DIRITTO
DIRITTO
FONTI-ATTO FONTI-FATTO
LEGGI USI
REGOLAMENTI CONSUETUDINI
1
Criterio interpretativo
Criterio cronologico
Criterio gerarchico
Criterio della competenza (competenza concorrente)
ORDINAMENTO COMUNITARIO
COSTITUZIONE
LEGGI ED ATTI AVENTI FORZA DI LEGGE
REGOLAMENTI DEL GOVERNO
USI E CONSUETUDINI
Ogni sistema educativo deve assicurare la necessaria presenza ed importanza dell’educazione fisica, dell’attività fisica e dello sport, al
fine di equilibrare e rafforzare i legami tra l’attività fisica e le altre componenti dell’educazione
Si deve garantire che le lezioni di educazione fisica, di qualità ed inclusive, preferibilmente su base giornaliera, siano intese come una
parte obbligatoria dell’istruzione primaria e secondaria e che lo sport e l’attività fisica a scuola ed in tutti gli altri canali delle
istituzioni educative svolgano un ruolo fondamentale nella routine quotidiana dei bambini e dei giovani
L’insegnamento, l’allenamento e le gestione dell’educazione fisica, dell’attività fisica e dello sport devono essere eseguiti da personale
qualificato
Convenzione ONU
(New York 2006)
Diritto delle persone con disabilità a praticare attività sportive, organizzandole, partecipandovi o comunque avendo accesso alle
strutture sportive
L’azione dell’Unione è volta a sviluppare la dimensione europea dello sport, promuovendo l’equità e l’apertura nelle competizioni
sportive e la cooperazione tra gli organismi responsabili dello sport e proteggendo l’integrità fisica e morale degli sportivi, in
particolare dei più giovani tra di essi
ACCEZIONI DI DIRITTO
NOZIONE DI SPORT
CARTA
NOZIONE DI ATTIVITA’ MOTORIA INTERNAZIONALE
UNESCO 21/11/78 PER
Tutte le azioni umane volte al conseguimento ed al L’EDUCAZIONE FISICA
mantenimento del benessere psico-fisico, anche in relazione a E LO SPORT
varie problematiche legate a stati patologici o all’età
A B C
di sola di sola di costruzione
6 gestione costruzione e gestione
LEGISLAZIONE CONCORRENTE
REGIONE STATO
Potestà legislativa Principi fondamentali
NOZIONE DI IMPIANTO SPORTIVO
LEGGE N. 865/1971
Equiparazione dell’approvazione del progetto per la costruzione dei campi sportivi a dichiarazione di pubblica utilità agli effetti del procedimento
espropriativo (nota a pag. 5)
Esproprio per pubblica utilità nel caso di opere di urbanizzazione primaria e secondaria (impianti sportivi) nota a pag. 5
ART. 7, COMMA 2, LEGGE N. 1150/1942
Si assiste ad una massiccia privatizzazione degli impianti sportivi pubblici a causa degli elevati costi di manutenzione
COMUNE
Cura e potenziamento delle attività sportive in quanto rientranti tra le “attività ricreative e di svago”
“Spazio o insieme di spazi di attività sportiva, dello stesso tipo o di tipo diverso, preposto allo svolgimento di manifestazioni sportive”
IMPIANTO SPORTIVO
PARTI FUNZIONALI
11
Spazi per l’attività sportiva Servizi di supporto (spogliatoi ecc.) Impianti tecnici Spazi per il pubblico Spazi complementari
Principio di favore per gli Enti minori che viene meno solo in caso di necessità
12
SUSSIDIARIETA’ VERTICALE
Si supera così in via definitiva il principio di ripartizione di cui al d.P.R. n. 616/1977 (nota a pag. 5):
ATTIVITA’ AGONISTICHE (competenza statale)
ATTIVITA’ NON AGONISTICHE (competenza regionale)
REALIZZAZIONE IMPIANTI SPORTIVI PUBBLICI MEDIANTE APPALTI E CONCESSIONI
APPALTO E CONCESSIONE SI DISTINGUONO PER L’APPORTO O MENO DI CAPITALE PRIVATO NELLA REALIZZAZIONE
DEGLI IMPIANTI SPORTIVI
1 2 3 4 5 6 7
Inserimento nella Studio di Progetto Incarico di Concorso di idee D.M. 18/03/96 in Pareri tecnici
programmazione fattibilità per preliminare per progettazione o di materia di sicurezza vincolanti del
triennale delle importi importi progettazione per la costruzione e CONI
opere pubbliche inferiori ad un superiori ad un l’esercizio di (stringenti sulle
per importi milione di euro milione di euro impianti sportivi barriere
superiori ad € architettoniche)
100.000,00
14 1) Norme per la costruzione e modificazione degli impianti (art. 3) che disciplinano il coinvolgimento della Commissione Provinciale di Vigilanza in
materia di sicurezza;
2) Norme sull’ubicazione degli impianti con particolare riferimento alle garanzie di avvicinamento dei mezzi e di rapido sfollamento;
3) Obbligo per gli impianti di capienza superiore a 2.000 spettatori di dotarsi di un’area di servizio annessa all’impianto, recintata per controllare gli
accessi e costituita da spazi scoperti delimitati in modo da risultare liberi da ostacoli di deflusso;
4) Norme sugli spazi riservati agli spettatori ed all’attività sportiva (con obbligo di suddivisione in settori per impianti all’aperto con numero di
spettatori superiore a 10.000 e per impianti al chiuso con numero di spettatori superiore a 4.000);
5) Sistema vie d’uscita: dimensionato in base alla capienza ed in funzione della capacità di deflusso ed essere dotato di almeno due uscite, con zona
spettatori indipendente dalla zona di attività sportiva (art. 8);
6) Servizi di supporto della zona spettatori (art. 10) e spogliatoi per atleti ed arbitri (art. 11);
7) Concessione degli impianti sportivi per manifestazioni occasionali a carattere non sportivo, purché vengano rispettate le destinazioni e le condizioni
d’uso delle varie zone dell’impianto;
8) Coperture pressostatiche (art. 13), piscine con relativa densità di affollamento e servizi di salvataggio svolti dagli assistenti bagnanti;
9) Strutture, finiture ed arredi (art. 15) con particolari prescrizioni per impianti al chiuso ed ambienti interni degli impianti all’aperto, ai depositi di
materiale combustibile od infiammabile, agli impianti elettrici ed altri impianti, con particolare riferimento a quelli antincendio (art. 17);
10) Per impianti con capienza superiore a 20.000 spettatori, in caso di manifestazioni calcistiche, è obbligatoria l’installazione di un impianto televisivo
a circuito chiuso che consenta, da apposito locale presidiato, l’osservazione della zona spettatori, con registrazione delle relative immagini
(l’impianto deve consentire il riconoscimento del singolo spettatore anche in orario notturno);
11) Per quanto attiene alla gestione della sicurezza (art. 19) il decreto individua come responsabile del mantenimento delle condizioni di sicurezza, il
titolare dell’impianto o del complesso sportivo.
LEGGE N. 443 DEL 21/12/2001 (C.D. LEGGE OBIETTIVO)
Introduce per la prima Con la novella del 2003 Se necessaria In caso di uno o più pareri Se il parere di VIA non
volta la figura della viene riconosciuto valore Valutazione Impatto negativi viene rilasciato nei
Conferenza di Servizi di variante automatica agli Ambientale (VIA), la l’amministrazione chiude termini (30 giorni), la
“preliminare” (art. 9) su strumenti urbanistici locali CdS deve esprimersi comunque il procedimento CdS procede alla
richiesta dell’interessato rispetto al progetto di entro 30 giorni dalla e, se la conclusione è conclusione entro i
oppure dell’Agenzia intervento approvato dalla conclusione della fase positiva, informa gli successivi 30 giorni
Torino 2006 per verificare Conferenza di Servizi preliminare dello studio organi politici i quali,
la correttezza del progetto di impatto ambientale nulla disponendo nei
in via preliminare in un successivi 30 giorni, fanno
tempo massimo di 45 divenire positiva la
giorni determinazione (una sorta
di silenzio-assenso)
ECCEZIONE
Dissenso espresso da
15
un’amministrazione di
tutela nel qual caso si
blocca il procedimento,
salvo intervento
dell’organo politico
REALIZZAZIONE E GESTIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI COMUNALI: I FINANZIAMENTI
FONTI DI FINANZIAMENTO
A B C D E F G
Istituto per il Fonti Project Financing Leasing pubblico Contratti di Realizzazione Legge n. 65 del
credito economiche (finanziamento di sponsorizzazione, impianto sportivo 06/03/87
sportivo proprie progetto) accordi di e contestuale
(legge 1295 amministrazione Operazione finanziaria collaborazione, affitto delle parti Campionati
del 24/12/57) comunale su impulso di soggetti convenzioni con soggetti accessorie (bar, mondiali di calcio
pubblici o privati pubblici o privati parcheggio, sale, “Italia ‘90”
(principalmente privati) ecc.)
legge 449 del 27/12/97 Finanziamenti su
artt. 43 e 119 TUEL impianti sportivi
A) ISTITUTO PER IL CREDITO SPORTIVO
DOMANDA
17
CONI PROVINCIALE COMMISSIONE IMPIANTI SPORTIVI
CONI ROMA
Solo se contratto di Prezzo non Solo con procedure Investimento superiore Necessario un progetto
appalto “chiavi in modificabile in ad evidenza pubblica al vecchio miliardo di economico finanziario
mano” aumento (no trattativa privata) lire (art. 201, comma 1, dell’investimento e della
18 TUEL) gestione
“peggiore” “migliore”
Pluralità di soggetti portatori Assunzione da parte dei Costituzione di un’unità Capacità del progetto di
di interessi differenti ma non partecipanti al progetto di economica autonoma autofinanziarsi
confliggenti tra loro rischi, responsabilità e (spesso una s.p.a.) che
garanzie realizza il progetto
PROJECT FINANCING
(strumento che ha avuto un successo limitato)
RAPPORTO TRILATERALE
ESEMPI PRATICI
MODELLI SOCIETARI
Società cui Società cui affidare la Società per Società per Società di Società cui affidare la
trasferire la sola gestione di reti, l’erogazione di l’erogazione di trasformazione gestione di attività
proprietà delle reti, impianti e dotazioni servizi dotati di servizi privi di urbana (STU) ex art. strumentali rispetto ai
degli impianti e patrimoniali (comma 4) rilevanza economica rilevanza economica 120 [Link]. 267/00 compiti primari dell’ente
delle dotazioni (art. 29, legge n. 448/01)
patrimoniali (art.
113, comma 13,
[Link]. n. 267/00)
IMPIANTI SPORTIVI
21
Proprietà Proprietà
dell’amministrazione dell’appaltatore Produzione dei servizi
comunale
Se la società è
interamente
partecipata da enti Servizi a rilevanza economica Servizi senza rilevanza
pubblici ex art. 113, economca
comma 13, [Link]. n.
267/00
LA GESTIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI
(LE PERCENTUALI)
1959 Palestre polivalenti e campi 1/3 degli impianti al sud Roma 270 impianti Il 40% del
35.000 Impianti da tennis 17% 2/3 degli impianti al nord patrimonio
70 strutture ogni centomila abitanti Bologna 221 impianti impiantistico
Campi da bocce 16% nazionale è privato
1978 Cagliari 218 impianti
45.000 Impianti Campi da calcio 13% Il 70% degli impianti
80 strutture ogni centomila abitanti Genova 211 impianti è affidato alla
Piscine 4,5% gestione dei privati
1989 Torino 200 impianti
236 strutture ogni centomila abitanti Campi da calcetto 4%
22 1996
254 strutture ogni centomila abitanti
IMPIANTO SPORTIVO
Casi di violenza eclatanti Anni 2000 potenziale imitazione del modello inglese, con assegnazione alle società sportive
della proprietà degli impianti, per la maggior parte di proprietà pubblica.
Investimenti ingenti da parte dei club in
sicurezza (oltre tre miliardi di euro investiti ERRORE?
dalla Premier League del 1992)
Elementi di criticità del processo di costruzione/ristrutturazione di un impianto sportivo nel
Molti nuovi stadi sono entrati a far parte nostro sistema:
di più ampi piani di sviluppo integrato per
aree urbane depresse Interessi speculativi degli imprenditori;
23 Interessi illeciti delle organizzazioni criminali;
Ricavo totale per i 92 top club inglesi pari a Scarsa capacità organizzativa e/o gestionale della P.A.;
20 miliardi di euro con presenza media per ingerenza politica;
partita di 34.000 spettatori (esempio del ultras contrari alla modifica dell’attuale sistema;
Leicester City nella realizzazione del Walker eccessivo numero di società sportive rispetto agli altri Paesi europei, comportante
Stadium, costato 52 milioni di euro, con un’eccessiva frammentazione del pubblico
imposizione al Comune di modificare il
piano regolatore dell’area che ha poi Massima sicurezza dovuta ad elevata capacità ricettiva del pubblico, nel pieno rispetto del
assunto un valore esponenziale più alto con D.M. 18/03/96 così come integrato dal D.M. 06/06/05 che ha introdotto il concetto di
realizzazione di introiti che hanno finanziato complesso sportivo multifunzionale, in base al quale è ora possibile ubicare in tali impianti
l’intera operazione di ammodernamento) esercizi commerciali (di fatto ancora pressoché inesistenti)
La realtà è purtroppo diversa: nel 2007 erano solo sei gli stadi di serie A a norma (Roma,
Torino, Genova, Siena, Messina e Palermo). Tutti gli altri erano agibili in regime di deroga.
Ad oggi solo 3 stadi possono ospitare partite internazionali e ben 15 stadi su 36 non hanno i
requisiti minimi per accedere alla più bassa delle categorie UEFA
STRUTTURE SPORTIVE
Strutture sportive destinate ad ospitare lo svolgimento di Strutture sportive rivolte alla popolazione per lo svolgimento di attività
attività di carattere agonistico, organizzate in campionati sportiva a livello dilettantistico o amatoriale (non agonistico)
sotto la tutela delle Federazioni e del CONI
I beni immobili facenti parte del patrimonio dell’ente locale, appartengono al patrimonio indisponibile dell’Ente ex art. 826 c.c.
Essendo beni indisponibili, sono connotati dal profilo funzionale della destinazione a finalità pubbliche, cui non possono essere sottratti se non nei
modi stabiliti dalle leggi ex art. 828 c.c.
Tali impianti possono essere trasferiti nella disponibilità dei privati solo mediante concessioni amministrative, configurabili nella concessione contratto
24
PRESUPPOSTI FONDAMENTALI
La costruzione di strutture sportive deve indirizzare e condizionare lo sviluppo urbanistico dei quartieri e delle città
Vanno rispettate e promosse regole di sostenibilità, coniugando l’attività sportiva con l’intrattenimento e la gestione del tempo libero (riduzione dei
costi di gestione ed aumento dei livelli di impiego delle strutture), con acquisizione di nuove professionalità che provengano da ambiti differenti
(concerti, fiere, esibizioni dal vivo, spettacoli teatrali, eventi religiosi, ecc.)
Lo stadio di Berna ospita sul tetto della propria struttura un impianto fotovoltaico da 1,2 milioni di kwh all’anno e l’energia prodotta viene alienata
alle imprese locali ed ai residenti a ridosso dello stadio.
L’adeguamento strutturale costituisce una nuova fonte di ricavo continuo, oltre a contribuire al risparmio di energia ed alla tutela dell’ambiente
MODELLO ITALIANO
Competenza in materia di ordinamento sportivo alle Regioni, con potestà legislativa concorrente, salvo
che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato (art. 117,
comma 3, Cost.) insieme alla definizione dei criteri e dei parametri della programmazione, acquisito il
parere del CONI e della Conferenza unificata
Alle Regioni sono quindi attribuite anche le funzioni amministrative in materia di impiantistica sportiva e
di elaborazione di programmi straordinari di costruzione o ristrutturazione di impianti e l’adeguamento di
questi ultimi alle norme di sicurezza.
Inalterate le attribuzioni del CONI per l’organizzazione delle attività agonistiche ad ogni livello e le
relative attività promozionali, con cristallizzazione dell’assetto vigente senza creare alcun modello
25 alternativo utilizzabile per il futuro
L’Osservatorio Nazionale per l’Impiantistica Sportiva (ONIS), con carattere di supporto tecnico-
scientifico per l’elaborazione delle politiche nazionali per lo sport, con particolare riferimento alla
programmazione ed alla progettazione degli interventi finalizzati alla realizzazione ed alla gestione degli
impianti rivolti alla pratica sportiva diffusa ed alla pianificazione dell’utilizzo delle risorse destinate alla
realizzazione e alla gestione degli impianti (ma si dubita che tale modello possa produrre quelle spinte
necessarie ad una rivisitazione complessiva di tutta la normativa afferente l’impiantistica sportiva)
ITER TECNICO-AMMINISTRATIVI DI AVVIO PROGETTO EDIFICAZIONE/RISTRUTTURAZIONE IMPIANTI SPORTIVI
Optare per il giusto dimensionamento dell’impianto cercando di non farsi “ammaliare” dall’idea di ANALISI COSTI-BENEFICI
realizzare impianti di dimensioni olimpioniche sperando in un’omologazione per un futuro impiego
a livello internazionale. Successivamente, infatti, soprattutto in caso di retrocessione del club, si BENEFICI:
scopre che l’impianto è sovradimensionato per la pratica amatoriale dei cittadini con costi di somme incassate dalla vendita dei biglietti agli
gestione insostenibili spettatori;
somme ricevute per l’affitto del campo da gioco
dagli utenti paganti;
posa di cartelloni pubblicitari;
ECCEZIONE vendita di beni di ristoro.
Adeguamenti infrastrutturali dell’impianto sportivo conseguenti ad interventi legislativi. COSTI:
In caso di convenzione/contratto stipulata tra il Comune ed una società sportiva va stabilito chi Somme pagate per la realizzazione dell’impianto
26 debba sostenere le spese necessarie per gli adeguamenti della struttura sportiva: il tutto è rimesso (strutture, attrezzature, terreno, ecc.);
alla volontà delle parti. I precedenti giurisprudenziali convergono comunque per gli oneri a carico Funzionamento dell’impianto (personale, energia,
dell’amministrazione comunale: amministrazione, manutenzione e pulizia,
Tribunale Ascoli Piceno (società Ascoli calcio per normativa antiviolenza Pisanu); materiali, imposte, arredamento, avviamento
TAR Friuli Venezia Giulia (Convenzione Comune di Udine e società sportiva per adeguamento pubblicità, ecc.)
stadio “Friuli” alle norme di sicurezza della c.d. legge “Pisanu” del 2003).
I Prefetti, ad ogni buon conto, hanno l’obbligo di negare l’accesso al pubblico negli stadi in caso VALUTAZIONE DEI PIANI DI
di mancati lavori AMMORTAMENTO
Inserimento della previsione all’interno Presentazione di uno studio di fattibilità Presentazione di un progetto preliminare
della programmazione triennale dei lavori
pubblici ex art. 14 legge n. 109/1994
APPROVAZIONE
FORME DI FINANZIAMENTO:
art. 199 [Link]. n. 267 del 18/08/00 Inserimento nell’elenco annuale delle opere pubbliche ed individuazione del soggetto
Istituto per il Credito Sportivo (legge n. 1295 che provvederà alla realizzazione della commessa
del 24/12/57)
Leasing pubblico;
project financing; Progettazione svolta da tecnici Progettazione svolta da tecnici esterni sulla base del
27 contratti di sponsorizzazione con soggetti dell’amministrazione comunale conferimento di un incarico di progettazione
pubblici o privati;
convenzioni ex art. 43 legge n. 449 del
27/12/97; La progettazione tecnica non può prescindere dal piano
affitto di servizi annessi agli impianti economico/finanziario ex legge n. 109/94 e d.P.R. n. 554/99
(parcheggio, trasporto, ristoro, ecc.)
PARERI NECESSARI
Parere del CONI, sia per progetti di nuovi impianti sia per l’adeguamento di quelli esistenti;
Parere igienico sanitario dell’ASL;
Parere dell’ARPA sulla valutazione previsionale di impatto e clima acustico;
Parere preventivo Commissione di Vigilanza sui progetti di impianti sportivi e locali di pubblico spettacolo (non è necessaria la licenza di pubblica
sicurezza per gestire un impianto sportivo se le partite si giocano senza la presenza del pubblico);
Visita di constatazione in impianti sportivi e locali di pubblico spettacolo da parte della Commissione di Vigilanza;
Omologazione di impianto sportivo da parte della Federazione Sportiva Nazionale.
IMPIANTI SPORTIVI ERGA OMNES
“POTENZIALE” ECCEZIONE
In caso di realizzazione di piscine nei centri sportivi, sebbene si sia cercato in qualche
modo di ricondurla alla categoria degli interventi di destinazione di aree ad attività
sportive senza creazione di volumetrie per il quali l’art. 2, comma 60, legge n. 662
23/12/96 prevede la facoltà di esecuzione previa mera denuncia di inizio dell’attività
ai sensi e per gli effetti dell’art. 2 della legge n. 537 del 24/12/93, la Cassazione ha
escluso l’applicabilità di tale norma stabilendo che una piscina non può essere
eseguita mediante la mera destinazione di un’area all’attività sportiva del nuoto, ma
comporta necessariamente l’esecuzione di lavori di scavo, rivestimento ed
installazione di impianti tecnologici (Cass. Sez. III, 22/10/99, n. 12104)
CONI
Studi sulla pianificazione, gestione e tipologia dell’impiantistica sportiva vengono condotti anche dal CONI, per tutti gli impianti in cui devono essere
praticate discipline gestite dalle federazioni nazionali e dalle discipline sportive associate, i relativi progetti, da parte di un soggetto privato o pubblico,
sono soggette al parere, obbligatorio e preventivo, del CONI in base all’art. 1 del r.d.l. n. 302 del 02/02/39, modificato dalla legge n. 526 del 02/04/68 e
dall’articolo 2 bis della legge n. 65 del 06/03/87. Il parere riguarda l’idoneità degli impianti ai fini prefissati e la loro conformità alla normativa tecnica
vigente, indipendentemente dal tipo di finanziamento dell’opera e dall’ente o dall’amministrazione che procede alla realizzazione.
Per quanto riguarda le problematiche relative agli impianti sportivi, il CONI ha predisposto specifici uffici adibiti allo studio ed all’intervento in questo
particolare settore dell’offerta di sport, quali:
1) Il centro studi impianti sportivi (centro di servizi che cura gli indirizzi per l’esame dei progetti e per il finanziamento della costruzione di
impianti sportivi. Sviluppa inoltre lavoro di documentazione, elaborazione ed informazione per l’attività di consulenza. Collabora, per quanto
attiene agli impianti sportivi, con il CIO e le Federazioni internazionali. Progetta e conduce iniziative di studio, ricerca scientifica,
sperimentazione e normazione in campo territoriale, tipologico e tecnologico. Provvede, a livello nazionale e territoriale, all’elaborazione di
programmi di intervento per gli impianti di base in collaborazione con gli Enti locali, le Federazioni sportive nazionali ed altre istituzioni);
2) La struttura tecnica internazionale (che si occupa di consulenze tecniche per l’impiantistica sportiva di alto livello e sul rapporto tra sport ed
29
ambiente e per l’impiantistica sportiva relativa a grandi eventi);
3) L’ufficio di consulenza per la sicurezza ambientale (che predispone ed aggiorna piani di sicurezza degli immobili e degli impianti ed inoltre si
occupa della normativa tecnica in materia di sicurezza ed ambiente, svolge il ruolo di osservatorio sulla violenza nello sport ed intrattiene
rapporti con gli organi di vigilanza;
4) L’ufficio di consulenza coordinamento responsabili impianti sportivi (che coordina i vari centri tecnici regionali per gli impianti sportivi.
Questi ultimi svolgono attività di consulenza nel territorio regionale fornendo documentazione ed informazioni sui finanziamenti, sulla
programmazione, progettazione e gestione degli impianti sportivi, gestiscono le banche dati regionali sugli impianti sportivi e le tengono
aggiornate secondo le indicazioni del Centro studi impianti sportivi. Inoltre coordinano le Commissioni regionali per gli impianti sportivi, che
danno pareri tecnici sugli impianti sportivi finanziati dall’Istituto per il credito sportivo).
Per importi inferiori ad euro 1.032.913,80 il parere è Per importi superiori ad euro 1.032.913,80 il parere è espresso dalla Commissione
espresso, entro trenta giorni, dal Presidente del impianti sportivi del CONI (CIS). Lo stesso parere si estende anche alla congruità
comitato provinciale del CONI competente per economica ed al merito dei costi se il progetto viene finanziato con ricorso, totale o
territorio, sulla base di un esame tecnico sportivo del parziale, all’Istituto per il credito sportivo. L’art. 2, r.d.l. n. 302/1939 estende il parere
Consulente provinciale per l’impiantistica sportiva anche ai progetti relativi agli edifici scolastici, limitatamente alla costruzione, modifica ed
ammodernamento delle palestre ginniche e delle piscine
PARERI DEL CONI
L’ultimo regolamento per l’emissione di pareri di competenza del CONI sugli interventi relativi all’impiantistica sportiva è stato approvato dal Consiglio
nazionale del CONI con deliberazione n. 1421 del 25/06/2010 e stabilisce quali sono le competenze dell’ente in merito all’emissione dei seguenti pareri
(art. 1):
1) Pareri in linea tecnico sportiva sui progetti di costruzione, ampliamento, modifica e trasformazione di impianti sportivi ed accessori (legge n.
526 del 02/04/1968 e successive modificazioni) o sui progetti di impianti sportivi esistenti, riguardanti operazioni di acquisto, adeguamento alla
normativa ed idoneità all’omologazione, nonché sui progetti relativi alle palestre ed agli impianti sportivi scolastici, ai sensi dell’art. 2 del r.d.l. n.
302 del 02/02/1939;
2) Pareri per la vigilanza connessi all’attuazione dell’art. 3, ultimo comma, e dell’art. 22, del d.m. dell’Interno del 18/03/1996;
3) Pareri per l’acquisto di attrezzi ed attrezzature sportive;
4) Pareri per la verifica finale dei lavori finanziati;
5) Pareri di conformità alla normativa vigente.
Quando invece l’impianto non è conforme ai regolamenti delle federazioni sportive, nazionali o internazionali, non possono ivi essere svolte le gare
riconosciute dalle relative federazioni, anche se di fatto non esiste alcun sanzione in caso di omessa richiesta del parere.
Il parere al CONI può anche essere richiesto in via informatica (internet) attraverso il sito [Link]
(**) Il project financing è uno strumento legislativo introdotto con la legge Merloni ter del 1998 che consente di realizzare opere pubbliche in
sinergia con uno o più soggetti privati. Lo scopo è quello di favorire la realizzazione di opere che, senza l’apporto di capitali privati, l’ente pubblico
non sarebbe in grado di sostenere. In pratica viene concessa la gestione dell’opera al soggetto che la realizza su terreno di proprietà pubblica, che
viene dato in concessione d’uso oppure in diritto di superficie. In cambio del terreno e della gestione il soggetto privato si accolla le spese di
realizzazione. La norma prevede che, nel caso in cui la gestione dell’opera sia particolarmente onerosa, il Comune possa contribuire alla sua
realizzazione. Precedentemente era previsto un controllo da parte dell’Ente pubblico sulle tariffe praticate all’utenza ma attualmente le tariffe sono
libere. La Merloni quater ha inoltre abolito il tetto del 50% di contributo precedentemente fissato, senza porre limiti alla contribuzione da parte del
Comune.
REGOLAMENTO CONI
31
Approvato con deliberazione n. 1379 del 25/06/08 Sussiste, nel caso di attività agonistiche svolte in impianti sportivi, una
subordinazione ai regolamenti delle Federazioni sportive nazionali i cui
Art. 1: “Tutti gli impianti sportivi (…), oltre che alle presenti organi sono preposti all’omologazione degli impianti sportivi sulla base
norme, dovranno essere conformi alle norme di Legge che a dei propri regolamenti tecnici i quali, insieme alle procedure di
qualsiasi titolo regolano la loro progettazione, costruzione ed omologazione, sono stabiliti autonomamente dalle FSN e dalle DSA in
esercizio, quali ad esempio le norme urbanistiche, di sicurezza, relazione alle caratteristiche delle discipline sportive di competenza ed al
di igiene, per il superamento delle barriere architettoniche, ecc. livello di attività praticato, e sono approvati dai relativi organi ufficiali
Nel caso di indicazioni contrastanti tra le presenti norme e
quelle di Legge, valgono le indicazioni più restrittive”
Per omologazione di un impianto sportivo si intende l’attestazione di
idoneità allo svolgimento delle competizioni ed all’omologazione dei
risultati di un determinato livello e/o all’esercizio della pratica sportiva,
riferita ad un impianto sportivo realizzato, completo e potenzialmente
funzionante. L’atto di omologazione è atto ufficiale emesso dalle FSN e
DSA, anche se per le procedure di verifica tecnica le FSN e DSA
possono delegare altri soggetti
MACCHINE E PRODOTTI SPORTIVI (NORME TECNICHE)
Sia le norme sportive sia quelle statali (*) fanno ampio riferimento alle norme tecniche. Per
comprendere l’importanza in questo campo delle norme armonizzate necessita ricordare che
le macchine ed i prodotti sono al primo posto fra le cause di incidenti e di infortuni. Una
macchina può essere pericolosa perché causa di infortunio ma può essere anche causa di una
malattia professionale. La direttiva 83/189/CEE aveva introdotto, per la prima volta, il
divieto per ogni Stato membro di emanare norme se non di provenienza comunitaria al fine
di codificare le comuni regole al mercato. La più importante direttiva di prodotto è la n.
89/392/CEE e successive modifiche, meglio conosciuta come “direttiva macchina”, che
disciplina la progettazione e la costruzione di tutte le attrezzature di lavoro. All’uopo è stata
introdotta, per uniformare i criteri di conformità ai requisiti di sicurezza previsti dalle
direttive comunitarie, al fine di sostituire i vari regolamenti nazionali in materia di
conformità, la marcatura CE della macchina o del componente di sicurezza. Questo
consente il libero accesso ai singoli mercati dei Paesi comunitari e di eliminare tutti i marchi
nazionali aventi lo scopo di stabilire la conformità a regole tecniche (**).
32
(*) L’art. 23 del d.m. 18/03/1996 stabilisce che “i prodotti legalmente riconosciuti in uno
dei Paesi della Comunità Europea sulla base di norme armonizzate o di norme o regole
tecniche straniere riconosciute equivalenti, ovvero originarie di Paesi contraenti l’accordo
SEE, possono essere commercializzati in Italia per essere impiegati nel campo di
applicazione disciplinato dal presente decreto”
(**) Tra le norme tecniche, frutto di esperienze tecniche qualificate, ricordiamo le norme
EN (di matrice comunitaria) e le norme di buona tecnica nazionali, prodotte dall’Ente
Nazionale italiano di unificazione (UNI)
REGOLAMENTI SPORTIVI MAGGIORMENTE RILEVANTI
1) d.m. 18/03/1996 concernete “Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi (coordinato con le integrazioni
introdotte dal d.m. 06/06/2005, fa diretto riferimento alle norme UNI per quanto riguarda:
A) l’area di servizio annessa agli impianti con capienza superiore a 2.000 spettatori deve essere delimitata secondo la norma UNI 10121
EN (art. 5);
B) gli spazi riservati agli spettatori ed all’attività sportiva, norme UNI 9931, 9939, 9217 e 10121 (art. 6);
C) i sistemi di separazione tra zona spettatori e zona attività sportiva, norme UNI 10121-2 (art. 6 bis);
D) i settori o equivalenti, norme UNI 10121-2 (art. 7);
E) le aree di sicurezza e varchi o equivalenti, norme UNI 10121-2 (art. 8 bis);
2) Regolamento per l’emissione di pareri di competenza del CONI sugli interventi relativi all’impiantistica sportiva, approvato dal Consiglio
nazionale del CONI, con deliberazione n. 1378 del 25/06/2008. Prevede, fra le la documentazione da presentare per acquisire i pareri, una
dichiarazione che attesti la conformità degli attrezzi sportivi alle normative delle Federazioni per il livello di pratica previsto, nonché
conformità degli stessi alle eventuali normative tecniche che ne stabiliscono le caratteristiche (UNI, EN, ISO);
3) Norma CONI per l’impiantistica sportiva, di cui alla deliberazione n. 1379 del 25/06/2008, la quale fa espresso riferimento alle norme
tecniche nei propri articoli 7.8 (Illuminazione artificiale) e 7.9 (Illuminazione di sicurezza); 12 (Regolamenti tecnici e procedure di
33 omologazione delle FSN e DSA;
4) Il regolamento degli Stadi della Lega nazionale professionisti per la stagione sportiva 2006/2007, il quale richiama le norme tecniche per
quanto riguarda: le caratteristiche del terreno di gioco (norma EN 12616); la recinzione interna (norma UNI 10121 e 10121-2); la capienza,
con posti a sedere numerati e sedute conformi alle norme UNI 9931 e 9939.
Possibilità, anche per persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere l’impianto, di
entrarvi agevolmente e di fruire di spazi ed attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza ed autonomia:
1) Accessibilità degli spazi esterni;
2) Percorso di collegamento dalla viabilità pubblica all’accesso all’edificio;
3) Posti auto riservati;
4) Accessibilità di tutte le parti dell’edificio.
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
Circolare n. 4809/1968 Ministero dei Lavori Pubblici: ha disposto l’eliminazione delle barriere architettoniche sia nelle nuove
costruzioni sia nei casi di ristrutturazione di quelle già esistenti;
D.M. n. 236/1989: richiede che gli ambienti destinati ad attività sportive siano accessibili ai disabili, con l’edificazione di bagni
attrezzati e l’obbligo di riservare una percentuale di posti definiti “protetti” per le persone disabili in carrozzina (percentuale stabilita
nel 4%, utilizzando i parametri dell’incidenza di handicap motorio nella popolazione);
Legge quadro n. 104/1992: il Ministero della Sanità definisce i protocolli per la concessione dell’idoneità alla pratica sportiva
agonistica delle persone con handicap (d.m. 4 marzo 1993), prevedendo, inoltre, che le Regioni, i Comuni ed il CONI dessero luogo
all’accessibilità (art. 23) ed alla fruibilità delle strutture sportive e dei relativi servizi;
D.M. 18 marzo 1996: “dove sono previsti posti per portatori di handicap, su sedie a rotelle, di cui alla legge n. 13 del 09/01/89,
sull’abbattimento delle barriere architettoniche, il sistema delle vie d’uscita e gli spazi “calmi” relativi devono essere
conseguentemente dimensionati (art. 8);
D.M. Interno 06/06/05: ha introdotto il concetto di “complesso sportivo multifunzionale” inteso come un “complesso sportivo
comprendente spazi destinati ad altre attività, diverse da quella sportiva, caratterizzato da organicità funzionale, strutturale ed
impiantistica”.
34
1989 il 55% degli spazi di attività sportiva a livello nazionale era di proprietà pubblica;
Tra il 1989 ed il 2003 il 57% dei nuovi spazi costruiti risultano essere di proprietà privata;
Dal 2003 gli impianti di proprietà pubblica sono scesi al 53%
Tra il 2006 ed il 2007, 22 mutui su 100 sono stati erogati per la costruzione di nuovi impianti sportivi mentre i rimanenti 78 sono
stati erogati al fine di completare e/o ristrutturare impianti già esistenti, privilegiando gli impianti polivalenti (41,3%), seguiti da
quelli per il calcio (34%) e dagli impianti natatori (7,4%);
In Europa la proprietà degli stadi è statale al 53%, dei club al 24% e di terzi al 23%;
In Italia la proprietà degli stati è statale al 94%, dei club al 3% e di terzi al 3%;
Capienza media degli stati di serie A 36.156 spettatori, mentre degli stati di serie B 19.318 spettatori (con impianti sportivi al 100%
comunali)