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Sistema Renale

SISTEMA RENALE trattato in fisiologia in ingegneria biomedica
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SISTEMA RENALE

Ci troviamo nella cavità addominale dove troviamo i due reni.


I due reni sono collegati con il sistema circolatorio: ho una parte afferente (arterie renali) e parte
efferente (vene).

È presente anche un dotto, che porta alla vescica, che si chiama URETERE  in cui il rene
convoglia le sostanze di scarto, che si accumulano nella vescica. La vescica poi elimina queste
sostanze attraverso l’uretra con la minzione.

Il sistema renale ha numerose funzioni:


- eliminazione dei prodotti di scarto
- regolazione del volume e dell’equilibrio di acqua nel corpo
- equilibrio ioni inorganici plasmatici
- controllo concentrazione acqua, composizione ioni inorganici,
equilibrio acido-base, volume dei liquidi nell’organismo
- eliminazione rifiuti metabolici, produzione di urina (urea, acido
urico, creatinina, degradazione emoglobina).
Urea e acido urico sono sostanze di scarto della degradazione di
proteine e amminoacidi, soprattutto della parte azotata 
amminoacidi hanno diversi atomi di azoto. La creatinina deriva dalla
degradazione della creatina, importante nel muscolo.
I globuli rossi hanno una vita utile, dopo l’emoglobina viene
degradata a livello del rene.

- gluconeogenesi = quando i valori di glucosio sono bassi questi tessuti hanno funzioni per il
recupero di glucosio
- rilascio eritropoietina (serve per spingere la sintesi dei globuli rossi), vitamina D (per il
bilancio del calcio nell’organismo), renina

STRUTTURA
Se ingrandiamo in uno dei reni osserviamo una zona composta
da parte corticale e midollare. Nella parte midollare ci sono le
strutture di CALICE e PAPILLA; l’urina viene racchiusa in
questa camera e poi espulsa attraverso l’uretere.
A cavallo tra la corteccia e la parte midollare, ho l’unità
funzionale del rene  NEFRONE.
La funzione del nefrone è quella di produrre urina, che viene
convogliata in queste strutture e poi espulsa dall’uretere per poi
essere accumulata nella vescica.

NEFRONE
È composto da diverse parti: parte corticale e midollare, si divide in due parti:
 Corpuscolo renale = ha una forma sferica in cui riconosco una parte tubolare. La parte
tubolare va in basso verso la parte midollare, per poi tornare su (fa una specie di U). In questo
modo avviene poi la concentrazione dell’urina, ovvero il togliere acqua e lasciare le sostanze
di scarto.
Parte tutto dal corpuscolo renale 
urina viaggia nei tuboli renali  si
concentra a mano a mano  i tuboli
continuano nei dotti collettori, che
vanno verso la parte midollare. Dopo
l’urina viene scaricata dall’uretere.

 Sistema dei tuboli (tubolo renale) =


il sistema dei tuboli va inizialmente
verso la parte midollare, poi torna su
e poi nei collettori, dove viene
raccolta l’urina

CORPUSCOLO RENALE
I due elementi chiave sono: parte glomerulare (capillari a gomitolo) e la parte esterna (capsula
di Bowman).
Nella parte del glomerulo ci scorre il sangue che va filtrato  ci sono infatti arteriole afferenti ed
efferenti. Il sangue entra, scorre in tutti i capillari a gomitolo ed esce.

La capsula invece è come una sfera che racchiude questo gomitolo. Questa sfera serve per
raccogliere il filtrato dei capillari  sostanza filtrata (soprattutto plasma) viene raccolta nella
capsula di Bowman, per poi finire nel tubolo prossimale.

A livello del glomerulo aderisce il tubolo distale, questo perché va giù e poi torna su (aderisce
su). Questa parte del tubolo ha delle cellule (macula densa), che le associo ad altre cellule
presenti nella parte della arteriola afferente ed efferenti (cellule iuxtaglomerulari).
Queste strutture sono associate in una posizione che mi permette di sapere la concentrazione
dei soluti nel sangue (perché sono
vicino alle arteriole), ma anche
all’interno del tubolo distale.
È molto importante conoscere la
concentrazione dei soluti, in modo che
il rene riesca a svolgere la sua
funzione.
FILTRATO = sostanza che si muove dall’interno del capillare alla capsula di Bowman. Passa
attraverso un filtro molto aspecifico, quindi passano quasi tutte le sostanze, tranne cellule molto
grandi (come cellule immunitarie e proteine).
Quindi il filtrato glomerulare è privo di cellule e proteine grandi, il resto è virtualmente uguale al
plasma.

Il filtrato è circa il 20% del volume intero del liquido che viene filtrato.
Il filtrato passa attraverso l’endotelio finestrato e attraverso lo spazio tra i podociti, cellule
specializzate per filtrare.

Nel glomerulo quindi ho una filtrazione primaria aspecifica.


Nel resto dei tuboli possiamo avere diverse regolazioni delle sostanze  se ho filtrato in maniera
aspecifica e voglio recuperare sostanze che sono finite nel filtrato primario (sostanze importanti
che non voglio espellere con l’urina)  svolgo processi di riassorbimento nei tuboli.

Nel tubulo:
- Riassorbimento tubolare: movimento delle sostanze dal
tubulo ai capillari. Voglio riassorbire sostanze utili che
sono dentro ai tuboli, che sennò sarebbero buttate via.
Un esempio è il glucosio, che essendo piccolo passa nel
filtrato primario  voglio riassorbirlo il più possibile, quindi
svolgo riassorbimento totale.
- Secrezione: movimento di sostanze non volute dal
plasma dei capillari al lume del tubulo.
Ad esempio una sostanza tossica, che passa nel filtrato
primario, e che poi viene guidata verso la secrezione.

 Rene regola quindi filtrazione, riassorbimento e


secrezione.

FILTRAZIONE
Ho numerose forze in gioco.
Ho la pressione del capillare (pressione glomerulare 60mmHg)
e spinge per il passaggio dei liquidi dal capillare alla capsula di
Bowman.
Come forze opposte troviamo la spinta idrostatica del liquido
dallo spazio di Bowman al capillare, che sarà comunque
inferiore alla pressione sanguigna, quindi non può vincerla.
Inoltre ho anche una pressione oncotica, dato che a livello dei
capillari glomerulari il filtro non fa passare le proteine e cellule
grosse  la concentrazione delle proteine determina un
gradiente. Ho quindi una forza osmotica dovuta alle proteine
nel plasma (pressione oncotica).

La pressione idrostatica attraverso il capillare favorisce la


filtrazione.
Nel glomerulo solitamente troviamo una filtrazione netta positiva.

Posso andare a regolare la filtrazione, regolando la velocità (VFG)  il flusso di liquido che si
sposta dal capillare allo spazio di Bowman.
A seconda della pressione che abbimao nel contatto tra il tubo e il filtro, abbiamo una velocità di
filtrazione maggiore o minore  passa più o meno liquido a seconda della pressione.
La pressione la posso regolare aumentando o diminuendo il diametro dei vasi.

Se restringo l’arteriola efferente, aumenta la pressione  quindi aumenta la VFG.


Inoltre se dilato l’arteriola afferente, ho una maggiore velocità del sangue, che mi porta ad una
maggiore pressione in entrata che mi spinge il filtrato.
I metodi per diminuire VFG sono quelli che mi permettono di diminuire la pressione, come ad
esempio restringere a monte (afferente) e dilato a valle (efferente).
 quindi VFG è direttamente proporzionale alla permeabilità della membrana e all’area della
superficie.
Per migliorare la filtrazione posso anche ridurre la superficie di contatto  la parte dei capillari
che sono a contatto con la capsula di Bowman. Per fare questo, ci sono le cellule mesangiali 
sono cellule muscolari che hanno la possibilità di andare a diminuire la superficie di contatto.

In condizioni standard VFG ~125mL/min.

RIASSORBIMENTO TUBOLARE
Significa recuperare dal tubolo sostanze per riportarle nel capillare.
Si parla di 180 litri di acqua recuperati dai nostri reni al giorno. I reni sono così efficienti che
perdono solo 1,8 litri di acqua  quindi percentuale di riassorbimento è del 99%.

I reni sono specializzati anche nel riassorbire il sodio, principale soluto dei nostri tessuti  dove
va il sodio va l’acqua.
Inoltre riassorbe anche il glucosio, energia per tutti i processi
del nostro organismo  recupero del 100%.

L’urea invece, insieme di prodotti di scarto, non deve essere


riassorbita, in realtà ha una percentuale di riassorbimento del
44%.

Il riassorbimento avviene grazie a dei trasportatori, che richiedono energia  quindi o sfruttano
ATP o un gradiente.
I trasportatori però possono raggiungere saturazione; a seconda del numero di trasportatori che
ho, posso andare a recuperare una certa quantità di sostanza  si ha un trasporto massimo.

In condizioni fisiologiche, il glucosio viene riassorbito al 100%, ma


questo è vero fino ad una certa soglia. Se siamo sotto ai 400mm/mL
riusciamo a riassorbirlo tutto, se superiamo questo valore lo perdo 
significa che lo troverò poi nell’urina (caso del diabete).
Un esempio di trasportatore è quello che usa il gradiente di sodio Na+
per riportare dentro il glucosio.

I trasportatori saranno soprattutto sulla membrana luminale, vicino al


lume del tubolo.

Anche la secrezione avviene con meccanismi molto simili: richiede energia con trasporto mediato
con trasportatori. Può avvenire anche per diffusione, se ho sostanze che si disciolgono bene
nella membrana (ad esempio l’urea passa bene).
CLEARANCE RENALE
Clearance renale di una sostanza è definita come il volume di plasma da cui tale sostanza viene
rimossa dal rene per unità di tempo.
Dipende dalla concentrazione nell’urina di un certo
soluto e dalla concentrazione nel plasma di questo
soluto.

Ad esempio, la clearance del glucosio è 0 perché tutto


il glucosio filtrato viene riassorbito  all’interno delle
urine non c’è glucosio.

Clearance può essere usata per andare a calcolare la


velocità di filtrazione glomerulare  dobbiamo
prendere una sostanza che viene completamente
filtrata, non viene secreta o assorbita. Troviamo la
sostanza (INULINA) nell’urina, grazie alla filtrazione  questa sostanza non viene riassorbita o
secreta.
A seconda della quantità di sostanza che troviamo nell’urina, essendo associata alla filtrazione, ho
una indicazione su come il mio glomerulo sta lavorando (velocità).
Il carico filtrato di una sostanza è la VFG x [sostanza plasmatica].

Se fosse necessario valutare la VFG di un soggetto basterebbe conoscere la clearance


dell’inulina. L’inulina però è una sostanza che non è presente nel nostro sangue, è contenuta nelle
verdure  per questo si va a valutare la clearance della creatinina.
Si assume che la creatinina prodotta è simile tra individui  un aumento della [creatinina] nel
sangue di solito è indice di una diminuzione nella VFG.
 più creatinina ho nel sangue, più ho velocità di filtrazione alta.

Quando la clearance (della creatinina) di una sostanza è maggiore della VFG, allora questa
sostanza deve subire secrezione tubolare, quando è inferiore deve subire riassorbimento.

MINZIONE
Si tratta dello scarico dell’urina dalla vescica.
La vescica è un muscolo destrusore di tipo liscio, innervato quindi dal sistema autonomo.
L’uscita è controllata da due sfinteri: uno interno e uno esterno. Si differenziano perché lo sfintere
interno è comandato dal sistema autonomo, mentre lo sfintere esterno è composto da un muscolo
scheletrico, perciò è sotto il controllo volontario.

Il destrusore è un muscolo, se lo contraggo riduco il volume della vescica  minzione. Lo sfintere


per far passare il liquido deve essere rilassato, se è contratto non passa l’urina.
Quindi per avere minzione devo contrarre il destrusore e rilassare i due sfinteri.

Parasimpatico e simpatico hanno effetti sul muscolo: parasimpatico induce contrazione sul
muscolo mentre il controllo simpatico restringe gli sfinteri.
Entrambi hanno effetti di contrazione su due parti diverse del sistema  per avere minzione devo
attivare parasimpatico su destrusore e non far intervenire il simpatico sugli sfinteri.
Dato che è un muscolo liscio, produce un feedback per comandare la minzione  dopo la
distensione ho meccanocettori che mi fanno da sensori di stiramento. I sensori sono connessi al
midollo spinale e attivano il parasimpatico del destrusore e inibiscono il simpatico sullo sfintere
interno.

BILANCIO DI IONI E ACQUA


Il sistema renale è fatto per mantenere il bilancio dei liquidi  se assumiamo litri d’acqua al giorno
dobbiamo anche espellerli (mantenimento omeostasi).
Stessa cosa vale per il sale  dobbiamo avere bilancio.

Riassorbimento di sodio e acqua


Sia Na+ che acqua filtrano liberamente dai capillari glomerulari nello spazio di Bowman  sodio è
un soluto piccolo. Entrambi vengono riassorbiti con alta efficienza (99%).
Il riassorbimento avviene soprattutto nel tubulo prossimale, nei tubuli contorti distali e nei dotti
collettori.

Il riassorbimento si basa sulla POMPA ATP-asica sodio potasssio, che espelle sodio verso la
parte del capillare e porta dentro del potassio. Quando questa pompa è in funzione, ho alta
concentrazione di sodio nel liquido interstiziale e bassa concentrazione a livello delle cellule
nell’interfaccia (tra lume e liquido)  questo gradiente creato dalla pompa spinge il trasporto di
sodio dal lume dentro alla cellula.
Il trasporto attivo di Na fuori dalla cellula mantiene la concentrazione intracellulare di Na più
bassa rispetto a quella del lume tubulare, Na si muove secondo gradiente.

Il potassio K entra nella cellula, dove c’è un canale per dissipare il suo gradiente  secrezione di
potassio associata al riassorbimento di sodio.
Sfrutto il recupero di sodio poi per recuperare anche altre sostanze, come ad esempio il glucosio.
Quando i diversi soluti (Na, glucosio, etc) vengono riassorbiti, l’acqua li segue passivamente per
osmosi  meccanismo osmotico per il riassorbimento di acqua.
Nella fase finale tutto ciò che è disciolto nel liquido interstiziale entra nei capillari peritubulari.

Il movimento dell’acqua è possibile solo se la membrana è permeabile all’acqua: dipende dalle


acquaporine. Per facilitare il movimento di acqua uso dei pori (acquaporine) che lasciano passare
bene l’acqua sulla membrana.

La quantità di acquaporine sulla membrana luminale è controllata da ADH (o vasopressina). Se


voglio aumentare o diminuire la concentrazione di pori, e quindi il flusso di acqua, aumento la
quantità di vasopressina. ADH viene rilasciato dalla neuroipofisi, sulle cellule del dotto c’è un
recettore per la vasopressina, che quando si attiva, dopo una serie di meccanismi di segnalazioni
cellulari, mi porta alla fusione delle vescicole con le acquaporine  vescicole si fondono sulla
membrana e quindi sono disponibili molte acquaporine sulla membrana luminare.

Aumentando i pori passa più acqua, quindi sto spostando più acqua dal lume al liquido interstiziale
 la vado a caricar sui capillari.

Le acquaporine a livello della membrana baso-laterale sono espresse costitutivamente, non sono
regolare dalla vasopressina.

Nei tubuli prossimali ho sempre alta concentrazione, mentre il controllo ormonale è gestito nei dotti
collettori.

CONCENTRAZIONE DELL’URINA
Dentro ai tuboli ho del filtrato primario aspecifico proveniente dal glomerulo a 300mOsmol. Da qui
io voglio recuperare dell’acqua dal 300mOsmol, quindi voglio concentrare i soluti che sono a livello
del filtrato.
Questo è possibile perché il sistema dei tuboli forma una ansa (ansa di Henle) a livello midollare.
Più andiamo verso il midollo, più la concentrazione dei soluti nel liquido interstiziale (fuori dai
tuboli) è alta. Quindi a mano a mano che arrivo giù, arrivo fino a 1400mOsmol.
Quindi se ho così alta concentrazione, l’acqua si sposta da dentro ai tuboli a fuori, dato che segue
i flussi osmotici e per ripristinare bilancio di concentrazione.

Questa alta concentrazione in basso è il risultato di diverse proprietà del tratto ascendente e
discendente dell’ansa e da una certa configurazione di trasportatori per il sodio.
La parte discendente è permeabile all’acqua, mentre il tratto
ascendente è impermeabile all’acqua e ha dei canali che
attivamente spostano il sodio da dentro il tubolo a fuori il tubolo
(nella parte interstiziale).
Inoltre ci sono dei trasportatori, che attivamente spostano il
sodio da dentro il tubolo a fuori nella parte interstiziale, più o
meno con un delta di 200mOsmol.

La parte discendente cerca di equilibrare questo gradiente,


che crea la parte ascendente  cerca di equilibrare
concentrazione nel liquido interstiziale, quindi perde acqua.
 parte discendente perde acqua, parte ascendente perde
soluti a causa dei trasportatori.

Nella dinamica di questo sistema, vedo che succede il


MECCANISMO DI MOLTIPLICAZIONE CONTROCORRENTE
 mi crea un gradiente sempre più concentrato andando
verso la parte midollare.
Questo è possibile perché, se prendo un liquido che sta
defluendo ed è presente questa colonna che ad ogni livello
perde soluti, la parte discendente cerca di compensare.
Compensa perdendo sempre più acqua e quindi si concentra.

La concentrazione dell’urina avviene poi nel collettore, parte a


valle del sistema.
Nel dotto collettore ho alte concentrazioni di acquaporine,
perciò il sistema inizia a perdere grosse quantità di acqua a
mano a mano che scendo.
Quindi parte dell’ansa di Henle serve per creare queto gradiente, che viene sfruttato per la
concentrazione dell’urina nella parte del dotto collettore.
Il dotto collettore è lo stesso tubolo che torna giù nuovamente, perdendo grosse quantità di acqua
 acqua viene caricata poi sulla parte dei capillari.

Perdo sempre più acqua a diversi livelli, ritrovandomi con un’urina finale (filtrato rimasto) che è
molto concentrata  significa che uso la minor quantità di acqua possibile per tenere solubilizzati i
componenti che voglio buttare.
Minimo d’acqua comunque serve per mantenere in soluzione tutti gli scarti.

Il meccanismo che poi allontana tutti i volumi d’acqua sono i capillari


 specializzati. Seguono il giro dei tuboli nella parte midollare per
poi tornare nella parte corticale. Facendo questo giro, la
concentrazione del sangue segue la concentrazione dei diversi livelli
 sangue sotto gradiente. A causa del riassorbimento, il flusso
sanguigno che abbandona i vasa recta è almeno due volte
superiore al flusso di sangue in ingresso.

Entrando nella midollare si ha un’intensa diffusione di Na, Cl e


acqua secondo gradiente tra capillari e liquido interstiziale.
Nel tratto ascendente il processo viene quasi completamente
invertito.
RUOLO DELL’UREA
Urea è ben permeabile alle membrane, quindi segue l’acqua.
Seguendo l’acqua perciò non viene espulsa completamente.
A livello del glomerulo entra nel filtrato primario, nel tratto
discendente esce anche l’urea insieme all’acqua… segue
quello che fa l’acqua.
Tra questi processi di riassorbimento e secrezione rimane
“bloccata in un loop”, a causa dell’alta concentrazione di soluti.
Essendo un soluto l’urea, contribuisce ancora di più ad
aumentare la concentrazione di soluti presenti nella parte
midollare.

Urea ha una correlazione con la concentrazione di ADH. ADH


ha recettori nei dotti collettori per regolare la quantità di
acquaporine.
ADH influisce sulla permeabilità dell’urea nella midollare. Se ho
o non ho ADH, cambia la concentrazione dei soluti
nell’interstizio anche nella parte dell’ansa di Henle  anche se non dovrebbe avere effetti, dato
che i recettori della vasopressina sono sul dotto collettore.
Questa anomalia è stata attribuita all’urea  dato che urea rimane intrappolata nei loop di
aumento di concentrazione. Dato che c’è aumento di concentrazione se c’è aumento di ADH, un
soluto che rimane li è l’urea.

Quindi a livello del tubulo prossimale viene riassorbita per


diffusione, secreta nella parte discendente di Henle e riassorbita
nuovamente.
L’urea rimane intrappolata nello spazio interstiziale aumentando
l’osmolarità totale (bassa diffusione dai vasa recta). Il 15%
dell’urea filtrata inizialmente viene escreto nell’urina.
La concentrazione di urea aumenta in condizioni antidiuretiche
contribuendo al riassorbimento acqua.
ADH aumenta anche permeabilità ad urea nei dotti collettori e
midollare.

REGOLAZIONE RENALE DEL SODIO


L’acqua segue il sodio, quindi quando si parla di recupero di sodio, significa che sto cambiano la
volemia del sistema.
Se ho bassa presenza di sodo, lo rilevo come bassa quantità di liquidi presenti  devo quindi
evitare di sprecare sodio, ovvero recuperarlo dalla concentrazione dell’urina  aumento il
riassorbimento del sodio.
In questo modo richiamo anche più acqua  aumenta la volemia del sistema.

Il meccanismo per evitare di perdere sodio è quello del controllo della velocità di filtrazione
glomerulare  a livello del glomerulo passa anche il sodio, quindi se diminuisco la velocità di
filtrazione, diminuisco anche il sodio che perdo in quel luogo.
La velocità di filtrazione glomerulare viene controllata ad esempio variando la pressione, se
diminuisco pressione nel glomerulo ho una minore velocità di filtrazione glomerulare  perdo
meno sodio e quindi meno liquidi.
Se ho un basso quantitativo di sodio  basso volume plasmatico  riduzione pressione
cardiovascolare  attività di volocettori e barocettori  mi vanno a comandare simpatico e
parasimpatico. Ho quindi segnali per aumentare il riassorbimento di Na/abbassare filtrazione, in
modo da diminuisce l’escrezione di Na.

Questo tipo di meccanismo però è a breve termine, dato che ho la regolazione da parte del
sistema autonomo.

Regolazione a lungo termine dell’escrezione di Na


I meccanismi a lungo termine sono quelli ormonali.
Il principale fattore che determina la velocità di riassorbimento
tubulare di Na è l’aldosterone.

La renina (enzima) è prodotta dal rene a livello dell’apparato


delle cellule iuxtaglomerulari.
Se ho bassa pressione, quindi voglio recuperare sodio, questo
apparato inizia a produrre renina  si tratta di un enzima litico,
ovvero va a tagliare una proteina prodotta a livello del fegato
(angiotensinogeno).
Cellule iuxtaglomerulari = cellule intorno all’arteriola afferente
ed efferente, che sono in grado di capire la pressione del sistema
 cellule capiscono quanto sangue sta passando nell’arteriola
efferente ed efferente. Questo è un indice di a che valori si trova
la pressione sistemica.

Dopo il taglio si ottiene angiotensina I (formata da 10


amminoacidi); viene poi convertita con l’enzima ACE in
angiotensina II.
Angiotensina II ha due effetti  effetto sulla corteccia surrenale
per la produzione di aldosterone e sul sistema cardiovascolare
(effetto vasocostrittore). La produzione di aldosterone va a
regolare il riassorbimento del sodio.

Se ho bassa pressione, per aumentarla devo alzare la concentrazione di sodio, ovvero procedere
con il riassorbimento  meccanismo ormonale lungo e complesso.

Meccanismo per la regolazione della renina


1. Le cellule iuxtaglomerulari per la loro posizione sono molto sensibili alla pressione (barocettori
intrarenali) delle arteriole, con bassa pressione producono più renina.
2. Posso anche avere innervazione simpatica, che mi porta le cellule iuxtaglomerulari a
produrre più renina.
3. Le cellule della macula densa sono rivolte verso il tubolo; sono utile per sapere quanto sodio
sto recuperando  quanto sodio passa per il tubolo. Queste cellule sono sensibili alla
concentrazione di sodio nel liquido tubulare. Tramettono il segnale alle cellule iuxtaglomerulari
vicine con fattore paracrino  hanno perciò una funzione di segnalazione
Altri meccanismi …
Le cellule degli atri cardiaci sintetizzano ANP (peptide natriuretico atriale, prodotto dal cuore in
base alla pressione del sangue) che agisce in vari modi per inibire il riassorbimento di Na.
Due meccanismi per la riduzione del riassorbimento, a causa di un aumento di pressione
sanguigna:
- Inibizione sistema renina-angiotensina-aldosterone
- Natriuresi da pressione: la pressione arteriosa agisce localmente sui tubuli stessi, un aumento
inibisce il riassorbimento di Na (meccanismi non ben conosciuti)

REGOLAZIONE DELL’ACQUA
Devo regolare la quantità di acquaporine, questo lo possiamo fare grazie alla ADH.
Per capire quanto ADH dobbiamo produrre, l’ipotalamo ha degli specifici osmocettori  recettori
sensibili alla concentrazione di soluti.
Se ho concentrazione dei soluti alta, viene prodotta più vasopressina, che mi porta ad un
maggiore recupero di acqua  recuperando acqua diminuisco la concentrazione dei soluti  si
tratta quindi di un meccanismo di feedback negativo.

Tutto il sistema di regolazione dell’acqua è fortemente legato a quello del sodio. Se produco più
vasopressina, per risolvere il problema della troppa concentrazione di soluti a livello del sangue
anche il sistema dell’aldosterone deve diminuire il riassorbimento di sodio  per diminuire la
concentrazione di soluti.

Altri meccanismi di rilascio della vasopressina:


Una riduzione del liquido extracellulare (diarrea, emorragia) porta all’attivazione:
- sistema renina-angiotensina-aldosterone
- attivazione barocettori ipotalamici
- attivazione barocettori aortici/carotidei (centro integrazione bulbare, controllo sistema
simpatico/parasimpatico)
- azione vasocostrittrice della vasopressina
- Cellule ipotalamiche ricevono diversi input a livello centrale  dipendenza da paura, dolore,
farmaci
- L’etanolo inibisce il rilascio di ADH, il corpo perde molti liquidi (conseguenze: mal di testa)
- ipossia
- nausea (deviazione flusso sanguigno dall’intestino)

Il riflesso barocettivo ha una soglia piuttosto alta (importante per situazioni limite, come ad es
emorragia).

Sudorazione
Se ho sudorazione abbondante, significa che sto perdendo liquidi, quindi i liquidi nel nostro corpo
si stanno concentrando  cala il volume plasmatico e aumenta la concentrazione dei soluti nel
nostro corpo. Si attivano quindi gli osmocettori.
Con volume plasmatico basso, ho bassa velocità di filtrazione glomerulare  data dalla bassa
pressione.

Tutto questo mi porta a diminuire l’escrezione di sodio  se ho meno escrezione significa che
posso recuperare più acqua.
Sensazione di sete
Data da questi sistemi: osmocettori, barocettori, secchezza cavità orale… tutto questo si integra
nella sensazione di sete. Osmocettori e barocettori (ipotalamo) che controllano il rilascio di ADH
sono gli stessi che stimolano la sete.
La sensazione di sete è scatenata da un aumento di osmolarità del plasma e da una diminuzione
del volume del liquido extracellulare.
Per combattere la sete si attivano poi le vie a livello dell’ipotalamo per il recupero dell’acqua.

REGOLAZIONE DEL POTASSIO


L’escrezione urinaria di K+ è il principale meccanismo che regola il potassio corporeo.
K+ filtra liberamente nel glomerulo e normalmente i tubuli ne riassorbono la maggior parte.

Quando si attiva la pompa sodio-potassio, il sodio finisce verso il liquido interstiziale  la


concentrazione di potassio aumenta.
Nella maggior parte del sistema renale c’è un canale sul lato interstiziale che dissipa questo
gradiente di potassio, quindi al netto non succede niente perché il potassio ritorna da dove si
sposta all’inizio  si sposta dal liquido interstiziale e torna nel liquido.
Se invece il canale si trova a livello del lume tubolare, il gradiente di potassio viene dissipato
all’interno del lume  viene escreto.

 Se aumenta il recupero di sodio (lo sposto nel liquido interstiziale), allora aumenta l’escrezione
di potassio. Questo perché ho alta concentrazione di K dentro alla cellula che finisce all’interno
del tubolo.
 La secrezione è accoppiata con il riassorbimento del sodio  non posso separare sodio e
potassio.
Secrezione = aumento di concentrazione di potassio nel lume
 Secrezione K avviene nel dotto collettore

I dotti collettori corticali possono secernere K+ (e non avviene in altri segmenti, pochi canali K+).
Nei dotti collettori manca il canale per il potassio che lo dissipa, quindi la concentrazione di
potassio dentro alla cellula rimane alta  significa però che la concentrazione alta deve essere
bilanciata, in modo da continuare a far funzionare la pompa.
Ci sarà quindi un canale che farà dissipare il potassio nella parte del lume  secrezione di
potassio.
1. Dopo un pasto ricco di potassio la concentrazione di K+ aumenta  aumento assorbimento
basolaterale (pompa Na/K)  maggiore secrezione di K
2. L’aldosterone, oltre ad aumentare il riassorbimento di Na, aumenta contemporaneamente la
secrezione di K
3. Le cellule della corteccia surrenale secernenti aldosterone sono sensibili alla concentrazione di
K+ extracellulare

Anche in meccanismi che non richiederebbero un cambiamento nel bilancio del potassio, va a
finire che in qualche modo perdo potassio. Ad esempio se ho pressione bassa (prodotto più
aldosterone) ho secrezione di potassio.
 Legame con il sodio porta ad una funzionalità non ottimale

Diuretici
I diuretici sono i farmaci che aumentano la secrezione dell’acqua  diminuiscono quindi i
riassorbimenti, ovvero produrre meno vasopressina.
Acqua, nei processi osmotici, segue una maggiore concentrazione dei soluti  quindi i
meccanismi che posso sfruttare per bloccare il riassorbimento di acqua sono quelli per il rilascio di
una maggiore concentrazione di soluti all’interno dei tuboli renali.

- agiscono a livello dei tubuli inibendo il riassorbimento di Na+, Cl- e/o HCO3  viene quindi
aumentata l’escrezione
- il riassorbimento dell’acqua dipende dal riassorbimento dei soluti  in questo caso avrò un
aumento escrezione acqua
Esempi di patologie:
- Insufficienza cardiaca congestizia: bassa gittata cardiaca e diminuzione pressione. Ho bassa
VFG e alto aldosterone  bassa escrezione di Na, si ha espansione del volume extracellulare
ed edema. Se ho bassa quantità di sodio, il sistema bilancia questo effetto andando a regolare
il sistema dell’aldosterone
- Ipertensione: quando si assume poco sale. Una deplezione (diminuzione) di sodio e acqua dal
sangue porta alla dilatazione arteriolare e abbassamento della pressione sanguigna
(meccanismi non noti)

RUOLO DEL RENE NEI SISTEMI TAMPONE


Nel rene possiamo aumentare o diminuire la concentrazione del bicarbonato  perdere o
recuperare bicarbonato per aumentare o diminuire la concentrazione di H+ (sangue più acid o
basico).

L’organismo produce anche acidi ‘non volatili’ come l’acido fosforico e solforico generati dal
catabolismo delle proteine.
Ad esempio la CO2 la consideriamo come sistema tampone con acido volatile, perché a livello del
sistema respiratorio è un sistema aperto tramite gas  con respirazione posso variare la quantità
di carbonato.
Altri sistemi tampone, come acido fosforico e solforico che non sono volatili  non li posso
scambiare attraverso la respirazione.

Il sistema respiratorio funziona velocemente, nell’arco di minuti  regolando la frequenza di


respirazione, posso regolare la concentrazione di CO2 nel sangue. Nel rene invece questo è più
lento, perché passa attraverso la filtrazione renale di liquidi.
I reni sono responsabili del bilanciamento dei guadagni e delle perdite degli H+, in concerto con il
sistema respiratorio. La risposta respiratoria alla [H+] è molto rapida (minuti) e impedisce che tale
concentrazione cambi troppo, i reni con una risposta più tardiva (ore, giorni) eliminano
effettivamente lo squilibrio (alcalosi/acidosi metabolica, perdita di secrezioni gatrointestinali
alcaline, perdita H+ nel vomito, malfunzionamenti nel sistema respiratorio).

Un possibile meccanismo di riassorbimento del bicarbonato avviene a livello dei tuboli renali.
 L’escrezione di HCO3- nell’urina aumenta la [H+] plasmatica (guadagno netto di H+), l’aggiunta
di HCO3- al plasma diminuisce [H+] (perdita netta).

Il meccanismo inizia da metabolismo cellulare, perché ho bisogno di CO2 gassosa. Attraverso


poi anidrasi carbonica ottengo l’acido carbonico, che si dissocia velocemente in bicarbonato e H+.

Ho poi una separazione, in base a dove mi


finiscono questi due prodotti.
L’H+ finisce nel lume del tubolo, mentre il
bicarbonato HCO3- finisce nel liquido
interstiziale  qua ci sono i capillari,
attraverso i quali torna nella circolazione.
L’H+ si va ad associare al bicarbonato che era
stato filtrato durante la filtrazione glomerulare.
Dopo questo prodotto si perde, viene secreto  dato che viene riconvertito in acido acetico,
ritorna a CO2 gassosa. Questo composto in parte si perde.
Al netto sto recuperando un bicarbonato, MA l’HCO3- filtrato è ‘sparito’, è stato sostituito da uno
plasmatico  ‘riassorbimento’.

Meccanismo:
1. Combinazione di H2O e CO2 per formare acido carbonico
2. Pompe H+ATPasi, cotrasportatori Na+/H+ spingono la
secrezione di H+ nel lume. L’HCO3- segue il suo gradiente e
passa la membrana basolaterale
3. H+ secreto si combina con l’HCO3- filtrato
4. Si produce H2O e CO2 che retrodiffondono
5. Quando tutto l’HCO3- è stato riassorbito, gli H+ secreti si
combinano con tamponi non bicarbonato (es HPO4(2-))
6. H2PO4- viene escreto, il guadagno di HCO3- è netto!

Se voglio aggiungere una nuova molecola ci HCO3-, sfrutto un altro sistema tampone, ovvero
quello fosfato.
Inizio sempre con il metabolismo cellulare, che mi produce di CO2 e H2O, vengono coniugati in
acido carbonico e poi scissi in bicarbonato e H+. Anche in questo caso il bicarbonato esce e va nel
sangue.

L’H+ invece non si associa più ad un bicarbonato (dato che non è presente, non ce n’è a
sufficienza), ma si associa ad HPO4(2-) dando luogo a H2PO4-.
Il diidrogeno fosfato finisce nell’urina, viene perso con l’H+ 
diminuisco al netto la quantità di H+ e aumento nel sangue la
quantità di bicarbonato.
In questo modo posso andare a bilanciare una situazione di
acidosi  produco più bicarbonato.

Un altro meccanismo per il recupero del bicarbonato avviene


con un intermedio  AMMINOACIDO (GLUTAMMINA). La
glutammina può essere scissa in una parte amminica (Nh4+) e
una parte di bicarbonato (HCO3-). La glutammina può esser
recuperata dalla parte del tubolo, dato che riesce a passare nel
filtrato primario; non è una proteina quindi passa nel primo
filtrato.

Al netto non abbiamo perdita di nessun componente del


tampone bicarbonato e stiamo recuperando una molecola di
bicarbonato.
Questo meccanismo al netto produce sempre bicarbonato, che
aiuta a bilanciare un eccesso di H+ nel sangue (acidosi).

Per risolvere problemi di acidosi


o alcalosi si usa il sistema
respiratorio  attraverso la
respirazione lo risolve in
maniera breve.
Se questo non funziona si usa il
sistema renale (ultima spiaggia)
 trattandosi di liquidi si parla di
un processo molto lungo.
DIALISI
Quando si ha un malfunzionamento del sistema renale, non si riesce a filtrare e pulire il sangue
correttamente.
Per guarire questo problema si utilizza la dialisi, ovvero tecnica di far passare il sangue attraverso
un filtro.
Il sangue arterioso lo faccio passare in un sistema di membrane, in cui ci sono molti pori. Questi
pori hanno dei filtri che lasciano uscire le sostanze nocive del sangue di cui ci dobbiamo
sbarazzare.
Il filtro è inserito in un comparto in cui scorre il liquido di dialisi, liquido pulito inizialmente che a
mano a mano che scorre sulle membrane si sporca delle varie sostanze secrete.

Si tratta però di un filtro aspecifico, questo significa che andiamo a perdere anche parte di
sostanze da non eliminare.
Un altro problema è che il paziente è costretto a fare le sedute diverse volte a settimana.

Il rene non ha solo la funzione di depurare il sangue, ma molte altre. Tutte le altre funzioni del rene
non vengono svolte dalla dialisi.
Per questo motivo si sta lavorando ad un rene artificiale, composto da due parti: una parte che
svolge la funzione di filtro e l’altra parte che svolge il compito di bioreattore  comparto di
tessuto renale funzionale.
L’idea è che diventi un sistema totalmente impiantabile.

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