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Marx

Karl Marx è stato un famoso filosofo e teorico politico tedesco che ha sviluppato il pensiero del materialismo storico e del comunismo. Ha vissuto a lungo a Londra dove ha scritto opere fondamentali come Il Capitale e il Manifesto del Partito Comunista.

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Karl Marx è stato un famoso filosofo e teorico politico tedesco che ha sviluppato il pensiero del materialismo storico e del comunismo. Ha vissuto a lungo a Londra dove ha scritto opere fondamentali come Il Capitale e il Manifesto del Partito Comunista.

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Karl Marx è stato un famoso filosofo, uomo politico, sociologo ma anche un

economista, uno storico, un politologo e un giornalista di nazionalità tedesca. Al


centro del suo pensiero c’è la critica al materialismo, concetto cardine
dell’economia, della società e della cultura capitalistica che caratterizza il suo
tempo. La sua opposizione al capitalismo e a tutto ciò che ne deriva è una delle
chiavi fondamentali per la nascita delle ideologie socialiste e comuniste durante
la seconda metà del XIX secolo. Marx è colui che ha dato vita alla corrente
socioeconomica politica che prende il suo nome, il marxismo.
Per tutto questo Marx si è guadagnato il titolo di uno dei pensatori più influenti
di sempre e sicuramente della storia dell’Ottocento in termini di filosofia,
politica ed economia. Vediamo vita, opere e pensiero di Karl Marx.

Karl Marx: la vita


Karl Marx nasce a Treviri, in Germania, il 5 maggio 1818. Il padre e la madre sono
avvocati affermati ed entrambi di origine ebraica. Da giovane Marx è uno studente
scapestrato che frequenta il liceo-ginnasio della sua città di nascita dedicandosi
a studi classici e letterari e non amando particolarmente la storia. Seguendo ciò
che il padre voleva per lui Marx frequenta l’Università di Bonn per studiare
diritto. In questo periodo Marx è dedito a una vita di piaceri e bohémienne, cosa
che preoccupa non poco la famiglia.

Sempre all’università Marx comincia gli studi di filosofia ma viene condannato per
ubriachezza e schiamazzi notturni, arrivando a trascorrere un giorno in prigione.
Ama la poesia e questa è un’altra cosa che lo fa vivere in contrasto col padre. Nel
1836 Marx si fidanza ufficialmente e in gran segreto con Jenny von Westphalen per
poi partire per Berlino e proseguire i suoi studi di diritto.

Nell’isitituto in cui studia a Bonn aveva insegnato Hegel e lì le influenze della


sua impronta intellettuale erano ancora molto evidenti. Tutta la cultura berlinese
era, al tempo, dominata dal pensiero hegeliano non solo in ambito filosofico ma
anche sul piano giuridico e su quello scientifico. A Berlino Marx coltiva le sue
inclinazioni romantiche e scrive molto poesie alla sua amata, raccogliendole in due
libri: "Libro dei canti" e "Libro dell’amore".

Il suo carattere focoso e il temperamento forte portano ben presto Marx a


interessarsi di politica per via del suo forte senso di immedesimazione nelle
situazioni. Karl Marx comincia a condividere con altre persone idee e aspirazioni:
vuole un mondo migliore, agire sulla realtà e sulle condizioni di una società che
funziona male. Inizia a interessarsi rispetto alla situazione dei lavoratori
dell’epoca fino ad entrare nel circolo dei giovani della “sinistra hegeliana”. Si
tratta di un gruppo di ragazzi che la pensavano come lui: forte era l’impegno
sociale e spesso si sfociava in un radicalismo di un ideale che spinge alla
rivoluzione.

Mano a mano che le analisi della società di Marx si fanno più profonde e urgenti,
egli studia sempre più e comincia anche a scrivere la sua tesi di laurea dal titolo
"Differenza fra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro".
Ottenuta la laurea, Marx decide di battere la strada del giornalismo invece di
intraprendere la carriera universitaria. Inizia così la collaborazione con la
"Rheinische Zeitung", la "Gazzetta Renana", giornale liberale da poco fondato dal
suo amico Arnold Ruge.

Hegel scrive, a partire dal 1842, articoli che affrontano le tematiche e i problemi
più vari: la caccia di frodo, la libertà di stampa, il problema della divisione
della terra e quello dei furti del legname. La vita della “Gazzetta Renana” dura
ben poco, però, e per questioni legate alla censura un anno dopo è costretta a
chiudere i battenti. A quel punto Marx inizia a dedicarsi agli studi di filosofia e
viene a conoscenza del “materialismo” di Feuerbach, scrivendo la "Critica del
diritto pubblico di Hegel".
Dopo la prima esperienza lavorativa insieme, Ruge lo invita a unirsi a lui a Parigi
e ad accettare un posto come condirettore della rivista "Annali franco-tedeschi"
molto ben pagato; con questa prospettiva davanti Marx si convince a sposare Jenny
in una piccola chiesa luterana per poi partire insieme per la capitale francese.
Le sorti degli "Annali franco-tedeschi" non saranno purtroppo migliori di quelle
della Gazzetta ma Marx ha comunque il tempo di scrivere qualche pezzo che lo fa
notare affrontando un paio di questioni spinose dell’epoca: "Sulla questione
ebraica" e "Sullo Stato e sulla religione". Le parole di Hegel provocano una
reazione dello stato prussiano che impedisce a Hegel di tornare in Germania.

Marx scrive anche i "Manoscritti parigini (Manoscritti economico-filosofici)" che


denunciano, come farà poi il marxismo, la questione dell’alienazione del lavoro
industrializzato. Sempre per contribuire alla questione sociale entra nella "Lega
dei Giusti" collaborando con il giornale comunista "Vorwarts", per cui viene
espulso anche dalla Francia. A quel punto si reca a vivere a Bruxelles, città più
quieta e tollerante.

Del 1845 è il suo lavoro steso insieme al fedele amico Friedrich Engels "La Sacra
famiglia", una critica alla concezione filosofica di Bauer. Sempre con Engels Marx
comincia a scrivere l’”Ideologia tedesca”, scritto che mette le basi di quello che
verrà definito materialismo storico. Nel 1847 Marx viene incaricato di stendere il
manifesto della Lega dei comunisti ed è proprio in questa occasione che nasce il
"Manifesto del Partito Comunista" che si conclude col celebre appello "Proletari di
tutto il mondo, unitevi".

Anche in Belgio l’attività di Marx desta sospetti e, alla fine, lo stato lo espelle
anche in questo caso. Né Marx né Engels sono desiderati da nessuna parte e, ovunque
vadano, rischiano espulsioni se non addirittura incarcerazioni. I due scelgono di
tornare in Germania, che ha dimostrato l’atteggiamento meno severo nei loro
confronti, e qui fondano "Neue Rheinische Zeitung", foglio che appoggia la
rivoluzione parigina del 1848 in maniera palese.

Nel 1850, dopo un paio di anni di attività politica, Marx viene di nuovo espulso
dalla Germania, decidendo di tornare nuovamente a Parigi, dove lo raggiunge la
moglie in attesa del loro quarto figlio. Nemmeno la Francia vuole Marx e gli intima
di lasciare il suolo della Repubblica, portandolo così a Londra, città che ancora
non aveva mai visitato. Qui si fanno forti i problemi economici, visto il caro
costo della vita, e nonostante l’aiuto dell’amico Engels, Marx vive in condizioni
critiche.

Le condizioni economiche non accennano a migliorare ma l’attività intellettuale di


Marx prosegue senza alcuna sosta in uno studio che può definirsi “matto e
disperatissimo”. La Lega dei comunisti si scioglie su proposta di Marx e nel 1854
egli va a vivere con la sua famiglia a Soho, quartiere tra i più malsani di Londra.
In seguito il piccolo Edgard muore lasciando un vuoto incolmabile nel cuore del
padre che, grazie all’eredità lasciatagli dalla madre, decide di trasferirsi nel
1856 a Maintland Park, alla periferia di Londra, luogo più salubre.

Qui Marx prosegue coi suoi studi di economia scrivendo "Lineamenti fondamentali
della critica dell’economia politica", un lavoro preparatorio a "Il Capitale". Nel
1861 l’amata moglie Jenny si ammala di vaiolo e, qualche mese dopo, la malattia
colpisce anche Marx. Entrambi riescono a superarla. Per sopperire alle difficili
condizioni economiche Marx fa anche domanda per lavorare presso le Ferrovie dello
Stato ma viene respinto per via della sua scrittura, definita illeggibile.

A questo punto della sua vita Marx è coinvolto nella nascita dell’associazione
“Prima Internazionale”, della quale redige il programma. Nei primi anni ci sono dei
contrasti tra la linea egemone di Marx e quelle minoritarie di Mazzini e Bakunin.
L’enorme lavoro per buttar giù “Il Capitale” rallenta e, alla fine, il libro non
sarà mai finito. Verrà pubblicato solo grazie ad Engels e alle sue integrazioni per
completarlo. Le condizioni economiche della famiglia di Marx rimangono sempre
precarie fino a che Engels non vende la sua parte della fabbrica a Manchester e
comincia a corrispondere un fisso mensile alla famiglia, risolvendone le
problematiche economiche.

In seguito all’esperienza della Comune di Parigi Marx scrive la "Guerra civile in


Francia", la storia della prima esperienza di un “governo proletario”, testo
cardine del comunismo rivoluzionario. Nel 1876 si scioglie la Prima Internazionale
e lo stato di salute di Jenny si aggrava fino a provocarne la morte nel 1881. Dalla
morte della moglie Marx non si riprende più, perdendo anche lui la salute. A
gennaio, a soli 38 anni, muore anche la figlia primogenita di Marx e questo è ciò
che lo ferisce a morte. Alla bronchite che non gli dà tregua si aggiunge un’ulcera
polmonare; il 14 marzo 1883 Karl Marx muore all’età di 64 anni a Londra. Viene
sepolto nel cimitero di Highgate, nella stessa città in cui è morto.

Opere di Karl Marx


Tra le maggiori produzioni letterarie di Mark troviamo le seguenti opere:

Il Capitale
Grundrisse
Lavoro salariato e capitale
Manoscritti economico-filosofici del 1844
Miseria della filosofia
Per la critica della filosofia del diritto di Hegel
Salario, prezzo e profitto
Tesi su Feuerbach
Pensiero di Marx
Karl Marx ha operato in ambito filosofico, economico e politico producendo una
serie di opere rilevanti per i secoli a venire e sviluppando un pensiero ben
preciso che caratterizza la corrente del marxismo. Tra le varie peculiarità di
questo pensiero è sicuramente da ricordare il cosiddetto materialismo storico: si
tratta della concezione che l’uomo, pur essendo un essere pensante e spirituale
venga inevitabilmente condizionato dalla materialità della sua esistenza (mangiare,
lavorare…).

Da questo Marx deduce che sono la produzione e la riproduzione della vita materiale
che permettono all’uomo di progredire sia a livello sociale che a livello
intellettuale. Marx stesso ha coniato e trasmesso a noi una definizione precisa di
materialismo storico: "[...] il primo presupposto di ogni esistenza umana, e dunque
di ogni storia, il presupposto cioè per cui per poter "fare storia" gli uomini
devono essere in grado di vivere. Ma il vivere implica prima di tutto il mangiare e
il bere, l’abitazione, il vestire e altro ancora. La prima azione storica è dunque
la creazione dei mezzi per soddisfare questi bisogni, la produzione della vita
materiale stessa [...]".

Tutte le idee di Marx e i fondamenti del suo pensiero si basano sulla profonda
convinzione di voler cambiare il mondo, non solo interpretarlo. Marx merita a pieno
il titolo di padre del materialismo storico in quanto conia la definizione di
“sovrastrutture” per tutte le attività umane che dipendono dalla “struttura”
principale, l’economia, la quale a sua volta influenza politica, cultura e tutto
ciò che è espressione della società umana.

Per quanto riguarda il pensiero sociologico di Marx, tutto si sostanzia nella lotta
per il dominio economico sociale tra la classe dei servi e quella dei padroni,
proletari e borghesi. I borghesi, secondo Marx, sono coloro che detengono i mezzi
di produzione e che ora sono la classe dominante. Il proletariato, secondo la
natura delle cose, nel pensiero di Marx dovrebbe imporsi sulla borghesia
instaurando una dittatura con lo scopo di generare una società senza classi. Questo
è il comunismo di Marx.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, Karl Marx analizza il capitalismo anche da
un punto di vista scientifico (“socialismo scientifico”); dopo l’analisi di
pluslavoro generato dal plusvalore, cioè il valore aggiunto che il lavoro del
proletario produce, Karl Marx afferma che è colpa dei borghesi se sottraggono il
plusvalore dalle mani di chi effettivamente lo produce volendo anche aumentare
questo valore a discapito delle condizioni dei lavoratori.

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