Inv e Mercati Fin
Inv e Mercati Fin
FINANZIARI
1
Il sistema finanziario e il suo legame con gli strumenti e i mercati
finanziari
1. STRUMENTI FINANZIARI
La fonte normativa che in Italia disciplina gli strumenti nanziari (anche, disciplina anche altri
elementi del sistema nanziario) è il [Link]. n. 58, 24/02/1998 (TUF - Testo Unico della Finanza).
Nell’Articolo 1 c’è l’elenco degli strumenti nanziari e le principali tipologie sono:
• Strumenti nanziari di debito o a reddito sso: Obbligazioni
• Strumenti nanziari di capitale, di partecipazione o a reddito variabile: Azioni
• Strumenti nanziari “ibridi”: obbligazioni convertibili (nascono come obbligazioni e in
presenza di certe circostanze possono trasformassi in azioni) e obbligazioni cum warrant
• Strumenti nanziari derivati (perché derivano il loro valore da un’attività sottostante di natura
nanziaria ma anche una materia prima per esempio. Molto utilizzati con nalità di copertura o
speculativa): Opzioni, Forward, Future, Swaps, etc…
• (Obbligazione + derivato) = Obbligazioni strutturate: Reverse oater, Equity linked, Index
linked, Reverse convertible, Step up, Step down, etc…
2. MERCATI FINANZIARI
Si intende quel luogo telematico (non più sico) dove vengono scambiati gli strumenti
nanziari.
A seconda dello strumento nanziario scambiato negoziato, vado a identi care un determinato
tipo di mercato.
Per esempio…
- Azioni ▸ Euronext Milan (Fino ad aprile 2021 si chiamava MTA - Mercato Telematico
Azionario) Piazza A ari o Borsa di Milano.
- Obbligazioni ▸ MOT (Mercato Obbligazionario Telematico)
- Derivati (Futures e Opzioni standardizzate) ▸ IDEM (Italian Derivatives Market)
Da chi sono gestiti i mercati? Sono gestiti da Società di Gestione dei Mercati (Forma di
SPA), come per esempio in Italia la più importante è Borsa Italiana S.p.A
3. INTERMEDIARI FINANZIARI
Sono imprese che operano sui mercati nanziari e o re strumenti nanziari.
Esistono tipologie di intermediari di cui tanti sono disciplinati dal TUF:
• Banche (principale e più numeroso), un’altra fonte normativa importante che disciplina le
banche è il [Link].385, 1/09/1993 - TUB (Testo Unico Bancario)
• Società nanziarie (Società di leasing, Società di factoring, Società di credito al consumo) TUB
• SIM: Società di Intermediazione Mobiliare (anche dette Imprese di Investimento) - TUF
• SFG (Società di gestione del risparmio) - TUF
• SICAV: Società di Investimento a Capitale Variabile - TUF
• SICAF: Società di Investimento a Capitale Fisso - TUF
• Imprese di Assicurazione
• Fondi pensione
4. REGOLE
Anche dette Regolamentazioni, che disciplinano i vari elementi di cui si compone il sistema
nanziario (sopratutto gli intermediari nanziari, in particolare le banche).
5. CONTROLLI
Sono Autorità di Vigilanza che vigilano sui vari elementi di cui si compone il sistema nanziario.
Per esempio in Italia:
• Banca d’Italia ▸ Banche + Società nanziarie
• Consob (Commissione Nazionale sulle Società e sulla Borsa) ▸ SIM, SGR, SICAV, SICAF,
Mercati
2
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
ff
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
ff
fi
fl
fi
fi
fi
fi
• IVASS (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni) ▸ Imprese di Assicurazioni
• COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) ▸ Fondi Pensione
• AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - Antitrust) ▸ Garantire la Concorrenza
* Unità in surplus: sono i soggetti che hanno risorse nanziarie da investire (anche detti
prestatori di fondi o datori di fondi). Esempio: Famiglie
* Unità in de cit: sono i soggetti che hanno necessità di raccogliere risorse nanziarie
(anche detti prenditori di fondi). Esempio: Imprese non nanziarie (industrie)
Per capire di che unità si parla devono essere confortante due grandezze:
S (Savings) e I (I)
S - I = Saldo Finanziario
Saldo Finanziario Positivo = S > I = Che l’unità è in Surplus (come per le famiglie che
risparmiano di più rispetto a quello che investono)
Saldo Finanziario Negativo = S < I = Che è l’unità è in De cit (come le industrie che fanno
più investimenti rispetto al risparmio)
Esistono due canali tramite i quali possono circolare le risorse nanziarie tra le unità di
surplus e de cit.
1. Circuito DIRETTO: le risorse nanziarie passano senza che un intermediario interponga
il propio bilancio. È quando l’unità in de cit emette la passività nanziaria dove va ad
investirci l’unità in surplus con le risorse che vuole investire direttamente, questo è
possibile solo quando i due soggetti hanno le stesse esigenze in termini di scadenza
o rischio e rendimento per esempio.
2. Circuito INDIRETTO: in questo caso è fondamentale che i due soggetti abbiano
diverse preferenze che richiede quindi la presenza una terza gura. Per rendere
possibile il trasferimento delle risorse nanziarie, che deve essere garantito, è
necessario un intermediario nanziario che interpone il proprio bilancio. Il tipico
esempio sono le banche.
Un esempio di diverse preferenze è che le unità in surplus preferiscono le risorse
per il breve termine, quelle in de cit invece preferiscono il medio lungo termine, la
banca interponendosi rende possibile il trasferimento.
▸ Come fa la banca? Osservando le richieste del surplus, la banca emette delle
passività a breve termine (tipico esempio sono i depositi in conto corrente) così che
le unità in surplus possano essere accontentate raccogliendo nel frattempo risorse
nanziarie. Osservando le richieste invece del de cit (che preferiscono il medio
lungo) la banca usa le risorse raccolte dalle unità in surplus per concedere attività a
3
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
ff
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
medio lungo termine per le unità in de cit. Ed è così che rende possibile il
trasferimento delle risorse nanziarie anche quando le esigenze dalle due parti
sono diverse.
L’attivo delle banche è composto per la maggioranza di attività a medio lungo (es.
mutuo), il passivo è invece principalmente composto a breve.
Tutto ciò è ovviamente conveniente per le banche, e questo perché gli interessi che
paga a breve per aver chiesto in prestito denaro a breve sono minori rispetto agli
interessi concessi a lungo termine.
Questa attività è de nita come Trasformazione delle Scadenze.
4
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
➔ OBBIETTIVI ( nali) della Politica Monetaria
✓La crescita del reddito (PIL = Investimenti + Consumi + Spesa Pubblica + Esportazioni -
Importazioni)
✓Garantire occupazione e quindi diminuzione del tasso di disoccupazione
✓La stabilità interna della moneta = evitare che ci sia un’eccessiva in azione, è quindi garantire
una stabilità dei prezzi (che sappiamo è attorno al 2%)
✓Equilibrio della bilancia dei pagamenti, garantire un sostanziale equilibrio tra importazioni ed
esportazioni
! Un’obbiettivo più importante degli altri nella zona euro è quello di tenere sotto controllo
l’INFLAZIONE e quindi garantire stabilità monetaria.
➷ Obbiettivi Intermedi: necessari per raggiungere gli obbiettivi nali che è AUMENTARE o
RIDURRE la liquidità in circolazione nel sistema nanziario.
Se voglio controllare l’in azione devo diminuire la liquidità, ma se voglio aumentare il PIL devo
aumentare la liquidità. Ma aumentare la liquidità mi fa aumentare il PIL ma se la aumento creo
problemi all’in azione. Devo trovare il tarde o tra i due obiettivi!! È un continuo aggiustare gli
obbiettivi.
È il tasso al quale la banca centrale (BCE) impresta denaro alle singole banche, attraverso le
operazioni di mercato aperto.
È ssato mensilmente dalla BCE.
▸ Operazioni di ri nanziamento
principale
▸ Operazioni di ri nanziamento a
più lungo termine
Due strumenti sono necessari e possono essere utilizzate SOLO per immettere liquidità. (1)(2)
Gli altri due possono essere usati per immettere O togliere liquidità. (3)(4)
• Operazioni Temporanee (anche dette PCT - Pronti Contro Termine): la BCE tramite queste
operazioni immette/toglie liquidità per brevi periodi di tempo.
6
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fl
fl
(1)(2) Quelle che possono solo immettere liquidità, quando la BCE presta liqudità alle
banche poi alla scadenza devono ridarle.
(3) Quella che immette o toglie liquidità lo fa per brevi periodi.
• Operazioni De nitive: servono per immettere o togliere liquidità per sempre, non è prevista la
restituzione alle scadenza
• Scadenza: dopo quanto una banca deve restituire la liquidità ricevuta
• Frequenza: ogni quanto vengono proposte/e ettuate le operazioni
• Procedure: Procedura con la quale le banche possono partecipare a queste operazioni.
• Non standardizzata e Non regolare: non ssata la scadenza, per dare possibilità alla BCE di
usarla quando vuole e non la vincola in nessun modo
Questo schema ci fa capire che c’è un CALENDARIO (della BCE), che ci fa capire quando
vengono aperte queste operazioni. In particolare per le prime due.
➷ Operazioni PRONTI CONTRO TERMINE ▸ Sono operazioni mediate le quali un soggetto vende
a pronti una determinata quantità di titoli e contemporaneamente si impegna a riacquistare a
termine della medesima controparte un pari quantitativo di titoli della stessa specie a un prezzo
prestabilito.
L’Oggetto della compravendita: soprattutto titoli di stato in euro (Obbligazioni)
Hanno una durata generalmente compresa tra 1 mese e 3 mesi. ( a breve termine)
Per aumentare la liquidità la BCN acquista titoli dalle singole banche pagandole per dargli
liquidità, e questo la aumenta, ma che poi alla scadenza deve ridare tramite il titolo a termine.
Qual’è il prezzo di questa operazione? Questo costo è rappresentato dal fatto che il prezzo a
termine che è sempre maggiore rispetto al prezzo a pronti. Per il soggetto A che riceve la liquidità
e che poi paga per acquistare il titolo a prezzo a termine ha un costo:
perché prezzo a termine > prezzo a pronti
➤ Ma se riguarda le banche? Qual’è il prezzo dell’operazione? Non è altro che il TUR,
perché è il costo al quale vengono prestati i soldi alle banche.
Operazione di Fine Tuning ▸ Operazione per immettere o togliere liquidità nel breve periodo
utilizzato l’operazione del PCT.
➷ Procedura Bilaterale: avviene solo tra la banca centrale e una singola banca, individuata dalla
banca centrale.
Di erenza tra le operazioni 3 e 4, è che la 4 ( tipo strutturale) è una operazione de nitiva, per
sempre.
La banca centrale che vuole immettere liquidità per sempre (quindi non ci sarà la relativa
operazione opposta di segno opposto) sarà:
- Acquirente se vuole immettere liquidità
- Venditore se vuole togliere liquidità
8
ff
ff
fi
ff
ff
fi
3. RISERVE BANCARIA OBBLIGATORIA (ROB)
Le riserve obbligatorie sono depositi in contante costituiti dalle banche presso la BCN di
riferimento.
Terzo strumento il quale serve per aumentare o diminuire la liquidità nel sistema. Caratteristica è
che è ▸ OBBLIGATORIA, tutto le banche sono obbliate a depositare un certo ammontare di
denaro presso la banca centrale.
Figurano nell’attivo o nel passivo dello SP della banca? Figurano nell’attivo dello SP della banca e
nel passivo della BCN. La remunerazione (perché depositare dell’attivo rende interessi) è il tasso
u ciale di riferimento, il tasso di interessi che le banche incassano, l’interesse è dato da tale
tasso. Va a impattare sul costo.
La somma da depositare è pari a una frazione delle passività della banca: almeno pari all’1% del
totale della passività emesse dalla banca con durata inferiore di 2 anni.
È prevista una Franchigia di 100 mila euro.
Se supponiamo che il totale delle passività di una banca con durata inferiore a 2 anni è tipo
300.000, - 100.000 di franchigia e ai 200.000 rimanenti applico l’1%.
▸ Per le banche servono per a rontare un’eventuale crisi futura, perché rende qualcosa
(tasso del TUR) ma principalmente è per coprire eventuali uscite/impegni. Somma di
denaro parcheggiato in BCN. (somma utilizzabile in caso di necessità per periodi di crisi di
liquidità, ma poi deve giustamente ricostituirla e riportarla alla percentuale)
▸ Per la BCN serve per aumentare o diminuire la liquidità, utilizzato come strumento di
politica monetaria. Questo strumento viene utilizzato andando ad agire aumentando o
diminuendo la percentuale di riserva (1%) che è in grado di modi care la liquidità nel
sistema.
↓ Abbassando la percentuale aumenta la liquidità, perché le banche sono obbligate a
depositare una quantità inferiore di liquidità e dunque avendone di più a disposizione da
immettere nel sistema ( concedendo es nanziamenti alle persone.)
↑ Aumentando la percentuale diminuisce la liquidità perché le banche possono tenersi
meno denaro.
Sono obbligate le banche che hanno avuto la licenza bancaria e che sono presenti
nell’albo della Banca d’Italia.
Come sappiamo che ogni mese la BCE prende decisioni sui tassi.
Questa volta è cambiato anche qualcosa sulla Riserva Obbligatoria:
Cosa è cambiato:
- Remunerazione della ROB → cambiata
La remunerazione è il tasso u ciale di riferimento che adesso è sul 4,50%.
La BCE ha deciso che dal 20 di settembre il tasso di remunerazione NON sarà più legata
al TUS/TUR, e l’ha ridotta allo 0%.
Perché è stata ridotta?
9
ffi
ffi
ff
fl
fi
fi
1. Legato al TUS, il tasso così alto diventa per la BCE costoso continuando a pagare le
remunerazioni sui prestiti depositati nella ROB.
2. Altro motivo è che la BCE pensa che lasciando la remunerazione legata al tasso che ora è
molto alto, le banche continueranno a preferire di depositare i soldi nella ROB piuttosto
che concedere il credito. Ora sappiamo che in situazioni di crisi c’è più rischio di
insolvenza, e quindi aumenta il rischio di credito, anche per questo le banche preferiscono
mettere soldi nella ROB che prestare i soldi a credito dove c’è il rischio di insolvenza.
3. Aumentando i tassi di riferimento, le banche non hanno però di conseguenza aumentato
gli interessi passivi nei confronti di chi deposita verso quelle banche. Sono restie/lente ad
aumentare i tassi. Così dice, dato che tu (banca) non aumenti i tassi passivi che paghi ai
tuoi clienti e allora non te li pago nemmeno io (BCE).
➔ Banche :(
Quindi in conclusione…
* Overnight: fa riferimento al fatto che sono operazioni che durano una notte, a brevissimo
termine. Il costo di tali operazioni overnight sono più onerosi rispetto alle operazioni che
avvengono attraverso operazioni che hanno un calendario.
Quando c’era Draghi, divento presidente della BCE, ha dovuto presenziare al momento di
crisi del Debito Sovrano. Abbiamo capito che le banche in momento di crisi che anziché
fare credito evitano di farlo perché aumenta il rischio di credito (insolvenza), liquidità che
impiegavano per esempio in questi depositi. Draghi decide infatti di abbassare il tasso sui
depositi non solo allo 0, ma poi anche al negativo, perché nonostante il tasso allo 0 ancora
non facevano nanziamenti.
Tutti gli spostamenti dei tassi che sono riferiti ai prestiti e depositi overnight sono collegati a
quello del TUR, che quando cambia cambiano anche i tassi di queste operazioni.
10
fi
fi
fi
fi
fi
I. Se sei una banca che ha bisogno di liquidità, come può ottenerla?
(Premessa) - Trasformazione delle scadenze: quando l’attivo della banca è a medio lungo e il
passivo a breve per fare incontrare gli interessi di due parti che autonomamente non si
incontrerebbero. Questo lo fanno anche perché ci guadagnano, costa meno tenere il breve e ci
guadagni di più a tener l’attivo a lungo termine. Così è in grado di aumentare il suo margine
d’interesse.
Ma tanto una banca fa trasformazione delle scadenze tanto più una banca è esposta a problemi
di liquidità specialmente se si veri cano situazioni ed eventi di corsa agli sportelli. D’altro lato più
viene fatt a trasformazione più aumenta il margine di utilitá = più redditizio
> TRADE OFF tra liquidità (prudenza) e redditività (rischiosità)
Il rischio di illiquidità può mettere a rischio l’attività bancaria!! Per questo è anche una situazione
molto regolamentata in Italia.
La crisi suprime ha evidenziato come il problema di liquidità può incidere sulla sua stabilità!
■ Passivo a BREVE TERMINE 60 (strumenti usati dalle banche che hanno a disposizione per
raccogliere a breve termine):
- Depositi vs clientela (la banca paga interessi passivi ai clienti che per loro sono attivi)
- Depositi bancari a vista: sono la voce più problematica delle banche ma anche la voce più
consistente. Sono anche detti non vincolati, vuol dire che in qualsiasi momento noi possiamo
andare a prenderci i soldi che abbiamo depositato, e la banca è obbligata a restituirveli. Se si
veri ca un fenomeno di corsa agli sportelli, avendo un passivo a breve e un attivo a medio
lungo si crea una situazione di crisi.
- Depositi bancari vincolati: la banca obbliga per un periodo a non toccare i soldi depositati.
- PCT (passivi): utilizzati anche come controparte tra la banca e un cliente, non solo nella
politica monetaria. La banca che vende titoli e il cliente che paga questo prezzo, è l’atto
tramite cui la banca raccoglie liquidità.
- Debiti vs banche e debiti verso BCN (mercato interbancario): strumenti che la banca ha a
disposizione per raccogliere a breve termine.
- Con debiti vs banche centrali sono per esempio le operazioni di mercato aperto dove la
banca riceve nanziamenti dalla BCE.
- I debiti verso le altre banche, riguardano il mercato interbancari dove le banche si prestano
denaro l’una con l’altra. Rappresentano quindi debiti dove una banca ha prestato denaro a
questa banca. Il tasso di riferimento a cui viene prestato il denaro tra le banche della zona
euro è l’EURIBOR (a 1 settimana - 1 mese - 2 mesi… 12 mesi). Un altro tasso interbancario
utilizzato per scambi invece di un giorno ESTER. l’Euribor è importante sia perché i prestiti a
tasso variabile si basano su questo tasso, e perché uno dei titoli di stato è legato
all’andamento di questo tasso.
■ Passivo a MEDIO LUNGO 30 (strumenti usati dalle banche che hanno a disposizione per
raccogliere a lungo termine):
- Obbligazioni bancarie che la banca emette
Come utilizza la banca il denaro raccolto:
■ Cassa 10
■ Immobilizzazioni 10
■ Attivo a BREVE TERMINE 10 (strumenti usati dalle banche che hanno a disposizione per
cedere a breve termine):
- Investimenti in titoli
- Crediti vs banche (mercato interbancario)
11
fi
fi
fi
■ Attivo a LUNGO TERMINE 70 (strumenti usati dalle banche che hanno a disposizione per
raccogliere a breve termine):
- crediti vs clientela (mutuo)
Da cosa dipende la scelta? La scelta dipende dal costo della decisione a cui mi appoggio.
II. Se invece sei una banca che ha un eccesso di liquidità, come puoi decidere di gestirla?
1. Dare CREDITO alla clientela: ma qual è il tipico rischio nel quale può incorrere una banca che
fa credito? > Rischio di Credito (o di insolvenza o di default), durante i periodi di crisi il rischio
tende ad aumentare, quindi le banche riducono o i nanziamenti
2. Prestare denaro alle BANCHE (mercato interbancario) > Rischio di Credito (o di insolvenza o
di default), di cui vale lo stesso discorso sopra
3. Ricorrere ai DEPOSITI overnight > che dipende dai valori di tassi di interesse sui depositi
4. Aumentare l’ammontare della RISERVA OBBLIGATORIA (deve essere di almeno 1% ma non
vieta che si possa metterne di più) > dipende dal tasso di remunerazione
5. Investire in STRUMENTI nanziari (titoli di stato, obbligazioni in generale…) > dipende dal loro
rendimento.
12
fi
fi
fl
fi
ffi
fi
fi
ffi
fi
fi
ffi
fi
fl
fi
- Senza crisi si tende a fare un mix tra le alternative
- In crisi… prendiamo di riferimento il periodo di crisi di poco tempo fa…
CRISI DEL DEBITO SOVRANO (2010-2012)
Quali sono state le strade che le banche hanno preferito durante questa crisi avendo molta
liquidità, piuttosto che prestare denaro creando un blocco all’economia (avevano poca liquidità
preferivano investirla in canali più sicuri):
1. Investire un strumenti nanziari
2. Ricorrere ai depositi overnight
Creò ulteriori problemi all’economia. Intervenì la BCE, con manovre di economia monetaria per
fare in modo di aumentare la liquidità in circolo (Periodo > DRAGHI):
- Riduzione coe ciente della ROB (dal 2% all’1%), così che venisse disencintivato l’investimento
di depositi nella riserva.
- Riduzione del TUS/TUR ( no a giugno 2022 pari a 0%), che ha inciso su tutti gli altri tassi (es.
tassi interbancari, tassi overnight, ecc…) che sono diminuiti.
1. TUR
- Non è altro che il tasso di interesse su cui si basano le OMA usaste dalla BCE/BCN, per fornire
liquidità al sistema bancario
- Era anche il tasso di remunerazione delle ROB (ora è ssa)
NB: il tasso interbancario tendenzialmente segue l’andamento del TUR
2. Tasso di interesse sui prestiti overnight (conseguenza del primo)
3. Tasso di interesse sui depositi overnight (conseguenza del primo)
13
ffi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fl
- Il tasso sui prestiti overnight è SUPERIORE ai tassi interbancari = per le banche è penalizzante
nanziarsi con i prestiti overnight. Una banca che ha bisogno di liquiditá gli costa meno
chiedere prestiti ad altre banche che chiederlo alla BCE
- Il tasso sui depositi overnight è INFERIORE rispetto ai tassi interbancari = per le banche è
penalizzante nanziarsi attraverso i prestiti overnight.
- I tassi ai depositi e ai prestiti overnight creano il c.d. Corridoio di tassi all’interno del quale
uttuano gli altri tassi (TUR, tassi interbancari)
- Lo spostamento del corridoio verso l’alto corrisponde ad una PM restrittiva da parte della
BCE, mentre lo spostamento verso il basso corrisponde ad una PM espansiva
Se estendiamo il periodo del corridoio dei tassi della serie storica, il corridoio si estenderebbe da
LUGLIO 2022 e si alzerebbe passando da 0,5% no ad ora SETTEMBRE 2023 a 4,5%.
• Sui prestiti: 4,75%
• Sui depositi: 4%
Si (Draghi + Lagarde) è a dato a strumenti non convenzionali questi perché i primi strumenti non
escano abbastanza per migliorare la situazione. L’obbiettivo comune è sempre quello di inserire
liquidità nel sistema:
14
fi
fl
fi
fi
ffi
fi
fi
fi
ffi
ff
- Quantitative Easing (QE) iniziato a marzo 2015 no a giugno/luglio. Sarebbe un
alleggerimento quantitativo, operazione de nitiva che serve per immettere liquidità per sempre
senza segno opposto. Come? Acquistando i titoli in portafoglio delle banche, di cui le banche si
stavano riempiendo. Ovviamente era liquidità necessaria per fare credito.
- Pandemic Emergency Purchase Program (PEPP): da marzo 2020 a marzo 2022. Adottato
per contrastare crisi di liquditá ma a causa del Covid. Programma di acquisto legato
all’emergenza pandemica, vengono acquistati titoli di stato dalle banche in modo de nitivo. Poi
ecco sia questo programma che quello precedente i titoli acquistabili dovevano avere certe
caratteristiche precise e tecniche…
Strumenti Finanziari
15
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fl
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
■ Dal punto di vista dell’emittente, l’emissione di
un’obbligazione è una passività nanziaria
■ Dal punto di vista del sottoscrittore, l’acquisto di
un’obbligazione è un’attività nanziaria
La maggior parte degli investitori investe nel primo blocco blu. Basso rischio di credito = Basso
rendimento.
L’Italia si posiziona sulla tripla B: BBB
I criteri di valutazione sono l'impegno dello stato negli investimenti che lo stato fa nel sistema
nanziario.
16
fi
fi
ff
fi
fi
ffi
ffi
fi
ff
Downgradare = si passa da un rating più basso
Dopo la crisi subprime queste agenzie sono state messe sotto l’occhio dei ri ettori perché è fallita
una banca di investimento americana grossa, nel 2008, no al giorno prima aveva tripla AAA e poi
il giorno dopo è andata in Default. Un problema che a igge le agenzie di rating, sono i con itti di
interesse. È spesso la stessa azienda che vuole avere un giudizio e che paga l’agenzia che se gli
danno un voto più alto raccoglie più soldi. A causa di questo problema le agenzie non davano
voti che ri ettevano la vera realtà dietro i volti, e basandosi sui rating gli investitori hanno
comprato titoli molto più rischiosi di quelli che invece erano = SFIDUCIA. Dopo questa crisi a
causa dei con itti di interessi che ha creato s ducia, sono state introdotte regole che vanno a
limitare il danno.
Ma allora c’è un’altro strumento di mercato sui cui possiamo darci? E ettivamente le
agenzie di rating seguono e valutano le imprese ogni tot mesi. Un’altro strumento è il
CREDIT DEFAULT SWAP, strumento nanziario derivato, dove il strumento ha un prezzo
dove più alto è il prezzo più c’è il rischio di credito. È giornaliero e molto sensibile. Ma
purtroppo questo strumento non esiste per tutti gli emittenti, ma solo a grandi intermediari.
➷ Durata contrattuale (termine ultimo per il rimborso): determinata/pre ssata, nota in t=0 (può
essere prevista l’opzione di rimborso anticipato = l’emittente può estinguere il suo debito prima
della scadenza)
➷ Modalità di rimborso del capitale: in misura integrale (unica soluzione alla scadenza) o pro-
quota alle date del piano di ammortamento (distribuito durante la vita dell’obbligazione in
scadenze pre ssate per la durata dell’ammortamento)
➷ Con riferimento alla remunerazione (certa): abbiamo le obbligazioni con cedola e senza
(Remunerazione ≠ Remunerazione, che è una componente del rendimento che deriva da
metter insieme una serie di elementi)
FISSA ➔ “obbligazioni con cedola ssa o a tasso sso” (es. BTP, short term, BTP)
➷ Collegato alle obbligazioni con cedola variabile: CAP (limite max) e FLOOR (limite
minimo)
Qual è la funzione del CAP e del FLOOR in una situazione di indicizzazione diretta?
CAP: è a tutela dell’Emittente, il quale deve poi pagare le cedole. Per evitare di
pagare cedole troppo elevate. (tetto max che l’emittente è disposto a pagare).
FLOOR: è a tutela del sottoscrittore, per evitare che il tasso scenda troppo e che
sia dunque troppo basso o addirittura negativo l’incasso.
Qual è la funzione del CAP e del FLOOR in una situazione di indicizzazione inversa?
la situazione è inversa (perché vi è un rapporto inversamente proporzionale tra i
parametri)
CAP: è a tutela del sottoscrittore
FLOOR: è a tutela dell’emittente
Il Valore di Rimborso è il valore del titolo quando tengo il titolo no alla scadenza.
Al posto di questo valore però, da confrontare con il prezzo, si può avere il Prezzo di Vendita.
La società X emette 2
obbligazioni (ALFA e
BETA) con cedola ssa
che hanno le seguenti
caratteristiche →
Obbligazione ALFA: TRES (5%)= durata (10 anni); prezzo (98); VR (100), Cedole (???)
Obbligazione BETA: TRES (5%)= durata (10 anni); prezzo (100); VR (100), Cedole (???)
L’obbligazione BETA che caratteristiche deve avere (con riferimento all’importo della cedola) per
essere ( nanziariamente) attraente tanto quanto l’obbligazione ALFA?
Le cedole dell’obbligazione BETA devono essere più ALTE.
19
ff
fi
fi
fi
fi
fi
fi
➷ Indicizzazione
RICAPITOLANDO
* HP: Ipotesi
VRRIV: Valore di Rimborso Rivalutato
Il Valore di Rimborso lo incasso alla
scadenza.
20
➡︎
➡︎
⬇︎
⬇︎
MODALITÀ DI APPLICAZIONE DEGLI INDICI PRESCELTI
TITOLI DI STATO
Taglio Minimo Pari a 1000 euro Pari a 1000 euro Pari a 1000 euro Pari a 1000 euro
➷ Meccanismo
Asta Competitiva Asta Marginale
Collocamento
21
ff
fi
fi
fi
fl
fl
fi
➷ Mercati di negoziazione
In comune 3 fasi:
I. O erta → lo stato comunica la quantità di titoli di stato che intende collocare, con l’obbiettivo
di raccogliere risorse
II. Richiesta → investitori che possono partecipare alle aste, in via telematica inviano la richiesta
con speci ca sulla quantità/quanti titoli di stato, in un caso speci cheranno il rendimento e
nell’altro il prezzo
III. Aggiudicazione → distribuzione dei titoli a chi ha fatto domanda, anche se non è detto che la
richiesta venga soddisfatta
1.
Il MEF ssa solo le quantità ma non i prezzi di emissione
2.
Ogni operatore può presentare al massimo 5 richieste indicando la quantità che intendono
acquistare e il prezzo che vorrebbero pagare
Richiesta minima 50.000
3.
BI esclude le richieste formulate a prezzi ritenuti non convenienti sulla base delle
condizioni di mercato
Ordina quelle non escluse in senso decrescente in base la prezzo (partendo cioè dalla
proposta con il prezzo più alto d’acquisto che costituisce l’o erta migliore per l’emittente.
Ma ricordiamoci che c’è una relazione inversa tra prezzo e tasso → prezzo più basso =
rendimento più alto). Ogni banca non conosce il prezzo proposto dall’altra.
Determina i vincitori
Procede all’aggiudicazione dei titoli ai vincitori a un unico prezzo coincidente con il
prezzo più basso (il prezzo proposto dall’ultimo soggetto de nisce il prezzo ch devono
pagare tutti quelli sopra) espresso dagli aggiudicati e provvede al riparo tra gli ultimi
aggiudicatari, se al minimo prezzo aggiudicatario non è possibile soddisfare per l’interno
tutte le proposte esistenti a quel prezzo.
22
ff
ff
fi
fi
ff
fi
fi
Esempio 1
Si supponga che il MEF abbia deciso di emettere BTP per un controvalore di 1.000 milioni
di euro e che all'asta partecipino
3 banche (Banca A, Banca B e Banca C) le cui proposte sono tutte accoglibili (si veda la
tabella).
Proposte di acquisto
presentate in un’ipoteca asta
dei BTP →
• Le proposte pervenute sono ordinate dalla BI in funzione decrescente del prezzo (si
veda la tabella).
23
fi
Quanto si aggiudica complessivamente ciascuna banca e a che prezzo?
• Banca A = 150 milioni al p di 94
• Banca B = 350 milioni (200+150) al p di 94
• Banca C = 500 milioni (300+200) al p di 94
Gli operatori soddisfatti, pagheranno TUTTI il prezzo dell’ultima proposta accettata!
Lo stato accetta il Prezzo più basso per raccogliere più risorse nanziarie possibili.
Formulare delle domande con dei prezzi più alti si hanno più probabilità di essere soddisfatti (che
vengano soddisfatte le richieste)
1.
Il MEF ssa solo le quantità ma non i prezzi di emissione
2.
Ogni operatore può presentare al massimo 5 richieste indicando la quantità che intendono
acquistare e il rendimento che vorrebbero pagare
Richiesta minima 1.5 milioni di €
3.
BI esclude le richieste formulate a rendimenti ritenuti non in linea con quelli di mercato,
Ordina quelle non escluse in senso crescente in base la rendimento
Determina i vincitori
Ogni operatore vincitore riceverà il rendimento da lui proposto in asta
È previsto il riparto tra gli ultimi aggiudicatari, se al massimo rendimento aggiudicatario
non è possibile soddisfare per l’intero tutte le proposte esistenti a quel rendimento.
Esempio 2
Si supponga che il MEF intenda emettere 10.000 milioni di euro di BOT annuali. All’asta
partecipano 3 banche (Banca A, Banca B, Banca C). Ciascuna formula 3 proposte (si veda
la tabella)
Proposte di acquisto
presentate in un’ipotetica
asta dei BOT →
• Le proposte pervenute sono ordinate dalla BI in funzione decrescente del rendimento (si
veda la tabella).
24
fi
fi
Quantità richiesta 14.400 > Quantità offerta 10.000
= i 200?
• Investitori professionali: intermediari che coincidono con gli investitore istituzionali ▸ soggetti
che possiedono competenze ed esperienze i materie di investimenti che gli permette di
prendere decisioni in materia nanziaria in maniera consapevole e di comprenderne i rischi.
Sono principalmente i soggetti istituzionali.
• Obbligazioni convertibili in titoli di altre società: è la conversione indiretta o inversa.
• Obbligazioni non convertibili, anche dette obbligazioni ordinarie solo le obbligazioni più
semplici quelle che non possono essere convertibili in azioni.
Diretta → obbligazioni che possono essere convertiti in azioni della impresa emittente
(deve essere approvata dalla assemblea straordinaria e non dal CdA).
25
fi
ff
fi
fi
fi
fi
fi
Indiretta (o inversa) → obbligazioni convertibili in titoli di altre società diverse dalla impresa
emittente l’obbligazione. ( approvata dal C.d.A.)
26
Lo Strumento delle obbligazioni subordinate veniva utilizzato per coprire la soglia
minima, ma sono molto rischiose.
◦ presentano un utile di bilancio per gli ultimi tre esercizi
◦ hanno provveduto a far certi care da una società di revisione l'ultimo bilancio
Rimborso anticipato su iniziativa dell'emittente (banca): facoltà non esercitabile prima che
siano trascorsi 18 mesi dall'emissione.
Rimborso anticipato su richiesta del sottoscrittore: non può avvenire prima che siano
trascorsi 24 mesi dall'emissione
(Depositanti no ai 100.000 €)
1. Obbligazionisti SENIOR:
o Ordinarie (semplici o plain vanilla) = Non convertibili
o Convertibili (ma prima che non vengono trasformate in azioni e sono ancora
obbligazioni) e cum warrant (strumenti ibridi ⇾ se si veri cano certe situazioni posso
diventare interamente azioni o obbligazioni)
o strutturate
2. Obbligazioni SUBORDINATE (più rischiose delle Senior che sono rimborsate prima,
sono subordinate nel rimborso)
Quindi le banche sono entrate in crisi. La banca è l’intermediario più regolamentato in assoluto,
pieno di regole. Nono stante tutti questi strumenti nessuno si è accorto che le banche erano piene
di NPL, sapendo che periodicamente le banche devono inviare informazioni sul bilancio alla
Banca d’Italia. Ma se ne era accorta in realtà che c’erano dei problemi, aveva segnalato alle 4
banche di risolvere il problema, queste non hanno seguito le indicazioni e infatti sono andate in
crisi.
Come sono state gestite? E che trattamento ha ricevuto chi ha sottoscritto le obbligazioni
subordinate delle piccole banche? E invece della Montepaschi?
Bail-in (salvataggio interno - paga le conseguenze gli azionisti e creditori tra cui gli obbligazionisti
anche ordinari) è una normativa introdotta nel 2016
Bail-out (salvataggio esterno - aiuta lo stato), in contrapposizione al Bail-in. Salvataggio da parte
dello stato, se una banca entra i crisi interviene lo stato e la salva.
28
ffi
fi
ff
fi
fi
ffi
ff
➷ Burden-Sharing (Condivisione degli oneri):
Chi si accolla il Costo del salvataggio delle banche in crisi oggetto di Risoluzione?
* Risoluzione: se la banca entra in crisi e questa registra perdite signi cative che mettono
a repentaglio la sua stabilità, in questo caso:
:( ▸ o si lascia fallire la banca (▸ o meglio si usa per le banche la “messa in liquidazione”)
basandoci principalmente sulla sua dimensione;
:) ▸ o si procede con la Risoluzione, è un processo di ristrutturazione della banca, che
prevede la creazione di una “Bridge Bank” dove vengono messe in questo ponte tutte le
attività sane della banca. Il termine bridge è usato per descrivere una situazione dove le
attività buone di una banca prima o poi dovrebbero essere comprate da un’altra banca. La
parte “malata” viene messa in una cosiddetta “Bad Bank”, un’entità unica che racchiude
tutte le attività deteriorate. Non è una banca a tutti gli e etti, è un soggetto che ha come
obbiettivo quello di vendere queste attività deteriorate. In questo periodo continua a
mantenere il suo nome, e il cliente di per se non sa di questo meccanismo dietro di
risoluzione, perché a di erenza della liquidazione la banca continua ad esistere.
➷ Bail-In
Su chi grava il Costo del salvataggio delle banche in crisi oggetto di Risoluzione:
29
ff
ff
fi
Perché le obbligazioni subordinate sono state vendute/acquistate a/da investitori retail?
Vendute = Uno dei motivi più importanti è che lo facevano per aumentare il loro patrimonio di
vigilanza
C’è una normativa o documenti che mi faccia rendere conto se quello che sto acquistando è
adeguato a me?
↓
Direttiva 2004/39/CE → MiFID 1
(Market in Financial Instruments Directive)
I SERVIZI DI INVESTIMENTO (che le banche possono o rire tutti) pre e post MiFID 1
Sono attività che solo intermediari autorizzati possono prestare (serve autorizzazione da Banca
d’Italia !!), e questo per tutelare il cliente.
Si (ora “esecuzione di
2 Negoziazione per conto terzi (Broker) Si
ordini per conto clienti”)
3 Collocamento Si Si
30
fi
fi
fi
ff
ff
fi
Market Maker → opera come controparte diretta nei confronti del mercato in generale.
Inserisce in via continuativa ordini di acquisto e di vendita di un determinato titolo sul
mercato, e ne inserisce in grande quantità. L’obbiettivo del market maker è per sostenere
la liquidità del mercato: aumentano la probabilità che ordini di segno opposto si incrocino
tra di loro.
2) ➔ Broker
→ Se un cliente ha bisogno di acquistare della titoli, la banca può decidere di agire NON come
controparte diretta, cioè va alla ricerca di ordini di segno opposto sul mercato da incrociare sul
mercato. Da cosa rappresenta qui il guadagno? Da delle Commissioni.
Il primo margine nel CE di una banca è il Margine di Interesse (Interessi Attivi - Interessi
Passivi), espressione dell’attività solita della banca. Il secondo è il margine alimentato dalle
commissioni e servizi di investimento: il Margine di Intermediazione.
I soggetti che riguardano queste operazioni sono: l’Impresa emittente, Consorzio (gruppo di
intermediari, banche o banche e SIM…) e Potenziali Investitori
L’impresa emittente emette strumenti nanziari che arrivano al Consorzio che si occupano di
collocare i titoli che hanno come compito collocare gli strumenti presso i potenziali investitori.
Si parla di consorzio perché c’è un rischio collegato a queste operazioni che se si è in più banche
viene frazionato e quindi diminuito.
Il rischio è il Rischio di Collocamento, e quindi che non si riesca a raccogliere risorse nanziarie,
cioè si veri ca quando la quantità richiesta < quantità o erta.
Per le imprese emittenti è un vantaggio in termini di potersi appoggiare a soggetti che possono
abbattere i costi di selezione del personale per esempio + rischio di collocamento.
31
fi
fi
ff
fi
fi
4) ➔ Gestione di portafogli
Di che tipo di gestione stiamo parlando che possono fare le banche? Ci sono due tipi di gestioni
in generale:
Dal TUF: raccomandazioni personalizzate che l’intermediario fornisce al cliente su sua richiesta o
su iniziativa dell’intermediario.
Se vogliamo ricevere consigli su come investire i nostri risparmi, a chi possiamo rivolgerci?
* Albo unico dei consulenti nanziari tenuto dall’organismo di vigilanza e tutela dell’albounico dei
consulenti nanziari (OCF) ▸ l’esame per entrare a fare parte dell’albo è la stessa per tutti e tre le
categorie.
32
ffi
fi
ff
fi
fi
fi
fi
fi
fi
ff
fi
fi
fi
Consulenti nanziari autonomi o indipendenti
• Caratteristica dei consulenti nanziari autonomi indipendenti è il fatto di non essere legati ad
alcun intermediario
• Il TUF riconosce ai consulenti nanziari autonomi indipendenti (persone siche), in possesso di
determinati requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza e patrimonialità (stabiliti con
regolamento dal MEF), la possibilità di prestare la consulenza nanziaria in materia di
investimenti, senza detenere somme di denaro e strumenti nanziari di pertinenza dei clienti.
▸ Regolamentati (es Euronext Milan, MOT, IDEM, ecc): sono gestiti dal Borsa Italiana Spa.
Perché sono caratterizzati dalla presenza di numerose regole previste dalla Consob, TUF..
che descrivono le caratteristiche che il soggetto o lo strumento deve avere, regole di
chiusura e apertura dei mercati…. E molte altre.
Tante regole = Molto trasparenti
Hanno due funzioni:
1. Funzione di Listing (quotazione)
2. Funzione di Trading (scambiare)
Costa più quotarsi su un regolamentato!!!
▸ Non regolamentati o OTC (Over the counter): la MiFID li ha cambiati in Sistemi Multilaterali di
Negoziazione o Multilateral Trading Facilities (MTF) (Es. Euronext Growth Milan - mercato
azionario non regolamentato gestito da Borsa Italiana Spa).
Hanno meno regole rispetto ai regolamentati, meno trasparenti di conseguenza. E hanno
principalmente la funzione di Trading, in certi rari casi hanno la funzione di listing.
Consulenti
Banche SIM SGR Soc. Finanz S.G.M.R. * Autonomi +
SCF *
Collocamento X X X
Gestione di portafogli
X X X
(individuale)
Ricezione e trasmissione di
X X
ordini; e Mediazione
Consulenza in materia di
X X X X
investimenti
33
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
Perché le banche hanno investito molto nella consulenza nanziaria (e in generale nei servizi di
investimento)?
1° risultato di conto economico: Margine di Interesse ricavi della classica attività bancaria
di erenza tra interessi passivi e attivi
2° risultato di conto economico: Margine di Intermediazione da cui incassa le commissione nette
da servizi di investimento
Ora la questione è cambiata perché i tassi sono cambiati e sono ALTI = le banche adeguano più
rapidamente gli interessi attività rispetto a quelli passivi = tassazione sugli extrapro tti
• I servizi di investimento dove l’intermediario ha più in uenza sul cliente sono la Consulenza o
Gestione Individuale, infatti viene richiesto il Test di Adeguatezza.
• Per tutti gli altri viene applicato il Test di Appropriatezza dove vengono richieste meno
informazioni. A patto che tra 2 (esecuzioni di ordini e ricezione) tra i 5 dei servizi hanno per
oggetto strumenti nanziari complessi (come i derivati).
• Mera esecuzione degli ordini viene e ettuata se per gli esecuzioni di ordini e ricezione che
hanno però per oggetto strumenti nanziari non complessi.
34
ff
fi
fi
fi
ff
fl
fi
ffi
fi
1) Aspetto relativo !! Riguarda il test di Appropriatezza, nel senso che in quel tipo di test verranno
chieste le informazioni che riguardano solo questo aspetto del primo blocco.
2) Situazione nanziaria della persona che ho davanti
3) Capire gli obbiettivi di nanziamento
Perché le obbligazioni subordinate sono state vendute/ acquistate a/da investitori retail?
➔ Spesso perché i risparmiatori che le hanno comprate non avevano alcuna conoscenza
speci ca e le hanno acquistate dopo che gli era stato assicurato dalla banca che si
trattava di prodotti poco rischiosi
CLIENTI
➔ Scarsa attenzione ai documenti rmati dove veniva speci cato il rischio (spesso lunghi
decine di pagine e scritti in una lingua di cilmente comprensibile)
➔ Altri hanno ricevuto minacce da parte dei dipendenti delle banche: l’unico modo per
avere un muto o per non vedersi revocato il do era sottoscritto le obbligazioni subordinate
dalla banca (→ è un reato!)
35
fi
fi
fi
fi
fi
ffi
fi
fi
fi
fi
➷ Aspetti di Valutazione
- Rendimento delle Obbligazioni -
↓
ATTUALIZZAZIONE
Con una operazione di attualizzazione “si porta indietro nel tempo” il valore di un capitale ( C )
Esempio ➔
Esempio ➔
36
fl
fl
fi
TRES (solo per cedole sse): ➸ TASSO DI RENDIMENTO EFFETTIVO A SCADENZA
NB : non mi interessano i ragionamenti sopra (non sono esposto nel bene o nel male) se detengo il
titolo alla scadenza.
NB2: ora siamo nel periodo del Tres che aumenta
!! Attenzione: studiamo questi due e etti non per capire quando è meglio vendere un titolo
obbligazionario, ma solo per essere CONSAPEVOLI di cosa succede al prezzo del titolo e qual è il
momento in cui i due e etti si controbilanciano. Il punto preciso che durante la vita di
un’obbligazione in cui i due e etti (prezzo e rivestimento) si controbilanciano è la DURATION.
Rischio puri ▸ quei rischi legati ad eventi che quando si veri cano generano solo e etti negativi.
Rischi speculativi ▸ quei rischi legati ad eventi che quando si veri cano possono essere sia
positivi che negativi. Quindi la situazione sopra sono rischi speculativi.
▸ Se il titolo non è detenuto no alla scadenza e vogliamo venderlo vogliamo sapere a che prezzo
verranno vendute.
▸ L’e etto reinvestimento è il tasso al quale vengono reinvestite le nostre cedole
Nel breve periodo quale tra i due e etti è più immediato? E etto prezzo o Reinvestimento?
Prezzo !! Il Reinvestimento è più graduale
Prima del baricentro della Duration l’e etto a pesare (prevale nel bene e nel male) di più è il
prezzo, dopo la duration è il reinvestimento il cui e etto si vede dopo.
37
ff
ff
ff
ff
ff
ff
ff
fi
ff
fi
fi
fi
fi
ff
ff
ff
ff
fi
ff
ff
fi
ff
fi
fi
ff
DURATION
➔ La DURATION ha 3 funzioni:
1. Individua il momento del bilanciamento dei 2 e etti visti prima (baricentro nanziario)
2. Indicatore di rischiosità: tanto più è alta la Duration tanto è più rischioso il titolo ▸ più è
lungo il tempo e più sono esposto al cambiamento/variazione dei tassi.
Duration ▸ Dopo quanto tempo rientro in possesso delle somme investite + misurato in anni.
Per più tempo sono esposto al tempo dell’obbligazione più sono esposto alle variazioni di
tassi.
Tra Duration e cedole del titolo (FCt): RELAZIONE INVERSA (tra 2 titoli con stessa vita residua
e stesso TRES, presenterà una duration più alta quello che presenta cedole con un aumentare
più basso e viceversa) quanto è più elevata la cedola tanto è minore la Duration del titolo
Tra Duration e vita residua del titolo (t): RELAZIONE DIRETTA (tanto più è lunga la vita del titolo
tanto, più sono esposto al variare dei tassi e tanto è più alta la duration) Quanto è maggiore la
vita residua di un’obbligazione tanto maggiore è la Durationn (titolo più rischioso)
Tra Duration e TRES: RELAZIONE INVERSA (tra 2 titoli con stessa vita residua e cedole avrà
una Duration più alta quello che avrà un TRES più basso e viceversa)
Tra 2 titoli (a tasso sso) con pari vita residua e stesso rendimento e ettivo (TRES), presenterà una
DURATION più elevata il titolo con cedola più alta o più bassa?
↳ Presenterà DURATION più elevata quello con la cedola inferiore
38
fl
fi
fl
ff
fi
fi
ff
fi
ff
fi
Tra 2 titoli (a tasso sso) con stessa cedola e stesso rendimento e ettivo (TRES) presenterà un
DURATION più elevata il titolo con una vita residua maggiore o minore?
↳ Presenterà una DURATION più elevata quello con la vita residua maggiore
Tra titoli a tasso sso sarà sempre più rischioso quel titolo che:
A parità di vita residua e TRES → ha cedola minore
A parità di cedola e TRES → ha vita residua maggiore
Determinare la variazione di prezzo nel caso in cui il TRES subisca un AUMENTO di 0,25%
Determinare la variazione di prezzo nel caso in cui il TRES subisca una DIMINUZIONE di 0,25%
In ipotesi di AUMENTO DEI TASSI DELLA BCE (-> aumento del TRES), sarebbe più opportuno
tenere in portafoglio titoli obbligazionari con DURATION più alta o più bassa?
▸ Più bassa per contenere le variazioni di prezzo negative
In ipotesi di RIDUZIONE DEI TASSI DELLA BANCA BCE (-> diminuzione del TRES) sarebbe più
opportuno tenere in portafoglio titoli obbligazionari con DURATION più alta o più bassa?
▸ Duration più alta
39
fi
fi
fi
fi
ff
ff
Le Azioni
Le azioni sono anche dette titoli a reddito variabile (che si contrappongono a quelle a reddito sso
- obbligazioni - ) strumenti di capitale o strumenti di partecipazioni:
Art. 2346 c.c. e ss → (Strumenti di capitale) Le azioni sono strumenti nanziari che rappresentano
una una FRAZIONE DEL CAPITALE SOCIALE dell’impresa emittente, imprese costituite in forma
di società per azioni, di società in accomandita per azioni o di società cooperative per azioni.
Conferiscono al detentore la quali ca di SOCIO, e cui fanno capo DIRITTO e DOVERI. Nei
confronti della società emittente stessa.
* Le due condizioni che devono veri carsi a nché possano essere pagati i dividendi sono:
1. La società deve realizzare degli utili
2. La società deve decidere di distribuirli
Se quando si compra l‘azione la data di rimborso non è prevista: qual’è la condizione che si deve
veri care a nché avvenga il rimborso dell’investimento? → Messa in liquidazione dell’impresa.
E se avviene la messa in liquidazione (fallimento), è certo il fatto che venga rimborsato il capitale?
→ No, perché dipende se le categorie prime degli azionisti (creditori) sono stati interamente
soddisfatti e rimane delle risorse per pagare la categoria degli azionisti.
Se l’impresa mesa in liquidazione è una banca, i primi creditori che vengon considerati sono i
depositanti, poi obbligazionisti, …. E poi azionisti.
Se viene comprata un’azione ma si vuole avere la liquidità di quello investito, si può venderla
prima che venga messa in liquidazione → disinvesto il titolo sul mercato secondario.
I DIRITTI dell’azionista
40
fi
ffi
fi
fi
ffi
fi
fi
3) Diritti di natura MISTA:
• Diritto di opzione ▸ nel caso dell’aumento di capitale a pagamento (se fosse gratuito non si
parla di diritto di opzione ma di diritto di assegnazione), che avviene tramite l’emissione di
nuove azioni. Sono o erte in primis ai soci esistenti in base al numero di azioni che uno già
possiede, il socio può decidere se esercitare il diritto di opzione oppure meno.
Esercitare = pago e compro le azioni;
Non esercito = non compro le nuove opzioni, ma posso decidere però di vendere questo
diritto (sul mercato di Euronext Milan)
Qual’è l’elemento in base al quale decido di eserciate o meno questo diritto? Dipende dal
motivazione per la quale è stato fatto l’aumento:
Es▸ aumento per raccogliere risorse per fare nuovi investimenti che poi avranno un ritorno
positivo sul prezzo dell’azione → conviene
Es▸ aumento perché l’impresa sta passando un periodo di cile, come le banche
necessitano di avere un patrimonio di vigilanza di quo certo livello → non conviene
Doveri dell’azionista
• Il conferimento
• Astensione dal voto in caso di con itti di interesse
41
ff
fl
ffi
(Non sono da imparare bene bene↑↑)
L’ANALISI FONDAMENTALE
L’analisi fondamentale si basa su 2 di erenti approcci di analisi (ma hanno a stessa nalità!),
hanno in comune che permettono di capire se il titolo è conveniente venga acquistato o venderlo
se c’è già in portafoglio.
J
Gruppo 1:
42
ff
ff
fl
fi
Gruppo 2: Metodo dei Multipli
Qui vengono confrontati dei multipli, nel primo gruppo invece venivano confrontati dei prezzi. Si
devono determinare dei multipli (dei rapporti), solitamente sono 4.
Tali multipli (uno dei 4 tipologie) vanno confrontati con lo stesso rapporto del settore di quella
impresa. (per esempio per una banca sul mercato bancario).
Il multipli più famosi sono:
P/E ▸ Price (Prezzo) / Earning (utili per azione secondo l’ultimo bilancio approvato):
quanto pago ogni euro di utile di quell’impresa emittente
➔ Multiplo del settore < Multiplo azione (rapporto inferiore al rapporto del settore) il
titolo azionario rispetto al settore di appartenenza sarebbe SOTTOVALUTATA. (con le
considerazioni precedenti).
➔ Multiplo del settore > Multiplo azione (rapporto superiore al rapporto del settore) il
titolo azionario rispetto al settore di appartenenza sarebbe SOPRAVVALUTATA. (con le
considerazioni precedenti).
Rischio SISTEMATICO (non diversi cabile) il rischio deriva da condizioni generali dell’economia,
al quale tutte le impresa sono esposte (es ciclo economico, in azione). Vi sono quindi esposte
tutte le azioni.
≠ Rischio Sistemico (e etto domino: se entra in crisi la banca a catena lo entrano tutti)
Non è diversi cabile perché colpisce tutte le imprese. È però possibile controllarlo/ catturarlo->
↓
RISCHIO SISTEMATICO e Beta del titolo azionario
Il BETA è un indicatore che permette di isolare (o catturare) il rischio SISTEMATICO di un’azione,
quanti cando come essa tende a reagire ai movimenti in borsa. (Come si muove il rendimento)
Come capiamo come si muove il mercato? Andiamo a guardare l’indice azionario e ci dice come
si muove la borsa relativa all’indice. Se il mercato sale = cosa succede a quella determinata
azione quotata? → BETA.
Se BETA = 1 ➔ signi ca che il rischio si muove in linea con il mercato (si muove esattamente
come l’indice, se l’indice fa +1 anche il titolo collegato farà +1)
Se BETA < 1 ➔ i titoli ri ettono scarsamente il generale andamento del suo mercato e vengono
quindi considerati titoli “difensivi”, utili a proteggere l’investitore in periodi di aspettative al ribasso.
(il titolo reagisce meno che proporzionale rispetto alle variazioni registrate dal titolo ▸ attenua sia
le variazioni positiva che le variazioni negative che registra l’indice ▸ bene da avere in portafoglio
in un mercato dove ti aspetti un andamento al ribasso .
Se BETA > 1 ➔ i titoli sono de niti “aggressivi” in quanto ampli cano il trend complessivo di
borsa e permettono di speculare in fase di rialzo. (reagisce in maniera più che proporzionale
rispetto alle variazioni registrate dall’indice di borsa di riferimento). Ampli ca le conseguenze sia
positive che negative!!
43
fi
fi
fi
fi
ff
fl
fi
fi
fi
fl
fi
fi
fi
fi
fi
fi
Gli strumenti ibridi
Le obbligazioni Convertibili
Sono titoli a reddito sso rappresentativi di un diritto di conversione, sulla base di uno speci co
rapporto di conversione e in periodi pre ssati, in azioni della società emittente (conversione
"diretta") o di altra società (conversione "indiretta o inversa").
I principali elementi che caratterizzano un'obbligazione convertibile che sono noti in t0 sono:
• il metodo di conversione (diretta o indiretta);
• la convertibilità totale o parziale (la parte non convertita mi viene rimborsata);
• il periodo di conversione;
• il rapporto di conversione (es 4/3 ogni 3 obbligazioni mi vengon consegnate 4 azioni);
• il prezzo di conversione.
Se si ha obbligazioni cum warrant e si decide la facoltà di comprare azioni, si è sia creditori che
soci azionisti.
44
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
I DERIVATI
- IDEM Italian Derivatives Market -
▸ Premio
Costo certo per l’ACQUIRENTE (holder) di un’opzione (CALL o PUT).
Ricavo certo per il VENDITORE (writer) di un’opzione (CALL o PUT),
Il venditore è colui che subisce (ovviamente non gratuitamente) la decisione dell’acquirente
dell’opzione.
45
ff
fi
Ulteriori caratteristiche delle opzioni
➤Negoziate sia sui mercati regolamentati sia sui mercati Over The Counter (OTC)
Opzioni CALL
= facoltà di acquistare l’attività sottostante
* Esercitare la facoltà = acquisto la facoltà sottostante allo Strike Price pre ssato.
* Non esercitare la facoltà = non comprare l’attività sottostante allo Strike Price si può decidere di
comprarlo al prezzo di mercato
46
fi
fi
fi
Opzione PUT
= facoltà di vendere l’attività sottostante
Tanto più basso è il prezzo Diu mercato rispetto alo strike price tanto più alto sarà il mio pro tto
per l’acquirente dell’opzione put.
Con le opzioni PUT massimo sarà limitato, nell’acquisto della CALL invece il ragionamento è
opposto e quindi può essere potenzialmente limitato.
47
fi
fi
Pro tti e Perdite per l’AQUIRENTE di un’opzione CALL
Dati di partenza:
• Premio: 0,05€
• Prezzo di esercizio (o strike price)= 1,10€
1.1 Strike price (1,10) + premio (0,05)= 1,15 ➔ PREZZO DI BREAK EVEN
2. L’holder esercita (oppure no) la facoltà di ACQUISTARE l’attività sottostante nei diversi scenari
(alternativi) ipotizzati? E con quale pro tto o perdita (c.d. Risultato netto)?
Risultato Netto = Pay O - Premio = NULLO Perché NON esercito (sarebbe una perdita di 0,05)
NB: se il p di mercato < strike price = l’opzione non è esercitata e genera una perdita pari al
premio pagato.
Per qualsiasi prezzo di esercizio inferiore o uguale al prezzo di mercato la mia perdita massima
sarebbe sempre il premio.
3° SCENARIO: Strike Price (1,1) < Prezzo di mercato (1,13) < Prezzo di Break-Even
↓
L’acquirente dell’opzione CALL: ESERCITA la facoltà oppure no?
Esercito
Determinare e disegnare il Risultato netto (pro tto/perdita) per l’acquirente di un’opzione CALL
Risultato Netto = Pay O - Premio
Risultato netto = Pay-o - Premio = 0,02 - 0,05 = - 0,03
Non ho pro tti ma comunque il prezzo di strike price è più conveniente del prezzo di mercato.
E genera una perdita che diminuisce sempre di più (avvicinandosi a 0) man mano che il p di
mercato aumenta avvicinandosi al p break even (coprendo quasi il premio pagato)
48
fi
ff
ff
fi
ff
ff
ff
ff
ff
ff
fi
fi
fi
fi
ff
fi
4° scenario: (alla scadenza) prezzo di mercato (1,15) = p break even (1,15)
↓
L’acquirente dell’opzione CALL: Esercita la facoltà oppure no?
Esercita.
Determinare e disegnare il Risultato netto (pro tto/perdita) per l’acquirente di un’opzione
CALL.
Risultato Netto = Pay O - Premio
• Pay o = p di mercato (1,15) – strike price (1,10)= 0,05
• Risultato netto= Pay o (0,05) – premio (0,05)= 0
N.B. se il p di mercato = p break even, l’opzione è esercitata e genera un risultato netto pari a 0
5° scenario: (alla scadenza) prezzo di mercato (1,18) > p break even (1,15)
↓
L’acquirente dell’opzione CALL: Esercita la facoltà oppure no?
Esercita.
Determinare e disegnare il Risultato netto (pro tto/perdita) per l’acquirente di un’opzione
CALL.
Risultato Netto = Pay O - Premio
• Pay o = p di mercato (1,18) – strike price (1,10)= 0,08
• Risultato netto= Pay o (0,05) – premio (0,05)= 0,03
se il p di mercato > p break even, l’opzione è esercitata e genera un risultato pro tto
49
ff
ff
ff
ff
ff
ff
fi
fi
fi
Pro tti e Perdite per l’ACQUIRENTE di un’ opzione PUT:
Dati di partenza:
• Premio: 0,05€
• Prezzo di esercizio (o strike price)= 1,10€
2. L’holder esercita (oppure no) la facoltà di VENDERE l’attività sottostante nei diversi scenari
(alternativi) ipotizzati di seguito? E con quale pro tto o perdita (c.d. Risultato netto)?
NB: scenari con p di mercato via via decrescente
- L’acquirente dell’opzione PUT: Esercita la facoltà oppure no (vendere l’attività sottostante allo
strike price)? No, non esercita.
se il p di mercato > strike price ▸ l’opzione NON è esercitata ▸ E genera una perdita pari al
premio pagato
3° scenario: (alla scadenza) p break-even < prezzo di mercato < strike price
50
fi
fi
fi
ff
ff
ff
fi
fi
ff
L’acquirente dell’opzione PUT: Esercita la facoltà oppure no? Esercito la facoltà. (di
acquistare l’attività sottostante allo strike price)
se il p break even < p di mercato < strike price ▸ l’opzione è esercitata ▸ E genera una perdita
che diminuisce sempre di più
(avvicinandosi a 0) man mano che il p di mercato aumenta avvicinandosi al p break even
(coprendo quasi il premio pagato)
Il pro tto è limitato perché il prezzo di mercato non può essere negativo e privo poi incrocia l’asse
delle y quindi per forza ha un limite
se il prezzo di mercato > strike price: L’opzione non è esercitata e genera una perdita
pari al premio pagato
51
fi
ff
ff
ff
fi
fi
fi
ff
ff
ff
fi
52
53
I FOREWARD (Contratti a Termine)
Dal lato dell’acquirente è il contratto mediante il quale viene ssato un prezzo, concordato con la
controparte, al quale l’acquirente del forward è OBBLIGATO ad acquistare (se sono l’acquirente
del foreward e viceversa se è il contrario) l’attività sottostante al prezzo pre ssato a una data futura
pre ssata.
Il venditore d’altro canto è OBBLIGATO a vendere al prezzo pre ssato a una data futura pre ssata
Di erenza fondamentale con le opzioni perché qui c’è l’obbligo e invece nelle opzioni c’è la
facoltà!
Cosa c’è da confrontare? Il prezzo con il prezzo di mercato! (Solo per capire quanto perdo ma in
realtà sono obbligata ad acquistare o vendere)
L’acquirente del forward: punta sul RIALZO o RIBASSO del prezzo di mercato dell’attività
sottostante? ➤ RIALZO
Il venditore del forward: punta sul RIALZO o RIBASSO del prezzo di mercato dell’attività
sottostante? ➤ RIBASSO
Funzione speculativa: ssa che compra a 10, tra tre mesi se il prezzo di mercato è 12,
sono comunque obbligato ad acquistare a vendere, se la rivendo subito posso speculare e
rivenderla a 12.
Funzione copertura: posso coprirmi dall’aumento di una materia prima (es prezzo del
grano se sono un fornaio che devo quindi comprarlo spesso), quindi tra tre mesi posso
comunque acquistarlo al prezzo che avevo ssato.
Sono contratti personalizzati (concordate ta le due controparti) → negoziati sui mercati OTC (su
mercati non regolamentati)
(Le opzioni possono essere scambiati sui regolamentati sia su quelli non in base al fatto che siano
o no personalizzati)
I FUTURES
Contratto che si caratterizza per i seguenti 4 elementi:
3. Prevedono il pagamento del MARGINE INIZIALE (MI), una sorta di deposito cauzionale.
Pagato da entrambi, sia acquirente sia dal venditore alla cassa di compensazione che raccoglie
questi margini. Agisce come deposito cauzionale serve se una delle due parti è insolvente
La CLEARING HOUSE:
Si interpone tra l’acquirente del future e il venditore del future agendo come una sorta di
garantita garantendo il buon esito dell’operazione.
54
ff
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
• L’acquirente del future stipulerà un contratto di acquisto dell’attività sottostante con la
CH (e non con il venditore) e paga alla CH il margine iniziale ➤ Punta sul RIALZO del p
di mercato all’attività sottostante
• Il venditore del future stipulerà un contratto di acquisto dell’attività sottostante con la CH
(e non con l’acquirente) e paga alla CH il margine iniziale ➤ Punta sul RIBASSO del p di
mercato all’attività sottostante.
4. Prevedono a ne di ciascuna giornata, e quindi durante tutta la vita del contratto future (e non
solo alla scadenza), il calcolo giornaliero del MARGINE DI VARIAZIONE tramite la c.d.
procedura MARKING TO MARKET (vengono confrontati due prezzi e si cerca di capire se ci ho
guadagnato o perso)
Esempio sempli cato Margine di variazione (dal punto di vista dell’acquirente del future)
Supponiamo che chi registra il margine di variazione negativo non abbia i soldi per pagare -> la
Clearing house interrompe il contratto e attinge a deposito cauzionale al quale hanno
contribuito entrambi i soggetti.
Se tale margine di variazione negativo fosse superiore al deposito cauzionale (cosa che può
accadere visto che tali operazioni vengono utilizzate anche in leva) la Clearing house può rifarsi
sul patrimonio della persona.
Errore di un tipo in CityGroup e decide poi di vivere facendo trading. Vita molto rischiosa
1 errore aveva una serie di guadagni di la e quindi era molto gasato, aveva una overcon dence e
ti porta a sottostimare i rischi e sopravvalutare le sue capacità
2 il signor “i’m the best” alla ne ha sbagliato
55
fi
fi
ff
fi
fi
fi
Gli swap (Scambio)
È un contratto con il quale le due controparti decidono di scambiarsi ussi di cassa
In funzione della natura dei ussi di cassa oggetto di scambio nel contratto swap si distinguono le
seguenti principali categorie di swap :
SWAP SU TASSI DI INTERESSE (interest rate swap) si veda esempio
SWAP SU VALUTE (currency swap) si modi cano I rapporti di cambio tra valute:
Per de nizione:
- l’acquirente è chi paga sso e incassa variabile
- Il venditore incassa sso e paga variabile.
1. Acquirente dell’IRS punta sul RIALZO o sul RIBASSO dei tassi sottostanti al derivato?
➔ RIALZO
2. Venditore dell’IRS punta sul RIALZO o sul RIBASSO dei tassi sottostanti al derivato?
➔ RIBASSO
* i ussi sono il tasso x il capitale nozionale. Quelli da pagar esodo quelli al tasso sso e quelli
invece da ricevere sono quelli swap che cambiano in base a come varia l’Euribor.
* Nella 7 faccio la di erenza tra il usso del titolo che avrei incassato se non avessi fatto lo swap
e il saldo dello swap. Ovviamente all’inizio quando l’Euribior è basso incasso meno della cedola
e ettiva, ma poi comincio ad incassare di più perché il tasso variabile aumenta.
↓
56
fl
ff
fi
fi
fl
fl
ff
fi
fi
ff
fl
fl
fi
fl
fi
fi
fl
fi
L’investitore stima un rialzo dei tassi variabili:
tramite l’acquisto di un IRS trasforma l’investimento da sso a variabile
trasforma le cedole sse (da incassare) in cedole variabili!
↓
SPECULA SUL RIALZO DEI TASSI
57
è
è
fi
fi
Le obbligazioni strutturate
(Obbligazioni complessa)
Sono la risultante di un titolo obbligazionario + uno o più strumenti derivati
■ Fixed Reverse Floater (variante del genere Reverse Floater) = obbligazioni con cedole sse
che, dopo un determinato numero di periodi, si trasformano in obbligazioni con cedole variabili.
■ Reverse Floater = obbligazioni con cedole variabili ( oater) indicizzate in modo inversamente
proporzionale (reverse) all’andamento di un tasso di interesse (tasso variabile)
↓
Dette titoli ad INDICIZZAZIONE INVERSA
La cedola RF è pari alla di erenza fra un tasso sso e un tasso variabile prestabilito.
58
fl
ff
fl
fi
fl
fi
Prima colonna in cui vengono pagate le cedole,
cedole semestrali
Cedola dura tre anni componente ssa - la
componente variabile
Ma cosa ci sta dietro a questi importi?
A) l’obbligazione che ci sta dietro potendo
incassare semestralmente una cedola ssa, e
come se stessi acquistando un’obbligazione
con cedola ssa dall’emittente della riverse
oater al 4,20%
B) Il secondo è un derivato, ha un usso sso e
un tasso variabile in negativo, il derivato è uno
SWAP. Ma è come se lo stessi acquistando o
vendendo? Qui sto pagando sso e incasso
variabile! È come fosse idealmente una vendita.
Quindi…..
59
fl
fi
fi
fl
fi
fi
fi
fi
fi
EQUITY e INDEX LINKED
↓
Il potenziale extrarendimento incassabile dall’acquirente (punta sul rialzo) della Equity o Index
Linked corrisponde al PAY OFF di un’opzione call/put implicita nell’EQ/INDEX LINKED. Per
esempio nell’acquirente di un’opzione CALL, il pay o è il prezzo di mercato dell’attività
sottostante - lo strike price.
Il pay o dipende dall’esercitare o meno l’opzione dell’acquirente che dipende dal pay o .
N.B.: l’acquirente di un opzione call incassa il pay-o quando può essere esercitata la facoltà
60
ff
ff
ff
ff
Quando, oltre alla maxi cedola, riceve Capitale versato in t0 e quando un importo inferiore al
Capitale versato in t0?
Titolare della facoltà: la facoltà di convertire è quindi n ano all’emittente. Il sottoscrittore subisce la
facoltà che invece ha l’emittente.
Esercito: converto in azioni il capitale e quindi non gli restituisco il capitale iniziale.
Non esercito: non converto
La decisione dipende dal confronto tra prezzo di mercato e di strike price.
ESEMPIO ➔
61
Le Reverse Convertible (RC): clausola di knock in (prevista oppure no)
Tale clausola subordina la facoltà dell’emittente di consegnare i titoli azionari al posto del capitale
iniziale ad una duplice condizione:
1. Non solo che alla scadenza il prezzo di mercato dell’azione sottostante sia < allo strike price
(es 4€);
2. Ma anche che nel corso della vita del RC l’azione sottostante abbia raggiunto in qualche
momento un p di mercato < ad un certo valore, detto knock in (es 2€)
Questo per allontanare la situazione di “subire” la scelta dell’emittente, per tutelarlo.
N.B.: la maxi-cedola della RC non è altro che il PREMIO dell’opzione PUT implicita
nella RC (premio che incassa il venditore dell’opzione PUT → ovvero l’acquirente della
RC)
62
1° SCENARIO (se alla scadenza) p mercato > strike price
3° SCENARIO: (se alla scadenza) p mercato < strike price (di poco)
63
fi
fi
fi
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DEI MERCATI FINANZIARI
- Mercato al dettaglio (o dei lotti mini): Per esempio MOT Gestito da Borsa Italiana Spa
Vengono trattati tagli “normali” di negoziazione. Nel MOT il taglio minimo è pari a 1000
euro.
- Mercato all’ingrosso (o dei blocchi): Per esempio MTS Gestito da MTS Spa
Vengono trattati tagli di mercato rilevanti. Nell’ MTS il taglio minimo sono 2.5 milioni di
euro.
Questo ha delle implicazioni sul tipo di investitore che può operare sul mercato, nel MOT è
accessibile anche agli investitori retail, nel MTS è dedicato solo agli investitori istituzionali
(intermediari)
- Mercato ad asta (o order driven): i prezzi sono determinati dall’interazione (incrocio) degli
ordini di acquisto e di vendita provenienti dagli investitori e immessi sul mercato tramite i
brokers.
Con l’home banking agisce come broker in base dalle istruzioni che gli vengono date
* Inserire l’ordine sul mercato: Book di Negoziazione, dove c’è una videata per ciascun
titolo.
▸ Sono mercati ad asta puri se ci sono solo broker
▸ Sono mercati ad asta misti casi limitati in cui ci sono principalmente broker e qualche
market maker (sono pochi come l’ETF Plus)
Per esempio: i mercati gestiti da Borsa Italiana Spa
64
fi
fi
- Mercato di market marker (o quote driven ): I prezzi sono determinati dai Market Makers
Il market maker fa una negoziazione per conto proprio, quindi opera come controparte
diretta di negoziazione (a di erenza del Dealer che opera come controparte diretta nei
confronti del cliente) verso il mercato in generale, continua ad inserire nel mercato ordini di
vendita e di acquisto in grandi volumi. Sono quindi coloro che inseriscono nel book di
negoziazione in via continuativa grandi quantità di ordini di acquisto e di vendita. E
continuando ad inserire ordini, i market maker sostengono la liquidità del mercato.
Aumenta la probabilità che ordini di segno opposto si incrociano
Quindi i market maker fanno i prezzi, perché alla ne con la sua attività, chi si collega sul
mercato per trovare un ordine alla ne sono disposti ad accettare le proposte di prezzo del
market maker anche se non sono convenienti pur di eseguire con successo il suo ordine
Per esempio se io sono un market maker ho inserito un ordine di acquisto in modo
continuo e si crea una forchetta di prezzi, e viene fuori che il prezzo di acquisto che sono
disposto ad acquistare sia 100. Un operatore che ha l’ordine del cliente in mano che il
cliente vuole vendere, ma non vuole vendere a meno i 101 (prezzo minio di vendita e 100 è
troppo basso), ma questo ordine che ho in mano si adegua a vendere al prezzo di 100
perché anche se non voleva vendere a meno di 101 comunque accetta per concludere
l’ordine, per questo si dice che il prezzo è fatto dai market maker.
Per esempio: Mercato Telematico all’ingrosso dei titoli di stato (MTS)
Le negoziazioni sul mercato ad asta possono avvenire secondo le modalità (in base in cui si forma
il prezzo):
Asta a CHIAMATA ▸ si forma un unico prezzo, un prezzo per tutti i titoli che vengono scambiati.
Asta CONTINUA ▸ Pluralità di prezzi, uno per ogni titolo scambiato
Book di negoziazione durante l’ASTA DI APERTURA E DI CHIUSURA (es. relativo alla FIAT)
Esempio: Gli operatori inseriscono gli ordini di acquisto/vendita dei clienti nel relativo book di
negoziazione devono aspettare la dine dell’asta di apertura/chiusura per capire se il loro ordine
verrà eseguito e a che prezzo.
Alla ne dell’asta di apertura/chiusura, sulla base di speci che regole de nite da BorsaItaliana
Spa, è determinato un solo prezzo → per esempio: 10,20
65
fi
ff
fi
fi
fi
fi
Come cambia il book di negoziazione?
1. Sottolineiamo tutti i potenziali ordini che potrebbero essere soddisfatti al prezzo di 10,20?
Caso 1: L’operatore X deve eseguire l’ordine di acquisto del cliente con le seguenti caratteristiche: p
(max) di acquisto: 10,05 e quantità: 70
È un continuo cambiamento dei prezzi che continuano ad aggiornarsi, e si formano diversi prezzi
in base all’arrivo degli ordini.
66
fi
ff
• Operatore F ▸ Prezzo minimo: 9 ✓ se voglio comprare 70, a
questo prezzo ne prendo 20, quindi mi rimangono 50
Caso 2: L’operatore X deve eseguire l’ordine di acquisto del cliente con le seguenti caratteristiche: p
(max) di acquisto: 10,05 e quantità: 300
• Operatore F ▸ Prezzo minimo: 9 ✓ se voglio comprare 300, a questo prezzo ne prendo 20,
quindi mi rimangono 280
• Operatore G ▸ Prezzo Minimo: 10 ✓ con i restanti 280 prendo questi a questo prezzo di 10,
quindi mi rimangono fuori 30
Caso 3: L’operatore X deve eseguire l’ordine di acquisto del cliente con le seguenti
caratteristiche: p (max) di acquisto: 8 e quantità: 70
- Mercato sico, gli operatori si radunano in mercati che hanno una dislocazione sica, l’edi cio in
cui sicamente andavano e trattavano.
- Mercato telematico, è possibile e ettuare le negoziazioni anche prescindendo dalla presenza
sica degli operatori ➔ Book di negoziazione
- Mercati regolamentati:
➷ Tante regole rigide (elevata trasparenza): regole che riguardano caratteristiche che
deve avere l’emittente e che vogliono andare a quotarsi in questi mercati regolamentati,
67
fi
fi
fi
fi
fi
ff
fi
fi
relative e speci che caratteristiche degli strumenti, a come funziona una giornata di borsa.
Tante regole rigide che portano a una elevata trasparenza.
➷ Standardizzazione: delle caratteristiche degli strumenti: durata, del prezzo ecc.. → ciò
agevola la facilità di scambio, è più “liquido”→ la conversione del titolo contro denaro (sul
mercato)
Focus sull’obbligo di concentrazione degli scambi e sulle conseguenze della sua abolizione
MiFID 1: STOP obbligo di concentrazione degli scambi (è stato abolito)
Obbligo di concentrazione degli scambi: prevedeva che gli strumenti quotati sui mercati
regolamentati potessero essere scambiati solamente sui mercati regolamentati ( e non anche sui
mercati non regolamentati, potevi scambiare solo strumenti non quotati) per garantire trasparenza
agli investitori.
L’abolizione -> in seguito a ciò:
68
fi
ffi
fi
ff
ff
fi
ffi
fi
Dal 1 novembre 2007 (MiFID 1) si può scegliere tra 3 alternative:
• Mercati regolamentati
• Sistemi multilaterali di negoziazione o MTF (exOTC)
• Internalizzatori sistematici
In seguito a tale abolizione uno strumento quotato su un mercato regolamentato può essere
scambiato su un mercato regolamentato o su un mercato non regolamentato (i sistemi
multilaterali di negoziazione) o può essere scambio attraverso uno strumento quotato su un
mercato regolamentato attraverso gli internalizzatori sistematici.
Questo crea un po’ di concorrenza tra le diverse modalità, e con più concorrenza c’è più
e cienza.
E la trasparenza? Il legislatore ha previsto obblighi di trasparenza informativa pre e post trade per
mantenere una certa tutela all’investitore, tipo riguardo la velocità o altri ecc…
→ Pre trade per decidere
→ Post trade per veri care se sono state mantenute le condizione che mi avevano premesso
➷ Mercati regolamentati
• Le società di gestione del mercato sono soggette alla vigilanza della Consob. La
Consob iscrive le società di gestione in un albo. Inoltre, la Consob vigila sui mercati
regolamentati e li iscrive in un apposito elenco.
69
ffi
fi
fi
fi
ff
fi
ffi
• La gestione di un sistema multilaterale di negoziazione costituisce un servizio di
investimento.
➷ Internalizzatore sistematico
↓
Viene de nito come un sistema bilaterale (gli altri due mercati sono de niti come sistemi
multilaterali)
Soggetto che in modo organizzato, frequente e sistematico negozia per conto proprio eseguendo gli
ordini del cliente al di fuori di un mercato regolamentato o di un sistema multilaterale di negoziazione.
Nate con il TUF del 98’ Introdotte con la PRIVATIZZAZIONE DELLA BORSA
(Direttiva 93/22/CEE 1993 ▸ (recepita da) [Link] 415/1996 ▸ TUF '98)
Prima chi gestiva i mercati era lo stato, i mercati erano pubblici. Ora sono privati gestiti da dalle
società di gestione dei mercati con forma di S.p.a.
Responsabilità principali:
• vigilare sul corretto svolgimento delle negoziazioni
• de nire i requisiti e le procedure di ammissione e di permanenza sul mercato per le società
emittenti
• de nire i requisiti e le procedure di ammissione per gli intermediari
• gestire l'informativa delle società quotata:
71
fi
fi
fi
fi
fi
fi
fi
ffi
fi
MERCATI REGOLAMENTATI gestiti da Borsa Italiana SPA
Euronext 1. Euronext STAR Milan (es Segmento MTA STAR) Azioni, Obbligazioni convertibili
Milan (ex 2. Segmento Euronext Milan (in azioni), warrant, diritti
MTA) d’opzione
* ETC: (gestione collettiva del risparmio) il gestore deve indicare alla ne di una serie di documenti
se fare una gestione attiva (come investire il patrimonio del fondo per battere un benchmark- più
utilizzati perché non è convenente farlo in modo passivo perché ci sono gli ETF che fanno la
stessa cosa e costano di meno) o passiva (replica i banchmark). La gestione passiva dei fondi
comuni è stata scalzata dagli ETF, comprando uno strumento replica le perfomance di un
determinato parametro (ETF), del prezzo di una materia prima (ETC), replica le performance di
una valuta (ETN)
* ABS/MBS: strumento nanziario che vengono scambiati sul MOT, sono titoli frutto di operazioni
di cartolarizzazioni. ABS = Asset Backed Securities, (garanzia = crediti) MBS = Mortgage Backed
Security (garanzia = mutui). L’operazione di cartolarizzazione viene utilizzata dalla banca per
raccogliere risorse nanziarie (alternativa all’emissione di obbligazioni)
La banca “originator” crea l’operazione. Nell’attivo ha crediti mutui… con collegati debitori
mutuatari e debitori che sono coloro che devono pagare le rate alla banca.
72
fi
fi
fi
fi
fi
Le banche hanno bisogno, per e ettuare
l’operazione, di appoggiarsi a delle società
veicoli come le SPV (Special Pourpose
Veichole). Che rapporto hanno queste due?
Tramite la SPV che vengon cartolarizzati i
crediti della banca
* Cartolarizzare: trasformare attività (asset)
illiquide in titoli obbligazionari negoziabili.
Attività illiquide solo come i mutui che sono a
medio lungo termine, caratteristica di attività
illiquide. I titoli negoziabili sono le ABS e
MBS.
L’originator cede una parte dell’attivo (la parte più illiquida) all’SPV. Cadendo i crediti cede anche i
debitori e mutuatari collegati ai suoi crediti che diventano creditori e mutuatari dell’SPV.
La SPV, come nanzia l’acquisto di questi crediti/mutui? Sono società a scarsa
patrimonializzazione (poco capitale) che gli acquisto tramite l’emissione di titoli obbligazionari
(ABS/MBS).
Le agenzie di RATING danno un voto a questi titoli obbligazionari, e in base al rating ci sono
tranche diverse (Senior, Mezzanine, Junior). Più è basso il rating più è elevato il rischio il credito e
più ha rendimento.
In ne ci sono gli investitori istituzionali che acquistano i titoli, e comprando pagano un prezzo
all’SPV, e quest’ultima gira questo prezzo alla banca originator.
• È un’operazione di raccolta in che senso? l’SPV raccoglie risorse nanziare per la banca
originator.
• Con quali risorse la SPV paga i sottoscrittori di ABS e MBS? Questi titoli hanno dietro a garanzia
crediti o mutui, quindi chi paga? Sono i debitori e i mutuatari che pagano le rate periodicamente
all’SPV, che pagano gli interessi con quelle rate a chi ha comprato i titoli.
• La banca originator raccoglie risorse nanziarie con questa operazione porta fuori bilancio
crediti e il rischio di credito connesso che deriva dall’insolvenza dei debitori o mutuatari. Su
quali altri soggetti? Gli investitori che hanno comprato gli ABS e MBS.
■ Chi si quota sul mercato? Si rivolge alle imprese di media e grande capitalizzazione che
intendano attrarre risorse per nanziarie un progetto di crescita.
➔ Capitalizzazione = prezzo dell’azione (prezzo di mercato) * numero di azione emesse.
Suddiviso in 2 segmenti:
Segmento Euronext STAR (segmento titoli ad alti requisiti) Milan: per le medie imprese con
capitalizzazione compresa tra i 40 milioni di euro e 1 miliardo di euro.
Imprese che devono soddisfare requisiti più alti/di eccellenza in termini di:
✓ alta trasparenza (es. informazioni per il mercato disponibili sul sito internet anche in
inglese; etc.) in inglese permette di rivolgersi ad un pubblico più ampio.
✓alta liquidità (ovvero avere un ottante pari ad almeno il 35% del capitale) dovrebbe
garantire la negoziazione del titolo sul mercato, che sia scambiato/ liquido
Flottante: la parte di azioni che è liberamente acquistabile sul mercato, non
bloccata da gli investitori istituzionali o dallo stato, liberamente acquistabile da noi e
scambiabili sul mercato. Quindi la parte di azioni disponibili per la negoziazione.
✓ corporate governance allineata agli standard internazionali (deve essere rispettato
un certo numero di amministratori indipendenti all’interno della corporate governance, per
garantire una gestione migliore della società (che va a quotarsi))
73
fi
fi
fi
ff
fl
fi
fi
Segmento Euronext Milan: riservato a tutte le altre società. Ai ni dell’ammissione alla
quotazione, le società devono avere devono avere una capitalizzazione di mercato pari almeno a
40 milioni di euro; e un ottante minimo richiesto pari al 25%. No requisiti sulla trasparenza a
e corporate governance.
1. Euronext Growth Milan (ex AIM Italia): mercato azionario, l’unico mercato su cui è possibile
essere quotati (funzione di listing), e per questo motivo entrano in competizione con i mercati
regolamentati, ma è più facile quotarsi perché hanno meno requisiti.
2. MERCATO BORSA ITALIANA EQUITY MTF (BIT EQ MTF): Mercato azionario non
regolamentato (MTF) nato a luglio 2016. Comprende 2 segmenti:
➤ il segmento Borsa Italiana Global Equity Market (Segmento Bit GEM): dedicato alla
negoziazione di azioni di emittenti non italiani già scambiate in mercati regolamentati negli Stati
membri dell'UE o in altri paesi membri dell'OCSE. Il Segmento Bit GEM sostituisce il segmento
MIA International del mercato MTA introdotto nel 2006. Orario di negoziazione: dalle 8.00 alle
17.42;
➤ il segmento After Hours (segmento TAH (trading after hours)) in cui sono negoziati gli
strumenti del segmento BIT GEM, ma dalle 18:00 alle 20:30,
Questo per dare la possibilità a chi lavora di scambiare sui mercati dopo l’orario di lavoro e per
dare la possibilità a investitori stranieri che hanno fusi orari di erenti di potersi impegnare nello
scambio sui mercati
Funzionamento disciplinato da un apposito regolamento.
3. EXTRA MOT: Mercato obbligazionario non regolamentato (MTF) nato a giugno 2009.
In esso vengono negoziate obbligazioni (compresi i green bonds e i social bonds) già quotate
su un altro mercato regolamentato.
Si articola in 2 segmenti:
74
fl
fi
fi
fi
fl
fi
fi
fi
fi
ff
fi
ff
o Segmento Professionale: accessibile solo ad investitori professionali (istituzionari).
o Segmento ExtraMOTPRO: accessibile anche a investitori retail.
Funzionamento disciplinato da un apposito regolamento.
4. EuroTLX: Mercato non regolamentato (MTF) gestito da Borsa Italiana SpA da gennaio
2020 (in roecedenza era u MTF gestito da EuroTLX SIM)
Dedicato alla negoziazione delle euroobbligazioni e delle azioni estere
Mercato di riferimento solo per gli investitori retail
Funzionamento disciplinato da un apposito regolamento
Il sistema di negoziazione utilizzato nel mercato Euronext Milan (ex MTA) è suddiviso in tre fasi:
Asta a Chiamata
1. asta di apertura (dalle 8.00 alle 9.00), articolata in tre momenti:
• fase di pre-asta: determinazione del prezzo teorico d’asta di apertura
• fase di validazione: validazione del prezzo teorico d'asta di apertura
• fase di apertura: conclusione dei contratti
Asta Continua
2. negoziazione continua (dalle 9.00 alle 17.25 circa)
Asta a Chiamata
3. asta di chiusura (dalle 17.25 alle 17.30), articolata in tre momenti:
• fase di pre-asta: determinazione del prezzo teorico d’asta di chiusura
• fase di valutazione: validazione del prezzo teorico d’asta di chiusura
• fase di chiusura: conclusione dei contratti
Ogni mercato ha la sua regolamentazione, di solito viene preso quello Euronext Milan perché è il
più completo.
76
ffi
ffi
Il funzionamento è: uso la regola 1 e non riesco a determinare un solo prezzo ma già di uno
usiamo la regola 2, e così via no alla regola 4 che mi obbliga ad avere un solo prezzo.
1.1 FASE DI PRE-ASTA (Asta a Chiamata): determinazione del prezzo teorico d’asta di apertura
Regola 1: il “prezzo teorico di apertura” è quello che consente la negoziazione della maggior
quantità di titoli
Qualora a prezzi diversi siano negoziabili pari quantità di titoli? Si applica una seconda regola
Regola 2: il “prezzo di apertura” risulta quello al quale è possibile negoziare la quantità che
produce la minor di erenza tra il volume degli acquisti e il volume delle vendite
77
fi
ff
fi
Aggiungiamo una colonna a destra! Che mi
descrive la di erenza tra il totale acquisti e
totale vendite
La di erenza minore, secondo la seconda
regola (la prima non è applicabile perché
abbiamo 3 prezzi) il prezzo determinato è
10,10.
Nel caso in cui a di erenti pezzi sia negoziabile lo stesso quantitativo di titoli con lo stesso scarto
tra acquisti e vendite? Si applica la terza regola
Ma se la pressione di mercato sul l lato degli acquisti risulta pari a quella sul lato delle vendite?
78
§
§
ff
ff
ff
- Applico la Regola 4 -
1) Se il p di chiusura validato del giorno precedente è maggiore dei potenziali prezzi teorici d'asta di
apertura (esempio: 10.25)?
La scelta ricade su quello più vicino (10,20)
2) Se il p di chiusura validato del giorno precedente è minore dei potenziali prezzi teorici d'asta di
apertura (esempio: 10.08)?
La scelta ricade su quello più vicino (10,10)
3) Se il p di chiusura validato del giorno precedente è compreso tra i 2 prezzi (esempio: 10,12; 10,15;
10,18)?
Il prezzo teorico d'asta è sempre pari al prezzo di chiusura validato del giorno precedente.
Si applica una quinta regola che prevede che il “prezzo teorico di apertura” sia il più basso tra
tutti quelli resultanti dall’applicazione delle prime 3 regole
• Durante tale fase gli operatori non possono accedere al sistema telematico.
• " È il sistema telematico che veri ca la validità del prezzo teorico di apertura calcolato in
precedenza.
79
fi
fi
• Il prezzo è validato se il suo scostamento dal prezzo di chiusura del giorno precedente non
supera una % massima stabilita da Borsa Italiana.
* guarda esempi *
ESAME
A lei piacciono i dettagli!! Spiegare bene tutto e non solo caratteristiche
80
• Il sistema nanziario e il suo legame con gli strumenti e i mercati nanziari
• Foscus sulla funzione (del sistema nanziario) di trasmissione della politica monetaria
Obbiettivi ( nali e intermedi)
Strumenti convenzionali della PMI:
- TUS/TUR
- Operazioni di mercato aperto → tabella co caratteristiche a confronto e PCT
- Riserva bancaria obbligatoria: caratteristiche e funzioni
Operazioni attivabili su iniziativa delle controparti (prestiti e depositi overnight)
Corridoio dei tassi (dare de nizione die tassi mostrati sul gra co!!)
Panoramica principali strumenti (NON convenzionali) della PM
82
fi
fi
fi
fi
fi