Ataulfo
Ataulfo
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Finì nelle mani dell’“odinico” Ataulfo, cognato di Alarico e sposato con una donna di
origine giudaica, il tesoro che il romanizzato capo dei Visigoti aveva sottratto ai forzieri di
Roma? E in quell’immane bottino (tonnellate di oro di argento, ufficialmente sparite nel
nulla) c’era anche il tesoro del Tempio di Gerusalemme, che l’ebreo Giuseppe Flavio
aveva ceduto a Vespasiano? E in cambio di cosa? Di un ruolo di leadership nell’impero
che, più tardi, sarebbe diventato cristiano per volere di Costantino e di Teodosio, a loro
volta imparentati con le “famiglie farisee” che avevano fondato a tavolino la nuova
religione basata sul peccato originale, quindi sul senso di colpa, a scopo di sottomissione.
Quello che pochi raccontano – rivela Nicola Bizzi – è la comune origine delle dinastie
reali europee: normanni e scandinavi, inglesi e russi, casati come gli Asburgo e i Lorena,
e prima ancora Merovingi e Carolingi. «Hanno retto il potere per secoli, vantando la loro
discendenza (vera o presunta) con la famiglia di Cristo. E questi signori sono al timone
ancora oggi».
«Cosa lega tanti personaggi che tuttora reggono le redini del pianeta? Sono poche
famiglie, sempre le stesse, da secoli. Sono unite da legami di sangue, ed esercitano il
potere sostenendo di discendere direttamente da Gesù Cristo, o comunque dalla stirpe
davidica. Ne emerge una realtà insospettabile, imbarazzante. Ne hanno trattato autori
come Diego Marin e Riccardo Tristano Tuis, cogliendo alcuni aspetti essenziali. E ne ha
parlato anche Paolo Rumor nel libro “L’altra Europa”, scritto con Giorgio Galli e Loris
Bagnara. Secondo un dossier rimasto segreto per decenni, un’unica entità di potere – la
Struttura – reggerebbe il mondo da qualcosa come 12.000 anni, attraverso imperi, Stati e
religioni. La data non è casuale: corrisponde alle recenti acquisizioni della geofisica,
secondo cui la Terra sarebbe stata sconvolta da una “pioggia cometaria” attorno al 10800
avanti Cristo; la seconda ondata, nel 9600, avrebbe provocato immani cataclismi e
l’innalzamento degli oceani di 150 metri, fino a ridisegnare la geografia terrestre.
L’importanza delle civiltà preesistenti viene regolarmente omessa, nella storiografia
ufficiale, ormai messa in crisi da scoperte archeologiche come quella di Göbekli Tepe, in
Turchia: un enorme complesso cerimoniale, prediliviano, interrato in prossimità della
catastrofe, il Grande Diluvio. E’ lecito supporre che fu proprio l’immane calamità a
spingere i pochissimi sopravvissuti a riunirsi: e i primi a farlo devono esser stati i Re-
Sacerdoti, depositari della vera conoscenza, ereditata dal sistema precedente. Da loro
sono convinto che derivi il ruolo delle fratellanze esoteriche, comprese quelle giunte fino
ai giorni nostri, tutte riconducibili alle antiche confraternite prediluviane. Un sapere da
mettere in cassaforte, all’ombra del potere che poi sarebbe stato esercitato da certe
grandi famiglie? Sempre le medesime, peraltro: e tutte convinte delle loro origini
giudaiche (vere o presunte). Ma quelle famiglie sono sempre state segretamente
contrastate, lungo i millenni, da altre famiglie, a loro volta provenienti da un’ascendenza
altrettanto antica: per esempio quella eleusina, cioè titanico-atlantidea.
Si tratta di famiglie rivali, rispetto a quelle al potere. Famiglie di cui nessuno parla mai.
Sono convinte di discendere dalle 8 tribù sacerdotali di Eleusi, che la tradizione descrive
come investite direttamente dalla dea Demetra, di origine titanica, comparsa a Eleusi (alle
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porte di Atene) nel 1216 avanti Cristo. Da lì sarebbero nate le origini di molte nobili
famiglie dell’aristocrazia europea, che hanno conteso il potere (e continuano a farlo
tutt’oggi) alle linee di sangue dominanti. Intendiamoci: non si capisce una cosa se non si
conosce l’altra, visto che si tratta di due aspetti complementari. Certo, gli antagonisti
vengono regolarmente oscurati: perché considerati molto scomodi. Ma, tralasciando per il
momento Eleusi e quindi la filiera antagonista, rispetto alle famiglie al potere negli ultimi
due millenni, è proprio di quelle che parla Diego Marin in libri come “Il segreto degli
illuminati” e “Il sangue degli illuminati”. Sintetizzando molto, il ricercatore cita le famiglie
Odiniche, Olvunghe, Pseudo-Despósine, Farisaiche, Machiriche e Chionite. In altre
parole: tutti i regnanti europei saliti al trono dalla fine dell’Impero Romano a oggi, più le
famiglie di potere collaterali che hanno nominato Papi e cardinali, tenendo le redini
economico-politiche di tutte le nazioni europee.
Le Famiglie Farisaiche, in particolare, sarebbero originarie dell’area siro-palestinese
(Giudea, Galilea): un ceppo arrivò a Roma al tempo delle guerre giudaiche, sotto Nerone.
Le Famiglie Odiniche – in parte, secondo una loro diramazione – sarebbero riconducibili
al sacerdozio del dio nordico Odino; una linea parallela le collegherebbe anche al Vicino
Oriente: sta lì, infatti, la chiave di comprensione della maggior parte del problema. Erano
“odinici” i Visigoti, e anche gli anglosassoni (di cui non c’è bisogno di sottolineare
l’importanza). In maniera un po’ mitologica, gli alberi genealogici “odinici” vengono fatti
convergere su un certo Rohes, che alcuni testi identificano come un Re-Sacerdote di
Odino che sarebbe vissuto in Danimarca nel IV secolo dopo Cristo. All’epoca l’Impero
Romano era in crisi terminale, tra le feroci persecuzioni che i cristiani infliggevano ai
seguaci degli altri culti. Rohes era il padre di Cattarico, a sua volta padre del condottiero
Marcomero.
Attenzione al ramo femminile: la compagna di Marcomero sarebbe stata Frothmund, figlia
di Fridholin. E soprattutto: Frothmund sarebbe stata discendente di quel pesonaggio
passato alla storia come Giacomo il Giusto, fratello di Gesù Cristo. Vero o no? Questo è
relativo: perché, proprio fregiandosi di questa genealogia (vera o presunta), queste
famiglie – poi convertitesi formalmente al cristianesimo – hanno esercitato il loro dominio.
Della storicità di Cristo parlano alcune pagine di Giuseppe Flavio, ma probabilmente sono
interpolazioni, semplici aggiunte operate da monaci cristiani nel V-VI secolo per tentare di
dimostrare la consistenza storica di una figura che, se è esistita, era probabilmente molto
diversa da come è poi stata presentata dalla religione costruita a tavolino da personaggi
come San Paolo, Giuseppe Flavio e il filosofo Seneca. Quello che conta è che quelle
famiglie dominanti hanno costruito il loro potere sulla presunta discendenza dalla famiglia
del Cristo o dalla Stirpe di Davide.
C’è poi un altro ramo: Diego Marin le chiama Famiglie Olvunghe (a cui avrebbe
appartenuto, per esempio, Guglielmo il Conquistatore). Sarebbero una diramazione delle
Famiglie Odiniche, fiorita quando si proclamò Re dei Visigoti il celebre Ataulfo
(letteralmente “Nobile Lupo”: proveniva da un clan totemico). Ataulfo originario delle
steppe degli Unni. Era cognato di quel criminale di Alarico, autore del sacco di Roma e
dalla distruzione di Eleusi. Proprio in Alarico sta la chiave del potere di certe famiglie,
assimilate agli Olvunghi di Ataulfo. Di nuovo, attenzione al ramo femminile: la moglie di
Ataulfo, Maria degli Elkasaiti, vantava una discendenza diretta dalla casa reale di David
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(Giudea). Secondo l’umanista Giusto Giuseppe Scaligero (visstito nel 5-600), gli Elkasaiti
non sarebbero altro che i discendenti diretti di Cristo e della Maddalena.
Su questo mito della discendenza di Cristo e della Maddalena (non vedo come altrimenti
classificarlo) si è fondata buona parte della storia medievale europea. Da lì nacquero
importantissimi ordini religiosi. In parte vi affondava anche l’ideologia dei Catari. Su quel
mito nacquero gli stessi Templari. E nasce il cristianesimo “giovannita”, a lungo
contrapposto al cristianesimo “paolino” (romano, vaticano). Sempre su questo mito sono
state combattute le peggiori guerre, sia visibili – fra eserciti – sia sotterranee, clandestine,
fra ordini iniziatici, che non hanno certo fatto meno vittime delle prime. Ora, gli Elkasaiti
vengono chiamati anche Despósini: a farlo è lo stesso storico Sesto Giulio Africano. Per
intenderci: sono i personaggi della storia narrataci da Dan Brown nei suoi romanzi.
Cristo e la Maddalena? Lo sbarco in Provenza è solo leggendario, senza nessuna prova
a supporto. Ma il mito interseca anche la figura della dea Iside: le tante Madonne nere
presenti in Francia sono riconducibili a un antico culto isiaco, anche se ufficialmente
vengono ricondotte alla Maddalena. Maria di Magdala, peraltro, doveva essere una
sacerdotessa di alto rango, appartenente a una nobile famiglia, forse di sangue
addirittura regale. In ogni caso, per secoli, in Europa il potere politico, militare ed
economico è stato fondato proprio sulla presunta discendenza dalla linea di sangue del
Cristo, che sarebbe sbarcata in Europa attraverso il sud della Francia. Nella realtà,
invece, il cristianesimo divenne addirittura obbligatorio nel 380, con l’Editto di Tessalonica
firmato da Teodosio: la più grande aberrazione giudirica che la storia ricordi, visto che
l’85% della popolazione non era cristiana e, da un giorno all’altro, di vide privare di ogni
diritto civile, se non si fosse forzatamentre convertita.
Teodosio – ancora oggi incredibilmente celebrato come “il Grande” – fece uccidere
decine di migliaia di persone. Il suo editto fu emanato proprio a Salonicco (Tessalonica),
città che non lo amava affatto. L’imperatore offrì alla popolazione giochi circensi, poi fece
circondare l’area dai soldati e fece e sterminare tutti gli spettatori. L’altro spietato
devastatore dell’epoca, Alarico, era in combutta coi vescovi e al soldo di Teodosio. Compì
il famoso sacco di Roma: dai forzieri dell’impero fece sparire tonnellate d’oro e centinaia
di tonnellate d’argento (incluso probabilmente il tesoro del Tempio di Gerusalemme,
quello che era stato sottratto da Vespasiano). Secondo la leggenda Alarico poi puntò
verso il Nordafrica, ma in Calabria (nei pressi di Cosenza) fu colpito da febbri, forse
malariche, e morì. Ufficialmente, quell’immenso tesoro non è mai più stato trovato.
Ebbene: proprio questa storia poi si interseca con quella dei Templari. O meglio: con la
storia di alcuni monaci calabresi (di un monastero nei pressi della presunta sepoltura di
Alarico) che sarebbero stati all’origine della vera fondazione dei Templari.
Le tracce di quelle strane presenze (i Visigoti e le donne di origine palestinese) non si
esaurisce certo in Calabria, e neppure con la moglie di Ataulfo, di nascita giudaica. Nel VI
secolo, con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, l’ascendenza davidica viene
utilizzata – sempre per legittimare il potere dalla principessa danese Burghilde e dal
sovrano burgundo Sigismondo, trisnipote di Ataulfo. Da quel matrimonio scaturisce una
geneaologia sbalorditiva, nell’arco di appena 5 secoli, che include tutte le famiglie reali
dei maggiori paesi europei: Danimarca, Norvegia, Svezia, Russia, Inghilterra, Normandia
e Italia meridionale. Tutte famiglie di origine normanna, che si glorificano della diretta
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discendenza da questa stirpe, la quale – a sua volta – si fregiava di una sua ipotetica
discendenza dalla presunta linea di sangue del Cristo.
I Normanni regnarono su Sicilia, Campania e Calabria. In Scandinavia le dinastie reali
sono ancora lì: sempre gli stessi. In Russia il potere della famiglia imperiale è stato
interrotto dalla Rivoluzione d’Ottobre, ma in realtà prosegue sotto altre forme, con i suoi
eredi. Poi c’è quella che, per secoli, è stata la stirpe regnante sul trono inglese. E oltre
alle Famiglie Olvunghe (o Despósine), emerge un sottogruppo altrettanto importante: le
famiglie che vengono definite pseudo-Despósine: cioè i Merovingi, a lungo regnanti in
Francia (poi sostituiti dai Carolingi, loro maggiordomi di palazzo), nonché potentati di
rango continentale come quelli degli Asburgo e dei Lorena, e i loro rami colletareli, alcuni
dei quali divenuti potentissimi nel Rinascimento.
Tutte famiglie, quelle, ricondotte alla figura di Meroveo, terzo re dei Franchi (popolo di
ceppo germanico), poi inglobati e federati all’ecumene di Roma. I Merovingi avevano
sempre vantato la loro discendenza diretta da Cristo, quindi dalla casa reale di Davide: si
consideravano della stessa stirpe di sangue. Il capostipite Meroveo aveva sangue
romano, perché suo padre era il senatore noto come Quintus Tarus. Ma pare che Quintus
Tarus fosse un giudeo: vantava una vera e propria discendenza da Giuda di Gamala, che
secondo le Scritture era il prozio del Cristo, nonché fratello di Giacobbe (il padre di
Giuseppe il carpentiere, quello che la tradizione indica come il padre putativo di Gesù).
Nel 6-7 dopo Cristo, proprio Giuda di Gamala aveva organizzato a più riprese imponenti
rivolte anti-romane. Lo stesso Giuseppe non era “falegname”: se è esistito era
probabilmente un costruttore, detentore di segrete conoscenze costruttorie, muratorie: e
su questa presunta discendenza alcune fratellanze iniziatiche hanno fondato il loro
potere.
La stessa famiglia di Giuseppe, quindi, a sua volta viene fatta discendere dalla casa reale
di Giudea. E tutte le famiglie, anche quelle poi chiamate Olvunghe-Despósine (più le
pseudo-Despósine, più quella di Guisa) si sono sempre richiamate, nella loro mitologia
familiare, alla Stirpe di David, linea di sangue che riconduce al mitico Re David. E’ vero,
tutto questo? Non è vero? Poco importa: quel che conta è che ci credono. E in nome di
questa convinzione hanno sempre dominato il mondo allora conosciuto, cioè l’Europa, e
continuano tuttora a farlo. Poi ci sono altri ceppi, ad esse intersecati: per esempio le
Famiglie Farisaiche. Il loro arrivo in Europa risale a Giuseppe Flavio, nato Josef Ben
Matityahu. Era un sacerdote ebraico di altissimo rango, nomché comandante militare
nelle guerre giudaiche scatenate da Nerone per tentare di sedare le continue sommosse
in Palestina. Nerone si illudeva di risolvere la cosa in pochi anni, coi soldati: invece venne
ucciso nell’ambito di congiure relative a quelle guerre, poi vinte da un generale, Tito
Flavio Vespasiano, futuro imperatore (appartenente alla Gens Flavia).
Alla fine, Vespasiano riuscì a conquistare Gerusalemme, distruggendo il Tempio e
portandone il tesoro a Roma. In una delle ultime roccaforti ebraiche resisteva Josef Ben
Matityahu (non ancora ribattezzato Giuseppe Flavio), che chiese di conferire a porte
chiuse con il generale Tito-Vespasiano. Giuseppe Flavio si arrese a Roma e venne
inspiegabilmente adottato dalla Gens Flavia: venne adottato da Vespasiano come un
figlio. In cambio di cosa? Di un enorme quantitativo di oro, probabolmente una parte del
tesoro di Gerusalemme (messa in salvo da alcuni sacerdoti prima dell’irruzione dei
romani). A Vespasiano, l’oro interessava per comprarsi l’elezione a imperatore: si trattava
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di ottenere non solo i favori delle legioni, ma anche quello del Senato, che avrebbe
legittimato il suo avvento al soglio imperiale. Così, insieme a Giuseppe Flavio arrivarono
a Roma altre famiglie sacerdotali, sempre provenienti dalla Giudea.
Questi leader ebraici facevano parte dell’accordo: non solo si garantirono la salvezza (dal
carcere, dalla crocifissione), ma si guadagnarono anche la fiducia della casa imperiale,
l’adozione da parte del casato dei Flavii e la concessione di grandi ricchezze (ville,
enormi poderi). Ebbero anche una discendenza: assunsero nomi romani, da cui poi
discesero personaggi come Costantino e Teodosio. Si erano fatti adottare con una
precisa missione politica: mettere le mani sull’Impero Romano. E lo hanno fatto. Come?
Creando a tavolino la nuova religione. Lo fecero con la complicità di una rete molto
estesa, che poi si riconduce alla Struttura citata da Paolo Rumor. Diego Marin riporta per
esteso la lista completa dei documenti di Rumor. E dimostra che il personaggio che i testi
storici identificano come il padre di Paolo di Tarso è indicato come appartenente alla
Struttura.
Cittadino romano di religione ebraica, proveniente da Tarsus in Cilicia (Anatolia), poi
convertitosi ufficialmente al cristianesimo, Paolo creò quello che poi divenne il
cristianesimo politico. Era molto diverso dal cristianesimo delle origini, giovannita, che si
riconduce al Catari, ai Templari, a quelle linee di sangue. Ebbene, le Famiglie Farisaiche
svilupparono proprio il cristianesimo “paolino”. Si badi: Paolo agiva in sintonia con
Giuseppe Flavio. Quando Paolo (vero nome, Saulo) venne arrestato dai romani, chiese di
essere processato a Roma: gli spettava di diritto, essendo cittadino imperiale. Così,
chiese udienza all’imperatore. Giuseppe Flavio (che era già stato adottato, ma in quel
momento si trovava in Palestina) tornò immediatamente a Roma per perorare la causa
dell’amico Paolo di Tarso. E ruscì a farlo liberare, prosciolto da ogni accusa.
Paolo era anche in combutta con il filosofo Seneca: tra i due esiste un carteggio, che
incredibilmente gli storici considerano apocrifo. Dimostra come Seneca e Paolo fossero in
piena sintonia, da anni, per pianificare una religione finalizzata al dominio delle masse,
quindi fondata sul peccato originale (dunque sull’asservimento, sul senso di colpa). Di
fatto, la nuova religione ha decretato la fine dell’Impero Romano d’Occidente e il
controllo, per un altro millennio, del Medio Oriente. E’ il vettore che ha portato
all’affermazione diretta delle linee di sangue che discendono dai Flavii. Gli stessi
Carolingi, regnanti dopo la morte di Dagoberto II, ultimo dei Merovingi, vengono ricondotti
alle Famiglie Farisaiche, discendenti di quel ramo della Gens Flavia originato da
Giuseppe Flavio. Infine, si segnalano le Famiglie Machiriche e Chionite, da cui
discendono direttamente i Rockefeller e i Rothschild. In sostanza: tutto il potere al
comando in Europa, dall’Impero Romano fino ad oggi, è basato su un esiguo ceppo di
famiglie che hanno sempre vantato una discendenza diretta dalla ipotetica linea di
sangue del Cristo o comunque dalla stirpe reale di Davide.
(Nicola Bizzi, estratti dalla trasmissione “Il Sentiero di Atlantide”, dal 5 settembre 2021
disponibile sul canale YouTube “Facciamo Finta Che”, di Gianluca Lamberti).
Finì nelle mani dell’“odinico” Ataulfo, cognato di Alarico e sposato con una donna di
origine giudaica, il tesoro che il romanizzato capo dei Visigoti aveva sottratto ai forzieri di
Roma? E in quell’immane bottino (tonnellate di oro di argento, ufficialmente sparite nel
nulla) c’era anche il tesoro del Tempio di Gerusalemme, che l’ebreo Giuseppe Flavio
aveva ceduto a Vespasiano? E in cambio di cosa? Di un ruolo di leadership nell’impero
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che, più tardi, sarebbe diventato cristiano per volere di Costantino e di Teodosio, a loro
volta imparentati con le “famiglie farisee” che avevano fondato a tavolino la nuova
religione basata sul peccato originale, quindi sul senso di colpa, a scopo di sottomissione.
Quello che pochi raccontano – rivela Nicola Bizzi – è la comune origine delle dinastie
reali europee: normanni e scandinavi, inglesi e russi, casati come gli Asburgo e i Lorena,
e prima ancora Merovingi e Carolingi. «Hanno retto il potere per secoli, vantando la loro
discendenza (vera o presunta) con la famiglia di Cristo. E questi signori sono al timone
ancora oggi».
«Cosa lega tanti personaggi che tuttora reggono le redini del pianeta? Sono poche
famiglie, sempre le stesse, da secoli. Sono unite da legami di sangue, ed esercitano il
potere sostenendo di discendere direttamente da Gesù Cristo, o comunque dalla stirpe
davidica. Ne emerge una realtà insospettabile, imbarazzante. Ne hanno trattato autori
come Diego Marin e Riccardo Tristano Tuis, cogliendo alcuni aspetti essenziali. E ne ha
parlato anche Paolo Rumor nel libro “L’altra Europa”, scritto con Giorgio Galli e Loris
Bagnara. Secondo un dossier rimasto segreto per decenni, un’unica entità di potere – la
Struttura – reggerebbe il mondo da qualcosa come 12.000 anni, attraverso imperi, Stati e
religioni. La data non è casuale: corrisponde alle recenti acquisizioni della geofisica,
secondo cui la Terra sarebbe stata sconvolta da una “pioggia cometaria” attorno al 10800
avanti Cristo; la seconda ondata, nel 9600, avrebbe provocato immani cataclismi e
l’innalzamento degli oceani di 150 metri, fino a ridisegnare la geografia terrestre.
Si tratta di famiglie rivali, rispetto a quelle al potere. Famiglie di cui nessuno parla mai.
Sono convinte di discendere dalle 8 tribù sacerdotali di Eleusi, che la tradizione descrive
come investite direttamente dalla dea Demetra, di origine titanica, comparsa a Eleusi (alle
porte di Atene) nel 1216 avanti Cristo. Da lì sarebbero nate le origini di molte nobili
famiglie dell’aristocrazia europea, che hanno conteso il potere (e continuano a farlo
tutt’oggi) alle linee di sangue dominanti. Intendiamoci: non si capisce una cosa se non si
conosce l’altra, visto che si tratta di due aspetti complementari. Certo, gli antagonisti
vengono regolarmente oscurati: perché considerati molto scomodi. Ma, tralasciando per il
momento Eleusi e quindi la filiera antagonista, rispetto alle famiglie al potere negli ultimi
due millenni, è proprio di quelle che parla Diego Marin in libri come “Il segreto degli
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illuminati” e “Il sangue degli illuminati”. Sintetizzando molto, il ricercatore cita le famiglie
Odiniche, Olvunghe, Pseudo-Despósine, Farisaiche, Machiriche e Chionite. In altre
parole: tutti i regnanti europei saliti al trono dalla fine dell’Impero Romano a oggi, più le
famiglie di potere collaterali che hanno nominato Papi e cardinali, tenendo le redini
economico-politiche di tutte le nazioni europee.
C’è poi un altro ramo: Diego Marin le chiama Famiglie Olvunghe (a cui avrebbe
appartenuto, per esempio, Guglielmo il Conquistatore). Sarebbero una diramazione delle
Famiglie Odiniche, fiorita quando si proclamò Re dei Visigoti il celebre Ataulfo
(letteralmente “Nobile Lupo”: proveniva da un clan totemico). Ataulfo originario delle
steppe degli Unni. Era cognato di quel criminale di Alarico, autore del sacco di Roma e
dalla distruzione di Eleusi. Proprio in Alarico sta la chiave del potere di certe famiglie,
assimilate agli Olvunghi di Ataulfo. Di nuovo, attenzione al ramo femminile: la moglie di
Ataulfo, Maria degli Elkasaiti, vantava una discendenza diretta dalla casa reale di David
(Giudea). Secondo l’umanista Giusto Giuseppe Scaligero (vissuto nel 5-’600), gli Elkasaiti
non sarebbero altro che i discendenti diretti di Cristo e della Maddalena.
Su questo mito della discendenza di Cristo e della Maddalena (non vedo come altrimenti
classificarlo) si è fondata buona parte della storia medievale europea. Da lì nacquero
importantissimi ordini religiosi. In parte vi affondava anche l’ideologia dei Catari. Su quel
mito nacquero gli stessi Templari. E nasce il cristianesimo “giovannita”, a lungo
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contrapposto al cristianesimo “paolino” (romano, vaticano). Sempre su questo mito sono
state combattute le peggiori guerre, sia visibili – fra eserciti – sia sotterranee, clandestine,
fra ordini iniziatici, che non hanno certo fatto meno vittime delle prime. Ora, gli Elkasaiti
vengono chiamati anche Despósini: a farlo è lo stesso storico Sesto Giulio Africano. Per
intenderci: sono i personaggi della storia narrataci da Dan Brown nei suoi romanzi.
Teodosio – ancora oggi incredibilmente celebrato come “il Grande” – fece uccidere
decine di migliaia di persone. Il suo editto fu emanato proprio a Salonicco (Tessalonica),
città che non lo amava affatto. L’imperatore offrì alla popolazione giochi circensi, poi fece
circondare l’area dai soldati e fece e sterminare tutti gli spettatori. L’altro spietato
devastatore dell’epoca, Alarico, era in combutta coi vescovi e al soldo di Teodosio. Compì
il famoso sacco di Roma: dai forzieri dell’impero fece sparire tonnellate d’oro e centinaia
di tonnellate d’argento (incluso probabilmente il tesoro del Tempio di Gerusalemme,
quello che era stato sottratto da Vespasiano). Secondo la leggenda Alarico poi puntò
verso il Nordafrica, ma in Calabria (nei pressi di Cosenza) fu colpito da febbri, forse
malariche, e morì. Ufficialmente, quell’immenso tesoro non è mai più stato trovato.
Ebbene: proprio questa storia poi si interseca con quella dei Templari. O meglio: con la
storia di alcuni monaci calabresi (di un monastero nei pressi della presunta sepoltura di
Alarico) che sarebbero stati all’origine della vera fondazione dei Templari.
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eredi. Poi c’è quella che, per secoli, è stata la stirpe regnante sul trono inglese. E oltre
alle Famiglie Olvunghe (o Despósine), emerge un sottogruppo altrettanto importante: le
famiglie che vengono definite pseudo-Despósine: cioè i Merovingi, a lungo regnanti in
Francia (poi sostituiti dai Carolingi, loro maggiordomi di palazzo), nonché potentati di
rango continentale come quelli degli Asburgo e dei Lorena, e i loro rami collatarali, alcuni
dei quali divenuti potentissimi nel Rinascimento.
Tutte famiglie, quelle, ricondotte alla figura di Meroveo, terzo re dei Franchi (popolo di
ceppo germanico), poi inglobati e federati all’ecumene di Roma. I Merovingi avevano
sempre vantato la loro discendenza diretta da Cristo, quindi dalla casa reale di Davide: si
consideravano della stessa stirpe di sangue. Il capostipite Meroveo aveva sangue
romano, perché suo padre era il senatore noto come Quintus Tarus. Ma pare che Quintus
Tarus fosse un giudeo: vantava una vera e propria discendenza da Giuda di Gamala, che
secondo le Scritture era il prozio del Cristo, nonché fratello di Giacobbe (il padre di
Giuseppe il carpentiere, quello che la tradizione indica come il padre putativo di Gesù).
Nel 6-7 dopo Cristo, proprio Giuda di Gamala aveva organizzato a più riprese imponenti
rivolte anti-romane. Lo stesso Giuseppe non era “falegname”: se è esistito era
probabilmente un costruttore, detentore di segrete conoscenze costruttorie, muratorie: e
su questa presunta discendenza alcune fratellanze iniziatiche hanno fondato il loro
potere.
La stessa famiglia di Giuseppe, quindi, a sua volta viene fatta discendere dalla casa reale
di Giudea. E tutte le famiglie, anche quelle poi chiamate Olvunghe-Despósine (più le
pseudo-Despósine, più quella di Guisa) si sono sempre richiamate, nella loro mitologia
familiare, alla Stirpe di David, linea di sangue che riconduce al mitico Re David. E’ vero,
tutto questo? Non è vero? Poco importa: quel che conta è che ci credono. E in nome di
questa convinzione hanno sempre dominato il mondo allora conosciuto, cioè l’Europa, e
continuano tuttora a farlo. Poi ci sono altri ceppi, ad esse intersecati: per esempio le
Famiglie Farisaiche. Il loro arrivo in Europa risale a Giuseppe Flavio, nato Josef Ben
Matityahu. Era un sacerdote ebraico di altissimo rango, nonché comandante militare nelle
guerre giudaiche scatenate da Nerone per tentare di sedare le continue sommosse in
Palestina. Nerone si illudeva di risolvere la cosa in pochi anni, coi soldati: invece venne
ucciso nell’ambito di congiure relative a quelle guerre, poi vinte da un generale, Tito
Flavio Vespasiano, futuro imperatore (appartenente alla Gens Flavia).
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Questi leader ebraici facevano parte dell’accordo: non solo si garantirono la salvezza (dal
carcere, dalla crocifissione), ma si guadagnarono anche la fiducia della casa imperiale,
l’adozione da parte del casato dei Flavii e la concessione di grandi ricchezze (ville,
enormi poderi). Ebbero anche una discendenza: assunsero nomi romani, da cui poi
discesero personaggi come Costantino e Teodosio. Si erano fatti adottare con una
precisa missione politica: mettere le mani sull’Impero Romano. E lo hanno fatto. Come?
Creando a tavolino la nuova religione. Lo fecero con la complicità di una rete molto
estesa, che poi si riconduce alla Struttura citata da Paolo Rumor. Diego Marin riporta per
esteso la lista completa dei documenti di Rumor. E dimostra che il personaggio che i testi
storici identificano come il padre di Paolo di Tarso è indicato come appartenente alla
Struttura.
Paolo era anche in combutta con il filosofo Seneca: tra i due esiste un carteggio, che
incredibilmente gli storici considerano apocrifo. Dimostra come Seneca e Paolo fossero in
piena sintonia, da anni, per pianificare una religione finalizzata al dominio delle masse,
quindi fondata sul peccato originale (dunque sull’asservimento, sul senso di colpa). Di
fatto, la nuova religione ha decretato la fine dell’Impero Romano d’Occidente e il
controllo, per un altro millennio, del Medio Oriente. E’ il vettore che ha portato
all’affermazione diretta delle linee di sangue che discendono dai Flavii. Gli stessi
Carolingi, regnanti dopo la morte di Dagoberto II, ultimo dei Merovingi, vengono ricondotti
alle Famiglie Farisaiche, discendenti di quel ramo della Gens Flavia originato da
Giuseppe Flavio. Infine, si segnalano le Famiglie Machiriche e Chionite, da cui
discendono direttamente i Rockefeller e i Rothschild. In sostanza: tutto il potere al
comando in Europa, dall’Impero Romano fino ad oggi, è basato su un esiguo ceppo di
famiglie che hanno sempre vantato una discendenza diretta dalla ipotetica linea di
sangue del Cristo o comunque dalla stirpe reale di Davide».
(Nicola Bizzi, estratti dalla trasmissione “Il Sentiero di Atlantide”, dal 5 settembre 2021
disponibile sul canale YouTube “Facciamo Finta Che”, di Gianluca Lamberti).
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