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Kant parte II

La “rivoluzione copernicana “ e il fondamento dell’oggettività


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La risposta di Kant alla possibilità di “giudizi sintetici a priori” è da collegare al profondo


mutamento di prospettiva riguardo alla conoscenza: è la cosiddetta “rivoluzione copernicana”,
espressione usata dal filosofo stesso. Come Copernico, nel tentativo di rendere conto del moto dei
pianeti, aveva cambiato il “punto di vista” , ipotizzando che fosse il Sole al centro del moto dei
pianeti ( compresa la terra), così Kant ritiene che un’analoga rivoluzione debba essere operata nel
campo della conoscenza. Egli ritiene che l’errore conoscitivo fondamentale sia stato collegato ,
fino a quel momento, alle concezioni tradizionali secondo le quali il processo conoscitivo si
modelli sull’oggetto , nella convinzione che il soggetto si adegui in qualche misura ad esso.
La situazione cambia del tutto se si ipotizza che sia l’oggetto a modellarsi sul soggetto. In questo
caso, si deve ammettere che i contenuti della conoscenza, benché nella loro molteplicità non
possono che provenire dagli oggetti di cui facciamo esperienza, vengono organizzati dal soggetto
che conosce, secondo le proprie strutture conoscitive: “ E’ venuto il momento di tentare una
buona volta … il cammino inverso, muovendo dall’ipotesi che siano gli oggetti a doversi regolare
sulla nostra conoscenza” ( Critica della Ragion Pura, da Introduzione).
Ogni conoscenza quindi, inizia con l’esperienza, ma non si riduce ad essa perché gran parte del
nostro processo di conoscenza consiste nell’organizzare l’esperienza stessa tramite le nostre
strutture conoscitive, identiche in tutti gli esseri umani.

L’indagine trascendentale
La prima sezione della Critica della Ragion Pura ( Dottrina trascendentale degli elementi), si
occupa dei diversi “elementi” in cui si articola la facoltà conoscitiva degli uomini.
Kant usa il termine TRASCENDENTALE ( a cui ho già accennato nella parte prima): egli non
inventa questa espressione, già in uso nella filosofia medievale, ma le attribuisce un nuovo
significato. Per trascendentale Kant intende un’indagine che si occupa delle condizioni che rendono
possibile la nostra esperienza e qualsiasi forma valida di conoscenza. In quanto trascendentale,
l’indagine non si rivolge allo studio degli oggetti, ma al nostro modo di conoscerli e alle strutture
universali e necessarie di tale conoscenza, le FORME A PRIORI.
ESTETICA TRASCENDENTALE
In questa prima sezione, Kant descrive le forme a priori della sensibilità. Il termine “estetica” è
qui usato nel suo significato letterale ( aisthesis = sensazione), quindi riguarda la teoria della
sensibilità: è la facoltà con cui il soggetto riceve passivamente i contenuti percettivi ( che
provengono dalla realtà esterna ) che hanno un carattere immediato e derivato dall’esperienza.
Kant distingue tra “senso esterno” e senso “interno” . Il senso esterno è la sensazione, cioè la facoltà
con la quale accogliamo i dati che provengono dagli OGGETTI ESTERNI; il senso “interno” sono i
dati che provengono dall’interno di noi stessi, ad esempio la gioia, la tristezza ecc…
SPAZIO E TEMPO
Kant osserva che le intuizioni empiriche ( cioè immediate e provenienti dall’esperienza) vengono
“ricevute” dal soggetto e “organizzate” attraverso lo spazio e il tempo.
Lo spazio è la FORMA A PRIORI DEL SENSO ESTERNO che rende possibile la percezione degli
oggetti esterni al soggetto, i quali vengono “colti” ( intuiti) come se fossero disposti l’uno accanto
all’altro.
Il tempo è la FORMA A PRIORI DEL SENSO INTERNO che rende possibile la percezione dei
nostri stati interiori come se fossero l’uno successivo all’altro. Poiché, poi, anche gli oggetti sono
interiorizzati, il tempo è anche la forma a priori del senso esterno.
Lo spazio e il tempo sono definiti, quindi, da Kant INTUIZIONI PURE O A PRIORI perché sono
le condizioni a priori di qualsiasi percezione sensibile.

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