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S

Maurizio Matteo Dècina

Il caso Telecom spiegato per tutti


Vent’anni di Bilanci Parlanti
Ricostruzione dei principali
dati di bilancio
(1997-2018)

Studio tratto
dal libro

«…così ricco di dati, citazioni, rinvii. Sulla scia di altri autorevoli contributi pubblicati negli ultimi anni…»
Angelo Marcello Cardani – Presidente Autorità Garante per le Comunicazioni
Finalità del presente Lavoro

«…Tim è la più grande azienda tecnologica italiana. Il suo valore sono i


dipendenti e la sua capacità di innovazione, spesso ostacolata da logiche
finanziarie speculative. Per pianificare un grande futuro occorre
imparare dagli errori del passato…»

L’Autore
Dati di Bilancio
Dalla privatizzazione ad Oggi
Bilanci del Gruppo Telecom Italia

Fonte: Bilanci annuali Gruppo Telecom Italia (dati in milioni dieuro)


Bilanci del Gruppo Telecom Italia
Gestione Gestione Gestione Gestione
OLIVETTI PIRELLI TELCO TELEF.-VIVENDI
Colaninno Tronchetti Provera Bernabè Patuano Cattaneo

Debiti
Fatturato
Investimenti

Fonte: Bilanci annuali Gruppo Telecom Italia (dati in milioni di euro)


Bilanci del Gruppo Telecom Italia
Gestione Gestione Gestione Gestione
OLIVETTI PIRELLI TELCO TELEF.-VIVENDI
Colaninno Tronchetti Provera Bernabè Patuano Cattaneo
OPA
suTIM Vendita
Asset
Fusione
Olivetti* Vendita
Asset
Debiti
Vendita Fatturato
Asset Non

Investimenti
Stabilità
Vendita Poca
Mercato Innovazione
Asset
Estero
OTTcalo
Acquisti tariffe
Telecom estero
Pubblica
Pagine
Gialle

*OPA di Olivetti
Fonte: Bilanci annuali Gruppo Telecom Italia (dati in milioni di euro)
Confronto Maggiori Player Europei
Numero Dipendenti Rapporto Debito/Fatturato

Il saldo complessivo di crescita degli altri maggiori player Il numero dei dipendenti sembrerebbe inversamente
europei, in molti periodi come ad esempio il 1999-2001 proporzionale alla quantità dei debiti con una
ed il 2001-2007, è positivo. Ultimamente c’e’ stata una redistribuzione del reddito tra capitale umano e capitale
riduzione anche se gli impatti sui rispettivi Paesi finanziario costituito dagli interessi bancari
rimangono elevati

Fonte: Bilanci 2016 France Telecom, Telefonica, Deutsche Telekom


Impatto Occupazionale
Numero dipendenti Telecom in Italia

-69.802 «…L’articolo 2 della


Costituzione è il più bello

Quando l’economia cade in


mano agli speculatori tutto si
rovina…»

Papa Francesco

Fonte: Bilanci annuali Gruppo Telecom

Gli enormi debiti da una parte, e la mancanza di innovazione dall’altra, hanno concorso
alla perdita di circa 70.000 posti di lavoro (100.000 considerando l’indotto)
Andamento Titolo
Discesa
Opa Crescita anni 2000
Olivetti anni 90

Bolla
Speculativa
PUBBLICA PRIVATIZZATA
Debiti
Opa
Olivetti

Bolla
Speculativa

ScandaliDebiti Concorrenza
Concorrenza
Mediatici Lotte per Lotte
la
Gonvernance
Governance

Scandali
Mediatici

OLIVETTI PIRELLI TELCO GESTIONI ESTERE

Dopo la crescita degli anni 90 dovuta a gestioni pubbliche incentrate sull’innovazione e


sull’espansione estera il titolo ha subito un costante calo
Distribuzione Dividendi
Dividendi alti nei
primi 10 anni

Dividendi
contenuti o nulli
nei secondi 10
anni

GESTIONI
STATO OLI PIRELLI TELCO
ESTERE

Fonte: Sito Telecom Italia (Valori post Fusione con media peril 2002)
Risiko Internazionale: Mappamondi a confronto

Gruppo Telecom
Massima Espansione
(2000)

Gruppo Telecom
Oggi
(2018)

Fonte: Bilanci annuali Gruppo Telecom Italia


Italia - Germania
Andamento del Fatturato

Goleada
finale

Non c'è
partita

Teniamo il
passo

Fonte: Bilanci annuali Deutsche Telekom (Dati in milioni di euro)


Italia - Francia
Andamento del Fatturato

I francesi
accelerano
Alla fine
raddoppiano

L’inizio
sembra
equilibrato

Fonte: Bilanci annuali France Telecom (Dati in milioni di euro)


Italia – Inghilterra
Andamento del Fatturato

Pareggiano Diventano
irraggiungibili

Gli inglesi
partono dalla
serie B

Fonte: Bilanci annuali e Vodafone (Dati in milioni di euro)


Italia – Spagna
Andamento del Fatturato

Alla fine del


primo tempo Nel secondo
Nel 2013
pareggiano tempo
dilagano Sacco di Telefonica
su Telecom

Nel 1998
Gli spagnoli Piano di conquista
partono di Telecom su
indietro Telefonica

Fonte: Bilanci annuali Telefonica (Dati in milioni di euro)


Fatturato e Debiti di Telefonica

Ricavi da Il segreto di
espansione
azienda Telefonica?
Hanno utilizzato il
debito per espandere
l’azienda e lo hanno
tenuto sempre sotto
il 100% del fatturato
Debiti da
espansione
azienda

Debiti
Fatturato

Fonte: Bilanci annuali Gruppo Telefonica (Dati in milioni di euro)


Una comparazione
L’andamento del fatturato e l’impatto occupazionale sono i due parametri principali per valutare le performance di una grande
azienda. Il primo indicatore è indice dello sviluppo industriale, comprensivo della buona riuscita degli investimenti (se ben realizzati il
fatturato dovrebbe crescere notevolmente e se non cresce si è investito male) e del buon utilizzo dei debiti come strumento di
sviluppo. Il secondo indicatore risponde alla funzione sociale dell’azienda e al suo contributo al PIL e al benessere nazionale (come
prevede la Costituzione per le aziende di pubblica utilità con funzioni strategiche per il tessuto sociale e produttivo)

Andamento del Fatturato


Fase di crescita mondiale TLC Crisi Ripresa
5-10% annuale

Tutto il mondo
cresce tranne
Telecom Ripresa per molti
ma non per
Telecom
Il Ritardo nella Banda Larga

Secondo il DESI INDEX della Commissione europea occupiamo il


quart’ultimo posto in classifica
Il Gap Strutturale (1997-2018)
OECD Broadband subscribers per 100 inhabitants, by technology, June 2006
30 Poco più di 10 anni fa
Other Cable DSL
25 (2006) per
20
penetrazione di banda
OECD average
occupavamo una delle
15
ultime posizioni tra i
10
Paesi più sviluppati. Ma
5 soprattutto con
0 soluzioni a bassissime
velocità in rame (DSL)
Source: OECD
Dieci anni dopo seppur
1.2.1. OECD Fixed broadband subscriptions per 100 inhabitants, by technology, June 2017
con miglioramenti
DSL Cable Fibre Satellite Fixed wireless Other
55 rimaniamo sempre
50
nelle ultime posizioni
45
40 non avendo rinnovato
35 completamente
30
25
l’infrastruttura di rete
20 (anche se rimane la
15
rete in rame migliore)
10
5
0
Riassunto andamento parametri aziendali

Gestioni Titolo Fatturato Debiti Dipendenti Asset

Stato
1990-1998

Olivetti
1999-2001

Pirelli
2001-2007

Telco
2008-2013

Estere
2013-oggi

«…Non c'è ne sono altri…»

Che impatti percentuali sul PIL?


*Delta minimo 5%
Il Commento di un Filosofo

«…I guai di Telecom cominciano da quando è stata privatizzata e ha avuto la sventura


di diventare la preda di un capitalismo straccione, più attento a spolpare il grasso che
ad investire in prodotti e tecnologie. Non tutto il capitalismo italiano naviga a questo
infimo livello, ma buona parte purtroppo sì. La regola prevalente è quella di
arricchire i "predatori" a danno dell'azionariato diffuso e non organizzato,
una maggioranza polverizzata e quindi priva di qualunque potere. Gli
strumenti per tenerla al guinzaglio sono vari ma con identiche finalità: scatole cinesi,
patti di sindacato, contratti di Borsa speciali, rapporti privilegiati con gruppi
bancari. Il fine è sempre quello: spolpare l'osso, lesinare sugli investimenti,
privilegiare i dividendi, i compensi ai dirigenti, le "stock-option" agli
amministratori e utilizzare la società-preda come fonte di potere politico e
mediatico. Questo è uno dei connotati del capitalismo italiano…»

(Eugenio Scalfari, La Repubblica, 8 Aprile 2007)


Storia di Telecom Italia
dalla Privatizzazione ad Oggi
Privatizzazione (1997)

Il processo di privatizzazione ha inizio nel 1997 sotto il Governo Prodi. Dalla vendita
del 35,26% del capitale si ricavano circa 26.000 miliardi di lire. La privatizzazione, che
comporta la quasi totale uscita del Tesoro dall'azionariato Telecom, viene realizzata
con la modalità del cosiddetto nocciolo duro: si vende cercando di creare un gruppo
solido di azionisti dicontrollo

Il Governo non prende in considerazione il piano proposto dalle associazioni di far
aderire al capitale di Telecom gli oltre 100.000 dipendenti che avrebbero sottoscritto
circa il 3% delle azioni, aprendo così la strada all’azionariato diffuso (Francia e
Germania)

A causa della scarsa risposta degli investitori italiani, il nocciolo duro si trasforma nel
nocciolino. Il gruppetto di controllo riunisce solamente il 6% del capitale di cui un
decimo in capo a FIAT
L’OPA di Olivetti (1999)
Nel 1999 la Olivetti lancia un’OPA su Telecom Italia. L’OPA va a buon fine grazie all’assenza in assemblea
del Tesoro e del Fondo Pensioni (soci pubblici) che avrebbero potuto bloccare l’operazione. Il Governo
sarà fortemente criticato e ritenuto resposabile di un gravissimo errore

Alla fine dell’OPA la Olivetti (attraverso la Tecnost) riesce a comprare il 51% delle azioni del Gruppo
Telecom per circa 30 miliardi di euro. La cifra è finanziata per metà a debito (16 miliardi) e per la restante
parte con capitale proprio (vendita Omnitel ed Infostrada) e con la conversione delle azioni Telecom
in obbligazioni e azioni della Tecnost. Ad indebitarsi è la Olivetti attraverso la Tecnost. Il Financial
Times userà parole durissime. Da rilevare anche durante la Gestione Colaninno l’operazione
fallimentare Pagine Gialle (6 miliardi di minusvalenza), la vendita di immobili a prezzi medi fuori
mercato (circa 3 miliardi di mancati ricavi)* e l’operazione fallimentare Globo

Inizia la sequenza delle partecipate finanziarie. Colaninno e soci controllano Telecom detenendo
l’1,5% del capitale

Gruppo
51% Hopa 56% Bell 14% Olivetti 70% Tecnost 51% Telecom

1,5%
* Fonte: ASATI
Bilanci 2001 e Nuova Catena di Controllo

Marco
Tronchetti
Provera & C

100%

GPI

100%

Pirelli Pirelli Olivetti Gruppo


Camfin 30% 40% 60% Olimpia 24% 52%
&C spa Tecnost Telecom

0,8%
Fusione Olivetti-Telecom (2003)
Nel 2001, anno del cambio di Governance, la situazione di Bilancio vede un Gruppo Telecom con
30,8 miliardi di fatturato e 21,9 di debiti, e la controllante Olivetti con 1,1 miliardi di fatturato da
attività proprie e 16,3 di debiti (la Olivetti assomiglierebbe ad una scatola semivuota che si è indebitata
nel 1999 per controllare Telecom)

I soci della nuova compagine guidata da Pirelli e Benetton con la presenza di due primarie banche
scelgono di scalare l’azienda passando per la Olivetti indebitata (strada molto più economica e rapida).
Una OPA sulla totalità delle azioni in quel momento sarebbe costata di più, anche se alcuni mesi
dopo si registrerà un netto calo del mercato che renderà possibile una OPA

La Pirelli investe circa 5,2* miliardi di euro di capitale proprio per una azienda con una
quotazione di borsa di 68 miliardi

Nel 2003 c’e’ la fusione tra Olivetti e il Gruppo Telecom per avvicinare i flussi di cassa ai debiti degli
azionisti di controllo. «I debiti vengono scaricati sull’azienda»**(prima gravavano sulla
controllante Olivetti che possedeva il 52% di Telecom) ai quali si aggiungono altri debiti per il diritto di
recesso***
*Ai quali si aggiunge alcuni mesi dopo il cambio di Governance un altro miliardo. In tutta la gestione (compresa l’OPA su TIM) la Pirelli ha
investito con mezzi propri 6,5 miliardi sui 9 totali dei soci (Fonte: Rapporto Pirelli in Telecom Italia 2001-2007)
**Vito Gamberale, Lectio Magistralis Università di Tor Vergata
*** 9 miliardi pianificati che pesano sul progetto di finanziamento della fusione attraverso una grandissima vendita degli asset per un totale
effettivo di alcuni miliardi inferiore
Considerazioni sul Leverage buyout (1999-2003)
Il processo di Leverage Buyout in Telecom Italia ha inizio nel 1999 con l’OPA di Olivetti che per
controllare il 51% (poi 52%) del Gruppo Telecom si indebita tramite la Olivetti*

La fusione avverrà però nel 2003 durante la gestione Pirelli. «Il debito dell’OPA, per quanto
condizionante, Colaninno non lo aveva scaricato sulla Telecom. Fu quella una scelta successiva, decisa e
attuata da Olimpia e che insieme ad altre operazioni quali l’OPA su TIM hanno reso anomalo
l’indebitamento di Telecom Italia […] Tra alienazioni estere, spin off immobiliari, OPA su TIM, il saldo
(Gestione Tronchetti-Provera) è di un sostanziale incremento del debito» (Lectio Magistralis di Vito
Gamberale, Università di Tor Vergata)

Fino al 2003 in Italia vi erano moltissimi dubbi sulle operazioni di LBO, poiché strumento di aggiramento dell’
art.2358 c.c. (una società non può fornire garanzie patrimoniali [asset e flussi di cassa] per la sottoscrizione di azioni
proprie). Il Codice Civile ci suggerirebbe anche che prima del 2003 i debiti funzionali alle scalate non potevano essere
considerati come parte integrante dei debiti dell’azienda stessa (perché l’azienda non avrebbe dovuto sostenerli).
Anche se il codice civile è cambiato nella disciplina del LBO, è sempre bene fare una distinzione tra i debiti industriali di una
azienda (intesa in senso lato nella sua totalità e nella sua funzione di pubblica utilità, e comprensiva di tutti i suoi azionisti,
dipendenti e non ultimo consumatori su cui si riflettono alcune scelte) e i debiti finanziari creati, rilevati o funzionali alle
scalate private
*Il ragionier Roberto Colaninno sosterrà che aveva un piano autonomo di riduzione dei debiti dell’OPA che non avrebbe intaccato il
patrimonio di Telecom. Anche se l’operazione era complessa, se veramente voluta, sarebbe stata possibile. I debiti dell’OPA avrebbero dovuto
essere infatti isolati con una graduale riduzione delle quote di Olivetti nel capitale di Telecom, specialmente quando il mercato azionario
iniziava il trend di decrescita negli anni successivi
OPA su TIM (2005)

Nel 2005 Telecom Italia lancia sulla borsa un OPA sulle azioni residuali della sua divisione mobile
(TIM), divisione già controllata con una quota maggioritaria del 56%. Il costo necessario per
acquistare le azioni TIM eleva l'indebitamento di Telecom a 46,7 miliardi di euro*(150% del
fatturato) dai 29,5 del bilancio 2004.

Oltre alla liquidità dei flussi di cassa, la presunta argomentazione è quella della convergenza
fisso-mobile. Vito Gamberale, nonostante nella Lectio Magistralis rilevi dei vantaggi commerciali
nel rafforzamento della catena di vendita, la definisce «una operazione del tutto immotivata»**
a causa dell’enorme indebitamento (circa 15 miliardi per l’operazione) per arrivare al 100% di una
azienda già abbondantemente controllata e parte integrante di Telecom stessa. Il mercato della
telefonia mobile stava inoltre entrando nella sua fase di saturazione

La convergenza fisso mobile è una operazione che ha come oggetto l’integrazione tecnologica
delle due reti (già convergenti) e l’integrazione commerciale nella fase di vendita dei pacchetti
(i cui canali avevano già sinergie). Le quote finanziarie non hanno alcun un ruolo prioritario: è
possibile convergere senza possedere neppure una quota azionaria (come avviene oggi)

*Dato intermedio, ridotto poi a 39,9 a fine anno (bilancio 2005), Fonte: Rapporto Pirelli in Telecom Italia
** Senato, presentazione libro «Goodbye Telecom», 2017
Cessione Patrimonio Immobiliare (1999-2006)

Durante la gestione Olivetti* (1999-2001) vengono


ceduti immobili per un valore di 2,9 miliardi di euro a un
prezzo medio di 783 euro al m2 (un valore medio anomalo
se confrontato con le medie del mercato). Gli immobili, sedi
di uffici e di centrali telefoniche, sono stati retrolocati
(affittati a Telecom stessa) a tassi medi del 9% (la media
del mercato è il 5%, fonte: Nomisma 2001). Le plusvalenze
dei fondi nella rivendita degli immobili di Telecom sono
state straordinarie (70% in pochi mesi). La soluzione
migliore sarebbe dovuta essere quella di una asta (anche
naturalmente per le dismissioni successive)

Durante la gestione Pirelli (2001-2007) vengono ceduti


immobili per un valore di 2,6 miliardi a prezzi più alti e con
tassi di retrolocazione a Telecom del 7,5% (ovvero del 50% Sede storica in via Po al centro di
Roma venduta nel picco del
più alti rispetto alla media del mercato del 5%, fonte: mercato immobiliare a 3.400 euro
Nomisma 2006), rilevando alcuni casi di immobili venduti a al m2 (prezzi medi zona 7000 euro,
Fonte: ReMax)
500 e 600 euro al m2 ai fondi partecipati da Pirelli in
zone centrali di Roma e Milano
Fonte: Bilanci di tutti i fondiimmobiliari

*Contrariamente a tutte le altre fonti informative del Paese, l’unica fonte ad aver citato le dismissioni della gestione Olivetti è
stata da sempre il libro «Goodbye Telecom»
Cessione Partecipate Estere (2001-2013)
Durante la gestione Pirelli, per ridurre gli enormi debiti, vengono vendute molte partecipate estere comprate nel
periodo 1995-2000. Come rileva anche Vito Gamberale nella Lectio Magistralis si trattava di quote quasi tutte
maggioritarie o strategiche (a maggior ragione se si pensa che anche con piccole percentuali si può governare una
azienda e Telecom ne è il perfetto esempio). Segue la lista di alcune partecipate cedute: Perù (100%), Cile (55%),
Grecia (80%), Turchia (40% maggioritaria e socio tecnologico), Spagna (27% quasi maggioritaria e socio tecnologico),
Austria (15% non maggioritaria ma forse strategica). La partecipata Barti invece fu venduta nel 2000 (Gestione
Olivetti e non Pirelli come scritto da qualche giornalista)

Le ex quote di queste partecipate generano ricavi annuali pari a circa 10 miliardi per un valore di circa 35 miliardi ai
multipli dell’ebitda attuali. Questo valore è circa cinque volte superiore a quello attuale delle quote minoritarie di TIM
(pagate 15 miliardi con un valore attuale inferiore alla metà). Se non fossero state sacrificate le partecipate estere per
consentire l’OPA su TIM Telecom avrebbe oggi un fatturato di circa il 50% superiore con un debito notevolmente inferiore

Nonostante tra il 2001 e il 2006 il fatturato estero di Telecom sia cresciuto del 37% passando da 3,7 a 5,1 miliardi
(grazie alla crescita macroeconomica del Brasile il cui PIL è raddoppiato nello stesso periodo), il fatturato telco dei
paesi emergenti cresceva del doppio nello stesso periodo. Sono gli anni del boom delle TLC con crescite elevatissime.
In Italia per quanto riguarda lo sviluppo di internet, l’utenza cresce certamente, anche se con velocità medie
molto basse (ADSL da 256 a 1 mega), e non colmando il gap con gli altri Paesi*. Durante la gestione Telco
vengono vendute altre partecipate preziose quali Cuba ed Argentina (Telecom Argentina raddoppierà il
suo valore due anni dopo)

*L’OECD (The Organisation for Economic Co-operation and Development) e L’ECTA (Eropean Competitive Telecommunication Association) relegano nel 2007
l’Italia agli ultimissimi posti nella classifica dei Paesi europei più importanti per per penetrazione di accessi in larga banda. Ciò indicherebbe che Telecom Italia, come
operatore dominante e possessore della rete di accesso, ha contribuito di poco o nulla a colmare il gap con gli altri Paesi
Un Paio di Battute sul Carosello dei Debiti…
* Qualsiasi manuale di economia aziendale

1 50,1% Azienda:
«uomini e mezzi
2
Scatola dediti alla Scatola
Finanziaria produzione di Finanziaria
beni per il
raggiungimento
di fini comuni»*
Un Tizio senza soldi crea una scatola Dopo un paio di anni Tizio, non godendo ad esempio più
societaria vuota, che si indebita per di favori politici, vende a Caio. Caio però, invece di
comprare una azienda di particolare A indebitarsi è Tizio e non l’azienda (i debiti comprare direttamente l’azienda prevalentemente con
valore per la collettività, da poco messa della scatola controllante non sono debiti di soldi propri, ripercorrà la stessa identica strada di Tizio,
in vendita dallo Stato. Per semplicità si «una attività produttiva contraddistinta da ovvero rilevando le quote indebitate della scatola
suppone che Tizio prenda in prestito dalle uomini e mezzi»). Tizio utilizzerà però controllante per evitare grossi esborsi monetari. Caio
banche il 50% più una azione del valore furbamente i suoi guadagni per ripagare le avrebbe potuto ad esempio comprare il 49% non
aziendale per avere la maggioranza. Tutti rate del suo debito (ed è per questo che si indebitato e poi aspettare il momento buono per rilevare
i valori che seguono sono esemplificati… afferma correttamente che i debiti sono l’1,1% di Tizio

5
comunque condizionanti)

3 Mentre Tizio si laverà le mani esclamando «i


debiti non erano condizionanti perché non

4
Azienda
gravavano sull’azienda»; Caio, passando la
mano a Sempronio in seguito all’ennesimo
Scatola cambio politico, esclamerà simpaticamente
Finanziaria
Dopo tutta una serie di operazioni tra le quali
cessione di asset e nuovi debiti, Caio riesce a ridurre …quando sono
di poco i debiti complessivi (la somma di quelli della arrivato ci ho
sua scatola più quelli industriali aziendali) attraverso trovato una marea
Dopo alcuni anni Caio riesce a fondere la sua la vendita degli asset, ma così facendo ridimensiona di debiti… io però li
scatola piena di debiti con l’azienda. Chi non l’azienda. Il valore di mercato si dimezza, gli uomini ho ridotti…
gradisce l’operazione può scegliere di andare si riducono del 30%, e si riduce anche una
via incassando logicamente il corrispondente consistente quota di partecipazioni in altre aziende.
valore ceduto. I debiti iniziali della scatola Caio riduce i debiti della scatola col patrimonio Azienda: «sistema di scatole
ricadono ora interamente e direttamente aziendale, ma non quelli dell’azienda cinesi...» ?
sull’azienda
Vicenda Spionaggio
 Caso Bobo Vieri: Telecom e l’Inter sono state condannate in sede civile a risarcire il giocatore per le attività di
spionaggio ai suoi danni per 80.000 euro
 Caso Massimo Mucchetti: Giornalista spesso critico su alcune vicende Telecom risarcito con 30.000 euro
 Caso AGCOM: L’agenzia per le comunicazioni sarebbe stata spiata perché stava per infliggere una multa a
Telecom
 Caso Oak Fund «dossier baffino»: Operazione finalizzata a smascherare presunte tangenti date ad esponenti
del PD (tra cui Massimo D’Alema) in seguito alla scalata di Roberto Colaninno
 Caso Kroll (filone di indagini separato): Operazione di controspionaggio verso l’agenzia investigativa Kroll

 L’ammontare delle fatture pagate da Telecom agli «spioni» è di circa 50 milioni di euro. Una cifra elevatissima.
Alcune fonti parlano di circa 5.000 spiati tra cui 250 dipendenti

 Secondo la Procura di Milano i dossier «furono posti in essere da Tavaroli e Cipriani per forzare la mano
all'azienda e raggiungere obiettivi di comune interesse, denaro e potere, del tutto a prescindere dagli
interessi del gruppo, e anche del vertice». In seguito i vertici sono stati assolti , mentre per gli «spioni» pene
da 3 a 7 anni

 L’azienda o i vertici però non sporgeranno mai alcuna denuncia durante i numerosi anni del dossieraggio
illegale in relazione a questa azione di «forzare la mano»*. Perchè?

La vicenda denota una certa carenza nei controlli interni?

* «Forzare la mano», sinonimo di estorcere (Treccani), indicherebbe un rapporto biunivoco in cui la logica sarebbe quella di ottenere qualcosa in modo
brusco o ingannevole, spesso illegale, a seguito di possibili interazioni con la parte forzata
Vicenda «SIM Fantasma»
 Le prime indagini e le dichiarazioni degli imputati: «A citarlo è proprio Luca Luciani, responsabile vendite dal 2005 al
2008, nel verbale datato 13 maggio 2009: "(Sapevano delle sim) certamente, oltre a me e alla struttura da me dipendente,
anche i miei superiori, inclusi gli amministratori delegati succedutisi nel tempo. Ancor più esplicito Lucio Golinelli, dirigente
responsabile dell'area "Sales Consumer" nel verbale del 26 febbraio 2009: il fenomeno "era noto in azienda fin dal 2000.
(...) Rispondeva alla politica di tutte le società di telefonia mobile. Vi era l'interesse ad avere il maggior numero di clienti
che generassero un minimo di traffico, da cui una forte spinta su volumi acquisitivi ingenti". Così anche Gabriele Della
Vedova, responsabile "Sales support e process" nell'interrogatorio del 10 febbraio 2009: "La struttura centrale era
perfettamente a conoscenza di fittizie intestazioni di schede a nomi di fantasia, come Pippo, Pluto, Paperino, per struttura
centrale intendo l'azienda stessa, a partire dal Top management». Le indagini confermano le anomalie di cui parlava il
rapporto Deloitte. Così, oggi è il pm Alfredo Robledo a identificare la pratica delle sim false in una "precisa strategia
aziendale", come scrive il procuratore aggiunto di Milano nel decreto di perquisizione firmato nei confronti di Luciani e
Ruggiero (…) I due indagati oggi hanno subìto la perquisizione da parte della Guardia di Finanza» (La Repubblica 14 Marzo
2011)

SIM Rivitalizzate: «Prosciolti perché il fatto non sussiste l'ex amministratore delegato di Telecom Italia, Riccardo
Ruggiero, l'ex direttore operativo di Tim Italia Massimo Castelli e l'ex responsabile marketing di Tim Italia, già numero uno
di Tim Brazil, Luca Luciani (…) I tre imputati erano accusati di aver ostacolato l'esercizio delle funzioni delle autorità di
vigilanza, attraverso false comunicazioni. L'accusa sosteneva che i tre ex dirigenti, ricorrendo a un artificio tecnico-
contabile, abbiano tenuto in vita tra il 2006 e il 2008 5,3 milioni di schede sim (circa il 20% del totale clienti), di immediata
e prossima scadenza e quindi da disattivare» (La Repubblica 27 Novembre 2013)

 SIM intestate a persone inesistenti: «Stando alle indagini, scattate dopo un accertamento effettuato nel 2009 dai
carabinieri di Busto Arsizio (Varese), gli ex dipendenti di Telecom avrebbero preso accordi con i gestori di decine di punti
vendita Tim inviandogli in alcuni casi anche documenti contraffatti o cartacei o informatici per permettere la compilazione
di falsi contratti e,quindi, attivare illecitamente le sim. Alcune schede, sempre stando alle indagini, sarebbero state attivate
a volte anche con nomi assurdi tipo “Fittizio Fittizio” o “Mica Teladogratis”. E questo per uno scopo, secondo l’accusa: gli
ex dipendenti per ottenere bonus e incentivi per via dell’incremento di schede messe in circolazione e i dealer per il
guadagno sul prezzo lievitato per il servizio aggiuntivo offerto e ideale per chi voleva rimanere nell’anonimato.
Secondo l’accusa la società avrebbe realizzato un profitto illecito di oltre 129 milioni di euro. Ma per i giudici il fatto non
sussiste» (Il Fatto Quotidiano 24 Novembre 2016)
Calo del Fatturato (2008-2017)
A partire dal 2008 (Gestione Telco), rispetto alle Gestioni Olivetti e Pirelli che avevano
mantenuto costante la quota sul mercato nazionale, l’azienda subisce un notevole calo
del fatturato (10 miliardi in 10 anni), anche se riuscirà a ridurre notevolmente i debiti. Di
seguito si elencano i principali fattori che hanno influito sugli andamenti di bilancio:

Instabilità della Governance e conflitti interni

Peso del debito ed assenza di aumenti di capitale con soldi propri

Mancanza di innovazione a causa dei piani dei nuovi azionisti di controllo poco
orientati ad una visione di lungo periodo

Incremento della concorrenza e crescita di altri operatori con lo sviluppo di


soluzioni di Voice Over IP (skype, viber..) che hanno rapidamente cannibalizzato i
servizi di voce tradizionali
Il Piano di Telefonica (2013)
Telefonica entra nel controllo di Telecom attraverso una partecipazione nel Gruppo
Telco (Telefonica, Mediobanca, Intesa e Generali) che dal 2007, dopo l’uscita della Pirelli
e degli altri soci, controlla l’azienda con il 22,4% del capitale

L’operatore spagnolo era prevalentemente interessato ad una operazione speculativa


con oggetto la vendita di TIM Brasil e di altri asset. Telefonica possiede infatti VIVO (un
operatore mobile brasiliano) e l’Authority brasiliana stessa aveva infatti rilevato che il
controllo di due operatori mobili su quattro (VIVO + TIM Brasil) violava le leggi sulla
concorrenza, rendendo quasi obbligata la vendita o la ripartizione di TIM Brasil tra i
restanti tre concorrenti brasiliani

Il piano di sfruttamento degli asset di Telecom ha il suo culmine con il calo del titolo
in borsa nel 2013 (0,47 euro per azione minimo storico). A riguardo del quale i piccoli
azionisti hanno sempre nutrito alcuni dubbi, anche sulla successiva scalata di Telefonica
a prezzi molto bassi per il controllo completo dell’azienda. Telefonica infatti rileverà
nel 2013 le quote dei suoi soci in Telco
Gestione Vivendi (2015-2017)
La gestione francese, rilevate le quote di Telefonica, concentra la sua
attenzione sullo sviluppo delle soluzioni FTTC al posto di quelle FTTH per via
dei minori costi. Telecom arriva a cablare l’80% degli armadi iniziando a
colmare il gap infrastrutturale (dal 20% del 2014 si passa all’80% del 2018)

Sotto la guida di Cattaneo si compie una operazione di tagli notevoli che si


ripercuotono soprattutto sui lavoratori (tagli salariali che incidono sulla
qualità del lavoro e sulle motivazioni). Il manager intascherà una
criticatissima liquidazione record di 25 milioni di euro (equivalente a circa
1000 salari annuali medi netti), poco in linea con una gestione orientata al
progresso e all’etica aziendale

All’entrata di Open Fiber e alla perdita dei bandi di gara Infratel, Telecom
risponde con il piano fallimentare Cassiopea. La tensione finirà con lo
scorporo della rete e la possibile fusione
La lotta per la Governance (1997-2018)

Telecom è stata privatizzata con uno statuto che prevede


per la maggioranza i 4/5 dei consiglieri nel CDA (è come se
un partito politico vincesse le elezioni con il 20% e poi
riempisse il parlamento con l’80% dei suoi deputati e il
100% dei ministri, un sistema rappresentativo?)

Questa forma di Governance ha creato sempre


problemi relativi a lotte interne e mancanza di
innovazione, con una visione industriale limitata alle
speculazioni finanziarie
Banda Larga e società della rete (2018)

ADSL
20% Solo Rame

60 % Fibra e poi Rame

20% Solo Fibra

Fonte: Previsioni fine2018

L’indebitamento di Telecom e i conflitti di Governance hanno precluso la strada allo sviluppo di una
infrastruttura interamente in fibra ottica. Oggi il 90% del territorio è raggiunto con il rame con velocità
di banda nettamente inferiori (anche se nel futuro miglioreranno)

In un futuro prossimo la soluzione migliore è senza dubbio un ritorno dello Stato nel controllo di
Telecom con un piano di investimenti in fibra (anche sinergici con Open Fiber)
Effetti Macroeconomici sul sistema Paese
Impatto occupazionale relativo a tuttol’indotto

Impatti sulla produttività delle aziende per l’assenza di una


infrastruttura interamente in fibra

Redistribuzione del reddito dai piccoli risparmiatori alle


banche

Perdita del controllo da parte dello Stato di un asset


strategico-militare

Che impatti percentuali sul PIL?


Cosa fare?

Cambiare il codice civile per risolvere alcune criticità (scatole cinesi, leverage
buyout, governance di minoranza, assenza Golden Power, assenza dipendenti
negli organi di controllo, assenza piccoli azionisti nei CDA…)

Favorire una Public Company ad azionariato diffuso e a controllo pubblico


(scorporando la rete e fondendola con quella di Open Fiber)

Favorire un piano di migrazione da rame a fibra con integrazione del 5G

Iniziare a contrastare gli Over the Top (Facebook, Google…) per obbligarli ad
un comportamento «normale»…nel rispetto del sistema Paese
Cicli Esagerati

Privatizzazione

Green economy
Industria 4.0
OPE e fusioni ed eticonomia

Instabilità
Governance Internet delle
cose

Scalate estere Broadband e


convergenza
Fonti di Base
 Bilanci del Gruppo Telecom Italia
[Link]
 Lectio Magistralis di Vito Gamberale sulla storia di Telecom (Universitàdi Tor Vergata)
[Link] presente-
incerto-quale-futuro
 Articolo di Eugenio Scalfari sulla storia diTelecom
[Link]
 Interrogazione Parlamentare dei Senatori Luigi Zanda e Marco Filippi
[Link]
 Comunicato di Massimo Mucchetti sul sito del Partito Democratico
[Link] l
 Lettera di Roberto Colaninno
[Link]
 Rapporto Pirelli in Telecom Italia
[Link]
 Articolo de La Repubblica sul caso Telecom
[Link]
finanza/2013/11/11/news/un_saccheggio_da_60_miliardi_cos_i_capitalisti_senza_capitali_hanno_distrutto_un_intero_settore-70707084/
 Articolo del Sole 24 Ore sulla storia di Telecom
[Link]
 Articolo di Affari Italiani sulcaso Telecom
[Link]
 Libro di Giuseppe Oddo e Giovanni Pons: L’AffareTelecom
[Link]
 Articolo del Fatto Quotidiano sullascalata di Telefonica
[Link]
 Comunicati di ASATI (Associazione piccoli azionisti Telecom)
[Link]
 Comunicato del Movimento Cinque Stelle sul bonus a Cattaneo 721278/
[Link]
 Articolo del Sole 24 Ore sullo scorporo della rete Telecom
[Link]
Grazie per l’attenzione

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