LE SCELTE DI ORGANIZZAZIONE
1. L’ASSETTO ORGANIZZATIVO, IL COMPORTAMENTO ORGANIZZATIVO
In organizzazione il centro d’attenzione è il comportamento delle persone
Le scelte di organizzazione sono volte guidare il comportamento delle persone
Le scelte di organizzazione portano a disegnare l’assetto organizzativo
L’assetto organizzativo di un’impresa è l’insieme delle variabili che configurano l’organismo
personale e che definiscono, indirizzano e coordinano i comportamenti delle persone che
compongono l’organismo personale
2. LE VARIABILI ORGANIZZATIVE
Le variabili organizzative sono le strutture e i processi che indirizzano i comportamenti delle persone
Le variabili organizzative sono:
- La struttura organizzativa di base e la struttura organizzativa delle singole unità aziendali
- La distribuzione del potere
- I sistemi operativi
• Sistemi di pianificazione, di programmazione e di informazione
• Sistemi di gestione del personale
UNO SCHEMA DI SINTESI: LE V.O., LE PERSONE, I COMPORTAMENTI
3. I RISULTATI DELLE SCELTE ORGANIZZATIVE
In pratica, progettando l’assetto organizzativo si decide:
- Quante persone, e con quali caratteristiche, fare lavorare nell’impresa
- Quali insiemi di compiti ogni persona deve svolgere … ...con quali obiettivi, secondo quali
modalità e con quali risorse
- Come ogni persona deve essere retribuita
- Quali percorsi professionali le persone possono o devono compiere in relazione al variare
delle combinazioni economiche dell’azienda
4. L’ORGANISMO PERSONALE
E’ l’insieme unitario delle persone che con il loro lavoro contribuiscono alla vita dell’azienda
E’ un complesso dinamico; deve essere flessibile
Si analizza in due aspetti complementari
- Le variabili individuali (le caratteristiche delle singole persone)
- Le variabili sociali (l’intensità e la qualità delle relazioni tra le persone)
4.1 LE VARIABILI INDIVIDUALI
Le competenze professionali:
- Conoscenze e capacità tecniche (contabilità, elettronica, marketing, ecc.)
- Conoscenze e capacità relazionali (leadership, lavoro in gruppo, ecc.)
I valori: le convinzioni e le credenze in generale e, in particolare, relativamente all’attività economica
I bisogni in generale e, in particolare, i bisogni che si soddisfano (anche) mediante il lavoro
4.2 LE VARIABILI SOCIALI
Sono le relazioni positive (cooperazione, coesione, ...) e negative (conflitto) che si instaurano tra le
persone.
La cooperazione e la coesione sono essenziali per il buon funzionamento delle organizzazioni
La coesione e la cooperazione dipendono anche dalla condivisione di valori comuni: la cultura
5. LE CONDIZIONI DI COESIONE E DI COLLABORAZIONE
Tre condizioni sono particolarmente importanti per attivare coesione e collaborazione tra i membri
di un gruppo:
1. far sì che le persone abbiano valori condivisi o almeno compatibili;
2. assicurarsi che in ogni gruppo ci sia un leader forte (e uno solo);
3. adottare “incentivi” che premino anche i risultati del gruppo.
6. I PRINCIPI DI PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA
1. Principio della coerenza dinamica: non esistono assetti organizzativi “ottimi” ed “eterni”;
ciascuna impresa deve ricercare i propri equilibri in ottica evolutiva.
2. Principio dell’orientamento alle persone e ai gruppi di persone: l’assetto organizzativo deve
motivare le persone al lavoro e alla collaborazione; la motivazione e l’efficienza sono
complementari, non alternative.
7. LA PROGETTAZIONE DELLA STRUTTURA ORGANIZZATIVA DI BASE
La struttura organizzativa è la configurazione unitaria e ordinata degli organi aziendali (direzioni,
uffici, reparti, ...) e degli insiemi di compiti e di responsabilità assegnati a ciascuno di tali organi.
In termini formali, la struttura organizzativa si esplicita in:
- organigrammi (quali sono le unità organizzative e le relazioni gerarchiche tra le stesse)
- mansionari (quale insieme di compiti – la mansione – deve essere svolta da ciascuna
organizzativa)
8. LE CONFIGURAZIONI DI BASE DELLA STRUTTURA ORGANIZZATIVA
Per le imprese la progettazione della struttura organizzativa consiste essenzialmente nella scelta di
una delle quattro forme di base (più due varianti) che sono denominate:
- Struttura elementare
- Struttura funzionale pura / mista
- Struttura divisionale pura / mista
- Struttura a matrice
9. DIVIDERE E COORDINARE
Scegliere la struttura organizzativa significa scegliere:
- come dividere il lavoro (specializzare) tra le varie unità e persone (per funzioni, per prodotti,
per aree geografiche, ecc.);
- come coordinare le attività svolte dalle varie unità e persone.
Ogni struttura organizzativa ha i suoi vantaggi e svantaggi in termini di specializzazione e di
coordinamento.
8.1 LA STRUTTURA FUNZIONALE PURA
8.2 LA STRUTTURA ELEMENTARE
8.3 LA STRUTTURA DIVISIONALE PURA
8.4 LA STRUTTURA FUNZIONALE DI UN’IMPRESA MULTIBUSINESS
10. LE CINQUE VARIABILI PER LA SCELTA FUNZIONALE / DIVISIONALE
11. STRUTTURA MISTA: DIVISIONALE CON UNA FUNZIONE (R&D) CENTRALIZZATA
12. STRUTTURA MISTA: FUNZIONALE CON UNA DIVISIONE
13. STRUTTURA A MATRICE
14. IL MODELLO STRATEGIA - STUTTURA