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Rinascimento letteratura Umanesimo

quadro storico
Eventi :
1304/1374 Anticipatore F. Petrarca con lo Studio dei
Guerra dei cent’anni tra Francia e
Inghilterra 1337/1453. classici filosofici latini e greci

Peste del 1348. Ludovico Ariosto 1474-1533

L'Italia divisa in comuni e signorie che Niccolò Machiavelli 1469-1527


trovano un breve pace di lodi 1454 1438 - L’invenzione della stampa , il tedesco Gutenberg
Mentre al sud è unificata del governo 1514 Copernico e la teoria eliocentrica.
angioino passato nel 1443 agli aragonesi
Grande scisma della chiesa e la
controriforma protestante 1517.
L’avanzata dell’impero ottomano.
Rinascimento in ITALIA
quadro storico
REPUBBLICHE : FIRENZE - Cosimo dei Medici 1389-1464 Piero dei Medici fino al 1469
GENOVA – VENEZIA - LUCCA

STATO PONTIFICIO PAPA Martino V (1417–1431) Eugenio IV (1431-1447) Niccolò V (1447- 1455)
Callisto III (1455–1458) Pio II (1458-1464) Paolo II (1464–1471) Sisto IV (1471–1484)
Innocenzo VIII (1484-1492)
I DUCATI di Milano - Sforza (1450-1535),
Urbino - duca Federico da Montefeltro
Ferrara – Duca Lionello D’Este (1441 – 1450) Borso D’Este(1450-1471) Ercole I d’Este (1471-1505)
Alfonso I D’este (1505-1534)
EQUILIBRIO DI CONTENUTO E FORMA
Il termine Rinascimento venne usato, tra i primi, da Giorgio Vasari alla metà del XVI
secolo, per sottolineare il concetto di rinascita dell’arte e della cultura classica a partire
dal XV sec. in contrapposizione con il periodo artistico precedente denominato “età di
mezzo” (Medioevo) poiché era visto come un’interruzione tra la classicità e il
Rinascimento.

Uno degli elementi nuovi è la collocazione dell’uomo come centro del mondo,
capace di conoscere ciò che lo circonda attraverso la propria ragione,
quindi attraverso le regole scientifiche e matematiche.
La visione matematica del mondo che porta alla codifica della PROSPETTIVA poiché la
realtà viene sottoposta a leggi razionali e universali che hanno per riferimento l’occhio
umano, dunque l’uomo è padrone dello spazio.
Un’altra conseguenza della logica matematica è la ricerca della proporzione e la
riscoperta della “SEZIONE AUREA”.

IL RINASCIMENTO
Paolo di Dono detto Uccello
(Arezzo) 1397-1475 (umanesimo fiorentino)
Figura di passaggio dal gotico all’umanesimo
Affasciato dallo studio della PROSPETTIVA ma legato all’iconografia
gotica. Lavora nella bottega del Ghiberti , poi si reca a Venezia per i
mosaici di San Marco , dal gotico e dal bizantino prende il gusto per i
paesaggi fantasiosi .
I primi dipinti sono strettamente legati alla ricerca prospettica dove
tutto sembra dover rispondere alle regole matematiche della
geometria .
ESCLUDE L’EMOZIONE E LA MUTEVOLEZZA DELLE COSE .
Nel primo trentennio del ‘400 i sui affreschi sono opere di
sperimentazione prospettica come il monumento equestre a
Giovanni acuto 1436, Santa Maria Del Fiore, Firenze.
Paolo di Dono detto Uccello
1397-1475
Diluvio universale Santa Maria Novella 1436-40
Usa la prospettiva per creare l’atmosfera, il doppio punto di fuga viene
incrociato per un effetto spaziale drammatico, crea un vortice geometrico
che risucchia ogni cosa. A contrasto i volti sono impassibili.

San Giorgio ed il drago National Gallery , Londra 1460.


la sua NON è ricerca di verità della nutra, ma tutto rientra nella
geometria, il prato , le nuvole, la simmetria tra la figura del cavaliere ed il
drago. La lancia enfatizza la direzione della lettura del dipinto che nasce
dalla veste della dama sale nell’ala del drago ed arriva alle nuvole che
annunciano la tempesta.
Crea un ambiente surreale idealmente basato sulla matematica privo di
emotività
Filippo di Tommaso LIPPI
Firenze 1406-1469
(umanesimo fiorentino)

Frate carmelitano , cresce nel convento del Carmine dove


Masaccio aveva affrescato la cappella. Questo, ed il suo
passaggio a Padova dove incontra il gusto fiammingo,
caratterizzeranno la sua opera, dal primo assume i caratteri
rinascimentali del naturalismo , dai secondi la sensibilità per il
colore e l’uso della luce.
Grandissimo disegnatore usa la line per tracciare le masse i
volumi che poi definirà con i chiaroscuri.
Le su figure sempre delicate e composte si animano nello
spazio grazie all’uso dei cromia che dona movimento ma mai
scompiglio.

Madonna con il Bambino e due angeli.


1465 ca Galleria degli uffizi, Firenze
Domenico Veneziano - Venezia 1410-1461
(umanesimo fiorentino)
Nato a Venezia operò in UMBRIA ed in TOSCANA soprattutto a Firenze

Santa Lucia dei Magnoli (1445/1447 )


galleria degli uffizi Firenze
Impianto architettonico gotico , vesti
richiamo fiammingo , impianto
simmetrico con tre punti di fuga
ribassati per dilatare lo spazio
architettonico, il quale si apre nel
cielo dove si intravedono le fronde
degli alberi retro-stanti, la luce scende
dall’alto e si riflette sulle tinte delle
Adorazione dei Magi , per
vesti e delle architetture dando alla
Piero dei Medici 1438/44 scena un senso di effimero e mistico.
(influenze fiamminghe) La luce si miscela con i colori creando
Gemäldegalerie di Berlino tinte neutre.
Ducato di Urbino con Federico da Montefeltro 1444
Governante dalla conoscenza militare ed umanistica , consigliato dal Vespasiano da Bisticci – crea una delle
maggiori biblioteche italiane di testi latini e greci preso il palazzo di Urbino (adesso in vaticano).
Con la pace di Lodi del 1454 tra Milano e Venezia , il centro itali vive un momento di pace e con lui Urbino
diventa ,da piccolo borgo, ad un centro culturale umanistico di gran prestigio.

Presso la corte del duca operano :

Leon Battista Alberti (Genova 1404/1472)


Piero Della Francesca (Sansepolcro 1412-1492)
Luciano Laurana (lavori a palazzo ducale )
Francesco Di Giorgio Martini
Melozzo Da Forlì

Luca Pacioli matematico


Giusto di Gand (fiammingo)
Pedro Berruguete (vedi ritratto)
Piero Della Francesca (Sansepolcro 1412-1492)
Legato alla sua terra , viaggerà per le maggiori corti italiane lavorando e venendo a contatto con i maggiori esponenti
del suo periodo : unisce in tal modo la corposità delle figure di Masaccio , con le tinte tenui del beato angelico ,
utilizza sapientemente la prospettiva di Alberti , l’uso fiammingo della luce di Veneziano .

Lo vediamo a Firenze negli affreschi del coro di sant’Egidio


(1439 con il Veneziano, ormai persi)
A Rimini per il tempio Malatestiano con l’Alberti
Arezzo negli affreschi di sant’Antonio (1453)
A Roma per Niccolò V per la Basilica di Santa Maria
Maggiore 1454 e nel 1458 per Pio II ad affrescare delle
stanze ( poi coperte da Raffaello)
A Perugia nel 1460 sempre per il convento di Sant’Antonio.
Nella sua città natale Sansepolcro , il polittico della
misericordia, affreschi e polittico nella chiesa di
sant'Agostino, il battesimo di Cristo, la resurrezione di
Cristo nel palazzo comunale (immagine) .
Piero Della Francesca (Sansepolcro 1412-1492)
Matematica e geometria regolano le sue opere, le composizioni sono legate da
una armonia numerica, il ritmo della scena è guidato dalla stessa numerazione, i
volti spesso, senza emozione, guardano all’infinito in contemplazione negando
l’indagine psicologica. La pittura deve interpretare per Piero, un mondo ideale
ed immutabile dove le regole astratte della geometria lo controllano.

IL Battesimo di Cristo 1445 (National Galley, Londra)

Opera piena di simbologia accennata, il numero 3, la trinità ricorre per


tuto il quadro , Gesù ha la plasticità di una colonna , portante e fissa,
come l’albero, simbolo di eternità. Albero e battista dividono in tre la
scena, Cristo è all’interno di un triangolo compositivo.
La Tavola dipinta per celebrare Ambrogio Traversari, priore dell’ordine
dei camaldolesi di San Sepolcro , si era impegnato nella riconciliazione
della chiesa d’oriente ed occidente (concilio di Firenze 1439).
La mano girata dell’angelo a sx è un antico simbolo di concordia, mentre
le mani legate degli altri indica unità. Le figure di sfondo sono in abiti
bizantini a ricordare l’evento del concilio.
L’atmosfera è sospesa in una perfezione generata dalla presenza divina.
Piero Della Francesca (Sansepolcro 1412-1492)
TRATTATISTA :
1460 c.a. - Il LUBELLUS DE QUINQUE CORPORIBUS REGOLARIBUS : studio dei poliedri regolari e delle
proporzioni che li regolano. Partendo dalla tradizione euclidea e pitagorica, rappresenta per la prima
volta figure complesse che , con la diffusine del suo libro verranno «utilizzate» dagli artisti succedutigli.
1475 -DE PROSPECTIVA PIGNGENDI: In questo indaga le regole della rappresentazione assonometrica e
prospettica delle volte e delle cupole giungendo alla determinazione matematica del loro volume, ma
non solo estende lo studio al corpo umano indicando i punti di connessione strutturale per rappresentare
il movimento. A questi suoi studi si rifaranno ed amplieranno le indagini altri teorici matematici come
Luca Pacioli, «del divina proportione» in cui tutto ciò che è natura, anche l’uomo viene indagato sotto le
proporzioni auree .
1450- TRATTATO D'ABACO: La prima opera basata sulla matematica applicata, Il titolo fu aggiunto solo in
epoca moderna in quanto assente nell'originale. La parte geometrica e quella algebrica sono risultate
molto vaste rispetto alle consuetudini del suo tempo, così come la parte sperimentale in cui l'autore ha
esplorato elementi non convenzionali.

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