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KARL MARX

IL FILOSOFO DEL SOCIALISMO

Sulla scia di Feuerbach e del materialismo della Sinistra hegeliana, Marx afferma con forza il
valore della «prassi», della concretezza e dell’azione.
L’esistenza umana non è il riflesso dello Spirito ma il prodotto di specifiche dinamiche
materiali e sociali.

Marx pensa all’uomo non come a qualcosa che «pensa» e basta ma che lavora, mangia,
gioisce e soffre.

Feuerbach

Per capire Marx è necessario fare riferimento a tre concetti fondamentali in Feuerbach:

1-Il rovesciamento dei rapporti di predicazione. (Per gli idealisti lo Spirito è il soggetto mentre
la realtà concreta è il predicato ovvero l’oggetto. La realtà concreta è manifestazione dello
Spirito, viene creata dallo Spirito. Per Feuerbach non è assolutamente così, è il contrario
ovvero la realtà concreta è il soggetto che crea il predicato ovvero lo Spirito. In pratica non è
Dio che crea l’uomo ma è l’uomo che crea Dio).

2-La «teoria degli alimenti». (Se vuoi migliorare le condizioni spirituali di una persona devi
migliorare in primis le condizioni materiali in cui vive).

3-Il concetto di «alienazione». (Scissione, separazione).

La cornice storica

La cornice storica fondamentale dentro cui collocare Marx è sicuramente quella riguardante
le vicende che seguirono i moti del 1848. Emerse infatti, dopo quelle rivoluzioni, il
proletariato di fabbrica e le loro condizioni salariali lasciavano molto a desiderare. Iniziarono
così a formarsi le prime organizzazioni sindacali come le Trade Unions in Inghilterra. Piano
piano grazie a queste associazioni di sindacati e grazie alle riflessioni dei più grandi
esponenti socialisti del tempo iniziò a nascere una vera e propria «coscienza della classe
operaia». Il movimento operaio avvertì presto l'esigenza di un collegamento internazionale.
La prima occasione per soddisfare questa esigenza fu offerta nel 1864 quando nacque la
Prima internazionale socialista che era rappresentata dalle Trade Unions inglesi, dai
socialisti francesi, dai socialisti italiani, dai socialisti tedeschi. A redigere il Regolamento di
questa associazione fu Marx, il quale rivendicò l'affermazione dell'autonomia del proletariato
e la priorità data alla lotta contro lo sfruttamento.

La Prima e la Seconda Internazionale


La Prima Internazionale entrò in crisi a causa della violenta polemica tra marxisti e anarchici
di Bakunin. I seguaci del russo, contrariamente ai marxisti, ritenevano che il nemico da
sconfiggere fosse lo Stato e non il capitalismo. Marx non era così estremista come gli
anarchici. La Seconda Internazionale, fondata a Parigi nel 1889, restò una sorta di libera
federazione tra gli autonomi gruppi socialisti nazionali. Essa auspicava la formazione di veri
partiti socialisti nei singoli paesi non legati in alcun modo alla borghesia.

La Chiesa davanti allo «spettro del comunismo»

Poiché le Internazionali socialiste basavano i loro valori su presupposti laici, che tendevano
a relegare la religione nell'ambito delle superstizioni e delle credenze popolari, la Chiesa
reagì con una vera e propria crociata ideologica con a capo Papa Pio IX, Il quale emanò, nel
1864, l'enciclica Quanta cura nella quale accomunava in una condanna senza appello il
socialismo e l'intera civiltà moderna. Per dare maggiore forza alla condanna, il Papa fece
pubblicare insieme all'enciclica una sorta di elenco chiamato Sillabo, contenente gli errori del
secolo, dove erano raccolti in 80 proposizioni tutti i principi basilari della cultura laica.

Punto primo: le caratteristiche generali del marxismo

Il marxismo può essere definito una «considerazione dialettica della totalità». Questo
significa che l'analisi di Marx ha un carattere globale che investe l'economia, la filosofia, la
storia, la teoria del diritto e dello Stato.

Il marxismo ha come principio cardine la sua vocazione all'impegno pratico. Il marxismo non
è soltanto una teoria, ma è unione tra teoria e prassi a differenza dell'idealismo che risolve la
filosofia nel puro pensiero.

Punto due: la critica al misticismo logico di Hegel

A differenza di Schopenhauer e Kierkegaard, che lo demoliscono, Marx non distrugge


totalmente il sistema di Hegel in quanto conserverà la struttura dialettica, ossia il concepire
la storia come un movimento, come un dinamismo. Infatti, come vedremo, in Marx
ritroveremo la «dialettica servo/padrone di Hegel ma sotto una chiave di lettura
completamente nuova. Tuttavia, adotta il rovesciamento dei rapporti di predicazione già
definiti da Feuerbach mettendo l'accento sulla dimensione materiale. Per questo la filosofia
di Marx viene definita una forma di materialismo storico.

Materialismo storico: la forza che muove la storia non è il pensiero o lo Spirito ma la


materia, cause di tipo economico-sociale. Marx «smaschera» Hegel e il suo «misticismo
logico» accusandolo di aver mascherato dietro delle allegorie spirituali la realtà empirica.
Marx è «maestro del sospetto», fa cadere le maschere, le bugie di Hegel
La filosofia di Hegel è una bugia, una ideologia che vuole che le cose restino così come
sono (conservatore).
Marx vuole arrivare alla rivoluzione contro i conservatori.

Punto tre: la critica allo Stato moderno e alla civiltà moderna

Per Marx lo Stato liberale, quello che si è formato dopo la Rivoluzione francese, è solo una
falsità. «Libertè, egalitè, fraternitè» sono solo delle bugie, dei motti senza fondamento. Le
persone credono di essere uguali davanti allo Stato (la legge è uguale per tutti) ma non è
così. Lo Stato non tutela i diritti di tutti ma fa solo l’interesse delle classi più ricche. Le
persone invece di essere unite sono atomizzate, non comunicano veramente tra loro
(individualismo) e questo fa molto comodo allo Stato che approfitta della divisione tra le
persone per comandarle meglio (divide et impera, dividi e comanda).

Dunque critica sia lo Stato liberale (che per lui è uno Stato borghese) sia la civiltà moderna
(fatta di persone individualiste ed egoiste)

Punto quattro: la critica all’economia borghese

L’economia borghese per Marx si basa sul suo più grande punto di forza: l’alienazione, la
sua capacità di produrre alienazione. In che modo questo tipo di economia produce
alienazione nei lavoratori per dominarli? In quattro modi:

1-Aliena il lavoratore rispetto al PRODOTTO della sua attività (il lavoratore produce sì un
oggetto che poi costituirà il capitale del suo capo ma questo oggetto pur producendolo lui
non lo possiede, non è suo. Lui guadagna 20 euro ma quell’oggetto magari vale poi 10.000
euro per il suo capo)

2-Aliena il lavoratore rispetto alla sua ATTIVITA’ (il fine del suo lavoro gli è estraneo)

3-Aliena il lavoratore rispetto alla sua ESSENZA (questo lavoro meccanico non ha nulla di
creativo, è ripetitivo e dunque ha in sé una forma di violenza verso la nostra natura che
invece è creativa)

4-Aliena il lavoratore rispetto al PROSSIMO (l’operaio è isolato nella catena di montaggio)

L’alienazione crea una patologia sociale

La cura è il comunismo che rende tutti liberi, tutti uguali

Punto cinque: l’oppio dei popoli

Marx definì la religione «l’oppio dei popoli»

1-Marx pensava che la religione cristiana insegnava che le sofferenze di questa vita non
sono nulla in confronto alla gloria della vita ultraterrena. Essa spingeva gli uomini ad
assumere un atteggiamento passivo nella vita terrena rinunciando ad ogni tentativo di
modificare lo status quo. Pertanto il Cristianesimo del suo tempo è per Marx la religione del
capitalismo in quanto sarebbe funzionale agli interessi della classe dominante che non vuole
in nessun modo la modifica dello status quo.

2-Marx riteneva che bisognava opporsi con forza ai dogmi cristiani dal momento che era
convinto che la liquidazione definitiva del Cristianesimo era il primo presupposto per
eliminare il dominio dei capitalisti sul proletariato. Inoltre Marx si opponeva fermamente alla
credenza cristiana dell’esistenza nell’universo di un ordine voluto da Dio. Marx negava che
esisteva una dipendenza dell’uomo da un ordine divino indipendente dalla volontà umana e
pertanto pensava che il genere umano doveva esercitare un dominio sul proprio mondo.
3-Per Marx non basta affermare con Feuerbach che la religione è una creazione dell’uomo
che lo rende estraneo a se stesso e sdoppia il mondo in un universo religioso immaginario e
in un mondo reale.
Infatti per Marx il compito del materialismo storico consiste nel mostrare come la religione
sia voluta appositamente dalle classi dominanti

La rivoluzione e la dittatura del proletariato

Come porre fine a tutto ciò?

Marx in primo luogo nel Manifesto del Partito comunista fa una bellissima analisi di come le
classi dominanti abbiano cambiato mille volti nel corso della storia. Definisce inoltre la Storia
come una catena dialettica di sfruttatori e sfruttati. Riprendendo la dialettica servo/padrone
di Hegel, Marx teorizza che prima o poi la classe operaia prenderà coscienza della propria
funzione e ribalterà i rapporti di dominio. Marx auspica la rivoluzione della classe operaia, la
sua presa del potere (dittatura del proletariato) la distruzione definitiva dell’ipocrita Stato
borghese e l’instaurazione del comunismo e quindi di una vera eguaglianza.

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