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Montale

Il documento riassume la biografia e l'opera del poeta Eugenio Montale. Descrive i luoghi e i temi ricorrenti nelle sue poesie, come l'aridità e il male di vivere. Vengono analizzate alcune sue raccolte poetiche più importanti come Ossi di Seppia e Le occasioni.

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Montale

Il documento riassume la biografia e l'opera del poeta Eugenio Montale. Descrive i luoghi e i temi ricorrenti nelle sue poesie, come l'aridità e il male di vivere. Vengono analizzate alcune sue raccolte poetiche più importanti come Ossi di Seppia e Le occasioni.

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Nasce a Genova il 13 ottobre 1896 da una famiglia borghese, l’ultimo dei

6 fratelli e ha una salute malferma. Il tema del mare è sempre presente


nelle sue poesie. Lui doveva frequentare delle scuole commerciali, ma lui
non è portato ma è adatto per la letteratura. Inoltre lui scriverà recensioni
sul canto lirico e schivo. Poi questa salute lo porterà a tradurre il suo
pensiero esistenziale che si discosta tantissimo da quello di Ungaretti. Lui
parla della guerra ma non fa diari. Lui scrive nello stesso anno di Ungaretti
con il porto sepolto scrive meriggiare pallido assorto.
Lui vive gli anni del fascismo e firma il manifesto degli intellettuali
antifascisti, invece Ungaretti era fascista. Nel 27 si reca a Firenze e resta a
21 anni della sua vita. Poi lui Incontra una donna e questa donna a cui
darà un soprannome Clizia, una grande studiosa e il suo nome vero è Irma
Brandeis e lui la conosce perché studiano tutti due dante e la conosce
perché lavorano al gabinetto Vieusseux. Tra i due nasce una liason (storia,
legame), una affettuosa amicizia amorosa. Ma lui conosce un’altra donna
che era già sposata che verrà chiamata mosca, perché aveva degli
occhiali molto spessi. Lui pensa di aver una vita con Clizia, ma era un’
ebrea e scappa in America, Montale voleva seguirla ma l’altra donna lo
minaccia dicendo che si voleva ammazzare e quindi lui decide di rimanere
lì. Poi viene licenziato nel Vieusseux e aiuta i suoi amici ebrei. Scrive per il
corriere della sera articoli letterali, dopo conosce un’altra donna Maria
Luisa Sparziani ma la nomina volpe. Inoltre lei rimane vedova e le chiede
di sposarla nel 1962 e nel 63 muore e lui le dedica o sceso dandoti il
braccio. Nel 1997 gli viene dato il titolo di senatore a vita, nel 1975 vince il
premio per la letteratura su un discorso sulla poesia e nel 74 c’è
un’intervista. Per Montale non è possibile scoprire il senso della vita e lui
è il poeta del male di vivere e fa riferimento al pessimismo cosmico
leopardiano, cioè la natura è matrigna perché mette al mondo uomo e lo
abbandona ad un destino di noia o disperazione, ovvero mancanza di
speranza. Inoltre per lui non esiste il varco che ci dà una possibilità di
raggiungere l’esistenzialita’ e quindi non è possibile sapere la verità e
quando lo vuole sapere si ferisce cioè è una metafora.
La prima raccolta poetica
Ossi di Seppia nel 1925
La seconda raccolta
Le occasioni 1939 dedicata a Clizia
La terza raccolta
La Bufera e l’altro 1956
La quarta raccolta
Satura 1971
Ambientazione
Paesaggio ligure, soprattutto le Cinque Terre (aveva la casa vacanze a
Monterosso). Il paesaggio rappresentato è assolato, perché lui andava
d'estate, ma non è un sole che risplende, scalda, illumina, ma è un sole
che abbaglia. Il paesaggio è arido, secco, prosciugato ed è un paesaggio
dove si avverte molto la cesura (taglio netto)/distacco tra la terra e il
mare, che è un distacco tipico del paesaggio ligure (Costa rocciosa).
Temi
Un tema fondamentale delle sue poesia è il tema dell'ARIDITÀ parla
dell'aridità del paesaggio, ma è una metafora della vita / condizione
esistenziale. Montale e Leopardi dimostrano lo stesso pessimismo per
tanti argomenti. Diventa il poeta che simboleggia l'uomo del 1900, infatti
conierà l'espressione "MALE DI VIVERE” Si fa anche il confronto tra
Montale e Dante, per due motivi:
l'unico varco-passaggio che c'è nel MURO DELL'INCOMUNICABILITÀ può
essere offerto dalle donne che da Montale vengono viste tutte come
donne-angelo, quindi loro rappresentano l'unica possibilità di salvezza
(Beatrice per Dante). Il muro testimonia la difficoltà di dialogare (tema
attuale). L'altro motivo per cui Montale si confronta a Dante, è che
entrambi usano l'allegoria. Riferimenti a Leopardi per il pessimismo, che
non riguarda solo la sua condizione esistenziale (non aveva una vita
infelice), ma riguarda una CRISI DELL'UOMO in generale, come per

2
Leopardi. Ci sono anche riferimenti alla letteratura straniera, per esempio
a Thomas Eliot. Lui aveva letto un poeta americano T.S. Eliot e riprende
dal T.S Eliot la tecnica CORRELATIVO OGGETTIVO cioè il poeta veicola le
proprie emozioni attraverso gli oggetti quotidiani
Ossi di seppia
significato del titolo: l'osso di seppia è un alimento per gli uccellini. La
seppia è un mollusco che si decompone quando muore. Lui ha usato
questo titolo perché l'osso di seppia è quello che resta del mollusco ed è
una cosa molto semplice ed umile.
La prima raccolta comprende le poesie scritte tra il 1920 e il 1924, ma ce
n'è una che ha scritto a 20 anni (1916).

Lui esprime il male di vivere con degli oggetti quotidiani.


Non tollera il linguaggio di d’annunzio.
Filosofia negativa-> pessimismo cosmico
Il primo verso è uguale al titolo.
Una veste letteraria diversa da Ungaretti con due strofe e due quartine di
endecasillabi, tranne l’ultimo verso comprende due versi setterani.
Lui usa anche dei suoni e anche consonanti dure.
Nella prima parte si parla del male di vivere ed usa dei simboli ripresi dal
mondo animale e vegetale/naturale (cavallo, ruscello, foglia).
Queste immagini ci evocano idee piacevoli: il ruscello ci ricorda paesaggi
naturali, la foglia ci ricorda la vegetazione verde, il cavallo per noi è
simbolo di libertà, bellezza, corsa. Invece Montale li usa per esprimere il
male di vivere.
Questi simboli sono allegorie. Il ruscello per lui è strozzato, usando così
un termine che in genere si riferisce alla sfera umana e lo estende ad un
elemento naturale, perché il male di vivere si riferisce soprattutto alle
persone. Il mare di vivere non è più astratto perché l’ha incontrato

3
spesso, per lui è un rivo strozzato che gorgoglia che spruzza schiuma ed è
un onomatopea. Personifica il ruscello. La foglia riarsa rievoca una foglia
morta.
Il cavallo stramazzato dalla fatica. Ritroviamo il tema dell'aridito per
autodifesa).
L'unico rimedio al male di vivere è il miracolo dell'indifferenza. (Lo
adottiamo anche noi, perché siamo colpiti dalle tragedie attuali, ma dopo
qualche giorno ne siamo indifferenti simboli della divina indifferenza:
Statua, che è impassibile.
Nuvola e il Falco, che sorvola le sofferenze, perché vola in alto.
E la foglia di cartoccia cioè una foglia secca che lascia la vita.
La seconda strofa si apre con il concetto di bene invece la prima strofa
concretizza il mare di vivere.

Scritta nel 1916 (aveva 20 anni), è la più antica della raccolta. Qui si vede
molto bene il paesaggio della Liguria, in particolare quello delle Cinque
Terre.
Viene evidenziato il tema dell'aridità della vita. Il sole non illumina, ma
abbaglia.
Le prime tre strofe sono descrittive, descrivono in paesaggio estivo, arido
e desolante. L'unico aspetto non arido è il lontano palpitare del mare, che
si vede solo a scaglie/pezzi. La quarta strofa, l'ultima, è riflessiva e fa delle
considerazioni molto amare sull'esistenza.
Rappresenta il muro de incomunicabilità.
Usa verbi all'infinito e gerundio, ovvero modi indefiniti, perché non vuole
dare una collocazione spazio-temporale a queste riflessioni amare e
sentimenti, che riguardano la vita in generale.
Triste meraviglia-> ossimero
Sentire una triste meraviglia cioè la vita che è un fatica e camminare su
un muro.

4
Questa poesia è tratta dalla quarta raccolta: "Satura" ed è dedicata alla
moglie.
Non si sa bene perché la raccolta abbia questo nome. Può essere "satura"
perché contiene tanti temi diversi, ma è "satura" soprattutto perché è
volta alla società del tempo.
Questa poesia struggente perché Montale riesce ad evidenziare il senso
di vuoto, la mancanza e la solitudine che prova dopo la morte della
moglie. Non lo fa con un linguaggio sdolcinato/strappalacrime, è forse
questo però che lo rende struggente.
Dal verso 5 al verso 7 richiama la poesia "Non chiederci la parola", perché
fa una polemica verso gli uomini arroganti e prepotenti, quelli che hanno i
soldi e pensano di comprare il mondo. Essi sembrano sicuri di sé (con la
verità in tasca), ma tanti corrono per non farsi mai domande.

È una poesia ed è il manifesto della poesia montaliana.


Ascoltami i poeti laureati che usano i nomi delle piante non sono per me,
io amo la tranquillità e la sincerità dei limoni.
Dolcezza inquieta-> ossimoro importante
La terza strofa
In questo silenzio tutto sembra apposto e la natura sembra che sei lascia
andare.
Dice un sacco di silenzi.
Dice che siamo vicino alla verità ma l’illusione manca
I limoni è una pianta semplice per lui.

5
sono la 2 raccolta, pubblicata nel 1939 presso l'editore Einaudi. Il titolo
sembra alludere a poesie collegate a determinate esperienze dell'autore,
ma in realtà il legame con i fatti autobiografici è taciuto o implicito.
Le occasioni sono divise in 4 sezioni dove parla dei suoi momenti più
importanti della sua vita.
C’è un innalzamento stilistico, perché si punta ad un registro elevato e
monolinguistico. La poesia si faestremamente oscura, concentrata e
ardua.

La casa dei doganieri è del 39


Utilizza il correlativo oggettivo che correlava attraverso gli oggetti esprime
emozioni.
Lui ricorda un ricordo trascorso al mare e volutamente è annacquato cioè
non è un ricordo vivido. Lui non crede nella possibilità del recupero
memoriale.
Lui aveva una casa in Monterosso in Liguria, ma lui parla di un momento
vissuto con una certa Arletta o Annetta e lui vedeva questa ragazza ogni
estate al mare. Lui parla di questa ragazza che sembra morta, ma non lo è
perché la poesia inizia con “tu ricordi”. Ma anche se non è morta, per lui
lo è perché non si vedono più.
Anche in questa poesia ci sono tanti correlativi oggettivi, il più importante
è la casa dei doganieri, che diventa l'occasione di un ricordo doloroso,
perché l'edificio è abbandonato /desolato. Questa
desolazione, dovuta all'abbandono e all'assenza della donna, determina
per il poeta un'irrimediabile perdita di orientamento, collegata da oggetti

6
come: bussola, banderuola, calcolo dei dati che non torna. Il poeta cerca
disperatamente di resistere al risolvimento della memoria (perdita della
memoria), ma poi si attende perché è solo lui, manca il soccorso della
donna.
4 strofe in endecasillabi però versi sciolti.
Tu-> vocativo con riferimento a un ipotetico conversatore. Può darsi che
sia riferito a lei (annetta o Arletta).
Bussola-> me
Tu non ricordi-> anafora
Anche l’orizzonte sembra sfumare e ogni tanto c’è una petroliera con una
luce ma allora c’è possibilità.
Tu non ricordi questa io posso ricordare perché i ricordi vanno e
vengono.

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