Sigmund Freud
Sigmund Freud
Sigmund Freud nacque a Freiberg (Repubblica Ceca) da una famiglia morava ebrea e
si laureò in medicina. Nonostante egli non possa essere considerato un vero e proprio
filosofo a causa della sua formazione medica, il suo studio riguardo la psiche umana,
effettuato attraverso l’atteggiamento sospettoso e interpretante, avrà un grande
impatto sulla cultura novecentesca, provocando la cosiddetta “crisi del soggetto e di
tutte le certezze”.
La scoperta dell’inconscio
L’ambizione della carriera accademica, però, lo porta a trasferirsi a Vienna ma
soltanto grazie ad una borsa di studio e all’appoggio del dottor Breuer, Freud può
specializzarsi in psichiatria presso l’ospedale parigino Salpêtrière, dove il neurologo
Charcot stava studiando le “grandi isteriche”. L’isteria (dal greco ystéra →”utero”)
indicava una malattia psichica - le cui manifestazione erano attacchi epilettici e
forme di paralisi/emiparesi (solo una parte) - che veniva attribuita solitamente
soltanto alle donne, poiché legata allo spostamento dell’utero.
In realtà, gli studi di Charcot stavano dimostrando tutt’altro: infatti da un lato erano
presenti anche uomini isterici e dall’altro l’utilizzo dell’ipnosi permetteva di
affermare che l’isteria non avesse natura organica ma psichica.
E così il giovane Freud rimase tanto affascinato dal tema dell’ipnosi che, nel suo
viaggio di ritorno da Parigi, si confrontò con il massimo esperto di ipnosi del tempo
(Bernheim).
Da questo incontro comprese che l’ipnosi, la quale permetteva di tirar fuori qualsiasi
risposta dal paziente, dimostrava l’esistenza di un “inconscio”, ossia quella porzione
della memoria che sfugge alla coscienza dell’individuo, ma che continua a
manifestarsi attraverso altre vie come proprio l’isteria.
Pertanto, tornato a Vienna nel suo studio, Freud collaborò con il dottor Breuer
riguardo al suo caso della paziente isterica ANNA O. (considerato prima caso della
psicanalisi). Ricorrendo all’ipnosi, Breuer aveva indotto la donna a ricordare alcuni
episodi traumatici della sua vita così da liberare la paziente, almeno in via
provvisoria, dai suoi disturbi fisici.
Tuttavia, la convinzione che dietro all’isteria di Anna O. si celavano elementi di
natura sessuale legati al perbenismo della società maschilista viennese portò Freud a
ritenere che i sintomi delle patologie psichiche fossero “psicogeni”, ossia derivanti
da conflitti tra le forze psichiche che sono stati rimossi dalla sfera cosciente del
soggetto, ovvero l’inconscio, il che segna la nascita della psicanalisi.
Per quanto detto, quindi, Freud rifiuta una concezione statica e semplice dell’io, in
quanto ritiene che la psiche sia un’unità complessa e dinamica, costituita da
sistemi/istanze corrispondenti a funzioni diverse e che sono metaforicamente luoghi
presenti nella psiche.
NOTA: In realtà, sebbene Freud speri che la sua volontà di misurare la psiche in modo
qualitativo attraverso un linguaggio allegorico verrà riconosciuta in futuro dalla
scienza - il che dimostra la sua matrice positivista -, il filosofo austriaco è convinto
che anche le materie scientifiche, pur essendo descrizioni potenti della realtà, non
sono altro che un racconto, dal momento che non possono essere applicate
universalmente.
Ciononostante, la volontà di misurare la psiche in modo qualitativo porta Freud ad
elaborare due topiche.
2. In un’ulteriore fase del suo pensiero Freud elabora una seconda topica (esposta
nell’opera “L’Io e l’Es”), con la quale divide le forze dinamiche operanti nella psiche
in:
-Es → ossia quella forza pulsionale e caotica che costituisce la matrice originaria
della nostra psiche, e che obbedisce unicamente alla pulsione del piacere
-Super-io → ossia la coscienza morale di un individuo, che si basa sui divieti
instillati in lui in età infantile dai genitori e che si
-Io → ossia quella parte della personalità che deve trovare un compromesso fra le
pulsioni dell’Es, le anti-pulsioni del Super-io e il mondo esterno
Ciò dimostra che l’umanità, per liberarsi da una serie di menzogne millenarie, ha
dovuto subire tre gravi frustrazioni, ovvero quella:
-copernicana → con la quale l’uomo ha perso la centralità nell’universo
-darwiniana → con la quale l’uomo ha perso la centralità tra gli esseri viventi sulla
Terra
-freudiana → con la quale l’uomo è stato privato anche dell’illusione di essere il
padrone della propria psiche
L’origine della nevrosi
Tuttavia, secondo Freud, quando l’Io non è in grado di conciliare queste istanze
allora possono nascere due tipi di pulsioni:
- (da una parte) le pulsioni del piacere nascono quando l’Es ha il sopravvento sul
Super-io, e l’Io è indotto a comportamenti anche talvolta asociali/proibiti
- (dall’altra) le pulsioni dell’io nascono quando il Super-io ha il sopravvento sull’Es,
e l’Io è indotto a comportamenti a rimuovere le pulsioni dell’Es, che però si
diventano inconsce e incominciano a manifestarsi come messaggi mascherati
presenti nei sogni, negli atti mancati e nei sintomi nevrotici
Per quanto detto, è facile intuire che per Freud ogni atteggiamento consapevole non
è altro che la manifestazione di desideri, pulsioni e conflitti inconsci, che vengono
rimossi e nascosti nella parte più profonda della psiche poiché il loro riaffiorare
provoca pena e disagio alla coscienza.
Tuttavia, il metodo delle associazioni libere può essere una cura efficiente soltanto se
si verifica il “transfert”, ovvero il fenomeno per cui il paziente trasferisce al medico
una serie di stati d’animo ambivalenti (cioè amore e odio) che riflettono quelli che ha
provato nei confronti dei genitori durante l’infanzia.
Il transfert, quindi, implica una sorta di attaccamento amoroso verso il medico, che si
traduce nel desiderio di riconoscimento attraverso la rilevazione delle proprie
emozioni dimenticate.
Dunque, nell’Interpretazione dei sogni (1900) Freud indica le vie per accedere
all’inconscio mediante queste tecniche psicoterapeutiche, ovvero:
- i sogni
- gli atti mancati
- i sintomi nevrotici
1)Infatti, Freud ritiene che i sogni siano la “via regia che porta alla conoscenza”
dell'inconscio, in quanto i fenomeni onirici non sono altro che l'appagamento
camuffato di un desiderio rimosso.
In particolare, il compito dello psicoterapeuta è quello di risalire dal contenuto
manifesto del sogno, ovvero la descrizione del sogno, il suo “contenuto latente”,
ossia l’insieme dei desideri profondi dell’individuo che danno luogo alla scena
onirica.
In realtà, sebbene il sogno sia la soddisfazione mascherata di un desiderio inconscio,
tali desideri risultano latenti a causa del lavoro di censura del Super-io, il quale li
giudica inaccettabili. Pertanto, l’unica via per comprendere un sogno è quella di
individuare gli aspetti ricorsivi del contenuto manifesto, così da ricercare
associazioni libere e pertanto trovare il contenuto latente.
In una “seconda fase del suo pensiero” Freud mise in dubbio il modello di
spiegazione onirico e la suddivisione delle pulsioni che si era dato poiché i sogni dei
nevrotici da guerra non potevano avere alcuna forma di desiderio, finendo così per
unire “le pulsioni del piacere e dell’io” nelle cosiddette “pulsioni della vita”, che a
loro volta si opponevano alle “pulsioni di morte”.
Infatti, nei nevrotici da guerra accadeva che il Super-io difendeva il loro Io
dall’aggressività di se stessi che, altrimenti, si sarebbe potuta estendere sugli altri.
Tuttavia, inizialmente Freud era convinto del fatto che i desideri rimossi alla base
dei sintomi nevrotici fossero sempre di natura sessuale, il che giustifica il perché
egli ponga la sessualità al centro della propria ricerca.
-la perversione → ossia l’attività sessuale con l’unico scopo di conseguire il piacere
La teoria della sessualità infantile
E proprio grazie a questa definizione della sessualità Freud demolisce il pregiudizio
secondo cui la sessualità apparterrebbe solo all’età adulta e anche l’immagine del
bambino angioletto (che invece è definito “perverso polimorfo”), potendo così dar
credito alla sua “teoria della sessualità infantile”, che viene suddivisa a seconda
della zona erogena in 3 fasi:
-la fase orale (0-1,5 anni) → che è connessa alla suzione del seno della madre
-la fase anale (1,5-3 anni) → che è collegata al piacere per le funzioni escremintizie
-la fase genitale (3 anni in poi) → che a sua volta si suddivide in una “fase fallica”
(scoperta del pene) e in un periodo di latenza delle pulsioni sessuali che dura fino
alla pubertà, quando cominciano ad essere più attive
In particolare, la fase fallica assume una grande importanza poiché è qui che si
colloca il “complesso di Edipo”, ovvero l’attaccamento libidico provato dal
bambino nei confronti del genitore di sesso opposto e un atteggiamento ambivalente
per il genitore dello stesso sesso.