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Il documento descrive la vita dei contadini nel Medioevo, incluso il loro aspetto fisico, le attività agricole durante l'anno in base ai mesi, gli utensili da cucina semplici, le rappresentazioni della loro vita nei calendari, e il ruolo importante svolto dalle donne sia in città che in campagna.

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Il documento descrive la vita dei contadini nel Medioevo, incluso il loro aspetto fisico, le attività agricole durante l'anno in base ai mesi, gli utensili da cucina semplici, le rappresentazioni della loro vita nei calendari, e il ruolo importante svolto dalle donne sia in città che in campagna.

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Lezione 1.

Dopo il Mille, la disponibilità di spazi agricoli e boschivi rese di nuovo possibile la crescita demografica.
Molte terre vergini furono messe a coltura, vennero prosciugate le paludi e ridotte diverse superfici boschive.
L'espansione dell'agricoltura fu facilitata da numerose invenzioni e perfezionamenti tecnici.
Ad esempio, nei paesi del Nord Europa, il collare a spalla rigido e imbottito collegato ai tiranti del traino consentiva
ai cavalli di respirare liberamente, aumentando di otto volte, da 500 a 4000 kg, la potenza di traino.

Nell'Europa Mediterranea si continuavano ad usare i buoi. Qui, un analogo miglioramento si ottenne con il giogo
frontale applicato alla fronte dei buoi e assicurato alle corna, che consentiva di sfruttare meglio la forza degli
animali. Un'altra innovazione fu la ferratura degli zoccoli, che oltre ad evitare l'usura degli zoccoli stessi, rendeva
più sicuro e stabile il passo degli animali. Alcuni rari vennero anche dotati di ruote.

Sempre nel Nord Europa si diffuse il ciclo triennale che alternava sullo stesso terreno una coltura invernale, cereali
(frumento o segale), una primaverile di leguminose (piselli e ceci), lasciando il terreno a maggese, ossia a riposo, il
terzo anno. Il nome deriva dal mese di maggio, in cui nei terreni nasceva spontaneamente l'erba utilizzata come
pascolo per il bestiame.

L'introduzione delle piante leguminose, ricche di azoto, migliorava la fertilità del terreno ed aumentava la capacità
produttiva dei campi. Cereali, legumi ed ortaggi sostituirono la carne e il pesce nella dieta dell'uomo medievale,
che non praticava più la caccia e la pesca nelle zone boschive. Tutto questo, però, produceva anche dei rischi in
caso di carestia o di cattivo raccolto, poiché non c'erano più risorse alternative come quelle del bosco. Quest'ultimo
venne riservato ai signori per la caccia, che fu proibita ai contadini. La pastorizia fu soggetta a molte limitazioni, e
questo determinò un carattere vegetariano nella dieta contadina, che si basò prevalentemente su pane, polente,
zuppe e minestre, mentre la carne divenne un privilegio sociale riservato a pochi.

Sin dall'undicesimo secolo in Europa è possibile distinguere due modelli di paesaggio agrario, ai quali corrisponde
una diversa organizzazione del lavoro agricolo. La prima basata sui campi aperti, secondo la definizione inglese di
"Open field". La seconda, basata sui campi recintati, in francese "boccage", con il terrapieno sul quale erano
piantati alberi e cespugli. Il campo aperto permetteva lo svolgimento delle attività agricole fuori dall'abitato, spesso
nelle vicinanze di un castello; i terreni venivano coltivati in comune senza demarcazione di proprietà. La semina e il
raccolto dovevano avvenire nel medesimo tempo in ciascun quartiere del terreno. Il campo recintato, invece, era
un insediamento sparso nel quale i contadini vivevano con la propria famiglia in abitazioni vicine ai terreni loro
affidati, il che determinava un rapporto più forte tra contadini e la terra.

Tra le innovazioni più straordinarie per il lavoro umano bisogna menzionare il mulino ad acqua e a vento,
insostituibile per produrre energia, utilizzata per macinare il grano e per altre funzioni. L'impiego più antico fu
quello della macinatura, da cui il mulino prende il nome, dal latino "mola", uguale a macina in pietra. Come si è
visto, l'evoluzione tecnologica ha modificato e modernizzato il mondo del lavoro, mentre la concezione presente
nell'alto Medioevo affondava ancora le sue radici nella cultura classica, secondo la quale il lavoro manuale era
prerogativa dei servi e degli schiavi. Già nella cultura biblica, il lavoro era considerato la condanna divina per la
disubbidienza di Adamo nel Paradiso terrestre. Dopo la caduta, il destino dell'uomo è stata la fatica, recita il libro
della Genesi, e nel collegare il lavoro al peccato, ciò dava una sorta di legittimazione alla schiavitù.
Jacques le Goff afferma che una visione pessimistica dell'uomo è presente per tutto il Medioevo, più accentuata
dal quarto al decimo secolo, mentre l'immagine ottimistica dell'uomo tende a prendere il sopravvento dai secoli 12
e 13.
Lezione 2.

Ad eccezione del pomodoro e della patata, conosciuti dopo la scoperta dell'America, i prodotti dell'agricoltura
medievale erano simili a quelli che conosciamo. Tra i legumi c'erano le fave, i ceci e i piselli, poi cavoli, porri, aglio,
lattuga, rucola, rape e spinaci. Tra i cereali c'era la segale, l'orzo, l'avena, il farro e la spelta, antenata del grano
tenero, chiamata anche gran farro in latino "triticum spelta". La spelta è un cereale molto antico, originato 8000
anni fa in Asia sud-occidentale, nella Mezzaluna fertile. Si avvicina molto al grano tenero, ha una spiga lunga e
sottile con spighette che si inseriscono ad ogni nodo dell'asse centrale. Ogni spighetta porta due o tre chicchi,
chiamati cariossidi. Come la segale, veniva coltivata per ricavarne paglia o per la copertura di capanne; con la
farina di spelta dal colore scuro si produceva il panpepato o anche il pane e la birra.

Tra le altre verdure ricordiamo la lattuga, il radicchio, i cavoli, le rape, la cicoriae, i cetrioli, le zucche, le carote, il
miglio, le fave, le cipolle, lo scalogno, il sedano, la malva, e inoltre viti, ulivi e castagne.

I dolci tipici consistevano in frutta fresca colta dagli alberi come mele, pere, ciliegie, pesche e fichi, oppure in frutta
secca cotta e condita col miele come marmellata. Anche la frutta secca come noci, nocciole, mandorle e castagne
era una presenza costante a tavola perché costituiva un importante apporto nutritivo alle diete povere dei contadini
umili. Le mandorle erano utilizzate per preparare dolci per i banchetti nuziali, mentre il loro latte serviva a cucinare
minestre e budini a base di orzo, fungendo da addensante naturale.

Nelle case agiate si gustava anche frutta importata come datteri e altre delizie orientali. Tra i dolci bisogna
menzionare i melatelli, simili al panforte senese, che erano focacce dolci a base di farina di frumento e frutta di
stagione, cotte a fuoco lento e ricoperte di miele.

Lo storico Paolo Diacono nella sua "Historia Langobardorum" ci riferisce un episodio relativo alla conquista di
Pavia da parte del Re Alboino. Il sovrano longobardo aveva ordinato la distruzione della città e l'uccisione di tutti gli
abitanti. Per dissuaderlo da questa terribile decisione, furono inviate ad Alboino dodici fanciulle, una delle quali
portava in dono un pane dolce a forma di colomba, preparato con farina, uova, mele e mandorle. Secondo questa
storia, Alboino rimase così colpito da questo dono che decise di risparmiare la città e di farne la capitale del suo
regno. Questo dolce fu poi adottato per celebrare la Pasqua cristiana in segno di pace.

Le ricette medievali includono:

1. Zuppa di cavolo: un piatto comune preparato con cavolo, finocchio, guanciale o altra carne salata, uova e
spezie, cotto e servito caldo.
2. Gnocchi medievali: preparati con formaggio morbido, tuorli d'uovo e farina, formati con due cucchiai e cotti in
acqua salata.
3. Pollo medievale: fatto con lardo, sovracosce di pollo disossate, cipolla, olio d'oliva, latte di mandorla, succo di
limone e spezie, rosolato e poi cotto con latte di mandorla e pepe.
Lezione 3.
Coloro che lavoravano nei campi, i contadini, rappresentavano la maggior parte della popolazione nel Medioevo
occidentale. Il duro lavoro nei campi, la vita regolata dal ritmo del sole, delle stagioni e del clima, e il continuo
contatto con la terra, hanno impresso una forma ai tratti essenziali della popolazione occidentale.

Alcune fonti letterarie francesi del 13° secolo dipingono il contadino come un uomo robusto, simile a un bestione
nero, con un volto sudato, occhi distanti, naso appiattito con narici rialzate fino alle orecchie e una grande bocca
rossa seminata di denti gialli.

Il progresso tecnico e i metodi di coltivazione hanno via via aumentato la produzione e il benessere. Ciò ha portato
all'incremento del consumo di carne, soprattutto di maiale e polli, e di conseguenza anche di uova. L'arredamento
delle case dei contadini era molto semplice, spesso si dormiva su paglia o su un materasso con o senza lenzuola,
con una coperta di lana o di pelle di montone.

Gli utensili da cucina erano semplici e includevano paioli, brocche e recipienti per bevande, cottura e
conservazione degli alimenti. La giornata lavorativa durava dall'alba al tramonto, e le giornate erano più corte
d'inverno, con la tendenza a ritirarsi a letto presto, protetti dal freddo con paglia e coperte.

Esistono molte rappresentazioni figurate che descrivono la vita dei contadini nei vari mesi dell'anno, grazie ai
calendari tramandati, ai medaglioni scolpiti, agli affreschi e ai disegni nelle vetrate.
A dicembre si ammazza il maiale
A gennaio ci si siede a tavola.
A febbraio un uomo incappucciato a tizza il fuoco.
A marzo si lavoraintorno ai ceppi di vite.
Ad aprile si inizia la caccia.
A maggio si continua la semina.
A giugno si impugna la falce o si Tosano le pecore
A luglio si tagliano le spighe.
Agosto si batte il grano.
A settembre si raccolgono i frutti mele e l'uva.
A ottobre ci si dedica al vino.
A novembre si Ara e si semina il grano.
Il Natale era la festa principale dell'anno, durante la quale si smetteva di lavorare per festeggiare con decorazioni,
regali, funzioni religiose, banchetti e intrattenimenti. Durante i pranzi di Natale, si mangiava carne, formaggio,
uova, torte e si beveva birra. Il primo gennaio era considerato importante poiché si credeva portasse fortuna, e si
dava importanza al primo visitatore dell'anno, che doveva avere determinate caratteristiche fisiche.

Le donne svolgevano ruoli importanti sia in città che in campagna, partecipando a varie attività commerciali, tessili
e agricole, contribuendo alla filatura della lana, della seta e del cotone, alla tessitura, alla confezione dei vestiti, alla
cura degli animali e alla produzione casalinga di birra.

Lezione 4
La riscoperta romantica del Medioevo.

Il Romanticismo del 1800 può essere riassunto, per quanto riguarda la produzione letteraria, in due termini:
immaginazione e fascinazione. Il primo si risolve in un grande impulso artistico nell'ambito musicale e pittorico,
mentre il secondo si manifesta nell'assoluto e misurato amore verso ciò che è originale, genuino e autentico,
lontano nel tempo.

Il Medioevo nel Romanticismo si caratterizza per la storicità. Nasce la filologia romanza grazie ai fratelli Schlegel, e
la storia dell'arte è intesa in senso moderno, non più solo come elenco di eventi, ma come critica artistica.

Con la riscoperta di tradizioni e culture, nasce una nuova disciplina: la linguistica storica. Tutto si rivolge al
passato; ogni attività volge lo sguardo all'indietro per trarre ispirazione per un futuro in cui possiamo mostrare
apertamente l'identità nazionale.

Le riscoperte dell'arte medievale assumono un'importanza elevata, soprattutto in Germania. Gli illuministi, prima di
loro, avevano rivolto lo sguardo al passato, ma a un passato classico pieno di armonia, privo di bruttezza e
rozzezza.

Durante il Romanticismo, il Medioevo diviene un'immagine prima che storica: mitica e fantastica dai contorni
indefiniti. Un altro aspetto romantico, ma insieme medievale, è la connotazione religiosa dell'arte. Questa ricorda
all'uomo la sua miseria e la sua finitezza, contrastando con la spinta romantica verso l'assoluto, verso Dio. La
cristianità diviene elemento unificante dell'Europa, come ricorda Novalis, pseudonimo di Friedrich Leopold
Hardenberg (1772-1801), poeta tedesco che fu allievo di Schiller e Fichte.

Nell'opera "La Cristianità, ovvero l'Europa", si insiste sul significato politico-religioso del Medioevo e su quello
artistico: una ricerca nostalgica di sé stessi e del proprio passato, inteso come spinta creativa verso il futuro.

Ecco una correzione dell'estratto:

La critica umanistica e romantica sull'età medievale.

L'umanesimo è un movimento letterario e filosofico che si sviluppa nel Quattrocento e torna a considerare l'uomo
al centro dell'interesse culturale. Riscopre i classici greci e latini, e il motto che più lo rappresenta è "Homo Faber",
ovvero l'uomo artefice del suo destino.

UMANESIMO
I concetti chiave dell'umanesimo sono:
1. Per l'uomo medievale, la vita spirituale è più importante di quella fisica. Per raggiungere la salvezza, si trascura
la vita terrena. Per l'uomo rinascimentale, la vita è fondata sull'equilibrio tra la vita fisica e quella spirituale,
concetto noto come "Humanitas".

2. Nel Medioevo, l'epoca è condizionata dalla Chiesa e dall'Impero, ed è considerata un'unità oscura. Nel
Rinascimento, c'è un grande sviluppo di arte e signorie, e la forza dell'uomo è vista nell'intelligenza.

3. Nel Medioevo, tutto ciò che bisogna sapere si trova nella Bibbia o negli scritti di Socrate. Gli umanisti e
rinascimentali seguono ancora la Bibbia, ma hanno una nuova interpretazione degli scritti sacri, considerando
l'uomo la creatura più intelligente, creata ad immagine e somiglianza di Dio.

4. L'uomo medievale accentua la fragilità umana e il continuo bisogno della grazia di Dio. L'uomo rinascimentale
guarda ai classici latini con emulazione. Gli antichi sono considerati fratelli, ma i moderni possono fare di meglio
partendo dalle stesse premesse, avendo quindi una visione più positiva del mondo.

5. La libertà dell'uomo medievale consiste nella possibilità di scegliere tra bene e male, mentre quella dell'uomo
rinascimentale è la possibilità di esplorare liberamente il mondo.

RICETTE
1. **Zuppa di cavolo:**
- Questa zuppa era un piatto comune nel Medioevo, preparato con ingredienti semplici e facilmente reperibili.
- Gli ingredienti includono cavolo tagliato a pezzi, finocchio, guanciale o altra carne salata, uova e una varietà di
spezie come zafferano, pepe nero, chiodi di garofano e noce moscata.
- Il cavolo, il finocchio e il guanciale vengono cotti in acqua per circa 40 minuti insieme al prezzemolo tritato.
- Dopo la cottura, si toglie la carne salata e si aggiungono allo zuppa lo zafferano e le spezie macinate.
- Le uova vengono sbattute e versate nella zuppa, mescolando per pochi secondi.
- La zuppa viene servita calda con fette di guanciale sopra.

2. **Gnocchi medievali:**
- Questi gnocchi erano una delizia semplice e gustosa preparata con formaggio morbido, tuorli d'uovo e farina.
- Il formaggio viene mescolato con i tuorli d'uovo e la farina fino a ottenere un impasto omogeneo.
- Con l'aiuto di due cucchiai, si formano piccole palline di impasto che vengono fatte cadere in acqua bollente
salata.
- Una volta cotti, gli gnocchi vengono serviti con il formaggio grattugiato sopra.

3. **Pollo medievale:**
- Questo piatto di pollo era un'opzione gustosa e ricca preparata con ingredienti come lardo, sovracosce di pollo
disossate, cipolla, latte di mandorla, succo di limone e spezie.
- Il lardo e la cipolla vengono tritati e fatti sciogliere in padella.
- Il pollo viene tagliato a pezzi e aggiunto al lardo e alla cipolla, quindi viene rosolato e condito con sale e pepe.
- Successivamente si aggiunge il latte di mandorla e si lascia cuocere per circa 5 minuti, completando con una
spruzzata di succo di limone.
- Il pollo viene servito caldo, immerso nella sua saporita salsa al latte di mandorla.

Queste ricette offrono uno spaccato interessante della cucina medievale, caratterizzata da ingredienti semplici, ma
combinati in modi creativi per creare piatti gustosi e soddisfacenti.

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