CAPITOLO QUATTRO: LE REGOLE INVISIBILI DELLA VITA
QUOTIDIANA
[Link] E ASPETTATIVE SOCIALI
Le norme sociali sono quelle regole, scritte e non scritte, che prescrivono come devono
comportarsi individui e gruppi in determinate situazioni della vita sociale e che definiscono le
aspettative altrui nei loro confronti. Le norme sociali, secondo il sociologo statunitense Sumner
(1840-1910) sono classificate in tre tipi principali:
gli stateways (norme giuridiche) ovvero le norme emanate dallo stato il cui rispetto è
obbligatorio per tutti i membri della società es. chi compra una mela senza pagare
i mores (costumi) ovvero le norme tramandate oralmente a cui la collettività riconosce un
forte significato morale es. norma violata da un soggetto che non rispetta il lutto di un altro
i folkways cioè le usanze e consuetudini di una società prive però di riferimento al valore e
all’etica cha caratterizza i mores (anche loro sono orali) es. indossare il piagiama per
andare a letto
NORME ESPLICITE E IMPLICITE
Le norme possono essere esplicite cioè formulate espressamente oppure implicite cioè non dette
o illustrate. Nel nostro regolamento scolastico ad esempio, non compare la regola di venire a
scuola senza il pigiama poiché qualcosa di scontato. Le norme giuridiche sono sempre formulate
espressamente affinchè possano essere conosciute da tutti dal momento che come si suol dire “la
legge non ammette ignoranza”
2. LE ISTITUZIONI
L’istituzione è l’insieme di norme tra loro coordinate, radicate nell’esperienza quotidiana degli
individui e da questi percepite come capaci di regolare un certo ambito di vita e azione in un
determinato contesto storico e geografico. Per il sociologo sono istituzioni il matrimonio, la
famiglia, la religione, lo sport accanto ad altre entità più “impalpabili” come il linguaggio o la
scienza. Anche quando ci sembra che un’istituzione sia particolarmente concreta, dobbiamo
ricordare che si tratta di un’entità simbolica visto che non si identifica con le risorse materiali e
umane di cui necessita per concretizzarsi.
STATUS E RUOLI
All’interno di un’istituzione le persone occupano posizioni diverse e svolgono compiti differenti. A
scuola si può essere alunni, docenti, bidelli e così via; in famiglia marito, moglie e ad ognuna di
queste posizioni sono associati compiti diversi a cui corrispondono precise aspettative sociali. I
sociologi chiamano status ciascuna di queste posizioni ricoperte da un individuo all’interno di
un’istituzione e ruolo il complesso delle azioni che ci si aspetta da un individuo.
Es. da una maestra ci si aspetta che sia preparata e che spieghi gli argomenti in modo corretto non
che (salvo casi particolari) accompagni i suoi studenti a casa.
STATUS ASCRITTI E STATUS ACQUISITI
Poiché nella società ci sono molte istituzioni e l’individuo è in rapporto con molte di esse, può
occupare al tempo stesso la posizione di figlio e di studente quindi, ogni persona, assume una
pluralità di status. Alcuni vengono detti status ascritti legati a condizioni indipendenti dalla
volontà dell’individuo (si è anziani e non giovani in base all’età) e altri sono chiamati acquisiti che
si raggiungono attraverso l’impegno e le capacità personali (es. si diventa insegante studiando a
fondo). Spesso lo status è “correlativo” ovvero che si definisce in rapporto ad un’altra posizione
sociale ad esso complementare (es. medico/paziente o genitore/figlio). Anche i ruoli che ne
discendono sono complementari poiché come l’alunno si aspetta certe azioni dall’insegnante,
anche quest’ultimo ha precise aspettative riguardanti il comportamento dell’allievo.
I CONFLITTI DI RUOLO
La pluralità di ruoli che ci ritroviamo ad interpretare può spesso esporci a situazioni di
conflittualità poiché un soggetto può avere difficoltà a conciliare il proprio ruolo famigliare con
quello imposto dalla propria professione, in questo caso si parla di conflitto inter-ruolo cioè un
conflitto tra due o più ruoli diversi spettanti alla stessa persona. Oppure, può capitare che un
individuo sia in difficoltà nell’interpretazione di un singolo ruolo, sia per l’ambiguità connessa al
ruolo stesso, sia per il contrasto tra la sua sensibilità e gli obblighi morali ai quali deve rispondere,
in questo caso si parla di conflitto intra-ruolo cioè interno al ruolo stesso.
LE TRASFORMAZIONI DELLE ISTITUZIONI
Le norme che le istituzioni impongono alla condotta degli individui sono soggette a mutamento
storico, che può prodursi in forme differenti.