Kant
Nasce a Konigsberg nella Prussia Orientale, sul Mar Baltico, da una famiglia modesta. Non
uscirà mai dai confini della sua città. Si dedicò allo studio e all’insegnamento universitario. Tra
le materie che insegnò: filosofia, matematica e fisica, geografia, mineralogia, meccanica, diritto.
La famiglia segue la religione pietista che condizionerà profondamente la vita e il pensiero del
filosofo.
All’università il giovane Kant si forma sui testi dei razionalisti (Leibniz) e degli empiristi
(principali correnti della filosofia moderna), per cui inizia a nutrire i primi dubbi; soprattutto
perché il razionalismo aveva raggiunto un aspetto estremamente unilaterale e dogmatico, che
annullava tutta la conoscenza sensibile e la dichiarava falsa, accettando solo ciò che veniva
ricavato razionalmente.
Tuttavia Kant è un uomo dell’Illuminismo e questo carattere della filosofia è fortemente
presente: egli ha fiducia nella ragione, la intende come sovrana e alla quale spetterà giudicare
delle capacità dell’uomo. In risposta alla domanda dell'Accademia di Prussia "Che cos'è
l'Illuminismo?" (1784), Kant affermò che "È l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità il quale è da
imputare a lui stesso. Minorità è l'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un
altro. Essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio
di servirsi del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. .Questa riflessione evidenzia
due aspetti fondamentali: la minorità naturale, dovuta all'età o a una malattia, è diversa dalla
minorità come scelta personale, che implica una forte colpevolezza.
Kant sostiene che solo la fisica e la matematica sono scienze oggettive e certe, mentre la
filosofia non ha un criterio chiaro per distinguere il vero dal falso. Per risolvere questo problema,
Kant vuole trovare un nuovo fondamento per la metafisica che le dia la stessa certezza delle
scienze.
Il Ruolo del Tribunale della Ragione
Per raggiungere questo obiettivo, Kant introduce il concetto di "tribunale della ragione", dove la
ragione è sia giudice che imputato:
● Giudice: La ragione valuta cosa l'uomo può conoscere con certezza. Deve stabilire i
confini della conoscenza e capire come possiamo ottenere conoscenze universali. In
questo ruolo, si basa solo sulle sue proprie condizioni di possibilità, cioè ciò che può
fare.
● Imputato: La ragione esamina sé stessa, mettendo in discussione le proprie capacità e i
propri limiti.
Rivoluzione Copernicana
Kant propone una "Rivoluzione Copernicana" nel campo della conoscenza umana, simile a
quella operata da Copernico nella cosmologia. Mentre Copernico ha ribaltato il rapporto tra Sole
e Terra, Kant ribalta il rapporto tra soggetto e oggetto della conoscenza. Egli sposta
l’attenzione dall’oggetto al soggetto. Spostare l’attenzione dalla struttura della realtà esterna alla
struttura delle categorie con cui l’uomo si costruisce la sua immagine della realtà esterna
Fenomeno vs. Noumeno
Kant distingue tra fenomeno e noumeno:
● Fenomeno: È la realtà esterna che si mostra al soggetto conoscente. Gli oggetti della
natura esistono e l'uomo li percepisce attraverso le strutture conoscitive. In altre parole,
il fenomeno è la rappresentazione che l'uomo ha della realtà esterna.
● Noumeno: È la realtà esterna non accessibile al soggetto. È ciò che l'Io non può esperire
attraverso i sensi. Kant considera che ciò che cade sotto i nostri sensi è solo il
fenomeno e che non potrà mai essere il noumeno.
Kant afferma infatti che esistono due tipi di giudizio esprimibili:
-i giudizi analitici a priori
-i giudizi sintetici a posteriori
GIUDIZIO ANALITICO A PRIORI
giudizio - perché è costituito da un soggetto e da un predicato
–analitico = vuol dire che il predicato non aggiunge nulla di nuovo rispetto al soggetto.
–A priori = vuol dire che non serve l’esperienza per avere conferma di quanto il predicato dice
del soggetto.
Facciamo un esempio concreto: Ogni corpo è esteso
Il soggetto è: Ogni corpo
Il predicato del giudizio è: è esteso
Questo giudizio è analitico perché: in quanto viene espresso dal soggetto è già incluso quanto
viene detto dal predicato. Un corpo, infatti, per essere tale, è necessariamente esteso, ovvero
ha certamente una dimensione.
Questo giudizio poi è a priori perché non ho bisogno di fare esperienza di un corpo per sapere
che questo giudizio è valido, lo so a prescindere dall’esperienza perché il concetto di corpo
implica di per sé il concetto di estensione.
I giudizi analitici a priori, dice Kant, sono tipici del razionalismo perché fondano la loro
validità sull’applicazione pura della ragione. Il metodo che utilizzano i razionalisti è quello
deduttivo: che va dall’universale al particolare
Questo tipo di giudizi possiede un aspetto positivo e uno negativo:
1. Il pregio è che esprimono una conoscenza valida a priori e quindi universale, sempre valida
2. Il difetto è che esprimono una conoscenza che non aggiunge nulla di nuovo a quanto è già
evidente, e quindi – per usare un termine kantiano – è una conoscenza non feconda, ovvero
che non produce niente
GIUDIZIO SINTETICO A POSTERIORI : sintetico = vuol dire che il predicato aggiunge qualcosa
di nuovo rispetto al soggetto
–A posteriori = vuol dire che quello che il predicato aggiunge è determinato dopo che se ne è
fatto esperienza, a posteriori appunto
Es. Il corpo è pesante.
In questo caso infatti il predicato, ovvero pesante, aggiunge qualcosa di nuovo rispetto al
soggetto, il corpo. I corpi infatti non sono necessariamente pesanti, ma possono avere un
diverso peso. Questo giudizio poi è a posteriori, ovvero avviene dopo l’esperienza, perché per
affermare che il corpo è pesante lo devo misurare, non lo posso dedurre a priori, senza farne
esperienza.
I giudizi sintetici a posteriori sono tipici dell’empirismo, sostiene Kant, perché fondano la loro
validità sull’esperienza.
Anche in questo caso questi giudizi hanno un pregio ma pur sempre un difetto:
1. Il pregio è che sono giudizi fecondi, ovvero che producono conoscenza di tipo nuovo, che
non è già evidente, implicita nel soggetto
2. Il difetto è che non sono universali, ovvero non sono validi a prescindere, infatti possono
essere espressi solo dopo che se ne è fatta esperienza.
GIUDIZI SINTETICI A PRIORI Kant Pensa che entrambe le filosofie abbiano ragione egli
sostiene che la conoscenza è possibile se o lo sei fondata su giudizi che gli definisce sintetici a
priori. sono quelli di cui si serve la scienza newtoniana e sono dotate sia dall'università che
dalla necessità, ma anche della novità poiché nel giudizio sintetico il predicato aggiunge
un'idea nuova al soggetto
Ogni nostra conoscenza comincia con l’esperienza , ma non deriva tutta da essa. Abbaimo
bisogno che della ragione che dà forma alle espressioni che riceviamo . L’esperienza ci fornisce
elementi a posteriori, ma le forme con cui la mente ordina tali impressioni sono a priori. Queste
forme sono lo spazio e il tempo, categorie che mi permettono di ricerver l’oggetto e catturarlo.
Questi due elementi costituiscono il limite entro cui sviluppiamo il pensiero, ecco che appare più
che evidente che la nostra conoscenza non può andare oltre il fenomeno.
Questo processo è prodotto da tre facoltà
● Sensibilità o Intuizione: Questa facoltà ci permette di ricevere gli enti dal mondo esterno
e di sintetizzarli attraverso strumenti trascendentali come lo spazio e il tempo
● Intelletto: a ma lavora sui materiali già presenti nella mente. Utilizza le categorie per
elaborare e costruire l'oggetto della conoscenza.
● Ragione: n questo caso Kant usa il termine non in maniera estesa di fondamento della
natura umana, come abbiamo visto all’inizio, ma in maniera stretta, intendendo per
ragione la facoltà con cui l’uomo ragiona sul mondo e si dà spiegazioni su di esso
andando al di là di quello che l’esperienza ci mostra