Intermediari Risposte
Intermediari Risposte
Consiste nell'eventualità che alle scadenze previste dal contratto il cliente finanziario si riveli insolvente in misura
totale o parziale. Per quanto riguarda il rimborso del capitale è il pagamento degli interessi maturati.
Lo stato di insolvenza, alla scadenza contrattuale, non consente di determinare l'effettiva perdita a carico
dell'intermediario che ha concesso il finanziamento; occorre attendere il risultato delle azioni di recupero del
credito e del realizzo di eventuali garanzie reali ( pegno, ipoteca) che Assistono il contratto. pertanto la perdita
definitiva può essere determinata soltanto dopo tempi non brevi.
Secondo le attuali normative gli amministratori sono tenuti ad accertare al termine dell'esercizio il presumibile
valore di realizzo dei crediti in essere e a detrarre la perdita presunta, definita perdita attesa, Che così computate
finiscono nel conto economico come componente negativa del reddito di esercizio sotto la voce rettifiche di
valore.
Al fine del controllo della remunerazione del rischio di credito i profili rilevanti sono:
● Il tasso di sviluppo desiderato dei prestiti: la polizia di prestiti definisce un limite o una soglia di
accettazione di rischio per ciascuna singola posizione di affidamento limite che rappresenta un input
essenziale fondamentale del processo di valutazione. Se la politica dei prestiti assume obiettivi di
sviluppo quantitativo del portafoglio particolarmente aggressivi È probabile che il perseguimento
dell'obiettivo di sviluppo conduca l'intermediario da assumere rischi maggiori; se La banca non volesse
esporsi a maggiori rischi potrebbe competere facendo leva sui prezzi
● la composizione del portafoglio prestiti: anche questa variabile È determinata ai fini del controllo del
rischio di credito complessivo Poiché governare la composizione significa diversificare le singole posizioni
di affidamento in funzione del settore di appartenenza dell'azienda affidate e della loro localizzazione
geografica, frazionare e ripartire gli affidamenti per classi di importo e infine differenziare gli stessi dal
punto di vista della forma tecnico contrattuale specifica del prestito
● i criteri e i metodi di valutazione-selezione dei singoli affidamenti: il cambiamento del portafoglio prestiti
nel corso del tempo è determinato dall' estinzione naturale ( rimborso regolare) e dalla chiusura di
posizioni di affidamento in essere.
● la determinazione del prezzo del credito: è evidente che il prezzo applicato al credito concesso deve
remunerare sia le risorse finanziarie utilizzate (a titolo di debito e di capitale proprio), sia i costi operativi
(cioè lavoro, capitale non finanziario ecc) sia anche il rischio di perdita implicito nella concessione di
credito
Il processo produttivo della concessione di credito assume come riferimenti principali di Premessa gli obiettivi di
dimensione e di composizione definitiva delle strategie aziendali e si sviluppa secondo un'articolazione
complessa nella quale possono essere identificate alcune fasi (pag.437). Di queste quelle che riguardano la
raccolta- analisi dell'informazione, la valutazione, l'attribuzione del rating e la selezione sono le più importanti ai
fini del controllo preventivo del rischio
BANCA D’ITALIA
Le attività svolte dalla banca d'Italia possono essere classificate in alcune principali aree funzionali:
- come Banca Centrale(In quanto parte del SEBC e dell'Eurosistema, cioè dell' organo costituito dai Paesi
che adottano la moneta unica): con chi concorre a definire gli indirizzi della politica monetaria attraverso
la partecipazione del governatore al consiglio direttivo della BCE
- sempre come parte del SEBC concorre al mantenimento della stabilità finanziaria. a ciò si aggiunge
l'attività di vigilanza macro prudenziale nel settore bancario, operando in connessione con la BCE
- Come organo di vigilanza nell'ambito del MVU e del MRU, la banca d'Italia esercita nei confronti delle
banche la funzione di vigilanza micro prudenziale, perseguendo gli obiettivi di sana è prudente gestione,
è stabilita
- ancora come organo di vigilanza: sorveglianza sul sistema dei pagamenti e sulle infrastrutture dei
mercati
COVIP
Nasce nel 1993 con la normativa che traccia le linee fondamentali della riforma della previdenza e istituisce i
fondi pensione. sono riservate principalmente le seguenti funzioni:
● Indirizzo e regolamentazione del settore dei fondi pensione attraverso normative secondarie istruzioni di
vigilanza che riguardano, a titolo esemplificativo, i criteri per l'autorizzazione ad esercitare l'attività, le
modalità di collocamento degli strumenti previdenziali presso il pubblico
● il controllo e la vigilanza sul modo di operare dei fondi pensione: si tratta di un'attività che si basa
fondamentalmente sull'esame degli adempimenti informativi dei fondi e sull'attività ispettiva svolta
direttamente sui soggetti vigilati e che mira a verificare la correttezza della gestione di Fondi, il Rispetto
del principio di trasparenza da parte dei fondi nei confronti degli aderenti
Come per le altre autorità di regolamentazione e vigilanza del sistema finanziario in Italia, l’attività di vigilanza
dell’istituto COVIP si dirama tra ambito regolamentare, informativo e ispettivo.
relativamente al funzionamento del mercato, È utile fare considerazioni sui meccanismi di mercato primario, cioè
sul collocamento iniziale delle obbligazioni:
● private placement: Termini dell'operazione e cioè quantità, durata, rimborso vengono sostanzialmente
concordate tra le mittente e gli investitori in una sorta di trattativa privata guidata da un intermediario
● collocamento a condizioni prestabilite: modalità tipica degli emittenti privati, banche e imprese, che
definiscono anche con il superamento di un consorzio di banche Le condizioni dell’emissione; per gli
investitori rimane solo la scelta se aderire o meno a l'offerta in un lasso di tempo definito
● collocamento a rubinetto: si fissano le condizioni dell'offerta, in particolare il prezzo ma non la
quantità. viene regolata in funzione della domanda evitando gli eccessi, i rischi sono inferiori quindi
● asta marginale: modalità di collocamento che prevedono offerta di titoli a condizioni prestabilite e
l'apertura di una procedura di richiesta di sottoscrizione da parte degli intermediari abilitati ad accedere
alla lista, richieste che devono indicare la quantità è il prezzo di sottoscrizione proposto. Le richieste sono
in competizione tra loro e l’emittente le soddisfa partendo da quella che prevede il prezzo + alto. La
particolarità consiste nel fatto che definito il panel delle richieste soddisfatte, a prezzi decrescenti (meno
favorevoli per l’emittente), il prezzo proposto dall’ultima richiesta soddisfatta (prezzo più basso) diventa il
prezzo applicato a tutte le richieste assegnatarie di titoli.
● Asta competitiva: il meccanismo simile a quello dell' asta marginale, con la differenza fondamentale che,
una volta definite le richieste assegnatarie di titoli, ognuna di queste viene soddisfatta al prezzo proposto.
tipica delle emissioni di botto del tesoro italiano
Le azioni sono partecipazioni al capitale di rischio, mentre le obbligazioni sono prestiti fatti all’ente emittente. Gli azionisti partecipano al
rischio di impresa e pertanto hanno diritto di voto nelle assemblee e partecipano alla gestione dell’impresa, mentre ciò non accade per i
detentori di obbligazioni, che quindi non partecipano all’attività gestionale e non hanno diritto di voto.
In compenso la remunerazione del capitale di rischio azionario è subordinata al rimborso del capitale e al pagamento degli interessi agli
obbligazionisti. Esistono inoltre delle obbligazioni, dette appunto convertibili, che prevedono la facoltà per il possessore di convertire il
prestito in un titolo azionario.
L’obbligazione è un titolo di credito rappresentativo di una parte di debito emesso da una società o da un ente
pubblico per finanziarsi. Tale strumento finanziario garantisce all'acquirente il rimborso del capitale più una
remunerazione sotto forma di tasso di interesse.
Le principali tipologie di obbligazioni sono le seguenti:
• Obbligazioni semplici ( a tasso fisso, a tasso variabile, zero coupon)
• Obbligazioni convertibili
• Obbligazioni strutturate
• Obbligazioni ibride
• Titoli di Stato (BOT, BTP, CTZ, CCT, CCTeu, BTP€i, BTP Italia)
• Asset Backed Securities (ABS)
SP
E’ redatto a sezioni contrapposte.
ATTIVO: Investimenti, crediti in essere
questa voce viene normalmente utilizzata per stimare la dimensione della banca. non sono ammessi fondi
rettificativi, quindi le Poste dell'attivo sono espresse al loro valore netto.
PASSIVO: debiti e le voci del capitale netto (patrimonio)
Propone le diverse forme di finanziamento dell'attività, effetto a cioè la raccolta di risorse finanziarie
PATRIMONIO: CS, riserve sovrapprezzo azioni, riserve di rivalutazione e tutte le altre riserve e fondi di natura
patrimoniale, utile o perdita d'esercizio
il criterio di riclassificazione dello stato patrimoniale può essere definito ‘’ del contributo al conto economico’’
delle diverse classi e tiene conto del fatto che le banche fondano il proprio equilibrio reddituale soprattutto sulla
gestione congiunta delle attività e delle passività che alimentano, rispettivamente, per il Rica
1 attività finanziarie fruttiferi di Interessi:
- disponibilità liquide
- crediti finanziari in essere verso la clientela e verso le banche
- tutti i titoli a reddito fisso ( titoli di Stato, obbligazioni emesse da altre banche o da imprese non
finanziarie)
2 attività finanziarie non fruttiferi di interessi:
- attività che producono ricavi finanziari ma non sotto forma di interessi ( azioni, quote di fondi comuni..)
- Attività che non sono di natura finanziaria: ratei, risconti, crediti tributari
3 attività non finanziarie:
- immobilizzazioni materiali: Costituite dalle attività reali strumentali all'esercizio dell'attività; sono soggetta
al processo contabile dell'ammortamento che esprime la loro progressiva obsolescenza
tecnico-economica
- immobilizzazioni immateriali: rappresentate da quelle tipologie di costo che possono essere
capitalizzate: tra questi i costi di impianto per l'avvio dell'attività e gli avviamenti
4 passività onerose di interessi:
insieme delle risorse raccolte dalla clientela privata ed alle altre banche che prevedono il pagamento di interessi
passivi: depositi in conto corrente, depositi a risparmio, i pronti contro termine…
5 passività non onerose di interessi: debiti che emergono dalla normale operatività ma che non danno luogo
contrattualmente al pagamento di interessi passivi ( fondi imposte e tasse, fondi previdenziali…)
6 Patrimonio: Sono comprese tutte le voci contabili che esprimono fonti di finanziamento di competenza degli
azionisti; sono la garanzia per tutti i creditori per il rischio di impresa
CE
Viene rappresentato in forma verticale o progressiva consentendo una più facile individuazione del contributo
dato dalle diverse aree di business alla formazione del risultato netto
Margine di intermediazione: si riassume nella voce altri ‘’ricavi Netti’’ : i servizi di negoziazione, servizi che la
banca svolge nei confronti della propria clientela ( servizi di pagamento, di gestione di portafoglio, di
consulenza…), i dividendi e gli altri proventi assimilati.
Rappresenta una misura del risultato lordo imputabile alle due principali aree di affari in le quali si sviluppa la
gestione della banca: dell'intermediazione creditizia e dei servizi finanziari
risultato di gestione: tieni conto dei costi generali della struttura aziendale, riconducibili soprattutto i costi per il
personale, alle spese amministrative e a tutti gli altri oneri e proventi di funzionamento
risultato lordo: Vengono imputate due voci principali al risultato di gestione: gli accantonamenti e le rettifiche di
valore
- accantonamenti: rappresentano l'imputazione o l'utilizzo effettuato nel corso dell'esercizio dei diversi fondi
del passivo
- rettifiche di valore: comprendono le svalutazioni calcolate per le immobilizzazioni materiali
( ammortamenti) e le svalutazioni stimate per le immobilizzazioni immateriali
Risultato netto: Evidenzia il risultato finale della gestione economica e consiste nel sottrarre al l'utile lordo gli
oneri per imposte
CONSOB
Ha compiti di regolamentazione e vigilanza Con riferimento alle norme di condotta nella attività finanziaria e
quindi alla protezione dei consumatori e al funzionamento dei mercati finanziari. Ciò comporta essenzialmente la
ricerca delle condizioni di trasparenza informativa idonea a consentire agli investitori di valutare la natura e i
rischi degli strumenti finanziari.
L’ambito di intervento si distingue a seconda delle categorie di destinatari della vigilanza:
- gli intermediari finanziari: in questo caso il perseguimento delle finalità di trasparenza e correttezza Si
integra con quello della sana è prudente gestione degli intermediari che rientra nelle competenze della
banca d'Italia
- i mercati immobiliari: la vigilanza è rivolta alla tutela degli investitori e quindi alla verifica della qualità dei
servizi offerti dalle società di gestione dei mercati e alla trasparenza delle negoziazioni
- gli emittenti: gli aspetti rilevanti in questo caso riguardano la trasparenza informativa A tutela degli
investitori e ciò con riferimento sia all'offerta e alla negoziazione di strumenti finanziari
BCE
Con la terza fase dell'Unione economica e monetaria, che parte il 1° gennaio 1999 con il lancio dell'euro, la
politica monetaria dei paesi dell'eurozona sono state accentrate a livello sovranazionale nell'eurosistema e nella
BCE che ne costituisce il vertice organizzativo e decisionale. gli stati membri rinunciano alla sovranità monetaria
nazionale e la conferiscono alle autorità europee. L’eurosistema è una formula istituzionale incentrata sul ruolo
cardine della BCE e si completa con la presenza delle banche centrali nazionali dei 19 paesi dell'eurozona.
La BCE è dotata di personalità giuridica,prevede al suo interno gli organi collegiali ai quali competono le funzioni
decisionali della politica monetaria.
Le BCN hanno un ruolo nelle decisioni di politica monetaria attraverso la partecipazione dei governatori al
consiglio direttivo della BCE e hanno anche una funzione operativa in sede di esecuzione decentrata delle
decisioni.
In pratica, la BCE coordina la fase di attuazione e le BCN partecipano alla esecuzione delle operazioni.
Le funzioni fondamentali della BCE sono quelle relative alla politica monetaria e quelle che fanno capo
all’Eurosistema.
Accanto alla funzione della politica monetaria, hanno preso progressivamente importanza due altri ambiti di
intervento: vigilanza microprudenziale e macroprudenziale, sempre più rilevante ai fini della stabilità del sistema
finanziario.
Gli organi decisionali della BCE sono dotati di autonomia e indipendenza, non agendo come rappresentante
nazionale, Ma come soggetto investito di una responsabilità più ampia rivolta all'ambito europeo.
La regola dell' incarico a tempo e non rinnovabile si ritiene funzionale a un'azione pienamente autonoma: la
durata abbastanza lunga di 8 anni rafforza la responsabilità, mentre l'esclusione di un secondo mandato rende
inutile la ricerca del consenso politico per la rielezione.
Nei sistemi moderni si considerano come assunzioni fondamentali il principio dell'indipendenza delle banche
centrali e la priorità della stabilità dei prezzi rispetto alla crescita economica.
La scelta di una politica monetaria orientata al contenimento dell'inflazione e al mantenimento del valore della
moneta è dovuta anche ad una posizione consolidata della scienza economica, che ritiene le politiche monetarie
molto efficaci in materia inflazionistica, e la crescita economica una variabile che non può essere controllata nel
lungo termine da politiche monetarie.
L'obiettivo di perseguire la pubblica utilità non è né la crescita dell'economia né la stabilizzazione dei prezzi, ma
la coniugazione di entrambi per una crescita complessiva del potere di acquisto dei redditi.
Le banche sono considerate una componente essenziale del mondo economico, e una loro crisi potrebbe avere
effetti sistemici su vasta scala. Oltre a difendere la stabilità dei prezzi, la banca centrale ha il compito di garantire
la stabilità del sistema bancario. I due obiettivi possono risultare contrastanti. La banca centrale interviene
prestando denaro dietro garanzie minime e a tassi agevolati. L'iniezione di liquidità nel sistema bancario, può
portare a un eccessivo aumento della moneta circolante e a iperinflazione. Se il debito nei confronti della banca
centrale non viene onorato, questo può essere convertito in un equivalente valore di azioni conferite al creditore.
La banca centrale talvolta interviene in salvataggio degli istituti di credito: per una crisi economica, nei confronti
delle banche che hanno bilanci in perdita e rischiano il fallimento; per una crisi finanziaria, nei confronti delle
banche che devono applicare restrizioni al credito, e rischiano l'insolvenza: per crediti divenuti inesigibili o altre
attività da svalutare, e per una difficoltà oggettiva a trovare finanziamenti nel mercato per le proprie passività.
SIM quando parli di questo, parlare di che cosa sono i servizi e le attività di investimento
L’esercizio professionale dei servizi di investimento: è svolto da imprese di investimento e banche, previa
autorizzazione della Banca d’Italia.
Le imprese di investimento si distinguono in:
- italiane SIM: società di intermediazione mobiliare
- comunitarie
- extracomunitarie
SIM
Esse possono prestare professionalmente nei confronti del pubblico i servizi accessori e altre attività finanziarie,
nonché attività connesse e strumentali, fatte salve le sole riserve di attività previste dalla legge.
A questi requisiti statici si aggiunge si aggiunge la valutazione del programma dell’attività iniziale che deve
descrivere le attività e i servizi accessori che si intendono esplicitare, le soluzioni organizzative adottate e le
procedure operative applicate
Principio di trasparenza
Chi possieda una partecipazione al capitale sociale superiore a una certa soglia, stabilita dalla banca d’Italia,
deve darne comunicazione alla stessa.
Gli OICR Sono a loro volta rappresentati da Fondi comuni di investimento (FCI), società di investimento a
capitale variabile (SICAV) e società di investimento a capitale fisso (SICAF)
- FCI è patrimonio autonomo, suddiviso in quote, di pertinenza di una pluralità di partecipanti, gestito da
parte di una SGR; non è quindi un soggetto giuridico ma un prodotto di gestione del risparmio
- SICAV è una formula societaria che ha per oggetto esclusivo di investimento collettivo del risparmio
raccolto mediante l'offerta al pubblico di proprie azioni; la particolarità è che la società emettere nuove
azioni via via chi gli investitori operano nuovi apporti di Fondi al patrimonio sociale
- SICAF è una formula societaria che come nel caso precedente funge da contenitore del patrimonio
collettivo da gestire con un numero di azioni da emettere fissato prima della fase di collocamento
secondo la formula del fondo chiuso
Le SGR svolgono il servizio di gestione collettiva del risparmio nel senso che gestiscono il patrimonio e i rischi
degli OICR, ne curano l'amministrazione e la commercializzazione. Accanto a questa che è l’attività principale, le
SGR possono svolgere altri servizi tra i quali:
- la gestione di portafogli su mandato dei clienti
- la consulenza in materia di investimenti
- la istituzione e gestione di fondi pensione
Condizioni per l’autorizzazione: la banca d’Italia, sentita la Consob, autorizza le SGR all’esercizio del servizio di
gestione collettiva del risparmio, sulla base di diverse condizioni:
- la forma di società per azioni
- il capitale sociale versato non inferiore al minimo stabilito
- la sede statutaria e amministrativa in Italia
- i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, gestione e controllo + quelli che detengono
partecipazioni al capitale rilevanti possiedono requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza +
soddisfano criteri di correttezza, competenza a tutela della sana e prudente gestione
● Nel caso degli strumenti immobiliari e di quelli di mercato monetario, viene posto l’accento sulla verifica
da parte della SGR del livello di efficienza del pricing nei mercati di quotazione e sulla liquidità delle
negoziazioni
Questi indirizzi che definiscono le attività eleggibili come scelta di investimento sono affiancati da criteri più
tecnici che fissano i limiti massimi di investimento per categorie di strumenti:
● Limite all'investimento in strumenti di uno stesso emittente: si prevede un limite generale del 5% del
patrimonio complessivo elevabile a quote più alte in funzione delle caratteristiche dell' emittente
Considerando i FIA i limiti sono assimilabili a quelli di SGR e OICVM, con la differenza significativa che i limiti
sono relativamente meno restrittivi e riguardano principalmente gli OICR rivolti ad investitori non professionali
Infatti per i FIA, è ammessa la leva finanziaria, cioè la possibilità di aumentare la dimensione del patrimonio
investito attraverso per contanti o di titoli. L'uso della leva rappresenta un fattore di rischio se è eccessivo è
quindi prevista un applicazione di limiti adesso da parte dell'autorità di vigilanza con finalità di tutela degli
investitori.
Sono inoltre comuni a OICVM e FIA I limiti relativi alla detenzione di diritti di voto: limiti fissati al 10% per le
società quotate e al 20% per le società non quotate; questo per contenere la possibilità che un OICR poste
vicino influenzata i calcoli e intendi di cui detiene azioni.
BANCA TUB
TUB (Testo Unico Bancario) Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, che raccoglie le norme
relative al settore del credito. Costituisce un corpo organico di disposizioni volte a coordinare e, in qualche caso,
a disciplinare innovativamente sia l’esercizio di attività finanziarie sia gli intermediari deputati allo svolgimento
delle stesse. Ne fanno inoltre parte norme sulle autorità creditizie, i poteri di vigilanza, i gruppi bancari, la
trasparenza delle condizioni contrattuali e sul credito al consumo, rimanendo invece escluse le leggi concernenti
l’intermediazione mobiliare e la tutela della concorrenza.
Il TUB ha riformato in maniera radicale il sistema bancario italiano, che fino al 1992 considerava le banche come
una pubblica istituzione operante in regime di separatezza temporale, settoriale e istituzionale dell’attività
bancaria. Con il nuovo testo legislativo, le banche possono essere formate solo come società per azioni o
cooperative e hanno poteri più ampi di azione e di creazione di nuovi mercati, anche esteri. Esso consta di 162
articoli suddivisi in 9 titoli.
Una delle novità del TUB è il concetto di banca universale, che ha natura imprenditoriale e può esercitare
congiuntamente la raccolta del risparmio presso il pubblico e l’esercizio del credito. La maggiore autonomia delle
banche ha determinato un’accresciuta autonomia dei poteri di vigilanza che consente di monitorare l’attività
bancaria attraverso lo strumento della vigilanza prudenziale. Il consolidamento del mercato finanziario europeo
ha reso necessaria la formazione di un fondo interbancario dei depositi, per agevolare il sistema dei pagamenti e
ha richiesto la nascita o lo sviluppo di grandi gruppi bancari, per fronteggiare la concorrenza estera e per offrire
ai clienti prodotti efficienti e a basso costo. Questo ha imposto l’adeguatezza patrimoniale delle banche, per far
fronte a improvvisi problemi finanziari, anche internazionali, e ha indotto a regolare la partecipazione delle
banche nelle società di tipo industriale, portando alla creazione di nuovi organi di vigilanza.
TUF + ART 1
(Testo Unico sulla Finanza) Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria costituisce la
principale fonte normativa del diritto dei mercati finanziari nell’ordinamento italiano. (Tale opera di riforma fu
guidata da una commissione di esperti presieduta da M. Draghi, allora direttore generale del Tesoro, per questo il
TUF è informalmente noto anche come ‘legge Draghi’).
Il TUF è diviso in 6 parti e regola una gamma di soggetti, di attività e di condotte attinenti al settore finanziario
estremamente vasta e variegata.
“società di intermediazione mobiliare” (Sim): l’impresa di investimento avente forma di persona giuridica con
sede legale e direzione generale in Italia, diversa dalle banche e dagli intermediari finanziari iscritti nell’albo
previsto dall’articolo 106 del T.U. bancario, autorizzata a svolgere servizi o attività di investimento.
“impresa di investimento UE”: l’impresa di investimento, diversa dalla banca, autorizzata a svolgere servizi o
attività di investimento, avente sede legale e direzione generale in un medesimo Stato dell’Unione europea,
diverso dall’Italia
“impresa di paesi terzi”: l’impresa che non ha la propria sede legale o direzione generale nell’Unione europea,
la cui attività è corrispondente a quella di un’impresa di investimento UE o di una banca UE che presta servizi o
attività di investimento
"società di investimento a capitale variabile" (Sicav): l’Oicr aperto costituito in forma di società per azioni a
capitale variabile con sede legale e direzione generale in Italia avente per oggetto esclusivo l'investimento
collettivo del patrimonio raccolto mediante l'offerta di proprie azioni
“società di investimento a capitale fisso" (Sicaf): l’Oicr chiuso costituito in forma di società per azioni a
capitale fisso con sede legale e direzione generale in Italia avente per oggetto esclusivo l’investimento collettivo
del patrimonio raccolto mediante l’offerta di proprie azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi
"fondo comune di investimento": l’Oicr costituito in forma di patrimonio autonomo, suddiviso in quote, istituito
e gestito da un gestore
“Organismo di investimento collettivo del risparmio" (Oicr): l'organismo istituito per la prestazione del
servizio di gestione collettiva del risparmio, il cui patrimonio è raccolto tra una pluralità di investitori mediante
l'emissione e l'offerta di quote o azioni, gestito in monte nell'interesse degli investitori e in autonomia dai
medesimi nonché investito in strumenti finanziari, crediti, inclusi quelli erogati, a favore di soggetti diversi da
consumatori, a valere sul patrimonio dell'OICR, partecipazioni o altri beni mobili o immobili, in base a una politica
di investimento predeterminata.
società di investimento semplice (SiS): il FIA italiano costituito in forma di Sicaf che gestisce direttamente il
proprio patrimonio
"gestore di FIA UE" (GEFIA UE): la società autorizzata ai sensi della direttiva 2011/61/UE in uno Stato dell’UE
diverso dall’Italia, che esercita l’attività di gestione di uno o più FIA
“soggetti abilitati”: le Sim, le imprese di investimento UE con succursale in Italia, le imprese di paesi terzi
autorizzate in Italia, le Sgr, le società di gestione UE con succursale in Italia, le Sicav, le Sicaf, i GEFIA UE con
succursale in Italia, i GEFIA non UE autorizzati in Italia, i GEFIA non UE autorizzati in uno Stato dell’UE diverso
dall’Italia con succursale in Italia, nonché gli intermediari finanziari iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106 del
T.U. bancario, le banche italiane e le banche UE con succursale in Italia autorizzate all’esercizio dei servizi o
delle attività di investimento
"prodotti finanziari": gli strumenti finanziari e ogni altra forma di investimento di natura finanziaria; non
costituiscono prodotti finanziari i depositi bancari o postali non rappresentati da strumenti finanziari
Per "servizi e attività di investimento" si intendono i seguenti, quando hanno per oggetto strumenti finanziari:
a) negoziazione per conto proprio;
b) esecuzione di ordini per conto dei clienti[84];
c) assunzione a fermo e/o collocamento sulla base di un impegno irrevocabile nei confronti dell’emittente[85];
c-bis) collocamento senza impegno irrevocabile nei confronti dell'emittente[86];
d) gestione di portafogli;
e) ricezione e trasmissione di ordini;
f) consulenza in materia di investimenti[87];
g) gestione di sistemi multilaterali di negoziazione;
g-bis) gestione di sistemi organizzati di negoziazione[88].
Per "negoziazione per conto proprio" si intende l’attività di acquisto e vendita di strumenti finanziari, in
contropartita diretta
Per "gestione di portafogli" si intende la gestione, su base discrezionale e individualizzata, di portafogli di
investimento che includono uno o più strumenti finanziari e nell’ambito di un mandato conferito dai clienti
ACCORDI DI BASILEA
La sede in cui si è sviluppata la regolamentazione prudenziale è quella del comitato di Basilea sulla vigilanza
bancaria (CBVB), presso la banca dei regolamenti internazionali.
BASILEA I
Lo scopo era quello di rafforzare la stabilità del sistema bancario internazionale e di ridurre gli spazi di Gap
competitivi originati dalle differenze nazionali nelle regole di capitalizzazione. L'approccio adottato fu di fissare un
principio di convergenza a livello internazionale per la misurazione dell'adeguatezza del capitale delle banche,
ciò fu fatto attraverso l'adozione di un approccio di ponderazione delle attività per classi di rischio.
La Regola fondamentale che venne fissata fu quella del capitale minimo pari ad almeno l’8% delle attività
ponderate per il rischio.
spiegazione:dove il requisito di capitale minimo (RC) è misurato dal rapporto tra il capitale e le attività ponderate
per il rischio (APR); queste ultime calcolate applicando a ogni classe di attività(Ai) la relativa ponderazione(PRi).
Il coefficiente misura la capacità di una banca di fare fronte a perdite inattese: Ovvero la banca sarebbe in grado
di sopportare perdite fino al 8% del valore economico dell'attivo prima di entrare nell'area dell'insolvenza
BASILEA II
Nel 2006 viene approvata una nuova versione dell' accordo: uno schema che si propone di intervenire sui limiti
che l'accordo precedente aveva evidenziato e affrontare le problematiche nuove legate alla trasformazione dei
sistemi finanziari.
E’ basato su tre pilastri:
- Pilastro I: La disciplina dei requisiti patrimoniali
è la parte più lunga e articolata; Con riferimento ai rischi di credito, di controparte, di mercato e operativi vengo
tecniche per
- Pilastro II: Il processo di controllo prudenziale
Si intendono le attività di verifica della adeguatezza patrimoniale delle banche rispetto ai rischi assunti.
Il processo si compone di 2 fasi complemento:
1. ICAAP internal adequacy assessment process ed è interna alla banca, svolta autonomamente dagli
organi di governo e dalle strutture operative aziendali
2. SREP supervisory review and evaluation process
- Pilastro III: L’informativa al pubblico
Le banche sono tenute a rendere pubbliche le informazioni circa l’adeguatezza patrimoniale, Il livello di
esposizione ai rischi e i sistemi adottati Per la misurazione e la gestione dei rischi stessi. Lo scopo è di
aumentare la trasparenza informativa sulle singole banche, in modo che gli operatori del mercato possono
assumere decisioni consapevoli.
BASILEA III
Basilea 2 entra in vigore nel periodo immediatamente precedente l'esplosione della crisi finanziaria 2007- 2009,
ed erano già evidenti i limiti e la necessità di un deciso rafforzamento della disciplina. questo avviene a fine 2010
per l'urgenza di ristabilire la fiducia del pubblico verso le banche, nasce così Basilea 3.
Rimane l'articolazione su tre pilastri, prevede innovazioni E rapporta menti sotto diversi aspetti.
- Pilastro I: applicazione dei parametri minimi per la liquidità a breve e per l'equilibrio strutturale attivo/ passivo.
Inoltre regole più rigide su qualità e quantità di capitale, la previsione di riserve aggiuntive per la conservazione
del capitale.
- Pilastro II: Il processo SREP assume una articolazione che tocca le dimensioni critiche della vitalità di una
banca: dalla verifica della coerenza del modello di business, alla valutazione del soluzioni di Corporate
governance, alla valutazione dell'impatto dei rischi sul capitale e sulla liquidità
- Pilastro III: Sono stati estesi i profili informativi richiesti: In particolare quelli riguardo la leva finanziaria, le
operazioni di cartolarizzazione, e l'eventuale presenza di veicoli societari fuori bilancio
MERCATO AD ASTA CONTINUA
Mercato mobiliare sul quale la negoziazione e lo scambio degli strumenti finanziari avvengono attraverso un
meccanismo d'asta, che fa incontrare domanda e offerta.
Tecnica di asta commerciale che si contrappone al sistema dell’asta a chiamata. Essa comporta lo svolgimento
dell’asta in modo continuato per molte ore al giorno fra gli operatori interessati, e la formazione dei prezzi in
sequenza, a mano a mano che per ogni ordine affluito al mercato si trova un ordine di segno opposto ad un
prezzo di equilibrio. Tale tecnica consente al mercato,pertanto, di sfruttare appieno l’asta senza dover ricorrere a
mercati fuori borsa e di partecipare realmente ad essa, nel senso di poter reagire all’andamento dei prezzi.
L’asta continua si presta dunque ad una determinazione del prezzo reale dei titoli trattati; la conseguente
maggiore significatività dei prezzi è un fattore fondamentale di efficienza del mercato. Nell’organizzazione di un
mercato ad asta continua riveste un’importanza fondamentale la tecnologia informatica, al fine di consentire la
comunicazione immediata al mercato dell’andamento dei prezzi. La nuova tecnologia è determinante anche per
la raccolta e la trasmissione degli ordini alla borsa; ciò allo scopo di evitare che l’asta si limiti alla domanda e
all’offerta presenti nell’edificio della borsa e, al contrario, consentire che si estenda fino a coinvolgere tutto il
mercato. Altri problemi sorgono in merito, rispettivamente, al mantenimento di validità degli ordini a prezzi limitati,
alla liquidità del mercato. Mentre nell’asta a chiamata l’eccesso di domanda o di offerta genera uno spostamento,
anche brusco, del prezzo di listino ma può essere neutralizzato sospendendo l’asta e aspettando che tutto il
mercato vi partecipi, nell’asta continua la situazione può anche essere peggiore, in quanto può dare luogo ad un
fenomeno di volatilità dei prezzi anche in corso di seduta. Il problema viene in genere risolto facendo partecipare
all’asta un fornitore di liquidità, cioè un operatore in proprio
MERCATO A CHIAMATA
Tecnica di asta commerciale. Essa prevede che il banditore, a un momento prestabilito della giornata, inviti tutte
le parti interessate a trattare un determinato titolo. Dopo aver sentito la totalità delle proposte provenienti dal
mercato, viene fissato un prezzo unico ad un livello tale da soddisfare tutta la domanda e l’offerta (prezzo di
listino). Il prezzo è considerato, per questi motivi, qualitativamente buono e vicino in linea teorica a quello
perfetto. Il difetto principale di tale tecnica deriva dalla sua natura di asta istantanea. Da un lato essa, infatti, non
riesce a soddisfare il flusso continuo di domanda proveniente dal mercato, e comporta la creazione di veri e
propri mercati paralleli prima e dopo l’asta; dall’altro, l’istantaneità dell’asta fa in modo che non vi sia il tempo per
una reale interazione tra mercato e rappresentanti all’asta, giacché il mercato rimane escluso dalla possibilità di
reagire in maniera tempestiva alle informazioni sui comportamenti e sulle reazioni in asta dei vari operatori, ed i
prezzi che si formano non sono quindi il prodotto dell’incontro di tutta la domanda e di tutta l’offerta
rappresentante in asta. Ne discende un mercato generalmente caratterizzato da un’elevata frammentazione e da
gradi insoddisfacenti di spessore, ampiezza ed elasticità. Dal 1994 con l’introduzione della borsa telematica
l’asta a chiamata è stata abbandonata.
BAIL-IN
La normativa di risoluzione è in vigore dal 1° gennaio 2016 e prevede che, in caso di crisi bancaria imminente e
in assenza di soluzioni alternative di natura privata, le competenti Autorità possano attivare misure volte a
sostenere la continuità nella prestazione di servizi economici essenziali forniti dalla banca all'economia,
minimizzando l'intervento finanziario pubblico di ultima istanza.
Con l’espressione inglese bail-in (trad: salvataggio interno) ci si riferisce a un sistema di risoluzione di
un’eventuale crisi bancaria che prevede l’esclusivo e diretto coinvolgimento di azionisti, obbligazionisti, correntisti
della banca stessa.
E’ previsto che la responsabilità gravi solo sui soggetti che abbiano un rapporto diretto con l’ente, in questo
modo non vengono più coinvolti i contribuenti, infine lo Stato interverrà solo come estrema ratio e solo nel caso
in cui venga messo in pericolo il pubblico interesse, ma mai più con finanziamenti a fondo perduto.
MTF
Gli MTF (acronimo inglese di Multilateral trading facilities) sono circuiti alternativi di negoziazione, ovvero offrono
ai trader e agli intermediari finanziari un'alternativa alle borse tradizionali. Questi consentono di operare su una
più ampia varietà di mercati rispetto alle borse tradizionali, includendo gli asset che non hanno accesso a un
mercato ufficiale.
Trattano titoli già quotati in altri sistemi regolamentati e non possono decretare l’ammissione di nuovi strumenti
finanziari che non siano già presenti nei mercati regolamentati.
La prerogativa dei mercati MTF è quella di essere una valida alternativa ad altri mercati per quanto riguarda
l’operatività ed in particolare, aumentando la concorrenza, aumenta di conseguenza anche l’efficienza dei
mercati stessi.
Spesso gli MTF si presentano sotto forma di sistemi elettronici. Sono controllati da un'istituzione autorizzata, o,
talvolta, da una banca d'investimento. Come una qualsiasi borsa, i software sono utilizzati per far incrociare
acquirenti e venditori il più rapidamente possibile.
Le azioni sono uno strumento di partecipazione alla proprietà di una società. In particolare, un'azione
rappresenta la quota minima in cui è diviso il capitale della società per azioni. Si tratta di titoli di credito, cioè
strumenti che incorporano un diritto che può essere facilmente trasferito ad altro soggetto.
Gli strumenti utilizzati dalla BCE per perseguire i suoi obiettivi si distinguono tra:
- strumenti convenzionali:
tassi di interesse ufficiali→ ovvero tassi che la BCE applica alle operazioni attraverso le quali entra in rapporto
con le banche per fornire o raccogliere liquidità:
- operazioni di rifinanziamento principale:
- operazioni di rifinanziamento marginale
- operazioni di deposito
La variazione dei tassi ufficiali, in particolare quelli sulle ORM e sulle OD, operazioni a cosiddetta iniziativa delle
controparti e con scadenza overnight è indicativa dell’orientamento di politica monetaria della BCE.
Aumenti o diminuzioni dei tassi ufficiali segnalano cioè la prospettiva di rialzo o riduzione dei tassi di mercato e
quindi lo spostamento verso condizioni più restrittive o più permissive sulla liquidità.
I tassi ORM e OD sono strettamente legati ai tassi di mercato monetario e che le tendenze nel livelli dei tassi
riflettono naturalmente le funzioni di domanda e di offerta di riserve di liquidità, influenzate a loro volta dagli
interventi della BCE, che è in grado attraverso la variazione dei tassi ufficiali di trasmettere effetti sul livello dei
tassi di mercato.
operazioni di mercato aperto (OMA): operazioni attraverso cui la BCE regola la liquidità del sistema bancario e
influenza indirettamente i tassi di interesse. E’ un’operazione su titoli in cui la BCE si può porre come compratore
cedendo alle banche la liquidità corrispondente al prezzo di acquisto o come venditore prelevando in questo
caso la liquidità dal sistema bancario.
La parte più importante delle OMA avviene con la formula del “pronti contro termine”, a iniziativa della BCE, in
contropartita con le banche.
Quando questo cambio è un acquisto di titoli da parte della BCE, vi è una immissione di liquidità nel sistema pari
al valore dei titoli trattati. La liquidità rimane nel sistema fino alla scadenza, quando con lo scambio a termine le
banche acquistano i titoli e restituiscono liquidità alla BCE. L’effetto di liquidità è quindi temporaneo
Le OMA possono essere effettuate con modalità tecniche diverse di tipo temporaneo:
1. operazioni di rifinanziamento principali ORP: frequenza settimanale e scadenza a due settimane; su di
esso viene fissato uno dei tassi ufficiali della BCE e rappresentano il canale principale di regolazione
della liquidità
2. operazioni di rifinanziamento a più lungo termine con frequenza mensile e scadenza a tre mesi
*pronti contro termine è la combinazione di due operazioni di scambio di titoli: un acquisto(vendita) di titoli a pronti e una vendita (acquisto
a termine), definendo la scadenza (l’intervallo tra il pronti e il termine) e il tasso di interesse, risultante dalla differenza tra i due prezzi e
tenendo conto della durata. Non è usato solo nelle operazioni della BCE ma anche come forma tecnica di prestito
operazioni su iniziativa delle controparti OIC: le banche operano di loro iniziativa, in contropartita con la BCE, per
procurarsi o impiegare liquidità. Si avranno quindi due casi:
- operazioni di rifinanziamento marginale ORM: attraverso le quali le banche ottengono finanziamenti a
scadenza overnight
- operazioni di deposito OD: forma di impiego della liquidità in eccesso di cui le banche dispongono;
riserve obbligatorie di liquidità ROL: la BCE ha la facoltà di richiedere alle banche un deposito obbligatorio pari
ad una determinata percentuale delle passività detenute e che hanno natura monetaria (passività fino a
scadenza di due anni). La ratio di questa regola, storicamente era di rendere più stabile la struttura di bilancio
delle banche, oggi è quello di creare un fabbisogno strutturale di liquidità per le banche.
Gli effetti della ROL si riflettono sulla funzione di domanda: un aumento del coefficiente di riserva si tradurrebbe
in una traslazione della domanda verso l'alto, e a parità di condizioni, in una spinta al rialzo dei tassi di mercato
monetario.
FORMULA DI GORDON
=formula per poter calcolare il prezzo delle azioni.
Dove:
P= prezzo dell’azione
Div= dividendo atteso per l’anno prossimo
r= tasso atteso degli azionisti
g= tasso di crescita atteso per i dividendi futuri
Il tasso di crescita g dipende dalla quota di reddito d’esercizio che l’impresa decide di reinvestire in azienda.
Maggiore sarà questa quota e maggiore sarà il tasso di crescita dei futuri dividendi.
Tasso di crescita nullo nelle aziende che distribuiscono tutto il reddito di esercizio, tasso di reinvestimento nullo.
Le banche ordinarie devono versare alla Banca centrale una parte dei depositi dei risparmiatori sulla base di un
COEFFICIENTE DI RISERVA OBBLIGATORIA (nella zona Euro è fissato dalla BCE al 2% della raccolta di
fondi).
Accanto alla riserva obbligatoria vi è la riserva libera, cioè la banca ordinaria deve trattenere una certa quantità di
moneta per far fronte alle richieste di rimborso della clientela.
La banca ordinaria utilizza la quota di depositi non destinati alle riserve per concedere prestiti alla clientela.
Del resto, la banca sa per esperienza che i depositanti richiedono soltanto il rimborso di una piccola quota del
denaro depositato; però deve essere in grado di far fronte in ogni momento alle richieste di rimborso della
clientela.
La prosperità delle banche si basa principalmente sulla fiducia che godono presso la clientela. Perciò esse
devono attenersi a rigorosi criteri di gestione. Un canone fondamentale della gestione bancaria è quello di tenere
conto della stretta correlazione che deve esistere tra le operazioni passive e quelle attive, nel senso che
l’ammontare, la durata e la natura delle operazioni passive devono condizionare l’ammontare, la durata e la
natura delle operazioni attive.
*esempio numerico: Si suppone che una banca abbia ricevuto dai clienti dei depositi in moneta legale per il valore di 100 milioni di euro. Se ad esempio, la
riserva totale (riserva libera più riserva obbligatoria) è del 10% dei depositi, la banca deve trattenere 10 milioni di euro e può utilizzare i rimanenti 90 milioni
per concedere prestiti. I soggetti economici che hanno ricevuto in prestito questo denaro, dopo un certo periodo di tempo, possono depositarlo in un’altra
banca. Quest’ultima dopo aver accantonato il 10% come riserva pari a 9 milioni di euro, può prestare i rimanenti 81 milioni di euro. Pertanto, ricomincia un
nuovo giro e il ciclo si può ripetere all’infinito.
MOLTIPLICATORE MONETARIO
Il moltiplicatore monetario è il rapporto tra l'offerta di moneta e la base monetaria esistenti in un determinato
momento nel sistema economico.
L'offerta di moneta, intesa come quantità di moneta esistente in un determinato momento nel sistema
economico, è pari alla moneta legale in circolazione detenuta dal pubblico (il circolante), più i depositi del
pubblico presso le banche, mentre la base monetaria è pari al circolante più le riserve delle banche, costituite da
circolante detenuto dalle stesse (la cosiddetta cassa contante) o da depositi presso la banca centrale, fatti
obbligatoriamente a fronte dei depositi raccolti (riserve obbligatorie) o in eccedenza rispetto a tale obbligo[1]
(questi depositi in eccedenza, unitamente alla cassa contante, costituiscono le riserve libere).
DURATION DELL'OBBLIGAZIONE
Si intende il tempo che intercorre fra il momento presente e la data di estinzione contrattuale dello strumento o
scadenza, che è in genere contrattualmente prestabilita
Esistono però eccezioni in cui la scadenza, pur essendo fissata, può essere, verificandosi o meno determinate
condizioni, anticipata:
- call option: l’emittente può riservarsi la facoltà di richiamare il titolo e quindi di estinguerlo anticipatamente
- put option: facoltà di consegnare il titolo all’emittente, ottenendo così il rimborso anticipato
La durata residua è importante poiché concorre sia a qualificare il profilo di liquidità dello strumento finanziario,
sia il suo rischio di prezzo nel caso in cui si tratti di attività finanziaria trasferibile.
Il tempo alla scadenza non misura correttamente la durata finanziaria poiché in genere, nell’intervallo
considerato, lo strumento finanziario produce flussi di cassa per l’investitore, a titolo di pagamento degli interessi
e talvolta di rimborso del capitale → tenendo conto di questa circostanza, la durata finanziaria o duration (D) di
uno strumento finanziario è
In pratica la duration è una misura di durata residua (numero di anni e frazioni di anno alla scadenza) del titolo
calcolata ponderando ogni scadenza futura con il rapporto fra il valore attualizzato del relativo flusso di cassa e il
prezzo corrente del titolo→ quantifica la percentuale di rientro monetario dell’investimento alla scadenza indicata.
Quanto maggiore è l’importo dei flussi di cassa intermedi pagati dallo strumento finanziario, tanto minore è la sua
durata finanziaria
Il rischio di prezzo, cioè la variazione del prezzo di un titolo obbligazionario in conseguenza di una variazione dei
rendimenti di mercato è calcolabile in base a questa relazione
ATTVITA’ ASSICURATIVA
Il settore assicurativo, assieme a quello bancario-creditizio e mobiliare, rappresenta una delle tre principali
articolazioni del sistema finanziario
Una compagnia di assicurazione ha una modalità di provvista di fondi + particolare, basata sulla riscossione dei
premi per le polizze emesse; a fronte dei premi riscossi, nascono impegni (cioè passività) verso gli assicurati.
I capitali raccolti con la riscossione dei premi hanno un periodo di disponibilità per la compagnia + o - lungo e
questo dipende dai contratti e dai tempi con cui potranno manifestarsi gli impegni a pagare indennizzi o capitali.
Per tutto il periodo di disponibilità, i capitali raccolti vengono investiti per produrre redditi e questo non è altro che
il momento dell’impiego dei fondi e cioè dell’accumulo di attività.
Il Codice delle Assicurazioni Private CAP rappresenta il risparmio gestito e i mercati, il momento di integrazione
e coordinamento in un unico corpo normativo.
La sua finalità di vigilanza è un’adeguata protezione degli assicurati e degli aventi diritto alle prestazioni
assicurative, insieme con la trasparenza e correttezza nei confronti della clientela. Questi aspetti sono affidati
alla responsabilità dell’IVASS, e all’attività complementare di IVASS e CONSOB.
L’attività assicurativa presenta molte delle caratteristiche dell’attività finanziaria in generale che giustificano
l’applicazione di regole e di controlli. I rapporti assicurativi hanno natura fiduciaria, il contesto in cui vengono
sviluppati è caratterizzato da asimmetria informativa.
La stima accurata dei costi e la presenza di requisiti di solvibilità e di solidità finanziaria rappresentano fattori
essenziali della funzione svolta dalle compagnie verso gli assicurati e del loro ruolo nel mercato finanziario come
investitori istituzionali.
La norma europea + importante è stata finora Solvency I: contenuto principale è un insieme di regole che
riguardano la capacità dell’impresa assicurativa di affrontare le fasi di difficoltà: livello di riserve, cap minn e
requisiti di capitale ai fini della solvibilità. Ha però mostrato debolezze ed è stato riformato il sistema arrivando a
Solvency II: in materia di accesso ed esercizio della attività di assicurazione e riassicurazione.
Il CAP definisce le imprese di ass come imprese cui è riservato l’esercizio dell’attività; nello stesso tempo l’attività
assicurativa è una di quelle in campo finanziario che sono sottoposte ad una riserva di legge: può essere
esercitato solo da imprese assicurative.
L’attività assicurativa viene poi definita nel dettaglio per i rami vita e per i rami danno.
Un altro principio cardine dell’attività assicurativa è quello della specializzazione: una compagnia può essere
autorizzata, alternativamente ad esercitare o le attività dei rami vita o l’attività dei rami danni.
In campo assicurativo si applica il principio dell’attività esclusiva: oggetto sociale→ esercizio dell’attività
assicurativa, riassicurativa e di capitalizzazione e delle operazioni connesse, con esclusione di esercizio diretto e
indiretto di qualsiasi attività ind o comm→ per non arrecare pregiudizio agli assicurati o creare possibili situazioni
di conflitti di interesse.
Le imprese di assicurazione operano in forza di un’autorizzazione formale concessa dalle autorità competenti.
Nel caso italiano l’autorizzazione dell’IVASS presuppone la verifica di diverse condizioni:
● forma di società per azioni, di mutua assicurazione, società europea o società cooperativa europea
● fondi propri di base sufficienti a coprire il requisito patrimoniale minimo RPM e il requisito patrimoniale di
solvibilità RPS
● requisiti di professionalità, onorabilità e di indipendenza dei soggetti che svolgono funzioni di
amministrazione, direzione e controllo
● capacità di conformarsi a principi di corporate governance
● onorabilità degli azionisti
Oltre alla valutazione tecnica dei requisiti sopra, vi è anche una valutazione discrezionale, sulla conformità delle
stesse al principio di sana e prudente gestione: programma di attività iniziale e delle soluzioni organizzative e
operative adottate, specificazione delle tipologie di rischi che l’impresa intende coprire, la natura delle
componenti del RPM, presentazione dei bilanci previsionali per i primi tre anni di attività con dettagli in materia di
previsione dei requisiti patrimoniali e dei mezzi a copertura delle RISERVE TECNICHE
= gli accantonamenti che le compagnie di assicurazioni fanno per fronteggiare gli impegni presi verso gli
assicurandi. All'interno dello stato patrimoniale delle società assicuratrici queste riserve risultano una delle voci
più importanti e solitamente si configurano come oneri e fondi rischi.
Per le assicurazioni ramo vita, le riserve premi sono: matematiche, calcolate sui premi puri e date dalla
differenza tra il valore degli impegni assunti, rispettivamente, dall'assicurato e dall'assicuratore; d'inventario,
ossia le riserve matematiche maggiorate delle spese di gestione della polizza; di Zillmer, nelle quali è computata
anche la spesa per provvigioni dovute dal broker assicurativo.
La normativa italiana che disciplina la materia impone che le riserve tecniche non possono essere inferiori in
termini di valore rispetto all'impegno teorico assunto dall'assicurazione. Quest'ultimo viene determinato
prendendo in considerazione le tavole di mortalità e di invalidità prodotte dall'Istat ed il tasso di interesse per
l'attualizzazione dei futuri impegni.
Libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi: la compagnia ha la facoltà di operare sul territorio
nazionale e comunitario, in regime di stabilimento e in regime di libera prestazione.
Essa è sottoposta ad un’unica autorità,quello dello Stato di appartenenza, indipendentemente dalle differenti
collocazioni geografiche delle sedi operative.
Le autorità del paese di origine trasmettono a loro volta alle autorità dello Stato di stabilimento o dello Stato di
prestazione la documentazione e le informazioni relative alle proprie compagnie che accedono ed esercitano
l’attività assicurativa su tale mercato; per il resto degli stati vige il principio di parità di trattamento o reciprocità
riservato dallo Stato estero alle imprese italiane.
SALDI FINANZIARI
Valendo il vincolo contabile dell’uguaglianza tra fonti di fondi e usi di fondi, si dovrebbe avere
(1)AAR + AAF =APF + S
Il saldo finanziario di un’unità economica sarà definito come divario tra risparmio e investimento in AR
(2)SF= S - AAR
Con SF si vuole misurare il surplus o il deficit di risorse a fronte dei fabbisogni per investimenti (rispettivamente
SF>0; SF<0)
La qualificazione “finanziario” si riferisce al fatto che date le grandezze, un SF>0 comporta necessariamente un
riequilibrio “fonti-usi” attraverso nuovi investimenti in AF;
un SF<0 comporta un ricorso a nuove PF
Dati il vincolo di bilancio(1) e la definizione(2) vale necessariamente:
SF= AAF - APF
Il SF misura quindi l’equilibrio tra disponibilità di risorse (risparmio) e utilizzo di risorse (investimenti in AR).
Per meglio rappresentare la complessità dell’informazione e non far perdere il significato dei comportamenti, si
rappresenta l’economia attraverso pochi soggetti. Le classi sono definite come raggruppamento di unità
economiche che oltre ad essere omogenee manifestano autonomia e capacità di decisione in campo
economico-finanziario → sono indicate come ‘’settori istituzionali’’ dell’economia:
1. famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie F: individui o i gruppi di individui nella
loro funzione di consumatori
2. società non finanziarie SNF: includono le società e quasi società private e pubbliche; per quasi- società si
intendono le società di persone nonché le società semplici e le imprese individuali con più di 5 addetti
3. amministrazioni pubbliche PA: 3 sottosettori dell’amministrazione centrale, locali, e degli enti di
previdenza
4. società finanziarie IF: soggetti che costituiscono il sistema finanziario: gli intermediari finanziari e le
autorità di controllo come la Banca d'Italia
5. resto del mondo W: i soggetti non residenti con i quali l’economia del paese ha rapporti economici e
finanziari
Se il SF indica il surplus/deficit di risorse finanziarie di un settore, la rappresentazione della struttura dei saldi
finanziari aiuta a capire all’interno dell’economia da dove provengono le risorse e dove vengono destinate→ si
può cioè avere un’idea dei trasferimenti finanziari nell’economia.
I SF settoriali presentano diversi limiti conoscitivi, per lo più legati alla metodologia di costruzione dei saldi
medesimi. In ogni caso, non fanno perdere il loro significato fondamentale, che consiste nel descrivere
l’articolazione del processo di risparmio e di investimento fra grandi comparti dell’economia.
- l’osservazione principale riguarda la natura dei dati: la rapp dei SF sett è basata su dati ex post: dati che
registrano quindi ciò che è accaduto, in che misura vi è stato trasferimento di risorse e con quali
strumenti; nulla circa le motivazioni ex ante, circa il fabbisogno di trasferimento
Fra dati di comportamento ex post e fabbisogno ex ante possono esservi divari significativi e le ragioni possono
essere diverse:
1. le unità finali(risparmiatori e investitori) possono ricercare strumenti finanziari che il mercato non offre
2. divergenza di aspettative: disposto a investire in azioni se il rendimento atteso considerato il rischio è
almeno di un certo tot, mentre il mercato offre performance + basse
Se si verifica ciò le conseguenze sono:
- effetto di quantità: alcuni operatori modificano le preferenze ex ante
- effetto di composizione: il mix delle AF e/o delle PF degli operatori che non trovano gli strumenti
desiderati viene modificato
CONCLUSIONE: il sistema finanziario attraverso la capacità di soddisfare la domanda delle unità finali, svolge
un ruolo chiave per performance dell’economia reale, vengono cioè influenzati il livello del risparmio e degli
investimenti alternativi.
RISERVA OBBLIGATORIA
L'Eurosistema impone alle banche di detenere una percentuale delle proprie passività sotto forma di depositi
presso la banca centrale nazionale: la riserva obbligatoria. L'ammontare della riserva obbligatoria è calcolato a
partire dalle passività di bilancio a cui vengono applicate delle aliquote. Per soddisfare l'obbligo, le banche
devono detenere sul loro conto presso la banca centrale nazionale, l'ammontare risultante dal calcolo.
Il rispetto dell'obbligo di riserva è determinato in base alla media dei saldi di fine giornata detenuti sui conti di
riserva nell'arco di un periodo di 6 o 7 settimane, il cosiddetto periodo di mantenimento.
Tale riserva è detta libera proprio in quanto il coefficiente di riserva tecnica, ovvero la percentuale dei depositi
che la banca detiene per espletare le proprie attività, è autonomamente stabilito dalle banche, a differenza della
riserva obbligatoria, il cui ammontare percentuale è definito dalla banca centrale.
info in più
Il coefficiente è legato ad alcune variabili. In particolare, esso è correlato positivamente al tasso ufficiale di sconto, in quanto
l'istituto di credito è spinto, in caso di alti tassi ufficiali, a detenere maggiore liquidità per evitare rifinanziamenti a tassi
divenuti più svantaggiosi. Inoltre, questo coefficiente è correlato negativamente con il tasso d'interesse attivo, applicato cioè
ai prestiti alla clientela. L'aumento di questo tasso, infatti, renderà più conveniente concedere prestiti, piuttosto che detenere
liquidità in riserva.
Il coefficiente di riserva tecnica è inoltre uno dei fattori utilizzati per definire il moltiplicatore dei depositi e il moltiplicatore
monetario.
Le normative di Basilea II e Solvency II, rispettivamente per il settore bancario ed assicurativo, prevede il calcolo di requisiti
patrimoniali, che devono coprire le perdite totali (attese ed impreviste). Le riserve tecniche sono un termine di tale requisito,
che dovrebbe coprire le perdite attese per scadenza ed ammontare, mentre la quota eccedente serve a proteggere la
società dal rischio di insolvenza a causa di eventi di rischio e perdite imprevisti.
RISERVA MATEMATICA
Nel settore assicurativo per riserva matematica si intende il debito complessivo maturato dalla compagnia
assicurativa nei confronti degli assicurati. Essa costituisce il valore totale che la compagnia assicurativa dovrà
versare ai beneficiari che hanno stipulato una polizza vita.
Nei bilanci delle compagnie di assicurazione sulla vita costituiscono la posta del passivo data dalla differenza tra
il valore attuale medio degli impegni della compagnia e il valore attuale medio degli impegni dell’assicurato,
calcolati entrambi in funzione dell’età dell’assicurato e per la durata rimanente del contratto di assicurazione.
RISERVA PREMI
La riserva premi fa parte delle riserve tecniche, fondi che le compagnie di assicurazione sono tenute ad
avere a disposizione per far fronte agli obblighi contrattuali presi con i clienti. In particolare, la riserva
premi è un accantonamento gestito per ogni esercizio, con il quale le imprese assicurative devono
onorare le prestazioni assicurative relative ai rischi ancora in essere.
Questa specifica riserva tecnica interessa le polizze del ramo danni e del ramo vita, per le quali le
compagnie devono coprire eventuali danni a copertura dei rischi assicurati dai contraenti. In questo
modo gli assicuratori possono amministrare le spese future per i danni che possono verificarsi,
considerando i costi dei risarcimenti e le spese dirette e di liquidazione.
RISERVA SINISTRI
La riserva sinistri è una particolare forma di riserva tecnica, utilizzata (insieme alla riserva premi) dalle
assicurazioni per garantire l'assolvimento dei propri impegni nei confronti dei contraenti.
Si tratta, in buona sostanza, di un ammontare di denaro accantonato annualmente dalle compagnie assicurative.
Questa riserva è dedicata all'erogazione di risarcimenti giuridicamente già definiti, ma il cui ammontare esatto è
ancora incerto: in poche parole si tratta di denaro accantonato per risarcire danni già avvenuti ma che, per varie
ragioni, non sono stati liquidati durante il periodo d'esercizio corrente. Questa tipologia di riserva, esattamente
come la riserva premi, è utilizzata unicamente nel ramo danni; infatti, nelle polizze del ramo vita, non esiste alcun
margine di incertezza relativo al capitale da erogare al contraente e i suoi beneficiari.
MARGINE DI INTERMEDIAZIONE
Si ottiene sommando la voce ‘altri ricavi netti’ al ‘margine di interesse’.
Vi fanno parte diverse voci: i servizi di negoziazione, i servizi che la banca svolge nei confronti della propria
clientela (servizi di pagamento, di gestione, di portafoglio, di consulenza..), i dividendi e gli altri proventi
assimilati.
Questo margine rappresenta una misura del risultato lordo imputabile alle due principali aree di affari nelle quali
si sviluppa la gestione della banca: quella dell’intermediazione creditizia e quella dei servizi finanziari. In questo
senso, tale margine può essere considerato un proxy del valore aggiunto della produzione bancaria.
Immobili
Le plusvalenze da valutazione di immobili a uso funzionale (iscritte in riserva di patrimonio netto) sono computate per un importo pari al 50% nel patrimonio
supplementare. Il saldo tra le plus e le minusvalenze cumulate sugli immobili detenuti per investimento e delle minusvalenze dalla valutazione di immobili
detenuti a uso funzionale, se positivo, va integralmente dedotto dal patrimonio di base e computato al 50% nel patrimonio supplementare.
Le passività subordinate di terzo livello sono soggette alla "clausola di immobilizzo" (c.d. "clausola di lock-in"),
secondo cui il capitale e gli interessi non possono essere rimborsati se il rimborso riduce l'ammontare
complessivo dei fondi patrimoniali della banca a un livello inferiore al 100% del complesso dei requisiti
patrimoniali.
Il patrimonio di terzo livello è ammesso entro il limite del 71,4% dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato
calcolati al netto dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di controparte e del rischio di regolamento relativi al
portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza.
DERIVATI
I prodotti derivati si chiamano così perché il loro valore deriva dall'andamento del valore di una attività ovvero dal
verificarsi nel futuro di un evento osservabile oggettivamente. L'attività, ovvero l'evento costituisce il "sottostante"
del prodotto derivato.
CREDITI DETERIORATI
I crediti deteriorati sono crediti delle banche (mutui, finanziamenti, prestiti) che i debitori non riescono più a
ripagare regolarmente o del tutto. Si tratta in pratica di crediti delle banche (debiti per gli altri soggetti) per i quali
la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza sia per l'ammontare dell'esposizione di capitale.
Queste posizioni in perdita devono essere integralmente* coperte dalle aziende di credito (*il tasso di copertura
varia in base alla categoria, alle garanzie e alle indicazioni dell'autorità di vigilanza).
Per sorvegliare il rischio a livello nel sistema bancario, la Banca d'Italia, che vigila sulla sana e prudente gestione delle aziende di credito,
ha creato la Centrale dei rischi, un archivio nel quale confluiscono le posizioni debitorie di ogni soggetto nei confronti di tutti gli
intermediari permettendo per ogni debitore il calcolo della posizione globale di rischio e consentendo agli uffici di vigilanza di Bankitalia di
monitorare la stabilità del sistema creditizio e agli intermediari di controllare la solvibilità dei clienti, prima di fare affidamenti, per evitare di
erogare credito a soggetti già insolventi od eccessivamente esposti.
Questi crediti gravano infatti sulla redditività delle banche e assorbono risorse preziose, limitando la loro capacità di erogare nuovi prestiti.
I problemi del settore bancario possono inoltre trasmettersi rapidamente ad altri settori dell’economia, danneggiando l’occupazione e la
crescita. Pertanto, la BCE sostiene le banche nella risoluzione del problema, contribuendo così a salvaguardare la sicurezza e la solidità
del sistema bancario europeo.
L’adeguatezza dei criteri di concessione del credito e della gestione del rischio di credito è fondamentale per ridurre il rischio che i prestiti
si deteriorino e si accumulino. Al fine di minimizzare questo rischio le banche dovrebbero:
erogare prestiti soltanto alla clientela ritenuta in grado di rimborsarli
- monitorare le informazioni sui prestiti per individuare tempestivamente i debitori in difficoltà e porre rimedio
- interagire con i debitori in difficoltà economicamente sani per la ristrutturazione dei loro prestiti
- effettuare per tempo accantonamenti sufficienti per assicurare la copertura appropriata delle perdite
- adoperarsi per la riduzione delle consistenze di crediti deteriorati
BANCHE SISTEMICHE
Una banca sistemica è un'istituzione finanziaria che, a causa delle sue grandi dimensioni e importanza nel
mercato, la sua caduta o scomparsa avrebbe un impatto negativo significativo su un paese o a livello globale.
E’ strettamente correlato al rischio sistemico. Per questo motivo, a questi tipi di banche viene solitamente
richiesto di disporre di un capitale aggiuntivo.
L'organo responsabile della determinazione di cosa sia una banca sistemica è il Financial Stability Board,
(Consiglio per la stabilità finanziaria). Responsabile del coordinamento globale dell'attività finanziaria, nonché
delle entità che operano nel settore a livello internazionale
La loro importanza è data sia dalle dimensioni degli attivi e del numero di clienti soprattutto internazionali, ma
anche dalla loro interconnessione con l’economia sia del Paese nel quale hanno sede sia con l’economia
mondiale oltre che dalla quantità di strumenti finanziari che utilizzano o vendono.
(La decisione di identificare le banche “sistemiche” venne presa subito dopo il collasso della banca americana
Lehman Brothers che, con il suo crack, dette il via alla crisi finanziaria mondiale )
i dirigenti di una banca che “non può fallire” si potrebbero sentire autorizzati a compiere quell’azzardo morale (“moral
hazard”) che si voleva a tutti i costi evitare. Sapendo che “non possono fallire” potrebbero, cioè, intraprendere operazioni
spericolate per aumentare i guadagni della banca a breve e i propri bonus a scapito della solidità dell’istituto, ma questa lista
sta lì a dimostrare che la finanza mondiale ha accettato la possibilità che i dirigenti di questi istituti possano essere “colpiti”
dal “moral hazard” piuttosto che permettere alle banche che guidano di poter fallire.
-Se una banca significativa non soddisfa i criteri per tre anni consecutivi, può essere riclassificata come meno
significativa. L’autorità nazionale pertinente torna quindi a essere investita delle relative competenze di vigilanza
diretta.
-Se una banca meno significativa soddisfa uno dei criteri per la prima volta, viene riclassificata come
significativa. L’autorità nazionale trasferisce quindi le competenze della vigilanza diretta alla BCE.
I tassi “ufficiali” della Banca Centrale Europea e l’andamento dei tassi di mercato monetario. L’analisi ci aiuta a
comprendere la situazione in cui versa attualmente il mercato monetario, alla luce della conduzione di politica
monetaria da parte della BCE e dell’evolversi della crisi.
(il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale, il limite superiore del corridoio
il tasso sulle operazioni di deposito overnight, il limite inferiore del corridoio)
CASH FLOW
Ricostruisce i flussi monetari in un determinato arco di tempo, ovvero la differenza tra tutte le entrate e le uscite
di denaro. Esso rappresenta un indicatore della capacità di autofinanziamento e può essere calcolato a partire
dal conto economico.
Quando si ha un’entrata monetaria, la di definisce anche cash inflow, mentre un’uscita monetaria è anche nota
come cash outflow. Per analizzare questi flussi si fa riferimento spesso al rendiconto finanziario, un documento
contabile non obbligatorio, a differenza del conto economico e dello stato patrimoniale.
Il flusso di cassa si dice operativo, quando ha origine dalla gestione caratteristica, mente si definisce non
operativo, quando tiene in considerazione tutte le altre operazioni di cassa, come possono essere i prestiti, i
dividendi, gli interessi, le tasse non operative e le variazioni del capitale.
I soggetti che detengono partecipazioni rilevanti nel capitale sociale di enti finanziari devono rispettare i principi di trasparenza e comunicare tali partecipazioni alla Banca d'Italia. Devono possedere requisiti di professionalità, onorabilità, e indipendenza, soddisfacendo anche criteri di competenza e correttezza . Ciò è parte del quadro regolamentare del TUF che garantisce la gestione prudente e sana degli enti, salvaguardando gli investimenti e integrità del mercato. Le società devono attuare soluzioni organizzative che proteggano da conflitti di interesse, salvaguardando i diritti e gli interessi degli investitori .
Le società di investimento a capitale variabile (SICAV) sono costituite come società per azioni con capitale variabile, operanti come OICR aperti e raccolgono patrimoni tramite l'offerta di azioni proprie, con la possibilità di emettere nuove azioni con l'apporto di ulteriori fondi . Le società di investimento a capitale fisso (SICAF), invece, sono OICR chiusi con capitale fisso, con emissione di azioni o altri strumenti finanziari stabiliti prima della fase di collocamento . I fondi comuni di investimento non costituiscono soggetti giuridici ma sono patrimoni autonomi suddivisi in quote, amministrati da una SGR .
La direttiva 2009/65/CE disciplina gli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM), prescrivendo limiti per la scelta delle attività di investimento, richiedendo un controllo adeguato dei rischi e la coerenza con le politiche d'investimento. Al contrario, la direttiva 2011/61/UE si focalizza sui fondi di investimento alternativi (FIA), che hanno un framework normativo simile a OICVM ma con differenze specifiche nel trattamento del rischio e nelle strutture di governance . Entrambe le normative richiedono che le entità gestionali siano autorizzate da autorità competenti, come la Banca d'Italia e CONSOB per gli OICR italiani .
Le operazioni di mercato aperto (OMA) presentano l'opportunità di regolare efficacemente la liquidità nel sistema bancario e influenzare i tassi di interesse, elemento critico per la politica monetaria della BCE. Offrono flessibilità nella risposta a condizioni di mercato in rapida evoluzione e la possibilità di intervenire preventivamente su pressioni inflazionistiche o deflazionistiche. Tuttavia, una delle sfide principali è garantire che le OMA non causino eccessiva espansione o contrazione della liquidità, che potrebbe destabilizzare il mercato . Inoltre, il coordinamento tra le politiche delle diverse banche centrali all'interno e all'esterno dell'eurozona è cruciale per mantenere la stabilità finanziaria .
La gestione collettiva del risparmio è una forma di gestione che coinvolge l'aggregazione e la gestione unitaria di fondi da parte di vari risparmiatori tramite intermediari specializzati. Questa attività può essere esercitata solo da specifici enti autorizzati come le società di gestione del risparmio (SGR), le società a capitale variabile (SICAV), e le società a capitale fisso (SICAF). Le SGR gestiscono i patrimoni e i rischi degli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR), curando amministrativamente e commercialmente tali patrimoni . Inoltre, altre entità come le società di gestione UE e gestori di FIA, sia UE che non UE, possono gestire OICR e FIA italiani dopo aver ricevuto autorizzazione da Banca d'Italia e CONSOB .
Le operazioni di mercato aperto (OMA) regolano la liquidità del sistema bancario e influenzano i tassi di interesse indirettamente. Esse consistono principalmente in operazioni su titoli, dove la BCE può fungere da compratore, immettendo liquidità nel sistema, o da venditore, rimuovendola. Le OMA comprendono operazioni di rifinanziamento principale (ORP), effettuate settimanalmente con una scadenza a due settimane, rappresentando il metodo principale di controllo della liquidità. Altre componenti includono operazioni di rifinanziamento a più lungo termine e regolazioni puntuali o strutturali per affrontare fluttuazioni impreviste dei tassi . Queste operazioni trasmettono effetti sul livello dei tassi di mercato, influenzati dalle variazioni dei tassi ufficiali stabilite dalla BCE .
La riserva obbligatoria di liquidità è un deposito obbligatorio imposto dalla BCE alle banche, rappresentando una percentuale delle passività monetarie. Storicamente, questa misura ha stabilizzato la struttura di bilancio delle banche, ma attualmente fornisce un fabbisogno strutturale di liquidità. Essa influisce sulla funzione di domanda di liquidità nel sistema bancario, contribuendo alla stabilità complessiva. Un aumento del coefficiente di riserva obbligatoria comporta uno spostamento verso una maggiore stabilità finanziaria poiché richiede alle banche di detenere più riserve .
Il Testo Unico sulla Finanza (TUF) regola l'attività delle società di intermediazione mobiliare (SIM) e delle società di investimento. Definisce normative per la costituzione e l'operatività delle SIM, che devono essere persone giuridiche con sede in Italia, diverse dalle banche, ed autorizzate a svolgere servizi di investimento. Impone standard di condotta e requisiti di capitale che garantiscono integrità e operatività sicura nel mercato finanziario . Il TUF è particolarmente influente in quanto coordina l'insieme delle disposizioni normative del settore finanziario, promuovendo la trasparenza e l'efficienza .
Le SGR devono essere autorizzate dalla Banca d'Italia, sentita la CONSOB, e soddisfare alcune condizioni specifiche. Devono costituirsi come società per azioni, con un capitale sociale versato non inferiore al minimo stabilito. La loro sede statutaria e amministrativa deve essere in Italia. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, gestione e controllo devono possedere requisiti di professionalità, onorabilità, e indipendenza, soddisfacendo anche criteri di correttezza e competenza per garantire una gestione sana e prudente .
La direttiva MiFID II e il regolamento MiFIR disciplinano i mercati regolamentati, le strutture di negoziazione elettroniche, e i mercati OTC in Italia. Le piattaforme come il Multilateral Trading Facilities (MTF) e l'Organized Trading Facility (OTF) sono definite come strutture di negoziazione; le regole adottate da Borsa Italiana S.p.A., sotto approvazione della CONSOB, stabiliscono l'ampiezza informativa necessaria. Gli operatori devono anche gestire i rischi di mercato e il pricing efficiente nei mercati di quotazione, garantendo liquidità nelle negoziazioni .