GLI AFIDI
AFIDI DELL’ACERO
?? PERIPHYLLUS ACERICOLA (Walker) Classe: INSETTI
?? PERIPHYLLUS sp. Ordine: RINCOTI
Famiglia: CAITOFORIDI
Piante Ospiti: Acero, Frassino
Identificazione e danno: I Periphyllus sono dei piccoli Afidi giallastri o verdastri, nelle forme estive; le fondatrici
primaverili sono, invece, brunastre. Questi Afidi vivono in colonie sotto le foglie e sui germogli degli Aceri, provo-
candone un arresto di sviluppo ed una leggera deformazione.
Inoltre le colonie producono un'abbondante melata che imbratta la vegetazione ed il sottochioma con le conseguen-
ze dirette ed indirette che questo comporta. Infatti la melata provoca asfissia alle foglie e favorisce l'instaurarsi del-
le fumaggini che aggravano ulteriormente il danno; infine, nei parchi, nei giardini e nei viali, l'abbondante melata
provoca inconvenienti nell'utilizzazione degli arredi urbani di questi
luoghi (panchine, parcheggi ecc.).
Ciclo biologico: I Periphyllus svernano allo stadio di uovo, sui rametti.
In primavera, anche molto presto per alcune specie, nascono le fonda-
trici partenogenetiche che originano una serie di generazioni per tutto
il periodo primaverile - estivo.
Lotta : La lotta contro questi Afidi e di tipo chimico; essa può essere
eseguita solo in casi di forti infestazioni e dopo aver valutato la specie
dell'Acero, la sua dimensione la sua ubicazione e l'eventuale presenza di
nemici naturali. In ogni caso, se esistono le condizioni di infestazione e
tecniche che giustificano gli interventi, si devono utilizzare prodotti aficidi specifici, come Pirimicarb e Etiofencarb,
relativamente selettivi e poco tossici per la biocenosi utile, oppure insetticidi generali come Amitraz, Diazinone, I-
midacloprid, Fenitrotion, Piretroidi, ecc. L'intervento deve essere eseguito il più anticipatamente possibile, quando
gli insetti utili non sono ancora massicciamente presenti sulle piante.
AFIDE LANUGINOSO DEL FAGGIO
?? PHILLAPHIS FAGI Classe: INSETTI
Ordine: RINCOTI
Famiglia: CALLAFIDIDI
Piante Ospiti: Faggio
Identificazione e danno: Il Phyllaphis fagi è un piccolo Afide (2-3 mm di lunghezza) di colore verdastro; vive in Le
foglie, ma soprattutto I germogli colpiti, si atrofizzano in modo caratteristico: nelle foglie la lamina fogliare si di-
stende in modo irregolare e si accartoccia verso la pagina inferiore; nei germogli l’accartocciamento si ha verso il
basso.
Le colonie, soprattutto nella pagina fogliare inferiore (ma anche su quel-
la superiore),lungo la nervatura principale e sul picciolo. Le colonie sono
molto evidenti in quanto si ricoprono di una tipica e vistosa secrezione
cerosa, bianca, di aspetto lanoso che ricopre tutta la pagina fogliare in-
festata. Inoltre questo Afide produce un'abbondante quantita di melata
che imbratta le foglie e, in particolare, i giovani germogli; questi sono i
piu infestati, con conseguenti, infatti sono molto colpite le varietà orna-
mentali come Fagus purpurea e Fagus tricolor.
Il danno e prevalentemente di tipo estetico, per l'abbondante melata che
imbratta la vegetazione, per il disagio che arreca agli arredi dei sottochioma, nei giardini e nei parchi, e per l'effet-
to d'insieme che la chioma, piu spoglia, offre; infatti le piante colpite sono defogliate in punta ed evidenziano una
vegetazione stentata. Nelle giovani piante in vivaio questi danni possono assumere un'importanza tale da rovinare la
simmetria delle chiome e da compromettere lo sviluppo della futura pianta.
Ciclo biologico: Il Phyllaphis fagi è un Afide monoico che inizia la sua infestazione alla ripresa vegetativa, fine apri-
le-maggio, con un picco di infestazione alla fine della primavera, in maggio-giugno. Normalmente compie un numero
vario di generazioni e sverna allo stato di uovo.
Lotta : La lotta contro questo Afide e di tipo chimico. La lotta si esegue prevalentemente nei vivai, alla comparsa
delle prime infestazioni, prima della massiccia produzione di melata e delle secrezioni di cera che proteggono il fi-
tofago. I prodotti da utilizzare sono degli aficidi specifici, come Etiofencarb, Pirimicarb, oppure dei Piretroidi, dei
Fosforganici o I'lmidacloprid.
AFIDI GALLIGENI DELL’OLMO
?? Tetraneura ulmi (L) Classe: INSETTI
?? Eriosoma lanuginosum (Hartig) Ordine: RINCOTI
Famiglia: PEMFIGIDI
Piante Ospiti: Olmo, Rosacee coltivate ed ornamentali
Identificazione e danno: Questi due Afidi sono abbastanza comuni, tuttavia sono poco pericolosi. La loro presenza
si evidenzia con la comparsa delle caratteristiche galle fogliari, prodotte dai tessuti fogliari in reazione alle punture
delle femmine; queste iniettano saliva contenete sostanze stimolanti l’ipertrofia dei tessuti. All'interno delle galle
gli Afidi compiono il loro ciclo di sviluppo. I.e galle prodotte da Eriosoma sono più voluminose, tondeggianti e di a-
spetto carnoso; presentano un colore giallo -verdastro, nella parte ba-
sale, con sfumature rossastre nella parte superiore. Le galle prodotte
da Tetraneura sono piccole, affusolate o globose (sembrano dei cor-
netti), presentano un colo- re verdastro o giallastro a seconda dello
stadio di formazione. II danno, come gia accennato, non è molto gra-
ve; solo negli esemplari ornamentali si può avere un danno estetico.
Ciclo biologico: questi sono Afidi dioici; essi svernano come uovo negli
anfratti della scorza. Sull'Olmo svolgono una o poche generazioni all' i-
nizio della primavera; successivamente, all'inizio dell'estate, migrano
ugli ospiti secondari. L'Eriosoma ha come ospite secondario il Pero ed
altre Rosacee arboree ed arbustive. La Tetraneura ha come ospiti se-
condari alcune Graminacee spontanee. In entrambi i casi le generazioni sugli ospiti secondari vengono svolte sulle
radici.
Lotta : La lotta contro questi Afidi non e quasi mai giustificata, per i danni relativi che causano. In vivaio ed in casi
particolari ( esemplari ornamentali dei tessuti. di grande interesse), in presenza di una forte infestazione, può esse-
re utile un trattamento, alla ripresa vegetativa, con aficidi specifici come: Pirimicarb, Etiofencarb.
AFIDI DEL CEDRO E DEL CIPRESSO
?? Cinara cedri Mimeur Classe: INSETTI
?? Cedrobium laportei Remandere Ordine: RINCOTI
?? Cinara cipressi (Buckton) Famiglia: LACNIDI
Piante Ospiti: Cedri, Cipressi, Thuje; Ginepri ed altre
Identificazione e danno: Queste tre specie sono Afidi (2-4 mm di lunghezza) di colore grigio-verdastro o verde-
brunastro che vivono in colonie sui giovani germogli; le colonie si formano lungo l’asse del germoglio, disposte a ma-
nicotto. Le colonie di Afidi possono anche rivestire a manicotto gli organi legnosi interni della chioma. Il danno è
provocato dalle punture di nutrizione sui germogli che producono delle necrosi, più o meno estese, con conseguente
arrossamento, necrosi e disseccamento delle foglie. In caso di attacchi gravi si può avere anche una parziale defo-
gliazione. Questi Afidi possono attaccare anche organi legnosi di dimensioni maggiori, provocando gli stessi danni.
Inoltre l’abbondante produzione di melata imbratta la vegetazione, accentua la ne-
crosi, determina asfissia e favorisce l’instaurarsi delle fumaggini; la melata infine de-
termina disagio nella fruizione dei sottochioma, nei parchi e nei giardini, come più
volte già accennato. Cinara Cipressi, inoltre sembra che svolga un ruolo attivo nella
trasmissione e nella diffusione del Cancro del Cipresso. Le piante colpite, a parte i
danni di natura estetica, sono soggette a deperimento progressivo, specialmente se gli
attacchi sono massicci e ripetuti negli anni, divenendo più ricettive alle infezioni di
patogeni secondari o all’aggressione di fitofagi secondari. Gli Afidi del Cedro (Cinara
cedri e Cedrobium sp.) sono più visibili perché colpiscono soprattutto i germogli ter-
minali e comunque una parte evidente della chioma. Gli Afidi del Cipresso (Cinara ci-
pressi) sono meno visibili sia per il portamento “chiuso” delle piante , sia perché spes-
so si localizzano sui rametti della parte interna della chioma.
Ciclo biologico: Cinara cedri sverna come uovo, sulle foglie persistenti; gli altri due
Afidi s vernano allo stadio di femmina adulta, riparata soprattutto nelle parti interne
della chioma, specialmente nel Cipresso. Cinara cipressi riprende l’attività molto
presto , già a fine inverno, originando un elevato numero di generazioni primaverili -estive-autunnali. Gli Afidi del
Cedro riprendono l’attività in primavera, con le massime infestazioni nei mesi di maggio-giugno; si hanno alcune ge-
nerazioni estive fino al sopraggiungere della stagione sfavorevole.
Lotta : Il controllo di questi Afidi, specialmente per il Cipresso, durante le fasi di allevamento e nei luoghi ad alta
densità, nei quali le esplosioni massicce non sono infrequenti (vivai), può essere fatto con interventi diretti. I tra t
tamenti, che vengono eseguiti sempre dopo aver valutato l’effet tiva necessità e fattibilità dell’applicazione e la
presenza della biocenosi utile, si fanno alla comarsa delle prime colonie. I prodotti da utilizzare sono gli aficidi spe
cifici come Pirimicarb, Etiofencarb o altri prodotti meno specifici, quali Malation, Imidacloprid, Piretroidi, Acef ale,
Fenitrotion, ecc. In certe situazioni si può rendere necessario anche l’intervento in parchi o giardini, specialmente
per evitare danni maggiori (Cipresso), sia per evitare l’indebolimento vegetativo degli alberi ed infine, ma non è de-
terminante, per il disagio che l’abbondante melata provoca. In natura questi Afidi sono controllati da nemici natura-
li e, a volte, la loro presenza è sufficiente per mantenere sotto controllo la popolazione del fitofago; inoltre alcune
specie utili (Api, Ditteri Silfidi) si nutrono della melata.
AFIDE LANIGERO DEI PINI
?? Pineus pini MacQuart Classe: INSETTI
Ordine: RINCOTI
Famiglia: ADELGIDI
Piante Ospiti: Pini
Identificazione e danno: Il Pineus pini è un Afide che vive in colonie sugli organi legnosi (fusto, branche e rami) del-
le piante ospiti. Gli adulti sono di colore rosato-arancio, ma sono protetti da una vistosa secrezione cerosa bianca-
stra che li riveste completamente; l’organo legnoso colpito si presenta come se fosse ricoperto da un’incrostazione
biancastra, sotto alla quale vivono gli Afidi. Il danno è determinato dalle punture di nutrizione sugli organi legnosi,
con conseguenti deperimenti ed indebolimenti , più o meno gravi a seconda delle infestazioni delle piante ospiti. Le
piante molto colpite tendono a spogliarsi delle foglie, specialmente nella parte interna della chioma e a livello dei
rami direttamente e più intensamente colpiti. Tra gli Afidi lanieri una specie, l’Eopineus strobus , attacca solamente
il Pino strombo.
Ciclo biologico: il Pineus pini sverna:
?? nello stadio di femmina adulta, sul Pino nel caso compia un anolo-
ciclo su questa pianta;
?? nello stadio di femmina non matura, su Picea orientalis, nel caso
svolga il suo tipico ciclo dioico, tra il Picea orientalis (ospite pri-
mario) e specie del genere Pinus (ospiti secondari); in questo caso
il ciclo dioico si compie in due anni.
Lotta : la lotta contro il Pineus pini è di tipo chimico. Essa si esegue solo
in caso di effettiva necessità, in presenza di una forte infestazione; in mo-
do particolare nei vivai e nei luoghi di produzione utilizzando prodotti re-
gistrati sulle piante oggetto del trattamento. Gli interventi vengono ese-
guiti alla fine dell’inverno, contro le forme svernanti; normalmente si ese-
guono più interventi con cadenza quindicinale. In caso di forti infestazioni è opportuno ripetere gli interventi per
qualche anno. I prodotti da utilizzare sono Oli bianchi attivati da Fosforganici o Piretroidi con interventi che tendo-
no a “lavare” gli organi gli organi legnosi colpiti.
AFIDE GRIGIO DEL MELO
?? Dysaphis plantaginea Pass. Classe: INSETTI
Ordine: RINCOTI
Famiglia: AFIDIDI
Piante Ospiti: Melo
Identificazione e danno: L'Afide grigio e uno dei fitofagi piu pericolosi per il Melo. Gli adulti di questo insetto hanno
una dimensione di circa 3 mm, un col ore grigio-violaceo e sono ricoperti da uno
strato ceroso grigiastro di aspetto polverulento e pruinoso. Gli stadi giovanili
sono più chiari, tendenzialmente rosati. Vivono in colonie sui germogli e sotto
le foglie; le loro punture nutrizionali provocano gravi ed irreversibili accartoc-
ciamenti fogliari; nei germogli si manifestano deformazioni ed arresto dello svi-
luppo, con conseguente perdita del "cimale". L'Afide grigio punge anche i fiori
ed i frutticini in fase di allegagione. Sui fiori determina aborti fiorali e colatura;
sui frutticini si evidenziano gravi malformazioni, inoltre essi rimangono più pic-
coli e, pertanto, sono commercialmente molto deprezzati. Un attacco precoce,
in fase di allegagione, può provocare anche la cascola dei frutticini. II danno
descritto, inoltre, viene aggravato anche da un'abbondante produzione di mela
ta che danneggia la vegetazione sia direttamente (provoca asfissia, effetto lente con ustioni) che indirettamente,
per I'instaurarsi di funghi saprofiti (fumaggini) i quali riducono anche l'efficienza fotosintetica delle foglie.
Ciclo biologico: L’Afide grigio è un insetto con cilco dioico; il Melo è l'ospite primario, le piante del genere Plantago
sono inv ece ospiti secondari. L'insetto sverna, sul Melo, allo stadio di uovo; questo è di colore nerastro ed è deposto
sui rami delle piante ospiti. In primavera, generalmente a marzo-aprile, nascono le fondatrici partenogenetiche che
danno origine a generazioni di fondatrigenie (fino a 3-5 generazioni) sempre sul Melo. Le fondatrici partoriscono di-
rettamente le neanidi. Queste generazioni attaccano i germogli fino dal germogliamento e proseguono fino all'inizio
dell'estate (giugno e, a volte, anche luglio ). Successivamente compaiono le prime migratrici alate che si portano
sull'ospite secondario (gen. Plantago), dove svolgono alcune generazioni (sempre partenogenetiche) estive. Alla fine
dell'estate-inizi autunno si formano le sessupare che migrano nuovamente sull'ospite primario (Melo), su cui origina-
no gli anfigonici; le femmine di questi deporranno le uova destinate a svernare.
Lotta: La lotta contro l’Afide grigio e prevalentemente di tipo chimico; l’Afide è troppo pericoloso anche con una
presenza molto ridotta (le soglie di danno e quindi di intervento sono molto basse). I danni, spesso consistenti e ir-
reversibili, consigliano di trattare comunque, in modo preventivo o alla comparsa delle fondatrici, in prefioritura
oppure alla fine della fioritura (caduta dei petali), con prodotti quali il Vamidotion, l'Imidacloprid e l'Oxidemeton-
metile. Nelle fasi successive ai mazzetti, fino aI frutto-noce, è opportuno campionare i germogli; l'intervento è con-
veniente anche con la sola presenza di 1 o poche forme mobili, o con danni da melata. In questi casi l'intervento
viene eseguito con Etiofencarb, Imidacloprid o Pirimicarb. I nemici naturali dell'Afide sono molti, tuttavia non rie-
scono a controllare le popolazioni del fitofago sia per la sua bassissima soglia di danno, che per la discrasia dei cicli
biologici (i nemici naturali sono presenti in massa solo agli inizi estate, quando il maggior danno e stato gia fatto). I
trattamenti precoci primaverili non sono, pertanto, particolarmente dannosi alla biocenosi utile.
I nemici naturali di questo Afide, come peraltro di tutti gli altri Afidi, sono:
-Coleotteri Coccinellidi (predatori): Adalia bipunctata, Coccinella septempunctata e C. decempunctata, Scymnus
spp., Hannonia conglobata ed altri;
-Neurotteri Crisopidi: Chrysopa camea;
-Ditteri Cecidomidi: Aphidoletes aphidimyza;
-Ditteri Sirfidi, ottimi predatori, allo stadio larvale, di Afidi;
-Imenotteri parassitoidi del genere Ephedrus e Aphidius;
-Acari predatori del genere Allothrombium.
I trattamenti insetticidi eseguiti nei mesi primaverili -estivi (da maggio in poi) devono tener conto della eventuale
presenza di questi nemici naturali; la scelta dei principi attivi deve essere fatta cercando di salvaguardare il più
possibile la presenza della biocenosi utile.
AFIDE VERDE DEL MELO
?? Aphis Pomi (De Geer.) Classe: INSETTI
Ordine: RINCOTI
Famiglia: AFIDIDI
Piante ospiti: Melo, Pero e altre Rosacee
Identificazione e danno: Questo Afide, di colore verdastro, è un insetto di piccole dimensioni (circa 2-3 mm di lu n-
ghezza) che vive in colonie sui germogli e nella pagina inferiore nelle foglie.
Il danno è determinato dalle punture nutrizionali che provoca no un parziale
accartocciamento delle foglie ed una lieve interferenza nello sviluppo dei
germogli che possono deformarsi; inoltre il danno è aggravato dalla produ-
zione di melata che provoca, indirettamente, la sintomatologia già descritta
per l'Afide grigio, a cui si rimanda.
Ciclo biologico: L'Afide verde sverna allo stadio di uovo (di colore nerastro)
sui giovani rametti. In primavera, aprile-maggio, nascono le Fondatrici par-
tenogenetiche che iniziano la serie di generazioni primaverili -estive; queste
possono arrivare anche a 15-20 e si svolgono tutte sul melo (specie monoi-
ca). In autunno compaiono le sessupare, quali originano gli anfigonici che,
sempre sul Melo, 'pongono le uova destinate a svernare.
Lotta: La lotta contro l' Afide verde, molto meno pericoloso dell'Afide grigio, si effettua con trattamenti chimici e
tenendo conto anche nei nemici naturali che sono quelli gia descritti per gli Afidi in genere (scheda dell'Afide gri-
gio). Generalmente i trattamenti primaverili (prefioritura ed alla fine della fioritura), effettuati per l'Afide grigio,
controllano anche questo Afide. Interrventi specifici su Aphis pomi si possono rendere necessari su piante in alleva-
mento o in estate, in caso forti attacchi che potrebbero produrre molta mela- danneggiando i frutti. In questi casi è
necessario eseguire campionamenti e l’intervento è giustificato solo quando si ha una infestazione sul 10-15% nei
germogli controllati, o in presenza di danni da melata. I prodotti da utilizzare sono Acefate, Etofenprox, lmidaclo-
prid. Etiofencarb e Pirimicarb.
AFIDE LANIGERO DEL MELO
?? Eriosoma lanigerum (Hausm) Classe: INSETTI
Ordine: RINCOTI
Famiglia: PEMFIGIDI
Piante ospiti: Melo, Pero, Cotogno
Identificazione e danno: L'Eriosoma lanigerum è un Afide di medio- piccole dimensioni (1.5-2.5 mm di lunghezza), di
colore rossastro-violaceo; vive in colonie e ricoperto di una abbondante se-
crezione cerosa biancastra di aspetto la nuginoso, sui rami, sulle radici o ne-
gli anfratti del tronco e delle branche. II danno provocato dalle sue punture
consiste nella comparsa, specialmente sui giovani rami e sugli organi legnosi
più teneri, di tumori o nodosità dovute ad un'ipertrofia ed iperplasia delle
cellule vegetali. I succhi salivari stimolano la deformazione degli organi e la
loro disorganizzazione istologica e morfologica. La pianta, inevitabilmente, si
dimostra sofferente, specialmente in caso di forti attacchi prolungati nel
tempo (alcuni anni). In ogni caso la pianta diviene più recettiva ad altre gravi
fitopatie; in modo particolare l'attacco di Afide lanigero può favorire l'ingres-
so di cancri di origine fungina e di fitofagi secondari (es. Sesidi) che attacca-
no piante deboli. Molto spesso le colonie di Afide lanigero si possono insedia-
re a livello di lesioni preesistenti di organi legnosi provocate dalIa Nectria,
dai Rodilegno ecc. o a livello dei calli cicatriziali da potature.
Ciclo biologico: L'Afide lanigero del Melo è praticamente un Afide monoico
che svolge il proprio ciclo sul Melo; sverna come giovane femmina in colonie sul Melo, tra gli anfratti della scorza o
sui rametti. In primavera, aprile-maggio, riprende l'attività e compie circa 10-20 generazioni all'anno, prolungando
la sua attività anche in autunno inoltrato (novem bre). La propagazione alle piante vicine del frutteto e assicurata
dalle forme alate che compaiono, in estate, insieme alle forme attere.
Lotta: La lotta contro l'Afide lanigero del Melo può essere fatta sia applicando pratiche di lotta biologica che me-
diante trattamenti chimici specifici, con la tecnica della lotta guidata. II control!o biologico naturale di questo Afide
è effettuato dall'Imenottero afelinide Aphelinus mali; questo, importato dagli Stati Uniti nel 1920, e un piccolissimo
insetto che svolg e fino a 9 generazioni all'anno e control!a efficacemente l'Afide. II parassitoide sverna all'interno
degli Afidi parassitizzati che si presentano, al momento dello sfarfallamento dell'Imenottero, come mummie nera-
stre con un evidente foro apicale di uscita; inoltre le colonie parassitizzate hanno meno rivestimento fioccoso e si
notano facilmente. La metodologia di lotta biologica consiglia, nel caso di trattamenti invernali al Melo con PoIisol-
furi o con Oli gialli particolarmente dannosi al!'Aphelinus mali, di salvaguardare il parassitoide, svernante dentro le
colonie, applicando il metodo inoculativo che, in questo caso, consiste nel togliere i rametti con le colonie parassi-
tizzate ed immetterIi nel frutteto, dopo i trattamenti suddetti. La lotta chimica specifica si effettua nelle fasi pre-
coci con trattamenti in pre e post-fioritura; questi trattamenti, che hanno effetto anche contro gli altri Afidi e che
si effettuano con aficidi specifici come Imidacloprid, Vamidothion e Oxidemeton-metile, rispettano la entomofauna
ausiliare utile (Crisopidi, Coccinellidi e Sirfidi) che ancora non e massicciamente presente nel!'ambiente. In ogni ca-
so l'intervento deve essere guidato mediante un campionamento effettuato sia suI tronco che sui rametti; la soglia
di intervento e di circa 10 colonie attive su circa 100 organi campionati (10%). Per evitare i gravi attacchi alle radici
possono essere utilizzati alcuni portainnesti clonali mediamente resistenti all'Afide a l nigero (M2, M7, M13; M106
ecc.).
AFIDE DELLA ROSA
?? Macrosiphum rosae L. Classe: INSETTI
Ordine: RINCOTI
Famiglia: AFIDIDI
Piante ospiti: Rosa ed altre Rosacee
Identificazione, danno e ciclo biologico: II Macrosiphum rosae e il tipico «pi docchio" della Rosa; è diffuso ovunque,
sia nelle coltivazioni intensive che nei giardini e parchi. Questi Afidi sono lunghi qualche mm, di colore verdastro o
rosato a seconda delle forme; queste possono essere attere o alate. Nor-
malmente vivono in colonie, soprattutto sui giovani germogli e sui boccioli
fiorali ancora chiusi. II danno e determinato dalle punture di nutrizione che
provocano:
-deformazione dei germogli, con arresto del loro sviIuppo;
-deformazione dei boccioli fiorali che non si aprono, oppure fioriscono in
modo irregolare.
Inoltre questo Afide produce abbondante melata che imbratta la vegetazio-
ne, provocando sia conseguenze indirette (ustioni, asfissia, instaurazione di
fumaggini) sia una deturpazione delle piante e dei fiori, con conseguenti danni estetici e funzionali.
II Macrosiphum rosae sverna come uovo; tuttavia in certi ambienti o in annate con inverni particolarmente miti si
possono trovare, sulle piante, forme adulte anche in inverno (femmine partenogenetiche) che continuano il ciclo au-
tunnale. In ogni caso le infestazioni vere e proprie iniziano a primavera inoltrata e proseguono per tutto l'anno, con
un accavallarsi di generazioni fino all'autunno; a volte, come gia accennato, il ciclo continua fino all'anno successi-
vo.
Lotta: La lotta contro il Macrosiphum rosae e di tipo chimico. Gli interventi sono effettuati alla comparsa delle infe-
stazioni; tuttavia, in considerazione dei numerosi nemici naturali di questo Afide è opportuno, prima di effettuare
l'intervento, valutare l'effettiva consistenza del fitofago e delle popolazioni dei predatori/parassitoidi. Tra questi ri-
cordiamo:
-Ditteri Sirfidi e Cecidomidi, Coleotteri CoccineIlidi, Neurotteri Crisopidi, gli Acari Trombididi e gli Imenotteri Afidi-
di.
In caso di effettiva necessita si eseguono trattamenti con i prodotti aficidi specifici come: Etiofencarb e Pirimicarb.
Oppure si possono utilizzare prodotti a medio-Iargo spettro ad azione anche aficida, come: Piretroidi (Alfametrina,
Deltametrina, Permetrina, Fenvalerate, Cypermetrina, FIucitrinate, FIuvalinate, Lambda- cialotrina), Malation, Feni-
trotion, Acefate, Amitraz, Imidacloprid, ecc.; Piretrine naturali. In Inghilterra è in fase di sperimentazione l'uso di
preparati microbiologici a base del fungo Verticillium lecanii che dimostra una certa attività su questo e su altri Afi-
di.
AFIDE DELLA QUERCIA
?? Myzocallis castanicola Classe: INSETTI
?? Myzocallis schreiberi Ordine: RINCOTI
?? Tuberculatus querceus Famiglia: CALLAFIDIDI
Piante ospiti: Querce e Castagno
Identificazione, danno e ciclo biologico: Questi sono piccoli Afidi (2-3 mm) di colore verde-giallastro o verdastro;
colonizzano le foglie, soprattutto nella pagina inferiore, ed i germogli fin
dall'inizio della ripresa vegetativa. II danno e determinato sia dall'attività
trofica sia dall'abbondante melata che imbratta tutta la vegetazione e gli
eventuali arredi, posti nel sottochioma dei giardini e dei parchi. II danno
non e quasi mai molto grave, nelle piante a dimora; nei vivai, invece, in ca-
so di forti attacchi si ha danno, anche grave, per la necrosi e la deformazio-
ne dei giovani germogli che comportano una crescita irregolare o la perdita
del cimale. Questi sono Afidi tendenzialmente monoici che raggiungono il
massimo dell'infestazione dalla fine della primavera all'inizio dell'estate.
Lotta: La lotta segue gli stessi criteri espressi per gli Afidi dell' Acero a cui
si rimanda. Questi Afidi, soprattutto negli ambienti naturali, sono controllati da numerosi nemici naturali, special-
mente a partire dalla metà di maggio in avanti; si ricordano i Coleotteri Coccinellidi, i Ditteri Sirfidi e Cecidomidi, i
Neurotteri Crisopidi, gli Imenotteri Afididi, ecc.
AFIDI GALLIGENI FOGLIARI
?? Dysaphis devecta Classe: INSETTI
?? Dysaphis sp. Ordine: RINCOTI
Famiglia: AFIDIDI
PIANTE OSPITI: Melo e piante erbacee infestanti
Identificazione e danno: Gli Afidi galligeni delle foglie, detti anche Afidi delle galle rosse, sono un gruppo di Afidi
appartenenti a diverse specie del genere Dysaphis; essi hanno un colore grigio-violaceo e sono ricoperti da una prui-
na cerosa e grigiastra.
Questi Afidi attaccano le foglie; le loro punture provocano caratteristici accartocciamenti longitudinali, lungo il
margine fogliare. In corrispondenza di questi accartocciamenti i tes-
suti si irrigidiscono, assumono frattura vitrea e subiscono alterazioni
cromatiche rossastre. Sulle foglie compaiono evidenti galle ipertrofi-
che e rossastre, bollose e carnose in corrispondenza delle quali, nella
pagina inferiore, vivono le colonie di Afidi. Questi Afidi non provoca-
no deformazioni ai frutticini come invece avviene per Dysaphis plan-
taginea, Afide molto affine; in ogni caso il loro danno e poco impor-
tante sia qualitativamente che quantitativamente.
Ciclo biologico: Alcune specie di questi Afidi sono dioiche mentre a l-
tre, come D. devecta, sono monoiche e vivono esclusiva- mente sul
Melo. Questi Afidi superano l'inverno come uovo ed hanno un ciclo
biologico molto simile a quello di altri Afidi, specialmente a quello
dell'Afide grigio; compaiono molto presto, gia in fase di germogliamento e compiono alcune generazioni soprattutto
nella precoce primavera fino alla prima meta dell'estate. Le specie dioiche, successivamente si trasferiscono sull'o-
spite secondario; le specie monoiche, invece, rimangono sul Melo dove tuttavia finiscono molto presto il lo ro ciclo
biologico. Lotta: La lotta chimica specifica contro questi Afidi non e giustificata anche perché essi sono comunque
controllati dai trattamenti effettuati contro I'Afide grigio. In caso si rendano necessari trattamenti specifici i prodot-
ti da utilizzare sono gli stessi usati contro gli altri Afidi; occorre tuttavia sempre considerare la presenza di nemici
naturali (gli stessi di tutti gli Afidi) che possono svolgere un efficace controllo di queste popolazioni, prima di effet-
tuare qualsiasi trattamento.
PRINCIPI E PRODOTTI
ACEFATE
Azione svolta: Insetticida
Insetticida-aficida ad azione citotropica e di superficie, la cui efficacia si manifesta sia per contatto che per ingestione.
È caratterizzato da una azio ne pronta e persistente e risulta particolarmente efficace contro gli afidi. Alle alte tempera-
ture può manifestare problemi di fitotossicità.
Prodotti disponibili: Ace, Aceber 425, Acefagro, Acefam, Acefat, Acefate 425, Acefate S, Acefix, Acefon, Acemar,
Afex, Agrifat 40 Sp, Garphat 42, Guardian 42 Sp, Hurricane Sp, Orthak, Orthene S, Orthofat, Ortoval Ps, Sink, Stiphate
S
ETIOFENCARB
Azione svolta: Geodisinfestante Insetticida
Insetticida-aficida sistemico e selettivo che agisce per ingestione e per contatto. È impiegato sia per trattamenti sulle
piante che sul terreno. Nei trattamenti a quest'ultimo, il prodotto deve essere interrato ed è opportuno effettuare una
leggera irrigazione.
Prodotti disponibili: Aficarb, Croneton, Croneton 40 Pb, Efenon
IMIDACLOPRID
Azione svolta: Insetticida
Insetticida sistemico che agisce sui più importanti fitofagi ad apparato boccale pungente-succhiatore e ad apparato
boccale masticatore. Presenta un'elevata sistemia acropeta e dopo l'applicazione viene traslocato per via xilematica
(ascendente) e può dalle radici, attraverso il fusto, raggiungere le foglie. Viene costantemente veicolato all'interno
della pianta verso le giovani foglie e a quelle in corso di formazione, mantenendo una concentrazione sufficiente-
mente elevata per svolgere la propria azione insetticida. Il meccanismo di azione si basa sul fatto che il principio at-
tivo si lega permanentemente con i ricettori proteici specifici della membrana delle cellule nervose, impedendo così
l'ingresso dell'acetilcolina (il trasmettitore naturale di impulsi nervosi). Non essendo degradato dall'enzima acetilco-
linesterasi, l'azione del principio attivo distrugge il sistema nervoso degli insetti provocandone la morte.
Prodotti disponibili: Confidor 200 Sl, Confidor Supra 100 Ec, Gaucho 350 Fs, Gaucho 70 Ws
PIRIMICARB
Azione svolta: Insetticida
Aficida attivo per contatto ed asfissia che sviluppa un buon effetto fumigante e una marcata azione translaminare,
colpendo anche quegli afidi presenti sulla pagina fogliare opposta a quella trattata o all'interno di accartocciamenti
fogliari.
Prodotti disponibili: Afidagro, Afidane 25, Afitox 13,5 Wdg, Arlyfar, Emiscam Mgd, Eupir, Liquicarb 20, Piricarb, Piri-
flo, Pirimor 17,5, Sofipir
PIRETRINE
Azione svolta: Acaricida Insetticida
Insetticidi naturali ottenuti dalla macinazione dei capolini di alcune specie appartenenti al genere Chrisanthemum
(pyrethrum). La specie più ricca di piretrine è il C. cinerariaefolium, pianta coltivata in diversi paesi dell'Asia e del-
l'Africa. Le piretrine sono esteri derivati dalla reazione tra un acido e un alcool; agiscono soprattutto per contatto
con una azione neurotossica e sono caratterizzati da un effetto rapido, da una bassa tossicità e da una persistenza
limitata (vengono degradate dalla luce e da temperature elevate). Vengono impiegate anche contro insetti infestan-
ti gli ambienti domestici (mosche, zanzare, tarme, ecc.).
Prodotti disponibili: Agro-Pyr, Biopiren Plus, Cipertran Combi Ec, Florapir, Kenyatox Grain Protectant, Kenyatox
Verde, Permetrix, Pireflor, Piresan Plus, Piretrin, Piretrix 10, Piretro Natura, Piretro Verde, Piretrol, Piretrum 40,
Pyrethrin, Show, Tetraplus Combi Ec
®
PIRIMOR 17,5
INSETTICIDA SPECIFICO PER LA LOTTA CONTRO GLI AFIDI
CARATTERISTICHE E CAMPI DI APPLICAZIONE:
PIRIMOR è un insetticida che agisce per contatto ed asfissia. Ha un buon effetto fumi-
gante e marcata azione translaminare, per cui riesce ad assicurare il controllo anche
degli afidi presenti sulla pagina fogliare opposta a quella trattata o che si trovano
all’interno degli accartocciamenti fogliari.
COMPOSIZIONE INDICAZIONI DI RISCHIO FORMULAZIONE NUMERO
Pirimicarb 17,5% — granuli idrodispersibili DI REGISTRAZIONE
7876 del 4.10.89
DOSI E MODALITA’ DI IMPIEGO
COLTURE PARASSITI DOSI EPOCHE D’IMPIEGO INTERVALLO
(g / hl) DI SICUREZZA
Agrumi Afidi 200 Intervenire alla comparsa delle 14 gg
Drupacee prime colonie
Pomacce
Fragola
INSETTICIDI
Vite
Colture orticole
(bietola rossa, carciofo, carota,
cavoli, cipolla, cucurbitacce,
invidia, lattuga, legumi, rapa,
sedano, solanacee)
Barbabietola da zucchero
Canapa
Lino
Patata
Tabacco
Cereali 30 gg
Colture floricole —
(in pieno campo e serra)
Colture ornamentali
e forestali
ACCORGIMENTI PER IL CORRETTO IMPIEGO:
Bagnare accuratamente tutte le parti della pianta con una quantità d’acqua proporzionata al tipo di coltura ed al
suo sviluppo vegetativo. Aggiungere il bagnante AGRAL alla dose di 100 ml/hl di acqua.
1 kg 1 kg 200 g
taniche da 1 kg sacchi da 1 kg sacchetti da 200 g
in cartoni da 6 pezzi in cartoni da 12 pezzi in cartoni da 48 pezzi
Afidagro
AFICIDA IN POLVERE BAGNABILE
Registrazione Ministero della Sanità MODALITA’ E DOSI DI IMPIEGO
n. 9356 del 17/09/1997
L’AFIDAGRO è un aficida che agisce
AFICIDA IN POLVERE BAGNABILE
COMPOSIZIONE contro gli afidi verso i quali denota
PIRIMICARB puro g 25 una notevole rapidità di azione.
La dose di impiego varia da 80 a 125
TOSSICO g/hl di acqua.
In particolare si consiglia l’impiego AFIDAGRO
CONFEZIONI: di AFIDAGRO alla prima comparsa COMPOSIZIONE
Pirimicarb puro g 25
Coadiuvanti q.b. a g 100
1 Kg del parassita, ripetendo,
TOSSICO
eventualmente, in caso di Cheminova Agro Italia S.r.l.
1 Kg
reinfestazioni.
Via A. Silvani, 113 - Roma
Il campo di impiego dell’AFIDAGRO
è molto ampio e, precisamente, INTERVALLO DI SICUREZZA:
può essere impiegato su: 14 giorni; 30 giorni per i cereali.
AGRUMI, MELO, PERO, PESCO,
CILIEGIO, SUSINO, ALBICOCCO,
MANDORLO;
in orticoltura su :
LATTUGHE, POMODORO,
PEPERONE, MELANZANA,
COCOMERO, MELONE,
ZUCCHINO, CETRIOLO,
FAGIOLINO, FAGIOLO, PISELLO;
BARBABIETOLA DA ZUCCHERO;
CEREALI (FRUMENTO, ORZO,
MAIS); TABACCO;
FLOREALI ED ORNAMENTALI
in pieno campo.
Insetticidi
Confidor 200 SL
®
Confidor 200 SL è un insetticida fogliare sistemico a base di imidacloprid, principio
attivo appartenente al nuovo gruppo chimico dei Cloronicotinili. E’ particolarmente
adatto ad essere impiegato per il controllo di “insetti chiave” come gli afidi.
Si caratterizza per la lunga durata d’azione dovuta alla sua spiccata sistemicità acro-
peta, perciò risulta indicato soprattutto per trattamenti precoci.
Confidor 200 SL agisce principalmente per ingestione ed è efficace nei confronti di
importanti fitofagi ad apparato boccale pungente-succhiatore (anche vettori di virus)
e ad apparato boccale masticatore.
E’ un prodotto ideale per programmi di difesa integrata.
Colture Parassiti Dose Tempo di
ml/100 litri carenza
Melo Afidi (1), Cicaline, Microlepidotteri, 50 28
Pero Psilla del melo, Tentredini 50
Pesco, Nettarino, Susino e Afidi (2), Cicaline, 50 21
Ciliegio Tentredine del susino,
Albicocco Metcalfa 35
Arancio, Clementine, Afidi 50 14
Mandarino, Limone Aleurodidi, Minatrice serpentina 75
Pomodoro Afidi 50 7
Melanzana Aleurodidi e Dorifora 75
Peperone Afidi 50 7
Cocomero Aleurodidi 75
Melone
Patata Afidi 50 14
Dorifora 75
Tabacco Afidi 50 14
Altica
Floreali ed ornamentali (3) Afidi, Metcalfa 50 -
Aleurodidi 75
1) Nel trattamento in pre-fioritura miscelare con Oliocin 2,5 - 3%
2) Nel trattamento a rottura gemme - bottoni rosa miscelare con Oliocin 1,5 - 2%
3) E’ possibile anche effettuare il trattamento per irrigazione in vaso, mettendo in sospensione 0,5 - 1 ml di
prodotto per litro d’acqua
N.B. - Aggiungere Confidor 200 SL direttamente nella botte
Composizione Imidacloprid 17,8% (= 200 g/l) 1 litro
Formulazione Concentrato solubile 250
ml
Avvertenze Non classificato Confezioni
Registrazione Min. San. 8987 del 11.11.1996 Imballo 24 x 250 ml; 12 x 1 litro
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PIRETROL
Insetticida a base di piretro
Composizione : PIRETRINE pure g 2,25
PIPERONILBUTTOSIDO puro g 10
Formulazione : Concentrato emulsionabile
Classe Tossicologica: Attenzione: Manipolare con prudenza
N° Registrazione : 4996 del 25/10/82
Intervallo di sicurezza giorni: 2
Confezioni: x 1, x 0,25
Caratteristiche:
PIRETROL è un insetticida ottenuto utilizzando un prodotto naturale ( estratto di piretro)
sinergizzato dal Piperonilbuttosido che ne aumenta l’attività. La sua azione è pronta contro
moltissimi insetti come: afidi, aleuroidi, cavolaie, cemisia, cicaline, cimici, mosche, moscerini,
nottue, tignole, tripidi. Agisce per contatto e degrada rapidamente non lasciando residui sulle
colture trattate.
Dosi, epoche e modalità di impiego
Colture Parassiti Dosi ml/hl Note
Pero, melo, pesco e agrumi Afidi, , Psilla 160-200 Intervenire alla comparsa
Ciliegio Mosca 150-190 Intervenire alla comparsa
Vite Tignole, Cicaline 160-220 Intervenire alla comparsa
Olivo Mosca, Tignola 160-220 Intervenire alla comparsa
Asparago, Bietola, Carote, Cavolo, Afidi, Tripidi, Mosche, Cavolaie, 240-280 Intervenire alla comparsa
Melanzane, Cipolla, Carciofo Cicaline,
Pomodoro Afidi, Moscerino 150-200 Intervenire alla comparsa
Fragola Afidi, Tortrici 150-200 Intervenire alla comparsa
Tabacco Nottue, Minatrici fogliari, Tignole 150-200 Intervenire alla comparsa
Cereali Afidi, Minatrici, Tripidi 180-220 Intervenire alla comparsa
Barbabietola da zucchero Afidi, Altica 160-200 Intervenire alla comparsa
Azalee, Ciclamini, Crisantemi, Afidi, Tortrici, Cernisia, Cicaline, 160-220 Intervenire alla comparsa
Gerani, Garofani, Rose, Petunie, Nottue, Tignole
Primule, Piante ornamentali