evidenze relative all’analisi matched samples
Note: le statistiche riportate nella Tavola si riferiscono al campione ottenuto applicando la tecnica dei matched samples. * indica significatività al
10%, ** indica significatività al 5%, *** indica significatività all’1%, ‘.’ indica mancanza di significatività. Il t-test consente di rilevare la significati-
vità della differenza fra le medie ed è stato effettuato senza applicare i pesi campionari. Le correlazioni fra il possesso di IS con le variabili
riportate nella Tavola sono state stimate sull’intero campione di investitori applicando i pesi campionari dell’Indagine forniti da GfK Italia. Le
correlazioni, fra il possesso di IS con le variabili esaminate in Tavola, sono state stimate applicando i pesi campionari.
2 – giugno 2022 Gestione del risparmio e sostenibilità: l'approccio dei gestori in Italia
Survey sull’applicazione di criteri ESG nell’ambito delle politiche di investimento
e delle attività di stewardship da parte dei gestori di attivi
S. Anchino, A. Ciavarella, P. Deriu, F. Fiore, S. Nocella, M. Tambucci, A. Turi;
con la collaborazione di G. Carotenuto, D. Gariboldi, S. La Civita, E. Levantini, A. Russo